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Domande agli Operatori
L’oppio si ottiene incidendo le capsule non ancora mature del Papaver Somniferum (papavero sonnifero) e lasciando essiccare al sole la resina che ne fuoriesce.
L'oppio grezzo contiene circa 20 tipi di alcaloidi, composti organici azotati dotati di elevata azione farmacologica a livello del sistema nervoso.
Gli oppiacei sono dei potenti analgesici, le proprietà euforizzanti ed anestetizzanti procurano un senso di rilassamento, distacco dalle proprie emozioni ed indifferenza rispetto a qualsiasi percezione negativa.
Il nostro cervello è capace di produrre autonomamente sostanze oppiacee dette endorfine, che hanno effetti inibenti e depressori sul Sistema Nervoso Centrale.
L’oppio e i suoi derivati agiscono con meccanismi molto simili a quelli delle endorfine anche se gli effetti prodotti sull’organismo sono molto più forti.
L'uso dell'oppio è attestato sin nei primi testi scritti prodotti dall'uomo. Hul gil, l'ideogramma con cui i Sumeri indicavano, già nel 4000 a.C., il papavero da oppio stava per pianta della gioia dimostrando così come le antiche popolazioni della Mesopotamia conoscessero bene le proprietà euforizzanti del succo di tale pianta.
Quando si parla si sostanza psicotrope illegali l’eroina non è semplicemente una sostanza tra le altre, ma la sostanza. E’ attraverso l’esplosione dell’emergenza sociale dovuta alla diffusione dell’eroina agli inizi degli anni ottanta che la gran parte dell’opinione pubblica viene a contatto col problema “droghe” ed è su quel tipo di emergenza che si sono organizzate le risposte delle istituzioni.
Novità eroina
Analisi Noir di Piero Colaprico, Repubblica
C’era morto John Belushi, ma altri sembrano resistere. O, chissà, forse la nuova variante ha meno controindicazioni. Si chiamava (e si chiama) Speedball Milano e fino a qualche tempo fa girava (al costo di cento euro al grammo) nei locali per scambisti, nei bar con la passione per la lap dance e nelle discoteche della movida milanese e della Versilia.
Alla fine di una lunga serie di nottate sempre più rumorose ed estreme, sono arrivati i carabinieri. Hanno arrestato una ventina di spacciatori e due ragazze francesi dalla
storia un po’ curiosa: ballerine e squillo d’alto bordo, quando venivano a Milano con il carico di roba da raffinare, se la spassavano. Come? No, niente musei e cinema. Prenotavano su internet due gigolò a testa e, mentre i chimici lavoravano lo speedball in un appartamento con vista sul cimitero Monumentale, loro ne provavano alcuni degli effetti festeggiando - tutti insieme, sino a che sonno non vi separi - nella camera da letto di un grande albergo. Non apprezziamo i narcotrafficanti e, se non tocca a noi giudicare o assolvere, c’è un però. Un tempo non lontano erano i corrieri della droga a finire la serata in qualche night, cercando tra le entraineuse qualcuna disponibile a un dopo-champagne. Ora sono le donne a fare gli uomini: e queste neo-narco l’accompagnatore non se lo vanno a scegliere in un locale semibuio, ma nel catalogo elettronico della rete.
È poco noir rifiutarsi di scorgere un segno del progresso?
Report INCB 2010 - preoccupazione per l'aumento delle droghe da prescrizione
Ieri, 24 febbraio 2010, l'International Narcotics Control Board (INCB), ovvero "l'Organismo Internazionale per il Controllo dei Narcotici" legato all'ONU (in particolare all'UNODC, il Dipartimento delle Nazioni Unite su Droghe e Crimine), ha reso pubblico il suo report annuale all'interno della Conferenza Internazionale.
