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Novità

COLOMBIA: LO SDRADICAMENTO DELLA COCA

 Calamar è una cittadina nella provincia Colombiana di Guaviare, un tempo famosa per la produzione di grosse quantità di cocaina. Fino al 2001 era controllata dalle Farc, un'organizzazione della guerilla comunista che utilizzava il commercio della droga per finanziare le sue operazioni. Ora è altamente protetta dalla polizia e dalle forze militari. Come parte del 'Piano Colombia' gli Stati Uniti continuano a sovvenzionare gli sforzi del governo colombiano per sradicare le coltivazioni di coca spruzzando pesticidi. Un gruppo di ricercatori dell'Ecuador è venuto in Colombia per studiare le conseguenze del pesticida. I nas dell'ambasciata americana di Bogotà dicono che il pesticida (glifosate) spruzzato non costituisce nessun pericolo per la salute umana, ma per chi è stato 'spruzzato' la vita è cambiata e, di molto, senza contare che anche le produzioni di agricoltura legale hanno subito gravissime conseguenze. Si è così passati allo sradicamento manuale - www.progettosteadycam.it

ITALIA - Un adolescente su cinque ha fumato cannabis

Il 20,8% degli adolescenti italiani ammette di aver fumato cannabis o marijuana, contro un'ampia fascia di ragazzi che non ha mai avuto esperienze di questo tipo (79,2%). E' quanto risulta dal decimo "Rapporto Nazionale sulla Condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza", presentato oggi a Roma da Eurispes e Telefono Azzurro, che ha interpellato circa 2.500 bambini (7-11 anni) e ragazzi (12-19 anni)
In particolare, il 25,7% dei ragazzi ha fatto uso di marijuana o hashish contro il 18,5 delle coetanee del sesso opposto. La maggior parte (46,2%) dei ragazzi che hanno ammesso di fumare canne potrebbe essere definito un fumatore occasionale, dal momento che dichiara di consumare marijuana circa una o due volte l'anno. A tale percentuale si affianca quella di coloro che lo fanno una volta al mese (21,7%).
Piu' assiduo nel consumo di cannabis e' il 12,2% dei ragazzi che afferma di fumarne una a settimana.
Gli abitue' del consumo di cannabis sono il 10,8% e ne fanno uso piu' volte al giorno. Scende, invece, la percentuale di coloro che fumano canne una volta al giorno (4,2%). L'abitudine all'uso di sostanze stupefacenti appare maggiormente evidente nei ragazzi che hanno un'eta' compresa tra i 12 e i 15 anni. Nel complesso (42,8% dei casi), infatti, essi dichiarano di fumare canne con una frequenza che varia da una volta a settimana (14,3%) a una (6,1%) o piu' volte al giorno (22,4%). Secondo le opinioni raccolte, non esiste un luogo in particolare dove piu' frequentemente i ragazzi si ritrovano per fumare canne. Il 40,6%, infatti, dice di consumarle ovunque gli capiti. Per il 20,3%, invece, il luogo migliore e' la strada o i giardini pubblici. Una percentuale pari al 18,9%, poi, lo fa spesso in casa di amici. Altri luoghi, come la discoteca (5,6%) o la scuola (4,5%), non sono considerati dagli adolescenti il posto migliore per 'rilassarsi' aspirando un po' di marijuana o di hashish. L'1% lo fa tranquillamente in casa propria.
Per approfondire ulteriormente il discorso sulla diffusione delle droghe leggere, agli autori dell'indagine e' sembrato opportuno chiedere al campione di esprimere un'opinione personale sull'argomento. La maggior parte degli adolescenti (36%) non e' attratto da questo tipo di esperienza che, nel 27,3% dei casi, viene considerata un comportamento sbagliato e pericoloso. Non manca comunque chi ritiene che fumare canne senza esagerare non procuri alcun danno (19,7%).
I ragazzi ad ogni modo hanno una buona conoscenza riguardo alle conseguenze che l'uso di cannabis puo' comportare: l'84,5% afferma che uno dei rischi piu' probabili e' rappresentato dai danni neurologici, l'83,4 che canne possa compromettere la capacita' di mantenere alta l'attenzione mentre si guida, l'81,8% ritiene che ci siano effetti dannosi sulla capacita' della memoria e di concentrazione (81,6%).
Buona parte dei ragazzi, inoltre, ritiene che fumare canne voglia dire assumere sostanze psicotrope che producono dipendenza (74,7%) e sono capaci di rendere il carattere piu' irritabile (66,2%). Su valori percentuali tendenzialmente piu' contenuti si trova l'opinione di coloro che ritengono che fumare canne aiuti a rilassarsi (37,4%) e alleggerisca lo stress di situazioni complicate (28,4%). Il 28% e' dell'idea che fare uso di cannabis conferisca a chi adotta tale pratica un atteggiamento 'da grande' e che, in alcuni casi, rappresenti un modo per socializzare all'interno del gruppo dei pari (18,8%).
Ancora in materia di fumo, ma per quanto riguarda il solo tabacco, il 30,8% dei ragazzi ammette di fumare, ma la maggior parte di loro si dichiara non fumatore (69,8%). Ad avere questa abitudine sono prevalentemente le ragazze (31,6%), parallelamente i ragazzi tendono ad evitare tale comportamento (70,8%). Al Nord-Est e' piu' facile che i ragazzi accendano una sigaretta (42,7%), ma si riscontrano percentuali abbastanza consistenti anche nelle Isole (39,5%) e nel Centro (32%). Al crescere dell'eta' dei ragazzi aumenta anche la propensione a fumare: lo fa il 39,3% dei 16-19enni, contro il 17,9% dei piu' piccoli. La maggior parte del campione, il 40%, fuma una sigaretta ogni tanto. Inoltre, esiste un'elevata percentuale di ragazzi che ammette di fumare meno di dieci sigarette al giorno (31,9%).
Inferiore appare la percentuale di coloro che hanno l'abitudine di fumare tra le dieci e le 15 sigarette nell'arco di una giornata (16,8%). I valori continuano a scendere ulteriormente man mano che aumenta la quantita' nicotina assunta: appena il 6,9% consuma quasi un pacchetto al giorno e solo il 2,6% si spinge oltre tale livello.
Moltissimi (67,4%) hanno acceso la prima sigaretta spinti dalla curiosita' di provare la sensazione di aspirarne una boccata. Gli altri perche' il gesto di tenere tra le dita la sigaretta dava loro la sensazione di essere piu' grandi (10,9%), per emulazione degli atteggiamenti osservati in famiglia (7,8%) o nel gruppo dei pari (3,8%). Nel 6,6% dei casi, poi, i ragazzi affermano che hanno assunto l'abitudine di fumare perche' e' un gesto che rilassa e ammazza la noia (1,4%).


