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Novità

Intervista a Gian Luigi Gessa

CAGLIARI - La Repubblica - LUCIANA SICA

Gli spinelli sono dannosi o innocui? E' giusto criminalizzare marijuana e hashish? Ne parliamo con Gian Luigi Gessa, responsabile del gruppo italiano sullo studio delle dipendenze.

I derivati della cannabis sono pericolosi solo per chi ha meno di quindici anni L'ultima ricerca dell'Eurispes è uno studio Scientificamente indecente

Per sapere se marijuana e hashish sono innocui come bere del vino rosso o se invece sono dannosi, e quanto fanno male e a chi, per conoscere quali sono gli effetti dei derivati della cannabis non bisognerebbe rivolgersi né a Fini né a Pannella, e neppure al più brillante degli opinionisti, ma alla gente che queste cose le studia e le sa. Gian Luigi Gessa è professore di Neuropsicofarmacologia all'università di Cagliari dove dirige il Dipartimento di neuroscienze dedicato a Bernard Brodie, suo maestro nel lungo periodo trascorso nei National Institutes of Health a Bethesda, gotha della più avanzata ricerca americana. E' lui il responsabile dell'unico gruppo italiano "di eccellenza" sullo studio delle dipendenze: da droghe, da farmaci, da cibo, anche da sesso.

Quanto a sostanze stupefacenti Gessa non è né di destra né di sinistra, non lo infiamma la diatriba tra proibizionisti e antiproibizionisti destinata a riaccendersi ora che i politici di governo sembrano decisi a una nuova campagna ideologica contro l'uso delle droghe, di tutte le droghe, a una politica demonizzante del servizio pubblico (dei Sert colpevoli di "ridurre il danno") e a favore, anche economico naturalmente, delle comunità (in crisi da anni). Un Dipartimento nazionale antidroga è stato allestito presso la presidenza del Consiglio, riunendo le competenze finora distribuite in più ministeri. Buona idea, ma per fare cosa? Più che un progetto, "linea dura contro i tossicodipendenti" sembra uno slogan forse un po' truce, però intanto la legge va cambiata e anche fumare uno spinello rischia di diventare un reato grave. Una scelta in controtendenza, visto che anche la Gran Bretagna ha appena depenalizzato l'uso delle droghe leggere.Tipo molto fascinoso, Gian Luigi Gessa si direbbe il classico "scienziato pazzo" con vistose bizzarrie non solo caratteriali. A quasi settant'anni, per dire, coltiva l'hobby del surf, ma "in segreto". Perché, racconta ridendo come un bambino, anni fa l'hanno recuperato al largo di Cagliari e i giornali locali avevano già in prima pagina il suo "coccodrillo", il mestissimo articolo confezionato per i personaggi illustri e un po' agé.

Quando invece parla di droghe, l'ilarità si traduce in una smorfia a metà tra il disgusto e la rassegnazione. "Se - dice - i politici capissero di che parlano, non ci sarebbero tutti i malintesi che ci sono sulle droghe. Una conoscenza scientifica del problema avrebbe un'importanza enorme, e invece le logiche che si seguono sono del tutto diverse: ideologiche, emotive, moraliste. Una volta, i "metadoneti" - favorevoli al metadone per gli eroinomani - erano fascisti. Ora invece sono diventati di sinistra. Ma le sembra una cosa seria?".A lei sembra serio, e realistico dire: basta con i farmaci sostitutivi, puntiamo invece sul recupero integrale dei drogati nelle comunità, senza più compromessi?"La scienza ha accertato che le tossicodipendenze sono una malattia cronica recidivante del cervello e vanno curate anche con i farmaci.

