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Novità

In Italia si inizia a bere alcol a 10 anni

http://www.blogthingsimages.com/whatalcoholicdrinkareyouquiz/sex-on-the-beach.gifSi è forse spinti dalla voglia di sembrare più grandi, di essere maturi e ribelli. Ecco perché fin da piccoli si inizia ad instaurare un determinato rapporto di “amore” con l‘alcol: un ragazzo su dieci inizia a bere tra gli 11 e 13 anni; il 3,8% ancor prima dei 10 anni. Il dato è allarmante, ma a quanto pare è proprio nella nostra tradizione, in quanto cittadini italiani.Sette su dieci dichiarano di consumare drink (70,9%), cinque li considerano un’abitudine saltuaria (55,7%) e una persona soltanto dice di bere spesso. Ma e’ tutto diverso quando si è adulti e maturi abbastanza per decidere.

Preoccupano i dati correlati ai giovani, che iniziano a bere prima dei dieci anni soprattutto i maschi, per le donne non prima dei 18 o i 20 anni.

Queste informazioni arrivano dal rapporto Eurispes 2010 che fa notare anche lo stato delle tossicodipendenze in Italia: tra i 16 e 64 anni l’1,5% fa uso di eroina almeno una volta, il 7% di cocaina, il 32% di cannabis, il 3,8% di stimolanti e il 3,5% di allucinogeni.Ciò che tendiamo a dimenticare è che l’alcol diventerà a breve la terza causa di disabilità, mortalità e morbilità nei prossimi anni, senza parlare delle morti sulle strade, correlate fin troppo spesso al consumo di alcolici.

E gli studenti? Il rapporto Eurispes fa notare che la popolazione di studenti è quella da tener maggiormente sotto controllo: il 31% dei ragazzi, tra i 15 e i 19 anni, ammette di aver fatto uso di cannabis. Ma oggi spopola il policonsumo, ovvero l’addizione tra più droghe o mix di potenti sostanze, alcol e tabacco.

Alessandra Battistini

pagina dell'articolo

www.newnotizie.it

 

Oaksterdam

Oaksterdam è un distretto culturale, sul lato nord della città di Oakland, in California, dove la cannabis, in diverse varietà e a prezzi competitivi, è disponibile per l'acquisto in caffè, clubs e dispensari. Oaksterdam è grosso modo delimitata dalla 14a strada a sud-ovest, dalla Harrison Street a sud-est, dalla 19a strada a nord-est, e la Telegraph Avenue a nord-ovest. Il nome Oaksterdam è una crasi di Oakland e di Amsterdam, la città olandese, notoriamente tollerante verso l'uso di cannabis. Il termine è stato coniato da Jim McClelland, un malato di Aids che è stato uno dei membri fondatori della Oakland Cannabis Buyers Club e del Berkeley Patients Group. Dal 2005, la cannabis è diventata legalmente disponibile per i pazienti dotati di raccomandazione medica. I dispensari legalmente riconosciuti nel distretto sono quattro. In base alla Oakland's Measure Z, un referendum cittadino che ha reso la lotta al consumo, alla coltivazione e alla vendita di cannabis la più bassa priorità per la polizia, il distretto è ricco di locali che vendono derivati della cannabis ad adulti di età superiore ai 21 anni non in possesso di raccomandazione medica.

 

http://moksha.splinder.com/post/22176928/Oaksterdam

 

http://www.youtube.com/watch?v=e7EJGWYKziw&feature=player_embedded

Droga, cibo, sesso e gioco: tutte le dipendenze portano alla dopamina

La funzione cruciale di questo neurotrasmettitore

(Corriere della Sera) Emanuela Di Pasqua 02 febbraio 2010

 

MILANO - Le dipendenze sono una questione di dopamina: lo evidenziano i ricercatori danesi e giapponesi, individuando negli individui propensi a instaurare comportamenti dipendenti (droga, alcol, ma anche gioco, ecc) un eccesso di dopamina e un basso livello di sensibilità a questa molecola. Lo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, mette in luce il già noto ruolo cruciale della dopamina nei meccanismi di ricompensa e gratificazione, individuando proprio in un dosaggio eccessivo dell’ormone una predisposizione alla cosiddetta addiction. In sostanza una dose eccessiva di dopamina altera il sistema di controllo nei meccanismi che regolano il piacere, la gratificazione e la ricompensa.

