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Tossicodipendenza e Psicoterapia

Mi riferisco agli interventi di Willy e Freestyle del 24 e 25 novembre nella discussione “Sempre le solite domande...”. Siccome quella discussione si riferisce ad altri argomenti, ne inauguro una nuova. Il tema è quello della psicoterapia, laddove Willy e Free notavano la differenza fra questa e il clima dei gruppi NA o comunque “di soli tossici”.

La mia opinione è questa: sì, sicuramente nei gruppi tipo NA c'è maggiore empatia e coinvolgimento. C'è condivisione e identificazione. E il discorso della psicoterapia individuale o di gruppo è diverso, senza ombra di dubbio.

Comunque non si può generalizzare. Io penso che anche fra i professionisti ci siano persone motivate e mosse da solidarietà, fermo restando che le bollette da pagare le abbiamo tutti. In ogni caso, secondo me l'approccio psicoterapeutico alle TD è davvero problematico.

Io distinguerei due diverse prospettive o anche due diverse fasi delle terapie. La terapia concomitante con la fase attiva nel consumo di sostanze (lecite o illecite), che può avere come finalità quella di rendere più “confortevole” (o meno drammatica) la condizione di dipendenza e/o quella di preparare la fase di astinenza. E poi quella durante la fase di astinenza, che dovrebbe prevedere il mantenimento della stessa e quindi la progressiva focalizzazione e neutralizzazione di ogni elemento che potrebbe condurre alla ricaduta.

Pensate che questa mia visione abbia un senso? E che possa essere utile un dibattito nel merito?

Buona giornata a tutti

Placido 

Commenti

> Placido

Da oltre quatto decadi faccio un lavoro che mi impegna per un terzo della giornata a (Talvolta troppo) stretto contatto con un variegato pubblico di stranieri, anziani e persone giovani.

Di tutti i tipi, educati, gentili, perbene ma anche schizzati, arrabbiati, alterati o semplicemente con la giornata storta.

Se c'e' una cosa che mi piace pensare di avere fatta mia e' che c'e' sempre da imparare da chiunque e a non generalizzare.

Anche nel mio lavoro come dovunque dipende sempre da chi ti si para davanti.

D' altra parte ci sono per es. colleghi che vanno ben oltre le proprie mansioni mentre ce ne sono altri che riescono persino a peggiorarti le cose, non che lo facciano di proposito ma piu' banalmente perché probabilmente nella migliore delle ipotesi non sono predisposti per quel tipo di mansione.

Non intendevo quindi generalizzare quando mi riferivo a psicoterapeuti che quando lavorano sembrano piu' pensare a come pagare le bollette che a chi hanno davanti (ed eventualmente mi scuso per il malinteso) ma riferirmi a casi particolari a me personalmente occorsi.
Probabilmente ho pescato nel mazzo sbagliato (In realta' nemmeno io credo di essere un "Paziente facile") ma questo niente toglie a chi invece fa' il proprio lavoro con dedizione.

Ciao Willy, grazie per la risposta. Comunque non era mio intendimento stigmatizzare la tua scarsa considerazione per la specifica professionista o per la categoria in generale. Ho solo preso spunto per affrontare una questione che forse potrebbe rivestire interesse generale.

La psicoterapia per un TD è inutile,crea solo ulteriori pressioni,i gruppi non ne parliamo proprio,mi viene da spararmi ogni volta che ci vado,invidio gli altri e le loro normali ansie,sia chiaro che parlo di gruppi al csm e non Na

Purtroppo no, io nella psicoterapia personalmente non trovo il valido sostegno che trovo con le condivisioni, le condivisioni mi aprono la mente e non interferiscono con i miei pensieri nei quali gli psicologi non tossicodipendenti vorrebbero entrare e modificare.
Solo ascoltando le condivisioni riesco ad organizzare i miei pensieri, che poi vengono supportati dalla mia sponsor che è psicologa ma pur sempre tossicodipendente non attiva.
Gli altri percorsi che sto facendo tra Sert e genitoriale onestamente mi servono a poco e niente, se non a dimostrare a queste persone che le mie dinamiche stanno cambiando. Non mi aprono nessunissimo mondo se non quello in cui razionalizzo che nelle stanze sto proseguendo verso il percorso giusto.
Ultimamente sto lavorando sui miei comportamenti compulsivi e tossici specialmente riguardo le relazioni interpersonali, meccanismi che metto in atto da anni anche con gli uomini, questo è tutto il mondo da ricostruire che rimane dopo la tossicodipendenza.
Togliere le sostanze è solo un punto di partenza,da lì c è da ricostruire tutto e farlo con il supporto giusto.
Uno psicologo non tossico non potrà mai comprendermi fino in fondo, mi dispiace, ma è proprio così.
Sperimentato sulla mia pelle.

