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Novità

Nixon: ''il proibizionismo? serviva per arrestare neri e hippie''

''Sapevamo che stavamo mentendo sui danni delle droghe? Certo che lo sapevamo.''

Registrazione di nuovi casi di intossicazione acuta associati all’uso dei cannabinoidi sintetici 5F- APINACA e AB-FUBINACA in Italia

Aggiornamento Allerta grado 3 – “Registrazione di nuovi casi di intossicazione acuta associati all’uso dei cannabinoidi sintetici 5F- APINACA e AB-FUBINACA in Italia; numerose identificazioni di cannabinoidi in materiali posti sotto sequestro e identificazione, per la prima volta sul territorio nazionale, dei cannabinoidi 2NE1, 5F- ADBICA, AB-FUBINACA, BB-22, AB-CHMINACA. 

A seguito dell’attivazione della prima Allerta “Individuazione del cannabinoide sintetico JWH-018 in un prodotto denominato “n-Joy” acquistabile su Internet e negli smart shop” e dei successivi aggiornamenti, l’ultimo dei quali l’Aggiornamento Allerta grado 3, il Sistema Nazionale di Allerta Precoce ha ricevuto 3 nuove segnalazioni di casi di intossicazione acuta associati all’assunzione di cannabinoidi sintetici e 11 nuove segnalazioni di casi di sequestro di cannabinoidi vari, inclusa l’identificazione, per la prima volta in Italia, dei cannabinoidi sintetici 2NE1, 5F-ADBICA, AB-FUBINACA, BB-22; AB-CHMINACA.

Dati rilevati 

A gennaio 2015, la Direzione Centrale Analisi Merceologica – Roma, ha segnalato l’identificazione del cannabinoide sintetico AM-2201 in materiale sequestrato da funzionari doganali e da militari della Guardia di Finanza, con il supporto di unità cinofile, durante un controllo effettuato al valico di Ponte Chiasso.

La sostanza dava esito negativo al narcotest e il possessore sosteneva che si trattasse di materiale fertilizzante. Tenuto conto del particolare tipo di occultamento e delle dubbie dichiarazioni del conducente, quattordici campioni (uno per panetto) sono stati inviati al Laboratorio chimico di Milano – Agenzia delle Dogane.

Il solido polveroso risultava completamente solubile in metanolo e dopo screening analitico in GC-MS e FT-IR, in tutti i campioni è stata identificata la molecola AM-2201 (1-(5-fluoropentil)-3-(1- naftoil)indolo).

A giugno 2015, la Direzione Centrale Analisi Merceologica e Laboratori Chimici, ha segnalato l’identificazione dei cannabinoidi sintetici 5F-PB-22 e AB-CHMINACA su un campione costituito da 12 bustine, spedite a mezzo raccomandata dalla Spagna, sequestrate a maggio 2015 dalla Guardia di Finanza – I Gruppo di Genova.

Ciascuna bustina (dimensioni 8,5 x 6,0 cm), era etichettata con la dicitura “VERTEX ULTRA EXTREME INCENSE PIRATE EDITION”, e conteneva un trinciato vegetale di colore verde (1 grammo ciascuna).

Le molecole AB-CHMINACA e 5F-PB-22 sono state identificate mediante analisi in GC-MS dell’estratto metanolico del materiale vegetale dal Laboratorio chimico di Genova – Agenzia delle Dogane.

La destinazione d’uso del prodotto, secondo quanto riportato in etichetta, risulta essere quella di incenso – non per uso umano. Per la molecola AB-CHMINACA si tratta della prima segnalazione di identificazione sul territorio italiano, giunta all’attenzione del Sistema di Allerta. Le molecole AB-CHMINACA e 5F-PB-22 non sono incluse nelle Tabelle del D.P.R. 309/90 e s.m.i.

A giugno 2015, la Direzione Centrale Analisi Merceologica, ha segnalato l’identificazione dei cannabinoidi sintetici 5F-PB-22 e AKB-48F su un campione costituito da 62 bustine sequestrate ad aprile 2015 dalla Guardia di Finanza di Genova.

Ciascuna bustina (dimensioni 9,0 x 7,0 cm), era etichettata con la dicitura “PANDORA BOX” e conteneva un trinciato vegetale di colore verde del peso netto di un grammo.

Le molecole 5F-PB-22 e AKB-48F sono state identificate mediante analisi in GC-MS dell’estratto metanolico del materiale vegetale dal Laboratorio chimico di Genova – Agenzia delle Dogane. La destinazione d’uso del prodotto, secondo quanto riportato nel retro dell’etichetta, risulta essere quella di reagente per la ricerca.

Le molecole 5F-PB-22 e AKB-48F non sono incluse nelle Tabelle del D.P.R. 309/90 e s.m.i.

