Domande agli Operatori
Scheda Informativa
Informazioni Generali
Tabacco è il termine con cui si fa riferimento ad un genere di piante a foglia corta appartenente alla famiglia delle Solanacee originarie del continente americano. Tuttavia il nome tabacco viene comunemente utilizzato riferendosi alle foglie raccolte ed essiccate di queste piante, con lo scopo di fumarle.
Effetti
Presto online.
Cenni Storici
Il 12 ottobre 1492 Cristoforo Colombo approda sulla spiaggia di San Salvador. Gli indigeni gli offrono frutti, lance di legno e foglie di tabacco.
Nel 1518 Juan de Grijalva osserva l'usanza di fumare sigari da parte dei nativi dello Yucatan. Il primo testo che menziona il tabacco è la "Historia general y natural de las Indias," di Gonzalo Fernandez de Oviedo y Valdes. Nel 1556 Andre Thevet porta per la prima volta il tabacco in Francia dal Brasile. Nel 1559 viene coniato il termine "nicotina," per definire il tabacco stesso, in onore di Jean Nicot, ambasciatore francese in Portogallo, che ne aveva fatto dono alla corte francese. Il tabacco viene introdotto in Italia nel 1561 dal cardinal Prospero di Santa Croce. Nella seconda metà del sedicesimo secolo si diffonde la credenza che il tabacco sia una efficace panacea contro tutti i mali. Intorno al 1600 il fumo diventa prassi comune in tutte le corti e tra gli intellettuali. Il tabacco raggiunge il valore del proprio peso in argento. Negli stessi anni se ne diffonde la coltivazione in Toscana.
Nei primi anni del diciassettesimo secolo, il fumo si diffonde in Giappone: le autorità, temendo l'influenza di culture esterne e l'interferenza nella coltivazione di altre piante quali riso e soia, lo proibisce, anche se il bando si attenuerà nel corso del secolo fino a scomparire. Nel 1638 l'imperatore cinese emana per motivi analoghi un editto che proibisce il traffico di tabacco con la morte. L'editto, pur messo in pratica con severità, non ha effetti sulla diffusione del vizio. L'editto verrà annullato sei anni dopo con la presa del potere da parte dei Manchu.
Approfondimenti
I consumi di tabacco in Italia hanno conosciuto un inarrestabile incremento nel periodo che va dal 1900 al 1985 quando, per la prima volta, si è verificata una significativa riduzione delle vendite: il consumo pro capite annuale è passato da 1,82 Kg/persona nel 1985 a 1,62 nel 1990*.
I fumatori oggi sono il 26,2% della popolazione adulta, e si tratta del minimo storico da oltre mezzo secolo. In 5 anni, dal 2002 al 2006, i fumatori sono 2,5 milioni in meno. Di contro decresce l’età con cui si viene a contatto con questa sostanza e circa il 20% ha provato la sigaretta prima dei 15 anni.
Le donne italiane hanno cominciato da poco a fumare, finora escluse da un gesto evidentemente tipico dell’ “uomo in società”. Così sono in particolare quelle socialmente favorite a far uso di sigarette: il grado di istruzione, che non sembra influenzare molto i livelli di consumo tra i maschi, tra le femmine è una delle discriminanti più significative: fino al 1987 la percentuale di donne fumatrici era del 9,9% tra quelle con istruzione elementare e del 27,8% tra quelle con diploma superiore o laureate, anche a parità di età.
Bibliografia
Contenuti in evidenza
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Libro su giovani e sostanze
10 Giugno, 2008 - 21:08 da Anonimo

A proposito del tema giovani e sostanze, segnalo l'uscita di questo libro
Vanni Santoni, Gli interessi in comune, Feltrinelli
(qui l'indirizzo Ibs http://www.ibs.it/code/9788807017629/santoni-vanni/interessi-comune.html)
Riporto anche una recensione dal blog http://insipienzaastrale.blogspot.com
Gente che si droga. Ragazzi, anzi, ragazzi che si drogano. Parecchio. Ragazzi della provincia di Firenze (d’Italia?) che, dal novantacinque al 2006, più o meno, si drogano. Se non si drogano scompaiono. Se non si drogano non succede nulla. Se non si drogano non sta insieme niente.
Non è che vogliono buttare la vita nel cesso, è che proprio non sanno che farci.
Aprire con un manifesto deridendolo per tutto il romanzo (un romanzo pure generazionale nel suo non cercare di esserlo). Volendo tracciare una linea che va da Tondelli, passa per le scritture giovanili dei primi anni novanta… no, non si può fare. Allora Yates (Richard). Quella fermezza che non concede troppo ai localismi (e, nonostante l’oggetto, ai provincialismi) senza diventare pesantezza. Leggerezza.
