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Novità tutte le sostanze

Epatite C, c'è l'accordo tra Aifa e produttore: sì al rimborso nuovo farmaco

Il prezzo del medicinale aveva scatenato le proteste delle associazioni di malati 

 sì al rimborso nuovo farmacoROMA - L'Agenzia Italiana del Farmaco e Gilead Sciences hanno raggiunto l'accordo per la rimborsabilità del farmaco Sovaldi (sofosbuvir) per il trattamento dei pazienti affetti da epatite cronica C. L'accordo consentirà di trattare il più grande numero di pazienti in Europa, tenuto conto della più alta prevalenza della patologia in Italia.

Funziona nel 90% dei casi. Il Sovaldi è il primo farmaco in grado di eradicare il virus dell'epatite C con percentuali di successo sul 90% dei pazienti. Si tratta di una terapia molto costosa, però,  che negli Stati uniti viene venduta a  84mila dollari a paziente (circa 66mila euro). Ogni pillola costa infatti circa 600 euro e per un ciclo di terapia servono almeno 60.000 euro. Cifre inaccessibili per gran parte dei malati, ma che assicurano percentuali altissime di guarigione. In Europa alcuni paesi come la Germania, che hanno relativamente pochi casi, l'hanno adottata subito, mentre altri 14, fra cui l'Italia e la Francia, hanno iniziato una trattativa per poter abbassare il prezzo, troppo alto per chi deve curare decine o centinaia di migliaia di persone come si spera di fare da noi.

I casi in Italia. Secondo il comunicato dell'Aifa ora verrà somministrato secondo criteri di appropriatezza definiti dalla Commissione Tecnico-Scientifica della stessa agenzia, sulla base della gravità della patologia. "In realtà su 1,5 milioni di persone infette in Italia potenzialmente quelle trattabili sono 300-400mila - spiega Antonio Gasbarrini, uno dei fondatori di Alleanza contro l'Epatite, associazione che riunisce medici e pazienti - di questi però ce ne sono circa 30mila che avrebbero bisogno del farmaco subito, perchè hanno una cirrosi avanzata ma non al punto da non avere più alcun beneficio dalla terapia".

Le proteste. Il prezzo del farmaco, molto alto, aveva scatenato le proteste delle associazioni di malati. Epac onlus, Lila onlus, Nadir onlus, Plus onlus, in rappresentanza e di concerto con numerosi network europei di pazienti, avevano organizzato un sit-in a Milano la settimana scorsa. Chiedevano che la politica comprendesse l'urgenza di trovare soluzioni immediate e concrete per consentire l'accesso alle cure a tutti i malati d'Italia e d'Europa. 

La trattativa. In Italia la trattativa, che in origine doveva concludersi prima dell'estate, è stata bloccata una prima volta dall'azienda lo scorso luglio, pur garantendo il farmaco in via compassionevole ai pazienti più gravi. Nel frattempo negli Usa il farmaco è stato oggetto di una interrogazione di due senatori, che hanno chiesto la ragione del prezzo così alto, mentre in Egitto e in altri paesi in via di sviluppo è stato offerto, sotto forma di generico, a costi molto più bassi.

Altri farmaci. L'accordo appena concluso dall'Aifa dovrebbe fare da paradigma per quelle successive, che già si affacciano all'orizzonte. Sono in arrivo nel giro di due o tre anni altri cinque o sei farmaci della stessa classe, tutti egualmente promettenti, una 'abbondanza' che dovrebbe far scendere il prezzo dello stessoSofosbuvir. Negli Usa, il Sofosbuvir è diventato in soli tre mesi la terapia che ha guadagnato di più nella storia. 

Spiegatemi questa percezione!

ciao abbiamo spostato qua il tuo post dove esiste un forum di discussione sull'argomento http://www.sostanze.info/esperienza/ho-smesso-fumare-erba-fumo-3-settimane-ma-mi-sento-testa-confusa#comment-168065

Il DMT (endogeno e non) potrebbe avere funzione di regolatore immunitario e proprietà anticarcinogeniche

Presentazione tratta dalla Conferenza Mondiale 2014 sull'Ayauasca. Ci sono indizi per ritenere DMT potrebbe andare oltre le semplici funzioni neurali e avere un ruolo nei meccanismi di protezione cellulare.

