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Novità

SIGARETTE: QUANTO MI COSTATE IN €URO E IN SALUTE PERSA?

Negli ultimi anni abbiamo più volte rimosso i post e gli articoli di questi signori che sono semplicemente un link ad un sito commerciale e ci utilizzano per farsi gratuitamente pubblicità.

La Redazione

 

Dalla “droga da discoteca” una cura per la depressione

I ricercatori scoprono nella Ketamima – uno stupefacente illegale utilizzato per lo sballo dai frequentatori di discoteche – una sostanza capace di curare con successo la depressione, anche nelle forme gravi

 Chi frequenta i locali come le discoteche sa che cos’è la Ketamina, dato che vi sono persone che la utilizzano come mezzo per sballare. E’ una sostanza utilizzata sia in medicina veterinaria che per uso umano, ed è un anestetico dissociativo. Tuttavia, assunta in dosi particolari (in genere inferiori a quelle mediche) ha degli effetti paragonabili a psichedelici come LSD. Per questo motivo è purtroppo illegalmente diffusa in certi ambienti.

Ora, i ricercatori del Dipartimento di Psichiatria dell’Università di Oxford hanno scoperto che la Ketamina può curare con un certo successo la depressione, anche nelle forme gravi e nei pazienti che non rispondono alle cure standard. L’effetto, che differisce dagli antidepressivi tradizionali, è rapido ed efficace, riportano gli scienziati.
Lo studio, condotto dal dott. Rupert McShane e colleghi è stato pubblicato sulJournal of Psychopharmacology, e suggerisce che la Ketamina possa essere considerata un nuovo promettente antidepressivo che funziona in modo diverso dagli antidepressivi esistenti.

Come accennato, l’effetto si mostra particolarmente evidente nei pazienti chesoffrono di depressione grave, che dura da anni nonostante le molteplici terapie cui sono stati sottoposti.
Il team di ricerca ha sottoposto a trattamento con la Ketamina un primo gruppo di 45 pazienti affetti da depressione grave. In tutto sono state fornite circa 400 infusioni.
Sebbene molti pazienti così trattati abbiano sofferto di una ricaduta entro un giorno o due, il 29% ha sperimentato un beneficio che è durato almeno tre settimane, mentre per il 15% i benefici sono durati oltre due mesi, prima di avere una eventuale ricaduta.

I risultati si sono mostrati subito promettenti, e i ricercatori ora stanno valutando il modo di riuscire a mantenere l’effetto antidepressivo il più a lungo possibile, in modo da evitare ricadute.
Anche gli effetti collaterali pare siano minimi, dato che non vi sono stati effetti negativi sulle facoltà cognitive o sulla vescica. Alcuni pazienti hanno tuttavia sperimentato sintomi d’ansia o di malessere.
Ecco dunque come un farmaco, utilizzato anche in modo indiscriminato e pericoloso da certe persone, possa essere un aiuto per chi davvero ne avrebbe bisogno.
 La Stampa www.lastampa.it/2014/04/03/scienza/benessere/medicina/dalla-droga-da-discoteca-una-cura-per-la-depressione-TREmhjHSwyuKYDGamFCt4M/pagina.html

La ketamina causa gravi danni al fegato

Una ricerca pubblicata su Clinical Gastroenterology and Hepatology dimostra come l’utilizzo e l’abuso di ketamina, il noto anestetico, possa causare gravi danni al fegato

Attenzione all’uso della ketamina. Il noto anestetico dissociativo, utilizzato sia in ambito umano che veterinario, può essere causa di gravi danni al fegato.Questo quanto scoperto dai ricercatori dell’Università Cinese di Hong Kong con uno studio i cui risultati sono stati pubblicati su Clinical Gastroenterology and Hepatology.

La dott.ssa Grace Lai-Hung Wong e collleghi della CU hanno valutato gli effetti della ketamina su 297 soggetti che utilizzavano questa sostanza in modo continuativo e a causa di disfunzioni del tratto urinario. Per far ciò, i ricercatori hanno impiegato esami istologici e radiologici. La definizione di danno epatico è stata poi stimata basandosi su parametri quali un aumento e superamento di oltre due volte il limite del valore normale in un pannello biochimico epatico.
Sette pazienti con enzimi significativamente anormali sono stati sottoposti a biopsia epatica percutanea, mentre 6 pazienti sono stati invece sottoposti a risonanza magnetica colangiopancreatografia retrograda endoscopica (ERCP).