Nonostante le tante segnalazioni e raccomandazioni contenute nel report la stampa internazionale si é concentrata maggiormente sulla parte di ricerca e analisi prodotta nel report, che anticipa di qualche mese (uscirà a giugno), il World Drug Report, documento cardine dell'UNODC dove il globo é soggetto ad un check up mirato sul consumo e abuso di sostanze stupefacenti (per lo più illegali).
Il report del INCB indica almeno quattro punti cardine di evoluzione del fenomeno droga:
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il notevole aumento del consumo di droghe legali - orientativamente accessibili solo con ricetta medica (prescription drugs). Tra di esse spicca il caso del ossicodone il cui consumo mondiale é per il 77% nei soli Stati Uniti d'America - e della buprenorfina, sostanza oppiacea contenuta nel preparato Subutex - utilizzato a scopo terapeutico nello scalaggio dell'eroina - cui il report dedica un'intera sezione e che é passata in dieci anni (1998-2008) da un consumo di 333 milioni di dosi giornaliere monitorate a fini statistici a 3,7 miliardi;
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l'aumento del consumo di cocaina e amfetamine - la cui produzione si sta sempre più concentrando in Asia Meridionale con distribuzioni che sono legate a veri e propri servizi di e-commerce (ordine via internet e consegna con corriere a domicilio) -, cui fa seguito la re-sperimentazione dell'eroina tra i giovani e giovanissimi (principalmente per inalazione);
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la diffusione di droghe da laboratorio e quindi dell'autoproduzione di stupefacenti, cui i governi hanno scarso potere di intervento;
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l'aumento delle "droghe da stupro" (come riportato da La Voz de Galicia) quali le benzodiazepine e il GHB; a tal proposito l'INCB si prodiga che le ditte produttrici di tali sostanze aggiungano coloranti per consentire una minore possibilità di mimetizzazione nelle bevande ingerite dalle vittime
Il Rapporto tende comunque ad inserire questa tipologia di pericolose evoluzioni del fenomeno, all'interno di un processo che vede nelle politiche proibizionistiche tout court uno dei principali fattori di rischio. Ciò in parallelo al richiamo verso un maggior controllo della distribuzione dei semi di papavero (in accordo con la convenzione del 1961) e dei semi di cannabis per scopi illeciti.
Fonte: Insostanza.it
A cura di Mediaxion Soc. Cooperativa
Russia “indignata” all’OSCE: traffico di droga fuori controllo in Afghanistan
(Periodicoitaliano.info) Forse un messaggio diplomatico per colpire altre mosse dietro le quinte, quello espresso dalla Russia nel corso della sessione invernale dell’Assemblea parlamentare dell’OSCE, venerdì scorso a Vienna.
Il capo della delegazione russa ha espresso la sua “indignazione” per le inadempienze della NATO nel limitare la coltivazione di oppio in Afghanistan.
La sessione dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) si è aperta giovedì nella capitale austriaca, il giorno seguente si è discusso della questione Afghanistan. Alexander Kozlovsky, Vice Presidente della Duma di Stato per gli affari esteri, ha espresso soddisfazione per le modalità con le quali le discussioni sono state affrontate, ma ha sottolineato come dalla parte russa le critiche alla NATO siano dovute all’aumento dei campi in cui le droghe sono coltivate e a come non si sia riusciti a risolvere un problema così diffuso e pericoloso per l’intera zona.
La delegazione russa ha sottolineato i volumi di eroina afghana che entrano nel Paese e l’Assemblea parlamentare “ha espresso la necessità di combinare seri sforzi per combattere il traffico di droga.”
E’ ormai di pubblico dominio che il capo del traffico di eroina in Afghanistan è rappresentato dagli Stati Uniti. La missione americana si è evoluta in un’organizzazione di tipo mafioso che avvelena ogni alleanza militare e politica introdotta dagli USA e dal proprio governo fantoccio di Kabul.
