Informazioni, esperienze e notizie sulle sostanze psicoattive. Pubblica anche tu.

Domande agli Operatori

Fai una nuova domanda

Cerca nell'archivio di 2643 risposte, o fai una nuova domanda, anche in forma anonima.

Inserisci una domanda qui sopra e clicca su 'Invia domanda'. Clicca qui se hai bisogno più spazio.

Un Operatore autorizzato risponderà presto alla tua domanda. Il tempo di risposta potrebbe variare a seconda della difficoltà del quesito.
La risposta sarà pubblicamente leggibile nell'archivio. Se preferisci una risposta privata, usa il modulo di contatto.
Cliccando su 'Invia domanda' autorizzi il trattamento dei tuoi dati personali solo ed esclusivamente per rendere possibile questo servizio, secondo la policy del sito. Tali dati sono strettamente confidenziali e non saranno divulgati in alcun modo.
Facoltativo: inserisci il tuo indirizzo email se vuoi ricevere un avviso quando verrà pubblicata la risposta.
CAPTCHA
Questa domanda serve a determinare se sei un visitatore umano e prevenire lo spam.
1 + 6 =
Risolvi questa operazione e inserisci il risultato. Es.: per "2 + 4 = ?" inserisci "6".
Annulla

Novità tutte le sostanze, Articolo

Canapa

«NESSUN boom, è un fenomeno assolutamente fisiologico».

di CRISTINA DEGLIESPOSTI, restodelcarlino.it«NESSUN boom, è un fenomeno assolutamente fisiologico». Così il dirigente capo del commissariato di Polizia di Imola, Angelo Greco, definisce il recente ritrovamento di diverse piantagioni domestiche di cannabis. Sono stati cinque, in poco più di un mese dalla fine di luglio, i sequestri messi a segno da polizia e carabinieri tra Imola e il circondario. Casi molto diversi tra loro, sia per quantità che per l’età dei cittadini coinvolti, ma tutti accomunati dall’illecito pollice verde di questi coltivatori ‘a chilometro zero’.Commissario Greco, questo concentrarsi di episodi non pare stupirla o sbaglio?«No, non si tratta di numeri anomali per le forze dell’ordine. La cannabis coltivata all’aperto ha un ciclo vegetale che va da marzo a ottobre. E’ normale quindi che questi avvengano quindi nel periodo primaverile ed estivo».Quindi d’inverno tutto tranquillo?«Ovviamente no. Chi allestisce serre con lampade è in grado di arrivare anche a una seconda ‘fioritura’ in un anno. Il clima della nostra zona però non è adatto a far sopravvivere le piante all’aperto d’inverno. Sono specie che soffrono molto il freddo, hanno bisogno di una grande esposizione alla luce e una giusta irrigazione non in acqua stagnante. Per questo nell’Imolese non si trovano grandi piantagioni. I quantitativi che recuperiamo di anno in anno variano: dai 7 ai 12 chili totali, intendo di prodotto già lavorato».Di quali numeri parliamo se ci riferiamo alle ‘grandi’ piantagioni?«Fino a un centinaio di piante intendiamo coltivazioni di piccole e medie dimensioni. Bisogna considerare che ogni pianta non dà grossi quantitativi di sostanza utile una volta essiccata. Poi dipende dalla loro dimensione e dalle infiorescenze, ma piante sotto i 40 centimetri non sono ‘buone’».Come consideriamo le coltivazioni illegali che vengono scoperte dalle forze dell’ordine nella nostra zona?«Il più delle volte si tratta di poche piante, una dozzina al massimo, usate per uso personale o ristretto a una cerchia di intimi. La cannabis è la droga più usata in Italia: i dati nazionali parlano di 28 milioni di cittadini che una volta nella vita l’hanno provata».Allora chi è il coltivatore tipo?«E’ soprattutto il giovane tra i 20 e i 30 anni che ha il ‘gusto’ di produrre da sè la sostanza che consuma. Rivenderla lo espone a un rischio doppio: di averla prodotta e spacciata. Ormai per strada chiunque ha la possibilità di acquistare una ‘canna’ con 5 o 10 euro. Infatti oltre l’85% della cannabis che circola nel circondario è stata prodotta fuori zona».Qual è il Paese maggior produttore?«La cannabis comprende diversi tipi di droga: marijuana, canapa indiana, hashish. Per quest’ultimo il Marocco è il produttore leader a livello mondiale viste le favorevoli condizioni climatiche, seguito dall’Olanda. Negli anni Novanta c’è stata una sorta di connubio tra i due Paesi: le migliori sementi olandesi sono state impiantate nel reef marocchino. Lì ne è nata una qualità con oltre il 20% di principio attivo, il Thc (tetraidrocannabinolo, ndr). Droga con il 6-7% di Thc è già molto buona».Cosa implica una concentrazione al 20%?«Che con la stessa quantità prodotta posso procedere a diversi ‘tagli’. Non solo con tabacco, ma con erbe varie. In Marocco anche con il prezzemolo. Se invece fumo uno spinello ‘tradizionale’ con quelle concentrazioni gli effetti sono devastanti soprattutto negli adolescenti. Manie psicotiche, danni cerebrali permanenti e gli ultimi studi confermano che si creano dei problemi gravi anche nella prole».Qual è il tipo di droga che circola maggiormente nell’Imolese?«Cannabis e cocaina, che però hanno ‘pubblici’ molto diversi. Per la cocaina serve una disponibilità economica maggiore per cui non è diffusa tra i giovanissimi. Dai nostri sequestri emergono quantitativi bassi di anfetamine ed ecstasy. L’Imolese è, soprattutto per la cocaina, una zona di passaggio verso la Riviera dove c’è un grande mercato d’estate».Ci sono nazionalità maggiormente coinvolte di altre?«Difficile dirlo. Lungo tutta la filiera della cocaina gli Italiani coinvolti e gli arresti che facciamo sono quattro volte superiori a quelli degli stranieri. Anche nell’ultimo più grande sequestro di hashish — 18 chili — c’erano tre Italiani e due Marocchini».

