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Novità

La cocaina e il genere maschile e femminile

 Perchè le donne sentono di più gli effetti della cocaina rispetto ai maschi ?

Proprio in questi giorni, 3 agosto 2017, Nida (National Institute on Drug Abuse) ha pubblicato sul suo sito una serie di lavori relativi alle differenze di genere; in particolare gli studi riportano della maggiore sensibilità delle donne, rispetto ai maschi, agli effetti gratificanti, euforici e motivazionali delle sostanze stimolanti come la cocaina.

E’ l’estradiolo, ormone femminile, il responsabile di tale maggiore risposta e ciò a seguito di una sua specifica azione (attivazione) su 2 gruppi di recettori neuronali: gli mGluR5 (recettori per il glutammato) e i recettori CB1 dei cannabinoidi.
Il complessivo processo non è perfettamente conosciuto ma la ricerca pare suggerire che l’iniziale attivazione da parte della cocaina dei recettori mGluR5 presenti nel nucleo accumbens causi in successione il rilascio di più endocannabinoidi* in questo sistema della gratificazione o di ricompensa cerebrale.

* sono i cannabinoidi che il nostro organismo produce normalmente ( es. l’anandamide o il 2-arachidonoilglicerolo) in un completo sistema presente nel nostro organismo che prevede tutte le tappe metaboliche e funzionali come un qualsiasi altro sistema recettoriale e neurotrasmettitoriale.
Questa è la ragione per cui le donne sentono gli effetti piacevoli della cocaina e degli stimolanti molto più intensamente rispetto agli uomini ed in più ne divengono dipendenti molto più rapida-mente.
Montefrancesco IN SOSTANZA - www.insostanza.it/domanda/le-droghe-e-il-genere-maschile-e-femminile/

Usa, funghi allucinogeni a un gruppo di religiosi per studiare il viaggio mistico

 

 

Usa, funghi allucinogeni a un gruppo di religiosi per studiare il viaggio misticoL’ esperimento della Johns Hopkins University vede coinvolti sacerdoti, suore, rabbini e buddisti per studiare gli effetti della psilocibina nelle esperienze religiose
 
