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Novità

Da cosa è dovuto il mio disturbo?

Salve a tutti aiutatemi vi prego

racconto la mia storia un pò particolare,la mia esperienza,tutto iniziò (credo ) dopo aver preso mezzo lsd un super hoffman

dopo molte ore iniziai a sentirmi strano,nervoso con l'impressione di impazzire,angosciato,urlavo ero in panico

mi passò dopo un pò questa sensazione

mi misi in macchina per tornare a casa ero ancora strafatto e guidavo (non vi dico) ci fermammo in una piazza..li iniziarono a venirmi strane paranoie,mi sentivo osservato dalla gente,pensavo che mi guardassero per dire come è strano questo,che faccia strana che ha,che occhi strani

quindi sentendomi molto a disagio e infastidito mi misi in macchina per tornare a casa,non vi dico arrivati nella mia zona dove abito,guidavo e mi nascondevo per non farmi vedere in quello stato da persone che conoscevo era come se si leggesse in faccia che stavo allucinato e stranito 

finito l'effetto che durò più di 12 ore il giorno dopo stavo di nuovo bene senza nessun effetto o altro

dopo alcuni mesi conobbi una ragazza e me ne innamorai ,ma lei non era innamorata e non voleva legarsi a me, ebbi un rifiuto

sempre in questo periodo facevo uso ( e non abuso) di sostanze ecstasy,cannabis,erba,a volte super skank ma comunque stavo bene

iniziai ad avvertire qualche piccola depressione quando andai ad amsterdam li non feci molto uso di droghe,solo cannabis,una volta ecstasy ,poppers e skank

tornai da amsterdam ed era tutto ok stavo bene

sempre in quel periodo persi il lavoro,feci un incidente con la macchina

andai a lavorare con mio padre (che non ho mai avuto un buon rapporto) un tipo molto severo,ansiogeno,violento..mi ha sempre picchiato,umiliato,rimproverato e giudicato fin da piccolo,per lui non sono mai valso a niente ed ero un fallito,smpre stato freddo con me,distaccato,padre assente..ma nonostante ciò ero un bambino e ragazzo equilibrato,pieno di vita e felice..ho avuto un infanzia bellissima,poco mi impoertava di ciò che mi diceva mio padre e come mi trattava,ero comunque un bambino vispo,terribile e amato da tutti.

bhè li iniziarono forti tensioni con lui,litigavamo sempre,mi rimproverava sempre,mi umiliava e rimproverava d'avanti alle persone

gli amici mi vedevano sempre più giù e nervoso

iniziavo a sentirmi strano,introverso,arrossivo all'improvviso

andavo in un locale e mi sentivo ansioso,smarrito,in panico,inadeguato e scappavo dal locale per andarmene a casa

smisi subito di fare uso di droghe,e intanto diventavo sempre più spento e introverso

gli amici venivano a prendermi per uscire e io rifiutavo,non volevo mi sentivo apatico bloccato

questi disturbi andavano e venivano,c'erano giorni che stavo meglio

un giorno mentre lavoravo iniziai a guardarmi per ore nello specchio ,mi vedevo diverso..cambiato e mi facevo 1000 domande,perchè sto così? ma cosa ho? guarda come sono diventato brutto,mi vedo diverso,sto cambiando,ma forse sono brutto? per questo la ragazza che ero innamorato mi ha rifiutato?

