Informazioni, esperienze e notizie sulle sostanze psicoattive. Pubblica anche tu.

Domande agli Operatori

Cerca nell'archivio di 29900 risposte, o fai una nuova domanda, anche in forma anonima.

Scrivi una domanda e clicca su Invia (max. 250 caratteri).
  • Un nostro Operatore autorizzato (vedi chi siamo) risponderà presto alla tua domanda.
  • Il tempo di risposta potrebbe variare a seconda della difficoltà del quesito.
  • La domanda sarà nascosta a tutti finché non verrà pubblicata assieme alla risposta.
  • Una volta pubblicata, la risposta sarà leggibile a tutti nell'archivio. Se preferisci una risposta privata, usa il modulo di contatto.
Facoltativo: inserisci il tuo indirizzo email se vuoi ricevere un avviso quando verrà pubblicata la risposta.
Type the characters you see in this picture. (verifica con audio)
Inserisci il testo che vedi nell'immagine qui sopra. Se non riesci a leggerli, invia il modulo e una nuova immagine sarà generata. È indifferente a maiuscole e minuscole.
Annulla
Cliccando su Invia autorizzi il trattamento dei tuoi dati personali solo ed esclusivamente per rendere possibile questo servizio, secondo la policy del sito. Tali dati sono strettamente confidenziali e non saranno divulgati in alcun modo.

Novità

GRAN BRETAGNA - Tossicodipendenti. Come procurasi i soldi per la droga senza commettere reati

 Consentire ai tossicodipendenti di procurarsi legalmente dei soldi per acquistare la propria droga. Questa e' l'ambizione della rivista “Illegal!” che e' appena uscita per la strade di Londra. Questa pubblicazione e' nata gia' un anno fa a Copenaghen sotto l'egida di un gruppo danese impegnato per una revisione della legislazione in materia.
Michael Lodlberg Olsen, che guida questo progetto come capo redattore, ha spiegato come funziona al quotidiano britannico “The Guardian”: “I primi tempi, la rivista viene distribuita gratuitamente ai consumatori di droghe perche' essi stessi la vendano al prezzo di 3,50 Lst (4,40 euro). Se le vendite funzionano, essi devono versare 1,50 Lst (1,80 euro) per ogni numero, si' da coprire i osti di pubblicazione”.
Opponendosi alla “guerra” che viene condotta contro i consumatori di oppiacei, Olsen spera che la propria rivista “sulla cultura della droga, sia essa positiva o negativa”, consenta di aprire un dibattito in merito: “Non ci si puo' comportare come se si ignorasse che la droga e' ovunque e che nelle strade ci sono delle persone che abitualmente finanziano la propria dipendenza con il furto o la prostituzione. La nostra iniziativa da' loro un'alternativa. Lo scopo e' di rompere il legame tra tossicodipendenza e criminalita”.
Il primo numero, realizzato in collaborazione con un organismo di ricerca sulle droghe, propone “una guida per un consumatore con piu' sicurezza e tranquillita'”. La versione danese della rivista e' gia' diffusa in 15.000 copie. A Londra e' prevista una tiratura di 2.000 copie.

