Informazioni, esperienze e notizie sulle sostanze psicoattive. Pubblica anche tu.

Non so con chi parlarne e mi serve un consiglio da parte di chi ha già avuto esperienze in merito.

Ciao tutti, sono una ragazza di 21 anni.. quasi 22, fumo hashish e marijuana dall'età di 16 anni ma sempre in modo occasionale, ci sono stati ad esempio mesi dove non ho proprio fumato, il problema reale non sono queste due sostanze che oggi quasi non consumo più ma sono quelle che hanno sostituito le precedenti.. parlo di coca e alcoolsono una ragazza sveglia, lavoro, studio e vorrei smetterla.. non ce la faccio più a sentirmi come uno zombie il giorno dopo, non ce la faccio più a non saper più cosa significhi ridere senza dover ricorrere a delle sostanze.. vorrei sentirmi una persona normale.. ci ho provato molte volte a smettere da sola ma non ne sono capace.... a chi posso chiedere aiuto? al sert? qui da me è anche abbastanza lontanofaccio uso di quella roba 2/3 volte a settimana da almeno due anni.sono stanca...

Commenti

Lucy,
sono lieto di leggere che pensi di chiedere aiuto a qualcuno. Anche per me, 33 anni fa, questa scelta fu l'inizio della risalita. Ti potrei dire di chiedere aiuto ai tuoi familiari, ma non so niente della tua famiglia e neanche se ce l'hai una famiglia. E poi so bene quali sono le resistenze, i pudori e i timori che possono ostacolare una scelta del genere. Magari potresti interpellare qualcuno che ti aiuti a mediare con i tuoi familiari. Io, nella mia esperienza, ho avuto la fortuna, ma amche l'oculatezza, di rivolgermi a persone che si sono rivelate all'altezza. Soprattutto dal punto di vista umano, prima che professionale, senza volere sminuire quest'ultimo importante ambito. Se posso esserti utile fammi sapere, anche se in questa sede non penso di potere fare molto, consigli a parte.
Cari saluti
Placido

Ho solo mamma e dirle una cosa del genere.. no, non penso che possa reggere una delusione così grande
ho vergogna pure di parlarne con la mia amica.. l'unico che lo sa è il mio ragazzo..colui che mi ha fatto conoscere quel mostro che è la cocaina.

Lascia il tuo ragazzo e quei giri di amici...
Vai al sert della tua zona e vedi come ti trovi...
Ma la cosa fondamentale rimane evitare amicizie di un certo tipo...
Sei così giovane, riprenditi la tua vita prima che si incasini del tutto

anche lasciare lui è molto difficile per me... cercherò di aiutarlo ma se non si farà aiutare non devo fare altro che pensare a salvarmi io

Lo so, ci sono passata...
Io ho iniziato con la roba insieme al mio ex, e posso dirti che una relazione tra 2 persone che usano non funziona bene...
Se non riesce a smettere forse sarebbe meglio allontanarsi per un po di tempo

Lucy, i genitori hanno sempre più risorse di quanto pensiamo. E forse i comprensibili timori di deludere di cui parli celano anche tante altre cose. Te lo dico pensando a me stesso in retrospettiva, ma anche perchè ho due figli anche io (e un po' più grandi di te, adesso). Ad ogni modo se per adesso non te la senti di affrontare tua madre, non avere fretta. Prima è importante che tu trovi altre sponde sicure.
Sono d'accordo sul fatto che comunque la relazione col tuo ragazzo sarebbe meglio sospenderla e assolutamente metterla in secondo piano. Penso che se una relazione arreca danni (anzichè cose positive) significa che i sentimenti su cui si fonda non hanno grande valore.
Io non ho grande esperienza e conoscenza dei Sert. Penso che, Sert o altrove, tu debba comunque trovarti dei punti di riferimento. Persone solide e serene. Non so, potrebbe essere un professionista, o anche una persona di fiducia, un parente, un prete. Qualcuno di buon senso e possibilmente esperto di queste cose.
Dei Sert leggo e sento dire di tutto e di più. Sicuramente ci sono persone valide, attente e sensibili e altre magari meno disponibili e più sbrigative. Affidati anche al tuo intuito. Io ti consiglierei di diffidare da chi delega soprattutto ai farmaci. La questione è molto più ampia e non solo chimica, per la mia esperienza. E tu, per quel poco che posso sapere di te, sei in una situazione ancora non molto pregiudicata. Il che, a mio modo di vedere, può costituire un'arma a doppio taglio. Puoi ancora avere buone risorse e lucidità, ma puoi anche non essere ancora abbastanza scottata. A te la scelta.
Un saluto affettuoso
Placido

Grazie mille..
si anche io sono abbastanza contraria ai farmaci e credo che nel mio caso si possano ancora trovare soluzioni alternative..
settimana prossima passerò al sert della mia città e vedo loro cosa mi dicono, altrimenti cercherò altrove, magari uno psicologo, o troverò il coraggio di parlarne almeno con un'amica fidata.

