Informazioni, esperienze e notizie sulle sostanze psicoattive. Pubblica anche tu.

Domande agli Operatori

Cerca nell'archivio di 37672 risposte, o fai una nuova domanda, anche in forma anonima.

Scrivi una domanda e clicca su Invia (max. 250 caratteri).
  • Un nostro Operatore autorizzato (vedi chi siamo) risponderà presto alla tua domanda.
  • Il tempo di risposta potrebbe variare a seconda della difficoltà del quesito.
  • La domanda sarà nascosta a tutti finché non verrà pubblicata assieme alla risposta.
  • Una volta pubblicata, la risposta sarà leggibile a tutti nell'archivio. Se preferisci una risposta privata, usa il modulo di contatto.
Facoltativo: inserisci il tuo indirizzo email se vuoi ricevere un avviso quando verrà pubblicata la risposta.
Refresh Type the characters you see in this picture. Type the characters you see in the picture; if you can't read them, submit the form and a new image will be generated. Not case sensitive.
Annulla
Cliccando su Invia autorizzi il trattamento dei tuoi dati personali solo ed esclusivamente per rendere possibile questo servizio, secondo la policy del sito. Tali dati sono strettamente confidenziali e non saranno divulgati in alcun modo.

Novità tutte le sostanze, Articolo

All’ONU si discute di droga

 

La "guerra alla droga" è considerata sempre più un fallimento, ma è improbabile che l'incontro cambi qualcosa
 
Il Post - La cosiddetta “guerra alla droga” globale si è dimostrata «un disastro» e «l’umanità non può permettersi di avere una politica sulle droghe inefficace e controproducente come quella adottata nel secolo scorso», si legge nella lettera inviata alle Nazioni Unite da più di mille importanti politici mondiali in vista di un un importante vertice sulle droghe alle Nazioni Unite. Tra i firmatari della lettera ci sono anche attuali ed ex funzionari delle forze dell’ordine, esponenti religiosi, professionisti del settore medico e sanitario e un gruppo variegato di celebrità, sportivi e imprenditori, come DJ Khaled, Michael Douglas, Tom Brady, Warren Buffett e, tra gli italiani, don Luigi Ciotti, Umberto Veronesi, Roberto Saviano, Emma Bonino, Marco Pannella, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e il candidato sindaco di Roma per il PD Roberto Giachetti. 

Quei 650mila teenager nell'Italia degli stupefacenti

 Seicentocinquantamila studenti delle superiori. Sono i teenager che nell'ultimo anno hanno fumato  cannabis o sniffato cocaina, preso eroina, allucinogeni o stimolanti. Spesso più sostanze contemporaneamente, come se non ci fosse differenza. In un quadro che vede sempre più italiani consumare abitualmente hashish, sono oltre tre milioni sotto i 35 anni, la cocaina è in leggera  diminuzione ma usata da 430mila persone, in calo anche gli stimolanti  con 155 mila aficionados e gli allucinogeni con 120mila. Ma se alcuni stupefacenti registrano finalmente una flessione nei consumi, il dato inquietante riguarda il ritorno dell'eroina: ben 320mila persone che hanno fumato, sniffato o si sono iniettate il derivato dell'oppio che è in costante aumento. Soprattutto tra i quindicenni.

www.repubblica.it/scuola/2016/04/11/news/quei_650mila_teenager_nell_italia_degli_stupefacenti-137350520/

Droga, il rapporto Ue: "Un mercato da almeno 24 mld l'anno"

La nuova relazione dell'Unione europea evidenzia il profondo impatto sociale del giro d'affari legato agli stupefacenti

Ogni anno gli europei spendono almeno 24 miliardi di euro per acquistare droghe illegali: sono le stime del rapporto della Commissione europea, con il Centro europeo di monitoraggio su droghe e dipendenze ed Europol, sul mercato degli stupefacenti nell'Unione.

