Informazioni, esperienze e notizie sulle sostanze psicoattive. Pubblica anche tu.

Aiuto compagno dipendente da eroina

Salve a tutti.
Sto da 11 anni con un uomo che fa uso di eroina. Ho cercato in tanti modi di aiutarlo (io non faccio uso di nessuna sostanza), ma evidentemente non sono capace di tirarlo fuori da questo "fosso". Prima di stare con me è stato due volte in comunità e tuttora è in cura al SerT. Io non so più che cosa fare, sono stanca di vivere così non ce la faccio più. Ultimamente ho cercato di portarlo da una psicologa, ma ci è andato due volte e poi non è voluto più andare. Tra di voi c'è qualcuno che è riuscito a risolvere questo problema? Se sì, come? Ci sono delle vie alternative alla comunità o sert che si possono tentare? Penso sempre che dovrei lasciarlo, perché davvero io sono devastata. Ogni giorno combattere contro la sostanza...io non ce la faccio più. Io stessa sono andata da una psicologa per tirarmi su, ma mi ha detto che fin quando non risolverò il suo problema di dipendenza, sarà sempre cosi. Ci ripenso sempre a lasciarlo perché abbiamo un figlio e non voglio privarlo del padre anche se allo stesso tempo penso , che padre è? Non so che fare....

Commenti

"............ fin quando non risolverò il suo problema di dipendenza"
TU NON DEVI - E NON PUOI - RISOLVERE PROPRIO NULLA
Il problema lo deve risolvere lui ed è molto difficile che lo faccia dopo tutto questo tempo e questi fallimenti
Non troverai mai e in nessun posto la formula magica per risolvere una situazione del genere. L'unica cosa che devi fare è lasciarlo per il tuo bene e anche per tuo figlio. Standogli accanto hai solo incrementato la sua dipendenza perché non gli hai dato la scossa per motivarlo a cambiare. Nessuno è in grado di cambiare gli altri. Salva te stessa

La mia psicologa mi aveva consigliato di non lasciarlo, perchè così facendo l'avrei "buttato nella fossa dei leoni" mi diceva. Secondo te quindi dopo tanti anni di dipendenza, una persona non ha più possibilità di riprendersi la propria vita? Poi la nascita di un figlio dovrebbe essere una scossa molto più forte come motivazione a cambiare, no?

La tua psicologa non ha molto a cuore il tuo bene. Come dici tu se la scossa di un figlio non è servita.... trai le tue conclusioni. Non è detto che una persona dopo tanti anni non possa smettere ma il fulcro del problema è se ne ha voglia. Perché smettere è difficile ma se non si è interessati a farlo è impossibile.

Non è che non è interessato a farlo, però purtroppo non ci riesce mai del tutto. Ci sono stati dei periodi in cui non ha fatto uso per molto tempo, l'hanno scorso era riuscito a togliersi quasi del tutto il metadone. Era arrivato alla fine del percorso, mancava pochissimo, però poi ci è ricaduto. Adesso fa uso un paio di volte a settimana. Io, se fosse per me, lo lascerei subito perché davvero in questi anni ne ho passate di ogni. per mio figlio come faccio? Quando gli toccherebbe di stare con lui come faccio ad affidarglielo, non posso... e neanche vorrei farglielo vedere davanti agli assistenti sociali. Vi sto solo chiedendo consiglio....

Lascialo.

Certo che può essere possibile . Ma non dipende da te , mentre tuo figlio si .

