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Novità

Studio: il cervello produce e consuma cannabis naturalmente

Si complica sempre più la guerra alla cannabis. Per giungere ad un mondo senza droga -obiettivo che si propone l'attuale strategia proibizionista- sarà necessario non solo continuare a punire chi la consuma, ma anche intervenire con farmaci o operazioni neurochirurgiche per impedire che il cervello la produca naturalmente. Si è scoperto infatti che siamo tutti produttori e consumatori di cannabis...

 

Anche i neuroni si auto-controllano e lo fanno somministrandosi cannabinoidi. E' quanto emerso da uno studio, pubblicato su Nature Neuroscience, di tre ricercatori dell'Ebri, European Brain Research Institute di Roma, Alberto Bacci, Silvia Marinelli e Simone Pacioni. La ricerca mette in evidenza come alcuni neuroni eccitatori della corteccia cerebrale, in risposta alla loro attivita' elettrica, sintetizzano e si auto-somministrano cannabinoidi endogeni, mettendosi letteralmente a dormire per diversi minuti. Questo meccanismo e' utile nel controllo dell'eccitabilita' dei neuroni ed e' vitale per il funzionamento della corteccia cerebrale. Nel cervello, i cannabinoidi endogeni agiscono sullo stesso recettore attivato dal principio attivo della marijuana. Inoltre, i cannabinoidi rilasciati, oltre che inibire gli stessi neuroni che li hanno prodotti, agiscono anche sui terminali sinaptici inibitori di altri neuroni, inibendone il rilascio di neurotrasmettitore per lunghi periodi. Il risultato e' che una sotto-rete eccitatoria e' capace di autoregolare la propria capacita' di eccitarsi, sia a livello di singolo neurone, sia controllando gli input da altri neuroni dei circuiti corticali. Il prossimo passo, secondo i ricercatori, sara' scoprire quali attivita' della corteccia cerebrale mettono in atto questo questo meccanismo o se questa risposta auto-inibente entra in azione durante attivita' intense delle reti corticali, che avvengono, per esempio, durante le crisi epilettiche.

 

Aduc Droghe

Droga: Eurispes, boom di vendite via web, Rete discount dello 'sballo'

Roma, 29 gen. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Aumenta vertiginosamente la vendita di droga via web. Con la rivoluzione digitale diventa sempre piu' facile procurarsi una dose attraverso la Rete. Negli ultimi 6 mesi del 2008, gli accessi a siti dedicati alla vendita di stupefacenti sono passati dal 40% al 60%. Il web si e' trasformato in un grande e accessibile mercato globale, una sorta di discount dello 'sballo' dove i consumatori, in particolar modo quelli piu' giovani, possono trovare il prodotto giusto al prezzo migliore secondo una perfetta strategia mercato: offerte facilmente fruibili, pacchetti promozionali, strategie ingegnose di marketing. I consumatori - si legge nel 'Rapporto Italia 2010' stilato e diffuso oggi dall'Istituto Eurispes - non sono piu' solo i giovani, ma rappresentano fasce sempre piu' ampie di popolazione.

 

Adnkronos.com

EURISPES: ALCOOL, IN ITALIA PIU' CHE IN EUROPA SI BEVE 'GIOVANE'

(AGI) - Roma, 29 gen. - L'Italia si colloca nelle posizioni piu' basse per consumo pro capite di alcol nella graduatoria stilata dall'Ocse (2007) ma detiene il primato del piu' precoce contatto con l'alcol: 12 anni e mezzo rispetto ai 14,6 della media europea. E' quanto emerge dal rapporto Italia 2010 dell'Eurispes, che sottolinea anche come il numero dei giovani alcol dipendenti, in particolare, risulta in costante aumento.   La quota degli alcol dipendenti in carico di eta' inferiore ai 30 anni ammonta al 15%. Otto milioni e mezzo gli italiani a rischio abuso di alcol, 750.000 dei quali adolescenti (il vino rimane la bevanda alcolica piu' consumata dagli adulti). Fra i ragazzi e' molto diffuso il consumo di bevande alcoliche (birra in primis) al di fuori dei pasti, soprattutto nei fine settimana e nelle occasione di festa e di incontro sociale.   Secondo uno studio internazionale, rileva ancora l'Eurispes, l'alcol sara' la terza causa di disabilita', mortalita' e morbilita' nei prossimi anni. Quanto agli effetti negativi, almeno 24.000 decessi l'anno, malattia e disabilita' causano una spesa pari al 3% del Pil.   L'alcol e' oggi all'origine del 25% della mortalita' giovanile dei ragazzi e del 10% di quella delle ragazze. Inoltre, in Italia la mortalita' per incidente stradale correlata al consumo di alcol viene stimata tra il 30% e il 50% del totale degli incidenti.   Sono oltre 60.000 i soggetti alcol dipendenti presi in carico dai 455 Servizi alcologici territoriali del Sistema sanitario nazionale, con circa 5.000 nuovi alcoldipendenti all'anno. Le regioni con il maggior numero di assistiti sono la Lombardia e il Veneto.

