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Novità

Giappone, gioco d’azzardo in crisi: lo Stato punta tutto sul pubblico femminile

 TOKYO – Gioco d’azzardo in crisi in Giappone: questo è il motivo per cui lo Stato ha deciso di puntare tutto sulla clientela femminile, soprattutto per quanto riguarda il “pachinko” (le slot nipponiche). Le 12mila sale presenti nel Paese verranno attrezzate per rispondere alle esigenze delle giocatrici pronte a spendere i loro soldi tra rulette e flipper. Si punterà su sale riservate, tappezzeria, candelieri, specchi e servizi nuovi e innovativi.

Come scrive Edoardo Vigna su Sette:

“In un Paese schiantato dalla sconfitta, ma desideroso di risorgere, le sale avevano aperto a catena, finendo- c’è da stupirsi? è sempre così..- nelle mani delle potenti famiglie della Yakuza, la mafia giapponese. Negli anni 90, al massimo del successo, decine di migliaia di sale fumose attiravano 30 milioni di giocatori l’anno, per lo più di mezza età. Poi però, le mille luci del pachinko hanno cominciato ad appannarsi. L’anno scorso i giocatori erano ridotti a un terzo, una decina di milioni, anche se il bottino rimasto nelle casse del banco era tutto sommato ricco: 180 miliardi di dollari. Così le 12mila sale residue hanno deciso di cambiare, per sopravvivere, puntando sulla clientela femminile”.

ma sì sempre lui

ma sì sempre lui

AIDS: scoperto luogo di origine della pandemia. Quali fattori determinarono la diffusione del virus dell’HIV?

Un team internazionale di scienziati, provenienti dall'Università di Oxford e dall'Università di Leuven, è convinto di aver trovato il luogo di origine della pandemia di AIDS. La città incriminata è quella di Kinshasa, attualmente nel territorio della Repubblica Democratica del Congo, ma un tempo sotto il controllo del Belgio. Nonostante la pericolosità del virus dell'HIV sia balzata all'attenzione di scienziati e politici solamente negli anni '80, l'origine di quella che era un'epidemia circoscritta all'Africa e che poi divenne una vera e propria pandemia deve essere rintracciata negli anni '20.  

 Le prove utilizzate per la formulazione di questa teoria si basano su alcuni esempi di DNA risalenti a quel periodo conservati in speciali archivi. Attraverso una mappatura del codice genetico, gli scienziati sono riusciti a risalire al luogo di origine della malattia. La città di Kinshasa. Negli ultimi 80 anni il virus dell'HIV ha subito una serie di mutazioni che, tuttavia, possono essere identificate tramite un esame del genoma, così come spiegato dal professor Oliver Pybus dell'Università di Oxford. Esaminando queste mutazioni l'equipe di scienziati è riuscito a ricostruire l'albero filogenetico del virus e a identificarne il punto di origine. Come noto ormai da diverso tempo, il virus dell'HIV è una mutazione del virus di immunodeficienza delle scimmie (normalmente abbreviato in SIV acronimo per Simian immunodeficiency virus). Il così detto "salto inter-specie" si realizzò in più di un'occasione portando alla nascita di diversi ceppi di HIV differenziati in vari sottogruppi. Fu solamente il virus HIV-1 sottogruppo M che si diffuse su scala mondiale causando una pandemia di AIDS.

