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La ketamina è un anestetico generale usato sia per uso clinico che veterinario. Si presenta come un liquido trasparente e inodore, nel mercato illegale si può trovare sotto svariate forme: polvere, cristalli e capsule.

 

Gli effetti della ketamina dipendono da diversi fattori: dalla composizione e dal grado di purezza della sostanza, dalla quantità assunta e dalla modalità d’assunzione, dalla sensibilità personale alla sostanza, dal luogo e dal contesto dove viene consumata.

 
Sotto l’effetto della sostanza è difficile parlare correttamente o riuscire a tradurre il pensiero in parole; possono essere rivissuti eventi della propria infanzia ed avere percezioni alterate del proprio corpo, che può apparire più piccolo o più grande...

Sintetizzata nel 1962, è considerata un anestetico dissociativo: la mente viene come separata dal corpo e spesso questa scissione provoca stati allucinatori di varia entità. L’effetto dissociativo si è appreso dai racconti dei pazienti sottoposti ad operazioni chirurgiche e ad anestesia con ketamina (allucinazioni profonde, esperienze extracorporee, visioni mistiche); furono così scoperti gli effetti psichedelici di dosi sub-anestetiche (dosi inferiori a quelle necessarie ad una anestesia completa) della sostanza.

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Novità ketamina

"Ketamina e gambling, le nuove droghe della crisi" intervista a Riccardo Gatti, Dipartimento Dipendenze Asl di Milano.

 Poliassunzione, gambling e ketamina: la crisi economica sta cambiando il vocabolario della droga. E non solo quello. Mentre i consumi calano, infatti, aumentano le sostanze - 39 solo nell'ultimo anno - e cambia il modo di fruirle. Intanto, si diffondono in modo allarmante nuove patologie, come quelle legate al gioco d'azzardo online, che miete vittime soprattutto tra i giovani. E lo spaccio si trasferisce dalle piazze al web, cambiando le abitudini degli italiani.

Secondo il Dipartimento Politiche Antidroga dello Stato Italiano, infatti, l'uso di droga sta diminuendo. Nel 2011, tra la popolazione in età studentesca (tra i 15 e i 19 anni) le percentuali di consumatori sono calate: la cocaina è scesa dal 2,9% del 2010 al 2,1%, la cannabis dal 18,5% al 18,2%, le droghe sintetiche dall'1,7% all'1,3%, così come gli allucinogeni, dal 2,7% al 2,3%. Eppure, nello stesso arco di tempo, l'Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze ha introdotto in tabella ben 39 nuove droghe. Si tratta perlopiù di cannabinoidi sintetici e di nuove sostanze, come mefedrone e MDPV. Come interpretare questi dati, apparentemente in contrasto tra loro? «Non ci si droga di meno, ci si droga in modo diverso», spiega Riccardo Gatti, direttore del Dipartimento delle Dipendenze della Asl di Milano. «La leggera flessione nel consumo non deve trarre in inganno, l'aumento delle sostanze indica chiaramente come il mercato sia tutt'altro che in recessione».

«Oggi vanno forte le droghe sintetiche, dall'ecstasy - che non è più un prodotto di nicchia - in giù», conferma Gatti, che sottolinea un altro aspetto, quello della poliassunzione: «I ragazzi assumono con sempre maggiore frequenza due o più droghe contemporaneamente. Mi riferisco, ad esempio, all'unione di alcol alle pasticche, alla cocaina o alle bevande energizzanti. Questo tipo di cocktail rappresenta una minaccia pericolosa per la salute, i cui effetti sono tuttora sconosciuti. È come giocare alla roulette russa». Con la trasformazione delle droghe, si trasforma anche l'immagine tipica del drogato: «Un tempo, a diverse droghe corrispondevano diversi stili di vita, il cocainomane e l'eroinomane erano due tipi di persone diverse. Oggi invece c'è un uso più laico della droga, privo di una liturgia specifica, qualsiasi cosa va bene purché serva allo scopo. Adesso vanno forte quelle droghe che permettono, il giorno successivo, di tornare a condurre una vita "normale". Che rendono il drogato non più un emarginato, ma uno come tutti gli altri».

La diffusione della droga tra i giovani non sta cambiano solo forma, ma anche sostanza. Una delle rilevazioni più preoccupanti contenute nell'ultimo rapporto del Dipartimento Antidroga riguarda il gioco d'azzardo online, pratica sempre più diffusa tra i ragazzi. Questo tipo di intrattenimento presenta derive di stampo patologico, dette tecnicamente "gambling", quando cioè i soggetti - in particolare quelli ad alta vulnerabilità - sviluppano una dipendenza tale da compromettere la loro stabilità finanziaria. La percentuale di diffusione del gioco d'azzardo è maggiore nella popolazione studentesca entro i vent'anni. In questo segmento, circa il 10% dei soggetti analizzati presenta problemi di dipendenza, la metà in modo patologico. Sono dati molto alti, confermati anche dai numeri comunicati dal Fondo di Solidarietà per le Vittime dell'Usura promosso dal Ministero dell'Interno: rispetto al 2005, le persone che hanno richiesto l'aiuto del Fondo sono aumentate infatti del 165%.

