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Novità

A Mosca le notti da 'sballo' della gioventù dorata

 

(notizie.virgilio.it) Mosca, 22 mar. (Apcom-Nuova Europa) - Giovani, carini e un bel po' drogati. Hanno vestiti firmati, pagati dal papà. Un bolide da far ruggire sulle strade di Mosca. La migliore educazione garantita nelle prestigiose università della capitale. Venuti su convinti che una mazzetta risolve tutto e alla fine conta soltanto stordirsi la notte, tra la musica che incalza e la 'striscia' che inizia a fare il suo effetto. Un raid dell'antidroga russa ha dimostrato poche sere fa quanta cocaina scorra nel sangue dei rampolli della Mosca bene. Un vero fiume di droga e alcool per quella "gioventù dorata" già ampiamente descritta, ma il cui 'sballo' non era mai stato 'misurato' prima.

Tutto in una notte: il Servizio Federale per il controllo dei Narcotici tra il 19-20 marzo ha battuto sette locali - dal City al We Are Family Hotel Disco - dove in questo momento lo spaccio di sostanze stupefacenti e psicotrope è in piena crescita. Risultato: tre clienti su dieci erano in stato di ebbrezza da narcotici. Sequestrati farmaci anti-stupefacenti e sostanze psicotrope, compresa la cocaina, hashish, marijuana, droghe sintetiche. Un centinaio di persone sono state arrestate. Tra loro, studenti di Accademie di elite, come la Plekhanov, l'Università dell'Amicizia tra i Popoli e i corsi accademici statali di Medicina e Ingegneria.

La Russia arriva a cinque milioni di tossicodipendenti. Metà di loro assumono derivati dell'oppio, che proviene dall'Afghanistan. E la fauna che utilizza droghe nelle discoteche e nei night club della capitale, non è composta solo da studenti. Principalmente sono persone tra i 20 e i 30 anni. Tra gli arrestati nel raid della scorsa notte c'era pure un amministratore delegato di un'impresa edile, un impiegato di banca, un personal trainer, un ingegnere, un ispettore delle tasse, altri professionisti e cittadini stranieri.

 

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Fregato dallo spacciatore, coltiva la Marijuana sbagliata: assolto dal giudice

 

newnotizie.it - Una storia che avrebbe potuto sfociare in guai seri per un  28enne residente a Mozzo, in provincia di Bergamo, si è trasformata in una specie di barzelletta, in cui l’unico ad aver subìto qualche danno è l’orgoglio dello stesso ragazzo. Nell’estate del 2008, su segnalazione dei vicini che avevano notato una pianta molto particolare prendere sempre più forma in casa dell’aspirante “giardiniere”, i carabinieri di Curno, paese limitrofo, sporgono denuncia ai danni del 28 enne.

La pianta in questione era una canapa sativa, ottima per farci delle corde, ma inutile se da essa si vuole ricavare ” l’erba”. Per questa infatti è necessaria la canapa indica. Sicuramente il giovane bergamasco sarà rimasto molto stupito, quando  lo stesso perito assunto dal gup Alberto Viti, ha dichiarato che in quella pianta non c’era nulla di irregolare, nemmeno potenzialmente.

Da qui, l’avvocato difensore ha chiesto la piena assoluzione perchè “il fatto non sussiste“, in accordo addirittura con il pm accusatore. Il giudice ha accolto la richiesta, estendendo il provvedimento di assoluzione anche all’altra parte della causa, per la quale il pm aveva (stavolta) chiesto una condanna di 6 mesi, per aver trovato diverse foglie essicate di marijuana, base naturale dello spinello. Il principio attivo (thc) , cuore della sostanza stupefacente era però in quantità talmente basse da non avere rilevanza penale.

La fortuna del giovane bergamasco non è sicuramente da tutti;

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3 leggende urbane e 8 storie vere sull'LSD

 a questo link (in inglese): http://ow.ly/1pBsN

 

Sempre più donne si interessano di vino. Gli uomini le trovano sexy

Asylum Italia

 

Agli uomini piacciono le donne enologhe e le donne si appassionano alla scienza del vino. Non sappiamo quale sia di preciso il nesso causa-effetto tra questi due fenomeni, ma è quanto emerge da un sondaggio di www.winenews.it e Vinitaly, che ha coinvolto 1.789 enonauti (amanti di vino & web). Insomma, vedere una donna armeggiare con un bel calice di nettare di Bacco attizzerebbe il 91% dei maschietti eno-appassionati italiani che hanno risposto al sondaggio. E, dall'altra parte, l'interesse dell'universo femminile per l'enologia è in continua crescita - il 74% delle donne che ha risposto ha frequentato corsi di degustazione, il 49% acquista spesso guide e riviste sul vino, il 73% consulta quotidianamente siti e blog specializzati. Ci viene da pensare che, proponendo il sondaggio agli amanti dei funghi e del web, risulterebbe che le donne mostrano un crescente interesse per la micologia e che gli uomini trovano molto sexy una donna con un porcino tra le braccia. Ma forse due bicchieri di vino possono davvero dare alle donne... una marcia in più.