Dai risultati degli esami, i ricercatori hanno scoperto che la prevalenza di danno epatico è stata del 9,8% (colestatica in tutti i casi). In tutti i sette pazienti valutati dalla biopsia epatica si sono osservate lesioni del dotto biliare. Nonostante la giovane età, due pazienti presentavano una fibrosi a ponte. Infine, sono stati trovati dotti biliari dilatati o prominenti o senza ostruzioni o compressione estrinseca in tre dei 6 pazienti sottoposti a risonanza magnetica ERCP.
«L’abuso di ketamina sembra dunque portare a una dilatazione comune del dotto biliare, lesioni del dotto biliare e anche una significativa fibrosi del fegato», scrivono gli autori.

Ecco pertanto come l’uso non controllato o l’abuso di questa sostanza può essere assai dannoso per la salute in generale e del fegato – come suggerito in particolare da questo studio.
La ketamina è una sostanza che, se utilizzata in dosi inferiori a quelle terapeutiche, può avere effetti pari e superiori agli allucinogeni. Un uso sconsiderato può dare molti e pericolosi effetti collaterali. Per saperne di più si può visitare la pagina web dell’ASL di Casale Monferrato (AL) a questo indirizzo:www.aslal.it/Sezione.jsp?idSezione=1679.
 La Stampa www.lastampa.it/2014/10/10/scienza/benessere/medicina/la-ketamina-causa-gravi-danni-al-fegato-7zTeBAU9akPCrUNd7v7V2L/pagina.html

Schizofrenia, incidenti, malattie: tutti i danni della cannabis

 Se la cannabis non dà dipendenza allora non la danno nemmeno l’eroina e l’alcol»: è il commento del professor Wayne Hall, tra i massimi esperti dell’argomento e consulente per la World Health Organisation, che ha guidato uno studio ventennale sul consumo prolungato di marijuana.

Avvertenze ai consumatori

L’uso prolungato di cannabis impoverisce le capacità intellettuali, favorisce disturbi psichici (raddoppiando i rischi di diventare psicotici, soprattutto per gli adolescenti), riduce la capacità di guida e, per le donne incinte, aumenta i rischi che il bambino nasca sottopeso: è la conclusione di Wayne Hall che, nel presentare uno degli studi più imponenti sul consumo forte e prolungato di cannabis, avverte i consumatori con un’attenzione particolare verso i giovanissimi. 

Tutte le controindicazioni

Per quanto lo spinello in questi ultimi anni sia stato in parte “sdoganato”, esistono molte verità riguardo al suo uso prolungato che i forti consumatori devono sapere, secondo gli autori dello studio. Innanzitutto questa droga, benché classificata come leggera, causa una forte dipendenza: un ragazzino su sei tra coloro che ne fanno uso continuativo diventerà dipendente da questo stupefacente, con tutti i rischi e le implicazioni sociali e di salute di una addiction. In secondo luogo, per chi è mentalmente borderline può rappresentare una sorta di roulette russa, capace di risvegliare disturbi psicotici gravi e aumentare i rischi di schizofrenia. Emerge poi dalla ricerca che mettersi alla guida dopo aver fumato marijuana raddoppia i rischi di incidente, anche se, avvertono gli stessi scienziati, le statistiche sono di difficile interpretazione perché spesso il consumo di marijuana è associato a quello di alcol. Infine se si è in dolce attesa la cannabis aumenta i rischi che il nascituro sia sottopeso. Nonostante alcune confessioni da parte di insospettabili personaggi pubblici che hanno ammesso di aver dato qualche tiro, e nonostante un uso da parte dei giovani sempre più assimilabile alla sigaretta, la “canna” causa danni importanti e gravi, tanto da essere paragonata all’eroina e all’alcol.

Una droga sottovalutata

Ma le sue conseguenze sono spesso sottostimate e culturalmente è sempre più accettata. Gli autori della ricerca insistono anche sulle conseguenze sulla salute dell’uso a lungo termine della marijuana: «Sebbene non porti come l’eroina a una morte per overdose, esistono una serie di conseguenze a lungo termine molto gravi se non fatali: lo spinello rientra infatti nel novero delle cause di bronchiti, tumori, crisi respiratorie e attacchi cardiaci» commenta Hall. In più capitoli gli esperti sottolineano le controindicazioni in caso di malattia mentale, avvertendo che questa sostanza può scatenare definitivamente la malattia mentale, soprattutto se esiste una familiarità e soprattutto nel caso di consumo negli anni dell’adolescenza. I ricercatori ribadiscono la necessità di una campagna di sensibilizzazione mirata sulla marijuana, che chiarisca una volta per tutte che non si tratta di una safe drug.