di GIACOMO TALIGNANI , Repubblica.it
 
All'appello mancano un imam musulmano e un sacerdote indù. Per il resto, i rappresentati di ogni religione, da quella cristiana al buddismo, passando per l'ebraismo, da più di un anno si ritrovano in una sala della New York University: si siedono su un confortevole divano e prendono un paio di dosi di psilocibina, la triptammina presente nei funghi psichedelici. Partono per un viaggio, organizzato nel nome della scienza, alla ricerca di Dio.
 Il curioso esperimento della Johns Hopkins University di Baltimora, guidato dallo psicologo William Richards, ha il fine di alterare il pensiero religioso dei partecipanti e condurli in un esperienza spirituale che li avvicini (o li allontani) sempre di più alla loro fede. Può questa sostanza, caratteristica dei cosiddetti funghetti magici allucinogeni, portare un religioso ancora più vicino al suo Dio? E' la domanda che i ricercatori di Baltimora si sono posti un anno fa, quando è iniziato l'esperimento tutt'ora in corso. 
L'annuncio del programma chiamato "Religious leader study", pubblicato online, cercava volontari fra qualunque leader religioso o portavoce di una comunità di credenti. Unico paletto: avere fra i 25 e gli 80 anni, non avere avuto in famiglia parenti con patologie o malattie psichiatriche, non essere alcolisti o con dipendenza delle droghe. 
Una richiesta particolare, dato che indirizzata per lo più a preti, suore, rabbini o buddisti che - sotto anonimato - hanno preso parte all'iniziativa: in tutto 24 sacerdoti. Si tratta della prima indagine scientifica di questo tipo fatta su persone con diverse fedi religiose. Grazie all'ingrediente attivo dei funghi psichedelici il professor Richards è convinto che, indipendentemente dal credo, i volontari riescano a vivere esperienze sempre più profonde nella propria ricerca con il Supremo. "Abbiamo raggruppato quasi tutte le fedi e in ognuno dei coinvolti queste profonde esperienze mistiche sono risultate abbastanza comuni".
L'esperimento, della durata di un anno, e per cui bisognerà attendere i risultati finali, si pone anche l'obiettivo di capire come viene alterata la singola esperienza religiosa di ogni leader che, ricorda Richards, non è certo abituato "a sostanze di questo tipo".
Preti e colleghi hanno dovuto effettuare test medici e psicologici prima di iniziare: ad ognuno di loro vengono somministrate due dosi di psilocibina in due differenti sessioni a distanza di un mese e il tutto si svolge in un salotto, sotto la presenza di guide e psicologi. Mentre assumono il farmaco ascoltano musica, generalmente legata al proprio credo, in modo da "aumentare il loro viaggio spirituale interno. La loro istruzione è quella di scavare dentro di loro e raccogliere esperienze" ha spiegato Richards presentando le prime fasi dello studio inuna conferenza a Londra.
In attesa dei risultati della ricerca gli scienziati hanno raccontato che "nessuno è rimasto sconvolto o si è pentito di averlo fatto. In generale sembra che i partecipanti abbiano apprezzato maggiormente il proprio pensiero religioso e in alcuni casi aumentato la propria percezione della fede". 
Dopo il viaggio psichedelico alcuni hanno raccontato di trasformare il personale pensiero religioso in qualcosa di più universale e "di apprezzare maggiormente le altre religioni del mondo, toccando nuovi livelli di esperienza" ha spiegato Richards dicendo che, per esempio, un rabbino "può incontrare il Buddha".
Nonostante critiche e polemiche che da anni parte della medicina tradizionale rivolge agli esperimenti a base di sostanze psichedeliche, il team di ricerca della Johns Hopkins ha sempre continuato a credere nell'utilizzo di questi farmaci (vietati dalla legge). Attraverso psilocibina, Lsd, Mdma e altre sostanze sono stati condotti test su vari temi e scoperto, ad esempio, che la psilocibina può aiutare i pazienti affetti da tumore ad alleviare i disturbi da stress post traumatico, depressione e alcolismo.
In passato un esperimento simile sulle menti dei religiosi era stato effettuato anche da un noto studio di Harvard chiamato "del venerdì santo". I religiosi ricevevano psilocibina durante la Pasqua per vedere come alterasse la loro esperienza della liturgia. 

 

Secondo un altro professore di psichiatria e scienze comportamentali, Roland Griffiths della Jhu School of Medicine, inizialmente critico sull'uso di queste sostanze, è "sorprendente come persone che non hanno mai preso droghe psichedeliche prima d'ora possano uscire da questi 'viaggi' e descriverli come fra le esperienze spirituali più profonde della loro vita".

Contenuto Redazionale Non potrai tornare indietro.


Gilberto Di Petta, psichiatra

Gilberto Di Petta, psichiatra, Napoli

invececoncita.blogautore.repubblica.it/articoli/2017/08/19/non-potrai-tornare-indietro-nuove-droghe-dipendenza/

“Ai primi di giugno il corpo di una giovane donna veniva trovato avvolto in un vecchio tappeto a ridosso dei cassonetti dell’immondizia, in un quartiere popolare della mia città. Conoscevo bene quella ragazza per averla sostenuta, anni fa, nella sua lotta contro la droga. Per lei le parole con cui Eschilo descriveva Elena : ‘Sorriso di mare non turbato dal vento’. Poi c’è stata la sventurata adolescente che ha riacceso, come periodicamente accade, i riflettori sulle nuove droghe".

"Ormai è comune l’idea che il nostro sistema di vita abbia delle inevitabili collateralità. Le nuove droghe si inseriscono nel quadro del divertimento di massa ipertecnologico: sono potentissimi amplificatori percettivi con i quali la nostra mente può sincronizzarsi o disintegrarsi con la policromia delle luci laser o al ritmo dei tamburi elettronici. La vecchia signora, l’eroina, mieteva molti più morti. Ma era la droga dell’oblio. Avevamo i farmaci per contrastarla. Queste nuove sostanze non addormentano".

