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2000 giorni

 


2000 giorni per sconfiggere il dolore ...di tutto quanto è accaduto nella mia vita. 2000 gg per capire che il dolore l ho affogato in altro dolore ma peggiore ... l'avrei capito solo dopo . 2000 giorni per perdere il lavoro e un matrimonio... 2000 giorni per perdere un figlio stupendo ......2000 giorni ... Poi la vita mi ha messo alla prova in un unico e solo modo ....smetti non per te non perché ti stai uccidendo ....questo lo sappiamo tutti e bene e cmq i nostri problemi le nostre scuse sono le più forti motivazioni che ci portano ad usare sostanze.... Io rispetto queste motivazioni sarebbe l atto più ipocrita da parte mia rinnegare.2000 gg mi si presenta un occasione di lavoro unica mi gioco tutto compreso l affidamento congiunto di mio figlio...ho solo una chance e non sono in grado di andare al lavoro non sto in piedi senza roba....ho una sola chance o sono finito.2000 gg sono riuscito a fissare l inizio del nuovo lavoro in un mese una città vicina ma dove nessuno mi conosce dove forse quel buono che ho fatto in 30 anni di vita vale ancora visto che poi fino ai 35 e stato delirio.2000 giorni di cui il mese più assurdo della mia vita un dolore cronico interno che ti scava che non ti fa stare da nessuna parte...2000 giorni di disordine condensati in 30 giorni di dolore puro ...l astinenza un dolore strano che ha picchi ...Poi si abbassa magari ti da un minimo respiro un illusione poi arriva il treno ti senti come un malato terminale ma in più e peggio perché non produci dopamina quindi qualsiasi cosa fa schifo ed ogni minima cosa la mosca sul braccio alzarsi a bere l'acqua ti pesa come un elefante sulla schiena ....eroina iniettata fumata meta sub oxi...basta discorsi tutto porta qui. Io non ho mai mollato....ho squassato una scimmia nucleare a secco apparte i primi 7 gg di pura passione il difficile e venuto dopo ....Un senso di morte ed influenza perenne non dormire un calvario....Io non ho mollato ....ma non sono un eroe sono sempre stato sensibile ..Un debole ...Mi e stato fatto un grande dono..UN BIGLIETTO DI SOLA ANDATA VIA DALL INFERNO E L HO PRESO MI CI SONO ATTACCATO CONTANDO I MIMUTI MA SO CHE NE VALEVA LA PENA PER I MIEI 2000 GIORNI SCONTATI ALL INFERNO TRA I DANNATI. IO NON PRETENDO DI INSEGNARE NIENTE ...NE AI TOSSICI COME ME NE AI DOTTORI .... L UNICO MESSAGGIO CHE MI SENTO DI DARE E QUESTO : FARCELA DA SOLI E QUASI IMPOSSIBILE MA SE QUALCUNO RICONOSCE UN MOTIVO UN SOLO MOTIVO PER STACCARE IL SUO BIGLIETTO DI USCITA CI SI ATTACCHI SENZA UN DOMANI ....DI UNA COSA SARETE SICURI E L UNICO TRENO CHE PASSA DI LI. 2000 GIORNI E STAMATTINA HO PERFINO TROVATO LA FORZA PER FARE UN SORRISO . NON CHIMICO VERO MI SONO AFFACCIATO ALLA FINESTRA E SORRIDO .. HO FATTO LA COLAZIONE A MIO FIGLIO LO PORTO ALL ASILO HO LA MIA COMPAGNA NEL LETTO E VADO AL LAVORO .... IO SO QUELLO CHE HO FATTO .....E NON CE PIU NIENTE CHE PUO REALMENTE FARMI DEL MALE 2000 GIORNI. PACE E SERENITA A TUTTI

Commenti

Ciao 2000giorni. Grazie per l'augurio. Pace e serenità anche a te.

