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Novità tutte le sostanze, Articolo

"L'Italia (potenziale) leader della marijuana terapeutica. Un business da 1,4 miliardi all'anno"

Secondo uno studio della Coldiretti, il nostro Paese potrebbe diventare uno dei leader nella coltivazione della cannabis per uso medico e generare 10mila posti di lavoro

MILANO - Forse è ancora presto per dire di aver scoperto un nuovo settore anticiclico. Ma per uscire dalla crisi, varrebbe la pena provarci. Secondo la Coldiretti, la principale associazione per la difesa degli interessi degli agricoltori, il nostro Paese sta sottovalutando uno dei business che avranno in futuro - ma nemmeno troppo lontano - grandi potenzialità di crescita: la coltivazione, trasformazione e commercio in italia della cannabis a scopo terapeutico."Per i bisogni dei pazienti in italia e all'estero è un business da 1,4 miliardi e può garantire almeno 10mila posti di lavoro dai campi ai flaconi". E' quanto sostiene uno studio redatto da Coldiretti/Ixè che è statp presentato al forum internazionale di Cernobbio dell'agricoltura e dell'alimentazione.Attualmente, rileva lo studio, il principio attivo viene importato dal ministero della sanità con un costo di circa 15 euro al grammo. "Una prima sperimentazione - afferma il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo - potrebbe aprire potenzialità enormi".Lo Studio, tra l'altro, rivela particolari poco conosciuti al grande pubblico. Negli anni Quaranta, per esempio, con  100mila ettari coltivati, l'italia era il primo produttore mondiale di cannabis sativa, simile alla varietà usata per scopi terapeutici. I decenni successivi, con una legislazione più repressiva, ha poi interrotto questa tradizione."L'agricoltura italiana - sottolinea Moncalvo - è pronta a recepire le disposizioni del governo e a collaborare per la creazione di una filiera capace di far fronte a una precisa richiesta di prodotti per la cura delle persone affette da malattia".Lo studio, inoltre, ricorda come secondo una recente statistica quasi due italiani su tre (64%) sono favorevoli a coltivare la cannabis per uso terapeutico. Il che potrebbe essere un primo passo per riaprire la discussione sulle politiche sulla lotta alle droghe, visto il fallimento delle legge più repressive.

anche in italia ora si sniffa oki

E' un farmaco, un antidolorifico: in moltissime case è disponibile, lì nel cassetto dei medicinali di mamma e papà. Ma anche se non ci fosse, è semplicissimo procurarselo fuori, dal momento che l'Oki si trova facilmente in commercio sia in farmacia sia nei "mercati paralleli" degli adolescenti. E sono proprio loro ad essere diventati consumatori, a volte anche abituali, di questo medicinale, che viene "sniffato", per procurarsi un po' di sballo. "Sempre più giovani mi confermano l'abitudine ad usare questi medicinali come sostituti a buon mercato di droghe, seguendo un trend diffuso negli Usa" spiega a Panorama.itEnrico Comi, esperto di prevenzione, che gira per le scuole a informare i ragazzi sui rischi che si corrono.

Qualche settimana fa aveva fatto scalpore la notizia di una scuola di Martellago, in provincia di Venezia, dove alcuni studenti dell'Istituto Matteotti erano stati colti in flagranza a "sniffare" l'Oki. Ma non si tratta di un episodio isolato, perché nella vicina scuola media ragazzini poco più che 12enni hanno confermato questa "moda". Anche dalla Puglia arrivano conferme, con segnalazioni da parte di genitori, che hanno scoperto che le bustine di antidolorifico custodite in casa erano sparite. "Anche nella provincia di Milano questa nuova tendenza è diffusissima: solo un anno fa, quando ne parlavo coi ragazzi delle scuole dove faccio prevenzione, mi sentivo rispondere che ne avevano sentito solo accennare. Ora, invece, mi confermano di conoscere molto bene questa nuova frontiera dello "sniffo", con cenni di consenso" racconta ancora Comi.