Nessun voto ancora
KetaminaPsichedelici

Droghe psichedeliche: per scienziati possono curare depressione

di Kate Kelland

reuters.com - LONDRA (Reuters) - Droghe che alterano gli stati mentali come l'Lsd, la ketamina o i "funghi magici" potrebbero essere utilizzati insieme alla psicoterapia per curare persone che affette da depressione, disordini compulsivi o sofferenza cronica. Lo ipotizza un tandem di scienziati svizzeri in uno studio pubblicato oggi.

La ricerca sugli effetti delle sostanze psichedeliche, utilizzate in passato in psichiatria, è stata ridotta negli ultimi decenni a causa delle connotazioni negative delle droghe, ma gli scienziati ritengono che oggi siano giustificati ulteriori studi sul loro potenziale clinico.

I ricercatori affermano che recenti studi visuali sul cervello indicano che le sostanze psichedeliche come Lsd (dietalimide dell'acido lisergico), ketamina e psilocybina (la componente psicoattiva di una droga ricreativa conosciuta come fungo magico) agiscono sul cervello con modalità che potrebbero contribuire a ridurre i sintomi di vari disturbi psichiatrici.

Le droghe potrebbero essere utilizzate alla maniera di catalizzatori, dicono gli scienziati, aiutando i pazienti ad alterare i propri stati di percezione dei problemi o dei livelli di sofferenza e poi lavorare con terapisti comportamentali o psicoterapisti per affrontarli in modo diverso.