Corriere della Sera www.corriere.it/salute/14_ottobre_07/schizofrenia-incidenti-malattie-tutti-danni-cannabis-827347ac-4e28-11e4-b38c-5070a4632162.shtml

Codice della strada, "ergastolo" della patente per chi uccide al volante: via libera alla Camera

 Arriva l'ergastolo della patente, ovvero la revoca a vita della patente a chi verrà accusato di omicidio colposo per una violazione del codice della stradale. La Camera darà in serata il primo via libera alla riforma del codice della strada che introduce, tra l'altro, anche le norme che prevedono anche il ritiro a vita della patente, il cosiddetto «ergastolo», e pone le basi per l'istituzione del reato di omicidio stradale. La delega dovrà poi passare al Senato. Soddisfatto il viceministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini, che biasima il duro ostruzionismo di M5S (che pure ha visto approvati diversi propri emendamenti al testo), un «assaggio» di quello che succederà durante il decreto legge sblocca Italia. Ecco le principali innovazioni che saranno introdotte dalla delega.

ERGASTOLO DELLA PATENTE. La patente verrà revocata a vita a chi verrà accusato di omicidio colposo per una violazione del codice della stradale. La revoca a vita sarà comunque prevista in caso di omicidio colposo effettuato da conducente alla guida con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l o sotto l'effetto di stupefacenti ovvero in caso di omicidio colposo con più vittime o con morte di una persona e lesioni di una o più persone

L'OMICIDIO STRADALE. la delega prevede la possibilità di introdurre nel codice penale, con una opportuna modifica, la fattispecie dell'omicidio commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale come necessariamente doloso e non colposo, in particolare se commesso da soggetti alla guida ubriachi o sotto l'effetto di stupefacenti.

PROVENTI MULTE PER PIÙ CONTROLLI. Una quota non inferiore al 15 per cento dei proventi delle multe riscosse da organi dello Stato andranno a un fondo per l'intensificazione dei controlli su strada e a un fondo per il finanziamento del piano nazionale di sicurezza stradale. -

IN CITTÀ A 30KM/ORA: La delega prevede la possibilità di ridurre dei limiti di velocità nelle aree urbane a 30 km/h nelle vicinanza di scuole, ospedali etc. -

PIÙ ATTENZIONE ALLE BICICLETTE. Promozione della sicurezza delle biciclette, in particolare per i ciclisti di età inferiore a 14 anni, e disposizioni per favorire l'accesso di biciclette, ciclomotori e motocicli nelle corsie riservate ai mezzi pubblici.

NOVITÀ PER STRISCE BLU. La multa per chi «sfora» il tempo del parcheggio sulle strisce blu dovrà essere «graduale» e tenere conto del tempo di permanenza illegittimo.

SCOOTER IN AUTOSTRADA. Arriva la possibilità di circolazione sulle autostrade e sulle superstrade per i motocicli di cilindrata superiore a 120 cc, se condotti da maggiorenni. In autostrada oggi possono circolare solo le moto sopra i 150cc.

LE BANCHE DATI. Verrà istituita una banca dati unica delle infrazioni stradali, ed i dati su veicoli e patenti potranno essere utilizzati liberamente in formato open source.

I PUNTI: Le sanzioni saranno graduate in funzione dell'effettiva pericolosità del comportamento. I punti verranno decurtati anche ai soggetti minorenni per le infrazioni a bordo dei ciclomotori, e non solo ai maggiorenni come accade oggi. -

REGOLAMENTAZIONE DEL CAR POOLING. Verrà introdotta una definizione di car pooling inteso come servizio di trasporto non remunerato basato sull'uso condiviso di veicoli privati tra due o più persone che debbano percorrere uno stesso itinerario. E via libera ai ciclo-taxi: è prevista la possibilità di «svolgere servizio di piazza con velocipedi».

SANZIONI PER CHI VIOLA 'PARCHEGGI ROSA' Parcheggiare indebitamente negli spazi assegnati dai Comuni al parcheggio per donne incinte o con bimbi piccoli, farà scattare multe e sanzioni.