Dunque la Russia, forse infastidita per alcune mosse tattiche o militari dietro le quinte del governo USA, sferza un colpo diplomatico all’instabilità in cui ormai la zona vive. È un’occupazione di bande, in cui i trafficanti di droga alleati degli Stati Uniti sono incaricati di svolgere attività di polizia e di controllo dei confini, mentre i loro rivali sono stati inseriti in liste nere americane, destinati alla morte o alla cattura. Come risultato di ciò, l’Afghanistan è stato trasformato in una piantagione di oppio che fornisce il 90 percento dell’eroina mondiale. È una guerra il cui ordine di battaglia è ampiamente definito dal commercio di droga.
In quelle terre ‘maledette’ ci sono molte variabili in gioco, da anni la guerra è alla ricerca di terroristi e talebani, ma in realtà si combatte per l’occupazione di un territorio strategico per frenare e intimorire l’avanzata cinese. Il centro dell’Asia meridionale è un canale di passaggio energetico, è un luogo dove instaurare nuove basi per tenere sotto mira Russia e Cina. Non a caso i disordini sono diffusi anche in Iran e Pakistan.
Kozlovsky – non ha accennato a queste dinamiche, ma per gli addetti ai lavori non è assolutamente un segreto – ha detto che prima di tutto bisogna lavorare sulla formazione per le forze afghane, aggiungendo che le delegazioni russa e bielorussa sono contrarie a tali progetti in corso sul territorio afghano, in particolare a causa di problemi con la sicurezza. Egli ha aggiunto di aspettarsi che, al di là di quanto un Paese sia stato in Afghanistan, tutta l’Europa continuerà ad essere interessata dalle problematiche in gioco.
La sessione invernale dell’Assemblea parlamentare dell’OSCE era solo per discutere e delineare il problema, piuttosto che prendere le decisioni. Al forum di due giorni hanno partecipato circa 240 parlamentari.
Alessandro Cascia
Tossicodipendenza, a casa si cura meglio
di Gian Ugo Berti
Indagine GfK Eurisko: favorevole il 60% dei medici. Minori costi e rischi di spaccio o uso improprio. Vantaggi psicologici per i pazienti. Il ruolo dei nuovi farmaci. I dati del consumo di droga nel nostro Paese
ROMA - Curarsi a casa, anche nella tossicodipendenza, può essere un valore aggiunto,sia sotto il profilo della sicurezza terapeutica, che nella lotta al traffico clandestino. Lo dimostra la crescita delle percentuali per uscire dal tunnel della droga:dal 61% del 2008 al 75% del 2009. In pratica, tre pazienti su quattro gestiscono ora la propria terapia a domicilio ed oltre la metà si rivolge ai SerT per ritirare i farmaci solo una volta la settimana. A sottolineare la tendenza positiva è una ricerca di GfK-Eurisko, condotta fra cento operatori medici del settore in Italia e presentata a Roma. Ma c'è dell'altro. Favorevole il 60% dei medici - Due medici su tre, in sostanza, ritengono che le nuove cure disponibili consentano d'affidare i farmaci con maggiore sicurezza e minori rischi. E' un importante passo avanti sostenuto,però, dall'innovazione farmacologica che ha reso disponibile il ricorso, nel nostro Paese, all'associzione buprenorfina e naloxone. Un insieme, capace di renderne difficile l'uso improprio e,di conseguenza,lo spaccio sul mercato clandestino. La combinazione dei due principi attivi si rivela,infatti, particolarmente inadatta alla vendita sul circuito. E' proprio nelle vicinanze dei SerT, ha precisato Claudio Leonardi,dell'ASL di Roma C, che si concentra l'attività di spaccio e, quindi, anche i rischi di possibile ricaduta. Vantaggi economici e gestionali - Si alleggerisce così la pressione sulle strutture sanitarie di settore,evitando le lunghe code quotidiane per il ritiro dei farmaci e ridurre i costi a medio e lungo termine. Si ha, in tal modo, un risparmio globale di risorse umane ed economiche, impiegabili in alternativa ad attività diverse,dalla dispensazione del farmaco, al supporto psicologico,alla riabilitazione.
