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Novità tutte le sostanze, Articolo

Don Winslow: la guerra è finita. Ha vinto la droga

 In occasione dell'uscita italaian del suo ultimo romanzo

Ha raccontato l’ascesa dei narcos messicani. Ora, nel nuovo romanzo, "Corruzione", accende i riflettori sui poliziotti di New York. E svela un’America falciata da eroina e antidolorifici. L' intervista di Enrico Deaglio sul Venerdi - Repubblica bit.ly/2t6M2A5

Da dove partiamo?

«Se parliamo di cartelli, da quello di Sinaloa. È un punto all’orizzonte, a sud: lo stato di Sinaloa, Messico, nei poverissimi anni Quaranta. Il clima è buono per la coltivazione dell’oppio, i gringos ne hanno bisogno. Il consumo di massa di oppio, eroina, antidolorifici è nato qui, con la Prima guerra mondiale, le trincee, le amputazioni. Furono degli italiani intraprendenti a capire che si potevano fare un sacco di soldi curando dolore e infelicità. Lucky Luciano fu il più sveglio, aprì canali con l’industria farmaceutica in Germania, si spinse addirittura in Birmania per comprare la materia prima. Con la Seconda guerra mondiale questi canali si esaurirono: l’Atlantico era un “mare tedesco”, il Giappone dominava l’Asia, la merce non arrivava. Ma i soldati americani avevano bisogno della dose. E così furono proprio gli americani a proporre ai contadini di Sinaloa di produrre per loro. “Sì, d’accordo, ma come facciamo a portarvi la roba oltre le montagne?”. “Vi costruiamo noi la ferrovia” dissero i gringos, e infatti  fecero la Sinaloa-San Diego in un batter d’occhio, per i marinai delle portaerei, le decine di migliaia di feriti, di traumatizzati, di distrutti dalla guerra  che tornavano a casa».

Tra allora e oggi, per soddisfare i consumi americani c’è voluta la produzione intensiva in Colombia, Bolivia, Messico. Adesso è il Messico che ha preso il sopravvento: e la logica del Cartello del XXI secolo ha la stessa modernità delle catene di montaggio dei primi del Novecento.  

Winslow si alza e va alla staccionata. Prende una pietra. «Questo oggetto qui vale uno». Lo trasporta oltre il legno. «Arrivato di là, lo vendi a 50. Produrre è importante, ma molto di più è occupare lo spazio da quest’altra parte della staccionata. Questo vuol dire corrompere, decapitare, sterminare. Il cartello è questo: non è la cronaca di diversi assassinii, ma il flusso di una merce diventata regina del mercato americano. I narcos vogliono il monopolio. Chi si oppone muore. È il più grande conflitto in corso: centomila morti in dieci anni, e la cifra è in crescita. E centomila morti vogliono dire altrettanti orfani, altrettante vendette, altrettanti traumi psichici. Oggi la produzione di droga dei cartelli messicani vale tra l’8 e il 13 per cento del Pil del Paese: sono di fatto un secondo potere. Anni fa sono stati loro a comprare i bond emessi dal governo messicano e a salvarlo dal default. Dopo il crollo di Wall Street del 2008 è stato il denaro liquido di Las Vegas e Miami a far partire la ripresa».

Ma lei fa lo scrittore o il sociologo?
«Scrittore, assolutamente. La crime novel è fatta per intrattenere il lettore. Però ci tengo anche a fare qualcosa per cambiare la situazione».

Che cosa propone?
«Che si dichiari la fine della “guerra alla droga”. Bisogna legalizzare il più possibile, anche le droghe che danno dipendenza (quelle che noi chiamiamo pesanti, ndr) e intervenire sulle cause dell’infelicità che porta alla droga. Bisogna colpire i criminali. E per quanto riguarda le sostanze “ricreative”, io ovviamente capisco il fumo, ma vorrei che i ragazzi – che magari boicottano una marca di caffè perché non è equa e solidale  –  si rendessero conto che chi produce marijuana è quasi sempre uno schiavista».

continua su 

http://www.repubblica.it/venerdi/interviste/2017/06/15/news/don_winslow_la_guerra_e_finita_ha_vinto_la_droga-168150066/

Il boom della marijuana legale: "Un ordine ogni 30 secondi"

di GIACOMO TALIGNANI, Repubblica, 13 giugno 2017 

http://bit.ly/2so8rfl
 
 "Un ordine ogni 30 secondi"(ap)
 
Più che una operazione commerciale la definiscono una "missione sociale". In meno di un mese, la marijuana legale, quella che "si fuma ma non sballa", ha fatto boom. "Appena entrati in commercio avevamo un ordine ogni 30 secondi. Siamo stati costretti a chiudere la vendita online. Ci sono state resse negli shop, con anche mille persone all'ora. In un negozio abbiamo dovuto mettere le transenne. Adesso è il momento di strutturarci".