"Le droghe psichedeliche possono dare ai pazienti una nuova prospettiva - particolarmente nel caso di ricordi rimossi - e possono anche lavorare con quell'esperienza", dice Franz Vollenweider, dell'Unità di Neuropsicofarmacologia e "brain imaging" all'ospedale di Psichiatria dell'Università di Zurigo, che ha pubblicato uno studio sulla materia sul bollettino Nature Neuroscience.

Secondo il tipo di persona che assume la droga, la dose e la situazione, le droghe psichedeliche possono avere un vasto campionario di effetti, dicono gli esperti, dalla sensazione di mancanza di limiti e felicità, a un estremo dello spettro, alla sensazione di mancanza di controllo e panico all'altro.

BASSO DOSAGGIO

Vollenweider e il suo collega Michael Kometer, che ha collaborato allo studio, dicono che le prove di studi precedenti suggeriscono che tali droghe possono contribuire ad alleggerire problemi di salute mentale agendo sui circuiti cerebrali e sui sistemi di neurotrasmissione che, come è noto, possono risultare alterati in persone che soffrono di depressione e ansia.

 

continua su reuters.com

Nessun voto ancora
Canapa

USA - La marijuana non e' porta di ingresso verso droghe pesanti. Studio

notiziario aduc -  Marijuana primo passo verso la dipendenza da droghe pesanti? Un fenomeno preso in eccessiva considerazione, secondo i sociologi della University of New Hampshire (Usa), che hanno effettuato uno studio ad hoc rilevando l'importanza di altri fattori, in primis l'etnia e la condizione sociale, per l'instaurarsi del problema. A quanto sostiene lo studio, quando i giovani raggiungono i 21 anni l'effetto 'gateway' degli spinelli, cioe' di 'cancello d'entrata' verso altre droghe, scompare completamente. Il principale fattore predittivo dell'abuso di droghe pesante e' invece la razza: i bianchi in particolare mostrano le piu' alte possibilita' di cadere nel tunnel della dipendenza, seguiti dagli ispanici e dagli afro-americani. Gli esperti spiegano sul 'Journal of Health and Social Behavior' di aver ottenuto questi risultati esaminando i dati relativi a 1.286 giovani adulti che avevano frequentato la Miami-Dade School negli anni '90. Il 26% del campione era afro-americano, il 44% ispanico e il 30% bianco. A emergere e' stato innanzitutto il fatto che fra chi non si e' diplomato o non ha poi frequentato il college era piu' alta la percentuale di fumatori di spinelli durante l'adolescenza. La disoccupazione e' risultata poi un elemento che porta i ragazzi a provare altre sostanze stupefacenti, assicurano i sociologi. Viceversa, avere un lavoro sembra 'proteggere' i giovani dall'abuso di droga: "criminalizzare la marijuana, dunque, in particolare in eta' adolescenziale - sottolinea Karen Van Gundy, a capo dell'indagine - e' negativo soprattutto se lo 'stigma' arriva a interferire con le opportunita' di lavoro piu' avanti con l'eta'".

Nessun voto ancora
Altro

Anoressia e bulimia, disperazione di donne

linkontro.info  di Susanna Marietti - Probabilmente non sarà Belen Rodriguez che attraversa seminuda e fichissima la sua spiaggia Tim a originare i disturbi alimentari. Medici competenti hanno raccontato di radicati problemi famigliari dietro il bisogno di digiunare, abbuffarsi, vomitare. Ma certo la tendenza – che oggi pare fortunatamente un tantino mitigata – a raccontarci che o siamo magre e sempre in tiro oppure non siamo affatto non è stata di aiuto. Soprattutto alle più giovani. Arriva agosto, si va al mare e i problemi aumentano.

