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PERSONE CHE SONO IN CURA DA VARIO TEMPO CON ANTIDEPRESSIVI O ANSIOLITICI SONO IN UN CERTO SENSO TOSSICODIPENDENTI?

Risposta:

Direi di no. Per vari motivi.
In realtà dipendenti da qualcosa siamo tutti. Pensiamo a tutte le cose di cui non possiamo fare a meno: il cibo. l‘acqua, le altre persone…… Ma pensiamo anche a quelle medicine che consentono a delle persone malate di certe malattie di vivere: l’insulina per i diabetici, il desferal per i talassemici, gli antiretrovirali per i malati di AIDS. Ma ce ne sono tantissime altre. Possiamo parlare di dipendenza? Penso di si. Ma si tratta di una dipendenza positiva: cioè di una dipendenza da qualcosa che consente di vivere o, semplicemente, di migliorare la qualità di vita. E’ un fatto positivo o negativo? Forse è semplicemente un fatto. Di negativo c’è solo la condizione che ci rende dipendenti (ad esempio il diabete).
Nel caso da te proposto forse si può parlare di dipendenza ma non di tossicodipendenza. Mi riferisco al caso in cui un antidepressivo sia utilizzato da una persona affetta da depressione ed il farmaco sia stato prescritto da un medico che abbia fatto il suo lavoro con competenza. Un po’ diverso potrebbe essere il caso degli ansiolitici. Questi farmaci hanno una psicoattività tale de potere essere considerati delle droghe a tutti gli effetti. Possono anche dare una dipendenza con sindrome d’astinenza molto intensa. Di ansiolitici c’è uso e abuso ed il confine tra tossicodipendenza ed uso farmacologico è molto sfumato. Oltre tutto ci sono dei dati che dimostrano che le prescrizioni di ansiolitici siano molto diverse (in termini quantitativi) da regione a regione. questo fa ipotizzare ad un diverso approccio, da parte dei vari medici, nei confronti di queste medicine: probabilmente esiste anche l’abuso iatrogeno.

Commenti

"semplicemente, di migliorare la qualità di vita."

bene per gli antidepressivi, ma la stessa cosa allora vale per chi beve vino a cena o fuma canapa per rilassarsi dopo una giornata di lavoro, senza devianze, no?

bhe' in effetti..la risposta porterebbe a pensare a questo.. cioe',che anche un bicchiero di vino ogni sera o una canna purche' serva a migliorare l'umore o la vita,fa bene..  ma io nn la vedo cosi'.. sicuramente non si puo' generalizzare..dipenda da cosa si assume e se c'e' un vero motivo che ne giustifica l'assunzione..

Qual'è "un vero motivo" che giustifica l'assunzione? Esiste un "vero motivo" per assumere del vino? Non prendiamoci in giro...

"motivi che ne giustificano l'assunzione" nel senso che..chi prende per esempio psicofarmaci li prende perche' e' in cura..mi riferivo a questo non alle altre droghe..

trascendere lo stato ordinario di coscienza è un bisogno innato negli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi... x cui si, c'è + di un motivo x bere od usare altre droghe

psiconauta, ti sei mai domandato se tutti i discorsi che fai li fai solo perchè sei tossico perso?

Scusa Anonimo, ma non crediamo ci sia bisogno di insultare altri utenti. Se hai un contributo utile da dare alla discussione, dallo. Altrimenti non venire qui solo per insultare!

giusto..prima cosa chi e'venuto su qs sito nn deve avere pregiudizi..poi,nessuno puo' sapere la storia che c'e' dietro ad una persona che si droga..la sua situazione econimica,sociale,relazionale,lavorativa,familiare,coniugale..ecc ecc..questo certo non giustifica l'uso di droga..altrimenti un po' tutti abuseremo,perche' la vita nn e' facile per nessuno,pero'tutto ha un suo perche' e bisognerebbe ascoltare e capire prima di dare giudizi che si fondono su costruzioni mentali stereotipate e ottuse..

una cosa sono gli psichedelici.......un'altra le droghe pesanti: la cocaina non fa certo trascendere

le popolazioni andine usano da sempre la coca, come nutrimento, farmaco, x non sentire la fame e la stanchezza... e i sacerdoti la usavano pure durante i loro riti religiosi... questo chiaramente non x giustificare l'abuso attuale del principio attivo cocaina

