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Novità

Doping: dilaga anche nello sport amatoriale

tantasalute.it - Le pagine di cronaca sportiva sono spesso più ricche di notizie sul doping piuttosto che sullo sport giocato. Ma questo triste fenomeno non si limita a rovinare il bello dello sport, esaltando il risultato a ogni costo: l’uso di queste sostanze mina la salute degli atleti.

E, contrariamente a quanto si pensa, il vero problema del doping sta proprio nell’uso che se ne fa in ambito non professionistico, nelle palestre e negli ambienti sportivi giovanili, per l’ignoranza delle serie conseguenze sulla salute, a volte irreparabili, che derivano da tale pratica.

  Secondo una statistica del 2008, resa nota dal Ministro della Salute Ferruccio Fazio, infatti, sarebbero il 4,1% gli sportivi non professionisti positivi al controllo antidoping, contro l’1,5% dei professionisti. “Nell’ambito della politica di ‘tolleranza zero’ verso questo fenomeno, in collaborazione con i Nas dei Carabinieri istituiremo la figura degli ispettori antidoping, che dovranno occuparsi in particolare proprio dello sport amatoriale“, questi i provvedimenti annunciati proprio dal Ministro, nel corso della conferenza stampa di presentazione della nuova campagna di comunicazione del Governo contro il doping, “Niente doping solo sport”.   Il progetto, promosso dall’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio in collaborazione con Radio Rai, prevede la distribuzione, durante le tappe del Giro d’Italia, di trentamila borracce trasparenti, come simbolo di uno sport pulito. Seguiranno anche interventi radiofonici per sensibilizzare sul tema del doping e dei rischi ad esso connessi.   La scelta del ciclismo come veicolo della campagna non è casuale, come ha spiegato Rocco Crimi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo sport: “E’ uno degli sport più colpiti da questa piaga, una frode che mette a rischio la salute”. Ma purtroppo non è certo l’unico.

TANORESSIA: DIPENDENZA CHE SI CURA CON FARMACI

 DIPENDENZA CHE SI<br />
CURA CON FARMACI

(AGI) - Roma, 18 mag - Sono oltre 11 milioni gli italiani 'dipendenti' dall'abbronzatura. La tanoressia, infatti, o sindrome compulsiva da sole (SCS) e' una patologia emergente che rientra fra le dispercezioni corporee (new addicitions) e per curarla e' necessario ricorrere ad una nuova scienza la 'neurodermatologia' e quindi alla somministrazione di farmaci. "Molte persone hanno un bisogno ossessivo di apparire sempre abbronzate e se cio' non accade entrano in ansia e non si sentono sicure di se'. Il tono dell'umore, l'autostima e il senso di benessere e' quindi direttamente proporzionale al livello di abbronzatura". Lo sottolinea il dermatologo Matteo Cagnoni, presidente dell'Istituto di Ricerca di Dermatologia Globale (IRDEG) che ha commissionato all'istituto SWG di Trieste un sondaggio sugli 'italiani e la tanorressia' da cui e' emerso che a soffrire in modo serio di questo disturbo e' il 20% degli italiani, in particolare donne. "Questo disturbo si fonda su un senso di insicurezza del se' corporeo per cui le persone non si vedono mai abbastanza abbronzate. I tanoressici - continua Cagnoni - hanno dimostrato un basso livello di attenzione nei confronti dei pericoli che la loro dipendenza puo' loro provocare. In pratica preferiscono avere qualche ruga in piu' e rischiare la comparsa di tumori della pelle ma non rinunciare ad avere un aspetto abbronzato".

 

  Per evitare, quindi, una continuativa esposizione a sole e lampade UV che possono determinare la comparsa di danni cutanei quali invecchiamento precoce della pelle, macchie e lesioni pre-tumorali e tumorali, un nuovo studio - che sara' presentato dal ricercatore-dermatologo durante i lavori del congresso nazionale di dermatologia, in svolgimento presso la fiera di Rimini da domani fino al 22 maggio - ha evidenziato che la somministrazione in questa categoria di persone di farmaci serotoninergici, comunemente utilizzati per la cura di depressione, attacchi di panico, potrebbe riuscire efficacemente a controllare questa dipendenza rendendo i pazienti in grado di controllare e limitare fortemente il bisogno di esporsi al sole. "Con 20 mg di paroxetina per 6 mesi si e' modificato il loro approccio alla tintarella - ha concluso Cagnoni - riuscendo a sentirsi a proprio agio anche senza essere abbronzati e a smettere di fare le lampade UV con l'assiduita' che avevano prima e i pazienti hanno iniziato ad utilizzare creme ad alta protezione e a curare maggiormente la loro pelle anche dal punto di vista dermocosmetico".

 

  Lo studio ha interessato 27 pazienti, donne di eta' fra i 39 e 63 anni, sottoposte precedentemente ad un questionario mirato all'educazione all'esposizione al sole. .

CANAPISA

Canapisa 2010

LA GIUNTA COMUNALE HA DICHIARATO DI VOLER VIETARE LA MANIFESTAZIONE,MA IL DIRITTO AD ESPRIMERE IL NOSTRO DISSENSO CONTRO I DANNI DEL PROIBIZIONISMONON PUO' ESSERE FERMATO!!!!!!!

