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Novità tutte le sostanze

Esperienza personale col mio ex fidanzato

Il mio ex fidanzato era un tossicodipendente. All'inizio credevo fumasse solo spinelli ma nel gro di pochi giorni ho scoperto che faceva uso regolare di cocaina, MDMA, LSDe anche se non si è mai bucato davanti a me e non ho mai trovato segni evidenti sul suo corpo credo assumesse anche eroina. Oltre a questo aveva anche un grosso problema con l'alcool. La storia è recente, ero appena maggiorenne mentre lui aveva vent'anni più di me. Nonostante questo eravamo una bella coppia, molto unita nella quale la differenza d'età non si sentiva neppure. Lo amavo molto e lui amava molto me così mi sono convinta di poterlo aiutare in qualche modo. Si stava distruggendo. La notte tremava egli si alzava la temperatura corporea all'improvviso. Era arrivato al punto non non riuscire più a trattenere l'urina. Tutti appena lo vedevano capivano che si trattava di un tossicodipendente. Ho cercato di aiutarlo in ogni modo possibile. L'ho aiutato con i suoi problemi con la legge, i problemi con i familiari, i problemi di tutti i giorni... avevamo un sacco di progetti insieme. Avevamo deciso di partire e andare all'estero, fare un sacco di cose. Mi aveva chiusto di sposarlo. Il problema peggiore era che quando si ubriacava o si faceva di quella roba andava completamente fuori di testa. Quando io non c'ero anche solo per un paio di giorni diceva che gli mancavo e faceva cose come tirare su la macchina di un amico e andarsi a schianare contro al muro. Minacciava il suicidio se dopo le sue scenate dicevo che lo avrei lasciato. Scoppiava in lacrime e mi abbraccisva forte perchè non andassi via. Mi amava, il problema era che mi amava a modo suo. Le cose dolci c'erano. Aveva pochi soldi e cercava sempre di farmi regali, mi teneva per mano tutto il tempo. Sì, era molto ntenero nei momenti buoni ma l'altra metà erano momenti brutti, e per brutti intendo proprio molto brutti. Mi faceva del male. Iniziava con le urla e le scenate immotivate, lanciava oggetti, spaccava le cose e mi alzava le mani addosso. Mi prendeva a schiaffi quando usciva di testa e senza che io avessi fatto niente. I suoi amici se erano presenti in quei casi intervenivano. Anche la gente per strada quando vedeva quelle scene si metteva giustamente di mezzo. Non avevano una ragione logica, non succedeva perchè io dicessi o facessi qualcosa contro di lui quindi non potevo prevedere quei momenti. Certo, delle volte mi faceva sclerare. L'ultima volta ha fatto di peggio. Siamo finiti alla polizia e io in ospedale. Era completamente fatto e mi ha fatto tutto il peggio che poteva farmi. E' stato un trauma per me anche perchè lui era diventato la persona più importante della mia vita. In seguito a quell episodio non l'ho più visto. Mi riempiva di chiamate e messaggi alle volte d'amore, altri di rabbia per averlo quasi fatto arrestare secondo lui ingiustamente. L'ho quasi denunciato per stalking dopo un po'. Recentemente l'ho sentito per telefono e non riusciva neanche più a mettere insieme due frasi. Scusate se ho raccontato questa esperienza orribile per me ma ne avevo bisogno. Tutti hanno sempre dato ragione a me e anche i suoi stessi amici dicevano che lo avrei dovuto lasciare dopo tre giorni e non reggere per quasi nove mesi. Il fatto è che ci sentivamo come il proseguimento l'uno dell'altra nei momenti buoni. Razionalmente so di avere fatto tutto ciò che era in miopotere per aiutarlo, ho fatto anche troppo perchè non aveva nessun diritto di prendermi a schiaffi ne tantomeno di mandarmi in ospedale, il fatto che avesse delle dipendenze non era una giustificazione. Ma mi sembra lo stesso di avere sbagliato qualcosa e lui adesso non è messo bene, ho paura che non ci sarà più nel giro di un anno. Quando penso ai momenti in cui era dolce mi sento io la cattiva. So che non ha senso. Poi mi ha fatto una specie di lavaggio del cervello del quale mi sto rendendo conto solo da quando è finita. Mi aveva convinta che solo lui in tutto il mondo mi avrebbe potuta amare così tanto, in modo infinito e che agli altri di me importava solo fino a un certo punto, la mia famiglia compresa. Ora sto frequentando un altro ed è molto diverso da lui. Forse ho sbagliato sito. Non sono una tossicodipendente, l'unica cosa di cui ho fatto uso, sempre che si dica così, sono gli spinelli. Pensavo che magari controntarmi con qualcuno passato dalla mia stessa situazione o dalla situazione del mio ex... non lo so potesse chiarirmi un po' le idee, anche solo per parlare, per sfogarmi.... grazie. Scusate. 