Già 20mila barattoli venduti, la cannabis "light" sta diventando un vero e proprio fenomeno di mercato. Luca Marola, fra gli ideatori di Easy Joint - l'azienda che vende l'erba Eletta Campana, varietà italiana con il THC (tetraidrocannabinolo, principio psicoattivo della marijuana) inferiore allo 0,6 per cento, il limite di legge consentito - racconta quello che è accaduto le prime ore dopo il lancio . Il boom della marijuana light legale: "Così facciamo le prove di legalizzazione"
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"Da quando abbiamo presentato il prodotto alla Fiera di Bologna l'interesse è stato altissimo. Vogliamo ricordare che questa non è la marijuana per come la si intende di solito, ma è un'erba che ha bassissimo Thc e fino al 4% di cannabidiolo (CBD), ovvero il principio contenuto nella cannabis che non ha effetti psicoattivi, ma soltanto sedativi. Così, tra curiosi, appassionati, persone che volevano provare l'erba per problemi di ansia, insonnia, dolori mestruali e altro si è sparsa la voce e sono arrivati i primi ordini. Ad oggi già 85 negozi in tutta Italia la stanno vendendo e le richieste sono così elevate che abbiamo dovuto costituire una società, assumere dei dipendenti e bloccare la vendita online perché non riuscivamo a gestirla".

L'erba "giusta" o "cannabis tecnica italiana" viene venduta in vasetti da 8-10 grammi a un prezzo di 17 euro e secondo Marola "ha un valore sociale. Il nostro è un esperimento che potrebbe aprire gli occhi: ecco come potrebbe essere la legalizzazione in Italia. Non ci importa tanto il commercio, ma far capire cosa si potrebbe fare in questo Paese, così come già avvenuto in America e molte altre zone del mondo. Ma la politica, invece di interessarsi, dorme sull'iter di legge per la legalizzazione fermo da tempo. Da Saviano al procuratore antimafia, da intellettuali a deputati ci sono state delle aperture: forse mostrando questa iniziativa anche tutti gli altri si renderanno conto che legalizzare è possibile".

Su idea della "canna light" nata in Svizzera (che però lì viene venduta nelle tabaccherie) Easy Joint sfrutta una serie di agricoltori che coltivano canapa sativa a uso industriale in varie regioni di Italia acquistandone i fiori, materiale che prima veniva "scartato e usato come fertilizzante. In questo modo diamo vigore anche alla filiera italiana". Nelle Marche i fiori - per ora così come sono, quindi carichi di semi - vengono imbarattolati "dando vita a un indotto che coinvolge aziende di barattoli, grafica per l'etichette, trasporti e altro".

Con i valori così bassi di Thc "e poche norme chiare e precise sulle infiorescenze" il prodotto può essere "legalmente venduto, per ora solo nei grow shop, negozi specializzati nel materiale legato al mondo cannabis. Presto supereremo i 100 punti vendita. Le critiche maggiori che stiamo affrontando per ora non sono di natura etica o politica ma per la presenza del seme nel prodotto: in futuro ci sarà anche una varietà sensimilla, senza semi".

Dalla vecchia coca alle nuove psicoattive: viaggio tra le droghe della generazione 2000

Cocaina ed eroina già alle scuole medie. Ma anche farmaci tradizionali e legali come Oki e Xanax. E composti chimici sconosciuti perfino alla polizia. Ecco quali sono le sostanze più usate dai minorenni

Inchiesta. L'Espresso-La Repubblica espresso.repubblica.it/inchieste/2017/04/06/news/dalla-vecchia-coca-alle-nuove-psicoattive-viaggio-tra-le-droghe-della-generazione-2000-1.299087

La maggior parte di loro è alla ricerca di una sostanza che possa farli eccitare o rilassare, prepararsi a fare sesso o a ballare per venti ore consecutive, sentirsi in pace con il mondo o più semplicemente - e molto spesso - dimenticare per qualche ora le emozioni dolorose. Facile, oggi più che mai. Perché la gamma a disposizione per raggiungere l’obiettivo è praticamente infinita. Dalle droghe tradizionali ai farmaci più comuni. Fino alle sigle da piccolo chimico, decine di composti che ogni anno entrano silenziosamente sul mercato, spesso sconosciuti persino alle forze di polizia.