Ti voglio dire una cosa strana... ma pensavo lo stesso anche io, Invece quando chiesi aiuto a mio padre capii che era la cosa migliore e mio padre ne fu contento perché mostrai maturità e che effettivamente ne avevo gli zebedei pieni. Ma non tutti i genitori sono uguali. Magari tua madre ti sorprenderà. Avendo solo te, può solo AMARTI.

Dipende dai genitori...
I miei ci sono rimasti malissimo, soprattutto mio padre... Adesso che ci sono ricaduta ho il terrore folle che mi sgamino, perché stavolta sono cazzi... Mi hanno sempre minacciata di chiudermi in comunità oppure sbattermi fuori casa alla prossima ricaduta...
So che gli darei l'ennesima mazzata se lo venissero a sapere, ma questo non mi frena per niente.. Vivo con i sensi di colpa, ma non so come uscirne...
Soprattutto per mio padre avere una figlia tossica e un grosso peso, oltre che danno all'immagine...
Non riuscirei mai a parlargliene liberamente... Non voglio dargli altro dolore, però ormai il danno e fatto...

LUCY
potrai parlare con un amica fidata, ma il meccanismo qui e' diverso
Mi spiego
Tu parli con l'amica, ma si tratta di uno sfogo
.
Poi rivedrai il tuo moroso, ed e' con lui e altri del giro che ti fai di coca
e a questo punto, quando alle 21,00 di sera vi troverete Tu, il tuo moroso e .....che so....altri, o magari anche solo voi 2, scattera' nella testa il meccanismo di chi usa droga in coppia
E A QUESTO PUNTO, IL DISCORSO FATTO CON LA TUA AMICA SARA' DEL TUTTO ININFLUENTE
.
Al sert poi, non c'e una VERA E PROPRIA TERAPIA CONTRO LA COCAINA, (come invece esiste per l'eroina), per la Coca danno diversi farmaci, ma nessuno di questi farmaci impedisce l'uso della stessa (contrariamente alle terapie sostitutive all'eroina)
Rimane la psicoterapia oppure, andare avanti in qualche MODO, GIORNO DOPO GIORNO, come faccio io da 23 anni.......mi sono laureato, lavoro, ho un buon lavoro e buon reddito, 46 anni......ma mi faccio ancora
Come vedi si puo' andare avanti se si trova un equilibrio
.
Ma capisco che a 21 anni, dopo 2 anni di coca, il tuo cervello sia davvero stanco
ULTIMA COSA
LE COPPIE CHE USANO DROGHE INSIEME, SONO DESTINATE, PRIMA O DOPO
TUTTE, E DICO TUTTE, ESCLUSA NESSUNA
............A SALTARE PER ARIA CON CASINI PAZZESCHI
.
Sugar

la cosa che più mi manca è divertirmi come una persona normale, se non sto con il mio ragazzo e magari esco con altre persone si sorrido, mi diverto un po.. ma alla fine il mio pensiero va sempre li.. mi sento davvero appagata e felice solo con lei, quando non c'è bevo.. ma alla fine concludo ben poco.. l'insoddisfazione resta.. ma almeno quando non sto con lui riesco a resistere a non dare di matto e non vado a prenderla.. anche perchè da sola è difficile, a differenza sua che magari può prenderla anche da solo..
non nascondo che la mia voglia di smettere nasce sopratutto per l'università e per la mia famiglia..anche per il mio lavoro, il giorno dopo aver bevuto tanto, averla presa, aver passato la notte senza dormire mi sento davvero male.. vorrei svegliarmi la domenica mattina e stare bene o qualsiasi altro giorno..
sono arrivata un po al limite... neanche la paura mi ha fatto smettere, una sera sono stata davvero malissimo ma poi ho ricominciato la settimana dopo
non so se sono arrivata ad un punto già troppo critico o se posso ancora superare tutto senza troppa difficoltà.. ormai è un anno che dico che voglio smettere e poi non mi do una mossa..