Repubblica.it www.repubblica.it/cronaca/2016/04/05/news/droga_il_rapporto_ue_un_mercato_da_almeno_24_mld_l_anno_-136967459/

 

Negli Usa arriva il "farma-party", tragica moda degli adolescenti

Rubano di nascosto pillole e farmaci dagli armadietti dei loro genitori e li portano a feste, i cosiddetti 'farma-party', dove li condividono con altri coetanei, mettendoli e mescolandoli tutti insieme in grandi boccioni

Il Giornale di Sicilia gds.it/2016/03/30/negli-usa-arriva-il-farma-party-tragica-moda-degli-adolescenti_493939/

Registrazione di nuovi casi di intossicazione acuta associati all’uso dei cannabinoidi sintetici 5F- APINACA e AB-FUBINACA in Italia

Aggiornamento Allerta grado 3 – “Registrazione di nuovi casi di intossicazione acuta associati all’uso dei cannabinoidi sintetici 5F- APINACA e AB-FUBINACA in Italia; numerose identificazioni di cannabinoidi in materiali posti sotto sequestro e identificazione, per la prima volta sul territorio nazionale, dei cannabinoidi 2NE1, 5F- ADBICA, AB-FUBINACA, BB-22, AB-CHMINACA. 

A seguito dell’attivazione della prima Allerta “Individuazione del cannabinoide sintetico JWH-018 in un prodotto denominato “n-Joy” acquistabile su Internet e negli smart shop” e dei successivi aggiornamenti, l’ultimo dei quali l’Aggiornamento Allerta grado 3, il Sistema Nazionale di Allerta Precoce ha ricevuto 3 nuove segnalazioni di casi di intossicazione acuta associati all’assunzione di cannabinoidi sintetici e 11 nuove segnalazioni di casi di sequestro di cannabinoidi vari, inclusa l’identificazione, per la prima volta in Italia, dei cannabinoidi sintetici 2NE1, 5F-ADBICA, AB-FUBINACA, BB-22; AB-CHMINACA.

Dati rilevati 

A gennaio 2015, la Direzione Centrale Analisi Merceologica – Roma, ha segnalato l’identificazione del cannabinoide sintetico AM-2201 in materiale sequestrato da funzionari doganali e da militari della Guardia di Finanza, con il supporto di unità cinofile, durante un controllo effettuato al valico di Ponte Chiasso.

La sostanza dava esito negativo al narcotest e il possessore sosteneva che si trattasse di materiale fertilizzante. Tenuto conto del particolare tipo di occultamento e delle dubbie dichiarazioni del conducente, quattordici campioni (uno per panetto) sono stati inviati al Laboratorio chimico di Milano – Agenzia delle Dogane.

Il solido polveroso risultava completamente solubile in metanolo e dopo screening analitico in GC-MS e FT-IR, in tutti i campioni è stata identificata la molecola AM-2201 (1-(5-fluoropentil)-3-(1- naftoil)indolo).

A giugno 2015, la Direzione Centrale Analisi Merceologica e Laboratori Chimici, ha segnalato l’identificazione dei cannabinoidi sintetici 5F-PB-22 e AB-CHMINACA su un campione costituito da 12 bustine, spedite a mezzo raccomandata dalla Spagna, sequestrate a maggio 2015 dalla Guardia di Finanza – I Gruppo di Genova.

Ciascuna bustina (dimensioni 8,5 x 6,0 cm), era etichettata con la dicitura “VERTEX ULTRA EXTREME INCENSE PIRATE EDITION”, e conteneva un trinciato vegetale di colore verde (1 grammo ciascuna).

Le molecole AB-CHMINACA e 5F-PB-22 sono state identificate mediante analisi in GC-MS dell’estratto metanolico del materiale vegetale dal Laboratorio chimico di Genova – Agenzia delle Dogane.

