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Onu: l'Italia maggiore consumatore di cannabis
L'Italia è il paese europeo in cui il consumo di cannabis è piú elevato. Non tanto tra i giovani, come nel caso di Inghilterra e Francia, ma tra la popolazione in generale. E, come tutti gli altri paesi europei, anche da noi la cocaina è "un problema sempre piú grave". E' quanto emerge dal rapporto annuale dell'Organismo internazionale di controllo degli stupefacenti delle Nazioni unite, presentato oggi. "Gli Stati membri devono prendere tutte le misure necessarie per evitare che la gente si avvicini alla droga", ha spiegato Raymond Yans, membro dell'organizzazione, nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles, aggiungendo: "Il tasso di utilizzo della cannabis è molto alto in tutta l'Ue, primo consumatore al mondo, e in Italia. Servono campagne di prevenzione, come in Svezia, dove hanno capito 20 anni fa che le politiche di liberalizzazione raramente hanno gli effetti sperati". La parola d'ordine, per l'Organismo, è quindi prevenzione. "Funzionano particolarmente bene le campagne sugli effetti devastanti delle droghe, compresa la cannabis, molto dannosa per i polmoni e foriera di problemi sociali", ha aggiunto Yans, secondo cui queste iniziative devono essere "rivolte ai giovani e ai gruppi sociali piú deboli, come gli immigrati". Il rapporto mette inoltre in evidenza come siano in aumento in Europa i fenomeni di dipendenza da farmaci, prima presenti quasi solo negli Stati Uniti. Inoltre, sta tornando il problema dell'eroina, che in Europa occidentale sembrava in fase calante dopo i drammatici anni '80 e '90 e che negli ultimi anni sembrava confinato ai paesi dell'est. "L'Ue - si legge nel rapporto - è la regione in cui il mercato illecito di resina di cannabis è piú importante". Le quantità sequestrate, dopo un calo nel 2006, sono aumentate di nuovo nel 2007 e la Spagna è stato il paese in cui le autorità hanno confiscato piú droga. A fumare le canne in Europa, nel corso della vita, sono tra il 2% e il 37% della popolazione. Ma mentre bulgari, maltesi e romeni fumano pochissimo, danesi, francesi, italiani e inglesi fanno un uso molto generoso di droghe leggere. Ogni anno in Francia 1,2 milioni di persone fumano piú di 10 volte al mese. Nel 2007, circa il 7% della popolazione europea ha usato cannabis. Solo che mentre in Bulgaria il tasso è stato dell'1%, in Italia è stato circa dell'11%. Ma per quanto riguarda i giovani tra i 15 e i 16 anni, sono Gran Bretagna e Francia a doversi preoccupare di piú, avendo percentuali vicine al 44%. "Non bisogna cedere su questo fronte, la lotta contro le droghe leggere deve continuare", ha sottolineato Yans, mettendo in evidenza "l'aumento della tolleranza della cannabis, la disponibilità di forme sempre piú potenti e la confusione frequente tra l'uso medico e quello come droga". L'esperto, inoltre, ha criticato la politica olandese degli anni passati, dichiarando che intorno ai famosi 'coffee shops' si è creato un indotto di spaccio di droghe pesanti e illegalità che danneggia soprattutto i paesi vicini, come il Belgio, e che costringe l'Olanda stessa a spendere molto in prevenzione. "La legalizzazione puó essere quanto si vuole oggetto di dibattito a livello internazionale, ma i dati e l'esperienza dicono che è meglio evitare", ha aggiunto. Oltre alla cannabis, gli europei fanno un uso sempre piú frequente di cocaina, tanto che la percentuale è raddoppiata in 10 anni. Il 2,6% dei francesi tra i 15 e i 64 anni assume la polverina bianca, ma il consumo è piú frequente (4,1%) tra i giovani adulti tra i 25 e i 34 anni. Tra il 2000 e il 2005 la presenza della cocaina in Europa è triplicata, tanto che ora i consumatori europei, secondo il rapporto, sarebbero 250.000. Infine l'eroina, prodotta con l'oppio dell'Afghanistan e con i prodotti chimici europei. Onu: l'Italia maggiore consumatore di cannabis
Arrestato per droga intero equipaggio della South African Airlines
Arrestato per droga l'intero equipaggio di un aereo della compagnia sudafricana South African Airways all'arrivo all'aeroporto di Heathrow a Londra. Le autorità doganali a bordo del velivolo proveniente da Johannesburg hanno trovato 5 chili di droga per un controvalore di 250mila sterline (circa 279mila euro). Tutto l'equipaggio è stato rilasciato su cauzione. E' la seconda volta in meno di un mese che vengono fermati, sempre per traffico di sostanze stupefacenti, piloti, hostess e steward di un aereo della South African Airways.
