Informazioni, esperienze e notizie sulle sostanze psicoattive. Pubblica anche tu.

Domande agli Operatori

Cerca nell'archivio di 38212 risposte, o fai una nuova domanda, anche in forma anonima.

Scrivi una domanda e clicca su Invia (max. 250 caratteri).
  • Un nostro Operatore autorizzato (vedi chi siamo) risponderà presto alla tua domanda.
  • Il tempo di risposta potrebbe variare a seconda della difficoltà del quesito.
  • La domanda sarà nascosta a tutti finché non verrà pubblicata assieme alla risposta.
  • Una volta pubblicata, la risposta sarà leggibile a tutti nell'archivio. Se preferisci una risposta privata, usa il modulo di contatto.
Facoltativo: inserisci il tuo indirizzo email se vuoi ricevere un avviso quando verrà pubblicata la risposta.
Refresh Type the characters you see in this picture. Type the characters you see in the picture; if you can't read them, submit the form and a new image will be generated. Not case sensitive.
Annulla
Cliccando su Invia autorizzi il trattamento dei tuoi dati personali solo ed esclusivamente per rendere possibile questo servizio, secondo la policy del sito. Tali dati sono strettamente confidenziali e non saranno divulgati in alcun modo.

Novità tutte le sostanze, Articolo

Registrazione di nuovi casi di intossicazione acuta associati all’uso dei cannabinoidi sintetici 5F- APINACA e AB-FUBINACA in Italia

Aggiornamento Allerta grado 3 – “Registrazione di nuovi casi di intossicazione acuta associati all’uso dei cannabinoidi sintetici 5F- APINACA e AB-FUBINACA in Italia; numerose identificazioni di cannabinoidi in materiali posti sotto sequestro e identificazione, per la prima volta sul territorio nazionale, dei cannabinoidi 2NE1, 5F- ADBICA, AB-FUBINACA, BB-22, AB-CHMINACA. 

A seguito dell’attivazione della prima Allerta “Individuazione del cannabinoide sintetico JWH-018 in un prodotto denominato “n-Joy” acquistabile su Internet e negli smart shop” e dei successivi aggiornamenti, l’ultimo dei quali l’Aggiornamento Allerta grado 3, il Sistema Nazionale di Allerta Precoce ha ricevuto 3 nuove segnalazioni di casi di intossicazione acuta associati all’assunzione di cannabinoidi sintetici e 11 nuove segnalazioni di casi di sequestro di cannabinoidi vari, inclusa l’identificazione, per la prima volta in Italia, dei cannabinoidi sintetici 2NE1, 5F-ADBICA, AB-FUBINACA, BB-22; AB-CHMINACA.

Dati rilevati 

A gennaio 2015, la Direzione Centrale Analisi Merceologica – Roma, ha segnalato l’identificazione del cannabinoide sintetico AM-2201 in materiale sequestrato da funzionari doganali e da militari della Guardia di Finanza, con il supporto di unità cinofile, durante un controllo effettuato al valico di Ponte Chiasso.

La sostanza dava esito negativo al narcotest e il possessore sosteneva che si trattasse di materiale fertilizzante. Tenuto conto del particolare tipo di occultamento e delle dubbie dichiarazioni del conducente, quattordici campioni (uno per panetto) sono stati inviati al Laboratorio chimico di Milano – Agenzia delle Dogane.

Il solido polveroso risultava completamente solubile in metanolo e dopo screening analitico in GC-MS e FT-IR, in tutti i campioni è stata identificata la molecola AM-2201 (1-(5-fluoropentil)-3-(1- naftoil)indolo).

A giugno 2015, la Direzione Centrale Analisi Merceologica e Laboratori Chimici, ha segnalato l’identificazione dei cannabinoidi sintetici 5F-PB-22 e AB-CHMINACA su un campione costituito da 12 bustine, spedite a mezzo raccomandata dalla Spagna, sequestrate a maggio 2015 dalla Guardia di Finanza – I Gruppo di Genova.

