Domande agli Operatori
Scheda Informativa
Informazioni Generali
Tabacco è il termine con cui si fa riferimento ad un genere di piante a foglia corta appartenente alla famiglia delle Solanacee originarie del continente americano. Tuttavia il nome tabacco viene comunemente utilizzato riferendosi alle foglie raccolte ed essiccate di queste piante, con lo scopo di fumarle.
Effetti
Presto online.
Cenni Storici
Il 12 ottobre 1492 Cristoforo Colombo approda sulla spiaggia di San Salvador. Gli indigeni gli offrono frutti, lance di legno e foglie di tabacco.
Nel 1518 Juan de Grijalva osserva l'usanza di fumare sigari da parte dei nativi dello Yucatan. Il primo testo che menziona il tabacco è la "Historia general y natural de las Indias," di Gonzalo Fernandez de Oviedo y Valdes. Nel 1556 Andre Thevet porta per la prima volta il tabacco in Francia dal Brasile. Nel 1559 viene coniato il termine "nicotina," per definire il tabacco stesso, in onore di Jean Nicot, ambasciatore francese in Portogallo, che ne aveva fatto dono alla corte francese. Il tabacco viene introdotto in Italia nel 1561 dal cardinal Prospero di Santa Croce. Nella seconda metà del sedicesimo secolo si diffonde la credenza che il tabacco sia una efficace panacea contro tutti i mali. Intorno al 1600 il fumo diventa prassi comune in tutte le corti e tra gli intellettuali. Il tabacco raggiunge il valore del proprio peso in argento. Negli stessi anni se ne diffonde la coltivazione in Toscana.
Nei primi anni del diciassettesimo secolo, il fumo si diffonde in Giappone: le autorità, temendo l'influenza di culture esterne e l'interferenza nella coltivazione di altre piante quali riso e soia, lo proibisce, anche se il bando si attenuerà nel corso del secolo fino a scomparire. Nel 1638 l'imperatore cinese emana per motivi analoghi un editto che proibisce il traffico di tabacco con la morte. L'editto, pur messo in pratica con severità, non ha effetti sulla diffusione del vizio. L'editto verrà annullato sei anni dopo con la presa del potere da parte dei Manchu.
Approfondimenti
I consumi di tabacco in Italia hanno conosciuto un inarrestabile incremento nel periodo che va dal 1900 al 1985 quando, per la prima volta, si è verificata una significativa riduzione delle vendite: il consumo pro capite annuale è passato da 1,82 Kg/persona nel 1985 a 1,62 nel 1990*.
I fumatori oggi sono il 26,2% della popolazione adulta, e si tratta del minimo storico da oltre mezzo secolo. In 5 anni, dal 2002 al 2006, i fumatori sono 2,5 milioni in meno. Di contro decresce l’età con cui si viene a contatto con questa sostanza e circa il 20% ha provato la sigaretta prima dei 15 anni.
Le donne italiane hanno cominciato da poco a fumare, finora escluse da un gesto evidentemente tipico dell’ “uomo in società”. Così sono in particolare quelle socialmente favorite a far uso di sigarette: il grado di istruzione, che non sembra influenzare molto i livelli di consumo tra i maschi, tra le femmine è una delle discriminanti più significative: fino al 1987 la percentuale di donne fumatrici era del 9,9% tra quelle con istruzione elementare e del 27,8% tra quelle con diploma superiore o laureate, anche a parità di età.
Bibliografia
Contenuti in evidenza
Contenuti attivi
- cos'è il subuxone?che di...
- CHE DOSAGGIO HA LA SPEED...
- Vorrei sapere quanto dura...
- Sam Shepard guidava ubria...