"Piuttosto svegliano i ‘mostri’ che abitano le paludi del nostro inconscio: sono eccitanti, allucinogene, dissociative. Spesso sconosciute anche a noi medici. L’opinione pubblica si rammarica di morti così giovani. Ignora, purtroppo, che per due ragazze morte nel fiore degli anni, e dell’estate, centinaia di loro coetanei rimangono ‘prigionieri del viaggio’. A differenza dell’eroina, che riduceva in schiavitù e consumava il corpo fino alla fine, queste sostanze accendono la giostra della follia artificiale. Una follia chimica da cui non è garantito il ritorno".

"Una pasticca, un acido, un funghetto, un francobollo possono rappresentare, per ignari ragazzi, un biglietto di sola andata. Non sempre le lesioni al cervello procurate da queste sostanze sono visibili, e non sempre i sintomi psichiatrici sono reversibili. Non sempre le nostre cure sono efficaci. Soprattutto perché in Italia abbiamo il Sistema della Salute Mentale (Legge 180, 1978) totalmente separato dal Sistema delle Dipendenze (Legge 162, 1990), per cui molti di questi ragazzi e delle loro famiglie finiscono nel ping-pong tra un sistema e un altro, una terra di nessuno dove diventa ancora più difficile salvarsi".

"Ragazze e ragazzi che difficilmente metterebbero nel loro stomaco un cibo di dubbia provenienza, comprato per strada, non esitano a calarsi nel cervello una sostanza ignota. Come i bambini della melanconica fiaba dei fratelli Grimm seguono, ad ogni weekend, la musica magica del pifferaio che li porterà fuori dalla città, nel ventre nero della montagna incantata. Nei pronto soccorso, di notte, arrivano casi sempre più numerosi, e sempre più giovani, con quadri di agitazione con allucinazioni e deliri mai visti prima".

"Questo solo, non da medico ma da uomo, è il pensiero che vorrei trasmettere a te, ragazza o ragazzo che ti trovi davanti all’offerta di una pillola colorata che promette un’ora di technotrance: tu, che non sei folle, sarai costretto a coabitare con la follia artificiale scatenata nel tuo cervello da una sostanza ignota e apparentemente innocente. Giorni, notti, sogni, affetti, amori, lavoro, famiglia: destinato a diventare spettatore, inerme e solo, di un drago evocato per un’ora e che divorerà invece intera la tua vita. Non potrai tornare indietro. Fermati, ti prego. Fallo per te”.

tedeschi

I chimici tedeschi in poco più di un secolo, riuscirono ad isolare la morfina dall’oppio (1807, Friedrick W. A. Serturner),  la cocaina (1859, Albert Niemann), l’eroina (1897, Felix Hoffmann), l’ MDMA (1912, Fritz Haber), la metanfetamina (1937, Fritz K. Hauschild), il metadone (1939, Max Bockmuhl e Gustav Ehrhart)."

da Alessandro De Pascale, Guerra e Droga, Castelvecchi, Roma, 2017.

Contenuto Redazionale Electronic Music Scene Survey (o "EMSS")

 Lo studio Electronic Music Scene Survey (o "EMSS") fa parte del più ampio progetto di ricerca ALAMA-Nightlife ed è finanziato dal programma europeo ERANID. 
Si tratta del primo studio europeo dedicato al divertimento e alla vita notturna dei giovani e si occupa di studiare come e perché gli stili di vita e l’uso di sostanze legati alla nightlife, in particolare alla musica elettronica, non solo variano all'interno dell'Europa ma cambiano nel corso tempo.  Il progetto si svolge contemporaneamente in Italia, UK, Olanda, Belgio e Svezia e sono previsti circa 10.000 partecipanti.