insomma mi facevo 1000 complessi e sull'aspetto fisico e su quello caratteriale

sempre mentre lavoravo mi vennero dei sintomi strani,all'improvviso iniziai a tremare in modo evidente,sentii un forte ronzio alle orecchie e ebbi la sensazione che i miei occhi si stessero girando ,come una mutazione corporea,la concentrazione diminuiva,mi sentivo bloccato e inibito fisicamente e mentalmente,avevo percezioni visive alterate come una mosca vedevo a 360 gradi,avevo una forte fotofobia,mi sentivo gli occhi sbarrati,con lo sguardo assente,smarrito,come se stessi vivendo in un film,un senso di irrealtà,musiche e canzoni nella testa,pensieri suicidi persistenti,impossibilità a toglieri gli occhiali scuri per non far vedere i miei occhi strani e insicuri,forte timidezza,iper timidezza,iper sensibilità caratteriale..praticamente come se fossi diventato uno scioccato,lo scemo del paese,addormentato e rincolionito,senza carattere e personalità,fragile e indifeso,un disadattato,iniziavo sempre a chiudermi i me stesso,a non parlare piu con nessuno,ad evitare tutto e tutti a tal punto da diventare quasi antipatico,sempre serioso,triste e incazzoso

da li entrai in un circolo vizioso e accusavo parecchi sintomi e iniziaia farmi 1000 paranoie

sintomi, paranoie e ossessioni

ansia,nervosismo,panico,paura degli altri,insicurezza,personalità cambiata,chiuso in me stesso,spento,viso strano cupo,espressione del viso strana,perdita del sorriso,serioso,cupo,nervoso,espressione strana nello sguardo,assenza se uno mi parla sono nel pallone,non riesco a seguire nulla,facio le cose anche piu semplici con difficoltà,tremori,rigidità corporea,aumento di peso,frustrazione,affaticamento,rossore al volto se qualcuno mi guardava,smarrimento,scarsa concentrazione,sensazione di essere sempre osservato ,giudicato e deriso,aggressività,depressione,aumento di peso,viso e sguardo a volte allucinato,altre volte triste,fiacchezza fisica,perdita di interessi e stimoli..praticamente lavoravo solo,voglia di scappare a casa,inadeguatezza,voglia di nascondersi,dei forti disagi sociali,insonnia,snsazione di non tornare piu normale,di riavere la mia vita,come se avessi un disturbo di personalità,come se non avessi più una personalità,complessi fisici (nonostante tutti dicevano che fossi un bel ragazzo) e rimorchiavo tante donne e ragazze anche in piena crisi.piacevo ancora

molte mi dicevan ero tenebroso,ambiguo,misterioso..e certo era tutto il disagio che provavo..

molte persone dicevano che non si vedeva che stavo come dicevo,io invec avvertivo che gli altri lo notassero,non tanto chi non mi conosceva ma soprattutto chi mi conosceva,sono diventato tutt'altra persona

insomma ero e sono diventato l'opposto di quello che ero

un ragazzo pieno di vita,molto sicuro di se,intelligente,estroverso,particolare,per molti unico,un personaggio,solare,maturo,comunicativo,socievole,profondo,sensibile,con un gran senso dell'umorismo,simpatico,allegro,pieno di interessi,stimoli,piacente,che piaceva alle donne,brillante,amato da tutti,estroverso,vitale,attivo e chi piu ne ha piu ne metta

da 10 anni a oggi vegeto ancora di più,chiuso in casa senza una vita con la paura di tutto e tutti,non mi accetto,sono pieno di sintomi fisici e psicologici,pieno di complessi,smpre nervoso,pensieroso,serioso,vivo sempre in stato confusionale e ossessivo e non so chi sono,cosa vorrei essere,ho un conflitto con me stesso,mi sento come se non avessi una personalità,ho perso il lavoro,sto invecchiando,non ho una relazione amorosa,ne una vita sociale,ne uno stile di vita..vegeto e vegeto..sto sempre sul letto,non mi va di fare nulla

e pure in tutta questa storia sono sempre rimasto lucido,non ho mai dato segni di squilibrio,sempre rimasto cognitivo,cosciente di ciò che ho...uscivo anche a volte,mi sforzavo,viaggiavo,insomma un pò di vita la facevo anche se molto limitata,ma comunque non stavo bene..e poi è un peccato perchè mi dicono che ho tutto per essere felice,ho 1000 qualità,sono una persona intelligente,brillante,capace,buona ,talentuosa ma tutti questi complimenti che ricevo non mi fanno cambiare l'idea che ho di me,come se non li accettassi,non mi convincono..non mi convince niente e nessuno.