Da scienziato, voglio almeno un paio di cose: che chi pratica il recupero - il prete o il guaritore di turno - sappia di che parla e mi metta in condizioni di misurare quello che fa. Non può venirmi a dire: io ho salvato la persona x, perché il suo è un atto nobilissimo che gli farà magari guadagnare il Paradiso, ma a me interessa il gregge e non solo la pecorella smarrita e redenta. Voglio sapere quanti ne salva, e come lo ha fatto, e che succede quando finalmente li fa uscire dalla comunità.".Oggi si sente dire, anche da Girolamo Sirchia, ministro della Sanità: le droghe leggere sono pericolosissime quanto quelle pesanti, producono la stessa dipendenza. E' così? Davvero la marijuana rende schiavi come l'eroina?"La marijuana e l'hashish contengono una molecola dal nome impronunciabile, il tetraidrocannabinolo, corrispettivo della nicotina per il tabacco. Questa molecola in genere procura un senso di euforia e "dispercezioni" molto ben descritte da Baudelaire e tanti altri. Senz'altro agisce sul cervello e ne altera la normale attività, ma non produce danni fisici: l'accanimento con cui da sempre si cerca di dimostrarne la tossicità non ha portato finora a nulla. In altre parole, un fumatore di marijuana che ne abbia fatto uso anche per decenni in modo costante e smetta all'improvviso non avrà pregiudicato la sua salute fisica né presenterà quella che si definisce una sindrome di astinenza. Ma dire questo non basta".Soprattutto se a fumare erba sono ragazzini.

"Direi bambini, visto che a volte cominciano a dieci anni, un segnale grave intanto per i loro genitori appena un po' distratti. Qui il discorso cambia molto. Nei preadolescenti e negli adolescenti, direi soprattutto sotto i quindici anni, in una fase evolutiva del cervello, le droghe leggere causano seri deficit cognitivi: nell'apprendimento come nei processi della memoria. Fumando a quell'età, non si accumulano crediti - direbbero gli americani - ma discrediti, insomma si perdono treni: se a quindici anni devo studiare matematica non posso fumare marijuana, questo è chiaro. E nello sport è lo stesso, perché le droghe leggere creano più di una difficoltà al controllo motorio, ai movimenti complessi, all'abilità manuale. E c'è ancora qualcos'altro.".Cosa, professore? "E' un dato scientificamente certo: chi comincia presto ad assumere droghe leggere, ne rimane agganciato, può diventare un fumatore abituale, da più volte al giorno.

Quello che noi chiamiamo un addicted, dal latino addictum che vuol dire appunto schiavo, un individuo il cui pensiero dominante è la droga. Intendiamoci, anche il fumatore di nicotina è un addicted, lui però lo scopre solo quando i tabaccai sono in sciopero.". E' giusto allora che i genitori siano molto allarmati? "Molto allarmati? Ma no. In America dicono "Sai, tuo figlio non fuma!", e il genitore di quel ragazzo si preoccupa, pensa: qui c'è qualcosa che non va. Io dico: nessun grave allarme, solo un po' di attenzione. E sopra i diciott'anni, non mi preoccuperei più di tanto". Ma la marijuana e l'hashish non producono comunque una qualche dipendenza psicologica? "Vede, la distinzione apparentemente semplice tra dipendenza fisica e psicologica è una faccenda molto complessa, apre un mondo, per decenni ha intrigato schiere di ricercatori. Quelli che parlano di dipendenza psicologica dicono: si tratta di una dipendenza sine materia, ma noi scienziati diciamo: in realtà non esiste dipendenza se non quella biologica.".Forse in modo un po' riduzionistico, non crede? "Nient'affatto: la dipendenza psicologica in realtà non sono che neuroni, famiglie di cellule nervose su cui si accaniscono le droghe, tutte le droghe, dalla marijuana all'eroina, dalla nicotina all'alcol.

Ma questi neuroni non sono lì, nel nostro cervello, per aspettare droga. Sono lì come sensori di stimoli fondamentali per la sopravvivenza della specie: a questi neuroni "parlano" gli stimoli amorosi oppure il cibo come il cioccolato oanche la voglia di ammazzare, qualcosa che la nostra coscienza non riconosce. Sono la sede di quella che Freud chiamava libido.". Che succede ai neuroni stimolati dalle droghe? "Che diventano "maleducati", abituati beatamente a stimoli artificiali imparano a eccitarsi solo quando vengono frustati dalle sostanze, altrimenti dormono.