Esatto

Se io non guarisco dai comportamenti tossici che rimangono attivi dopo aver estirpato le sostanze finirò per riempire quel vuoto in altri modi.
Giocando alle slot machine, instaurando rapporti tossici, continuare a non amarmi.. Ecc.. .. Tutti i modi possibili.
Se non vado a curare queste ferite dopo la tossicodipendenza attiva queste dinamiche prima o poi mi riporteranno all uso, anche tra dieci anni.
Quindi togliere le sostanze è solo la punta Dell iceberg da cui ripartire, a chi piaccia o no questa cosa è proprio così.
L' insegnamento di chi ha trascorso questo percorso prima di me non è fondamentale ma direi ASSOLUTO.
Chi ha attraversato questo mondo può con tutta la sua onestà consegnarlo nelle mie mani, il resto può solo concedermi delle direttive, a volte neanche molto esatte, ed anche ferirmi senza volere.
La risposta è una ed unica; noi ci nutriamo solo Dell amore e della stima e Dell affetto reciproco dei nostri simili.

Io ho pochissimi dubbi, o meglio non ne ho proprio, riguardo al fatto che il semplice astenersi dalle sostanze non risolve il problema, se contemporaneamente non si trova rimedio al disagio sottostante

Grazie anche a voi, Free e Distrutto, per le risposte. Forse parlare di farmaci avrebbe riscosso interesse anche da parte di altri, ma io credo che l'argomento dovrebbe avere almeno pari dignità.
Penso che le vostre risposte riflettano una situazione diffusa, con disagio sia degli utenti che degli operatori dei SerD. Ma forse per altri le cose vanno diversamente.
Comunque la mia domanda potrebbe essere la seguente: come mai questa inefficacia della psicoterapia? Dipende dalla refrattarietà degli utenti o dall'incapacità degli operatori?
E ancora: visto che nei SerD abbiamo (e paghiamo) migliaia di operatori con mansioni psicoterapeutiche o comunque di sostegno psico-sociale, cosa si dovrebbe fare? Trasferirli ad altri servizi? Oppure si potrebbe dare qualche suggerimento per sviluppare relazioni più significative e utili con le persone dipendenti? O è assolutamente indispensabile una pregressa esperienza di tossicodipendenza per potere comprendere e far sentire compresi, agevolando il recupero?

Io ti ho già risposto sopra.
Assolutamente non è che gli operatori del Serd sono incapaci, o gli psicologi in dipendenze in generale sprecano la loro vita dietro a noi tossici per niente...
Ma il potere di un tossicodipendente che aiuta un altro tossicodipendente supera di gran lunga tutto il resto.
Detto questo molti di noi come anche io con il percorso ai Na abbiamo altri supporti psicologici, affiancamo l uno all altro ma poi è nelle stanze che troviamo le risposte.
Questo è quanto.
Buone H24 a tutti.
Amici di Battaglia!!!

Ps. C è da dire che nel rapporto con uno psichiatra si può entrare anche in conflitto o in co-dipendenza.
Io e la mia sponsor che è tossicodipendente psichiatra stiamo ben attente a non entrare in co-dipendenza, visto che entrambe abbiamo sofferto e soffriamo delle stesse mancanze.
La co-dipendenza è una delle sottili sfaccettature della tossicodipendenza che a molti di noi sfugge ed invece è essenziale da percepire per modificare le dinamiche.
Se ho una bassa autostima tendero' ad esorcizzare ed idealizzare figure come psicologi, maestri di vita, figure dominanti.
Tra un tossico ed un altro tossico in recupero il rapporto è paritario, di Umiltà ed onestà senza giudizio, senza differenza sociale o di ruoli.
È un discorso molto sottile in cui per carità nessuno vuole discriminare nessuno, si tratta di essenza.

Sì, sono d'accordo. E' un discorso molto sottile. Proprio per questo ho posto la questione. Nel senso che comunque non si tratta di “magia”, né di misticismo, ma di specifici elementi “relazionali”, come ad esempio la consapevolezza degli elementi che tu individui (co-dipendenza, ruoli incompatibili, etc...).
Ma io non credo che, in linea di principio, ciò sia precluso a chi non ha avuto diretta esperienza di TD. D'altronde non tutti coloro che hanno esperienza di TD riescono a progredire nella pulizia e nel recupero.
Forse per chi ci è passato, quando si arriva a un certo grado di consapevolezza, padroneggiare certe dinamiche è più immediato, quasi automatico direi. Chi non ci è passato, soprattutto se rigido nelle proprie convinzioni “convenzionali”, secondo me neanche si accorge – né si vuole accorgere - di ciò che è in gioco e di cosa avviene.
Però ci sono le riunioni aperte.
Buone 24H anche a te

Le convinzioni convenzionali come le chiami tu sono quelle che alzano i muri di cemento...
L'apertura mentale e l'umiltà aprono strade infinite...

