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Novità

Radagast, funghi e erba pipa

da Lo Hobbit :-)

esperienza con Iboga

trovata in rete questa esperienza dettagliata e dalle interessanti implicazioni (psicologiche ma anche mediche) https://www.erowid.org/columns/teafaerie/

Looking for the Perfect Christmas Gift for Your Kid? Get the “Breaking Bad” Meth Lab Playset!

 Does your kid already have the Dexter serial killer doll?  Then amp up the edge factor of his toy chest even further with this Breaking Bad-inspired meth lab playset:

Complete with protective masks, drug paraphernalia, figurines and an RV (AKA the show’s meth lab on wheels), future drug dealers can even reenact scenes from the TV series.

sito calcola in diretta i morti da alcol e da cannabis

sito statistico calcola ogni giorno in diretta i morti da canapa (ovviamente 0) e da alcol, giorno per giorno

Lo 'sballo' del reporter: la droga va a fuoco e lui la respira

Un incendio di otto tonnellate e mezzo di oppio, eroina e hashish, in un luogo imprecisato in Medio Oriente, ha scatenato l'ilarità incontrollata del corrispondente della Bbc, Quentin Sommerville. Il reporter stava cercando di fare la telecronaca dell'accaduto quando, travolto dal fumo del rogo, non è riuscito a trattenere una serie di risatine a ripetizione. "Cari follower di Twitter, è stato un anno di proiettili e spargimenti di sangue. Vi siete guadagnati una risata natalizia, a mie spese", così Sommerville ha commentato il video postato in questi giorni sul suo profilo, dal titolo: "Don't inhale", non inalare

Cannabis terapeutica. Le novita' presentate in Regione Toscana

 Presentate in Consiglio Regionale le novità riguardo all’utilizzo della cannabis terapeutica in Toscana a seguito del nuovo regolamento attuativo. Erano presenti i Consiglieri Mauro Romanelli, Enzo Brogi e Monica Sgherri, il dott. Antonio Panti, Presidente dell’Ordine dei Medici di Firenze, il dott. Nunzio Santalucia, medico tossicologo, e una rappresentanza di pazienti toscani che utilizzano derivati della cannabis per le proprie patologie.

“Questo regolamento, che applica la legge sulla cannabis terapeutica e frutto della collaborazione e dell’impegno delle Istituzioni, dei medici e delle associazioni dei pazienti, colloca la Regione Toscana all’avanguardia nel panorama dei sistemi sanitari europei per quanto riguarda la possibilità per i pazienti di avere accesso alle cure che utilizzano i farmaci a base di cannabinoidi” dichiara il Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia e Libertà Mauro Romanelli.

“Nel dibattito scientifico internazionale l’utilizzo dei farmaci derivati dalla cannabis sta trovando sempre più possibili applicazioni: esso, infatti, può consentire di ridurre significativamente, e in alcuni casi addirittura di sostituire, terapie “tradizionali” che presentano effetti collaterali molto forti e potente assuefazione”. “Molti pazienti, tra cui quelli presenti oggi alla conferenza - continua Romanelli - che assumono farmaci derivati dalla cannabis riferiscono un miglioramento della salute, con maggiori livelli di soddisfazione personale e sociale e aumentata autonomia”.

“In Toscana così ora si può farsi prescrivere gratuitamente sia un preparato come il Sativex, utile contro i dolori spastici della sclerosi multipla, sia prodotti galenici in caso di chemioterapie, sindrome di Tourette, dolori neuropatici”. “Resta poi sempre ovviamente la possibilità, seppure non gratuitamente, di farsi prescrivere dai medici curanti derivati della cannabis per altre patologie, come l’asma e il glaucoma, per cui, pur non essendoci ancora una riconosciuta letteratura scientifica, l’esperienza e l’aneddotica medica ne riconoscono la possibile efficacia”.

“Mi auguro che siamo finalmente giunti a uno spartiacque importante che ponga fine alla scarsa informazione e all’ostracismo nei confronti di queste terapie: lo dobbiamo alle tante persone che soffrono e possono trarne un reale giovamento, lo dobbiamo alla nostra collega Alessia Ballini che iniziò la battaglia in Toscana” - termina l’esponente di SEL. 

ADUC Droghe

Test fai da te per scoprire se fa uso di sostanze

PISTOIA. Sempre più genitori si rivolgono alle farmacie per sapere come riconoscere l’eventuale presenza di abusi di droghe da parte dei loro figli. Da questa emergenza nasce “At home drug test”, il test fai da te che consente di verificare l’uso di stupefacenti, prodotto e promosso da Farcom spa (la partecipata che riunisce 7farmacie comunali della provincia pistoiese) in collaborazione con i comuni di Pistoia, Agliana, Quarrata e Larciano.

