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Novità

USA. Monitoring the future 2009, in calo l’uso di sigarette e metamfetamine

Nuove tendenze giovanili in fatto di droghe cominciano a profilarsi nel continente americano. Lo rileva l’indagine annuale Monitoring the Future (MTF), svolta da ricercatori dell'Università del Michigan e finanziata dall'Istituto Nazionale sulle Sostanze d'Abuso (NIDA) americano. Il campione esaminato, composto da 46.000 studenti provenienti da circa 400 scuole superiori, pubbliche e private, ha dimostrato una certa attitudine all'utilizzo ricreazionale di farmaci normalmente destinati per scopo medico. Statisticamente, quasi 1 studente su 10 ha riferito, nell'anno appena trascorso, un utilizzo non medico di Vicodin, un potente antidolorifico a base oppiacea. Sensibilmente inferiori sono le stime riguardo l'abuso di Oxycontin, un altro analgesico. Lo stimolante Adderall, farmaco prescritto per trattare i disturbi dell'attenzione è stato utilizzato dal 5% degli adolescenti esaminati. Il reperimento delle nuove sostanze da "sballo" avviene principalmente tramite l'intercessione di parenti o amici (66%). Internet invece, non sembra essere un canale di approvvigionamento così importante per questa fascia d'età. La preoccupazione lascia spazio alla speranza considerando i dati che si riferiscono a cocaina, marijuana, metamfetamina e tabacco. Rispetto al periodo compreso tra la metà degli anni '90 fino al 2008, si assiste infatti ad un vistoso calo nell'utilizzo, nella disponibilità e nella popolarità di tali sostanze. Un altro dato positivo riguarda una aumentata percezione dei rischi potenziali provocati dalle droghe tra i teenagers.

 

DRONET

Cervo ubriaco terrorizza residenti cittadina svedese

http://www.fotoemozioni.it/Fotoemozioni/Audio/Versi_Animali/Cervo_Cervus_elaphus.jpgAsylum Italia- A quanto pare anche ai cervi piace alzare il gomito - o dovremmo dire la zampa? Peccato che quando l'alcol è troppo, gli animali diventino fin troppo aggressivi. Così, nel distretto di Södertälje, a sud di Stoccolma, un cervo ha seminato il panico.

La vicenda è stata seguita dalla polizia, contattata dopo che un cervo, particolarmente rabbioso, si è scagliato contro un pedone, in pieno giorno. L'animale si stava nascondendo, e alla vista del passante, gli è saltato addosso. E non sarebbe la prima volta che commetteva un gesto del genere: "Cammina sempre da queste parti, mangia mele e si ubriaca, fino a divenire aggressivo", spiega la polizia del posto.

I cervi si ubriacano mangiando mele fermentate, col risultato che possono diventare "rissosi"...

 

 

 