Lavoro non più a rischio - Anche i tossicodipendenti avrebbero vantaggi. L'affido del farmaco a domicilio, pur mantenendo la centralità del SerT,favorisce il loro recupero, consentondo di trovare e mantenere più facilmente un lavoro,di reinserirli nella società e tornare ad una vita normale,limitando l'afflusso ai Centri. Rinascita psicologica - Dalle interviste, emerge in particolare il segno di una vera e propria rinascita psicologica,una prova della capacità di essere più forti della droga e della fiducia che si può riporre nei loro confronti.
A Bologna lo spettro dell’eroina bianca
Due morti per overdose negli ultimi mesi, un anomalo aumento degli interventi del 118, e poi i sequestri della Squadra mobile e lo stato di allerta lanciato dal Dipartimento antidroga, che parla di eroina ad alto principio attivo sotto le Due Torri
BOLOGNA – Cosa sta succedendo nel mercato della droga di Bologna? Da qualche tempo si susseguono segnali preoccupanti. Ci sono due ragazzi morti per overdose, fra dicembre e gennaio, nei bagni pubblici adiacenti a Palazzo d’Accursio. C’è un anomalo aumento degli interventi del 118 per overdose nel mese di dicembre. E poi il sequestro di 7 chili di eroina bianca ad opera della Squadra mobile della Polizia, lo stato di allerta lanciato dal Dipartimento antidroga, che parla di un’eroina con alta percentuale di principio attivo (oltre il 70%) sotto le Due Torri. E infine le voci sull’eroina tagliata con l’antrace, già diffusa in Europa e in particolare in Gran Bretagna. A questo elenco potrebbe aggiungersi ora anche la morte di Andrej Letko, 32enne originario di Bratislava e grafico di Asfalto, il blog dei senza dimora nato nel centro diurno di via del Porto.
Andrej se n’è andato il primo febbraio scorso, e a lui è dedicato l’ultimo numero di Piazza Grande, il giornale dei senza dimora bolognesi. Andrej era arrivato a Bologna nell’estate del 2006, e aveva iniziato a condividere la sua esperienza di senza dimora collaborando con Asfalto, per cui curava il sito e il laboratorio informatico nel centro diurno di via del Porto. Da anni cercava di combattere la dipendenza dalle droghe: era rimasto cinque anni nella comunità di San Patrignano, e una volta arrivato in città si era rivolto ai servizi della Asl, proprio tramite il drop in di via del Porto. “A casa mia, a Bratislava – diceva nel 2006 in un’intervista a Radio città del capo –, non ho mai conosciuto la strada. Qui evito la stazione, perché non voglio farmi più, e quindi è meglio stare lontano da questi luoghi dove ci sono solo tossici”. I suoi amici del progetto Asfalto parlano di Andrej come di un vero mago del computer, e da giorni ormai sul sito si susseguono messaggi in suo ricordo.
Ma a rincorrersi sono anche le voci sulle presunte cause della morte di Andrej: l’unica cosa che si sa con certezza è che il decesso sarebbe da attribuire a una setticemia fulminante. Si parla di una possibile connessione con l’eroina “bianca”: che sia troppo pura, oppure tagliata con antrace, in città sembra circolare qualcosa di pericoloso. Il timore è che Andrej ci sia finito in mezzo in qualche modo, anche se su questo non c’è nulla di certo. Fa impressione però che la sua morte sia avvenuta a poche ore di distanza da un’altra, causata da un’overdose: quella di un ragazzo napoletano di 26 anni, trovato senza vita il 31 gennaio nei bagni pubblici dietro Palazzo d’Accursio. “Ho paura, però almeno ora so da cosa devo stare alla larga”, dice F., tossicodipendente senza fissa dimora, a Bologna ormai da anni. Le voci sull’eroina bianca lo toccano da vicino, anche se ci tiene a precisare “io uso solo la brown”.