Lucy, tieni presente una cosa: è probabile che chi non vuole o non riesce ad affrontare i propri problemi di dipendenza nel senso del cambiamento non farà nulla per agevolarti. Anzi, magari chi permane nello stesso problema potrà essere indotto a scoraggiarti e a trattenerti. Forse è una reazione inconsapevole. Anche per tacitare le proprie contraddizioni. E purtroppo in certe situazioni si è molto fragili e influenzabili. Questa è una delle tante difficoltà che si possono incontrare in situazioni come la tua. Difficoltà che poi si traducono nella passività e nell'immobilismo. Io ti auguro di fare come hai detto nel tuo messaggio delle 09.42, piuttosto che demordere. So che ci vuole coraggio e che non è facile fare certi passi. Più facile sniffare o bere, ma è solo un'illusione, perché poi i problemi rimangono e si amplificano. A volte ci si barcamena per periodi più o meno lunghi. Ma non credo che si possa essere davvero soddisfatti. E alla lunga i conti non tornano.
Secondo me ce la puoi fare, ma non aspettarti una passeggiata. Puoi tornare a divertirti come una persona normale, come tu desideri. Ma ci vorrà tempo e la strada è in salita. E dall'altra parte la discesa potrebbe diventare un precipizio.
Un caro saluto
Placido

ci metterò tutta me stessa, sperando per il meglio
grazie mille

se da sola non ce la fai, devi andare a chiedere un appoggio
.
CHE IO SAPPIA, IN 25 ANNI CHE FREQUENTO QUESTO MONDO, DI GENETE CHE HA SMESSO DA SOLA, SENZA NESSUN AIUTO, NE HO SENTITO 1 SOLO,
se poi si rimangono nellel stesse strade,incorci le solite persone, fai le solite cose, e' chiaro che a un certo punto scatta nella testa il meccanismo, soprattuto dopo aver bevuto.......che ti fa scattare la molla e poi .....poi vai dal tipo e a quel punto, beh' a quel punto si usa
E il giorno dopo si stara' anche malino, ma questo e' un dettaglio, quando scatta la compulsione non ti ferma nulla
.
LUCY, E' PER QUESTO CHE CI VUOLE UN AIUTO ESTERNO, UN APPOGGIO, chiamalo come vuoi, ma e' necessario
Sugar

esattamente, quando scatta la molla nessun pensiero mi può far dire non lo faccio, E' IMPOSSIBILE resistere in quel momento
devo assolutamente rivolgermi a qualcuno esperto.. e poi chiudere con quella gente e quel mondo se non voglio rovinarmi la vita.. già ho perso molti amici

TRA IL DIRE E IL FARE
&
LA DROGA IN MEZZO
..........
IL MARE E' IMMENSO, TEMPESTOSO E PIENO DI BURRASCHE
.
Sugar

ne ho già superate tante nella vita nonostante i miei soli 21 anni
questo mi spaventa un po di più ma posso farcela.

Cambia giro dj amici, cerca nuovi hobby e cose da fare.. A me aveva aiutato molto smettere con i rave le serate ecc, e fare altre cose.. Anche per lo studio e lavoro, se riesci a smettere vedrai che riuscirai a studiare di più...
Coraggio Lucy!

salve a tutti sono un medico e utilizzo la medicina INTEGRATA cioè quella alternativa e quella occidentale.
il problema delle dipendeze ha sicuramente una forte componente psicologica/emozionale che le sostanze tentano di " aiutare" . si fa fronte ad un vuoto riempendolo apparentemente o soffocandone il dolore ( benzodiazepine, alcol droghe sintetiche tutto)
ESISTE SOLO IL SERT? esiste anche il sert , ma abbiamo un corpo e se decidiamo di credergli , lui è capace di iniziare , se ben guidato un percosrso di miglioramento della qualità della vita.
siamo fatti di materia, ( pelle organi muscoli), funzioni( snc, ormoni ecc) ed emozioni, non possiamo pensare che esita la pastiglia o il metadone o il farmaco magico per risolvere il problema.
il problema delle dipendenze richiede un percorso in cui è fondamentale ricredere in se stessi, abbandonare i sensi di colpa ma usare in modo sano l'autocritica cosi da poterci , osservare, capire , comprendere utilizzando gli sbagli non per castrarci ma per rialzarci , come farebbe un buon padre non pronto a giudicare in modo punitivo, ma pronto ad aiutare e spronare in modo amorevole e comprensivo, sapendo che nulla è per caso, ma che ogni decisione presa da noi giusta o sbagliata in un momento della nostra vita è stata per noi inevitabile.
detto questo supportati da farmaci della medicina convenzionale come il metadone ecc, si possono accostare farmaci provenienti dalla fitoterapia dall'omeopatia, dall'omotossicologia, insieme a massaggi clinici che permettano di far esprimere le componenti psicologiche /emozionali che abbiamo deciso di " buttarci alle spalle " o affossare nel nostro inconscio , per poter tirare avanti.
(.....)