continua su asylum italia

Cannabis utile contro abuso di alcool ed eroina... ma e' illegale

di Pietro Yates Moretti. Ancora uno studio conferma che la cannabis puo' costituire uno strumento valido contro l'abuso di sostanze molto piu' dannose per la salute come alcool ed eroina. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Harm Reduction Journal, la cannabis e' spesso utilizzata come alternativa a alcool, altre sostanze illecite o farmaci. I ricercatori della Berkley School of Social Welfare dell'Università della California hanno condotto uno studio su 350 soggetti che consumano cannabis terapeutica. Il 71% di essi era affetto da una malattia cronica, il 52% ha detto si assumere cannabis per lenire il dolore, e il 75% ha detto di utilizzare la sostanza per contrastare gli effetti di patologie mentali. Il 66% utilizzava la cannabis in sostituzione di farmaci prescritti da medici, mentre il 57% ha detto che la marijuana è più efficace nel lenire il dolore rispetto ai farmaci convenzionali. Il 40% ha detto di utilizzare la cannabis come alternativa all'alcool. Il 26% utilizzava la marijuana in sostituzione di altre sostanze illegali più potenti. Di coloro che utilizzano la cannabis come sostitutivo dell'alcool, il 65% ha detto di farlo perché la marijuana produce effetti collaterali molto più lievi dell'alcool. Una convinzione confermata da numerosi studi, il più recente pubblicato sul British Columbia Mental Health and Addictions Journal. Queste le conclusioni degli studiosi: la sostituzione di una sostanza psicoattiva per un'altra al fine di ridurre le conseguenze negative del consumo può essere inserita nel contesto della riduzione del danno. In altre parole, l'utilizzo della cannabis al posto di droghe devastanti come alcool o eroina dovrebbe essere considerato quale strumento sanitario. Recenti studi hanno dimostrato che l'astinenza da cannabis è associata ad un aumento del consumo di alcool fra i bevitori sia occasionali che assidui. Altri studi hanno evidenziato che il consumo di cannabis favorisce il trattamento contro la dipendenza da eroina. Se invece di seguire la cieca ideologia proibizionista che guida la nostra fallimentare politica antidroga da decenni, si desse atto della mole di dati scientifici ormai in nostro possesso, risulterebbe del tutto ingiustificata la proibizione della cannabis. Sappiamo gia' che ogni anno migliaia di persone finiscono in carcere per reati non violenti legati alla cannabis, una sostanza che non ha mai ucciso nessuno, mentre le organizzazioni criminali continuano ad espandersi grazie al mercato nero. Sappiamo anche che a fronte di una sostanza legale come l'alcool che miete circa 40mila vittime ogni anno solo in Italia, nessun essere umano è mai deceduto come conseguenza diretta del consumo di cannabis. E ora sappiamo che il proibizionismo sulla cannabis alimenta l'abuso di alcool e eroina. Fino a quando....

 

ADUC DROGHE

Droga, ecco come danneggia il cervello dei più giovani

IL TEMPO: Giovanni Serpelloni, medico internista e capo del Dipartimento nazionale politiche antidroga spiega i devastanti effetti delle droghe sui giovani e sul loro cervello

 

Giovanni Serpelloni La droga aggredisce il cervello, mina i sistema neurologici centrali e lascia il segno anche quando l'organismo crede di averla metabolizzata. Quando viene assunta in giovane età, poi, i danni sono di gran lunga magg iori, poichè la «maturazione neuropsicologica non è ancora giunta a compimento». I guasti crescono con il calare dell'età, «poichè il nostro cervello giunge a maturazione solo dopo i 21 anni».

Eppure cocaina, hashish, eroina e droghe sintetiche fanno proseliti anche tra i giovanissimi: «ci sono casi di consumo, seppur isolati, già a partire dagli 11 anni». A fare il punto, dopo l'allarme sul consumo di droga tra teenager lanciato dal procuratore aggiunto Maria Teresa Principato, è Giovanni Serpelloni, medico internista e capo del Dipartimento nazionale politiche antidroga. Le sostanze stupefacenti minano i circuiti neurologici in formazione. La droga si fa spazio nel cervello e danneggia, tra le altre cose, «la corteccia prefrontale destra - spiega Serpelloni - ovvero l'area legata al giudizio, quella che regola i comportamenti volontari. Questa è l'ultima zona del cervello a maturare e offuscandola con le droghe si manomette anche la capacità di capire e percepire il pericolo».  

Ma più in generale, «l'uso di stupefacenti conduce a una perdita irreversibile delle cellule cerebrali, riduce la capacità di apprendimento e memorizzazione, la percezione del pericolo, la distinzione tra il bene e il male nonchè la capacità affettiva. Ciò significa che - prosegue Serpelloni soffermandosi sul consumo da parte dei giovanissimi - chi ne fa uso sente meno la gratificazione, e ciò 'risicà anche la motivazione personale che ci induce e spinge a fare le cose». A risentirne «anche il controllo degli impulsi - spiega Serpelloni - non è un caso che chi fa uso di cocaina tende a essere più aggressivo. Nonchè il coordinamento dei movimenti, che finisce per essere intaccato inevitabilmente».