La crisi investe anche il mercato della cocaina
Neanche il mondo della droga e' al riparo dalla crisi economica. In tempi di recessione i consumatori riducono il budget da destinare ai beni di consumo, compreso quelli che acquistano sui mercati illegali. Si spiega in parte anche cosi' la battuta d'arresto che ha frenato la crescita dell'uso di cocaina. A segnalare l'inversione di tendenza e' Prevolab, l'osservatorio nato da un accordo di programma fra la presidenza del Consiglio dei ministri e la Regione Lombardia per tenere sotto controllo l'evoluzione dei fenomeni d'abuso. Questo organismo, gestito dal dipartimento Dipendenze patologiche dell'Asl Citta' di Milano, rende pubblici periodici bollettini previsionali, l'ultimo dei quali e' stato presentato oggi a Milano, durante un convegno. Proprio secondo le previsioni del triennio 2008-2011, ci sarebbero segnali di frenata nel grande boom della cocaina. I trend di crescita risultano stabili a prima vista, ma le ultime due rilevazioni hanno lanciato segnali di cambiamento. Si intravede un rallentamento del tasso di crescita. Fisiologico solo in parte. "L'uso di cocaina viene previsto in aumento - spiega Riccardo Gatti, direttore del dipartimento Dipendenze patologiche dell'Asl di Milano - ma, se confrontato con la previsione precedente, la curva inizia a flettersi e si osserva un tasso di crescita 'decrescente'". Risultato: nel 2011 il numero dei consumatori di cocaina potrebbe aumentare 'solo' del 5% circa rispetto al numero dei consumatori del 2008.
Sulla base dei dati a disposizione, Prevolab stima che i consumatori nel 2011 saranno 700 mila (tra il 2,2% e il 2,8% della popolazione italiana fra i 15 e i 54 anni). "Questa battuta d'arresto potrebbe segnare la fine della 'new economy' della droga", ragiona Gatti. Starebbe per tramontare un periodo in cui la cocaina era la star delle sostanze, "perche' si abbinava ad altre droghe e perche' era adatta contemporaneamente a divertirsi, a lavorare, a fare sesso. La cocaina era immagine".
Fra i motivi del suo declino, osserva Gatti, "non si puo' non considerare anche la crisi che colpisce tutti i settori". La mannaia della recessione si abbatte non sui tossicodipendenti, ma su chi vive la droga come bene di consumo. "E' inevitabile che la diminuzione della capacita' di spesa portera' queste persone a contrarre anche i consumi di cocaina", ribadisce l'esperto.
"Poi pesera' anche la presa di coscienza dei danni da cocaina, segno che l'azione preventiva messa in campo ha sortito qualche effetto". Certo l'effetto crisi colpira' soprattutto la cocaina. In tempi di magra, conclude Gatti, "sono le sostanze piu' costose (una dose di coca costa minimo 50 euro) a farne le spese".