- cos'è il levopraid
- analisi capello
Spagna. Legge antifumo non riduce la vendita di sigarette
27 Dicembre, 2008 - 14:42 da AnonimoNotiziario Aduc
Sara' forse un dato puramente statistico, ma da quando e' entrata in vigore la legge antifumo, a gennaio 2006, le vendite di sigarette e di tabacco in generale non hanno fatto che aumentare. Piu' precisamente, s'e' invertita la tendenza decrescente che si registrava dal 2004. Secondo i dati del mercato dei tabacchi, tra gennaio e ottobre del 2006 (primo anno della legge) sono stati venduti 3.749.062.937 pacchetti di sigarette; quest'anno sono 3.797.385.656, ossia l'1,29% in piu', mentre tra il 2006 e il 2007 c'e' stata una sostanziale stabilita'. Il Comitato nazionale di prevenzione del tabagismo spiega questa situazione con il fatto che la legge ha fatto "un percorso breve". Comunque precisa che sono tre i punti chiave da migliorare: far avanzare la legge estendendo il divieto di fumo a tutti i luoghi pubblici; generalizzare i trattamenti per tutti coloro che desiderano smettere di fumare; aumentare il prezzo delle sigarette, che e' basso rispetto agli altri Stati, e che potrebbe disincentivare il consumo soprattutto tra i piu' giovani.
Usano farmaco per smettere di fumare e si uccidono
26 Novembre, 2008 - 10:05 da AnonimoUn farmaco anti-fumo puo' portare al suicidio e il Gran Bretagna gia' dieci persone dall'inizio dell'anno hanno messo fine alla propria vita dopo averlo utiizzato. L'allarme, lanciato all'inizio dell'anno dalla Food and Drug Administration, e' stato rilanciato dal Daily Mail che cita uno studio del Medicines and Healthcare products Regulatory Agency, MHRA).
La Fda, dopo aver autorizzato nel 2006 la commercializzazione del Champix (Vareniclina), un farmaco che agisce a livello cerebrale sostituendosi alla nicotina nei "recettori dopaminergici" (in cui si inserisce la nicotina creando dipendenza), aveva diffuso all'inizio di quest'anno un 'alert' riguardo "seri sintomi neuropsichiatrici tra cui ideazione suicidaria e suicidio tentato o completo". Un allarme cui ha fatto eco l'European Medicines Agency che ha imposto alla casa farmaceutica di mettere in evidenza i gravi effetti collaterali nel foglietto illustrativo: "Sono stati segnalati episodi di attacchi di cuore, depressione e rari casi di pensieri suicidari in pazienti che hanno cercato di smettere di fumare con Champix", si legge nel foglietto. In Italia dal giugno del 2007 e' stato inserito dall'Agenzia del Farmaco tra quelli a "monitoraggio intensivo".
In un rapporto l'Mhra britannica, ha sottolineato come continuino ad arrivare segnalazioni di "effetti collaterali collegati alla vareniclina, soprattutto disturbi psichiatrici".
Secondo un tossicologo, sentito dal Daily Mail, il suicidio dello scorso aprile di un produttore televisivo britannico, Omer Jama, "potrebbe essere stato una conseguenza del farmaco antifumo". Secondo la Mhra, le persone che in Gran Bretagna hanno riportato effetti collaterali del farmaco sono raddoppiati negli ultimi sette mesi: 1.811 a febbraio di quest'anno contro i 3.541 di settembre. 10 casi presi in esame dall'Mhra in Gran Bretagna potrebbero essere stati conseguenza del Champix.
Notiziario Aduc
Il tabacco da narghile' e' vietato oppure no?
12 Novembre, 2008 - 13:22 da Anonimo
Era stato denunciato per contrabbando, perche' la Guardia di Finanza aveva trovato 28 kg di tabacco aromatizzato egiziano nel suo ristorante etnico di Milano, dove si puo' anche fumare col narghile'. Per l'uomo, un ristoratore italiano, il pm aveva chiesto il rinvio a giudizio, mentre il gup Enrico Manzi ha disposto ulteriori indagini, perche' la legge in materia di contrabbando si occupa di sigari e sigarette, ma nulla dice riguardo al tabacco da narghile'. Era il maggio del 2005 quando ai militari della Gdf, entrati nel suo locale per un controllo, il ristoratore aveva consegnato alcune buste di tabacco alla mela prodotto in Egitto, che i clienti potevano fumare col narghile', caratteristica pipa araba ad acqua. Secondo l'accusa, il possesso di quella quantita' di tabacco integra il reato di contrabbando, che prevede per chi ne detiene piu' di 10 kg anche la reclusione da 2 fino a 5 anni. L'avvocato Alfredo Zampogna, pero', nel corso dell'udienza preliminare, ha spiegato come il testo unico in materia di contrabbando faccia riferimento ai sigari, ai sigaretti e alle sigarette, ma che nulla dispone riguardo al tabacco aromatizzato per narghile'. Un caso questo, secondo l'avvocato, 'unico nel suo genere e che non ha giurisprudenza'. Il giudice ha quindi deciso di ritrasmettere gli atti al pm, affinche' verifichi se esistono norme, anche amministrative, che regolano la questione.