Si molte stanze sono aperte anche ai non tossicodipendenti.
È io ho percepito che alcuni operatori dei serd le hanno frequentate e ne hanno tratto anche vantaggio personale e di vita propria che con la tossicodipendenza non c entra nulla.

La dottoressa del serd è entrata in negazione di fronte a me.
Quando le ho detto che non avrei avuto gli strumenti per risponderle come le ho risposto stamattina se non avessi frequentato i NA.
Lei ha asserito di essere talmente capace che anche se non avessi avuto questi strumenti lei mi avrebbe estrapolato le risposte giuste.
Invece sarei stata un disastro perché dei miei sentimenti non ci capivo un cazzo prima di Na.
Come volevasi dimostrare.
Adesso è un gioco nel quale mi misuro. Prima una contraddizione costante.
Mi ha chiesto se ho comportamenti compulsivo nel cibo nel sesso o altro
Ed io la risposta la conosco bene, adesso.
No non ho altro comportamenti compulsivi in nient'altro se non che nei rapporti interpersonali, così come ce l hanno il resto delle persone anche non tossicodipendenti. Ci sto lavorando.
Oggi il mio compleanno mi sono violentata andando al serd, l ho fatto mille altre volte in mille altri modi.
Quindi me tocca.
Aribuone H24 a tutti
Amici di Battaglia.

Ps. Rispondendo alla tua domanda Placido...
Ma forse ho già risposto sopra.
La soluzione potrebbe essere...
Non certamente quello di proporre una sana tossicodipendenza agli operatori dei Sert per essere come noi
Ovviamente proprio no.
Ma di entrare quanto più possibile in armonia con le nostre incredibili sfaccettature, scendendo di livello non sociale ma umano, forse frequentando i gruppi, applicando quei valori quali l onestà e l Umiltà che molto spesso non attivano... Per ruolo.
Chi si illude di riuscire ad estrapolare le mie risposte nella mia follia più assoluta... Il livello di Umiltà adatto non l ha raggiunto affatto, é attaccato saldo alla sua seggiola di professionista sopra ogni cosa, sull' apertura mentale ha sicuramente qualcosa su cui lavorare.
Una maggiore armonia umana nelle parti, senza far fuori nessuno... Né utenti né professionisti.
Tutto qua.

Sì, anche io penso che uno degli ostacoli fondamentali consista nel “ruolo” dei sedicenti terapeuti. Ferma restando la “refrattarietà”, almeno in una certa fase, di chi ha problemi di dipendenza.
“...Il termine ruolo deriva dal teatro: anticamente gli attori, sul palco, leggevano le proprie battute da un foglio di carta arrotolato denominato rotulus, in latino. Il termine rende bene l'idea della parte che ciascuno recita sulla scena della società, conformandosi alle aspettative ed alle regole stabilite...” (Wikipedia).
Forse adottare posizioni più “autentiche”, meno ispirate a recita e meno conformate, potrebbe essere un punto di partenza interessante, per relazioni proficue.

E comunque mia figlia ieri mi ha detto che è fiera di me.
È questo vale di più di ogni stonatura, incongruenza, sentimento conflittuale e operatore del Sert che vorrebbe mettermi con le spalle al muro gonfiando il proprio ego.
Solo mia figlia mi da la forza per andare avanti sempre.
Come se i sacrifici che sto facendo ogni giorno per andare ai gruppi e farmi tutti quei chilometri fossero inutili, come se mettermi in discussione ogni santo secondo della mia vita fosse inutile.,come se conoscere i miei limiti o le mie potenzialità fosse tempo sprecato...
Perché tanto abbiamo gli operatori dei Sert che vivisezionandoci saprebbero estrapolare le verità assolute... Prese... dal nulla... del nulla...
Adesso devo fermarmi.
Perché mi sto incazzando.

Sì, non vale la pena incavolarsi. Meglio scherzarci su.

Una psicologa SerD? Circa 70.000 Euro l'anno...
5000 mg di metadone? Circa 125 Euro per flacone...
Tua figlia ti dice che è fiera di te? Non ha prezzo...!!!
Per tutto il resto c'è Mastercard.

