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Novità

aiuto quanto tempo ci vuole?

salve a tutti ho 20 anni e sabato 16-01-10 ho fatto uso di cocaina fumo e alcol ad una festa.. ho fatto una domanda per un concorso. e fra alcuni mesi dovre sottopormi ad analisi del sangue ed urine per vedere se faccio uso anche sporadicamente di sostanze stupefacenti o abuso di alcol. ci tenngo tanto a superare quest esame per poi arrivare ad unobbiettivomolto importante nella mia vita mi pento di aver usato determinate sostanze...ma ora voglio pulirmi x evitare che determinate cose possano impedire lo sviluppo di un mio futuro.
in poche parole ...vi kiedo per fvore chi di competenza o ben informato puo rispndermi
Qunato tempo ci vuole smaltire tutte le sostanze alcol thc e cocaina dal mio orgnismo e come potrei fare per accellerare..tuttto cio.???? grazie cordiali saluti

Test per lavoratori e i dubbi della Cgil

 

Giuseppe Bortone (responsabile tossicodipendenze Cgil nazionale) - su Terranews.it

 

 

IL CASO. Sette autisti sospesi per assunzione di sostanze. Esplodono le polemiche per una norma assai discutibile

 

Sono sette gli autisti dell’Atm sospesi recentemente dalla guida perché trovati positivi ai controlli sull’assunzione di sostanze psicoattive illegali. Un campione selezionato, in Francia, di autisti di camion compresi fra i diciotto e i venticinque anni dava l’11% di consumatori di derivati della cannabis e il 4% di oppiacei.

Si è dunque appena aperto, e non sappiamo ancora con quali conseguenze, il vaso di Pandora incautamente voluto da chi ha deciso, nel 2007 (Ministero della Salute) e nel 2008 (Dipartimento governativo antidroga, cioè Giovanardi) di controllare e sanzionare i consumatori “anche sporadici” compresi in una fascia assai estesa di lavoratori con mansioni “che mettono a rischio altre persone”: essenzialmente, per ora, i lavoratori dipendenti che conducono automezzi, pubblici e privati, e quelli che trattano sostanze pericolose (nucleare, gas, esplosivi). Eppure, al di là delle facili demagogie, le statistiche - e la cronaca - ci dicono che quasi tutti gli incidenti mortali legati al consumo di sostanze psicoattive dipendono da quella, fra le sostanze stesse, che non solo è pienamente legale, ma è anche ampiamente pubblicizzata: l’alcol.

Che faranno allora le Regioni e i sindacati, ora che le normative in questione (contro il parere unitariamente espresso dai sindacati stessi) sono state comunque approvate? Cercheranno, è il caso di dirlo, di “ridurre il danno”, e quindi: chi usa il metadone come medicinale, ed è abilitato alla guida dal Sert di riferimento, non deve essere sanzionato. I derivati della cannabis lasciano tracce per settimane anche nelle urine, dunque è follia colpire il mero consumo “in ogni caso” (non posso guidare a settembre perché mi sono fatto una canna a Ferragosto?). I test sul capello (sui quali specificamente ha insistito Giovanardi) riscontrano l’uso di sostanze anche dopo mesi, perciò non hanno nessun rapporto con “l’idoneità alla mansione nel momento in cui viene espletata”: ed è quest’ultimo il vero concetto-chiave per la prevenzione degli incidenti, piuttosto che quello di “stile di vita in generale” (il quale, in questo specifico contesto, risulta moralistico più che preventivo). 

Le attività che, invece, devono essere realmente “generali” sono la prevenzione stessa e l’informazione sulle sostanze psicoattive e sui loro rischi: esse vanno sviluppate con risorse certe e accresciute, nei confronti di tutti i lavoratori. Inoltre le “categorie a rischio” non possono allargarsi all’infinito, includendo, ad esempio, tutti coloro che usano i carrelli per il trasporto all’interno di una fabbrica.

Infine i lavoratori tossicodipendenti - o comunque abusatori di sostanze in una misura che mette a rischio “l’idoneità alla mansione” - esistono, eccome: ma allora devono essere assistiti invece che sanzionati, sottraendoli ai compiti più rischiosi, come si dovrebbe fare per ogni patologia accertata. A meno che non si pensi che in questo caso, oltre che la “patologia” c’è anche la “colpa”: ma saremmo allora - o forse siamo già, purtroppo - al famigerato “Stato etico”.