Web 2.0 e social network-mania: i rischi sono alti

di Carolina Saporiti, su il Tamarindo

Social network. È questa una delle parole più usate nel 2009. Tutto sembra ormai succedere in rete o meglio sulle pagine degli utenti dei vari Facebook, MySpace, Twitter & Co. Se non hai un profilo web, per molti, non sei nessuno. Da due anni a questa parte il fenomeno non riguarda più solo i giovani, ma anche gli adulti. 40 e 50enni che, incuriositi, si sono lanciati nel mondo virtuale e che ora sembrano non poterne fare a meno.

Ma per fare cosa? La domanda sembra banale visto l’elevato numero di persone che credono che i social network siano delle macchine infernali che tengono occupate ore della giornata senza portare a nulla, se non a una percezione distorta della realtà. Ma esplorando questo mondo le cose sembrano diverse. Il web 2.0 di cui tanto si parla, ossia quello in cui gli utenti possono non solo consultare pagine, ma anche contribuire e creare nuovi contenuti, raccoglie siti di interazione di ogni genere: esistono business social network per le aziende (linkedin.com e plaxo.com), quelli per commemorare i defunti (funeras.it) ed è ora comparsa la versione italiana della prima azienda web 2.0 (xing.it) che conta già oltre 7 milioni di utenti nel mondo che lo utilizzano in 16 lingue diverse. Quindi social network non solo come passatempo senza scopo se non quello di cercare e aggiungere nuovi “amici”, ma anche opportunità di lavoro e di scambio di opinioni. Così il numero di utenti continua a crescere: facebook conta 700.000 nuove iscrizioni al giorno nel mondo tanto da aver raggiunto nel novembre 2009 i 350 milioni di registrazioni.

Nulla da dire sull’uso delle nuove tecnologie e dei nuovi media, anche nel caso di semplice svago, ma dubbi e allarmi sorgono quando dall’uso si passa all’abuso, sempre più frequente anche in Italia. E ancora una volta il problema non riguarda solo i cosiddetti nativi digitali ma tutti gli utenti internet, anche gli over 50. Gli esperti però mettono in guardia: navigare in rete per più di 3 ore al giorno,  non a scopo lavorativo, porterebbe ad avere una percezione distorta della realtà, confondendola con quella virtuale. Così alcuni utenti “illuminati” nell’ultimo anno si sono cancellati da questi siti perché, più che interessante, la partecipazione diventava assillante, dovendo continuamente controllare gli aggiornamenti dei propri contatti.

La comunicazione mediata di tipo testuale -come la definisce Luca Chitarro, in un articolo comparso su Nova100- è pericolosa anche perché totalmente priva delle informazioni che si raccolgono normalmente nella comunicazione faccia a faccia, ciò significa che nelle relazioni interpersonali che si instaurano sul web occorre maggiore attenzione e consapevolezza. Recentemente un adolescente si è suicidato dopo un conto alla rovescia fatto pubblicamente sulla bacheca della sua pagina. Subito dopo il funerale sono comparsi migliaia di messaggi dispiaciuti, ma fino a un attimo prima nessuno se ne era preoccupato.

Il fatto di poter trovare di tutto sul web e di aver reso fruibile a chiunque qualsiasi tipo di informazione è senz’altro uno degli aspetti più rivoluzionari di internet, ma allo stesso tempo nasconde dei rischi altrettanto grandi. E la cronaca degli ultimi mesi regala casi esemplificativi. Su facebook qualche mese fa circa 7 mila utenti hanno giocato a fare i camorristi. Sullo stesso social network è comparso un gruppo contro i giudici Falcone e Borsellino. Sia questo, che l’applicazione sono stati fatti chiudere appena diffusa la notizia della loro presenza, ma il numero degli iscritti raccolti in pochi giorni indica come sulla rete, grazie anche all’anonimato, ci si faccia influenzare facilmente e facilmente si ceda alla violenza e alla volgarità perché, si spera, percepita solo virtualmente.

