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Novità tutte le sostanze, Esperienza

..HO VINTO IO!!!

ciao gente,oggi da 4anni sono astinente dalle sostanze,e tra 2settimane finisco lo scalaggio del metadone!!!

oggi dico non calcolate minimamente le sostanze!!! un tempo avrei detto,che la gente che non usava sostanze era totalmente sfigata!!! invece NO la sfigata ero io !!!

io ho iniziato a usare sostanze andando a lavorare al bar dei miei vicini di casa,allora la sorella della mia vicina di casa,usava da tanto,io ero in un periodo dove la mia storia sentimentale con il mio ragazzo di allora si stava concludendo,non per scelta mia,quindi stavo male,avevo anche problemi di anoressia,e sapendo che le sostanze fanno dimagrire,la cosa mi attraeva parecchio,e di più nel farlo!!!

una sera la sorella della mia vicina di casa ,mi disse andiamo la vale,io sapevo benissimo cosa mi stesse dicendo e gli dissi di si..e da quel giorno nel giro di una settimana io presi l'astinenza da eroina,perchè diventò abitudinaria la cosa.. mi resi conto che ero in astineza,ma nessuno a quel punto mi diceva ,dagli un taglio a ste cose!!

anzi mi coinvolgevano di più !!!e io avevo piacere nel farmi coinvolgere!!!

poi conobbi lo spacciatore mi ci fidanzai e whalaaaa la mia rovina totale,eroina gratis cocaina gratis e tutto a volontà!!!

in questi casi,è grigia la cosa.. e io volevo perseverare in questo maledetto vortice!!!

la mia paura più grande in quel periodo era solo una ..mi facevo spesso 3 domande LA MIA VITA SARà PER SEMPRE QUESTA??CE LA FARò A USCIRNE??NON E VITA PER ME,COME POSSO FARE PER USCIRNE??? ma la soluzione a quei tempi io non  me la sapevo dare..!

MA OGGI SI.. OGGI SCHIFO,RIPUGNO,E ODIO LA GENTE E QUEL MONDO PUTREFATTO.. E RINGRAZIO DIO,CHE QUELLA SERA DEL 2008 MI PORTARONO IN HOSPEDALE,AVEVO IL CUORE A 125BATTITI AL MINUTO,STAVO MALE,IL MEDICO MI DISSE SE VAI AVANTI COSì,NON DURI MOLTO!!! da quel giorno,io chiusi i battenti,con quel mondo!!! e oggi,sono felice spendo un sacco di soldi per i vestiti va be,viaggio,lavoro e ho veramente voglia di vivere!!!

 

Lo so bene che la vita non è facile.. e per me non lo è mai stata!!!ma oggi posso dirvi che se i propi sogni si vuol avverare,bisogna lottare e coltivare!!! rassegnarsi e fuggire,non serve!!!

 

con affetto valentina!!!

 

da 1 a 0

RISPOSTA A CHI ARRIVA QUASI IN FONDO

Ho vissuto una situazione quantomeno analoga alla tua.negli anni in cui facevo uso, più volte avevo preso la decisione di smettere ma, come sappiamo capitare, ci ero altrettante volte ricaduto. Quindi di fatto avevo semplicemente sospeso temporaneamente, ma mai smesso. Di bugie se ne arrivano a dire tante, anche a chi più ti ama, ma se c'è una cosa che mi ha dato sempre fastidio, e tuttora me ne darebbe, é ingannare ME stesso. Smettere è un'altra cosa!!!Smettere in questo contesto è una parola sacra, non se ne deve abusare. Purtroppo, appunto per il mal uso che se ne fà, sentirla in bocca ad un tossico risulta moscia, falsa, spoglia di significato.Scusa la premessa, adesso vengo al punto.4 anni fa è scattata la fatidica molla dentro di me. Non sò bene come, non sò bene perchè, ma la molla è scattata. A ciò avrà partecipato anche l'aver messo in moto razionalità ed intelligenza, e soppresso l'autoinganno: Se di vita ce n'è una sola, e la si