Ciascuna bustina (dimensioni 8,5 x 6,0 cm), era etichettata con la dicitura “VERTEX ULTRA EXTREME INCENSE PIRATE EDITION”, e conteneva un trinciato vegetale di colore verde (1 grammo ciascuna).

Le molecole AB-CHMINACA e 5F-PB-22 sono state identificate mediante analisi in GC-MS dell’estratto metanolico del materiale vegetale dal Laboratorio chimico di Genova – Agenzia delle Dogane.

La destinazione d’uso del prodotto, secondo quanto riportato in etichetta, risulta essere quella di incenso – non per uso umano. Per la molecola AB-CHMINACA si tratta della prima segnalazione di identificazione sul territorio italiano, giunta all’attenzione del Sistema di Allerta. Le molecole AB-CHMINACA e 5F-PB-22 non sono incluse nelle Tabelle del D.P.R. 309/90 e s.m.i.

A giugno 2015, la Direzione Centrale Analisi Merceologica, ha segnalato l’identificazione dei cannabinoidi sintetici 5F-PB-22 e AKB-48F su un campione costituito da 62 bustine sequestrate ad aprile 2015 dalla Guardia di Finanza di Genova.

Ciascuna bustina (dimensioni 9,0 x 7,0 cm), era etichettata con la dicitura “PANDORA BOX” e conteneva un trinciato vegetale di colore verde del peso netto di un grammo.

Le molecole 5F-PB-22 e AKB-48F sono state identificate mediante analisi in GC-MS dell’estratto metanolico del materiale vegetale dal Laboratorio chimico di Genova – Agenzia delle Dogane. La destinazione d’uso del prodotto, secondo quanto riportato nel retro dell’etichetta, risulta essere quella di reagente per la ricerca.

Le molecole 5F-PB-22 e AKB-48F non sono incluse nelle Tabelle del D.P.R. 309/90 e s.m.i.

A luglio 2015, la Legione Carabinieri Emilia Romagna – Comando Provinciale di Bologna, ha segnalato l’identificazione del cannabinoide sintetico AB-FUBINACA in materiale posto sotto sequestro a seguito di un controllo operato nei confronti di un minore, a luglio 2015. Il reperto era costituito da un contenitore di plastica trasparente con tappo rosso a vite, all’interno del quale era presente una bustina di plastica verde aperta, contenente una sostanza vegetale di colore grigio chiaro. Le analisi del reperto eseguite dal Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti – Carabinieri di Bologna, hanno evidenziato la presenza del cannabinoide sintetico AB-FUBINACA.

Non è nota la destinazione d’uso del prodotto sequestrato. In Italia la molecola AB-FUBINACA non risulta inclusa nelle Tabelle del D.P.R. 309/90 e s.m.i.

A novembre 2015 il Centro Antiveleni di Pavia, ha segnalato due casi di intossicazione acuta da uso del cannabinoide sintetico 5F-APINACA (N-(1-adamantyl)-1-(5- fluoropentyl)indazole-3-carboxamide) in associazione con altre sostanze psicoattive, analiticamente confermate. Si tratta dei primi due casi di intossicazione associati a questo cannabinoide sintetico registrati dal Sistema Nazionale di Allerta Precoce in Italia.

A gennaio 2016 la struttura di Tossicologia Forense dell’Università di Firenze/A.O.U. Careggi ha segnalato un caso di intossicazione acuta da uso del cannabinoide sintetico AB-FUBINACA (N-[(1S)- 1-(aminocarbonil)-2metilpropil]1-1-[(4-fluorofenil)metil]1H-indazolo-3-carbossammide), analiticamente confermato.

Il caso ha riguardato una studentessa che dopo aver “fumato uno spinello”, aveva accusato un malore tale da essere portata in pronto soccorso a Firenze dove i Tossicologi del reparto di Tossicologia medica avevano riscontrato tachicardia e tremori agli arti. La paziente riferiva di aver accusato allucinazioni uditive e visive, instabilità di deambulazione ed un episodio di vomito. Le analisi tossicologiche nei campioni biologici (sangue ed urine) hanno rilevato la presenza della molecola AB-FUBINACA.