Eppure l'Oki non è l'unica "droga da strada" a cui ormai fanno ricorso i ragazzi per procurarsi lo "sballo". Enrico Comi, 47 anni, padre di tre figli, lascia infatti intendere che di "polvere bianca" da inalare ne esiste anche altra, a portata di mano, anche in casa dei genitori. Ma i ragazzi sono consapevoli dei rischi che corrono?

No, per niente. Sono invece convinti di poter smettere in qualsiasi momento. Quando però chiedo loro se conoscono qualcuno che ha smesso, rimangono spiazzati.  

Pensa che questa nuova "moda" sia l'anticamera dell'uso di droghe vere e proprie?

Non proprio, nel senso che ormai i ragazzi si accontentano di qualsiasi cosa trovino in circolazione: se trovano la marijuanafumano quella, se c'è cocaina a disposizione ne assumono, altrimenti si accontentano delle bustine di Oki. Non esiste più una droga prevalente, si adattano a qualunque sostanza sia reperibile e si abituano a un po' di tutto.

L'importante è trovare un po' di "sballo"?

Sì e proprio questo è l'aspetto più preoccupante: i ragazzi si stanno abituando (e in alcuni casi si sono già abituati) a vivere usando qualcosa per avere delle emozioni, che altrimenti non sono in grado di provare. E questo nonostante lo "sballo" provocato, ad esempio, dall'Oki sia relativo: gli studenti mi raccontano che dura poco, dà un po' di ebrezza, ma niente di più.

Eppure gli effetti collaterali possono essere anche molto gravi, dalle irritazioni alla mucosa ai disturbi gastrici, ecc. Si tratta comunque di una "moda" importata dall'estero, dagli Usa?

Sì, i primi casi sono stati segnalati lì e, tramite internet, è stato facile fare lo stesso anche qui.

Comi, dopo un passato da tossicodipendente e la riabilitazione in comunità, è riuscito a cambiare vita. Di sé dice di "aver riaconquistato la capacità di amare se stesso" e "la volontà di amare gli altrie la vita". E' padre di tre figli e co-autore dell'opera teatrale StupeFatto,premiata nel 2013 dal Presidente della Repubblica con la medaglia per l'impegno civile e sociale . Nel 2008 è stato nominato ambasciatore di Pace dalla Universal Peace Federation e nel 2006 ha ricevuto il premio della Fundation for Grug Free Europe di Bruxelles.

Cosa dice ai suoi tre figli e ai ragazzi che incontra quotidianamente?

Ai ragazzi parlo dei rischi per la salute, con un taglio scientifico, ma cerco anche e soprattutto di stimolarli e di farli ragionare.

Cosa ne pensa della liberalizzazione della marijuana?

Molti ritengono che si possa smettere di "farsi le canne" quando si vuole, ma non è così. Non sono contrario alla legalizzazione in se stessa, ma penso che ci siano dei forti interessi che spingono in questa direzione. La quantità ad uso personale già consentita oggi non è affatto bassa, al contrario è importante. Vede, se viene approvato l'uso di cannabis a livello terapeutico, è poi più semplice approvarne anche l'uso ricreativo. In quasi tutti i Paesi dove è consentito l'uso terapeutico, si è poi arrivati alla legalizzazione anche ad uso personale. Penso che ci sia una strategia ben precisa da parte di qualcuno che ha forti interessi a che ciò avvenga.