ASSICURAZIONE CONTROLLATA TELEMATICAMENTE. Via libera a disposizioni per favorire la diffusione e l'installazione di sistemi telematici per rilevare lo stato della revisione e l'esistenza e la validità dell'assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile verso terzi del veicolo, nonchè se il veicolo è sottoposto ad una misura di sequestro o confisca penale o oggetto di denuncia di furto. E pene più aspre arriveranno per chi circolerà senza assicurazione.

www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/POLITICA/ergastolo_patente_delega_codice_strada_camera/notizie/947000.shtml

Ottavo giorno senza sigarette/tabacco/fumo. A contatto con nicotina

Con piacere posso confermarvi che ho smesso di fumare sigarette e qualsiasi altro tabacco da 8 giorni. Ammetto, ogni tanto faccio qualche svapo di elettronica (senza nicotina e base neutra) ma non soffro più di tanto.Gli unici problemi che ho avuto duranti questi giorni (a parte qualche respirata di fumo passivo passandro in zone dove c'erano fumatori) sono stati:

- l'imbecille del negozio di siga elettroniche che mi ha dato da testare una sigaretta con liquido con nicotina 16 (due tiri brevi).- cercando di riempire la siga elettronica comprata a mio papa mi sono sporcato le mani e ho annusato per qualche minuto il liquido nicotinoso 4 (ed era terribilmente disgustoso).Io comunque non ho più alcuna intenzione di fumare ma vorrei sapere secondo voi se questi contatti con la nicotina mi hanno danneggiato il corpo e quindi è rientrata la dipendenza e tutte le sostanze tossiche o sono io che mi faccio troppe menate? Grazie

Come la Svizzera ritarda il declino dell’industria del tabacco

Di fronte al calo delle vendite di sigarette tradizionali, l’industria del tabacco si lancia a capofitto nella battaglia dei prodotti “a basso rischio”. Ben ancorata in Svizzera, è fortemente sostenuta dalla classe politica. Ma secondo gli esperti, ciò non basterà ad arginare il suo declino.

Due miliardi di dollari: è la somma investita da Philip Morris (PMI) per sviluppare e testare una nuova sigaretta che scalda il tabacco anziché bruciarlo. Battezzata “iQos”, è un dispositivo elettrico destinato a evitare gli effetti dannosi della combustione del tabacco e sarà messo progressivamente sul mercato dalla fine dell’anno. Se ne dovrebbero vendere 30 miliardi da qui al 2016, con utili annuali per 700 milioni di dollari.

Questo, almeno, secondo le previsioni della multinazionale, che si è rifiutata di aprire a swissinfo.ch le porte del suo centro di ricerca a Serrières, sulle rive del lago di Neuchâtel. Lì, oltre 300 ricercatori studiano in gran segreto delle alternative meno nocive alla buona, vecchia sigaretta.

«L’industria si trova agli inizi di un processo di trasformazione. Noi l’abbiamo previsto quando, dieci anni fa, abbiamo iniziato a lavorare allo sviluppo di prodotti potenzialmente capaci di ridurre i rischi», sottolinea Iro Antoniadu, portavoce di PMI. Ma il produttore della famosa Marlboro non è il solo a provarci.

Tutti gli attori del ramo sono alla ricerca del Graal - sigarette elettroniche, prodotti che scaldano il tabacco, inalatori di nicotina o ancora vaporizzatori di tabacco - per tentare di raggirare gli inasprimenti legislativi che imperversano sulla sigaretta tradizionale.

l'articolo prosegue qua:

 www.swissinfo.ch/ita/come-la-svizzera-ritarda-il-declino-dell-industria-del-tabacco/40799268

MESSICO: MASSACRO DI STUDENTI A IGUALA, UNA STRAGE DI “NARCOS DI STATO”.

Sei fosse comuni, contenenti un numero ancora indefinito di cadaveri (almeno una trentina), alcuni dei quali con ogni probabilità sarebbero quelli di (alcuni) dei 43 studenti e studentesse messicani della Scuola normale agraria di Ayotzinapa scomparsi il 26 settembre dopo una manifestazione di protesta a Iguala aggredita dalla polizia dello Stato di Guerrero in combutta con i narcos “Guerreros Unidos”.

E’ questa la macabra scoperta di oggi, lunedì 6 ottobre, a Iguala, nel Guerrero messicano, che va ad aggravare il bilancio di 6 studenti morti e 25 feriti gravemente nell’attacco armato di una settimana fa.

La “scoperta” è avvenuta dopo la confessione di uno dei trenta narcos che le autorità di Città del Messico e dello Stato di Guerrero hanno arrestato insieme a 22 membri delle forze dell’ordine accusati di omicidio o concorso in omicidio.

Nonostante le autorità stiano facendo di tutto per “blindare” il sito, la stampa locale messicana non ha dubbi quanto ai mandanti e agli esecutori della strategia: l’Amministrazione locale (a guida Prd, cioè il “centrosinistra”) e la polizia cittadina.