“Io sono a conoscenza di due casi certi – continua F. –, una è una mia amica, che ho visto l’ultima volta proprio l’altra sera. Lei mi ha raccontato con precisione quello che succede con questa eroina: ti si gonfia tutta la parte dove la inietti, e poi ti esce come una puntura di zanzara; al tempo stesso ti viene una febbre altissima, e senti di soffocare. Tutto ciò è quasi istantaneo, è questione di attimi”. Ma cosa si dice in strada di questi episodi? “All’inizio c’era un po’ di confusione: c’era chi diceva che fosse coca, chi eroina ‘brown’ e chi ‘bianca’ thailandese. Ora pare sicuro che si tratti di bianca, perché le persone che hanno riscontrato questi sintomi erano tutte consumatrici di bianca. In realtà comunque non c’è tutto questo allarmismo, molta gente neanche lo sa”. La situazione però sembra sia in rapida evoluzione “So che da qualche giorno questa eroina si trova molto meno– conclude F. –, probabilmente perché i pusher che la vendevano se ne saranno disfatti”.
fonte: Redattore Sociale
Droga, Questura Venezia: giovani ritornano a usare eroina
Ventidue arresti in flagranza di reato, 17 custodie cautelari, 49 denunce e 152 segnalazioni all'autorita' giudiziaria. E' il bilancio di tre operazioni per contrastare lo smercio e il consumo di stupefacenti compiute dalla Questura di Venezia nel periodo gennaio 2009-gennaio 2010. Proprio analizzando nello specifico il profilo dei giovani segnalati, i militari hanno tratto la convinzione che molti giovani, talvolta anche minorenni, sono ritornati al massiccio uso di eroina e che, a differenza di un tempo, la assumono fumandola, ritenendo di non essere a rischio perche' non dipendenti dalla siringa.
FRANCIA - Consumo droghe in aumento
(Notiziario ADUC) In Francia aumenta il consumo di cocaina, si stabilizza quello di cannabis e torna in voga l'eroina, grazie a nuovi modi di consumo che non prevedono l'uso della siringa. Questi i punti chiave che emergono dallo studio dell'Osservatorio francese delle droghe e tossicodipendenze, che ha analizzato l'uso di stupefacenti negli ultimi 10 anni. La tendenza generale e' un cambiamento del problema della tossicodipendenza, che non interessa piu' solo i contesti marginali, ma si diffonde sempre piu' tra le classi medie e alte. Il consumo, inoltre, e' sempre piu' diversificato: non dipendenza da una sola sostanza, ma uso di droghe diverse associato ad abuso di alcool e tabacco. La cocaina, grazie all'aumento della disponibilita', e' entrata in una fase di 'forte utilizzo': dal 1998 al 2005 sono triplicate le persone tra 18 e 44 anni che ammettono di averla provata (da 1,2% a 3,8%), arrivando a superare il milione. 'Percepita come una droga da svago, e tutto sommato poco pericolosa - spiega lo studio - sembra adattarsi a una fase in cui la performance e' molto valorizzata socialmente'. Si diffonde inoltre la pratica di mischiare cocaina e bicarbonato per fumarli, in modo analogo al crack. L'utilizzo di cannabis si e' stabilizzato dall'inizio degli anni Duemila, ma a un livello 'elevato', con 1,2 milioni di consumatori frequenti e oltre mezzo milione di consumatori quotidiani. Torna invece a crescere il consumo dell'eroina che, dopo la drastica diminuzione degli anni Novanta grazie all' introduzione delle terapie sostitutive (metadone e subutex), torna a superare quota 1% di persone che dicono di averla provata.
