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Novità

Tutta la droga al cinema

 Horror, commedia, drammi, il cinema di questo periodo racconta l’alterazione psicofisica in ogni sua forma. Ecco per voi sette film, tra cui un esperimento italiano

Il cinema sta cercando di dirci qualcosa. Capita alle volte che film simili stiano in sala nello stesso momento, più spesso ancora che film dall’argomento simile siano in sala nello contemporaneamente. Ma è raro che ben 7 film che girano intorno alla droga si battano per gli stessi spettatori nei medesimi giorni. È quello che accade da questa settimana.

È evidente che si tratti di una coincidenza, anche perchè la data d’uscita italiana non coincide, né è sempre alla medesima distanza da quella del paese d’origine, tuttavia se c’è una cosa che il cinema ci ha insegnato è che è in grado come pochissime altre forme di produzione culturale di intercettare l’attualità e i movimenti sociali. Insomma se proprio ora, in questi mesi, ci stiamo raccontando così tante storie di droga, qualcosa vuol dire.

I sette film che girano intorno alla droga sono drammi, commedie,horror e d’autore, ambientati nella modernità, negli anni ‘80, nei ‘90 o in entrambe le decadi, alcuni sono pluricandidati agli Oscaraltri sarà difficile vederli, un paio di capolavori e altrettante schifezze, parlano di erba, coca, eroina, medicinali scaduti, pasticche e ultimissimi ritrovati. C’è insomma tutto il campionario del cinema e dell’alterazione psicofisica a portata di mano (se ci fossimo voluti allargare all’alcol ce n’era pure un ottavo, Un compleanno da leoni e se avessimo voluto proiettarci un minimo nel futuro, con le uscite a fine febbraio si aggiungeranno Snowpiercer e la sua droga del futuro).

L’ultimo di questi (in ordine di uscita) è però il più interessante, perchè è un film italiano che sembra aver preso lo spunto diBreaking Bad per farci una parodia dei film di Guy Ritchie comeLock & Stock o The Snatch, contaminata dall’umorismo (migliore) nostrano e da molti interpreti di Boris, la serie. Per questo lo affrontiamo per primo

1. Smetto quando voglio
Droga trattata: pasticche (non esistenti nella realtà)
È l’esordio la cinema di Sydney Sibilia, nato nei primi anni ‘80 malato di cinema e serie tv americane ma soprattutto regista coerente. Realizza una commedia divertente che non assolve nessuno, non vuole fare la morale ma solo cinema con tutti i crismi. Divertire e confezionare un film con delle idee (la più clamorosa è quella della fotografia con doppia dominante cromatica ma ce ne sono un’infinità di più piccole lungo tutta la storia). Tratta di ricercatori universitari senza un soldo che, come in Breaking Bad, mettono la loro intelligenza nella produzione e poi spaccio di pasticche, ma come in Big Bang Theory finiscono in ambienti e situazioni che sono troppo nerd per gestire, con un intreccio degno di The Snatch e una valanga di droga.
Dovrebbe essere ordinaria amministrazione ma nel nostro paese è un’eccezione esaltante. Ha fatto eccezione anche la promozione. Qualche settimana fa girava molto questo video esilarante di una rapina in farmacia con baionette. Era il virale di Smetto quando voglio.

2. The wWolf of Wall Street
Droga: tutte ma con una speciale passione per il Quaalude (non più in vendita), possibilmente scaduto
Per raccontare la finanza e la degenerazione degli anni ‘80 e ‘90 che ha portato alla situazione attuale Scorsese crea l’inferno. Un inferno che viene dalla realtà dell’autobiografia di Jordan Belfort, “un libro che mi ha scioccato per la serenità con la quale descrive abissi inediti di depravazione” ha detto il regista. Il film è esilarante e sembra esso stesso un lungo trip che a momenti forsennati di euforia ed esaltazione oppone altri di stanca, più calmi ma non meno deliranti.

3. Red Krokodil
Droga: Krokodil
Film italiano molto indipendente, molto a basso budget, molto difficile da trovare in sala (sono pochi i cinema che lo proiettano), sembra prendere spunto da Repulsione di Roman Polanski, per come è tutto girato in un appartamento con un protagonista preda di continue visioni e allucinazioni frutto di astinenza ed euforia da dose. Il krokodil è una vera droga, molto diffusa in Russia (dove è ambientato il film), così chiamata perchè sventra la pelle di ferite che somigliano a squame. E così nel film l’esasperazione delle visioni scarinifca il protagonista che intanto si immagina ignudo correre nei prati assolati. Non indimenticabile diciamo.

