Informazioni, esperienze e notizie sulle sostanze psicoattive. Pubblica anche tu.

Ennesima storia uguale alle altre, ma con la speranza di un esito diverso

Mi presento, sono di ROma, quasi 29 anni 5 anni eroina, tra fumata e sparata, senza farmi mancare il periodo dove ero convinto di scordare l'eroina mediante l'uso esagerato di cocaina EV. Ognimodo ho sempre lavorato fino a 18 mesi fa come dipendente, in uno studio di ingegneria, per poi passare alla libera professione .... (stendo un velo pietoso sulla scelta).

Dopo Sert, Comunità Diurna, centro bassa soglia, strada, vivevo nel parco di Tor Bella Monaca, ecc., mi ritrovo oggi 31.07 che vivo con mio padre (che ormai ho reso più depresso di me) in una casa in campagna a circa 5 Km dal paese (senza patente, sospesa ovviamente) e quindi vivo così, da carcerato diciamo volontario. Ho staccato l'eroina da quasi 5 grammi al giorno EV, poi metadone per sei mesi ed oggi sono un po più di un mese "pulito" (escluso perone 20 giorni fa al funerale di mia nonna, dove tutti si chiedevano perchè fossi così strano durante la messa...).

Fisicamente sto quasi bene, esclusa l'insonnia e il mal di reni, e mentalmente la voglia e impostazione positiva non manca, ma ed è un grosso ma, mi sento totalmente in balia del mondo, senza un  LeitMotiv a mandarmi avanti.

Ovviamente durante la TD ho perso la ragazza, casa, soldi, patente, fiducia in me stesso, contatti sociali (non riesco neanche a parlare con il tabaccaio per chiedere il tabacco...) e la mia angoscia è di rimanere in questo stato senza migliorare.

Ho paura di contattare vecchi amici per non finire ad essere l'accollo del gruppo. Mi sento fdi non riuscire a vivere in società, per cui mi isolo (volontariamente) e mi ritrovo a non vivere le giornate, ma passando il tempo tra internet e birre (le birre mai stato un problmea, escluse le ultime due settimane a circa 4 lt al giorno).

Concludo dicendo che ho deciso di scrivere per poter avere davanti ai miei occhi la mia attuale situazione, così da tenerne traccia, consapevole che la spinta o viene da me, o soccombo e torno da dove sono appena venuto.

 

Commenti

Devi avere forza di volontà amico mio

Trovo normale non riuscire a vivere " la società fuori dalle sostanze " quello che ti serve e riiniziare da una qualsiasi parte ( lavoro in primis ) il resto poi viene a un passetto X volta . Un saluto mon

Caro Finistère, dalla lettura della tua accorata testimonianza mi residua molta tristezza. Non si può dire che tu esprima positività e fiducia, ma sembra che neanche la disperazione, fortunatamente, abbia prevalso nei tuoi sentimenti.
Leggendoti mi viene da riflettere su tutto ciò che, genericamente e a volte sbrigativamente, viene definito come “dipendenza psicologica”, quasi fosse un oscuro meccanismo astratto e indefinito che - non si sa come, né perché - riduce gli individui al rango di burattini.
Invece, secondo me, la “dipendenza psicologica” è qualcosa di molto concreto e tangibile e tu, per ciò che ti riguarda, a mio modo di vedere, ne dai una puntuale descrizione.
Io non penso che per “smettere” sia sufficiente astenersi dall'assumere sostanze. Bisogna, contemporaneamente, colmare quel vuoto scavato dalle sostanze stesse e che forse ad esse in radice preesisteva. Il che richiede tempo e impegno non indifferenti, con la difficoltà supplementare che non si è abituati a ricerche lente e costanti, bensì a pseudosoluzioni istantanee e illusorie. Forse la “dipendenza psicologica” è proprio quel VUOTO che descrivi intorno a te. Vuoto di relazioni, di fiducia, di prospettive, di futuro e di tante altre cose.
Penso che tu ne sia abbastanza consapevole e questo potrebbe essere un buon punto di partenza.
Io concordo col suggerimento di WizCuz a proposito della forza di volontà, ma nello stesso tempo dico che questa potrebbe non bastare e che sarebbe opportuno affiancarle altre cose.
La motivazione personale è fondamentale, ma da soli non se ne esce. Io ti suggerirei di adottare questo come Leit Motiv della tua ricerca, giacché proprio di un filo conduttore dici di sentire la mancanza. E di conseguenza ti suggerirei di adoperarti per trovare aiuto concreto.
Penso che in tale prospettiva sia significativo il fatto che tu abbia prodotto traccia della tua condizione su questo forum, ma dubito un po' che possa essere sufficiente, in assenza di risorse e persone reali, con cui confrontarsi faccia a faccia per costruire insieme qualcosa di significativo.
Non so dove vivi e neanche se sei in Italia, giacché il tuo nik suggerisce ambientazioni bretoni. In ogni caso, ci sono luoghi e persone cui tu potresti presentarti con la stessa dolorosa sincerità che hai voluto usare poche righe sopra. Se pensi che possano esserti utili indicazioni nel merito, non esitare a chiedere.
Un caro saluto
Placido

Ciao Placido, le tue parole mi hanno colpito come lame, perché sono quelle parole che tento di non sentire. Ieri sera mi sentivo molto giù, come hai ben notato, oggi già va diversamente. Queste fluttuazioni continue sono quelle che mi rovinano. Non riesco a fare progetti più in la di poche ore.

Il lavoro ne avrei quanto ne voglio, ma sono già due settimane che ogni mattina mi metto alla scrivania, ma a fine giornata di prodotto ne vedo poco. Perlopiù passo il tempo a divagare con la mente, e pensare che il mio lavoro era il mio punto fermo, mi piaceva e lo facevo con passione senza pensare alle ore o ad altro.

Poi mettici la paura di consegnare il lavoro e ricevere il compenso, beh questo mi mette un'ansia terribile, sapere di avere soldi ed avere paura di usarli "male".

Vediamo se questa sera posso scrivere di aver "concluso" qualcosa di concerto durante la giornata.

PS: Sono di Roma ed abito in un paesino nei dintorni al momento, il nome beh, deriva solo da come mi sentivo al momento della registrazione, ovvero 'alla fine della terra, con la paura di fare il passo successivo, senza la terra sotto i piedi'.