SOSTIENI CANAPISA e SCENDI IN STRADA29 maggio ore 17 p.zza S.Antonio

Bologna. Rapporto Osservatorio epidemiologico su tossicodipendenze

Il 60% fuma cannabis, il 55% e' dedito all'alcool, poco piu' del 20% sceglie i funghi allucinogeni, il 18% invece si "fa" di cocaina e l'11% di ecstasy. E' la fotografia che ritrae "solo" 1.167 giovani intervistati in circa cinque mesi a Bologna, ma da' una prima e chiara impressione sul potenziale consumo di sostanze stupefacenti in provincia di Bologna. Chi sono? L'eta' media e' di 26 anni (di cui la meta' femmine), il 53% ha un diploma di scuola superiore ed e' residente a Bologna (un 30% ha invece la laurea), con un reddito tra gli 800 e i mille euro. I dati sono stati presentati oggi dall'Osservatorio epidemiologico metropolitano, che pero', nell'illustrare la situazione sulle dipendenze a Bologna e dintorni, ha messo l'accento anche su un altro fenomeno: mille nuove persone ogni anno che hanno problemi con le sostanze pesanti. Il rapporto 2006, curato da Raimondo Pavarin e dallo staff dell'Osservatorio, conta 3.865 soggetti che rischiano a causa del consumo problematico: 2.902 eroinomani, 2.013 che si "fanno" in vena, 1.477 poliassuntori, 1.377 cocainomani, 351 alcolizzati, 131 oppioidi. Il rischio di morte per overdose, poi, e' in calo per gli utenti Sert, ma e' in aumento in citta'. Ma chi ammette di avere problemi e' inferiore al numero reale di persone che li hanno, e l'Osservatorio presume dal 2004 al 2006 un passaggio da 5.500 a 7 mila nella stima dei consumatori problematici di qualsiasi sostanza; da poco meno di 3.500 a poco piu' di 4.500 con l'eroina, mentre e' appena in calo, dopo un picco nel 2005, la "coca" (sempre sui 1.500 consumatori problematici stimati).Un ulteriore studio su 3.524 persone inquadra l'identikit dei consumatori di sostanze pesanti: il 52,6% non lavora, ha una eta' media di 35 anni, nel 32,5% non e' residente a Bologna, il 30% ha l'epatite C, il 18% e' femmina, il 16% e' straniero, il 7% e' positivo al test Hiv.Intanto, sono in aumento tra i residenti compresi tra 15 e 45 anni i consumatori di qualsiasi sostanza, ma non va tanto meglio con i non residenti e con gli stranieri che fanno uso di sostanze pesanti. Tra i cittadini non italiani con una eta' media di 30 anni, i consumatori di droghe pesanti sono in netta prevalenza maghrebini (quasi il 70%), non lavoratori (quasi il 90%) e non residenti (quasi l'80%) L'ipotesi infatti e' che gli stranieri residenti che lavorano siano piu' integrati e abbiano meno problemi.Una novita' del rapporto, ottenuta dall'incrocio coi dati del 118, e' la localizzazione delle zone della citta' dove si consuma in maniera piu' rischiosa: i numeri indicano 171 interventi nell'area di piazza Verdi, 106 in zona stazione, 102 in Don Minzoni, 55 al Navile, 49 a San Donato, 42 in via Carracci e limitrofe, 39 tra via Massarenti e San Vitale.Il rapporto sulle dipendenze 2006 conta anche 3.389 contatti con i Sert e come capita ogni anno, una prevalenza di morti tra coloro che lo hanno abbandonato o che non si sono lasciati aiutare. I morti per overdose nel 2006 sono 30 (19 nel 2005) meta' dei quali sconosciuti ai Sert, con una eta' media di 34 anni, piu' della meta' non residenti: cinque stranieri (Algeria, Marocco, Tunisia), otto fuori regione (Puglia, Sicilia, Lazio, Campania e Veneto). Nei Sert negli ultimi anni tra gli eroinomani sono aumentati gli stranieri e i non residenti, sale l'eta' media, le persone con un titolo di studio medio alta, la quota dei poliassuntori. Sono in crescita anche le donne, le persone con carcerazioni pregresse, mentre scendono i soggetti positivi al test Hiv e epatite c. E come accade da qualche hanno, invece, i cocainomani hanno un profilo tipico: un'alta percentuale lavora, ha alta scolarita' e una situazione abitativa normale, poche persone sono state in carcere, mentre molte bevono grandi quantita' di alcolici. E l'alcool e' la croce dichiarata di circa 2.500 persone nell'area metropolitana di Bologna nel 2006 (erano 2 mila e rotti nel 2005), pure se le stime prevedono 7 mila cittadini che hanno un problema con l'alcool. Intanto, i ricoveri per patologie correlate all'alcool hanno toccato quota 1.376: diminuiscono i rioveri per danni epatici (51%), dipendenza (33%) e aumentano invece quelli per abusi che sono piu' di 100, per una percentuale del 15% del totale. (Dire)

Adolescenti e droghe: quali i fattori predittivi?

