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Novità

Stretta su minicar e multe a rate, ecco il nuovo Codice della strada

Sulle autostrade divieto di vendere alcolici dalle 22 alle 6 (multe da 2.500 a 7.000 euro)

 

Roma - (Adnkronos) - Tra le altre novità del ddl, licenziato dal Senato, test antidroga per il rilascio della patente, limite a 60km per chi trasporta un bambino in moto o motorino, etilometro obbligatorio per i local

 

Possibilità di pagare a rate le multe (per chi ha un reddito fino a 15mila euro), 'stretta' sulle minicar truccate con 'stangata' per meccanico e proprietario, test antidroga per il rilascio della patente, limite a 60km per chi trasporta un bambino in moto o motorino. Sono queste alcune delle novità per il codice della strada introdotte dal Ddl approvato oggi al Senato, che ora deve tornare all'esame della Camera.

MINICAR: inasprimento delle sanzioni per chi trucca motorini e minicar, da 389 a 1.556 euro per il meccanico e da 148 a 594 per il proprietario. Introduzione dell'obbligo delle cinture nelle minicar.

 

 

TEST ANTIDROGA:

Obbligatori per il primo rilascio della patente e per il rinnovo di quella 'professionale'.

 

 

DROGHE:

possibilità di essere sottoposti ad esami con strumenti o di campioni di mucosa o del cavo orale quando c'è ragionevole dubbio che il conducente sia sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.

 

 

LICENZIAMENTO AUTISTA:

Chi ha subito la sospensione della patente professionale perché ubriaco o sotto gli effetti della droga può essere licenziato per giusta causa dal datore di lavoro.

 

 

DEROGA A PATENTE SOSPESA:

il prefetto può concedere deroghe alla sospensione della patente, a determinate condizioni, per recarsi al lavoro o per fini sociali.

 

 

ALCOL:

obbligatorio per locali ed esercizi pubblici possedere gli

etilometri

. Inoltre, scatta dalle 3 di notte il divieto di vendere le bevande alcoliche nei locali notturni. Negli Autogrill sulle autostrade divieto dalle 22 alle 6 (multe da 2.500 a 7.000 euro) e dalle 2 alle 7 per la somministrazione di bevande alcoliche (multe da 3.500 a 10.500 euro). Ancora, gli autotrasportatori e chi ha preso la patente entro tre anni non potrà bere alcolici prima di mettersi alla guida (multe da 155 a 624 euro).

 

 

MULTE DIVISE TRA ENTI E COMUNI

: i proventi delle sanzioni per eccesso di velocita' sono al 50% dei proprietari delle strade e al 50% dagli enti locali. Inoltre, i proventi delle sanzioni amministrative e pecuniarie vanno destinati alla manutenzione stradale, alla polizia e all'istruzione sulla sicurezza stradale.

 

 

MULTE A RATE:

chi ha un reddito fino a 15mila euro puo' rateizzare il pagamento delle multe superiori a 200 euro. Inoltre, e' ridotto fino a 60 giorni il termine per la notifica delle multe.

 

 

BAMBINI:

chi trasporta su un motociclo un bambino (fino a un metro e mezzo di altezza) non deve superare i 60 km/h. Per i minori dai 5 ai 12 anni e' obbligatorio un apposito seggiolino di cui sara' il ministero dei Trasporti a definirne le caratteristiche. Sulla bici il casco per i ragazzi fino a 14 anni è obbligatorio.

 

 

CICLISTI:

chi commette una infrazione con la bicicletta pagherà una multa ma non vedrà tolti i punti dalla sua patente. Inoltre, nessuna sanzione se si parcheggia la bici sul marciapiede o nelle aree pedonali.