La partecipazione consiste nel compilare due questionari on-line (https://uclpsych.eu.qualtrics.com/jfe/form/SV_0q8J2tCd4DkghRb?Origin=web&Q_Language=IT) , uno ora (possibile fino al 31 settembre) e uno di follow-up tra un anno, in modo da permetterci di analizzare l'evoluzione nel tempo dei comportamenti individuali e i fattori che li determinano. Le risposte ai questionari sono anonime e le informazioni fornite sono tutelate dal codice sulla protezione dei dati personali. Per i partecipanti è prevista l’inclusione in due concorsi a premi, uno per ogni compilazione, grazie ai quali è possibile vincere laptop, tablet Mac e altri premi. Per partecipare bisogna avere un'età compresa tra 18 e 35 anni e aver partecipato ad almeno 6 eventi di musica elettronica negli ultimi 12 mesi.

Il reclutamento dei partecipanti si svolge sia off-line,, in club e festival di musica elettronica, sia on-line attraverso social media, forum e website.

Questi i link rilevanti:

Sito web del progetto: www.emssurvey.eu 
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/EMSSurvey.eu/
Link diretto al questionario: https://uclpsych.eu.qualtrics.com/jfe/form/SV_0q8J2tCd4DkghRb?Origin=web&Q_Language=IT
Informazioni per i partecipanti: https://www.emssurvey.eu/participant-info/italiano
Maggiori informazioni sul progetto: https://www.emssurvey.eu/projectinfo/project-overview
Scopri di più sul gruppo di ricerca: https://www.emssurvey.eu/team/team-overview

Le psicosi associate al consumo di cannabis. Parte prima: due casi clinici

 

Una serie di articoli sul tema delle psicosi associate al consumo di cannabis. Uso volutamente la dizione di “psicosi associata al consumo” e non quella di “psicosi da” perchè, come vedremo, il ruolo della cannabis è assai controverso.

Come prima provocazione voglio presentare due casi clinici, in cui ho fatto da consulente e che sono stato autorizzato a pubblicare, ovviamente modificando i nomi e poche altre informazioni non rilevanti, per rendere le persone non riconoscibili. Ogni storia è stata raccolta in tre incontri da un’ora, in cui ho cercato di mettere quanto più possibile a proprio agio la persona e dare valore a quanto affermava. L’anamnesi finale è stata condivisa, ovvero è stata restituita allo psichiatra inviante anche con la firma del paziente, che vi si riconosceva.

Entrambe queste persone avevano una diagnosi consolidata di “psicosi da cannabis“. Si tratta solo di due storie emblematiche scelte a caso, ma le altre che non vengono riportate sono assai simili e soffrono dello stesso problema.

blog.sitd.it/2017/08/01/le-psicosi-associate-al-consumo-cannabis-parte-due-casi-clinici/

Don Winslow: la guerra è finita. Ha vinto la droga

 In occasione dell'uscita italaian del suo ultimo romanzo

Ha raccontato l’ascesa dei narcos messicani. Ora, nel nuovo romanzo, "Corruzione", accende i riflettori sui poliziotti di New York. E svela un’America falciata da eroina e antidolorifici. L' intervista di Enrico Deaglio sul Venerdi - Repubblica bit.ly/2t6M2A5

Da dove partiamo?

«Se parliamo di cartelli, da quello di Sinaloa. È un punto all’orizzonte, a sud: lo stato di Sinaloa, Messico, nei poverissimi anni Quaranta. Il clima è buono per la coltivazione dell’oppio, i gringos ne hanno bisogno. Il consumo di massa di oppio, eroina, antidolorifici è nato qui, con la Prima guerra mondiale, le trincee, le amputazioni. Furono degli italiani intraprendenti a capire che si potevano fare un sacco di soldi curando dolore e infelicità. Lucky Luciano fu il più sveglio, aprì canali con l’industria farmaceutica in Germania, si spinse addirittura in Birmania per comprare la materia prima. Con la Seconda guerra mondiale questi canali si esaurirono: l’Atlantico era un “mare tedesco”, il Giappone dominava l’Asia, la merce non arrivava. Ma i soldati americani avevano bisogno della dose. E così furono proprio gli americani a proporre ai contadini di Sinaloa di produrre per loro. “Sì, d’accordo, ma come facciamo a portarvi la roba oltre le montagne?”. “Vi costruiamo noi la ferrovia” dissero i gringos, e infatti  fecero la Sinaloa-San Diego in un batter d’occhio, per i marinai delle portaerei, le decine di migliaia di feriti, di traumatizzati, di distrutti dalla guerra  che tornavano a casa».