Grande Placido grazie!!! :D

sennza nulla togliere......ma dopo 18 anni di chiacchiere davanti a psicologi, terapisti etc etc.......stasera alle 21,00 vado a fare una incontro che vale tutti i terapeuti del mondo sommati insieme
.
Al Sert ti mandano davanti a persone, 1 ora ogni 2 settimane, persone che lavorano, massimo rispetto, ma
......... e' come essere in ufficio,
.........VEDO SOLO UNA PERASONA DALL'ALTRA PARTE DELLA SCRIVANIA
di me a questa persona non interessa
sono uno dei tanti, dei tantissimi...........utilita' degli incontri con professionisti, a questo punto della mia vita (non ho 20 anni).....UGUALE A ZERO
_________
ps
mi auguro di cuore che certe stupidaggini INFANTILI vengano cancellate
_________
Sugar

io credo che gli errori che si fanno nella vita, i momenti peggiori che si vivono e le esperienze più brutte che si fanno sono quelle che insegnano di più. essere TD porta un sacco di dolore ed è terribile, ma credo che possa insegnare anche tante cose.
come per ogni situazione della vita, l'esperienza diretta è quella che fa capire davvero a fondo qualcosa, ma la cosa migliore rimane sempre riuscire a imparare senza dover cadere personalmente in errore. credo che per uno psicologo o uno psichiatra toccare con mano la TD, senza diventare un TD, dovrebbe essere una delle cose più interessanti del mondo. questo vale però ovviamente solo per una persona che ha davvero interesse a capire qualcosa dalla vita, purtroppo trovo che la maggior parte facciano il proprio lavoro tanto per farlo senza, ripeto, capire la fortuna che hanno.
personalmente non credo sia fondamentale essere stati TD, anche se certamente l'esperienza di chi ne è uscito può essere utilissima e probabilmente il massimo grado di empatia è raggiungibile solo da queste persone. io trovo molto utile Placido sapere che sei uscito dalla TD e non solo, ma che mi confermi che la TD è "curabile" e definirla "malattia cronica recidivante" può essere un po' eccessivo soprattutto se lo si afferma nel senso che si rimane TD per sempre o che lo si è nel profondo dell'anima. Allo stesso tempo però credo anche che un buon medico possa, pur mancando dell'esperienza diretta, avere dalla propria parte studi approfonditi, metodi, suggerimenti pratici: insomma una strategia che sia personalizzabile sul paziente quando magari il modo in cui per esempio tu ne sei uscito non è valido per me.
in altre parole il fatto che il medico non abbia avuto esperienza diretta mi pare sia facilmente superabile dal fatto che, se è un buon medico che vuole davvero imparare dai suoi pazienti, semplicemente non giudica chi ha di fronte e allo stesso tempo trae conoscenza diretta del tema (che va oltre alla profonda conoscenza dei farmaci per esempio che fa parte della sua professionalità, cioè appunto di ciò che lo rende unico nel suo aiuto potenziale) dalla raccolta senza pregiudizi delle esperienze dei suoi pazienti.
il problema fondamentale secondo me sta proprio nel fatto che un buon psicologo/psichiatra è tale solo ad una condizione: che il suo ruolo sia parallelo ad una vera ricerca del significato della vita, di quali vie portino le persone a stare bene con se stessi e col mondo, che provi infine egli stesso motivante portare sollievo ai propri pazienti; oltre che ripeto imparare da questi senza cadere nei loro errori.
un medico che volesse provare quello che fanno i suoi pazienti sarebbe un fallimento completo secondo me, perchè non avrebbe capito nulla della propria professione.
d'altra parte è ovvio che trovare questi medici non sia facile, statisticamente è più facile trovare medici che fanno il proprio lavoro in modo automatico, e questo può andare magari bene per alcune cose ma non per qualcosa di così complicato e personale come la TD.

Scusa Sugar
Ma a quali stupidaggini infantili ti riferisci?
Non ho mica capito!

HERO
_______________
"un buon psicologo/psichiatra è tale solo ad una condizione: che il suo ruolo sia parallelo ad una vera ricerca del significato della vita, di quali vie portino le persone a stare bene con se stessi e col mondo, che provi infine egli stesso motivante portare sollievo ai propri pazienti; oltre che ripeto imparare da questi senza cadere nei loro errori."
_______________
PUO' ANCHE ESERE GIUSTO QUANTO SOPRA
MA QUANDO ARRIVI A 46 ANNI, con una tua cultura di base ben formata e definita, e dopo 18 anni di parole inutili, DETTE & RICEVUTE......
IO IN LORO (terapisti, psicologi, operatori......etc etc etc) NON CREDO PIU'
NON CREDO A NULLA ...........CHE NON SIANO PERSONE COME ME, CHE ABBIANO PATITO E PASSATO IL MIO CAMMINO
il resto sono solo persone che stanno lavorando
Sugar
.

