Domande agli Operatori

Fai una nuova domanda

Cerca nell'archivio di 250 risposte, o fai una nuova domanda, anche in forma anonima.

Un Operatore autorizzato risponderà presto alla tua domanda. Il tempo di risposta potrebbe variare a seconda della difficoltà del quesito. La risposta sarà pubblicamente leggibile nell'archivio. Se preferisci una risposta privata, usa il modulo di contatto.
Cliccando su 'Invia domanda' autorizzi il trattamento dei tuoi dati personali solo ed esclusivamente per rendere possibile questo servizio, secondo la policy del sito. Tali dati sono strettamente confidenziali e non saranno divulgati in alcun modo.
Facoltativo: inserisci il tuo indirizzo email se vuoi ricevere un avviso quando verrà pubblicata la risposta.
+ 4 = 13
Risolvi questa operazione e inserisci il risultato. Es.: per "2 + 4 = ?" inserisci "6".
Annulla
Aiuto

Scheda Informativa

Informazioni Generali

  • L’uso delle droghe che agiscono sulla coscienza è qualcosa che deve essere preso con la massima serietà (Albert Hoffman)
     
    Funghi magici (psilocybe, stropharia, panaeolus), mescalina (cactus peyote), DMT (gruppo di alcaloidi presenti in numerose piante e composti o prodotti di sintesi), Salvia Divinorum (particolare qualità di salvia capace di indurre visioni) - questi, insieme all’ormai famoso LSD - sono gli psichedelici oggi più diffusi nei festival, rave, rainbow ed altre occasioni collettive di festa. Le sostanze psichedeliche causano modificazioni profonde della coscienza, della sensazione dell’io e della percezione del mondo circostante. L’assunzione di psichedelici provoca forme di alterazione percettiva e sensoriale molto forti, che molti hanno descritto essere "di tipo spirituale". Gli esseri umani possono talvolta raggiungere stati alterati di coscienza simili anche senza ricorrere all’aiuto di sostanze (es: il digiuno, la trance ed altri rituali magico-religiosi, il dolore, la realtà virtuale ecc).
     
     
    Gli allucinogeni di sintesi: l’LSD
    Nella grandissima varietà delle sostanze allucinogene, la dietilammide dell'acido lisergico - o più brevemente LSD - è sicuramente la più conosciuta e quella che ha maggiormente influenzato l'immaginario contemporaneo. Fu scoperta nel 1943 da Albert Hoffman, un chimico dei laboratori Sandoz durante alcuni sperimenti sull'attività farmacologica dei derivati dell'acido lisergico.

Effetti

  • Generalmente gli psichedelici non determinano vere e proprie "allucinazioni" ma piuttosto intensificano e alterano le percezioni sensoriali: i colori appaiono più intensi e si possono scorgere strutture caleidoscopiche (specialmente nella penombra o ad occhi chiusi). Possono verificarsi “illusioni” sonore, le sensazioni olfattive, gustative e tattili sono molto più intense e in parte distorte. La percezione del tempo e dello spazio si modifica ed hanno luogo profonde introspezioni.
    Sotto l’effetto di LSD possono essere vissute come vere  immagini e sensazioni che non hanno una corrispondenza diretta con la realtà. Durante il trip (viaggio) i colori possono essere ”uditi” e i suoni “visti” (sinestesia). Si altera l’immagine corporea e si fa fatica a distinguere fra reale e immaginario.

Cenni Storici

  • Funghi magici  (Psilocybe e cactus Peyote). I due agenti attivi contenuti nei funghetti, responsabili degli effetti psicoattivi, sono la psilocina e la psilocibina.
    Il culto del fungo allucinogeno è antichissimo, così come indicano le testimonianze dei primi conquistatori e viaggiatori in Centro America (soprattutto in Guatemala e Messico) e il ritrovamento di numerosi reperti come le pietre di fungo (mushroom stones) attribuiti agli indiani del 1.000 a. c. che consistono in pietre a forma di fungo il cui gambo rappresenta facce umane o animali. Queste popolazioni usavano i funghetti anche per motivi curativi o magico - divinatori: per interferire sul tempo meteorologico, per predire il futuro, o per ritrovare un oggetto smarrito. Gli aztechi, invece, ritenevano sacro il cactus peyote, la pianta da cui si ricava un allucinogeno naturale, la mescalina, la cui ingestione dà effetti simili a quelli dell'LSD. La sensazione di trascendenza e di illuminazione che questa sostanza è capace di dare costituisce ancora oggi un elemento centrale della cultura religiosa di alcune tribù indiane d'America. I sacerdoti del Peyotismo non impongono nessun dogma specifico ai fedeli, poiché ritengono che ciascuno può entrare in comunione con Dio tramite la "grazia" che dà l'ingestione del peyote.