a niente è servito consultare 10 tra psicologi e psichiatri,con terapie farmacologiche di ogni tipo e psicoterapie,non ho mai avuto giovamenti..i sintomi erano persistenti e cronici

anche segiuendo la psicoterapia,uscivo,rimorchiavo ragazze,lavoravo,viaggiavo..insomma avevo una mezza vita,ma comunque non mi sbloccavo e i sintomi,le ossessioni le paranoie e tutto rimanevano.

le varie diagnosi che mi hanno fatto sono:

nevrosi

psicosi

disturbo di personalità a cluster borderline

shock pichedelico

fobia sociale

crisi di panico

disturbo dissociativo paranoide

regressione mentale

crisi d'identità

non mi curo piu da 10 anni,mi sento demoralizzato e rassegnato,e deteriorato fisicamente e mentalmente,on riesco nemmeno ad affacciarmi alla finestra e uscire di casa,tanto forte è il disagio e il senso di smarrimento.

ho 2 tentati suicidi alle spalle e penso sempre al terzo

e un come sentirsi normale ma pazzo

per favore mi dite cosa ho? e se potrò guarire un giorno ed avere una vita normale?

e perchè sto così? cosa può essere stato?

mio padre con tutti i traumi che mi ha creato fin da piccolo (anche se comunque tutto ciò che mi diceva lo ignoravo,continuavo ad essere la persona più allegra e felice del mondo

l'uso di sostanze

delusioni (rifiuti) amorosi

il fatto di cambiare spesso aspetto e personalità..sono sempre stato un pò camaleontico

complessi fisici

grazie...

 

 

dipendenza cannabis,risposta al dott.Scelfo

non è la prima volta che lo faccio...purtroppo no...sono farmaci che mi sono stati prescritti per curare una depressione insieme ad altri,quando raggiungo momenti di disperazione ne ingerisco a grandi quantità...sono dipendente dalla cannabis da quattro anni,so che può sembrare una scemenza ,ma non lo è,ogni volta che smetto sento un grandissimo vuoto dentro di me...e non riesco a stare meglio,piango,litigo,mi dispero...la cannabis mi ha cambiata,mi ha rovinata socialmente e nello studio,non sono più brillante come una volta,sono a pezzi,questa depressione non passa più,a volte penso di farla finita...ho avuto una vita piena di sofferenze...sono molto delusaè possibile che i farmaci non abbiano funzionato bene a causa della cannabis?in tutto ciò ho anche perso degli amici a causa della cocaina...ho deciso di nn frequentarli più per paura di cascarci anche io...ho paura del mio futuro non so che sarà di me...e non voglio più fumare mi sta rovinando completamente la vita...mi sento molto inferiore agli altri,non ho una relazione fissa da un sacco di tempo,e penso di non meritarmi niente...aiutatemi

apre in Olanda il primo negozio di MDMA

l'iniziativa dei giovani del partito di centrosinistra per sostenere la necessità di legalizzazione non solo della canapa

Guida in stato di alterazione psico fisica: l’esempio della Cannabis

Un intervento sugli aspetti medico-legali rapportati all’assunzione di cannabis e guida di autoveicoli. Il testo, scritto dal medico legale Elio Santangelo, rappresenta un estratto del libro “Guida in stato di alterazione psico‑fisica: l’esempio della Cannabis”, edito dalla Casa Editrice Medico-Scientifica SEEd.