Saluti a tutti

Beh sì, Finistère è proprio quello: la fine della terra, in quella lingua di territorio francese che si insinua fra il Canale della Manica e l'Oceano Atlantico. Dovevo incontrarmi lì, in Bretagna, con un mio amico. Era esperto di navigazione a vela e saremmo salpati insieme alla volta del Nuovo Continente. Ma purtroppo, dopo aver portato avanti anche lui un buon percorso di emancipazione dalle sostanze, morì per conseguenze connesse alla tossicodipendenza. Seppi del suo decesso dalla sua ragazza, poche settimane prima della mia partenza per la Bretagna. Lui mi aveva nascosto tutto fino alla fine.
Ok, Finistère, vediamo come va oggi. Temo però che le profonde oscillazioni di umore di cui scrivi non cesseranno facilmente, a meno di iniziare a porvi argine strutturato da costruire a poco a poco. E capisco la tua ansia rispetto alla gestione del denaro. Sembra quasi che tu non intenda procedere nel lavoro per non disporre di soldi da “usare male”.
Io penso che con l'aiuto altrui potresti trovare soluzioni vantaggiose a queste difficoltà. Ma ciò dipende dalle tue scelte e dal desiderio di compierle o meno, in un senso o nell'altro.
Ti ribadisco quanto già scritto nel mio precedente commento, compresa la disponibilità a fornirti ogni informazione in mio possesso che potrebbe esserti utile a migliorare la tua condizione.
Ciao
Placido

Alla fine quel progetto, l'ho completato. Anche se di fatto producevo 15 minuti ogni ora seduta, ma per ora di più non riesco.

Quello che dici sulla paura di avere i soldi, è vero. Ho il terrore.

Mi sto rendendo conto, che io, una persona che ha sempre amato e saputo passare il tempo da solo, ora la solitudine mi mette una paura enorme.

Le poche volte che rivedo quelle 2 persone che ancora non mi hanno abbandonato del tutto, mi dimentico dei miei problemi e riesco a stare bene, ma come torno alla "tana" mi ripiomba tutto inesorabilmente addosso.

Quindi tra i miei obiettivi principali ho posizionato, lo stare in compagnia - quella giusta.

Un'ultima cosa, anche se OT, ma magari qualcuno ne ha avuto esperienza. Mi sono recato alla CML per riprendere la patente dopo art. 187 ed ho prenotato la visita psichiatrica, propedeutica alle analisi. Ora qualcuno è a conoscenza di quale esame prescriveranno? Ovvero per i 187 è sempre il capello? E' a discrezione del medico? Vi sono Linee Guida?

Saluti

Ciao Finistère,
mi fa piacere leggere dei tuoi progressi sul lavoro. Ritengo che siano una cosa ben positiva e sicuramente passibili di essere incrementati e consolidati. Anche se, d'altra parte, sappiamo bene entrambi che pongono importanti questioni “di gestione”.
La mia opinione è che il tuo “terrore” relativo alla gestione dei soldi sia un campanello d'allarme da non trascurare e, al tempo stesso, un'importante opportunità. Direi anche che si tratta di una questione alquanto delicata, per molti aspetti che vanno ben al di là dei soldi in se stessi.
Per me è stato molto importante, direi fondamentale, in passato, attraversare un periodo in cui le mie scelte, anche economiche, fossero condivise e regolate con altri.
Io ti consiglierei di prendere in considerazione, anche per te, una prospettiva del genere, che comunque comporta molte implicazioni significative.
La scelta fondamentale è quella della reciproca fiducia o meno all'interno di una relazione. E quindi della (o delle) persone con cui eventualmente instaurare un simile impegnativo rapporto che, attorno alla questione “economica”, riguarderebbe, in definitiva e per un certo periodo, la tua attuale situazione esistenziale nel suo complesso.
Devo dire che io, a suo tempo, fui molto fortunato, ma anche accorto e ben consigliato nella scelta dei miei interlocutori.
La scelta è impegnativa, perché una relazione del genere sarebbe anche il teatro su cui agirebbero molte spinte emotive. E affinché tali spinte emotive possano essere gestite e indirizzate proficuamente, sarebbe importante preventiva consapevolezza delle parti e adeguate capacità di far fronte alle possibili difficoltà.
Altrimenti, penso che tu possa ben intendermi, ci si potrebbe esporre da un lato a vissuti di frustrazione e dall'altro di delusione. Elementi che non sarebbero d'aiuto. Oppure si potrebbe vanificare il tutto divergendo dalla condivisione per far ritorno alla mistificazione. E anche in questo senso penso che tu possa bene intendermi.
La solitudine di cui scrivi penso possa anche comportare elementi positivi, quali il raccoglimento meditativo, la riflessione, il confronto con se stessi. Ma quando minaccia di trasformarsi in isolamento, penso sia opportuno riaprire e consolidare qualche ponte.
Io non so quali sono le persone a te vicine (o da te avvicinabili) che potrebbero esserti utili in una certa prospettiva. Di tuo padre accenni come una persona a sua volta non molto “in forma” e forse entrambi potreste avere utilità dal sostegno di altri, anche per evitare potenziali tensioni e conflitti. Parli dei tuoi amici, ma non so fino che punto tu possa coinvolgerli (e loro siano in grado di coinvolgersi, senza esserne travolti) nei tuoi problemi. Oppure potresti rivolgerti ad altre persone con propensioni solidali, come se ne trovano in tante associazioni di volontariato, in gruppi di auto-mutuo-aiuto o in organizzazioni religiose), o ancora a professionisti. Bravi professionisti credo se ne trovino anche nei Sert ma, anche leggendo questo forum, tali servizi sinceramente mi sembrano costituire una specie di “terno al lotto”. Dovrebbero anche coadiuvare percorsi individuali personalizzati, ma non si capisce bene se tale “personalizzazione” venga approntata in base alle reali esigenze delle singole persone o in base alle ideologie prevalenti fra gli operatori.
Da parte mia non posso che consigliarti di provare a essere molto sincero con te stesso nelle tue scelte. Capisco che non sono scelte facili. Probabilmente, se si desidera veramente emanciparsi, bisogna anche recedere un po' dalle proprie storiche pretese di onnipotenza, di controllo solipsistico o di delega alle sostanze. Da parte mia posso assicurarti che proprio attraverso questa via ho potuto consolidarmi progressivamente in una mia soddisfacente e serena dimensione autonoma. Esprimo lo stesso augurio anche a te.
Per quanto riguarda la patente non ho alcuna cognizione riguardo le questioni di cui chiedi. Forse altri potranno esserti di migliore aiuto in questo senso.
Ciao
Placido

Post egoistico per dire che, la tua storia, mi fa sentire una femminuccia. Uno che chiede consigli su come "soffrire" il meno possibile l'astinenza. Cazzate rispetto a quello che stai passando te. E mi sembra di leggere un mio probabile futuro, di quello che potrebbe accadere se...