vuole vivere, l'unico modo è non usare mai più l'eroina. chi non ha realizzato ciò, è ancora indietro. Sono tornato al Sert, e mi sono detto che sarebbe stata l'ultima volta. Anche il Sert va rivalutato, va rivalorizzato, per non esagerare dicendo sacralizzato. Per far ciò, a prescindere da quello che dicono gli operatori, molti dei quali ormai rassegnati, disillusi, bisogna considerarlo assolutamente come un luogo dove ti danno gli strumenti per aiutarti a Smettere, ad uccidere e seppellire il tuo problema, il tuo cancro. Lo si può frequentare più o meno a lungo, ma con l'unico fine sempre fermo e presente. Tornai quindi al sert con la massima fiducia nel dottore, ancora tenace e non disilluso, e con il dictat di non prendermi più in giro. Ho seguito la sua tabella di scalaggio, arrivando a 2mg senza difficoltà. Solo i primi mesi sono stati duri, ma non ho ceduto alla tentazione di rifarmi. Perchè Sò, e lo sò perchè non mi autoinganno più, che se ti rifai una sola volta sei semplicemente punto e a capo, e annulli, distruggi completamente in un solo istante tutti i sacrifici e le sofferenze che hai sopportato, e ti metti nella situazione di doverli rivivere un'altra volta, prima o poi. Dopo i primi tempi è svanita completamente anche la voglia psichica, ed ho iniziato un sereno scalaggio. A 2mg mi sono fermato un pò più a lungo, perchè ad un tentativo di dimezzare mi sono trovato un pò male. Non tanto, un pò, ma in quel momento non me la sentivo di sopportare questo pò. quando me la sono sentita, in accordo col dottore, sono passato ad 1mg, stavolta senza patimenti. Dopo qualche mese ho detto al dottore che era il momento di provare a fare un ulteriore passo, che mi avrebbe portato al superamento del problema, alla liberazione. Qui arrivano le note dolenti, ma già premetto, superabili. Il dottore, ottimo peraltro, era convinto, e tale convinzione è abbastanza unanime, che 1mg di suboxone sia dosaggio talmente basso da considerarlo quasi placebo. Mi ha detto così di assumerlo a giorni alterni, poi ogni tre giorni. Io non ci riuscivo, nemmeno un giorno si e uno no! Non riuscivo a far capire al dottore che l'ostacolo non era una questione solo psicologica, ma c'erano dei disagi fisici reali, seppur non mastodontici. Io mi ero abituato a star bene, e non me la sentivo di star malino. Scalare col suboxone è facile ma, arrivati al minimo, diventa difficile, perchè non ti danno più gli strumenti per il micropasso finale, il più importante. Come dicevi, le pasticche sono difficilmente divisibili. Osservai che esisterebbero pasticche da 0,5mg, e gli garantii che per i casi come il mio sarebbero state di enorme aiuto. Disse che i Sert non le avevano, non mi voleva capire. Qui mi deluse. Provai un senso di sconforto simile al tuo, un terrore di non uscire da quella situazione. A questo punto, raccolte le forze e affrontate le paure, ho posto fine alla mia terapia di scalaggio ufficiale e guidata, che mi ha condotto a quel punto con ottimo esito, ed ho intrapreso una mia personale terapia fai da te. Dico purtroppo, perchè avrei preferito stabilirla col dottore. Ho iniziato a dividere le pastichhe da 2mg in 3 parti. Anche se non vengono precise, ti garantisco non c'é nessunissimo problema, perchè l'effetto dura più di 24 ore, e conta la quantità media che assumi nei giorni, non la specifica di giorno in giorno. Ovvio che cercavo di dividerle meglio possibile. Per un periodo ho assunto così circa 0,7mg al giorno(quindi cmq esattamente 2mg ogni 3 giorni.) Benissimo, nessun disagio rilevante o rilevabile! Il blister che mi davano al Sert invece che durarmi due settimane mi durava così 21 giorni. L'infermiera e il dottore ne erano contenti, si fidavano e mi lasciavano fare. Dopo un periodo, quando me la sono sentita, ho diviso la pasticca da 2mg in 4 parti, non è difficile, stesso discorso di prima. Mi assestai quindi a 0,5mg al giorno con grande gioia. Il blister mi durava adesso 28 giorni!!! Dopo un mesetto volevo ulteriormente dividere, ma adesso diventava davvero difficile, impossibile credevo. Ah se avessi avuto le pasticche da 0,5 pensai! le avrei potute dividere come volevo, fino a farle scemare nel nulla!!! Ma non le avevo, e non potevo perdermi d'animo. Provai dapprima a prendere quel 0,5 a giorni alterni. Sembrerà ridicolo, ma il giorno senza non facevo che pensare al giorno successivo, questione di abitudine? forse, ma sono convinto che 0,5mg non sia solo placebo, ma sia ancora una dose con una sua certa valenza. (secondo me, ma è un opinione soggettiva, si può parlare di quasi placebo da 0,2mg in giù.) A questo punto ho fatto una cosa che non convincerà molti. Fino a qui vi garantisco è possibile dividere la pasticca in maniera più che sufficentemente esatta, e, ripeto, non è importante lo sia. Ho detto al dottore che quello era l'ultimo blister che mi dava, e mi sarebbe durato probabilmente tre mesi. Ho iniziato a dividere la pasticca in tanti pezzettini che non saprei nemmeno dire quanti esattamente. Cercavo di ripartire i pezzetti e di farli simili tra loro, spostando qua o là le briciole. Così facendo, sono arrivato dapprima a prendere circa 0,3mg. Arrivato all'ultima pasticca del blister, l'ho divisa più che in pezzetti in briciole da di 0,1 o poco più. A questo punto è veramente pressochè assolutamente placebo, tanto che, senza alcuna fatica, ne presi a giorni alterni, poi, confortato, dopo pochi giorni, ogni tre, poi subito ogni 5, ogni 9, ogni 15. In questo modo ci si disabitua a prenderla e ci si abitua a non prenderla. Poi le briciole sono finite, l'ultima, a tal punto non avevo bisogno di prenderla, la volevo quasi conservare per ricordo, mi dispiaceva un pò fosse l'ultima, mi ero affezionato a quel sistema. La presi. è così che ho sperimentato su di me un metodo che nella maniera più indolore possibile, con il minimo sacrificio possibile, mi ha affrancato dalla schiavitù della sostanza. e non sto parlando dell'eroina, lontana da me anni luce ormai, ma dal suboxone. Queste cose si possono fare una volta, le può fare chi è deciso ad impegnarsi per un fine fermo e chiaro per l'ultima volta. Se ci si riesce, ed è possibile, ci si deve sentire sempre fortunati, orgogliosi, ma mai onnipotenti, ne puliti o resettati, come un bambino. Quindi, sempre in guardia e basta con l'autoinganno! J.

cocaina

Mi viene da dire che ho iniziato a fumare erba e fumo e chi dice che oltre nn vai!  bhè io sono 1no di quelli che ho provato la cocaina circa 20 anni fà, e la pippavo tutti i fine settimana questo x circa 4/5 anni poi smisi di pipparla e provai il crak..........quando mi resi conto che il crak nn era cocaina x pippare smisi immediatamente........X 1n periodo lungo nn ho toccato + droghe ma poi ho ripreso di nuovo a pippare cocaina e vi posso dire che questa volta e peggio delle volte passate..Ricordati che se smetti di farne usox molto tempo sii forte a nn riprendere..................

