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Novità

I cannabinoidi modificano i sapori

Una ricerca dell'Università di Kyushu e del Monell Centre, diretta dal dottor Margolskee e pubblicata dal "Proceedings of the National Academy of Sciences"

 

Tali sostanze modificano la percezione del gusto dolce, spingendo a mangiare

Un particolare tipo di cannabinoidi, gli endocannabinoidi (sostanze simili al THC, principio attivo della Marijuana) , agisce modificando la percezione di gusto e sapore.

A dirlo, una ricerca del Monell Centre e della Kyushu University, diretta dal dottor Robert Margolskee e pubblicata da "Proceedings of the National Academy of Sciences".

Il dottor Margolskee e colleghi hanno lavortato con alcuni topi da laboratorio, focalizzandosi sul (potenziale) effetto della somministrazione di cannabinoidi sulla percezione del gusto.

Essi hanno notato come tali sostanze aumentassero la percezione del sapore dolce; al contrario, gli altri sapori (umami, amaro, salato,aspro) non fossero influenzati. Quando però si utilizzavano animali con i recettori dei cannabinoidi spenti, non si verificava nessun effetto particolare.

Spiega il dottor Margolskee: "Le nostro cellule del gusto potrebbero essere più coinvolte nel regolare il nostro appettito di quanto creduto finora. Capire meglio le forze che spingono a mangiare, anche in eccesso, possono portare ad interventi per colpire la crescita di obesità e malattie collegate".

 

LINK alla ricerca

 

Matteo Clerici

fonte: http://www.newsfood.com/q/4835757b/i-cannabinoidi-modificano-i-sapori/

Alcol test senza fiatare? Sì, grazie!

http://www.pgcesvol.com/anca_todi/images/noalcol.jpgdi Enzo Zappalà


Questa volta sarò serio, molto serio.

Uno studio accurato del funzionamento dell’etilometro in uso in molte nazioni, tra cui l’Italia, ha mostrato delle pecche che potrebbero farlo mettere al bando o quanto meno invalidare i risultati ottenuti nella gran parte dei casi. Vi spiego meglio perché. Abbiamo già visto che il punto chiave è il fattore di conversione che permette di passare dalla concentrazione di alcol nell’aria espirata (misurata in milligrammi per litro dall’apparecchio) alla concentrazione di alcol nel sangue (misurata in grammi per litro).

E’ solo quest’ultima che può definire se siamo o no in condizioni critiche. Tuttavia per ottenerla, bisogna moltiplicare il primo valore per un numero che ci permetta di ricavarla. Questo numero è proprio il fattore di conversione. Così funziona l’etilometro e la spiegazione la potrete trovare un po’ ovunque.

Sono stati fatti molti studi per determinare il giusto valore di questo fattore e si è visto che è altamente variabile, sia in funzione delle condizioni ambientali (pressione dell’aria, presenza di apparecchiature elettroniche e altri fattori) sia in funzione delle caratteristiche fisiche del soggetto (peso, altezza, capacità polmonare, apparecchi dentali, ecc., ecc.). Inoltre lo stesso soggetto ha un valore che cambia di volta in volta (temperatura corporea, stato di salute, asma).

Dato che non è possibile stabilire caso per caso il giusto fattore di conversione per ciascuno, si è pensato di farne una media e utilizzare questa come valore uguale per tutti. Si è deciso per 2100, ben sapendo però che in realtà esso può variare da 1200 fino a 3100.

Qui gli studi di settore divergono non poco. Quelli pro-etilometro (tra cui penso le case produttrici, i legislatori e gli applicatori) dicono che la stragrande maggioranza delle persone ha valori del fattore molto vicini al valor medio, stimando che solo il 5% circa delle persone potrebbero averlo così basso da essere penalizzate dal valore ufficiale. E dicono anche che ciò viene “compensato” da una percentuale più alta che ne trae invece giovamento. In altre parole, coloro che sono ingiustamente condannati sono molti meno di quelli che vengono ingiustamente salvati. E sono comunque pochi. Questa considerazione è già di per sé mostruosa, ma ci torneremo tra poco.

Leggendo qua e là sui siti esteri si vede però chiaramente (e c’è una quantità enorme di materiale scritto da avvocati, medici, chimici, studiosi) che la percentuale in difetto sembra ben più alta e che quindi si rischia di far condannare innocenti in percentuali che superano le due cifre.

Ma restiamo pure nel caso più ottimistico (per le forze dell’ordine), ossia quello di avere solo una piccola percentuale di vittime innocenti. Vi sarebbe comunque un 5% di innocenti condannati seduta stante, senza alcuna possibilità di verifica o di contestazione.

Scusate, io non sono un avvocato o uno studioso dei diritti civili, ma una legge che permette, sapendolo a priori, di condannare sicuramente degli innocenti, per pochi che siano, mi sembra altamente illegale e incostituzionale. Non vi ricorda il medioevo, la Santa Inquisizione e altro ancora? Soprattutto perché è stata dettata da motivi economici (l'etilometro costa poco, è facile da usare, è veloce). Inoltre, e questo è forse ancora più grave, permette di condannare un soggetto seduta stante (ben poco serve, infatti, un ricorso contro un numero giudicato intoccabile). Dare questa facoltà a dei poliziotti o carabinieri, seppur bravissimi e onesti, mi sembra un po’ troppo.

Misurazioni alternative molto più precise esistono sicuramente (l’analisi diretta del sangue, tanto per dire la più ovvia), ma farebbero spendere più soldi e sarebbero di lunga applicazione (temo che si riuscirebbero a fermare e analizzare solo un paio di guidatori per notte).