È una disperazione quotidiana, che non lascia tregua. E tutta femminile. Eccone un campione, per come la si legge in questi giorni su forum femminili. Spesso, tristemente, unico luogo dove le ragazze ascoltano e parlano. La cornice del loro dolore, nelle parole che tentano di caratterizzarlo: “Mi sento terribilmente sola, e non se ne parla di uscire...troppa paura...amici invisibili...io sono spenta, non brillo più, non mi faccio più luce. dentro di me è completamente buio e morto. silenzio. non ho forze per reagire. Vorrei farmi a pezzi. Tanto non mi amo. Sono cosi stanca, terribilmente stanca di questa situazione eppure non faccio niente x reagire, per volermi un po di bene. Sono fredda. non mi colpisce più niente. solo le cose negative afferro.. ogni giorno mi punisco...con qualcosa devo farlo, o con il digiuno, o con un'abbuffata, o con un tentativo di vomitare, o con un taglio...”.

 

“Scusate lo sfogo”, mette le mani avanti una ragazza che si racconta come senza speranza. “Un altro sabato sera chiusa in casa con la bocca piena di muesli e il letto pieno di libri non letti (…) sì sì... certo.. se vi raccontassi quanto fa schifo la mia vita.. altro che ‘tutti abbiamo problemi...’, c'è solo da spegnere l'ultimo sospiro. Ma basta, basta davvero. Un giorno di questi mi tolgo la vita e basta”. Altre voci le rispondono, cercano di confortarla. Senza toni scherzosi, lei risponde preoccupantemente: “stavo persino pensando di pagare un sicario per chiedergli di spararmi”.

 

Si scusa anche la ragazza che ci racconta l’ultima delle sue abbuffate, quella appena consumata: “scusate se è solo l'ennesima volta k mi piango addosso, dopo essere stata io la causa del male k ora sento... vorrei elencarvi...giusto x stare ancora + male.. quello k sn riuscita a mangiare in 1 ora: tantissime patatine, salame, 2 fette di pancarrè con tanta nutella, 3 cioccolatini 1 kinder, 1 plumcake, acciughe, 1 biscotto gelato, 1 coppa di gelato, 1 fettone di tiramisù. Questo è quello k mi ricordo... uno schifo... ecco cm mi sento.... so già k nn posso pretendere conforto, visto k sn io a farmi ogni volta male da sola.... ma magari qualcuno capisce cs sto provando in questo momento... so k dietro a questo cibo ingurgitato si nascondono dolori ben + profondi e difficili da sconfiggere... nn riesco a smetterla di dipendere dal cibo. Vorrei poter tornare indietro di 1 ora, ma so k nn si pu... mi viene da piangere... sn con l'umore 3 metri sotto terra...”.

 

Dall’altre parte del dannoso pendolo, oggi si è per caso trovata un’altra persona, che sembra momentaneamente fiera di sé: “oggi ho preso in totale un etto di cotto e due jogurt, punto.., avrei tanto voluto vomitare quelle fette che ho mangiato cosi avidamente, eppure non l'ho fatto. mi son controllata. E ho fatto ciclette”.

 

Le risponde una più navigata, che purtroppo ancora non ne è fuori: “Ascoltami… Ma fallo davvero... Ora ti piace. E ti piace tanto. Lo so. Io ci sono passata. E ricordo il senso di onnipotenza che mi avvolgeva. Era fantastico. Ero davvero felice. Ma ti rendi conto?! Felice di vedere i numeri sulla bilancia scendere sempre più. Di vedermi dimagrire fino alle ossa. Di vedermi la pancia piatta. Di farmi del male ogni giorno perchè sì,io lo meritavo. Meritavo tutto il male del mondo. Ora sono in terapia. E la sai una cosa? Non ne esco. Non ci riesco proprio. Le ossessioni invece di scomparire aumentano. Sto tirando avanti con gli antidepressivi. Non ho più il ciclo. Non ho più il ragazzo e gli amici. Sono sola come un cane.. e sto male come un cane. Vuoi ridurti così?”

 

Quando anche il gesto più quotidiano diventa una conquista: “Ho affrontato la pasta!! ce l’ho fatta...era una vita ke non la mangiavo.. mi fa molta paura, ma oggi ho deciso di prepararla.. certo, i sensi di colpa ci sono ma non sono nè andata in bagno nè ho preso pasticche x il controllo del peso!”.