Spero per te che tutto si sistemi per il meglio. Mi pare evidente dal tuo scritto che non sei una brutta persona e credo che le persone, tutte, meritino di essere se non felici per lo meno serene.
Se vuoi continuare ad aggiornarmi/ci fai cosa gradita.
Forza e coraggio dai!

Ma ti posso solo dire che secondo me, non bisogna avere paura di cosa accadrà se, o meglio, lo stacco da Metadone o eroina dovrebbe avvenire al momento giusto.

Io mi ritrovo un po' così, perché ho forzato ed accelerato i tempi giusti. E quindi mi trovo con la velocità della luce con la mente lucida, cosa a cui non ero veramente preparato.

Fai conto che fino a giugno andavo al Sert + facevo terapia di gruppo ed individuale e poi dall'oggi al domani distrutti dalla Coca EV ho accannato tutto, ed oggi sto qui, senza una corazza che avrei dovuto costruirmi.

Tuttavia non vedo sempre tutto nero, anzi, lunedì dovrei andare in montagna un paio di giorni con la mia ex (si fa ride lo so), e questo mi mette di buon umore e a breve parto un paio di settimane all'estero a trovare mia madre. Questo per dirti che questi piccoli passi, che nelgi anni passati non prendevo neanche in considerazione, mi fanno guardare avanti con positività.

Un saluto

Beh, dai, è sicuramente una bella cosa fare un'uscita con persone pulite! serve sicuramente a riabituarci alla normalità! Poi, una ex che tutto sa di te e con la quale puoi avere un sano confronto la vedo come una cosa ultra positiva!
Buona fortuna allora e Buon sano divertimento! ;D

Rivedo in te la storia del mio ex compagno, lui come te vive ora in campagna dai genitori, ha perso il lavoro, allontanato gli amici , allontanato me perché avevo compreso che aveva un problema e cerca solo riparo in donne che possibilmente non lo conoscano e con cui può recitare il ruolo dell uomo appagato per sentirsi osannato ed elevare L autostima. Puntualmente poi la storia va a puttane e lui ricade nella depressione. Mi rendo conto che molta gente è superficiale e scappa, ho vissuto e udito con le mie orecchie come ci si pone a volte rispetto a chi ha questi problemi ed ho provato tanta amarezza.io sono certa che ce la farai, anche se ora non hai prospettive, credi in te e nel tempo che è un gran maestro

Volevo lasciare solo un piccolo aggiornamento.

Passati ormai, circa 45 giorni dall'ultima assunzione di metadone (staccato a 15mg/3ml), ed avendo ripreso ad uscire dalla 'tana', posso dire di stare sostanzialmente bene, sopratutto da un punto di vista psicologico. Fisicamente mi restano solo pochi starnuti giornalieri ed un po di diarrea.

Un saluto a tutti

Lieto di leggere tue buone nuove, Finistère.
Mi auguro con ottimismo che tutto continui ad andare per il verso giusto, il che ti consentirà di stare sempre meglio in tutti i sensi.
Inutile fare raccomandazioni: immagino tu sappia benissimo che le insidie sono sempre in agguato, fra i nostri pensieri e intorno a noi. Ma tutte neutralizzabili.
Saluti anche a te.

Ogni tanto fa piacere leggere belle notizie tra tanti post di disperazione! :D
Ti auguro che i 45 diventino 90 poi 150 poi 450 e così via. Insomma, che tu abbia una vita normale e sana. I problemi ci saranno sempre, ma affrontarli da "pulito" è tutt'altra cosa! Stai sempre all'erta (lo so che lo sai), che la ricaduta è un attimo...

Mah non vorrei fare la peste nera.Ma uno stacco di 3 ml di metadone cosi brusco non si puo' risolvere in soli 45 giorni.A meno che non lo prendi da pochissimo tempo e neanche.L' errore che fanno tutti e' cantar vittoria,l'errore che fanno tutti e' sentirsi superiori a tutto e soprattutto a una sostanza oppiacea.
Starnuti a parte c e' da ricostruire tutta la parte dopaminica nel cervello e ci vogliono mesi, anzi anni.
In 45 giorni ti ci fai i gargarismi.In due anni sei okey ma neanche tantissimo.Ecco che poi le ricadute...nel cervello mancano le spinte per vivere davvero se non dai il tempo di risistemare tutto.
Ma comunque ti auguro di riuscirci,una percentuale di riuscita c e' sempre.Vedo quello che combinano i miei ex amici da internet ed onestamente mi sento davvero serena e felice di stare come sto attualmente.Sento che quel momdo mi appartiene o mi e' appartenuto si,ma adesso per fortuna non piu'.Proseguo,va bene cosi.

Ciao Freestyle,
penso che ciò che scrivi sia giusto. Devo dire che il tempo – se adeguatamente utilizzato - è una variabile molto importante in queste cose, nella prospettiva della migliore stabilità, sono assolutamente d'accordo con te. Ma dico anche che per quanto io ne sappia, la plasticità del cervello umano è davvero ragguardevole, come anche la variabilità degli adattamenti e delle risposte individuali, in relazione alle particolari specifiche ambientali, e all'imperscrutabilità della “psiche”, del cui rapporto bidirezionale con la biochimica non sappiamo proprio tutto (o forse molto poco).
Per cui io alla fine tendo sempre a considerare favorevolmente scelte individuali di un certo tipo, specie se fondate su motivazioni personali autonome. Certo, se poi tali scelte fossero accompagnate da prudenza, gradualità e accorgimenti utili a consolidare gli argini, sarebbe meglio.
Ma penso anche che, alla peggio, se le motivazioni di base sono autentiche, si possono accumulare esperienze in base alle quali aggiustare il tiro con maggiore consapevolezza.
Io naturalmente condivido il tuo augurio a Finistère di farcela comunque. D'altronde non sarebbe il primo, né mi sembra che i suoi presupposti siano del tutto avversi. Concordo con te sul fatto che gli oppiacei possono avere grande potere. Ma io penso che una parte di questo potere, almeno una parte e neanche tanto piccola, siamo noi a dargliela o meno. Non si tratta mai di una maledizione inappellabile. Come scrivi anche tu, una percentuale di riuscita c'è sempre. Un margine di libertà c'è sempre.
Mi fa piacere leggerti serena.
Ciao
Placido

nel cervello mancano le spinte per vivere davvero se non dai il tempo di risistemare tutto.
_________
Ri-Sistemare tutto............hai detto niente........se arrivi troppo lungo cone età anagrafica........uhmmmmmmm....ri-sistemare
TUTTO
la vedo dura; ma dura davvero
.
Sug

Boh..., chissà...
Non è scritto da nessuna parte.
Dura comunque è per tutti.