Trovare le motivazioni per cui la città di Kinshasa fu determinante nella diffusione del virus ha richiesto un passo indietro da parte degli scienziati che hanno lasciato spazio a sociologi e storici esperti del periodo coloniale africano. Negli anni '20 Kinshasa faceva parte del Congo Belga, una colonia africana che rimase sotto il controllo del Belgio tra il 1908 e il 1960. All'inizio degli anni '20 numerosi lavoratori vennero inviati a Kinshasa al fine di garantirne un rapido sviluppo. Ciò determinò un aumento esponenziale della popolazione maschile fino a raggiungere un rapporto di 2 a 1 rispetto a quella femminile. Ciò alimentò un fiorente mercato basato sulla vendita di prestazioni sessuali che accelerò la diffusione del virus a cui contribuì anche l'abitudine delle cliniche mediche di effettuare iniezioni utilizzando siringhe non sterilizzate. Ciò, tuttavia, spiega solo in parte la rapida diffusione del virus che causò, in fine, una vera e propria pandemia di AIDS. Stando agli esperti un fattore determinante fu la costruzione di ferrovie da parte delle autorità belghe, che negli anni '40 venivano utilizzate da oltre un milione di individui. Il rapido spostamento di persone sia all'interno del paese ma soprattutto verso l'estero garantì la diffusione del virus su scala mondiale.

Da tutti questi elementi il professor Jonathan Ball concluse che la diffusione del virus dell'HIV fu dovuta, probabilmente, più all'esistenza delle giuste condizioni che permisero prima l'epidemia e poi la pandemia, piuttosto che alle caratteristiche stesse del virus. Uno studio che a detta degli accademici susciterà molte discussioni ma che rappresenta un traguardo importante nella definizione delle origini di un virus che ad oggi affligge oltre 30 milioni di persone.

it.ibtimes.com/articles/70973/20141003/aids-hiv-virus-pandemia-epidemia-malattia.htm

13% teenager gioca d'azzardo online

Sempre più diffuso su Internet, il gioco d'azzardo online seduce anche i teenager. Il 13% dei dei ragazzi di terza media, dichiara di averlo praticato, pur se, teoricamente, vietato ai minori. E' questo, secondo i dati raccolti dalla Società italiana di Pediatria (SIP) uno degli "effetti collaterali" della massiccia permanenza in rete degli adolescenti.

La sempre maggior offerta di siti internet dove provare il Gambling, in cui si gioca sul web utilizzando soldi 'veri', è una tentazione molto forte tanto quanto a rischio dipendenza, specie tra i maschi: il 17% di loro lo ha fatto, una o più volte, da solo o insieme ad amici. E, ancora più grave, il 32% è orientato a ripetere l'esperienza.

"Da un lato", commenta il curatore dell'indagine Maurizio Tucci, "dobbiamo constatare la pressoché nulla deterrenza rappresentata dai 'divieti ai minori' di cui il web è pieno. Il 'divieto' passa dall'essere totalmente ignorato ad essere 'una traccia' da seguire". Dall'altro, aggiunge, i meccanismi di accesso al gioco on-line, che pure dovrebbero prevedere uno stretto controllo sull'identità, "sono tali per cui non è difficile, anche per un minorenne, magari grazie ad un maggiorenne compiacente, avere esperienze di gioco".
   

Dipendenze patologiche: nuove prospettive e tecniche: Marinai, terapeuti e balene. Genova settembre 2014

L’esperienza di craving non è qualitativamente diversa dall’esperienza del desiderio ed è è molto simile tra le diverse persone dipendenti, indipendentemente dal tipo di sostanza implicata. Il craving risulta quindi essere l’estremizzazione di una normale esperienza di desiderio che tutti possiamo provare: quale è allora la differenza tra chi prova una normale esperienza di desiderio e chi prova un’esperienza di craving? 

Il simposio che vede il Dr. Popolo nel ruolo di Chairman e il Dr. Caselli nel ruolo di Discussant si apre con la presentazione di quest’ultimo, che introduce il tema delle dipendenze e del craving, inserito nel recente DSM-5 come criterio diagnostico.

L’esperienza di craving non è qualitativamente diversa dall’esperienza del desiderio ed è è molto simile tra le diverse persone dipendenti, indipendentemente dal tipo di sostanza implicata. Il craving risulta quindi essere l’estremizzazione di una normale esperienza di desiderio che tutti possiamo provare: quale è allora la differenza tra chi prova una normale esperienza di desiderio e chi prova un’esperienza di craving?

