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Novità

Corea Sud:lotta dipendenza giochi online

Blocco notturno connessione e perdita crediti dopo ore al video

(ANSA) - SEUL, 15 APR - La Corea del Sud fa guerra alla dipendenza dai videogame online: blocco notturno della connessione internet per i giocatori minorenni. E poi introduzione di un inedito sistema che comporta la perdita di crediti all'interno del mondo virtuale dopo un certo numero di ore di gioco. Le misure saranno operative tra settembre e dicembre e puntano ad arginare la piaga sociale della dipendenza dai giochi online per i teenager, fenomeno in rapida diffusione tra le giovani generazioni del Paese.

Incidenti stradali, «il 30-40% è colpa dell'alcol». I dubbi sui dati dell'Istat

di Carlo Mercuri

http://www.sicurauto.it/forum/download/file.php?avatar=110452_1220457433.jpgIl Messaggero, ROMA (3 maggio) - Secondo l’Istat, il numero delle morti per incidente stradale causate dall’alcol è pari al 2,9 per cento del totale. Questa bassa percentuale di sinistrosità è diventata il cavallo di battaglia delle fazioni pro-alcol, segnatamente dalla Lega Nord. Il punto è che questi dati, benché diffusi dall’Istat, non convincono una grande parte del mondo scientifico italiano e dunque qualsiasi considerazione che parta da lì rischia di nascere monca. Perché questi dati non convincono? Intanto non convince il sistema di rilevazione. Si sa, per esempio, che l’Istituto di Statistica non prende in considerazione i dati provenienti dalle polizie municipali che invece fanno un gran numero di controlli con l’etilometro; in secondo luogo l’Istat, quando analizza i modelli in uso dalle Forze di Polizia, si limita a leggere solo quello che c’è scritto circa le cause che hanno determinato il sinistro: se un ubriaco fa un incidente per mancata precedenza o per un sorpasso in curva saranno questi gli elementi ad essere indicati nel verbale di Polizia e saranno questi elementi ad essere riportati nelle statistiche ufficiali. Poi c’è il numero complessivo degli incidenti: secondo l’Aci e l’Istat nel 2008 (ultima rilevazione) sono stati 218.963; se andiamo invece a vedere il numero degli incidenti risarciti dalle Società di Assicurazione scopriamo che sono molti di più, e se uno ottiene un risarcimento è segno che l’incidente c’è stato per davvero, non si sfugge. Dunque i dubbi sui criteri di rilevazione restano. E si ingigantiscono se si prende in considerazione il parere della scienza medica.

 

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Allarme droghe: nuove tipologie sul mercato e consumo in crescita

 

 

pasticcheProntoconsumatore - Sul sito della Polizia di Stato si apprende che il fenomeno delle droghe non è affatto in diminuzione, ma anzi, si potrebbe addirittura definire in "evoluzione", in quanto stiamo assistendo ad un vero e proprio boom di nuove droghe. Dall'ultima relazione annuale dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT) emerge infatti che solo nel 2009 sono stati registrati 24 nuovi tipi di stupefacenti, sia chimici che psicoattivi o "spice". Di questi, nove si fumano, in quanto composti da cannabinoidi. Gli altri si assumono per bocca. A confermare che si tratta di una cifra record basta il confronto con i numeri dell'anno precedente, quando le nuove droghe segnalate erano state meno della metà. Il pericolo è particolarmente avvertito nel Nord Europa, dove queste droghe sono prodotte in quantità considerevoli. Come si legge sul sito: "Il dato inquietante è che queste sostanze si possono acquistare con facilità su Internet, eludendo i controlli e allargando il commercio tra i vari Paesi. È di pochi gioni fa la notizia del primo sequestro, da parte della Squadra mobile di Roma, di un quantitativo di "Kfen", un allucinogeno sintetico a base di chetamina proveniente dall'Oriente, che riesce a superare i controlli senza essere fiutato dai cani antidroga. Diventa così estremamente complicato monitorare il fenomeno e controllarlo, dando una risposta sul campo. In Italia, perché le nuove tipologie di droga segnalate possano essere inserite, con la denominazione comune e il nome chimico, nelle tabelle relative alle sostanze stupefacenti previste dall'articolo 13 della legge 309/90, è necessario che il ministero della Salute emetta un apposito decreto. Questo avviene dopo aver sentito il parere del Consiglio Superiore di Sanità e del Dipartimento nazionale per le politiche antidroga. Anche la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA), in base alle notizie pervenute dalle forze di polizia che operano sul territorio e dagli organismi internazionali impegnati nell'attività antidroga (per esempio, l'Interpol), informa il ministero della Salute e il Dipartimento per le politiche antidroga sulla vendita e l'abuso di sostanze non sottoposte a controllo, affinchè siano inserite nelle apposite tabelle".