uscire dal metadone SI PUO'

Mi chiamo Marzia, ho 29 anni, un passato da tossicodipendente di eroina e farmaci (minias, rivotril), un passato tra Sert e qualche mese di comunità... e poi una bruttissima ricaduta durante l'anno appena trascorso.

Ho ricominciato a usare roba (in vena, 1 gr, al giorno, prima brown poi thailandese) il settembre scorso dopo un aborto non troppo volontario, un fidanzato che ha scelto di scappare via dalle responsabilità, un lavoro che non rispecchiava i miei interessi e le mie capacità, una vita in una città che non sentivo mia.

la SOLITUDINE ci porta a fare scelte sbagliate, consapevoli della sofferenza tendiamo a scegliere la strada più facile, infondo chiunque ha usato o usa sostanze psicoattive è consapevole del potere che hanno, "la medicina a tutti i mali" così parlavo dell'eroina.

La scelta seria e profonda di smettere è un passaggio fondamentale: dopo diverse overdose (la thai che gira adesso ricorda pericolosamente la purezza di quella che distrusse varie vite diversi anni fa. basta cercare su google e le notizie dei ragazzi morti nell'ultimo anno sono troppe), dopo aver perso gli amici che mi erano rimasti, dopo gli ultimatum dalla famiglia e la desolazione intorno ho maturato la DECISIONE PROFONDA di smettere.

Conoscendo fin troppo bene la dinamica dei Sert (alzare la terapia fino all'inverosimile, trattarti come un numero, non prendere minimamente in considerazione lo scalaggio veloce e definitivo, trattare il metadone addirittura come un farmaco salva vita: almeno se usi sia met che ero non vai in overdose (SIC!)) ho deciso di affidarmi al 'mercato nero': ho comprato 150 ml di metadone concentrato (750 mg) e me ne sono andata in un posto protetto (cambiato sim al cellulare, con poche persone attorno ma super fidate) ho cominciato la mia guarigione: sono partita da 10 ml (50 mg) e ho scalato 1 ml al giorno per la prima settimana; a 5 ml (25 mg) mi sono fermata qualche giorno, poi ho ricominciato scalando anche solo una tacca della siringa (insulina) con cui misuravo la quantità giornaliera (unico metodo che mi permettesse di tenere sotto controllo la reale quantità).

Insomma, senza tirarla per le lunghe, sono arrivata, una settimana fa, a togliere COMPLETAMENTE la terapia. E adesso, ragazzi, STO BENE, STO MERAVIGLIOSAMENTE BENE: la notte dormo come un ghiro (assumo solo una medicina omeopatica a base di serotonina e melatonina, niente benzodiazepine!), di giorno sono attiva, non accuso dolori (solo le gambe ogni tanto si stancano e i reni fanno un pò male), non sono esageratamente irrascibile nè tantomeno sento il bisogno irrefrenabile di bere o di fumare o di stonarmi in qualsiasi modo (insomma anticraving sì ma fino a un certo punto!)