Serenità , una parola che fin dall'inizio non conoscevo il suo significato .mentre mi era chiara la sfiducia ,la paura , la solitudine . Ho costruito una serenità ma non potrò cancellare ciò che Ha costruito me , posso solo accettarlo e in questo modo annientarlo . Fiducia ... Si , su di me . Paura ... neanche della morte . Solitudine ... credo che in fondo siamo sempre soli come quando si muore , tante persone attorno ma la morte é intima ,personale . Si esce guerrieri da questo caos . Complimenti 2000 giorni, buona nuova vita .

Complimenti 2000giorni! Fa sempre piacere leggere pure di chi ce la sta facendo, giorno dopo giorno. e ti auguro di non tornare più al Giorno0.Quando ti verrà la voglia (perché ti verrà, non prendiamoci in giro!) pensa al dolore che hai provato e causato ed a come ti senti fisicamente in quel momento e fattela passare premiandoti con qualcosa di sano e gratificante.
Auguri!

grazie per le parole le trovo molto importanti da parte di tutti voi, io scrissi questo post 3 mesi dopo da quello che ho ritenuto il momento di dolore più alto della mia esistenza, ho cmq aspettato un altro anno per postarlo, per rispetto di chi mai avesse potuto leggere, predicare belle parole e tornare a farsi 2 settimane dopo , lo avrei provato deludente.

11 luglio 2018 1 anno e 3 mesi di non eroina e d vita. non ho assolutamente nulla da insegnare a nessuno solo raccontare la mia storia , forse più per cercare forza in me che per gli altri, ma questo è l'ego di un tossico e mai andrà via.

in ogni caso ci ho pensato , dio solo sa quante volte ci ho pensato, mai con rimpianto e voglia di rifarmi , questo me lo devo, ma con l'orrore del dopo, lo sforzo sovrumano affrontato, e la richiesta del corpo latente ma costante per almeno 3 mesi successivi, infatti proprio dopo 3 mesi , cominciai a sentire la mente più libera dal pensiero che alla minima avversità, diceva , ma se mi facessi una fumata. il grande aiuto me lo diede il dolore , associato al ricordo delle belle fumate c'era sempre quel dopo , un dopo orribile , prepotente ed infinito, ma ancora decisi di aspettare per condividere questa esperienza un anno volevo capire , capire quanto mi sarei ingannato con le mie mani come ogni buon tossico.

beh oggi è passato un anno 3 mesi ed un giorno, di quel periodo non ho ricordi emozionali lucidi, ero sempre fatto , ho pagato e sto ancora pagando i conti del mio delirio, con gli altri e con me , vivo nella costante paura di ricaderci , non abbasso la guardia, ma su questo piano non sono tranquillo , io so cosa ho fatto, però è passato più di un anno , i miei affetti sono li tranquilli , le cose sono andate sempre meglio, alla roba non penso più, devo impegnarmi nel sorridere,non viene spesso naturale ma ci sono anche i momenti spensierati e cmq vivo allerta , cosa che ho sentito dire dal 99 per cento delle persone che hanno fatto uso, ma che volete sarà pur banale ma in qualche modo devo preservare le cose buone della mia vita da me stesso.... mi diverto e sono sereno...ma in cuor mio so che se volessi in 5 minuti potrei scatenare l inferno, cosi se mai dovesse riprendermi la scimmia , farò qualcosa di scontato ma che fin ora ha funzionato , mi chiedo , se sono pronto a riaffrontare quel calvario e onestamente , no , non sono uno forte , il mio jolly me lo sono giocato.
buona vita e serenità a tutti voi.