Panorama www.panorama.it/scienza/salute/droga-anche-in-italia-si-sniffa-oki/

Diagnosticata per la prima volta la dipendenza da Google Glass

Il paziente è un 31enne della marina militare americana con precedenti disturbi dell'umore. Dopo aver smesso di indossare il dispositivo per 18 al giorno per molto tempo, ha presentato i primi sintomi

 MENTRE IL DOTTORE gli parlava per capire come aiutarlo, lui si toccava continuamente la tempia con la mano destra come ad attivare le funzioni degli occhiali di Google. È così che il suo medico ha potuto diagnosticare la sua dipendenza da Google Glass. Il protagonista della storia è un 31enne americano in servizio nella marina militare. L'uomo, che in passato aveva presentato disturbi dell'umore, si trovava dal medico per curarsi da un'altra dipendenza: quella da alcol. Ma lo specialista si è accorto che nel giovane militare c'erano segni di un altro disagio: dopo l'uso intensivo del dispositivo, 18 ore al giorno, infatti, aveva iniziato a presentare dei disturbi.

Il suo caso ora è esaminato in uno studio condotto dal ricercatore Kathryn Yung e da un gruppo di colleghi. Ed è stato pubblicato su Addictive Behaviors: racconta l'esperienza di un uomo "con precedenti di disturbi dell'umore". Un quadro clinico un po' complesso, quindi, non solo imputabile all'uso intensivo del dispositivo indossabile. Quando l'uomo si è presentato nel centro che lo aveva in cura per i problemi già manifestati, i dottori hanno notato atteggiamenti un po' anomali: nel parlare si toccava spesso la tempia con la mano destra riproducendo lo stesso movimento che serve ad attivare alcune funzioni dei Glass. L'uomo è poi entrato in cura per 35 giorni e il dispositivo gli è stato vietato. "L'astinenza è stata peggiore di quando ho smesso con l'alcool", ha spiegato il 31enne che ha raccontato anche di aver visto i suoi sogni come filtrati dalla piccola lente a destra del dispositivo. L'uomo ha visto diminuire la sua irritabilità e migliorare la memoria. Fatta la premessa che i disturbi possono essere la somma del complesso dei problemi presentati dal paziente, secondo i ricercatori "questo può essere considerato il primo caso di dipendenza da Internet legato all'uso dei Google Glass".

Repubblica www.repubblica.it/tecnologia/2014/10/15/news/diagnosticata_per_la_prima_volta_la_dipendenza_da_google_glass-98186532/

USA, le prime 5 lobby anti-legalizzazione della cannabis per entità di investimento

1) Compagnie farmaceutiche

2) Produttori di alcolici

3) Sindacati di polizia

4) Prigioni private

5) Sindacati di guardie penitenziarie

capita a Savona

SAVONA - Lo scontro frontale, tremendo. Nicolino Squillaci, 78enne di Savona, resta a terra sull'asfalto colpito dalla moto, senza assicurazione, di Fulvio B., un carabiniere 47enne. Il pensionato, che stava attraversando lontano dalle strisce in via Boselli, viene immediatamente trasportato al pronto soccorso, ma per lui non c'è niente da fare. Muore sabato sera dopo cinque ore di disperati tentativi da parte dei medici per salvargli la vita.

  L'agente, fuori servizio al momento dell'incidente, dopo qualche momento di tensione, si rifiuta di sottoporsi all'alcoltest e viene accompagnato anche lui in ospedale dai carabinieri, con i testimoni presenti che protestano temendo un trattamento di favore.   Al pronto soccorso l'uomo da ancora in escandescenza e viene calmato solo grazie all'intervento dei colleghi. I medici gli forniscono le cure necessarie e lo sottopongono agli esami del sangue. Esami, che nella giornata di domenica, hanno dato i loro risultati: il carabiniere è risultato positivo alla cocaina  e con un tasso alcolemico superiore a tre.    Subito dopo l'incidente, Orlando Pilutti, comandante della compagnia dei Carabinieri di Savona, a "Il Vostro Giornale", aveva chiarito: "Non vogliamo che ci siano equivoci. Abbiamo bisogno che le indagini siano complete e corrette per capire la dinamica dei fatti e le responsabilità del militare. Se ciò che si è detto dovesse essere corretto - aveva concluso - prenderemo i provvedimenti del caso, dal momento che si tratterebbe di comportamenti assolutamente condannabili e per nulla conciliabili con l'essere un carabiniere".