Francia Il test che rivela lo spinello e i genitori diventano "spioni", Repubblica.it

 

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"spioni"

Il test Narcocheckpresto in commercioin Francia

PARIGI - Si chiama Narcocheck e secondo alcuni specialisti è destinato a seminar zizzania in famiglia, ad avvelenare i rapporti tra genitori e adolescenti. Narcocheck, un nome dietro cui si cela un test semplicissimo e (a quanto pare) affidabile per rivelare la presenza nell'organismo di tetraidrocannabinolo, nome impronunciabile che in realtà indica il principale e più noto principio attivo della canapa indiana. In pratica, un test che serve a verificare se vostro figlio fuma o ha fumato spinelli e che è anche in grado di rivelare se è un fumatore regolare o sporadico. Venduto su internet al modico prezzo di 8,90 euro, dovrebbe presto arrivare nelle farmacie francesi. Il prodotto è semplice da usare: basta metterlo nell'urina per rivelare la presenza di Thc (il tetraidrocannabinolo). Sarebbe affidabile al 98 per cento ma ha anche un'altra particolarità: può determinare la quantità di hashish o marijuana fumata. Le tre stanghettine graduate che compongono il test servono infatti a determinare la concentrazione di Thc: se una delle tre è ancora positiva dopo tre settimane, allora si tratta di un fumatore regolare. Il prodotto non è destinato specificamente ai genitori, ma è evidente che sono loro il pubblico cui mira la casa produttrice. Lo spinello spaventa e si diffonde sempre più Oltralpe, paese in cui anche la detenzione per uso personale è punita dalla legge. E il test potrebbe essere una tentazione per chi vuol scoprire i comportamenti dei figli, spesso enigmatici negli anni dell'adolescenza. Naturalmente, la casa produttrice sostiene che il test va fatto con l'accordo dei ragazzi, ma nelle situazioni un po' delicate può saltar fuori la tentazione di fare il test di nascosto.

Gli esperti, in ogni caso, non vedono di buon occhio il Narcocheck. Due di loro, intervistati dal Parisien, hanno espresso i loro dubbi, in particolare lo psichiatra Dan Velea: "Accanto a persone aperte alla discussione, ci saranno senz'altro genitori che obbligheranno un figlio a sottoporsi al test. E' umiliante, violento, si penetra nell'intimità dell'altro. C'è da scommettere che alcuni genitori cercheranno di fare il test all'insaputa dei ragazzi". La psicologa Elisabeth Rossé non la pensa molto diversamente: "Ricorrere al test può rassicurare i genitori, ma è ipotizzabile solo se le due parti sono d'accordo". Posizioni che naturalmente non trovano eco in Frédéric Rodzynek, gestore di Narcocheck. Il quale caldeggia, certo, la ricerca di un consenso, ma si fa paladino della prevenzione a tutti i costi: "I genitori possono verificare se loro figlio ha bisogno di andare rapidamente da un tossicologo. Smettiamola di dire che fumare uno spinello non è niente. Di fronte alla cannabis, i genitori devono svolgere il ruolo di una vedetta, noi li aiutiamo".

 