Il motivo, unico e semplice, x cui non sto male è perchè ho deciso profondamente, nel mio cervello e nella mia coscienza, che NON VOLEVO STARE MALE! Il cervello è tutto! Finchè sei nella merda, ti svegli sudato e dolorante, senti gli amici che ti dicono che non ce la fanno a smettere (con la roba sì, ma col metadone è impossibile) non smetterai mai! SMETTERE SENZA SOFFERENZA E' POSSIBILE, basta volerlo con tutto il cuore e l'anima! (ci sono milioni di testimonianze in tutto il mondo sull'effetto placebo delle sostanze, sia in positivo che in negativo... non vi è capitato neanche una volta di assumere quantità di ero da cavallo e dire 'non mi ha coperto'? bhè, quello è il cervello, il pensiero in negativo... consapevole di questo meccanismo provavo a usarlo in positivo: non posso stare male se sto facendo uno scalaggio 'delicato'!!)

Concludendo ragazzi spero solo che queste mie parole incoraggino qualcuno a fare la stessa scelta: DIFFIDATE DI CHI VI DICE CHE A SMETTERE SI STA MALE, che i DOLORI CONTINUANO X SETTIMANE, che poi magari ti vai a rifare e allora meglio il meta che la roba... CAZZATE! C'è un interesse infinito dietro la nostra sofferenza, c'è una forma mentis occidentale e medicalizzante che ci vuole perfetti e senza nessun tipo di problema: se non ho dormito qualche notte durante lo scalaggio pensavo a tutte quelle persone che ogni tanto accusano insonnia senza aver mai toccato niente.. se avevo dolori alle gambe, ai reni e sudavo pensavo che mi era venuta un pò di febbre... se ero insofferente e pensavo di volermi rifare pensavo che una vita così di merda come quella da tossicodipendente non l'avrei augurata neanche al mio peggior nemico... e allora perchè dovrei auto infliggerla a me stessa?

tutto dura poco, neanche te ne accorgi e sei pulito... e la sensazione che provo adesso, ad aver scalato tutto, ad essere pulita, a poter decidere della mia vita e a sentirmi veramente LIBERA non vale tutti i flash che la merda mi ha portato a provare.

TIRATE FUORI LE PALLE E AFFRONTATE I VOSTRI MOSTRI.

forza e coraggio.

Marzia 

Purino d erba

Ragazzi ascoltatemi per favore....sono stato ad Amsterdam nel 2012...ho fumato un purino di erba personal in poco tempo e sono stato malissimo...e mi sento tutt ora male...come se fossi in black out continuo...non fossi cosciente...come è possibile?e una cosa bruttissima ma non migliora

Tristezza ingiustificata

Salve

ho 18 anni e fumo canne dai 14, con frequenza crescente finchè dai 16 è diventata quotidiana. Ricordo che le prime esperienze furono una novità intrigante, un'ilarità sorprendente che riempiva un pomeriggio che dedicavamo a quello. Col tempo ho iniziato a fumare sempre più spesso, a scuola, in giro anche perchè non avevamo niente di meglio da fare. Dopo i 16 però è diventato un must, per le serate dovevamo procurarci l'erba e se un pomeriggio non fumavo mi sembrava sprecato. Se avevo il fumo uscivo, se no potevo anche starmene a casa a dormire. Fatto sta che senza rendermi conto avevo intrinseco il meccanismo del fumare in compagnia, alla fine più fumavo meglio era, e se non trovavo niente piuttosto facevamo un cylum di fumo pacco (chissà quanto taglio avrò introdotto nei polmoni) che quello non manca mai.Ricordo anche che, agli inizi inizi, pensavo che comunque fumare tutti i giorni non era una gran cosa, anche perchè avevo ben presente la differenza fra fatto e lucido. Col tempo ero più spesso fatto che lucido, me ne sbattevo e fumavo anche prima di interrogazioni e verifiche (senza tral'altro condizionare di tanto la prestazione), le canne erano il passatempo e anche gli amici si riducevano alla cerchia dei fumatori. Questa storia credo sia molto comune fra i ragazzi, ma vedo che a rendersene conto sono davvero pochi, soprattutto a quest'età. Fatto sta che ultimamente fumare le canne mi rendeva più chiuso, stavo lì a sfattonare per i cazzi miei e non pensavo a socializzare, parlare, anche perchè il meccanismo di fumare era diventato un'abitudine molto difficile da trasgredire, unita alle molte leggende che le canne non fanno male ecc. Nonostante mi rendessi conto di essere un ebete ambulante (esagero ma per rendere l'idea anche dell'incazzatura con me stesso) fumavo, anche prechè era l'unica cosa che sapevo fare e che ero abituato a fare nel tempo libero e non. Un po' perchè di natura sono un ragazzo timido e introverso, e le canne non facevano che aumentare q 

Smettere prima che sia troppo tardi?