In conclusione, il diritto di un innocente di essere riconosciuto come tale da una legge, non dovrebbe essere un punto fondamentale per un paese democratico? E il sentirsi dire: “Va bene, condanno qualche innocente, ma libero anche tanti colpevoli” non vi sembra una frase mostruosamente assurda?

Mi permetto di fare un esempio, per meglio spiegare la situazione.
Immaginiamo che la polizia abbia l’ordine, ogni qual volta si senta uno sparo e si trovi un cadavere, di fermare la persona più vicina fisicamente al luogo del misfatto. Fatto questo, senza svolgere altre indagini, la arresti e la condanni direttamente alla camera gas, all’ergastolo o a quella che è la pena massima, praticamente senza processo. Questa scelta deriva dal fatto che “mediamente” l’80% delle persone trovate vicino al cadavere sono risultate essere proprio loro gli assassini e quindi è giusto procedere immediatamente, risparmiando soldi, tempo nei tribunali e spese legali.

E’ inutile cercare prove più precise, la MEDIA ci dice che la maggioranza risulterà colpevole! Il fatto che su 100 condannati in questo modo, ve ne saranno 5 SICURAMENTE innocenti, che non hanno nemmeno avuto la possibilità di provarlo, è considerato del tutto insignificante. Non solo, ma si ritiene cinicamente che sia controbilanciato dal fatto che ben 15 colpevoli sono riusciti a scappare in tempo e ovviamente non verranno cercati. Non vi sembra una giustizia mostruosamente ingiusta, una legge terribilmente illegale?

Invito caldamente chi s’intende di legge a prendere seriamente quanto esposto e a passare al contrattacco durante le tante e future cause, senza speranza, di guida in stato d’ebbrezza. Penso sia l’unico modo, probabilmente vincente, per sgretolare una legge assurda. E’ questo non per bere impunemente e guidare ubriaco, ma solo per ragioni di giustizia!


continua a leggere l'articolo di Enzo Zappalà

 


Di seguito riporto alcuni link (purtroppo tutti meno uno in inglese):
www.alcotest.it/descrizione_prodotti.asp
www.dwi.com/blood-alcohol-content
en.allexperts.com/e/b/bl/blood_alcohol_content.htm
www.duilawyers.net/bloodalcoholcontent.html
www.rupissed.com/breathalyser.html
www.forensic-evidence.com/site/Biol_Evid/Breath_Tests.html
www.experiencefestival.com/a/Blood_alcohol_content/id/1934477
www.forcon.ca/learning/breath.html
www.nydwi.com/DWIQA/Blood-BreathPartitionRatio.php
texascriminaldefenselawyer.blogspot.com/2008/07/bloodbreath-partition-ratio.html
www.criminaljustice.org/public.nsf/ChampionArticles/99jan08
www.forensicscience.pl/pfs/46_gubala.pdf
www.ingentaconnect.com/content/pres/jat/1989/00000013/00000002/art00014
www.bmj.com/cgi/content/abstract/2/6050/1479
www.1800duilaws.com/forms/docs/LawsofABT.pdf


Nota: in America usano un'unità misura diversa per il tasso alcolemico: non g/l ma "0.20% means that there is 1 gram of alcohol per every 500 grams of blood). ma è un semplice fattore di scala che non cambia il riusltato. Quello che conta è il fattore di conversione o "partition ratio".


 

www.tigulliovino.it


 

psiconautica.forumfree

PSICHIATRIA: DISTURBO BIPOLARE; USA,BOOM DIAGNOSI BIMBI

(ANSA) - ROMA, 15 GEN - Sono bimbi talmente piccoli che a malapena hanno iniziato ad esplorare il mondo e a rapportarsi con le ancora misteriose regole degli adulti, con tutti i comprensibili sbalzi di umore, gioia, euforia, risa e pianto, del caso; eppure con sempre maggiore facilita' li si bolla come maniaco-depressivi, tanto che negli Stati Uniti e' epidemia di diagnosi di disturbo maniaco-depressivo (disturbo bipolare) tra i bambini di 2-5 anni. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, infatti, il numero di diagnosi di disturbo bipolare tra i bimbi e' raddoppiato in 10 anni; cio' produce il rischio di somministrare ai piccoli un eccesso di potenti farmaci psicotici come quelli che nel 2006 potrebbero aver ucciso una bimba di 4 anni, la cui morte e' ora al vaglio della giustizia a Boston, per possibile overdose da farmaci. L'allarme arriva da uno studio condotto da Mark Olfson, professore di Psichiatria clinica presso la Columbia University, che ha considerato i dati del periodo 2000-2007. L'America non e' nuova a questo tipo di esagerazioni, di medicalizzazione spinta dei comportamenti infantili; basti pensare che uno studio recente evidenziava che e' piu' che triplicato dal 1993 ad oggi il consumo di farmaci per il disturbo pediatrico da iperattivita' e deficit di attenzione (ADHD) e la spesa per questi farmaci e' aumentata di nove volte tra il 1993 e il 2003. L'ADHD e' un disturbo del comportamento dai contorni molto sfumati, tanto che e' lecito talvolta chiedersi se il bambino sia solo un po' piu' vivace della media. Eppure, secondo lo studio diretto da esperti di Economia sanitaria dell'Universita' della California a Berkeley e pubblicato sulla rivista Health Affair, c'e' stato un aumento dei consumi del 274% e l'uso di queste sostanze, per lo piu' a base di anfetamine, si e' diffuso da 31 paesi, nel '93, a 55 nel 2003. Un problema analogo sembra emergere adesso per il disturbo bipolare, caratterizzato da fasi maniacali e di euforia eccessiva e fasi depressive acute, il cui esordio finora si considerava possibile solo in adolescenza o in eta' adulta. Eppure secondo l'indagine condotta da Olfson e resa nota online dalla Reuters, nel 2007 l'1,5% dei bambini con un'assicurazione sanitaria di eta' compresa tra due e cinque anni, vale a dire un bambino su 70, ha preso qualche tipo di farmaco psicotropico; si spazia da antipsicotici, a stabilizzatori dell'umore, da stimolanti ad antidepressivi. Se a un bambino viene diagnosticato il disturbo bipolare tra 2 e 5 anni, spiega Olfson, nella meta' dei casi gli sara' prescritto un antipsicotico, quale Zyprexa, Seroquel o Risperdal. Secondo l'indagine questi farmaci sono stati prescritti a un bimbo di due anni su 3000.(ANSA).