 

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Umbria, i teenager si indebitano per il gioco d’azzardo

Sale la febbre da videopoker e scommesse tra i ragazzi tra i 15 e i 19 anni, vittime anche di usurai. Sarebbero circa 16 mila i baby-giocatori. Allarme lanciato dalla Fondazione Umbria contro l’usura

PERUGIA - In Umbria è allarme dipendenza da gioco d’azzardo tra i minori. Sarebbero circa 16 mila nella regione i baby-giocatori tra i 15 e i 19 anni che hanno giocato d’azzardo almeno una volta, con una percentuale del 58% tra gli uomini ed il 33% tra le donne. Sono dati diffusi da una ricerca dell’Istituto di Fisiologia clinica del Cnr che, comparando i numeri  regionali a quelli nazionali, fa salire al 63% la media dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni che in Umbria hanno provato slot machine e videopoker, contro una media nazionale del 46 per cento. Numeri allarmanti che si intrecciano con un’altra e più grave emergenza, l’usura sui minori. E’ Alberto Bellocchi, presidente della Fondazione Umbria contro l’usura  e procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Perugia, a sollevare il velo su un fenomeno ancora in gran parte sommerso e poco esplorato.   “Le somme per cui i ragazzi s’indebitano per videopoker e scommesse vanno dai 300 ai 600 euro – afferma Bellocchi - ma possono portare i giovanissimi scommettitori a diventare oggetto di ricatto, anche da parte di adulti, frequentatori di locali dove si gioca ai videopoker o si scommette. All’inizio i prestiti riguardano cifre basse, ma con un tasso di interesse giornaliero anche del 10 per cento. Vale a dire del 3.500 per cento su base annua”. “Quando le giocate diventano frequenti e s’inizia a perdere c’è sempre qualcuno disposto a prestare i soldi- continua Bellocchi - il ricatto, ad esempio, per i minorenni può essere quello di sdebitarsi spacciando la droga per conto dei creditori. Infatti, non mancano le famiglie che si sono trovate in condizioni di disagio a causa dei debiti di un figlio”.   Ma il gioco compulsivo, pur essendo un fenomeno ormai inquadrato a livello statistico, non lo è altrettanto a livello epidemiologico. Stando sempre alla ricerca del Cnr, infatti, in Umbria tra i circa 30 mila giovani dipendenti da gioco d’azzardo, scommesse e videopoker, solo 30 nel 2009 sono stati in terapia nell’unica struttura regionale che ha avviato un percorso riabilitativo ad hoc per il gioco compulsivo: si tratta del Dipartimento Dipendenze della Asl 3 Foligno-Spoleto che, da progetto pilota, si candida ad essere capofila di una serie di servizi analoghi sull’intero territorio regionale. La Direzione regionale Sanità e Servizi sociali, infatti,  negli ultimi mesi ha spinto sull’acceleratore per costituire in ogni Asl un centro specializzato nella “ludodipendenza”. “In Umbria esiste una fascia giovanile da tenere sotto stretta osservazione – dichiara Angela Bravi, della sezione Salute mentale e dipendenze della Direzione regionale Sanità, commentando i dati diffusi dall’Istituto di Fisiologia clinica del Cnr. Allarme condiviso da Sonia Biscontini, psichiatra e direttore del Dipartimento Dipendenze della Asl 3 Foligno-Spoleto che raccomanda “di non lasciare mai soli i ragazzi per ore davanti al pc o a navigare liberamente in rete”. (mtm) 

 