A luglio 2015, la Legione Carabinieri Emilia Romagna – Comando Provinciale di Bologna, ha segnalato l’identificazione del cannabinoide sintetico AB-FUBINACA in materiale posto sotto sequestro a seguito di un controllo operato nei confronti di un minore, a luglio 2015. Il reperto era costituito da un contenitore di plastica trasparente con tappo rosso a vite, all’interno del quale era presente una bustina di plastica verde aperta, contenente una sostanza vegetale di colore grigio chiaro. Le analisi del reperto eseguite dal Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti – Carabinieri di Bologna, hanno evidenziato la presenza del cannabinoide sintetico AB-FUBINACA.

Non è nota la destinazione d’uso del prodotto sequestrato. In Italia la molecola AB-FUBINACA non risulta inclusa nelle Tabelle del D.P.R. 309/90 e s.m.i.

A novembre 2015 il Centro Antiveleni di Pavia, ha segnalato due casi di intossicazione acuta da uso del cannabinoide sintetico 5F-APINACA (N-(1-adamantyl)-1-(5- fluoropentyl)indazole-3-carboxamide) in associazione con altre sostanze psicoattive, analiticamente confermate. Si tratta dei primi due casi di intossicazione associati a questo cannabinoide sintetico registrati dal Sistema Nazionale di Allerta Precoce in Italia.

A gennaio 2016 la struttura di Tossicologia Forense dell’Università di Firenze/A.O.U. Careggi ha segnalato un caso di intossicazione acuta da uso del cannabinoide sintetico AB-FUBINACA (N-[(1S)- 1-(aminocarbonil)-2metilpropil]1-1-[(4-fluorofenil)metil]1H-indazolo-3-carbossammide), analiticamente confermato.

Il caso ha riguardato una studentessa che dopo aver “fumato uno spinello”, aveva accusato un malore tale da essere portata in pronto soccorso a Firenze dove i Tossicologi del reparto di Tossicologia medica avevano riscontrato tachicardia e tremori agli arti. La paziente riferiva di aver accusato allucinazioni uditive e visive, instabilità di deambulazione ed un episodio di vomito. Le analisi tossicologiche nei campioni biologici (sangue ed urine) hanno rilevato la presenza della molecola AB-FUBINACA.

Si tratta del primo caso di intossicazione associato a questo cannabinoide sintetico registrato dal Sistema Nazionale di Allerta Precoce in Italia.

Casi di intossicazione acuta totali registrati in Italia: In Italia sale dunque a 47 il numero complessivo di intossicazioni acute da cannabinoidi sintetici (con positività analitica accertata) che hanno richiesto intervento medico d’urgenza, secondo quanto riportato al Sistema Nazionale di Allerta Precoce a partire dal 2010.

 

 

La vera storia dei tossicodipendenti scozzesi che hanno insegnato tutto al cast di Trainspotting

 Craig Broadley è immobile sotto la pioggia scrosciante di Kingston Bridge, un cavalcavia dell'autostrada che taglia Glasgow in due, con il telefono attaccato all'orecchio come se da quello dipendesse la sua vita.

In poco più di un anno ha speso più di 20.000 sterline [25.600 euro circa] in cocaina. Faceva il muratore, ma ha perso il lavoro e ora sta per perdere la sua compagna e la figlia. Piange disperatamente, singhiozza.

In linea c'è John Ferns del Calton Athletic Recovery Group—che ci è passato e con le droghe ha avuto esperienze che non potreste nemmeno immaginare—che gli sta dicendo che se continua così morirà. È il momento di prendere una decisione. Di scegliere.

Scegliete la vita. Scegliete un lavoro. Scegliete una carriera. Scegliete la famiglia. Scegliete un maxi televisore del cazzo. Scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. Ma perché dovrei fare una cosa così?

L'apertura di Trainspotting, il film che nel 1996 Danny Boyle ha tratto dal libro di Irvine Welsh, è così nota da essere quasi un cliché. Il film con Ewan McGregor, Robert Carlyle, Johnny Lee Miller e Kelly McDonald è un vero cult. Parlava della droga come mai l'avevamo vista sullo schermo—siringhe, sniffate, vomito, tutto nel cuore del disagio di Edimburgo. C'erano i club, le feste e il sesso. Poi c'erano i postumi, i down, le overdose e i viaggi orribili. segue su VICE.IT www.vice.com/it/read/calton-atlhletic-trainspotting-721

Colombia legalizza canapa medica

ancora una nazione legalizza cannabis per uso terapeutico

Cannabis, la Consulta: "La coltivazione per uso personale resta reato"

Giudicata "non fondata" la questione di legittimità costituzionale posta dalla Corte di Appello di Brescia

http://www.repubblica.it/cronaca/2016/03/09/news/cannabis_la_consulta_legittimo_punire_coltivazione_per_uso_personale_-135095171/?ref=HRER1-1

Australia legalizza canapa medica

passato il voto al parlamento australiano

L’OMICIDIO STRADALE È LEGGE

 La legge, ecco cosa cambia

Il ddl fa diventare articoli autonomi del codice penale quelle fattispecie che finora sono state previste sotto forma di aggravante dei reati di omicidio colposo e di lesioni personali colpose. Per l’omicidio stradale potranno essere comminate pene fino a 12 anni, con particolari aggravanti per chi si dà alla fuga o guida senza patente o assicurazione. Per lesioni stradali – gravi o gravissime – la pena può arrivare fino a 7 anni, anche in questo caso con aggravanti omologhe a quelle per l’omicidio. Come pena accessoria resta la revoca della patente che, nei casi più gravi, potrà arrivare fino 30 anni. Prescrizione raddoppiata per i nuovi reati.