Si tratta del primo caso di intossicazione associato a questo cannabinoide sintetico registrato dal Sistema Nazionale di Allerta Precoce in Italia.

Casi di intossicazione acuta totali registrati in Italia: In Italia sale dunque a 47 il numero complessivo di intossicazioni acute da cannabinoidi sintetici (con positività analitica accertata) che hanno richiesto intervento medico d’urgenza, secondo quanto riportato al Sistema Nazionale di Allerta Precoce a partire dal 2010.

 

 

La vera storia dei tossicodipendenti scozzesi che hanno insegnato tutto al cast di Trainspotting

 Craig Broadley è immobile sotto la pioggia scrosciante di Kingston Bridge, un cavalcavia dell'autostrada che taglia Glasgow in due, con il telefono attaccato all'orecchio come se da quello dipendesse la sua vita.

In poco più di un anno ha speso più di 20.000 sterline [25.600 euro circa] in cocaina. Faceva il muratore, ma ha perso il lavoro e ora sta per perdere la sua compagna e la figlia. Piange disperatamente, singhiozza.

In linea c'è John Ferns del Calton Athletic Recovery Group—che ci è passato e con le droghe ha avuto esperienze che non potreste nemmeno immaginare—che gli sta dicendo che se continua così morirà. È il momento di prendere una decisione. Di scegliere.

Scegliete la vita. Scegliete un lavoro. Scegliete una carriera. Scegliete la famiglia. Scegliete un maxi televisore del cazzo. Scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. Ma perché dovrei fare una cosa così?

L'apertura di Trainspotting, il film che nel 1996 Danny Boyle ha tratto dal libro di Irvine Welsh, è così nota da essere quasi un cliché. Il film con Ewan McGregor, Robert Carlyle, Johnny Lee Miller e Kelly McDonald è un vero cult. Parlava della droga come mai l'avevamo vista sullo schermo—siringhe, sniffate, vomito, tutto nel cuore del disagio di Edimburgo. C'erano i club, le feste e il sesso. Poi c'erano i postumi, i down, le overdose e i viaggi orribili. segue su VICE.IT www.vice.com/it/read/calton-atlhletic-trainspotting-721

L’OMICIDIO STRADALE È LEGGE

 La legge, ecco cosa cambia

Il ddl fa diventare articoli autonomi del codice penale quelle fattispecie che finora sono state previste sotto forma di aggravante dei reati di omicidio colposo e di lesioni personali colpose. Per l’omicidio stradale potranno essere comminate pene fino a 12 anni, con particolari aggravanti per chi si dà alla fuga o guida senza patente o assicurazione. Per lesioni stradali – gravi o gravissime – la pena può arrivare fino a 7 anni, anche in questo caso con aggravanti omologhe a quelle per l’omicidio. Come pena accessoria resta la revoca della patente che, nei casi più gravi, potrà arrivare fino 30 anni. Prescrizione raddoppiata per i nuovi reati.

Un reato a sé

L’omicidio stradale colposo diventa reato a sé, graduato su tre varianti: resta la pena già prevista oggi (da 2 a 7 anni) nell’ipotesi base, quando cioè la morte sia stata causata violando il codice della strada. Ma la sanzione penale sale sensibilmente negli altri casi: chi infatti uccide una persona guidando in stato di ebbrezza grave, con un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi per litro, o sotto effetto di droghe rischia ora da 8 a 12 anni di carcere. Sarà invece punito con la reclusione da 5 a 10 anni l’omicida il cui tasso alcolemico superi 0,8 g/l oppure abbia causato l’incidente per condotte di particolare pericolosità (guida contromano, infrazioni ai semafori, sorpassi e inversioni a rischio).