 

Aduc Droghe

 

Donna: ansia e stress


 

    (tantasalute.it) - Uno studio condotto dalle Farmacie Venete, “Stili di vita, stato di salute psicofisica delle donne”, è il primo studio osservazionale case-control ad essere realizzato dalla Università di Verona e dalla Commissione delle Pari Opportunità della Regione Veneto.

     

La ricerca ha analizzato un campione di 11.357 donne e 249 farmacisti: l’analisi mira a valutare quante donne usino sostanze psicotrope per affrontare il quotidiano. I risultati parlano di un 34% che affronta i propri problemi con il supporto di psicofarmaci, mentre il 66% non ne fa uso.

 

La donna che ne fa uso ha una età media di 52 anni, non è seguita da un medico specialista in psicologia o in psichiatria e anche se usa medicinali per calmarsi ha mediamente una buona vita matrimoniale e svolge il suo lavoro in autonomia.

 

Il motivo per cui le donne hanno cominciato a soffrire di stress e ansia al punto di dover fare uso di sostanze psicotrope è legato più spesso alla morte di un parente stretto, problemi famigliari o affettivi intercorsi, difficoltà economiche, il 6% problemi di violenza tra le mura domestiche.


 

Il consumo è a base di ansiolitici, psicotropi, antidepressivi nel 19% dei casi: statisticamente prevalgono altri tipi di medicinale, come i farmaci cardiovascolari, per l’apparato gastrointestinale e il metabolismo e per l’apparato muscolo scheletrico.