E allora, anche nel caso delle droghe leggere, può esserci assenza di desiderio (anedonia), mancanza di ogni euforia (disforia), uno stato dell'umore complessivamente depresso.". Da una ricerca dell'Eurispes, condotta in collaborazione con la comunità di San Patrignano, si ricava che le droghe leggere sono un "ponte di passaggio" per quelle pesanti e, nel 23 per cento dei casi, provocano episodi psicotici. Lei che ne dice? "E' uno studio scientificamente indecente, questo è il mio commento. Chi fa uso di eroina ha anche fumato erba? Io dico di sì nel 99 per cento dei casi, ma questo che dimostra? E' come dire che il latte materno porta all'eroina, perché quelli che si bucano sono stati allattati dalla mamma. Solo dieci su mille fumatori "passeranno" alle droghe pesanti, anche perché il mercato nero non aiuta a tenere distinte le sostanze". E gli episodi psicotici?"Questa storia è proprio una balla. Se con le droghe leggere 23 persone su 100 avessero deliri e allucinazioni, nessuno fumerebbe, non crede? E invece fumano in tanti. La verità è un'altra, è che ci sono casi a rischio: alcuni hanno disturbi gravi, delle psicosi che le droghe leggere "slatentizzano", fanno affiorare in modo a volte dirompente. Questo è un problema serio, anche per gli adulti ovviamente, ma senza invertire cause ed effetti. Non si diventa schizofrenici con la marijuana, ma alcuni fumatori fanno la brutta scoperta di esserlo".

 

www.sims.it

Cannabis: dieta e stress possono falsare i test

Gli effetti della cannabis possono "riattivarsi" a distanza di tempo in base alla dieta e allo stress, e rendere positivi al test anche se non si è fumata marijuana per mesi.

 

Lo rivela uno studio dell'Università di Sydney, Australia, pubblicato sul British Journal of Pharmacology. Il principio attivo della cannabis, il Thc (Tetraidrocannabinolo), viene infatti rapidamente assorbito dalle cellule del grasso una volta nel corpo, per poi essere liberato in seguito a stress o perdite di peso.

"Pensavamo già che il Thc fosse accumulato nel grasso, ma potesse liberarsi in seguito nelle situazioni in cui esso si scioglie in fretta", ha detto Jonathon Arnold, ricercatore a capo dello studio. "Nel caso di rapide perdite di peso o di stress, il Thc potrebbe diffondersi di nuovo nel sangue, scatenando nuovamente gli effetti dell'intossicazione".

 

Per verificare gli effetti a distanza del Thc, i ricercatori hanno iniettato nei topi di laboratorio Thc e, in seguito, l'ormone dello stress Atch, ottenendo una riattivazione della sostanza. Anche tenere i topi a digiuno ha gli stessi effetti.

"Questo spiegherebbe i molti casi di persone trovate positive ai test o di atleti accusati di doping, anche se non avevano fumato da mesi", ha detto Arnold.

 

news.paginemediche.it

GRAN BRETAGNA - Studio sui danni al cervello da smart drugs

 

http://droghe.aduc.it/generale/files/image/2010/marzo/0004(15).jpgAduc Droghe - Fra gli studenti si e' diffusa la moda di ricorrere ad 'aiutini' chimici: 'smart drug' acquistabili online senza ricetta, ovvero prodotti farmaceutici per il potenziamento cognitivo, spesso studiati e sperimentati per scopi ben diversi da quelli degli aspiranti primi della classe. Sempre piu' studenti, secondo gli esperti, si auto-prescrivono pillole e sciroppi, acquistano illegalmente prodotti in Rete e si scambiano suggerimenti sui migliori cocktail di pillole per ottenere buoni voti. Ad accendere i riflettori sul fenomeno, almeno in Gran Bretagna, e' stato in questi giorni l'annuncio che l'ex ministro della Salute, Lord Darzi of Denham, e' a capo di uno studio in corso all'Imperial College di Londra. La ricerca punta a far luce sugli effetti di smart drug salva-voti per la salute dei giovanissimi. Paventando pesanti rischi per il benessere e lo sviluppo dei ragazzi. Si tratta di molecole usate da anni per il trattamento di condizioni come l'iperattivita' e il deficit di attenzione (Adhd) e la narcolessia, rivelandosi sicuri. Ma nessuno, sottolineano alcuni ricercatori sul quotidiano 'Daily Mail', ha controllato gli effetti dell'uso 'caotico' di questi prodotti in ragazzi sani, che prendono dosi 'fai da te' di medicinale per accrescere le loro capacita' intellettive. Secondo alcuni esperti questo tipo di impiego potrebbe riflettersi pesantemente sul cervello ancora in fase di sviluppo dei ragazzi, con il rischio di dipendenza o danni permanenti. Cosi', sognando voti alti e una memoria di ferro, molti ragazzi non esitano a buttare giu' pillole studiate per trattare malattie come Alzheimer o Parkinson.