Allora due anni quanti giorni sono? 3500...boh.Chisenefrega,sorriderai sempre un po di piu e sempre un po piu di pancia,il tempo a sto punto gioca un ruolo fondamentale.Stesse mie contraddizioni/emozioni ,come x molti di noi che restano a galla.
Io adesso sorrido , anche molto pero'.C e' sempre un pero'...non credeteci ai poi vissero felici e contenti e' una stronzata clamorosa.
Io e le mie paranoie e paure che ogni giorno affiorano una per una, in fila come una volta in fila mettevo le bocce di metadone, mi assalgono e mi tormentano sempre di piu'.
Ho paura oltre che del futuro delle cose belle che mi succedono e che potrei vivermi serenamente adesso,alcune me le vivo,per altre I sentimenti...e' molto dura.Anaffettiva...dicono cosi,poi invece ho tantissimi amici,anaffettiva con la sfera maschile,troppe paranoie,troppo tutto.La mia autostima sempre sottoterra.
Una bella stagnola tapperebbe tutto.

Una bella stagnola tapperebbe tutto.
Vero, verissimo. Però sappiamo bene che tutto ciò che costruiamo con Lei, è destinato a crollare, come un castello di carte.
Io non ti conosco Freestyle, se non attraverso questo forum. Ma spesso i rapporti "mediatici" sono più veri di quelli nati di persona, in quanto il web offre quella distanza, per cui non serve indossare la maschera, che invece si rende necessaria nei rapporti umani.
Posso quindi asserire di conoscerti, seppur non personalmente, nel tuo vero essere, quello senza maschere, e che si mostra raramente alle persone, ed altrettanto tu naturalmente.
Ed io credo che tu sia una donna molto forte, che ne ha passate tante ed altrettante ne ha superate, che forse crede un po' troppo poco in se stessa, si sente inadeguata a certe situazioni e momenti della vita quotidiana, ma che non ne ha assolutamente motivo.
Credi in te stessa, hai molto da insegnare a tanti "professori della vita", e vali più tu della stragrande maggioranza delle persone.
E non vale nemmeno la pena diventare anaffettivi, per quante delusioni si abbiano subito, amare ti genera sempre una forza positiva, indipendentemente da chi, cosa e come si ami. E noi abbiamo sempre bisogno di forze positive.
Non te lo dico per lecchinaggio o secondi fini, non ne avrei proprio motivo, dato che rimarremo sempre due sconosciuti nella vita reale. Te lo dico perché ci credo davvero.
Un caro saluto

Beh quali secondi fini potresti avere,non ci arriveresti a me adesso nemmeno nella vita reale,figurarsi qua.E non perche' me la sento calla eh perche' evito .Di forze positive mi nutro per tirare avanti la carretta ogni giorno e devo dire che mi riesce anche piuttosto bene.Non lo so se sono state le droghe,le esperienze negative,tutta la merda del mondo che ho preso ma non sono anaffettiva e paranoica perche' mi piace o perche lo.voglio .Anche l ultima convivenza che ho avuto era solo una spalla per me,poi e' andata a finire a merda perche' m' ha menato ma m ha menato proprio perche' sentiva che non me ne fregava quasi niente.A volte credo di usare un po anche le persone,anzi lo faccio e nonostante questo mi vogliono bene,non lo faccio con cattiveria, percio' ,lo avvertono.
Arriva il momento di fare i conti con il mio passato perche' dal passato arriva qualcuno ,qualcuno a cui non posso proprio dedicare anaffettivita',a tutti tranne a lui e cado in crisi totale.Uscire dai muri di anaffettivita' che ho alzato intorno a me e' doloroso,questo fatto mi ha buttato quasi nella disperazione,invece dovrebbe essere come un bel sogno ad occhi aperti.E' un muro,una barricata per non soffrire,egoismo,strafottenza,carattere...sono I residui delle droghe? Io non lo so pero' vedo tanti ex td che sono piu' o meno molto simili a me ma nella loro individualita'.Non posso scegliere di essere anaffettiva o no,non lo scelgo o lo sono o lo sono diventata.

Un' equilibrista che cammina su di un filo sottile non puo' permettersi contraccolpi,cade.