Ciao a tutti, ho 18 anni e sono un fumatore di cannabis da quando ne ho 13, da poco ho deciso di smettere con la maria dato che ho riscontrato un indebollimento della memoria, confusione etc. e ciò non mi garba.A marzo ho assunto del MdMa in cristalli, per la precisione solo 150mg metà "dose", in discoteca e che dire: FANTASTICO, era tutto stupendo, ballare, parlare con la gente, fare casino, quel amore che provi verso tutti, anzi più che amore sembra un amicizia incrollabile, fraternità, l'ho subito amata, mi permetteva di fare ciò che volevo quando lo volevo e come lo volevo, ero chi veramente desideravo essere da molto tempo. A effetto finito mal di reni, stanchezza generale ma niente di più, ho ripetuto la cosa a giugno, stesso discorso, percepivo la musica come la cosa più divina che ci fosse, amavo tutti, ci provavo con le ragazze, parlavo con tutto ciò che respirava, ero INVINCIBILE! A effetto finito ho avuto dei fastidiossisimi crampi alle braccia e alle gambe ma poi niente di più( andavo a pisciare molto spesso sentendone un bisogno irrefrenabile) c'è da dire che ne ho assunta di più del normale in quanto la sera prima mi ero fatto un 0.2 poi il giorno dopo in disco un 0.3.La volta seguente la presi in giro per la città, una quantità irrisoria, 0.3 in tre persone, e qui niente da dire, effetti quasi nulli, tranne per la voglia di mordere qualcosa per un fastidio ai denti.L'ultima volta l'ho presa ad agosto, ed è stata la più magica, 0.5 o anche di più, 0.2 in bottiglia e l'altra( una dose, 0.3-0.4) sulla lingua a "liscio", che dire qui è stato stupendo, ero molto socievole, parlavo ridevo facevo casino, insomma tutte le emozioni di marzo amplificate per 50 però, qui ho avuto anche delle allucinazioni, la notte prima non avevo dormito ed in disco arrivai distrutto, presa la M cominciai a ballare e a fare tutto ciò che si fa sotto questa sostanza, chi l'ha provata sa che è difficile spiegare bene come ci si sente, sei in pace, in amore con tutti, fai tutto quello che vuoi fare, hai LE PALLE DI FARE TUTTO. 

Ritornando alle allucinazioni beh erano strane, sembrava che mi addormentavo in piedi, la realtà però continuava nel mentre tenevo gli occhi chiusi( è una mia ipotesi, non so se avevo gli occhi aperti o chiusi) avevo la costante certezza di avere una sigaretta in mano quando non era così, dopo che guardavo la mano vedevo la sigaretta pian piano dissolversi per poi tentare di metterla in tasca anche se non avevo nessuna sigaretta in mano, insomma anche dopo aver controllato di non avere niente in mano la certezza di avercela rimaneva, poi ho preso una ragazza per il top mentre passava accanto a me spaventandola, il punto è che non lo feci apposta, io non mi ricordo neanche di aver visto questa ragazza, io "vedevo" "sognavo" una cosa e nel mentre cercavo di afferrare quella cosa ho preso la ragazza, non l'ho fatto apposta, non sapevo neanche che lei fosse lì.Comunque per non dilungarmi troppo, dato che ho già scritto un fottio, volevo chiedervi che fare, insomma un consiglio, io vedo L'MdMa come una cosa bellissima, che mi fa sentire benissimo, che mi fa fare tutto(parlare con gli sconosciuti, fare il panico etc), insomma per me è stupenda, adesso però un mio amico ha smesso con tutto(sigarette, maria ed M) e mi ha messo in crisi, insieme a lui già volevamo smettere con la maria però con l'M non so che fare, dato che non me la faccio tutti i giorni penso che faccia meno male di maria,sigarette ed alcol( anche perché con l'alcol sono finito in ospedale in coma etilico a 14 anni), l'M la prenderei una volta ogni 2 mesi inevece la maria la fumo tutti i giorni quasi, cosa mi consigliate? L'Md è un demone sotto la maschera angelica? Mi sapreste dare dei motivi validi per smettere(secondo voi ovviamente :)) , per favore niente critiche etc. Mi affido a voi ragazzi/e, consigliatemi :) 