  Fonte: Journal of Substance Abuse Treatment invia articolo L’adolescenza è spesso caratterizzata da un significativo aumento della ricerca di sensazioni eccitanti e di comportamenti a rischio, come l’assunzione di alcol e droghe, che possono portare però a conseguenze anche molto gravi. La genetica comportamentale indica che il 40-60% di vulnerabilità a sviluppare la dipendenza da sostanze è ereditabile. Un gruppo di ricercatori della David Geffen School of Medicine di Los Angeles ha condotto uno studio pilota per esplorare le relazioni complesse tra variabili genetiche, di personalità, neurocognitive ed ambientali, che porterebbero al consumo di droga e l’ipotesi di una disfunzione ipodopaminergica. Una disfunzione che, agendo sul sistema di gratificazione, produrrebbe una sensazione di malessere e comportamenti di ricerca compulsiva per riprodurre le sensazioni indotte dalla droga e dall’alcol. Lo studio ha coinvolto 111 adolescenti con un’età media di 14 anni, figli di alcolisti. Attraverso il prelievo di un campione di sangue sono state considerate alcune variabili genetiche riferite ai neuroni dopaminergici e gabaergici, il numero di genotipi ipodopaminergici e alcune variabili predittive come l’abilità visuo-spaziale, i tratti di personalità e i sintomi depressivi. I risultati hanno permesso di identificare modelli predittivi separati per maschi e femmine. Nei primi l’alterazione ipodopaminergica rappresenta il fattore predittivo dell’uso di droghe. Nelle femmine, invece, il fattore più saliente è rappresentato dagli eventi negativi della vita (fattori ambientali). Questi dati hanno importanti implicazioni teoriche. In primo luogo, maschi e femmine possono iniziare ad usare droghe e sviluppare disturbi correlati per motivi completamente diversi. In secondo luogo, i risultati suggeriscono che i diversi gruppi di soggetti a rischio necessitano di interventi specifici, adattati al loro profilo di rischio.

dipendenza............da.......

Dipendenza,,,da.... si da ki o da ke,la mia storia e molto complessa vivo una storia da 13 anni e piu o meno da 4 lui vive situazioni ke non accetto piu......sesso sesso sesso ela sua ossessione e lui e la mia,,,,,sono stanca delusa e triste sapere ke io come donna non sono riuscita a tenere con me il mio uomo... e bruttissimo sapere de prime di te magari nella stessa macchina c era kissa chi.....e fare............non so piu come fare x la mia dipendenza da lui.. vorrei mandare tutto a quel paese ma poi l amore x lui e piu forte di tutto e la speranza ke lui possa cambiare e sempre li..ma davvero un giorno sara diverso??????????? io credo di no ma dentro la mia speranza e sempre quella....

Contenuto in evidenzaContenuto Redazionale Sospensioni & Sanzioni Patente - art. 186 & 187

Intervista con la dr.ssa A. Mitrano, Viceprefetto, Dirigente dell’Area III^, Procedimenti Sanzionatori e Rappresentanza in giudizio, della Prefettura di Firenze.
 
1. Può parlarci dettagliatamente di cosa prevede l’art. 186 del C.d.S. e le sanzioni che vengono comminate in base ai tassi alcoolemici rinvenuti?
Premetto che le competenze della Prefettura in materia sono di natura cautelare, in quanto l’accertamento del reato è di competenza esclusiva dell’ Autorità Giudiziaria .
Si ritiene pertanto opportuno distinguere, nel prosieguo del discorso, gli adempimenti antecedenti alla pronuncia della Autorità Giudiziaria, definiti “cautelari”, nonché quelli successivi.
Inizierei parlando in maniera dettagliata di quali sono oggi i provvedimenti che vengono adottati verso chi viene trovato alla guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche.
Di seguito potete leggere una tabella riassuntiva che illustra le varie conseguenze in base ai vari tassi alcoolemici riscontrati a norma delle leggi vigenti
 

Tasso Alcolemico

Sospensione

Ammenda

Punti

Confisca

Arresto

0,50 – 0,80 g/l

3 – 6 mesi

500 – 2000 euro

10

--

--

0,80 – 1,50 g/l

6 mesi – 1 anno

800 – 3200 euro

10

--

fino a tre mesi

+ 1,50 g/l

1 anno – 2 anni

1500 – 6000 euro

10

3 mesi – 1 anno

 

 

 Il Prefetto dispone la durata della sospensione cautelare e la sanzione economica da applicarsi variabile entro i limiti “minimo/massimo”, in base a parametri quali: precedenti dello stesso reato, eventuali recidive non specifiche, tasso alcoolemico rilevato al momento dell’accertamento dell’infrazione e successivamente a seguito degli esami svolti dalla Commissione Medica Locale.

In ogni caso l’irrogazione della sospensione cautelare viene disposta dopo che l’Ufficio ha effettuato una dettagliata disamina della fattispecie.
 
2. E il veicolo?
Se il tasso alcoolemico rilevato è superiore a 1,50 g/l è disposto il sequestro se il mezzo appartiene al conducente, mentre viene restituito al proprietario, obbligato in solido, qualora questi risulti estraneo alla violazione, fatte salve differenti successive decisioni dell’Autorità Giudiziaria
 
3. E' prevista la decurtazione dei punti sulla patente?
Si. Si tratta i di un adempimento eseguito dalla Motorizzazione Civile una volta che la decisione dell’Autorità Giudiziaria sia divenuta esecutiva
 
4. Casi di revoca della patente di guida?
Questa avviene su disposizione dell’Autorità Giudiziaria solo se si è in presenza di un conducente con tasso alcoolemico superiore a 1,50 g/l, nel caso di una recidiva biennale e/o di un incidente mortale e/o nel caso di conducente alla guida di autobus o altro veicolo superiore a 3,50 t
 
4. Nel caso di incidente stradale cosa accade?
I conducenti dei mezzi coinvolti nell’incidente vengono sottoposti alla misurazione del tasso alcoolemico e ed ad altri esami volti ad accertare lo assunzione di sostanze alcoliche oltre i limiti consentiti, sul posto, se possibile, ovvero in ospedale.
 