Senato approva Ddl cure palliative
Via libera ad odg che apre alla possibilità di farmaci cannabinoidi 'made in Italy'
(Adnkronos Salute) - Via libera del Senato, all'unanimità, al Ddl sulle cure palliative e le terapie del dolore. Obiettivo del disegno di legge, creare una rete di hospice e strutture, partendo da quelle già esistenti sul territorio. Nel provvedimento, che torna alla Camera per l'approvazione definitiva, novità per la prescrizione dei farmaci antidolore, tra cui gli oppiacei. Ma su questo punto si sono sollevate le critiche dell'opposizione, a partire da quelle mosse dal presidente della Commissione d'inchiesta sul Ssn Ignazio Marino. Il testo licenziato da Palazzo Madama, infatti, è più restrittivo rispetto a quello che ha ottenuto il via libera della Camera, che prevedeva per questi farmaci la possibilità di prescrizione anche attraverso la sola ricetta bianca. Il provvedimento approvato dal Senato prevede che i farmaci antidolore vengano prescritte anche mediante ricettario rosso, quello, per intenderci, in uso anche presso i medici di famiglia, mentre finora era necessario il ricettario speciale. Ma riconosce questa possibilità ai soli mcamici bianchi dipendenti del Ssn, lasciando 'fuori' i medici che operano all'interno di strutture private. "Un oncologo di fama internazionale come Umberto Veronesi, per esempio - sintetizza Marino - non potrà prescrivere sul suo ricettario 10 milligrammi di morfina per il suo paziente perché non possiede il ricettario del Servizio sanitario nazionale". A ostacolare la strada, il parere della Commissione Bilancio, che ha sollevato dubbi sulla copertura economica di questo passaggio della misura. Il Senato ha approvato un ordine del giorno che impegna il Governo a valutare la possibilità di trovare una risposta a questa esigenza, dando ad "ogni medico abilitato alla professione - come sottolineato da Marino - la possibilità di prescrivere farmaci per il dolore, come succede d'altronde in altri Paesi. Tra gli altri Germania, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada. Palazzo Madama ha dato inoltre via libera a un ordine del giorno, presentato dai radicali Marco Perduca e Donatella Poretti, con il quale si potrebbe aprire alla possibilità, finora preclusa, di produrre in Italia farmaci a base di cannabis finora prescrivibili ma acquistabili soltanto grazie all'importazione dall'estero. Il testo sulle cure palliative è stato modificato rispetto a quello che ha ottenuto il via libera della Camera lo scorso 16 settembre, dunque tornerà nell'Aula di Montecitorio in terza lettura.
U.E. - Tossicodipendenti. Pericolo antrace nell'eroina
L'antrace circola in Europa. Dal 6 dicembre scorso si sono registrati 15 casi confermati tra i consumatori di eroina in Scozia (14) e Germania (1), con 8 morti. L'allarme e' stato lanciato da diverse autorita' sanitarie del Vecchio continente. All'origine del fenomeno, probabilmente, i consumi di eroina contaminati da spore di antrace. Sono eroinomani, infatti, la maggior parte delle persone contagiate. La droga e' stata iniettata ma anche inalata o fumata. "E' possibile che prodotti contaminati circolino in altri Paesi europei", spiegano le autorita' sanitarie francesi che invitano a mettere in guardia le persone a rischio. Anche se non ci sono caratteristiche particolari, come l'aspetto o il colore, che permettono di distinguere l'eroina contaminata da quella tradizionale. L'antrace e' un'infezione acuta causata dal batterio Bacillus anthracis presente negli animali erbivori. Ma il microrganismo puo' vivere nell'ambiente esterno grazie alle sue spore molto resistenti. Si tratta di una malattia grave che, senza trattamenti, puo' essere mortale.