Sulle droghe stiamo sbagliando tutto

 La storia del suicidio di Lavagna ci dice di nuovo che bisogna cambiare approccio e legalizzare quelle leggere, scrive Roberto Saviano

 

IlPost - Su Repubblica Roberto Saviano si è occupato del suicidio di un ragazzo a Lavagna dopo che era stato trovato in possesso di 10 grammi di hashish, e soprattutto del modo in cui in Italia viene trattato il consumo di droghe, da quelle leggere a quelle pesanti: «se ti trovano in possesso di droga, sei una merda e ti sei rovinato la vita. La tua e quella della tua famiglia. Non c’è appello. Non c’è possibilità di riscatto». Saviano stesso dice che la storia del ragazzo che si è ucciso andrebbe discussa fino a un certo punto, perché non sapremo mai tutti i motivi per cui si è ucciso e «questo non è un romanzo», ma che comunque è necessario fare una discussione seria sulla necessità di cambiare approccio legislativo sulle droghe in Italia.

 

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FARMACOCINETICA ED EFFETTI DELLA CANNABIS

Farmacocinetica ed Effetti della Cannabis

    In linea generale, tenendo conto delle molteplici variabili che danno l’effetto finale, il soggetto avverte: un senso di euforia, rilassamento e benessere; in un contesto sociale, la tendenza ad una maggiore loquacità e risate contagiose (basta molto poco, e spesso senza alcuna ragione apparente, che scoppino risate incontrollabili); la sensazione di avere una maggiore sensibilità fisica ed emotiva; il pensiero pare più libero e più “creativo” del solito e si possono avere condizioni di introspezione e trasognanti e il rilassamento può indurre stati soporosi (sonnolenza) o un vero sonno.

    Nell’uomo la dose di THC necessaria per produrre i suoi effetti varia tra 2 e 20 mg.Quando la cannabis viene fumata, il THC è rapidamente assorbito, è riscontrabile nel plasma nel giro di pochi secondi e qui raggiunge un picco dopo 3-10 minuti. Ogni “puff” (aspirazione) rappresenta una sorta di bolo della sostanza che viene rilasciata nel sistema circolatorio attraverso l‟estesa via capillare che circonda gli alveoli polmonari.Il sistema nervoso centrale viene raggiunto dal composto in circa 5 min.; si stima inoltre che solo 1% di THC contenuto in uno spinello si ritrova nel cervello.