5. Ed in caso di rifiuto di sottoporsi all'accertamento alcoolemico?
Scattano automaticamente le sanzioni previste per coloro a cui viene rilevato un tasso superiore a 1,50 g/l (vedi tabella riportata al punto 1).
 
6. Ho commesso un’infrazione, sono stato sottoposto all’alcooltest mi sono stati rilevati valori tali da applicare uno dei provvedimenti sopra descritti.
Ora cosa accade? Mi arriva a casa qualcosa? Con che tempi – Quali i tempi di attesa fra l’infrazione e la comunicazione da parte della Prefettura del provvedimento?
Copia dell’ordinanza viene spedita all’interessato per una immediata notifica.
Nello stesso provvedimento sono indicate le prescrizioni in materia di accertamenti sanitari e le modalità per un eventuale ricorso
 
7. Può descriverci un iter standard – se esiste: cosa c’è scritto nella comunicazione, cosa è previsto, una volta che si siano positivamente conclusi gli accertamenti ecc.?
Il Prefetto dispone la sospensione cautelare della patente di guida contestualmente ad una revisione psico-fisica da eseguirsi presso la Commissione Medica Locale a ciò preposta
Nel caso di tasso alcoolemico riscontrato superiore a 1,50 g/l, la patente viene restituita solo previa esibizione del certificato della citata Commissione Medica Locale attestante l’idoneità psico-fisica alla guida
 
8.Nuove modifiche al codice della strada in materia di sicurezza stradale. A partire dall’agosto 2009 cambiano le sanzioni previste per “guida in stato di ebbrezza da alcol e droghe” o supera i limiti di velocità. Cosa significa e quali sono stati i cambiamenti più significativi introdotti
Una premessa importante.
Voglio sottolineare che le norme del Titolo V del Codice della Strada, di cui stiamo parlando sono l’art 186 – “Guida sotto l'influenza dell'alcool””e l’ art. 187 – “Guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti “.
Il “pacchetto sicurezza” dell’agosto 2009 riporta alcune significative modifiche ad alcuni dei commi dei due articoli sopracitati.
Nel dettaglio: viene raddoppiato il periodo di sospensione della patente per il conducente fermato con un tasso alcoolemico superiore a 1,5g/l
Se il veicolo è di proprietà di altra persona, estranea al reato, l’ammenda è aumentata da un terzo alla metà, in particolare se il reato è commesso dopo le 22.00 e prima delle 7.00
 
9. Fin qui abbiamo parlato di alcol e patente.
Cosa accade se invece di guida sotto l’effetto di alcool viene sorpreso alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti?Sempre art.187 “Guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti”
Può descriverci conseguenze sanzioni iter amministrativo e percorsi di accertamento conseguenti?
Viene applicato lo stesso iter dell’art. 186 con le stesse sanzioni previste alla lettera C (tasso alcolico superiore a 1,50 g/l).
Gli accertamenti sono eseguiti anche in questo caso dalla Commissione Medico Locale su disposizione del Prefetto contestualmente alla sospensione cautelare della patente di guida.
 
10.Provvedimenti per neopatentati, abbiamo letto ultimamente che sono allo studio misure specifiche per neopatentati, le risulta? Ce ne può parlare?
Nel precisare che per “neopatentati” si intendono tutti coloro che hanno conseguito la patente entro i tre anni, indipendentemente dall’età anagrafica, sono allo studio effettivamente ulteriori misure ma non c’è ancora niente di ufficiale in aggiunta alla circostanza che i punti decurtati sono raddoppiati
 
11.Rapporti fra Prefettura e Motorizzazione
Viene effettuato l’invio della patente agli Uffici della Motorizzazione di residenza nel caso in cui la Commissione Medica Locale abbia ritenuto il soggetto idoneo a tempo determinato.
 
Vorrei concludere questa nostra intervista parlando del problema incidenti e relativo al ritiro patenti, in particolare ai sensi degli art. 186 e 187 del C.d.S. Quando si parla del ritiro patenti per stato di ebbrezza o di uso di sostanze stupefacenti , la nostra esperienza ci dice che è nei week-end infatti che si concentra il numero più elevato di incidenti e conseguente ritiro di patenti.
Il nostro sforzo è rivolto in particolare verso i giovani per informarli ed aiutarli ad evitare questo drammatico problema.
E’ in pericolo la vita di donne e uomini, soprattutto giovani. (vedi il file PDF “Art. 187 e 186 Codice della Strada, dati 2008/2009
” con i dati della provincia di Firenze, relativi agli anni 2008/2009, pubblicato e scaricabile a questo indirizzo http://www.sostanze.info/documenti).
Vorrei sottolineare che le nostre attività, proprio per cercare di arginare il dilagare di questo fenomeno, non sono solo di sospensione e repressione, ma anche di informazione e sensibilizzazione dei giovani, cioè di prevenzione.
E’ per questo che uno dei programmi dell’ Area III della Prefettura di irenzeprevede un monitoraggio analitico quadrimestrale dei dati sull’incidentalità stradale a seguito di violazione di queste particolari norme comportamentali previste dal C.d.S., correlate all’abuso di alcool e droghe.
A tale scopo il nostro Ufficio Patenti promuove e cura incontri con studenti delle scuole medie superiori per illustrare , anche attraverso interessanti simulazioni, i pericoli della guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’uso di sostanze stupefacenti.
Nei vari incontri con gli studenti viene sottolineata un’attenzione particolare del Prefetto al rispetto delle norme in materia di sicurezza stradale con l’invito a condotte di guida più prudenti.
Ad oggi, circa 1.300 studenti delle scuole dell’area fiorentina sono stati coinvolti nelle nostre iniziative di sensibilizzazione ed informazione.
La conoscenza e l’applicazione di tutta la nuova normativa in materia rappresenta un altro aspetto importante della nostra attività.
È necessario dunque un aggiornamento costante.
Ad esempio, cercheremo di predisporre nel modo migliore gli Uffici competenti riguardo alle novità normative che sono allo studio in Parlamento circa l’emanazione di un nuovo Codice della Strada che dovrebbe prevedere, tra l’altro, provvedimenti d’urgenza in materia di guida con “minicar” e ciclomotori.
Il Prefetto ha peraltro accolto con particolare sensibilità ed interesse questa attività collaborativa della Prefettura con l’Assessorato alle Politiche Socio-sanitarie del Comune di Firenze, nell’ambito del progetto “Utilizzo di strategie di prevenzione di comunità nel settore delle sostanze d’abuso”, al fine di implementare i contenuti del sito appositamente predisposto e, sicuramente, con l’obiettivo finale di una maggiore prudenza e sicurezza stradale, sì da dimezzarne l’incidentalità,.
Quanto sopra, secondo le sollecitazioni del Ministero dell’Interno ed in linea con quelle che sono le direttive dell’Unione Europea Naturalmente confermo la disponibilità del nostro Ufficio a fornire i dati richiesti ed a comunicare gli opportuni aggiornamenti in materia.