Certo la biochimica e il background,lo sfondo,quello che vi pare.Ma ho sperimentato sulla mia pelle che restare in un ambiente ' protetto ' e' fondamentale...non per niente le comunita' durano anni.Non per niente resto nel mio attuale 'ambiente protetto' dopo due anni e nonostante adesso potrei andare dove mi pare, resto inchiodata qua.Siamo quasi a Ferragosto e sono inchiodata qua da due anni.Quando vedo le vecchie mie realta' anche affacciandomi da fb rabbrividisco e comunque serena mica tanto,quando saro' serena? Na parola.Na,na serena giammai.
Secondo me dai due anni in poi dalla pulizia totale anche di metadone o sub si incomincia a ragionare ma te I sostituitivi non l hai provati Placido,sono molto peggio dell eroina.Sono i sostituitivi adesso piu' che l eroina a rallentare il processo,sono fortissimi,come indelebili quasi...tanto tempo per ricostruirti.
Hey Sug sono giustificazioni l eta' anagrafica.Solo giustificazioni per non fare un passo che haiin testa da anni.

Mah, Freestyle, io non so bene che pensare. Comunque leggendo di tutte queste vicissitudini, sì, mi ritengo veramente fortunato ad essere scampato alla sostituzione e ad essermi fatto una buona vita “normale”. E mi rimangono tanti dubbi nel merito. Non è che comunque con la roba sola fosse facile, eh...! Questo non lo dobbiamo dire.
E poi mi chiedo, era ed è opportuno ricorrere alla sostituzione in maniera così pedissequa e standardizzata? Pesante. Io sinceramente non ne sono convinto, penso che traspaia spesso dalle mie opinioni. Siamo certi che non ci fosse e non ci sia altro da fare? Cosa si è ottenuto e si ottiene? E siamo certi che non lo si sarebbe potuto e non lo si potrebbe ottenere altrimenti?
Non riesco a dare risposte definitive a queste domande. Vedo la cosa dal lato dei sanitari e i dubbi mi rimangono, per via della parzialità e limitatezza degli argomenti a sostegno. A volte anche strumentali e tendenziosi, secondo me. Per carità, tutta la buona fede e le buone intenzioni del mondo in certi casi, come penso nel caso di Gioacchino, pur con le sue alzate d'ingegno e la sua sicumera di circostanza. Ma non in altri casi.
Poi leggo le cose dalla parte dei tossici, quella che dice che se non avesse avuto la sostituzione sarebbe morta, e allora mi fermo. Ma dentro di me qualcosa continua a chiedersi: ma siamo sicuri che non la si sarebbe potuta o non la si potrebbe aiutare altrimenti? E la domanda rimane in sospeso, senza risposta definitiva. Ma forse altre risposte avrebbero potuto e potrebbero esserci.
E poi tutta una serie di argomenti che sinceramente mi sembrano un po' pretestuosi. La faccenda dello “stigma” da evitare ad esempio, come se la sostituzione lo cancellasse magicamente. E tu che mi dici che i sostitutivi sono ancora più pesanti degli oppiacei non reperibili lecitamente, come se in fondo i secondi rimanessero più distanti, meno incombenti e pesanti. Tante cose non mi convincono. E comunque, come ho sempre detto, non sono contrario alla sostituzione in generale, ma molto perplesso riguardo il ricorso “a tappeto”, pesante e senza sbocco.
Cosa si è ottenuto? Vogliamo parlarne, magari a costo di apparire cinici? Qualche centinaio di morti per overdose in meno ogni anno a fronte di quasi centomila morti l'anno per alcol e tabacco?
Altri vantaggi ottenuti? Si sarebbe potuto e si potrebbe ottenerli per altre vie? Vogliamo parlarne?
Buonanotte
Placido

Ne converrete con me che 45 è sempre meglio di ZERO!
Magari potessi dire lo stesso... un periodaccio... sto cercando di approfittare delle ferie per poter affrontare la scoppia di ero che avrò. Sto cercando di diminuire la dose (sniffata) quotidiana per alleggerire la cosa. ai miei, che abitano nel mio stesso palazzo, ho dovuto mentire dicendogli che starò qualche giorno in astinenza, ma di subutex (sanno i miei trascorsi). lo faccio per non farli preoccupare. Sopporto bene il dolore "personale" ma non sopporto far soffrire i miei che sono bravissime persone e non si meritano dolori e neanche di avere un figlio così str..zo... Dovrei astenermi da domani.

Penso di capire ciò che provi, ma secondo me è meglio che tu lo faccia per te, piuttosto che per loro.
Buonanotte

Non l'ho detto ma... LO FACCIO PER ME! a loro voglio evitare inutili sofferenze! Lo faccio perché stanco, perché non mi da più nulla, perché incompatibile con il mio attuale stile di vita, perché non compatibile con il lavoro di responsabilità che ho.

Io, come detto in altri thread, sono stato pulito per anni. Ora ho avuto questa ricaduta che mi sta precipitando di brutto. per non perdere quello che ho guadagnato in tanti anni, preferisco passare le ferie per disintossicarmi così al rientro sarò bello che attivo.

Ovviamente so che sto praticamente all'inizio. Ma questa volta, a differenza delle altre ci sono arrivato a questi pochi giorni.

Poi neanche posso e voglio vivere con l'ansia che da un minuto all'altro posso ricadere, perché mi sembra solo un modo per avere sempre in testa quella vita. Anche se ovviamente sono consapevole del rischio che mi porto dietro.

Tra l'altro proprio ieri ho visto due sul treno che stavano visibilmente in astinenza, ma stavamo ad una fermata da un noto luogo di spaccio, quindi di lì a breve si sarebbero fatti. Beh non li invidiavo affatto, non desideravo essere al loro posto. (magari in un altro momento mi ci sarei accodato - ma ieri non è stato cosi).