 

L'Unità, notizie flash

Cannabis, voto storico in California: l'Assemblea mette fine al proibizionismo

Una commissione dell'Assemblea legislativa della California ha approvato una proposta di legge per legalizzare il consumo, la vendita e la produzione di cannabis per i maggiorenni. Anche se un voto storico -è la prima volta nella storia americana che un organismo legislativo statale ha dato il via libera alla legalizzazione della cannabis- è probabile che il testo non giunga in aula. Dovrebbe infatti essere calendarizzato entro venerdì prossimo, cosa praticamente impossibile. In ogni caso, i sostenitori della legalizzazione si sono detti soddisfatti. "Il dibattito sta finalmente prendendo il via in modo serio e definitivo a Sacramento", ha spiegato il primo firmatario della proposta, il democratico Tom Ammiano. "E' un voto importantissimo perchè dà legittimità al dibattito sull'argomento. Fino a poco tempo fa, la parola 'marijuana' non sarebbe potuta neanche essere menzionata a Sacramento". "Questo voto storico segna l'inizio della fine della proibizione sulla cannabis negli Stati Uniti", ha detto Stephen Gutwillig, direttore dell'associazione Drug Policy Alliance della California. Gutwillig era stato audito in commissione poco prima del voto. "Legalizzare la marijuana è ormai parte del dibattito politico. Decenni di politiche punitive, inutili e razziste sulla cannabis sono ormai riconosciute come tali in questo Paese. La Commissione per la pubblica sicurezza ha dimostrato che porre fine al proibizionismo sulla cannabis è una questione seria portata avanti da persone serie". "Il solo fatto che ci sia stato un voto in Assemblea per regolare e controllare la vendita e la distribuzione della marijuana era impensabile anche solo un anno fa", ha spiegato l'ex giudice della Orange County Jum Gray, membro dell'associazione Law Enforcement Against Prohibition, anch'egli audito in Commissione. "E anche se il testo non diverrà legge quest'anno, lo sarà presto. In alternativa, questa proposta sarà inutile perché i cittadini avranno già approvato il referendum per regolare e tassare la cannabis nelle elezioni di novembre", ha aggiunto il giudice. La proposta di legge, AB 390 , che porta il nome "Marijuana Control, Regulation, and Education Act", imporrebbe una tassa di 50 dollari per oncia di cannabis. Il controllo sulla vendita e tassazione sarebbe assegnato al California Department of Alcoholic Beverage Control, lo stesso che supervisiona il commercio di alcool. "AB 390 è un ripensamento storico sulle politiche fallite in materia di cannabis", ha ribadito Gutwillig durante l'audizione. "Offre la possibilità di controllare una sostanza già ampiamente disponibile e utilizzata, ma oggi senza regole. Il proibizionismo ha creato enormi danni sociali e ha messo in pericolo la sicurezza pubblica piuttosto che rafforzarla. Questa legge darebbe alla California una politica più efficace sulla cannabis, in linea con la volontà della maggioranza dei californiani", ha aggiunto. Lo stesso Ammiano ha rinunciato a presiedere la commissione al fine di testimoniare a favore della proposta di legge. "Questa è una proposta storica per legalizzare e regolare la cannabis", ha detto ai colleghi della commissione. "Genererà quasi un miliardo di dollari all'anno per le casse dello Stato, come ha confermato la Board of Equalization, e permetterebbe alle forze dell'ordine e al sistema giudiziario di concentrarsi sui crimini veri, violenti e sulle droghe pesanti. Le guerre alle droghe sono state perse", ha detto Ammiano. "Il proibizionismo ha stimolato l'anarchia. La legalizzazione permette la regolamentazione, e la regolamentazione permette l'ordine".

 

da ADUC DROGHE

Fertilità maschile, motilità spermatozoi: gli effetti negativi del THC

 

cannabisBrutte notizie per gli habitué del THC ( la mariagiovanna, NdR) principio attivo della cannabis, in procinto di riprodursi: sballa anche gli spermatozoi.

La notizia proviene dalla Queen’s University, Belfast, United Kingdom ed è stata pubblicata sul prestigioso Fertility & Sterility dal Dr Lewis e altri. I ricercatori, già nel 2006, hanno svolto un’interessante ricerca usando gli spermatozoi di ben 78 soggetti sottoponendoli a dosi terapeutiche e ricreazionali di THC.

Va sottolineato, onde non generare equivoci, che solo gli spermatozoi, non i soggetti, sono stati trattati con tale farmaco. Poi sono stati misurati i parametri di motilità degli spermatozoi e di induzione della reazione acrosomiale.

Per i non tecnici va ricordato che sulla testa dello spermatozoo c’è un piccolo serbatoio di Jaluronidasi, enzima fondamentale per consentire allo spermatozoo di entrare nell’ovulo e fecondarlo , la cui attivazione è misurabile con adatte tecniche.