    LSD
    Il 16 novembre 1938, il dr.Albert Hofmann, un chimico dell'azienda farmaceutica Sandoz, che lavorava alla creazione di farmaci per il sistema circolatorio., sintetizza per la prima volta l'LSD-25 (dietilammide dell'acido lisergico) dall'ergot (claviceps purpurea), un fungo parassita del grano.

    In realtà gli effetti psichedelici dell'ergot erano già conosciuti dagli Assiri che in una tavoletta del 500 a.C. fanno menzione di una "pustola nociva della spina di grano".

    Molti studiosi, come G. Wasson, ne ipotizzano l'uso rituale all'interno delle cerimonie dell'antica Grecia conosciute come Misteri Eleusini, dove l'ergot sarebbe stato utilizzato come ingrediente base all'interno della bevanda sacra chiamata kikeon, che permetteva agli iniziati di avere visioni divine e introspezioni filosofiche.

Approfondimenti

  •  Il 3,9% della popolazione dichiara di aver fatto uso, almeno una volta nella vita, di sostanze PSICHEDELICHE. Solo lo 0,5 però li ha assunti nell’ultimo anno al momento dell’indagine condotta dal ministero*. Ciò fa emergeere che, rispetto al numero assolutamente rilevante di persone che sono entrate in  contatto con la sostanza, pochi sono coloro che lo fanno abitualmente, anche perché non danno dipendenza e la forte tolleranza rende impossibile assumerli continuativamente.

Mostra: tutti i tipi | articoli | esperienze | siti segnalati | immagini | videoOrdina per: data | punteggio
Psichedelici

Non lascerai vivere la strega!

Le istituzioni politiche, religiose, legali, poliziesche, educative e corporative sono spaventate a morte da ciò che potrebbe finire nelle mani del vasto pubblico - particolarmente in quelle di un GIOVANE pubblico - quando questa cosa ha la proprietà di stimolare un senso RADICALMENTE differente nella percezione, sperimentazione e concezione del mondo.
Il problema non è medico bensì culturale o forse sarebbe meglio dire 'teocratico'.
È l'autoritarismo contro la libertà conoscitiva.
Le varie "elites" dello "establishment" (e la maggioranza  della gente spaventata e senza alcun potere che ha entusiasticamente o disperatamente adottato il consumismo come proprio fine esistenziale) si rendono solo vagamente conto che è in gioco proprio la classica visione del mondo "occidentale" (includendo in essa anche le "ideologie" islamiche nonché quelle giapponesi e cinesi contemporanee).  Eppure percepiscono che l'imperatore ormai può essere visto senza i suoi vestiti. Stanno combattendo per la loro 'sanità', cioè per conservare incontestata la loro versione canonica della realtà.
E sono terrorizzati nel sentirsi sfidati.
La loro visione del mondo è abbastanza "cattolica"  da arrivare a comprendere ideologicamente il capitalismo, il fascismo e il "socialismo reale", le religioni occidentali, l'ateismo, la scienza e perfino il nuovo misticismo annacquato e altamente commercializzato di una sciocca nebulosa New Age.
Ma non possono far fronte ai cambiamenti sociali e mentali che potrebbero verificarsi se gli psichedelici, gli empatogeni o Salvia fossero diffusamente utilizzati da un pubblico che agisse con molta serietà nei confronti della sperimentazione degli stati modificati di coscienza e fosse altrettanto lucidamente appassionato nella creazione di un ordine sociale basato su qualcosa di radicalmente differente dai rapporti di produzione capitalisti, dalla concorrenza, dai soldi, dalla manipolazione e dai rapporti di potere.  
Quindi, per i loro scopi, se non esiste un problema medico devono obbligatoriamente produrne uno.
Il nemico di Salvia e delle altre piante e sostanze psichedeliche è "un'istituzione politico-clericale"; non tanto quella di una religione particolare ma piuttosto la "teocrazia" combinata dei guardiani  'della realtà consensuale' di tutta la nostra cultura.
L'uomo, la legge, i repressori, gli esperti.  
Sono tutti impauriti dalla vera libertà radicale --- cioè dal diritto che ogni adulto o gruppo di adulti consenzienti possa fare con il proprio corpo e la propria mente qualunque cosa desideri senza minacciare la vita o la sfera personale di qualcun altro.
Questa è la sfida che propongono le sostanze che modificano la coscienza e il modo di vedere le cose.
La risposta delle istituzioni, oggi come 2000 anni fa, è sempre l'ingiunzione biblica 'Non lascerai vivere la strega' (Esodo, 22-18); un'ingiunzione la cui traduzione contemporanea è: 'divieto di utilizzare le droghe, carcere per chi lo fa'.  Sopprimere la sperimentazione. Infondere il timore. Infondere la rassegnazione.
Vogliono assicurarsi che nessuno abbia l'ardire di pensare fuori dal suo recinto.
Nel nostro "Brave New World", la gente sarà lasciata 'molto libera' di esplorare, ma soltanto fino al punto in cui il consenso psico-sociale non si sentirà minacciato.
Come si lascia libero un cane delimitato da una recinzione elettrica invisibile. Sembra che sia assolutamente libero ed è effettivamente 'libero' di vagare ovunque desidera, a patto che non provi mai a lasciare il recinto.
Gli psichedelici portano le persone lontano, fuori dalle "riserve" e a nessuno è permesso di uscire da lì.
È una guerra culturale.