La crisi economica sta quindi influendo in modo decisivo sul mondo della droga e la sua diffusione. «Per la prima volta nella nostra storia ci troviamo davanti a una prospettiva di recessione», è l'analisi di Gatti. «Ci sono meno soldi e questo modifica la funzione sociale della droga. In tempi come questi, le persone preferiscono estraniarsi dalla realtà che vivere a mille all'ora. Anche le droghe seguono questa tendenza. I giovani, oggi, cercano negli stupefacenti più anestesia che doping, più rallentamento che accelerazione. Aumenta quindi l'uso di alcol e di sostanze sedative, come oppiacei e farmaci. Un'esempio di questa tendenza è la diffusione della ketamina, un anestetico. Proprio la ketamina potrebbe essere la risposta alla crisi, in quanto facile da sintetizzare e dai costi molto bassi». Il consumo di cocaina, invece, sta diminuendo rispetto al recente passato. Anche a Milano dove, secondo Gatti, la situazione sta lentamente cambiando: «è finita l'epoca della città da Suv, modelle e cocaina. Oggi nemmeno i milanesi cercano più il doping della vita quotidiana».

I tempi della droga scorrono oggi più in fretta che mai. Fino a qualche anno fa il passaggio da una sostanza all'altra avveniva in tempi lunghi. Oggi invece tutto cambia in pochi mesi. Questo avviene anche grazie alla diffusione di nuovi metodi di acquisto online della droga. Una situazione già evidenziata dal Dipartimento Antidroga, secondo cui "il fenomeno dello spaccio sul web è caratterizzato dalla presenza di farmacie online che vendono farmaci e sostanze di qualsiasi genere senza richiedere alcuna prescrizione medica e dalla presenza di online drugstore, dove è possibile acquistare facilmente sostanze illecite". «La rete sta iniziando a contare sempre di più, soprattutto per quanto riguarda il commercio delle sostanze sintetiche», conferma Gatti. «Col web gli spazi dello spaccio sono aumentati enormemente. Oggi bastano pochi click per comprare praticamente qualsiasi cosa. E questo commercio non riguarda solo i ragazzi, ma anche chi scopre internet a mezza età».

Come si evolverà la situazione, in futuro? «Ancora non lo sappiamo, molto dipenderà da quello che decideranno i mercati. I pusher tradizionali potrebbero tornare a puntare forte sull'eroina che, dando una forte dipendenza, fidelizza l'acquirente. Potrebbe essere questa l'unica risorsa in grado di contrastare l'ascesa delle nuove droghe e dei nuovi luoghi di spaccio. Negli Stati Uniti, che spesso anticipano di qualche anno le tendenze italiane, ci si droga sempre di più attraverso l'uso improprio di farmaci di tipo analgesico e oppiaceo. La diffusione di queste sostanze ha superato quella di cocaina ed eroina messe insieme. Staremo a vedere cosa accadrà, ma, come detto, le evoluzioni potrebbero avvenire in tempi assai più rapidi di quanto avveniva fino a qualche tempo fa».



Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/droghe-giovani#ixzz1h3wk5T4j

Kalkbrenner, la techno ha un cuore berlinese

 

 

dj Paul Kalkbrenner

Festival Movement, la performance del dj Paul Kalkbrenner domani a Torino è una sorta di anteprima della kermesse techno

Il dj oggi a Roma e domani a Torino con il nuovo "Icke Wieder"
BRUNO RUFFILLI
BERLINO

Paul Kalkbrenner parla veloce, in un inglese dal forte accento tedesco. E' a casa, la finestra inquadra la Funkturm, la gigantesca antenna televisiva di Alexanderplatz fotografata anche nei manifesti di Berlin Calling , il film che lo ha reso famoso. «Ma non credo reciterò di nuovo, è un lavoro che prende troppo tempo», spiega. Come deejay ha pubblicato otto dischi in dieci anni, l'ultimo tre mesi fa: lo presenta in Italia stasera, a Roma (Atlantico) e domani a Torino, (Oval, in un'anteprima del Festival Movement). Facile prevedere il doppio pienone, nonostanteIcke Wieder non sia proprio un album da classifica. È musica elettronica dura e pura, più da ascoltare che da ballare: «Sarebbe stato facile ripetere Sky And Sand, ma quella era un'eccezione, questo invece rappresenta ciò che davvero faccio. Non volevo una hit, volevo 60 minuti di hit: spero di dimostrare che so sottrarmi alle convenzioni, sono ancora libero di scegliere».

Se anche Berlin Calling non avesse questo nome, se anche nella colonna sonora - firmata da Kalkbrenner - non fosse campionato il suono che segnala l'apertura delle porte nella S-Bahn, pure la musica del 34enne deejay suonerebbe inequivocabilmente berlinese. La logica continuazione della techno che nei primi Anni 90 si ascoltava in locali come l'EWerk e il Tresor: Kalkbrenner era un ragazzino, ma li frequentava ogni era. «Mi sono innamorato della techno prima di tutto il resto, a parte forse il punk. Col tempo ho sviluppato uno stile riconosciuto come berlinese e questo mi fa molto piacere». E sulla Love Parade, la grande festa techno che per anni ha portato a Berlino oltre un milione di ragazzi, ha un giudizio tagliente: «Era diventata una specie di Oktoberfest, è un bene che sia finita». Già, è finita: con 21 morti la scorsa estate a Duisburg.