ADUC
SIGARETTE DA BERE
29 Ottobre, 2008 - 11:57 da AnonimoLiquid Smoking: le sigarette da bere

Recentemente si era parlato di una bevanda molto particolare, la Cocaine, l’energy drink che conteneva un po’ di droga al suo interno. Arrivava dalla Gran Bretagna. E sempre dal Regno di Sua Maesta’ oggi viene presentata Liquid Smoking, la prima sigaretta che non si fuma, si beve!
Liquid Smoking e’ venduto in lattine che ricordano i pacchetti di sigarette, come potete vedere qui sopra. “E’ un drink rilassante, ha gli stessi effetti del fumo: all’inizio ti dà una scossa e ti fa sentire più sveglio, poi euforico e alla fine calmo. Toglie il desiderio della sigaretta per un paio d’ore“. “Offriamo un prodotto che ha lo stesso effetto della nicotina, ma che si può bere nei bar e in aereo“: queste le parole della United Drink and Beauty Corporation che ha prodotto questa nuova bevanda, che contiene al suo interno il 15 per cento di nicotina. E le associazioni antifumo hanno paura che possa essere un incentivo al consumo di sigarette.
TABACCO E CINEMA
6 Ottobre, 2008 - 10:43 da Anonimomartedì 30-09-2008 21:10 ITA 1
Comic Show
Le Iene
PAGATI PER FUMARE
Quante volte, nel passato, si sono visti i grandi attori di Hollywood fumare una sigaretta? Tantissime! Purtroppo non si trattava solo di sceneggiatura, ma di normalissima pubblicità pagata fior di dollaroni. Finalmente, dopo 50 anni, le industrie del tabacco hanno dovuto tirare fuori i loro documenti segreti e, come tutti sappiamo, sono state condannate a risarcire il danno provocato. La iena fa rivedere un vecchio filmato quando Fabio Volo intervistava Funari proprio sul problema fumo di sigaretta. Mentre scorrono quelle immagini Andrea ricorda che, moltissimi attori di Hollywood sono morti a causa di cancro ai polmoni o disturbi cardiaci legati al tabacco. Yul Brinner, Bette Davis, George Peppard, Walter Matthau, Clark Gable, Walt Disney, Robert Mitchum, Vincent Price, Frank Sinatra, Lana Turner, Lee Marvin, John Candy, Sigmund Freud, Humprey Bogart, Gary Cooper, Sammy Davis Jr., Groucho Marx, Barbara Stanwick, George Harrison, Dean Martin, Steve McQueen, John Wayne, Vittorio Mezzogiorno, Vittorio Gassman, GianMaria Volontè e, naturalmente Gianfranco Funari: tutti morti o per cancro ai polmoni o per cause legate all'abuso di sigarette.
Sigarette light? Effetti neuronali come le sigarette normali
1 Ottobre, 2008 - 08:56 da Anonimo
Sigarette light? Effetti neuronali come le sigarette normali
01-10-2008
Le grandi industrie del tabacco da sempre pubblicizzano le sigarette “light” - con un contenuto inferiore di nicotina rispetto alle sigarette normali - come meno dannose per la salute dei fumatori. In realtà, un recente studio della University of California di Los Angeles dimostrerebbe che la quantità di nicotina che raggiunge il cervello è molto simile a quella delle sigarette normali.