Ciao!
Mi spiace che ti trovi in questa situazione... a mio parere la psicologa ha detto un po' di cagate:
1) Dice che non starai meglio finché non risolverai il SUO problema di dipendenza. E questo è sbagliato. Il suo problema di dipendenza è, appunto, suo, non tuo, e tu non puoi risolverlo al posto suo. Mi meraviglia che una psicologa non sappia delle cose così elementari. Tu devi affrontare i tuoi problemi ed imparare ad essere felice, a prescindere dai problemi degli altri: altrimenti ti troverai per tutta la vita a risolvere i problemi altrui perché "ti fanno stare male". Oltretutto, se lui non si mette veramente d'impegno, non risolverà mai il suo problema: e se la tua felicità dipende esclusivamente da questo, è come se ti tenesse al guinzaglio (perdona la metafora un po' grezza, ma è solo per rendere l'idea).
2) Ti consiglia di non lasciarlo perché altrimenti lo butteresti nella fossa dei leoni.
Il problema è che lui nella fossa dei leoni CI STA GIA'. Ci sta dentro fino al collo, e ci continua a sguazzare perché sa che, sull'orlo della fossa, ci sei comunque tu a guardarlo e a tendergli la mano se le cose si dovessero fare difficili o pericolose. E comunque, la tua psicologa dovrebbe avere a cuore il tuo bene, non il suo: sei tu la sua paziente, non lui. Lui ha fatto le sue scelte, e tu le tue: la psicologa ti può aiutare a riprendere il controllo sulle tue scelte, ma non certo sulle sue, ci mancherebbe!
Per tornare alla storia della fossa dei leoni: se nemmeno la nascita di un figlio gli ha dato uno scossone, forse allontanarsi da lui potrebbe funzionare: se vede che "sull'orlo della fossa" non ci sei più tu a fare da àncora di salvezza, magari potrebbe darsi una svegliata, e capire che così facendo rischia di perdere tutto ciò a cui tiene e che ama.
Restare con lui a qualunque costo potrebbe trasmettergli un messaggio sbagliato: cioè che lui può fare qualsiasi cosa, lasciarsi andare, non reagire, ecc. ecc., che comunque le cose non andranno mai VERAMENTE male, non perderà mai veramente ciò a cui tiene. Restargli vicino è utile solo se si impegna sul serio: in quel modo, gli comunichi che apprezzi i suoi sforzi e che, se anche sarà un cammino difficile, tu e tuo figlio ci sarete. Ma se lui non si sta impegnando seriamente, il messaggio che passa è diverso: come dicevo sopra, è un "posso fare quel cazzo che voglio, che tanto loro sono qui". (ovviamente, non sono ragionamenti che si fanno consciamente, sono quasi sempre meccanismi dell'inconscio).
<><><><><><>
Per dirla breve: personalmente ti consiglio di allontanarti da lui. Per il suo bene, ma soprattutto per IL TUO: sei arrivata al capolinea con la pazienza, ti ha sfiancato. Datti un po' di tregua, concediti un po' di pace, hai per caso ammazzato qualcuno per meritarti tutto questo? (domanda retorica, ovviamente). E' perfettamente normale non poterne più dopo 11 anni.
P.s.: se ci prova un sacco di volte ma non ci riesce mai del tutto, significa che non ci si impegna sul serio e non vuole mettersi in gioco. Vedi il fatto che ha dribblato gli incontri con la psicologa già dopo 2 sedute.
P.p.s.: in caso ti allontani, non preoccuparti: se è un td, nella sua attuale situazione il tribunale non gli consentirà di stare da solo col bambino. Anche per quanto riguarda il vederlo davanti agli assistenti sociali: essendo un contesto del genere poco piacevole per il bambino, il tribunale può decidere di sospendere proprio le visite al padre, finché questo non si dà una svegliata.

Aggiornamento: quando la psicologa ti ha detto "non starai bene finché risolverai il suo problema di dipendenza", prova a leggere questa frase in un altro senso: non "devi risolvere il suo problema, se vuoi stare bene", bensì "stai facendo dipendere la tua felicità dalla soluzione di un problema altrui". Più che un consiglio, magari era una constatazione, per farti prendere coscienza del fatto che la responsabilità della tua felicità è nelle tue mani, e non in quelle di altri.
(Resta il fatto che gli psicologi ogni tanto dovrebbero essere un po' più chiari)

Grazie Lysander, forse devo provare quest'altra strada. È solo per mio figlio se finora non ho tentato, perchè lui è piccolo ancora per capire realmente chi è il padre. Figurarsi che un periodo il padre ha lavorato dieci giorni fuori e un giorno mi ha chiesto: " Mamma, ma papà mi ha abbandonato?" Allo stesso tempo mi rendo conto che crescendo capirà che lui non ha un padre come gli altri e forse potrebbe soffrirne ancora di più. Sono combattuta. Mi sento molto in colpa nei confronti di mio figlio. Infondo è anche colpa mia se ha un padre così.