 

www.agi.it

ADOLESCENZA E ANORESSIA Corpo, genere, soggetto

 

http://www.librazioni.it/libri/images/books/465/9788860302465.jpgL’incremento esponenziale dei disturbi alimentari fra le giovani donne delle società occidentali ha trasformato anoressia e bulimia da patologie gravi, ma relativamente rare in manifestazioni diffuse di sofferenza evolutiva, segnali del fragile narcisismo dell’adolescenza contemporanea e delcarattere complesso e conflittuale del processo di costruzione dell’identità.I dati epidemiologici rilevano che, circa l’1% delle ragazze fra i 12 e i 18 anni presenta indici conclamati d’anoressia nervosa, il 5% se i criteri diagnostici vengono applicati in modo meno rigoroso.In Italia, su 1000 giovani donne tra i 12 e i 25 anni, 3 soffrono di anoressia nervosa, 12 di bulimia nervosa e 70 di disturbi subliminali.Il rapporto maschi/femmine, che fino a qualche anno fa era dio 1/10 per l’anoressia e di 1/20 per la bulimia, presenta oggi segnali di un’inversione di tendenza: va diffondendosi nella popolazione maschile una nuova patologia, la cosiddetta anoressia inversa o vigoressia, solo in parte sovrapponibile ai disturbi alimentari femminili; essa presenta, infatti specificità su cui è urgente cominciar a riflettere.Nel volume i disturbi del comportamento alimentare nell’adolescenza vengono considerati manifestazioni di un disagio non solo intrapsichico, ma anche relazionale e sociale, alimentato da alcune caratteristiche della “cultura del narcisismo” prevalentemente nella società contemporanea.I modelli interpretativi convergono in una prospettiva evolutiva che evidenzia la difficoltà delle attuali adolescenti ad affrontare alcuni compiti di sviluppo fase-specifici, come la metabolizzazione del corpo sessuato.L’autrice esplora i contesti relazionali e psicosociali dell’adolescenza contemporanea, così da far emergere le peculiarità della cultura affettiva familiare che fa da sfondo ai disturbi alimentari.Il testo, infine, con ampio supporto di materiale clinico esemplificativo, presenta l’approccio ai disturbi alimentari in adolescenza utilizzato dall’autrice, e illustra le pratiche di intervento.

Ce.S.D.A.

Revisione patente per stato d'ansia

Buongiorno a tutti e complimenti per il sito.
Ieri mi è stata recapitata una lettera da parte della motorizzazione di Messina dove disponeva la revisione della patente di guida mediante nuovo esame di idoneità psicofisica a seguito di crisi di ansia, panico con intensi.
Entro 30 giorni dal ricevimento dovrei presentare istanza di visita alla commissione medica locale.
A questo punto vi chiedo:
1) Che pipo di esami mi dovrebbero fare?(riflessi, nervosismo, reattività, alcool, droga, urine, sangue o capello), quali di questi in relazione allo stadio d'ansia?
2)Si parla di esame psicofisico e non tenico-attiduninale, pertanto non devo fare di nuovo i quiz o la guida?
3)Mi dicono che posso proporre ricorso gerarchico a questo avviso al dirigente generale del dipartimento dei trasporti.
Ma nel momento in cui faccio il ricorso gerarchico, tale ricorso sospende i termini di 30 giorni entro i quali devo fare domanda di esame di idoneità psicofisica alla commissione provinciale?
Avete un modello-schema di ricorso gerarchico avverso la revisione della patente?
Grazie

Cannabis terapeutica. Da Rovigo e Firenze parte la produzione italiana?