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Droga: l'inchiesta, cocaina 'accende' violenza

Roma, 28 apr. (Adnkronos Salute) - Dall'omicidio di Meredith Kercher a Perugia, a quello del piccolo Alessandro, di soli 18 mesi, a Genova, sempre più spesso violenza fa rima con cocaina. Secondo una ricerca inglese condotta dalla polizia di Manchester, sui dati dei crimini violenti commessi nel 2009, nell’83% dei casi i colpevoli hanno agito sotto effetto di stupefacenti. Dati non troppo lontani dal nostro Paese: il 5% degli studenti italiani fra i 15 e i 16 anni, infatti, prende cocaina. A puntare i riflettori sulla 'polvere bianca' associata alla violenza è un'inchiesta di 'Focus', in edicola a partire da questa settimana con il nuovo numero.

 

Ebbene, il nesso "si spiega con gli effetti della cocaina sul nostro sistema cerebrale. La cocaina infatti provoca un aumento della dopamina all’interno del cervello: la dopamina è una sostanza che agisce anche nelle aree della corteccia cerebrale che governano le reazioni aggressive (corteccia mesolimbica e mesocorticale). Un aumento della dopamina in quelle aree accrescerebbe di fatto la possibilità di reazioni violente: questo spiega, per esempio, le crisi di paranoia di cui sono affetti i cocainomani".

 

Secondo Fabrizio Schifano, primario di psichiatria delle dipendenze e ordinario di Farmacologia clinica e terapia alla University of Hertfordshire (Londra), "i cocainomani si sentono perseguitati. In pratica la cocaina può indurre chimicamente una crisi di schizofrenia paranoide molto aggressiva e disinibita". In altre parole, un cocainomane "potrebbe aggredire con violenza un’altra persona perché vede in lui o in lei un persecutore".

 

"E non si pensi che l’effetto si estingua in breve tempo: in soggetti vulnerabili, le psicosi indotte da cocaina - aggiunge l'esperto - possono durare anche settimane o mesi dopo la sospensione dell’abuso". L’inchiesta mette in luce inoltre un altro particolare inquietante. Da qualche tempo i nuclei anti-droga hanno scoperto la presenza di una nuova sostanza nella cocaina: il levamisolo.

 

Si tratta di un farmaco antiparassitario, utilizzato negli allevamenti animali. Il levamisolo però agirebbe sul cervello umano favorendo la circolazione della dopamina: in pratica, la dopamina resterebbe a disposizione dell’organismo più a lungo, aumentando così il piacere e la durata dell'effetto della 'dose'.

Ciudad Juarez e narcotraffico: 62 morti in una settimana

http://www.newnotizie.it/wp-content/uploads/2010/05/20100314_102642_6A95F617_medium-300x201.jpgRicchiuti, newnotizie.it - A Ciudad Juarez, in Messico, 62 persone sono morte solo nell’ultima settimana a causa della guerra tra bande di ‘narcos’. La città messicana che conta 1,3 milioni di abitanti e situata al confine con gli Stati Uniti è considerata, non a caso, uno dei luoghi più pericolosi del pianeta. Soltanto sabato e domenica le vittime sono state 25.