 

Fonte: Salute Europa

revisione patente

ciao,sono un ragazzo siciliano che dopo non aver frequentato il sert spontaneamente ,il commisariato di polizia ha trattenuto i miei documenti(patente passaparto,per tre mesi).Dopo questo periodo tutto mi è stato restituito,ma la motorizzazione mi ha mandato in commissione medica per la revisione della mia patente.Ho frequentato il sert con ottimi esiti e successivamente,la commissione mi ha dato la mia patente per un anno.la mia domanda è:per quale motivo,nel momento in cui avessi frequentato il sert nel primo periodo tutta questa prassi della commissione non esisteva come è successo ha molte persone che conosco,e ed invece successivamente al mio rifiuto e la trattenuta da parte della polizia della mia patente,ed avendo poi frequentato correttamente il sert,spunta questa cosa della commissione e monitoraggio per diversi anni?

Le diete yo-yo creano dipendenza

Dopo le rinunce torniamo ad abbuffarci per scacciare sensazioni negative simili a quelle provate durante l'astinenza da alcol e droghe

http://www.corriere.it/Media/Foto/2009/11/17/DIETA_B1--180x140.jpgMILANO - A chi non succede durante le feste natalizie, in avvicinamento a grandi passi? Fra cene e pranzi di Vigilia, Natale e Santo Stefano si esagera; poi, contriti, nei due o tre giorni successivi ci si mette a stecchetto; ma riecco il cenone di fine anno e il pranzo di capodanno a tentarci con mille ghiottonerie; dopo, via di nuovo coi digiuni fino ai dolciumi della Befana. Bene, una quindicina di giorni di questo genere e siamo probabilmente candidati a diventare cibo-dipendenti, stando ai risultati di una ricerca pubblicata sui Proceedings of the National Academy of Sciences.

TOPOLINI – Certo, i protagonisti dello studio sono 155 topini di laboratorio; ma i dati ottenuti da due ricercatori italiani in forze alla Boston University School of Medicine, Pietro Cottone e Valentina Sabino, in collaborazione con Luca Steardo dell'Università La Sapienza di Roma, fanno di sicuro riflettere. Gli studiosi hanno diviso gli animali in due gruppi: senza nessuna restrizione quantitativa, quelli nel primo gruppo potevano mangiare cibo normale per roditori; i topini nel secondo invece mangiavano per cinque giorni crocchette standard, poi per due giorni bocconcini elaborati, ricchi di zuccheri e molto gustosi (al sapore di cioccolato, evidentemente anche i topi ne sono ghiotti), poi di nuovo cibo normale. L'effetto della dieta a intermittenza sul comportamento degli animali sembra ricalcare da vicino quello che anche noi proviamo sulla nostra pelle quando ci troviamo davanti verdure lesse e sogniamo un pandoro: davanti al cibo standard i topolini che avevano provato i bocconcini al cioccolato apparivano svogliati, non mangiavano granché, erano perfino un po' ansiosi; quando tornavano le prelibatezze, eccoli di nuovo pimpanti, di buonumore, e soprattutto pronti a stra-mangiare. Nulla di tutto questo succedeva invece ai topini «morigerati», che si alimentavano sempre con crocchette standard...

 

Continua su corriere.it

 

Elena Meli

FIDENZA: Vietato fumare all'aperto nuova ordinanza anti-degrado

 

Repubblica Parma

-A Fidenza c'è un'area dove tutto è vietato, perfino sedersi sul bordo delle aiuole, tenere alta la musica dello stereo o fumare una sigaretta in uno spazio verde. Pena, multe salatissime. La Carta della sicurezza nata a Parma oramai fa scuola. Dopo la recente ed ennesima ordinanza diramata da Pietro Vignali a Parma, quella anti prostituzione in casa, il comune di Fidenza rilancia con un nuovo giro di vite, questa volta contro "schiamazzi e vandalismi".

L'area interessata è quella detta di "San Michele", laddove d'ora in poi tutto - o quasi - sarà vietato. Dopo ripetuti episodi di inciviltà e disturbo della quiete pubblica, arriva infatti una precisa leggina per evitare vandalismi e risse: in via Ghiozzi, via Berenini nel tratto da vicolo Ronchey a via Costa (

foto di via Berenini da navecorsara.it

), via Don Maffacini, via Carducci, via Malpeli (nel tratto tra via Don Maffacini e via Carducci) e in tutta l’area verde denominata “San Michele”, sarà vietato ogni comportamento elencato nell'ordinanza del sindaco Mario Cantini.  L'elenco è lungo: vietato consumare in luogo pubblico bevande alcoliche di qualsiasi gradazione, ad eccezione del consumo nei locali e negli spazi concessi agli esercizi pubblici di somministrazione. Vietato abbandonare qualunque contenitore vuoto di alimenti o bevande fuori dai cestini getta-carta. Vietato sedersi sulle scale o sui bordi delle aiuole, di bivaccare o sistemare ogni tipo di giaciglio, anche davanti alle porte, nonché di utilizzare le aree per soddisfare i propri bisogni corporali.