ADUC Droghe

Sigarette porporate

 La clamorosa notizia delle "sigarette cardinalizie", apparsa su Repubblica del 9 ottobre (p.24), fa riflettere sulle contraddizioni di chi si accanisce contro i consumatori di droghe illecite, e in particolare di cannabis - comprese le demonizzazioni vaticane, notevolmente amplificate dalla popolarità di Bergoglio, il quale ripetutamente torna su questo argomento. Per chi non avesse visto il succitato articolo: tra i vari benefici di cui fruiscono cittadini sia vaticani, sia italiani dipendenti della Santa Sede (benzina scontata, &c) - benefici che tra l'altro servono come integrazione, a spese di quelli di noi che pagano le tasse, dei salari vaticani spesso piuttosto bassotti - spiccano i 500 (diconsi cinquecento) pacchetti di sigarette al mese cui hanno diritto i porporati: in parte a prezzo "normale", cioè già fortemente scontato date le esenzioni fiscali concordatarie mussoliniane e poi craxiane, in parte a prezzo ulteriormente ridotto. L'articolo avanza dubbi sulla destinazione di tali imponenti quantità di droga: quanta parte se ne va in regalini a parenti, amici, clientes? quanto invece passa a un elettronico "mercato grigio"? Ma questo dilemma, in verità, poco ci interessa; ci interessa piuttoso lo stridente contrasto - cautamente ignorato dai vari schieramenti sociali e politici, forse anche per evitare una impopolare critica a Bergoglio - tra il proibizionismo duro e puro nei riguardi delle droghe illecite e questa elargizione urbi et orbidi una droga al top della patogenicità. Tra l'altro, pur dopo alcune misure limitative introdotte a seguito di passati scandali, sono proseguite in diverse forme le manipolazioni operate dalle multinazionali del tabacco al fine di accrescere il già forte potenziale della nicotina di indurre dipendenza; un potenziale, secondo gli esperti, addirittura superiore a quelli dell'eroina, degli psicostimolanti e del crack. Insomma, stretta la foglia della cannabis, ma larga la manica per Nicotiana tabacum... 

L'iconoclasta.

GLOBAL DRUGS SURVEY 2015

 

Global Drug Survey (GDS), la più vasta  ricerca indipendente sui consumi di droghe è ora accessibile anche ai consumatori italiani.
Grazie alla collaborazione di Forum Droghe, dal 17 novembre al 20 dicembre 2014 sarà on line la versione in italiano della Global Drug Survey e potrai partecipare al più vasto monitoraggio sui consumi di droghe promosso da ricercatori indipendenti, basato su informazioni fornite da consumatori di tutta Europa e del mondo in modo anonimo e diretto.
Il sito: www.globaldrugsurvey.com/GDS2015

un adolescenza ai limiti

Ciao a tutti.sono Andrea un ragazzo di 24 anni fumatore di droghe leggere e assumo anke una piccola quantita giornaliera di anti depressivo poiche ho avuto in adolescenza e lultimo episodio risale a inizio 2013 crisi di depressione in invalidanti totalmente x me..ovvero nn andavo piu a scuola e fin li ok..x fortuna mia nn sn mai stato bocciato....poi t affacci al lavoro e cominciano i problemi...mi kiudevo in camera perennemente al buio e stop..perdevo lavoro e tutto...fortunatamente ho sempre avuto afianco persone care e una famiglia fantastica.....partendo dal pressuposto ke tt oggi non credo nel lavoro degli psicologi e ne ho visti a migliaia io mi chiedo ma puo essere la marijuana la causa??????? Spiegand ke il primo episodio risale alla tenera eta di 14 anni...poi 17 e 18 anni rischiando di perdere la maturità...poi 21 anni xdo il lavoro di allora...nel 2013 un altro lavoro...............a febbraio 2015 saranno passati due anni dall ultimo episodio e cmq nn ho mai smesso di fumare......ribadendo ke in questi tempi nn si puo xdere lavoro m faccio a essere sicuro ke non mi vengano piu crisi??????? Io sn molto sensibile anke se nn sembra e forse piu vulnerabile di molte altre personee...
ma fumare mi piace...fareii fatica a smettere...poi questi santissimi zoloft,sertralina depakin fanno qualcosa?????? Io dall oggi al dmn mi kiudevo in camera cosi come di punto.in bianco guarivo....ho sempre avuto la percezione di uscirne.da solo pur sotto effettp di anti depressivi e stabilizzatori di umore.....dopo la maturita esplosione fase up come dicevano i dottori paziente bipolare...un mese prigioniero della cocaina influenzato da xsone piu grandi..poi dp un mese davanti ad una scelta o droga o amici ne usciii...ma le canne sn rimaste...attualmente ho un lavoro seppur precario..penso di aver trovato 4 anni fa ormai la mia compagna di vita e mi sento bene.
.ma la paura dentro d me ke ritornino episodi di depressione é forte......un saluto a tutti