Esame capello cocaina

Salve volevo porre il seguente quesito, a metà marzo ho assunto l'ultima volta la sostanza dopo 15 gg ho tagliato i capelli circa 1cm. Rifatto dopo altri 15/20 gg poi accorciati ulteriormente altre due volte al 25/08 ho effettuato l'esame con capello 5 cm. Circa(mi crescono velocemente) volevo sapere se risulterò positivo o negativo grazie.

"Come gli psichedelici mi hanno salvato la vita"

La giornalista della CNN Amber Lyon racconta come grazie a psichedelici come LSD, DMT e funghi psilocibinici ha superato ansia e PTSD.

comunità San Patrignano contro Veronesi

San Patrignano contro Veronesi

Mer, 20/08/2014 - 14:38

I danni da spinello ci sono e non sono da sottovalutare. Non mentiamo alle famiglie e ai nostri figli

È con sempre maggiore sgomento e preoccupazione che rispondiamo all’intervento di Umberto Veronesi sulle pagine del settimanale Oggi. Come il famoso oncologo possa scrivere sulle pagine di una rivista rivolta principalmente alle famiglie che i “danni da spinello” sono praticamente inesistenti è ai limiti del comprensibile. Veronesi non solo lancia un messaggio di pericolosa superficialità alle famiglie italiane, ma allo stesso tempo ignora deliberatamente le evidenze emerse da numerose ricerche scientifiche. Tra le ultime, in ordine di tempo, quella pubblicata dal “Journal of Neuroscience” e realizzata dalla scuola di medicina della Northwestern University, il Massachusetts General Hospital e l'Harvard Medical School. Chiarissimi i risultati, che hanno mostrato una correlazione diretta tra il numero di volte che gli utenti hanno fumato e le anomalie nel cervello, in particolare nelle aree legate alla motivazione e all'emozione. Evidenze a cui Veronesi, il più famoso oncologo italiano che però non si è mai occupato di neuroscienze, tossicologia e psichiatria, dovrebbe perlomeno rispondere con ricerche scientifiche altrettanto chiare.

Le canne, tanto più è alto il thc, instupidiscono gli adolescenti, li allontanano dai loro interessi, fanno calare il rendimento scolastico e pregiudicano il futuro. Dire alle famiglie e ai ragazzi che fumare la marjuana non è pericoloso denuncia un livello di irresponsabilità inquietante da parte degli adulti. Non solo è falso, non solo gli si sta facendo credere che non ci saranno conseguenze, ma si sta lanciando un messaggio di pieno permissivismo nei confronti della cultura dello sballo. Tanto più pervasivo se a farlo è un ex ministro della Salute, così come alcuni esponenti del mondo dei media e della politica. Opporsi a questo messaggio, per noi Comunità, come per tantissime famiglie, è sempre più difficile. Come si può educare ed evitare ai figli di farsi del male, se buona parte della società e le stesse istituzione sdoganano una cultura del “tutto è lecito”?