Il regno della coca

Il paese africano è il nuovo crocevia mondiale del traffico della polvere bianca. Un business che finanzia i terroristi. E in due anni ha devastato il paese africano. Rendendo una generazione schiava. Fino alla guerra per il controllo del business che ha visto massacrare il capo dello Stato

Sotto il Senegal, in Africa occidentale, c'è uno staterello semisconosciuto più piccolo della Svizzera e con solo un milione e mezzo di abitanti: la Guinea Bissau. Ma adesso quest'ex colonia portoghese - indipendente dal 1974 - sembra destinata a far parlare di sé, essendosi trasformata in un crocevia del traffico di cocaina dal Sudamerica all'Europa.Gruppi paramilitari e terroristici come Hezbollah, Al Qaeda e le Farc colombiane hanno infatti 'investito' sulla Guinea Bissau con grandi risultati. La droga, che viene da Venezuela, Colombia e Brasile, transita indisturbata grazie ad un arcipelago di novanta isole, un governo e un esercito profondamente corrotti e una totale mancanza di controlli. Insomma, il sogno di ogni narcos. La polizia possiede una sola automobile e i sessanta agenti incaricati di combattere i signori della droga possono fare poco o nulla contro criminali equipaggiati con tecnologie avanzatissime, mezzi di trasporto veloci e armi da guerra. Ma non si tratta soltanto di una questione criminale. Quello che preoccupa di più la comunità internazionale, infatti, è il ruolo crescente - in questo business - dell'estremismo islamico. In Guinea Bissau si è insediata da tempo una potente rete illegale libanese che amministra i proventi del commercio di cocaina per finanziare le attività di Hezbollah nella terra dei Cedri, con l'approvazione dei mullah che hanno concesso una fatwa speciale per benedire il traffico. Il quartier generale di questa rete è nella capitale del Paese, Bissau: è un grande albergo di lusso, il Palace Hotel, un edificio rosa e bianco con un pretenzioso colonnato ionico, sulla costa, a soli cinque minuti dall'aeroporto. Appartiene al miliardario libanese Tarek Arezki e qui, nel gennaio 2008, i servizi segreti francesi hanno arrestato Ould Sinda e Ould Sidi Chabarnou, due terroristi maghrebini di Al Qaeda che in Mauritania avevano trucidato a sangue freddo una famiglia di turisti francesi.

Oggi la più grande fonte di risorse illegali di Hezbollah è proprio il traffico di droga gestito attraverso la diaspora libanese, un network di comunità ramificato in Africa Occidentale e America Latina. Quando la droga raggiunge le coste della Guinea Bissau, viene suddivisa in piccoli carichi che sono spediti verso il Marocco e il Senegal via mare, o attraverso la Mauritania via terra per poi valicare il Sahara e raggiungere le sponde del Mediterraneo. Interi convogli armati attraversano la regione del Sahel, controllata da gruppi di terroristi posizionati in tutta la regione sahariana. La centrale libanese basata a Bissau alimenta il business direttamente alla fonte, trattando con le Farc colombiane, per conto degli sciiti di Hezbollah, mentre le cellule sunnite di Al Qaeda fanno pagare ai trafficanti una sorta di dazio quando i contrabbandieri attraversano i loro territori, in Mauritania. In pratica, si arricchiscono tutti.Mentre la supervisione e l'organizzazione finanziaria del traffico è concentrata nelle mani dei libanesi, la manovalanza è fornita da una gang locale composta da guineani e nigeriani, coordinati in Guinea Bissau da un locale, Augusto Bliri. Qui Bliri è una leggenda vivente: da ragazzo è riuscito a emergere da Reno, il peggiore degli slum che circondano la capitale, e ha sfruttato la cocaina per costruirsi un impero economico. Oggi, ancora giovane e rampante, gira per la città a bordo di un fiammante Hummer giallo, mentre i suoi vecchi amici continuano a vivere nelle baraccopoli imprigionati dal crack, la droga sintetica sbarcata nel Paese assieme alla cocaina solo due anni fa.Già, il crack. Prima del 2007, in Africa occidentale era sconosciuto: oggi i cristalli maledetti composti dagli scarti della raffinazione della coca - la stessa piaga che venti anni fa fece esplodere le periferie delle metropoli statunitensi - sono diventati uno dei problemi sociali più gravi in Guinea Bissau, dove non esistono strutture per contrastarne il dilagare. Costa pochissimo e dà dipendenza in tempi rapidi, creando altre schiavitù e nuovi drammi. La prostituzione, quasi inesistente fino al 2007, adesso è aumentata e ha fatto moltiplicare il numero di sieropositivi. Come Sadia, una prostituta di vent'anni che passa le sue giornate a fumare 'quisa', il nome locale del crack. Inizia alle 10 del mattino, quando si sveglia, per poi passare la notte a battere. Ha bisogno dei soldi per drogarsi. E non usa preservativo con i suoi clienti, per la maggior parte occidentali che lavorano per le ong, l'Onu o le ambasciate.