Ricorda che i figli seguono le orme e gli esempi del genitore.
La psicologa ti ha detto una grossa cazzata.Meglio un genitore tossico fuori casa ma presente a fasi alternate che uno dentro con il problema di essere visto giornalmente da tuo figlio sconvolto.
Non c'e' bisogno di mettere in mezzo assistenti sociali,basta allontanarlo di casa e soprattutto dall'esempio negativo e dalla negativita' che arreca a tuo figlio e porta in casa.
Mio parere personale.
Lascialo.

Ti capisco: e in questo ti ammiro. Hai sopportato questa situazione per il bene di tuo figlio, è stato un grande sforzo e anche una gran prova d'amore. E' vero il detto che dice "le separazioni si fanno sulla pelle dei figli": però è anche vero che questo detto è rivolto alle persone che prendono troppo alla leggera il proprio ruolo di genitori, e trascurano il benessere del proprio figlio e le proprie responsabilità. E questo non è il tuo caso.
La separazione sicuramente è dolorosa per un bambino, ma a volte rimanere con un soggetto come suo padre può fargli più danni sul lungo periodo. Non sempre l'unità familiare fa meno danni della separazione, anzi.
Concordo anche con stefy: se il padre continua a farsi, il figlio può prendere esempio da lui. Può interiorizzare a livello inconscio certi comportamenti. Oltretutto, con un padre td in casa si possono verificare situazioni parecchio "difficili", se non ha intenzioni di ripulirsi, situazioni che sono ancora più difficili da spiegare.
<><><><>
Sì, crescendo capirà di non avere un padre come gli altri: ma chi è che ce l'ha? Tu sei una persona intelligente, e sei in grado di crescere tuo figlio, e se gli trasmetti la tua intelligenza sarà in grado di capire da solo che la famiglia "normale" non esiste, tranne che negli spot del Mulino Bianco e dell'Azione Cattolica. Se mi guardo intorno, non vedo famiglie in cui esistano padri "normali": ognuno ha le sue magagne. Anzi, direi proprio che il concetto di "normale" non esiste!
<><><><>
Per concludere, non sentirti in colpa nei confronti di tuo figlio: dopotutto gli hai dato la vita, no? :) E se prendi una decisione, la prendi non solo nel tuo, ma anche nel suo interesse, come hai fatti negli ultimi anni. Non cadere nel tranello di sentirti una cattiva madre perché molli il padre: gli ultimi anni che hai trascorso direi che provano ampiamente il contrario, hai resistito per tutto l'umanamente possibile.
E non è colpa tua se ha un padre così: tu eri in buona fede. Non addossarti colpe che non hai!
(P.s.: scusa il papiro, sono un po' logorroico)

Inoltte la psicologa le ha detto un'ulteriore cazzata madornale.
E cioe' che il problema del marito deve risolverlo lei.Lei?
Ma stiamo scherzando? La moglie deve risolvere il problema di tossicodipendenza del marito ??? Si vede che questa psicologa di td ne capisce quanto un austronauta ne capisce di giardinaggio !!!
Troppe ne ho ascoltate di queste sciocchezze dalla categoria che inizia con psic- che ne sono quasi spaventata , quando penso che forse dovrri fare psicoterapia e mi potrebbe capitare una roba del genere,penso che faccio prima e meglio a riflettermi nello specchio.
Nessuno puo' addossarsi la responsabilita' della tossicodipendenza di qualcun altro ,se non accompagnarlo nella lenta guarigione(ove vi sia una speranza!)
Nessuna formula magica ,se sert e comunita' non riescono , bisogna buttarlo fuori , soprattutto se di mezzo c' e' un bambino maschio che assimila certe "condizioni" in casa.
Purtroppo certe donne come sempre accade non sono pronte per il distacco , vogliono e sperano di sentirsi dire solo quello che gia' hanno preventivato.
Chissa' perche' poi vengono qui a lamentarsi se non aprono poi il loro punto di vista !