Un reato a sé

L’omicidio stradale colposo diventa reato a sé, graduato su tre varianti: resta la pena già prevista oggi (da 2 a 7 anni) nell’ipotesi base, quando cioè la morte sia stata causata violando il codice della strada. Ma la sanzione penale sale sensibilmente negli altri casi: chi infatti uccide una persona guidando in stato di ebbrezza grave, con un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi per litro, o sotto effetto di droghe rischia ora da 8 a 12 anni di carcere. Sarà invece punito con la reclusione da 5 a 10 anni l’omicida il cui tasso alcolemico superi 0,8 g/l oppure abbia causato l’incidente per condotte di particolare pericolosità (guida contromano, infrazioni ai semafori, sorpassi e inversioni a rischio).

Lesioni stradali

Ipotesi base invariata ma pene al rialzo se chi guida è ubriaco o drogato: da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime. Se comunque ha bevuto (soglia 0,8 g/l) o l’incidente è causato da manovre pericolose scatta la reclusione da un anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per le gravissime.

Conducenti di mezzi pesanti

L’ipotesi più grave di omicidio stradale (e di lesioni) si applica ai camionisti e agli autisti di autobus anche in presenza di un tasso alcolemico sopra gli 0,8 g/l.

Fuga del conducente

Se il conducente fugge dopo l’incidente scatta l’aumento di pena da un terzo a due terzi, e la pena non potrà comunque essere inferiore a 5 anni per l’omicidio e a 3 anni per le lesioni. Altre aggravanti sono previste se vi è la morte o lesioni di più persone oppure se si è alla guida senza patente o senza assicurazione. E’ inoltre stabilito il divieto di equivalenza o prevalenza delle attenuanti su alcune specifiche circostanze aggravanti. La pena è invece diminuita fino alla metà quando l’incidente non è conseguenza esclusiva dell’azione del colpevole.

Revoca della patente

In caso di condanna o patteggiamento (anche con la condizionale) per omicidio o lesioni stradali viene automaticamente revocata la patente. Una nuova patente sarà conseguibile solo dopo 15 (omicidio) o 5 anni (lesioni). Tale termine è però aumentato nelle ipotesi più gravi: se ad esempio il conducente è fuggito dopo l’omicidio stradale, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca. Qualora la patente sia di un altro Stato anziché la revoca vi sarà l’inibizione alla guida in Italia per un periodo analogo.

Raddoppio della prescrizione

Per il nuovo reato di omicidio stradale sono previsti il raddoppio dei termini di prescrizione e l’arresto obbligatorio in flagranza nel caso più grave (bevuta ‘pesante’ e droga). Negli altri casi l’arresto è facoltativo, restando però espressamente escluso, limitatamente alle lesioni, se il conducente presta subito soccorso. Il pm, inoltre, potrà chiedere per una sola volta di prorogare le indagini preliminari.

Perizie coattive

Il giudice può ordinare anche d’ufficio il prelievo coattivo di campioni biologici per determinare il dna. Nei casi urgenti e se un ritardo può pregiudicare le indagini, il prelievo coattivo può essere disposto anche dal pm.

corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/16_marzo_02/omicidio-stradale-rush-finale-battaglia-partita-firenze-ee044290-e081-11e5-b2b6-2550f04c767f_preview.shtml

Care, presa in carico “in armonia” contro la cocaina

Un centro residenziale per il trattamento della dipendenza, senza distacchi da lavoro e famiglia, tra moduli residenziali e ambulatoriali 

Presa in carico in armonia con le esigenze della persona, senza distacchi da famiglia o lavoro, un’alternanza tra moduli residenziali e ambulatoriali e un’alta personalizzazione del programma di trattamento, con costi ridotti rispetto alle comunità. Sono questi i punti di forza del progetto Care, un centro residenziale per il trattamento della dipendenza dalla cocaina realizzato nel Lazio grazie ad un finanziamento regionale nell’ambito della programmazione del Fondo regionale lotta alla Droga 2013-2015, in continuità con l’avvio del progetto dal 2011. Capofila la cooperativa sociale Il Cammino, ma alla realizzazione del progetto hanno partecipato anche la cooperativa Parsec, la Asl Frosinone, due Asl romane e con la collaborazione dell’Istituto Superiore di Sanità, del Centro Lacchiarella – Addiction Center (Regione Lombardia), l’Università D’Annunzio di Chieti e il dipartimento di Neuroscienze, Imaging e Scienze Cliniche.

www.romasette.it/care-presa-in-carico-in-armonia-per-dire-addio-alla-cocaina/

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