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dipendenza psicologica (oppure no?) ... consigli?

Buongiorno. Sono un ragazzo di 20 anni e mi sono appena iscritto al forum. Vi voglio chiedere un parere sulla mia situazione, perché non riesco a interpretarla bene. Vi racconto quello che sento in questo momento.

Prima di tutto vorrei dirvi a che sostanze mi riferisco quando vi parlo della mia situazione. Nella mia vita ho avuto esperienze con: cannabis, alcol, funghi psilocibinici, cactus mescalinici, LSD, 2C-B, DMT, ayahuasca, ketamina, MDMA, morfina, diazepam, protossido di azoto. Eliminando le sostanze che ho provato solo per curiosità e di cui non ho più fatto uso, rimangono solo psichedelici e cannabis.

Da quando uso queste sostanze, mi rendo conto che ogni cosa è un miracolo, sono pieno di voglia di fare e metto me stesso in ogni cosa. Questo succede anche quando sono sobrio. Sembra un cambiamento permanente. O meglio, lo sembrava, fino a quando non ho pensato "se ora sto sempre così, posso anche non drogarmi più". Il mio uso era/è questo: un trip ogni 1-2 mesi, una o due canne a settimana. Ma da quando ho deciso di smettere, la situazione ha iniziato a peggiorare. Appena passato l'afterglow di quello che chiamavo l'"ultimo trip" o l'"ultima canna", le stesse cose che mi danno gioia e passione iniziavano a non significare più nulla, come se niente valesse la pena essere vissuto, passioni mie comprese. Questo mi ha sempre impedito di smettere.

La cosa strana è questa: quando sono sano sto bene, non penso costantemente alla prossima canna o al prossimo trip. Semplicemente, mi basta sapere che prima o poi arriverà. Non riesco a capire cosa mi succeda: da sano amo le mie passioni, i miei affetti, ciò che faccio, senza pensare alle sostanze, eppure appena penso "ok dopo questa esperienza sto sano, non ho più bisogno di droghe" mi sento come vi ho detto prima, senza passione per la vita, niente di insopportabile ma comunque brutto.
Nel caso ve lo steste chiedendo, non ho diagnosi di depressione, né ho abusato MDMA (l'ho presa due volte in vita mia).

Qualcuno sa darmi un punto di vista esterno sulla mia situazione? Non riesco a capire come comportarmi... Grazie dell'ascolto/lettura :)

Commenti

a 20 anni si é nel pieno dei conflitti con se stessi e con gli altri non sei ancora dipendente psicologicamente poiché non penso sia diventata la ricerca di droga un obiettivo quotidiano per te. Spero per te di trovare delle passioni nella tua vita che ti facciano dimenticare il fascino della droga.

Non vorrei sembrare scortese, ma hai letto bene il mio post? Forse mi sono spiegato male io... Ho passioni e attività che mi piace svolgere ogni giorno, sia da fatto sia da sobrio, sia con sia senza droga. Mi basta sapere che prima o poi mi drogherò ancora, ma non aspetto il momento con ansia, mi basta sapere che arriverà, e non capisco bene questo mio meccanismo psicologico, visto che è una via di mezzo tra bisogno e non bisogno... In più sono abbastanza stanco di sentire il solito discorso sull'adolescenza, da adolescente sono stato molto peggio, e dall'altra parte non mi sembra che gli adulti siano immuni da crisi di identità, né che siano meno fragili.

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Secondo me sei fortunato, Treeoflife.
Ti basta mantenere lo "statu quo": non rinunciare all'idea che prima o poi ti drogherai, ma intanto non drogarti.
Il che, secondo me, ha un significato molto importante. E cioè che sei capace di dilazionare i tuoi impulsi, piuttosto che esigerne la soddisfazione immediata. Forse é proprio questo il discrimine fra desiderio e bisogno.
Ciao, facci sapere.