Fonte: Redattore Sociale

Droga e alcol L’impegno di una società che deve educare

Il Giornale - Genova. Secondo i dati 2008 dell'Osservatorio Epidemiologico regionale per le tossicodipendenze sono circa 64 mila le persone in Liguria che hanno provato almeno una volta la cocaina e più di 300 mila quelle che hanno fatto uso di cannabis: la fascia di maggior consumo rimane quella tra i 15 e i 34 anni. Per non parlare degli alcolici: secondo la rivista medica The Lancet, nel 2009 le morti per consumo da alcol rappresentano il 52% di tutti i decessi nella fascia di età tra i 15 e i 54 anni. Un allarme che l'associazione Lighthouse Genova 12 ha raccolto e al quale ha dedicato il convegno «Per una società educante» ospitato dal liceo Andrea D'Oria: «L'associazione nasce con l'intento di dialogare con le istituzioni - spiega il presidente di Lhg12, Paolo Martinelli - I nostri obiettivi sono quelli di creare gruppi di lavoro concreto proprio per facilitare la cooperazione. Il primo sarà dedicato alla figura dell'amministratore di sostegno. Il tutto a titolo gratuito». Sulla stessa lunghezza d'onda i medici Giorgio Schiappacasse e Gianni Testino, che sottolineano l'importanza di inserire le associazioni nel percorso clinico di un paziente, dandogli la possibilità di sentirsi 'persona' e di reinserirsi nel contesto sociale. Applausi anche a Don Nicolò Anselmi: «L'adulto ha un ruolo determinante, è chiamato a dare il buon esempio e deve essere sostenuto nelle sue funzioni educative. Ma purtroppo quella dimensione famigliare di quartiere si è venuta a perdere, mettendo in difficoltà le famiglie che sono abbandonate al loro ruolo educativo senza nessun aiuto. Bisogna arrivare al concetto di società educante, nel quale tutti sono responsabili».

Droghe e informazione. Giovanardi lavora a censurare tv e giornalisti

'E' inammissibile, in un Paese dove muoiono piu' di 500 persone di overdose e abbiamo decine di migliaia di giovani nelle comunita' che tentano disperatamente di recuperarsi, che vengano date a livello di media e soprattutto della tv di Stato, delle informazioni totalmente fuorvianti': cosi' il sottosegretario Carlo Giovanardi, a margine di una riunione della Consulta nazionale sulle tossicodipendenze, parla della proposta di un codice di autoregolamentazione per le trasmissioni tv all'esame oggi del 'parlamentino' di esperti. L'iniziativa del sottosegretario, titolare delle politiche antidroga del Governo, prende spunto da puntate recenti delle trasmissioni 'Annozero' e 'Chiambretti night', in cui secondo Giovanardi il tema non e' stato trattato con le dovute cautele e raccomandazioni. Con questo documento, dunque, si vuole 'far presente alle autorita' preposte che e' inammissibile che, su un tema cosi' delicato come la droga, da una parte venga data un'informazione del tutto sbagliata anche dal punto di vista scientifico, e dall'altra non ci siano in trasmissione persone esperte che invece possano chiarire, specialmente ai minori, i pericoli che derivano dalla droga'. Tra dieci giorni, un apposito documento sara' inviato a una serie di autorita' tra cui il sottosegretario con delega per l'informazione e l'editoria, i presidenti della Rai, della Commissione Parlamentare di vigilanza dei servizi radio tv e dell'Agcom, i presidenti delle principali reti tv. 'Abbiamo ritenuto necessario cominciare a tracciare un codice di autoregolamentazione per la realizzazione di programmi televisivi e spot sul problema delle tossicodipendenze, molti di questi rivolti ai giovani e ai minori - ha spiegato Giovanardi - in quanto riteniamo che troppe volte l'informazione non è esaustiva sui pericoli e sulle conseguenze derivanti dal consumo di sostanze, troppo spesso fuorviante e strutturata in modo superficiale se non addirittura incentivante l'uso di droghe'. Queste, rende noto il Dipartimento, alcune delle conclusioni della seduta della Consulta: la comunicazione televisiva deve essere sempre supportata dall'evidenza scientifica; il messaggio deve tenere in alta considerazione il ruolo educativo e di sostegno ricoperto dagli adulti, sottolineare l'estraneità della maggior parte dei nostri giovani all'uso di stupefacenti per far comprendere che la "normalità" appartiene a coloro che sono fuori dal mondo della droga e che la tossicodipendenza è una malattia ma trattabile e guaribile. Infine, bisogna evitare la commercializzazione dell'outing da parte di personaggi famosi o addirittura l'esaltazione dell'uso di droghe. 'Durante la discussione in Consulta - rende noto ancora il Dipartimento - sono stati definiti alcuni principi, ridimensionando e rivalutando anche il ruolo dei cosiddetti esperti e raccomandando invece, per il futuro, un approccio piú chiaro, pragmatico contro l'uso delle droghe e scevro da filosofie in grado di generare solo dubbi, incertezze e confusione tra i giovani'. Il documento, aggiunge il Dipartimento, sarà pronto entro la prossima settimana, 'dopo aver acquisito ulteriori pareri e indicazioni per la stesura finale, escludendo per il momento il ricorso a nuove norme, ma stimolando il senso di responsabilità delle amministrazioni pubbliche e private che gestiscono la comunicazione televisiva'. Nella nota, il Dipartimento commenta infine la posizione del Coordinamento nazionale comunita' di accoglienza (Cnca), che oggi non ha partecipato alla riunione della Consulta in polemica con l'argomento all'ordine del giorno: 'Crediamo che, a volte, la ricerca di visibilità anche attraverso la premeditata assenza dalla discussione e dal confronto faccia perdere di vista le modalità corrette di confrontarsi, che sono alla base di tutti coloro che lottano per il contrasto della tossicodipendenza e che tentano di concentrare e coordinare i propri interventi anche con gli altri'.  'Non siamo contrari a priori, ma certamente gli esperti non possono essere imposti per legge': il presidente di Federserd (federazione dei servizi pubblici per le dipendenze), Alfio Lucchini, commenta cosi' la proposta, discussa oggi dalla Consulta nazionale degli esperti e degli operatori delle tossicodipendenze (di cui fanno parte molti dirigenti di Federserd), di un codice di autoregolamentazione per le trasmissioni tv che affrontano il tema della droga, che imponga la presenza in studio di un esperto. 'Non ci soddisfa certamente il livello attuale delle trasmissioni televisive che parlano di droga - precisa Lucchini - ma non e' un esperto che puo' cambiare l'approccio culturale al fenomeno, se questo approccio non e' sentito dal mondo della comunicazione'. Il problema infatti, per Federserd, e' il rapporto fra l'universo della comunicazione e quello dell'addiction. 'Noi - spiega Lucchini - abbiamo proposto in Consulta un percorso culturale: bisogna costruire insieme una diversa consapevolezza. Poi occorre superare l'ansia di dettare sempre nuove norme: e su questo punto molti componenti della Consulta si sono detti d'accordo con noi, esprimendo dubbi su un iter troppo normativo'. In conclusione, Federserd propone di organizzare occasioni di confronto e discussione tra mondo della comunicazione e mondo delle dipendenze. 'Pensiamo che questo percorso possa essere utile e debba precedere ogni eventuale azione di carattere istituzionale' conclude Lucchini. Giulio Manfredi e Nathalie Pisano (esponenti Radicali antiproibizionisti) hanno dichiarato: “Giovanardi continua il suo lavoro con coerenza e costanza: dopo aver consolidato il proibizionismo sulle droghe e quello sulle cure (è di pochi giorni fa la sua presa di posizione contro l’utilizzo di cannabinoidi nella terapia del dolore), ora cerca di imporre il proibizionismo sull’informazione. In tutte le trasmissioni televisive arriverà l’ “esperto di Giovanardi” (magari lautamente pagato con i soldi dei contribuenti) che spiegherà al pubblico cosa è bene e cosa è male. Niente di nuovo sotto il sole: il regime fascista, all’apice del consenso e della popolarità, istituì il Ministero della Cultura Popolare, che vigilava sulle pubblicazioni, censurando qualsiasi idea non conforme al regime. E’ quello il modello ispiratore di Giovanardi. Il Minculpop durò solo otto anni; speriamo che Giovanardi duri ancora meno....