Umbria, 18 morti per overdose nel 2009: il dato più basso da 15 anni
Ricerca della regione: diminuzione del 33% rispetto all’anno precedente. Il 94,4% sono uomini. Le fasce d'età: over 40 (44,4%) e 25-29 anni (33,3%). La causa più frequente: l'eroina (77%)
PERUGIA - In calo le morti per overdose in Umbria. Secondo i dati di una ricerca sulla mortalità “droga-correlata” dall’assessorato alle Politiche sociali e dalla Direzione alla sanità e servizi sociali della regione, nel 2009 sono stati registrati 18 casi di morte per overdose, il dato più basso degli ultimi quindici anni, con una diminuzione del 33 per cento rispetto all’anno precedente e il dimezzamento del numero di decessi nell’ultimo biennio, che passano dai 35 del 2007 ai 18 del 2009. All’interno del territorio regionale, si registra un andamento eterogeneo nelle due province: negli anni la mortalità per overdose è sempre stata più elevata a Perugia rispetto a Terni, tuttavia proprio a Perugia si registra una diminuzione significativa (8 casi in meno rispetto al 2008), mentre il dato di Terni rimane pressoché costante con un solo caso in meno. Sono gli uomini a morire di più: nel 2009 la percentuale si è attestata sul 94,4 per cento, un dato che trova corrispondenza nella maggiore diffusione del consumo di stupefacenti tra gli uomini piuttosto che tra le donne. Le fasce di età più colpite variano negli anni: nel 2009 sono interessate le fasce over 40 (44,4%) e quella tra i 25 e i 29 anni (33,3%). La causa più frequente di morte per overdose è provocata dall’eroina (77% del totale), mentre non sono stati segnalati casi di mortalità per overdose che abbiano avuto come sostanza primaria la cocaina.
“La diminuzione delle morti per overdose – ha spiegato Damiano Stufara, assessore regionale alle Politiche sociali - rappresenta la prima verifica della validità di un programma di pianificazione nazionale, svolto in collaborazione con il Dipartimento Politiche Antidroga, di cui l’Umbria è capofila e che ha come scopo la sperimentazione e la valutazione delle azioni riconducibili alla strategia di riduzione del danno connesso all’uso di sostanze stupefacenti. Strategia, questa, che in Umbria è stata già attivata da tempo e che ha come priorità assoluta la salvaguardia della vita delle persone a rischio di overdose”.
“La riduzione dei rischi e dei danni – ha precisato Stufara - può essere configurata in termini di intervento di tutela della salute, individuale e collettiva, e prevede azioni e misure principalmente finalizzate alla prevenzione delle morti e delle patologie droga-correlate, ma anche alla prevenzione delle situazioni nelle quali le fragilità sociali ed i processi di stigmatizzazione passati e presenti possano condurre ad esiti ancor più rischiosi ed emarginanti”.
Tra le attività che rientrano in questa area di intervento vi sono le unità di strada, i centri a bassa soglia (drop in) e tutti i programmi volti al contatto precoce, le misure di distribuzione e scambio di siringhe, farmaci salvavita, presidi sanitari, training per l’acquisizione di abilità preventive e di primo soccorso, sistemi di allerta precoce riguardo le sostanze circolanti sul mercato illegale, programmi per la riduzione degli incidenti correlati all’uso di sostanze psicoattive.
“Fra gli obiettivi del progetto - ha detto Vincenzo Panella, Direttore della Asl4, a cui è affidata la gestione operativa dell’iniziativa - c’è anche quello di contenere i danni sanitari legati all’assunzione di sostanze stupefacenti. Svolgeremo una ricognizione nell’ambito dei Sert per meglio definire l’entità e la tipologia delle politiche di riduzione del danno attuate a livello territoriale. Verrà inoltre condotta un’indagine epidemiologica sulle principali patologie che interessano i tossicodipendenti e si sperimenterà l’efficacia degli interventi fin qui realizzati”.
Nella realizzazione del progetto saranno coinvolte le organizzazioni del privato sociale, in particolare il CNCA, (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza), che ha sviluppato una lunga esperienza nel campo, sia a livello nazionale che regionale. Il progetto, finanziato con 205mila 500 euro, avrà la durata di un anno; durata che potrà essere prorogata fino a tre anni con ulteriori finanziamenti, anche in base ai risultati raggiunti nel primo anno di attività. (mtm)
fonte: redattoresociale