Basta dunque parlare di liberalizzazione come unica risposta realista alla diffusione della cannabis. Se questa cultura dilaga è proprio per il lassismo e la superficialità dimostrata dagli adulti e da chi dovrebbe educare le future generazioni. Basta anche parlare di riduzione dei danni. Chi ama i propri figli non vuole per loro il male minore, vuole il meglio. Ed il meglio è una vita fatta di passioni, interessi, motivazione. Non di annebbiamento, sballo e fuga dalla realtà. Parliamo di programmi educativi concreti rivolti agli adolescenti, parliamo di come ridare fiducia a intere generazioni che non credono più in nulla. Parliamo di educazione, di regole, di punti di riferimento e di come fornire esempi costruttivi. O più semplicemente, senza troppa fatica, diciamolo chiaramente: le risposte trovatele nel fumarvi una canna, nell’alcol, nel gioco d’azzardo, nel sesso sfrenato.

D’altra parte continuare a parlare di legalizzazione come panacea di tutti i mali è del tutto irrealistico, come dimostrato dall’esperienza del Colorado, dove a sette mesi dalla legalizzazione il risultato è un aumento della domanda, della criminalità legata allo spaccio e una valutazione degli introiti statali in discesa da 134 milioni a 30.

In conclusione, invitiamo il Professor Veronesi a un confronto con noi e i nostri ragazzi.
DAL SITO SAN PATRIGNANO.ORG

Test thc mnorenne

Buonasera, il 2 luglio del 2013 fui convocato in caserma (sono minorenne quindi con mia mamma) per aver chiamato uno spacciatore, ho ammesso di aver provato a fumare hashish....passano 6 mesi... arriva gennaio anno nuovo 2014 e mia madre racconta che si sono presentati a casa un carabiniere e una sociologa...i quali hanno parlato con mia madre...un giorno verso meta gennaio le telfona il tribunale di milano per chiederle se volesse farmi fare esami thc...la data sarebbe stata il 6 giugno..e da meta gennaio a 6 giugno non ho fatto nemmeno un tiro...prima di quell esame chiamano mia mamma dicendole che è cambiato tutto il personale e gli esami sono a sorpresa...dopo il 6 giugno io ho fumato pochissimo...ad ora massimo. 1-2 grammi ...Però ho un dubbio...perché sono cosi.lenti?? E ancora uno piu grande.. puo darsi che mia madre si sia inventata tutto per farmi smettere?? In passato ha gia mentito dicendomi dei test..e io non ho prova di niente...(quando i carabinieri sono venuti..o almeno cosi dice lei..io ero a scuola) .?secondo voi?? Mi faranno i test?? Quando??? È una bugia??

Monaci buddisti e psichedelici

Il medico psichiatra Rick Strassmann sui monaci buddisti che hanno usato e usano psichedelici nel loro percorso spirituale.

SMETTO PER RICOMINCIARE ...