L’indagine, pubblicata su International Journal of Neuropsychopharmacology e coordinata da Arthur Brody e dal suo gruppo di ricerca, ha evidenziato che le sigarette a basso contenuto di nicotina agiscono a livello neuronale come le sigarette normali, impegnando una percentuale significativa di recettori per la nicotina. Le sigarette light contengono 0,6 – 1 milligrammi di nicotina, mentre le sigarette normali ne contengono 1,2 – 1,4 milligrammi. I ricercatori hanno esteso l’analisi anche alle sigarette denicotizzate, con una percentuale minima di nicotina (0,05 mg), attualmente impiegate come possibile supporto nelle terapie per smettere di fumare.
Sono state utilizzate tecniche di neuro–imaging (PET) che hanno permesso di individuare la quantità di recettori per la nicotina impegnati in tre differenti situazioni: non fumo, fumo di sigaretta denicotizzata e fumo di sigaretta light. Le scansioni ottenute hanno permesso di stabilire che livelli bassi di nicotina sono sufficienti per attivare una percentuale ragguardevole di recettori per la nicotina. Infatti, il fumo di sigaretta denicotizzata coinvolge il 26% dei recettori, mentre una sigaretta light ne impegna il 79%.
Staff Dronet
Stati generali sulle dipendenze in Valdarno
29 Settembre, 2008 - 17:24 da Anonimo
Stati generali sulle dipendenze l’incontro si svolgerà sabato 4 ottobre presso il complesso della Filanda è rivolto a tutti coloro che a vario tipo sono interessati a questo delicato argomento che riguarda la vita di molti cittadini valdarnesi.
Il giorno 4 ottobre è stata organizzata dalla Conferenza di zona dei sindaci e dal Dipartimento delle Dipendenze dell’USL 8 un’occasione di approfondimento sul modello organizzativo delle Dipendenze sul nostro territorio; si tratta di un incontro al quale sono invitati gli operatori che a vario titolo si occupano del problema, sul versante del servizio pubblico, del privato sociale e del terzo settore; naturalmente questa occasione è offerta anche a quanti vogliano partecipare perché in qualche modo interessati. La giornata si svolgerà presso la Sala Conferenze del complesso La Filanda della Ginestra ed avrà inizio alle ore 9 con il saluto portato da Sauro Testi presidente della Conferenza dei Sindaci del Valdarno aretino, da Giorgio Valentini Sindaco di Montevarchi e Vice Presidente della Conferenza dei Sindaci della provincia di Arezzo, da Monica Calamai Direttore Generale dell’USL 8, da Enzo Brogi Consigliere Regionale. I lavori poi entreranno nel vivo con l’analisi delle varie tematiche legate alle dipendenze. Il Dott. Di Mauro Direttore del Dipartimento delle Dipendenze dell’Usl 8 e la Dott.ssa Bonechi Responsabile del Ser. T. del Valdarno parleranno rispettivamente delle attualità e delle prospettive del territorio e della realtà specifica del Valdarno. Seguirà l’apertura di una tavola rotonda sui progetti innovativi del servizio pubblico che affronterà i temi riguardanti il gioco d’azzardo, il tabagismo, l’alcol, il centro diurno “Mister Brown”. La seconda parte dei lavori sarà rivolta all’illustrazione di alcuni progetti di collaborazione presentati dalle realtà presenti nel territorio come l’ACAT valdarno, la comunità “Nuovi Orizzonti”, il progetto “Happy Night – Good Lucky Day”. Infine uno spazio sarà dedicato al dibattito e alle conclusioni che saranno effettuate da Sauro Testi, Monica Calamai e Paolo Eduardo Di Mauro. Il tema delle Dipendenze da sempre corre il rischio di divenire preda di interpretazioni riduttive, e di derive ideologiche; c’è viceversa necessità, oggi più di sempre, di “fare il punto”, alla luce delle più recenti acquisizioni in varie discipline, ed anche del divenire stesso del fenomeno: i processi di omologazione culturale da un lato (forse siamo oggi in presenza di un minore allarme sociale), l’emergere di nuovi problemi dall’altro: il rapporto dei giovani con l’alcol, il focus su nuovi comportamenti problematici: gioco d’azzardo, internet, shopping compulsivi ed altro. Il Servizio per le tossicodipendenze del Valdarno, in particolare si è confrontato negli ultimi tempi con queste sfide ed anche con la necessità di ricalibrare il proprio modello organizzativo; è quindi ulteriormente auspicabile un momento di proposta e di confronto sul territorio. Il Ser.T. del Valdarno negli anni ha visto un progressivo radicamento sul territorio, grazie alle sue attività nel settore della prevenzione, cura e riabilitazione nelle Dipendenze da sostanze psicoattive illegali, ma anche legali (alcol, tabacco etc.) e comportamentali senza uso di sostanze (Gioco d’azzardo, internet etc.); ad oggi, tra i vari dati disponibili, segnaliamo che si occupa complessivamente, di più di 500 persone; di 314 soggetti con problemi da droghe illegali (257 maschi 57 donne, appartenenti a varie fasce di età), e di 122 soggetti con uso problematico di alcol (92 maschi e 30 donne).