Se i camerati diventano narcotrafficanti

di Lirio Abbate, L'Espresso http://espresso.repubblica.it/inchieste/2014/09/09/news/se-i-camerati-diventano-narcotrafficanti-cosi-cambia-l-estrema-destra-romana-1.179350

Mettere in campo una rete di uomini neri offre vantaggi che le cosche non hanno. Ci sono i reduci degli anni di piombo, che garantiscono rispetto. C’è una ragnatela di simpatie politiche o di ricatti, che si insinua negli apparati dello Stato. E ci sono professionalità, nelle armi o negli affari, che i boss meridionali devono invece pagare a caro prezzo.La lista di traffici e delitti in cui sono coinvolti a Roma neofascisti vecchi e nuovi è lunga. Si parte dal dicembre 2009 quando a Ostia viene smantellata una rete che smistava cocaina: finiscono in manette Alberto Piccari, uno dei fondatori dei Nar, e la moglie di Carmine Fasciani, il ras del litorale. È proprio parlando con Fasciani che Gennaro Mokbel si vanta di aver speso tanti soldi per far uscire dal carcere la coppia nera per eccellenza: Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. Non solo. Il Ros scrive che Mokbel ha ricevuto da Fasciani «l’assicurazione di poter svolgere in modo indisturbato la campagna politica nella zona di Ostia».A Tivoli nel 2012 viene gambizzato Francesco Bianco, un altro reduce dei Nar, assunto dall’allora sindaco Alemanno all’Atac. A sparargli è Carlo Giannotta, reggente dell’ex sezione dell’Msi di Acca Larentia. Movente: le divergenze sulla gestione della sede e della commemorazione dei tre missini uccisi nel 1978. Dopo il ferimento viene perquisita pure la sede di CasaPound e si indaga sui due figli di Giannotta, Mirco e Fabio. Mirco, prima di essere messo da Alemanno a dirigere l’ufficio comunale per il decoro urbano, ha patteggiato la condanna per alcune rapine, mentre Fabio è tra gli autori del colpo a Bulgari di via dei Condotti. Sempre a Fabio Giannotta è stato ricondotto l’arsenale ritrovato nel quartiere Alessandrino: cinque armi da guerra, 16 pistole, giubbotti antiproiettile.Una di queste armi sarebbe stata utilizzata per assassinare nel 2008 Emiliano Zuin. Le istruttorie si sono infilate anche nella vita di di CasaPound. Il 14 aprile 2011 viene gambizzato Andrea Antonini, vicepresidente dell’associazione neofascista. La vittima, con un altro esponente di CasaPound Pietro Casasanta, è stata accusata nell’estate 2012 di aver aiutato un camorrista latitante. Pure Daniele De Santis, incriminato per l’omicidio del tifoso napoletano Ciro Esposito, oltre ad essere un ultrà è un neofascista attivo nel Movimento Sociale Europeo, con un passato in CasaPound.Le curve rivali giallorosse e biancoazzurre sembrano unirsi in un unico disegno politico-criminale. I giudici di Roma nella sentenza che ha condannato gruppi di ultrà, scrivono: «Il vero collante del vincolo che li unisce è la loro collocazione ideologica nell’area della destra più estrema, ispirata da concezioni xenofobe e neofasciste e da un’idea della sopraffazione dell’avversario che anche indipendentemente dal tifo calcistico che potrebbe dividerli, li collega invece in una comunanza di azioni e attività che poco hanno a che fare con le loro presunte passioni sportive». E persino in questo settore, ci sono poi i rapporti con i clan: uno dei capi della curva Nord, arrestato per traffico di droga, è stato segnalato come autista del boss camorrista Senese.Due anni fa in una operazione che ha portato al sequestro di 165 chili di cocaina è finito in manette Emanuele “Lele” Macchi di Cellere, con precedenti per associazione terroristica. Il pariolino “Lele” veniva considerato un “intellettuale di area”: in carcere invece era definito l’angelo custode di Pierluigi Concutelli, il cecchino della destra rivoluzionaria. Ora gli investigatori lo considerano vicino a Carminati.Sorprendente la vicenda del Pussycat, un night club con squillo d’alto bordo dietro la copertura del centro culturale “Le Pecore Nere” il cui vicepresidente era l’ex militante dei Nar Flavio Serpieri. Gli altri due soci? Un vicequestore della polizia e un regista. Infine nel clamoroso crack del broker Gianfranco Lande, il “Madoff dei Parioli”, è comparso Pierfrancesco Vito, l’ennesimo ex pistolero dei Nuclei Armati Rivoluzionari, con oltre 100 mila euro da riciclare.

alcuni pdf scaricabili gratis

su temi legati a uso medico e non di psichedelici e non

La mia lotta contro le sigarette, battaglia per battaglia

Gentili utenti,

iniziai a fumare all'età di circa 15/16 anni per sentirmi più alla moda, più bello e più accettato. Inutile dirlo che da li fino all'età di 21 anni ne ho fumate poco meno di un pacchetto al giorno. Dopo di che iniziai a fumare quelle fatte su a mano (filtro, cartina, tabacco sfuso) prima circa 15 al giorno e poi mano mano diminuendo a circa 6/7 al giorno (ossia fino a qualche settimana fa).