Secondo le prime ricostruzioni, i sicari dei Guerreros Unidos avrebbero seguito gli studenti della Scuola normale di Ayotzinapa fin dal loro arrivo a Iguala per organizzare una commemorazione del massacro di Tlatelolco del 2 ottobre 1968, nel quale oltre 300 studenti vennero uccisi a pochi giorni dalla cerimonia d’inaugurazione delle Olimpiadi di Città del Messico.

Il primo attacco armato sarebbe stato opera degli stessi agenti mentre il secondo, avvenuto durante una conferenza stampa di denuncia, avrebbero avuto come esecutori i narcos. Sarebbero poi stati gli stessi agenti della Municipal di Iguala a consegnare gli studenti superstiti ai Guerreros Unidos, che li hanno massacrati e sepolti nelle fosse comuni.

l'articolo continua qua http://www.radiondadurto.org/2014/10/06/messico-massacro-di-student-a-iguala-una-strage-di-narcos-di-stato/

Inferno o paradiso? Totale confusione con LSD

 Ho appena scoperto questo meraviglioso sito, ed è quello che stavo cercando..Ho bisogno fdi raccontare questa situazione che ho provato\ la sto provando in prima persona. Spiegherò dall'inizio:la mattina di un after, dopo 3 di grammi di ketamina tirati durante la notte, trovo i miei amici e il mio ragazzo addormentati o annoiati, così decido di girovagare di qua e di la. Come un fulmine a cel sereno, trovo un mio amico che stava faendo la stessa cosa, solo che era in lsd, lo vidi così contento, emozionato, entusiasta che mi feci offrire una goccia(era la mia prima ed unica esperienza)..Andammo a ballare, e non mi salì dopo più di 2 ore, quando ormai mi ero arresa e non mi aspettavo più nulla..Semplicemente le casse sembravano respirare e saltare, tutto era un pò diverso attorno a me, tutto strano ma comunque una stranezza molto leggera.. Così raggiugo di nuovo i miei amici, che si erano svegliati ma comunque rimanevano annoiati e apparentemente presi male.. entrai in stanza e mi misi in un angolino..  tutto d'un tratto ciò che i miei occhi vedevano inizò a girare in senso anti orario, ed entrai i trip.. All'inizio era carino, mi limitavo a guardare le figure e forme che si creavano, entravo dentro gli oggetti e vedevo ogni atomo, dove all'interno vedevo altre cose, tanti universi e tante realtà..'Questo è il tutto, questo è infinito, queste son tante realtà, non esiste solo questa della stanza. Io sono Dio in questo momento e sempre, faccio parte del tutto e vederlo è molto strano' pensavo. Si, strano, divertente anche.. Poi il viaggio si fermò su un'immagine bianca con ellissi viola e rosa..Lì mi preoccupai.. Pensai che sarei rimasta lì, pensavo a cosa avrei fatto domani se rimanevo ferma in quell'immagine, come mi sarei comportata con gli altri, come sarei tornata a casa, a mia mamma, a i miei amici, alla mia faccia, chissà che faccia avevo, non sapevo se ero viva o morta. Lì capii che avevo da fare una scelta, rimanere in quelle realtà, illuminarmi e capire tutto della vita, senza però poterla vivere, oppure tornare, scappare da quello stato e continuare la mia monotona e 'insulsa' vita di tutti i giorni.. Decisi dopo poco di tornare alla mia vita, soppratutto per la mia famiglia, perchè in caso non avevsssi preso quella decisione li avrei sicuro ammazzati di crepacuore.. Così mi strofinai gli occhi e piano piano ripresi coscienza della stanza.. Tutto era quasi invariato, anche se a me sembrava di essere tornata da un viaggio di millenni..Guardavo ma non capivo, non gli vedevo le faccie, e non sentivo cosa dicevano. 'Magari stanno parlando di me, magari ho una brutta cera' pensavo, allora gli vedevo avvicinarsi e preoccuparsi per me.. 'Magari stanno discutendo di cazzi loro' e iscutevano davvero di cazzi loro...Panico, e euforia, allo stesso tempo, una bilancia perfetta, talmente perfetta che la mia mente non riusciva a comprendere.. Mi sentivo Dio, il mio Dio, perchè controllavo il 'mio mondo' col pensiero,tutto ciò che solo presumevo accadeva.. ma non sapevo mai la verità, cosa cazzo accadeva davvero nella realtà? Tornavo in viaggio, poi di nuovo nella realtà.. Solo in un momento i miei amici (molto sotto anche loro) si son preoccupati di me, non mi ricordo precisamente, però mi sentivo sola, avrei preferito che qualcuno mi avesse portato a prendere un pò d'aria fuori,ma non è successo e dal giorno di questo accaduto non ne abbiamo più parlato...Ogni tanto, se ci penso, la visione leggermente distorta tipica della baseline mi torna, e un pò mi spaventa...C'è da dire anche un'altra cosa però, l'anno scorso, quando avevo smesso di fare uso e di molta marjuana e solamente saluariamente di alcool, avevo passato un periodo bellissimo, difficile da spiegare.. Pace interiore, amore profondo verso tutto e tutti,realizzavo ogni mio desidero, accettavo e comprendevo tutto, vivevo in un perenne stato di ectasy, in uno stato di illuminazione profondo, ero tutto ciò che volevo, tutto ciò che può considerarsi perfetto. Tutto era nato da un trauma dovuto alla senzazione di morte creato durante un attacco di panico, che mi aveva fatto capire l'importanza di vivere la vita, ed ero riuscita a viverla al meglio, ero fiera di me e avevo positività e autostima da vendere. Dopo circa 3 mesi, per piccoli problemi privoli, ho passato altri periodi più o meno lunghi, di depressione e di euforia,con picchi sempre più leggeri, fino ad arrivare all'apatia.. Poi piccoli risvegli, piccole depressioni e così via..Un casino insomma.. Penso che ciò sia collegato, mi sento io stessa una droga..Ho bisogno di aiuto, non so a chi rivolgermi.. Medicine e le dipendenze da esse legate non ne voglio, e non voglio nemmeno puzza di ospedale a vita, con la mia famiglia preoccupata e fogli che attestano la mia infermità mentale se così fosse...