a letter from Walt, Ohio, nov. 21st. 2003
http://moksha.splinder.com/

Punteggio: 5 (3 voti)
Psichedelici

Perchè le sostanze vengono vietate?

I cosiddetti “allucinogeni” (LSD, DMT, THC, PCP, Psilocibina, Mescalina, Salvinorina, ma stranamente non gli alcaloidi veramente pericolosi delle solanacee) sono oggi vietati con accanimento e veemenza perché scardinano un modo di pensare fisso, aprono la mente ad accettare altre possibilità e risvegliano quindi lo spirito critico e la capacità di discernimento dell’individuo, che in questo caso si afferma come artefice della propria coscienza e non come recettore passivo di contenuti che fanno comodo al regime dominante per il mantenimento di uno stato di cose stabilito, dove si manovrano abilmente passioni, pulsioni, desideri, aspirazioni… tutto il modo di vedere la vita.
Nel 1912, alla prima “conferenza internazionale contro le droghe”, si intendevano come tali soltanto gli oppiacei e la cocaina. Poi sono state inserite anche le sostanze che possono modificare profondamente (ampliare) la coscienza. Sono le stesse sostanze, gli stessi riti, le stesse idee e visioni della vita che si è cercato di vietare fin dai tempi dell’editto di Costantino (313 d.C.) e che ai tempi dell’inquisizione sono diventati “opera del diavolo”.
Nella religione monoteista del “dio della guerra” e nelle due follie fondamentaliste da questa derivate, è dai tempi di Adamo ed Eva che all’uomo è vietato avvicinarsi all’albero della conoscenza. E da allora l’uomo se ne infischia del divieto e delle sue conseguenze, perché è nella sua natura il voler conoscere.
Per l’uomo che si è sollevato dalla condizione di “bruto” (nell’articolo “il giardino proibito” sono i nati due volte) la CONOSCENZA è un bisogno, come è quello di respirare. E la conoscenza si attua modificando la propria condizione mentale, identificandosi con l’oggetto della conoscenza,