Nessun voto ancora
Cocaina

Cocaina: una leguminosa contro la dipendenza

http://www.tantasalute.it/img/pueraria.thumbnail.jpgtantasalute.it - Le droghe, si sa, sono pericolose: il loro uso determina gravi danni fisici e mentali e gradualmente causa dipendenza. Chi le assume, infatti, nel tempo non riesce più a farne a meno e, anzi, deve aumentarne le dosi per ottenere gli stessi effetti, incrementando, così, anche i danni a cui si espone, fino alle conseguenze più estreme.

La cocaina, per esempio, è una droga che dà un immediato senso di forza, euforia e lucidità, provoca calo delle inibizioni e del bisogno di sonno e di cibo, ma dopo l’euforia compare presto una fase di depressione, che spinge a nuova assunzione della sostanza e così rapidamente si può determinare la dipendenza, con rischi per la salute fisica (soprattutto a livello cardiaco) e a livello mentale (interferisce con il comportamento, provocando aggressività, allentamento della critica e del giudizio).   Recentemente è stata, però, studiata una pianta, la pueraria, una leguminosa rampicante originaria del Giappone, già nota in erboristeria perché germogli e foglie sono usati nella lotta all’alcolismo, che sembra aiutare a contrastare la dipendenza dalle droghe, in particolare proprio dalla cocaina.   Lo studio in questione, pubblicato sulla rivista scientifica “Nature Medicine”, è stato condotto sui topi usando un estratto della pianta, l’inibitore della aldeide-deidrogenasi-2, una sostanza che è risultata in grado di agire sui meccanismi chimici che regolano il desiderio irrefrenabile della sostanza stupefacente, andando ad agire proprio sui centri del piacere situati nel cervello.   I ricercatori di un’azienda farmaceutica di Palo Alto, in California, sono riusciti a sintetizzare la sostanza anti-cocaina utilizzando lo schema molecolare presente nella Pueraria. Forse in futuro, con ulteriori studi di approfondimento, ci sarà, quindi, una nuova arma contro la dipendenza da cocaina. Non dimentichiamo che chi soffre di dipendenza da una sostanza stupefacente, se viene costretto a smettere, sta male anche fisicamente (si parla di sindrome di astinenza) e questo fattore è quello che più ostacola l’uscita dal tunnel.

Nessun voto ancora
Canapa

Cannabis: riduce il dolore e migliora la qualità del sonno

Newnotizie.it - Effetti positivi sono stati riscontrati anche nella riduzione dell’ansia e nel miglioramento dell’umore.

Il consumo di cannabis può aiutare i soggetti colpiti da dolore neuropatico cronico a causa di lesioni o difunzioni del sistema nervoso: la sostanza è infatti capace di ridurre il dolore percepito e l’ansia e di migliorare il tono dell’umore e del sonno.

Questo quanto sostenuto da uno studio condotto dai ricercatori canadesi della McGill University Health Centre (MUHC) e della McGill University su 21 pazienti di 18 anni d’età sofferenti di diverse forme di dolore cronico neuropatico (derivante da traumi o interventi chirurgici). Le dosi di marijuana utilizzate in questo studio sono state notevolmente inferiori a quelle assorbite da coloro che fumano cannabis per piacere.

I ricercatori, il cui studio è stato pubblicato sul “Canadian Medical Association Journal”, hanno somministrato ai volontari tre diverse dosi del principio attivo tetraidrocannabinolo (THC) a concentrazioni del 2,5%, 6% e 9,4%, e al gruppo di controllo un placebo. Si è osservato che la più alta dose del principio attivo della cannabis, prodotta per uso medico dalla Prairie Plant Systems (l’agenzia che produce su commissione governativa), ha prodotto più pronunciati benefici.