In particolare, «tutte le droghe inibiscono il lobo prefrontale», ma gli effetti variano in base ai consumi. Quando si sniffa cocaina «viene meno soprattutto la funzione legata al controllo dei comportamenti, e si provoca inoltre un'alterazione a livello cardiovascolare con un'accelerazione del ritmo cardiaco che può dar luogo anche ad aritmie croniche». Fumando hashish, invece, «si intaccano maggiormente - precisa l'esperto - le aree legate alla motivazione e alla gratificazione, nonchè al coordinamento dei movimenti».

Per i giovanissimi che consumano marijuana e simili, «ci sono maggiori pericoli di disturbi psicologici e psichiatrici che possono sfociare nella schizofrenia. C'è anche un problema di inibizione sessuale - prosegue Serpelloni - mentre fumando si accende l'appetito», dando luogo alla cosiddetta fame chimica. Più rischi, inoltre, di «sindrome demotivazionale, che può fare la propria comparsa già dopo 3-6 mesi di consumo di droga. E che risulta tanto più grave quanto più giovane è il consumatore» di spinelli. «La droga spegne - fa notare Serpelloni - e quando viene smorzato l'entusiasmo dei giovani il danno è di gran lunga maggiore. Non si gioisce più per un goal, per un buon voto a scuola, per il motorino nuovo di zecca - afferma - Quando non si prova più gratificazione o entusiasmo si spegne anche la luce della motivazione».

Il cervello, poi, non dimentica. «Si tratta di sostanze che sedano o eccitano i neuroni - spiega - e il cervello le registra, non c'è dunque una totale metabolizzazione quando l'effetto delle sostanze finisce». Con conseguenze «tanto più gravi - fa notare l'esperto - se consideriamo che per i giovanissimi è giù complicato trovare la propria identità: se il cervello viene scombussolato dall'uso di droghe il disorientamento è totale».

"Dieci millimetri di acciaio nella carne"

 DROGA, CONSUMI 'STUPEFACENTI'un libro di Roberto Filibeck  Non passa giorno che la cronaca non propini notizie allarmanti sulla diffusione del consumo di droghe tradizionali e sintetiche. Arresti e sequestri in tutta Italia, la cocaina assunta quasi come uno ''stile'' di vita, il tossicodipendente non piu' una figura deviata della societa' ma l'individuo comune che vive tra di noi e abusa di queste sostanze per semplice ''sballo'' o per una sorta di prestanza sociale. Per sfatare il mito illusorio dello svago artificiale esaltato dalle droghe di ogni tipo, e per comprendere l'inesorabile discesa nella dipendenza e nel vortice maledetto di queste sostanze che devastano l'essere, e' interessante leggere il romanzo di Roberto Filibeck, 'Dieci millimetri d'acciaio nella carne'. Il racconto si snoda come un viaggio allucinato e conduce il protagonista fino al progressivo abbrutimento, privandolo dell' identita', preda di questa malattia dell'anima che e' la droga. Ma cio' che risalta con forte drammaticita' in quest'opera, oltre all'impatto sofferente e carnale con cui l'autore ci narra l'illusione di ''curare'' le proprie debolezze mediante la fuga nell'eroina, sono i dati statistici, lo scorrere delle cifre, i flash giornalistici che Filibeck ha messo insieme all'interno dell'opera, integrandole perfettamente con la narrazione dei fatti. ''La polvere d'angelo attrae sempre di piu', soprattutto i giovani under 35, maschi e le femmine tra i 15 e i 24 anni''. Parlando del dilagare delle droghe sintetiche, l'autore sottolinea che a partire dal 2007 c'e' stato un vero e proprio boom di queste sostanze, con un ''aumento vertiginoso dei sequestri, effettuati soprattutto nei locali notturni, pari a un piu' 193,67 per cento. Si e' cosi' passati dalle 133.979 dosi sequestrate nel 2006 alle 393.457 del 2007''. Sono numeri che evidenziano la crescita esponenziale dei consumi. Questo perche', nonostante gli ingenti sequestri di migliaia di chili di droga che arrivano in Italia con i mezzi piu' stravaganti, di cui l'autore ci offre un dettagliato resoconto per la ''fantasia'' adottata dai trafficanti, la media dei prezzi si e' notevolmente abbassata, e la cocaina dal 2001 al 2006 e' passata da 99 a 83 euro. Non stupisce pertanto citare, come fa l'autore, quella denuncia sorprendente del Cnr datata Giugno 2007, che rilevo' presenza di cocaina nell'aria di Roma. Altro che ponentino! Tra il romanzo ed il saggio, il volume e' si' l'opera di un giornalista che persegue il fatto di cronaca ed il reportage sociale, ma e' soprattutto la vicenda di un individuo caduto in una trappola per molti mortale, e le sue parole scandiscono forte e crudo il percorso della follia che corteggia tante persone.  www.ansa.it