    Gli effetti del fumo della cannabis iniziano nel giro di qualche minuto, raggiungono il massimo intorno ai 20 minuti e permangono per 2-3 ore.Quando la cannabis, invece, viene “mangiata” gli effetti sono più lenti ma permangono più a lungo, raggiungendo il massimo dopo 3-4 ore dall‟ingestione e scomparendo dopo 6-8 ore.Per ottenere i maggiori effetti dalla “inalazione” del fumo di marijuana è importante trattenere a lungo il fumo nei polmoni.La percentuale di THC presente nello spinello che raggiunge il flusso sanguigno oscilla tra il 10 e il 50%. Circa il 30% della perdita è dovuta al fatto che la molecola è bruciata durante il fumo, perché assorbita in parte o perché resta bloccata nella sigaretta.I fumatori di cannabis inesperti e saltuari assorbono approssimativamente il 10–14 % del THC disponibile, mentre gli utilizzatori regolari assorbono una quantità doppia, probabilmente perché acquisiscono una tecnica nel fumare più efficiente che consente loro di trattenere il fumo nei polmoni più a lungo.Per quanto riguarda gli altri cannabinoidi, la quantità assorbita oscilla tra il 30% per il CBD e il 38% per il CBN.Il metabolismo del THC ha inizio dopo circa 10 minuti ed avviene nel fegato con il coinvolgimento di diversi enzimi, alcuni dei quali sono inibiti dal CBD (che può quindi alterare il suo metabolismo). Il THC genera 7 metaboliti maggiori e circa 25 altri metaboliti potenzialmente attivi.Il THC è inoltre trasformato in una molecola non-psicoattiva, che è escreta nelle urine. Solo tracce dell‟originale THC possono essere riscontrate nelle urine.Poichè il THC (come tutti i cannabinoidi) è una molecola altamente solubile nei grassi, presenta un‟estesa distribuzione e i suoi livelli plasmatici diminuiscono rapidamente dopo 30 minuti. Inoltre, i suoi principali metaboliti sono eliminati lentamente dal corpo poichè sono accumulati nel tessuto adiposo e da qui lentamente rilasciati nel flusso sanguigno. L‟eliminazione completa si ottiene, infatti, dopo cinque settimane.Pertanto un utilizzo ripetuto della cannabis porta ad un accumulo di cannabinoidi nei tessuti ricchi di lipidi, compreso il cervello.L‟elevata liposolubilità dei cannabinoidi e la lenta eliminazione dall‟organismo li distingue da altre sostanze come ad es. l‟alcol; tra l‟altro la lenta eliminazione del THC spiega anche la ridotta intensità della sindrome astinenziale e la ragione per cui gli esami tossicologici urinari possono risultare positivi per molto tempo.

    Effetti della Cannabis

    Una delle proprietà dei cannabinoidi è la grande varietà di effetti farmacologici da essi prodotti ma che dipendono anche dal soggetto, dalle aspettative, dalla qualità della cannabis, da quanto è “tagliata”, dal modo di fumare, dalle circostanze.Come prima riportato i cannabinoidi sono di norma assunti attraverso il fumo o, meno frequentemente, ingeriti o vaporizzati.

    L’esistenza di un complesso sistema degli endocannabinoidi presente nell’organismo e l’interazione tra i fitocannabinoidi e questo sistema spiega i numerosissimi effetti della cannabis che influenzano il movimento,la coordinazione, la reattività, la memoria, l’apprendimento, gli effetti di ricompensa ed anche la possibilità di indurre dipendenza.Le regioni cerebrali implicate in questi effetti sono particolarmente ricche di recettori per i cannabinoidi ai quali si legano ed è questo legame che consente di avviare gli effetti.

    A piccole dosi la cannabis produce euforia, sedazione, rilassamento, assopimento e in un certo senso questi effetti sono simili a quelli causati dall‟alcol.Ad alte dosi il THC produce effetti allucinogeni.

    Altri segni sono caratteristici dello stato di intossicazione da cannabis:

    – l’aumento del battito cardiaco, più consistente nei primi 10–20 minuti dopodiché scende rapidamente;

    – la pressione aumenta quando la persona è seduta e diminuisce quando sta in piedi (ipotensioneposturale) causando debolezza e vertigini;- l‟arrossamento congiuntivale, mentre il diametro pupilare non subisce modificazioni;

    – secchezza delle fauci (bocca e gola si seccano);

    -“senso di fame” per stimolazione da parte dei cannabinoidi del centro dell‟appetito e del sistema dellagratificazione; mangiare diventa particolarmente gustoso, piacevole.

    La cannabis, data l’azione in parte allucinogena, può determinare distorsioni visive, uditive, del tempo e dello spazio ed intensificazione delle esperienze sensoriali (incremento della acuità visiva, sagome colorate, i suoni si “sentono in maniera più accentuata o distorti ed è tipico il riportato piacere nell‟ascoltare la musica); non si possono poi escludere effetti acuti soggettivi in relazione anche alla dose di THC assunta.La memoria a breve termine e l‟attenzione sono compromesse; pensare o concentrarsi diventa molto difficile.

    L’alterazione della coordinazione motoria è spesso molto visibile con un‟andatura da “fatto”, da ubriaco;

    Possono presentarsi inoltre effetti di cattivo umore (la cosiddetta paranoia) e questo soprattutto nei consumatori inesperti in seguito all‟assunzione di quantità consistenti, in dipendenza dal precedente stato emotivo del consumatore o se il contesto ambientale non è favorevole.I più comuni di questi effetti sono ansia e paranoia, depersonalizzazione (una perdita del senso dell‟identità personale o dell‟auto riconoscimento), panico, reazioni disforiche con disorientamento, depressione, delusioni, illusioni e allucinazioni.