Le sostanze che oggi chiamiamo “allucinogeni” (o, meglio, “enteogeni”) sono state usate, e lo sono tuttora, per comprendere che non esiste soltanto quello che possiamo percepire comunemente tramite i sensi. In passato le religioni dell’estasi hanno avuto un ruolo importante nello sviluppo del pensiero, nella creazione della società e nella “civiltà” umana. Ma le classi di potere nella società organizzata sullo sfruttamento dell’uomo e dell’intero ambiente hanno presto realizzato che i riti Misterici, quelli Dionisiaci, quelli Shivaiti, quelli Mitriaci, quelli iniziatici in genere, quelli “esoterici” (nascosti perché perseguitati, in altre religioni facenti parte del quotidiano) sono pericolosi per il mantenimento dei loro privilegi.
Se alla coscienza umana si dischiude la conoscenza di altre possibilità di esistenza, di diversi valori, di un superiore grado di rispetto della vita, di risposta a domande tramite un’esperienza, allora le leggi costruite dall’uomo non hanno più alcun valore, le minacce di punizioni terribili spaventano molto meno e diventa più facile smascherare le bugie e le falsità della casta dominante.
E questo spaventa chi vuole a tutti i costi rimanere in una posizione di comando (anche mantenendo l’umanità in uno stato di arretratezza, anche distruggendo le coscienze di chi “si accorge”).
E da qui la proibizione (o la regolamentazione controllata) di tutti i comportamenti che in qualche modo possono favorire un risveglio critico nei confronti del potere organizzato.

Gli enteogeni non devono essere utilizzati per “sballare”, per offuscare la coscienza. Al contrario, il loro utilizzo positivo deve essere mirato ad una esperienza interiore che altrimenti sarebbe difficile da realizzare (vedi “la quarta via” di Gurdejeff), e che può cambiare la vita, può mutare il modo di valutazione, può togliere la paura della morte, vedere i problemi di tutti i giorni in una prospettiva diversa…

Le “acque corrosive” della tradizione ermetico –alchemica hanno lo scopo di disciogliere la compagine di pensieri, modi di essere e atteggiamenti costituita, e di dare quindi la possibilità di ricostruire, in presenza di una scuola iniziatica di pensiero, una coscienza nuova, liberata dalle catene del plagio, dei condizionamenti e dell’imitazione incosciente, in cui si afferma la centralità dell’individuo e la sua piena responsabilità di fronte al mondo.

Purtroppo, i modi di pensiero costruitisi ad opera del potere dominante sono difficili da sradicare, e le persone non si rendono conto che spesso credono di essere liberi nel pensiero mentre ne sono manipolati in modo subdolo e sottile. Si è creato questo modo di pensare: “ io sono intelligente, e riesco bene a capire le cose, riesco bene a capire cosa è buono e cosa è cattivo per me. Gli altri, spesso non riescono a capire cosa è bene e cosa è male. Quindi, le sostanze che uso io sono bene, o non poi così male, mentre quello che io non uso è male, da condannare e vietare, perché gli altri, che non sono coscienti, non lo usino”…
Questo modo di pensare è alla base del pensiero proibizionista, e la cosa più aberrante è che anche chi si reputa “di libere vedute” spesso, credendo di pensare liberamente e con coscienza, afferma e segue questo pensiero. Ed è per questo che la proibizione o la “imposizione dell’uso” (come nel caso ad es. dello zucchero raffinato o del tabacco) di qualunque sostanza, ha sempre avuto vita facile.
Questo modo di pensare fa vedere il “diverso da me” come un possibile nemico, perché: “se non si comporta esattamente come me, può comportarsi “male” ed essere quindi per me pericoloso: da eliminare”. Il fare discriminazioni porta, spesso in modo incosciente, a realizzare tale ragionamento e a lasciarsene condizionare nelle scelte e nei comportamenti quotidiani.