 Il test, che avrà un costo di 22euro, verrà distribuito in via eccezionale gratuitamente durante la tre giorni contro droga e abuso di alcol, che si terrà il 6-7 e 8 dicembre presso la farmacia comunale di viale Adua a Pistoia. At home drug test è un prodotto che verifica la presenza di droghe (cocaina, anfetamina, cannabis, eroina e estasy) tramite una veloce analisi delle urine. “Ci sono cinque finestrelle, corrispondenti ad ognuna delle sostanze stupefacenti elencate – spiega la dottoressa Aladina Moncini, durante la presentazione che si è tenuta ieri mattina presso la farmacia comunale di viale Adua – basta immergere la striscia reattiva nelle urine, e il test in pochi minuti rileverà l’eventuale presenza o assenza di droghe”.

Il prodotto, che ha un’attendibilità del 100%, è pensato soprattutto per le famiglie: “spesso i genitori portano in farmacia pasticche o sostanze trovate in casa, per sapere cosa sono - spiega Simona Laing, amministratore unico di Farcom spa – sono richieste che aumentano sempre di più. Dai dati di Ars Toscana sul consumo di alcol e droga tra gli adolescenti, emerge che 1 ragazzo su 3 ha consumato almeno una volta una sostanza stupefacente, e circa 1 su 5 ha consumato almeno una sostanza illegale negli ultimi 30 giorni – continua Laing - per questo abbiamo deciso di andare incontro alle famiglie”. Alla presentazione hanno partecipato anche due testimonial d’eccezione: Giacomo Galanda mitica ala-pivot e vicecampione olimpico di basket con la nazionale italiana e Daniele Magro centrale della Giorgio Tesi Group Pistoia e giocatore della nazionale.

iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2014/12/03/news/test-fai-da-te-per-scoprire-se-i-figli-fanno-uso-di-droghe-1.10427545

University College: falso che la cannabis influenzi negativamente il QI

uno studio del 2014 dell'University College di Londra, volto a valutare le possibilità terapeutiche (e quindi gli effetti collaterali eventuali) della canapa ha dimostrato che non vi è alcuna relazione negativa tra uso della pianta e quoziente intellettivo.

Consumi sicuri, una Carta delle città

Stefano Vecchio, coordinamento Itardd, scrive sulla Carta delle Città dai Consumi Sicuri per la rubrica di Fuoriluogo su il Manifesto del 26 novembre 2014.

Il 14 e 15 novembre, Napoli ha ospitato per la seconda volta il seminario della Rete Italiana di Riduzione del Danno, Itardd, dal titolo “Il triangolo del signor Zinberg. Riduzione del danno e contesti urbani”. Il seminario si è ispirato allo studioso di Harvard Norman Zinberg e al suo modello di spiegazione dei consumi di droga fondato sulla triade drug, set and setting (sostanza-individuo-contesto): che indica in modo efficace ed immediato quanto sia riduttiva e fuorviante la concezione farmacocentrica, solo incentrata sulle caratteristiche additive delle sostanze. Al centro del seminario, è stata posto il “setting”: con specifico riferimento ai consumi di sostanze psicoattive nei molteplici contesti del divertimento e alle città intese sia come scenari dei consumi che come istituzioni locali da interrogare per un cambio di rotta politico. Sono stati analizzati a fondo i continui cambiamenti nel mondo dei consumi di sostanze, legali e illegali, individuando le specificità ma anche i tratti comuni dei diversi ambienti: dalle piazze, alle discoteche, ai club, ai grandi eventi legali (festival, concerti etc.) e auto organizzati (freeparty, teknival etc…), fino alla cosiddetta movida urbana.

La discussione in plenaria e nei gruppi di lavoro ha documentato la qualità e l’efficacia delle numerose esperienze italiane di riduzione del danno: trovando tutti concordi sull’importanza della messa in sicurezza dei diversi contesti, risultato delle sinergie tra gli organizzatori, i gestori, le organizzazioni dei consumatori, gli operatori (pubblici e del terzo settore), i servizi socio-sanitari, le iniziative concordate con gli enti locali.

E’ stato poi affrontato il tema delle città. Le esperienze nelle città italiane si sono confrontate con quella francese, presentata da Thierry Charlois, consulente "per la vita della notte" della città di Parigi.