SMETTO PER RICOMINCIARE Cari fumatori e care fumatrici, buongiorno ! Ho 43 anni, fumo quotidianamente da quando ne avevo...16/17...Devo premettere che adoro fumare, negli ultimi anni preferisco fumare la sera, da solo, 1/2 canne non forti e il fine settimana qualcosa di più. Ogni attività ludica è da sempre accompagnata da una fumata, solo o con amici, ma il tutto, da anni, è stata la normalità. Quest'estate sono andato in vacanza all'estero per due settimane e non mi sono portato via nulla (cerco di prendere ferie anche da me stesso, oltre che dal lavoro...).Al rientro, gli anni scorsi, non vedevo l'ora di arrivare a casa per farmi una bella e sontuosa canna...questa volta...ho "provato" a non farlo...ho provato a stare senza... Perché? Per diversi motivi, forse ognuno ha i suoi, per me era diventato imbarazzante non aver più memoria, alle volte facevo fatica addirittura a trovare le parole giuste per esprimermi e questo mi pesava e volevo scoprire se effettivamente l'accumulo di thc potesse esserne la causa. Oltre alla memoria, da tempo immemorabile, non ricordavo o perlomeno, non avevo consapevolezza di sognare, mi addormentavo come un piombo, dopo l'ultima cannetta, senza percepire e godere della notte e dei sogni.  Direte:" ma che cazzata...e chi se ne frega...". Può darsi, ma per me, non godere anche della notte mi dava l'impressione di essere espropriato di 1/3 della mia vita e sapete, a 43 anni...ci si pensa. Ho scritto questo commento per cercare di farvi partecipi del mio "inconsapevole" approccio allo smettere di farmi le canne in quanto penso di aver trovato, almeno per me, una chiave importante. Ci sono sicuramente dei motivi per i quali uno/una decide di smettere, memoria, recupero dei sogni (per me ma non solo...)...ma anche risparmiare soldi, fare più cose, fare cose che non si sono mai fatte perché non includevano il "rito" della canna, frequentare persone e situazioni, essere stufi dell'ansia della ricerca del fumo, essere stufi di dover frequentare o solo contattare i pusher, farsela addosso alla guida con la paura di essere beccati dagli sbirri, ecc...ecc... Questi motivi possono essere considerati "un nuovo piacere", nel senso che sono privazioni delle quali le canne mi hanno obbligato, sono obblighi ai quali devo rispondere, sono modifiche ai miei desideri in cambio di una "bolla nel cervello". Perciò cerco di lavorare sulla memoria, cerco di ricordarmi ad esempio i nomi dei miei ex compagni di classe, cerco di "fissarmi" scritte che leggo o targhe per poi ricordarmele dopo qualche ora o giorno, mi si aprono mondi legati al mio passato che pensavo dimenticati per sempre, facce, nomi, sensazioni addormentate e archiviate, eppoi i sogni...ragazzi...che meraviglia, che trip, che invenzione pazzesca, alla mattina, alle volte, mi sento stanco talmente sono stato presente dentro i miei sogni, alle volte riassaporo durante la veglia i colori, le sensazioni dei sogni vissuti e tutto...gratis, autoprodotto, completamente indipendente, libero e fantastico. Se volete smettere, provate anche voi ad aggrapparvi a queste nuove libertà acquisite, godete di tutto ciò, riassaggiate ciò che non era più a vostra disposizione e poi decidete. La bellezza di tutto ciò è che...Se voglio posso fumare e se voglio posso sognare !!!Se voglio posso fumare e se voglio posso ricordare !!! Personalmente, visto che più di metà della mia vita l'ho dedicata a fumare e cercare di essere fumato, ora posso permettermi di occuparmi d'altro (utlimamente poi o non mi faceva nulla o collassavo per aver esagerato nella ricerca dell'effetto...), se capiterà non avrò problemi a fumare, magari in compagnia recuperando quelle sensazioni piacevoli dell'illarità incontrollabile, ma vi assicuro, ora non le cerco, ora sono curioso di capire "cosa ci guadagno" a non fumare, voglio capire se ho perso qualcosa, voglio capire, se la mia indefessa e inaffondabile consapevolezza che "la cannabis non comporta dipendenza" sia effettivamente vera, per il momento è così, ma solo la vera sperimentazione mi può confermare questa convinzione. Ragazzi e non solo, vi auguro di trovare una strada autonoma, libera e soprattutto piacevole sia si tratti di smettere che di fumare, solo dentro voi stessi conoscete la spesso "inconfessabile" verità, che è tutta vostra e privata. Un caloroso saluto uno di voi

Cannabis, l'appello di Umberto Veronesi accende il dibattito

La proposta di liberalizzare le droghe leggere lanciata dal grande scienziato dalle colonne del nostro giornale è stata accolta da critiche e consensi. Tra le voci contrarie, quelle della comunità di San Patrignano e di due docenti universitarie di tossicologia forense. Ma il radicale Cappato replica: "Alcool e tabacco sono più dannosi".

si Emanuele Coen. L'ESPRESSO

L'educazione è fatta anche di regole, quindi di divieti. A nostro avviso è giusto che lo Stato ponga dei paletti precisi senza abdicare al suo ruolo, abbandonando le famiglie sul fronte educativo». È forte e chiaro il no della Comunità di San Patrignano all’appello per la legalizzazione della marijuanalanciato l’8 agosto su “L’Espresso” da Umberto Veronesi.