Rendiamoci conto che ogni essere individuale ha il diritto inalienabile di libere scelte, che soltanto l’individuo singolo può dire cosa per lui è bene o è male, e che ciò che per me è veleno, per un altro può essere farmaco. La mia libertà finisce dove vado ad intaccare la libertà di un altro, ma per ME nessuno ha diritto a decidere cosa è bene e cosa è male. Ed io ho il diritto di essere diverso.
Ricordiamoci che la proibizione crea l’abuso e la curiosità intorno alla cosa proibita, che la non disponibilità legale di una sostanza porta a comportamenti “illegali” e, nel caso di sostanze che danno dipendenza, a volte irresponsabili e negativi.
Ricordiamoci che per qualunque sostanza la cosa importante è un’informazione corretta e veritiera sui suoi effetti sul corpo e sulla psiche, senza moralismi, senza isterismi e senza interessi di parte. E che poi siano i singoli a decidere delle proprie vite.
Buon natale a tutti
Franco Casalone
http://www.wipeoutlifestyle.com/index.php?id=124

Punteggio: 4.4 (5 voti)
Psichedelici

Mushroom Men: The Spore Wars rinviato

Mushroom Men, controverso titolo esclusiva per la console Wii di Nintendo che ci verrà portato da Gamecock Media Group e Red Fly Studios, subirà un leggero ritardo rispetto alla data di rilascio prevista: il titolo è slittato al 3 dicembre 2008.
Ci toccherà pazientare ancora un poco prima di poter mettere le mani su questo curioso titolo che ci vedrà giocare nei panni di un uomo "Fungo" dallo stile molto dark, totalmente discostante dai soliti funghetti colorati ai quali siamo stati abituati da Nintendo.
http://www.nextplay.it/4506/mushroom-men-t...s-rinviato.html

image

Punteggio: 4.7 (3 voti)
Psichedelici

WELCOME TO THE MACHINE

benvenuti nella Londra psichedelica di Syd Barrett
Cultura e Spettacolo : Teatro
del 25/11/2008 di Stefano Giuntini

Lucca – Mercoledì 26 novembre alle 21.30, al Teatro del Giglio va in scena Welcome to the machine, il musical dedicato allo storico gruppo dei Pink Floyd. Attraverso i ricordi dell’amico Roger Waters , bassista e cantante della band, lo spettacolo ripercorre gli inizi della carriera di Syd Barrett , primo leader dei Pink Floyd, ricostruita attraverso i brani più celebri e significativi del gruppo (“Money”, “Comfortably numb”, “Wish you were here” e, ovviamente, “Welcome to the machine”), tutti eseguiti rigorosamente dal vivo. Vi raccontiamo la storia di Syd...
http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=14117

Nessun voto ancora
Psichedelici

Funghi psilocibinici vietati nei Paesi Bassi dal primo dicembre

è ormai ufficiale.

http://www.ad.nl/binnenland/2752615/Paddoverbod_vanaf_1_december.html
http://reddepaddo.nl/?p=144
http://reddepaddo.nl/?p=152
http://www.parool.nl/parool/nl/224/Binnenland/article/detail/42001/2008/11/10/Verbod-op-paddo-s-vanaf-december.dhtml

comunque l'associazione nazionale olandese degli smart shop (VLOS) reagisce delusa al provvedimento che bandisce la vendita dei funghi psilocibinici freschi nei paesi bassi, e ha fatto sapere che si batterà in tribunale in un ultimo tentativo di evitare il diviet.

Punteggio: 4.8 (4 voti)
Psichedelici

Negli anni ’80 la sperimentazione di LSD fu conclusa con risultati fallimentari

Il Colloquio di Polizia Giudiziaria
Il sopralluogo giudiziario compiuto in seguito ad un evento criminale, ha un ruolo di primaria importanza nella ricostruzione degli eventi.
Attraverso un attento e preciso repertamento sia di tracce che prove scientifiche, è infatti possibile ricercare conferme utili alla comprensione degli avvenimenti e all’individuazione dei possibili responsabili.
La prova scientifica è quindi di grande valore investigativo, ma nonostante ciò, non può in alcun modo sostituire l’attività “classica del “poliziotto”, fatta di intuizioni, analisi e raccolta di informazioni soprattutto attraverso relazioni “vis a vis” con possibili testimoni ed indiziati di reato.
Nel confronto con gli altri individui, infatti, è probabile acquisire informazioni, altrimenti impossibili da apprendere attraverso il solo oggettivo studio dei reperti, delle tracce e degli atti documentali.
Il legislatore, comprendendo l’importanza, nella fase preliminare, dell’interazione con i possibili testimoni e gli indiziati di reato, per favorire la ricostruzione dei fatti e per confermare eventuali linee investigative, ha stabilito all’articolo 64 del codice di procedura penale le modalità di esecuzione dei colloqui (interrogatorio), prevedendo diverse procedure e tutele a seconda della qualifica ricoperta dalla persona sentita (indagato o persona a conoscenza dei fatti).
L’acquisizione delle informazioni testimoniali (cd sommarie informazioni) è da considerarsi pertanto un atto investigativo preliminare ma di fondamentale importanza.
L’art. 188 del c.p.p. nel rispetto della dignità di ognuno impone una corretta e rispettosa acquisizione delle informazioni, non è possibile, infatti, validare dichiarazioni che sono state estorte con la minaccia o con l’utilizzo della violenza.
L’investigatore, non potrà ricorrere a nessuno stratagemma per ottenere le informazioni di cui necessita, potrà esclusivamente limitarsi a conquistare la fiducia dell’interrogato ed indurlo a riferire quante più informazioni possibili.
Considerazioni:
(segue http://www.crimelist.it/index.php?option=com_content&task=view&id=671&Itemid=128)