Aumenta il consumo di droga “Eroina, boom entro due anni”

MILANO - Torna a crescere il consumo di eroina, la droga killer degli anni ’70. Rimane invece stabile quello di cocaina, la più diffusa tra le droghe pesanti. Lo stima per il periodo 2008-2010 il dipartimento dipendenze dell’Asl di Milano e il Prevo.lab, diretto da Riccardo Gatti (è l’osservatorio sul consumo nazionale di stupefacenti e il laboratorio di prevenzione della Regione Lombardia).Cocaina, crescita del 5%Ne emerge che fino al 2011 in Italia il consumo di cocaina dovrebbe continuare ad aumentare. Ma da quella data è previsto che per la prima volta il tasso di crescita diminuirà nettamente (negli ultimi anni è rimasto sempre molto alto). Prevo.lab stima comunque che nel 2011 i tossicodipendenti da cocaina saranno il 5% in più di quelli del 2008. Significa che tra due anni saranno ben 700mila gli italiani che fanno uso di cocaina.Come negli anni ’70È destinato invece a crescere moltissimo l’uso di eroina, una droga che negli anni scorsi era quasi scomparsa. Prevo.lab calcola che nel 2011 il numero dei consumatori potrebbe aumentare anche del 40% rispetto a quello del 2008. Secondo la stima, nel 2011 il numero dei consumatori di eroina sarà tra i 135 mila e i 160 mila. Solido trend in crescita anche del numero dei consumatori di cannabis e dei derivati anfetaminici.
City
ecstasy meno rischiosa di quanto si pensasse
L'ecstasy, tipica droga delle feste, e' meno nociva di eroina e crack, rivela uno studio voluto dal Governo britannico. Ciononostante, la Gran Bretagna non intende ridurre le sanzioni per il suo possesso: l'ecstasy resta equiparabile all'eroina.
Metilenediossimetamfetamina -in breve MDMA- e' il principio attivo che vent'anni fa prolungava una notte danzante fino all'alba senza problemi di sorta. Le pasticche colorate di nome ecstasy appartenevano alla generatione rave quanto gli smile sulle magliette e la musica elettronica.
Pasticche di ecstasy: "la valutazione piu' sistematica che si sia mai eseguita"
Inizialmente era considerata una droga estremamente pericolosa. Nel 2002, una ricerca pubblicata dalla rivista Science rivelava che anche una sola notte passata a ballare sotto il robusto effetto dell'ecstasy avrebbe potuto danneggiare il cervello in modo duraturo. Da esperimenti condotti sulle scimmie, i ricercatori avevano tratto la convinzione che a distanza di anni i soggetti avrebbero potuto soffrire ancora di gravi disturbi neurologici. Ma un anno dopo dovettero ritrattare: per i loro esperimenti avevano utilizzato amfetamine e non ecstasy.
Ora, un metastudio di Advisory Council on the Misuse of Drugs (ACMD), commissionato dal Governo britannico, porta a concludere che l'ecstasy e' meno nociva per il consumatore di quanto si fosse fin qui ritenuto. Gabriel Rogers e Ruth Garside della Peninsula Medical School di Exter hanno analizzato i dati di 110 studi sugli effetti di lunga durata di questa droga. "E' la valutazione piu' sistematica eseguita sull'ecstasy", ha spiegato il direttore di ACMD, David Nutt. Da' meno effetti collaterali di altre droghe, e solo pochi consumatori ne diventano dipendenti. Solo in alcuni soggetti essa provoca un comportamento piu' impulsivo, aggressivo e pericoloso. Questi risultati coincidono con una ricerca del 2007, in cui Nutt, insieme ai colleghi dell'Universita' di Bristol elaboro' l'elenco delle droghe piu' nocive. Ai primi posti collocano eroina e cocaina; anche alcol e tabacco figurano tra i primi dieci; l'ecstasy arriva solo diciottesima.
Nutt sottolinea pero' l'indubbia nocivita' dell'ecstasy. E' solo che i suoi effetti non sono equiparabili a quelli di eroina e cocaina, e quindi sarebbe opportuno classificarla in modo diverso dalle droghe pesanti (in pratica declassarla, ndr).