Infarto tra i giovani, la colpa spesso è della cocaina

 Cuore giovane a rischio per colpa della cocaina.

Secondo la Società italiana di prevenzione cardiovascolare se da un lato è diminuita la mortalità per infarto, dall'altro è aumentata la frequenza nei giovani a causa dell'uso sempre più frequente di sostanze stupefacenti come la cocaina. "La mortalità da infarto oggi è in riduzione - osservano gli esperti - siamo arrivati al di sotto del 5%, ma a preoccupare è l'aumento di incidenza di questa patologia tra i giovani che consumano cocaina".  

La cocaina è un potente vasocostrittore coronaricp. Secondo Bruno Trimarco, presidente della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (Siprec) "la cocaina è un potente vasocostrittore coronarico, è per questo che può creare l'infarto del miocardio e aritmie gravi, come - aggiunge - la fibrillazione ventricolare. Tra le varie sostanze è quella che in assoluto ha l'effetto vasocostrittivo più intenso. I soggetti che usano questa droga per inalazione, oltre ad essere come tutti esposti all'infarto, hanno frequentemente problemi legati anche al naso. L'uso di questo potente vasocostrittore, infatti, determina zone di necrosi proprio a livello delle narici nasali".

Rischio infiammazione coronarie per adolescenti non vaccinati  "Spesso - prosegue Trimarco - negli adolescenti l'infarto è legato anche a fenomeni infiammatori delle coronarie, come può accadere in corso di influenza per una coronarite virale. In realtà questo discorso va collegato a quello del vaccino: nel corso degli anni si è sviluppata nei suoi confronti una certa diffidenza, dunque si è ridotta la percentuale di soggetti che vi si sottoponevano. Di conseguenza, questo ha portato più spesso gli adolescenti a influenze e complicanze gravi come l'infarto".

Aumento casi tra i 30 e i 50 anni  "Piu' in generale - sottolinea il presidente della Siprec - si è abbassata l'età tipica dell'infarto. Un tempo si attestava poco al di sopra dei 50 anni, mentre oggi si verificano sempre più spesso casi di infarto tra i 30 e i 50 anni. Una vita più stressante, l'impiego di sostanze stupefacenti, il cambiamento delle abitudini igienico-dietetiche con prevalenza di cibi 'spazzatura' (ricchi di colesterolo e acidi grassi), ma anche la riduzione dell'attività fisica, sono tra le principali cause che hanno comportato un abbassamento della soglia di infarto".  

La crisi economica ha influito sugli infarti Secondo Trimarco, tra la cause del picco di infarti tra i più giovani ha influito anche la crisi economica. "Quest'anno come Siprec abbiamo pubblicato uno studio in cui si vede chiaramente come la crisi abbia portato ad una maggiore preoccupazione per gli aspetti economici - ricorda l'esperto - facendo ridurre l'attenzione nei confronti del proprio benessere fisico. Naturalmente chi ha perso il lavoro non pensa ad iscriversi in palestra, sia per una questione materiale legata ai soldi sia per una psicologica legata ad una sorta di depressione".  

Come preverire un arresto cardiaco Infine l'esperto suggerisce come prevenire l'infarto: "Bisogna fare molta attenzione al cibo - osserva - La regola, semplice, è sempre la stessa: l'apporto calorico deve essere proporzionato al consumo. Un importante determinante del rischio cardiovascolare, infatti, è l'obesitaà: oggi purtroppo sta aumentando soprattutto nei giovani, i quali - conclude -mangiano peggio e fanno meno attività fisica. Dunque quello che consiglio è dieta sana e una sana corsetta".

www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Infarto-tra-i-giovani-la-colpa-spesso-della-cocaina-767a6b5f-a87c-4e9f-a300-966b0bff4b14.html

SIGARETTE: QUANTO MI COSTATE IN €URO E IN SALUTE PERSA?