La situazione nello Stato messicano è particolarmente critica a causa dei cartelli che si fronteggiano per il controllo del traffico verso gli Usa. I due cartelli più influenti, Cartel de Tijuana dei fratelli Arellano Felix e il Cartel de Juarez fondato da Amado Carrello Fuentes, controllano il mercato degli stupefacenti in 195 città statunitensi. Secondo un rapporto del dipartimento di giustizia di Washington redatto ad aprile, l’80 per cento della droga consumata dagli statunitensi proviene dal Messico.

 

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In Italia boom abuso di alcol tra over 65 e under 16

Roma, 30 apr. (Adnkronos Salute) - VIDEO - Secondo l’Istituto superiore di sanità è in aumento il fenomeno del binge drinking, l'abbuffata di alcol in una sola occasione

Alcol: aumenta la quota dei binge drinkers italiani

 

resti di una serata_daflickr.com Frakekko(InSostanza.it) É stato presentato oggi, all'interno dell'Alcohol Prevention Day, il rapporto nazionale dell'Osservatorio Nazionale Alcol-CNESP a cura del direttore Emanuele Scafato. Il quadro che emerge tratteggia un'Italia dove due indicazioni statistiche sono di particolare importanza in tema di alcolismo giovanile:

  • al di sotto dell'età legale (16 anni) sono a rischio il 25% dei ragazzi (uno su quattro) e il 14% delle ragazze (una su sette);
  • 600.000 giovani hanno praticato il binge drinking (abitudine di consumare quantità eccessive di alcolici - sei o più bicchieri di bevande alcoliche - all'interno della stessa occasione), raggiungendo i valori più elevati nella fascia di età dai 18 ai 24 anni. Al di sotto dei sedici anni i binge drinkers hanno percentuali invariate tra maschi e femmine - con un picco che caratterizza le ragazzine tra i 16-17 anni (al 4% contro una media europea del 2,8%) - per poi svilupparsi con una leggera prevalenza dei primi. Questi numeri attestano in ogni caso una costanza del fenomeno dal 2003 ad oggi;
  • in un anno é però aumentata la frequenza dei ricoveri per intossicazione alcolica di ragazzi al di sotto dei 14 anni, passando dal 13,8% del 2008 al 17,7% del 2009;

"Che ubriacarsi non sia un caso, che il bere a rischio non sia per alcuni solo una occasionale sventatezza o una bravata - ha dichiarato Emanuele Scafato - lo dimostra l’1,3% dei nuovi alcoldipendenti in carico ai servizi che ha meno di 19 anni" Se nei giovani prevale il policonsumo con una prevalenza di uso di birra, di superalcolici, di aperitivi, gli ultra 65enni fanno invece registrare la più elevata frequenza di consumatori a rischio legato in maniera prevalente al vino con conseguenze alcol-correlate registrate in sia termini di carico di malattia cronica come cirrosi epatica, tumori, malattie cardiovascolari, che di eventi acuti legati all’incidentalità stradale e domestica conseguente all’intossicazione alcolica o all’ebbrezza che rende indispensabile il ricorso ai ricoveri. A tal proposito il rapporto evidenzia come:

  • il 6% degli adulti di 18-69 anni intervistati abbia dichiarato di aver guidato sotto l'effetto dell'alcol, dato che sale all'11% escludendo gli astemi. L'analisi regionale rivela in ogni caso sensibili differenze tra i territori con un range che va dal 5% del Molise al 15% di Valle d'Aosta e CAlabria;
  • il numero dei decessi a causa di incidenti stradali connessi al consumo di alcol sia la stessa al di sotto dei 24 anni e al di sopra dei 65 anni

In riferimento a quest'ultimo dato, Emanuele Scafato ha precisato che "sulla base dell'evidenza scientifica non avrebbe senso diminuire a zero l'alcolemia per gli ultra sessantacinquenni, visto che la fisiologia degli anziani, in termini di metabolismo dell'alcol è del tutto sovrapponibile a quella degli adolescenti e ridotta ad una capacità soggettiva di metabolizzazione di un solo bicchiere di bevanda alcolica al giorno (12 grammi circa)". Al termine della presentazione Scafato ha tenuto ad indicare la volontà dell'Istituto Superiore di Sanità di continuare sulla strada indicata dalle Linee Guida Cliniche Europee, con particolare attenzione verso gli strumenti di identificazione preventiva del problema - come l'Alcohol Use Disorders Identification Test (AUDIT-C) - e gli interventi, ad oggi valutati come migliori in termini costo/beneficio - di terapia clinica breve a cura del personale impegnato nell'assistenza sanitaria primaria.