Tra allora e oggi, per soddisfare i consumi americani c’è voluta la produzione intensiva in Colombia, Bolivia, Messico. Adesso è il Messico che ha preso il sopravvento: e la logica del Cartello del XXI secolo ha la stessa modernità delle catene di montaggio dei primi del Novecento.  

Winslow si alza e va alla staccionata. Prende una pietra. «Questo oggetto qui vale uno». Lo trasporta oltre il legno. «Arrivato di là, lo vendi a 50. Produrre è importante, ma molto di più è occupare lo spazio da quest’altra parte della staccionata. Questo vuol dire corrompere, decapitare, sterminare. Il cartello è questo: non è la cronaca di diversi assassinii, ma il flusso di una merce diventata regina del mercato americano. I narcos vogliono il monopolio. Chi si oppone muore. È il più grande conflitto in corso: centomila morti in dieci anni, e la cifra è in crescita. E centomila morti vogliono dire altrettanti orfani, altrettante vendette, altrettanti traumi psichici. Oggi la produzione di droga dei cartelli messicani vale tra l’8 e il 13 per cento del Pil del Paese: sono di fatto un secondo potere. Anni fa sono stati loro a comprare i bond emessi dal governo messicano e a salvarlo dal default. Dopo il crollo di Wall Street del 2008 è stato il denaro liquido di Las Vegas e Miami a far partire la ripresa».

Ma lei fa lo scrittore o il sociologo?
«Scrittore, assolutamente. La crime novel è fatta per intrattenere il lettore. Però ci tengo anche a fare qualcosa per cambiare la situazione».

Che cosa propone?
«Che si dichiari la fine della “guerra alla droga”. Bisogna legalizzare il più possibile, anche le droghe che danno dipendenza (quelle che noi chiamiamo pesanti, ndr) e intervenire sulle cause dell’infelicità che porta alla droga. Bisogna colpire i criminali. E per quanto riguarda le sostanze “ricreative”, io ovviamente capisco il fumo, ma vorrei che i ragazzi – che magari boicottano una marca di caffè perché non è equa e solidale  –  si rendessero conto che chi produce marijuana è quasi sempre uno schiavista».

continua su 

http://www.repubblica.it/venerdi/interviste/2017/06/15/news/don_winslow_la_guerra_e_finita_ha_vinto_la_droga-168150066/

Il boom della marijuana legale: "Un ordine ogni 30 secondi"

di GIACOMO TALIGNANI, Repubblica, 13 giugno 2017 

http://bit.ly/2so8rfl
 
 "Un ordine ogni 30 secondi"(ap)
 
Più che una operazione commerciale la definiscono una "missione sociale". In meno di un mese, la marijuana legale, quella che "si fuma ma non sballa", ha fatto boom. "Appena entrati in commercio avevamo un ordine ogni 30 secondi. Siamo stati costretti a chiudere la vendita online. Ci sono state resse negli shop, con anche mille persone all'ora. In un negozio abbiamo dovuto mettere le transenne. Adesso è il momento di strutturarci".

Già 20mila barattoli venduti, la cannabis "light" sta diventando un vero e proprio fenomeno di mercato. Luca Marola, fra gli ideatori di Easy Joint - l'azienda che vende l'erba Eletta Campana, varietà italiana con il THC (tetraidrocannabinolo, principio psicoattivo della marijuana) inferiore allo 0,6 per cento, il limite di legge consentito - racconta quello che è accaduto le prime ore dopo il lancio . Il boom della marijuana light legale: "Così facciamo le prove di legalizzazione"
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"Da quando abbiamo presentato il prodotto alla Fiera di Bologna l'interesse è stato altissimo. Vogliamo ricordare che questa non è la marijuana per come la si intende di solito, ma è un'erba che ha bassissimo Thc e fino al 4% di cannabidiolo (CBD), ovvero il principio contenuto nella cannabis che non ha effetti psicoattivi, ma soltanto sedativi. Così, tra curiosi, appassionati, persone che volevano provare l'erba per problemi di ansia, insonnia, dolori mestruali e altro si è sparsa la voce e sono arrivati i primi ordini. Ad oggi già 85 negozi in tutta Italia la stanno vendendo e le richieste sono così elevate che abbiamo dovuto costituire una società, assumere dei dipendenti e bloccare la vendita online perché non riuscivamo a gestirla".