Per me è stata una bella conquista perchè seppure mantenevo il vizio, sono riuscito a dissociare la sigaretta da molti eventi: per esempio non porto più dietro le sigarette quando esco da almeno 2 anni circa e fumo solo a casa (raramente fumo in giro ma soltanto "a scrocco").

La grande svolta l'ho avuta qualche settimana fa quando mi sono imposto di non fumare subito dopo aver fatto colazione ma dopo qualche ora e allora (seppur inizialmente a fatica) ho mantenuto questa volontà.3 giorni fa invece mi sono addirittura imposto di non fumare fino a dopo pranzo. E così sto mantenndo.Oggi, fino ad ora almeno, ossia le 9 di sera ne ho fumate solo 2. Una verso le 4 e una dopo cena. Ma sento che la sera la tentazione di fumare è molto forte, ma sono contento di poter contare su una mano monca il numero di sigarette fumate.Perchè questa svolta forse? Da anni pratico regolarmente attività fisica (bici), recentenmente mi sono resto conto che la mattina senza fumo si sentono meglio gli odori, si respira meglio e si sta meglio.Oggi addirittura fino alle 3 di pomeriggio credevo che avrei fatto tutta la giornata senza fumo. Fino alle 3 non avuto alcun grosso problema a non fumare ma poi ho avuto una forte tentazione a cui ho detto di si.Volevo chiedere secondo voi se poche sigarette rollate combinate ad un'alimentazione regolare e attività fisica contassero poco niente o devo proprio smettere e perché secondo voi sono riuscito a non sentire la tentazione per tanto tempo oggi sveglio ma verso la sera mi aumenta.Grazie a tutti.

Contenuto Redazionale Abuso e dipendenza da Pain Killer: analgesici oppiodi di sintesi (pain killer-PK), in particolare ossicodone (associato o meno al paracetamolo). Toscana Medica, n°8 2014

Questo articolo è paradigmatico di una rilevante diffi coltà della medicina moderna. L’OMS incita tutti i medici ad usare più e meglio gli oppioidi per evitare il dolore inutile e purtroppo l’Italia, escluso alcune regioni tra cui la Toscana, non ha ancora raggiunto gli standard internazionali. Tuttavia, in questo articolo, si segnalano anche i rischi di questo aumentato uso. Siamo fermamente convinti che gli eventi avversi derivino da un uso inappropriato del farmaco sia da parte del medico che del paziente e che il rispetto delle indicazioni scientifiche possa evitare le conseguenze qui segnalate.

www.sostanze.info è un sito web istituzionale, nato nell’ambito di un progetto CCM del Ministero della Salute, in collaborazione con la Regione Toscana, il Servizio Sanitario della Toscana e la Società della Salute di Firenze, attivo dal settembre 2007. Il sito si occupa d’informazione, prevenzione e cura rispetto all’uso e abuso delle sostanze psicotrope e stupefacenti. Offre la pubblicazione quotidiana di articoli su sostanze psicoattive e new addiction, domande-risposte anonime su questioni legate all’uso e all’abuso, pubblicazione libera di articoli, esperienze e informazioni, forum tematici di discussione, chat privata su prenotazione con un operatore della redazione, newsletter tendenzialmente a cadenza settimanale.

Dal 2010 hanno cominciato ad emergere, all’inizio timidamente e poi in maniera sempre più preponderante, segnalazioni di abuso di analgesici oppiodi di sintesi (pain killer-PK), in particolare ossicodone (associato o meno al paracetamolo).

Un’epidemia negli USA

In una review statunitense del 2012 l’ossicodone è confermato essere preferito rispetto a tutti gli altri oppioidi analgesici di sintesi per i suoi effetti psicotropi e per la scarsità di effetti collaterali. Tale fenomeno rappresenta da alcuni anni una notevole criticità negli Stati Uniti dove si parla di vera e propria epidemia. L’abuso di idrocodone, idromorfone ossicodone e tramadolo è indicata come causa crescente di morti accidentali. L’incremento dell’abuso dei farmaci oppioidi è stato collegato alla liberalizzazione delle leggi, avvenuta alla fi ne degli anni 90, che regolano la prescrizione di questi farmaci nel dolore non oncologico, di fatto rendendone più semplice l’accesso. Per avere un’idea delle dimensioni del fenomeno possiamo dire che gli statunitensi sono il 4.6% della popolazione mondiale e consumano l’80% delle riserve di PK mondiali. In 10 anni (2002-2012) è aumentato sia il numero di persone che hanno ricevuto almeno 1 prescrizione sia il numero di prescrizioni per persona. Gli oppioidi rappresentano circa il 68% delle prescrizioni di analgesici. La maggior parte delle prescrizioni riguardano il dolore cronico non oncologico (dolore lombare, cervicale, e cefalea per il 60% dei casi). Più del 65% riguarda trattamenti di 2-3 settimane. Nel 2009 il 12% delle prescrizioni riguardavano giovani fra i 10 e i 29 anni; nel 2010 l’età media di primo utilizzo non medico di ossicodone è stato di 22,9 anni. Un recentissimo studio effettuato dalla Washington School of Medicine di St. Louis e apparso su Jama Psychiatry nel maggio 2014, ha mostrato come su 2800 persone in cura presso 150 centri per il trattamento delle dipendenze sparsi in tutto il paese, il 75% di coloro che attualmente usavano eroina aveva dichiarato di aver provato come prima droga farmaci antidolorifici con obbligo di ricetta.