Aumenta il consumo di cocaina

Foiano in Piazza - Una volta era chiamata la "droga dei ricchi". La cocaina era simbolo di uno stile di vita particolare, di chi aveva molti soldi ma anche ritmi di vita velocissimi, come manager, personaggi dello spettacolo, grandi imprenditori.

Oggi quando si parla di cocaina e di chi ne fa uso, ci si riferisce a un’ampia fascia di popolazione che va dagli adolescenti (spesso ragazzini di buona famiglia) ai professionisti, passando per imprenditori, ragazzi della porta accanto e persone che hanno già problemi con sostanze stupefacenti.

Il consumo della polvere bianca ad Arezzo, come nel resto d’Italia, è aumentato vertiginosamente negli ultimi anni. "Su 2.200 persone che si rivolgono al nostro servizio – spiega Paolo Dimauro, direttore del dipartimento per le Dipendenze della Usl di Arezzo – il 40 per cento ha come problema primario il consumo di cocaina. Un dato significativo, soprattutto se si pensa che nel 2002 ad avere questa dipendenza erano il 3 per cento degli utenti". Così cresce, in silenzio, dietro una maschera di normalità, il numero dei nuovi tossici. Sono spesso giovani, insospettabili professionisti, padri o madri di famiglia, tutti accomunati dal non sentirsi dipendenti da questa sostanza. Un fenomeno che sembra legato ai cambiamenti della società, ma anche dall’aumento dell’offerta della "bamba", come si dice in gergo, che si trova sul mercato.

"La nostra società – afferma Dimauro – è cambiata molto in questi ultimi dieci anni. Abbiamo aspettative sempre più grandi e tempi sempre più brevi per realizzarle. E quando non si riesce a raggiungere gli obiettivi previsti ecco che si cerca l’"aiutino". La cocaina infatti non è ancora percepita come una sostanza pericolosa. Chi la usa si sente bene, si sente onnipotente. In realtà però perdono di vista le vere difficoltà e, allo stesso tempo, si espongono a gravi rischi, come l’ictus e l’infarto del miocardio. Oggi, inoltre, gli assuntori sono spesso policonsumatori, cioè assumono anche altre sostanze insieme alla cocaina, prima fra tutte l’alcool, e i danni per la salute possono essere particolarmente gravi".

Negli ultimi anni le attività di intercettazione e di sequestro svolte dalle forze dell’ordine hanno registrato un netto aumento della diffusione della "neve". Ad Arezzo la cocaina arriva dal nord Europa, dai paesi dell’Est, da quelli della ex Jugoslavia, dall’Albania, dal Sud America. I corrieri escogitano tanti modi per portare a destinazione la roba: ingoiano ovuli (come è stato accertato dalla Polizia di Stato in operazioni che hanno portato ad arresti di corrieri Sudamericani e Nigeriani), la nascondono in auto (la criminalità albanese), ne imbevono tessuti di abiti che, una volta arrivati a destinazione, devono essere "lavorati" per estrarre la cocaina.

Il fenomeno è dunque in crescita, spiegano gli inquirenti, c’è più cocaina nel mercato e i prezzi di una "dose"si fanno stracciati. Per una "pippata", come si dice in gergo, ovvero una microdose da 0,20, 0,30 grammi, possono bastare trenta o quaranta euro. La metà rispetto ad alcuni anni fa.