 

Incapacità di ammettere...

Ciao,

ho quasi 33 anni, sono molto preoccupata per mio fratello minore di 26 anni, il quale fa uso di cocaina e alcool, credo fin dall'età adolescenziale (oggi con il senno di poi ho buoni motivi di ritenere che sia così). Da quello che ho potuto osservare l'uso non è quotidiano, credo che sia piuttosto legato al divertimento del w-e. 

La notte del 14/08/11 è stato fermato all'interno di una discoteca da quattro agenti in borghese mentre tentava di acquistare la coca. Non si è  reso conto che ad accerchiarlo fossero dei carabinieri e ha reagito a pugni e calci per dimenarsi. Il risultato è stato una notte in caserma per resistenza a pubblico ufficiale ed una condanna con condizionale per 5 anni, fortunatamente non era in possesso di cocaina. Ho raccontato questo episodio per contestualizzare e spiegare che questo evento ha fatto svegliare la mia famiglia da quel torpore in cui si era calata per "non ammettere" e forse anche per "l'incapacità di gestire" il problema cocaina. Finalmente i miei genitori si sono resi conto dei problemi di mio fratello con la droga, hanno messo in atto dei meccanismi di controllo (tipo assicurarsi della quantità di denaro posseduta, orari da rispettare, ecc), ma li vedo come schegge impazzite che non sanno bene cosa fare, io e mio fratello maggiore non abbiamo dato di questi problemi ,  mi sembrano smarriti ho l'impressione che abbiano la volontà di aiutare il figlio, ma infondo non sanno da dove iniziare.Viviamo in un paese di 10.000 abitanti dove ci conosciamo tutti e non è facile andare dal medico di famiglia a chiedere la prescrizione di analissi tossicologiche per il proprio figlio.

 

1)Vorrei sapere a chi mi posso rivolgere per la prescrizione delle analisi tossicologiche, 2) Dalle analisi si può capire lo stadio di dipendenza? 3)Consigliate l'aiuto di uno psiscologo, di un'analista o di chi?

 

Grazie mille 

approfondimento tabacco da rollare senza additivi

Fumo anch'io tabacco senza additivi, e precisamente il pueblo. Non sto qua a far una questione di gusti, anche perhcè gli altri tabacchi senza additivi sono pressochè simili. Ho visto che si è parlato molto di questo argomento, e volevo dire qualcosa in più.

Da tanere in considerazione che il "tabacco naturale senza additivi" è comunque trattato. Un po' di gente si lascia ingannare dal termine "naturale", ed è ovvio che prendono tabacco naturale, il marketing sa bene come valorizzare al meglio il prodotto. Questo trattamento credo sia praticamente d'obbligo infatti, non so se alcuni di voi hanno provato a fumare tabacco preso dalla pianta e lasciato seccare cosi' com'è: è fortissimo, ti lascia qualcosa di unto in bocca. Infumabile.

Dopo questa precisazione è bene parlarvi della mia esperienza con questo tabacco, paragonando alla situazione precedente che fumavo sigarette, 10- 15 circa al giorno. (ogni tanto cambiavo marca)

Ormai è un anno circa che fumo tabacco, e ci sono un paio di cose credo importanti da discutere e da dire:

- la prima è la di come sentivo il mio fisico rispetto a prima. Fumando sigarette, il mio fisico ne risentiva, soprattutto quando fumavo più del solito, tornavo a casa e sentivo il cuore un po' accellerato, il fisico un po' affaticato. Dal tabacco senza additivi non ho avuto problemi di questo tipo. Anche nelle serate di festa, bevendo varie birre e fumando varie sigarette, ho proprio sentito una differenza NOTEVOLE da sigarette a tabacco.

-l'altro punto, sempre dalla percezione del mio corpo, è la differenza di bisogno di sigaretta. Con li tabacco senza additivi il bisogno sia meno. Il perchè credo che sia per la quantità di sostanza inserite nella sigaretta che partecipano alla richiesta di bisogno. Credo che non sia solo la nicotina a dare dipendenza, ma anche altre sostanze. Infatti, ai fumatori di sigaretta, trovano insoddisfacente il tabacco senza additivi, e questo perchè la richiesta di sostanze sia maggiore. E difatti di  nicotina c'è nè forse di più che nelle sigarette. ( questo è successo anche a me i primi tempi, di sentire insoddisfazione)

Credo sia tutto. Mi piacerebbe sapere se anche voi avete trovato queste differenze. Ho provato poco gli altri tabacchi classici, perchè li sento pesanti come le sigarette. Sarebbe poi da capire bene quali cartine siano tra le migliori, che tipo e quale marca. ( non sto parlando di gusto ma di qualità) Vi ringrazio per l'attenzione

Resti THC nel corpo

Ciao a tutti

Fumo marijuana seriamente da un anno, fumo in media da un minimo di uno spinello a un massimo di tre ogni giorno, in casi eccezionali 4-5 al giorno.

