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Novità tutte le sostanze, Articolo

Antidoping, la Wada ha deciso: niente più squalifiche per uso di cannabis

 

L’Agenzia mondiale antidoping ha alzato il livello di positività da una soglia massima consentita di 15 nanogrammi di Thc per millimetro a 150 nanogrammi per millimetro: dieci volte tanto. Quasi una liberalizzazione

 

Il Fatto Quotidiano - Farsi una canna non è più un reato, almeno nello sport. Lo ha stabilito la Wada (l’agenzia mondiale per l’antidoping) che sabato scorso ha alzato il livello di positività, e quindi di punibilità, per quello che riguarda la presenza di cannabis nelle urine. Si è passati da una soglia massima consentita di 15 nanogrammi di Thc (tetraidrocannabinolo) per millilitro a 150 nanogrammi per millilitro: dieci volte tanto. Quasi una liberalizzazione de facto per una droga ricreativa che qualsiasi studio o rivista medica ha sempre sostenuto non può migliorare in alcun modo le prestazioni sportive, se non come aiuto a rilassarsi per un atleta troppo nervoso.


Leggi l'articolo su ilfattoquotidiano.it

Cocaina, 5000 anni di storia

Cocaina, 5000 anni di storia. Zerozerozero.tv presenta il programma di Roberto Saviano.

 

http://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/cocaina-5000-anni-di-storia/128637/127137

USA - Glicemia sotto controllo per chi usa marijuana


Notiziario ADUC - I consumatori abituali di marijuana hanno un migliore controllo della glicemia rispetto a chi non fa uso della cannabis. A stabilirlo e' una ricerca del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston (Usa) pubblicata su 'The American Journal of Medicine'. Secondo gli scienziati i fumatori di marijuana hanno i livelli di insulina a digiuno del 16% piu' bassi rispetto a chi non fa uso della sostanza e una minor probabilita' di essere insulino resistenti. L'insulina permette alle cellule di utilizzare il glucosio contenuto nel sangue, trasformandolo in energia, la mancanza dell'ormone causa picchi glicemici e apre la strada al diabete. Ebbene, l'uso di regolare di marijuana "e' associato ad indici favorevoli relativi al controllo del diabete mellito", afferma i ricercatori. Si stima che solo negli Usa siano 17,4 mln i consumatori di cannabis, con circa 4,6 mln di persone che la fumano giornalmente. Inoltre, una forma sintetica del principio attivo della cannabis, il tetraidrocannabinolo, comunemente conosciuto come Thc, e' gia' stato approvato negli Stati Uniti per il trattamento degli effetti collaterali della chemioterapia, delle terapie anti anoressia indotta dall'Aids e della nausea. I ricercatori ha utilizzato i dati di una ricerca multicentrica registrati dal National Health Nutrition Survey (Nhanes) tra il 2005 e il 2010. Sono stati 4.657 i partecipanti che hanno completato il questionario sull'uso della droga. Di questi, 579 erano consumatori di marijuana, 1.975 l'avevano fumata solo in passato e 2.103 non avevano mai fumato o assunto marijuana. Successivamente sono stati misurati l'insulina a digiuno e la glicemia tramite campioni di sangue.

VIDEOGIOCHI E GIOVANI ADULTI: DAL GIOCO ALLA DIPENDENZA

CeSDA - E’ ormai noto che la dipendenza da videogiochi si associa a specifici tratti di personalità (ad es. il livello di autostima) e all’inadeguatezza del contesto sociale d’appartenenza (ad es. relazioni sociali disfunzionali).
Un gruppo di ricercatori delle Università di Lussemburgo e Rotterdam hanno recentemente istituito una ricerca per meglio comprendere la relazione esistente tra la motivazione al gioco e le tendenze comportamentali alla dipendenza.
Lo studio ha previsto il reclutamento di 90 ragazzi di età media pari a 22,83 anni e diagnosi di dipendenza da videogiochi per un totale di 25,32 ora a settimana di gioco e un’esperienza di gioco pari a 10,71 anni. I ricercatori hanno voluto identificare le motivazioni implicite al gioco mediante la somministrazione di un compito di decisione lessicale. Le motivazioni esplicite sono state invece ricavate chiedendo a tutti i partecipanti di giudicare i differenti motivi che portano al gioco su una scala a 7 punti (scala di Likert).
L’analisi dei dati ha permesso di individuare 3 principali motivi che spingono gli individui al gioco compulsivo: l’interazione sociale, il risultato ottenuto e l’immedesimazione. Tutte e 3 queste variabili sono risultate fortemente caratterizzanti i giocatori dipendenti. In particolare, l’immedesimazione implicita ed esplicita assieme alle ore totali di gioco effettuate, sono risultati forti predittori di un comportamento di gioco dipendente. Gli autori della ricerca ritengono quindi che le motivazioni al gioco, tra queste in particolare l’immedesimazione, siano da considerare possibili fattori di rischio per la tendenza a sviluppare una dipendenza da videogiochi, specialmente quando queste motivazioni diventano internalizzate e quindi automaticamente attivate nel momento in cui l’individuo si espone ad un gioco computerizzato.
Fonte: Cesdop – www.cesdop.it