 

 

Cocaina: risposte terapeutiche ad un problema crescente

 

(Dronet) The National Treatment Agency for Substance Misuse, istituita nel 2001 dal governo inglese per aumentare e rendere più efficienti i servizi per la cura delle tossicodipendenze, propone uno dei più ampi studi sinora condotti che esamina l’efficacia dei trattamenti per la dipendenza da cocaina in Inghilterra.Negli ultimi anni è cresciuto il numero di inglesi che accedono ai servizi per l’uso problematico di cocaina, passando dal 4% del 2006 al 10% del 2009; più di un terzo ha un’età compresa tra i 18-24 anni. Tuttavia, a differenza dell’eroina, non esiste una terapia sostitutiva per la dipendenza da cocaina e i trattamenti si basano su tecniche psicosociali come la terapia comportamentale. L’indagine ha monitorato i profili individuali e i progressi compiuti da oltre 3000 pazienti in trattamento, nel corso del 2008-2009. Dopo sei mesi di trattamento, il 61% è in astinenza dall’uso di cocaina (in media da almeno 28 giorni) e l’11% ne ha ridotto notevolmente i consumi. La maggioranza dei pazienti riferisce l’uso di altre sostanze come l’alcol (75%), oppure cannabis e amfetamine. Il trattamento si rivela efficace nel ridurre anche l’uso di queste sostanze.Le differenze riscontrate nel profilo dei consumatori di cocaina rispetto a quello dei consumatori di eroina suggeriscono che i primi consumino la droga con meno frequenza ma in maggiori quantità, ripetendo queste “abbuffate” più volte al mese. Inoltre, i consumatori problematici di cocaina hanno generalmente un impiego (46%) e raramente riferiscono problemi legati al contesto familiare (12%). Queste risorse, personali e sociali, rappresentano fattori importanti per superare la dipendenza e mantenere nel tempo i cambiamenti comportamentali.

Redattore: Staff Dronet

Tabacco: serve un forte impegno nell'Ue per evitare il tracollo

La Cia partecipa alle manifestazioni della filiera che si sono tenute oggi a Roma. Sollecitato l'intervento del ministro Zaia in difesa del settore. A rischio migliaia di imprese e di posti di lavoro.   E' stata massiccia la partecipazione della Cia-Confederazione italiana agricoltori alle manifestazioni oggi a Roma, davanti alla Presidenza del Consiglio e al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, promosse dalla filiera del tabacco. Un settore che rischia di essere cancellato nel nostro Paese. Infatti, sono migliaia le imprese e i posti di lavoro in pericolo in conseguenza della pesante crisi che investe il comparto dall'entrata in vigore della riforma Ocm. Per questo motivo il presidente della Cia Giuseppe Politi aveva chiesto, nei giorni scorsi, al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia di convocare il Tavolo di filiera, in modo da conoscere la posizione del governo in vista dell'incontro, forse decisivo per le sorti della filiera del tabacco, di giovedì prossimo 11 marzo con la Commissione europea. D'altra parte, gli operatori del settore - afferma la Cia - stanno vivendo una situazione di forte disagio e preoccupazione. Da qui l'esigenza di un pronto chiarimento e soprattutto di interventi e di iniziative in difesa della produzione e del lavoro nella filiera tabacchicola. Al ministro Zaia è stato, quindi, chiesto di agire in maniera adeguata per scongiurare il tracollo del comparto, che dà occupazione a migliaia di persone e reddito ad altrettante famiglie.