Ora ho intenzione di smettere almeno per un pò per dei problemi...

Vorrei sapere:

1) Per quanto tempo il THC mi rimarrebbe nei capelli, se li raso a zero sparirebbe?

2) Per quanto tempo rimarrebbe nelle urine e nel sangue!

 

Grazie mille a tutti

 

fumo di sigaretta

Ciao a tutti da questa sera ho deciso di smettere di fumare le sigarette, ho un passato di fumatore di cannabis, ma da circa tre anni sono schiavo delle sigarette, pensate che spesso compro un pacchetto da dieci e l'accendino e sistematicamente dopo la 6 o 7 sigaretta getto entrambi, per poi ricadere il giorno dopo nel riacquistarli entrambi che stupido. Il mio timore è che le sigarette che non fumerò più renderanno alcuni momenti meno speciali....mah vedremo.Vorrei intraprendere questo percorso da questa sera insieme a qualcuno di voi che come me lo a deciso o lo deciderà vi ringrazio per gli eventuali consigli che mi darete o semplicemente se vorrete raccontarmi le vostre storie un saluto da mattia uno stupido che ha iniziato a fumare a 35 anni ciao ciao

Verbale + Sequestro oggetti e Maresciallo incazzato.

Salve,circa 2 settimane fa,a seguito di un lungo "casino" (tramite alcune foto nel cellulare di amici,raffiguranti una mia vecchia piantina di marijuana,)i carabinieri sono entrati in casa mia alle 2 del mattino circa sperando di trovare questa benedetta pianta.

Non hanno trovato nulla,solamente 5 vecchi semi di cannabis (come ben saprete legali e acquistabili ovunque) qualche lampada a risparmio energetico,ventoline e fili vari.

Non mi hanno trovato nessuna sostanza stupefacente,ne in casa,ne adosso (non mi hanno nemmeno perquisito ma comunque ero pulito).

Mi hanno fatto un verbale dove viene scritto che a seguito di un controllo blablabla si sono recati in casa mia cercando blablabla e che mi hanno sequestrato tot oggetti,senza però arrecare danno in casa (è vero,non hanno distrutto nulla).

Il maresciallo mi ha chiesto,in caserma,se faccio uso di stupefacenti,io (come un idiota?) ho risposto che a volte fumo per alleviare alcuni problemi alla cute che ho (ed anche questo è vero).All'inizio mi ha minacciato di togliermi la patente,di chiamare la ditta dove andrò a lavorare a breve revocandomi l'assunzione....mi ha detto inoltre che tra pochi giorni dovrei ricevere una lettera dalla prefettura e di sicuro un incontro al sert con psicologi e tutto il resto...mi ha fatto la ramanzina che "anche tu finirai con l'eroina come i tossici,vedrai al sert..." 

Sul verbale niente di tutto ciò è scritto...soltanto il fatto della perquisizione,e il sequestro di tali oggetti che verranno analizzati.

Ripeto che non hanno trovato nulla,non sono mai stato fermato e non mi hanno mai trovato niente,ne in casa,ne adosso,nemmeno in passato.

Inoltre,la "rigogliosissima pianta" (menzionata così nel verbale,che per altro non è nemmeno stata trovata) avrebbe potuto produrre effettivamente 11-12 grammi di prodotto...in casa stiamo abbastanza bene economicamente e tra poco comincerò un buon lavoro...se mi avessero trovato questo quantitativo cosa avrei rischiato? Secondo il maresciallo sarebbe stato meglio,poichè sarebbe stata una quantità infima e avrei potuto dimostrare che era per uso personale e che non avevo alcuna intenzione a spacciare.

Ad uno dei miei amici fermati durante il controllo sono stati rinvenuti 0.8 grammi di marijuana...anche a lui lo hanno minacciato con domiciliari,perquisizione a casa (rompendogli qualche oggetto) e alla fine se ne sono usciti con "questa volta lasciamo perdere,alla prossima finisci nei guai".Possibile? Grazie.

TROVATO IN POSSESSO DI COCAINA.

SALVE. MI è CAPITATO DI ESSERE FERMATO DALLA FINANZA CHE MI HA TROVATO 0.9 GR DI COCAINA. DOPO AVERMI PORTATO IN CASERMA MI HANNO MINACCIATO DI ENTRARE IN CASA MIA PER UNA PERQUISIZIONE SE NON AVESSI CONFESSATO DI POSSEDERE ALTRA SOSTANZA. POI DOPO AVERLI CONVINTI CHE NON NE AVEVO HANNO CAMBIATO IDEA: NIENTE PERQUISIZIONE E NIENTE RITIRO DELLA PATENTE. MI HANNO SOLO FATTO FIRMARE IL FOGLIO DI SEQUESTRO E MI HANNO RICHIESTO IL NUM. DI CEL. COSICCHE' AVREBBERO POTUTO CONTATTARMI APPENA SAREBBERO ARRIVATI GLI ESITI DELL'ANALISI DELLA SOSTANZA, SENZA NE PRESENTARSI A CASA MIA NE MANDARMI LETTERE A CASA. HANNO DETTO CHE POI AL MOMENTO IN CUI IO MI SAREI PRESENTATO DA LORO PER IL RITIRO DELL'ESITO MI AVREBBERO COMUNICATO LE SUCCESSIVE PROCEDURE DELLA PREFETTURA CON COLLOQUIO CON ASSISTENTE SOCIALE. TUTTO QUESTO SENZA FAR SAPERE NULLA AI MIEI. DEVO FIDARMI ? SUCCEDERA' COSì DAVVERO O MI HANNO PRESO PER IN GIRO ?? E QUALI SONO LE CONSEGUENZE E I TEMPI AMMINISTRATIVI ?? VI PREGO SONO IN PARANOIA TOTALE....