L'erba "giusta" o "cannabis tecnica italiana" viene venduta in vasetti da 8-10 grammi a un prezzo di 17 euro e secondo Marola "ha un valore sociale. Il nostro è un esperimento che potrebbe aprire gli occhi: ecco come potrebbe essere la legalizzazione in Italia. Non ci importa tanto il commercio, ma far capire cosa si potrebbe fare in questo Paese, così come già avvenuto in America e molte altre zone del mondo. Ma la politica, invece di interessarsi, dorme sull'iter di legge per la legalizzazione fermo da tempo. Da Saviano al procuratore antimafia, da intellettuali a deputati ci sono state delle aperture: forse mostrando questa iniziativa anche tutti gli altri si renderanno conto che legalizzare è possibile".

Su idea della "canna light" nata in Svizzera (che però lì viene venduta nelle tabaccherie) Easy Joint sfrutta una serie di agricoltori che coltivano canapa sativa a uso industriale in varie regioni di Italia acquistandone i fiori, materiale che prima veniva "scartato e usato come fertilizzante. In questo modo diamo vigore anche alla filiera italiana". Nelle Marche i fiori - per ora così come sono, quindi carichi di semi - vengono imbarattolati "dando vita a un indotto che coinvolge aziende di barattoli, grafica per l'etichette, trasporti e altro".

Con i valori così bassi di Thc "e poche norme chiare e precise sulle infiorescenze" il prodotto può essere "legalmente venduto, per ora solo nei grow shop, negozi specializzati nel materiale legato al mondo cannabis. Presto supereremo i 100 punti vendita. Le critiche maggiori che stiamo affrontando per ora non sono di natura etica o politica ma per la presenza del seme nel prodotto: in futuro ci sarà anche una varietà sensimilla, senza semi".

Dalla vecchia coca alle nuove psicoattive: viaggio tra le droghe della generazione 2000

Cocaina ed eroina già alle scuole medie. Ma anche farmaci tradizionali e legali come Oki e Xanax. E composti chimici sconosciuti perfino alla polizia. Ecco quali sono le sostanze più usate dai minorenni

Inchiesta. L'Espresso-La Repubblica espresso.repubblica.it/inchieste/2017/04/06/news/dalla-vecchia-coca-alle-nuove-psicoattive-viaggio-tra-le-droghe-della-generazione-2000-1.299087

La maggior parte di loro è alla ricerca di una sostanza che possa farli eccitare o rilassare, prepararsi a fare sesso o a ballare per venti ore consecutive, sentirsi in pace con il mondo o più semplicemente - e molto spesso - dimenticare per qualche ora le emozioni dolorose. Facile, oggi più che mai. Perché la gamma a disposizione per raggiungere l’obiettivo è praticamente infinita. Dalle droghe tradizionali ai farmaci più comuni. Fino alle sigle da piccolo chimico, decine di composti che ogni anno entrano silenziosamente sul mercato, spesso sconosciuti persino alle forze di polizia.