Lesioni stradali

Ipotesi base invariata ma pene al rialzo se chi guida è ubriaco o drogato: da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime. Se comunque ha bevuto (soglia 0,8 g/l) o l’incidente è causato da manovre pericolose scatta la reclusione da un anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per le gravissime.

Conducenti di mezzi pesanti

L’ipotesi più grave di omicidio stradale (e di lesioni) si applica ai camionisti e agli autisti di autobus anche in presenza di un tasso alcolemico sopra gli 0,8 g/l.

Fuga del conducente

Se il conducente fugge dopo l’incidente scatta l’aumento di pena da un terzo a due terzi, e la pena non potrà comunque essere inferiore a 5 anni per l’omicidio e a 3 anni per le lesioni. Altre aggravanti sono previste se vi è la morte o lesioni di più persone oppure se si è alla guida senza patente o senza assicurazione. E’ inoltre stabilito il divieto di equivalenza o prevalenza delle attenuanti su alcune specifiche circostanze aggravanti. La pena è invece diminuita fino alla metà quando l’incidente non è conseguenza esclusiva dell’azione del colpevole.

Revoca della patente

In caso di condanna o patteggiamento (anche con la condizionale) per omicidio o lesioni stradali viene automaticamente revocata la patente. Una nuova patente sarà conseguibile solo dopo 15 (omicidio) o 5 anni (lesioni). Tale termine è però aumentato nelle ipotesi più gravi: se ad esempio il conducente è fuggito dopo l’omicidio stradale, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca. Qualora la patente sia di un altro Stato anziché la revoca vi sarà l’inibizione alla guida in Italia per un periodo analogo.

Raddoppio della prescrizione

Per il nuovo reato di omicidio stradale sono previsti il raddoppio dei termini di prescrizione e l’arresto obbligatorio in flagranza nel caso più grave (bevuta ‘pesante’ e droga). Negli altri casi l’arresto è facoltativo, restando però espressamente escluso, limitatamente alle lesioni, se il conducente presta subito soccorso. Il pm, inoltre, potrà chiedere per una sola volta di prorogare le indagini preliminari.

Perizie coattive

Il giudice può ordinare anche d’ufficio il prelievo coattivo di campioni biologici per determinare il dna. Nei casi urgenti e se un ritardo può pregiudicare le indagini, il prelievo coattivo può essere disposto anche dal pm.

corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/16_marzo_02/omicidio-stradale-rush-finale-battaglia-partita-firenze-ee044290-e081-11e5-b2b6-2550f04c767f_preview.shtml

Care, presa in carico “in armonia” contro la cocaina

Un centro residenziale per il trattamento della dipendenza, senza distacchi da lavoro e famiglia, tra moduli residenziali e ambulatoriali 

Presa in carico in armonia con le esigenze della persona, senza distacchi da famiglia o lavoro, un’alternanza tra moduli residenziali e ambulatoriali e un’alta personalizzazione del programma di trattamento, con costi ridotti rispetto alle comunità. Sono questi i punti di forza del progetto Care, un centro residenziale per il trattamento della dipendenza dalla cocaina realizzato nel Lazio grazie ad un finanziamento regionale nell’ambito della programmazione del Fondo regionale lotta alla Droga 2013-2015, in continuità con l’avvio del progetto dal 2011. Capofila la cooperativa sociale Il Cammino, ma alla realizzazione del progetto hanno partecipato anche la cooperativa Parsec, la Asl Frosinone, due Asl romane e con la collaborazione dell’Istituto Superiore di Sanità, del Centro Lacchiarella – Addiction Center (Regione Lombardia), l’Università D’Annunzio di Chieti e il dipartimento di Neuroscienze, Imaging e Scienze Cliniche.