Uso di marijuana puo' far ridurre la massa cerebrale. Studio

 Fumare marijuana in giovane eta' puo' avere conseguenze di lungo termine sul cervello, e persino ridurre il quoziente intellettivo: lo rivela uno studio dei ricercatori della University of Texas. La ricerca - riportata dal Washington Post - e' stata pubblicata in un momento in cui negli Usa ferve il dibattito sulla legalizzazione della cannabis per uso ricreativo e terapeutico, con i referendum svoltisi in occasione del voto di midterm che vanno in questa direzione. Lo studio mostra come ci siano differenze cerebrali tra i fumatori abituali di marijuana e le altre persone. Gli scienziati, in particolare, hanno osservato 48 soggetti che fanno uso di cannabis almeno quattro volte alla settimana e hanno iniziato a fumare tra i 14 e i 30 anni, notando che hanno meno materia grigia nella zona della corteccia orbito-frontale rispetto a 62 soggetti che non ne fanno uso. "Prima si inizia a fare uso di marijuana, piu' pronunciate sono le differenze", ha spiegato ai media statunitensi la dottoressa Francesca Filbey, autrice principale dello studio e professore alla School of Behavioral and Brain Sciences dell'University of Texas. "L'adolescenza e' il momento in cui il cervello inizia a maturare - ha precisato - qualunque esposizione a sostanze tossiche puo' avere conseguenze decisive". Mentre la dottoressa Susan Weiss, direttrice per gli Affari Scientifici del National Institute on Drug Abuse, ha affermato che lo studio fornisce importanti prove sui pericoli causati dalla cannabis. "E' una ricerca complessa e interessante che mostra come l'utilizzo frequente di marijuana, soprattutto in giovane eta', ha significative conseguenze negative sul cervello", ha sottolineato Weiss, precisando che tali risultati rappresentano una sfida alla convinzione diffusa che la cannabis sia una droga innocua. 

ADUC Droghe

Nas sequestrano a Firenze integratori alimentari con sostanze proibite e pericolose per gli atleti. La DMAA è vietata in Italia ma è venduta regolarmente via internet

 

NAS integratori

Sequestrate 141 confezioni di un integratore alimentare contenente dimetilammina (DMAA)

I Carabinieri dei Nas di Firenze e Bologna hanno sequestrato 141 confezioni di un integratore alimentare contenente dimetilammina ( DMAA) e 93 etichette a tre aziende che importano e vendono questi prodotti agli sportivi. L’inchiesta è stata avviata dopo la denuncia presentata da un atleta risultato positivo ad un controllo antidoping alle olimpiadi invernali di Sochi, a causa di un integratore alimentare prodotto in USA ma venduto in Italia. Il preparato conteneva dimetilamilammina che però  non era dichiarata in etichetta.

Il DMAA è una sostanza fortemente stimolanteinclusa nell’elenco dei farmaci considerati dopanti, famosa per i numerosi effetti avversi, tanto da essere vietata un po’ in tutto il mondo. Nonostante queste premesse tre atleti su sei alle ultime olimpiadi (il giocatore di hockey lituano Vitalijs Pavlovs, la fondista e biatleta Evi Sachenbacher-Stehle e il bobbista italiano William Frullani) sono risultati positivi al DMAA . L’aspetto curioso è che tutti gli atleti hanno ammesso di assumere un non meglio definito “integratore alimentare”

integratori vegetali 481055417

Questi integratori alimentari vietati sono venduti liberamente su internet da grandi e grandissimi operatori dell’e-commerce

Non siamo però di fronte a farmaci venduti sotto banco in alcune palestre, ma a prodotti venduti liberamente su internet da grandi e grandissimi operatori dell’e-commerce, anche se non rispondono ai requisiti di sicurezza stabiliti in Europa e negli USA.

Il problema vero non riguarda l’impiego di sostanze dopanti da parte di atleti poco avveduti, ma l’e-commerce portato avanti da alcuni siti americani ed europei che continuano ad operare al di fuori di ogni regola, compresa la normativa anti-doping. Questi siti si presentano in maniera del tutto rispettabile al consumatore, in lingua italiana, a volte sfidando apertamente le normative nazionali e comunitarie. Purtroppo i controlli mancano, per cui oggi procurarsi un  integratore  vietato nella stragrande maggioranza dei paesi  acquistandolo in un sito apparentemente legale è un’operazione semplicissima.