Il centro di ricerca per le colture industriali di Rovigo, istituto pubblico autorizzato alla produzione di cannabis per scopi di ricerca, potrebbe inviarla allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze e far partire una produzione italiana di farmaci a base di cannabinoidi. Questo il senso di un ordine del giorno da noi proposto e fatto proprio dal Governo per porre fine all'odissea cui sono sottoposti i pazienti costretti alla pratica dell'importazione burocraticamente complessa ed economicamente costosa di questa sostanza. Un farmaco come il Sativex, a base di cannabis, potrebbe cosi' essere prodotto in Italia da strutture pubbliche con grande risparmio anche per il Ssn e per quelle Asl che ne prevedono il rimborso. La ragionevolezza delle argomentazioni dei senatori di maggioranza tra cui Saia, Longo, Fleres e Baldassarri hanno trovato la disponibilita' del ministro della Salute Fazio a fare proprio il nostro ordine del giorno. Ci rallegriamo del fatto che grazie ad un approfondito dibattito parlamentare per la prima volta la cannabis terapeutica trova un riconoscimento istituzionale e un impegno concreto per la sua produzione! * senatori Radicali-Pd

A seguire la versione approvata dal Senato. ODG G202 Il Senato, premesso che:             i principi attivi dei cannabinoidi, sintetici o naturali, sono inseriti ufficialmente tra le sostanze dotate di efficacia terapeutica (tab II-B: il Delta-9-tetraidrocannabinolo, TBC; il Trans-delta-9tetraidrocannabinolo, denominato anche Dronabinol; il Nabilone);             i farmaci a base di cannabinoidi sono da anni impiegati nel mondo nel trattamento dei sintomi di diverse patologie (come per esempio la nausea e il vomito nei pazienti sottoposti a chemioterapia, sindromi dolorose neuropatiche, reumatiche, di origine tumorale e di altra natura, stati di stress post-traumatico, alcuni effetti delle terapie retrovirali nei pazienti affetti da BIV, etc.);             in Italia, pur essendo consentita la prescrizione di terapie che fanno uso di questi farmaci, il loro approvvigionamento da parte dei pazienti è possibile, nei termini previsti dalle leggi, esclusivamente grazie all'importazione dall'estero, attraverso le procedure previste dal decreto ministeriale 11 febbraio 1997 (Importazione di specialità medicinali registrate all'estero);             nel nostro paese infatti, non esistono in commercio farmaci registrati a base di cannabinoidi, né sintetici né naturali, e non esistono produttori autorizzati di cannabis per scopi medici per mancanza di richiste di autorizzazione alla produzione da parte delle nostre industrie farmaceutiche e per mancanza di richieste di AIC (Autorizzazione all'immissione in commercio) da parte di industrie produttrici straniere; l'importazione di tali farmaci per il paziente comporta un notevole aggravio di spesa rispetto al vero prezzo del farmaco, cui vanno aggiunti costi di centinaia di euro per ogni singola pratica d'importazione, che va ripetuta dopo due mesi, mentre solo poche Asl forniscono la terapia in regime di day hospital;             si tratta di una strada tortuosa, costosa e burocratica che tende i più a scoraggiarsi o in alcuni casi a indirizzarsi verso il mercato nero dello spaccio della cannabis da una parte, e dell'autoproduzione, reato passibile di condanna anche con reclusione fino a diversi anni, dall'altra; considerato che:             la soluzione al problema di rendere sempre, immediatamente e a minor costo disponibili i preparati a base di cannabinoidi, potrebbe essere quella di produrre a livello nazionale questa sostanza per scopi medici;             a Rovigo è operativo il Centro di ricerca per le colture industriali, un istituto pubblico autorizzato che da anni è in grado di produrre chilogrammi di cannabis di diverso tipo e con varie combinazioni di cannabinoidi, materiali vegetali che devono essere periodicamente distrutti.         considerato anche che:             il prodotto vegetale, per essere fruibile dai pazienti, deve essere trasformato in preparazione medicinale e perciò deve essere lavorato da un laboratorio autorizzato, di tipo farmaceutico;             una struttura pubblica che ha la possibilità di fare questa trasformazione è lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, che tra le sue mission porta avanti le attività congiunte di ricerca e formazione, per la produzione anche di medicinali orfani;             lo Stabilimento, seppure tenuto a soddisfare prioritariamente le esigenze sanitarie delle Forze Armate, oltre ad essere autorizzato alla produzione di farmaci, può anche acquistare, impiegare e distribuire sostanze stupefacenti e psicotrope e loro preparazioni; impegna il Governo a considerare l'opportunità e la fattibilità, previa valutazione congiunta del Ministero della salute e del Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri, di una produzione in Italia di medicinali a base di cannabis, tramite il centro di ricerca per le colture industriali di Rovigo e lo stabilimento farmaceutico militare di Firenze.