 

newsfood.com

esame tossicologico delle urine

sono un fumatore quotidiano di canapa, faccio il magazziniere e sono venuto al corrente del fatto che è in previsto l'esame tossicologico delle urine (con data ancora da definire in quanto accordo ancora non trovato con i medici).
che rischi corro per quanto riguarda il lavoro? quanto tempo dovrebbe passare per far si che non risulti positivo? ho molta stima da parte del datore di lavoro, giustificando il tutto dicendo (essendo giovane) che in una serata con amici mi è capitato di fumare, come me la potrei cavare?
grazie per l'attenzione

ritiro patente per uso alcool

buona sera,mi è stata ritirata la patente con un tasso di 1. 07 ho distrutto la macchina poco prima, perchè uno è uscito dal suo passo carrabile in retromarcia mi ha preso ho perso il controllo della mia sbattendo a destra e sinistra senza nessun ferito soltanto vetture a cosa vado in contro :grazie

Giovanardi al Corriere della Sera: il test antidroga diventi obbligatorio per i neopatentati

Un nuovo piano del Governo per debellare l'uso di droghe prevede un test anti-droga obbligatorio per l'esame della patente automobilistica o - semplicemente - per guidare un motorino

La puntata di Annozero con Morgan ospite ha destato parecchio scalpore. Tanto da spingere il Governo a proporre misure restrittive per impedire che chi assume droghe si metta alla guida e diventi un pericolo per sè eper gli altri. Il Sottosegretario responsabile del dipartimento nazionale antidroga - Carlo Giovanardi - ha dichiarato che le misure di sicurezza per chi vuole patentarsi saranno molto rigide.

 

Tutti saranno sottoposti ad un test anti-droga per stabilirne l'idoneità alla guida. Una reazione che è di risposta alla trasmissione di Santoro che - secondo le parole di Giovanardi rilasciate al Corriere della Sera - avrebbe dato vita ad una puntata scandalosa parlando di droga con il cantautore Morgan.

 

Lo scopo del Governo è quello di prevenire drasticamente le stragi del sabato sera evitando le cause che più affliggono gli incidenti che tolgono la vita a molti giovani i quali - troppo spesso - non sono lucidi dopo una serata in discoteca. Alcool e droghe su tutti.

 

Giovanardi ha stabilito anche un provvedimento che prevede la chiusura dei locali alle 4 e la vendita di alcool sospesa un'ora prima.

 

Certo il test anti-droga diventi obbligatorio per i neopatentati potrà anche essere una buona misura educativa, ma dopo la patente?

 

Fabrizio Di Meo

RUGBY, GALLES: MULTA E 15 MESI SENZA PATENTE PR POWELL

1000 sterline e senza patente per 15 mesi. E' costata cara la bravata al flanker del Galles, Andy Powell, che aveva guidato un buggy elettrico da golf sull'autostrada in stato di ubriachezza.Il 28enne rugbista, giudicato oggi, ha ammesso le proprie responsabilità nel corso dell'udienza tenutasi presso il Tribunale di Cardiff. I fatti risalivano all'alba successiva al match del 13 febbraio scorso fra Galles e Scozia. Dopo la partita i giocatori delle due squadre avevano partecipato al 'terzo tempo' e Powell aveva alzato il gomito uscendo dal party in stato di ebbrezza. Tornato in albergo, un 'resort' con annesso campo da golf, era salito sulla vettura elettrica e poi si era immesso in autostrada. La polizia lo aveva fermato sulla piazzola di una stazione di servizio, e lo aveva arrestato rilasciandolo su cauzione.Powell è stato immediatamente escluso dalla nazionale del Galles per tutto il resto del Sei Nazioni. L'avvocato del giocatore, Conrad Gadd, ha fatto sapere che il suo assistito è "rammaricato, perchè qualunque ragazzo che lo vede come un eroe può pensare che questo comportamento sia accettabile. Lui invece vuole chiarire che non è così".