Il ruolo che si richiede alle città, come contesto dei contesti, in una prospettiva radicalmente alternativa a quella incentrata sull’ordine pubblico, è di promuovere, in una logica di sistema, una strategia di “messa in sicurezza” dell’insieme dei contesti cittadini dei consumi di sostanze psicoattive, da quelli più marginali a quelli del divertimento giovanile: ripensando i modelli attuali dei servizi e prevedendo sperimentazioni innovative, quali le “stanze del consumo”, l’analisi chimica delle sostanze, ambienti per il consumo sicuro della cannabis (cannabis social club, coffee shop).

La sfida che la Riduzione del Danno, dal seminario di Napoli, lancia alla “polis” è quella di un nuovo protagonismo delle città italiane per un cambio di rotta nelle politiche rivolte ai consumatori di droghe, favorendo il governo e la regolazione sociale dei fenomeni, piuttosto che puntando sulla repressione: città disponibili a occuparsi dei conflitti, interessate a evitare che si trasformino in “guerre”, pronte a promuovere azioni di mediazione tra i diversi attori coinvolti.

Una città sicura è anche una città ospitale, che garantisce i diritti di cittadinanza di tutti, che attiva politiche per superare i processi di stigmatizzazione culturale che colpiscono i consumatori e non solo, che promuove processi di partecipazione dei cittadini alle scelte politiche.

Itardd lancia una sfida alle città italiane per un cambio radicale di rotta politica. Costruiamo e realizziamo insieme una “Carta delle Città dai Consumi Sicuri”.

Relazioni e sintesi finali sono reperibili sul sito www.itardd.net.

FRANCIA - Cannabis terapeutica. Al via lo spinello elettronico.

 Lo 'spinello elettronico' arriva oggi in Francia, una e-cig all'estratto di cannabis, che l'azienda produttrice definisce "al 100% legale", "senza effetti psicotici" ma "rilassante e antistress". Una novità che ha scatenato non poche polemiche nel Paese, con medici, operatori e specialisti delle dipendenze molto preoccupati, mentre si discute di possibili ricorsi legali. Il prodotto, secondo l'azienda produttrice KanaVap, è destinato all'uso terapeutico ed è stato realizzato mantenendo solo il principio attivo che agisce come antidolorifico, ansiolitico e regolatore del sonno, il cannabidiolo (Cbd) e che in Francia non è proibito. Mentre lo 'spinello elettronico' non contiene tetraidrocannabinolo, detto comunemente Thc, che influisce sull'attività cerebrale e induce reazioni quali paranoia, disturbi del comportamento, 'imbambolimento' o euforia. 
Molti psichiatri ed esperti di dipendenze lanciano l'allarme sui possibili rischi. L'uso della cannabis, dicono, può essere una malattia nell'adolescente e nel giovane adulto e un prodotto di questo tipo potrebbe essere particolarmente attraente per loro. I produttori Sébastien Béguerie e Antonin Cohen sono impegnati da tempo a favore dell'uso terapeutico della cannabis e hanno fondato nel 2009 l'Ufcm (Union francophone pour les cannabinoïdes en médecine).
La ministra della Salute, Marisol Touraine, si rivolgerà a un tribunale per chiedere di vietarla.

ADUC Droghe

uso di canapa in calo tra i teenager negli stati USA che hanno legalizzato

la canapa legale perde il "fascino del proibito". risultato: cala l'uso tra gli adolescenti.

Un nemico più insidioso: i nuovi rischi dell’alcol. Prime bevute a 13 anni

Fino a non molto tempo fa quando si pensava all’alcolista veniva in mente il cliché del vecchio dalla barba sfatta e afflitto dalla cirrosi. Oggi tutto è diverso. «Adesso chi beve non è quasi mai considerato uno “perso”, un“drop out”, ma piuttosto un tipo “giusto”, uno che “spacca” come dicono i giovani — esordisce Emanuele Scafato, presidente della Società italiana di alcologia e direttore dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto Superiore di Sanità

E sono proprio i ragazzi ( ai quali, è bene ricordarlo, l’alcol non dovrebbe essere venduto) ad aver cambiato la complessità del “mondo liquido”. Non solo si incomincia a bere alcolici a un’età sempre più precoce, ma si è consolidata una modifica sostanziale del modello del bere. Il 17% di tutte le intossicazioni alcoliche che giungono nei Pronto Soccorso si registra tra i ragazzi, spesso minori, perfino di soli undici, dodici anni, vittime del «binge drinking», il corrispondente alcolico dell’abbuffata episodica ma ricorrente».