L'eliminazione del cannabidiolo dalla skunk può giocare un ruolo chiave nello sviluppo della psicosi

L'eliminazione del cannabidiolo dalla skunk può giocare un ruolo chiave nello sviluppo della psicosi

Gli effetti della cannabis sulla salute mentale hanno attirato molta attenzione nel corso degli anni, e già nel XIX secolo fu riconosciuto che la cannabis poteva indurre una psicosi transitoria che riproduceva i sintomi della schizofrenia. Nonostante questo, fino ad un decennio fa la maggior parte degli psichiatri considerava la cannabis come una sostanza tutto sommato benigna. Ciò, tuttavia, è in contrasto con le recenti ricerche, in base alle quali è stato concluso che in una minoranza di soggetti l'uso di cannabis possa spingere il cervello verso la psicosi a lungo termine che richiede un trattamento di salute mentale. Queste scoperte sul legame tra cannabis e psicosi sono state ampiamente riportate dai media, spesso accompagnate da avvertimenti a proposito del fatto che la cannabis di strada avrebbe negli ulti anni acquisito una maggiore potenza e, pertanto, potrebbe costituire un grave rischio per la salute in una sensibile minoranza di consumatori. Questo, però, è troppo semplicistico: il tipo di cannabis preso in questione è un fattore decisivo. La cosiddetta "skunk" contiene normalmente concentrazioni superiori del principio psicoattivo principale, una molecola chiamata delta-9-tetraidrocannabinolo (THC). Quello che è meno noto è che un altro componente, il cannabidiolo (CBD), è stato eliminato dalla skunk attraverso la selezione per aumentare il contenuto di THC. Gli studi di laboratorio hanno dimostrato che anche il THC sintetico provoca psicosi transitoria nel 40-50% delle persone sane. In netto contrasto con il THC, il CBD sembra avere un effetto anti-psicotico, almeno negli animali. Studi sugli esseri umani, anche se in numero esiguo, hanno prodotto risultati simili. fonte : It's lack of balance that makes skunk cannabis do harm

 

dal blog http://moksha.splinder.com/

Senato approva Ddl cure palliative

Via libera ad odg che apre alla possibilità di farmaci cannabinoidi 'made in Italy'

 

(Adnkronos Salute) - Via libera del Senato, all'unanimità, al Ddl sulle cure palliative e le terapie del dolore. Obiettivo del disegno di legge, creare una rete di hospice e strutture, partendo da quelle già esistenti sul territorio. Nel provvedimento, che torna alla Camera per l'approvazione definitiva, novità per la prescrizione dei farmaci antidolore, tra cui gli oppiacei. Ma su questo punto si sono sollevate le critiche dell'opposizione, a partire da quelle mosse dal presidente della Commissione d'inchiesta sul Ssn Ignazio Marino. Il testo licenziato da Palazzo Madama, infatti, è più restrittivo rispetto a quello che ha ottenuto il via libera della Camera, che prevedeva per questi farmaci la possibilità di prescrizione anche attraverso la sola ricetta bianca. Il provvedimento approvato dal Senato prevede che i farmaci antidolore vengano prescritte anche mediante ricettario rosso, quello, per intenderci, in uso anche presso i medici di famiglia, mentre finora era necessario il ricettario speciale. Ma riconosce questa possibilità ai soli mcamici bianchi dipendenti del Ssn, lasciando 'fuori' i medici che operano all'interno di strutture private. "Un oncologo di fama internazionale come Umberto Veronesi, per esempio - sintetizza Marino - non potrà prescrivere sul suo ricettario 10 milligrammi di morfina per il suo paziente perché non possiede il ricettario del Servizio sanitario nazionale". A ostacolare la strada, il parere della Commissione Bilancio, che ha sollevato dubbi sulla copertura economica di questo passaggio della misura. Il Senato ha approvato un ordine del giorno che impegna il Governo a valutare la possibilità di trovare una risposta a questa esigenza, dando ad "ogni medico abilitato alla professione - come sottolineato da Marino - la possibilità di prescrivere farmaci per il dolore, come succede d'altronde in altri Paesi. Tra gli altri Germania, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada. Palazzo Madama ha dato inoltre via libera a un ordine del giorno, presentato dai radicali Marco Perduca e Donatella Poretti, con il quale si potrebbe aprire alla possibilità, finora preclusa, di produrre in Italia farmaci a base di cannabis finora prescrivibili ma acquistabili soltanto grazie all'importazione dall'estero. Il testo sulle cure palliative è stato modificato rispetto a quello che ha ottenuto il via libera della Camera lo scorso 16 settembre, dunque tornerà nell'Aula di Montecitorio in terza lettura.

