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Novità tutte le sostanze

viaggio in Colorado: dove la legalizzazione fa incassare turismo e fisco

Dal primo gennaio nello stato americano consentita la vendita in 212 negozi e 493 centri medici: la canapa viene usata in oltre 200 fabbriche dove si producono saponi, dolciumi, prodotti di infusione. La legge parla chiaro: il tutto va fatto nell'assoluta discrezione, lontano dai bambini. Ma l'erario ora guadagna una media di 5 milioni al mese: "I fondi in più? Per progetti sociali e scuole"

di Daniele Guido Gessa, Il Fatto Quotidiano

Benvenuti nello stato americano dove chi fuma una sigaretta per strada viene trattato come uncriminale, ma dove esistono più di mille campi agricoli autorizzati alla coltivazione della marijuana, dove la stessa viene venduta in 212 negozi aperti a tutti e in 493 centri medici e dove la pianta più discussa al mondo viene usata in oltre 200 fabbriche dove si producono saponi, dolciumi, prodotti di infusione di ogni genere. Il Colorado, stato dell’ovest degli Stati Uniti d’America, proprio dove inizia il Far West, già nel 2000, su richiesta popolare ufficializzata in una petizione poi votata dall’assemblea, iniziò a legalizzare per fini medici la cannabis. Poi, piano piano, anche per contrastare il crescente mercato nero, si arrivò alla situazione attuale, così dal primo gennaio di quest’anno è ufficialmente consentito il possesso (ma c’è un limite) e, conseguentemente, la vendita di un prodotto che sta già creando un certo flusso turistico ma che crea anche contraddizioni interne a livello di federazione (in tutti gli altri Stati, tranne quello di Washington, si rischia la galera), tensioni fra amministrazioni statali del Colorado e apparato federale e indagini incrociate di polizia e altre agenzie di sicurezza, tutte indaffarate nel fare in modo che neanche un solo grammo di marijuana esca dal Colorado per altri Stati. Tanto per intenderci, solo poche settimane fa, in Texas, un ragazzo è stato condannato a una pena di 99 anni di carcere per aver prodotto una torta alla cannabis. Soluzione estrema ma che fa capire quanto le tensioni stiano andando a complicare una situazione di suo già non facile.

A Denver, capitale del Colorado, del resto l’inconfondibile odore di marijuana lo si sente quasi ovunque. Lo si sente quando si prende un autobus, quando si va in hotel e magari chi è nella stanza di fianco la sta consumando. Ancora, lo si sente quando si prende un taxi e si passa per le periferie (qui ha sede la gran parte delle rivendite autorizzate). Fumare per strada è proibito, così come nei negozi, a differenza diAmsterdam, non è possibile consumarla. La legge lo dice chiaro: il tutto va fatto nell’assoluta discrezione, lontano dai bambini, in casa o in luoghi privati (molti hotel stanno iniziando ad attrezzarsi, visto il business), lontano dalle scuole e senza farne un vanto. Ma il vanto, ora, è soprattutto per lo stato del Colorado, che, se a gennaio aveva guadagnato in introiti fiscali meno di 3 milioni di dollari, già a fine aprile si era saliti a 4,5 milioni di dollari. “Questo è dovuto in parte al turismo della marijuana, in parte al fatto che il mercato nero viene inglobato sempre più da quello legale – spiega a ilfattoquotidiano.it Barbara Brohl, direttore esecutivo del dipartimento del Fisco del Colorado – e una cosa è certa: noi stiamo diventando un modello per altri paesi del mondo, conMessico, Brasile, Canada e Svizzera che hanno già manifestato interesse per il nostro sistema e con cui siamo in contatto”.

Brohl – che è appena tornata proprio dalla Svizzera, dove è andata a studiare le “stanze di riduzione del danno”, dove è possibile assumere stupefacenti in modo controllato – spiega anche come è nata questa legge del Colorado: “Dopo anni di uso medico iniziammo a capire che dovevamo regolare il mercato che stava sconfinando nell’illegale, con molti studi medici che la vendevano sottobanco. Così, eccoci arrivati alla decisione del 2013, entrata in vigore nel gennaio di quest’anno: chiunque può coltivare nascoste dalla pubblica vista fino a sei piante, anche se poi non può venderle; il possesso non è più un reato, pur con dei limiti; e chi vuole fare il commerciante deve sottostare a un controllo della fedina penale e deve attrezzare con telecamere il proprio negozio”.