 

Gli adolescenti amano il rischio per il "brivido" della ricompensa

La Stampa.it - Secondo quanto è emerso da studio apparso sulla rivista Nature Neuroscience gli adolescenti amano i rischi perché il loro cervello è ipersensibile e si sovraeccita al pensiero di un possibile esito positivo e piacevole di un certo comportamento, come l'uso di droghe, alcol o la guida spericolata. È come se nel cervello dei teenager i circuiti dell’appagamento e del piacere fossero più sensibili ai feedback positivi che vengono dall’esterno, specie se inattesi. Lo studio è stato condotto da Jessica Cohen dell’Università di Los Angeles. Gli adolescenti spesso compiono azioni sconsiderate, ma sono irresponsabili e immaturi? Forse c’è di più. Infatti gli scienziati Usa hanno confrontato le risposte neurali di adolescenti, adulti e bambini a certi stimoli. È emerso che il loro cervello è ipersensible a eventi da cui c’è la possibilità di ricevere un feedback positivo, specie se con risultati maggiori delle aspettative. Gli esperti hanno coinvolto nello studio 18 bambini di 6-12 anni, 16 adolescenti di 14-19 anni, 11 adulti di 25-30. Tutti dovevano svolgere un compito che consisteva nell’indovinare a quali atenei degli States (del Nord o dell’Est) si riferissero certe immagini. All’esecuzione corretta del test in alcuni casi corrispondeva un premio in denaro. Gli psicologi hanno dimostrato che il cervello degli adolescenti, a differenza di quello di bambini e adulti, si iperattiva all’arrivo di una ricompensa inattesa. Ciò significa che i ragazzi sono più inclini a gettarsi in imprese anche se l’esito positivo non è scontato, perché sono mossi dal “brivido” di una potenziale ricompensa, afferma Cohen. Questo spiega la loro predisposizione alla ricerca di stimoli, anche se ciò implica avere comportamenti pericolosi, che per di più non sono messi a freno da un sistema di controllo cognitivo in loro ancora immaturo.

Cioccolato: cibo o farmaco?

Lucia Micheli - ricercatrice

Il mercato del cioccolato ha cifre rilevanti. 

http://insostanza.it/userfiles/images/cioccolata.jpg InSostanza.it - In USA il giro di affari relativi al 2008 per il cioccolato è di 12 miliardi di dollari annui anche se attualmente si osserva una flessione collegata probabilmente al rallentamento dell'economia. Gli svizzeri consumano in media 10 chili di cioccolato all’anno e gli italiani 4; le industrie europee hanno visto crescere la vendita dei loro prodotti anche del 40% negli ultimi anni e sono le più floride tra quelle della vecchia Europa.

La composizione del cioccolato è la seguente: 

  • serotonina (neuromediatore ad attività, tra le altre, antidepressiva)
  • feniletilamina (precursore di numerosissimi "amfetaminici")
  • metilxantine (caffeina e teobromina)
  • cacao, zucchero, latte e aromi.

Il cacao a sua volta contiene: 

  • teobromina (una xantina ad azione stimolante il sistema nervoso centrale)
  • caffeina (in rapporto di circa 10 a 1)
  • analoghi dell’anandamide (la "marijuana" del nostro organismo)*
  • burro di cacao, vitamina B, vitamina E, sali minerali ed altre sostanze antiossidanti come i flavonoidi. 

Al cioccolato si attribuiscono effetti antistress, è un "tonificante" e, a dosi moderate, migliora l’umore, procura piacere ed aumenta la resistenza alla fatica. Uno studio effettuato su ciclisti rivela che il suo consumo equivale a quello delle altre bevande energetiche di norma usate. 

Notoriamente il cioccolato viene considerato un ottimo "antidepressivo" di tipo non farmacologico dato il contenuto di serotonina e si può quindi  affermare che fa bene all'umore. Il pane aumenta questo effetto poiché i carboidrati favoriscono il trasporto di triptofano, precursore della sintesi della serotonina stessa.Non ci sono molti studi sul consumo di cioccolato e l’umore ma uno fra i più recenti riporta una diminuzione della tendenza alla depressione in soggetti che consumano maggiormente il cioccolato; tali risultati incitano la comunità scientifica a studi più approfonditi.