Sulle droghe stiamo sbagliando tutto

 La storia del suicidio di Lavagna ci dice di nuovo che bisogna cambiare approccio e legalizzare quelle leggere, scrive Roberto Saviano

 

IlPost - Su Repubblica Roberto Saviano si è occupato del suicidio di un ragazzo a Lavagna dopo che era stato trovato in possesso di 10 grammi di hashish, e soprattutto del modo in cui in Italia viene trattato il consumo di droghe, da quelle leggere a quelle pesanti: «se ti trovano in possesso di droga, sei una merda e ti sei rovinato la vita. La tua e quella della tua famiglia. Non c’è appello. Non c’è possibilità di riscatto». Saviano stesso dice che la storia del ragazzo che si è ucciso andrebbe discussa fino a un certo punto, perché non sapremo mai tutti i motivi per cui si è ucciso e «questo non è un romanzo», ma che comunque è necessario fare una discussione seria sulla necessità di cambiare approccio legislativo sulle droghe in Italia.

 

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FARMACOCINETICA ED EFFETTI DELLA CANNABIS

Farmacocinetica ed Effetti della Cannabis

    In linea generale, tenendo conto delle molteplici variabili che danno l’effetto finale, il soggetto avverte: un senso di euforia, rilassamento e benessere; in un contesto sociale, la tendenza ad una maggiore loquacità e risate contagiose (basta molto poco, e spesso senza alcuna ragione apparente, che scoppino risate incontrollabili); la sensazione di avere una maggiore sensibilità fisica ed emotiva; il pensiero pare più libero e più “creativo” del solito e si possono avere condizioni di introspezione e trasognanti e il rilassamento può indurre stati soporosi (sonnolenza) o un vero sonno.

    Nell’uomo la dose di THC necessaria per produrre i suoi effetti varia tra 2 e 20 mg.Quando la cannabis viene fumata, il THC è rapidamente assorbito, è riscontrabile nel plasma nel giro di pochi secondi e qui raggiunge un picco dopo 3-10 minuti. Ogni “puff” (aspirazione) rappresenta una sorta di bolo della sostanza che viene rilasciata nel sistema circolatorio attraverso l‟estesa via capillare che circonda gli alveoli polmonari.Il sistema nervoso centrale viene raggiunto dal composto in circa 5 min.; si stima inoltre che solo 1% di THC contenuto in uno spinello si ritrova nel cervello.

    Gli effetti del fumo della cannabis iniziano nel giro di qualche minuto, raggiungono il massimo intorno ai 20 minuti e permangono per 2-3 ore.Quando la cannabis, invece, viene “mangiata” gli effetti sono più lenti ma permangono più a lungo, raggiungendo il massimo dopo 3-4 ore dall‟ingestione e scomparendo dopo 6-8 ore.Per ottenere i maggiori effetti dalla “inalazione” del fumo di marijuana è importante trattenere a lungo il fumo nei polmoni.La percentuale di THC presente nello spinello che raggiunge il flusso sanguigno oscilla tra il 10 e il 50%. Circa il 30% della perdita è dovuta al fatto che la molecola è bruciata durante il fumo, perché assorbita in parte o perché resta bloccata nella sigaretta.I fumatori di cannabis inesperti e saltuari assorbono approssimativamente il 10–14 % del THC disponibile, mentre gli utilizzatori regolari assorbono una quantità doppia, probabilmente perché acquisiscono una tecnica nel fumare più efficiente che consente loro di trattenere il fumo nei polmoni più a lungo.Per quanto riguarda gli altri cannabinoidi, la quantità assorbita oscilla tra il 30% per il CBD e il 38% per il CBN.Il metabolismo del THC ha inizio dopo circa 10 minuti ed avviene nel fegato con il coinvolgimento di diversi enzimi, alcuni dei quali sono inibiti dal CBD (che può quindi alterare il suo metabolismo). Il THC genera 7 metaboliti maggiori e circa 25 altri metaboliti potenzialmente attivi.Il THC è inoltre trasformato in una molecola non-psicoattiva, che è escreta nelle urine. Solo tracce dell‟originale THC possono essere riscontrate nelle urine.Poichè il THC (come tutti i cannabinoidi) è una molecola altamente solubile nei grassi, presenta un‟estesa distribuzione e i suoi livelli plasmatici diminuiscono rapidamente dopo 30 minuti. Inoltre, i suoi principali metaboliti sono eliminati lentamente dal corpo poichè sono accumulati nel tessuto adiposo e da qui lentamente rilasciati nel flusso sanguigno. L‟eliminazione completa si ottiene, infatti, dopo cinque settimane.Pertanto un utilizzo ripetuto della cannabis porta ad un accumulo di cannabinoidi nei tessuti ricchi di lipidi, compreso il cervello.L‟elevata liposolubilità dei cannabinoidi e la lenta eliminazione dall‟organismo li distingue da altre sostanze come ad es. l‟alcol; tra l‟altro la lenta eliminazione del THC spiega anche la ridotta intensità della sindrome astinenziale e la ragione per cui gli esami tossicologici urinari possono risultare positivi per molto tempo.