www.romasette.it/care-presa-in-carico-in-armonia-per-dire-addio-alla-cocaina/

RISCHIO E DESIDERIO, a cura di P. Pacoda, NFC editore - soundwall.it

Pierfrancesco Pacoda è giornalista e saggista, tra i più attenti e competenti studiosi italiani di stili di vita e culture giovanili, in particolare quelle legate ai linguaggi musicali. Ha raccontato l’hip hop nostrano, nei libri “Potere alla Parola” e “Hip hop italiano”, e la scena delle piste da ballo, con “Sulle rotte del rave” e “Riviera Club Culture”. Sugli stessi temi scrive per D, L’Espresso e Il Resto del Carlino. Nel suo nuovo libro “Rischio e Desiderio” ha coordinato una serie di studiosi, scrittori e operatori per riflettere insieme sullo spinoso rapporto tra clubbing e droghe, cercando di individuare punti di vista inediti, retaggi culturali, responsabilità ma, soprattutto, soluzioni pratiche al problema. Al centro di questa complessa e articolata riflessione c’è, ovviamente, la figura del dj, interpretata in chiave antropologica e sociologica. Torna in mente un passaggio teorico fondamentale nel quale lo studioso dei media Lev Manovich affianca a quella figura la nascita di Photoshop, per raccontare le origini del concetto di post-modernità all’inizio degli anni ’80. Ecco: l’edonismo (assieme ai concetti di remix e cut-up) era una componente fondamentale di quel preciso momento storico nel quale, non a caso, affondano anche le radici della club culture. E se si riconosce il piacere come fine ultimo dell’uomo, rischio e desiderio sono due facce della stessa medaglia. Abbiamo approfittato dell’uscita del volume per un’intervista a Pierfrancesco Pacoda.

 www.soundwall.it/il-principio-edonistico-del-clubbing-unintervista-a-pierfrancesco-pacoda-a-proposito-dei-suoi-ultimi-libri/

Contenuto in evidenzaContenuto Redazionale NPS Project - Ricerca sulle Nuove Sostanze Psicotrope

Sostanze.info partecipa ad una ricerca europea finalizzata: "allo sviluppo di una conoscenza approfondita delle nuove sostanze che continuamente emergono sul mercato, e che ha come obiettivo quello di incrementare la consapevolezza dei rischi ad esse legati e di promuovere lo scambio di informazioni tra diversi soggetti che a vario titolo si occupano di identificazione delle sostanze da un punto di vista chimico, clinico e legale e di prevenzione del consumo"

Invitiamo quindi tutti i lettori che vi vogliono partecipare, a compilare il questionario - in forma totalmente anonima - pubblicato su questo link

docs.google.com/forms/d/1gGfNVYFYjQLC1WYojwlz_Wc_jnuxl62bxAAnPWcU36g/viewform

grazie

La Redazione

Cosa ho imparato al corso per coltivare cannabis a Milano

Vincenzo Ligresti su VICE.com

 Di botanica e giardinaggio non ho mai capito molto: oltre alle mie profonde lacune nelle scienze naturali, l'ultima possibilità che mi ero di recente concesso è caduta per una folata di vento di troppo dal settimo piano sfracellandosi a terra. Nessuno si è fracassato il cranio, ma due vittime ci sono state—la mia Aeonium tabuliforme, e con lei la voglia di avere a che fare con la coltivazione.

A quanto pare, chi ha un brutto rapporto con quest'attività è anche il gruppo dei giovani di Forza Nuova di Milano, e nei confronti di una pianta in particolare: la cannabis. La settimana scorsa infatti, dopo che il Comitato Cannabis Terapeutica Lombardia—espressione dei radicali dell'Associazione Enzo Tortora e dei Giovani Democratici di Milano—aveva annunciato un corso di "Coltivazione di Cannabis ad uso Terapeutico e Non," Lotta Studentesca ha protestato appendendo fuori da una sede cittadina del PD lo striscione "No alla droga per morire, sì agli ideali per combattere." Motivando l'azione, il responsabile di Lotta Studentesca Luca Bolis ha poi criticato l'uso "ludico" della cannabis, aggiungendo che l'obiettivo di "questa operazione di liberalizzazione delle droghe" sarebbe la creazione di una "massa di giovani uniformata ed assuefatta [...] e impossibilitata a ribellarsi."

