Domande agli Operatori
ma queste sigarette da rollo (drum golden virginia, etc...), insomma, FANNO MENO MALE O NO?!!!
Sigarette fatte a mano più pericolose di quelle confezionate nel classico pacchetto.
Chi se le prepara, tende a fumare meno e ad aspirare meno tabacco. Infatti le bionde fai da te sono spesso un 'compromesso' per chi vuole smettere, ma non ci riesce.
Ma secondo uno studio norvegese per i consumatori di queste sigarette il rischio di tumore del polmone è maggiore rispetto agli altri fumatori.
La ricerca, presentata lo scorso anno alla Conferenza mondiale del carcinoma polmonare a Seul, è stata condotta da un'equipe del Sorlandet Hospital in Novergia, uno dei Paesi dove è ancora forte il consumo di solo tabacco. Totalizza, infatti, il 33% delle vendite di questa categoria di prodotti.
Ebbene, secondo i ricercatori, le sigarette rollate a mano sono più cancerogene.
Oltre l'80% dei pazienti con tumore del polmone - sulle 333 persone arruolate nello studio - fumava questo tipo di sigarette.
Il tabacco è meno pressato, ma le sigarette fai da te sono più ricche di nicotina e catrame perché prive di filtro.
Secondo uno specialista della statunitense Johns Hopkins University, Jonathan Samet, risultati simili sono già stati evidenziati fra le donne ispaniche negli Usa sudoccidentali: l'incidenza di tumori è elevata fra quelle che fumano sigarette rollate da loro.

Salve.
Ho letto molto dei risultati della ricerca cui accennate in questa risposta, ma continua a sfuggirmi un particolare.
Quanto m'interesserebbe capire è se questa maggiore incidenza di carcinomi è dovuta al tabacco utilizzato nelle sigarette rollate o al modo di fumare queste ultime.
Mi spiego: so che molto usano fumare sigarette rollate senza il filtro. Io, che applico il filtro con più cura di quanta non ne metta per il resto dell'operazione di rollaggio, posso considerare attendibili i dati riportati sulla confezione di tabacco riguardanti la quantità di nicotina e catrame?
Ringraziando anticipatamente per l'attenzione, porgo cordiali saluti.
Kei
Ti ringraziamo, innanzi tutto, per la tua domanda.
Cerchiamo di rispondere nel modo più chiaro possibile e con buon senso.
Cominciamo con una premessa: la cancerogenicità di una sostanza non è mai dose-dipendente, entro certi limiti. Questo significa che se una sostanza è cancerogena non è possibile immaginare una quantità di essa (a meno che non stiamo pensando ad una dose prossima allo zero) che sia, con assoluta certezza, non cancerogena.
Diversa è la situazione se invece facciamo riferimento ad effetti tossici di altro genere, come ad esempio l’effetto infiammatorio.
Tale tipo di tossicità invece è decisamente dose-dipendente: più alta è la dose e più alto è l’effetto infiammatorio.
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