Il possesso di ecstasy e' proibito praticamente in tutti gli Stati, e la maggior parte dei Paesi la equipara ad eroina e cocaina -quindi la punisce allo stesso modo. Il ministro degli Interni, Alan Campbell, ha gia' respinto il consiglio dell'esperto. "Il Governo non intende dare ai giovani e all'opinione pubblica l'idea che prendiamo meno sul serio l'ecstasy". Anche perche' e' direttamente responsabile di una quindicina di morti l'anno. E poi il metastudio di ACMD rileva che nei test psicometrici i consumatori di ecstasy se la cavano peggio di chi non assume droghe. Incide su memoria, proprieta' di linguaggio, attenzione, capacita' decisionale e di pianificazione. E sono stati rilevati anche fenomeni di depressione. "Sono conseguenze piccole, pero' misurabili", afferma Rogers sul sito di New Scientis. I fenomeni osservati compaiono non solo nei consumatori, ma anche in coloro che non ne fanno piu' uso da oltre sei mesi. Evidentemente i problemi durano a lungo, concludono i ricercatori. I quali fanno pero' notare l'esistenza di qualche incongruita' negli studi che hanno esaminato. La maggior parte di questi si basava su domande poste a consumatori che spesso assumevano anche altre droghe, come l'alcol; in alcuni casi i partecipanti al sondaggio non formavano un campione rappresentativo; infine, non e' stato sempre possibile attribuire con sicurezza certi effetti al principio attivo MDMA.
fonte: ADUC Droghe
Madesimo, allarme cocaina sulle piste

MADESIMO, Sondrio -- Hashisc e cocaina sulle piste da sci. Sono in forte aumento i casi di sciatori fermati sotto effetto si stupefacenti nel comprensorio di Madesimo, in Valle Spluga. Dall’inizio della stagione turistica invernale la polizia ha registrato 10 segnalazioni all'Autorità giudiziaria per assuntori di droga.
Gli ultimi episodi della serie risalgono alla scorsa domenica, quando nel comprensorio di Madesimo la polizia ha individuato due giovani turisti, residenti fuori provincia, che assumevano hascisc sulle piste. I due sciatori sono stati immediatamente segnalati alla Prefettura.
Si tratta però, appunto, solo dell'ultimo caso di questo tipo. Altri cinque giovani sono stati trovati in possesso di droghe leggere dai carabinieri di Campodolcino in servizio sulle piste della località. Dall'inizio della stagione ad oggi poi, sono in totale 10 le segnalazioni effettuate dalle auotirà per assunzione di droghe, con sequestro di 40 grammi di hashish e 2 grammi di cocaina.
Giovanardi: "No al patentino per chi fa uso di droga"
«Oggi non è previsto che a un ragazzino che chiede il patentino per il motorino venga fatto il test antidroga - ha detto il sottosegretario - ma vogliamo introdurre una norma perchè il ragazzo deve sapere che, se viene trovato positivo al test, non avrà nè patentino nè patente. Andrà a piedi per salvaguardare la sua incolumità e quella degli altri». Giovanardi ha quindi spiegato che, per ora, l'esperimento dovrebbe essere fatto in quattro città: Foggia, Verona, Cagliari e Perugia.
Niente patentino per il motorino per quei ragazzi che risulteranno positivi al test antidroga. È il nucleo di una proposta, allo studio da parte del Governo, che ha lanciato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi.