;Ti ho dato il mio cuore un bel giorno
e non ha più fatto ritorno
in cambio mi hai dato erbe amare
ed io le ho volute mangiare

Dei miei occhi hai preso il bagliore
uno specchio per vederti migliore
in cambio mi hai dato il veleno
di un dolce di spine ripieno

C'ho creduto come ad una preghiera
che un amore è una primavera
ho tremato di gelo e d'assenzio
nel mare nero del tuo silenzio;

.....E SONO ANDATO DALLA GRANDE STROZZINA...CHE RIVUOLE SEMPRE TUTTO INDIETRO ...... PER UNA NOTTE DI VINO ...PAGHERO' CENTO GIORNI d'ACETO !!! ('L'amore Nero'- Mannarino)...

Potrebbe essere dedicata all'eroina o a un grande amore: stiamo li .
Pressione bassissima ,collasso .Non riesco a fare niente,guardo le persone parlare ma non le riesco ad ascoltare-

Ok... ma non potevo fare a meno di notare di come parliamo di dolore, giornate negative, giornate positive, esperienze di tutti i giorni come se fossero novità o "esclusive" /nuove senza renderci. conto che queste sono cose normalissime che fanno parte della vita. Forse l'eroina ci aveva così anestetizzato l'anima da farcele percepire, ora che siamo "puliti" (o quasi; senz'altro meglio di prima come status henerale) come novità. Pazzesco eh! Ne convenite con me o sbaglio? Buona vita a tutti voi!

Ne convengo, eccome...
Rimuovere il dolore e la morte secondo me E' LA MALATTIA. Altro che disturbo dismetabolico.
Per questo i farmaci da soli non cavano un ragno da un buco al redde rationem. Si parte dal presupposto che il dolore vada evitato e la morte sconfitta.
Invece, secondo me, possono essere controllati, combattuti. Ma prima o poi, al momento opportuno, quando si è pronti, vanno affrontati. Il passaggio stretto rimane. Nessuno scalaggio lo elimina del tutto. Perché non è fondamentalmente biochimico. E' una questione antropologica, prima ancora che psicologica.
Bisogna diventare guerrieri, come scriveva Mon.
Noi siamo esseri culturali, non soltanto e neanche prevalentemente biologici. Abbiamo la capacità di simbolizzare, di parlare, di comunicare. E così la morte e il dolore possiamo affrontarli senza necessariamente passarli all'atto. Ma se non se ne parla rimangono rimossi e non si capisce neanche da dove vengano. E rimane la “coazione a ripetere”. Ma se il dolore e la morte si accettano e si impara a conoscerli, a poco a poco si “addomesticano” e non urlano più.
C'è un paradosso in questo.
Che secondo me è la via d'uscita principale.

Infatti io soprattutto il dolore dopo due anni di vita 'a secco' e soprattutto ultimamente lo evito come se evitassi una malattia mortale.E' per questo che sono anaffettiva,non mi lego a nessuno ma voglio bene a tutti, ho il terrore di innamorarmi un altra volta e rimetterci le penne,ho paura della morte ma ,fondamentalmente, se mi venisse un accidenti e potrei morire in poche ore sarei contenta,perche' finirebbe questo cazzo di tormento.
La morte mi fa paura ma quella lenta,quella che la guardi in faccia tutti I giorni e devi combatterla...dopo anni di cazzate sto vedendo tante realta' che prima mi sfuggivano.
Poi no poveroidiota ti sbagli...non sono cose normali della vita.Non lo so se e'il mio karma ma io attraggo tutte le cose piu' assurde del mondo come una calamita,tutte a me.Sono proprio nata sotto questa strana stella.Che ad un animo rilassato potrebbe essere vissuta nel meglio invece sono una tossica esaurita e paranoica e problematica.
Uno stress...com e' bella la gnugnetta!
Eh...proprio bella...almeno so perche mi piaceva tanto...