La storia di Sadia è uguale a quella di Nadi, Fatima, Carolina e Rosa: farsi di crack qui è comune come da noi fumare una sigaretta. Nessuno ne conosce la pericolosità, i danni a lungo termine sono ignorati, non ci sono centri di prevenzione o recupero. Persino a livello statistico manca qualunque stima della generazione perduta. Perché in poco più di ventiquattro mesi il narcotraffico è riuscito a devastare questo piccolo paese. Ha corroso le strutture sociali e ha scatenato una lotta di potere che ha provocato un'instabilità politica impressionante. Un'idea del caos che regna in questo paese può essere fornita da quanto è successo il primo marzo scorso, quando nell'arco di nove ore la Guinea Bissau ha perso sia il presidente della Repubblica sia il comandante delle forze armate, uccisi entrambi nella guerra per il controllo del traffico che loro stessi avevano incentivato. Gli abitanti hanno saputo degli eventi alla radio, alle otto di sera, quando la consueta musica afropop è stata interrotta da un speaker che parlava, confusamente, di un'esplosione appena avvenuta al quartier generale dell'esercito. Chi quella sera ha provato ad andare a vedere che cosa stava accedendo, ha visto solo le macerie fumanti dell'edificio, con i soldati che puntavano i kalashnikov in faccia a chiunque tentasse di avvicinarsi troppo. Il generale Tagme Na Wai, potente capo di stato maggiore, era stato appena ucciso da una bomba. Poche ore dopo, iniziava a circolare un'altra notizia choc, quella della morte del presidente Joao Bernardo Vieira: assassinato mentre cercava di fuggire dalla sua residenza attaccata da un gruppo di militari fedeli al capo di stato maggiore appena ucciso. In quelle ore, lungo la strada che porta alla residenza di Vieira, la scena era apocalittica: decine di militari che sparavano in aria (e non solo) con le mitragliatrici, la gente che gridava e scappava, la jeep blindata del presidente ancora in mezzo alla strada, crivellata di colpi, con le gomme squarciate e i vetri in frantumi. Anche le auto della scorta erano ridotte in rottami. Sul muro della villetta si vedeva la breccia provocata da un razzo, che aveva trapassato quattro pareti per esplodere in salotto.Qualche ora dopo, nel comando militare, un plotone di soldati armati in stile Rambo sorseggiava un tè sotto un grande albero. "Siamo stati noi a uccidere il presidente Nino", si vantava tale Paul: "Siamo andati a casa sua, per interrogarlo sulla bomba che ha ucciso Tagme, il nostro generale. Quando siamo arrivati il presidente stava scappando con sua moglie. All'inizio ha negato tutto, ma poi ha confessato. Non solo ha ammazzato Tagme, ma ci ha reso anche la vita impossibile: siamo senza stipendio da sei mesi. Dopo avergli sparato, con un machete gli abbiamo tagliato le mani, le gambe e la testa. Adesso è morto di sicuro", ha chiuso Paul, scoppiando in una risata fragorosa, seguita da quella dei suoi uomini. A Vieira, dal settembre scorso, è seguito un altro presidente, Malam Bacai Sanhá. Ci si chiede quanto durerà, mentre sulla costa continuano a passare i carichi di coca diretti in Europa. Marco Vernaschi, L'espresso

 

Droghe e Democrazia. Verso un cambio di paradigma.

In occasione dell’Assemblea di Forum Droghe che si tiene oggi a Firenze, on line sul sito di fuoriluogo la sintesi in italiano a cura di Grazia Zuffa del Rapporto della Commissione Latino Americana su Droghe e Democrazia, promossa dagli ex Presidenti Fernando Cardoso del Brasile, Cesar Gaviria della Colombia, Ernesto Zedillo del Messico e tutta la documentazione di approfondimento.