Stati Uniti, ansia sociale e differenze di genere nello sviluppo della dipendenza da nicotina

Dronet - Nonostante l’ansia sociale risulti chiaramente un fattore di rischio rispetto alla dipendenza da nicotina e risulti notevolmente difficile smettere di fumare per le persone che non riescono a controllare questo tipo di ansia nella letteratura emergono ancora lacune rispetto alle motivazioni per cui tali soggetti risultino particolarmente vulnerabili alla dipendenza.
Uno studio condotto dall’Università della Louisiana ha esaminato la correlazione fra motivazioni per cui si fuma, e il ruolo dell’ansia sociale andando a studiare anche eventuali differenze di genere. Nel campione studiato (974 partecipanti dai 18 ai 67 anni, 73% donne), i soggetti che hanno dichiarato di aver fumato una sigaretta negli ultimi tre mesi hanno completato 4 questionari specifici per valutare rispettivamente la frequenza del fumo, la gravità della dipendenza da nicotina, le motivazioni per cui si fuma e l’ansia sociale.
I risultati riferiscono come la relazione fra ansia sociale e gravità della dipendenza da nicotina sia mediata da due motivazioni: l’attaccamento alla sigaretta vista come elemento a cui ci si “affida” per avere piacere e la scelta comportamentale di continuare a fumare nonostante le conseguenze negative anche sul piano sociale, che ne derivano. Emerge inoltre come le persone affette da ansia sociale, ritrovando nelle sigarette alcune delle caratteristiche dell’interazione sociale, possano essere particolarmente vulnerabili ad una seria dipendenza da nicotina. I risultati sottolineano, infine, l’importanza del genere: per le donne l’ansia sociale risulterebbe correlata ad una condizione di fumatore giornaliero, mentre per gli uomini alla gravità della dipendenza.

Gli studi di genere circa le differenze tra uomo e donna nei comportamenti di uso e dipendenza da sostanze psicoattive, sono particolarmente importanti per l’identificazione di percorsi preventivi, di trattamento e riabilitazione specifici per ogni genere. A questo proposito il Dipartimento Politiche Antidroga, Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPA), in collaborazione con l’Istituto delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia (UNICRI), ha attivato il progetto DAD.NET, un network di prevenzione dei rischi correlati all'uso di alcol e droga specificatamente dedicato alle donne.

CannaCig, la sigaretta elettronica a base di marijuana

In Italia per adesso laCannacig non arriverà, per ora solo negli stati dove lacannabis è legalizzata si potrà acquistare una speciale sigaretta elettronica che sostituisce il classico “spinello“.

Lanciata dalla Rapid Fire Marketing,  ha già fatto guadagnare cifre elevatissime con ricavi per il 2013 stimati attorno ai 900 milioni di dollari. Il suo costo si aggira tra i 70 e i 90 dollari circa.

La sua vendita era limitata alla Californiae solo per uso farmacologico, ma visto il diffondersi del consumo legale della marijuana negli Usa, la vendita si sta diffondendo molto velocemente e il 48% degli americani si dichiara favorevole.La Cannacig si può tranquillamente trovare in Alaska, Arizona, California, Colorado, Connetticut, Delaware, DC, Hawaii, MAine, Massachusetts, Michigan, Montana, Nevada, New Jersey, New Mexico, Oregon, Rhode Island, Vermont e Washington.