Anni82 abbiamo scritto la stessa cosa , ma ti giuro che ho letto solo dopo il tuo post !
Beh questo conferma cio' che penso !

In realtà la psicologa non mi ha detto espressamente che IO avrei dovuto risolvere il suo problema di dipendenza. Io penso che intendesse dire che dato che la mia sofferenza dipende da questa situazione, non potrò mai essere serena se questa non si risolve al meglio. E quindi mi invitava a continuare ad aiutarlo, non certo a risolvere io in prima persona il suo problema di dipendenza. Quando le ho detto che pensavo di lasciarlo, lei mi ha sconsigliato di farlo, anzi mi esortava a continuare ad aiutarlo. Ad esempio, mi diceva di togliergli la macchina, di accompagnarlo a lavorare e andarlo a riprendere, di accompagnarlo al sert, non farlo uscire da solo, ecc... Se non fossimo riusciti così, allora comunità.
Poi altra cosa:" purtroppo certe donne come sempre accade non sono pronte per il distacco e sperano di sentirsi dire quello che hanno preventivato. Chissà perché poi vengono qui a lamentarsi se non aprono il loro punto di vista". Non sono d'accordo, soprattutto detto da un'altra donna. Questo è un giudizio affrettato cara Stefy, perché tu da due righe non puoi aver dedotto qualcosa su tutta la mia vita, di cui conosci solo qualche particolare. Poi mi sembra di aver accolto i vostro consigli di buon grado.

Io non conosco la tua vita pero' conosco alla perfezione queste dinamiche ed anche perfettamente cosa significa dividere in casa un figlio con un tossico o simili-tale.
Qui infatti non stiamo a spillarti soldi per dirti due stupidagini come uno psicologo che di certe situazioni ne ha viste solo nei film , qui noi ti diamo consigli basati su fatti reali.
Prendila come vuoi,anche come una sfida la mia.
Tanto non esiste peggior sordo di chi non vuol sentire.
O se sei intelligente fai il tuo passo.
Magari non per te,fallo per tuo figlio.
Buona fortuna.

Lysander, grazie mille per avermi consigliato con educazione e parole gentili, soprattutto senza giudicarmi! Grazie!

Di niente, sei la benvenuta! ;)

Sei una persona molto intelligente e troverai una soluzione ci vorrà del tempo, ma vedrai che le cose col tempo si sistemeranno ovviamente ci vuole un po' di impegno da parte di entrambi
.
Sugar

Hai ritrattato?!

Non si può vivere con un padre tossicodipendente , ne con un alcolizzato,ne con un pazzo .i danni che arrecano queste persone Sono profonde ferite che una vita non basta a rimarginarle e anche quando rimarginate ,rimane la cicatrice .gia tu sei sfregiata da questi 11 anni e tuo figlio non sarà immune . Anzi parte dalla tenera età . Anche il solo percepire . Anche il solo percepire ,si dice che i bimbi son come spugne .

E non serve a niente sentirsi in colpa ( chi non ha colpe verso i propio figli ) io era meglio che non ne facevo di figli ( ne ho 1 adulto ) . Ma l importante è essere onesti mettere le carte in tavola e cercare di risolvere X un figlio è molto meglio vivere da solo con il genitore sano che con tutti e due ma in una nebbia di sotterfugi confusione e non chiarezza . Questi sono i consigli che ti arrivano . Nessuno ti darà un consiglio X curare questo padre . Può partire solo da lui la sua guarigione . Xche così abbiamo fatto tutti .

Anzitutto grazie per i consigli. Se ti va, posso chiederti (un pò stupidamente) tu che tipo di rapporto hai avuto con tuo figlio? Sempre se ti va...