E in Italia?

Anche in Italia dal 2009 abbiamo una legge che ha reso più semplice la prescrizione di farmaci oppiacei, consentendo al medico di utilizzare il ricettario normale anziché quello speciale ed eliminando così le diffi coltà burocratiche che spesso scoraggiavano tali prescrizioni, di fatto facilitando l’accesso e la loro diffusione. Ad oggi il consumo di oppioidi è ancora contenuto ma l’ossicodone (al 3° posto) ed il fentanile (al 13° posto) sono tra i 30 farmaci che hanno avuto il maggior incremento nelle vendite tra il 2012 e il 2013. Dal momento che la storia ci insegna che ciò che succede negli USA dopo alcuni anni si presenta in Europa e in Italia, cosa dobbiamo aspettarci?

Sostanze.info: punto di osservazione

Sostanze.info, da questo punto di vista, rappresenta un osservatorio privilegiato. Infatti la caratteristica dell’anonimato dello strumento on line e il suo carattere 2.0 facilita l’apertura e il confronto trattandosi di argomenti considerati stigmatizzanti. Su sostanze.info, dal 2010 ad oggi, si sono rilevate circa 32 segnalazioni riguardo l’abuso di ossicodone (con o senza paracetamolo) Le prime 2 nel 2010, 0 nel 2011; 13 nel 2012; 14 nel 2013 e 3 al marzo 2014. Nell’ambito della nostra casistica abbiamo tentato una classificazione:

Per caratteristiche anamnestiche:

1. con anamnesi tossicologica negativa: persone che non hanno mai fatto uso di sostanze stupefacenti nel passato, ma che, con l’utilizzo cronico, nel tempo verifi cano il manifestarsi della tolleranza e si vedono costretti ad aumentare progressivamente il dosaggio;

2. con anamnesi tossicologica positiva: la maggior parte. Si tratta di utenti che nel passato più o meno lontano hanno avuto un problema con sostanze stupefacenti o alcol e che attraverso l’utilizzo dei farmaci oppiacei rientrano nel circuito della dipendenza;

3. attuale abuso o dipendenza da sostanze: l’utilizzo di farmaci oppioidi può permettere il mantenimento della dipendenza con la possibilità di affrontare i controlli tossicologici previsti dalla legislazione vigente (patenti, sicurezza in ambito lavorativo ecc) con una possibilità piuttosto elevata  di ottenere refertazioni negative (dal momento che a tutt’oggi la maggior parte dei laboratori non ha a disposizione test di screening per testare questi farmaci) caratteristiche della patologia di base:

1. a seguito di un intervento chirurgico;

2. low back pain;

3. patologie a carico del sistema articolare e muscolo-scheletrico: artrite reumatoide, fibromialgia, dolori muscolari e articolari non meglio definiti.

Per evoluzioni trattamentali:

1. una piccola percentuale (n. 3 su 32) si sono rivolti spontaneamente al Sert e hanno intrapreso una terapia sostitutiva con metadone o buprenorfina. La restante quota (n. 29) si divide così:

2. chiedono informazioni riguardo cliniche pubbliche o convenzionate per effettuare disintossicazioni in regime di ricovero;

3. chiedono informazioni per autogestire terapie (tabelle di conversione, modalità ecc...) e dichiarano di non volere/potere rivolgersi a servizi o sanitari;

4. 1 esito infausto, segnalato da un familiare, per epatopatia tossica da sovradosaggiodi paracetamolo contenuto nella formulazione ossicodone + paracetamolo.