I risultati della ricerca depongono per un effetto dose dipendente dei danni ai due sopracitati parametri.

Tanto THC, tanta diminuzione dell’efficienza fecondante degli spermatozoi i quali iniziano a ondeggiare malamente rispetto alla retta via, rallentando vistosamente (probabilmente anche ridacchiando un po’ ma la cosa non è misurabile).

Il serbatoio del prezioso enzima per penetrare l’ovulo non si attiva , rimane inerte, precludendo quell’azione fondamentale di ammorbidimento della parete ovocitaria che, insieme alle vigorose spinte della coda, consentono l’ingresso della testa dello spermatozoo all’interno realizzando così l’inizio di una nuova vita.

Cannaioli avvisati, mezzi salvati.

a cura del Dott. Giulio Biagiotti Andrologo

 

Una molecola killer ha ucciso 27 eroinomani

Dall'Afghanistan a Torino: la strage l'estate scorsa

massimo numa, lastampa

E’ stata una strage, e ora sappiamo esattamente il nome dell’eroina-killer: 6-Mam. Uno stupefacente oppioide che contiene un’alta concentrazione di monoacetilmorfina. Ha un’azione violentissima, appena entra in circolo attraversa la barriera ematoencefalica. E uccide. Il dottor Giovanni Serpelloni, direttore del Dipartimento per le politiche contro le droghe della presidenza del Consiglio spiega le cause dell’epidemia di morti per overdose, avvenuta nell’estate 2009 in provincia di Torino. Dice: «Un fatto quasi senza precedenti»: 27 morti in 45 giorni. E adesso, completati e incrociati tutti i dati è stata individuato il tipo di sostanza e il luogo di produzione: l’Afghanistan. La molecola assassina, individuata dai laboratori della Scientifica e dai risultati degli esami post-mortem, si pensava fosse il «catrame nero», un tipo di droga pesante prodotto in Messico. A Milano, poco prima, alcuni pusher messicana aveva trattato una partita di «black tar», catrame nero, provocando la morte di alcuni tossicodipendenti. Ma la 6-Mam non ha origini sudamericane. Si tratta di una partita di eroina afghana, prodotta nel cuore delle coltivazioni d’oppio dai racket locali, dai «signori della guerra», forse dai Talebani. Poco importa. La 6-Mam, una volta iniettata, arriva subito al cervello, saltando quella di reazioni chimiche che trasformano - in una situazione normale - l’eroina in morfina. La dose a base di 6-Mam può uccidere quasi all’istante soggetti che, per esempio, sono appena usciti da una comunità di recupero o dal carcere. È uno stupefacente oppioide che contiene un’alta concentrazione di monoacetilmorfina. Una molecole violentissima che appena entra in circolo attraversa la barriera ematoencefalica. «Alcuni cadaveri sono stati trovati con ancora le siringhe conficcate nelle braccia. Una morte fulminea. Il tempo di assimilazione della molecola è di pochi secondi, molto più veloce dell’eroina», spiega il direttore del Dpa. Ancora: «Allora, non fu perso un solo istante. Decidemmo di istituire il livello di massima allerta 24 ore dopo avere ricevuto, dagli organismi locali, i dati sul numero e sulle circostanze dei decessi. Ma il caso Torino è stato unico in Italia, in quel periodo, e ci ha consentito di studiare a fondo ogni dettaglio di questa vera e propria strage». Gli esperti del Dpa hanno ricostruito il percorso della droga. Con un interrogativo rimasto in sospeso: come mai quella partita di eroina afghana, transitata attraverso i Balcani e finita in mano ai pusher africani che controllano il mercato della droga pesante, conteneva in percentuali elevatissime la 6-Mam? «Potrebbe essere un fatto accidentale, un problema di produzione o di cattiva conservazione», dicono. Oppure un gesto consapevole dei narcos, che hanno inviato nel circuito dello spaccio in Europa, la micidiale eroina-killer. Ipotesi. Una vendetta nata all’interno del racket che controlla il traffico di oppio e i laboratori chimici, i trafficanti e i mediatori, oppure un piano preciso, con lo scopo di provocare vittime tra i consumatori europei. «Impossibile ricostruire questo tipo di scenari, noi possiamo solo accertare il tipo di sostanza utilizzata, le caratteristiche chimiche, le aree di provenienza. E cercare di evitare, in futuro, con la prevenzione, una catena di morti di queste dimensioni spaventose». E adesso in Europa scatta anche l’allarme antrace. In Scozia l’eroina contaminata ha giù ucciso cinque volte mentre altre partite di droga sono state tagliate con antiparassitari e veleni veri e propri. Che hanno provocato un’interminabile catena di lutti. I carabinieri e il pm Andrea Padalino, a luglio, avevano aperto un’inchiesta i cui risultati, sul fronte delle analisi della sostanza killer, sono stati ora confermati anche dai laboratori del ministero.

FUMO: GIOVANARDI, VIETARLO ANCHE NEGLI STADI

 

(AGI) - Divieto di fumo anche negli spazi aperti di assembramento, a partire dagli stadi. E’ la proposta del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche antidroga, Carlo Giovanardi, intervenuto a un dibattito organizzato dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori nella ricorrenza del quinquennale dell’entrata in vigore della Legge “antifumo”. “Anche allo stadio, sebbene sia uno spazio aperto - ha spiegato Giovanardi - chi non fuma e’ vittima del fumo degli altri. Mi sembra necessario quindi estendere la legge Sirchia anche agli stadi e ai luoghi di assembramento”. Una proposta lanciata dal presidente della Lilt, Francesco Schittulli, secondo cui “negli stadi andrebbero predisposte delle aree specifiche per fumatori. Non e’ giusto che in due ore di partita chi non fuma si sorbisca il fumo passivo”.