Ma a quali stupidaggini infantili ti riferisci?
Non ho mica capito!
__________
lasciamo perdere, guarda che basta leggere un attimo, davvero e' 1 attimo
ma fa lo stesso (non in questo Topic)
Sug

Ah ok non in questo.
Io mi concentro solo quello che mi interessa.
Il resto è tutta malattia, Sug.

A me dispiace in un certo senso.
Perché se questo Thread venisse preso come un decalogo di verità sulla psicoterapia legata alla tossicodipendenza allora avremo buttato a terra un intera categoria;
Di psichiatri, psicologi, terapeuti e chi ha dedicato onestamente tutta la sua vita ai problemi legati alla tossicodipendenza.
Perché potremo bastarci noi.
Ne viene fuori che noi infatti ci bastiamo o forse siamo forse l unica valida alternativa.
Io mi ricordo un Sert di Napoli dove sono stata utente
In cui c era una dottoressa con la tipica anima del Sud
Che mi disse di fare un bagno d umilta', disse a mia madre che io avevo qualcosa che mi differenziava dagli altri...
In quel Sert facevamo i gruppi ma con gli operatori..
Io non ero pronta.
Ma quella dottoressa mi è rimasta sempre nel cuore.
Quindi non è che loro non possono aiutarci.
Forse anche loro non hanno gli strumenti a volte o
Noi siamo refrattari...
Come tutti gli esseri umani c è chi ha empatia ed umilta' e crede in ciò che fa e chi si siede sulla seggiola solo per portare lo stipendio a casa.
Quelli che hanno empatia hanno la chiave.

Sugar io sono d'accordo con te alla fine.
IO IN LORO (terapisti, psicologi, operatori......etc etc etc) NON CREDO PIU'
NON CREDO A NULLA ...........CHE NON SIANO PERSONE COME ME, CHE ABBIANO PATITO E PASSATO IL MIO CAMMINO
mai detto che io ci credo o trovo il minimo conforto in loro.
non trovo conforto nemmeno negli ex TD,
per tutti credo valga il fatto che la cura parte prima di tutto da se stessi

senza sminuire l'impegno e il lavoro DI NESSUN PROFESSIONISTA CHE LAVORI NEL CAMPO (esclusi i Medici, laureati in medicina, loro firmano le prescrizioni, le Relazioni per la CML, loro decidono come e se mandarti in Clinica, loro firmano le eventuali dimissioni dal Sert............io li chiamo con un pizzico d'ironia
.
I MEDICI CHE FIRMANO
.
pero' e' inutile girarci intorno
il mio SPONSOR, a me ci tiene, ci tiene davvero, a livello umano, per me, i primi mesi si fermava tutte le sere dopo il lavoro
e io in quei mesi (maggio/giugno/luglio) usavo cocaina TUTT I SANTI GIORNI
poca, solo uno 0,25 gr (ossia 2 righe), ma usavo, tutti i giorni
e davanti a lui potevo dirlo senza problemi
lui capiva me, e capiva il momento, e TUTTE LE SERE, ANCHE SE SAPEVA CHE AVEVO USATO, ANZI, PROPRIO PERCHE' AVEVO USATO, PER ME SI FERMAVA USCITO DAL LAVORO........alle 18,30 passava in un barettino vicino a casa mia, prendeva un succo d'Ananas con ghiaccio
.
io invece, dovevo far scendere la ,coca e bevevo 2/3/4/ bicchieri di vino bianco
......
(per essere Sponsor a un Dipendete, devi avere almeno 3 anni di completa pulizia da qualsiasi sostanza, INCLUSO ALCOOL, inclusi farmaci tipo Bzp............ossia il programma completo di N.A.)
......
- lui per me si fermava ogni giorno
- dopo 8 ore di lavoro
- con una moglie e 2 figlie piccole a casa che lo aspettavano
- non ci prende nulla (non paga le spese condominiali con la parcella su Sugar)
.
scusatemi, ma questo non ha prezzo, se non questa frase che leggiamo sempre, come un Mantra ogni Riunione :
IL VALORE DI UN DIPENDETE CHE AIUTA UN ALTRO DIPENDENTE NON HA EUGUALI
.
quindi, davvero, massimo rispetto per chi lavora, ma un TD che trova aiuto e solidarieta' un altro TD MA PULITO DA ALMENO 5 ANNI.........NON HA EUGUALI CON NESSUN PROFESSIONISTA
.
Sugar