Malinconia a pacchi.
ilpaura
La vera droga: sono 80mila i decessi da tabacco ogni anno
26 Maggio, 2008 - 07:47 da AnonimoSono 11,2 milioni i fumatori in Italia, 6,5 milioni di uomini e 4,7 milioni di donne. Un esercito in calo dell'1,5% nel 2008 rispetto all'anno precedente. A rilevarlo e' un'indagine dell'istituto di ricerche statistiche Doxa che, su incarico dell'Istituto superiore di sanita' e in collaborazione con l'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, ha misurato la prevalenza dei fumatori sulla popolazione dai 15 anni in su'.
Nel Belpaese, secondo quanto emerso dalla ricerca presentata ieri a Milano, continuano le defezioni: i tabagisti 'pentiti' sono ormai piu' di 9 milioni e a tradire 'le bionde' sono soprattutto gli over 45. La tendenza e' questa da cinquant'anni e anche le donne, dopo il picco di fumatrici registrato negli anni '90, si stanno allineando. Ma non basta. "I morti per malattie da fumo restano 80mila l'anno, un morto ogni sei secondi. Come se sparisse un'intera citta' di provincia", osserva Silvio Garattini, presidente del Mario Negri di Milano. Il farmacologo incalza: "Di fronte a una simile strage, mi chiedo come mai non si assista a una mobilitazione da parte del Governo".
La prima sigaretta, osserva Piergiorgio Zuccaro, direttore dell'Osservatorio Fumo, alcol e droga dell'Istituto superiore di sanita', "gli adolescenti italiani la accendono in media a 17,4 anni". E per questo motivo gli esperti indicano come critica la fascia d'eta' che va dai 15 ai 17 anni. Una fase in cui il 45% dei fumatori ed ex fumatori colloca il proprio esordio da tabagista. E c'e' anche chi ha bruciato le tappe: il 17% dei fumatori che confessa di aver avuto un primo contatto con il fumo gia' prima dei 15 anni. In totale circa un milione e mezzo di ragazzi di eta' compresa fra i 15 e i 24 anni consuma ogni giorno un pacchetto da dieci bionde. "Un formato che, non a caso, chiediamo da tempo di abolire", ribadisce Zuccaro.
Oggi il maggior numero di fumatori, circa il 26,4%, ha tra i 25 e i 44 anni. Mentre i piu' affezionati alle 'bionde' sono i meridionali (25,2% di fumatori contro il 19,1% registrato nel Nord Italia). Quasi la meta' dei tabagisti, rivela ancora l'indagine, consuma meno di 15 sigarette al giorno. I forti fumatori, quelli da 25 sigarette e piu', sono soprattutto uomini, il doppio rispetto a quanti se ne contano fra le donne (l'11,2% contro il 5,7%).
Non sono pochi neanche coloro che piu' volte hanno tentato di dire addio al fumo: nell'ultimo anno piu' di 560mila tabagisti (lo 0,9% in piu' rispetto al 2007). E fra gli italiani che non hanno ancora sconfitto il vizio c'e' anche chi ci ha almeno provato: il 20,7% ha smesso solo per qualche giorno, il 24,8% addirittura per qualche mese. Ma senza successo. Anche se il pensiero di una vita senza fumo ha sfiorato il 10,7% degli irriducibili del tabacco.
Quanto alle misure per ridurre il consumo di sigarette nel Paese, gli esperti non hanno dubbi: bisogna continuare sulla strada tracciata dall'ex ministro della Salute Girolamo Sirchia. "E bisognerebbe insistere anche sulla necessita' di aumentare a cinque euro il prezzo dei pacchetti di sigarette. C'e' un buon 8,7% che, a fronte di un aumento di spesa, dichiara che abbandonerebbe il vizio del fumo".
Per Franca Ferrari, direttore ricerche qualitative dell'Istituto Doxa, e' anche una questione di cattivi esempi. La studiosa ha curato un focus sui bambini di quarta e quinta elementare e di prima media, e ha sottolineato la necessita' di una comunicazione piu' sofisticata nei loro confronti. A partire dalla Giornata mondiale senza tabacco che quest'anno l'Organizzazione modiale della sanita' ha voluto dedicare proprio ai giovani.