avrei bisogno di conoscere una risposta che cerco da tanto tempo

 salve la notte del 24 aprile sono andato in disco ho assunto una pasticca di exstasy ovviamente nn era la prima volta in tutta la mia vita lo avro fatto 8 volte poco piu poco meno tra pasticche e md cristalli e successo che dopo 2 settimane da quellas serata una notte ho avuto un attacco di panico conseguito da ansia negli altri giorni come : nodo in gola agitazione ecc ecc dopo essere andato in ospedale che mi hanno fatto tutti gli esami ma sono risultati tutti negativi per via del tempo passato mi hanno riscontrato di soffrire d'ansia , tutto questo e durato 2 o 3 giorni se voliamo parlare di crisi poi solo nodi in gola dopo un po di giorni sono stato bene apparte ogni tanto che mi sento mancare l'aria e il nodo alla gola ma molto piu leggero arrivando al dunque secondo voi e stato md a scatenare questa cosa ? se si x quanto dovro panzientare tenendo conto che sto gia meglio .. e ultima domanda cosa pottrebbe succeddere se lo rifacessi ? grazie 

La Politica dello Struzzo - ASCIA

Di seguito le dichiarazioni del DPA (in corsivo) sulla conferenza della Global Commission (in neretto le nostre osservazioni)

In risposta alle dichiarazioni in merito alle proposte di legalizzazione dell’uso di sostanze stupefacenti, in aperta opposizione con le attuali politiche antidroga portate avanti da tutte le Nazioni Unite, lanciate da una altisonante quando sedicente “commissione globale sulle politiche sulla droga”, composta da persone particolarmente note quali intellettuali, attori, cantanti, ex-funzionari dell’ONU ed ex-presidenti di Stato,

Ci risultano oltremodo scandalosi, il termine “sedicente” riferito ad una Commissione Internazionale, il senso denigratorio che viene attribuito in questo caso ad artisti di fama mondiale e ai ripetuti “ex” volgarmente usati per evidenziare la loro incapacità decisionale! Vorremmo dialogare con persone meno faziose e degne del ruolo pubblico che ricoprono!

il Dipartimento così interviene: 1. Non può essere minimamente condivisa la proposta della legalizzazione del commercio e dell’uso delle droghe (a partire dalla cannabis) quale principale soluzione alla diffusione della droga nel mondo.

50 anni di proibizionismo non hanno minimamente scalfito il mercato della droga che, anzi, è aumentato secondo le stime della Commissione di svariati milioni di consumatori in tutto il mondo, quindi serve trovare una strategia diversa che realmente voglia contrastare la diffusione e il mercato criminale che ne detiene il monopolio.

2. La posizione ufficiale del nostro governo relativamente alle politiche antidroga, ben espressa nel Piano di Azione Nazionale approvato dal Consiglio dei Ministri nell’ottobre 2010, riconosce prima di tutto che la tossicodipendenza è una malattia prevenibile, curabile e guaribile. Pertanto, tutte le politiche e le strategie sono impostate a riconoscere che tale condizione costituisce, oltre un problema sociale e di sicurezza, anche un serio problema di sanità pubblica che riguarda non solo la salute delle persone dipendenti dalle droghe, ma anche terze persone che possono venire danneggiate dai loro comportamenti a rischio mediante, per esempio, la guida di autoveicoli o lo svolgimento di lavori che comportino rischi per terzi. L’assumere sostanze stupefacenti non può essere considerato come facente parte dei diritti individuali della persona, proprio per le conseguenze che questo comportamento può avere anche sui diritti degli altri.

Continuiamo ad affermare, supportati da ricercatori illustri come il prof. Gessa e il prof. Grassi, che la cannabis non crea alcun problema di tossicodipendenza. Come difensori dei diritti civili ribadiamo che in ambito privato ognuno ha il diritto di comportarsi come vuole, senza ledere chiaramente la sicurezza e il senso etico e che coltivare e consumare cannabis in proprio dovrebbe essere lecito come lo è detenere quantità di alcool o tabacco e usarlo responsabilmente e consapevolmente. Per quanto riguarda gli alcolisti, o dipendenti da eroina o cocaina, possiamo solo esprimere la nostra opinione che è simile a quella della Global Commission: “qualsiasi problema legato alla tossicodipendenza va trattato in ambito sanitario e non legale”.

3. Contemporaneamente, azioni illegali quali la produzione, il commercio e lo spaccio delle sostanze stupefacenti, costituiscono un rilevante problema di sicurezza pubblica a cui è necessario dare risposte concrete e permanenti in termini di prevenzione e contrasto, senza criminalizzazione delle persone tossicodipendenti per il loro uso di sostanze (così come specificatamente già previsto dalla normativa italiana in materia).