DOPAMINA- La dopamina è un importante mediatore chimico presente nell’organismo umano che presiede alla trasmissione degli impulsi nervosi. In generale tutte le sostanze che generano dipendenza hanno significativi effetti in una specifica regione del cervello, particolarmente ricca di dopamina e nota come nucleo accumbens. Somministrando cannabis, cocaina o altre sostanze stupefacenti aumenta sempre la dopamina, ma persino negli animali è stato osservato che alcuni sono maggiormente inclini a consumare queste sostanze. La spiegazione viene probabilmente dagli studiosi nipponici e danesi, i quali sottolineano che la maggior propensione ad alterarsi nasce anche da un surplus di dopamina.

 

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ALCOOL E MINORI: COMUNE FIRENZE, RIVEDERE ORARI LOCALI

(AGI) - Firenze, 2 feb. - Aggiornare il codice di autoregolamentazione dei pubblici esercizi e rivedere gli orari notturni dei negozi per la vendita di alcolici: sono queste le due iniziative su cui sta lavorando l'amministrazione comunale di Firenze, dopo i tre casi di minorenni ricoverate per coma etilico nelle ultime notti. "Bene fa il questore Tagliente a intervenire sull'emergenza e a prendere provvedimenti" afferma il vicesindaco Dario Nardella, commentando la decisione di sospendere la licenza ai locali che hanno somministrato alcolici alle ragazze che poi si sono sentite male. "Ma la situazione e' grave e richiede una gestione anche nel lungo periodo, ed e' proprio in quest'ottica che ci stiamo muovendo - spiega Nardella - Per prima cosa, abbiamo ripreso in mano il codice di autoregolamentazione di discoteche, locali da ballo e pubblici esercizi: l'idea e' quella di integrarli con l'impegno a promuovere nei locali iniziative di sensibilizzazione contro l'abuso di alcol e sul divieto di consumo per gli under 16. Su questa base abbiamo gia' fatto una riunione con le categorie a continueremo il lavoro. Inoltre, vogliamo verificare gli orari di quegli esercizi che vendono alcolici, per regolamentarne la chiusura ed evitare che da questo tipo di vendita si possa attingere all'alcol troppo facilmente anche durante le ore notturne".

Docu-fiction: "i ragazzi del sabato sera"

 

 

(Corriere della Sera) Guarda i VIDEO

 

Esplorare e rappresentare i mondi dei giovani è una delle imprese più difficili Molti i pareri sul forum del Corriere «Genitori e figli» sulla docu-fiction

Malgrado il forum si chiami «Genitori e figli», i ragazzi e le ragazze che lo frequentano attivamente sono la netta minoranza. Le migliaia di partecipanti al forum sono per lo più genitori e insegnanti dai 30 ai 50 anni, con ampia presenza, comunque, di adulti giovani (dai 24 anni in su) e di età superiore (fino agli 80 anni).

I PARERI - I pareri sulla prima puntata dei «Ragazzi del sabato sera» sono stati espressi nella stragrande maggioranza da adulti tra i 30 e i 50 anni ma non mancano quelli di giovani adulti e di coetanei dei ragazzi intervistati. Il giudizio complessivo non è unanime. Si va da un parere nettamente favorevole (soprattutto tra i forumisti più giovani) ad uno altrettanto nettamente contrario («banale», «scontato», «teso a dimostrare una tesi precostituita»). Quasi tutti i post sono stati comunque argomentati e arricchiti da resoconti di esperienze personali. Personalmente credo che esplorare e rappresentare i mondi dei giovani sia una delle imprese più difficili. Forse bisognerebbe davvero limitarsi a documentare, registrare quello che si vede e si sente, senza commenti e ben sapendo che già la scelta della documentazione implica un intervento degli autori che necessariamente limita ogni pretesa di obiettività. Per di più i mondi dei giovani sono volatili, invecchiano rapidamente e ogni documentazione riguarda un certo periodo di tempo molto limitato. Si pensi ai tentativi, sempre falliti, di compilare un dizionario del gergo giovanile. Ogni compilazione è immediatamente datata e avrebbe bisogno di essere continuamente aggiornata, vista l'estrema mutevolezza dei linguaggi in uso nei diversi mondi dei giovani. Molto di più, sulla condizione giovanile, può dirci l'arte in ogni sua forma ma in particolare la letteratura, il cinema, il teatro, la poesia. Senza pretese di documentare alcunché si scava nella profondità di ragazzi e ragazze di ogni epoca e cultura e allora sì che si possono trovare non solo le variazioni ma anche sorprendenti affinità tra giovani distanti nel tempo e nello spazio.