Nelle popolazioni andine, prima dell'invasione spagnola, la coca veniva data alla gente per farla lavorare di più, chi veniva sorpreso ad usarla a scopo ricreativo veniva scuoiato e le ossa venivano appese come segnavento. Più che strumento di trascendenza mi sembra strumento di dominio... Oddio, forse nella normalizzazione del "corpo" a suon di psicofarmaci c'è qualcosa di simile...

uno stimolante come la cocaina non può certo stimolare la trascendenza: è una sorta di ipernormalizzatore (non è un caso che la coca uccide la fantasia mentre si è sotto effetto)

uno stimolante può aiutare una persona a danzare ritualmente per ore ed ore, come i dervisci, fino a raggiungere uno stato di trance

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http://www.psiconautica.cjb.net/

um

magari uno stimolante come le anfetamine... gli impizzati li vedo parecchio ingessati

 

Sara

Il confine tra psicofarmaci e droghe è assolutamente arbitrario!!!!! Contro una società del farmaco niente sostanze che alterano la mente!!!

se tu riesci a raggiungere stati altri di coscienza attraverso la deprivazione sensoriale, il digiuno, la recitazione di mantra, la meditazione, le posture yoga, il dolore, la danza estatica, il sesso tantrico ecc... ok... ma xchè vuoi vietare alle ALTRE persone di utilizzare piante, funghi e composti che alterano la coscienza, essendo questa pratica diffusa fra tutti i popoli della terra del paleolitico in poi?

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http://www.psiconautica.cjb.net/

Ora via, a parte la querelle sui danni fisici, non è che alterare la cosicenza sia "sempre" un bene. Un po' di norme saranno necessarie, o no?

regolamentare e bandire sono cose alquanto diverse

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http://www.psiconautica.cjb.net/

Credo che sia giusto non lasciar cadere lo spunto del commento anonimo: forse viviamo in una "società del farmaco", in cui la sostanza che altera la coscienza non è altro che un modo per annichilire il sintomo piuttosto che per aggredire la causa. O meglio, forse spesso è così. Quindi la domanda centrale è: da cosa dipende?
ci sono alcune sostanze che sono così e altre no? Oppure è l'atteggiamento con cui ci si rapporta ad esse? Oppure dipende da quali norme -scritte o non scritte- riteniamo possiamo violare delle nostre società come dice numbergodel?

...

Purtroppo la società emette giudizi su parametri fondati sull'economia o sulla tradizione, e raramente sui dati scientifici.

Una prova lampante è il Ritalin. Ora, il Ritalin è anfetamina. Le anfetamine "di strada" sono vietate (presumibilmente in quanto dannose) e il loro possesso e la loro vendita sono pesantemente sanzionate. Tuttavia basta dar loro un nome commerciale e le troviamo vendute in farmacia, addirittura come farmaco per bambini. Non ci vuole un medico per capire che non è il caso di somministrare speed ogni giorno a un bambino di sei anni. Perchè questa disparità di valutazione per la medesima sostanza?

Io volevo solo far notare che nella sua esaltazione dell' "alterazione di coscienza", psiconauta fa spesso riferimento a esperienze di tipo mistico religioso, che sono per loro stessa natura le esperienze più normate e eterodirette del mondo. Non c'è niente di più istituzionalizzato di un rito, soprattutto nelle società primitive. Quindi citarli come momenti di rottura col sistema (come nella discussione sul velo di maia) mi sembra assurdo! Proprio nell'iniziazione tramite alterazione della coscienza, ovviamente accessibile solo a pochi, si fondava il dominio.
Quindi alterazione della coscienza e norme che la limitano vanno sempre a braccetto.

Rimango ancorato al materialismo di Mandelbrot

...

Apri un fronte interessante, numbergodel. Quando Leary decise di "democratizzare" l'LSD, facendolo uscire dalle nicchie della ricerca scientifica e delle conciergerie di intellettuali di mezza età, i primi a opporsi furono proprio i vari Huxley, Junger, perfino lo stesso Hofmann. Si opposero perchè presagivano che la reazione del sistema sarebbe stata repressiva/criminalizzante o semplicemente perchè, per una sorta di inconscio ancestrale, percepivano che "il segreto" doveva rimanere tale e quindi riservato a pochi, "degni" per livello culturale e preparazione scientifica?

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