La destinazione d’uso del prodotto, secondo quanto riportato in etichetta, risulta essere quella di incenso – non per uso umano. Per la molecola AB-CHMINACA si tratta della prima segnalazione di identificazione sul territorio italiano, giunta all’attenzione del Sistema di Allerta. Le molecole AB-CHMINACA e 5F-PB-22 non sono incluse nelle Tabelle del D.P.R. 309/90 e s.m.i.

A giugno 2015, la Direzione Centrale Analisi Merceologica, ha segnalato l’identificazione dei cannabinoidi sintetici 5F-PB-22 e AKB-48F su un campione costituito da 62 bustine sequestrate ad aprile 2015 dalla Guardia di Finanza di Genova.

Ciascuna bustina (dimensioni 9,0 x 7,0 cm), era etichettata con la dicitura “PANDORA BOX” e conteneva un trinciato vegetale di colore verde del peso netto di un grammo.

Le molecole 5F-PB-22 e AKB-48F sono state identificate mediante analisi in GC-MS dell’estratto metanolico del materiale vegetale dal Laboratorio chimico di Genova – Agenzia delle Dogane. La destinazione d’uso del prodotto, secondo quanto riportato nel retro dell’etichetta, risulta essere quella di reagente per la ricerca.

Le molecole 5F-PB-22 e AKB-48F non sono incluse nelle Tabelle del D.P.R. 309/90 e s.m.i.

A luglio 2015, la Legione Carabinieri Emilia Romagna – Comando Provinciale di Bologna, ha segnalato l’identificazione del cannabinoide sintetico AB-FUBINACA in materiale posto sotto sequestro a seguito di un controllo operato nei confronti di un minore, a luglio 2015. Il reperto era costituito da un contenitore di plastica trasparente con tappo rosso a vite, all’interno del quale era presente una bustina di plastica verde aperta, contenente una sostanza vegetale di colore grigio chiaro. Le analisi del reperto eseguite dal Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti – Carabinieri di Bologna, hanno evidenziato la presenza del cannabinoide sintetico AB-FUBINACA.

Non è nota la destinazione d’uso del prodotto sequestrato. In Italia la molecola AB-FUBINACA non risulta inclusa nelle Tabelle del D.P.R. 309/90 e s.m.i.

A novembre 2015 il Centro Antiveleni di Pavia, ha segnalato due casi di intossicazione acuta da uso del cannabinoide sintetico 5F-APINACA (N-(1-adamantyl)-1-(5- fluoropentyl)indazole-3-carboxamide) in associazione con altre sostanze psicoattive, analiticamente confermate. Si tratta dei primi due casi di intossicazione associati a questo cannabinoide sintetico registrati dal Sistema Nazionale di Allerta Precoce in Italia.

A gennaio 2016 la struttura di Tossicologia Forense dell’Università di Firenze/A.O.U. Careggi ha segnalato un caso di intossicazione acuta da uso del cannabinoide sintetico AB-FUBINACA (N-[(1S)- 1-(aminocarbonil)-2metilpropil]1-1-[(4-fluorofenil)metil]1H-indazolo-3-carbossammide), analiticamente confermato.

Il caso ha riguardato una studentessa che dopo aver “fumato uno spinello”, aveva accusato un malore tale da essere portata in pronto soccorso a Firenze dove i Tossicologi del reparto di Tossicologia medica avevano riscontrato tachicardia e tremori agli arti. La paziente riferiva di aver accusato allucinazioni uditive e visive, instabilità di deambulazione ed un episodio di vomito. Le analisi tossicologiche nei campioni biologici (sangue ed urine) hanno rilevato la presenza della molecola AB-FUBINACA.

Si tratta del primo caso di intossicazione associato a questo cannabinoide sintetico registrato dal Sistema Nazionale di Allerta Precoce in Italia.

Casi di intossicazione acuta totali registrati in Italia: In Italia sale dunque a 47 il numero complessivo di intossicazioni acute da cannabinoidi sintetici (con positività analitica accertata) che hanno richiesto intervento medico d’urgenza, secondo quanto riportato al Sistema Nazionale di Allerta Precoce a partire dal 2010.