“Abbiamo scoperto che la formulazione di cannabis con il 9,4% di THC, somministrato come singola inalazione fumato tre volte al giorno per cinque giorni, riduce significativamente l’intensità media del dolore in confronto al placebo – spiega Mark Ware, principale autore dello studio -. Abbiamo trovato miglioramenti statisticamente significativi anche nei livelli di ansia e nella qualità del sonno”. Al contrario, ha aggiunto, sono stati scarsi gli effetti collaterali, come l’euforia che a volte colpisce chi fa uso di marijuana a scopo ricreativo. 

Per combattere il dolore cronico sono attualmente disponibili ben poche opzioni terapeutiche, tra cui la somministrazione di oppiodi, anticonvulsivanti, antidepressivi e anestetici locali. Questi trattamenti hanno tuttavia un’efficacia variabile da soggetto a soggetto; inoltre non sono privi di effetti collaterali e possono dare problemi di compliance da parte del paziente.

Lo studio sarebbe, secondo i ricercatori, il primo a indagare gli effetti del fumo della cannabis su pazienti affetti da dolore cronico: ulteriori ricerche su numeri più consistenti di soggetti dovranno essere condotti per confermare i risultati ottenuti e per valutare i possibili effetti collaterali di un trattamento a lungo termine.

 Adriana Ruggeri

Punteggio: 3.5 (2 voti)
Eroina

Fa arrestare lo spacciatore della figlia e scopre che è il suo fidanzato

Il padre della ragazza, un manager di Albaro, telefona alla Polizia: "Mia figlia sta comprando l'eroina. Venite, presto". Gli agenti sorprendono la ventenne insieme ad un pregiudicato tunisino di 40 anni. Lei ammette: "E' stato lui a darmi la bustina. E' il muio ragazzo". Lui nega ma viene arrestato di BRUNO PERSANO OAS_RICH('Left'); OAS_RICH('Left1');

www.larepubblica.it - Aveva tentato di tutto per disintossicare sua figlia dall'eroina. A lungo aveva provato a dissuderla ma senza mai riuscirci. Infine ha chiamato la polizia perché arrestasse lo spacciatore e ha scoperto che a rifornire di stupefacente la figlia di vent'anni, era il fidanzato, un pregiudicato tunisino, vent'anni più grande di lei. E' la disperata storia di un professionista di Albaro e di sua figlia eroinome. Ieri un parente avverte il manager che sua figlia era insieme ad uno straniero proprio sottocasa. Lui non perde tempo e telefona alla polizia: "Mia figlia sta comprando la droga. Venite, presto". E una pattuglia del commissariato Centro sorprende la ragazza in compagnia dello spacciatore.Addosso la ragazza ha una dose di eroina che non nasconde di aver avuto ricevuto dallo straniero. "E' il mio fidanzato", ammette. Lui nega, ma è un pregiudicato per reati connnessi al traffico di stupefacente e contravventore di un decreto di espulsione. I poliziotti lo arrestano per quest'ultimo reato e lo denunciano a piede libero per spaccio. Sembra addirittura che la ragazza si prostituisse per comprare la droga.