La differenza sembra farla il modo in cui le persone rispondono cognitivamente quando le immagini legate al desiderio giungono alla coscienza: questa esperienza può diventare transitoria se decidiamo che non è il momento di soddisfare quel desiderio oppure può diventare pensiero desiderante se la persona vi si sofferma in modo attivo.

continua qua www.stateofmind.it/2014/09/dipendenze-patologiche-nuove-prospettive-sitcc-2014/

Cannabis terapeutica. Ordine Medici Toscana: pronti ad ampliarne uso

 "Come ho detto all'assessore regionale Marroni in qualita' di vice-presidente del Consiglio sanitario regionale sono disposto a rimettere in piedi un gruppo, anche domani mattina" per estendere l'uso della cannabis terapeutica ad altri usi oltre a quelli gia' contemplati in Toscana. A dirlo e' il presidente della Federazione regionale toscana degli Ordini dei Medici, nonche' presidente dell'Ordine fiorentino, Antonio Panti che e' anche numero 2 del Consiglio regionale della sanita', a margine di un incontro tenuto a palazzo Panciatichi per fare il punto sull'uso della cannabis terapeutica. Di recente e' arrivato il via libera all'istituto chimico militare di Firenze per la produzione di farmaci cannabinoidi per il servizio sanitario nazionale. "Con l'immissione in commercio del Sativex"- ricorda Panti-, ci si "limita ad una sola indicazione mentre noi abbiamo preferito darne quattro. Il problema e' che questa discussione e' un po' viziata dalla solita componente ideologica, come tutte le discussioni di questo tipo che si fanno in Italia. Se noi consideriamo la cannabis esattamente come l'Aspirina o il cortisone dobbiamo prescriverlo quando c'e' letteratura di sostegno che consenta l'indicazione. Il medico puo' prescrivere un farmaco sulla base dell'indicazione della scheda tecnica. Nella scheda tecnica della cannabis ce n'e' una sola- prosegue Panti-, il dolore, la spasticita' muscolare per la sclerosi multipla. Noi abbiamo inserito altre tre indicazioni". Fra questi, il dolore oncologico e il dolore neuropatico resistenti alle terapie. 
Sull'uso dei farmaci e dunque anche nel caso di utilizzo farmacologico della cannabis, "il medico- ricorda Antonio Panti, presidente dell'Ordine dei medici della Toscana- puo' prescrivere al di fuori della scheda tecnica, si chiama off label, quando c'e' pero' almeno uno studio in tutto il mondo che dia un minimo di sostanza scientifica a questa descrizione. In certi casi, secondo tutta l'esame della letteratura che abbiamo fatto in consiglio sanitario regionale non ci sono questi studi, pero', come ho detto all'assessore regionale come vice-presidente del consiglio sanitario regionale, sono disposto a rimettere in piedi un gruppo anche domani mattina perche' la scienza si evolve continuamente". Il piu' recente parere del consiglio sanitario e' di tre anni fa, ha ricordato il presidente dell'Ordine dei medici. "Se nel frattempo e' uscito qualcosa di nuovo che ci e' sfuggito lo prenderemo senz'altro in considerazione. Pero' ad allora, al di la' di queste considerazioni, di scientificamente accertato non c'e' altro".

Epatite C, c'è l'accordo tra Aifa e produttore: sì al rimborso nuovo farmaco

Il prezzo del medicinale aveva scatenato le proteste delle associazioni di malati 

 sì al rimborso nuovo farmacoROMA - L'Agenzia Italiana del Farmaco e Gilead Sciences hanno raggiunto l'accordo per la rimborsabilità del farmaco Sovaldi (sofosbuvir) per il trattamento dei pazienti affetti da epatite cronica C. L'accordo consentirà di trattare il più grande numero di pazienti in Europa, tenuto conto della più alta prevalenza della patologia in Italia.