L’articolo del grande scienziato, da decenni impegnato contro il proibizionismo, rinfocola le polemiche intorno alla liberalizzazione delle droghe leggere in Italia, mentre negli Stati Uniti continua a far discutere la clamorosa campagna intrapresa a fine luglio dal “New York Times” a favore della marijuana libera per chi ha almeno 21 anni, forte del sondaggio del Pew Research Center secondo cui il 54 per cento dei cittadini americani è favorevole. Tema in realtà molto controverso, anche negli Stati Uniti: se è vero, infatti, che a gennaio di quest’anno il Colorado e subito dopo lo Stato di Washington hanno autorizzato il consumo di cannabis ad uso “ricreativo”, la Casa Bianca ha duramente criticato la svolta antiproibizionista del quotidiano della Grande Mela.

 


Quanto all’Italia, uno dei cardini della tesi di Veronesi, che nell’appello sul nostro giornale sottolinea di essere «in quanto medico e padre oppositore convinto di tutte le droghe», è che bisogna passare da un’attività indiretta (vietare) a una diretta (educare).

«Lo Stato certamente può fare di più in merito alla prevenzione, ma non si ingannino le persone dicendo che in Italia questa attività non può essere effettuata a causa del proibizionismo», ribatteAntonio Boschini, responsabile terapeutico dell’organizzazione fondata nel 1978 da Vincenzo Muccioli, posizione condivisa dal comitato sociale che guida la comunità.

«I proibizionisti si buttano a capofitto nell’invocazione dello Stato come soggetto deputato a dare il buon esempio, o a non dare il cattivo messaggio della tolleranza nei confronti delle droghe: sempre di alcune, visto che l’alcol è pubblicizzato in ogni dove», replica Marco Cappato, capogruppo dei Radicali-federalisti europei al Comune di Milano, che da anni si batte per la legalizzazione della marijuana e delle altre droghe: «Questo modo di ragionare percorre la stessa strada che ha sempre portato allo Stato etico e al totalitarismo: la consegna alle istituzioni politiche, attraverso divieti e forze dell’ordine, della difesa del bene e della virtù».

Contro l’appello di Veronesi hanno preso carta e pennaanche due scienziate: Elisabetta Bertol, ordinario di Tossicologia Forense all’Università di Firenze, e Donata Favretto, professore associato nella stessa disciplina all’ateneo di Padova, rispettivamente presidente e membro dell’Associazione scientifica Gruppo tossicologi forensi italiani. «Vogliamo liberalizzare totalmente la cannabis e le altre droghe? Decidiamo in tal modo di rischiare la vita o far salire i nostri figli su un treno, un pullman o una nave (ogni riferimento è voluto) condotti da personale che liberamente può essersi fatto una canna o un tiro di cocaina», scrivono le due docenti: «Ci vuole pensare il professor Veronesi alla ricaduta di questa totale “liberalizzazione” sulla sicurezza stradale? Gli effetti “piacevoli” di una “fumatina” di marijuana durano fino a due ore circa, ma gli effetti avversi, comportamentali e fisiologici, permangono fino a tre-cinque ore dopo l’uso».

Un argomento, quello della pericolosità della cannabis, che invece secondo gli antiproibizionisti non regge il confronto con altre sostanze. «Alcol e tabacco sono droghe più dannose da ogni punto di vista e secondo ogni parametro medico-scientifico», ribatte Cappato: «Ma sono liberalizzate senza che nessuno ne proponga seriamente la proibizione, al di fuori di regole ragionevoli e necessarie per impedire il consumo passivo e per disincentivare l’abuso, in particolare da parte dei minori. La guida in stato di ebbrezza da cannabis sarebbe certamente sanzionata anche in caso di legalizzazione, dunque non è un argomento. La realtà è che ogni prodotto che ingeriamo - alimento, bevanda, medicina, sostanza stupefacente - necessita di regole per consentire scelte libere, consapevoli e responsabili a seconda dei rischi. Se oggi esistono alcuni tipi di cannabis più potenti rispetto al passato, dipende dal fatto di aver lasciato alla criminalità organizzata il monopolio della produzione: se non verrà legalizzata, tra dieci anni la cannabis sarà ancora più potente».

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