    Effetti della Cannabis

    Una delle proprietà dei cannabinoidi è la grande varietà di effetti farmacologici da essi prodotti ma che dipendono anche dal soggetto, dalle aspettative, dalla qualità della cannabis, da quanto è “tagliata”, dal modo di fumare, dalle circostanze.Come prima riportato i cannabinoidi sono di norma assunti attraverso il fumo o, meno frequentemente, ingeriti o vaporizzati.

    L’esistenza di un complesso sistema degli endocannabinoidi presente nell’organismo e l’interazione tra i fitocannabinoidi e questo sistema spiega i numerosissimi effetti della cannabis che influenzano il movimento,la coordinazione, la reattività, la memoria, l’apprendimento, gli effetti di ricompensa ed anche la possibilità di indurre dipendenza.Le regioni cerebrali implicate in questi effetti sono particolarmente ricche di recettori per i cannabinoidi ai quali si legano ed è questo legame che consente di avviare gli effetti.

    A piccole dosi la cannabis produce euforia, sedazione, rilassamento, assopimento e in un certo senso questi effetti sono simili a quelli causati dall‟alcol.Ad alte dosi il THC produce effetti allucinogeni.

    Altri segni sono caratteristici dello stato di intossicazione da cannabis:

    – l’aumento del battito cardiaco, più consistente nei primi 10–20 minuti dopodiché scende rapidamente;

    – la pressione aumenta quando la persona è seduta e diminuisce quando sta in piedi (ipotensioneposturale) causando debolezza e vertigini;- l‟arrossamento congiuntivale, mentre il diametro pupilare non subisce modificazioni;

    – secchezza delle fauci (bocca e gola si seccano);

    -“senso di fame” per stimolazione da parte dei cannabinoidi del centro dell‟appetito e del sistema dellagratificazione; mangiare diventa particolarmente gustoso, piacevole.

    La cannabis, data l’azione in parte allucinogena, può determinare distorsioni visive, uditive, del tempo e dello spazio ed intensificazione delle esperienze sensoriali (incremento della acuità visiva, sagome colorate, i suoni si “sentono in maniera più accentuata o distorti ed è tipico il riportato piacere nell‟ascoltare la musica); non si possono poi escludere effetti acuti soggettivi in relazione anche alla dose di THC assunta.La memoria a breve termine e l‟attenzione sono compromesse; pensare o concentrarsi diventa molto difficile.

    L’alterazione della coordinazione motoria è spesso molto visibile con un‟andatura da “fatto”, da ubriaco;

    Possono presentarsi inoltre effetti di cattivo umore (la cosiddetta paranoia) e questo soprattutto nei consumatori inesperti in seguito all‟assunzione di quantità consistenti, in dipendenza dal precedente stato emotivo del consumatore o se il contesto ambientale non è favorevole.I più comuni di questi effetti sono ansia e paranoia, depersonalizzazione (una perdita del senso dell‟identità personale o dell‟auto riconoscimento), panico, reazioni disforiche con disorientamento, depressione, delusioni, illusioni e allucinazioni.

    Tutti questi effetti generalmente scompaiono dopo poche ore.

    (Tratto da: Centro Studi sulle Dipendenze Patologiche, Dipartimento di Farmacologia Giorgio Segre, Università degli Studi di Siena)

    Le date più antiche dell'uso umano delle varie droghe.

    Le date più antiche dell'uso umano delle varie droghe.

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