Beh, che dire?
Finistère e Poveroidiota2, avete le vostre legittime motivazioni autonome e personali; siete titolari del vostro diritto alla salute e liberi di esercitarlo a vostro giudizio, nei limiti delle norme.
In base alla vostra esperienza dovreste essere edotti dei rischi relativi alle ricadute in condizioni di tolleranza ridotta.
Personalmente mi auguro di leggere vostre buone e belle notizie.
Ciao
Placido

Speriamo si.
Come maledico quel giorno, quel momento di debolezza...per un breve periodo di finta felicità e benessere ho dovuto pagare e continuare a pagare per il resto della mia vita. Posso solo cercare di raddrizzare quello che posso. In fondo sono solo un uomo, con le sue debolezze e le sue forze. Non sono ne un Santo, ne Superman. Ma neanche un ameba!

Finistere il mio non e' un augurio a non farcela,anzi.Forse un monito.
I sostituitivi per me sono necessari,anche se negli anni diventano sempre piu' pesanti e legano sempre piu gli utenti al sistema.
Finistere io dopo tante vicissitudini mi sono ripresa solo stando alla lagra da certi raggi d azione, secondo me dovresti evitare torbella,romanina ecc e tutti quei posti in cui in un momento potresti accordarti con due a rota.Perche' non sei ancora pronto,forse non lo sarai mai.Figurati adesso.
Se hai un posto anche in campagna dove puoi trovare riparo e con gente non td avvinghiati come una cozza sullo scoglio...e' puramente autodifesa.Hai da difenderti da te stesso.
Io so che stai passando,le fermate della metro ...ecc.
Ho ancora il sapore in bocca di quelle sensazioni orribili.
Rischi che prima o poi...scappa.

Ma infatti hai ragione, diciamo che era un caso mi trovassi li.
Fortunatamente abito fuori Roma, in campagna appunto, e non ho amici che usano.

Fosse stato diversamente, sarebbe stato forse quasi impossibile per me, nel momento delicato in cui mi trovo.

Un saluto

Mi e' capitato di andare a pizzicare,pero' piu' passa il tempo meno voglia c ho,sono rimasti momenti molto occasionali.Anzi adesso guardo il tutto come da un finestrino in lontananza,se voglio in mezzora risolvo,ma proprio voglia zero,interesse meno di zero.
Secondo me il tempo gioca un ruolo fondamentale,piu' ne passi lucido piu' la chimica nel cervello si rimette a posto e meno la cosa diventa assillante.
Nel frattempo che il tempo scorre pero' bisogna mettere dei paletti qua e la,darsi delle regole,dei limiti da non superare,se necessario rinunciare anche ad una corsa in metro,fare dei compromessi come nella vita,come in tutto.
Si dice che i sacrifici poi vengono premiati.

Hai detto il giusto.
A me inoltre mi mette l angoscia il pensiero di ripartire semore dal giorno 0. Sono stufo di vedere davanti una salita infinita. In quanto si sa che veramente ib mezz'ora si manda a puttane tutto il sacrificio fatto.

Un saluto

Ben detto. Mezz'ora o meno per mandare alle cozze tutto il sacrificio fatto ed il dolore provato. Veramente assurdo quello che ci porta a fare. Pazzesco.

Appunto bisogna darsi dei limiti.
Se sai che quei limiti non li devi superare per un tot di tempo ,allora non farlo.
Quando dicono che con il tempo si aggiusta tutto, per questa cosa nello specifico,e' vero.
Datti tempo,molto tempo.
Io ho imparato questo dalla mia esperienza.
Il tempo di ripristinare tutto .
La via d uscita esiste .

Io sono d'accordo. Secondo me limiti e tempo sono i migliori farmaci per riaggiustare tutto: recettori, autostima, relazioni sociali e quant'altro.
Sono le pietre angolari.
Ed è importante ritagliarsi o calarsi in un ambiente, un contesto, che consenta di avvantaggiarsene.
Direi che non è possibile guarire dalla tossicodipendenza altrimenti.

Il tempo è essenziale - ma - sto sperimentando sulla mia pelle, che dopo giorni bene, arrivano giorni come oggi che mi sono svegliato di botto mentre sognavo una pera. Risultato giornata storta.

Saluti

Capita. A me è successo per quasi un anno, ma sempre più raramente e meno intensamente, anche come stati d'animo residui.
Poi più nulla.
E comunque dopo un po' che questi eventi onirici si verificano si può essere soddisfatti che fossero solo sogni.
Forse è anche un modo per tenere la faccenda fuori dalla realtà. Il che ha un costo. Io sono contento di averlo pagato.
Giorni migliori si alternano ad altri così così.
Placido

Le giornate di merda non mancano mai,ne ai vivi,ne ai morti,ne a quelli che stanno nel mezzo.

Solo un piccolo aggiornamento
Tornato dalle vacanze, sono andato a trovare mia madre e mia sorella, rientrato mi sono sentito spaesato un paio di giorni (già l'ultimo giorno di vacanza era tendente al grigio).

Passati i primi due giorni invece mi sento pieno di voglia di fare, ed oltre alla voglia, faccio veramente qualcosa.
Da domani ricomincio a lavorare in modo serio, a breve avrò gli esami in CML (temo sia obbligatorio il capello, quindi dovrò rimandare ancora), sto pianificando un viaggio verso gennaio/febbraio.
E nel mentre ho iniziato a ricontattare vecchi amici, ante periodo dedicato alle pere, e sembra che ci siano le condizioni per riavvicinarmi.

Quindi a 2 mesi dallo stacco del metadone, sto per muovermi nel verso giusto.
Saluto a tutti

Good work... il sentiero, te lo dice un eremita, è quello

da ex tossico dipendente alla lettura del tuo scritto non stai ancora bene per cui il mio invito e quello di inserirti in una vera comunità di recuro e il mio consiglio e di trovare col sert quella di progetto uomo il programma di 18 mesi ti aiuterà a riaquistare la tua fiducia e di poterti guardare allo specchio xke da cm ho letto ancora ti buchi nonostante sei pulito tipo il funerale della tua nonna perdendo ancora una volta tutti i valori che hai bene ma che sono annebbiati dalle sostanze.. al progetto uomo lavorerai sull'aspetto emozioni e sentimenti le varie gestioni di rabbia ingiustizia delusioni dolori ecc ecc per poter capire cosa ti e successo nella vita x arrivare a tutto questo e lavorare come in una palestra per far si che nn ti accada piu nulla di tutto questo.. da solo nn ce la farai mai.. si dice con la droga : tu solo puoi farcela.ma nn da solo..