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Sanremo: Morgan escluso dalla gara

Lo ha deciso la Rai dopo dichiarazioni sull'uso delle droghe

 

(ANSA) - ROMA, 3 FEB - Morgan e' stato escluso dal Festival di Sanremo. Lo ha deciso oggi la Rai il direttore di Raiuno, Mauro Mazza, d'intesa con il dg, Mauro Masi. L'esclusione dal Festival e' avvenuta dopo le dichiarazioni di Morgan al mensile Max sull'uso della droga come antidepressivo, anticipate ieri, smentite dal cantante e confermate dal direttore di Max, Andrea Rossi.

Il delirio di Morgan: "il crack fa bene"

ROMA - Tv, X Factor, la depressione legata al suicidio del padre e il singolare rapporto con le droghe. Sono questi gli argomenti che Morgan ha affrontato in un'intervista rilasciata a Max - in edicola il 4 febbraio  -  e le reazioni non si sono fatte attendere. "Io non uso la cocaina per lo sballo, a me lo sballo non interessa. Lo uso come antidepressivo. Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti, che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. E Freud la prescriveva. Io la fumo in basi (modalità di assunzione nota come crack, ndr) perché non ho voglia di tirare su l'intonaco dalle narici. Me ne faccio di meno, ma almeno è pura". E ancora: "Io non ho mai conosciuto nessuno che ci sta dentro come me a farsi le basi. Ti sembro uno schizzato?". No, ma adesso non credo che tu sia fatto di crack. "Invece sì - risponde - completamente. Ne faccio un uso quotidiano e regolare". Poi una domanda sul suicidio di suo padre: "Lasciamolo in pace... Mi dispiace tanto, poverino... è stata la depressione, problemi di soldi. Sicuramente la depressione è nata quel giorno. E anche la mia follia". E conclude: "Sai cosa mi salva veramente? Mangio un sacco di frutta...."

Minorenni e alcol, dopo tre coma etilici: "rivedere gli orari notturni dei negozi"

  il reporter, firenze

Aggiornare il codice di autoregolamentazione dei pubblici esercizi e rivedere gli orari notturni dei negozi per la vendita di alcolici: sono queste le due iniziative su cui sta lavorando l’amministrazione comunal, dopo i tre casi di minorenni ricoverate per coma etilico nelle ultime notti.

Bene fa il questore Tagliente a intervenire sull’emergenza e a prendere provvedimenti”, afferma il vicesindaco Dario Nardella, commentando la decisione di sospendere la licenza ai locali che hanno somministrato alcolici alle ragazze che poi si sono sentite male.

“Ma la situazione è grave e richiede una gestione anche nel lungo periodo, ed è proprio in quest’ottica che ci stiamo muovendo – spiega Nardella – Per prima cosa, abbiamo ripreso in mano il codice di autoregolamentazione di discoteche, locali da ballo e pubblici esercizi: l’idea è quella di integrarli con l’impegno a promuovere nei locali iniziative di sensibilizzazione contro l’abuso di alcol e sul divieto di consumo per gli under 16. Su questa base abbiamo già fatto una riunione con le categorie a continueremo il lavoro. Inoltre, vogliamo verificare gli orari di quegli esercizi che vendono alcolici, per regolamentarne la chiusura ed evitare che da questo tipo di vendita si possa attingere all'alcol troppo facilmente anche durante le ore notturne”.