Il caffè non aiuta in caso di ubriacatura

 Fonte: American Psychological Association - Un tazzina di caffè per mettersi alla guida dopo aver bevuto alcol non ci fa stare meglio, piuttosto, altera la percezione del reale stato di ubriachezza, senza attenuarne i sintomi. 

E’ quanto emerge da uno studio pubblicato dall’American Psychological Association sulla rivista Behavioral Neuroscience in cui Thomas Gould e Danielle Gulick della Temple University negli Stati Uniti, presentano gli effetti che la combinazione di caffeina ed alcol provocano sui topolini. Gli esperimenti consistevano nel somministrare agli animali diverse dosi di caffeina e di alcol (etanolo, in quantità tale da arrivare a livelli di intossicazione), sia separatamente che in combinazione e successivamente nel misurare alcuni parametri considerati indicativi dello stato di ansia e delle capacità cognitive dei topi. I risultati hanno evidenziato che l’alcol diminuiva l’ansia provocata dalla caffeina ma, in contrasto, la caffeina non era in grado di migliorare le capacità cognitive inibite dall’alcol. Gli animali nell’esperimento, infatti, non erano in grado di evitare situazioni sgradevoli, indice di una scarsa capacità di imparare e ricordare eventi precedentemente acquisiti durante il test. Le dosi di caffeina somministrate erano equivalenti ad una/sei tazze di caffè e i ricercatori sostengono che la presente ricerca sia utile per sfatare il credo secondo cui il caffè sarebbe in grado di mitigare gli effetti di una ubriacatura. Chi consuma solo alcol infatti, può rendersi più facilmente conto dell’effetto che questa sostanza ha sul proprio organismo, sulla riduzione delle capacità di attenzione e sulla percezione della stanchezza, sintomi che possono venire mascherati dall’assunzione di caffè ma non neutralizzati, rendendo i soggetti più inclini a commettere azioni potenzialmente pericolose. Redattore: Staff Dronet

Consiglio superiore Sanità: nandrolone sia inserito in tabelle droghe

 Il Consiglio superiore di Sanità ha dato il suo ok all'inserimento del nandrolone nell'elenco delle sostanze stupefacenti. Lo rende noto il ministero della Salute: la proposta di inserimento dello steroide anabolizzante Nandrolone nelle Tabelle delle sostanze soggette a controllo del DPR 9 ottobre 1990, n.309, fortemente voluta dalla Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive, ha ricevuto il parere favorevole del Consiglio Superiore di Sanità.