 

 

Operazione Bluemoon: spingere l'eroina, far sparire le altre droghe

OPERAZIONE BLUEMOONQuel cimitero pieno di amici, compagni di scuola, compagni...

Mentre una parte della mia classe sociale accettava i sacrifici in nome dell'interesse generale, un'altra parte, cosciente, rivoluzionaria veniva repressa, un altra ancora veniva sterminata così:

Gli anni '70. Sembra proprio che quando si parla degli intrecci di quegli anni bui, tutto ciò che appare incredibile ma verosimile sia, proprio per questo, reale.Dell'"Operazione Blu Moon" riferisce Roberto Cavallaro, già collaboratore del SID, e che è unico autentico testimone ufficiale della nascita di questa strategia, di cui sentì parlare per la prima volta in una riunione dei servizi segreti sui Monti Vosgi, in Francia, nel 1972.L'"Operazione Blue Moon" comportò la subdola introduzione della droga negli ambienti della contestazione per indebolirne la forza rivoluzionaria. Si tratta di una vicenda complessa e ricca di eventi e passaggi successivi, che forzano il presente articolo a un certo schematismo espositivo.

L'"Operazione Bluemoon": i Passaggi di una Strategia Diabolica

Agli inizi degli anni '70 dalle piazze di spaccio italiane spariscono improvvisamente anfetamine, hashish e marijuana e s'impone pian piano un'unica droga: l'eroina, che viene diffusa inizialmente a basso prezzo, causando negli anni successivi fino a mille morti all'anno solo in Italia. Questo processo conosce, già nel '72, cioè l'anno in cui è fatta scattare la cosiddetta "Operazione Bluemoon", precisi passaggi legislativi e giudiziari:

1) nel 1972 la legge Valsecchi, in ritardo di 34 anni rispetto all'Europa, mette improvvisamente al bando le anfetamine da tutte le farmacie.2) Sempre nel '72, c'è il picco di sequestri di marijuana, che diventa di conseguenza per molti mesi irreperibile e trova un sostituto nella morfina.

Elencherò di seguito altri avvenimenti che, dentro un quadro d'insieme che appare via via più chiaro, articolano un piano che mirava a sopire e neutralizzare, in parallelo alla "Strategia della Tensione" e alle stragi fasciste, la protesta dei movimenti extra-parlamentari, la quale si faceva forza della presenza del più influente partito comunista d'Occidente, in costante ascesa nel periodo '69-'74 già in un contesto geopolitico che vedeva l'Italia paese di frontiera e di cerniera col Patto di Varsavia data la contiguità di frontiera con la Jugoslavia di Tito.Le domande suscitate da fatti apparentemente inspiegabili trovano risposta solo nell'"Operazione Bluemoon", sulla cui esistenza ormai non ci possono essere dubbi, perchè confermata in documenti emersi dagli archivi della Cia e dell'Fbi, con il coinvolgimento di tutti i servizi segreti occidentali:

- nel marzo del 1970, il Nucleo Antidroga dei Carabinieri irrompe in un barcone sul Tevere, teatro di un incontro fra diversi giovani. Il report delle autorità indica il ritrovamento di mezzo chilo di hashish e di siringhe e droghe stimolanti. L'episodio funge da pretesto per far nascere, grazie alla grancassa degli organi d'informazione (migliaia di articoli in sei mesi, fatto senza precedenti), un "problema droga". In realtà si viene a sapere più tardi dagli atti dell'istruttoria che la droga ritrovata ammonta a mezzo grammo di hashish, e che nessuno dei giovani era stato incriminato perchè tutti risultati negativi agli esami tossicologici. Si trattò quindi di una montatura per innescare una campagna repressiva senza precedenti in grado di coinvolgere stampa, autorità giudiziare, nuclei specializzati delle forze dell'ordine, agenti americani. Nei giornali, in particolare, si diffonde l'immagine del "capellone" contestatore dedito al "buco". La campagna ha, perversamente, l'effetto di diffondere tra i giovani la curiosità morbosa per la droga, in particolare l'anfetamina da assumere per endovena. Nasce qui la cultura del "buco". Quando con la legge Valsecchi del maggio di due anni dopo l'anfetamina viene inserita nell'elenco delle sostanze stupefacenti e improvvisamente ritirata dal mercato, si contano in Italia già 10000 consumatori di anfetamine per endovena, in cerca ora di una droga sostitutiva che lenisca le loro pene. Subentra sul mercato, nell'autunno dello stesso anno, la morfina, inizialmente a prezzi stracciati e di elevata qualità. Tra il '72 e il '73 alla morfina viene lasciato campo libero, e non si conta alcun arresti nè tra i consumatori nè tra gli spacciatori.- Nel '73, l'ambasciata americana a Roma munisce i turisti americani di una guida ove si dice di non accettare pastiglie che sono regalate da "spie del Nucleo Antidroga" (Alfonso Madeo, "La droga trabocchetto per i turisti a Roma", Corriere della Sera, 23 maggio 1973). Perchè le forze dell'ordine, invece di contrastare la diffusione di sostanze stupefacenti, ne promuovevano attivamente l'utilizzo? Come poteva l'ambasciata americana essere a conoscenza di ciò?- Nel '74 c'è un altro gire di vite contro la marijuana, con 2000 arresti. La droga sparisce ancora una volta dal mercato - per riaffiorarvi a sprazzi successivamente e a prezzi proibitivi - seguita ora anche dalla morfina.Il biennio '74-'75 vede il trionfo dell'eroina. I tossicomani non hanno scelta: passati dall'anfetamina (uno stimolante) alla morfina (un narcotizzante), piombano nell'eroina (un derivato della morfina, due volte più potente).- L'unico sequestro di eroina fu a Roma nel 1975, ad opera del commissario Ennio di Francesco, che - con suo profondo stupore (vedi sua intervista nel primo link a fondo articolo) - fu rimosso dalla Mobile il giorno stesso. Le indagini furono così soffocate sul nascere. Perchè si volevano impedire sequestri di un droga che si sapeva così pericolosa, al punto da sanzionare e rimuovere chi semplicemente faceva il proprio dovere?- Dal '75 all' '80 il problema eroina diventa endemico. L'informazione latita, nessuno parla degli effetti mortali della sostanza. I telegiornali sono troppo occupati a stigmatizzare le conseguenze della marijuana, nemmeno paragonabili a quelli dell'eroina. La disinformazione arriva al punto di instillare la convinzione, delirante, che droghe come la marijuana siano più pericolose dell'eroina.

Il Coinvolgimento della CIA e dei Servizi Segreti Occidentali

Il coinvolgimento della CIA e dei servizi segreti occidentali è un fatto palese e documentato:- Come osserva lo storico De Lutiis (intervistato nel "reportage video" sotto linkato), è accertato che la CIA inserì già prima del '68 propri uomini nel movimento studentesco USA per diffondere alcune droghe volte a distrarre dall'impegno politico. Contestualmente, le infiltrazioni miravano anche a far apparire i protestatari come un pericolo per la società intera: nella convention hippy di Chicago del 1969, che finì in guerriglia, il 17% dei manifestanti erano agenti dei servizi segreti infiltrati dagli FBI. Il duplice registro dell'inquinamento dall'interno (l'introduzione della droga da una parte e la violenza - per far apparire il movimentismo di sinistra socialmente pericoloso, come già si può vedere nella "Strategia della Tensione" - dall'altra) sembra quindi una costante operativa delle alte sfere di governo occulto della politica occidentale.- Nel novembre del '71, l'agente segreto Roger De Louette fu sorpreso negli States mentre tentò di introdurre in New Jersey 44 kg di eroina. Dichiarò di aver agito per conto del Servizio Segreto francese. Che interesse potevano avere i Servizi francesi nell'importare negli States ingenti quantitativi di eroina? Agivano da soli o secondo un piano concordato con gli altri Servizi, primo fra tutti evidentemente quello americano?- L'Aginter Press, con sede a Lisbona, fu formalmente un'agenzia di stampa, in realtà struttura parallela istituita dai servizi segreti occidentali in funzione anti-comunista, con tra gli altri lo scopo di addestrare militanti di destra a confezionare bombe e anche infiltrarsi nei gruppi rivoluzionari.- Come per la "strategia della tensione", è assodato che i servizi segreti utilizzarono per l'esecuzione dell'"Operazione Bluemoon" esponenti dell'estrema destra, infiltrati tra la gioventù di sinistra per propagare l'uso dell'eroina. Ne dà testimonianza il terzo tra i video sotto elencati (dal min. 16:08).