Mentre è possibile averla ma è soggetta al “possibile rifiuto delle autorità locali” in Argentina, Australia, Bangladesh, Belgio, Canada, Cile, Colombia, Croazia, Repubblica Ceca, Isrlaele, Macedonia, Mexico, Olanda, Perù, Portogallo, Svizzera, Spagna e Venezuela.

Anche i Italia da qualche tempo è consentito l’uso della marijuana per curare o lenire determinate patologie.

Questo sistema di “inalatore” potrebbe eliminare il problema del fumo e delle sostanze contenute nelle cartine utilizzate per produrre le classiche “canne“, anche quelle ad uso medico.

Non si intravede ancora la possibilità di una legalizzazione in Italia, ma lo scopo della ditta è proprio quello di avvicinare i paesi all’uso legale dell’erba a scopo terapeutico.

www.tuttasalute.net/22764/cannacig-la-sigaretta-elettronica-a-base-di-marijuana.html

Dipendenza e droga. Intervista a Luigi Zoja

 

Paginatre.it - Luigi Zoja è uno psicanalista italiano di fama mondiale. Già Presidente del Centro Italiano di psicologia Analitica e del Comitato Etico dell’Associazione Internazionale per la Psicologia Analitica, è autore di libri tradotti in 14 lingue, tra i quali: Nascere non basta. Iniziazione e tossicodipendenza (ed. Cortina) e La morte del prossimo (ed. Einaudi).

 

Si è passati, negli ultimi trent’anni, dalla “droga per protesta” al consumo trasversale di massa. Com’è accaduto?
Ho cominciato a occuparmi di tossicodipendenza quarant’anni fa, all’epoca della pubblicazione del mio primo libro, Nascere non basta (ripubblicato nel 2003, N.d.R.). Lavoravo in clinica a Zurigo e ci capitavano casi di pazienti gravi che in Italia non erano riusciti a trovare una cura adeguata. Quello che osserviamo oggi è che, nel mondo moderno, le persone sono sempre più tentate di far uso di sostanze che alterino lo stato di coscienza. Non lo definirei tuttavia un problema della droga, quanto piuttosto un problema del mercato, del consumismo, del fatto che mediamente nei Paesi occidentali la popolazione ha un tenore di vita che le permette di spendere denaro per cose non strettamente necessarie. Una quota del bilancio individuale viene stanziata in maniera ormai fissa (e crescente) per i “godimenti”, tra cui compare il consumo di sostanze “stupefacenti” (come le si chiamava un tempo). Il quale consumo non è più qualcosa di extra rispetto all’ordinario ma tende sempre più a integrarsi nella vita di tutti i giorni. Oggi viene ritenuto un diritto della persona concedersi una certa quantità di piaceri.


Leggi tutta l'intervista su paginatre.it

Shopping compulsivo. Sindrome e dipendenza da acquisto compulsivo nei giovani: Paola ex shopper patologica

Controcampus - Una delle nuove manie che prende piede nella società dell’immagine, è quella dello shopping compulsivo, come ci testimonia la pletora di nuove psicopatologie che dagli anni 90 ad oggi si sono progressivamente imposte all’attenzione degli specialisti.

Shopping patologico o compulsivo buyng (il 5% dei giovani italiani soffre di un’eccessiva propensione all’acquisto, il 75% sono donne).

Lo shopping compulsivo o dipendenza dagli acquisti è un disturbo caratterizzato dall’impulso irrefrenabile ed immediato di “dover acquistare”.


Leggi tutto l'articolo su controcampus

Cresce il consumo di cannabis tra i giovani

 

Ansa.it - BOLOGNA  - Cresce il consumo di cannabis tra gli adolescenti italiani tra 15 e 19 anni, mentre l'uso di tale sostanza è registrato in diminuzione tra la popolazione generale. E' il trend, che emerge dai dati preliminari del rapporto 2013 sullo stato delle tossicodipendenze in Italia curato dal Dipartimento delle politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri. I dati, anticipati al congresso nazionale della Società italiana di Pediatria, segnalano nel 2012 una crescita del consumo del 2%.

Dall'indagine campione, su 45 mila studenti, risulta che il 21,43% ha fatto uso almeno una volta di cannabis negli ultimi 12 mesi, con una crescita di due punti percentuali, (19,14% nel 2012) rispetto all'anno precedente. Al contrario, tra la popolazione nazionale (15-64 anni), il fenomeno è in calo (sulla linea di altre droghe come cocaina ed eroina) come dimostrano anche i dati sulla concentrazione di sostanza nelle acque reflue rilevata presso 18 centri urbani.