caro lettore, purtroppo questo è un sito che si affida alla medicina tradizionale (in quanto creato e gestito da medici e operatori del servizio sanitario nazionale).
Quando ci saranno prove scientifiche (trials e studi evidence based) a supporto di tutte le altre pratiche alternative (?), allora accetteremo anche il confronto e la discussione con i suoi esponenti.
Fino a quel momento ci spiace ma non ospitiamo pubblicità di siti o altri spazi web che ne veicolano (e millantano) i risultati, facendosi così anche pubblicità (e visibilità) gratuita tramite il nostro sito.
La Redazione

Se da un lato è apprezzabile l'intento della redazione di sottrarre a prospettive incerte e “avventurose” l'approccio alle tossicodipendenze, dall'altro lato, chiunque abbia un minimo di consuetudine con le metodologie della ricerca scientifica, sa quanto siano parziali e opinabili le procedure della medicina ufficiale nel pervenire a conoscenze ben fondate nel campo delle dipendenze patologiche.
Sappiamo bene che, per estendere le risultanze di una ricerca, che voglia dirsi scientifica, a una popolazione complessiva, dobbiamo in primo luogo delimitare quella popolazione e poi estrapolarne un campione rappresentativo.
Cosa che, nel campo delle dipendenze patologiche è semplicemente e praticamente impossibile.
Intanto perché non conosciamo la popolazione di riferimento (soprattutto “sommersa”) e poi perché, di conseguenza, non è possibile estrapolarne un campione rappresentativo. Senza poi considerare le difficoltà poste dalle norme giuridiche a tutela della privacy per ciò che concerne gli studi longitudinali.
In un contesto del genere, già di per sé oltremodo problematico, la “medicina ufficiale” (che comunque meno male che c'è, ma mai come in questo caso credo che le virgolette siano dovute), procede più o meno così: definisce la popolazione in base a un punto di vista parziale (quindi nel caso delle tossicodipendenze si prendono in considerazione soprattutto coloro che accedono e permangono in terapia sostitutiva) e, in base a tale punto di vista limitato, pretende di formulare conoscenze universalmente generalizzabili. Ma che in realtà sono piuttosto autoreferenziali. Poiché, secondo una procedura del genere, le conoscenze acquisite sono relative solo al particolare segmento di popolazione che viene preso in considerazione.
Se, ad esempio, nel caso della ricerca scientifica in materia di dipendenze patologiche, per una serie di circostanze, sfuggono dalla popolazione di riferimento proprio i “guariti” (con questo termine intendendo anche coloro che smettono la dipendenza da sostanze lecite) o comunque quelli che le terapie sostitutive ufficiali non frequentano o abbandonano, è chiaro che le conclusioni cui si perverrà non potranno fornire elementi di conoscenza generalizzabili relativamente alla possibilità di “guarigione” tout court. Bensì soltanto relative al permanere nella cronicità (anche se in condizioni migliori rispetto a quelle legate ai comportamenti illeciti nei confronti delle sostanze).
Un approccio scientifico corretto e aperto dovrebbe, a mio parere, certamente preoccuparsi di non suffragare conoscenze infondate (e attraverso queste addirittura truffe perpetrate da organizzazioni a scopo di lucro e prive di scrupoli sulla pelle di persone in condizioni di debolezza), ma neanche pretendere che il proprio punto di vista sia il migliore o l'unico. Quindi, anziché precludere spazio a possibili punti di vista alternativi, provare ad allargare il proprio punto di vista a 360°, per valutare ogni ulteriore possibilità, anziché sbarrare il passo ad altre prospettive che potrebbero arrecare positivi contributi.
In questo senso, senza volere scomodare Karl Popper, si potrebbe lasciare maggiore spazio ad altre discipline, soprattutto quelle afferenti alle cosiddette “scienze umane”, sociologia e psicologia in primo luogo, piuttosto che al mero riduzionismo biologico nel quale tanta (a mio avviso troppa) medicina si arrocca. A tale proposito ricordo di seguito due autori molto quotati a livello internazionale, di cui ho già fornito riferimenti in un mio precedente intervento.