Oggi ancora non si parla di "cioccolato-terapia", ma sicuramente la cioccolata è uno dei pochi cibi che riesce a dare alle persone un profondo senso di benessere e possiede molteplici effetti positivi; il problema è sempre relativo alla quantità consumata e quindi all’eventuale abuso che potrebbe diventare dannoso per l'organismo. Per alcuni soggetti si ipotizza addirittura una “dipendenza” tanto che gli americani hanno creato un apposito vocabolo nuovo "chocoholic", che ricorda la somiglianza con una dipendenza da alcool.

Le sue componenti biologicamente attive prima riportate (dalle xantine agli analoghi dell’anandamide, alla serotonina etc.) possono spiegare alcuni comportamenti anomali o sensazioni psicologiche parallele a quelle di altre sostanze che provocano assuefazione. Uno studio di Tiggemann e collaboratori mostra come può alterare la “visuospatial working memory” similmente ad altre sostanze e farmaci.Nelle donne in particolare esiste una complessa interazione con le fluttuazioni ormonali mensili e sbalzi di umore ed il desiderio di cioccolato. 

Il cacao, ricco di flavonoidi, è un antiossidante utile contro i radicali liberi e di fatto protegge dall'invecchiamento precoce: i migliori risultati si ottengono con tavolette con percentuali di cacao superiori al 70%.

Pritchett K, Bishop P, Pritchett R, Green M, Katica C. Acute effects of chocolate milk and a commercial recovery beverage on postexercise recovery indices and endurance cycling performance. Appl Physiol Nutr Metab. 2009 Dec;34(6):1017-22.

Tiggemann M, Kemps E, Parnell J. The selective impact of chocolate craving on visuospatial working memory. Appetite. 2010 Mar 20.

Hormes JM, Rozin P. Perimenstrual chocolate craving. What happens after menopause? Appetite. 2009 Oct;53(2):256-9.

Rose N, Koperski S, Golomb BA. Mood food: chocolate and depressive symptoms in a cross-sectional analysis. Arch Intern Med. 2010 Apr 26;170(8):699-703.

Buijsse B, Weikert C, Drogan D, Bergmann M, Boeing H.Chocolate consumption in relation to blood pressure and risk of cardiovascular disease in German adults. Eur Heart J. 2010 Apr 10.

Desch S, Kobler D, Schmidt J, Sonnabend M, Adams V, Sareban M, Eitel I, Blüher M, Schuler G, Thiele H. Low vs. Higher-Dose Dark Chocolate and Blood Pressure in Cardiovascular High-Risk Patients. Am J Hypertens. 2010 Mar 4.

Halfdanarson TR, Jatoi A.Chocolate as a cough suppressant: rationale and justification for an upcoming clinical trial. Support Cancer Ther. 2007 Jan 1;4(2):119-22.

 

* Three substances in chocolate and cocoa powder may mimic cannabinoid by activating receptors or increasing anandamide levels. Anandamide is a lipid that binds to cannabinoid receptors and mimics the psychoactive effects of the drug. Chocolate is widely believed to enhance the effect of marijuana. A practical implication of this finding is that the amount of marijuana needed for medicinal purposes may be decreased by using it with chocolate, reducing both the risks and cost associated with marijuana.

Chocolate also contains N-oleoylethanolamine and N-linoleoylethanolamine, which inhibit the breakdown of anandamide, and thus may prolong its effects.

Oleoyl ethanolamide (OEA) is an analog of the endocannabinoid AEA found in brain tissue and in chocolate.1

1) Di Tomaso, E., Beltramo, M., Piomelli, D., Brain cannabinoids in chocolate, Nature 382 677-678  (1996).

Smettere di fumare dentro uno sigaretta gigante

L'iniziativa, fino al 24 maggio, in piazza XX Settembre

 

http://corrieredibologna.corriere.it/media/foto/2010/05/12/sigaretta--190x130.JPG(Corriere di Bologna) Gli emiliano-romagnoli, purtroppo, sembrano dire: «Thank you for smoking». In effetti secondo le statistiche sono dei gran fumatori, considerato che in regione circa il 30% della popolazione adulta è amante della sigaretta. Di questi, circa 60 mila sono considerati dei veri e propri dipendenti, vittime di un piacere che equivale a una droga. «Quello del fumo è un problema complesso – ha spiegato Mila Ferri, responsabile del Servizio salute mentale e dipendenze patologiche della Regione – che ha a che fare con aspetti socioculturali ai quali vanno aggiunti quelli medici».

LA MOSTRA - L’occasione per affrontare il tema è venuta dall’inaugurazione della mostra multisensoriale No smoking be happy, che è stata allestita in piazza XX settembre. Il percorso espositivo è un’enorme sigaretta dalla quale escono tre grandi nuvole di nebbia, all’interno della quale il visitatore si trasforma in fumo. L’itinerario catapulta in un viaggio che fa vivere le sensazioni che si sviluppano nella bocca di un fumatore, seguendo il percorso del fumo fino ai polmoni e al cuore. La mostra si può visitare dal lunedì al sabato dalle 8,30 alle 19,30 e la domenica dalle 10 alle 19,30. L’iniziativa, che durerà fino al 24 maggio, è stata promossa dalla Fondazione Veronesi con il patrocinio del Comune e della Regione e il sostegno della Fondazione Pfizer. Paolo Veronesi, presidente della Fondazione, ha promosso l’evento soffermandosi sui rischi che corrono i tabagisti: «Il 93% dei morti di tumore al polmone sono fumatori. Con questa mostra laboratorio e questa nuova campagna vogliamo diffondere una cultura della conoscenza e della consapevolezza».