4. Hansel & Gretel e la strega della foresta nera
Droga: erba della varietà (non esistente) Black Forest High
Intitolato in originale Hansel & Gretel Get Baked è il terzo film sulla fiaba in questione ad uscire nel 2013 (gli altri due erano uno della Asylum, quelli di Sharknado, e Hansel e Gretel cacciatori di streghe). Rielabora con intuizione geniale la storia dei Grimm nei tempi moderni sostituendo ai dolci le droghe leggere, coltivate dalla strega nella sua cantina, con le quali ella attira i ragazzi da cuocere nel forno e mangiare.

Ma l’intuizione ancora più forte è che è un teen horror, uno di quei film in cui i ragazzi vengono massacrati da un killer, sulla scia diVenerdì 13 e via dicendo, che poi è effettivamente il parente moderno della fiaba originale (perchè si alimenta di odio verso gli adulti, condanna di abitudini immorali e morte di chi non resiste alle pulsioni elementari). Peccato che sia fatto con pigrizia. E dai produttori di Twilight.

5. Dallas Buyers Club
Droga: eroina
Ambientato negli anni ‘80 racconta la vera storia di Ron Woodroof, un texano omofobo che si scoprì positivo all’Hiv e, siccome il sistema sanitario statunitense forniva solo medicinali inutili, se non proprio dannosi, decise di cominciare ad importare quelli migliori dal Messico e rivenderli (oltre a prenderseli) in barba alla legge. Tutto questo in società forzata con un omosessuale eccessivo, malato anch’esso (ma agganciato con tutta la comunità sieropositiva) il cui grande problema, più ancora della malattia, era la droga.

6. I segreti di Osage County
Droga: medicinali, eroina
Sta passando sotto silenzio ed è un peccato perché, escluso The Wolf of Wall Street, è probabilmente il film migliore del gruppo, di certo il meno convenzionale.
Tratto da uno dramma teatrale vincitore di premio Pulitzer è una tragedia familiare ambientata negli anni ‘90 con una partenza eccezionale: in una famiglia borghese del centro degli Stati Uniti, composta da nonna, tre figlie e relative famiglie, la suddetta capofamiglia 70enne è una drogata totalmente instabile. Ed è interpretata da Meryl Streep. Una bomba.

7. The counselor
Droga: ignota (probabilmente cocaina)
Dal grande Cormac McCarthy e dall’immenso Ridley Scott una storia tutta dialoghi e racconti assurdi, terrore, minacce e morte ovunque. Si tratta di traffico della droga al confine col Messico da parte di signorotti del commercio di stupefacenti e di un avvocato, che per un incredibile coincidenza sembra essere responsabile del furto di una partita. Il cartello messicano non ci sta e non vuole sentire ragioni (“Vedila così: non è che non credano alle coincidenze, è che non ne hanno mai vista una”) e comincia la carneficina. Nessuno si fa ma tutto gira intorno al commercio di una partita ingente che cambia spesso mani con scambi frequenti di pallottole quando non tramite decapitazioni.

www.wired.it/play/cinema/2014/02/07/droga-cinema/

Studio Usa: si consuma troppa caffeina. Attenzione alla dipendenza


Rinunciare a questa sostanza può scatenare i sintomi tipici dell'astinenza

 

IlSole24Ore - Salute - Consumiamo troppa caffeina, e il risultato è che molte più persone di quanto comunemente si è portati a credere sono dipendenti da questa sostanza. Ad affermarlo è uno studio pubblicato sul Journal of Caffeine Research da un gruppo di ricercatori statunitensi guidati da Laura Juliano dell'American University di Washington DC, Steven Meredith e Roland Griffiths della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora e da John Hughes della University of Vermont. Gli studiosi spiegano che tra le persone che consumano abitualmente caffeina sono molte quelle che, quando ne vengono private, presentano dei comportamenti del tutto simili alle crisi di astinenza indotte dall'interruzione del consumo di sostanze stupefacenti.

 

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Lombardia, respinta mozione per depenalizzare la cannabis

Il provvedimento che chiedeva alla giunta regionale di attivarsi presso il governo per la depenalizzazione delle droghe leggere è stato respinto dal Consiglio. I voti favorevoli sono stati 22, mentre i contrari sono stati 37

 

La Repubblica - Milano - No alla depenalizzazione della cannabis. Il consiglio regionale della Lombardia ha bocciato a maggioranza la mozione presentata dal Patto civico di centrosinistra. Il provvedimento firmato dal consigliere Lucia Castellano sollecitava la giunta del Pirellone "ad attivarsi presso il governo affinchè si proceda alla depenalizzazione delle fattispecie di reato relative al consumo di droghe leggere e promuova il confronto quanto più plurale possibile sul contenuto del rapporto della commissione globale per le politiche sulle droghe".