Così il consumo sale e, oltre alle attività repressive, è necessaria la prevenzione. "Poco tempo fa sono state fatte delle analisi sul fiume Arno alle porte di Firenze – spiega Paolo Terracciano vice questore aggiunto di Arezzo – e sono emerse tracce di cocaina nell’acqua. Questo la dice lunga sulla diffusione e sul consumo della cocaina, sostanza che è percepita diversamente dalle altre droghe. Noi ci occupiamo anche di prevenzione. Partecipiamo a progetti promossi con le istituzioni aretine, grazie ai quali riusciamo ad avere contatti diretti con i giovani. Andiamo nelle le scuole e nei luoghi del divertimento, come le discoteche, per parlare dell'abuso di sostanze stupefacenti e alcool e sensibilizzare i giovani nei confronti di queste problematiche".

1 MAGGIO: CONCERTO S. GIOVANNI, 36 ARRESTI PER DROGA A ROMA

AGI) - Roma, 2 mag. - Trentasei persone arrestate per spaccio di sostanze stupefacenti e centinaia di dosi di cocaina, marijuana e hashish sequestrate. E' il bilancio dei controlli straordinari predisposti dai carabinieri in occasione del "Concertone" del primo maggio nella capitale. A finire in manette sono stati pusher provenienti da diverse regioni italiane, di eta' compresa tra i 17 ed i 56 anni

Alcool. Giovanardi: chi non vuole chiusura anticipata locali notturni è schiavo delle lobby

(Aduc Droghe)Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, in una nota afferma: "Nel 2009, in Italia, negli incidenti stradali sono stati registrati un milione di feriti, tra cui 150.000 invalidi permanenti gravi (oltre 9 punti percentuali), 20.000 invalidi permanenti gravissimi (paraplegici, pazienti in stati vegetativi, ecc.) e 4.731 morti. Nelle prime 16 settimane dell'anno, nelle cosiddette stragi del sabato sera, c'e' stato un aumento della mortalita' del 27%, purtroppo, in controtendenza con i dati dello scorso anno che vedevano un calo della mortalita' del 24%. Considero scandaloso che PD e IDV abbiamo chiesto al Senato l'accantonamento dell'emendamento che prevedeva finalmente un qualche limite, valido su tutto il territorio nazionale, relativo alla chiusura dei locali notturni (alle ore 4) e alla vendita e somministrazione di alcolici (stop alle 3 per tutti). E' altrettanto negativo che si aprano varchi alla giusta severita' del ritiro della patente per chi guidando dopo aver abusato dell'alcol o sotto l'effetto di stupefacenti mette a rischio la propria e l'altrui incolumita'. La prossima settimana in Aula al Senato questi nodi dovranno essere sciolti secondo la linea chiesta con forza dall'opinione pubblica, senza soggiacere alle pressioni delle solite lobbies organizzate che nei giorni scorsi (vedi caso confesercenti) si sono attivate per contrastare l'introduzione di ogni regola di buonsenso".

Cocaina: ecco il vaccino contro la dipendenza

Isola il cervello dai segnali di piacere chimico ed evita così il consumo ripetuto

Uno studio della University School of Medicine a New Haven, pubblicato da "Archives of General Psychiatry"

 

(Matteo Clerici, Newsfood.com)Un vaccino contro la voglia di assumere cocaina, capace di eliminare le sensazioni di piacere derivate dall'assunzione della droga e quindi il desiderio di averne altra.

Questo è il risultato di uno studio dell'University School of Medicine a New Haven, diretto dalla dottoressa Bridget Martell e pubblicato da "Archives of General Psychiatry".

I medici hanno lavorato con 115 volontari, tutti affetti da dipendenza da cocaina, dividendoli in due gruppi. Al gruppo di controllo è stato somministrato un placebo, mentre gli altri sono stati vaccinati.

 

 

Alla fine delle 24 settimane d'osservazione, i ricercatori hanno notato come i soggetti vaccinati mostrassero un aumento degli anticorpi specifici contro la droga ed una diminuzione della quantità di stupefacenti nell'organismo.

 

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