Prevenzione e cura Gap, il modello italiano fa scuola

 l decimo Congresso europeo su Gambling Studies and Policy Issues: What’s next? Who’s next? New directions in Gaming and Gambling tenutosi a Helsinki in Finlandia dal 9 al 12 settembre 2014, ha rappresentato un’importante occasione di scambio e di confronto tra concessionari delle attività di gioco e operatori che si occupano di gioco patologico non solo in Europa, ma anche in Canada, Usa, Australia e Asia.

Ne sono emerse alcune tematiche di particolare attualità come l’importanza di differenziare il gioco sociale che non incide negativamente sul benessere dei giocatori che oggi si avvicinano alle molteplici occasioni di gioco con denaro, e l’importanza di evidenziare i segnali che indichino il rischio di cadere in forme di gioco compulsivo in persone più fragili e predisposte. Molte relazioni hanno riguardato, in particolare, il rischio che corrono oggi gli adolescenti esposti massicciamente alla seduzione di una cultura consumistica e all’uso generalizzato di sistemi informatico-telefonici di acccesso a possibilitò di gioco.

Di fronte a una leggera flessione di alcuni giochi più tradizionali, si assiste infatti ad una costante crescita dei giochi online la cui accessibilità è praticamente ubiquitaria e senza reali possibilità di contenimento. A tale proposito si è molto discusso, anche grazie ad un autorevole intervento della italiana Valérie Peano della agenzia Egla, dell’importanza di sviluppare una legislazione europea che, seppure non può avere ancora carattere cogente sugli stati membri, possa comunque fornire una cornice normativa di riferimento alla quale le legislazioni nazionali possano ispirarsi in una sostanziale omogeneità di indirizzi. 

DONNE IN GIOCO - È stato anche sviluppato il tema della diffusione del gioco tra le donne anche grazie a ricerche scientifiche condotte congiuntamente in Italia ed altri paesi europei con il coordinamento di Fulvia Prever di Milano.

Fabio Lucchini, di Federserd, ha inoltre presentato interessanti dati statistici a seguito dell’esperienza condotta attraverso il servizio di consulenza online www.giocaresponsabile.it.

ITALIA IN POLE NELLA PREVENZIONE - Un versante nel quale l’Italia si presenta come portatrice di esperienze avanzate è anche quella dei trattamenti residenziali previsti per giocatori. Su tale argomento, sono stati riportati i risultati emersi da una ricerca sugli outcomes dei primi cinque anni di sperimentazione del trattamento in ambito residenziale del Programma Orthos per giocatori d’azzardo patologico.