Ma non si tratta forse di bravate, non si esagererà con l’allarmismo? «Niente affatto, — ribatte Scafato — consumare sei o più bicchieri in poche ore e anche una sola volta a settimana conduce, al di sotto dei 25 anni, nel giro di poco tempo, a una riduzione del volume dell’ippocampo, parte del cervello deputata all’orientamento e alla memoria. Il cervello tra i 16 ed i 25 anni va incontro a un rimodellamento che porta alla definizione del cervello adulto, ma l’alcol consumato in questa “finestra” di massima vulnerabilità interferisce sul suo sviluppo, cristallizzando le modalità cognitive e comportamentali in una fase in cui prevale l’attività cerebrale legata all’impulsività e all’emotività, tipiche della gioventù».

Perché oggi si inizia a bere così presto? «I giovanissimi non bevono in solitudine, per dimenticare i loro guai: la bevuta è il modo per entrare al far parte del gruppo, per sentirsi disinibiti. E la sbornia non è quasi mai un incidente di percorso, ma quello che si cercava. Difficile capire quando il bere diventa un problema e per i giovani è tutto più rapido e tragico. Alla particolare vulnerabilità, connessa all’incapacità di metabolizzare l’alcol, si aggiunge la difficoltà di “agganciare” i minori indirizzandoli verso programmi i cui approcci motivazionali al cambiamento sono calibrati sugli adulti e fanno leva sull’ affetto per la famiglia, i figli, sulle responsabilità connesse al lavoro».

E sono proprio i ragazzi ( ai quali, è bene ricordarlo, l’alcol non dovrebbe essere venduto) ad aver cambiato la complessità del “mondo liquido”. Non solo si incomincia a bere alcolici a un’età sempre più precoce, ma si è consolidata una modifica sostanziale del modello del bere. Il 17% di tutte le intossicazioni alcoliche che giungono nei Pronto Soccorso si registra tra i ragazzi, spesso minori, perfino di soli undici, dodici anni, vittime del «binge drinking», il corrispondente alcolico dell’abbuffata episodica ma ricorrente».

Cambiamenti nelle modalità di assunzione degli alcolici

Il mondo dell’alcolismo è cambiato anche sotto altri aspetti? . «Il consumo abituale di alcol è meno diffuso, — risponde Scafato — ma questo non deve rallegrarci perché è salito, e in tutte le fasce di età, quello occasionale, caratterizzato spesso da grandi bevute, ed è aumentato anche il consumo di alcol fuori dai pasti. Altro elemento pericoloso perché è evidente che il “fuori” pasto è a tutte le ore del giorno». E per quanto riguarda gli anziani? « Precisiamo innanzitutto che dopo i 65 anni si ridiventa adolescenti, incapaci di metabolizzare completamente l’alcol , con conseguenze e danni più gravi. Detto questo, come è sempre stato, l’alcolismo è più diffuso tra gli uomini che tra le donne di una certa età». «A proposito di donne, va detto — aggiunge però Scafato — che in generale oggi bevono di più: il modello culturale è cambiato. Se vent’anni fa per una donna era considerato “sconveniente” bere alcolici in pubblico, ora per una ragazza bere, meglio se molto, è il modo ideale per mettersi al centro dell’attenzione».

All’alcol sono riconducibili oltre 200 patologie e 12 tipi di cancro

Non esiste un consumo di alcol accettabile? «Per i ragazzi la risposta è no — dice l’esperto —. Per gli adulti i nuovi Larn, la bibbia nutrizionale italiana, hanno ridotto a uno e due bicchieri il livello massimo quotidiano di consumo rispettivamente per le donne e per gli uomini; gli ultrasessantacinquenni non dovrebbero andare oltre un bicchiere al giorno». «All’alcol —sottolinea Scafato — sono riconducibili oltre 200 patologie e 12 tipi di cancro. Non solo l’alcol non nutre ma è un anti-nutriente perché non fa, per esempio, assorbire le vitamine. Ed è ormai ridimensionato il possibile ruolo degli effetti benefici del famoso resveratrolo o dei polifenoli presenti nel vino rosso o nella birra: per ottenere effetti derivanti dal principio attivo bisognerebbe bere cento bicchieri al giorno...». «Dare informazioni valide e oggettive, favorire scelte informate è un dovere — conclude lo specialista —. E se occorre bisogna saper trovare strategie realistiche, considerando che anche una diminuzione graduale dell’alcol può garantire la riduzione progressiva del danno. L’obiettivo resta l’astinenza, ma in alcuni casi è meglio negoziare piuttosto che rischiare di veder fuggire il paziente».

corriere della sera www.corriere.it/salute/neuroscienze/14_dicembre_12/giovanissimi-donne-sono-nuovi-alcolisti-prime-bevute-13-anni-b53ea8e6-81e7-11e4-bed6-46aba69bf220.shtml

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