I responsabili del dipartimento dipendenze della Asl di Milano preferiscono però non commentare ancora questa iniziativa del Governo, aspettando un confronto con il sottosegretario per accertare in che cosa consisterà, dal lato pratico, la misura ipotizzata. «Senza entrare nel merito - dice Corrado Celata, responsabile per la prevenzione del dipartimento dipendenze - è chiaro che è uno spunto al quale si sta lavorando, ma in generale non è la singola misura in sè che risolve il problema della droga». Inoltre, nell'ipotesi in cui sia effettuato un test antidroga durante le visite per il patentino, c'è da considerare bene il tipo di esame che verrà effettuato: «Analizzando ad esempio le urine - spiega infatti Celata - si possono trovare i metaboliti (cioè i prodotti di scarto) delle droghe assunte fino a 10 giorni prima. Questo vuol dire che se la persona aspetta 10 giorni per fare il test, risulterà negativa al consumo di droghe. Se invece si esamina il capello c'è il problema opposto: ogni centimetro di capello memorizza il consumo di droghe di un mese, e questo vuol dire che una ragazza con capelli lunghi 30 centimetri può risultare positiva al test anche se ha solo fumato uno spinello due anni prima».
Intanto il Prevo.lab, il laboratorio di prevenzione della Regione Lombardia gestito dalla Asl di Milano, stima che nei prossimi anni il consumo di cocaina rimarrà più o meno invariato mentre potrebbe esserci un aumento del consumo di eroina. Dai dati forniti da Riccardo Gatti, direttore del dipartimento dipendenze dell'Asl, in Italia il consumo di cocaina è previsto in aumento ma si prevede per la prima volta una flessione nel 2011, quando la crescita del consumo inizierà a diminuire. Secondo gli esperti, inoltre, il numero dei consumatori di cocaina potrebbe aumentare del 5% rispetto ai consumatori del 2008, arrivando a 700 mila unità entro i prossimi tre anni.
C'è allarme anche per l'aumento del consumo di eroina: il Prevo.lab ha infatti previsto che nel 2011 il numero dei consumatori potrebbe aumentare fino al 40% rispetto a quello del 2008, arrivando a circa 135-160 mila "clienti".
Cannabis, on line si può vendere
Annullata una condanna sul commercio di semi. Il Pdl: sconcertante
di Michele Bocci, Repubblica.it

Chi offre su internet i semi di cannabis e gli strumenti per coltivarla non commette un reato, perché la vendita è protetta dalla libertà di espressione. La corte d´Appello di Firenze ha annullato la sentenza emessa nel maggio del 2007 dal giudice per le indagini preliminari, che aveva condannato a un anno e 4 mesi, senza sospensione condizionale della pena, un uomo che vive nel Mugello per istigazione all´uso di sostanze stupefacenti. Secondo il tribunale di secondo grado la vendita on-line è protetta dall´articolo 21 della Costituzione, che tutela la libertà di espressione. Mettere in offerta sulla rete i semi non vuol dire per i giudici istigare ma casomai fare apologia, cosa che in questo caso non costituisce reato. «E´ un altro duro colpo per la strategia antidroga basata sul reato d´opinione voluta dal sottosegretario Giovanardi», commentano dall´associazione di consumatori Aduc, da dove ricordano, inoltre, come alcune settimane fa la procura di Ferrara avesse portato a termine un´operazione che aveva condotto all´arresto di decine di proprietari di negozi web in tutta Italia, proprio in forza dell´istigazione al consumo degli stupefacenti. «Anche quell´operazione - dicono dall´associazione - è finita in una bolla di sapone».
Il titolare del negozio on-line, che è incensurato, è difeso dall´avvocato emiliano Carlo Alberto Zaina. «In base alla convenzione di New York - spiega il legale - i semi di cannabis non sono da considerare sostanza stupefacente perché non contengono il principio attivo». I giudici della corte d´Appello nelle motivazioni della sentenza scrivono che la società dell´imputato comunque metteva in guardia gli eventuali acquirenti su internet che la coltivazione della cannabis in Italia è vietata, e i suoi slogan pubblicitari sulle qualità e l´efficacia della sostanza rappresentavano una forma di apologia, perché indirette e rivolte verso un numero imprecisato di persone (chi consultava il suo sito), e non di istigazione, azione che deve essere indirizzata verso un solo soggetto.