Cocaina: a rischio il cuore per infarto e ischemia

Dronet.org

L’uso della cocaina può causare diverse complicazioni cardiovascolari che vanno dall’angina pectoris all’infarto del miocardio, da aritmie cardiache a morte improvvisa. Nonostante questo, il suo uso continua ad essere percepito dai cocainomani “non pericoloso”. Una recente revisione della letteratura scientifica pubblicata sulla rivista dell’Europad, Heroin addiction & related clinical problems, realizzata da Carla Gambarana del Dipartimento di Neuroscienze presso l’Università di Siena, aggiunge nuove evidenze scientifiche sulla pericolosità dell’uso di cocaina e sulle complicazioni cliniche che ne possono derivare. Dall’analisi emerge che il 40% dei soggetti che si presentano in pronto soccorso in seguito all’uso di droghe, ha assunto cocaina. Il 37% di soggetti ha un’età compresa tra i 37 e i 44 anni, ma non sono rari i casi di giovani, anche diciannovenni, ospedalizzati per attacchi di cuore non mortali associati proprio all’assunzione di questa sostanza. La cocaina e la cocaina base vengono velocemente assorbiti dall’organismo con picchi di concentrazione nel plasma (e quindi effetti massimi) che possono variare dai 30 secondi ai 30 minuti a seconda della via di somministrazione (endovenosa, sniffo). E’ proprio durante il picco di concentrazione che il rischio di infarto del miocardio (muscolo del cuore) è massimo, indipendentemente dalla dose assunta, dalla via di somministrazione e dalla frequenza d’uso e questo, anche in soggetti con fattori di rischio relativamente bassi. Spesso i pazienti si presentano al pronto soccorso con un dolore al petto (campanello d’allarme) subito dopo l’assunzione di cocaina (41% dei casi), ma molte volte questo dolore subentra solo dopo diverse ore o giorni. L’ischemia e l’infarto del miocardio correlati all’uso di cocaina, possono dipendere da diversi fattori dovuti alla compresenza di una stimolazione del sistema nervoso centrale, del sistema cardiovascolare e di quello respiratorio. Quando si assume cocaina il cuore batte più velocemente, aumenta la pressione arteriosa e l’organismo richiede una maggiore quantità di ossigeno; la vasocostrizione delle coronarie però comporta l’arrivo di minori quantità di ossigeno nel miocardio, una condizione pro-trombotica e l’accelerazione di fenomeni arteriosclerotici. Questi ultimi risultano addirittura osservabili dall’autopsia di alcuni giovani cocainomani, tanto da far ipotizzare una possibile correlazione tra l’uso di cocaina e la precoce formazione di arteriosclerosi e trombosi, che invece sarebbero normalmente tipici dell’età avanzata. Gli effetti cardiovascolari prodotti dalla cocaina inoltre, sono amplificati dall’associazione di questa droga con alcol e sigarette, aumentandone ulteriormente la pericolosità.

Il ministro della Salute si occupi anche della salute dei tossicodipendenti. A cominciare dal sito Web del ministero