Negli ultimi anni abbiamo più volte rimosso i post e gli articoli di questi signori che sono semplicemente un link ad un sito commerciale e ci utilizzano per farsi gratuitamente pubblicità.

La Redazione

 

Dalla “droga da discoteca” una cura per la depressione

I ricercatori scoprono nella Ketamima – uno stupefacente illegale utilizzato per lo sballo dai frequentatori di discoteche – una sostanza capace di curare con successo la depressione, anche nelle forme gravi

 Chi frequenta i locali come le discoteche sa che cos’è la Ketamina, dato che vi sono persone che la utilizzano come mezzo per sballare. E’ una sostanza utilizzata sia in medicina veterinaria che per uso umano, ed è un anestetico dissociativo. Tuttavia, assunta in dosi particolari (in genere inferiori a quelle mediche) ha degli effetti paragonabili a psichedelici come LSD. Per questo motivo è purtroppo illegalmente diffusa in certi ambienti.

Ora, i ricercatori del Dipartimento di Psichiatria dell’Università di Oxford hanno scoperto che la Ketamina può curare con un certo successo la depressione, anche nelle forme gravi e nei pazienti che non rispondono alle cure standard. L’effetto, che differisce dagli antidepressivi tradizionali, è rapido ed efficace, riportano gli scienziati.
Lo studio, condotto dal dott. Rupert McShane e colleghi è stato pubblicato sulJournal of Psychopharmacology, e suggerisce che la Ketamina possa essere considerata un nuovo promettente antidepressivo che funziona in modo diverso dagli antidepressivi esistenti.

Come accennato, l’effetto si mostra particolarmente evidente nei pazienti chesoffrono di depressione grave, che dura da anni nonostante le molteplici terapie cui sono stati sottoposti.
Il team di ricerca ha sottoposto a trattamento con la Ketamina un primo gruppo di 45 pazienti affetti da depressione grave. In tutto sono state fornite circa 400 infusioni.
Sebbene molti pazienti così trattati abbiano sofferto di una ricaduta entro un giorno o due, il 29% ha sperimentato un beneficio che è durato almeno tre settimane, mentre per il 15% i benefici sono durati oltre due mesi, prima di avere una eventuale ricaduta.

I risultati si sono mostrati subito promettenti, e i ricercatori ora stanno valutando il modo di riuscire a mantenere l’effetto antidepressivo il più a lungo possibile, in modo da evitare ricadute.
Anche gli effetti collaterali pare siano minimi, dato che non vi sono stati effetti negativi sulle facoltà cognitive o sulla vescica. Alcuni pazienti hanno tuttavia sperimentato sintomi d’ansia o di malessere.
Ecco dunque come un farmaco, utilizzato anche in modo indiscriminato e pericoloso da certe persone, possa essere un aiuto per chi davvero ne avrebbe bisogno.
 La Stampa www.lastampa.it/2014/04/03/scienza/benessere/medicina/dalla-droga-da-discoteca-una-cura-per-la-depressione-TREmhjHSwyuKYDGamFCt4M/pagina.html

La ketamina causa gravi danni al fegato

Una ricerca pubblicata su Clinical Gastroenterology and Hepatology dimostra come l’utilizzo e l’abuso di ketamina, il noto anestetico, possa causare gravi danni al fegato

Attenzione all’uso della ketamina. Il noto anestetico dissociativo, utilizzato sia in ambito umano che veterinario, può essere causa di gravi danni al fegato.Questo quanto scoperto dai ricercatori dell’Università Cinese di Hong Kong con uno studio i cui risultati sono stati pubblicati su Clinical Gastroenterology and Hepatology.