Il Successo dell'Operazione Bluemoon: la Strage di Stato di Cui Nessuno Parla

- Nel '70 a Roma non c'era in Italia nessun tossicodipendente da eroina. Nell''80 ce ne saranno 300.000. L'eroina fu lasciata libera di devastare la vita di migliaia di giovani e delle loro famiglie.- L'idea che l'eroina fosse una trappola architettata per assopire e disinnescare i moti di protesta giovanile non tardò a manifestarsi anche tra le vittime. Chiare e inequivocabili sono le testimonianze di chi passò da una vita di lavoro, di studio, di impegno sociale e di protesta alla fuga nel paradiso artificiale dell'eroina (si vedano sotto i video su "Parco Lambro", ma soprattutto "La storia di Antonio e Filomena" - min. 8:44 - dove Antonio parla del suo passato di operaio prima della dipendenza, e dell'effetto annichilente della "roba" sulla sua "identità di classe").

Conclusione

Per chi ha vissuto quegli anni, lo spettacolo di parchi pubblici invasi di siringhe, di adolescenti e giovanissimi sdraiati sulle panchine e per terra in stato di incoscienza e l'orda di zombie questuanti nelle vie del centro e nelle stazioni dei treni rappresenta un ricordo indelebile, il ricordo di una gioventù che si butta via nel peggior dei modi.L'improvvisa diffusione dell'eroina non è una fatalità sancita da un nefasto allineamento degli astri, ma un piano articolato e diabolico escogitato nelle supreme sfere della politica internazionale, che è a un certo punto probabilmente sfuggito di mano.Come nel caso della stagione delle stragi fasciste, nessuno dei veri responsabili ha pagato e mai pagherà, perchè la giustizia è in mano agli Stati, e questi non possono punire se stessi. La sete di giustizia del "comune cittadino" può però trovare conforto nella conoscenza, che richiede tuttavia il coraggio di una presa di coscienza: quella che lo Stato, può essere il peggior nemico di quella società che in teoria dice di tutelare e proteggere.

https://youtu.be/TxaPl3NE344https://youtu.be/kywmDZVjTnw

 

La vera storia dei tossicodipendenti scozzesi che hanno insegnato tutto al cast di Trainspotting

 Craig Broadley è immobile sotto la pioggia scrosciante di Kingston Bridge, un cavalcavia dell'autostrada che taglia Glasgow in due, con il telefono attaccato all'orecchio come se da quello dipendesse la sua vita.

In poco più di un anno ha speso più di 20.000 sterline [25.600 euro circa] in cocaina. Faceva il muratore, ma ha perso il lavoro e ora sta per perdere la sua compagna e la figlia. Piange disperatamente, singhiozza.

In linea c'è John Ferns del Calton Athletic Recovery Group—che ci è passato e con le droghe ha avuto esperienze che non potreste nemmeno immaginare—che gli sta dicendo che se continua così morirà. È il momento di prendere una decisione. Di scegliere.

Scegliete la vita. Scegliete un lavoro. Scegliete una carriera. Scegliete la famiglia. Scegliete un maxi televisore del cazzo. Scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. Ma perché dovrei fare una cosa così?