“Lost”, l’LSD, il Dharma e il mondo quantico

“Lost”, l’LSD, il Dharma e il mondo quantico

Jacob spiega il significato dell'isola

E’ imminente la conclusione della sesta e ultima stagione di Lost, e il mistero sull’origine, il carattere e la missione dell’isola che da sei anni intrappola una manciata di personaggi e alcune centinaia di milioni di spettatori ovunque nel mondo, rimane più o meno fitto quanto lo era all’inizio.

O meglio: il quadro è più chiaro, s’intravvede la cornice e s’intuisce il senso dell’opera, ma troppi particolari sfuggono e le domande di fondo rimangono senza risposta. Basterebbe questo intrico di mistero, interrogativi filosofici e narratologici, cultura popolare, maestri del Dharma e struggenti storie d’amore per fare di Lost la più grande serie di sempre.

Tutto, sull’isola e dunque nel mondo, ruota intorno a Jacob. Biancovestito e dotato di poteri soprannaturali, sappiamo che Jacob è apparso nelle vite dei naufraghi in momenti e situazioni differenti, “segnandoli” con il tocco di una mano e chiamandoli così al loro destino. Che sarebbe quello di essere altrettanti “candidati” al ruolo di custode supremo dell’isola, dopo la morte dello stesso Jacob; e l’isola, come il suo signore spiegò una volta in riva all’oceano, è il tappo che costringe il male del mondo a rimanere imprigionato come uno spirito in un’ampolla, a non fuoriuscirne mai, a non sopravvanzare come una grande marea nera il mondo intero.

E nero, infatti, è l’universo di forze che si oppone a Jacob, a cominciare da quel black smoke che debuttò già nelle primissime puntate e che ogni tanto fa sfracelli, per finire con l’abbigliamento dell’antagonista di Jacob, il fratello gemello separato dal destino, il senzanome “man in black” che predice l’arrivo della fine.

Non sappiamo chi vincerà, e neppure se le cose stanno davvero così (nei western, ad ogni modo, il capo dei cattivi ha sempre il cappello nero e John Wayne ha sempre il cappello bianco); ma oggi sappiamo chi è Jacob. E poiché gli sceneggiatori hanno più volte dichiarato che il nome di ogni personaggio è sempre reale, e che la scelta non è mai casuale, scoprire l’identità del “vero” Jacob può aggiungere qualche luce al mistero.


Leo Zeff, psicoterapeuta junghiano

“Jacob” era il nome con cui un misterioso terapeuta psichedelico, nell’America degli anni Sessanta, praticava sedute a base di LSD su pazienti affetti da disturbi di vario genere. “Jacob” mise a punto un protocollo specifico, istruì e preparò decine di altri terapeuti, curò più di tremila pazienti. Soltanto molti anni dopo la sua morte, avvenuta a 76 anni nel 1988, si scoprì che “Jacob” era in realtà il professor Leo Zeff, psicologo e terapeuta jungiano di Oakland, California, nonché, negli anni Ottanta, quando la sostanza era ancora legale, pioniere dell’uso psicoterapeutico dell’MDMA (Ecstasy).

Secondo Albert Hofmann, il chimico svizzero che per caso scoprì l’LSD e che morì felice a 102 anni dopo una lunga vita di “viaggi”, “Jacob” fu “un pioniere e un maestro spirituale”. Secondo Stanislav Grof, un altro pioniere della psicoterapia associata all’uso degli psichedelici, e fondatore della “psicologia transpersonale”, Zeff “soppesò dolorosamente i pro e i contro e scelse di infrangere la legge e di assumersi la responsabilità di svolgere le ricerche e le terapie che riteneva adatte. I suoi pazienti lo hanno già assolto, ora spetta alla storia”.


Richard Alpert, l'assistente di Jacob

Che si tratti proprio di “quel” Jacob pare assai probabile, poiché nel telefilm l’assistente tuttofare del supremo custode dell’isola, dotato del miracoloso potere di non invecchiare mai, si chiama Richard Alpert: proprio come il braccio destro di Timothy Leary nella Harvard degli anni Sessanta, dove i due psichiatri divennero famosi (e per questo furono espulsi dalla prestigiosa università) per la massiccia “sperimentazione” di LSD con gli studenti del campus. Leary e Alpert scrissero anche un vero e proprio manuale per “viaggiare” con l’acido lisergico, ispirato al Libro tibetano dei morti e non privo di qualche fascino (sul buddhismo tibetano torneremo fra poco). Alla fine dei Sessanta anche Alpert, come tutti, se ne andò in India: e lì rinacque come Baba Ram Dass, acclamato maestro spirituale nonché autore del best seller mondiale Remember Be Here Now.


Richard Alpert/Ram Dass

Dunque Lost è un trip? Perché no: in fondo la serie fin dall’inizio gioca con le porte della percezione, e vuole a tutti i costi dimostrarci che le cose potrebbero anche essere in un altro modo, che questo mondo e l’esperienza che ne facciamo potrebbero non essere unici, che c’è qualcosa che va al di là della superficie e che merita di essere indagato a fondo, che esiste, infine, una dimensione “spirituale” della vita e delle cose che non per forza fa a cazzotti con la scienza, ma anzi armoniosamente vi si può integrare.