sono d'accordo con quello che dici su quanto è bello che ex TD aiutino altri TD, oltre a tutto il circolo virtuoso che si genera verso sia chi aiuta che chi viene aiutato.
non precludo però il fatto che la stessa cosa possa nascere da persone non TD.
i miei genitori sono il più grande aiuto che possa immaginare, sanno che mi faccio anche se evidentemente non davanti a loro magari. nessuno più di loro può darmi affetto e cercare di aiutarmi.
i medici che scrivono qui lo fanno senza essere pagati, questi sono non TD che aiutano dei TD.
ognuno trova utile più una cosa più un'altra, ma:
1 ripeto alla fine o la cosa parte da dentro oppure la cosa non dura mai a lungo
2 se il paragone è con il medico medio del sert non cè discussione: non solo è meglio quello che dici tu, ma ho vissuto sulla mia pelle come sia facile che peggiorino una situazione che già non è rosea

Ciao Hero,
mi riferisco al tuo intervento delle 10.14 per dirti che mi fa piacere leggere che ti è utile sapere, attraverso di me, che è possibile uscire dalla TD. Credo sia questo il senso fondamentale della mia presenza qui.
Come ho già scritto in passato, io sono d'accordo sul fatto che la tossicodipendenza sia una malattia cronica e recidivante, soprattutto se la si considera tale. Nei fatti spesso lo è, purtroppo. Forse perché non si fa abbastanza o abbastanza bene affinché non lo sia.
Che sia una malattia curabile e che la guarigione sia assolutamente possibile per me è da tempo assodato. Sia relativamente alla mia esperienza personale che a quella di tantissime altre persone che ho avuto modo di conoscere e che tuttora stanno bene. Molte di queste persone chiudono il capitolo e sfuggono alle statistiche. Credo che quello della “guaribilità” della TD sia comunque un fatto universalmente accettato, anche se spesso “dimenticato”, forse perché un po' scomodo.
Decenni addietro ci fu un serrato confronto circa la natura della tossicodipendenza. Da una parte si sosteneva che fosse una malattia, dall'altra che non lo fosse e che si trattasse piuttosto di una tendenza deviante.
Io penso che una malattia lo sia, ma non in senso somatico (anche se somatici sono correlati e conseguenze). Personalmente la vedo allo stesso modo delle Associazioni dei 12 Passi, nel senso che considero le dipendenze alla stregua di “malattie” dello spirito (che poi bisognerebbe stabilire cos'è e che relazioni abbia con psiche e soma), da cui discendono sia malanni somatici che comportamenti devianti.
La controversia non è mai stata del tutto risolta, anche se vi è stato un accomodamento diciamo. I medici e altri sanitari vari hanno avuto i SerD, i religiosi si sono perlopiù arroccati nelle comunità terapeutiche e in altre strutture di accoglienza, che sono state accreditate e convenzionate.
Qualche organizzazione “laica” è rimasta fuori (molto poche) seguendo altre logiche organizzative ed economiche.
Capitolo del tutto “a parte” quello delle Associazioni dei 12 Passi, che si sono sempre mantenute del tutto autonome rispetto ad ogni logica Istituzionale.
Tornando ai professionisti e alla psicoterapia, io penso che le logiche Istituzionali - e i ruoli che queste implicano - siano un ostacolo non da poco (ma neanche insormontabile) nella possibilità di reale comprensione e di efficacia nell'aiuto.
Ciao