 

integratori 57450468

Per stroncare questo commercio illegale basterebbe applicare norme e sanzioni che esistono

Le leggi ci sono. Chi vende via internet integratori destinati anche a cittadini italiani deve rispettare le norme europee e quelle in vigore nel nostro paese oltre che notificare, come fanno gli altri operatori, la lista dei prodotti al Ministero della salute. Per stroncare questo commercio illegale basterebbe applicare norme e sanzioni che esistono senza timidezza e temporeggiamenti, come accade di solito. Il Fatto Alimentare da anni porta avanti una campagna contro la vendita di integratori a base di DMAA. Questo intervento dei Nas forse poteva essere fatto due anni fa,  ma va finalmente  nella direzione giusta

Roberto La Pira e Luca Bucchini www.ilfattoalimentare.it/nas-integratori.html

Tossicodipendenza curata con l'ayahuasca in Amazzonia

 

Lontano dalle cliniche di disintossicazione occidentali, il rustico centro di Takiwasi a Tarapoto, nell'alta Amazzonia peruviana, accoglie pazienti dal mondo intero per il trattamento della tossicodipendenza basato sull'ayahuasca, pianta da cui si estrae una medicina tradizionale millenaria. Ancora poco tempo fa, questa regione del Peru' era una delle principali zone di produzione della pasta-base della cocaina e Tarapoto era una delle tre citta' in cui il consumo di droghe di tutto il Paese era il piu' alto. Una cura di disintossicazione a Takiwasi e' preceduta da una selezione, un contatto diretto con il paziente e la sua storia clinica, e “dura nove mesi, come una gravidanza”, dice all'agenzia France Presse (AFP) Jacques Mabit, direttore e fondatore del centro. Il medico francese arriva in Peru' negli anni 80 con Médecins Sans Frontières e si stabilizza nella regione dove nel 1992 ha creato questo centro di medicina tradizionale e alternativa, che si estende su piu' di due ettari di vegetazione tropicale e che e' anche dotato di una riserva botanica e un laboratorio. Il centro, che funziona come un dispensario ed ha il sostegno delle autorita' locali, non accetta, in modo stanziale, piu' di una quindicina di persone alla volta per i trattamenti contro la dipendenza da prodotti legali e illegali, o per comportamenti “come se fosse un tossicodipendente” (gioco, denaro, sesso). L'assunzione ritualizzata dell'ayahuasca avviene sotto forma di bevanda, sorbita in gruppo sotto controllo di medici psicologi e psicoterapeuti; se la bevanda e' “adeguata, consente al paziente di visualizzare il proprio mondo interiore e di connettersi con visioni, sensazioni, percezioni ed un'intelligenza accresciuta”, “come passare da un film in bianco e nero ad un film in 3D”, dice Mabit. “Quando si prende l'ayahuasca, tutti i sensi sono amplificati, la vista, l'udito, l'odorato, fino alle funzioni psichiche”, “e' uno strumento di conoscenza per arrivare a riconciliarsi ed essere in pace con se stessi”. La liana di ayahuasca e delle foglie di un'altra pianta (chacruna) sono mescolate in una pozione attraverso un processo biochimico che provoca gli effetti medicinali. Accompagnata da “diete” di isolamento, da purghe, la cura include anche una vita quotidiana in comune con i ritmi di alcune attivita' dove ogni paziente impara a cucinare, fare il pane, lavare la propria roba e prendersi cura di se'. La cura costa circa 1.000 dollari al mese, ma il centro, in accordo con il ministero della Sanita', accetta anche pazienti peruviani indigenti. Un terzo dei pazienti, secondo Mabit, dopo la cura abbandona o ha una ricaduta. L'ayahuasca, in questi ultimi anni, ha dato vita ad un notevole “turismo sciamanico”, attirando occidentali avidi di sensazioni forti che talvolta possono essere negative. Per questo l'ambasciata francese, sul proprio sito web ha messo un avviso di messa in guardia ai viaggiatori “contro il consumo di ayahuasca, pianta allucinogena utilizzata dagli sciamani in Amazzonia, iscritta in Francia nel registro degli stupefacenti". “La raccolta e' reale -dice Mabit- ma se e' male inquadrata, puo' essere pericolosa, occorre una preparazione a monte, un percorso terapeutico”. Il medico, che anch'esso prende della ayahuasca da diversi anni, valuta che “fintanto che non ha sperimentato la ayahuasca, non ha risolto i suoi dubbi. Questa medicina e' usata da migliaia di anni in Amazzonia e non provoca  dipendenza”. In questi ultimi anni, il centro e' stato oggetto di diversi studi ed ha partecipato ad un progetto di valutazione dei trattamenti contro la tossicodipendenza con la ayahuasca con ricercatori internazionali di diverse universita' occidentali. Alla fine del trattamento, un paziente francese, in quarantena, sostiene che la sua vita sia cambiata. “La ayahuasca e' come uno spirito che valuta le nostre possibilita' e cio' che si e' capaci di sopportare”. “E' una forma di intelligenza con una considerevole efficacia, serve a vedere completamente diversi i propri orientamenti”. Ricercatore e antropologo medico, Roger, un norvegese, valuta che le settimane passate a Takiwasi “gli hanno fatto cambiare opinione sulla medicina tradizionale”. “Ho acquisito piu' rispetto verso questo sapere”. Robinson Pai, un “curandero” (guaritore) della comunita' Awa, di Nariño in Colombia, ha soggiornato a Takiwasi. “Siamo venuti per conoscere e condividere l'uso delle piante medicinali che utilizziamo anche nei nostri territori”. “Per noi, l'ayahuasca e' una pianta sacre e potente, che guarisce, che insegna e apre i nostri pensieri”.