 

http://www.fuoriluogo.it/sito/home/archivio/speciali/americalatina

LE ROCKSTAR SU YOUTUBE, LE DROGHE SONO UN'INVENZIONE FAVOLOSA

(AGI) - Milano 17 gen. - Video shock in onda da domani su Klauscondicio, programma di approfondimento politico in onda su You Tube condotto da Klaus Davi: i beniamini dei giovani, star della musica modiale, invitano espressamente i loro fan ad usare le droghe. In un'inchiesta visibile da domani sul web, realizzata dal massmediologo Klaus Davi sul tema "Ha ancora senso proibire la droga?" documenta molte dichiarazioni di rock star amatissime dai giovani di tutto il mondo in favore dell'uso di sostanze stupefacenti montate in un video. Si comincia con gli Oasis. "Ai ragazzi direi: prendete tutto, provate. Le droghe sono un'invenzione favolosa, una figata! Io non capisco chi non si droga! Chi dice di non averlo mai fatto in vita sua e' un fottuto idiota! Che gusto c'e' a essere in una rockband se non vai in orbita?". Noel Gallagher, fondatore del gruppo, aggiunge inoltre: "Mentre ero fatto, ho avuto le conversazioni piu' brillanti e le idee migliori della mia vita!". Lily Allen, altra cantante inglese, addirittura esorta i genitori degli italiani: "Fate provare la droga ai vostri figli. L'unica versione che si da e' che se fai uso di droghe ti ucciderai o diventerai un poco di buono, ma non e' cosi'.   Conosco tante persone che assumono cocaina tre notti a settimana e si svegliano il mattino dopo per andare al lavoro senza nessun problema!". La cantante soul americana Joss Stone, idolo di teenager che apprezzano la sua voce profonda e calda, rincara la dose sostenendo: "Le droghe sono divertenti. Sono convinta che l'alcol sia molto piu' dannoso della marijuana".   Brian Harvey, voce della boy-band 'East 17', dice: "Non capisco quale sia il problema se serve a farti passare una bella serata". Sulla stessa lunghezza d'onda uno dei decani del rock, Keith Richards, piu' volte uscito da cliniche per disintossicarsi, che ammette: "Non c'e' niente di male, la parte migliore poi e' quando al risveglio ti rendi conto di esserti veramente divertito". "Prendiamo tutti la droga e staremo bene", sostiene infine Marylin Manson che durante il talk show tv 'Politically Incorrect' azzarda una visione antropologica dell'utilizzo delle droghe che a parer suo "possano funzionare come una sorta di darwinismo sociale". "Nel nostro documentario abbiamo voluto sintetizzare questi video che circolano in rete - spiega Klaus Davi - per porre una questione di fondo: ha senso proibire il consumo di droga ai minori quando esse ormai vengono propagandate liberamente senza nessun freno inibitorio?".

 

http://www.agi.it/spettacolo/notizie/201001171918-spe-rt10040-oasis_e_al...

Avatar di James Cameron e gli psichedelici (in inglese)

Interessante articolo (in inglese) su Avatar di James Cameron e gli psichedelici

http://www.realitysandwich.com/avatar_psychedelic_worldview_3d

 

(fonte: Reality Sandwich)

La cannabis nella cura delle malattie intestinali

Secondo i risultati di una ricerca presentata in questi giorni a Londra, la cannabis sarebbe in grado di procurare effetti benefici nella cura di alcune patologie che interessano l’intestino.
I dati forniti da Karen Wright della Lancaster University all’interno dello studio presentato al meeting della British Pharmacological Society in svolgimento della capitale del Regno Unito, confermerebbero questa tesi.

In particolare i pazienti che potrebbero trovare giovamento nel consumo della cannabis sarebbero gli affetti dal morbo di Crohn e da colite ulcerosa: sembrerebbe infatti che i principi attivi contenuti nella pianta dalla quale si ricavano anche stupefacenti come hashish e marjiuana, contengano sostanze in grado di regolare le funzioni intestinali.

Cannabinoidi THC e cannabidiolo potrebbero, secondo gli studi effettuati, donare sollievo a tutti coloro che soffrono di malattie croniche limitanti come quelle citate, fortemente invalidanti per chi ne è affetto. In entrambe le patologie sembra difficile un’individuazione certa delle cause: la  genetica potrebbe giocare un ruolo importante, ma c’è anche chi parla di stress e di batteri come responsabili del disturbo.

Tornando ai dati presentati nella ricerca: se il problema dei pazienti affetti da queste patologie è un’eccessiva permeabilità della parete dell’intestino, sembrerebbe che invece una certa regolarità possa essere ripristinata proprio grazie alle sostanze contenute all’interno della cannabis.

Nonostante sia noto l’utilizzo della pianta nella produzione di droghe, le proprietà benefiche della cannabis sono conosciute da tempo: essa è stata infatti utilizzata per migliaia di anni come erba medicinale.
Al giorno d’oggi molti sono gli studi che si interessano dei suoi effetti curativi. La cannabis sembrerebbe infatti essere un rimedio efficace contro nausea, vomito, anoressia, disordini del movimento, asma e glaucoma. In sperimentazione il possibile impiego nella cura di malattie autoimmuni e addirittura cancro.
L’uso della sostanza sarebbe anche produttivo per il superamento di dipendenze gravi oltre che nel trattamento del dolore in patologie come sclerosi multipla e tumori.