L'Oms ha deciso di lanciare un messaggio chiaro: i giovani si proteggono con iniziative governative finalizzate alla proibizione diretta e indiretta di attivita' promozionali da parte dell'industria del tabacco. "I ragazzi di oggi sono piu' preparati ma anche piu' recettivi. A generare confusione sono gli adulti con le loro contraddizioni".
Dal notiziario ADUC
Classifica LANCET sui danni delle droghe (la tabella tradotta è tratta Focus)
8 Aprile, 2008 - 17:24 da AnonimoDiario di un rave
26 Dicembre, 2007 - 15:13 da Anonimo2 giorni fa ero ad un rave.. una fabbrica enorme, mille stanzoni grandissimi, corridoi, camere e cortili abbandonati... e in mezzo lui, il sound, muro di casse alto 3 metri e lungo 15.. ovunque per il sito ci sono campers e macchine "special", gente che ti chiama per chiederti se vuoi prendere qualcosa per rendere l'atmosfera più viva..
quella sera sono arrivato lì sapendo già che avrei voluto provare un beverone di acqua e cristalli... mi aveva sempre attirato l'idea e nella mia gamma di "esperimenti" mancava ancora quella componente.. ebbene, la prima bottiglia da 33cl se ne va in 5 minuti, divisa tra noi 5 o 6 amici.... poi, dopo circa mezz'ora, arrivato l'ultimo di noi alla festa, si festeggia con una bottiglia da 1 litro.. per farla breve 1,5 g di cristalli se ne vanno in 45 minuti, contando che su 6 eravamo 3 maschi molto "assetati" e 3 ragazze relativamente più tranquille... dopo un tempo non precisato, cmq poco dopo la seconda bottiglia, tutti vengono attirati dalla musica e partono in massa verso il sound, mentre uno di noi aveva iniziato a fare dei disegni sui muri... capite le nostre intenzioni si gira verso di me e mi dice "voi andate, tranquilli io resto un pò qua a disegnare"...
a quel punto, capito l'andazzo (lui è sempre stato quello che mi ha fatto viaggiare mentalemente ad ogni occasione "psicoattiva") ho deciso di seguirlo e rimandare la danza... e dopo un pò, in concomitanza con il picco dell'effetto, ho capito di aver fatto la cosa giusta: abbiamo cominciato a parlare dei disegni, ed io ho iniziato a fare discorsi molto profondi (o almeno così mi sembrava) su ciò che secondo me significa disegnare per lui... evidentemente sarò stato troppo profondo (o più probabilmente era salita anche a lui) fatto sta che all'improvviso smette di disegnare, si gira con la bocca aperta e gli occhi da cucciolo di cane, mi abbraccia e mi dice "dopo quello che hai detto devo dedicarti un disegno"... troviamo una parete abbastanza grande e lì tocchiamo il momento di feeling più intenso: lui disegna e io gli parlo, il tutto sempre più velocemente... le parole si mischiano con i tocchi di colore, le sfumature con i silenzi... in quel momento sento un senso favoloso senso di felicità, una felicità pura, mai provata.. dopo un pò però succede una cosa che ci lascia molto tristi: si avvicina una ragazza che ci chiede cosa facciamo, di dove siamo... insomma un'altra che come noi aveva un'intensa voglia di comunicare.. noi siamo felici di questo, parliamo e sorridiamo, lontani dall'essere maliziosi o aggressivi.. però all'improvviso da dietro spunta un ragazzo dall'aria evidentemente alterata dal fatto che stessimo parlando con la sua amica.. la porta via subito mentre un terzo ragazzo lo calma..
questa scena mi ha fatto male, ma evidentemente ha fatto ancor più star male il mio amico: lo vedo girarsi verso di me con una faccia da bambino offeso... faceva sinceramente tenerezza.. ritorna al suo disegno, ma questa volta muovendosi a scatti, dicendomi "questo disegno te lo sto finendo proprio con cattiveria... il mondo è brutto"... questa cosa mi ha fatto pensare...
passato questo momento intenso torniamo dagli altri... ora non sto a raccontare precisamente tutto ciò che è successo: dico solo che dopo un pò ho chiesto a un mio amico di accompagnarmi in un posto, ho sgomiato in tutta tranquillità un pò din birra e da lì sono stato di nuovo meglio.. ho passato tutta la notte e la mattina a ballare 15 minuti e poi a girare trotterellando per 10 minuti salutando la gente, aiutando quelli che non stavano bene e parlando con altri come me.. poi il pomeriggio a casa, cena veloce alle 5 e poi a nanna... stamattina? fresco come una rosa..