La dott.ssa Grace Lai-Hung Wong e collleghi della CU hanno valutato gli effetti della ketamina su 297 soggetti che utilizzavano questa sostanza in modo continuativo e a causa di disfunzioni del tratto urinario. Per far ciò, i ricercatori hanno impiegato esami istologici e radiologici. La definizione di danno epatico è stata poi stimata basandosi su parametri quali un aumento e superamento di oltre due volte il limite del valore normale in un pannello biochimico epatico.
Sette pazienti con enzimi significativamente anormali sono stati sottoposti a biopsia epatica percutanea, mentre 6 pazienti sono stati invece sottoposti a risonanza magnetica colangiopancreatografia retrograda endoscopica (ERCP).

Dai risultati degli esami, i ricercatori hanno scoperto che la prevalenza di danno epatico è stata del 9,8% (colestatica in tutti i casi). In tutti i sette pazienti valutati dalla biopsia epatica si sono osservate lesioni del dotto biliare. Nonostante la giovane età, due pazienti presentavano una fibrosi a ponte. Infine, sono stati trovati dotti biliari dilatati o prominenti o senza ostruzioni o compressione estrinseca in tre dei 6 pazienti sottoposti a risonanza magnetica ERCP.
«L’abuso di ketamina sembra dunque portare a una dilatazione comune del dotto biliare, lesioni del dotto biliare e anche una significativa fibrosi del fegato», scrivono gli autori.

Ecco pertanto come l’uso non controllato o l’abuso di questa sostanza può essere assai dannoso per la salute in generale e del fegato – come suggerito in particolare da questo studio.
La ketamina è una sostanza che, se utilizzata in dosi inferiori a quelle terapeutiche, può avere effetti pari e superiori agli allucinogeni. Un uso sconsiderato può dare molti e pericolosi effetti collaterali. Per saperne di più si può visitare la pagina web dell’ASL di Casale Monferrato (AL) a questo indirizzo:www.aslal.it/Sezione.jsp?idSezione=1679.
 La Stampa www.lastampa.it/2014/10/10/scienza/benessere/medicina/la-ketamina-causa-gravi-danni-al-fegato-7zTeBAU9akPCrUNd7v7V2L/pagina.html

Schizofrenia, incidenti, malattie: tutti i danni della cannabis

 Se la cannabis non dà dipendenza allora non la danno nemmeno l’eroina e l’alcol»: è il commento del professor Wayne Hall, tra i massimi esperti dell’argomento e consulente per la World Health Organisation, che ha guidato uno studio ventennale sul consumo prolungato di marijuana.

Avvertenze ai consumatori

L’uso prolungato di cannabis impoverisce le capacità intellettuali, favorisce disturbi psichici (raddoppiando i rischi di diventare psicotici, soprattutto per gli adolescenti), riduce la capacità di guida e, per le donne incinte, aumenta i rischi che il bambino nasca sottopeso: è la conclusione di Wayne Hall che, nel presentare uno degli studi più imponenti sul consumo forte e prolungato di cannabis, avverte i consumatori con un’attenzione particolare verso i giovanissimi. 

Tutte le controindicazioni

Per quanto lo spinello in questi ultimi anni sia stato in parte “sdoganato”, esistono molte verità riguardo al suo uso prolungato che i forti consumatori devono sapere, secondo gli autori dello studio. Innanzitutto questa droga, benché classificata come leggera, causa una forte dipendenza: un ragazzino su sei tra coloro che ne fanno uso continuativo diventerà dipendente da questo stupefacente, con tutti i rischi e le implicazioni sociali e di salute di una addiction. In secondo luogo, per chi è mentalmente borderline può rappresentare una sorta di roulette russa, capace di risvegliare disturbi psicotici gravi e aumentare i rischi di schizofrenia. Emerge poi dalla ricerca che mettersi alla guida dopo aver fumato marijuana raddoppia i rischi di incidente, anche se, avvertono gli stessi scienziati, le statistiche sono di difficile interpretazione perché spesso il consumo di marijuana è associato a quello di alcol. Infine se si è in dolce attesa la cannabis aumenta i rischi che il nascituro sia sottopeso. Nonostante alcune confessioni da parte di insospettabili personaggi pubblici che hanno ammesso di aver dato qualche tiro, e nonostante un uso da parte dei giovani sempre più assimilabile alla sigaretta, la “canna” causa danni importanti e gravi, tanto da essere paragonata all’eroina e all’alcol.