Anna Paola Tortora

 

http://periodicoitaliano.info/2009/12/22/la-cannabis-nella-cura-delle-malattie-intestinali/

I cannabinoidi modificano i sapori

Una ricerca dell'Università di Kyushu e del Monell Centre, diretta dal dottor Margolskee e pubblicata dal "Proceedings of the National Academy of Sciences"

 

Tali sostanze modificano la percezione del gusto dolce, spingendo a mangiare

Un particolare tipo di cannabinoidi, gli endocannabinoidi (sostanze simili al THC, principio attivo della Marijuana) , agisce modificando la percezione di gusto e sapore.

A dirlo, una ricerca del Monell Centre e della Kyushu University, diretta dal dottor Robert Margolskee e pubblicata da "Proceedings of the National Academy of Sciences".

Il dottor Margolskee e colleghi hanno lavortato con alcuni topi da laboratorio, focalizzandosi sul (potenziale) effetto della somministrazione di cannabinoidi sulla percezione del gusto.

Essi hanno notato come tali sostanze aumentassero la percezione del sapore dolce; al contrario, gli altri sapori (umami, amaro, salato,aspro) non fossero influenzati. Quando però si utilizzavano animali con i recettori dei cannabinoidi spenti, non si verificava nessun effetto particolare.

Spiega il dottor Margolskee: "Le nostro cellule del gusto potrebbero essere più coinvolte nel regolare il nostro appettito di quanto creduto finora. Capire meglio le forze che spingono a mangiare, anche in eccesso, possono portare ad interventi per colpire la crescita di obesità e malattie collegate".

 

LINK alla ricerca

 

Matteo Clerici

fonte: http://www.newsfood.com/q/4835757b/i-cannabinoidi-modificano-i-sapori/

Alcol test senza fiatare? Sì, grazie!

http://www.pgcesvol.com/anca_todi/images/noalcol.jpgdi Enzo Zappalà


Questa volta sarò serio, molto serio.

Uno studio accurato del funzionamento dell’etilometro in uso in molte nazioni, tra cui l’Italia, ha mostrato delle pecche che potrebbero farlo mettere al bando o quanto meno invalidare i risultati ottenuti nella gran parte dei casi. Vi spiego meglio perché. Abbiamo già visto che il punto chiave è il fattore di conversione che permette di passare dalla concentrazione di alcol nell’aria espirata (misurata in milligrammi per litro dall’apparecchio) alla concentrazione di alcol nel sangue (misurata in grammi per litro).

E’ solo quest’ultima che può definire se siamo o no in condizioni critiche. Tuttavia per ottenerla, bisogna moltiplicare il primo valore per un numero che ci permetta di ricavarla. Questo numero è proprio il fattore di conversione. Così funziona l’etilometro e la spiegazione la potrete trovare un po’ ovunque.

Sono stati fatti molti studi per determinare il giusto valore di questo fattore e si è visto che è altamente variabile, sia in funzione delle condizioni ambientali (pressione dell’aria, presenza di apparecchiature elettroniche e altri fattori) sia in funzione delle caratteristiche fisiche del soggetto (peso, altezza, capacità polmonare, apparecchi dentali, ecc., ecc.). Inoltre lo stesso soggetto ha un valore che cambia di volta in volta (temperatura corporea, stato di salute, asma).

Dato che non è possibile stabilire caso per caso il giusto fattore di conversione per ciascuno, si è pensato di farne una media e utilizzare questa come valore uguale per tutti. Si è deciso per 2100, ben sapendo però che in realtà esso può variare da 1200 fino a 3100.

Qui gli studi di settore divergono non poco. Quelli pro-etilometro (tra cui penso le case produttrici, i legislatori e gli applicatori) dicono che la stragrande maggioranza delle persone ha valori del fattore molto vicini al valor medio, stimando che solo il 5% circa delle persone potrebbero averlo così basso da essere penalizzate dal valore ufficiale. E dicono anche che ciò viene “compensato” da una percentuale più alta che ne trae invece giovamento. In altre parole, coloro che sono ingiustamente condannati sono molti meno di quelli che vengono ingiustamente salvati. E sono comunque pochi. Questa considerazione è già di per sé mostruosa, ma ci torneremo tra poco.