E in Duomo si fa largo il primo rave musicale silenzioso

Giorgia si dimena sotto la pioggia battente. Muove mani, bacino e sedere come fosse in pista. E intorno a lei si agita tutta la folla danzante. Sembra di essere in discoteca. Peccato però che siamo in pieno centro di Milano e che non ci sia nessuna musica. O meglio, le note ci sono, ma rimpallano solo tra le cuffie e le orecchie degli improvvisati ballerini della domenica. Mentre intorno i passanti assistono attoniti alla scena.È il primo esperimento in Italia di «silent rave». In pratica, un party musicale silenzioso. Perché non ci sono casse o dj e chi non partecipa non sente nulla. La musica è solo quella pompata dall’I-Pod. Centinaia di cuffie, ma una sola canzone da ascoltare e ballare in contemporanea. Per l’occasione, gli organizzatori milanesi hanno scelto «Voodoo People» dei Prodigy. Un inno alla dance più rimbombante. Alle 16 e 20 i ravers silenziosi si trovano in Cordusio. L’obiettivo dichiarato è battere il record di affluenza a un evento simile registrato a Londra nel 2007. Allora furono 4mila i partecipanti. Oggi, complice la pioggia a catinelle, ci si ferma a poche centinaia. Molti sono giovanissimi. Sono stati arruolati tramite Facebook e gli altri social network. Da mesi, infatti, il passaparola si diffondeva nella rete. Ma le speranze degli organizzatori sono andate un po’ deluse. Uno di loro, Niccolò, conferma: «Purtroppo la pioggia ci ha messo i bastoni tra le ruote. E poi per l’evento di Londra il tam tam delle radio aveva contribuito ad attirare gente, mentre noi qui a Milano abbiamo fatto tutto da soli. Però siamo qui per divertirci e ci divertiremo lo stesso».Il «rave» inizia poco dopo le 16 e 30. Giorgia si infila le cuffie. Via alle danze. Si forma un lungo serpentone che si mette in marcia verso il Duomo. In via dei Mercanti il corteo incrocia la manifestazione indetta dal popolo viola per ricordare Peppino Impastato. L’agitatore Piero Ricca (salito alle cronache per aver dato del buffone a Berlusconi) quasi non ci crede. Al suo comizio poche decine di persone, mentre centinaia di giovani danzano impazziti sotto la pioggia senza un motivo. Non sa farsene una ragione. E allora sbraita al megafono in pieno stile dipietrista un «vergognatevi» indirizzato ai ravers. Ma nessuno lo ascolta. Nemmeno i curiosi senza cuffie.Nel frattempo il ballo di gruppo continua. Il fiume di mani al cielo attraversa piazza Duomo e sfocia in San Babila. Addirittura c’è chi si unisce pur non capendoci nulla. Un'onda di allegria travolge tutti. Mentre c’è chi ignaro si domanda se l’Inter non abbia vinto lo scudetto in anticipo e si stia già festeggiando. Non è così. Giorgia non segue nemmeno il calcio. «Sono qui solo per passare una domenica diversa con altri giovani che non conosco - dice mentre scoccano le cinque e pian piano tutti si sfilano le cuffie -. E devo dire che mi sono divertita un sacco». Sicuramente di più di chi si è sorbito i soliti «vaffa» di Ricca e soci.

Il Giornale.it

Solidarietà ai ragazzi di Semitalia

 Il 28 aprile 2010 i due titolari della ditta Semitalia sono stati arrestatiper la vendita di semi di cannabis (o più precisamente per istigazione, proselitismo, induzione al reato, il tutto collegato comunque alla vendita di semi di cannabis). Attività perfettamente legale secondo le leggi vigenti nel nostro Paese che riportiamo a fine articolo. 

Tutt’oggi queste persone si trovano in carcere (a Sollicciano, Firenze). E’ in corso una richiesta di scarcerazione al Tribunale della libertà di Trento (da cui è partita l’indagine che ha portato all’arresto dei due).

 

L’arresto di queste persone è un fatto gravissimo, un’ingiustizia inaccettabile. Si tratta di onesti commercianti, che svolgono con passione e impegno un’attività che, ripetiamo, in Italia è assolutamente legale. Uno di loro è addirittura vicepresidente del consiglio comunale di Vicchio (Firenze), quindi impegnato anche nell’amministrazione pubblica. Sono persone che hanno scelto di lavorare in un settore particolare e alternativo, ma non per questo illegale. Sono persone che pagano regolarmente le tasse, seguite da regolari commercialisti e forniti di tutte le autorizzazioni necessarie a fare del commercio in Italia. 

Vogliamo continuare a credere e a fidarci della Giustizia e dei Giudici italiani, ci uniamo quindi all’appello di scarcerazione lanciato in questi giorni da più parti.  

Massima solidarietà quindi ai ragazzi di Semitalia. Questo è il nostro messaggio per fargli capire che ci siamo e che da qui noi non ci muoviamo. Continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto, a testa alta.L’invito è quello di diffondere questo comunicato su siti, blog, forum, ecc, per condividere con noi la solidarietà espressa e sensibilizzare l’opinione pubblica su questo episodio. 