Ho letto vari commenti che hai scritto sul sito e in tutti pubblicizzi sto benedetto progetto uomo di 18 mesi , ma che gli stai facendo la pubblicità ?

Non credo che il Progetto Uomo abbia bisogno di pubblicità, visto che è una ben nota organizzazione, grazie alla quale molte persone hanno potuto affrancarsi dalla tossicodipendenza, da quasi 40 anni a questa parte. Diciamo che probabilmente Giuseppe ha bisogno di ribadirne il valore in assoluto, senza badare tanto al fatto che esistono differenti strade per diverse persone.
Placido

placido grazie pultroppo quando sono dentro il tunnel vedono solo nero.. sei una persona intelligente

Ciao Giuseppe,
io non so chi sia dentro il tunnel e chi no.
Comprendo la tua fiducia nel Progetto Uomo, che è un'organizzazione nei confronti della quale nutro stima. Anche per la sua storica posizione di "basso profilo", a differenza di altre organizzazioni.
Ma devo dire anche che comunque la luce alla fine del tunnel può provenire da tante parti.
Ed è soprattutto importante che un lumicino esista dentro ciascuno.
Saluti e grazie per la stima
Placido

no nn e pubblicità e consiglio ..fai na cosa continua a bucarti però non so come fai a guardarti allo specchio

Eh sì, ci sono questi stati d'animo altalenanti i primi tempi, è normale. Importante tenere presente che poi le nubi si diradano.
Ottima prassi quella di ricreare situazioni regolari e tranquille, nella vita sociale, lavorativa e quotidiana. Aiuta a stabilizzare il tutto più rapidamente.
Fa piacere ricevere tue notizie positive, Finistère.
A ben rileggerti
Placido

Comprendo la tua fiducia nel Progetto Uomo, che è un'organizzazione nei confronti della quale nutro stima. Anche per la sua storica posizione di "basso profilo", a differenza di altre organizzazioni.
Ma devo dire anche che comunque la luce alla fine del tunnel può provenire da tante parti.
____________
Certo
Io, come piu' volte scritto ho iniziato a meta' aprile a frequentare
Narcotici Anonomi
e mi trovo mille miliardi di volte meglio che non a parlare con i medici, che vedo dal lontano 2001
Ma essendoci di mezzo la richiesta ........
" Relazione Sert x Commissione Patenti "
capite bene tutti che non ho mai potuto dire le cose come davvero stavano; mai.....era una specie di recita; non raccontavo bugie, semplicemente evitavo di parlare di droga
E quando ero sollecitato a farlo prendevo il discorso alla larga.......ma non potevo parlare di ricadute
Lo avessi fatto, sarebbero stati costretti a segnarlo durante le Equipe, e a scriverlo nella Relazione per la C.M.L
Ho fatto presente quanto sopra ........

"dott.ssa / dottore...... devo rinnovare la patente......Lei capira' .........."
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Ovvio che capiscono, ma tutti noi capiamo che, colloqui fatti cosi' non servono a nulla
Ma S-picologi e Medici, in caso di Relazione per rinnovo patente hanno una normativa da seguire; devono fare il loro lavoro, quindi le parole vanno soppesate con cura
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A N.A. invece ho trovato persone come me, adulti, e la maggior parte di loro puliti da tutto (terapie incluse) da svariati anni, eppure continuano a venire ogni mercoledi' sera,
Il meccanismo e' questo sempre, presentarsi e alzare la mano scandendo il proprio nome (per chi vuole farlo, senno' c'e anonimato......anche se in 4 o 4 incontri arrivi a conoscere bene tutti).....e continuamente dichiararsi
DIPENDENTE
settimana dopo settimana, questo auto-appellarsi come DIPENDENTE, mette in moto una specie, diciamo cosi', di
"meccanismo di pancia"
che,aiuta la persona a tenere alto il livello di guardia e a non ricadere
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il mio Tutor (ogni nuovo entrato ha un Tutor), e' pulito da tutto (farmaci inclusi) da ben 8 aqnni e mezzo, eppure continua ad alzare la sua mano, ogni mercoledi' sera e a definirsi DIPENDENTE
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Confesso che ho fatto fatica all'inizio..........
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"ma come, dopo oltre 8 anni di pulizia assoluta, tu sei un ex TD....come puoi dichiararti dipendente ?????? dopo 8 anni e senza alcun farmaco assunto ?????"
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e lui a me
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"Sugar, la nostra malattia rimarra' li' (nel cervello) per sempre, richiamare l'attenzione ogni settimana, (o quasi) mette in moto un meccanismo che alzera' e terra' sempre alto il livello di guardia e si instaurera' un meccanismo di difesa, che riuscirai a gestire, in parte da solo......dopo diversi anni.....ma soprattutto incrociandoti con i compagni del Gruppo; l'assenza di medici e la sola presenza di persone come te, che hanno vissuto le stesse cose, ma ora sono usciti da terapie e frequentazioni di Sert e altro
- rilassa
- aiuta a parlare liberamente "in famiglia"
- si riescono a dire cose che spesso, molto, molto, troppo spesso, per diversi motivi (nel mio caso il rinnovo patente) a colloquio con un medico che sta dall'altra parte della scrivania, queste cose non escono
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che dire, domani sera riniziano le riunioni, sono contento di rivedere i ragazzi
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Sugar