Punteggio: 1.5 (2 voti)
Altro

USA - Sciroppo anti-tosse per sballarsi, Fda pensa a restrizioni nella vendita

Aduc Droghe - La Food and Drug Administration (Fda) potrebbe imporre restrizioni sulla vendita dei medicinali da banco contenenti destrometorfano, principio attivo anti-tosse. Un comitato consultivo di esperti si riunira' il 14 settembre per analizzare i dati sull'abuso di questi prodotti fra bambini e adolescenti, fenomeno noto in Usa come 'robo-tripping', dal nome del medicinale Robitussin*. Gli sciroppi in questione vengono infatti utilizzati dai giovanissimi per lo 'sballo'. L'agenzia americana - ricorda il 'Los Angeles Times' - ha pubblicato i primi avvisi sul fenomeno nel 2005. E da allora i dati sull'abuso di farmaci al destrometorfano sono raddoppiati: i ricoveri al pronto soccorso in seguito ad allucinazioni da 'robo-tripping' sono passati dai 4.634 nel 2004 a quasi ottomila nel 2008. Il 'Monitoring the Future Report' nazionale ha inoltre evidenziato che l'abuso di questi farmaci riguarda rispettivamente il 2,6% degli undicenni statunitensi, il 5% dei 15-16enni e il 6,3% dei 17-18enni. Sono state registrate anche alcune morti. Gli esperti decideranno se i prodotti che contengono questa sostanza debbano essere riclassificati e resi disponibili solo su ricetta medica. Le aziende che li producono sottolineano pero' i problemi che in questo modo si verrebbero a creare per i consumatori.

Punteggio: 3 (2 voti)
Altro

I risultati del proibizionismo

Il Proibizionismo:

  • Non ha impedito il consumo della sostanza, scopo per cui è nato;
  • Non ha impedito la vendita della sostanza;
  • Ha fatto aumentare il consumo della sostanza;
  • Ha fatto aumentare il tasso di vendita e diffusione della sostanza;
  • Ha creato un mercato nero gestito dalla criminalità con violenza;
  • Ha reso criminali dei cittadini per un proprio vizio privato;
  • Ha fatto moltiplicare il prezzo della sostanza;
  • Ha fatto nascere l'adulterazione e la mancanza di controlli qualitativi;
  • È costato la vita di migliaia di persone innocenti;
  • Ha permesso di creare imperi criminali, in grado di concorrere quanto a potere con i governi, basati sugli introiti del contrabbando.

http://it.wikipedia.org/wiki/Proibizionismo

Punteggio: 4.7 (3 voti)
EcstasyPsichedelici

Il Guardian sugli usi medici di psichedelici e MDMA

Punteggio: 5 (4 voti)
Canapa

Utente italiano bannato da Facebook in quanto antiproibizionista

tratto da: http://www.matteogracis.it/facebook-censura-e-proibizionismo/

 

2 giorni fa Facebook ha disattivato e chiuso il mio account. Senza alcun avviso. Senza alcuna spiegazione specifica. Utilizzavo Facebook per tenermi in contatto e comunicare con amici, conoscenti e lettori.

Ho contattato il social network e la risposta (probabilmente automatica) è stata che non possono fornirmi informazioni a riguardo per “motivi tecnici e di sicurezza”, infine che la “decisione è insindacabile”.A un’ulteriore email in cui chiedevo chiarimenti la risposta è stata: “Ti informiamo che non lo riattiveremo per nessun motivo, né ti forniremo ulteriori spiegazioni sulla violazione di cui sei responsabile o sul sistema che usiamo.”

Ho perso così centinaia di messaggi, note, foto e materiale vario. Fortunatamente ho sempre riportato il tutto anche sul mio blog personale, ma le discussioni, i dibatti, gli aggiornamenti di stato e soprattutto i contatti (oltre 1.100) sono spariti.Conoscevo già bene la Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità di Facebook, dal momento che mi occupo anche per lavoro di comunicazione sul web, ma dopo questo episodio sono andato a rileggermi per intero il regolamento e posso affermare con certezza di non aver violato in alcun modo le regole da loro imposte.

Ma penso di sapere il motivo per cui sono stato cacciato da Facebook: la cannabis!Una delle mie principali pubblicazioni infatti è dedicata agli stili di vita alternativi e alla cultura della canapa, a 360 gradi quindi dagli utilizzi ricreativi a quelli terapeutici, dalla coltivazione al lato industriale e tessile. La rivista (il cui nome è Dolce Vita, direttore responsabile Fabrizio Rondolino), è regolarmente registrata in un tribunale italiano da diversi anni, scrupolosamente seguita da un legale competente e distribuita nelle edicole delle principali città. Non prende posizione riguardo l’uso di sostante stupefacenti (qualunque esse siano), ma si limita a fornire le giuste informazioni a riguardo, invitando tutti ad una responsabilità personale e ad un’eventuale sperimentazione consapevole.