Riportiamo di seguito le leggi relative al commercio di semi di cannabis in Italia (alcune parti estrapolate da precedenti sentenze) e vi chiediamo intanto di divulgare questo articolo per dimostrare come sia del tutto INCREDIBILE essere arrestati per un fatto del genere:I semi di cannabis sono esclusi dalla nozione legale di Cannabis, ciò significa che essi non sono da considerarsi sostanza stupefacente (L. 412 del 1974, art. 1, comma 1, lett. B; Convenzione unica sugli stupefacenti di New York del 1961 e tabella II del decreto ministeriale 27/7/1992). In Italia la coltivazione di Cannabis è vietata (artt. 28 e 73 del DPR 309/90) se non si è in possesso di apposita autorizzazione (art. 17 DPR 309/90). Pertanto tali semi potranno essere utilizzati esclusivamente per fini collezionistici e per la preservazione genetica. Questi semi sono commercializzati con la riserva che essi non siano usati da terze parti in conflitto con la legge. Chi commercializza tali prodotti si solleva da ogni e qualsiasi responsabilità derivante dall’uso improprio di tali prodotti.La commercializzazione di semi di cannabis, anche in presenza della commercializzazione di altri elementi o strumenti per la coltivazione in genere (e non necessariamente specificamente per la cannabis) non configura il reato di “istigazione al consumo di sostanze stupefacenti”.

Matteo ”Ecko”(amministratore del portale www.enjoint.com – direttore editoriale della rivista Dolce Vita)

 

USA - Droga. La parola 'tossicodipendente' incentiva atteggiamenti stigmatizzanti, studio

  Un'interessante analisi condotta da due psichiatri del Massachusetts General Hospital di Boston, pubblicata sulla rivista International Journal of Drug Policy, rivela come la terminologia utilizzata in riferimento a persone con problemi di tossicodipendenza riesca ad influenzare l’atteggiamento, anche di medici professionisti. Ad esempio, riferirsi a un individuo come "tossicodipendente", invece di "persona con disturbo da uso di sostanze",  evoca giudizi diversi sull’autoregolamentazione comportamentale (scelta o impulso incontrollabile), sulla colpevolezza, sulla minaccia sociale e sui provvedimenti da prendere di tipo legale o terapeutico. L’indagine ha coinvolto circa 700 medici di salute mentale a cui è stato proposto un breve questionario con una vignetta che utilizzava una delle due terminologie, e una serie di affermazioni rispetto alle quali esprimere la propria opinione. Gli items indagavano come veniva percepito il problema tossicodipendenza e le cause, se il protagonista era percepito come una minaccia sociale in grado di controllare l’uso della sostanza, e se dovesse ricevere un intervento punitivo o terapeutico. I risultati rivelano che i soggetti assegnati alla vignetta con la persona “tossicodipendente” si mostravano d’accordo nel ritenere il personaggio responsabile della propria condizione e, quindi, favorevoli a prendere misure d’azione punitive nei loro confronti. Pertanto, anche tra i professionisti altamente qualificati, l'esposizione a questi due diversi termini comunemente usati può evocare giudizi diversi, e il termine comunemente usato "tossicodipendente" può perpetuare atteggiamenti stigmatizzanti. (DrogaNews)

 

Notiziario Aduc

Liberal Democratici Inglesi chiudono la campagna elettorale con la legalizzazione della cannabis

 

Nick Clegg(Insostanza.it) Nick Clegg é indubbiamente un politico coerente. Nel 2002 da europarlamentare chiarì con decisione il suo punto di vista sul sistema droga, definendo la necessità di un'azione integrata che mirasse a punire il narcotraffico a fronte di una maggiore tolleranza su autoproduzione e consumo della cannabis.

A questo punto, dopo l'exploit della campagna elettorale - i cittadini inglesi votano oggi per il nuovo parlamento e i Lib Dem puntano alla quota record di 80 seggi - il candidato dei Liberal Democrats non si é rifugiato nel politically correct ed ha scelto di chiudere la corsa insperata verso Downing Street parlando esplicitamente delle misure che il suo partito intende promuovere in tema di sostanze stupefacenti.

