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Domande agli Operatori
Io e la mia ragazza stiamo ospitando mio cognato per fargli iniziare un percorso di disintossicazione da eroina. Come potremo far fronte all'eventuali crisi d'astinenza? Oggi andremo al sert, ma non è sicuro che intraprenderà l'uso di metadone da subito.
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» Sostanze: eroina
» Tipo: consigli medici
Risposta:
Se una persona è intossicata da eroina, il sert dovrebbe essere in grado di fare la diagnosi in un tempo piuttosto breve (al massimo uno-due giorni) ed iniziare quindi il trattamento con il farmaco sostitutivo in breve tempo. Non è facile dare dei precisi consigli terapeutici in questa sede. Si tratta di usare dei farmaci potenti che dovrebbero essere sempre usati sotto il diretto controllo di un medico. In genere nei DEA (pronto soccorso) degli ospedali dovrebbero, se una persona si presenta in astinenza da eroina, somministrare il metadone immediatamente. Purtroppo i pregiudizi contro i dipendenti da sostanze e contro gli stessi farmaci antiastinenziali è ancora piuttosto alto in molti ambienti, anche medici, e quindi non ci sentiamo di garantire che in qualsiasi pronto soccorso d’Italia le cose vadano realmente in questa maniera. In ogni caso farmaci che si possono usare senza particolari rischi e che possono essere utili sono i comuni analgesici.



Commenti
E' arrivato ieri. Siamo andati al sert ma non avendo ancora il domicilio a casa mia non potrà essere chiamato per il colloquio con il dottore. Abbiamo passato una notte d'inferno, ma gli siamo stati vicini e non ha fatto uso di eroina. Siamo stati seduti in strada per un paio d'ore poi siamo tornati a dormire. Era nervoso e si alzava spesso. Da casa non esce senza di noi, le chiavi le ho sempre in tasca io. Stamattina ho provato a convincerlo di andare all'anagrafe e al cup e al sert. Non ha voluto. Vuole tornare a Vienna perché non ha più intenzione di farsi aiutare. Sono stato un po' duro ma gli ho fatto capire che a Vienna non ci torna. Ha voluto uscire di casa. E sono uscito con lui. Ora siamo tornati ed è a letto che dorme. Dice che vuole dormire per restare calmo. Ho sentito mio cugino che nè è uscito più di 10 anni fa dallo stesso problema ed ora vive una vita spelndida (un uomo con le palle, davvero). Mi ha consigliato di stargli vicino, di assecondarlo se vuole uscire, dormire, mangiare... non dobbiamo mai lasciarlo solo per non fargli prendere la roba. Io sono un carabiniere e finché sta con me ho l'opportunità di non fargli avvicinare nessuno. Con me sta buono, con sua sorella un po' meno...credo che non gli faccia molto effetto. Tant'è che stanotte ha detto che lui doveva andare a farsi per forza. Ma al nostro diniego siamo rimasti seduti in strada e poi siamo tornati a casa. Mio cugino dice che è normale per i primi giorni, dobbiamo tenere duro (anche perché ora c'è il week end ed è tutto chiuso, sert compreso). Passati i primi giorni se davvero ha vogli a di smettere sarà più ragionevole. Nel frattempo prenderà i tranquillanti, ora la mia fidanzata è andata dalla sua dottoressa per vedere di farsi prescrivere qualcosa di più adatto...un consiglio, non so.
Vivo tutto con tanta paura. Ma con la forza e la decisione di chi non è coinvolto emotivamente in primapersona in quanto non si tratta di mio fratello. Ma gli voglio un mondo di bene uguale e gli devo dare la forza di uscirne. Perché Danieel ha 24 anni, un bimbo bellissimo e tutta la vita davanti. Mi servono consigli. Un mare di consigli. Questi mi danno la forza. Ne ho bisogno, perché la mia ragazza è distrutta. Attendo fisucioso. Grazie.