Più precisamente dalle  20alle ore 7nell’area interessata dall’o rdinanza è vietato vendere e somministrare bevande alcoliche di qualsiasi gradazione, parcheggiare le auto con strumenti audio che si sentano all’esterno degli stessi veicoli e fumare nell’area verde.

Chi viola i divieti sarà punito con multe salate. Ecco il tarriffario.

Consumo di

bevande alcoliche

in luogo pubblico:

400 euro

Abbandono di

contenitori di cibo e bevande

in luogo pubblico:

500 euro

Uso delle aree pubbliche per soddisfare i

bisogni corporali

:

500 euro Bivacco

in luogo pubblico:

300 euro Sedersi sulle scale

o le aiuole:

300 euro

Vendita e somministrazione di bevande alcoliche dalle ore 20.00 alle ore 7.00:

400 euro

Parcheggio di

auto con strumenti audio

che si sentano all’esterno del veicolo:

250 euro Fumare

nell’area verde:

100 euro

Mancato rispetto dell’orario di chiusura degli esercizi pubblici autorizzati ex legge regionale 14/2003, degli esercizi di vicinato autorizzati ex D.Lgs 114/98, dei laboratori artigianali, delle attività di vendita o servizio alla clientela:

250 euro (16 novembre 2009)

Cyberterapia, un nuovo alleato per chi vuole smettere di fumare

    Fonte: CyberPsychology & Behavior La realtà virtuale sembra aiutare a smettere di fumare. L'affermazione trova conferma dai risultati di un recente studio pilota canadese descritto dall'articolo "Crushing Virtual Cigarettes Reduces Tobacco Addiction and Treatment Discontinuation", pubblicato sulla rivista "CyberPsychology & Behavior". Il principale obbiettivo di questo esperimento è stato quello di testare i vantaggi della cyberterapia associata ad un trattamento psicosociale per liberarsi dall'assuefazione al tabacco. Gli studiosi si sono serviti di annunci pubblicitari sui media locali per reclutare il campione da esaminare. Tra i candidati presentatisi alle selezioni sono stati scelti 91 fumatori abituali, aventi un'età media di 44 anni e una dipendenza media da nicotina di 27 anni. Questo campione è stato scisso in due gruppi di trattamento che differivano solamente dall'azione svolta nella realtà virtuale: rompere sigarette (gruppo A) o stringere una pallina (gruppo B). Al termine dell'esperimento i fumatori appartenenti al primo gruppo hanno dimostrato una significativa riduzione nella dipendenza da nicotina, un tasso di astinenza da fumo più alto (15% contro il 2% del gruppo B), una minore tendenza ad abbandonare il trattamento (più di 8 settimane contro meno di 6) e una maggiore inclinazione a non ricominciare a fumare nei 6 mesi successivi al trattamento (39% contro il 20%). Nonostante i risultati positivi ottenuti dallo studio, emerge la necessita di ulteriori approfondimenti per chiarire i meccanismi innescati dalla cyber terapia.

Fattori di stress e ricerca compulsiva di droga

 Fonte: Proceedings of the National Academy of Sciences Situazioni o fattori stressanti possono alterare il sistema serotoninergico, provocando un’alterazione dell’umore in senso depressivo-ansiogeno e il ripristino della ricerca di droga (in soggetti tossicodipendenti). Secondo gli attuali studi, la ricerca compulsiva di droga è regolata dalla dopamina, un neurotrasmettitore responsabile dei processi di motivazione e gratificazione. Tuttavia, Michael Bruchas e Benjamin Land del Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Washington a Seattle, hanno chiarito il ruolo svolto da una via funzionale convergente nel nucleo dorsale del rafe, un’area cerebrale ricca di serotonina. L’attivazione dei recettori oppiodi kappa (KOR) può essere attivata sia da uno stress prolungato che dagli stessi agonisti di questi recettori, provocando nei topi un’avversione spaziale condizionata. Poiché l’inibizione dei recettori KOR dovrebbe mediare l’alterazione dell’umore, i ricercatori hanno modificato geneticamente i topi osservandone la reazione. I topi con i recettori KOR inattivati non mostravano comportamenti di avversione né una ricerca compulsiva di cocaina indotta da fattori stressanti. L’indagine, pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences, rappresenta un primo passo nello studio delle proiezioni del sistema serotoninergico e dell’effetto di mediatori indotti da fattori stressanti, e offre un nuovo approccio per il controllo dell''alterazione dell'umore causata da stress e delle ricadute.