Conclusioni

Alla luce di quanto emerso riteniamo che queste segnalazioni rappresentino verosimilmente l’inizio di una situazione che alla stregua di quello che è avvenuto negli Stati Uniti può acquisire le caratteristiche di fenomeno diffuso. Ovviamente è importante sottolineare che il dolore va trattato in modo efficace e sicuro e ogni cittadino ha il diritto di poter accedere ad un trattamento adeguato. Pertanto, anche se in Italia al momento non esiste una vera emergenza, riteniamo che la situazione vada attentamente monitorata. I dati di letteratura e quelli emersi dalla nostra piccola casistica ci suggeriscono che verosimilmente esistono dei fattori predittivi per lo sviluppo dell’addiction nei confronti dei Pain Killer come: una storia personale o familiare di drug abuse, una dipendenza da alcol o forte tabagismo, una storia di abuso di farmaci prescritti, una comorbilità psichiatrica. I Dipartimenti per le Dipendenze, a nostro avviso,dovrebbero avere un ruolo centrale sia nell’ambito di una collaborazione con Centri per la terapia del dolore e/o con i medici di medicina generale nella conduzione di casi clinici a rischio, sia nel contesto di una formazione della classe medica nei confronti di questi farmaci e del loro potenziale di addiction. A conclusione ci preme inoltre sottolineare come il sito sostanze.info si confermi rappresentare,per le sue caratteristiche, oltre che un efficace strumento di prevenzione, primaria e secondaria, e di counselling a vari livelli, anche un valido punto di osservazione che, se adeguatamente inserito in un ambito di rete istituzionale, può costituire un sistema di allerta precoce.

Laura Calviani, Gioacchino Scelfo, Roberto Baronti, Stefano Alemanno, sostanze.info

Oppiacei.. Il mio aiuto, la mia vita..

Tra i tanti forum questo mi e' sembrato il migliore ed ill più serio per condividere la mia esperienza.  Premetto che non voglio far passare il messaggio che ció che faccio è giusto o che ció che faccio sia possibile poichè ognuno è fatto a modo sue ed è più o meno capace di gestire delle situazioni. Vorrei semplicemente raccontare la mia esperienza, la mia situazione attuale e condividerla magari leggendo poi il pensiero di qualche persona esperta in materia.

Ho 28 anni, diplomato liceo classico, sono imprenditore. Cio che dicono di me: ha testa, intelligente, furbo, preparato educato. Dunque sei mesi fa avevo un forte mal di schiena... Conoscevo l'esistenza del tramadolo e cosi mi sono procurato un contramal 150 mg a rilascio prolungato... Conoscevo per sentito dire l'effetto analgesico. Cio che non mi era stato raccontato era l'effetto sballo.. Ore 5 del pomeriggio mando giu la mia prima pasticca.  Ero a lavoro.  Passano 2 ore, niente.. passano 3 ore, niente.. alla quarta ora dopo aver ingerito la pasticca ero a casa... Sento un effetto strano ai polmoni.. Penso: quella roba non fa un cazzo. Cena, mi siedo a tavola.......per la prima volta riesco a fare un discorso con i miei genitori, rido scherzo, dico la mia.. Pensieri e problemi che avevo fino a poco prima svaniscono nel nulla.. stavolta penso: che cazzo mi succede? Mi alzo vado nel salotto e mi siedo....inizio a sentirmi letteralmente il sangue scorrerenelle vene delle gambe e una rilassattezza inspiegabile mi pervade il corpo.. Continuo a parlare con i miei, con mia sorella, di qualsiasi cosa...........CHE BELLO!!! Nel frattempo la schiena è abbastanza sedata. Il tutto finisce con una nottata passata in un piacevolissimo dormiveglia. Giorno seguente, pastiglia numero 2!! Ed è il replay della giornata prima. Inizia cosi il mio interesse verso gli oppiacei. Li studio e mi informo il più possibile.. Scopro i più e i contro...e scopro che il tramadolo non porta effetti collaterali pericolosi (almeno penso) se non preso in grosse quantità. Nella mia testa inizia a formarsi un idea: sostituire con il tramadolo il dannoso alcol che assumo il venerdi e sabato notte... e cosi faccio... Venerdi, ore 17, pasticca di tramadolo...per le 21 sono a casa che mi preparo per uscire e gia mi sballo da solo in bagno... regalo 15 minuti di spettacolo alla mia famiglia ed esco... In giro per i bar tra una coca ed una fanta saluto tutti, stringo le mani, chiacchero, faccio battute e risulto simpatico e parlo di tutto con tutti.. insomma una persona nuova.. Noto anche che le ragazze apprezzano il mio stato di sobrietà (solo io so di essere sballato) dovuto alla non assunzione di alcol.. Insomma completamente sballato dentro e completamente sobrio fuori. Nessuno si accorgeva di nulla.