Ciao Sugar,
come ho scritto già altre volte conosco abbastanza bene e apprezzo davvero molto i principi e le prassi di NA, mi è anche capitato di partecipare e finanche di essere sponsor (tutor) di una ragazza che vi ha fatto un bel percorso. Tutto ciò nonostante il mio recupero avesse radici altrove.
A proposito di questo, visto che proponi il tema, voglio precisare una cosa. Io non ho alcuna difficoltà a dichiararmi dipendente a una riunione chiusa di NA (e sottolineo CHIUSA). Perché so bene cosa significa e quali sono le ragioni di tale impostazione.
Ma, al di fuori di NA, la mia posizione è molto diversa. Perché, al di fuori di NA la questione del “dipendente per sempre” può essere strumentalizzata. E di fatto viene abbondantemente strumentalizzata, spesso in modo ambiguo.
E' una questione di sfumature, ma sfumature importanti. Io posso anche accettare che la malattia rimanga “nel cervello” per sempre, se consideriamo il cervello anche come sede di “Psiche”, in relazione all'ambiente e al contesto sociale.
Ma ai neuroscienziati e ai medici del “tossico una volta, tossico per sempre” o della malattia in forma latente, a scanso di equivoci, dopo 33 anni di sobrietà, dico che sono GUARITO, fino a prova contraria, e posso anche acconsentire ad ogni accertamento medico o scientifico in genere, nel merito. Diagnostica per immagini, analisi di laboratorio, test genetici e quant'altro.
Perché so che, dal loro punto di vista, “dipendente per sempre nel cervello”, può significare altro e può avere ben altre conseguenze, nonché preludere ad approcci molto differenti da quelli di NA.
Personalmente, se mi si dimostra che esiste oggettivamente la malattia in forma persistente e strisciante, come “vulnus” biochimico verificabile, lo accetto. Come si deve accettare l'evidenza di alcune malattie genetiche, ad esempio. Ma se non me lo dimostrano, per me, le loro, a differenza di quelle all'interno di NA, sono solo chiacchiere, senza altro fondamento che la stupidità, se non la malafede.

a scanso di equivoci, dopo 33 anni di sobrietà, dico che sono GUARITO, fino a prova contraria
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ussignorrrrrrrrrrrr
ma certo che sei guarito
anche il mio Tutor e' guarito ("solo" 8 anni e mezzo)........pero' continua a venire volentieri
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"non ho alcuna difficoltà a dichiararmi dipendente a una riunione chiusa di NA (e sottolineo CHIUSA)"
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Placido
dichiararti come DIPENDENTE, adesso-qui-ora-nel 2018.....sarebbe fuori luogo oltre che, concettualmente scorretto
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"la questione del “dipendente per sempre” può essere strumentalizzata. E di fatto viene abbondantemente strumentalizzata, spesso in modo ambiguo."
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Altroche'.........quindi e' sempre meglio tacere, con chi non sa e non maneggia questi meccanismi, sempre, sempre meglio tacere
Sugar

Per DIPENDENTE intendete "con contratto a tempo indeterminato"? scherzo...giusto per sdrammatizzare un po e per dire che: non è importante la strada che si fa x arrivare ad un obiettivo. prendere la più lunga, la più tortuosa, quella a destra, a sinistra, che importa? basta arrivarci.

Sì, sono d'accordo, Poveroidiota2.
Invece non sono d'accordo con quelle "menti illuminate" che sostengono che non ci si può arrivare.
E che di conseguenza predispongono affinché non ci si arrivi. Il che non è difficile.
Che poi il contratto sia a tempo determinato o indeterminato dipende soprattutto dagli accordi, dalla convenienza e dalle prospettive reciproche fra "lavoratore" e "datore di lavoro".
Io mi sono licenziato. Ho dato le dimissioni.

PLACIDO
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Scusa se Proseguo con questo discorso ma mi interessa mi ha colpito una frase che hai scritto sopra ossia che tu, non avresti difficoltà a dichiararti
Dipendente
in una riunione a porte chiuse, dopo 30 anni di non-usp
E questo perché conosci i meccanismi che stanno alla base N.A. n
.
Ecco questa cosa non mi è chiarissima
essendo io ancora in terapia e tu fuori da 30 anni secondo me non avrebbe nemmeno senso una tua partecipazione a una riunione N.A. le stesse problemi (che bisogna dirlo a chiare lettere NON È DA TUTTI)
io ho ragionato sul meccanismo e il meccanismo che sta alla base è quello di Inizio-Riunione ossia presentarsi E dichiararsi
DIPENDENTE
questo tiene in un certo senso alta la guardia settimana dopo settimana in mezzo a persone che si capiscono perfettamente tra loro
.......
Sugar

Ma infatti... ognuno, se vuole, trova la propria strada. Ma non è detto che esiste una sola via e che una strada percorsa e che ha funzionato per uno funzioni per l'altro! Poi, scusatemi se faccio discorsi più terra-terra...

A me fa piacere proseguire questo discorso, perché ritengo sia un discorso molto interessante e significativo.
Bisogna partire da lontano. NA è filiazione di AA che nasce nel 1935 negli USA (quindi pochissimi anni dopo la fine del Proibizionismo) dall'incontro di due alcolisti: Bill e Bob. Da questo incontro nasce l'Associazione madre e tutte le successive cosiddette Associazioni dei 12 Passi, dedicate a varie fattispecie di persone DIPENDENTI.
Da allora l'Associazione madre e le altre si sono diffuse in tutto il mondo e hanno giovato a molti.
Ma cosa è la DIPENDENZA?
A parte gli scellerati che considerano la dipendenza un disturbo fondamentalmente biochimico, esiste una definizione generalmente condivisa (secondo me dalle persone intellettualmente più oneste), ma spesso trascurata, secondo la quale la dipendenza è un Disturbo Multifattoriale a genesi Bio-Psico-Sociale.
Secondo tale prospettiva, nella genesi della dipendenza (eziologia) non vi sarebbe una causa univoca, ma tanti fattori concorrenti. Fattori sociali, psicologici e biologici.
Questo cosa significa?
Significa che io potrei anche avere una configurazione genetica (quindi biologica) favorevole allo sviluppo della dipendenza, ma se non si danno parallelamente altre condizioni di tipo sociale e psicologico, la dipendenza non attecchisce. E viceversa. Posso anche essere “geneticamente forte” nei confronti della dipendenza, ma, in determinate condizioni psicologiche e sociali, mi “infogno” lo stesso.
Si potrebbero fare mille esempi. Dai soldati americani nella guerra del Vietnam, alle etnie orientali meno dotate di alcol-deidrogenasi, ai fumatori d'oppio in relazione alla guerra dell'oppio, argomentando su ampia scala. Ma ciò vale anche su scala individuale.
Se io vado da NA (come da AA, che spesso accoglie anche i tossici laddove non ci sono gruppi specifici) e dico che sono DIPENDENTE, sto dicendo che sono una persona consapevole del fatto che, a certe condizioni, come purtroppo ho già sperimentato, e che sono condizioni contestualmente biologiche, psicologiche e sociali, posso avere problemi con le sostanze. Queste condizioni posso individuarle e riportarle sotto controllo con l'aiuto altrui. Ed evitare che si ripresentino, risolverle se posso, e fare in modo che non se ne creino di nuove disturbanti. E' la preghiera della serenità di Reinhold Niebuhr.
Inoltre, partecipare a un gruppo è già intervenire su un versante della malattia: quello sociale.
Quindi in AA come in NA dichiararsi DIPENDENTE non significa mica che si è destinati a bere o a farsi in eterno o che si ha necessariamente bisogno di un sostitutivo. Anzi esattamente il contrario. Significa che, consapevoli dei propri limiti, si è orientati a controllare, in un nuovo contesto, ciò che era o potrebbe andare fuori controllo.
Bisogna poi considerare un'altra cosa. La Dipendenza, di per sé, è una condizione assolutamente normale, fisiologica. Dipendo dall'aria che respiro, dagli affetti, dagli altri membri della società con cui interagisco in regime di divisione dei compiti e delle funzioni. Quindi, dichiararmi dipendente, di per sé, potrebbe equivalere a dichiararmi “umano”. (A questo proposito mi ricordo un libro di tale Ferdinando Camon intitolato “La Malattia chiamata Uomo”).
Gli Alcolisti Anonimi sono stati i primi a considerare la dipendenza alla stregua di una “malattia”. Mentre prima era perlopiù vizio e corruzione morale.
Io sono d'accordo sul fatto che dichiarasi dipendente significa fondamentalmente un invito a tenere alta la guardia. Ma quello non finisce mai. Poi diventa automatico. Ma come “forma mentis”, non solo nei confronti delle sostanze. Mantenere alta la guardia nei confronti di se stessi. E allora molti smettono di frequentare e stanno bene. O frequentano sporadicamente. Oppure hanno una maggiore vocazione solidaristica e proseguono per sentimenti di tipo altruistico. O perché si è trovato un contesto gratificante pregno di relazioni sociali significative.
Fatto sta che AA, NA e tutte le altre Associazioni dei 12 Passi continuano a crescere e a diffondersi. Evidentemente rispondono a bisogni esistenti.
Ferno restando che, come giustamente dice Poveroidiota2, poi ciascuno può trovare la propria strada particolare per i fatti suoi. Ma in isolamento direi che è molto difficile.
Spero di essere stato pertinente. Comunque queste sono le mie idee rispetto all'argomento, magari però potrei provare ad esprimerle meglio.