https://www.fuoriluogo.it/blog/2016/10/12/dipendenze-come-cambiare-da-se/

http://geneheyman.com/

Ricordo inoltre che anche fra gli operatori medici italiani si è ben lungi dal generalizzato consenso riguardo questioni cruciali relativamente alle tossicodipendenze, come si può anche facilmente evincere dalla lettura di molte testimonianze degli utenti di questo forum, oltre che dalla lettura delle produzione scientifica di vari autori.
Saluti a tutti
Placido

grazie.
Comunque la nostra risposta si riferiva a studi, ricerche e trials internazionali, non certo a quelli - pur validi ma limitati - italiani.

Prego.
Comunque penso che, stante la particolare natura "sfuggente" del fenomeno di cui si tratta, le osservazioni di metodo di cui sopra siano estensibili "urbi et orbi".
Il che non priva di valore indicativo le analisi parziali, ma ne circoscrive la portata.
In ogni caso, si potrebbe prendere in considerazione uno studio specifico e analizzarne in dettaglio la struttura, a partire dal reclutamento del campione fino alla elaborazione delle conclusioni ed eventualmente alle verifiche di follow-up.
Principio di falsificabilità.

Copio e incollo di seguito un intervento di qualche tempo fa, che ho rinvenuto scorrendo le pagine del forum.
Si tratta di un intervento che mi ha colpito molto, soprattutto nella seconda parte.
Penso che un manuale di metodologia non avrebbe potuto esprimere con più immediata chiarezza e pertinenza i dubbi ricorrenti circa molti studi sulle tossicodipendenze.
Scrive il nostro amico anonimo:
“...su un forum scrive più facilmente chi ha avuto problemi e brutte esperienze, che uno che ha smesso ed è stato da dio, ma secondo voi poi va a cercarsi un forum per scriverlo?? voi lo fareste? beh non tutti. uscireste con gli amici, al parco, a cinema, mettendovi alle spalle sta brutta storia e via! quindi il campione che leggete qui non è indicativo...”.
L'osservazione del nostro amico era riferita a coloro che terminano i trattamenti sostitutivi. Ma potrebbe anche essere riferita a coloro che cessano sostanze illecitamente disponibili senza transitare da terapie sostitutive o cessandole inopinatamente.
E quindi la perplessità si estende a molte “statistiche” relative ai trattamenti sostitutivi.
Ricordiamoci che quando si prende come parametro di validità la ritenzione in trattamento (che significa dipendenza da oppiacei lecitamente disponibili) non si tiene conto del fatto che proprio fra coloro che non vengono ritenuti in trattamento possono annoverarsi (e di fatto si annoverano, come nel mio caso e di molti altri a me noti) quelli che “...si mettono alle spalle sta brutta storia e via...!”
Ripeto, ciò non significa da parte mia una critica indiscriminata ai trattamenti sostitutivi. Ma neanche che li si possa considerare la soluzione ideale o comunque necessariamente da standardizzare.
Per chi mastica un po' di inglese mi permetto ancora una volta di consigliare il libro di Gene Heyman: Addiction: A Disorder of Choice. Harvard University Press.
Sarebbe il caso che venisse tradotto e pubblicato in italiano. Chissà perché ancora non lo è stato.