Può partire solo da lui la sua guarigione . Xche così abbiamo fatto tutti .
____________
TUTTI, E POCHI SONO GUARITI DEL TUTTO (nel senso di essere "totally clean"), tra i quali io stesso, tuttora in terapia, pero'.....
.
- stare fissi in terapia e non usare piu' aghi ne droghe
- non sputtanare soldi per strada per polveri di pessima qualita'
- massacrarsi e umiliare le braccia e il corpo
- perdere opportunita' lavorative
- bugie, sotterfugi, litigi, rabbie
- sensi di colpa che ti portano a non ragionare bene
.
se questo ragazzo/uomo e' in carico al Sert, prende una terapia, ma si vede che non la usa bene; o la usa per coprirsi quando non ha soldi, per poi farsi quando i soldi ci sono (un classicissimo della TD)
SE E' IN CARICO AL SERT HA I FARMACI PER METTER LA VITA SU BINARI......diciamo....."almeno decenti e accettabili"
.
certo che il Tossicodipendente fintanto che on riceve un VERO SCOSSONE NELLA PROPRIA VITA...............tira a campare alla meno peggio, tra litigi, sotterfugi e altro
PER ME E' STATO FONDAMENTALE AVERE E MANTENERE SEMPRE UN LAVORO FISSO CHE DESSE TEMPI E RITMI NORMALI ALLA MIA VITA
.
UNO SCOSSONE FORTE, ma forte, senno' non cambiera' mai nulla
.
Sugar

Caro Sug, non so se guariremo mai del tutto . Non credo X quanto puliti rimarrà sempre quel solco che ha scavato in profondità . C'è lo porteremo a presso come zavorra . Pronto a tenderci l aguato dietro l angolo . Io X non guardare dietro quel angolo vivo giorno X giorno . Così si , vedo il sole quando mi alzo . Non posso guardare ai giorni avvenire con serenità . Giorno X giorno .

Non credo X quanto puliti rimarrà sempre quel solco che ha scavato in profondità .
____________
sono anni che me ne sono reso conto; quando diventi adulto (sotto e oltre i 40 anni) e ancora sei in giro, con terapie sostitutive, anche basse tipo me, qualche sgarretto ogni tanto, anche se molto controllato.......niente, sei un TD a livello STRUTTURALE e lo rimarrai per sempre, come modo di pensare, come, appunto, quello che tu sopra chiami......."quel soldo che ha scavato"..........certo, sicuro al 101% che limpronta della persona e' quella e tale rimarra'
Cio' non ti impedisce di lavorare bene, come e meglio degli altri, farti una cultura personale, vivere in mezzo "ai normali" e stare con loro.......IN PIENA CONSAPEVOLEZZA CHE NON SEI COME LORO, HAI UN SEGRETO CHE CUSTODISCI DENTRO E TE LO PORTI DIETRO DA 2 DECENNI
.
5 minuti alla sett devi scappare via e salire al Sert a prendere le pastigline che ti permettono di essere (di sembrare) come gli altri che non sanno nulla
(questo sono io oggi, in pausa pranzo........ raggiungo i miei colleghi a pranzo 15 minuti dopo ......il giro sono le urine + 7 cps da 2 mg di BPN.....il mio segreto del venerdi' -pausa-pranzo....segreto che dura dal 2008)
.
Invece quei giovani che iniziano presto, a 18/20 anni vengono sgamati, poi fanno Comunita' o terapia, se smettono tutto ancora giovani (21/22/23 anni), faranno ancora in tempo a diventare adulti e ricordare tutto cio' come una "stronzata di gioventu' ".......io no, sono arrivato lungo, moooolto lungo
.
Cmq il caso sopra e' pesante, una donna sana con 1 figlio e un compagno cosi' davvero e' pesantissimo, a livello umano ed emotivo
sono 2 vite spezzate, una pero' senza colpa alcuna
.
Sug

.

Eh anche io c'avrei voglia.Ma resisto.Sappiamo benissimo che non è affatto innocente, anche se è solo una.
No io sto imparando a dire NO!!!

Pienamente d'accordo con Sug.. Tossici lo si nasce.
Pensa come una qualunque persona "normale", qualora il medico le desse la notizia della necessità di iniziare una terapia con oppiacei, quanta paura possa avere.
Io ai tempi ne gioì, come se fosse una manna dal cielo.. :-D

Scrivo qui e cosi' solo per esorcizzare questo pensiero.