 

Rototom EXODUS

Rototom EXODUS

Sfrattato dal Friuli, il festival reggae più grande d'Europa si trasferisce in Spagna. Nel mirino delle autorità, con il presidente Filippo Giunta indagato per via della legge Fini-Giovanardi sulle droghe, l'evento ecologista, antirazzista e antiproibizionista che ogni estate porta 150 mila persone a Osoppo. «Eravamo un antidoto alla crisi, ma in Italia non è più possibile fare nulla». È l'ennesimo segnale del declino culturale dell'ormai ex Belpaese. Quest'anno aveva ospitato Beppino Englaro e Ignazio Mar

Fonte: il manifesto, di Giorgio Salvetti 08/01/2010

 Olé. Si va in Spagna. Il Rototom Sunsplash, il più grande festival reggae d'Europa se ne va dall'Italia. La manifestazione da 16 anni porta nel nostro paese i più grandi artisti della musica giamaicana. E' arrivata a contare 160 mila presenze che ogni estate hanno condiviso dieci giorni di pace e musica nel parco del Rivellino a Osoppo, in provincia di Udine. Ora ha deciso di espatriare.      Tutto il mondo farebbe a gara per ospitare un evento come questo, non fosse altro per l'enorme ricaduta economica. Ma il Rototom è troppo libero e indipendente. E allora va combattuto con ogni mezzo. Almeno da queste parti. Questo lo si sapeva da tempo. Ma nessuno poteva immaginare che si sarebbe addirittura arrivati a indagare Filippo Giunta, il presidente dell'associazione che organizza il Sunsplash, in base alla legge Fini-Giovanardi sulle droghe. Lo ha fatto questo autunno il pm Giancarlo Buonocore della procura di Tolmezzo, su imboccata dei carabinieri di Udine, aggrappandosi ad un articolo della legge liberticida in materia di stupefacenti. Filippo Giunta è accusato di avere violato la norma che colpisce «chi adibisce un luogo al consumo di droghe». E siccome la cultura Giamaica «agevola» l'uso di marijuana, secondo gli inquirenti rischia da 3 a 10 anni di carcere.      La mossa repressiva fa perdere all'Italia una delle poche manifestazioni musicali capaci di suscitare interesse fuori dai nostri confini. Ma soprattutto costituisce un precedente allarmante. In pratica, in base a questo cavillo giuridico-repressivo, ogni concerto (o discoteca, dj set, iniziativa indesiderata, indipendente, etc...) potrebbe essere chiuso per legge. Ne parliamo con il diretto interessato, Filippo Giunta.      Allora ve ne andate davvero?      Siamo continuamente oggetto di una repressione che ci spinge ad andarcene, però non rinunciamo a combattere questa battaglia. Tutti gli atti dell'inchiesta a mio carico sono inconsistenti. Forse, se mi fossi prostrato e avessi lasciato mano libera ad altri sulla gestione e i controlli delle persone che vengono al Rototom, avrebbero fatto cadere questo assurdo attacco giuridico. È la nostra indipendenza, forse, la cosa che più infastidisce. Fatto sta che a queste condizioni siamo noi che decidiamo di andare via. Si tratta di una nostra scelta politica che abbiamo preso in piena libertà senza accettare intimidazioni. L'Italia non si merita il Rototom. La Spagna sì.      Come sei messo con la legge?      Nel frattempo ho ricevuto un altro avviso di garanzia per contravvenzione dell'articolo 681 del codice penale.      Cosa hai fatto questa volta?      Pare che nel 2008 due tende su 5000 ostruivano una via di accesso... In pratica non avrei seguito alla lettera le prescrizioni e sono indagato dalla procura di Tolmezzo per apertura abusiva di luogo di pubblico spettacolo e intrattenimento.      E per quanto riguarda la cannabis?      Sono sotto accusa per l'articolo 79 della legge Fini-Giovanardi perché la cultura rasta sostiene l'uso di cannabis e siccome il Rototom è una manifestazione sulla cultura giamaicana allora sono equiparato a uno specie di spacciatore «culturale».      Hai altre pendenze o basta così?      Sono accusato in concorso con il sindaco di Osoppo per falso in atti pubblici. In pratica, per una griglia non autorizzata dei ristoratori che operano all'interno del festival, la commissione provinciale di Udine ci ha imposto di cambiare dei forni in tempi brevissimi, altrimenti ci avrebbero chiuso. Il sindaco di Osoppo, con una commissione ristretta, ci ha dato il permesso per aprire e per questo ora viene accusato. Inoltre, sempre in concorso con il sindaco, sono accusato per l'apertura di un campeggio non autorizzato all'esterno del festival. Si trattava invece solo di una zona di sosta temporanea gratuita in attesa di fare entrare le persone nel campeggio ufficiale del Rototom. Anche questa è un'accusa assurda. D'altronde non avremmo alcun interesse a far campeggiare le persone all'esterno piuttosto che nel nostro campeggio a pagamento.      Insomma sei considerato come un delinquente...      Sì. E stiamo parlando di un festival che dura dieci giorni con 150 mila presenze, stand gastronomici e delle associazioni, un campeggio, centinaia e centinaia di lavoratori e artisti che si esibiscono. Si tratta di un'organizzazione enorme e molto impegnativa. Concentrarsi su una griglia e due tende significa volerlo chiudere con qualsiasi pretesto.      Chi è venuto a trovarvi l'estate scorsa?      L'ispettorato del lavoro ha mandato un furgone con nove persone che hanno fatto una multa di 6 mila euro a un'associazione di Modena perché al loro banchetto c'era un volontario non tesserato, e hanno contestato 15 nostri lavoratori (ne assumiamo migliaia ogni anno) perché non riuscivamo a dargli con precisione la data del fax che avevamo regolarmente mandato all'ufficio dell'Inps... Poi sono venuti i carabinieri dei Nas. E anche i Noe, come se non fossimo «ecologici» proprio noi, che siamo siamo tra i 15 green festival d'Europa... Sono venuti perfino dei vigili di altri comuni che se la sono presa per una allacciatura di un bagno, che secondo loro non era a norma. E ancora. I vigili del fuoco e la Finanza che dopo due ore di controlli è riuscita a fare una multa per uno scontrino mancante.      