Re: ASTINENZA DA SUBOXONE
14 Marzo, 2014 - 16:10 da Anonimo
salve a tutti, ho appena smesso subutex, preso per due anni, dopo periodo di oppio ed eroina fumata. grossa crisi quando passai da metadone a subutex, ora invece devo dirlo, niente di che. qualche fastidio, sbadigli, un po' di spossatezza, un po' di irrequietezza, che quando mi metto a dormire mi giro e mi rigiro, ma è ASSOLUTAMENTE gestibile. Sono a 3 giorni e passa dall'ultimo mezzo grammo. i sintomi non aumentano, in particolare nulla riguardo a depressione, male di vivere, angoscia che avevo provato nelle scoppie passate, da oppiacei e da metadone.
l'altro giorno leggevo questo forum e mi ero spaventato. di tutte le esperienze solo 2 dicono di non aver sofferto granché, beh io quelle due me le son stampate e me le tengo lì.
credo a tutti voi che siete stati male, non avreste motivo di mentire qui, però 2 cose: è vero che la mente non può decidere completamente se staremo male o no, e che c'è chi è più forte e chi meno, ma comunque come scriveva qualcuno -se continui a pensare di star male, di certo starai peggio- quindi meglio distrarsi, fare cose per quanto possibile, uscire, camminare un poco, anche se ci si sente una m...a.
poi, per chi legge e deve ancora fare l'interruzione: ragazzi non spaventatevi, si fa. considerate che su un forum scrive piu facilmente chi ha avuto problemi e brutte esperienze, che uno che ha smesso ed è stato da dio, ma secondo voi poi va a cercarsi un forum per scriverlo?? voi lo fareste? beh non tutti. uscireste con gli amici, al parco, a cinema, mettendovi alle spalle sta brutta storia e via! quindi il campione che leggete qui non è indicativo. vale per ogni forum di medicina (ho vaccinato mio figlio ed è morto=lo scrivo, l'ho vaccinato non è successo nulla=manco me lo ricordo che s'è vaccinato.... risultato, se cercate info circa vaccinazione figli sembra che rimangono tutti secchi)
ultima cosa, è vero, i vari sert non hanno grandissime capacità, non tutti perlomeno, nel gestire la fuoriuscita, la fine terapia, e questo è un peccato. vi consiglio questa lettura, con consigli pratici, quelli che mi sono più piaciuti, oltre a quelli medici sono:
pensate che ogni ora di sofferenza è un'ora in meno che vi separa dalla libertà definitiva. pensate che è come un travaglio, state soffrendo per rinascere. preparatevi un ambiente confortevole e film divertenti.
ragazzi, ragazze,... in bocca al lupo, tenete duro. io sono una chiavica, e se ce l'ho fatta io ce la fate anche voi

Messaggio per farvi sapere come è andata poi...
Ho perso tutta quella volontà che avevo di smettere, ho continuato.. poi una settimana fa invece di scrivere su internet e vari forum mi sono decisa e sono andata al sert... pessima idea, è stato uno schifo... Mi guardavano come dire ma questa che vuole, non mi hanno fatto fare un bel niente quel giorno dicendomi che dovevo tornare il giorno dopo... che schifo davvero,meglio che non mi sbilancio troppo sul pessimo trattamento che ho ricevuto.
fortunatamente ho contattato un'associazione,persone stupende e di grande aiuto.

Ciao Lucy,
mi fa piacere leggere che hai trovato persone con cui ti sei trovata bene e che ti sono di aiuto. Ti auguro di proseguire positivamente questi rapporti.
Viceversa mi spiace che al SerT non è andata bene. Mi spiace anche perchè penso che la prima accoglienza sia un momento importante. Ma evidentemente non è questa la loro opinione. Poco male, se hai trovato di meglio.
Ti faccio tanti auguri di serenità e che le cose ti vadano per il meglio.
Ti leggerò ancora volentieri, se vorrai.
Ciao
Placido

fortunatamente ho contattato un'associazione,persone stupende e di grande aiuto.
______
Anche io
Associazione di auto aiuto
N.A.
Mi trovo davvero bene
Sug

a me sembra che tu non voglia smettere ma voglia solo attirare l'attenzione delle persone che ti stanno attorno, inconsciamente stai aspettando che la tua dipendenza diventi completa, che si veda da lontano che stai male così da vedere chi è pronto a tenderti la mano in una situazione del genere. se volessi veramente smettere saresti andata a un sert, dal tuo medico, da uno psicologo, a 22 anni da ragazza sveglia penso tu sappia come muoverti se hai un mal di pancia cronico. ecco la dipendenza è una condizione psicologica inizialmente poi diventa una malattia fisica, mentale ed emotiva. tra qualche anno starai molto peggio di come stai ora e magari ripensando a quello che hai scritto qui ti pentirai di non aver fatto qualcosa quando ancora ragionavi, a quel punto si che sarai talmente dipendente da non avere più le forze fisiche e mentali per poter chiedere aiuto. con questo non voglio attaccarti, rivolgiti a un sert.

L unica forza vera la devi trovare dentro di te . Sei ancora in tempo . Tra un mese se sarai capace di rimanere senza farti la coca SARÀ un bel / Brutto ricordo...