Locali pubblici, bar e ristoranti. Il divieto di fumo non è un obbligo

di Adele Sarno, repubblica.it salute Il Consiglio di Stato ha confermato una sentenza del Tar: la multa per chi fuma resta ma il gestore del locale non è tenuto a far rispettare la norma. La legge Sirchia piace a nove italiani su dieci. Gli esperti avvertono: "Fumo in crescita soprattutto  tra i giovani, i baby-smoker la vera emergenza"   Il divieto di fumo resta, ma i titolari dei bar non sono obbligati a farlo rispettare. Una disposizione del Consiglio di Stato ha creato confusione, annullando una circolare in cui si leggeva che erano proprio i gestori degli esercizi a dover imporre la norma antifumo nel proprio locale. Come è possibile?  Nell’agosto del 2005 una sentenza del Tar del Lazio aveva dato ragione a un esercente che era stato sanzionato per aver omesso di far rispettare il divieto. Il tribunale amministrativo aveva annullato la circolare del ministero della Salute nella parte in cui si imponeva ai gestori ‘l’obbligo di richiamare i trasgressori all’osservanza del divieto di fumare’. Oggi il Consiglio di stato ha confermato quella sentenza, annullando così una disposizione attuativa della Legge antifumo. A quasi cinque anni dall’entrata in vigore della Legge Sirchia, che impone il divieto di fumare nei locali pubblici, cambia qualcosa. La multa per chi fuma resta, ma il delatore deve essere un cliente che, infastidito dalla presenza della sigaretta accesa, segnali la trasgressione ai vigili urbani. «Non si temono contraccolpi – chiarisce Piergiorgio Zuccaro, direttore dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’Iss – il divieto viene rispettato da tutti e perfino otto fumatori su dieci si sono detti favorevoli alla norma, che non è in discussione. Insomma è un vizio di forma che non impone ai gestori di pagare per una trasgressione di cui non sono responsabili. Non è detto però che la situazione resti invariata. Dal ministero della Salute si potrebbe optare per una nuova legge».NOVE ITALIANI SU DIECI SODDISFATTI DELLA LEGGE SIRCHIAAttualmente nel nostro Paese fuma il 25,4% delle persone con più di 15 anni. Tradotto in cifre significa che 13 milioni di italiani hanno un pacchetto di sigarette e l’accendino sempre a portata di mano. Eppure secondo un’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), condotta in collaborazione con la Doxa, l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, nove persone su dieci sono contente della legge antifumo, mentre i fumatori soddisfatti sono otto su dieci.   «Questo ci fa ben sperare – continua Zuccaro – nonostante non diminuisca il numero di chi fuma, è importante che gli amanti delle bionde cerchino di evitare di imporre il fumo passivo a chi non ha il vizio». IL PROBLEMA? I BABY SMOKERIl 2009 ha fatto registrare un aumento dei fumatori e la crescita è più marcata tra le donne e nelle fasce giovanili. L’età media di iniziazione è pari a 18 anni ma con il passare del tempo si è abbassata sempre di più. Mentre i fumatori di 65 anni e oltre hanno dichiarato di aver provato la prima sigaretta a 20 anni, quelli di oggi ammettono di avere acceso una sigaretta a 16. «La presenza dei baby-smoker è la vera emergenza – continua Zuccaro – si deve insistere ed evitare di vendere le sigarette ai minorenni. Bisogna eliminare ciò che costa poco dal mercato: via le sigarette da 10, mettiamo le immagini sui pacchetti, così come raccomanda l’Oms. Sono tutte iniziative che non costano nulla allo Stato e che ricadono sui conti dell’industria del tabacco».Non dimentichiamo i danni che i fumo provoca. «È un veleno costante per il nostro organismo – continua Zuccaro - migliaia di morti per cancro sono dovute al fumo di tabacco. Nel tabagista il carcinoma polmonare ha una frequenza di 20 volte superiore che non tra i non fumatori e circa il 90% di tutte le patologie cancerose polmonari riguarda i fumatori di sigarette. Le probabilità di ammalarsi di questa patologia aumentano di 10/15 volte fumando 20 sigarette al giorno e di 5 volte già con 10 sigarette».IMPARARE A SMETTEREGarantire l’accesso gratuito ai centri di disassuefazione per i più giovani, introdurre i trattamenti per smettere di fumare nei Lea, sostenere quegli interventi mirati alla rimborsabilità dei farmaci efficaci, aumentare il coinvolgimento della classe medica e soprattutto destinare maggiori risorse economiche a sostegno di interventi per la lotta al tabagismo. «Sono tutti interventi fondamentali – conclude l’esperto – per limitare l’abitudine al fumo. Un vizio che costa 80mila vite all’anno solo in Italia».