Funziona nel 90% dei casi. Il Sovaldi è il primo farmaco in grado di eradicare il virus dell'epatite C con percentuali di successo sul 90% dei pazienti. Si tratta di una terapia molto costosa, però,  che negli Stati uniti viene venduta a  84mila dollari a paziente (circa 66mila euro). Ogni pillola costa infatti circa 600 euro e per un ciclo di terapia servono almeno 60.000 euro. Cifre inaccessibili per gran parte dei malati, ma che assicurano percentuali altissime di guarigione. In Europa alcuni paesi come la Germania, che hanno relativamente pochi casi, l'hanno adottata subito, mentre altri 14, fra cui l'Italia e la Francia, hanno iniziato una trattativa per poter abbassare il prezzo, troppo alto per chi deve curare decine o centinaia di migliaia di persone come si spera di fare da noi.

I casi in Italia. Secondo il comunicato dell'Aifa ora verrà somministrato secondo criteri di appropriatezza definiti dalla Commissione Tecnico-Scientifica della stessa agenzia, sulla base della gravità della patologia. "In realtà su 1,5 milioni di persone infette in Italia potenzialmente quelle trattabili sono 300-400mila - spiega Antonio Gasbarrini, uno dei fondatori di Alleanza contro l'Epatite, associazione che riunisce medici e pazienti - di questi però ce ne sono circa 30mila che avrebbero bisogno del farmaco subito, perchè hanno una cirrosi avanzata ma non al punto da non avere più alcun beneficio dalla terapia".

Le proteste. Il prezzo del farmaco, molto alto, aveva scatenato le proteste delle associazioni di malati. Epac onlus, Lila onlus, Nadir onlus, Plus onlus, in rappresentanza e di concerto con numerosi network europei di pazienti, avevano organizzato un sit-in a Milano la settimana scorsa. Chiedevano che la politica comprendesse l'urgenza di trovare soluzioni immediate e concrete per consentire l'accesso alle cure a tutti i malati d'Italia e d'Europa. 

La trattativa. In Italia la trattativa, che in origine doveva concludersi prima dell'estate, è stata bloccata una prima volta dall'azienda lo scorso luglio, pur garantendo il farmaco in via compassionevole ai pazienti più gravi. Nel frattempo negli Usa il farmaco è stato oggetto di una interrogazione di due senatori, che hanno chiesto la ragione del prezzo così alto, mentre in Egitto e in altri paesi in via di sviluppo è stato offerto, sotto forma di generico, a costi molto più bassi.

Altri farmaci. L'accordo appena concluso dall'Aifa dovrebbe fare da paradigma per quelle successive, che già si affacciano all'orizzonte. Sono in arrivo nel giro di due o tre anni altri cinque o sei farmaci della stessa classe, tutti egualmente promettenti, una 'abbondanza' che dovrebbe far scendere il prezzo dello stessoSofosbuvir. Negli Usa, il Sofosbuvir è diventato in soli tre mesi la terapia che ha guadagnato di più nella storia. 

Il DMT (endogeno e non) potrebbe avere funzione di regolatore immunitario e proprietà anticarcinogeniche

Presentazione tratta dalla Conferenza Mondiale 2014 sull'Ayauasca. Ci sono indizi per ritenere DMT potrebbe andare oltre le semplici funzioni neurali e avere un ruolo nei meccanismi di protezione cellulare.

Se i camerati diventano narcotrafficanti

di Lirio Abbate, L'Espresso http://espresso.repubblica.it/inchieste/2014/09/09/news/se-i-camerati-diventano-narcotrafficanti-cosi-cambia-l-estrema-destra-romana-1.179350