Leggendo qua e là sui siti esteri si vede però chiaramente (e c’è una quantità enorme di materiale scritto da avvocati, medici, chimici, studiosi) che la percentuale in difetto sembra ben più alta e che quindi si rischia di far condannare innocenti in percentuali che superano le due cifre.

Ma restiamo pure nel caso più ottimistico (per le forze dell’ordine), ossia quello di avere solo una piccola percentuale di vittime innocenti. Vi sarebbe comunque un 5% di innocenti condannati seduta stante, senza alcuna possibilità di verifica o di contestazione.

Scusate, io non sono un avvocato o uno studioso dei diritti civili, ma una legge che permette, sapendolo a priori, di condannare sicuramente degli innocenti, per pochi che siano, mi sembra altamente illegale e incostituzionale. Non vi ricorda il medioevo, la Santa Inquisizione e altro ancora? Soprattutto perché è stata dettata da motivi economici (l'etilometro costa poco, è facile da usare, è veloce). Inoltre, e questo è forse ancora più grave, permette di condannare un soggetto seduta stante (ben poco serve, infatti, un ricorso contro un numero giudicato intoccabile). Dare questa facoltà a dei poliziotti o carabinieri, seppur bravissimi e onesti, mi sembra un po’ troppo.

Misurazioni alternative molto più precise esistono sicuramente (l’analisi diretta del sangue, tanto per dire la più ovvia), ma farebbero spendere più soldi e sarebbero di lunga applicazione (temo che si riuscirebbero a fermare e analizzare solo un paio di guidatori per notte).

In conclusione, il diritto di un innocente di essere riconosciuto come tale da una legge, non dovrebbe essere un punto fondamentale per un paese democratico? E il sentirsi dire: “Va bene, condanno qualche innocente, ma libero anche tanti colpevoli” non vi sembra una frase mostruosamente assurda?

Mi permetto di fare un esempio, per meglio spiegare la situazione.
Immaginiamo che la polizia abbia l’ordine, ogni qual volta si senta uno sparo e si trovi un cadavere, di fermare la persona più vicina fisicamente al luogo del misfatto. Fatto questo, senza svolgere altre indagini, la arresti e la condanni direttamente alla camera gas, all’ergastolo o a quella che è la pena massima, praticamente senza processo. Questa scelta deriva dal fatto che “mediamente” l’80% delle persone trovate vicino al cadavere sono risultate essere proprio loro gli assassini e quindi è giusto procedere immediatamente, risparmiando soldi, tempo nei tribunali e spese legali.

E’ inutile cercare prove più precise, la MEDIA ci dice che la maggioranza risulterà colpevole! Il fatto che su 100 condannati in questo modo, ve ne saranno 5 SICURAMENTE innocenti, che non hanno nemmeno avuto la possibilità di provarlo, è considerato del tutto insignificante. Non solo, ma si ritiene cinicamente che sia controbilanciato dal fatto che ben 15 colpevoli sono riusciti a scappare in tempo e ovviamente non verranno cercati. Non vi sembra una giustizia mostruosamente ingiusta, una legge terribilmente illegale?

Invito caldamente chi s’intende di legge a prendere seriamente quanto esposto e a passare al contrattacco durante le tante e future cause, senza speranza, di guida in stato d’ebbrezza. Penso sia l’unico modo, probabilmente vincente, per sgretolare una legge assurda. E’ questo non per bere impunemente e guidare ubriaco, ma solo per ragioni di giustizia!


continua a leggere l'articolo di Enzo Zappalà

 


Di seguito riporto alcuni link (purtroppo tutti meno uno in inglese):
www.alcotest.it/descrizione_prodotti.asp
www.dwi.com/blood-alcohol-content
en.allexperts.com/e/b/bl/blood_alcohol_content.htm
www.duilawyers.net/bloodalcoholcontent.html
www.rupissed.com/breathalyser.html
www.forensic-evidence.com/site/Biol_Evid/Breath_Tests.html
www.experiencefestival.com/a/Blood_alcohol_content/id/1934477
www.forcon.ca/learning/breath.html
www.nydwi.com/DWIQA/Blood-BreathPartitionRatio.php
texascriminaldefenselawyer.blogspot.com/2008/07/bloodbreath-partition-ratio.html
www.criminaljustice.org/public.nsf/ChampionArticles/99jan08
www.forensicscience.pl/pfs/46_gubala.pdf
www.ingentaconnect.com/content/pres/jat/1989/00000013/00000002/art00014
www.bmj.com/cgi/content/abstract/2/6050/1479
www.1800duilaws.com/forms/docs/LawsofABT.pdf


Nota: in America usano un'unità misura diversa per il tasso alcolemico: non g/l ma "0.20% means that there is 1 gram of alcohol per every 500 grams of blood). ma è un semplice fattore di scala che non cambia il riusltato. Quello che conta è il fattore di conversione o "partition ratio".