Come l’uso di Cannabis è aumentato negli ultimi anni, così è cresciuta la necessità di migliorare le metodologie e le strategie mediante le quali sia possibile studiarne l’impatto sulla salute. Oggi l’analisi dei cannabinoidi nei liquidi biologici è oggetto di notevole interesse pubblico e rappresenta anche una enorme sfida scientifica che abbisogna, da un lato, di poter disporre di indagini tossicologiche sempre più sensibili e affidabili per affrontare questo studio, dall’altro di incrementare le conoscenze circa la sostanza e gli effetti che è in grado di determinare, al fine di poter interpretare adeguatamente gli esiti delle analisi. In merito alla guida di veicoli, una delle problematiche di maggiore interesse riguarda la relazione che intercorre tra i valori di concentrazione di Δ9‑THC misurati su campione ematico e il presunto stato di intossicazione del soggetto cui il campione appartiene.
Nel tentativo di determinare se sia possibile stabilire un livello soglia di Δ9‑THC oltre il quale si venga a realizzare una condizione di disabilità, sono stati avviati da parte dello statunitense National Istitute of Drug Abuse (NIDA) studi finalizzati alla valutazione degli effetti indotti da differenti dosi di Cannabis, somministrate a volontari, sui compiti e sulle abilità correlati alla guida. I risultati forniti da tale indagine suggeriscono che, mentre appare possibile stimare la relazione esistente tra dosi assunte e concentrazioni attese, la valutazione tra dosi e performance risulta caratterizzata da maggiore incertezze [1]. In aggiunta, anche se si può far conto su di un campione di liquido biologico prelevato al soggetto, né l’urina, né la saliva, né il sangue possono produrre una misurazione senza riserve della presenza e quantificazione del grado di disabilità alla guida, specifico per il soggetto indagato.
Uno dei motivi alla base di tale incertezza è rappresentato dalla complessità delle caratteristiche farmacodinamiche e farmacocinetiche della sostanza. Una interpretazione approfondita circa la relazione esistente tra concentrazione riscontrata nei fluidi biologici e sussistenza e grado degli effetti determinati sul comportamento necessiterebbe di integrare tra loro informazioni riguardanti diversi aspetti relativi alla sostanza assunta, quali il profilo farmacologico, variabile da individuo a individuo in funzione di caratteristiche genetiche, fisiologiche e ambientali [2].                      
Di rado tutte queste informazioni risultano complessivamente disponibili in casi di pertinenza tossicologico‑forense e non solo.
Anche se è ben compreso che l’assunzione di droghe può risultare dannosa per una guida sicura, la misura in cui farmaci e/o sostanze stupefacenti possono deteriorare le prestazioni di guida è spesso complicata da prevedere [3].
Di conseguenza, comprendere la relazione tra valori di concentrazione rilevati in un unico campione biologico e grado di disabilità prodotto rimane a tutt’oggi un compito non semplice [4].
Le molteplici variabili coinvolte possono infatti determinare un ampio spettro di possibili interpretazioni. Prendendo in considerazione sostanze stupefacenti e sostanze psicotrope, formulare e sostenere una accusa, da un punto di vista scientifico e, più specificamente medico-legale, in merito ad una condizione di disabilità, appare più complesso rispetto a quanto accade nel caso della guida sotto l’influenza dell’alcool. Natura e grado della disabilità possono essere difficili da distinguere e provare, rendendo di conseguenza meno agevole la persecuzione di tali casi. Anche se l’alcool è una droga, non tutte le droghe possono essere considerate allo stesso modo dell’alcool. Ciò significa che nel caso in cui un conducente sia sospettato di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, anche definita DUID (Driving Under Influence of Drugs) [5], è possibile che siano richiesti un trattamento e una valutazione speciali per definire la sussistenza del reato. Una buona interazione e una effettiva integrazione tra forze dell’ordine ed esperti dell’ambito legale e scientifico risulta fondamentale in questi casi.
Dato che la guida di un autoveicolo rappresenta un’attività complessa che, per essere svolta, comporta il possedere abilità psico-fisiche ben determinate, si considera che l’assunzione di qualsiasi farmaco o sostanza capace di influenzare i fisiologici processi mentali e/o fisici sia in grado di ridurre le performance necessarie alla guida. Il livello di compromissione della funzionalità e della performance del soggetto dipende dalle caratteristiche della sostanza, dalle modalità di assunzione, dal tempo intercorso tra utilizzo della sostanza e campionamento della matrice biologica per l’effettuazione delle relative analisi.
Queste fonti di variabilità, associate ai costi legati ai test tossicologici, alle differenti risorse disponibili da Stato a Stato e ai diversi protocolli utilizzati dai laboratori rendono il problema ancora più complesso. Dimostrare e definire una condizione di disabilità droga-correlata richiede oggi di sviluppare e affinare la comprensione degli effetti prodotti da sostanze specifiche e la loro potenzialità nel determinare effetti negativi sulla condotta di guida. La valutazione in ambito medico e statistico riguardante la prevalenza di droghe varia non soltanto in rapporto ad aree geografiche ma anche in relazione alle metodologie impiegate, al loro grado di sensibilità e specificità, e alla natura dei campioni utilizzati (sangue, urine, saliva, altro).
A fini interpretativi, inoltre, riveste un ruolo importante il periodo di tempo (detection time) in cui una sostanza o i suoi metaboliti possono essere presenti all’interno di un campione biologico. 