Va bene! Al momento psichedelici non li sto prendendo. Da un mese sto integrando l'ultimo trip di DMT. Ogni volta sono sempre più in pace, ogni volta sempre più lontano dalla "normalità". Ma stavolta la normalità non mi manca.
Parlando di erba, sto fumando ma non ho intenzione di comprarla di nuovo.
Credo che il mio problema fosse quello di cercare di tornare a una vita "normale", mentre ora sto cercando di seguire la mia natura. L'erba aiuta, ma voglio riuscirci anche da sano :)

La normalità ! Quale? Quella in cui vivi società, città ,stato , tuo . Dove sei nato e cresciuto . Fossi nato e cresciuto in un altro contesto anche lì sarebbe Un altra normalità. -Parli della tua natura , la natura dell'uomo è di evolversi, uguale dove nasce . Le droghe all'inizio ti danno sempre degli input nuovi . Alla fine però la loro funzione e di sedare gli input vecchi e nuovi . Qual è la tua natura ?

Risposta filosofica (frutto dei trip ma soprattutto della DMT): la mia natura è energia pura frattale, che si manifesta nel mondo spaziotemporale creandosi diversi strati (mente, corpo...), che un giorno si riassorbiranno nella mia Consapevolezza.

Risposta pratica: non mi ritrovo nella normalità, nella società umana fatta di concetti, primo fra tutti la crescita fine a se stessa. Mi sento molto più vicino agli altri animali, e alle piante. Ho sempre avuto difficoltà a comprendere modi di pensare e di comportarsi che usano normalmente gli umani.

Beh, la normalità poi é un'astrazione, un "costrutto". Alla fine poi, da un certo punto di vista, si potrebbe dire che nessuno é "normale". Modi di pensare e di comportarsi ce n'é dei più vari...

Questo è vero. Però penso che tu abbia presente (se ne hai mai fatto uso) che con gli psichedelici il cambio di modo di pensare è più drastico ahahah

Ai miei tempi non c'era il DMT e neanche l'MDMA. C'era l'LSD e poi Peyote e Psylocibe. Il mito della West Coast, Grace Slick, splendida, che cantava White Rabbit, lasciando intendere che Alice nel Paese delle Meraviglie fosse nient'altro che un parto psichedelico della mente alterata di Lewis Carroll.
https://www.reddit.com/r/OldSchoolCool/comments/282hvk/grace_slick_perfo...
Adesso Grace é una distinta signora anziana, vegana, abbondantemente ultrasettantenne, coi capelli bianchi e corti, di tanto in tanto impegnata in iniziative ambientaliste.
Nella vita se si vuole si cambia, se no anche lo sballo può diventare "normalità". A volte pure segregante.

Dico la mia: io la "normalità" la considero lo stare bene con se stessi e trovare la serenità. Accettare tutte le parti di sé, anche quelle che non ci piacciono o non piacciono alla società.
Perché la "normalità", come concetto, è fin troppo relativo: come lo si intende in genere, dipende da quello che ci circonda. Se non ricordo male, all'epoca degli antichi romani tra gli Sciiti c'era l'usanza di mangiare i corpi dei propri genitori quando morivano, perché per una persona non c'era sepolcro migliore del corpo dei propri figli. E non solo: chi si rifiutava di farlo veniva giudicato malissimo, come verrebbe giudicato un cristiano che lascia i cadaveri dei propri genitori in un fosso. Esempio un po' macabro, ma che rende bene come il concetto di normalità cambi a seconda dell'ambiente che ci circonda. E noi non possiamo permettere che l'ambiente esterno ci condizioni fino a farci diventare uno specchio di quello che c'è nella società: ognuno di noi ha le sue particolarità, e accettarle e vivere con serenità, secondo me, è l'unica cosa che ci comunica una vera sensazione di normalità.
In questo contesto, però, non considero "normalità" l'uso di droghe: semmai, l'uso di droghe a volte diventa un modo per sentirsi normali, per soffocare la sensazione di "anormalità" che ci tormenta. L'obiettivo è quello di riuscire a essere sereni con se stessi anche senza l'uso di sostanze.

Pienamente d'accordo con te lysander. Ognuno di noi e unico speciale e dentro di se ha tutte le parti , io voglio essere in armonia con la mia natura , questo rende speciale l'essere umano . Treeoflife li ho assaggiati tutti i spicadelici e capisco il tuo entusiasmo . Oggi il mio entusiasmo e passare sotto un albero maestoso e sentire la sua energia che mi avvolge le nostre particelle che si mischiano e questo con il resto delgli esseri indistintamente . Ma con consapevolezza che sono io a voler essere in armonia con la mia natura .