L'apertura di Trainspotting, il film che nel 1996 Danny Boyle ha tratto dal libro di Irvine Welsh, è così nota da essere quasi un cliché. Il film con Ewan McGregor, Robert Carlyle, Johnny Lee Miller e Kelly McDonald è un vero cult. Parlava della droga come mai l'avevamo vista sullo schermo—siringhe, sniffate, vomito, tutto nel cuore del disagio di Edimburgo. C'erano i club, le feste e il sesso. Poi c'erano i postumi, i down, le overdose e i viaggi orribili. segue su VICE.IT www.vice.com/it/read/calton-atlhletic-trainspotting-721

L’OMICIDIO STRADALE È LEGGE

 La legge, ecco cosa cambia

Il ddl fa diventare articoli autonomi del codice penale quelle fattispecie che finora sono state previste sotto forma di aggravante dei reati di omicidio colposo e di lesioni personali colpose. Per l’omicidio stradale potranno essere comminate pene fino a 12 anni, con particolari aggravanti per chi si dà alla fuga o guida senza patente o assicurazione. Per lesioni stradali – gravi o gravissime – la pena può arrivare fino a 7 anni, anche in questo caso con aggravanti omologhe a quelle per l’omicidio. Come pena accessoria resta la revoca della patente che, nei casi più gravi, potrà arrivare fino 30 anni. Prescrizione raddoppiata per i nuovi reati.

Un reato a sé

L’omicidio stradale colposo diventa reato a sé, graduato su tre varianti: resta la pena già prevista oggi (da 2 a 7 anni) nell’ipotesi base, quando cioè la morte sia stata causata violando il codice della strada. Ma la sanzione penale sale sensibilmente negli altri casi: chi infatti uccide una persona guidando in stato di ebbrezza grave, con un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi per litro, o sotto effetto di droghe rischia ora da 8 a 12 anni di carcere. Sarà invece punito con la reclusione da 5 a 10 anni l’omicida il cui tasso alcolemico superi 0,8 g/l oppure abbia causato l’incidente per condotte di particolare pericolosità (guida contromano, infrazioni ai semafori, sorpassi e inversioni a rischio).

Lesioni stradali

Ipotesi base invariata ma pene al rialzo se chi guida è ubriaco o drogato: da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime. Se comunque ha bevuto (soglia 0,8 g/l) o l’incidente è causato da manovre pericolose scatta la reclusione da un anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per le gravissime.

Conducenti di mezzi pesanti

L’ipotesi più grave di omicidio stradale (e di lesioni) si applica ai camionisti e agli autisti di autobus anche in presenza di un tasso alcolemico sopra gli 0,8 g/l.

Fuga del conducente

Se il conducente fugge dopo l’incidente scatta l’aumento di pena da un terzo a due terzi, e la pena non potrà comunque essere inferiore a 5 anni per l’omicidio e a 3 anni per le lesioni. Altre aggravanti sono previste se vi è la morte o lesioni di più persone oppure se si è alla guida senza patente o senza assicurazione. E’ inoltre stabilito il divieto di equivalenza o prevalenza delle attenuanti su alcune specifiche circostanze aggravanti. La pena è invece diminuita fino alla metà quando l’incidente non è conseguenza esclusiva dell’azione del colpevole.

Revoca della patente

In caso di condanna o patteggiamento (anche con la condizionale) per omicidio o lesioni stradali viene automaticamente revocata la patente. Una nuova patente sarà conseguibile solo dopo 15 (omicidio) o 5 anni (lesioni). Tale termine è però aumentato nelle ipotesi più gravi: se ad esempio il conducente è fuggito dopo l’omicidio stradale, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca. Qualora la patente sia di un altro Stato anziché la revoca vi sarà l’inibizione alla guida in Italia per un periodo analogo.