Con una premessa del genere—unita all'articolo di Dagospia, che descriveva l'evento come un modo per "sentirsi trasgressivi senza rischiare nulla, magari guadagnandoci qualcosa"—il mio interesse per la lezione di autocoltivazione è cresciuto a dismisura. Online veniva spiegato che per iscriversi al corso, il secondo dal lancio dell'iniziativa, era necessario versare una quota di 15 euro, ottenendo in cambio la possibilità di seguire la lezione e ricevere in omaggio il piccolo manuale Marijuana in salotto, una spilla e "un seme di cannabis di una varietà ad alto contenuto di CBD." Volendo capire di persona cosa dovrebbero aspettarsi le persone interessate all'autocoltivazone e che tipo di uditori frequentino questi corsi, ho quindi deciso di...www.vice.com/it/read/ho-partecipato-al-corso-per-coltivare-la-cannabis-milano-776

Cocaina ed ecstasy purissime nei rave party: "Attenzione alle droghe bomba"

La droga acquistata a un rave a Capodanno e analizzata dall’Istituto Mario Negri risulta essere pura al 100%. Le uniche imperfezioni sono residui di lavorazione. L'esperto: "Un grosso rischio per il consumatore"

 «La cocaina era purissima e altrettanto dicasi per l’MdMa. Siamo rimasti sorpresi, tanto che abbiamo fatto le analisi due volte ma il risultato era sempre lo stesso: quasi 100%». Vi ricordate la droga comprata nella notte di San Silvestro in occasione di un rave in via Toffetti? Ebbene, l’abbiamo “testata” in laboratorio. In base ai risultati delle analisi effettuate dall’Istituto Mario Negri per le ricerche farmacologiche di via La Masa, quella acquistata era tutta sostanza inalterata da sostanze “da taglio”. Droga priva di additivi utilizzati in genere dagli spacciatori per aumentare le quantità vendute (e guadagnare di più), riducendo l’effetto percepito dal consumatore. Una vera e propria droga “bomba”.Ecco cosa intendeva dire il pusher quando parlava al cronista del Giorno di uno «zeroquattro intero». L’istituto Mario Negri conferma: «400 milligrammi di cocaina pura al 100%». Tutta droga. Potente e molto pericolosa. Le uniche «imperfezioni» rilevate dallo staff del dottor Ettore Zuccato riguardano due derivati dalla lavorazione delle foglie di coca. Dal produttore al consumatore, nessuna modifica. Lo stesso si può dire per l’ecstasy acquistata da un pusher romano, sempre nel supermarket della droga a cielo aperto messo su in via Toffetti, la notte di Capodanno come in altre serate: la pasticca era pura al 90%.

L’analisi scientifica è stata effettuata con una spettrometria di massa, metodo usato da anni. Lo spettrometro è un dispositivo elettronico in grado di rilevare la massa delle particelle, per capire da quali elementi è formato un composto. È avvenuta in due fasi, una qualitativa e la seconda di tipo quantitativo. Di qui la scoperta: «La dose venduta è in realtà di 240 milligrammi, ma il principio attivo di cocaina è presente per il 96% – spiega Zuccato –. Il restante 4% è composto da due isomeri derivati dalla produzione: la cis e la transcinnamoilcocaina». Una droga così potente che è insolita anche per gli addetti ai lavori. Nei casi migliori (se così si può dire, dal punto di vista del consumatore), la coca è tagliata al 40-60%. «A volte è presente anche solo al 10% – incalza Zuccato –. Ci si poteva aspettare di trovare inerti come il talco o altre sostanze che secondo il ‘popolo’ potenziano gli effetti della coca ma possono essere più tossici come invermectina e levamisolo, un farmaco. Nulla di tutto ciò». Un rischio. «È importante che il consumatore lo sappia – avverte Zuccato – perché altrimenti rischia di assumere il doppio o il triplo dello stesso principio attivo ‘sniffando’ una dose che in realtà è molto più forte di quelle comuni. Spesso accade che lo spacciatore non sappia di preciso cosa sta vendendo». La ‘bianca’ è una sostanza cardiotossica ed è possibile solo immaginare quali effetti possa indurre sul corpo di adolescenti intenzionati a sballarsi, come quelli del rave di Capodanno.