Il nostro Paese si distingue per la ricchezza di trattamenti ambulatoriali e residenziali mirati al superamento delle condizioni di tossicodipendenza. Tale condizione patologica è collegata nella stragrande maggioranza dei casi alla dipendenza da eroina e, in minor misura da cocaina e alcool. Mancano allo stato attuale risorse di trattamento per altre patologie che, pur avendo all’origine una struttura di personalità predisposta alla dipendenza (addiction prone personality), si diversificano in una gamma di diverse espressioni fenomeniche che vanno dal gioco d’azzardo patologico, alla sex addiction, all’abuso di Internet, all’abuso di ecstasy, cocaina ed altri stimolanti.

Per tali condizioni morbose, risultano talvolta insufficienti sia gli interventi medico-psicologici in ambito ambulatoriale offerti dai Ser.T., per la scarsa incisività in situazioni di comportamento compulsivo grave ed inveterato, sia di tipo comunitario a causa dei lunghi periodi generalmente previsti per i programmi di recupero.

La tipologia dei ‘nuovi dipendenti’ si esprime inoltre in una gamma estremamente diversificata a livello sociale, culturale, di età e di censo rendendo difficile un inserimento in contesti terapeutici predisposti per popolazioni target assai più omogenee e quindi meno adatte ad immissioni da parte di soggetti con storie personali e problematiche socio-adattive diverse e fortemente diversificate.

Ne deriva un forte disagio nella possibilità di offrire utili e realistici sbocchi terapeutici in situazioni che, seppure non ricalcano la devastante drammaticità di quadri di eroinomania primaria, comportano comunque forti elementi di sofferenza psico-adattiva ai singoli, alle famiglie ed alla collettività.

Si rende pertanto urgente sviluppare nuove forme di intervento che si confrontino con la recente evoluzione dei quadri patologico collegati alle nuove forme di dipendenza e che abbiano, a mio parere, le seguenti caratteristiche:

- Essere di durata più breve e comunque tale da rendersi compatibile con la permanenza di un inserimento nel tessuto sociale, lavorativo e familiare del soggetto;

- Avere una alta specificità di intervento sulla patologia specifica;

- Dotarsi di programmi a prevalente orientamento psicoterapico, più che medico, e articolati in modelli intensivi e fortemente strutturati al fine di poter incidere in profondità, pur in un arco di tempo limitato, sul comportamento disadattivo e sui nuclei problematici della personalità del soggetto;

- Prevedere una fase diagnostica accurata di intake in collegamento con i servizi sul territorio;

- Prevedere una fase di accompagnamento e consolidamento del lavoro psicoterapeutico collegato alla fase residenziale che sia sufficientemente strutturata e tale da non vanificare i risultati ottenuti.

LA SPERIMENTAZIONE - Su tali linee progettuali è stata avviata una sperimentazione a partire dalla 2007 su proposta della Associazione Orthos e finanziata dalla Regione Toscana. Per la sua “messa a norma” si rende tuttavia indispensabile l’inclusione della ludopatia tra i Lea (livelli essenziali di assistenza) senza la quale non sono previsti finanziamenti mirati ad affrontare questa patologia specifica.

Il programma Orthos, avviatosi sulla base di un progetto sperimentale da me proposto, è stato finanziato dalla Regione Toscana a partire dal 2007.

Il Programma consiste in 21 giorni di intervento intensivo di psicoterapia a orientamento umanistico-esistenziale integrativo (con elementi di carattere psicodinamico, relazionale e cognitivo) e counseling professionale in ambito residenziale centrato su 12 aree di criticità identificate come maggiormente presenti in questo tipo di patologia.

La scelta per una sede residenziale sita in un contesto a forte caratterizzazione naturalistica e lontana da centri abitati risponde ad una serie di motivazioni tra cui:

• Importanza di interrompere anche a livello concreto, oltre che simbolico, un ripetersi di comportamenti coattivi ed autolesivi

• Possibilità di affrontare quell’horror vacui a cui tanti comportamenti assuntivi si riconducono. Stare con il “vuoto” può rappresentare quel punto di svolta da una continua “fuga dalla propria ombra” verso una ritrovata familiarità con se stessi, le proprie paure, i propri mostri persecutori che tali non sono più se solo siamo aiutati ad affrontarli e a conoscerli con l’aiuto di un terapeuta formato e di compagni di viaggio con cui condividere l’esperienza di un nuovo incontro con se stessi.

La comunità residenziale Orthos è ospitata in una casa colonica della campagna senese sita nel comune di Monteroni d’Arbia.  La sua particolare ubicazione consente un piacevole soggiorno ai pazienti in un ambiente tranquillo e confortevole.  La struttura dispone di stanze da letto, spazi comuni, biblioteca specializzata e ambienti per lo studio, ambiente per le attività terapeutiche, atelier per le attività di espressione artistica e corporea, spazi per attività occupazionale e pc.