(reportage di Marie Sanze, per l'agenzia France Presse – AFP del 02/07/2013)

Secondo lei, il mio papà usa metamfetamine ?

 

Oggetto: domanda
Corpo del messaggio ( alcuni dettagli sono stati eliminati e sostituiti per l’assoluta privacy dell’utente)
Buongiorno, recentemente e’ successa una cosa strana a mio papa’ (classe 2014) Travolto da una automobile in un incidente stradale col suo scooter e riportando gravi danni (frattura del bacino del femore del naso del cranio occipitale della spalla, ematoma a un polmone ed escoriazioni varie). Durante il trasporto in ospedale a mezzo ambulanza privo di conoscenza gli vengono somministrati i seguenti farmaci (Toradol, Tranex per via endovenosa e Ranidil) dagli operatori del 118, ed altri medicinali al pronto soccorso che non conosco ancora in quanto la cartella clinica non e’ ancora disponibile.

Mio papa’ assume per i suoi problemi personali colesterolo, pressione, diabete ecc i seguenti medicinali, Metformina, Cardioaspirina, (Medipo-simvastina) e Quinazil.
Papa’ e’ risultato positivo all’esame tossicologico (metamfetamine nelle urine) con gravi conseguenze a livello di pratiche assicurative danni ecc.
Escludo a priori che papa’ si droghi anche vista l’eta’, ma devo dimostrare il contrario per poterlo scagionare

Avete qualche consiglio da darmi ?
Mille grazie comunque
Saluti Fabrizio

Risposta
Prima di tutto deve sapere che se l’esame tossicologico è stato effettuato nelle urine è possibile che si verifichi un falso positivo. In sostanza l’insieme dei farmaci assunti o qualcuno in particolare può presenta un “disegno” chimico molto assomigliante alle amfetamine e quindi dare un risultato positivo….falsamente positivo.
Ovviamente stiamo pensando con assoluta certezza che suo padre non usi amfetamine (me lo lasci dire).
Bisognerebbe allora far fare un esame con mezzi analitici che effettivamente scoprono la molecola e non cercano le somiglianze.Allora, considerato che suo padre ha avuto l’incidente da un pò di tempo e non è più possibile analizzare l’attuale situazione, bisogna:
- far fare sul campione utilizzato (le urine no?) una analisi più accurata; tenga conto che la normale ruotine non ha valore legale. Vanno utilizzati HPLC o GM
- se non c’è più quel campione, semplicemente far eseguire l’analisi tossicologica del capello o di peli corporei. In questo caso il metodo di indagine può darle risultati indubbiamente più certi.