Dati diffusione sostanze

 

Una sintesi di tutti i principali rapporti (aggiornata a Gennaio 2009) sulla diffusione di sostanze ad opera del Gruppo Abele: link

 

Sesso: con la droga non “lega” per nulla!

cocaina(tantasalute.it) Per lungo tempo siamo stati indotti a ritenere che sesso facesse rima con droga, i droga party ne sono un esempio, persino i recenti fatti di cronaca riguardanti persone in vista sorpresi con trans e cocaina immersi all’acme del piacere in una visione edonistica persino sconcertante non avrebbe più nessun motivo di esistere se, come ci informa la scienza medica, il connubio cocaina sesso è tutt’altro a favore del secondo, tutt’altro!

La verità è che per un tossicodipendente la fonte del suo piacere è la cocaina ed il sesso è vissuto come contorno, forse perché associato al gusto del proibito alla stregua di una sostanza illegale, da una parte ed un trans, per fare un esempio, se questi orbita nell’ambiente della prostituzione e forse quest’altra associazione è la vera perversione che induce piacere scaturente dai droga party.

 Da un punto di vista scientifico invece l’accoppiata droga-sesso non funzione per nulla…. lo avrebbero appurato studiosi della Mount Sinai School of Medicine di New York, i quali sostengono che la cocaina sarebbe in grado di alterare la percezione non soltanto modificando le sensazioni, ma modificando addirittura i neuroni e “spegnendo” dei geni cerebrali.

 Il sospetto era già venuto ai ricercatori quando avevano sperimentato in laboratorio l’associazione droga-sesso e avevano constatato che i topi drogati con cocaina presentavano un’alterazione di un gene, il gene 9°, lo stesso che dovrebbe determinare il piacere fisico con la conclusione che la cocaina altera proprio i centri del piacere alterando i suoi sensori e di fatto tiene accesi solo quelli relativi al piacere indotto dalla sostanza stupefacente e basta, facendo perdere la sensazione positiva anche nella cosa che, almeno in teoria, dovrebbe provocare più piacere in assoluto: il sesso.

Mi strozzo per sballarmi

(http://notizie.libero.it) È l'ultima moda in voga tra i giovani d'Oltreoceano che si divertono a strangolarsi fino alla soglia dello svenimento per poi mettere i loro macabri video in rete. L'effetto è una forte euforia, ma il rischio maggiore che si corre è quello di morire.

Cosa spinge i giovani a farsi volontariamente del male, rischiando addirittura la vita? Difficile rispondere a questa domanda. La cosa certa è che sono sempre di più i ragazzi che per emulazione o semplicemente per incoscienza o, ancora peggio, solo per il gusto di trasgredire si cimentano in giochi davvero estremi. L'ultimo in ordine di tempo è una rivisitazione del finto strangolamento. Una pratica, che seppur stupida e molto pericolosa, oggi risulta diffusissima tra i teenager d'Oltreoceano. Nonostante questo passatempo, conosciuto con il nome di space monkey (letteralmente scimmia spaziale), esista ahimé da sempre, oggi sta riscuotendo un gran successo tra gli adolescenti americani impegnati a filmarsi mentre si strangolano fino alla soglia dello svenimento, per poi caricare in rete i loro filmati. Tutto questo, a quanto pare, per avere un quarto d'ora di celebrità sul web.

 

Strangolarsi o farsi strangolare è sicuramente una tecnica molto antica e diffusa soprattutto negli ambienti sadomaso. Esercitare una forte pressione sulla carotide impedisce al sangue di irrorare la testa così che, una volta lasciata la presa, il cervello viene di colpo invaso dall'ossigeno. Il risultato? Una forte euforia. Anche se il rischio maggiore che si corre è quello di morire. Molteplici poi i danni che questa pratica può causare. Si va da quelli cerebrali fino alle contusioni riportate in seguito alle frequenti cadute provocate dagli svenimenti.

Solo negli Stati Uniti, negli ultimi dieci anni, si sono contate almeno 86 vittime del the choking game (letteralmente il gioco dello strangolamento). E, visto il prolificare di questi filmati in rete, per impedire che nuove vite vadano perse, negli Usa è partita una campagna di sensibilizzazione.I video online mostrano infatti ragazzi in cerchio, ognuno con le mani sul collo del proprio vicino, che svengono. O altri che entrano in iperventilazione. Agghiaccianti non sono però solo le immagini. Nei forum i ragazzi che si cimentano in questa pratica la descrivono come un'esperienza fantastica e bellissima. Peccato che si tratti di un gioco veramente molto pericoloso.

libero news

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