Punteggio: 2 (3 voti)
Ketamina

Stati generali sulle dipendenze in Valdarno


Stati generali sulle dipendenze  l’incontro si svolgerà sabato 4 ottobre  presso il complesso della Filanda è rivolto a tutti coloro che a vario tipo sono interessati a questo delicato argomento che riguarda la vita di molti cittadini valdarnesi.
Il giorno 4 ottobre è stata organizzata dalla Conferenza di zona dei sindaci e dal Dipartimento delle Dipendenze dell’USL 8 un’occasione di approfondimento sul modello organizzativo delle Dipendenze sul nostro territorio; si tratta di un incontro al quale sono invitati gli operatori che a vario titolo si occupano del problema, sul versante del servizio pubblico, del privato sociale e del terzo settore; naturalmente questa occasione è offerta anche a quanti vogliano partecipare perché in qualche modo interessati. La giornata si svolgerà presso la Sala Conferenze del complesso La Filanda della Ginestra ed avrà inizio alle ore 9 con il saluto portato da Sauro Testi presidente della Conferenza dei Sindaci del Valdarno aretino, da Giorgio Valentini Sindaco di Montevarchi e Vice Presidente della Conferenza dei Sindaci della provincia di Arezzo, da Monica Calamai Direttore Generale dell’USL 8, da Enzo Brogi Consigliere Regionale. I lavori poi entreranno nel vivo con l’analisi delle varie tematiche legate alle dipendenze. Il Dott. Di Mauro Direttore del Dipartimento delle Dipendenze dell’Usl 8 e la Dott.ssa Bonechi Responsabile del Ser. T. del Valdarno parleranno rispettivamente delle attualità e delle prospettive del territorio  e della realtà specifica del Valdarno. Seguirà l’apertura di una tavola rotonda sui progetti innovativi del servizio pubblico che affronterà i temi riguardanti il gioco d’azzardo, il tabagismo, l’alcol, il centro diurno “Mister Brown”. La seconda parte dei lavori sarà rivolta all’illustrazione di alcuni progetti di collaborazione presentati dalle realtà presenti nel territorio come l’ACAT valdarno, la comunità “Nuovi Orizzonti”, il progetto “Happy Night – Good Lucky Day”. Infine uno spazio sarà dedicato al dibattito e alle conclusioni che saranno effettuate da Sauro Testi, Monica Calamai e Paolo Eduardo Di Mauro. Il tema delle Dipendenze da sempre corre il rischio di divenire preda di interpretazioni riduttive, e di derive ideologiche; c’è viceversa necessità, oggi più di sempre, di “fare il punto”, alla luce delle più recenti acquisizioni in varie discipline, ed anche del divenire stesso del fenomeno: i processi di omologazione culturale da un lato (forse siamo oggi in presenza di un minore allarme sociale), l’emergere di nuovi problemi dall’altro: il rapporto dei giovani con l’alcol, il focus su nuovi comportamenti problematici: gioco d’azzardo, internet, shopping compulsivi ed altro. Il Servizio per le tossicodipendenze del Valdarno, in particolare si è confrontato negli ultimi tempi con queste sfide ed anche con la necessità di ricalibrare il proprio modello organizzativo; è quindi ulteriormente auspicabile un momento di proposta e di confronto sul territorio. Il Ser.T. del Valdarno negli anni ha visto un progressivo radicamento sul territorio, grazie alle sue attività nel settore della prevenzione, cura e riabilitazione nelle Dipendenze da sostanze psicoattive illegali, ma anche legali (alcol, tabacco etc.) e comportamentali senza uso di sostanze (Gioco d’azzardo, internet etc.); ad oggi, tra i vari dati disponibili, segnaliamo che si occupa complessivamente, di più di 500 persone;  di 314 soggetti con problemi da droghe illegali (257 maschi 57 donne, appartenenti a varie fasce di età), e di 122 soggetti con uso problematico di alcol (92 maschi e 30 donne).