Sul sito web dei Lib Dem, Clegg ha spinto per la pubblicazione delle posizioni (per alcuni "estremiste") su legalizzazione della cannabis, somministrazione controllata dell'eroina per i dipendenti patologici e soprattutto politiche di riduzione del danno in contrapposizione alla repressione generica del fenomeno.

Già nel 2007 Clegg dichiarò che in tema di categorizzazione delle sostanze stupefacenti era necessaria "una revisione totale del sistema in modo che la classificazione sia basata sui fatti piuttosto che sull'umore di qualche tabloid o ministro" e nel 2010 le idee del partito sono rimaste le stesse arricchendosi di nuovi e interessanti spunti di proposta poggiati su un'interpretazione, peraltro in linea con le indicazioni del World Drug Report 2009, delle informazioni indipendenti sul tema.

I dati sul consumo di stupefacenti "illeciti" nel Regno Unito (un inglese su quattro - tra i 16 e i 24 anni - ha utilizzato droghe illegali nell'ultimo anno e uno su dieci lo fa con una certa sistematicità, percentuali che rimangono pressochè costanti anche nei giovanissimi dagli 11 ai 15 anni) devono essere letti, secondo Clegg, come un incentivo al ritenere l'uso eccessivo di droghe come un "problema di salute pubblica" e non un oggetto quasi esclusivo della repressione poliziesca, che andrebbe invece "orientata precisamente sugli spacciatori e sulle organizzazioni criminali di narcotraffico".

"La legge deve diventare credibile" scrivono i Liberal Democrats, consentendo, per quanto riguarda la cannabis, l'uso personale, l'autoproduzione, l'utilizzo in ambito medico e l'offerta sociale per adulti - sul modello olandese - tramite il circuito dei coffee shop. Con tale revisione del Misuse of Drugs Act, accompagnata dall'introduzione della somministrazione controllata, in ambienti sanitari, di sostituti dell'eroina per gli eroinomani, dalla riduzione dell'ecstasy dalla Classe A alla Classe B e infine dall'orientamento verso trattamenti comunitari in sostituzione della detenzione, Nick Clegg ha dichiarato che gli inglesi otterrebbero risultati insperati nell'arginamento dei costi medici, sociali ed economici legati all'uso e abuso di stupefacenti.

Soprattutto Clegg ha puntato l'attenzione verso il tema della ricerca e dell'indipendenza degli organi di indirizzo in tema di droga. "La Drug Commission deve essere indipendente dal governo e deve avere anche il compito di valutare gli effetti dell'uso e abuso di sostanze legali, come l'alcol, tabacco e solventi allo stesso modo con cui si interessa delle sostanze illegali".

Vedremo quanti e quali cittadini brittanici gli daranno ragione.

Alcol: gli adolescenti più influenzati dai coetanei che da calciatori o cantanti

Si tende a dare più attenzione ai comportamenti di conoscenti od amici

 

(M. Clerici, Newsfood.com) Quando si tratta di decidere sul consumo di alcol, i giovani copiano più i loro compagni che i personaggi dello spettacolo o le star dello sport.

Lo sostiene una ricerca dell'University of Manchester (Gran Bretagna) e dell'University of Western Sidney (Australia), diretta dal dottor Kerry O'Brien e pubblicata su "Drug and Alchol Review".

Obiettivo degli studiosi era stabilire quanto le cattive abitudini dei personaggi famosi, ripresi ubriachi o durante feste ad alto tasso alcolico, influenzassero i fan più giovani.

Allora, sono stati selezionati 1000 giovani, provenienti da Australia e Gran Bretagna, sia praticanti sport che non. A tutti loro è stato chiesto di compilare un questionario sul consumo personale di alcolici.

Le risposte hanno messo in luce come la maggioranza dei ragazzi vede gli atleti come dei personaggi totalmente (o quasi) estranei al bere; questo perché, ipotizzano gli studiosi, perché si ritiene che essi vogliano mantenere la forma fisica.