 

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FRANCIA - Test per auto-depistaggio cannabis

 

Un test ideato ad hoc per l'auto-depistaggio della cannabis è ormai in vendita dai tabaccai in Francia. Lo ha annunciato la società produttrice, la Elie, precisando che una prima fase pilota coinvolge 3.000 negozi.
Il test, che sarà venduto ad un prezzo massimo di 3,50 euro, si rivolge soprattutto al folto pubblico dei fumatori occasionali - per dar loro la possibilità di sapere se sono ancora sotto l'influenza della Thc, la sostanza psicotropa della cannabis la cui eliminazione dall'organismo può richiedere diversi giorni.
"In Francia ci sono più di 4,5 milioni di fumatori occasionali e bisogna tenerne conto. Non si tratta di fare dei soldi, si tratta di fornire uno strumento utile", ha spiegato Elie all'Afp. A differenza di quelli salivari utilizzati dalla forze dell'ordine, i nuovi test sono urinari.
In caso di controlli stradali, un automobilista che presenti tracce di Thc rischia, a seconda della gravità, 4.500 euro di multa, il ritiro di sei punti dalla patente e due anni di reclusione.

Nel 2013 meno morti sulle strade (-12,3%). Pesano alcol e droga

 Meno morti sulle strade nel 2013, bambini e anziani restano le prime vittime e alcol e droga sono tra le principali cause degli incidenti(oltre il 20%). Sono alcuni dei dati elaborati dall'Osservatorio il Centauro istituito dall'Asaps, Associazione Sostenitori e amici della polizia stradale che ha fatto il bilancio dei più gravi eventi di pirateria stradale nel 2013, in totale 973. Sono 114 le persone che los corso anno hanno perso la vita, uccise da un pirata della strada, 1168 i feriti.

Rispetto al 2012 si segnala una diminuzione del numero dei morti, -12,3%, la maggior parte delle vittime della strada sono i pedoni e la regione maglia nera è la Lombardia. Ma Roma - sottolinea l'Asaps - da sola ha collezionato 30 eventi gravi, il 3,1% del totale. Il pirata della strada, secondo l'identikit tracciato dall'Asaps, è nella maggior parte dei casi un uomo tra i 18 e i 44 anni, e spesso fugge per paura di perdere i punti sulla patente o la patente stesa, ma sono in aumento i casi di assicurazione falsa o mancante del veicolo.

Il 55,8% degli autori viene poi smascherato, mentre il 44,2% resta ignoto. Più alta, 59,7%, la cifra dei pirati della strada a cui era stato dato un nome nel 2012. Su 973 inchieste, 543 hanno condotto all'identificazione del responsabile, arrestato in 146 occasioni (26,9% delle individuazioni) e denunciato in altre 397 (73,1%). E su tutti questi eventi pesa l'ombra dell'alcol e delle droghe: in 112 casi (20,6%) ne è stata accertata la presenza, ma è un dato che deve essere accolto con eccessivo difetto per essere considerato "attendibile", sottolinea l'Asaps, spiegando che la positività dei test condotti è riferibile solo agli episodi di pirateria nei quali il responsabile sia stato identificato, dunque 543 su 973. Ma spesso quando le forze di polizia identificano l'autore non ha più senso sottoporre il sospetto a controllo alcolemico o narcotest, perché sono trascorse ore o giorni dall'evento.

Gli eventi mortali sono stati 110 (11,3%), mentre quelli con lesioni 863 (88,7%), con 114 vittime e 1.168 persone finite in ospedale. Il 25,2% dei 543 pirati identificati è risultato essere forestiero. Sono stati invece 122 gli stranieri soggetti passivi di pirati, pari al 12,5% del totale fra feriti e deceduti. L'83,6% degli atti di pirateria - 813 contro 160 - avviene di giorno.

La geografia degli episodi vede al primo posto la Lombardia, con 155 episodi (15,9%), al secondo l'Emilia Romagna con 107 eventi (11%), e poi il Veneto con 86 casi (8,8%), Lazio e Toscana con 81 eventi ciascuna (8,3%). Un solo caso in Basilicata. Roma ha collezionato, da sola, 30 eventi gravi, il 3,1% del totale.