Per l’analisi tossicologica del capello veda su insostanza.it….analisi tossicologica del capello.

Auguri a lei e suo padre
montefrancesco

- See more at: http://www.insostanza.it/domanda/metamfetamine/#sthash.fCbREcT2.dpu

Il Colorado ha incassato così tanti soldi dalla canapa legale, che darà indietro le tasse ai cittadini

il mercato della cannabis in un qualunque paese è così grande che la tassazione causa introiti fuori scala. E così il Colorado renderà soldi ai cittadini (oltre a investirne un po' in prevenzione)

Silk Road 2.0. Operazione polizia americana ed Europol fa arrestare 17 persone

 

 Diciassette persone accusate di “mercato nero” su Internet, dove sono stati vendute armi e droga, sono state arrestate dalla polizia americana e da quelle di 16 Paesi europei. Lo ha fatto sapere l'Ufficio europeo di polizia, Europol. L'operazione in comune, lanciata giovedi' scorso 6 novembre, era contro il “Dark web”, le vendite effettuate nella parte invisibile del web, dove l'anonimato e' assicurato dal software Tor. The Onion Router impedisce l'identificazione dell'indirizzo Internet di chi lo sta utilizzando, transitando attraverso diversi router nel mondo.
Questo tipo di programma e' utilizzato anche per attivita' legali, come i blogger e gli oppositori dei regimi autoritari, giornalisti che stanno facendo reportage in Paesi in cui potrebbe essere pericoloso essere identificati, corrispondenti locali di organismi non governativi.
L'operazione contro i criminali del Web e' stata messa in atto dalla polizia francese, tedesca e britannica. Lo scopo era di fermare la vendita, la distribuzione e la promozione di oggetti illegali e pericolosi, tra cui armi e droga, che erano venduti su mercati neri online.
“Noi non facciamo altro che ritirare questa roba dall'Internet pubblico -ha detto Troels Oerting, capo dell'unita dei crimini in Internet di Europol-. Questa volta abbiamo toccato anche i server del Darknet, dove da diverso tempo i criminali sono considerati come degli intoccabili. Ora siamo in grado di dimostrare che loro non sono ne invisibili ne' intoccabili”.
Quattrocentoquattordici (414) sono stati posti sotto sequestro, ma non e' stato fatto sapere come i poliziotti siano riusciti ad individuare i venditori e gli amministratori dei siti. Anche dei bitcoin (la moneta virtuale), per un valore di 1 milione di Usd,sono stati sequestrati, insieme a droga e denaro contante in euro.
Aduc Droghe

Stupidario della sicurezza stradale: il tasso alcolemico è una questione geografica

se il foro indicato per il ricorso non è quello competente, l'automobilista non è responsabile dell'infrazionedi. PAOLO FERRINI, Repubblica.it

"Automobilista ubriaco travolge ciclista". Quante volte purtroppo le cronache ci consegnano notizie come questa. E quante volte ci troviamo a condividere il dolore e la rabbia dei parenti perché il pirata della strada del caso si è pure dato alla fuga di fronte all'incidente, Di cui magari, nelle sue condizioni, non si è neppure reso conto.

Come se non bastasse, a volte, a dare una mano a farla franca contribuisce proprio la Legge o meglio coloro che, come i giudici di pace, dovrebbero invece preoccuparsi di amministrarla nel modo migliore e di farla rispettare. Questo è il caso, ad esempio, di un automobilista al quale la Polizia Stradale di Pistoia ha contestato un tasso alcolemico di 0,57 g/l (il limite è di 0,50 g/l) con conseguente perdita di 10 punti sulla patente. ammenda da 500 a 2.000 Euro e sospensione della patente da 3 a 6 mesi.

Ebbene, per farla franca, è stato sufficiente fare ricorso richiedendo la nullità del provvedimento in quanto nel verbale era stato indicato come competente ai fini dell'opposizione il giudice di pace di Monsummano Terme (stessa provincia di Pistoia, mica di Caltanissetta) che aveva dichiarato la sua incompetenza territoriale e non quello di Pistoia. Un cavillo burocratico insomma che è stato sufficiente al giudice di pace di Pistoia per accogliere l'opposizione "in quanto non emergono prove sufficienti della responsabilità" dell'automobilista.