canapa terapeutica

Fuoriluogo.it, di Paolo Crocchiolo

Mercoledì 20 gennaio si è svolta, presso la sede nazionale del partito radicale, una conferenza stampa organizzata dalla sen. Donatella Poretti per illustrare iniziative e proposte in tema di libertà di cura e cannabis terapeutica, nonché sulle nuove norme in discussione al senato riguardanti la terapia del dolore.Alla conferenza stampa hanno partecipato, oltre alla Sen. Poretti, il sen. Marco Perduca, il farmacologo Paolo Pesel, l'avvocato Angelo Averni, Claudia Sterzi segretaria dell'associazione radicale antiproibizionista, Luigi Manconi, presidente di A Buon Diritto, Marco Cappato, segretario dell'associazione Luca Coscioni e Paolo Crocchiolo in rappresentanza del Forum Droghe e dell'Associazione Cannabis Terapeutica.La discussione, oltre alla terapia del dolore (prevalentemente ottenuta mediante l'uso di oppiacei), è stata focalizzata principalmente sull'impiego terapeutico dei cannabinoidi, non solo per contrastare il dolore, ma anche nelle varie sindromi in cui la ricerca ne ha ampiamente dimostrato l'efficacia. Al termine della conferenza, la sen Poretti ha avanzato l'idea di proporre in parlamento un emendamento che preveda la produzione di farmaci cannabinoidi da parte dell'Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, partendo dal materiale che potrebbe essere fornito dal Centro di Ricerca per le Colture Industriali di Rovigo.La proposta presenterebbe il duplice vantaggio di evitare l'inutile spreco consistente nell'annuale distruzione di tutta la cannabis prodotta da parte del Centro di Rovigo e al tempo stesso di permettere un considerevole risparmio per lo Stato Italiano, che eviterebbe in tal modo di dover importare dall'estero come avviene oggi i farmaci cannabinoidi per i molti pazienti che ne hanno diritto.Gli stessi estensori della proposta si sono dichiarati scettici sull'accoglimento della stessa da parte di un parlamento profondamente ideologizzato e prevenuto nei confronti della cannabis, ivi inclusa la cannabis terapeutica. Nei giorni successivi invece, contrariamente alle aspettative dei relatori e degli stessi proponenti, è stato reso noto che il governo per bocca del viceministro Fazio sta considerando con favore e attenzione la proposta lanciata durante la conferenza stampa del 20 gennaio. La proposta si è dunque concretizzata in un Ordine del Giorno proposto dai senatori radicali Poretti e Perduca e fatto proprio dal Governo che, nonostante le precisazioni del Dipartimento antidroga, pone le basi per una produzione italiana di farmaci a base di cannabis.Si tratta ora di intensificare l'azione di lobbying perché anche in Italia i fondamentali diritti ad una corretta e adeguata terapia del dolore, alla libertà di cura in generale ed in particolare alla libertà di cura con la cannabis siano finalmente riconosciuti e concretamente applicabili.

alcol vs cannabis

fuoriluogo.it, di Giorgio BignamiLe pagine romane dei quotidiani hanno fatto scialo di titoli e foto intorno a una carambola del 24 gennaio in via Ostiense, tra un'auto con guidatore alticcio (0,8 all'etilometro) e un autobus con conducente poi risultato positivo alla cannabis. Quest'utimo stava tornando al deposito; e dopo aver speronato in frenata il seguace di Bacco, il quale aveva improvvisato un'inversione illecita, e anche un'altra vettura innocente, roteando si era fracassato contro un palo rimbalzando poi contro un platano. In tanto sfracello, Deo gratias, danni solo lievi alle persone, ma ingentissimi alle cose pubbliche e private.Ovviamente non tenteremo di sentenziare sulle rispettive responsabilità; ma ci sembra opportuno seguire il caso ed eventualmente farci sentire quando verrà giudicato. Infatti è più che certa la pericolosità della guida con un'alcolemia di 0,8, a fronte del limite legale di 0,5 che peraltro è già sul filo del rasoio (in Svezia, per esempio, è stato abbassato a 0,2, un quarto del livello nel nostro allegro pilota).Per contro resta a carico dell'accusa la prova che l'autista del bus (già sospeso) avesse assunto una quantità consistente di cannabis non molto tempo prima dell'incidente: altrimenti siamo alle solite - la canna che lascia tracce anche per più giorni dall'ultima assunzione, ecc. ; e comunque dubius pro reo - il che non sottrae il soggetto alle grinfie della Fini-Giovanardi, né lo esonera dal concorso di colpa se correva oltre i 50 alla fine del turno. O meglio: se correva verso la scuderia dopo varie ore di snervanti acrobazie nel traffico caotico di Roma, con dovizia di vetture parcheggiate impunemente in doppia e tripla fila; e qualora in movimento, pilotate col cellulare in mano incollato all'orecchio. (Per incidens, l'aumento del rischio di incidenti è lo stesso – circa 4 volte – sia con l'uso manuale del cellulare, illecito, che con il viva voce, perfettamente lecito: insomma il disprezzo per le evidenze scientifiche nelle nostre normative non si limita allo stravolgimento delle gerarchie di rischio tra le varie sostanze lecite e illecite).