Insomma, una persecuzione. Ma da parte di chi?      Sappiamo che a capo di questo atteggiamento repressivo c'è il tenente dei carabinieri Fabio Pasquariello, comandante del reparto investigativo di Udine; lo stesso che qualche settimana fa, sempre grazie all'intervento del pm Bonaccorso, ha chiuso il Triblinka, l'unico centro sociale di Udine. E' accaduto nonostante il parere contrario del sindaco Furio Honsell. Ma questi due personaggi sono solo la manovalanza in un clima politico che è cambiato da quando due anni fa in Friuli ha vinto la destra. Il vicepresidente del Regione, Luca Ciriani (An), ha comprato paginate sui giornali locali per attaccare il Rototom dicendo che è «dei comunisti». Noi abbiamo creato un servizio di sicurezza sempre più efficace pronto a collaborare con le autorità, ma da parte loro si è scelta la via della repressione.      Ti riferisci solo alle autorità locali?      Non credo ci sia un mandante più in alto. Non ce n'è bisogno. Credo che anche in questo caso sia il clima generale. Di fatto la situazione nazionale permette e incentiva questi comportamenti dei politici locali che si sentono autorizzati ad agire in questo modo.      Non è la prima volta che subite attacchi repressivi, perché proprio adesso avete deciso di espatriare?      Nel 1999, quando il Rototom si svolgeva a Lignano, la stazione è stata blindata da due ali di poliziotti che perquisivano tutti gli spettatori. Ma allora non avevamo contro la politica. Il sindaco di Lignano era in ferie e la location in effetti era un'area turistica più adatta alle vacanze delle famiglie. Per questo abbiamo cambiato sede.      E gli abitanti di Osoppo, invece, come vi hanno accolti in tutti questi anni?      Su 16 edizioni del festival, 10 si sono svolte ad Osoppo. Gli abitanti sono sempre stati dalla nostra parte. Hanno formato un comitato pro Sunsplash che conta 5 mila aderenti su una popolazione di 2 mila abitanti. 100 commercianti, ossia tutti, hanno scritto una lettera al presidente della Regione, Renzo Tondo, insieme a tre sindaci. Non hanno avuto risposta. Il Sole24Ore ha stimato che la ricaduta economica del Rototom sul territorio va dai 5 ai 7 milioni di euro all'anno: fanno 50 milioni in 10 anni! Diamo lavoro ogni anno a 2000 persone.      E voi quanto guadagnate?      Siamo un'associazione culturale non a scopo di lucro. Non distribuiamo utili. Non abbiamo sponsor e agganci ne politici né con i media. Quello che guadagna il festival serve a organizzare il prossimo festival. Il resto va a finanziare progetti di solidarietà, per esempio in Brasile o per Emergency. Quest'anno metà del compenso del mitico Bunny Wailers, fondatore del gruppo di Bob Marley, finanzierà un progetto in Etiopia. E l'altra metà ha finanziato l'apertura di una sala prove in Abruzzo. Due anni fa abbiamo avuto il riconoscimento del governo della Giamaica.      Dopo il tuo avviso di garanzia chi è stato dalla vostra parte?      Migliaia di persone ci hanno scritto e hanno aderito alla campagna «Io agevolo» collegandosi al nostro sito internet. Ci hanno scritto tutti i maggiori artisti del reggae e della musica, ma anche delle spettacolo. Tra gli italiani ci hanno sostenuto Peppino Englaro, Moni Ovadia e tanti altri. Il 13 novembre abbiamo fatto un concerto in piazza a Udine intitolato «Non processate Bob Marley», sono intervenuti tantissimi artisti e in collegamento c'era anche Beppe Grillo.      Sindacati e partiti di sinistra e centrosinistra?      Solo la Cgil locale si è espressa, per il resto silenzio. Hanno paura di prendere posizione. Noi abbiamo il sostegno dei cittadini e degli artisti ma la politica o tace o ci vuole chiudere. Ormai c'è uno scollamento evidente tra politica e paese reale.      E i media hanno coperto la notizia?      Poca roba, ha scritto il manifesto, Liberazione, il giornale di Sansonetti, un breve servizio su Raitre invece non è passato. Poi La Stampa, Il Fatto e un trafiletto sul Corriere della Sera, per il resto solo cronaca locale.      Come vi hanno accolto in Spagna?      Intanto da quelle parti la marijuana è considerata in modo diverso, sia da un punto di vista culturale che penale. Se ne può possedere una quantità personale fino a tre etti. E poi noi lì siamo visti come operatori culturali e non come potenziali delinquenti. Un Comune ci ha ricevuto come una vera e propria delegazione con tanto di gonfalone. In tempi di crisi come questi siamo visti come una manna perché diamo lavoro e facciamo girare l'economia, oltre che offrire musica e cultura. La domanda tipica che ci viene rivolta è: perché mai siete stati mandati via dall'Italia? Spiegare loro cosa sta succedendo da noi è quasi impossibile, e così me la cavo sempre con la stessa risposta: da noi c'è Silvio Berlusconi. Allora capiscono.      Insomma, tutta colpa di Silvio?      Ovviamente no. Adesso sembra che l'opposizione la faccia Gianfranco Fini... la realtà è che non c'è un'opposizione vera e questo non è un problema contingente ma una questione strutturale che non ci dà futuro. In Italia poi c'è un particolare accanimento contro i giovani. Siamo un paese vecchio.      Tornerete mai da queste parti?      Anche se dovessi venire assolto passeranno almeno due anni prima della conclusione delle indagini e della sentenza: questo significa renderci di fatto la vita impossibile per operare qui. E poi dovremmo trovare appoggio nelle autorità del Friuli, cosa che al momento mi sembra impossibile. E così abbiamo deciso di andare in Spagna, ma continueremo la battaglia perché in Italia anche chi sta organizzando qualche altra manifestazione, magari più piccola, e non ha ancora la possibilità di farsi sentire come noi, non debba più subire l'incredibile repressione che abbiamo subito noi nel silenzio generale.