Non che non manchino le difficoltà. “Al momento – riprende Brohl – per esempio chi commercia non può portare in banca il provento, in quanto gli istituti di credito sono assicurati a livello federale e non accettano questi soldi, così ci si attrezza con cassaforte e altri sistemi. Poi, molte autorità locali del Colorado hanno optato per il divieto di consentire negozi commerciali nel loro territorio”. Un sistema a macchia di leopardo, nel quale le comunità locali possono anche lamentarsi nel caso di eccessivo rumore o giri sospetti, “ma questo avviene per ogni tipo di negozio”, dice Brohl. Certo, il beneficio c’è per le casse dello Stato, “anche se ancora non abbiamo deciso come usare questi fondi che ci stanno arrivando. Di sicuro li useremo per progetti sociali, scuole e così via”.

Spera invece che il denaro vada in ricerca scientifica Larry Wolk, direttore esecutivo e sanitario deldipartimento della Salute del Colorado. “Abbiamo bisogno di capire di più come la marijuana funzioni sul nostro corpo e, soprattutto, abbiamo bisogno che si passi dall’uso ricreativo a quello medico. Già oggi 120mila persone, in Colorado, vengono curate con estratti di cannabis e il 96% di essi lo fa per porre fine al dolore. Ma – continua Wolk – ci sono anche 300 bambini che vengono curati per la prevenzione delle crisi epilettiche, così come ci sono casi in cui la marijuana viene usata per infezioni gravi”. Una cosa però Wolk la auspica: “Fumare la marijuana come pianta quando si ha un tumore può essere persino pericoloso, non si sa mai che dose usare, inoltre il fumo di combustione fa male ai polmoni. Spero che le aziende farmaceutiche comincino a produrre, magari proprio in Colorado, derivati sicuri e certificati. Questo già avviene in parte, del resto sappiamo che la marijuana può essere utilizzata in chi ha il cancro, in chi ha problemi di appetito, per gli stadi terminali dell’Aids, per gli spasmi muscolari, per la sclerosi multipla e in generale per il dolore grave”.

Molti dottori, tuttavia, anche in Colorado si rifiutano di prescriverla, “spesso sono preoccupati per la loro licenza. Non dimentichiamoci del resto che la marijuana può essere anche molto dannosa”, aggiunge. “Sappiamo che fa male ai bambini e agli adolescenti, così come agli adulti tendenti allaschizofrenia. Poi non scherziamo: può dare dipendenza, almeno dal punto di vista psicologico, sulla dipendenza fisica le teorie sono le più diverse, e l’uso di prodotti ‘ricreativi’ come dolci o biscotti va sicuramente meglio regolamentato”. La stampa del Colorado riporta spesso notizie di bambini che si intossicano mangiando dolciumi alla marijuana. Ed è soprattutto questo il fronte su cui si muovono le lobby contrarie a questa droga.

www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/12/cannabis-viaggio-in-colorado-dove-turismo-e-fisco-guadagnano-con-la-legalizzazione/1113780/

libertad

IO non rimando piu' a domani! Ero contraria all'eroina poi sonó diventata schiava...Per cinque anni ha occupato il 70 x cento del miei pensieri e x tutti questi anni mi sonó chiesta perché una polvere dovesse avere tutta questa importanza per me! Perché? Nessun dottore,nessun amigo,nessun parente ha mai avuto una risposta efficace! O comunque abbastanza interesante da potermi coinvolgere! E perché? Perché la risposta era dentro di me! Scatta la molla e abbatti il craving! Non Ci sonó spiegazioni scientifiche! Noi umani siamo composti di anima vibrante,la mía vibra molto e vibra troppo! Mi sonó siempre chiesta durante questi anni bui come potessero fare tante persone attorno a me a vivere senza eroina Ma entrando in un contesto nel quale tutti erano felici senza sostanza Ho capito che il parámetro di felicita' sbagliato era il mío non quello degli altri e cosi' mi si e' capovolto il mondo! Non Ho piu' guardato i pucher es i td come fortunati Ma il contrario,i fortunati sonó quelli che la mattina si svegliano senza sudorazione,senza rote,senza nubi scure,ecco! Non c e' una medicina per curare il craving c' e'. Solo quella molla che nel personale deve farti crescere e vedere le cose per quello che sonó e non per quello che hai costruito bella tua testa,poi non Ci saranno piu' pucher nei tuoi incubi Ma solo il Desiderio di liberta'.