A questo punto inizio ad assumere tramadolo anche durante la settimana perche gli oppiacei attirano e voglio assumerne sempre... ma mi accorgo che non mi da l'effetto iniziale.. La cosa mi rende nervoso... inizio ad assumere dosi piu alte per avere l'effetto iniziale.. e nel frattempo vado a fare ricerche sul perche ho bisogno di una dose sempre piu alta.. Motivo: l'assuefazione!!! Maledetta assuefazione. Ok no problem penso.. faccio un esperimento.. Smetto di assumere tramadolo per 7 giorni. Pasato questo tempo riassumo una pasticca da 150 mg (dose iniziale)... e stavolta non sono piu incazzato perche ho l'effetto iniziale che ricercavo senza aver aumentato la dose: rilasatezza, sedazione, euforia.. Inizio ad assumere quindi tramadolo solo una volta o massimo due alla settimana e senza aumentare la dose mantengo gli effetti voluti. Come prendo una pasticca subito il giorno seguente, l'effetto diminuisce..

Insomma riesco a trovare questa stabilita'.... ma a me piace essere diverso e unico nel mio genere... e quindi voglio fare di più... studio ancora, mi informo e scopro la quantita' di oppiacei esistenti e reperibili nelle farmacie italiane.. scopro la codeina.. In

 

 

 

 

 

    •  vacanza mi reco dalla guardia medica fingendo dolori atroci alla schiena... e tra una cazzata e l'altra riesco a farmi prescrivere il Coefferalgan (codeina30 mg e paracetamolo500mg).. Solo perche ci tengo al mio fegato evito di prendere più di 1000 mg di paracetamolo e quindi solo 60 mg di codeina... scopro che se sono pulito da oppiacei da  almeno 4-5 giorni una leggera euforia la provo... Ed è per questo che nella mia mente si forma un altra idea: fare degli oppiaccei un qualcosa da utilizzare a lavoro per fare qualche ora in più, per rendere di più.. ed ecco che la codeina diventa la sostanza perfetta. Mi aiuta a tenere botta e mi da un leggerissimo sballo.
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    • L'interesse prosegue e scopro l'oxycodone.... Molto molto interessante... riesco a procurarmi alcune scatole da pastiglie da 5mg....poca roba... ma, per chi gestisce bene le assunzioni di questi farmaci, molta roba.. L'oxycodone è insapore e inodore. Ottimo per essere sniffato.. Solitamente riduco una pastiglia in polvere e la inserisco all'interno di una bustina del dietor, poi la nascondo all'interno della custodia del cellulare.. A cena con gli amici mi dileguo un secondo fingendo una chiamata, vado in bagno, sniffo circa 2 mg e torno più socievole di prima.. ad essere sincero anche se l'oxycodone e 2-4 volte più potente della morfina, continuo a preferire il tramadolo... Forse perche non ne ho mai assunto abbastanza in un colpo solo.. ma va bene cosi.. Il giorno seguente sono solito fare dei lavaggi nasali con dell'acqua e un sale che vendono nelle farmacie austriache.. Il mio naso ringrazia e via....
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    • Continuo insomma a fare la mia vita, mettendoci come contorno un po di oppiacei..
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    • Morale della favola. Gli oppiacei danno assuefazione, tanta, più ne assumi e piu ne devi assumere per avere gli stessi effetti, con il pericolo di andare in overdose. Gli effetti collaterali, tolto quello di fare overdose, sono effetti che ho provato anche su di me e sono stipsi, nausea, bocca asciutta, nervosismo ed irritabilità ecc.. 
    • Io sono 6 mesi che assumo oppiacei e per quanto riguarda gli effetti collaterali non mi sono mai preoccupato dato che sono, per quanto mi riguarda, gestibili... Per la stipsi ho iniziato a fare una dieta equilibrata mangiando piu verdure, anche se assumento oppiacei 1 o 2 volte alla settimana non ce ne sarebbe bisogno. Per la nausea me la tengo.. Di fare overdose non ho paura, le quantità che assumo sono minime e, dopo aver capito come funziona l'assuefazione, ad oggi assumo le stesse quantita iniziali. In 6 mesi non ho mai provato alcun sintomo di astinenza.
    • Per quanto mi riguarda gli oppiacei fanno parte della mia vita, sono contento cosi e non ho intenzione di farne a meno. Di sicuro non voglio arrivare ad aumentare le dosi ed è per questo che limito il loro uso. Arrivare ad assumere oppiacei solo per tenere a bada lo stato di astinenza non è cio che mi interessa.. A me interessa l'euforia, il benessere...non la schiavitù! Con ieri, domenica o preso circa  100mg di tramadolo per tenere botta a lavoro. Ora Sabato sera mi aspetta la mia dose da 150 mg di tramadolo. Per poi a meta' della prossima settimana sballarmi un pomeriggio a lavoro con quei 3 mg di oxycodone che se non sbaglio sono ancora dentro una busta di dietor nascosti nella custodia del cellulare. Quel pomeriggio lavorerò sicuramente più del solito e faro un po di spettacolo in negozio :-)
    • A voi le considerazioni...evitando se potete di giudicarmi.. grazie
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Droga, relazione al Parlamento 2014: “Aumenta il consumo della cannabis. Cala la cocaina”