Raddoppio della prescrizione

Per il nuovo reato di omicidio stradale sono previsti il raddoppio dei termini di prescrizione e l’arresto obbligatorio in flagranza nel caso più grave (bevuta ‘pesante’ e droga). Negli altri casi l’arresto è facoltativo, restando però espressamente escluso, limitatamente alle lesioni, se il conducente presta subito soccorso. Il pm, inoltre, potrà chiedere per una sola volta di prorogare le indagini preliminari.

Perizie coattive

Il giudice può ordinare anche d’ufficio il prelievo coattivo di campioni biologici per determinare il dna. Nei casi urgenti e se un ritardo può pregiudicare le indagini, il prelievo coattivo può essere disposto anche dal pm.

corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/16_marzo_02/omicidio-stradale-rush-finale-battaglia-partita-firenze-ee044290-e081-11e5-b2b6-2550f04c767f_preview.shtml

Care, presa in carico “in armonia” contro la cocaina

Un centro residenziale per il trattamento della dipendenza, senza distacchi da lavoro e famiglia, tra moduli residenziali e ambulatoriali 

Presa in carico in armonia con le esigenze della persona, senza distacchi da famiglia o lavoro, un’alternanza tra moduli residenziali e ambulatoriali e un’alta personalizzazione del programma di trattamento, con costi ridotti rispetto alle comunità. Sono questi i punti di forza del progetto Care, un centro residenziale per il trattamento della dipendenza dalla cocaina realizzato nel Lazio grazie ad un finanziamento regionale nell’ambito della programmazione del Fondo regionale lotta alla Droga 2013-2015, in continuità con l’avvio del progetto dal 2011. Capofila la cooperativa sociale Il Cammino, ma alla realizzazione del progetto hanno partecipato anche la cooperativa Parsec, la Asl Frosinone, due Asl romane e con la collaborazione dell’Istituto Superiore di Sanità, del Centro Lacchiarella – Addiction Center (Regione Lombardia), l’Università D’Annunzio di Chieti e il dipartimento di Neuroscienze, Imaging e Scienze Cliniche.

www.romasette.it/care-presa-in-carico-in-armonia-per-dire-addio-alla-cocaina/

RISCHIO E DESIDERIO, a cura di P. Pacoda, NFC editore - soundwall.it

Pierfrancesco Pacoda è giornalista e saggista, tra i più attenti e competenti studiosi italiani di stili di vita e culture giovanili, in particolare quelle legate ai linguaggi musicali. Ha raccontato l’hip hop nostrano, nei libri “Potere alla Parola” e “Hip hop italiano”, e la scena delle piste da ballo, con “Sulle rotte del rave” e “Riviera Club Culture”. Sugli stessi temi scrive per D, L’Espresso e Il Resto del Carlino. Nel suo nuovo libro “Rischio e Desiderio” ha coordinato una serie di studiosi, scrittori e operatori per riflettere insieme sullo spinoso rapporto tra clubbing e droghe, cercando di individuare punti di vista inediti, retaggi culturali, responsabilità ma, soprattutto, soluzioni pratiche al problema. Al centro di questa complessa e articolata riflessione c’è, ovviamente, la figura del dj, interpretata in chiave antropologica e sociologica. Torna in mente un passaggio teorico fondamentale nel quale lo studioso dei media Lev Manovich affianca a quella figura la nascita di Photoshop, per raccontare le origini del concetto di post-modernità all’inizio degli anni ’80. Ecco: l’edonismo (assieme ai concetti di remix e cut-up) era una componente fondamentale di quel preciso momento storico nel quale, non a caso, affondano anche le radici della club culture. E se si riconosce il piacere come fine ultimo dell’uomo, rischio e desiderio sono due facce della stessa medaglia. Abbiamo approfittato dell’uscita del volume per un’intervista a Pierfrancesco Pacoda.

 www.soundwall.it/il-principio-edonistico-del-clubbing-unintervista-a-pierfrancesco-pacoda-a-proposito-dei-suoi-ultimi-libri/

Condividi contenuti