Gli obiettivi terapeutici si identificano nei seguenti punti:

• Esplorazione della storia personale e identificazione di eventuali disturbi della personalità che hanno messo in atto e successivamente perpetuato l’incapacità di regolare i propri impulsi e di realizzazione di un soddisfacente progetto di vita

• Riappropriazione delle componenti emozionali, cognitive, relazionali e comportamentali disfunzionali assumendone la personale responsabilità come individui adulti evitando la attribuzione a situazioni esterne, il mondo, gli altri

• Rivisitazione della storia affettiva e analisi dei possibili meccanismi di compensazione – attraverso i gioco compulsivo ed altri comportamenti di dipendenza o a rischio - della possibilità di strutturare soddisfacenti rapporti di intimità e di relazione costruttiva

• Messa a punto della situazione economico-lavorativa con programma di rientro di eventuali situazioni debitorie e di reinvestimento su possibili prospettive di lavoro

Sono candidati a tale forma intensiva di intervento soggetti di ambo i sessi e di maggiore età che risultano sostanzialmente inseriti nel tessuto socio-economico e che ancora dispongano minimamente di una rete di legami familiari. Si richiede inoltre una struttura di personalità non fortemente compromessa da elementi caratterologici disturbati ed una forma di dipendenza non gravemente invalidante.

Sono stati realizzati sino ad ora 24 moduli residenziali di tre settimane ciascuno per un totale di 260  utenti. Al programma residenziale sono seguiti incontri mensili in aggiunta all’intervento terapeutico condotto presso i SerD di competenza a livelli individuale, familiare e di gruppo laddove disponibili. Con entrambi cerchiamo di mantenere un contatto di verifica sull’evoluzione del quadro clinico anche a distanza di anni. I dati della ricerca condotta sulla esperienza sono stati pubblicati sull’Italian Journal of Addiction Vol.2 Numero 3-4, 2012  edita dal Ministero della salute e Dipartimento per le politiche antidroga con il titolo “ Ricerca sugli outcomes di Orthos: programma residenziale di psicoterapia intensiva per giocatori d’azzardo” con articolo consultabile in forma completa su www.dpascientificcommunity.it. Dalla ricerca, coordinata da V. Caretti e A. Schimmenti delle università di Roma e Palermo, risulta come “i risultati osservati significano che l’intervento Orthos ha come effetto una riduzione molto importante e duratura dei sintomi GAP (qui misurati attraverso i punteggi al SOGS); ugualmente, l’intervento Orthos migliora assai significativamente il funzionamento globale del soggetto e la sua condizione psicologica generale (VGF) anche a distanza di un anno e oltre”.

L’impostazione fortemente orientata alla responsabilizzazione dei residenti non consentirà l’accettazione di utenti affetti da patologie di tipo grave, sia sul versante delle dipendenze multiple che dei disturbi di personalità

Riccardo Zerbetto www.gioconews.it/esteri/71-generale19/41523-prevenzione-e-cura-gap-il-modello-italiano-fa-scuola-all-easg-2014

Giappone, gioco d’azzardo in crisi: lo Stato punta tutto sul pubblico femminile

 TOKYO – Gioco d’azzardo in crisi in Giappone: questo è il motivo per cui lo Stato ha deciso di puntare tutto sulla clientela femminile, soprattutto per quanto riguarda il “pachinko” (le slot nipponiche). Le 12mila sale presenti nel Paese verranno attrezzate per rispondere alle esigenze delle giocatrici pronte a spendere i loro soldi tra rulette e flipper. Si punterà su sale riservate, tappezzeria, candelieri, specchi e servizi nuovi e innovativi.

Come scrive Edoardo Vigna su Sette:

“In un Paese schiantato dalla sconfitta, ma desideroso di risorgere, le sale avevano aperto a catena, finendo- c’è da stupirsi? è sempre così..- nelle mani delle potenti famiglie della Yakuza, la mafia giapponese. Negli anni 90, al massimo del successo, decine di migliaia di sale fumose attiravano 30 milioni di giocatori l’anno, per lo più di mezza età. Poi però, le mille luci del pachinko hanno cominciato ad appannarsi. L’anno scorso i giocatori erano ridotti a un terzo, una decina di milioni, anche se il bottino rimasto nelle casse del banco era tutto sommato ricco: 180 miliardi di dollari. Così le 12mila sale residue hanno deciso di cambiare, per sopravvivere, puntando sulla clientela femminile”.

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