Uno degli aspetti più devastanti dell'attuale politica antidroga è il fatto che la tossicodipendenza è considerata più un fenomeno giudiziario che sanitario. Per capire questo, basta andare sul sito del ministero della Salute, che alla tossicodipendenza neanche dedica una delle decine di canali di informazione. L'incarcerazione di tossicodipendenti, la trasmissione di malattie infettive come l'Hiv per la mancanza di politiche di riduzione del danno, la circolazione di sostanze incontrollate e talvolta letali sono solo alcune delle emergenze sanitarie create dal mercato nero con cui si finanziano le maggiori organizzazioni criminali italiane e mondiali. Eppure, visitando il sito del Ministero della Salute, non abbiamo trovato alcun settore tematico dedicato alla tossicodipendenza. Sulla home del sito appaiono ben 47 aree tematiche, dai cosmetici ai biocidi, dall'Antidoping all'assistenza sanitaria per i turisti che vanno all'estero, ma nessuna area dedicata alla tossicodipendenza. Anche il settore dedicato alla lotta all'Hiv/Aids trascura la popolazione tossicodipendente, limitandosi a dire 'en passant' che la condivisione di siringhe infette è una delle modalità di contagio, senza poi informare su come reperire siringhe sterili. Proprio pochi giorni fa uno studio ha denunciato come la guerra alla droga spinga molti Governi a rigettare misure di riduzione del danno (come programmi di scambio siringhe), danneggiando irrimediabilmente la lotta all'Hiv/Aids. I ricercatori spiegano che una efficace campagna contro questa epidemia non può non mirare a informare la popolazione tossicodipendente, che deve essere incoraggiata ad utilizzare siringhe pulite attraverso appositi programmi di assistenza sanitaria. A giudicare dal sito Web del ministero della Salute, altrimenti ricco di campagne di informazione e di settori tematici, la tossicodipendenza non è questione di salute. L'informazione mirata alla popolazione tossicodipendente sembra essere stata deferita in toto al sottosegretario Carlo Giovanardi, da ormai quasi un decennio alla guida delle inefficacissime politiche antidroga italiane ed uno dei più vocali detrattori delle politiche di riduzione del danno. Il ministro della Salute Ferruccio Fazio, se non vuole perdere ogni credibilità, dovrebbe non solo rimediare alle strabilianti lacune del suo sito, ma soprattutto riportare nella sua sfera di 'interesse' un tema pericolosamente trascurato. Non si puo' lasciare la salute di centinaia di migliaia di cittadini malati in mano ad un collega di Governo i cui insuccessi sono sotto gli occhi di tutti.

ADUC Droghe

metadone/subutex/lavoro

faccio il magazziniere, sono in terapia da ormai 5 anni presso sert prendevo 45mg di meta quando ho saputo delle analisi che fanno per la sicurezza sul lavoro ho iniziato a scalare velocemente, arrivare fino a 30mg, per poi passare a 12mg di sub. sono stato da cani x due giorni d'incubo, nn ho chiuso occhio, ossa sgretolate caldo freddo ecc. neanche quando ero intossicato di eroina, sono stato così male fisicamente. Passato il momento più critico  ho iniziato a scalare molto velocemente il sub. per arrivare a 6mg e poi 4mg, ad arrivare a lunedi dovrei arrivare a zero perche torno a lavoro,  cioè ora, questo cambio nn mi ha fatto bene, perche nn mi trovo molto bene con questo farmaco, forse sarà che mi devo abituare ??? Mi sento a disagio quando sono in mezzo agli altri, ho voglia di fare poco e nulla, e poi nn ho concentrazione e mi sento triste. La mia ragazza dice che ero schiavizzato da quella sostanza , e che i tempi di terapia sono stati molto lunghi. Dovevo Fare molto più velocemente secondo lei.

COSA NE PENSATE VOI?? NN HO UN GRAN PASSATO ALLE SPALLE PERCHè NE HO COMBINATE E MI SONO ATTACCCATO ALLA DROGA IN MANIERA MANIACALE ORA NE PAGO LE CONSEGUENZE

DATEMI UN CONSIGLIO X AIUTARMI PSICOLOGICAMENTE PERCHè STO MALE , NN MI MANCA NIENTE MA NN RIESCO A ESSERE SERENO .. PERCHe TUTTO QUESTO  ??? è PERCHE IL MIO CERVELLO NN RIESCE A PRODURRE ENDORFINE ??? PERCHE DEVO STARE COSì MALE..... CHIEDO UN CONSIGLIO PER STARE UN PO MEGLIO ...GRAZIE

-DOMANDA E VERO CHE LA BUPRENPRFINA E DIFFICILE DA RICERCARE NELLE URINE ??? E MOLTI LABORATORI DI COTROLLO ANCORA DEVONO PERFEZIONARE QUESTA RICERCA ? GRAZIE UN SALUTO A TUTTI

 

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