    Tutti questi effetti generalmente scompaiono dopo poche ore.

    (Tratto da: Centro Studi sulle Dipendenze Patologiche, Dipartimento di Farmacologia Giorgio Segre, Università degli Studi di Siena)

    TRAINSPOTTING 18 ANNI DOPO. COME CAMBIA, BEVE E BRUCIA EDIMBURGO

    di Andrea Lattanzi pubblicato in www.riotvan.net/1308-2/

    18 anni fa usciva il film Trainspotting, tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore scozzese Irvine Welsh.

    Cult di una generazione e ritratto, al tempo stesso, di un pezzo di Scozia che molti vorrebbero dimenticare ma che in qualche modo continua a vivere fra le strade di Edimburgo.

    Nel 2009 il Guardian lo aveva detto: la trainspotting generation, arrivata alla soglia dei quarant’anni, stava morendo giovane. Oggi i tossicodipendenti alla luce del sole sono molti meno, sebbene non manchi di imbattersi ancora nel più classico dei junkies appena si mette piede fuori dalla centralissima Princess Street. Del resto, i fiumi di eroina che scorrevano su Leith Walk, così ben raccontata da Welsh nel 1993, sono stati quasi totalmente prosciugati dalla stretta azione del governo locale. Trovare una dose a Edimburgo nel 2014 è molto più difficile che negli anni Ottanta e Novanta. Ma dov’è, d’altronde, che non lo è diventato?

    Mark Renton, il protagonista del film, quello che in principio aveva scelto di non scegliere la vita, se ripercorresse oggi quei primi cinque minuti di pellicola scappando dalla security di un negozio appena svaligiato, troverebbe una città molto diversa, dove sono cambiati locali, negozi e architetture.

    Cominciamo allora proprio da quella storica fuga, accompagnata dalle note di Iggy Pop e dal nichilistico monologo di Mark sul senso della vita e dell’eroina.

    “Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete la famiglia; scegliete un maxitelevisore del cazzo; scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici”.

    Lust for life. In Princess Street arriva Zara al posto di John Menzies Bookstore

    Lust for life. In Princess Street arriva Zara al posto di John Menzies Bookstore

     

    Ve lo ricordate giusto? Mentre Mark corre di fianco a Spud si vedono molti negozi, fra i quali l’immancabile Mark & Spencer, che c’è ancora e, – nel frame in foto – il “mitico” John Menzies Bookstore. Oggi, ci viene confermato da alcuni locals, al posto di quest’ultimo chiuso nel 1998 c’è uno store di Zara.

     

    Le scale di Calton Road. Cambia il ponte ma il Black Bull è sempre al suo posto. Spunta una galleria d'arte contemporanea

    Le scale di Calton Road. Cambia il ponte ma il Black Bull è sempre al suo posto. Spunta una galleria d’arte contemporanea

     

    Arrivando in fondo a Princess Street e girando a sinistra si imbocca la prima parte di Leith Walk. Se si fa attenzione, sulla destra, si trova la scalinata fatta in fretta e furia da Mark Renton. Oggi il Black Bull Tavern Pub, aperto nei gloriosi Seventies, è ancora al suo posto e cinque anni fa ha deposto sul muro che costeggia i gradini la sua insegna. Il pub si fregia del titolo di “più antico rock bar di Edimburgo”. Le Ale servite sono ottime e la musica pure. Se non dovete scappare da nessuno fateci un salto. Personale simpatico e clientela squisitamente scozzese.

     

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    Il ponte in uscita da St. Ninian’s Road

     

    A cambiare invece è stato il ponte che si vede alle spalle di Mark un attimo prima di essere urtato da un’auto in uscita da St. Ninian’s Road. La struttura di ferro e acciaio, che connette Leith Walk con il centro commerciale St James shopping centre è stata inaugurata nel 2003.

    Mentre Mark ride in faccia al conducente dell’auto che lo ha appena investito, Spud prosegue la sua corsa verso un tunnel posto in fondo a Calton Road, che immette sul retro della centralissima Waverley Railway Station. La piacevole sorpresa è stata scoprire che nel 1998 ha aperto la Ingleby Gallery, spazio dedicato al contemporaneo e alle opere di artisti emergenti (in foto si distingue l’edificio grigio con il logo sferico bianco e blu.