Punteggio: 4 (4 voti)
Psichedelici

Interviste su droga e nomadismo psichico

Punteggio: 4.8 (5 voti)
Psichedelici

Philip K. Dick e la droga, quando le definizioni oscurano la vista

< http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/9088/ >

Dick, la droga; è ancora difficile, venticinque anni dopo la morte di Phil, prendere le distanze dalla tentazione di attribuire alle sostanze la sua caleidoscopica ed irrefrenabile fantasia

Le celebrazioni del 25° della morte di Philip K. Dick ripropongono i preconcetti interpretativi che hanno da sempre condizionato la lettura dei suoi migliori romanzi.
Uno tra i primi articoli di questa settimana “calda” per la commemorazione dickiana compare su La Stampa, per la firma di Ruggero Bianchi (Dick, il Messia della fantascienza, in La Stampa del 26-02-2007, pagina 35). La gioia per la presenza dell’importante tributo, un articolo ben scritto e di notevole profondità, è in parte turbata dalla frustrazione provata nel leggere per l’ennesima volta il nome di Dick legato all’LSD. In particolare colpisce, nell’articolo di Bianchi, una citazione enfatizzata dal corpo maggiore: "vita spericolata — si drogava con gli allucinogeni e si dichiarava 'visitato' da enigmatiche 'presenze'".
Il primo a strumentalizzare il tema della droga nei romanzi di Dick fu Harlan Ellison, curatore dell’antologia Dangerous Visions, in cui compariva un racconto di Dick (La fede dei nostri padri, 1967). Dick sosteneva di non aver mai scritto romanzi sotto l’influenza di acidi, e che quella di Harlan fosse solo una trovata per accattivarsi le simpatie della controcultura dell’epoca (vedi a proposito Lawrence Sutin, Divine invasioni, la vita di Philip K. Dick pag. 188).
Non certo restio a dichiarare la propria dipendenza dalle amfetamine, droga subdola e capace di rovinare per sempre la sua salute e molti dei suoi rapporti personali, Dick negava risolutamente di avere simpatia per gli allucinogeni, e tanto più negava di affidarsi alle loro virtù psichedeliche per comporre i suoi romanzi.
Ma la riflessione che dovremmo fare è un’altra.
Kurt Cobain eroinomane, Alessandro Manzoni agorafobico, Dick strafatto di amfetamine (e non di acidi); tendiamo spesso a definire sbrigativamente il talento di alcune persone attraverso le loro difficoltà personali, traumi, nevrosi e dipendenze. Ma se fossero davvero queste le cifre della loro genialità, se davvero gli acidi avessero dettato le canzoni di John Lennon o La penultima verità di Dick, allora dovremmmo avere migliaia di opere d’arte come Strawberry Fields o Le tre stimmate di Palmer Eldritch.
Purtroppo non è così; purtroppo nel definire Dick attraverso la sua dipendenza dalle droghe tralasciamo di ricordare che di persone con dipendenze ce ne sono milioni, di autori geniali pochissimi, di Philip uno solo.