«Si tratta di una sentenza infondata e surreale», così commenta il sottosegretario con delega alla droga, Carlo Giovanardi, il pronunciamento della Corte d´Appello di Firenze «Mi riservo di leggere la sentenza - dice- ma intanto resto allibito. Spero che la Cassazione annulli questo pronunciamento». Tra l´altro, fa notare il rappresentante del governo che il reato di istigazione e induzione all´uso di sostanze stupefacenti, in base al quale il gestore era stato condannato in primo grado, è previsto dall´articolo 82 della legge 309 del 1990, articolo che la legge Fini-Giovanardi non ha modificato.
lo spaccio corre sul web
Milano (Adnkronos Salute). In 6 mesi crescono del 40% gli accessi ai siti dedicati . Droga recapitata direttamente a casa. In un click. Si perdono nel web le nuove autostrade della droga. Gli esperti lanciano l'allarme: la vendita di stupefacenti avviene sempre di piu' attraverso internet ed e' sempre meno sotto controllo. ''Negli ultimi sei mesi gli accessi ai siti che offrono droghe e farmaci sono aumentati del 40%". Parola di Giovanni Serpelloni, direttore del dipartimento nazionale politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri, intervenuto oggi a Milano alla presentazione dell'ultimo bollettino di Prevolab, l'osservatorio nato da un accordo di programma fra la presidenza del Consiglio dei ministri e la Regione Lombardia per tenere sotto controllo l'evoluzione dei fenomeni d'abuso.
"La vendita di droga via web e' un problema che preoccupa per il suo aumento vertiginoso", spiega. L'allarme e' arrivato fino all'Unione europea, sul tavolo del gruppo che si occupa di stupefacenti. In questa sede gli esperti stanno valutando possibili misure di intervento. "L'Italia, per esempio, ha cominciato col proporre di inserire anche internet fra gli indicatori per il monitoraggio del traffico di droga", dichiara Serpelloni.
Sul mercato digitale si incontrano domanda e offerta di anfetamine artigianali, farmaci, oppiacei e cannabis. "I siti dedicati alla vendita di stupefacenti proliferano velocemente - osserva l'esperto - e qualunque tipo di sostanza viene venduta sotto diciture innocue. Si spaccia la droga per alimenti o prodotti per uso animale". Sul web impazzano le 'spice' drug, sostanze diffuse soprattutto in Germania. "Cannabinoidi sintetici", li definisce Serpelloni. "Le ultime misurazioni che abbiamo fatto all'Istituto superiore di sanita' ci dicono che sono 4-5 volte piu' potenti della cannabis normale". Poi c'e' tutta la categoria dei farmaci. "Scrivi la parola Viagra su un motore di ricerca e ti piove addosso qualsiasi cosa - commenta Serpelloni - pillole di ogni genere possono essere ordinate via internet da ditte straniere spesso inaffidabili". Non tutte le buste, spedite da fuori Italia, vengono intercettate. Alcune riescono a varcare i confini. "E il prezzo alla fine consente di organizzarsi una piccola rivendita. Un traffico non definibile spaccio ma equivalente e altrettanto pericoloso", incalza l'esperto. "Se va bene, a casa arriva il prodotto originale che viene assunto dagli acquirenti senza alcuna indicazione medica. Nel peggiore dei casi, invece, ci si imbatte in pessime imitazioni".
Una sperimentazione clinica rileva i benefici dei principi attivi della pianta in questa seria malattia
«Poco fa mio marito ha dovuto portarmi in bagno in braccio perché non ero in grado di fare quei pochi metri neanche aggrappandomi dappertutto.
Le gambe era come se non le avessi, tremavano, non obbedivano all'ordine del cervello di camminare.
