Ciao, sono una mamma e questo l'avevate
già capito dal titolo, volevo dirvi anche io come la pensavo, non si
sa mai che ha qualcuno interessa. Mio figlio è nato tra le braccia
di due in fondo un pò avevano già fumato, quelle piccole esperienza
di vita ci rallegravano. Mio figlio adesso ha 17 anni. E tenero per
la sua età, ancora raffigura la realtà come un uomo che sta per
diventatre hgrande, è pieno si sogni per iul suo futuro e le
aspettative di felicità sono ancora grandi per lui. Frequenta un
liceo del centro, e il pomeriggio si ferma a studiare in biblioteca.
bè è inviadevole studiare davanti al Duomo, lo ammetto e per questo
lo invidio un pò. Spesso torna con gli occhi rossi a casa. Io so che
fuma, nè ho la certezza perchè oltre agli occhi è la pustutra che
riconosco. Io penso che sia giusto avere dei sogni, e la loro è la
prima generazione ad avere nitide immagini come modello. So che
ancora pensa a lavorare su se stesso per diventare qualcun'altro e
anvora nonb ha chiaro se stesso, per uesto sono felice. Sono felice
che nei suoi ogni arrivi la ribellione, che esista in lui il senso
critico. Il problema è che io come lui simao ingannati dallo stesso
sogno, la libertà trasmessa. Io sono tranquilla perchè penso che
sia lì, in quel contesto da me inventato, ignorop che lui in quei
momoenti rinnegi s e stesso per essere un altro, diverso
probabilmente da quello che ha sbagliato. Ma sarà poi uno
sbaglio, certop sì scappatre è uno sbaglio, perchè le paure
in fondo racchiudono noi stessi nelle sue sfumature, ed è sbagliato
non voler intrapendere un cammino su noi stessi, questo sì. Lu sì
che sbaglia, ma questge sono considerazioni inattuali.
Commenti
Certo, è tipico e necessario in adolescenza sperimentare e fare esperienze, sognare e immaginarsi diversi. Così come è necessario per dei genitori lasciare liberi e sorvegliare i propri figli. Per i genitori che hanno fumato da giovani può essere difficile trovare un atteggiamento educativo con i propri figli su questi temi. Sicuramente la propria esperienza non può essere equiparata a quella del proprio figlio, anche se si tratta della stessa sostanza. Bisogna capire che modalità usa, che significato ha per lui e quale consapevolezza ha dei limiti e dei rischi che quel tipo di uso può comportare.
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