Libro su giovani e sostanze
10 Giugno, 2008 - 21:08 da Anonimo

A proposito del tema giovani e sostanze, segnalo l'uscita di questo libro
Vanni Santoni, Gli interessi in comune, Feltrinelli
(qui l'indirizzo Ibs http://www.ibs.it/code/9788807017629/santoni-vanni/interessi-comune.html)
Riporto anche una recensione dal blog http://insipienzaastrale.blogspot.com
Gente che si droga. Ragazzi, anzi, ragazzi che si drogano. Parecchio. Ragazzi della provincia di Firenze (d’Italia?) che, dal novantacinque al 2006, più o meno, si drogano. Se non si drogano scompaiono. Se non si drogano non succede nulla. Se non si drogano non sta insieme niente.
Non è che vogliono buttare la vita nel cesso, è che proprio non sanno che farci.
Aprire con un manifesto deridendolo per tutto il romanzo (un romanzo pure generazionale nel suo non cercare di esserlo). Volendo tracciare una linea che va da Tondelli, passa per le scritture giovanili dei primi anni novanta… no, non si può fare. Allora Yates (Richard). Quella fermezza che non concede troppo ai localismi (e, nonostante l’oggetto, ai provincialismi) senza diventare pesantezza. Leggerezza.
Malinconia a pacchi.
ilpaura
La vera droga: sono 80mila i decessi da tabacco ogni anno
26 Maggio, 2008 - 07:47 da AnonimoSono 11,2 milioni i fumatori in Italia, 6,5 milioni di uomini e 4,7 milioni di donne. Un esercito in calo dell'1,5% nel 2008 rispetto all'anno precedente. A rilevarlo e' un'indagine dell'istituto di ricerche statistiche Doxa che, su incarico dell'Istituto superiore di sanita' e in collaborazione con l'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, ha misurato la prevalenza dei fumatori sulla popolazione dai 15 anni in su'.
Nel Belpaese, secondo quanto emerso dalla ricerca presentata ieri a Milano, continuano le defezioni: i tabagisti 'pentiti' sono ormai piu' di 9 milioni e a tradire 'le bionde' sono soprattutto gli over 45. La tendenza e' questa da cinquant'anni e anche le donne, dopo il picco di fumatrici registrato negli anni '90, si stanno allineando. Ma non basta. "I morti per malattie da fumo restano 80mila l'anno, un morto ogni sei secondi. Come se sparisse un'intera citta' di provincia", osserva Silvio Garattini, presidente del Mario Negri di Milano. Il farmacologo incalza: "Di fronte a una simile strage, mi chiedo come mai non si assista a una mobilitazione da parte del Governo".
La prima sigaretta, osserva Piergiorgio Zuccaro, direttore dell'Osservatorio Fumo, alcol e droga dell'Istituto superiore di sanita', "gli adolescenti italiani la accendono in media a 17,4 anni". E per questo motivo gli esperti indicano come critica la fascia d'eta' che va dai 15 ai 17 anni. Una fase in cui il 45% dei fumatori ed ex fumatori colloca il proprio esordio da tabagista. E c'e' anche chi ha bruciato le tappe: il 17% dei fumatori che confessa di aver avuto un primo contatto con il fumo gia' prima dei 15 anni. In totale circa un milione e mezzo di ragazzi di eta' compresa fra i 15 e i 24 anni consuma ogni giorno un pacchetto da dieci bionde. "Un formato che, non a caso, chiediamo da tempo di abolire", ribadisce Zuccaro.