Ciao Placido!
intanto grazie della risposta molto chiara e interessante. non posso che concordare, diciamo che poi alla fine la diatriba in sè conta poco nel senso che conta più come si interpretano le parole dei nomi stessi.
chiamare la TD malattia, cronica ecc o no poco importa, è cosa che riflette una realtà e soprattutto è un passo avanti. un passo avanti per il fatto che ne consegue una necessità di trovare delle cure, come per il fatto che si riconosce al TD il fatto che una volta che lo diventa il controllo che ha sulla cosa è molto relativo.
diciamo che dal punto di vista pratico è chiaro a tutti che sia possibile smettere di usare; però alcuni intendono in modo negativo questo "cronica recidivante" immaginando che pur smettendo rimanga di fondo un forte attaccamento alla sostanza. secondo me questo punto è fondamentale: sapere che si può dimenticare la cosa è molto diverso da pensare di passare tutta la vita a combattere con se stessi, cambia la prospettiva del tutto. in fondo anche la cura del Serd si basa sul concetto che staccandosi per un po dalla sostanza, pur con sostitutivi, la si dimentica e la ricerca diventa non più compulsiva ma qualcosa che perlomeno diventa controllabile e soggetta a decisione fino poi a non tornare proprio più in mente nel lungo periodo.
chiamare la TD malattia è giusto quindi, riconosce che chiunque se messo in certe situazioni in momenti della vita difficili con la guardia abbassata può caderci: se la genetica centra, di sicuro non è tutto, è come un virus che si può prendere e una volta preso la malattia è grave, ma non inguaribile.
come detto però alla fine conta appunto come si interpreta: "cronica e recidivante" per dire che è grave ok, per dire che non si guarirà mai completamente serve solo a togliere ogni speranza a una persona che in quel momento è debole.
per un TD stesso deve essere chiamata malattia per prendere coscienza della gravità della sua situazione, ma può anche essere un'arma a doppio taglio. se il TD si nasconde dietro al fatto di essere solo un povero malato, di una malattia gravissima sulla quale ha poco controllo e che non guarirà mai del tutto: allora poverino che ci può fare?
solo parole e sfumature di grigio alla fine, ma sfumature che fanno una certa differenza quando si cerca una soluzione a un problema così personale difficile e pieno di variabili.
Ciao!

Ciao Hero.
Come si dice in NA, io non sono responsabile della mia malattia, ma del mio recupero. Secondo me non si potrebbe sintetizzare meglio, in poche parole, la questione di cui si tratta.
Sono d'accordo con te: il “cronica e recidivante” infatti sta alquanto sui maroni anche a me, proprio per i motivi che tu individui (soppressione di speranza).
Buonanotte

io penso che le logiche Istituzionali ...........
____________
LE LOGICHE ISTITUZIONALI SONO MIRATE,
AB ORIGINE
alla ricerca di consenso politico, e spesso a una convinzione reale delle persone che impongono (o decidono, se preferisci) le linee guida, piccolo e recentissimo esempio......11 ottobre 2018
.
https://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/cronaca/ministro-fontana-droga-s...
.
ecco le Logiche Istituzionali, noi, in questo spazio, ragioniamo sapendo bene i meccanismi, sapendo che :
- piu' proibisci una cosa
- piu' questa cosa diventa appetibile nelle menti dei giovani
- piu' questa cosa entra nel mercato nero,
- piu' questa cosa genera miliardi di euro (DRUGS INC.)
.
ma vallo a spiegare
all'elettorato, di mezz'eta',
conformista,
senza conoscenza diretta della cosa,
un prezzo politico troppo alto.......
ossia perdita di consensi......
ossia perdita di peso politico.......
ossia meno posti-di-comando
e/o
nomine (se preferisci) a disposizione
________________________
LE ASSOCIAZIONI DEI 12 PASSI DEVONO TENERSI LONTANO DA OGNI LOGICA ISTITUZIONALE, DIVERSAMENTE VERREBBERO.....ASSORBITE e alla fine ETERO-GUIDATE e/o CONDIZIONATE
Sugar

Le associazioni dei 12 passi sono state, sono e saranno sempre alla larga dalle logiche istituzionali.
Mi viene da ridere pensando poi, addirittura, a Narconon.
Ma di che parliamo...
Nel momento in cui venissero istituzionalizzati perderebbero il loro enorme valore.
Lasciamo li dove già sono i gruppi dei docici passi
Li i sert
Li i Narconon e similari
I fortunati poi capitano nel posto giusto.
Quella piccola élite.

Se andate su Wikipedia digitando Narcotici Anonimi ....paragrafo ---EFFICACIA ---
c è scritta questa piccola cosa ...

^ i membri del gruppo, allo stesso modo degli Alcolisti Anonimi, partecipano con frequenza libera e sono volontari, non selezionati a caso all'interno della popolazione di tossicomani,e questo determina come anche per N.A. non sia facilmente confermabile un'efficacia scientifica del programma^

I partecipanti non sono selezionati a caso all'interno della popolazione di tossicomani.
Questo mi fa pensare ...perchè ...
In una capitale come Roma... dove almeno un buon settanta per cento della popolazione è in qualche modo tossicomane... le stanze si riempiono quando tutto va bene massimo di cinquanta persone.Mentre tutte il resto sono li fuori a farsi.
La realtà è che per quanto possiamo sbatterci ,siamo solo una piccola èlite.
Non selezionata a caso?
Si ma non saprei selezionata da chi.
Ma poco importa...alla fine egoisticamente ...il mio culo è al riparo.