 

http://www.fuoriluogo.it/sito/home/mappamondo/europa/italia/rassegna_sta...

CALCIO E COCAINA

http://www.calciocampano.com/notizie/maradona.jpg - La Repubblica Sport- Da Diego Maradona e Claudio Caniggia nei primi anni '90 a Francesco Flachi, praticamente 20 anni dopo. Un fiume di cocaina ha percorso il calcio in tutto questo periodo: quasi mai per migliorare le prestazioni, quasi sempre per vivere una vita assolutamente fuori misura fatta di calcio solo in parte, e per il resto discoteche, donne, amicizie interessate e sbagliate. C'è chi non ha saputo gestire i propri successi e chi non ha saputo sopportare le proprie sconfitte. Questa storia di polvere bianca cominciò nel '91 con Edoardo Bortolotti che nel '91 fu squalificato per 15 mesi perchè trovato positivo mentre giocava col Brescia. Un brutto infortunio lo aveva gettato in depressione ed era caduto nel tunnell buio della coca. Un ritorno difficile ma soprattutto la difficoltà di tornare a una vita normale: il 2 settembre '95 Edoardo si tolse la vita gettandosi da un balcone della sua camera da letto a Brescia. Una tragedia.
Claudio Caniggia - l'attaccante argentino dai lunghi capelli biondi che fece gol anche all'Italia a Napoli nella semifinale di Italia '90 - prese una squalifica di 13 mesi il 22 aprile 1993. Giocava nella Roma e in nazionale (ma anche nel Boca Juniors) giocò insieme a Diego Armando Maradona... Famosa la storia di Angelo Pagotto - ex di Milan e Perugia - che nel ' 99 fu squalificato per 24 mesi. Fabio Macellari fu tra i pochi a confessare le sue colpe. Jonhatan Bachini, 34 anni adesso, ci è cascato più volte: prima mentre giocava col Brescia nel 2004-2005, e poi col Siena nel dicembre 2005: squalificato a vita. Morris Carrozzieri del Palermo è stato prima squalificato -ai tempi dell'Atalanta- per scommesse insieme a Flachi, e poi trovato positivo alla cocaina un anno fa: 2 anni di squalifica.

 

Continua su La Repubblica: http://www.repubblica.it/sport/calcio/2010/01/13/news/precedenti_doping_cocaina-1932227

 

Assemblea 2010 di Forum Droghe

Sabato 16 gennaio a Firenze (presso Circolo ARCI, piazza dei Ciompi 11) si terrà l’assemblea 2010 dell’associazione aperta a soci, sostenitori, compagni di strada di Forum Droghe e ai frequentatori di fuoriluogo.it.

 

Ecco la lettera di convocazione dell’assemblea 2010.

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA DI FORUM DROGHE 2010 Aperta a soci, sostenitori, compagni di strada di Forum Droghe, ai frequentatori di www.fuoriluogo.it

SABATO 16 gennaio 2010 dalle 11.30 alle 16 a Firenze presso Circolo ARCI, piazza dei Ciompi 11.

Il 2009 è stato un anno segnato dagli esiti, prevedibili ma non per questo meno drammatici, della linea politica governativa in materia di droghe e carcere, e della rigida applicazione della legge Fini Giovanardi: carceri fuori controllo, servizi delegittimati, conflitti istituzionali aperti – come quello tra stato e regioni, diritti dei consumatori calpestati, fino alla perdita della vita stessa, l’Italia che – in controtendenza con le timide ma reali aperture europee – si candida a gendarme europeo in alleanza con l’ONU, una distanza come mai prima dell’approccio politico da quello scientifico. Una distanza culminata nella Conferenza triennale di Trieste, luogo deputato alla verifica di politiche e servizi, dove la realtà delle cose è rimasta fuori dalla porta, con l’espulsione ideologica della riduzione del danno e il rifiuto ad ogni possibile valutazione degli esiti della legge 49 a tre anni dalla sua approvazione. Di contro, servizi, associazioni e reti nazionali non sono stati a guardare, anche se hanno scontato la difficoltà di una simile cornice legislativa e istituzionale, e la fragilità di chi si trova a dover immaginare nuove forme di azione e comunicazione: la ricerca indipendente – che anche Forum ha sostenuto, la formazione aperta all’innovazione e al confronto, le reti leggere e informali ma capaci di tessere confronto, la mobilitazione contro le morti assurde di tanti ragazzi e contro una situazione carceraria non più sostenibile, le pratiche innovative agite “dal basso”: tutto questo ha continuato ad aprire spiragli di pratica professionale, sociale e di movimento. La stessa scena internazionale ha registrato alcune aperture, che potrebbero essere di prospettiva: come la voce dell’Unione europea contro la linea dell’ONU, che è stata finalmente messa nero su bianco, e la decisa presa di parola dei paesi produttori, soprattutto latinoamericani, contro la cultura proibizionista dell’ONU che mira, attraverso un rinnovato imperialismo, a cancellare culture e pratiche millenarie.