so che fa male, so che è illegale, ma non posso negare che prenderlo sia una delle esperienze più ricche di sensazioni che abbia mai provato... la parola d'ordine in queste cose è sempre LIMITE: io stavo bene, ma vedevo gente davvero in stati pietosi, piegati da altre sostanze a cui evidentemente non possono più rinunciare.. sostanze che ho provato anch'io, ma solo per un istinto di esplorazione che mi spinge a testare una e una sola volta le cose per capire cosa mi danno... tutto ciò a volte mi fa paura, ma posso dire che finchè si conserva un minimo di amor proprio, un minimo di speranza per il proprio futuro, va da se che il limite viene autoimposto..
non sono nessuno per dirlo, ma mi raccomando: quella non è la vera vita, è solo una percezione alterata da un processo di inibizione chimica.. facciamo sempre in modo che il cervello funzioni, che di questi tempi ce n'è bisogno...
ciao
adreno.chrome Tedo
bel video sul fumo da sigaretta
29 Novembre, 2007 - 21:04 da luizaUn esperimento casalingo molto interessante.
Aiuto Tabacco!!!
10 Novembre, 2007 - 22:55 da Anonimosono uno ragazzo non italiano inizialmente colpito dal vostro sito e credo che spazi così generici sono utili per raccontare delle nostre esperienze della vita.
adesso abito alle sieci un paesino vicino a firenze ma del tempo mi ritrovavo a bologna e con degli amici non italiani del mio paESE FESTEGGIAVAMO IL COMPLEANNO DI UNO DI NOI. AD UN CERTO PUNTO UN RAGAZZO MI HA OFFERTO UNA SIGARETTA. MI ERA GIA0 SUCCESSO ALTRE VOLTE MA QUELLA VOLTA NON RIRUSCITO A DIRE NO. MA QUESTO TUTTA LA SERA E ANCHE IL GIORNO DOPO. ADESSO SONO TANTI GIORNI E MESI ED IO MI SONO TRASFERITO ALLE SIECI. HO ANCHE CAMBIATO NUMERO DI TELEFNO ma lui contnua a chiamare e io non so più come fare a chi chiedere. a chi chiedre auto? sono passati 1 anno quasi. lui continua a chiamare e chiede. forse pensa che sia una spacciatrote vuole qualcosa in ricambio. non ho mai fumato e non mi era mai successo che uno italiano mi chiamava così tanto. volevo chedere al vostro aiuto se devo accettare la sua risposta. non ho mai fumato niente. lui vuole farmi fumare. perche'? rispondere al suo telefono e chiaro non lo devo fareé?se lui vuole continuare a chiedere mi delude. come posso spiegare una cosa?sono stanco e deluso egli atteggiamenti dlel vosro paese che credo anche il mio paese. grazie del tempo che vi faccio perede,
ciao
tabaccai
27 Settembre, 2007 - 07:34 da Anonimoin pratica io ho avuto un' esperienza con il tabacco perchè pensavo che comunque baciare una fumatrice è come leccare un posacenere, e allora lei l'avevo mollata ma poi ho iniziato a fumare anche io e ora si è dinuovo assieme e si fumerà tre pacchetti in due ogni santo giorno. per me il tabacco è la peggio sostanza, anche perchè comunque ho sentito che ci mettono di tutto nelle sigarette fuorchè il tabacco. Io sono vittima dei tabaccai.
multinazionali del tabacco
26 Settembre, 2007 - 00:42 da luiza(da: "le dieci peggiori corporation")
BAT: CONTRABBANDIERI DI MORTE
Uno dei metodi più efficaci per ridurre il fumo è quello di aumentare il prezzo delle sigarette.
È per tale motivo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità e le autorità sanitarie considerano l’istituzione di un’elevata tassazione sulle sigarette come la più importante misura di controllo del tabacco che una nazione possa applicare.
È per questo motivo che le industrie del tabacco odiano le imposte dirette sui loro prodotti...e appare chiaro dall’evidenza pubblicata quest’anno che è questo il motivo per cui l’industria del tabacco ha promosso e gestito il contrabbando di sigarette su larga scala, a livello mondiale.
Sulla base di quanto emerso da documenti aziendali interni, scovati dall’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ - Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi), da un progetto del Center for Public Integrity (Centro per la Pubblica Integrità), e dal lavoro del British Group Action on Smoking and Health (ASH UK - Gruppo d’Azione Britannico su Fumo e Salute), la British American Tobacco (BAT) ha portato avanti per decenni un progetto mondiale di contrabbando, con sforzi massicci concentrati in America Latina e Asia.