Vorrei conoscere la tua psicologa per stringerle la mano e complimentarmi con lei.

Anche io sto qui e sembra che ho imparato a dir di ...NO .

Hem ... che sto imparando .

A proposito che se lo lasci lo butteresti nella fossa dei leoni ( detta dalla tua spic . ) siete tu e il bambino nella fossa del leone . E si , i td son dei leoni a pisciar ovunque .

.

Brutta espressione questa degli eletti.ho vissuto più di una vita in questa vita , X capire che non ci sono eletti .

.

Io penso che sei su una buona strada e sei stata brava e ferrea con te stessa . I miei sinceri complimenti .hai un carattere tosto, non da tutti. lo hai dimostrato quando hai tolto il sub a quel dosaggio e sei andata dritta X la tua strada, malgrado gli alti e bassi .non volevo metterti dubbi assolutamente no . Solo che la definizione '' eletti,, in genere fa danni . Non è X te . Un abbraccio mon.

.

Lo so combatto tutti i giorni combattiamo tutti i giorni . Terapia o meno .

.

Ciao,
mi spiace moltissimo della tua situazione. In realtà non ho mai vissuto un esperienza del genere ma posso immaginare vagamente che cosa possa voler dire.
Innanzitutto voglio mostrarti, oltre alla mia solidarietà, un grande senso di stima per la forza che hai avuto in tutti questi anni nel sopportare una situazione del genere, soprattutto dal momento che tu non hai mai fatto uso di nulla.
.
Detto ciò, senza nessuna pretesa di emettere sentenze o giudizi, devo dirti la mia.
In questo sito abbiamo letto e riletto infinite storie simili alla tua e la conclusione a cui si è sempre giunti è quella che tutti gli altri utenti hanno già scritto.
Non biasimo nessuno per le parole anche (talvolta) un po' dure, perché queste situazioni qui le sentiamo forti, abbiamo una particolare sensibilità nei confronti del tema e quindi non prendertela se qualcuno si è espresso in modo duro.
Conosco tutti qui dentro e ti assicuro che NESSUNO voleva giudicarti o aggredirti ma solo esprimere (a suo modo) un'opinione che, poi, a ben vedere, è la stessa.
.
Mi associo e faccio miei i commenti di tutti: di Lysander, di Stefy, di Sugar (che a volte sembra duro ma lo fa a fin di bene), di anny. Di tutti.
Anche secondo me la tua psicologa è stata un po' "leggera" ad indurti a sopportare oltre una situazione che non potrai gestire all'infinito e, ricorda, NON POTRAI CAMBIARE dal momento che, come han detto in molti, il problema è il suo e tu non hai nessun potere nel fargli cambiare idea.
.
Dal mio punto di vista la tua prima responsabilità è nei confronti di tuo figlio, pensa a lui per primo. Magari uno scossone come un aut-aut, potrà essere da sprone anche nei confronti del tuo uomo nel fare uno sforzo maggiore per cambiare vita.
.
Sai, tante persone, dopo anni di tossicodipendenza da eroina passano a succedanei come il metadone o la buprenorfina. L'idea di partenza è quella di scalare questi farmaci fino alla sobrietà assoluta. Non tutti ci riescono ma molti restano con la terapia sostitutiva a vita e riescono a condurre una vita dignitosa. Forse questo potrebbe essere un buon compromesso ma l'eroina no. Una o due volte alla settimana significa esserci dentro, non è un deterrente. La scelta dev'essere meditata, voluta, consolidata, mantenuta. Questa è una scelta radicale che richiede motivazione, forse (lo dico senza alcun giudizio di merito) il tuo lui non è pronto per questo.
.
Il mio consiglio è quello di lasciarlo di modo che tu possa farti una nuova vita: ne hai tutto il diritto.
Un caro saluto e tienici aggiornati.
J.

Posso cercare di comprendere il tuo sconforto ma finché non sarà lui a decidere il tuo sarà solo tempo perso. Mi spiace essere così diretta ma finché non lo vuoi non ne puoi uscire a meno che non ti chiudano in una gabbia.