Su questo ed altri aspetti degli scenari internazionali, Forum ha nell’ultimo anno moltiplicato la sua presenza. Per questo ci pare importante fare il punto, e meglio comprendere cosa si muove e sta cambiando a livello globale. Lo faremo, in apertura dell’assemblea, grazie all’intervento di Pien Metal del TNI-Transnational Institute, che presenterà e discuterà il Rapporto “Drugs and Democracy: Toward a Paradigm Shift , in cui la Commissione latino-americana sulle droghe e la democrazia – un organismo indipendente costituito da 17 personalità di spicco tra cui i tre ex presidenti Fernando Cardoso (Brasile), César Gaviria (Colombia) e Ernesto Zedillo (Messico) – afferma la necessità di una inversione di tendenza nelle politiche globali sulle droghe.

In seguito, faremo un bilancio delle diverse iniziative che Forum ha portato avanti nell’ultimo anno, discuteremo le prospettive e le iniziative per il 2010 e rinnoveremo le cariche dell’associazione.

Sul sito www.fuoriluogo.it ulteriori informazioni sull’incontro: ospiti, relatori, programma dei lavori.

A presto Susanna Ronconi

Italia, cresce il numero di fumatori

 

Cresce il numero di fumatori nel nostro paese: rispetto al 2008, quando si contavano 11 milioni di tabagisti, i fumatori hanno raggiunto quota 13 milioni nel 2009. Viene anche smentito il fatto che le donne fumino più degli uomini, quasi 6 milioni di fumatrici rispetto a 7 milioni di fumatori. La fascia di giovani-adulti che consuma più sigarette ha un’età compresa tra i 25-44 anni (32% dei casi), ma numerosa è anche la percentuale (29%) dei giovanissimi di 15-24 anni con consumi praticamente equivalenti a quelli che potenzialmente potrebbero essere i loro genitori (fascia d’età 44-64 anni). I dati sono stati diffusi dalla Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) che evidenzia come per la prima volta, a partire dall’introduzione della legge Sirchia nel 2005, si stia osservando un’inversione di tendenza e un aumento del numero di fumatori italiani. Il fumo di tabacco contiene prodotti tossici 400 volte più pericolosi rispetto alle polveri sottili dell’inquinamento urbanistico. Smettere di fumare rappresenta una scelta decisamente importante per la salute. Da qui il motto "Anno nuovo, aria nuova!", un appello che l'onlus lancia invitando i fumatori ad approfittare del 2010 per cambiare vita.

 

 

Fonte: Lega italiana per la lotta contro i tumori

Dronet

SPAGNA - Cocaina e' causa morte improvvisa nel 3% dei casi

La cocaina si nasconde dietro non pochi casi di morte improvvisa di giovani adulti; e non servono grandi quantita'; anche piccole dosi, spesso considerate innocue dall'ignaro consumatore, possono essere fatali. E' quanto emerge da uno studio pubblicato sull'European Heart Journal e condotto su una serie di casi di morte improvvisa avvenuti tra 2003 e 2006 in Spagna. Il 3,1% dei casi e' risultato legato all'uso di cocaina. Anche gli altri Paesi europei sono sicuramente nelle stesse condizioni, ha sottolineato il patologo che ha condotto lo studio, Joaquin Lucena, dell'istituto di Medicina Legale di Siviglia; per esempio Spagna e Italia hanno la stessa prevalenza di consumatori (lo stesso numero di consumatori in un periodo considerato), il 3% circa della popolazione adulta, quindi si puo' dedurre che anche in Italia un numero simile di casi di morte improvvisa sia ricollegabile alla cocaina. Gli esperti hanno considerato 666 casi di morte improvvisa e, sulla base di autopsia e analisi tossicologiche, hanno ricollegato all'uso di cocaina 21 di questi casi. Si e' trattato di maschi di eta' compresa tra 21 e 45 anni, tutti morti per problemi cardiaci. La dose risultata fatale varia da caso a caso, si va da un minimo di 0,1 milligrammi per litro di sangue a 1,5 milligrammi/litro. Quindi, hanno sottolineato gli esperti, tutti i consumatori sono a rischio perche' la dose fatale puo' essere anche molto piccola (ognuno reagisce in modo diverso alla stessa dose), soprattutto se trovata associata a alcol e fumo in un cocktail mortale, come nella grande maggioranza dei casi esaminati nello studio. 'Di fatto i nostri risultati dimostrano che il consumo di cocaina causa cambiamenti negativi al cuore e alle arterie che possono portare alla morte improvvisa', ha spiegato Lucena. In Europa ci sono circa 12 milioni di consumatori di cocaina, ha rilevato il patologo; Spagna, Italia e Gran Bretagna sono tra i paesi a prevalenza maggiore di consumatori. In particolare nel 2007 si stima che i consumatori di coca siano stati in Europa 3,5 milioni (ovvero il 2,4%) di giovani adulti, con la prevalenza maggiore (3%) registrata proprio in Spagna, Italia e Gran Bretagna. 'Quindi - ha concluso il patologo - non c'e' ragione di pensare che i casi di morte improvvisa riconducibili alla cocaina siano in numero differente in Italia e Gran Bretagna rispetto all'entita' del fenomeno documentata in Spagna dalla nostra ricerca'

 

aduc droghe

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