 

www.tigulliovino.it


 

psiconautica.forumfree

PSICHIATRIA: DISTURBO BIPOLARE; USA,BOOM DIAGNOSI BIMBI

(ANSA) - ROMA, 15 GEN - Sono bimbi talmente piccoli che a malapena hanno iniziato ad esplorare il mondo e a rapportarsi con le ancora misteriose regole degli adulti, con tutti i comprensibili sbalzi di umore, gioia, euforia, risa e pianto, del caso; eppure con sempre maggiore facilita' li si bolla come maniaco-depressivi, tanto che negli Stati Uniti e' epidemia di diagnosi di disturbo maniaco-depressivo (disturbo bipolare) tra i bambini di 2-5 anni. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, infatti, il numero di diagnosi di disturbo bipolare tra i bimbi e' raddoppiato in 10 anni; cio' produce il rischio di somministrare ai piccoli un eccesso di potenti farmaci psicotici come quelli che nel 2006 potrebbero aver ucciso una bimba di 4 anni, la cui morte e' ora al vaglio della giustizia a Boston, per possibile overdose da farmaci. L'allarme arriva da uno studio condotto da Mark Olfson, professore di Psichiatria clinica presso la Columbia University, che ha considerato i dati del periodo 2000-2007. L'America non e' nuova a questo tipo di esagerazioni, di medicalizzazione spinta dei comportamenti infantili; basti pensare che uno studio recente evidenziava che e' piu' che triplicato dal 1993 ad oggi il consumo di farmaci per il disturbo pediatrico da iperattivita' e deficit di attenzione (ADHD) e la spesa per questi farmaci e' aumentata di nove volte tra il 1993 e il 2003. L'ADHD e' un disturbo del comportamento dai contorni molto sfumati, tanto che e' lecito talvolta chiedersi se il bambino sia solo un po' piu' vivace della media. Eppure, secondo lo studio diretto da esperti di Economia sanitaria dell'Universita' della California a Berkeley e pubblicato sulla rivista Health Affair, c'e' stato un aumento dei consumi del 274% e l'uso di queste sostanze, per lo piu' a base di anfetamine, si e' diffuso da 31 paesi, nel '93, a 55 nel 2003. Un problema analogo sembra emergere adesso per il disturbo bipolare, caratterizzato da fasi maniacali e di euforia eccessiva e fasi depressive acute, il cui esordio finora si considerava possibile solo in adolescenza o in eta' adulta. Eppure secondo l'indagine condotta da Olfson e resa nota online dalla Reuters, nel 2007 l'1,5% dei bambini con un'assicurazione sanitaria di eta' compresa tra due e cinque anni, vale a dire un bambino su 70, ha preso qualche tipo di farmaco psicotropico; si spazia da antipsicotici, a stabilizzatori dell'umore, da stimolanti ad antidepressivi. Se a un bambino viene diagnosticato il disturbo bipolare tra 2 e 5 anni, spiega Olfson, nella meta' dei casi gli sara' prescritto un antipsicotico, quale Zyprexa, Seroquel o Risperdal. Secondo l'indagine questi farmaci sono stati prescritti a un bimbo di due anni su 3000.(ANSA).

 