Il report del Dipartimento politiche antidroga segnala che oltre il 20 per cento degli studenti fa uso di cannabis

E’ la cannabis la sostanza illecita maggiormente consumata e dichiarata dagli studenti, con una prevalenza che si attesta su valori superiori al 20% (consumo negli ultimi 12 mesi). Lo rivela la Relazione annuale al Parlamento sull’uso di sostanze stupefacenti e sulle tossicodipendenze in Italia per l’anno 2013 e il primo semestre 2014 curata dal Dipartimento politiche antidroga. Nel 2014, il consumo di cannabis negli ultimi 12 mesi precedenti all’intervista è stato sperimentato dal 23,5% degli studenti, registrando un aumento di 1,9 punti percentuali rispetto al 2013; la prevalenza dei consumi raggiunge il 27,1% se si considera il consumo almeno una volta nella vita e il 15,8% quando si fa riferimento agli ultimi 30 giorni. 

Il confronto tra i consumi di sostanze, differenziati per genere evidenzia un aumento dei consumatori di cannabis per entrambi i generi, anche se più pronunciato nelle femmine (+0,93 punti percentuali nei maschi vs +2,66 punti percentuali per le femmine). Anche per i tranquillanti e sedativi l’aumento dei consumatori nel 2014, rispetto al 2013, è più consistente tra le studentesse (+0,62 punti percentuali) rispetto ai coetanei maschi (+0,18 punti percentuali). Per quanto riguarda la frequenza di assunzione, in entrambi i generi prevaleil consumo occasionale di cannabis, circoscritto a 1-2 volte nel corso degli ultimi 12 mesi (44% per le femmine e 34,7% per i maschi). Tra i consumatori il 33% dei maschi, contro il 22% delle femminile, riferisce di aver utilizzato cannabis più assiduamente, 20 o più volte negli ultimi 12 mesi. Quanto alle altre droghe, ponendo l’attenzione sui risultati dello studio condotto nel 2014 su un campione di 31.661 studenti di età compresa tra 15-19 anni emergono le seguenti percentuali di consumatori (una o più volte negli ultimi 12 mesi): cannabis 23,46% (21,5% nel 2013), cocaina 1,58% (2% nel 2013), eroina 0,2% (0,3% nel 2013), stimolanti (amfetamine ed ecstasy) 1,3% (1,3% nel 2013) e allucinogeni 2% (2,13% nel 2013). 

 La concentrazione più elevata di sostanze stupefacenti nelle acque reflue delle città italiane si osserva per la cannabis: mediamente circa 39.3 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti nel 2013, con un sostanziale aumento rispetto al dato medio riscontrato nel 2012 (28,4). Il consumo della cocaina presenta un calo dal 2012 al 2013 (da 6.7 a 5.9 dosi), attestandosi a un valore più vicino a quello osservato per il 2011 (5.7).Parallelamente all’indagine di popolazione generale, il Dipartimento politiche antidroga ha infatti affidato all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano i prelievi e l’analisi di campioni di acque reflue rilevati annualmente dal 2011 presso 17 centri urbani distribuiti su tutto il territorio nazionale per la misura delle concentrazioni di residui di sostanze presenti nei campioni. Per quanto riguarda il consumo di eroina, si osserva una certa stabilita in tutto il periodo (poco più di 2 dosi al giorno ogni 1.000 abitanti), come pure risulta stabile il livello di consumo delle metamfetamine (0.2 dosi). I consumi di ecstasy tornano sui livelli del 2011 (0,06) dopo esser leggermente calati nel 2012 (0.05). Mentre il consumo di ketamina presenta un trend in crescita, passando da 2,2 a 3,3 milligrammi al giorno.

La drug policy che funziona

Giorgio Bignami presenta il rapporto della Global Commission on Drug Policy per la rubrica di Fuoriluogo su il Manifesto        

kofi-annan.jpgNel 2011 il rapporto della Global Commission on Drug Policy, denunciando i fallimenti della War on Drugs, analizzando i disastri di questa guerra, fece tremare i palazzi proibizionisti nazionali e planetari. Questo, sia per i suoi contenuti, sia per le firme di molti pezzi grossi dell'establishment internazionale, a partire dall'ex segretario generale dell'Onu Kofi Annan, assistiti da una scelta schiera di esperti. Dopo il rapporto del 201, la Commissione ha seguitato a lavorare su specifici problemi, per esempio i costi dell’applicazione della legge penale e la riduzione del danno (vedi il rapporto fra droghe, Hiv/Aids ed epatite C; v. www.globalcommissionondrugs.org). Finché il 9 settembre scorso è stato pubblicato il nuovo rapporto Taking Control: Pathways to Drug Politics that Work - "Prendere il controllo: percorsi verso politiche delle droghe che funzionino".