Esso varia notevolmente in funzione di: sostanza, matrice biologica esaminata e caratteristiche individuali del soggetto [6]. È importante considerare che, oltre ai risultati che possono emergere dalle analisi tossicologiche, ulteriori informazioni che includono le caratteristiche di guida, test riguardanti la performance, test psicofisici, comportamenti inusuali, condizioni del guidatore sono spesso necessarie, in ambito medico-legale, al fine del riconoscimento e della valutazione del nesso di causa tra consumo di sostanze psicoattive e sussistenza di disabilità a carico della persona indagata. Al fine di fornire una valida testimonianza, in ambito tossicologico sarebbe sempre auspicabile poter associare ai risultati derivanti dalle analisi strumentali procedure cliniche unanimemente riconosciute e validate che forniscano elementi quanto più obiettivi in merito all’esame del soggetto, del comportamento tenuto e degli effetti clinicamente obiettivabili indotti dalla sostanza assunta. In tal senso, la messa a punto e il conseguente utilizzo di un approccio d’interpretazione multidisciplinare potrebbe essere di grande utilità, dato che la sola presenza di una sostanza psicoattiva in un campione biologico fornisce informazioni molto preziose ma, spesso, anche altri elementi devono essere tenuti in considerazione. Fatta eccezione per l’etanolo, tra la comunità scientifica non esiste ancora una unanime posizione circa la possibilità di correlare determinate concentrazioni ematiche di una certa sostanza psicoattiva (come può essere il caso della Cannabis) agli effetti prodotti sulla guida e ai quadri di diminuzione di performance e disabilità corrispondenti alla definizione di «guida in stato di alterazione psico-fisica» [7].
I valori di concentrazione dei metaboliti, come l’11‑OH‑THC, correlano temporalmente con la presenza degli effetti psicoattivi ma non sono prontamente rintracciabili nel sangue, mentre i livelli ematici di Δ9‑THC correlano solo in modo modesto con l’attualità dello stato di intossicazione, in virtù della natura liposolubile di tale molecola. Secondo alcuni Autori tale condizione potrebbe, realisticamente, essere associata alla somma delle concentrazioni di tutti i cannabinoidi con attività psicoattiva presenti nei liquidi biologici, a livello cerebrale e negli altri tessuti. In conclusione, per chi è chiamato a interpretare i dati analitici e anche per coloro cui competono valutazioni di carattere giuridico, appare importante poter disporre di approcci di studio volti ad indagare molteplici aspetti quali:
- Considerazioni empiriche: qual è la farmacologia della sostanza? Quali effetti produce? Per quanto tempo si prolunga  l’effetto?
- Studi epidemiologici: studi retrospettivi che abbiano indagato sul rapporto tra sostanze/comportamenti alla guida in una data popolazione di conducenti.
- Valutazione di casi clinici: rapporti pubblicati in letteratura riguardanti definizione e valutazione dello stato di alterazione in relazione alla guida di autoveicoli, attraverso il riconoscimento obiettivato di quadri clinici ascrivibili ad assunzione di specifiche sostanze stupefacenti.
- Studi di laboratorio: somministrazione di una sostanza e valutazione in ambiente controllato del tempo di risposta agli stimoli visivi e uditivi, del controllo motorio, della memoria, della visione, degli effetti sull’umore, attraverso prove psico-fisiche.
- Studi al simulatore: somministrazione di una sostanza e valutazione delle performance mediante simulatore di guida. Possono essere indagate posizione mantenuta nella corsia, velocità e direzione assunte.
- Studi riguardanti la guida: somministrazione di una sostanza e valutazione delle prestazioni di guida in un ambiente e in condizioni “reali”. La guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti e/o psicotrope continua a rimanere un problema attuale e socialmente sentito.
In Italia, la definizione ed evoluzione di normative finalizzate alla prevenzione e repressione del reato previsto dall’ art. 187 del Codice della Strada ha visto negli anni l’introduzione di nuovi interventi legislativi relativamente alle metodiche di accertamento e agli aspetti sanzionatori. Da una prospettiva strettamente medico-legale, la criteriologia presa in considerazione in casi di intossicazione dovrebbe prevedere la valutazione di parametri di natura clinica (relativamente alla sintomatologia presentata), anamnestica (valutazione dei risultati ottenuti in riferimento delle cause della fenomenologia considerata) e chimico tossicologica (dimostrazione analitica della presenza nei liquidi biologici di un determinato tossico e dei suoi metaboliti) [8]. 
La risultanza di tutti gli elementi sopra considerati non sempre e non facilmente è disponibile. Come previsto dai chiarimenti del ministero dell’Interno circa la procedura di accertamento del reato (richiamati in precedenza), l’introduzione di accertamenti clinici da affiancare a determinazioni di natura chimico-tossicologica non sarà di semplice esecuzione per il personale che verrà indicato all’assoluzione di tale ufficio, che presumibilmente dovrebbe avere caratteristiche proprie di un’attività di tipo tossicologico-clinico [9].
Nonostante, quindi, le molte pubblicazioni scientifiche ad oggi disponibili relative allo studio degli effetti che alcune classi di farmaci e le sostanze stupefacenti sono capaci di determinare sulle capacità di guida, da un punto di vista normativo e procedurale non è stato ancora raggiunto un approccio univoco che fornisca, alle parti chiamate in causa in contesti legati alla guida in stato di alterazione, strumenti realmente efficaci nel consentire il riconoscimento “certo” della sussistenza delle condizioni di disabilità correlate all’assunzione di sostanze ad azione stupefacente e/o psicotropa.
 