Su Facebook avevo aperto personalmente la pagina ufficiale della rivista e spesso sono intervenuto in dibattiti e discussioni riguardanti l’argomento. Considerando inoltre che Facebook ha appena censurato la campagna referendaria per la legalizzazione della cannabis in California,notizia di ieri, non resta che tirare le somme.A tal proposito riporto una dichiarazione di Pietro Yates Moretti, vicepresidente dell’Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori) che fa notare come “un intervento cosi’ pesante su un dibattito politico ha conseguenze sulla sfera pubblica e sui meccanismi della democrazia” e ci invita giustamente a riflettere sulla “pericolosità del monopolio di qualunque mezzo di comunicazione”.

Personalmente sto prendendo in considerazione l’ipotesi di avviare una procedura legale, come ha già fatto un anno fa Vittorio Zambardino, (giornalista de La Repubblica a cui Facebook aveva riservato un trattamento simile al mio ma per altri motivi), che cito testualmente: “Ho perciò deciso di fare di questa vicenda il terreno di una battaglia non personale ma di diritto. Non si tratta di riavere indietro le mie poche carabattole digitali.Qui il problema che abbiamo di fronte è quello dei diritti degli utenti di Facebook e delle regole della piattaforma, che non possono andare contro i principi che regolano lo stato italiano, oltre ad essere contrari ad ogni buon senso.”

Infine prendo questa cancellazione con filosofia, come se fosse un titolo, una piccola nota di merito nella mia carriera giornalistica da raccontare ai nipotini: “…quella volta, sono stato censurato da Facebook” =)Certo, se avessi usato il mio account per giocare a Farmville o condividere frasi stupide, non avrei avuto nessun problema. Ma io faccio altro, ne vado fiero e per questo continuerò a farlo. Sul mio blog, sui forum, sui siti e si… anche su Facebook!

 

 

Punteggio: 5 (4 voti)
Ecstasy

DROGA: PREPARAZIONE METANFETAMINE INQUINA AMBIENTE

(ANSA) - SYDNEY, La preparazione di droghe alla metamfetamina, come speed e ice, ha un impatto tossico sconosciuto ai cittadini che innalza il rischio di cancro e altre forme di avvelenamento. L'avvertimento viene dagli scienziati del Centro di ricerca sulla contaminazione dell'ambiente dell'universita' di Adelaide, che hanno studiato come le sostanze tossiche prodotte dalla fabbricazione delle droghe si diffondono nell'ambiente. Secondo la ricerca i prodotti chimici usati ed i loro sottoprodotti possono persistere nell'ambiente per molti anni, mettendo a rischio la qualita' dell'acqua e alla fauna. E' stato calcolato che per ogni chilo di metanfetamine prodotte ne vengono generati oltre cinque di scarti tossici, fra cui sostanze cancerogene come benzene, cloruro di metilene, tricloroetano e toluene. ''I fabbricanti clandestini di droghe - affermano gli esperti - in genere lavano gli scarti tossici nelle condotte di scarico o le disperdono nell'ambiente. Allo stesso tempo i luoghi che usano come laboratorio, di solito case o appartamenti in affitto, possono restare contaminati da sostanze volatili, che mettono a rischio la salute dei successivi, ignari residenti''. Inoltre i padroni di casa sono esposti ad azioni legali, costi di decontaminazione e perdita di valore. E concludono: ''Poiche' tale ciclo tossico dipende dalla domanda creata dai consumatori della droga, e' necessaria una maggiore educazione pubblica sui danni collaterali di quella che molti considerano un'attivita' privata e relativamente innocua''.(ANSA).

Punteggio: 2 (2 voti)
Condividi contenuti