La cultura psichedelica contemporanea da anni pone al centro delle proprie riflessioni proprio questi temi, a cominciare da una visione olistica della realtà che proviene dall’Oriente e che da decenni segna le varie controculture d’oltreoceano. Di più: proprio come nella “Dharma Initiative”, l’organizzazione scientifica che nel telefilm da anni studia le proprietà dell’isola e insieme la protegge dagli intrusi, anche nel pensiero psichedelico contemporaneo il legame fra spiritualità e scienza – e in particolare la fisica quantistica – è strettissimo, fino a sostenere, come fa per esempio l’americano James Oroc in Tryptamine Palace, che la visione del mondo offerta dagli allucinogeni è la stessa che la fisica contemporanea sta disegnando e scoprendo giorno dopo giorno.

Di nuovo, prevale una visione olistica e “spirituale” del cosmo e del mondo fisico e naturale – evidente per esempio in un fisico come David Bohm o in un astrofisico come Bernard Haisch – che, con qualche sorpresa, sembra fornire conferme scientifiche sempre più robuste alle intuizioni dei popoli “primitivi” e alle cosmologie induiste e buddhiste, a loro volta già saccheggiate, seppur in forma liofilizzata, dalla Beat generation e, più tardi, dalla generazione di Woodstock (a proposito: la “Dharma Initiative” utilizza per gli spostamenti sull’isola soltanto furgoncini Volkswagen, quegli stessi su cui viaggiavano – fisicamente – gli hippy di tutto il mondo).

Insomma, tutto si tiene – soprattutto quando si parla di Lost: la cui struttura (e questo dev’essere senz’altro un indizio fondamentale) somiglia in modo impressionante a quella di un mandala, il palazzo fantastico che i monaci tibetani costruiscono con finissime polveri colorate a partire da un centro immanente, e che rappresenta il cosmo intero nella sua interconnessione profonda, nel suo immediato essere-presente, e nella sua irrevocabile impermanenza. Quando la cerimonia si è conclusa, infatti, i monaci piano piano soffiano via la sabbia colorata, come se una grande tempesta si levasse improvvisa e inesorabile fino a sciogliere lo splendido palazzo, così che alla fine non ne rimane neppure un granello.

Su Leo Zeff: http://www.erowid.org/library/review/review.php?ID=195 http://www.maps.org/books/scr/noframes.html

 

http://www.thefrontpage.it/2010/05/16/jacob-lo-psicoterapeuta-psichedelico/

Droga. Rapporto 2009 Direzione antidroga

  Aduc Droghe - I sequestri di eroina in Italia nel 2009 sono diminuiti rispetto all'anno precedente anche se non e' possibile affermare che c'e' stata una flessione nell'offerta di questo stupefacente. In aumento, invece, i sequestri di marijuana (+211,75%) e degli anfetaminici (+24,18% per le dosi e +17,54% per i kg). E' quanto emerge dall'attivita' annuale 2009 della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga, elaborato sulla base della sistematica raccolta ed elaborazione dei dati dell'attivita' di contrasto alla droga svolta dalle forze di polizia e sulle relazioni informative degli esperti antidroga dislocati nei punti nevralgici rispetto alla produzione e al transito della droga. A livello mondiale la domanda e l'offerta di droga permangono elevate malgrado il traffico illecito venga incisivamente contrastato dalle forze di polizia in sempre maggiore sinergia e coordinamento internazionale, riferisce la Polizia. Il numero complessivo delle operazioni antidroga, spiega, presenta un segno positivo e' quindi lecito supporre che l'impegno delle forze di polizia abbia mantenuto i livelli del 2008, pur orientandosi verso altri tipi di sostanza maggiormente presenti sul mercato illegale. In base al rapporto  aumentano anche le denunce a carico di stranieri (uno su tre), segnalando cosi' il loro crescente coinvolgimento negli affari del narcotraffico. I decessi per abuso di stupefacenti hanno registrato una lieve diminuzione (-6,38%), in linea con l'andamento decrescente delle morti per droga nell'ultimo decennio. Sono stati sequestrati circa 33.000 kg di droga con particolare incremento nei sequestri di marijuana (+211,75%) e delle droghe sintetiche (+15%). I narcotrafficanti attivi in Italia si riforniscono per lo piu' presso il mercato: colombiano per la cocaina, transitata principalmente per l'Africa, la Spagna ed il Venezuela; marocchino per l'hashish, transitato in particolare per la Spagna e l'Olanda e olandese per le droghe sintetiche. Nel 2009 l'attivita' di coordinamento investigativo e di sviluppo dei rapporti di cooperazione internazionale, svolta dal Dipartimento della Polizia di Stato attraverso la Dcsa si e' mantenuta a livelli elevati consentendo di fronteggiare efficacemente il fenomeno. E' stata posta una particolare attenzione nella predisposizione di proposte per la promozione di 'Accordi di cooperazione' e di partecipazione ai principali fori internazionali in materia di lotta al traffico illecito degli stupefacenti. Altrettanto rilevanti le riunioni organizzate in Italia e all'estero con omologhi organismi e con gli Ufficiali di collegamento antidroga accreditati in Italia, la preparazione di corsi di formazione a favore di Paesi che ne hanno fatto richiesta e la partecipazione alle iniziative ed ai programmi di Europol, Cepol e partenariato con omologhi esteri nei programmi Agis. In tale contesto un ruolo di estrema rilevanza e' stato assolto dai 20 esperti e ufficiali di collegamento antidroga distaccati nelle aree geografiche strategicamente piu' importanti per la produzione e traffico mondiale di sostanze stupefacenti.

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