Abbiamo già presentato in precedenza un’ampia documentazione di come quanto affermato dal DPA non corrisponda alla verità. Ogni anno vengono sottoposti a procedura penale migliaia di cittadini rei di coltivare poche piante per uso personale o piccoli consumatori costretti a servirsi del mercato illegale. Specialmente i consumatori e i coltivatori in proprio di cannabis (dai 5 ai 10 arresti al giorno) non creano di fatto alcun rilevante problema di sicurezza pubblica eppure vengono criminalizzati, perseguiti e processati nonostante quanto previsto dalla “normativa italiana in materia”

4. I tossicodipendenti, in quanto tali, non vengono e non devono essere quindi trattati come criminali ma come malati bisognosi di cure a cui lo Stato italiano e le Regioni garantiscono gratuitamente un’ampia gamma di offerte terapeutiche sia in regime di libertà che all’interno delle carceri, nel caso queste persone vi si trovino per aver commesso dei reati (tra i quali nel nostro paese non è contemplato l’uso di sostanze). La legislazione italiana prevede espressamente che i tossicodipendenti in carcere possano e debbano essere curati (su adesione volontaria) in carcere e possano anche uscire dal carcere per curarsi presso strutture socio-sanitarie esterne in alternativa alla pena.

Non esiste nessun caso, se non nei pochi di accettazione volontaria e quindi di predisposizione, in cui si possano registrare soddisfacenti risultati nei confronti della tossicodipendenza da parte di tossicodipendenti costretti a subire trattamenti terapeutici nelle carceri o nei centri di riabilitazione dove pur sussiste una condizione coatta. La prevenzione e la cura avvengono non nella somministrazione di psicofarmaci, ma attraverso un’opera di educazione sociale sull’uso e l’abuso come è avvenuto per l’alcol nel nostro Paese.

5. Il Dipartimento ritiene inoltre che tutte le cure debbano essere fortemente orientate al recupero integrale della persona e che debbano sempre essere associate alla prevenzione delle patologie correlate quali l’infezione da HIV, le epatiti, la TBC e le overdose. Queste azioni devono essere considerate atti dovuti dai sistemi sanitari per la tutela della salute, non solo delle persone tossicodipendenti ma dell’intera comunità. La politica di “harm reduction” (riduzione del danno), se applicata da sola e al di fuori di un contesto sanitario orientato alla cura, alla riabilitazione ed al reinserimento delle persone, risulta, nel lungo termine, fallimentare e di scarso effetto preventivo, oltre al fatto che è in grado di cronicizzare lo stato di tossicodipendenza.

Le attuali cure basate sull’uso di psicofarmaci o palliativi delle droghe come il metadone, associate allo stato di detenzione o semidetenzione nelle comunità terapeutiche, sono assolutamente anacronistiche e controproducenti, La reazione psicologica delle persone in cura contro la propria volontà e costretta ad uno stato detentivo acutizza di fatto il bisogno di evasione psichica, con il risultato di o cronicizzare la terapia o renderla inefficace a detenzione scontata.

6. Va chiaramente evidenziato che le vere misure che si sono dimostrate realmente efficaci nel medio e lungo termine per la riduzione del rischio infettivo (HIV, Epatiti, TBC, ecc.) e delle overdose, sono le terapie per la dipendenza e quelle antiretrovirali che devono quindi essere offerte quanto più precocemente possibile anche attivando un contatto attivo e precoce con le persone che fanno uso di droghe.

Le problematiche riportate in questo punto non possono riguardare gli assuntori di cannabis, non sussistendo alcuna relazione tra l’uso partecipato ed il diffondersi di patologie gravi quali HIV, epatiti o TBC, per non parlare dell’inesistenza di casi di overdose.

7. L’uso di sostanze stupefacenti, soprattutto nei giovani e sulla base delle evidenze scientifiche sempre più numerose anche nel campo delle neuroscienze, deve essere considerato, da un punto di vista sanitario, un comportamento ad alto rischio per la salute e quindi assolutamente da evitare creando e mantenendo campagne di prevenzione, di sostegno alla famiglia e alla scuola, ma contemporaneamente anche deterrenti sociali, legali e movimenti culturali antidroga positivi, affinché si realizzi e si mantenga un alto grado di disapprovazione sociale di tale consumo. Questo importante fattore è effettivamente in grado di produrre una riduzione dei consumi, soprattutto di marijuana (spesso droga di iniziazione verso l’uso di altre droghe quali cocaina ed eroina), tra gli adolescenti, come è stato scientificamente dimostrato da studi trentennali.

Checché ne dica il DPA il consumo di droghe, compresa la cannabis che stentiamo a definire tale, è in continuo aumento e l’unico metodo da applicare affinché le giovani generazioni sappiano comprendere e discernere, è riportare la cannabis nella tabella delle “droghe leggere” e regolamentare la piccola coltivazione domestica. In questo modo non esisterebbe più l’accostamento con il mercato criminale e verrebbe meno la possibilità di reperire allo stesso mercato anche droghe reali e letali, come è stato statisticamente dimostrato da studi cinquantennali.

8. La legalizzazione delle sostanze stupefacenti porterebbe ad un più facilitato accesso a tutte le droghe, soprattutto da parte delle giovani generazioni, accompagnato dallo sviluppo e dal mantenimento della percezione, da parte di costoro, che l’uso di tali sostanze è comunque socialmente tollerato, sia dalla popolazione, sia dallo Stato. Ciò provocherebbe, quindi, una riduzione del fattore “disapprovazione”, così importante ed in grado di condizionare l’uso di sostanze da parte dei giovani.