Qui solo qualche rapido cenno ai contenuti del rapporto, a partire dalle raccomandazioni finali: 1. spostare il più possibile risorse dalle azioni repressive e punitive agli interventi sanitari e sociali di provata efficacia; 2. porre fine sia alla criminalizzazione dell'uso e del possesso di droghe per uso personale (l'italica depenalizzazione di uso e possesso è il più delle volte una tragica frode, almeno dalla Jervolino-Vassalli in poi e ancor più negli anni della Fini-Giovanardi), sia ai trattamenti obbligatori (quasi una allusione a certe nostre comunità terapeutiche); 3. cogliere l'opportunità della prossima assemblea generale Onu sulle droghe (Ungass) del 2016 per cambiare le convenzioni internazionali, sinora ricalcate sul modello proibizionista varato a Vienna nel 1961; 4. puntare sulle alternative al carcere per i "pesci piccoli" del narcotraffico (piccoli produttori, corrieri al dettaglio, piccoli spacciatori); 5. permettere e incoraggiare i diversi esperimenti di legalizzazione controllata, a partire da (ma non fermandosi a) cannabis, foglie di coca e parte delle nuove sostanze psicoattive; quindi 6. puntare a una riduzione del potere delle organizzazioni criminali per ridurre la violenza e l'insicurezza alimentate dalle competizioni tra di loro e con lo Stato; infine 7. assicurare l'equo accesso ai farmaci essenziali, in particolare gli oppiacei per il dolore (per incidens, l'ultima relazione ad hoc al Parlamento del nostro Ministero della salute mostra qualche progresso, ma anche quanto siamo ancora lontani dagli standard di altri paesi soprattutto del centro e nord-Europa e del nord-America www.grusol.it/apriInformazioni.asp?id=3791). Poco spazio resta per le parti analitiche del rapporto. Il fallimento delle strategie di controllo è documentato dagli aumenti di produzioni e consumi di droghe pesanti; il danno alla salute pubblica e alla sicurezza dalla frequenza delle adulterazioni e delle morti da overdose, dalle restrizioni alle strategie di riduzione del danno (solo in Russia 1.800.000 iniettori sono infetti da virus Hiv); l'attacco ai diritti umani dagli oltre mille giustiziati all'anno per reati di droghe, dagli innumerevoli carcerati e reclusi in "centri speciali", dalle gravi discriminazioni a danno delle minoranze etniche e razziali; l'incentivazione della criminalità e dell'arricchimento dei criminali dai quasi quattrocento miliardi di dollari annui di vendite al dettaglio, dall'escalation della violenza e del finanziamento del terrorismo; giù giù, sino ai dati sul dilagare della corruzione, sull'inquinamento dell'economia legale, e chi più ha più ne metta. Insomma, conclude la Commissione, vi supplichiamo, potenti della terra, facciamola finita; e per fortuna, aggiunge, qualcuno qua e là ha iniziato a capire l'antifona.

Leggi il sommario del rapporto della Global Commission on Drug Policy: Prendere il controllo: percorsi verso politiche delle droghe che funzionino (traduzione a cura di Giorgio Bignami)

Scarica il rapporto della Global Commission on Drug Policy: global_commission_EN.pdf. (lingua inglese)

Ecco i Paesi Dove si Bevono più Alcolici

Wasted Worldwide, ha creato una serie di mappe indicando i paesi dove si bevono più alcolici. La ricerca ha indagato sul tipo di alcolici maggiormente consumati in ogni paese. Successivamente, ha analizzato i territori con la percentuale più alta di malattie legate a un forte consumo d’alcol. Le mappe di Wasted Worldwide si basano sui dati del Global Status Report 2014. Il paese che consuma più alcol al mondo è la Bielorussia, con un consumo medio pro capite di 17,5 litri. La Russia è al secondo posto con una media di 15,1 litri. Gli Stati Uniti, consumano una media relativamente ragionevole di 9,2 litri, meno rispetto al Regno Unito 11,6 litri e Irlanda 11,9. I paesi del Medio Oriente e dell’Africa Settentrionale bevono meno. Infatti, la gente in Libia e in Mauritania beve una media di 0,1 litri, Arabia Saudita 0,2 litri ed Egitto 0,4 litri.

Qui puoi vedere le mappe www.smartweek.it/ecco-i-paesi-dove-si-bevono-piu-alcolici/

funghi contro la dipendenza da nicotina

da TIME Magazine.

la terapia psichedelica mostrerebbe una percentuale di successo dell'80%

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