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Art. 75 T.U

Salve, il 23/07/2012 sono stato fermato alla guida in possesso di 2,5 g circa di hascisc. Di conseguenza mi è stata sospesa la patente, per l'art. 75 del T.U del D.P.R per un periodo di 30 giorni . Al trentunesimo giorno, mi sono presentato presso la stazione dei carabinieri (come mi era stato detto dal carabiniere che mi ha fermato) e li mi é stata rilasciata la patente. Dopo più di tre mesi dall'accaduto, quindi fine ottobre 2012 mi è stata notificata l'analisi della sostanza, col l'obbligo di andare in caserma (riferente alla mia residenza e non del luogo dell'accaduto). Firmando il foglio di notifica dell'analisi, il carabiniere mi fa presente che il risultato della percentuale di thc è risultante oltre i limiti, e che quindi (testuali parole) "quei 2 grammi e mezzo chissà quanti potevano diventare. Perciò questo quantitativo potrebbe essere considerato anche ai fini di spaccio" consigliandomi un avvocato. Il che mi è sembrato piuttosto esagerato da scaturirmi una istintiva risata. Ho firmato e me ne sono andato. Da li più nulla. Il giorno 30/09/2013 mi è stato notificato un "invito" dalla stessa caserma presso l'indirizzo di mia residenza. L'invito era esteso testualmente a "presentarsi presso la caserma , tutti i giorni dalle 08:00 alle 20:00" . Presentatomi oggi 09/10/2013 mi è stato presentato l'invito della prefettura al colloquio che dovrà tenersi tra 8 giorni. Ció era piuttosto prevedibile secondo la prassi. Il punto, e il mio dubbio, che spero riusciate a sciogliere ( ringraziandovi comunque in anticipo, anche solo per aver letto il mio messaggio e soprattutto per come vi prestate gratuitamente e con professionalità a ciò che fate) è questo: Presupposto che è il mio primo fermo; 1) l'art 75 al comma 3 dice: "3. Accertati i fatti di cui al comma 1, gli organi di polizia procedono alla contestazione immediata, se possibile, e riferiscono senza ritardo e comunque entro dieci giorni, con gli esiti degli esami tossicologici sulle sostanze sequestrate effettuati presso le strutture pubbliche di cui al comma 10, al prefetto competente ai sensi del comma 13. Ove, al momento dell'accertamento, l'interessato abbia la diretta e immediata disponibilita' di veicoli a motore, gli organi di polizia procedono altresi' all'immediato ritiro della patente di guida[...]" . La contestazione immediata è avvenuta in quanto la mia patente è stata sospesa nell'immediato. Per quanto riguarda gli esami tossicologici è previsto però un termine di 10 giorni per riferire al prefetto. Ciò che non sembra ai miei occhi sia stato fatto entro questi termini. Quindi è possibile un annullamento o una decadenza eventuali altre sanzioni per questo termini non rispettati? 2) l'art 75 al comma 4 dice che: 4. Entro il termine di quaranta giorni dalla ricezione della segnalazione, il prefetto, se ritiene fondato l'accertamento, adotta apposita ordinanza convocando, anche a mezzo degli organi di polizia, dinanzi a se' o a un suo delegato, la persona segnalata per valutare, a seguito di colloquio, le sanzioni amministrative [...] Ammesso che il termine di 10 giorni su detto sia superabile, anche il termine di 40 giorni dalla ricezione della segnalazione per la convocazione a colloquio lo è? O se magari è soltanto una mia errata interpretazione dell'art. 75?? Spero possiate sciogliere al più presto i miei dubbi, in quanto domani è l'ultimo giorno possibile per poter far ricorso al giudice di pace, e vorrei sapere se a tal proposito è consigliabile contattare un avvocato per far ciò. Grazie.

Risposta:

Salve a te! I termini indicati dalla legge sono ordinari e non perentori in quanto la legge non prevede espressamente alcuna conseguenza nel caso non venissero rispettati; questo è stato ribadito anche da alcune circolari applicative dell’art.75 per cui, se vuoi, puoi fare comunque ricorso al giudice di pace, ma hai poche possibilità che il tuo ricorso venga accolto. Ti consigliamo, quindi, di valutare bene  se ti conviene spendere i soldi per l’avvocato oppure presentarti direttamente al colloquio.

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