Autore: Dottor Elio Santangelo
 
Fonte: Pratica Medica & Aspetti Legali
 
 
Editore: SEEd www.edizioniseed.it
 
Bibliografia
1. National Institute on Drug Abuse (NIDA). The analysis of cannabinoids in biological fluids. Research monograph 1982; 42: 4
2. Nassar AF, Hollenberg PF, Scatina J. Drug metabolism handbook. Concepts and applications. Hoboken: Wiley, 2009
3. Kerrigan S. Drug toxicology for prosecutors. Targeting hardcore impaired drivers. American Prosecutors Research Institute (APRI), 2004
4. Walsh JM. Illegal drugs and driving. International Council on Alcohol, Drugs and Traffic Safety (ICADTS). Working Group Report, 2000
5. Haley J. The truth about drugs. New York: DWJ BOOKS LLC, 2009
6. Sloboda Z. Epidemiology of drug abuse. New York: Springer‑Vergas, 2005
7. Gotz W, Sznitman S, Olsson B. A Cannabis reader: global issues and experience. European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA), 2008
8. Baima Bollone P. Medicina legale. Torino: Giappichelli Editore, 2005
9. De Ferrari F, Palmieri L. Manuale di medicina legale, per una formazione, per una conoscenza. Milano: Giuffrè Editore, 2007
 

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