La BAT, proprietaria della compagnia statunitense Brown & Williamson, è la seconda multinazionale del tabacco dopo la Philip Morris.
I documenti in questione, fanno parte del dossier di milioni di documenti pubblicati durante il contenzioso tra gli Stati Uniti e le aziende produttrici di tabacco.
Come riassunto nella testimonianza resa da Clive Bates di ASH UK all’Health Select Committee (Comitato Scelto per la Salute) della British House of Commons (è il parlamento del Regno Unito n.d.t.), la BAT ha intrapreso un vasto progetto per promuovere il contrabbando di sigarette nel mondo.
Tra le strategie chiave delle aziende sono state elencate:
• L’adozione di un approccio alla pianificazione degli affari e degli obiettivi di vendita che tratta le varie vie del contrabbando come canali di distribuzione "quasi normali", sotto lo stesso controllo operato per i canali legittimi;
• Lo stabilire deliberatamente relazioni d’affari con gli intermediari che riforniscono i contrabbandieri in via diretta o indiretta, e prendere la direzione di queste "aziende" in modo da ricavare guadagni dai mercati illegali;
• La costruzione di magazzini e l’incarico a personale del settore marketing in prossimità di frontiere con scarsi controlli doganali;
• Il servirsi di piccoli mercati legali o duty-free per giustificare campagne pubblicitarie che hanno come fine ultimo lo stimolo della domanda per le sigarette in vendita su mercati illegali (queste sono note come "operazioni ombrello");
• L’organizzazione di complicati movimenti delle merci attraverso diverse giurisdizioni o molteplici livelli all’interno di un’elaborata catena di distribuzione, al fine di generare difficoltà di tracciamento dei prodotti.
Il contrabbando non è un crimine privo di vittime, sottolinea Bates.
"I prezzi inferiori aumentano la domanda e migliorano la posizione competitiva del marchio, stimolando la domanda generale - con effetti d’urto sull’impatto sanitario, dovuti all’aumento del tabagismo."
Il risultato finale, continua Bates, "è l’aumento del tabagismo con conseguente aumento di malattie, specialmente nei paesi in via di sviluppo, tra i poveri, tra i bambini e tra gli adolescenti."
Il documento della BAT dimostra un alto livello di consapevolezza e coinvolgimento nelle operazioni di contrabbando, in cui ci si riferisce alle sigarette contrabbandate con eufemismi quali DNP (duty not paid - dogana non pagata) e GT (general trade - commercio generico).
Ecco alcuni estratti di questi documenti interni:
• "Souza Cruz mi informa che il presidente delle industrie BAT ha appoggiato l’approccio per il quale il Gruppo Operativo brasiliano aumenti la propria quota di mercato argentino via DNP."
• Dal piano quinquennale BAT per il 1994-1998: "una priorità chiave per BAT è garantire che gli obiettivi e le prestazioni dell’intero sistema del Gruppo ricevano la necessaria priorità grazie all’efficace gestione di tale giro d’affari [DNP]."
• In Cina, l’azienda ha vegliato a "studiare alternative nelle vie di esportazione e nella clientela, atte a favorire la penetrazione di marchi provenenti dal Regno Unito all’interno delle province settentrionali e centrali."
• In Colombia, una nota riportava che "i prodotti DNP dovrebbero essere lanciati due settimane dopo il lancio dei prodotti DP (dogana pagata)."
Al momento di rispondere alle accuse fondate sui propri documenti interni, la BAT è stata aggressivamente evasiva.
"Non abbiamo intenzione di rispondere a domande o reagire a dichiarazioni evidentemente basate su documenti altamente frammentati o fuori contesto, riguardanti argomenti che sono affrontati in modo più adeguato- ed in molti casi lo sono con la nostra piena cooperazione - dai governi e dalle autorità doganali del mondo," è quanto dichiarato dall’azienda in una risposta al Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi.
L’azienda ha ammesso di essere a conoscenza del fatto che alcuni dei suoi prodotti "sono manipolati al di fuori dei canali ufficiali," ma ha aggiunto che "non è possibile controllare l’intera catena di distribuzione, sino al cliente finale."
Costretto a comparire di fronte al comitato parlamentare britannico assieme a Clive Bates e a Duncan Campbell (un reporter iscritto all’ICIJ nonché giornalista del Guardian), il presidente della BAT Martin Broughton ha definito il comitato parlamentare una "corte fantoccio".
Ha strappato la copia di una nota interna che si riferiva al contrabbando, ed ha negato di aver letto una lunga serie di articoli scritti sul Guardian in merito all’indagine dell’ ICIJ.