continua su www.ilgiorno.it/milano/droga-rave-1.1654937

Cannabis, la depenalizzazione è solo una sanatoria

 La depenalizzazione della coltivazione della cannabis è stata decisa oggi in Consiglio dei ministri, all’interno di un pacchetto più ampio di depenalizzazione, tra cui la guida senza patente.
Prima di cantare vittoria, che sia ben chiaro: non si tratta di una liberalizzazione, né tantomeno di un disegno di legge volto al libero utilizzo per fini personali della sostanza, nemmeno a scopi curativi. Di fatto, è una sorta di “sanatoria” riguardante quelle aziende che già coltivano cannabis per fini terapeutici. Per loro, qualora dovessero contravvenire alle motivazioni per cui hanno ottenuto l’autorizzazione alla coltivazione, d’ora in poi, anziché di illecito penale, si tratterà ora di illecito amministrativo, e la pena di un anno verrà sostituita con una sanzione da 5mila a 30mila euro.

cintinua su LEFT www.left.it/2016/01/15/cannabis-la-depenalizzazione-e-solo-una-sanatoria/

Francia: non contiene cannabis il farmaco sperimentale

18.30 Non è stato un farmaco contenente cannabis la causa della morte cerebrale di un uomo nell'ospedale di Rennes e del ricovero di altri cinque volontari che si erano sottoposti alla sperimentazione del prodotto. Il farmaco, ha precisato il ministro della Salute francese, Marisol Tourain, "non conteneva cannabis nè alcun derivato di questa". -

 

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-eb4205ac-c425-46bc...

Francia: farmaco sperimentale a base di cannabis uccide un paziente, 5 gravi

www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-01-15/francia-farmaco-

 Una persona è in coma cerebrale e cinque sono ricoverate nell'ospedale universitario di Rennes, in Bretagna, dopo aver preso parte alla sperimentazione clinica di un farmaco antidolorifico contenente «cannabinoidi», in sostanza un prodotto a base di cannabis. La cannabis è usata da tempo negli Usa per trattamenti terapeutici e proprio oggi il Consiglio dei Ministri ha varato il decreto che ne depenalizza l'uso.

Lo studio clinicoè stato condotto dalla società Biotrial, che proprio a Rennes ha un importante centro di ricerca medica ed è specializzata nel test dei farmaci, oltre ad avere più di venti anni di esperienza. Secondo fonti ancora non ufficiali, il test era messo a punto per Bial, il primo gruppo farmaceutico portoghese, fondato nel 1924. 

 
 

Le vittime erano volontari sani e si stavano sottoponendo alla prima fase del test, quella appunto in cui si tenta di «valutare la sicurezza dell'impiego, la tollerenza, i profili farmacologici di una molecola in persone sane». La sperimentazione è stata immediatamente sospesa e sono stati contattati tutti i partecipanti. Secondo BFM Tv, al test avevano partecipato otto persone in tutto, ma a due di esse era stato dato un “placebo”, le uniche che non hanno accusato alcun sintomo negativo. La procura di Rennes ha già aperto un'inchiesta.

Ogni anno migliaia di volontari, spesso studenti che vogliono cosi' pagarsi gli studi, partecipano alle sperimentazioni cliniche, ma incidenti di questo tipo sono rarissimi. Nel 2006, sei uomini furono ricoverati in terapia intensiva in un ospedale di Londra dopo il trial clinico di una nuova cura contro la leucemia. Cinque anni prima, un caso ben più grave, la morte di una donna 26enne, Ellen Roche, in perfetto stato di salute, che aveva partecipato in Usa alla sperimentazione clinica di un farmaco contro l'asma guidata dalla John Hopkins University.

 

Condividi contenuti