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    Il tunnel in fondo a Calton Road

     Nel film Trainspotting, girato quasi interamente a Glasgow, le cosiddette scene memorabili sono innumerevoli. Certamente, però, nei ricordi di ognuno di noi rimarrà quella in cui Francis Begbie, alcolizzato bipolare dai baffi e dagli occhi diabolici, scatena una rissa in un pub lanciandosi alle spalle un boccale da una zona soppalcata. Begbie ha appena raccontato agli amici la “sua” versione dei fatti circa una partita a stecca, che lo ha visto gloriosamente vincitore. In realtà, si scoprirà poi, le cose erano andate molto diversamente e Begbie, completamente stordito dall’alcol, non era riuscito a mandare in buca una nera facile facile, dando la colpa a un ragazzino che stava sgranocchiando patatine.

    continua su www.riotvan.net/1308-2/

    Articolo sul rinascimento psichedelico in medicina

    Articolo di Internazionale sulla riscoperta degli psichedelici da parte della ricerca medica. Si parla anche dell'uso di Iboga contro le dipendenze da droghe pesanti e in particolare eroina: http://www.internazionale.it/opinione/vanni-santoni/2017/01/01/psichedel...

    Presentazione a Roma di "Kambo e Iboga" di Giovanni Lattanzi

     

    Sarà presentato lunedì 19 dicembre 2016, ore 19:30, presso il Centro Spazio Interiore (Via Vincenzo Coronelli, 46 - Roma, zona Pigneto), "Kambo e Iboga. Medicine sciamaniche in sinergia" (Bibliosofica)

    Vietare il Kratom. Anzi no…

     

    Luca Simonetti, psiconauta, scrive sugli usi del Kratom per la rubrica di Fuoriluogo su il Manifesto del 7 dicembre 2016.

    Il governo USA  ha preso una decisione inaspettata quando ha ignorato la richiesta della DEA di mettere al bando il Kratom (Mitragyna Speciosa), pianta originaria del sud est Asiatico con  effetti oppiacei e stimolanti al tempo stesso, avendo una varietà di ingredienti attivi, alcuni con effetto sui recettori mu e altri blandamente stimolanti.

    La DEA voleva mettere al bando questa pianta nel settembre 2016, ma quando la notizia si è diffusa, è scattata  una petizione che ha avuto molto successo, tanto da far cambiare idea al governo, che adesso si affiderà a un panel di esperti per valutare gli effetti sulla salute di questa pianta e il suo reale, eventuale impatto  sulla salute pubblica.

    Il Kratom in un contesto come quella americano, nel pieno di una vera e propria epidemia di abuso sia di oppiodi farmaceutici quali ossicodone e hydrocodone, sia di eroina, può letteralmente salvare la vita ad una persona afflitta dalla dipendenza.  Può essere usato efficacemente per eliminare i sintomi di astinenza, eliminando sia il craving psicologico sia i sintomi fisici; può essere usato come terapia di mantenimento alternativa in maniera domestica da persone che non hanno accesso o comunque  non possono permettersi una terapia col metadone o il suboxone. Molte persone non si rivolgono alle cliniche per paura di perdere il lavoro, per questioni di privacy e anche per il costo. A differenza di paesi come l’Italia, ci sono cliniche in certi stati americani che fanno pagare la terapia con la buprenorfina fino a 200 dollari al mese.

    Il Kratom ovviamente avendo effetti euforici può anche essere usato come sostanza ricreativa e in alcuni casi abusato, può sicuramente causare nel lungo termine con l’uso quotidiano gli stessi problemi di dipendenza degli oppioidi tradizionali, però le sue proprietà terapeutiche e il suo ruolo di “lifesaver” per una moltitudine di consumatori non possono essere ignorati.