Una droga sottovalutata

Ma le sue conseguenze sono spesso sottostimate e culturalmente è sempre più accettata. Gli autori della ricerca insistono anche sulle conseguenze sulla salute dell’uso a lungo termine della marijuana: «Sebbene non porti come l’eroina a una morte per overdose, esistono una serie di conseguenze a lungo termine molto gravi se non fatali: lo spinello rientra infatti nel novero delle cause di bronchiti, tumori, crisi respiratorie e attacchi cardiaci» commenta Hall. In più capitoli gli esperti sottolineano le controindicazioni in caso di malattia mentale, avvertendo che questa sostanza può scatenare definitivamente la malattia mentale, soprattutto se esiste una familiarità e soprattutto nel caso di consumo negli anni dell’adolescenza. I ricercatori ribadiscono la necessità di una campagna di sensibilizzazione mirata sulla marijuana, che chiarisca una volta per tutte che non si tratta di una safe drug.

Corriere della Sera www.corriere.it/salute/14_ottobre_07/schizofrenia-incidenti-malattie-tutti-danni-cannabis-827347ac-4e28-11e4-b38c-5070a4632162.shtml

Codice della strada, "ergastolo" della patente per chi uccide al volante: via libera alla Camera

 Arriva l'ergastolo della patente, ovvero la revoca a vita della patente a chi verrà accusato di omicidio colposo per una violazione del codice della stradale. La Camera darà in serata il primo via libera alla riforma del codice della strada che introduce, tra l'altro, anche le norme che prevedono anche il ritiro a vita della patente, il cosiddetto «ergastolo», e pone le basi per l'istituzione del reato di omicidio stradale. La delega dovrà poi passare al Senato. Soddisfatto il viceministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini, che biasima il duro ostruzionismo di M5S (che pure ha visto approvati diversi propri emendamenti al testo), un «assaggio» di quello che succederà durante il decreto legge sblocca Italia. Ecco le principali innovazioni che saranno introdotte dalla delega.

ERGASTOLO DELLA PATENTE. La patente verrà revocata a vita a chi verrà accusato di omicidio colposo per una violazione del codice della stradale. La revoca a vita sarà comunque prevista in caso di omicidio colposo effettuato da conducente alla guida con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l o sotto l'effetto di stupefacenti ovvero in caso di omicidio colposo con più vittime o con morte di una persona e lesioni di una o più persone

L'OMICIDIO STRADALE. la delega prevede la possibilità di introdurre nel codice penale, con una opportuna modifica, la fattispecie dell'omicidio commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale come necessariamente doloso e non colposo, in particolare se commesso da soggetti alla guida ubriachi o sotto l'effetto di stupefacenti.

PROVENTI MULTE PER PIÙ CONTROLLI. Una quota non inferiore al 15 per cento dei proventi delle multe riscosse da organi dello Stato andranno a un fondo per l'intensificazione dei controlli su strada e a un fondo per il finanziamento del piano nazionale di sicurezza stradale. -

IN CITTÀ A 30KM/ORA: La delega prevede la possibilità di ridurre dei limiti di velocità nelle aree urbane a 30 km/h nelle vicinanza di scuole, ospedali etc. -

PIÙ ATTENZIONE ALLE BICICLETTE. Promozione della sicurezza delle biciclette, in particolare per i ciclisti di età inferiore a 14 anni, e disposizioni per favorire l'accesso di biciclette, ciclomotori e motocicli nelle corsie riservate ai mezzi pubblici.

NOVITÀ PER STRISCE BLU. La multa per chi «sfora» il tempo del parcheggio sulle strisce blu dovrà essere «graduale» e tenere conto del tempo di permanenza illegittimo.