E’ vero esattamente il contrario: regolamentare il possesso e l’uso di cannabis, toglierebbe alle giovani generazioni l’approccio scontato con il mercato monopolizzato dalla criminalità e quindi con le droghe pericolose. La disapprovazione, che non contempli la sfera delle qualità individuali è sinonimo di “fondamentalismo”, è come dire che in una società islamica un individuo che ama bere un buon bicchiere di Chianti è di fatto inaffidabile e detestabile. La disapprovazione è lecita nei confronti dell’abbrutimento dell’essere umano, sia questi un alcolizzato o un eroinomane, ma non può assolutamente essere applicata nei confronti di un bevitore di vino o un fumatore di cannabis consapevoli e responsabili.

9. Non esiste alcuno studio né evidenza scientifica che dimostri che la legalizzazione sia in grado di ridurre efficacemente gli introiti delle organizzazioni criminali. Pertanto, allo stato attuale, questa resta solamente un’utopica soluzione. E’ noto infatti che tali organizzazioni criminali trafficano e commerciano in vari tipi di droghe e che, legalizzando uno solo di questi prodotti, quale ad esempio la marijuana, non si produrrebbero danni commerciali tali da mettere le organizzazioni in crisi, come dimostrato da studi statunitensi in merito.

Esiste invece uno stato di fatto e le statistiche riportate anche dai nostri media. La cannabis viene oggi considerata”l’oro verde della mafia” proprio per l’ingente profitto che procura alla criminalità la sua proibizione e il difficile accesso alla reperibilità. Regolamentare la coltivazione domestica, potrebbe anche non provocare grandi perdite economiche per la criminalità organizzata, ma sicuramente porrebbe le forze dell’ordine nella condizione di sferrare una vera e propria lotta al commercio di droghe letali come eroina, cocaina, ecstasy.

10. Oltre a questo, non è pensabile di rendere disponibili alla popolazione generale senza alcun controllo o regolamentazione, legalizzandole, tutte le sostanze, per le gravi conseguenze, scientificamente provate e ampiamente documentate, che esse provocano sulla salute fisica, mentale e sociale delle persone. Le sostanze stupefacenti sono sempre sostanze fortemente tossiche e questo non va mai dimenticato. L’aumento dell’uso di massa di queste sostanze porterebbe ad un forte incremento delle patologie fisiche e psichiatriche per i consumatori (come ampiamente dimostrato dalle evidenze scientifiche), ma anche ad un aumento dei danno a terzi.

A parte che nessuno e men che meno la Global Commission ha auspicato la legalizzazione di tutte le sostanze, vogliamo ricordare che anche l’alcol e il tabacco sono sostanze altrettanto tossiche e neanche questo andrebbe mai dimenticato. In Italia la vendita di alcolici e tabacco è libera, seppur regolamentata dallo Stato attraverso il monopolio e la loro libera circolazione e la pubblicità più o meno occulta che viene praticata, non risulta che abbia provocato un aumento esponenziale dei consumatori o un allarme sociale o sanitario che ne possa determinare la proibizione.

11. Un’ulteriore problematica, irrisolvibile, legata alla legalizzazione di queste sostanze, risulta dal fatto che per tutte le persone che legalmente potrebbero usarle si dovrebbe prevedere, comunque, l’impossibilità di accedere a mansioni lavorative che prevedano rischi per terzi (piloti di aereo, guidatori di autobus, treni, camion, medici, ecc.) e di avere quindi la patente di guida, il porto d’armi e tutta una lunga serie di abilitazioni professionali, salvo non si voglia riconoscere anche che chi usa sostanze stupefacenti possa svolgere tale mansione e avere tranquillamente la patente di guida o il porto d’armi.

Concordiamo sul fatto che nessuna persona adibita a ruoli di responsabilità verso terzi, possa esercitare le funzioni in stato di ebbrezza o alterazione, ma non può risultare tollerabile che si possa perdere il posto di lavoro o il rispetto sociale in base ad un drug test che non prova la capacità o meno dell’individuo a svolgere le mansioni richieste, ma solamente che il soggetto fa uso di sostanze stupefacenti. Per chiarezza ulteriore: se una persona la sera prende una sbornia, nessun alcol test la mattina successiva rileverebbe tracce di alcol nell’organismo, mentre il test relativo all’uso di cannabis risulterebbe positivo anche a distanza di giorni dall’assunzione, viene di fatto attuata una vera e propria caccia alle streghe, con il risultato di esasperare molti aspetti della convivenza sociale. All’elenco delle professioni indicate dal DPA (piloti di aereo, guidatori di autobus, treni, camion, medici, ecc.) vorremmo aggiungere anche coloro che sono stati preposti alla guida del Paese e ci chiediamo: “come mai il drug test per i parlamentari è stato eseguito su base volontaria e anonima?”, eppure è la professione che più di ogni altra interagisce con la vita di milioni di cittadini e la condiziona e, a nostro avviso, dovrebbe essere la più controllata sia da un punto di vista etico e sia psichico!

12. Risulta chiaro pertanto che l’aumento delle persone che utilizzano sostanze a causa della legalizzazione potrebbe incrementare notevolmente i costi sanitari nel tempo con un bilancio assolutamente negativo per lo Stato sia in termini di perdite finanziarie che di risorse umane, oltre che di sofferenza per le famiglie di queste persone.