l'Italia a rovescio – sospeso il professore che ha difeso i suoi ragazzi da un'irruzione immotivata

12 giorni di sospensione sono stati inflitti a Franco Coppoli, il docente e sindacalista dei Cobas Scuola che si oppose ad una irruzione in classe di un gruppo di poliziotti dell’antidroga (Qui potete trovare la notizia dello scorso 4 aprile) durante l’orario di lezione.  Quel gesto gli costò un deferimento disciplinare da parte della Preside.

Il Miur ha deciso, lo scorso mese di luglio, di sospenderlo 12 giorni per quel gesto, da scontare all’inizio dell’anno scolastico, ovvero dal 15 al 27 settembre prossimo.

Contattato da noi telefonicamente ha annunciato che farà ricorso contro questa sanzione, e in questa intervista ripercorre i fatti, ci offre le valutazioni su quanto accaduto e ricorda anche di avere ricevuto numerosi attestati di solidarietà dentro e fuori la scuola.

Ascolta o scarica l’intervista

LSD, MDMA e il potere di curare

Il Washington Post recensisce il libro "Acid test" sugli usi terapeutici delle due sostanze

L'alunno che assume abitualmente la cannabis è ad alto rischio abbandono scolastico

l dato è contenuto in uno studio universitario australiano: chi ne fa uso quotidiano prima dei 17 anni ha oltre il 60% di possibilità in meno di completare superiori o università. Eppure diversi Stati Usa e paesi dell'America Latina si muovono verso la depenalizzazione o legalizzazione della sostanza.

 Assumere come abitudine la cannabis prima dei 17 anni porta ad avere una probabilità di oltre il 60% maggiore di abbandonare gli studi secondari ed è a rischio significativamente più alto di non completare quelli universitari, di usare altre droghe e di tentare il suicidio, rispetto a chi non l'ha mai fumata. Il dato è contenuto in uno studio australiano del Centro Nazionale di Ricerca su Droghe e Alcool dell'Università del Nuovo Galles del Sud, in base al quale non vi è un livello 'sicuro' di uso da parte di adolescenti, e che i risultati educativi più scarsi e i rischi accresciuti si verificano anche fra chi usa la droga meno di una volta al mese.

Gli adolescenti sotto i 17 anni che assumevano cannabis quotidianamente avevano una probabilità di oltre il 60% minore di completare la scuola superiore o l'università, sette volte più alta di tentare il suicidio, 18 volte maggiore di sviluppare dipendenza dalla cannabis e otto volte maggiore di usare altre droghe illegali più tardi nella vita.

"I risultati sono particolarmente tempestivi, dato che diversi Stati Usa e paesi dell'America Latina si muovono verso la depenalizzazione o legalizzazione della cannabis, che la renderebbero più accessibile ai più giovani", scrive il principale autore dello studio, Edmund Silins. "Le autorità devono essere consapevoli che un suo uso in adolescenza è associato a una serie di esiti negativi sulla salute, sul benessere e sull'affermazione personale".