Ma poco importa...alla fine egoisticamente ...il mio culo è al riparo.
brava Free! questo è quello che conta alla fine!

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/11/24/legalizzazione-droghe-legger...
___________________
dall'articolo sopra
___________________
"........Secondo Grandview Research, nel 2025 il mercato mondiale della marijuana per scopi terapeutici è destinato a raggiungere i 55,8 miliardi di dollari, pari a un terzo di tutte le transazioni legali..........."
__________________
anche se, a parte i giovani che stanno male per ganja irrorata da sostanze altramente tossiche, per aumentare l'effetto-sballo, chi scrive qui, scrive per ben altri problemi che non la cannabis
.
questo topic e' dedicato alla terapia, io sto andando al Sert proprio adesso, urine + agopuntura + terapa, stasera Riunone
In mezzo vado in palestra
da quando ho riniziato ad allenarmi sono rinato

Ciao Sug,
io per moti aspetti sono d'accordo con te, ma ribadisco che secondo me la querelle non dovrebbe essere fra proibizionismo e antiproibizionismo (che entrambe le posizioni a mio avviso mascherano interessi sulla pelle dei tossici, piuttosto che a reale vantaggio), bensì fra “Punizionisti” e “Antipunizionisti” (e io mi annovererei senz'altro fra questi ultimi, anche se ho i miei dubbi che applicare il semplice suffisso “anti” produca automaticamente qualche risultato, in questo ambito come in altri).
Il proibizionismo a ben vedere è ineliminabile, anche per alcol e tabacco, sostanze sulle quali gravano comunque una serie di divieti (tra l'altro crescenti negli ultimi anni). E il dibattito su proibizionismo e antiproibizionismo si basa su termini anacronistici e semplificazioni fuorvianti, nonché inadeguate rispetto a una realtà complessa e con tante implicazioni e sfaccettature.
Ma tutto ciò credo non abbia molto a che fare con questa discussione. Casomai mi riservo di aprirne un'altra intitolata appunto Punizionismo e Antipunizionismo.
Buona giornata
Placido

P.S,
Mi fa piacere leggere dei tuoi progressi e ti auguro di cuore che si consolidino sempre più

Anche io vado stasera, come tutte le sere, .

Non frequento il mio Sert provinciale di appartenenza per tutta una serie di motivi ma mi rivolgo altrove, ad uno piu' decentrato anche se piuttosto lontano.
Primo perché ormai e' militarizzato con tanto di guardia giurata armata fuori dal cancello dopo che un gruppetto di TD ha tentato di linciare, non esagero, una dottoressa.

Per entrare uno alla volta, parenti compresi per chi se li dovesse tirare appresso, si aspetta in branco fuori da un cancello che da' sulla pubblica via, una delle arterie principali della citta' praticamente sotto gli occhi di tutti i passanti, pioggia, freddo o sole non importa.

Le liti per vecchi rancori tra TD come le richieste di denaro, sigarette o "altro" sono cosa alla quale neanche far piu' caso, ordinaria amministrazione.
Appena riesci a passare il cancello non senza fatica perché essendo una moltitudine umana raccolta in vari gruppetti e' facile perdere il conto quindi c'e' sempre quello del "C' ero prima io", che non sai se sia vero o no e alla fine neanche ti importa piu', vieni chiamato con il tuo nome e cognome ad alta voce, cosi, giusto per farti inquadrare meglio anche da chi non ti dovesse conoscere.
A me personalmente e' capitato di sentirmi dire da uno mai visto prima, "Ma io ti riconosco, tu non sei quel tale che lavora in quell' ufficio, mi chiedevo dove ti avessi visto, che combinazione, che ci fai qui!"

Che c@zzo vuoi rispondere!!!

Nella migliore delle ipotesi trattavasi di uno spirito puro.

Varerebbe la pena di disintossicarsi se non altro per non doverci andare.

Beh, Willy, direi che la situazione da te descritta non lasci spazio per “set” e “setting” adeguati a un qualsivoglia tentativo di relazione terapeutica. A meno che, come tu noti, non si vogliano favorire percorsi di emancipazione da umiliazione ed esasperazione.
Buona giornata

Che bella parola EMANCIPAZIONE...
E una parola che scorre fluida fra le labbra...
È piena, intensa, saporita...
Prima la confondevo... L attribuivo al gusto musicale, alla ultimo tipo di droga buttata nella strada, all abbigliamento più fico, alla personalità più forte tra i miei amici..
Invece adesso so sul serio cosa significa.
Significa saggezza.
Per me.
Buone H24 a tutti
Amici di Battaglia!!!