Oggi il maggior numero di fumatori, circa il 26,4%, ha tra i 25 e i 44 anni. Mentre i piu' affezionati alle 'bionde' sono i meridionali (25,2% di fumatori contro il 19,1% registrato nel Nord Italia). Quasi la meta' dei tabagisti, rivela ancora l'indagine, consuma meno di 15 sigarette al giorno. I forti fumatori, quelli da 25 sigarette e piu', sono soprattutto uomini, il doppio rispetto a quanti se ne contano fra le donne (l'11,2% contro il 5,7%).
Non sono pochi neanche coloro che piu' volte hanno tentato di dire addio al fumo: nell'ultimo anno piu' di 560mila tabagisti (lo 0,9% in piu' rispetto al 2007). E fra gli italiani che non hanno ancora sconfitto il vizio c'e' anche chi ci ha almeno provato: il 20,7% ha smesso solo per qualche giorno, il 24,8% addirittura per qualche mese. Ma senza successo. Anche se il pensiero di una vita senza fumo ha sfiorato il 10,7% degli irriducibili del tabacco.
Quanto alle misure per ridurre il consumo di sigarette nel Paese, gli esperti non hanno dubbi: bisogna continuare sulla strada tracciata dall'ex ministro della Salute Girolamo Sirchia. "E bisognerebbe insistere anche sulla necessita' di aumentare a cinque euro il prezzo dei pacchetti di sigarette. C'e' un buon 8,7% che, a fronte di un aumento di spesa, dichiara che abbandonerebbe il vizio del fumo".
Per Franca Ferrari, direttore ricerche qualitative dell'Istituto Doxa, e' anche una questione di cattivi esempi. La studiosa ha curato un focus sui bambini di quarta e quinta elementare e di prima media, e ha sottolineato la necessita' di una comunicazione piu' sofisticata nei loro confronti. A partire dalla Giornata mondiale senza tabacco che quest'anno l'Organizzazione modiale della sanita' ha voluto dedicare proprio ai giovani.
L'Oms ha deciso di lanciare un messaggio chiaro: i giovani si proteggono con iniziative governative finalizzate alla proibizione diretta e indiretta di attivita' promozionali da parte dell'industria del tabacco. "I ragazzi di oggi sono piu' preparati ma anche piu' recettivi. A generare confusione sono gli adulti con le loro contraddizioni".
Dal notiziario ADUC
multinazionali del tabacco
26 Settembre, 2007 - 00:42 da luiza(da: "le dieci peggiori corporation")
BAT: CONTRABBANDIERI DI MORTE
Uno dei metodi più efficaci per ridurre il fumo è quello di aumentare il prezzo delle sigarette.
È per tale motivo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità e le autorità sanitarie considerano l’istituzione di un’elevata tassazione sulle sigarette come la più importante misura di controllo del tabacco che una nazione possa applicare.
È per questo motivo che le industrie del tabacco odiano le imposte dirette sui loro prodotti...e appare chiaro dall’evidenza pubblicata quest’anno che è questo il motivo per cui l’industria del tabacco ha promosso e gestito il contrabbando di sigarette su larga scala, a livello mondiale.
Sulla base di quanto emerso da documenti aziendali interni, scovati dall’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ - Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi), da un progetto del Center for Public Integrity (Centro per la Pubblica Integrità), e dal lavoro del British Group Action on Smoking and Health (ASH UK - Gruppo d’Azione Britannico su Fumo e Salute), la British American Tobacco (BAT) ha portato avanti per decenni un progetto mondiale di contrabbando, con sforzi massicci concentrati in America Latina e Asia.
La BAT, proprietaria della compagnia statunitense Brown & Williamson, è la seconda multinazionale del tabacco dopo la Philip Morris.
I documenti in questione, fanno parte del dossier di milioni di documenti pubblicati durante il contenzioso tra gli Stati Uniti e le aziende produttrici di tabacco.