In tanti fumano le ortensie. "Attenti si può morire"

La moda' negativa è nata da un paio di anni in Germania. Gli effetti sono simili alla marijuana, ma gli effetti devastanti: le sostanze psicoattive della pianta si trasformano in Zyklon B, il gas mortale usato dai nazisti per la ‘soluzione finale’. Rischio di morte per soffocamento

Parigi - In crescita il consumo di piente di ortensie da parte dei fumatori di droga. La tendenza a usare la pianta, che permette di ottenere effetti simili a quelli della marijuana, è nata da un paio di anni in Germania e non è esente da problemi di salute, fino a causare la morte per soffocamento.

Il fenomeno pone un nuovo problema di salute pubblica: fumare le ortensie può rivelarsi molto pericoloso, se non mortale, con il possibile blocco del sistema respiratorio e del sistema nervoso centrale. Mentre gli effetti nel lungo termine non sono ancora conosciuti.

Peggio ancora, secondo un professore di farmacologia intervistato dal quotidiano svizzero Le Matin, se fumate in dosi elevate, le sostanze psicoattive della pianta si trasformano in Zyklon B, il gas mortale usato dai nazisti per la ‘soluzione finale’.

In Francia si sono moltiplicati i furti di ortensie. Nella regione del Nord-Pas-de-Calais, diversi villaggi della zona di Hucqueliers, vicino a Boulogne-sur-Mer, sono colpiti da questo nuovo fenomeno, già diffuso in Germania. Tanto che i gendarmi hanno aperto un’indagine in seguito a una ventina di denunce. Secondo la tv France 3 Nord-Pas-de-Calais, la ‘gang delle ortensie’ non agirebbe per decorare il giardino di casa, ma per ottenere effetti simili a quelli della cannabis, mescolando i petali con le foglie di tabacco. Questo sostituto sarebbe molto meno caro e soprattutto meno rischioso sul piano penale per i trafficanti.

Berlino ha detto di prendere la situazione molto sul serio, riconoscendo tuttavia che controllare un tale consumo è piuttosto difficile. Difficile impedire alle persone di piantare ortensie nel proprio giardino.

qn.quotidiano.net/esteri/2014/02/04/1020625-fumatori-ortensie-aumento-morte.shtml

 

USO SIMULTANEO DI TABACCO E CANNABIS

Retecedro - Una crescente letteratura ha documentato la prevalenza e i processi implicati nell’uso simultaneo o alternato di cannabis e di tabacco. Alcuni importanti dinamiche nell’uso concomitante di queste due sostanze non sono però ancora chiare. Un maggiore comprensione delle correlazioni cliniche dell’uso concomitante di cannabis e di tabacco potrebbe suggerire in che modo ridefinire le strategie per migliorare gli esiti di cessazione dell’uso e al tempo stesso in che modo potrebbero diminuire i costi di sanità pubblica associati con l’uso di tabacco e di cannabis.

Dal punto di vista metodologico, è stata effettuata una review sistematica su tre aspetti centrali della questione: diagnosi cliniche, problemi psico-sociali e risultati associati con l’uso simultaneo di tabacco e di cannabis. In particolare, sono stati analizzati 28 studi che comparano le correlazioni cliniche negli utilizzatori simultanei di tabacco e di cannabis a utilizzatori di solo tabacco o di solo cannabis. Di questi studi, 16 esaminano diagnosi cliniche, 4 esaminano problemi psico-sociali e 11 esaminano gli esiti della cessazione negli utilizzatori simultanei di cannabis e di tabacco. Rispetto al solo utilizzo di cannabis, l’uso simultaneo di cannabis e di tabacco è associato a un maggior numero di problemi clinici correlati all’uso di cannabis, a maggiori problemi psico-sociali e a risultati minori di cessazione dell’uso di cannabis. Rispetto al solo uso di tabacco, l’uso simultaneo non appare associato in modo consistente con maggiori problemi provocati dall’utilizzo di tabacco, né a maggiori problemi psico-sociali o a risultati peggiori nella cessazione dell’uso.

In conclusione, gli utilizzatori di cannabis che fumano anche tabacco appaiono più dipendenti dalla cannabis, presentano maggiori problemi psico-sociali e hanno esiti sulla cessazione dell’uso meno favorevoli rispetto a coloro che usano cannabis ma non tabacco.