 

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esami commissione medica per patente

ho la visita medico legale fra pochi giorni,sono un portatore sano di epatite b.
i miei esami vanno tutti bene compresi i cdt valore 0,9.
Il problema e che i got sono a 95 e i gpt 186 , gli altri vaanno bene .
Domanda; la patente sara' rinnovata, vi prego di rispondermi grazie

Contenuto Redazionale IN RISPOSTA A "SOS DEPRESSIONE"

 ABBIAMO PUBBLICATO LA RISPOSTA ALLA TUA DOMANDA NELL'AREA "DOMANDE AGLI OPERATORI"

SOS "depressione"

Ciao a tutti. vorrei sapere se dopo esser riuscito a nn farmi più e ad aver scalato definitivamente ormai da 20 giorni il Subutex riuscire a combattere la depressione! Già altre volte ci ero riuscito ma questo dannato fatto, il nn riuscire a trovare un completeo stato di benessere in passato mi ha cusato delle nuove ricadute! Ora sono come vi ripeto 20 giorni completamente pulito, ma depresso! Prima sprizzavo gioia da tutti i pori, ora nn più. Vorrei sapere se posso curare questa depressione però senza l' aiuto di medicinali. Se potete consigliarmi fatelo ve ne sarò grato. Aspetto vostre notizie. Vi ringrazio anticipatamente. Ciao

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