Come riassunto nella testimonianza resa da Clive Bates di ASH UK all’Health Select Committee (Comitato Scelto per la Salute) della British House of Commons (è il parlamento del Regno Unito n.d.t.), la BAT ha intrapreso un vasto progetto per promuovere il contrabbando di sigarette nel mondo.
Tra le strategie chiave delle aziende sono state elencate:
• L’adozione di un approccio alla pianificazione degli affari e degli obiettivi di vendita che tratta le varie vie del contrabbando come canali di distribuzione "quasi normali", sotto lo stesso controllo operato per i canali legittimi;
• Lo stabilire deliberatamente relazioni d’affari con gli intermediari che riforniscono i contrabbandieri in via diretta o indiretta, e prendere la direzione di queste "aziende" in modo da ricavare guadagni dai mercati illegali;
• La costruzione di magazzini e l’incarico a personale del settore marketing in prossimità di frontiere con scarsi controlli doganali;
• Il servirsi di piccoli mercati legali o duty-free per giustificare campagne pubblicitarie che hanno come fine ultimo lo stimolo della domanda per le sigarette in vendita su mercati illegali (queste sono note come "operazioni ombrello");
• L’organizzazione di complicati movimenti delle merci attraverso diverse giurisdizioni o molteplici livelli all’interno di un’elaborata catena di distribuzione, al fine di generare difficoltà di tracciamento dei prodotti.
Il contrabbando non è un crimine privo di vittime, sottolinea Bates.
"I prezzi inferiori aumentano la domanda e migliorano la posizione competitiva del marchio, stimolando la domanda generale - con effetti d’urto sull’impatto sanitario, dovuti all’aumento del tabagismo."
Il risultato finale, continua Bates, "è l’aumento del tabagismo con conseguente aumento di malattie, specialmente nei paesi in via di sviluppo, tra i poveri, tra i bambini e tra gli adolescenti."
Il documento della BAT dimostra un alto livello di consapevolezza e coinvolgimento nelle operazioni di contrabbando, in cui ci si riferisce alle sigarette contrabbandate con eufemismi quali DNP (duty not paid - dogana non pagata) e GT (general trade - commercio generico).
Ecco alcuni estratti di questi documenti interni:
• "Souza Cruz mi informa che il presidente delle industrie BAT ha appoggiato l’approccio per il quale il Gruppo Operativo brasiliano aumenti la propria quota di mercato argentino via DNP."
• Dal piano quinquennale BAT per il 1994-1998: "una priorità chiave per BAT è garantire che gli obiettivi e le prestazioni dell’intero sistema del Gruppo ricevano la necessaria priorità grazie all’efficace gestione di tale giro d’affari [DNP]."
• In Cina, l’azienda ha vegliato a "studiare alternative nelle vie di esportazione e nella clientela, atte a favorire la penetrazione di marchi provenenti dal Regno Unito all’interno delle province settentrionali e centrali."
• In Colombia, una nota riportava che "i prodotti DNP dovrebbero essere lanciati due settimane dopo il lancio dei prodotti DP (dogana pagata)."
Al momento di rispondere alle accuse fondate sui propri documenti interni, la BAT è stata aggressivamente evasiva.
"Non abbiamo intenzione di rispondere a domande o reagire a dichiarazioni evidentemente basate su documenti altamente frammentati o fuori contesto, riguardanti argomenti che sono affrontati in modo più adeguato- ed in molti casi lo sono con la nostra piena cooperazione - dai governi e dalle autorità doganali del mondo," è quanto dichiarato dall’azienda in una risposta al Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi.
L’azienda ha ammesso di essere a conoscenza del fatto che alcuni dei suoi prodotti "sono manipolati al di fuori dei canali ufficiali," ma ha aggiunto che "non è possibile controllare l’intera catena di distribuzione, sino al cliente finale."
Costretto a comparire di fronte al comitato parlamentare britannico assieme a Clive Bates e a Duncan Campbell (un reporter iscritto all’ICIJ nonché giornalista del Guardian), il presidente della BAT Martin Broughton ha definito il comitato parlamentare una "corte fantoccio".
Ha strappato la copia di una nota interna che si riferiva al contrabbando, ed ha negato di aver letto una lunga serie di articoli scritti sul Guardian in merito all’indagine dell’ ICIJ.