Come dire che il Codice della Strada è una questione di territorio. E se il 

"nostro" avesse ammazzato qualcuno? E se lo facesse in futuro? In questo caso son vorremmo essere nei panni del giudice di pace di Pistoia che ha firmato questa sentenza. 
 

La Cannabs crea ansia e paranoie

Ciao a tutti, sono un ragazzo di 24 anni che ha smesso da un annetto ca di fumare le canne. Iniziai a fumare seriamente all'età di 18 anni (prima sfumacchiavo solo occasionalmente). Le prime esperienze da fuamtore furono veramente eccitanti, in quanto la monotonia delle giornate spariva e c'era sempre un motivo (anche banalissimo) per ridere, scherzare e divertirsi; inoltre l'umore era piu' spesso alle stelle e così decisi, senza pensarci troppo, di aumentare la dose progressivamente con la convinzione che anche tutto il resto sarebbe poi migliorato. Quanto mi sbagliavo... Raggiunti i 21 anni inziai, prima di tutto, a capire che svolgevo ogni attività solo per poi raggiungere quel momento della giornata in cui avrei fumato. Questo  inizio' già un po' a pesarmi ed incominciai anche a rendermi conto di avere una "leggera" dipendenza. Ma le cose proseguirono regolarmente fino a quando arrivo' la sera di capodanno. Quella sera fumammo tutti piu' del solito. Fuori da un piccolo locale di montagna, decidemmo di rollarci un' altra canna e dopo qualche tiro, a me successe qualcosa che non dimenticherò mai e che mi segno' moltissimo: iniziai a sentire una paura irreale e fortissima delle persone che avevo intorno, pensando che volessero farmi del male. Il tutto accompagnato da un senso di nausea e confusione. Inoltre provai la terribile sensazione di uscire dal mio corpo e di non potere piu' dirigere/controllare me stesso. Ricordo che il tempo era completamente alterato. Cio' che, ancora oggi, mi fa incazzare sta nel fatto che, di tutti coloro che avevo intorno, nessuno capi' davvero il mio stato d'animo e, percio', fui deriso per ore e anche preso per un pazzo. Tutto questo contribui' a peggiorare ulteriormente il mio stato d'animo. Provai di conseguenza una forte ansia che si tramuto' in attacchi di panico e prosegui' nei due anni successivi, nei quali ebbi anche paranoie dovute al fatto che sarei potuto risultare pazzo agli occhi degli altri. In quei due anni, nonostante tutto quello che mi era capitato, fui così scemo da continaure a sfumacchiare, anche se il mio corpo mi avvisava in tutti i modi che, quella sostanza, che un tempo mi aveva procurato  un piacere immenso, era ormai diventata la causa delle mie nuove sofferenze. Quella che credevo essere una leggera dipendenza, mi stava condizionando piu' di quanto avessi previsto. Un anno fa presi la netta decisione di smettere di fumare canne. Ma non fu facile, sopratutto perchè dovetti frequentare meno o, addirittura abbandonare, le amicizie che avevo e che si basavano su un unico interesse: fumare e basta. Ancora oggi ho delle ripercussioni dovute a quella sera, specialemtne quando mi trovo in mezzo a tanta gente. Mi capita ogni tanto di provare la stessa sensazione di paura e di abbandono di quela sera. Ma adesso posso dire che, parafrasando quello che ha detto Robin Williams, la cosa peggiore nella vita non è restare solo. La cosa peggiore nella vita è quella di finire con persone che ti fanno sentire veramente solo.

P.s.: Per quanto riguarda le persone che consuamno cannabis abitualmente con la scusa che è un medicinale, vorrei fare loro una domanda:" E' vero che la cannabis puo' essere utilizzata per scopi terapeutici e curare persone con particoalri malattie, ma se non siete malate per quale motivo continuate ad assumerla? Allo stesso modo, se non avete mal di testa continuereste ad assumere dell'aspirina?".

Condividi contenuti