Mettere in campo una rete di uomini neri offre vantaggi che le cosche non hanno. Ci sono i reduci degli anni di piombo, che garantiscono rispetto. C’è una ragnatela di simpatie politiche o di ricatti, che si insinua negli apparati dello Stato. E ci sono professionalità, nelle armi o negli affari, che i boss meridionali devono invece pagare a caro prezzo.La lista di traffici e delitti in cui sono coinvolti a Roma neofascisti vecchi e nuovi è lunga. Si parte dal dicembre 2009 quando a Ostia viene smantellata una rete che smistava cocaina: finiscono in manette Alberto Piccari, uno dei fondatori dei Nar, e la moglie di Carmine Fasciani, il ras del litorale. È proprio parlando con Fasciani che Gennaro Mokbel si vanta di aver speso tanti soldi per far uscire dal carcere la coppia nera per eccellenza: Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. Non solo. Il Ros scrive che Mokbel ha ricevuto da Fasciani «l’assicurazione di poter svolgere in modo indisturbato la campagna politica nella zona di Ostia».A Tivoli nel 2012 viene gambizzato Francesco Bianco, un altro reduce dei Nar, assunto dall’allora sindaco Alemanno all’Atac. A sparargli è Carlo Giannotta, reggente dell’ex sezione dell’Msi di Acca Larentia. Movente: le divergenze sulla gestione della sede e della commemorazione dei tre missini uccisi nel 1978. Dopo il ferimento viene perquisita pure la sede di CasaPound e si indaga sui due figli di Giannotta, Mirco e Fabio. Mirco, prima di essere messo da Alemanno a dirigere l’ufficio comunale per il decoro urbano, ha patteggiato la condanna per alcune rapine, mentre Fabio è tra gli autori del colpo a Bulgari di via dei Condotti. Sempre a Fabio Giannotta è stato ricondotto l’arsenale ritrovato nel quartiere Alessandrino: cinque armi da guerra, 16 pistole, giubbotti antiproiettile.Una di queste armi sarebbe stata utilizzata per assassinare nel 2008 Emiliano Zuin. Le istruttorie si sono infilate anche nella vita di di CasaPound. Il 14 aprile 2011 viene gambizzato Andrea Antonini, vicepresidente dell’associazione neofascista. La vittima, con un altro esponente di CasaPound Pietro Casasanta, è stata accusata nell’estate 2012 di aver aiutato un camorrista latitante. Pure Daniele De Santis, incriminato per l’omicidio del tifoso napoletano Ciro Esposito, oltre ad essere un ultrà è un neofascista attivo nel Movimento Sociale Europeo, con un passato in CasaPound.Le curve rivali giallorosse e biancoazzurre sembrano unirsi in un unico disegno politico-criminale. I giudici di Roma nella sentenza che ha condannato gruppi di ultrà, scrivono: «Il vero collante del vincolo che li unisce è la loro collocazione ideologica nell’area della destra più estrema, ispirata da concezioni xenofobe e neofasciste e da un’idea della sopraffazione dell’avversario che anche indipendentemente dal tifo calcistico che potrebbe dividerli, li collega invece in una comunanza di azioni e attività che poco hanno a che fare con le loro presunte passioni sportive». E persino in questo settore, ci sono poi i rapporti con i clan: uno dei capi della curva Nord, arrestato per traffico di droga, è stato segnalato come autista del boss camorrista Senese.Due anni fa in una operazione che ha portato al sequestro di 165 chili di cocaina è finito in manette Emanuele “Lele” Macchi di Cellere, con precedenti per associazione terroristica. Il pariolino “Lele” veniva considerato un “intellettuale di area”: in carcere invece era definito l’angelo custode di Pierluigi Concutelli, il cecchino della destra rivoluzionaria. Ora gli investigatori lo considerano vicino a Carminati.Sorprendente la vicenda del Pussycat, un night club con squillo d’alto bordo dietro la copertura del centro culturale “Le Pecore Nere” il cui vicepresidente era l’ex militante dei Nar Flavio Serpieri. Gli altri due soci? Un vicequestore della polizia e un regista. Infine nel clamoroso crack del broker Gianfranco Lande, il “Madoff dei Parioli”, è comparso Pierfrancesco Vito, l’ennesimo ex pistolero dei Nuclei Armati Rivoluzionari, con oltre 100 mila euro da riciclare.

alcuni pdf scaricabili gratis

su temi legati a uso medico e non di psichedelici e non

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