Appena faccio un minimo sforzo, perché sono testarda e non voglio arrendermi a questa maledetta malattia, le ginocchia cominciano a non reggermi più: tante volte ho rischiato di cadere, e tante sono caduta...
Oltre a tutti gli altri problemi ho i polpacci sempre contratti, mi prendono crampi dolorosi.
La lentezza con cui sono costretta a muovermi mi esaspera, tanto che a volte ho violenti scoppi d'ira. Così poi mi arrabbio con me stessa e piango».
Giovanna F., 42 anni, racconta la sua malattia: si chiama sclerosi multipla. Malattia che raramente uccide, ma può rendere la vita insopportabile.
Colpisce più di 50 mila persone in Italia, per lo più donne e giovani, e ancora oggi è in gran parte un mistero.
Non ne è chiara neppure la causa, anche se vi è sicuramente un'alterazione del sistema immunitario, che provoca la distruzione a tratti della guaina mielinica dei nervi e la conseguente alterazione dei segnali nervosi.
I muscoli sono spesso rigidi e contratti.
Si possono avere dolori, legati sia agli spasmi muscolari sia alle lesioni nervose; e inoltre disturbi visivi, alterazioni dell'equilibrio, tremori, disfunzioni vescicali, formicolii, intorpidimento degli arti.
Il decorso è in genere lento, spesso vi sono lunghi periodi di remissione, in cui i sintomi si riducono o scompaiono.
Ancor oggi non c'è una terapia risolutiva, anche se negli ultimi anni sono stati fatti passi avanti.
Di nuove cure si è parlato di recente ad Asti al Convegno internazionale organizzato dall'Associazione italiana sclerosi multipla sui trattamenti convenzionali e innovativi per questa malattia.
Fra i temi affrontati, l'uso terapeutico dei cannabinoidi, i principi attivi della canapa, o Cannabis sativa.
Per una coincidenza, negli stessi giorni del convegno un articolo su The Lancet riferiva i risultati incoraggianti di sperimentazioni cliniche della cannabis proprio nella sclerosi multipla. Coordinatore dello studio l'inglese Alan J. Thompson, University college hospitals di Londra, presente al convegno.
Da decenni la scienza esplora i benefici della cannabis in varie patologie, in forma naturale o nei principi attivi, i cannabinoidi. Nel 1964 fu identificato il più importante, il Thc, tetraidrocannabinolo.
I cannabinoidi nella sclerosi multipla, seppure non abbiano effetti misurabili, agiscono in modo positivo sulla condizione dei malati, che dicono di aver meno spasticità e dolore.
E di essere in grado di camminare meglio e più velocemente.
Studi in modelli animali di sclerosi multipla hanno rilevato che i cannabinoidi possono essere efficaci nel controllo dei sintomi e nella modulazione dei meccanismi neurologici e immunitari della malattia.
Lo si è visto, ha detto al convegno Vincenzo Di Marzo del Cnr di Pozzuoli, studiando il sistema cannabinoide endogeno su cui agiscono sia i principi attivi della cannabis sia sostanze simili prodotte dall'organismo.
«Che diventino presto nuove armi terapeutiche, in aggiunta o in alternativa a quelle disponibili, pare più di una speranza» prevede Salvatore Grasso, presidente dell'Associazione cannabis terapeutica (Act).
segue su http://www.ildue.it/dossier/Droga/PaginaDroga.asp?IDPrimoPiano=1946
confisca dell’auto per chi guida sotto l’effetto di alcol o droghe
Le nuove misure in tema di sicurezza stradale, apportate dal decreto legge 23 Maggio 2008 n. 92, a seguito del crescente numero di vittime per incidenti stradali provocati da guida in stato psicofisico alterato da alcol e droghe, hanno introdotto alcune norme modificative degli articoli 186 e 187 del Codice della Strada.