Peters E. et alter, 2012, Clinical correlates of co-occurring cannabis and tobacco use: a systematic review, Addiction, 107, pp. 1404–1417.

Disponibile c/o CESDA.

Muore di overdose Philip Seymour Hoffman

Il premio Oscar è stato trovato nel bagno del suo appartamento nel West Village con l'ago nel braccio. Aveva avuto una ricaduta con l'eroina dopo 23 anni. Lascia la compagna Mimi O'Donnell e tre figli, Alexander, nato nel 2003, Tallulah, una bimba di otto anni, e Willa, di sei

New York - Il corpo senza vita è stato trovato nel suo appartamento di Manhattan, al numero 35 di Bethune Street, con l'ago nel braccio, riverso nel bagno, Il premio Oscar Philip Seymour Hoffman, 46 anni, è morto per overdose. La telefonata che ha avvisato gli agenti è arrivata alle 11.15 di mattina, a chiamare il 911 è stato lo sceneggiatore David Katz col quale Hoffman stava collaborando. Era preoccupato che l'attore non rispondesse alle chiamate ed era andato a casa sua. Un edificio di mattoni nel West Village.

Hoffman aveva ammesso di avere avuto problemi di droga e l'anno scorso si era fatto ricoverare in riabilitazione per abuso di eroina. A maggio aveva passato dieci giorni in una clinica, poi aveva ringraziato pubblicamente la famiglia e gli amici che l'avevano supportato. Era stato senza toccare nulla per 23 anni prima di avere una ricaduta nel 2012.

Secondo il New York Post, è stato trovato con la siringa ancora conficcata nel braccio, chiusa dal laccio emostatico. La polizia ha anche trovato una bustina con l'eroina. La famiglia ha poi rilasciato una breve dichiarazione: "Siamo devastati dalla scomparsa del nostro amato Phil... E' una perdita tragica, inaspettata". Lascia la compagna Mimi O'Donnell e i loro tre figli, Alexander, nato a marzo 2003, Tallulah, una bimba di otto anni, e Willa, di sei.
Fuori l'appartamento, per strada, in poche ore si è formata una folla silenziosa. Centinaia di persone in attesa di un segno. Qualcuno ha appoggiato fiori sul portone. "Era uno del quartiere", racconta un vicino, Christian McCulloch, 39 anni. "La mattina si incontrava coi bambini mentre andava a prendere il caffè qui sotto. E' una notizia disperatamente triste".
Hoffman era tra i più grandi. La statuetta l'aveva vinta per la sua interpretazione in 'Capote', migliore attore nel 2005, ma di nomination nel aveva avute tre come miglior attore non protagonista. Era la spalla perfetta. Oltre che un grande attore di teatro, con tre candidature ai Tony Awards.

Su Twitter i saluti sono centinaia. da John Hurt, con lui in 'Owning Mahowny' (2003), all'attore di 'Frozen', Josh Gad: "Ho il cuore spezzato, e la mente. Il mio idolo è scomparso e sono così confuso e triste RIP". "Abbiamo perso uno dei più grandi oggi", scrive Aaron Paul, (Jesse di 'Breaking Bad'). "Philip Seymour Hoffman RIP amico mio. Ci mancherai sempre e per sempre". Steve Martin si dice "shocked", così come Whoopi Goldberg, mentre Ricky Gervais dice: "RIP Philip Seymour Hoffman. Uno dei più grandi attore di questa generazione e un uomo dolce, buffo, e modesto". Zach Braff lo definisce "uno dei più grandi attori dei nostri tempi", mentre Rose McGowan lo descrive come "un talento gigante toccato dal fuoco sacro", Elijah Wood aggiunge "riposa in pace, Philip Seymour Hoffman". I commenti aumentano ogni minuto. Mia Farrow, Albert Brooks, Andie MacDowell, Ellen DeGeneres, ma non solo attori, dopo Bill De Blasio anche Chelsea Clinton ha lasciato un saluto commosso.
www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2014/02/02/news/morto_philip-seymour-hoffman-77545376/

Non è semplice uscirne

Ciao,

nn sò gestirmi sono piena di buoni principi ma poi ricado sempree nei soliti errori.

Vengo da una famiglia dove, mio padre è un narcisista compulsivo, mio fratello un maniaco depressivo grazie a loro mia madre una poverta vittima che se l'è sempre rifatta con me.