    Molte volte da parte dei media e dei politici, piante come questa  vengono associate al mondo delle cosiddette nuove droghe. Nonostante il Kratom sia venduto su internet e negli smart shop non è assolutamente da confondere con le nuove sostanze di sintesi che mimano  gli effetti di droghe già illegali. La Mitragyna Speciosa ha una lunghissima storia di utilizzo tradizionale nei paesi del Sudest Asiatico, le foglie masticate sono molto popolari tra i lavoratori agricoli, che ne apprezzano gli effetti sia stimolanti sia analgesici. In Malesia,  paese dove il Kratom è illegale da decenni, c’è una campagna in atto da parte di alcuni ricercatori universitari e esperti del settore medico, impegnati nello studio delle applicazioni mediche di questa pianta, per chiedere al governo di considerare la  legalizzazione della pianta. Gli esperti considerano l’eventuale utilizzo di estratti degli ingredienti attivi da usare sia nella terapia anti-dolorifica sia in quella di detox graduale per i dipendenti da oppioidi.

    L’Italia purtroppo l’ha aggiunta,  in sordina e senza consultare esperti, nella tabella delle sostanze proibite nell’agosto 2016,  in sintonia con il Psychoactive Bill approvato dalla Gran Bretagna la scorsa primavera, con cui il governo ha reso illegali  sia tutti i research chemicals sia piante quali Salvia Divinorum e Kratom, senza fare una vera analisi dell’eventuale pericolo di ogni singola sostanza.  

    Purtroppo la messa in tabella qui in Italia preclude la possibilità non solo di usare questa pianta in modo ricreativo ma anche di beneficiare dei suoi indubbi potenziali medici, come alternativa naturale agli antidolorifici oppiacei e  come terapia di mantenimento.

    Contenuto Redazionale CANNABISM

    dal mese di Ottobre  è on line "CANNABISM “ (Cannabis Self Management) sul sito   http://cannabism.fuoriluogo.it 

    Cannabism è un servizio pensato per tutti i consumatori di cannabis che ritengono di poter migliorare e controllare il loro consumo quotidiano al fine di raggiungere un maggiore equilibrio e una più alta consapevolezza nella vita di tutti i giorni. Il percorso di automonitoraggio è il risultato di un progetto realizzato da Forum Droghe e CNCAe la collaborazione dell’Azienda Sanitaria di Firenze. grazie al finanziamento di Regione Toscana  
    CANNABISM propone  uno strumento di automonitoraggio rivolto ai consumatori di cannabis (THC), cioè uno strumento per valutare l'indice di problematicità del proprio consumo. Il percorso Si articola in più fasi ed ogni utente può decidere di interromperlo in qualsiasi momento lo ritenga opportuno tutto in modo personalizzato ed anonimo. il percorso assistito da  operatori che da anni lavorano sulla riduzione del danno e su percorsi di uso consapevole delle sostanze attraverso scambi via mail e via chat, prevede un test di valutazione sul proprio consumo e successivamente alcune chat ( fino a tre per ogni percorso) che l’utente può concordare , inoltre sono disponibili on line  alcuni strumenti per facilitare un lavoro di analisi e di cambiamento sullo stile di consumo. 
    Il percorso è assolutamente gratuito e dal mese di Novembre sarà accessibile anche da  http://www.sostanze.info/ 

    "Kambo e Iboga. Medicine sciamaniche in sinergia" di Giovanni Lattanzi

     

    "Kambo e Iboga. Medicine sciamaniche in sinergia" di Giovanni Lattanzi, edito da Bibliosofica, è il primo libro in Italia che tratta, e lo fa in modo dettagliato ed esaustivo, dei due enteogeni kambo e iboga (svolgono da millenni un ruolo fondamentale nella cultura sciamanica, e non solo, delle tribù dell'Amazzonia e nelle popolazioni dell'Africa centro occidentale) e del loro uso combinato, il tutto con una raccolta di ricerche antropologiche e scientifiche, oltre a testimonianze ed interviste. Nel volume trovano spazio, inoltre, anche gli importanti e pionieristici studi di Vittorio Erspamer, noto farmacologo scopritore della serotonina, nonché candidato al Premio Nobel per la Medicina, e la letteratura sciamanica del celebre scrittore peruviano Carlos Castaneda.

    Giovanni Lattanzi è il primo curandero europeo (ma anche pittore ed autore di poesie) ad aver elaborato un metodo di guarigione spirituale usando proprio una sinergia di kambo e iboga, applicando il primo sui Meridiani secondo le indicazioni della Medicina Tradizionale Cinese e somministrando la corteccia di iboga ad alto e basso dosaggio. 

     

     

     Per altre info, visitare il sito della casa editrice Bibliosofica. 

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