La normativa ha introdotto la confisca del veicolo per coloro che sono alla guida sotto gli effetti di droghe o in stato di forte ebbrezza etilica, con un tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l. La confisca del veicolo è stabilita dal giudice, che la deve disporre sia nei casi di “patteggiamento” sia nei casi di condanna; eccetto quelli in cui il veicolo appartiene a persona diversa da chi ha commesso il reato.
La sentenza della procura di Pinerolo, ha indetto l’asta per la vendita delle auto sequestrate e confiscate ai conducenti che hanno violato gli articoli 186 e 187 del Codice della Strada, ribadisce l’applicazione delle nuove norme e l’effettività della legge in materia. Il ricavato sarà devoluto al Fondo unico di giustizia, destinato a ricevere le somme di denaro acquisite dall’Autorità giudiziaria. La speranza è che grazie ad un mirato intervento del legislatore, sia possibile destinare tali somme all’implementazione delle misure di sicurezza stradale.
Nell’ambito delle misure e dei progetti volti a contrastare il fenomeno della guida sotto effetto di alcol e droghe rientra anche il progetto “Drugs on street”, un’iniziativa promossa dai Dipartimenti delle Dipendenze in collaborazione con le Forze dell’Ordine. Il progetto, iniziato in via sperimentale nell’agosto 2007 sul territorio della provincia di Verona, è a tutt’oggi in corso, e ha permesso di individuare su circa 1000 conducenti sottoposti agli accertamenti clinici e tossicologici un riscontro di positività ad alcol e droghe pari a oltre il 46% (circa un conducente su due risulta positivo). Le attività di controllo, ampiamente giustificate da tale dato, hanno permesso anche di individuare un certo numero di conducenti risultati negativi al test con etilometro ma che avevano assunto sostanze stupefacenti (circa il 20%) e che, quindi, durante i normali controlli su strada sarebbero tornati al volante in condizioni psicofisiche non idonee.
La speranza è che iniziative congiunte di questo tipo contribuiscano a ridurre il numero di morti e di feriti sulle strade italiane che, purtroppo, molto spesso coinvolgono giovani vite.
Giovanardi contro Mediaset: smonta il mio messaggio antidroga
Un appello alla televisione commerciale a non smontare, di notte, la 'tela di Penelope' della lotta anti-droga che il governo fa di giorno. Lo invia per lettera Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche antidroga, al presidente di Mediaset Fedele Confalonieri.
''Il governo di cui faccio parte, con la responsabilita' delle politiche antidroga - dice Giovanardi -, sta sviluppando impegnativi programmi volti ad informare ed educare le famiglie ed i giovani sui disastri provocati dal consumo delle sostanze stupefacenti. In tale attivita' vogliamo coinvolgere tutta la societa' civile a cominciare da coloro che risultano essere modelli positivi per i giovani.
In questo senso abbiamo molto apprezzato la disponibilita' dei calciatori Kaka', Maldini e Gattuso di essere testimonial sul pericolo di drogarsi.
''Tutto questo sforzo comunicativo nelle scuole, in famiglia, nelle societa' sportive, nelle parrocchie rischia pero' - avverte il senatore - di essere vanificato quanto altri personaggi inviano messaggi irridenti a queste preoccupazioni, come avvenuto ieri sera nella trasmissione: Le Iene. Uno dei conduttori infatti, lamentando il divieto di fumo nei locali pubblici annunciava di volersi fumare a casa un 'cilum lungo cosi'' (e giu' risate dei presenti). Ci sarebbe da ridere se la droga non rovinasse o uccidesse chi ne fa uso e come dimostrano gli incidenti stradali anche coloro che non ne fanno uso ma ne rimangono vittime.
''Sarebbe bello - conclude Giovanardi - se la tela di Penelope antidroga intessuta da decine di migliaia di persone impegnate sul fronte dell'educazione e della corretta informazione, non fosse smontata da messaggi contrari che con un po' di buonsenso e di autocontrollo potrebbero facilmente essere evitati nella piu' importante televisione commerciale del paese''.
ADUC Droghe