Ma come mi stimola Placido il pensiero è grandioso. Continuate, please..

Ciao PI2, mi fa piacere che il pensiero trovi stimoli. A volte succede che si blocchi. Ma può sempre ripartire se si rimuovono le circostanze che ostacolano.
Rileggendo quanto ho scritto sopra mi viene in mente un'altra annosa questione relativa alla “Dichiarazione di Dipendenza” in AA e NA.
La questione storicamente è questa: può un alcolista tornare a essere un bevitore sociale (moderato)?
Può un eroinomane tornare ad essere un consumatore occasionale?
Da questo punto di vista, dichiarasi dipendenti significa anche ricordare che il proprio rapporto con la sostanza è – o è stato - totalizzante. E che questa tendenza potrebbe essere costitutiva e quindi riaffiorare (anzi, che è molto probabile, se non sicuro, che riaffiori, viste le ricorrenti esperienze di molti in questo senso).
Per cui AA e NA suggeriscono l'astinenza piena.
Non penso che abbiano torto, anzi sottoscrivo la loro posizione.
Ma devo aggiungere una cosa. Certe volte penso tra me e me: ma se mi facessi una pera (o magari una sniffatina, tanto per essere meno brutale), dopo tutto questo tempo, rischierei di tornare “nella spirale”?
Ciò che segue a questo genere di pensieri è, ormai da tempo, l'assoluta mancanza di stimoli a togliermi la curiosità. Mi sembra una cosa così distante e assurda, tanto da rivelarsi praticamente incomprensibile. Dovrei andare a comprare sostanze di provenienza clandestina, assumerle con un atto di fiducia nei confronti di persone ignote e di malaffare. Modificare una mia condizione abbastanza serena e soddisfacente.
Ma perché?
In definitiva, in base alla mia esperienza, penso che uno dei “segni psicologici” della guarigione potrebbe essere proprio questo: l'assoluta indifferenza riguardo l'eventualità di dare una risposta alla domanda circa la propria vulnerabilità o meno all'instaurarsi o reiterarsi della dipendenza.
Diciamo che potrebbe essere una sorta di riallineamento alla condizione di chi non ha mai provato, né avuto curiosità particolari in tal senso.
Spero di essermi spiegato.
Saluti
Placido

Grazie Placido. è sempre un piacere per me leggere (e se posso confrontarmi) con persone che PENSANO. Per dire, una delle mie passioni è IL SAPERE. Dalla fisica quantistica alla storia, dalle mitologie alla psicologia alle religioni. Purtroppo però vivo in un posto dove l'ignoranza dilaga. Più che ignoranza, i mieo coetanei parlano sempre e solo delle stesse cose:calcio e donne (e droghe se sbaglio giro) e questo lo trovo depreimente. Difatti come UMANO una cosa che mi fa irritare è che non saprò mai tutto. Tutte le mie domande non avranno mai tutte una risposta. Comunque, condivido il pensiero che non esiste che un ex-dipendente controlli la sostanza, altrimenti non sarebbe mai stato un dipendente! Non voglio adularti ma sembri una persona così matura da non voler imporre il proprio pensiero ma esprimerlo seneramente. Vediamo se riusciamo ad intavolare una bella discussione magari con interventi di altri utenti. scusate ma scrivo dallo smartphone e può scappare qualche errore. A presto!

Beh, comunque calcio e donne non sono argomenti da mettere all'indice, secondo me. Poi certo, c'è dell'altro, se no ci si fossilizza. Per esempio, parlare sempre e solo di sostanze lo trovo un po' avvilente, soprattutto se la prospettiva è quella di metterle da parte.
Vedo che fra i tuoi interessi annoveri la psicologia e la religione, PI2. Secondo me l'intersezione dei due ambiti di studio è molto interessante. Ci sono vari autori e filoni che indagano una dimensione del religioso che non ha a che fare con le istituzioni (come la Chiesa o le altre organizzazioni confessionali) e neanche col trascendente, ma con la struttura della personalità e con specifiche esperienze individuali.
Credo che ciò abbia anche molta attinenza con il tema dell'uso e abuso di sostanze psicoattive, in quanto tentativo di ritrovare elementi di spiritualità e di contatto con una dimensione “non ordinaria”.
Tentativo che molto spesso, se non sempre, comporta conseguenze non previste.
Ciao
Placido