Il Nandrolone, sostanza già vietata per doping ai sensi della legge 14 dicembre 2000, n. 376, è largamente utilizzato con finalità non terapeutiche a dosi anche da 10 a 100 volte superiori ai dosaggi prescritti a fini terapeutici, per migliorare la performance sportiva, per sviluppare le masse muscolari, per ridurre il grasso corporeo e perdere peso.

Evidenze scientifiche - sottolinea il ministero - dimostrano che l`abuso di steroidi anabolizzanti come il nandrolone possono provocare gravi disturbi psichiatrici quali schizofrenia, mania, delirio, depressione, tendenza al suicidio, paranoia e dipendenza dalla sostanza.

Il nandrolone - ricorda il ministero - è sempre presente tra le sostanze oggetto di sequestro da parte degli organi di polizia giudiziaria quali i Nas. E - conclude la nota - "il suo inserimento nelle tabelle delle sostanze stupefacenti costituirà un contributo importante al contrasto del suo uso illecito e alla difesa della salute dei praticanti attività sportiva agonistica ed amatoriale".

Fonte ADUC Droghe

Alanis Morissette: footing e cannabis la mia ricetta contro la depressione

Fare footing come antidoto alla depressione. Il consiglio viene dalla cantautrice canadese Alanis Morissette che a 35 anni si confessa alla rivista People. "Se c'e' qualcosa che mi turba, dice, mi basta uscire a correre e sono sicura che, quanto torno, ho le idee piu' chiare".

Alanis, reduce da ben due maratone rivela di seguire uno stile di vita sano mangiando soprattutto verdure, si definisce vegetariana al 90%, ma ammette anche di concedersi spesso qualche vizietto, in particolare vino rosso e ogni tanto marijuana, anche se precisa rigorosamente a scopo medico. Da sempre atleta molto attiva la cantante canadese, vincitrice di sette Grammy Awards, una volta era una grande nuotatrice ed arrivava ad allenarsi anche tutti i giorni della settimana. Andare a correre e' piu' faticoso ma "allacciate le scarpe, dice, scendo in strada e mi trasformo in un piccolo robot. I primi dieci minuti sono devastanti ma poi mi lascio andare". La Morissette ha corso due maratone di beneficenza e quella di New York City a novembre con Edward Norton. In ottobre ha partecipato anche alla Bizz Johnson Trail Marathon attraversando la Lassen National Forest in California. "Ho sempre lottato con problemi alimentari, ha detto, in particolare quando ero ragazzina, ma quando ho iniziato a trattare il mio corpo non piu' solo come un oggetto di bellezza, la mia relazione con il cibo e' completamente cambiata.

Ora di religione facoltativa sostituita dall'ora dello spinello...

 Nove studenti sorpresi a consumare hashish prima e dopo le lezioni, nei pressi delle loro scuole, sono stati multati con sanzioni da 450 euro in base alle ordinanze contro il consumo di droga. Secondo il vicesindaco di Milano Riccardo de Corato, tra gli studenti milanesi che fanno uso di stupefacenti si sta diffondendo l'abitudine di usare le ore prima e dopo le lezioni perdrogarsi. 'E l'ora di religione, che e' facoltativa - ha aggiunto - diventa spesso l'ora dello spinello'.

'In seguito all'informativa degli operatori dell'Api, l'Associazione poliziotti italiani - ha spiegato De Corato - sono stati rafforzati i controlli e le ispezioni a sorpresa effettuati in abiti civili dalla Polizia Locale al di fuori di una decina di istituti scolastici dove e' stato segnalato l'uso di sostanze stupefacenti nelle aree verdi limitrofe'.

SPOT HIV - secondo classificato al concorso "Write Aids" 1 dicembre 2009

Spot del giovane regista Enrico Mazzanti, in occasione della Giornata Mondiale contro l'HIV, 1 dicembre 2009, vincitore del 2 premio al concorso "Write Aids". Lo spot è stato realizzato con attori non professionisti, in collaborazione con Areagiovani e Progetto Imagina(c)tion.