Esatto! Capisco benissimo cosa intendi! ;)
Quello si prova anche senza psichedelici, al massimo gli psichedelici te ne fanno accorgere, ti aprono gli occhi, soprattutto se sono piante anche loro :D

Buongiorno a tutti.
Bella Lindsayer , anche io credo che l' uso di droghe sia solo un modo personale per sentirsi normali in questo mondo che ci sembra anormale.
Io ci lotto tutti I giorni con questa sensazione,ormai grazie alla mia colite manco un paio di birrette posso bere piu',sono perfettamente lucida ma perfettamente consapevole di essere diversa,l ho sempre saputo,mi ha sempre tormentato questa cosa.Adesso.la sto accettando,sto lasciando che il mio cervello giorno per giorno si instruisca e formi delle barriere per non farmi fottere da questa sensazione di anormalita'che mi perseguita;nonfaccio parte degli schemi,degli stereotipi,e' cosi'' ed ho anche scoperto ultimamente che molte persone mi apprezzano proprio per questo,invece prima pensavo il contrario.Perche poi quando entra in gioco l'autostima...e' li che la droga o cio' che ti puo' placare ti fotte.Scopro giorno dopo giorno che vado bene anche cosi come sono in fondo,senza nascondermi,senza falsificare o sforzare e soprattutto senza drogarmi.Placare ...accettarsi,accettare.

Mi riconosco molto in queste parole. Ma per me la droga non è un modo per nasconderlo, anzi... Ho solo la paura che, senza uno psichedelico (erba compresa) che di tanto in tanto mi riapre gli occhi, la normalità mi soffochi di nuovo... Che il lavoro soffochi le passioni... Ecc. Io non lo voglio permettere, ma vedo fin troppi adulti rassegnati e in nessuno di loro vedo gli occhi pieni di meraviglia.

Meraviglia se si guarda con il cuore non smette mai di esistere .

Treeoflife 'che il lavoro soffochi le passioni' , credo sia tremendamente reale questa frase...e' la mia passione infatti che mi ha salvato(me lo dicono tutti ed io ne sono sicura al 100 x 100) ,l' adrenalina naturale di una passione che si porta avanti da anni ed anni sotto psichedelici,sotto coca,sotto eroina,sotto addirittura le astinenze...e adesso completamente lucida,finalmente,posso godermela...a pieno.Ecco cosa salva tra le altre cose che si mischiano nel calderone,qualcosa in cui credi fermamente e che hai nel dna e che ti aggancia al tuo mondo interiore.Quando soffochi reprimi e quando fai lavori meccanici o noiosi devi limitarti ad entrare in ingranaggi inaccettabili quasi per chi si sente 'diverso' , schemi imposti che ti infastidiscono.
Ma la societa' impone di farlo per pagare le bollette,per comprare,usare,buttare,mangiare,fare vacanze: se fai parte di questo mondo devi entrare nell' ingranaggio,non accettarlo diventa controproducente ed anche impossibile quasi ...bisogna un po rassegnarsi all'esserediversi e poco in sintonia col mondo,bisogna accettare,accettarsi ma cercare di essere sempre se stessi.
Siamo nati su sta terra alla meno peggio cerchiamo di viverla sereni,piu' sereni possibile.

Treooflife...se vedessi I miei occhi pieni di meraviglia ad oggi...che sono adulta...che ho vissuto una vita all insegna della droga e dello sballo...che sono cresciuta con la tua stessa concezione,identica: il mondo e' un po' mediocre...ho bisogno oggi di questo,oggi di quello...ogni tanto...poi sempre...ma poi il baratro!
Ho raschiato il fondo del barile con questi pensieri,sono quelli che ti spingono poi giu',molto giu'...bisogna rassegnarsi,facendolo un po' allegramente magari per esorcizzarlo.Te lo dico per esperienza,la mia .
Adesso sono sempre diversa dagli altri,questa sensazione non mi abbandonera' mai purtroppo,ma ho accettato un po di cose perche' per non accettarle ho rischiato anche di morire,ed io non voglio morire! Ho le mie passioni,ho I miei amici, ho me e la mia consapevolezza di oggi e non ho poco...per arrivarci pero' ho percorso un percorso molto rischioso e molto molto doloroso...non tutti ne escono ed io mi sento ancora in gioco...salva mai.Viva per miracolo si...quindi andiamo fatti due conti ...alla meno peggio vivitela in maniera piu' serena che puoi.Consiglio di una vecchia guardia(non in senso di sbirro_ma di vecchia scuola)