SCOOTER IN AUTOSTRADA. Arriva la possibilità di circolazione sulle autostrade e sulle superstrade per i motocicli di cilindrata superiore a 120 cc, se condotti da maggiorenni. In autostrada oggi possono circolare solo le moto sopra i 150cc.

LE BANCHE DATI. Verrà istituita una banca dati unica delle infrazioni stradali, ed i dati su veicoli e patenti potranno essere utilizzati liberamente in formato open source.

I PUNTI: Le sanzioni saranno graduate in funzione dell'effettiva pericolosità del comportamento. I punti verranno decurtati anche ai soggetti minorenni per le infrazioni a bordo dei ciclomotori, e non solo ai maggiorenni come accade oggi. -

REGOLAMENTAZIONE DEL CAR POOLING. Verrà introdotta una definizione di car pooling inteso come servizio di trasporto non remunerato basato sull'uso condiviso di veicoli privati tra due o più persone che debbano percorrere uno stesso itinerario. E via libera ai ciclo-taxi: è prevista la possibilità di «svolgere servizio di piazza con velocipedi».

SANZIONI PER CHI VIOLA 'PARCHEGGI ROSA' Parcheggiare indebitamente negli spazi assegnati dai Comuni al parcheggio per donne incinte o con bimbi piccoli, farà scattare multe e sanzioni.

ASSICURAZIONE CONTROLLATA TELEMATICAMENTE. Via libera a disposizioni per favorire la diffusione e l'installazione di sistemi telematici per rilevare lo stato della revisione e l'esistenza e la validità dell'assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile verso terzi del veicolo, nonchè se il veicolo è sottoposto ad una misura di sequestro o confisca penale o oggetto di denuncia di furto. E pene più aspre arriveranno per chi circolerà senza assicurazione.

www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/POLITICA/ergastolo_patente_delega_codice_strada_camera/notizie/947000.shtml

Come la Svizzera ritarda il declino dell’industria del tabacco

Di fronte al calo delle vendite di sigarette tradizionali, l’industria del tabacco si lancia a capofitto nella battaglia dei prodotti “a basso rischio”. Ben ancorata in Svizzera, è fortemente sostenuta dalla classe politica. Ma secondo gli esperti, ciò non basterà ad arginare il suo declino.

Due miliardi di dollari: è la somma investita da Philip Morris (PMI) per sviluppare e testare una nuova sigaretta che scalda il tabacco anziché bruciarlo. Battezzata “iQos”, è un dispositivo elettrico destinato a evitare gli effetti dannosi della combustione del tabacco e sarà messo progressivamente sul mercato dalla fine dell’anno. Se ne dovrebbero vendere 30 miliardi da qui al 2016, con utili annuali per 700 milioni di dollari.

Questo, almeno, secondo le previsioni della multinazionale, che si è rifiutata di aprire a swissinfo.ch le porte del suo centro di ricerca a Serrières, sulle rive del lago di Neuchâtel. Lì, oltre 300 ricercatori studiano in gran segreto delle alternative meno nocive alla buona, vecchia sigaretta.

«L’industria si trova agli inizi di un processo di trasformazione. Noi l’abbiamo previsto quando, dieci anni fa, abbiamo iniziato a lavorare allo sviluppo di prodotti potenzialmente capaci di ridurre i rischi», sottolinea Iro Antoniadu, portavoce di PMI. Ma il produttore della famosa Marlboro non è il solo a provarci.

Tutti gli attori del ramo sono alla ricerca del Graal - sigarette elettroniche, prodotti che scaldano il tabacco, inalatori di nicotina o ancora vaporizzatori di tabacco - per tentare di raggirare gli inasprimenti legislativi che imperversano sulla sigaretta tradizionale.

l'articolo prosegue qua:

 www.swissinfo.ch/ita/come-la-svizzera-ritarda-il-declino-dell-industria-del-tabacco/40799268

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