Studio: il cervello produce e consuma cannabis naturalmente

Si complica sempre più la guerra alla cannabis. Per giungere ad un mondo senza droga -obiettivo che si propone l'attuale strategia proibizionista- sarà necessario non solo continuare a punire chi la consuma, ma anche intervenire con farmaci o operazioni neurochirurgiche per impedire che il cervello la produca naturalmente. Si è scoperto infatti che siamo tutti produttori e consumatori di cannabis...

 

Anche i neuroni si auto-controllano e lo fanno somministrandosi cannabinoidi. E' quanto emerso da uno studio, pubblicato su Nature Neuroscience, di tre ricercatori dell'Ebri, European Brain Research Institute di Roma, Alberto Bacci, Silvia Marinelli e Simone Pacioni. La ricerca mette in evidenza come alcuni neuroni eccitatori della corteccia cerebrale, in risposta alla loro attivita' elettrica, sintetizzano e si auto-somministrano cannabinoidi endogeni, mettendosi letteralmente a dormire per diversi minuti. Questo meccanismo e' utile nel controllo dell'eccitabilita' dei neuroni ed e' vitale per il funzionamento della corteccia cerebrale. Nel cervello, i cannabinoidi endogeni agiscono sullo stesso recettore attivato dal principio attivo della marijuana. Inoltre, i cannabinoidi rilasciati, oltre che inibire gli stessi neuroni che li hanno prodotti, agiscono anche sui terminali sinaptici inibitori di altri neuroni, inibendone il rilascio di neurotrasmettitore per lunghi periodi. Il risultato e' che una sotto-rete eccitatoria e' capace di autoregolare la propria capacita' di eccitarsi, sia a livello di singolo neurone, sia controllando gli input da altri neuroni dei circuiti corticali. Il prossimo passo, secondo i ricercatori, sara' scoprire quali attivita' della corteccia cerebrale mettono in atto questo questo meccanismo o se questa risposta auto-inibente entra in azione durante attivita' intense delle reti corticali, che avvengono, per esempio, durante le crisi epilettiche.

 

Aduc Droghe

Droga: Eurispes, boom di vendite via web, Rete discount dello 'sballo'

Roma, 29 gen. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Aumenta vertiginosamente la vendita di droga via web. Con la rivoluzione digitale diventa sempre piu' facile procurarsi una dose attraverso la Rete. Negli ultimi 6 mesi del 2008, gli accessi a siti dedicati alla vendita di stupefacenti sono passati dal 40% al 60%. Il web si e' trasformato in un grande e accessibile mercato globale, una sorta di discount dello 'sballo' dove i consumatori, in particolar modo quelli piu' giovani, possono trovare il prodotto giusto al prezzo migliore secondo una perfetta strategia mercato: offerte facilmente fruibili, pacchetti promozionali, strategie ingegnose di marketing. I consumatori - si legge nel 'Rapporto Italia 2010' stilato e diffuso oggi dall'Istituto Eurispes - non sono piu' solo i giovani, ma rappresentano fasce sempre piu' ampie di popolazione.

 

Adnkronos.com

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