 

video Sicurezza Stradale al Balloons Festival 2009

Ecco un altro dei video prodotti da Area Giovani, con troupe under 18 del Progetto Imaginaction.TV, al Ferrara Balloons Festival 2009.Questa volta i ragazzi hanno creato un vero e proprio servizio sullo stand, organizzato dalla Provincia di Ferrara, dedicato alla sicurezza stradale e alla mobilità sostenibile.Nell'ottica della "peer and video education", i giovanissimi della troupe hanno potuto riflettere su una delle più gravi problematiche che riguardano anche i giovani, mettendo a disposizione le loro competenze per creare un servizio divulgativo semplice, ma efficace e quasi professionale.Giovani protagonisti, formati ed educativi!

DEMOLITION DAY-Proseguono i lavori alla Skate Park!

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PADDING-RIGHT: 0px; PADDING-LEFT: 0px; PADDING-BOTTOM: 0px; MARGIN: 0px; PADDING-TOP: 0px

BODY.hmmessage
FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: VeDopo il coinvolgimento dei ragazzi nel Comitato Skate for Fè, la sperimentazione della gestione dell'impianto da parte loro e l'incontro con l'Assessore Maisto e il Vice-Presidente della Circoscrizione 2 Bianchi, nuove forze del quartiere si sono unite al progetto. L'Associazione Viale K, con i suoi ospiti e l'ormai ubiquo Don Domenico, ci da una mano per la pulizia e la manutenzione...Per i ragazzi sta diventando un'esperienza di vera rete, partecipazione e reale cittadinanza attiva.Ecco il link al video dei primi lavori fatti insieme per demolire le parti rotte del muretto di recinzione e rifarle nuove......E' una bomba!

Londra, un uomo ha assunto 40 mila pasticche di ecstasy in 9 anni

ecstasyDa un caso clinico estremo si potrebbe comprendere una volta per tutte quali sono gli effetti collaterali a lungo termine indotti dall’MDMA, il principio attivo dell’ecstasy.

I medici del St George’s Medical School di Londra che per primi ascoltarono il suo racconto stentarono a credere alle proprie orecchie. Mister A, così come soprannominato dai medici, ha 37 anni ed ha iniziato a fare uso di ecstasy all’età di 21 anni, assumendo una media di 5 pasticche di MDMA per weekend per i primi due anni. Gradualmente, Mister A ha aumentato il suo consumo di ecstasy fino ad arrivare a una media di 2 pasticche e mezzo al giorno per i successivi 7 anni, al termine dei quali l’uomo ha deciso di abbandonare improvvisamente il consumo di droga in seguito ai numerosi casi di collasso cardiocircolatorio accusati durante il giorno.

Durante i primi mesi di astinenza, Mister A è rimasto sotto l’effetto della droga e la sua condizione fisica più che precaria lo ha costretto a letto per la maggior parte del tempo. «È venuto da noi dopo che aveva deciso che non sarebbe potuto andare in nessun altro posto», ha dichiarato Christos Kouimtsidis, psichiatra presso l’ospedale londinese che ha avuto in cura l’uomo per cinque mesi. I medici riferiscono di un uomo afflitto da una depressione grave, che soffre di allucinazioni e di improvvise perdite di memoria.

 

«La sua memoria a lungo termine è buona», riferisce Kouimtsidis...

 

CONTINUA SU BLITZ....

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