FRANCIA - La cocaina avanza

 

"In Francia, gli ambienti sociali toccati dal consumo di cocaina sono talmente ampi ed eterogenei che è difficile, oggi, stilare il ritratto tipo del consumatore". Con questa frase di Etienne Apaire, direttore di Mission interministérielle de lutte contre la drogue et la toxicomanie (Mildt), si può riassumere la situazione. "I consumatori più numerosi sono operai e impiegati, appena dietro ai senza lavoro", rincara la dose Jean-Michel Colombani, capo di OCTRIS, l'Ufficio centrale per la repressione del traffico illegale di stupefacenti. Secondo lui, "la situazione è peggiorata da due o tre anni". La Francia paga, come gli altri Paesi europei, la volontà di diversificazione dei trafficanti dell'America Latina, in seguito alla saturazione dei mercati di Usa e Canada. "Ciò che m'inquieta, è la disponibilità del prodotto", aggiunge. Caraibi e Africa servono da intermediari per inondare il mercato francese.

 

FONTE: Aduc Droghe

Marijuana, farmaco miracolo al pari della penicillina

Parte dell’intervista a cura di Grazia Zuffa, al professor Grinspoon pubblicata su “Viaggio nella Canapa” Fuori Luogo, quaderno 2. Questo volume raccoglie gli articoli e le interviste di Lester Grinspoon, pubblicati su Fuoriluogo dal 1998 ad oggi, insieme ad alcuni scritti inediti in Italia. Lester Grinspoon, psichiatra, Professore emerito alla Harvard Medical School è autore di numerosi e fondamentali scritti sulle droghe: in Italia sono stati pubblicati nel 1995 Marijuana, la medicina proibita (coautore James B. Bakalar); nel 1996 Marijuana.

Professor Grinspoon, ci sono ancora dei dubbi sull’utilità terapeutica della canapa? Dal punto di vista scientifico no. Se i governanti riacquistassero la ragione, sarebbe considerata un farmaco miracolo come la penicillina. Perché al pari della penicillina è poco costosa (tolta la “tassa” della proibizione), è utile per molti disturbi e malattie, ed è innocua. Del resto è stata prescritta dai medici dalla metà del XIX secolo fino agli inizi del Novecento, e non si è mai registrato, e sottolineo mai, un caso di morte per l’uso di questa sostanza. … Ma il recente rapporto dell’Istituto di Medicina dell’Accademia Nazionale delle Scienze non raccomanda ulteriori ricerche, soprattutto per trovare modalità di assunzione meno dannose del fumo? Il rapporto ha esagerato i rischi del fumo e non ha valorizzato la vastissima documentazione di casi clinici, che testimoniano l’ampiezza delle applicazioni terapeutiche della canapa e la bassissima tossicità. … ……. Tutti i referendum fin qui promossi sono stati approvati, dunque sembra che la maggioranza dei cittadini sia convinta dell’utilità terapeutica della canapa. … Tutti i sondaggi dicono che dal 65 all’85% degli americani sono a favore. Anche i medici, che sono stati agenti e vittime dell’ideologia proibizionista, stanno mutando atteggiamento. … Non c’è il rischio di “medicalizzare” la canapa? …. Le industrie difficilmente produrranno questi farmaci, perché sono più costosi della canapa, anche se illegale. L’anno scorso 700.000 americani sono stati arrestati per l’uso di marijuana. ... Perché le industrie dovrebbero entrare in questa competizione che le vede perdenti in partenza? ... I derivati sintetici sono meno efficaci della pianta naturale. Già oggi esiste il Marinol, il THC sintetico, ma molti malati preferiscono fumare la marijuana perché funziona meglio e costa meno. L’unico modo per venire davvero incontro alle esigenze dei pazienti è di legalizzare la marijuana per qualsiasi uso.

fonte: associazione lucacoscioni

 

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