Autore: Alessandro Conti - Data: 28 febbraio 2007

Punteggio: 2.3 (3 voti)
Psichedelici

Allucinogeni per curare la depressione

Studiosi svizzeri riaprono la sperimentazione sull'uso terapeutico dell'Lsd
ROMA
LSD, MDMA (MetilDiossiMetaAnfetamina) o, addirittura, la psilocibina, la molecola alluginogena contenuta nei "funghi magici" usate come "psicoterapia psichedelica" per curare la depressione, la cefalea a grappolo ed anche i disturbi ossessivi compulsivi. Questa la nuova frontiera che gli scienziati stanno esplorando: l’uso controllato delle droghe psichedeliche, la cui applicazione clinica fu sperimentata per la prima volta nelle cliniche svizzere negli anni 70, per aiutare i pazienti terminali e migliorare la qualità della loro vita. In particolare la psilocibina si è dimostrata molto promettente nel trattamento sintomatico di malati oncologici, mentre l’MDMA, ovvero principio attivo dell’Ecstasy (XTC) sintetizzata per la prima volta nel 1912, viene sperimentata per alleviare stress e disturbi derivanti grossi traumi.

Prima che queste sostanze allucinogene diventassero popolari negli anni 60 e fossero demonizzate come simbolo di contro-cultura, erano già considerate un’obiettivo sperimentale per lo studio del cervello: per aiutare i neuroscienziati a capire la natura della coscienza, come il cervello lavora e come si instaurano le dipendenze da droga ed alcool. Secondo quanto riferisce oggi il giornale britannico «The Guardian» in un lungo articolo che raccoglie la testimonianza di Rick Doblin, presidente della MAPS (Multidisciplinary Association of Psychedelich Studies) inizierà presto in Svizzera la sperimentazione clinica di queste sostanze. Otto persone riceveranno una dose di 200 microgrammi di LSD, una quantità sufficiente per indurre potenti esperienze psichedeliche, simili a quelle che si avrebbero comprando una dose da uno spacciatore, mentre altri quattro soggetti riceveranno una quantità considerevolmente minore di droga, pari a 20 microgrammi. Nessuno, nè volontari, nè medici saprà chi ha preso la dose ridotta e chi quella più forte.

Per tutto il tempo della terapia i ricercatori dovranno valutare i livelli di ansietà dei pazienti, la loro qualità di vita e l’intensità dei dolori. Si è, invece, già, conclusa con buoni risultati una sperimentazione con la psilocibina all’ Harbor-Ucla Medical Centre su pazienti oncologici terminali. Secondo Charles Grob, psichiatra che ha coordinato lo studio, questa sostanza è potenzialmente molto adatta a capire la mente umana. Sugli effetti della psilocibina Roland Griffiths del Johns Hopkins School of Medicine, Baltimora Maryland, ha recentemente pubblicato uno studio condotto su 36 volontari in buona salute tra i 24 e i 64 anni, ai quali è stata somministrata la droga per 14 mesi. Alla fine della sperimentazione, il 58% dei volontari ha dichiarato che si è trattato di una delle esperienze più significative della loro vita, il 67% l’ha considerata tra le cinque maggiori esperienze spirituali, e il 64% ha dichiarato che la psilocibina ha migliorato il loro senso di benessere e di soddisfazione.

Gli scienziati ormai sanno come queste sostanze allucinogene, LSD, mescalina (principio attivo di un tipo di cactus (Lophophora Williamsii) e la psilocibina , agiscono nel cervello, legandosi ai recettori della serotonina, un neurotrasmettitore responsabile di molte attività cerebrali, ma non sanno ancora come inducono gli stati di alterazione della coscienza, della percezione e come influenzano l’umore che tipicamente si manifesta durante il classico "trip" allucinogeno. Secondo gli scienziati, malgrado ci sia il timore che queste sostanze possano indurre stati di psicosi, se somministrate sotto controllo medico e con tutte le precauzioni sono abbastanza sicure e utili per studiare i loro effetti sul cervello e che si sono tradotti in un manuale pubblicato recentemente sul Journal of Psychopharmacology. Effetti, dicono i ricercatori, che non sono tossici e che, virtualmente, non portano alla dipendenza, a volte, però, possono causare psicosi in persone che hanno storie familiari di disturbi mentali. Il pericolo più grande, tuttavia, è quello di procurarsi danni fisici da soli sotto l’effetto degli allucinogeni, credendo, ad esempio, di saper volare.
 
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.asp?ID_b...

Punteggio: 5 (3 voti)
Condividi contenuti