L’invito rivolto dalla Global Commission per operare verso forme di regolamentazione o legalizzazione, concerne solo l’uso di cannabis e non esiste nessuno studio scientifico degno di tale nome e nessuna statistica che preveda o abbia constatato costi sanitari o perdite di risorse umane addebitabili ai consumatori di cannabis, nè tantomeno problematiche personali o familiari se non quelle provocate dalla criminalizzazione.

13. Pertanto, la politica nei confronti dell’uso di droghe deve necessariamente prevedere un bilanciamento tra le azioni di prevenzione, cura e riabilitazione e le azioni di repressione e contrasto con un sistema generale basato soprattutto sui diritti di salute delle persone, in particolare se minorenni e vulnerabili, ad essere difese dall’offerta di sostanze stupefacenti, ad essere curate precocemente se tossicodipendenti, ma con un orientamento alla piena riabilitazione ed al reinserimento sociale. E’ quindi un dovere dello Stato fare in modo, con permanenti azioni di contrasto, che le organizzazioni criminali vengano perseguite costantemente sia nelle fasi di produzione e traffico, sia nelle fasi dello spaccio.

Assolutamente d’accordo con il DPA, vorremmo solo obiettare che lo Stato fa molto poco nel contrastare la produzione, il traffico e lo spaccio di droga, se non arrestare in modo massiccio migliaia di cittadini rei di coltivare una pianta proibita e vorremmo ancora una volta far notare di come sia proprio lo Stato attraverso la politica repressiva del DPA, a indirizzare i giovani verso il mercato dell’illegalità e verso la conoscenza di sostanze letali.

14. Le politiche di repressione delle organizzazioni criminali, compresi i coltivatori, i corrieri e i piccoli spacciatori, in questo contesto bilanciato di azione, sono quindi un atto dovuto e non precludono ne’ impediscono affatto le misure di sanità pubblica per le tossicodipendenze e per l’infezione da HIV.

In un Paese di Diritto come dovrebbe essere il nostro, la “presunzione di reato” non dovrebbe essere ammessa, mentre da quanto affermato dal DPA, anche i coltivatori in proprio e i detentori di quantità modeste sono da considerare come membri di organizzazioni criminali, con la conseguenza che, ancor prima di accertare l’attività illecita, si procede con l’incriminazione. Non persistendo elementi che denotino pericolosità sociale o danni a terzi, l’arresto di migliaia di persone che coltivano cannabis ad uso personale può essere visto solo in virtù di oscuri vantaggi offerti alla criminalità e all’apparato giudiziario.

15. In questi ultimi 10 anni, grazie agli sforzi congiunti di tutte le Amministrazioni centrali, regionali, locali e le organizzazioni del volontariato, che hanno fondamentalmente condiviso questa impostazione di azione bilanciata, i consumi di sostanze stupefacenti nel nostro Paese sono diminuiti, le overdose sono fortemente calate e costantemente in decremento, le nuove infezioni da HIV nei tossicodipendenti si sono fortemente ridotte e la diffusione dell’infezione da HIV nei tossicodipendenti è sicuramente sotto controllo. Si sono inoltre ridotte le incidenze di nuove infezioni di epatite B ed epatite C e nessuna persona tossicodipendente è stata arrestata semplicemente per aver usato sostanze stupefacenti, ma sempre e solo in relazione alla violazione delle leggi che puniscono il traffico, lo spaccio, la coltivazione illegale, ecc. di sostanze stupefacenti, oltre che altre violazioni delle normali leggi.

In questi ultimi 5 anni (dall’entrata in vigore della Fini-Giovanardi), sono stati più di 6.000 gli arresti ingiustificati, le forze dell’ordine sono state distratte da un reale controllo del territorio, le carceri si sono assurdamente riempite, i tribunali sono stati inspiegabilmente ingolfati, per non parlare delle decine di giovani e meno giovani che hanno subito violenze, sono stati uccisi o si sono suicidati a causa dell’azione bilanciata decantata dal DPA.

16. L’utopica e semplicistica proposta della legalizzazione nelle droghe per risolvere il problema soprattutto legato ai grandi guadagni delle organizzazioni criminali, derivanti dalla vendita delle droghe, ha illuso e ammaliato da sempre molte persone, ma la realtà complessa e articolata di questo fenomeno, merita una riflessone tutt’altro che semplicistica e di grande responsabilità da parte delle Amministrazioni centrali e regionali competenti.

Il problema della regolamentazione della coltivazione e dell’uso di cannabis prescinde dai guadagni ottenuti dalla criminalità con la vendita delle droghe, ed è un problema semplicemente culturale. Il DPA farebbe bene a consultare le legislazioni di Paesi europei che dalla tolleranza e conseguente regolamentazione, hanno solo tratto benefici sia in termini sociali che economici. L’Olanda, la Danimarca, il Belgio, il Portogallo, la Spagna, la Repubblica Ceca e alcune altre nazioni, già da anni praticano un regime di tolleranza verso i consumatori di cannabis e non risulta in nessuna statistica che in quei Paesi ci sia stato un aumento di atti criminali, incidenti sul lavoro, incidenti d’auto o emergenze sanitarie che potessero essere rapportate all’uso di cannabis. La politica dello struzzo non è una politica saggia e rinnoviamo l’invito al DPA a voler tirar fuori la testa dalla sabbia e prendere atto che la realtà è molto diversa dalle convinzioni espresse nei suoi comunicati.

Giancarlo Cecconi – ASCIA

Legalizziamolacanapa.org Team

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