Freestyle, ricordo un autore, anche lui di formazione psicanalitica, ma di cui mi sfugge il nome, che scriveva che la base di ogni effettiva “guarigione” non può essere la “demonizzazione” del pregresso comportamento tossicodipendente o delle sostanze in se stesse.
Bensì “il ricordo di un godimento impossibile”.
Ciò che hai scritto in chiusura del tuo commento me lo ha ricordato.
Io non sono il tipo da atteggiamenti consolatori, né da rassicurazioni a buon mercato. (anche perché a me, a suo tempo, non sono serviti molto né gli uni, né le altre). Però mi sento di dirti che andando avanti lungo una certa via, con la coscienza stabile e i recettori ben registrati “in proprio”, tutto ciò che ti arreca noia si attenuerà fino quasi a scomparire, la serenità prevarrà sempre di più e il dolore e la morte smetteranno di urlare, pur svolgendo il loro ruolo naturale.
Capisco che certe volte è difficile crederci, ma è così.
Un caro saluto.

P.S.
Secondo me fai molto bene a usare moltissima prudenza riguardo le relazioni sentimentali. E meglio ancora ad evitarle fino a quando ti sentirai davvero sicura. Questo non è essere anaffettivi secondo me. Forse il contrario, stanti le circostanze. Ci sono molti paradossi in questa strana storia della droga e dei drogati.

Quindi Placido tu dici che tutte queste paranoie che mi faccio sono normali per il percorso che sto facendo?Se sono momenti di crisi interiori di crescita spirituale per me e' molto piu' semplice accettarle,anzi,mi giustifico e vado avanti un po piu serena.Se invece mi convinco di essere solo.matta e che nemmeno uno psichiatra potrebbe reggermi(oltretutto dovrei dirgli troppi dettagli per fargli un quadro chiaro ...oltretutto uno che non s e mai drogato per quanto professionista non capirebbe a fondo...gia lo so...) Non e' una questione biochimica,ma 'antropologica' hai scritto,m ha fatto riflettere.Purtroppo rifletto troppo,mi piacerebbe essere meno pesante,questo inceppo m ha fatto drogare probabilmente,questo sentire antropologicamente questo scoordinamento delle cose e degli equilibri che mi ruotano attorno e che attiro.Io tutti I giorni lavoro duro dentro me stessa ormai da due anni per non zittire quantomeno placare tutto questo,sembro spensierata ma poi dentro .. forse e' il ciclo naturale delle cose,come dici tu...che man mano diventera' piu' accettabile.Vengo qui a confrontarmi con chi mi puo capire,fuori come diceva Tirar ...nel mondo delle maschere dobbiamo sembrare sempre fichi e perfetti...Buona Domenica a Tutti amici di battaglia !!!