I consigli di tuo cugino sono, uno per uno, correttissimi. La tua considerazione sul tuo non eccessivo coinvolgimento è perfetta: lo puoi aiutare senza un eccesso di dolore e di rabbia, ma con il migliore stato d'animo possibile. Relativamente ai farmaci da usare, non possiamo che ribadire quello che abbiamo scritto nell'altra risposta. Da operatori professionali non ci sentiamo di dare consigli arrangiati. In maniera del tutto generica, ma possiamo dirti che un sedativo può essere utile. L'astensione assoluta dall'eroina è fondamentale in quanto l'uscita dallì'astinenza può esserci soltanto se non c'è una nuova assunzione di un oppiaceo. Si tratta di un metodo piuttosto doloroso (come hai potuto constatare), un metodo "fai da te". In un sert viene invece dato il farmaco sostitutivo e ridotto poi progressivamente in maniera che i fastidi siano ridotti il più possibile. Un'altra cose che ci teniamo a dirti è che una ricaduta, anche dopo la totale scomparsa dei sintomi fisici, è probabile: il vero problema delle dipendenza da sostanze non è la dipendenza fisica (che in fondo non è così difficile vincere), ma quella psichica che è molto più difficile da curare e di lunga durata. Se dovesse quindi avere una ricaduta, non pensare che tutto quello che avrai fatto per lui sarà stato inutile: la cura della dipendenza è fatta di tanti tasselli che sono tutti utili. Tienici al corrente della situazione. Restiamo a tua disposizione per tutte le domande che vorrai farci.
sarà dura, te lo dico per esperienza, ma dovete tutti e due stringere i denti e ricordati che cè sempre il pronto soccorso
Ieri è stata una giornata intensa, dura. In mattinata si è convinto a fare la tessera sanitaria e ad andare al sert, nella speranza che gli potesso far intraprendere un programma (come lui effettivamente vuole). Ma non c'è stato verso. Lunedi ci chiameranno e fisseranno l'appuntamento col medico. E' così è iniziata la dura mattinata. Crisi, urla, testa a testa... omenti di panico. La mia ragazza è diventata più dura, ha messo da parte le lacrime ed ha cacciato le palle. Ma siamo distrutti. Siamo riusciti a farlo desistere e, per la verità le ha tentate tutte per riuscire ad avere qualcosa che lo calmasse. Siamo stati da una dottoressa (brava, in gamba) ma non è servito. Lui ha bisogno del metadone. Ne ha già fatto uso ed è servito, ma a Vienna non esistono i sert e lui l'ha trovato illegalemente. E' per questo che vuole seguire un programma qui in Italia. Lui si fa di 2/3 grammi al giorno, non si è mai fatto in vena, dice, perché sa che potrebbe piacergli di più e non vuole ulteriormente aggravare la situazione. La prendo come nota positiva. C'è un problema. Lui non ha mai voluto smettere così di colpo. Ed è per questo che con noi ha tentato (con scarsi rislutati) anche al pronto soccorso dove gli hanno somministrato valium che lo ha fatto dormire fino alle 20. Al risveglio panico. Volavano pugni su porte e tavole. Lunghe passeggiate in strada. Bestemmie. Abbiamo chiamato i carabinieri perché lui voleva andare via di casa, tormare a Vienna perché non era questo quello che aveva deciso. E "forse" aveva ragione. Al contrario di mio cugino lui non ha deciso di smettere di colpo, vuole farsi seguire dal sert con un programma. Il problema è arrivare alla settimana prossima. E già quando avevo chiamato il sert per info, l'operatore era stato drammaticamente chiaro... "ci vorrà del tempo prima che lo prendano in carico... nel frattempo, purtroppo, continuerà a fare quello che ha sempre fatto". Al pronto soccorso non hano voluto ricoverarlo. Da un punto di vista fisico sta bene. Siamo arrivati a ieri sera che eravamo sfinito. Tutti e tre. E siamo arrivati ad un drammatico, triste, ma spero quanto meno non inutile, accordo. Farà "quello che ha sempre fatto" fino a quando un medico non gli prescriverà una terapia (spero quanto prima). Quando avrà la terapia, l'ho "minacciato" che gli starò col fiato sul collo affinché la segua senza più dover usare roba. Sennò fa le valigie. Sono demoralizzato, non pensavo potessi cedere così. Dall'altra parte cerco di razionalizzare e pensare che lui, lucidamente mi ha detto che vuole curarsi. Ma non così come stavamo facendo. Per quello non era ancora pronto. E gli credo. Devo credergli. Oggi ci aspetta una giornata di lunghe camminate, forse un po' di riposo (perchè lui è più trattabile da ieri sera... ....), lui farà il suo giro, e questa tristezza andrà avanti fino a quando qualcuno si deciderà di fargli iniziare un cammino diverso. C'è profonda tristezza in me e la mia ragazza. Sconforto ma non rassegnazione. Fiduciosi sul fatto che ne uscirà. Scusate se uso questo spazio quasi come un diario ma ho bisogno di parlarne. Grazie per tutto.