Leggi tutto sul sito dell'ANSA

Cannabis curativa per animali, il dibattito USA

 

Pets.greenstyle.it - Cannabis curativa anche per gli animali domestici: si apre il dibattito negli Stati Uniti. La proposta nasce dall’intervento di un veterinario a stelle e strisce, Doug Kramer, il quale avrebbe ipotizzato l’utilizzo di farmaci creati dalla marijuana a scopo terapeutico. In alcuni stati nordamericani l’utilizzo di derivati dalla cannabis a scopo curativo è consentito per gli umani, mentre lo è in toto vietato per cani e gatti. Ora si vuole abbattere questo divieto, soprattutto nei casi di patologie terminali o molto dolorose.

 

(via:http://psiconautica.forumfree.it)

Allarme abuso di alcol tra under 15, cresce il binge drinking

Direttanews - Secondo il Rapporto Osservasalute 2012, messo a punto dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane e pubblicato qualche giorno fa, un fenomeno emergente negli ultimi anni nel nostro Paese è rappresentato dall’avvio precoce al consumo di alcol, dal ‘binge drinking’ e dal consumo di alcol fuori pasto. In particolare, sottolinea il rapporto, oltre 300 mila minori di 11-15 anni di età usano l’alcol secondo modalità rischiose e fonte di danni per la salute.

Riflettori puntati, dunque, secondo lo studio, sulla pratica del ‘binge drinking’, vale a dire la pratica di assumere più bevande alcoliche in un intervallo di tempo più o meno breve, al fine di ottenere in breve tempo un’ubriacatura immediata e la perdita del controllo.


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“Testing the waters”: a Lisbona la prima conferenza internazionale sul rilevamento di sostanze illecite nelle acque reflue

Dronet - Si conclude oggi a Lisbona la prima conferenza internazionale e multidisciplinare che ha visto l’incontro di esperti per esaminare lo stato dell’arte di una disciplina in rapida espansione, ovvero l’analisi delle acque reflue finalizzata al rilevamento di sostanze illecite. Questa metodologia innovativa consente di monitorare le tendenze d’uso di sostanze illecite nella popolazione. Pur non fornendo informazioni sul consumo individuale di droga, l’analisi di sostanze in campioni di acque reflue consente di effettuare studi epidemiologici attraverso stime rispetto alla quantità totale di droga consumata da una comunità, misurando i livelli di sostanze illecite eliminate attraverso le urine e raccolte nelle acque di scarico.
L’evento, organizzato dall’Osservatorio europeo sulle droghe e le tossicodipendenze (EMCDDA) in collaborazione con il progetto europeo sullo studio delle acque reflue SEWPROF, l’Istituto Mario Negri e l’Istituto Norvegese per la ricerca sulle acque, vede la partecipazione di oltre 100 esperti provenienti da 20 paesi, riuniti per esplorare il potenziale di questa metodologia, valutare gli interventi di controllo antidroga, integrando così i metodi di monitoraggio dell’uso di droga più convenzionali. L’analisi delle acque reflue richiede infatti un approccio multidisciplinare che necessita della presenza e dell’integrazione di molteplici prospettive: chimica, analitica, biochimica, ingegneria ambientale e delle acque reflue, scienze forensi, farmacocinetica, fisiologia, epidemiologia spaziale, statistica ed epidemiologia dei farmaci convenzionali.
La conferenza è, inoltre, occasione per presentare e discutere a livello internazionale gli ultimi risultati di un progetto promosso in quest’ambito dall’EMCDDA lanciato nel gennaio 2012 e che coinvolge 26 città europee. “L’analisi di sostanze nelle acque reflue è una pratica in forte sviluppo che può avere implicazioni su come verrà monitorato il consumo di sostanze illecite in futuro” sottolinea Wolfgang Götz, direttore dell’EMCCDA e responsabile dell’evento “Integrare il repertorio esistente di metodi di ricerca e monitoraggio con una nuova tecnica è una prospettiva estremamente interessante”.
L’analisi delle acque reflue in Italia viene supportata ogni anno attraverso uno specifico progetto del dipartimento politiche antidroga affidato all’Istituto Mario Negri di Milano. I dati emersi dall’indagine del 2012 verranno inclusi nel prossimo report nazionale.

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