 

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GIOCO D'AZZARDO: ITALIA AL PRIMO POSTO NEL MONDO

Ce.S.D.A - aL'Italia, con i suoi 890 euro di spesa media procapite all'anno, è la capitale mondiale del gioco d'azzardo. Lo afferma il Codacons, che sulla questione ha avviato studi e diverse iniziative legali a tutela dei giocatori.Il proliferare di concorsi, lotterie, gratta e vinci, e l'avvento dei giochi online (in primis il videopoker) ha fatto aumentare di anno in anno il numero di giocatori e le somme spese per rincorrere la fortuna, al punto che oggi la spesa media procapite è pari a circa 890 euro annui.Nel 2009 - spiega l'associazione - il comparto del gioco pubblico ha registrato incassi pari a 53,4 miliardi di euro. I giocatori sono circa 28 milioni, ma quelli abituali sfiorano quota 7 milioni. Di questi circa 750.000 presentano patologie legate al gioco e circa 80.000 vere e proprie forme gravi di dipendenza. Una vera e propria piaga sociale - prosegue il Codacons - che getta sul lastrico le famiglie, crea indebitamento e spesso sfocia in suicidi e altre tragedie, e che si sta diffondendo ora anche tra i più giovani. Proprio in questi giorni partirà, grazie ai Monopoli di Stato, una importante ricerca volta ad accertare effettivamente come e perchè si diventa dipendenti dal gioco. "La nostra proposta per tutelare i giocatori - spiega il Presidente Codacons Carlo Rienzi - è di indicare chiaramente per ogni gioco o concorso la probabilità di vittoria, e avvisare circa la possibilità di forme di dipendenze, così come avviene sui pacchetti di sigarette'. Fonte: Codacons

Codice strada,sì Senato a modifiche:restrizioni su alcol minicar

ROMA (Reuters) - Il Senato ha approvato oggi il disegno di legge che modifica il codice della strada, e che introduce una serie di misure restrittive su uso di alcol, minicar e biciclette, anche se il testo deve tornare alla Camera per l'approvazione definitiva.

Il ddl è stato approvato dalla maggioranza di centrodestra - Pdl e Lega - con l'astensione dell'opposizione.

Diverse le novità, anche se una serie di provvedimenti annunciati - e al centro di polemiche, come il limite di 150 km orari in autostrada, il casco obbligatorio per ciclisti o l'esenzione dalla patente a punti per i conducenti di 'auto blu' - non compaiono nel testo approvato oggi.

Aumentano le multe per i veicoli inquinanti e quelle per eccesso di velocità, e vengono inasprite anche le sanzioni per chi usa moto e 'minicar' con motore truccato. Minicar che non potranno essere guidate da chi si è visto ritirare la patente, e che dovranno essere provviste di cintura di sicurezza.

Gli automobilisti fermati per guida in stato di ebbrezza o dopo aver assunto stupefacenti potranno fare lavori di pubblica utilità in alternativa al carcere o a una pena pecuniaria, ma solo se non avranno causato incidenti stradali.

E' vietato l'uso di bevande alcoliche prima di mettersi alla guida per 21enni, coloro che hanno la patente da tre anni e per i conducenti di pullman, bus, camion. Invece, chi ha la patente C, C+E, D, D+ E dovrà esibire un certificato in cui si attesta che non fa uso di sostanze stupefacenti e non è alcolista.

Annullata la norma che prevedeva l'uso del casco per i ciclisti, l'obbligo rimane comunque per i minori fino a 14 anni. Mentre chi porta i minori dai 5 ai 12 anni in scooter dovrà farlo con apposito seggiolino.

I locali pubblici che vendono alcol dopo l'una di notte dovranno disporre di un etilometro a disposizione dei clienti, per controlli volontari.

Infine, tra le altre modifiche, la previsione che la metà dei proventi delle multe per eccesso di velocità vada all'ente proprietario della strada (per esempio, una Provincia) e l'altra metà all'ente che dispone l'accertamento (per esempio, i vigili urbani).

sono disperato..

Caro lettore, abbiamo spostato la tua richiesta da questa zona del sito che è dedicata alle notizie, all'area DOMANDE AGLI OPERATORI dove nei prossimi giorni potrai leggere anche la nostra risposta.

Grazie,

La Redazione

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