I ricercatori australiani hanno elaborato i dati di 3.765 partecipanti che hanno usato cannabis, da tre ampi studi di lunga durata sulla frequenza e sugli effetti del suo uso. Secondo gli autori della ricerca, pubblicata su The Lancet Psychiatry, si tratta della dimostrazione più fondata dei danni della marijuana negli anni dell'adolescenza. I ricercatori hanno esaminato una serie di aspetti dello sviluppo fino all'età di 30 anni: completamento degli studi secondari, conseguimento di una laurea, dipendenza dalla cannabis, uso di altre droghe illegali, tentativi di suicidio, e depressione. 

www.tecnicadellascuola.it/item/6014-l-039-alunno-che-assume-abitualmente-la-cannabis-e-ad-alto-rischio-abbandono-scolastico.html

qui invece s'incazza abbestia

 

ancora un saluto dal dr. McKenna

ancora un saluto dal dr. McKenna

Stato d ansia e paura

ciao :)) fumo regolarmente da 1 anno ne ho 17, ieri sera ero a casa di amici e dopo un paio di tiri di bong ( caricato con fumo non molto buono) sono dovuto uscire di casa in preda ad uno stato d agitazione che non avevo mai provato: tachicardia, seensazione che la gola si chiuda e paura di non farcela, questo calvario é durato 1 ora o più dopo di che sono tornato a casa, stamattina pero avvertivo un po di confusione mischiata ad ansia e una volta entrato in classe dopo 20 minuti ho chiesto di uscire poiché sentivo un estremo calore e un disagio, tutt ora avverto dell ansia che và e viene e della debolezza nel fare movimento, penso siano i postumi dello schock di ieri sera ma volevo il parere di un esperto che possa spero tranquillizzarmi :) ( mi era già capitato ma in forma molto più lieve)

"Marijuana sempre più potente", lo dimostra uno studio veneziano“

 Studio sulla marijuana Ulss 12 Venezia 

E’ veneziano lo studio che confermerebbe come la cannabis sia sempre più “potente” e quindi sempre più pericolosa. A rendere la sostanza più dannosa, secondo una nota dell'Ulss 12, sarebbe la percentuale di tetraidrocannabinolo (THC), in aumento rispetto al passato; e a dimostrare questo aumento del THC è uno studio del Laboratorio di Igiene Ambientale e Tossicologia Forense (LIATF) dell’azienda sanitaria, effettuato sui reperti sequestrati nell’area estesa del territorio veneto, i cui risultati sono stati pubblicati nei giorni scorsi dalla rivista Drug Testing and Analysis.

"L’aumento nella cannabis del tenore di principio psicoattivo THC, ora scientificamente dimostrata, è una tendenza osservata in diversi paesi nel mondo, e provoca grande preoccupazione: può portare nei consumatori di cannabis l’aumento di sintomi quali ansia, depressione, psicosi ed effetti negativi sul sistema respiratorio e cardiovascolare, e aumenta il rischio di sviluppare dipendenza - afferma l'Ulss - E poiché l’assunzione di cannabis durante l’adolescenza interferisce con la regolare maturazione del cervello, ancora in fase di sviluppo, le alte concentrazioni di THC possono produrre effetti dannosi ancora più severi".

Il LIATF, che fa capo al Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 12, sta monitorando il tenore di principio attivo della cannabis e dei suoi derivati da diversi anni, e il recente studio descrive i risultati delle analisi effettuate su circa 1000 prodotti sequestrati nel 2013, confermando i risultati dei precedente studi nei quale già erano stati analizzati circa 4000 campioni raccolti nel periodo di tempo 2010-2012. Si osserva un aumento significativo (+24,6% sui valori mediani) del contenuto di THC sia nella marijuana – il derivato erbaceo della cannabis – che nella resina di cannabis (+9,7%). Per contro, lo studio ha evidenziato una significativa tendenza alla diminuzione del tenore di CBD, un cannabinoide che pare contrastare gli effetti del THC. Si conferma quindi la tendenza generale a produrre sostanze derivate ad alta concentrazione di THC e a bassa concentrazione di CBD, con conseguenze sempre più critiche per la salute di chi consuma cannabis. Tutto questo potrebbe spiegare, secondo i ricercatori, i significativi aumenti di accessi al pronto soccorso da parte di persone che fanno uso di marijuana, e anche un’alta percentuale di incidentalità stradale.

www.veneziatoday.it/cronaca/studio-marijuana-ulss-12-venezia-settembre-2014.html



 

 

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