Secondo me è un gioco, Freestyle: si gioca a sembrare “fichi e perfetti” e poi a poco a poco ci si abitua. Tutti giocano nel mondo delle maschere. Secondo me siamo noi che abbiamo preso le cose troppo sul serio, da un lato, e troppo alla leggera dall'altro. Ma poi giocare va benissimo, se si vuole. E volendo si impara. A volte è anche un bel gioco.
Io non so poi tanto bene cosa sia “normale” (se ne parlava in un altro post). Ti posso dire che anche per me, dopo l'acuzie dei primi tempi, i primi anni sono stati “di assestamento”. Insicurezze, dubbi, senso di inadeguatezza, fragilità, disorientamento, pensieri alle “scorciatoie”, etc., etc.. Però direi che già dopo qualche mese si comincia a star “benino”, pur con oscillazioni varie. (Ma poi diciamocelo francamente, nella vita non si raggiunge mai l'equilibrio 100%. La persona con cui ho fatto analisi diceva che siamo fisiologicamente squilibrati e che, nella migliore delle ipotesi, impariamo a gestire i nostri squilibri).
Comunque, secondo me, un lavoro su se stessi approfondito è più che opportuno. Nei gruppi, in comunità, o anche con professionisti (penso che anche nei SerT ci saranno persone degne). O anche con amici o persone “di un certo tipo”. Il discorso del professionista che non può capire perché non è stato tossico lo condivido fino a un certo punto. Vero è che ci sono dei cani incompetenti e presuntuosi (indipendentemente da titoli e qualifiche). Ma è anche vero che una posizione del genere può riflettere ciò che in psicanalisi si dice “resistenza” (se nessuno mi può capire, mi autorizzo a rimanere isolato nei miei problemi, il che rappresenta anche un versante della “coazione a ripetere”).
Io ho una mia opinione, di cui sono profondamente convinto in relazione alla mia esperienza e a quanto ho avuto modo di osservare in giro. E cioè che, indipendentemente da titoli e qualifiche, per gente che ha avuto problemi come i nostri, è bene farsi aiutare da persone che abbiano un certo tipo di “struttura”. Persone capaci di accogliere il dolore. In tutte le sue varie manifestazioni ed espressioni (il dolore si può esprimere anche con la rabbia, con l'aggressività e in tanti altri modi).
Esistono persone che hanno bassissimi livelli di ansia legati alla paura della morte. E queste persone possono essere psicologi, psichiatri, psicanalisti, ma anche religiosi, gente comune, responsabili e operatori di comunità, alpinisti, metalmeccanici, “ex-tossicodipendenti”, operatori sociali e altro. Sono persone che raggiungono determinate caratteristiche per training specifico o anche per “dono naturale” o esperienza di vita. Probabilmente molti di loro non hanno la frenesia di tappare il dolore (magari anche il proprio dolore riflesso) con un farmaco, pur riuscendo a stemperarlo nell'accoglienza e nella condivisione. Né hanno la prospettiva di lasciarlo a covare per tempi infiniti sotto palliativi. Io penso che chi ha passato esperienze come la nostra, sia in grado di “avvertire” se i propri potenziali interlocutori hanno questa caratteristica o no.
Io personalmente non penso che tu sia “matta”. Penso che la tua rabbia e il tuo essere a volte “aspra” corrispondano a una forza significativa e che se vi dai qualche colpo di lima, se consolidi la tua sobrietà a 360°, se ti trovi a tuo agio nei NA e se magari trovi anche altre persone che ti sappiano aiutare e sostenere, diventerai sempre più una risorsa importante, per te e per altri.
Io ho partecipato a varie riunioni chiuse di NA, durante un'altra delle mie periodiche fiammate di interesse per questo genere di temi. Mi sono trovato benissimo, Ne ho apprezzato lo stile e i contenuti e ho fatto alcune amicizie, ma in una città diversa da dove frequenti tu (e che tra l'altro non è neanche quella dove vivo adesso). Però la mia storia (anche di recupero) si è sviluppata prevalentemente altrove. Forse allora NA neanche c'erano in Italia.
In ogni caso, noi le diagnosi, le prognosi e le etichette correlate le lasciamo ad altri. Hanno bisogno dei loro strani codici per provare a capire e per comunicare fra loro. Anche su cose a proposito delle quali, in fondo, forse c'è poco da capire.
Quindi, cara Freestyle, in definitiva ti rispondo SI': tutte queste paranoie che ti stai facendo (ma poi niente di che...) secondo me sono del tutto “normali” per il percorso che stai facendo e possono rappresentare tappe per la tua serena crescita psicologica e spirituale. Forse le esprimi, in maniera coerente col tuo carattere, in maniera un po' aspra. Ma va benissimo così.
Un saluto affettuoso
Placido

L accoglienza e la condivisione,il confrontarsi con persone che non si drogano,o che si sono drogate,magari strutturate come dici tu... puo' essere una grande risorsa.Prima erano finalizzate l accoglienza e la condivisione a dividerci grammi,testate,viaggi...poi quando fai il turn-over...sperimenti sperimenti...ed una semplice cena come condivisione diventa un evento piacevole.
Pero' devi sentire una forza e una determinazione dentro...che realmente vuole riscoprire questa nuova forma di stare bene.Ultimamente ai Na non sto andando x questioni di tempo,appena posso riprendo.
Ma le risposte so dove sono,dentro di me.