Pensavo di essermi salvata mentre in realtà circa 15 anni fà per gioco ho provato la coca,

per i primin 5 anni anni io ed il mio ex marito ne avremo usata la bellezze di 5 gr in 5 anni....

il problema sorge quando mi sono separata dove ho toccato il fondo ho finito tutti i soldi rubavo nei negozi di mio padre per fumarla. Un fidanzato che mi picchiava quando era in calo... morale sono dovuta tornare a casa di mia madre, subendomi a capo basso tutte le offese le botte di lei e dio mio fratello da li sono ripartita mi sono ripresa un appartamento mi sono rifatta la mia vita lontana da loro ma nn riesco a liberarmi da questo fidanzato che mi prosciuga nn mi da niente ma io lo tengo li nn so a far cosa poi visto che nn mi da niente.....

Come posso fare a mandarlo via che atteggiamento devo avere?!?!

Grazie

 

 

 

 

 

Dallas Buyers Club, un racconto sentimentale che ribalta uno tra i più odiosi luoghi comuni omofobi.

 

Locandina Dallas Buyers Club

Ron Woodroof vive come se non ci fosse un domani, non credendo alla medicina ma professando solo la religione della droga e dell'alcol. La scoperta di non avere realmente un domani a causa della contrazione del virus HIV apre un calvario di medicinali poco testati e molto inefficaci, fino all'estrema soluzione di sconfinare in Messico alla ricerca di cure alternative. Lì verrà a conoscenza dell'esistenza di farmaci e cure più efficaci, ma non approvate negli Stati Uniti, che deciderà di cominciare ad importare e vendere a tutti coloro i quali ne abbiano bisogno, iniziando un braccio di ferro legale con il proprio paese.
Nel percorso attraverso le fiamme costituito da un male lento e letale come quello portato dal virus HIV esiste un che di religioso. I più bigotti hanno individuato nella malattia a cui il virus porta (che essendo venerea si trasmette anche attraverso il sesso e che ha colpito molto gli omosessuali) una punizione divina per atteggiamenti contrari alla morale promulgata dalla Bibbia, Jean-Marc Vallée invece usa l'abisso dell'aspettativa di morte a causa dell'HIV per raccontare un percorso di santità.
Ron Woodroof come i grandi santi dell'antico testamento parte dalla posizione più deprecabile, preda di tutti i principali vizi e colmo d'odio verso chiunque non sia come lui, ma la prossimità alla morte lo costringerà a rivedere la propria intolleranza e ad aprirsi a un commercio e una benevolenza verso il prossimo che sono la caratteristica portante della santità.
Dunque, benchè Dallas buyers club sia assolutamente privo di metafore direttamente religiose, è innegabile il suo lavoro di ribaltamento di uno tra i più odiosi luoghi comuni omofobi, attraverso un eterosessuale che si apre al prossimo, facendosi portatore di salvezza e vita contro un sistema che sembra negarla.
Tutto questo scontro e questo percorso di rinegoziazione del ruolo degli eterosessuali nella lunga battaglia per ottenere cure efficaci e tempestive contro il virus HIV (che per molti versi ha riguardato soprattutto gli omosessuali), il film lo gioca sul fisico emaciato e smagrito di Matthew McConaughey che tra chili persi e un trucco molto efficace mostra, con le varie fasi della propria salute, il senso stesso della purificazione umana sulla sua faccia.
L'attore benedetto da William Friedkin (con il suo Killer Joe è cominciata per lui una seconda carriera da attore, non più bello e scemo ma affidabile maschera d'intensità) ha un film sulle sue spalle, che da lui pretende e ottiene anche troppe impennate di qualità strappalacrime e prendiapplausi ma in cambio non gli fornisce quel che dovrebbe.
Dallas buyers club è infatti un racconto sentimentale molto ruffiano, che cavalca l'esaltazione della reale battaglia per la conquista del proprio diritto alla vita da parte di un uomo che compie tutto il percorso da deprecabile fino ad adorabile, un eroe pieno di difetti e dunque ancor più amabile, decisamente meno interessante, complesso o profondo di quanto l'interpretazione di McConaughey non cerchi di farlo apparire.
Inoltre, per andare appresso al suo protagonista sempre e comunque, cercando nel suo corpo la soluzione di ogni scena e l'esaltazione di ogni passaggio importante, Jean-Marc Vallée trascura il resto del cast nonchè della storia. Ne fanno le spese specialmente Jared Leto e Jennifer Garner a cui vengono lasciati solo scampoli ininfluenti che li trasformano in meri condimenti degli assolo del protagonista.

www.mymovies.it/film/2013/thedallasbuyersclub/

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