Sono un ragazzo di 24 anni con una storia da tossicomane alle spalle(spero).
Facevo uso di eroina ..principalmente la fumavo ma mi sono anche bucato qualche volta.
Dopo 3 anni di abuso.... 3 giorni passati in carcere per spaccio mi sono finalmente deciso che dovevo cambiare qualcosa nella mia vita.
Anche io ho provato a smettere restando a casa.... al 2 giorno in astinenza mi sono quasi suicidato dunque ho deciso di andare al Sert ...i Dottori sono stati molto gentili anche se abbiamo avuto dei diverbi sui dosaggi da prendere io li ringrazio molto per TUTTO.
Il mio consiglio e quello logicamente di seguire il cognato in questione ma se mai capitasse che ci cadesse nuovamente di non lasciarlo solo perché sono pochissime le persone che smettono di botto e per sempre ...la ricaduta è sempre li che aspetta un passo falso.
Siamo arrivati a poche ore dal primo colloquio con il sert. Sono stati giorni "tranquilli" questi ultimi.Ha cercato di tenersi lontano quanto più possibile, ma come già preventivato, senza una cura precisa da parte del sert, i salti mortali non riusciamo a farli. I buoni propositi ci sono. Lo vedo. E gli credo. Domani abbiamo il primo coloquio con una dottoressa del sert, quindi penso che inizieranno già domani a somministrargli qualcosa di alternativo che possa tenerlo lontano dalla sostanza. Mi chiedo... E' FACILE CHE LUI ABBIA COMUNQUE BISOGNO DELLA SOSTANZA??? O MEGLIO, C'E' IL RISCHIO CHE CON IL METADONE, AD ESEMPIO, LUI POSSA AVERE COMUNQUE BISOGNO DI "ALTRO"? I miei dubbi sono tanti, una cosa è certa... da domani la musica cambia. Gli starò addosso come un avvoltoio, e per qualsiasi problema si va al sert. Spero di potervi scrivere solo buone notizie d'ora in avanti. Ancora grazie per lo spazio che ci riservate e per l'aiuto che offrite.
Purtroppo si...il metadone ad un dosaggio corretto cura la dipendenza fisica permettendoti di fare una vita normale..ma la dipenza psicologica "il craving" (cioè la voglia incessante della sostanza) è tutt'altra faccenda....e i primi tempi sono durissimi...conosco persone che a dosaggi altissimi si fanno cmq...perchè vedi la dipendenza fisica è la cosa piu' facile da curare..ci sono i farmaci...ma vedi l'eroina ha dietro di se tutto un rituale che comprende, trovare i soldi trovare il tipo che ce l'ha, arnesi per prepararla,la preparazione ed infine iniettarla... (dipendenza da ago) e non è facile perchè (senti quanto è bastarda questa sostanza) bevuta la tua dose di metadone..ti chiedi ed adesso cosa faccio?Per quanto tu ti renda conto che la tossicodipendenza sia un vero schifo...cio per cui hai deciso di smettere (il rituale che ti ho descritto sopra) ti manca....ed li che ricadi...quindi mettete in calcolo che i primi 24 mesi sarà una vera e propria guerra fatta di promesse,bugie,ricadute leggere, ricadute pesanti, fino a che se la persona è convinta davvero al 100% di smettere troverà un suo personale equilibrio...a volte accettando di seguire una terapia di mantenimento che vuol dire metadone a vita...Io la sconsiglio vivamente ma se ad alcune persone gli serve per non bucarsi va bene.Ricorda anche che al sert di persone tossicodipendenti non ce solo lui,e li davanti la gente parla quasi esclusivamente di quella!!!Inoltre il pericolo della polidipendenza (metadone+eroina) porta ad alzare i dosaggi di metadone sempre di piu, insomma un po anzi come il cane che si morde la coda...Io personalmente sono a 20ml e voglio levarmelo il prima possibile...la tentazione è sempre li..ed ogni tanto cado...(tipo 2 o 3 volte al mese da 3/4 anche di piu' al giorno) adesso è un bel po che sono tranquilla e sto benissimo cosi...auguri di cuore...
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