L'Unità, notizie flash

Cannabis, voto storico in California: l'Assemblea mette fine al proibizionismo

Una commissione dell'Assemblea legislativa della California ha approvato una proposta di legge per legalizzare il consumo, la vendita e la produzione di cannabis per i maggiorenni. Anche se un voto storico -è la prima volta nella storia americana che un organismo legislativo statale ha dato il via libera alla legalizzazione della cannabis- è probabile che il testo non giunga in aula. Dovrebbe infatti essere calendarizzato entro venerdì prossimo, cosa praticamente impossibile. In ogni caso, i sostenitori della legalizzazione si sono detti soddisfatti. "Il dibattito sta finalmente prendendo il via in modo serio e definitivo a Sacramento", ha spiegato il primo firmatario della proposta, il democratico Tom Ammiano. "E' un voto importantissimo perchè dà legittimità al dibattito sull'argomento. Fino a poco tempo fa, la parola 'marijuana' non sarebbe potuta neanche essere menzionata a Sacramento". "Questo voto storico segna l'inizio della fine della proibizione sulla cannabis negli Stati Uniti", ha detto Stephen Gutwillig, direttore dell'associazione Drug Policy Alliance della California. Gutwillig era stato audito in commissione poco prima del voto. "Legalizzare la marijuana è ormai parte del dibattito politico. Decenni di politiche punitive, inutili e razziste sulla cannabis sono ormai riconosciute come tali in questo Paese. La Commissione per la pubblica sicurezza ha dimostrato che porre fine al proibizionismo sulla cannabis è una questione seria portata avanti da persone serie". "Il solo fatto che ci sia stato un voto in Assemblea per regolare e controllare la vendita e la distribuzione della marijuana era impensabile anche solo un anno fa", ha spiegato l'ex giudice della Orange County Jum Gray, membro dell'associazione Law Enforcement Against Prohibition, anch'egli audito in Commissione. "E anche se il testo non diverrà legge quest'anno, lo sarà presto. In alternativa, questa proposta sarà inutile perché i cittadini avranno già approvato il referendum per regolare e tassare la cannabis nelle elezioni di novembre", ha aggiunto il giudice. La proposta di legge, AB 390 , che porta il nome "Marijuana Control, Regulation, and Education Act", imporrebbe una tassa di 50 dollari per oncia di cannabis. Il controllo sulla vendita e tassazione sarebbe assegnato al California Department of Alcoholic Beverage Control, lo stesso che supervisiona il commercio di alcool. "AB 390 è un ripensamento storico sulle politiche fallite in materia di cannabis", ha ribadito Gutwillig durante l'audizione. "Offre la possibilità di controllare una sostanza già ampiamente disponibile e utilizzata, ma oggi senza regole. Il proibizionismo ha creato enormi danni sociali e ha messo in pericolo la sicurezza pubblica piuttosto che rafforzarla. Questa legge darebbe alla California una politica più efficace sulla cannabis, in linea con la volontà della maggioranza dei californiani", ha aggiunto. Lo stesso Ammiano ha rinunciato a presiedere la commissione al fine di testimoniare a favore della proposta di legge. "Questa è una proposta storica per legalizzare e regolare la cannabis", ha detto ai colleghi della commissione. "Genererà quasi un miliardo di dollari all'anno per le casse dello Stato, come ha confermato la Board of Equalization, e permetterebbe alle forze dell'ordine e al sistema giudiziario di concentrarsi sui crimini veri, violenti e sulle droghe pesanti. Le guerre alle droghe sono state perse", ha detto Ammiano. "Il proibizionismo ha stimolato l'anarchia. La legalizzazione permette la regolamentazione, e la regolamentazione permette l'ordine".

 

da ADUC DROGHE

Fertilità maschile, motilità spermatozoi: gli effetti negativi del THC

 

cannabisBrutte notizie per gli habitué del THC ( la mariagiovanna, NdR) principio attivo della cannabis, in procinto di riprodursi: sballa anche gli spermatozoi.

La notizia proviene dalla Queen’s University, Belfast, United Kingdom ed è stata pubblicata sul prestigioso Fertility & Sterility dal Dr Lewis e altri. I ricercatori, già nel 2006, hanno svolto un’interessante ricerca usando gli spermatozoi di ben 78 soggetti sottoponendoli a dosi terapeutiche e ricreazionali di THC.

Va sottolineato, onde non generare equivoci, che solo gli spermatozoi, non i soggetti, sono stati trattati con tale farmaco. Poi sono stati misurati i parametri di motilità degli spermatozoi e di induzione della reazione acrosomiale.

Per i non tecnici va ricordato che sulla testa dello spermatozoo c’è un piccolo serbatoio di Jaluronidasi, enzima fondamentale per consentire allo spermatozoo di entrare nell’ovulo e fecondarlo , la cui attivazione è misurabile con adatte tecniche.

I risultati della ricerca depongono per un effetto dose dipendente dei danni ai due sopracitati parametri.

Tanto THC, tanta diminuzione dell’efficienza fecondante degli spermatozoi i quali iniziano a ondeggiare malamente rispetto alla retta via, rallentando vistosamente (probabilmente anche ridacchiando un po’ ma la cosa non è misurabile).

Il serbatoio del prezioso enzima per penetrare l’ovulo non si attiva , rimane inerte, precludendo quell’azione fondamentale di ammorbidimento della parete ovocitaria che, insieme alle vigorose spinte della coda, consentono l’ingresso della testa dello spermatozoo all’interno realizzando così l’inizio di una nuova vita.

Cannaioli avvisati, mezzi salvati.

a cura del Dott. Giulio Biagiotti Andrologo

 

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