E oggi? «La techno assomiglia sempre di più alla musica pop». Probabilmente ha ragione: alla fine dello scorso millennio, per la musica elettronica il futuro non sembrava roseo, oggi invece, quel che resta della techno ritorna nelle discoteche, negli spot, nei lettori mp3 e nei telefonini dei più giovani. E anche dei soldati tedeschi in Afghanistan, per cui Kalkbrenner ha suonato di recente: «Il mio è stato un segno di solidarietà verso i ragazzi. Non dobbiamo prendercela con loro se sono lì, ma con i politici che ce li hanno mandati».

Nel film è la musica a salvare il deejay Ickarus dalle droghe: ma davvero la musica può essere una ragione di vita? «Qualsiasi cosa può esserlo, una parola, un profumo, un segno: basta poco per salvare una vita. E certo, la musica può farlo». Intanto, però, il legame tra droghe e techno sembra una costante: prima l'extasy, poi la ketamina, l'Mdma (e nel film, la dottoressa che analizza il sangue di Ickarus dice che «c'è di tutto, eccetto l'eroina»). «Passando dall'extasy alla ketamina e ad altre droghe la musica è cambiata, è più veloce. E' vero, c'è sempre stata qualche droga associata alla techno, ma è ridicolo pensare che serva a scrivere grandi canzoni».

Berlin Calling è uscito nel 2008; oggi Paul Kalkbrenner è sempre più distante dal suo alter ego nel film. «Non ascolto musica, non so niente di quello che fanno gli altri, sono sempre in tour e dopo un concerto cerco solo il silenzio e qualcosa da leggere, è incredibile quante idee possono venire da un libro». Cita Balzac e Flaubert tra i suoi preferiti («in traduzione tedesca, purtroppo»), autori difficili da immaginare sulla bocca di altri deejay superstar come David Guetta o Tiesto: «Capisco che qualcuno ci veda come esponenti dello stesso genere, ma con loro non ho niente in comune».

SPAGNA - SPAGNA - Gli adulteranti nelle droghe piu' diffuse. Indagine: attenzione al Levamisol nella cocaina

 

Notiziario Aduc - Consumare cocaina e' sempre piu' pericoloso. Al rischio di alterazioni psichiche, disordini nutrizionali, cardiopatie e problemi neuronali, C'e' da aggiungere la depressione del sistema immunologico di cui un adulterante, il Levamisol, ne e' responsabile.
Energy Control, una ONG che fa analisi di droghe gratuitamente, ha studiato un totale di 1.680 campioni raccolti dai consumatori in diverse zone di tutta la Spagna. La maggior parte erano adulterati. “C'e' da rilevare, in generale, che chi porta le droghe ad Energy Control e' perche' ha dei dubbi sulla qualita' delle stesse in quanto acquistate da un venditore sconosciuto”, dice uno dei medici dell'organizzazione, Fernando Caudevilla.
Il 91% delle 346 dosi analizzate era adulterato e il 23,2% non aveva neanche un accenno di questa sostanza. Soltanto il 5,5% era pura. “Nella cocaina abbiamo rilevato il maggior numero di adulterazioni”, dice il rapporto. La sostanza piu' usata e' il Levamisol, presente nel 59%. Si tratta di un farmaco veterinario che si usa come antiparassitario e che provoca una notevole diminuzione di globuli bianchi. I consumatori sostengono che aumenti la sensazione di “fretta”. Diminuiscono i globuli bianchi che servono per le difese, e cosi' si e' piu' attaccabili dalle infezioni. La piu' alta probabilita' e' che si presenti un'infezione e che sia piu' grave -spiega Caudevilla. “Consumare cocaina con Levamisol e' molto piu' pericoloso che consumarla in forma pura”.
Analgesici, caffeina e anestetici sono gli altri adulteranti frequenti, ma “il Levamisol e' quello che da' la maggiore preoccupazione grazie ai suoi effetti tossici che puo' avere sui consumatori di cocaina”.
Rafael Guayta-Escolíes, dell'Observatorio de Medicamentos de Abuso del Colegio de Farmacéuticos di Barcelona, sul Levamisol che “si e' gia notato negli animali che, oltre ad abbassare il numero di globuli bianchi, altera il midollo osseo”.
I dati del ministero dell'Interno mostrano che negli ultimi 10 anni la purezza di un grammo di cocaina si e' mantenuta intorno al 50%, mentre il prezzo e' aumentato di uno o due euro in tutto il periodo. Un grammo costa oggi tra 50 e 60 euro.
Non si salva neanche l'ecstasy, che e' peggiore quando e' in forma di pastiglia. Il 61% delle dosi analizzate, su un totale di 167, non conteneva MDMA. Solo il 35% erano pure. Ogni pastiglia costa tra cinque e sei euro. In polvere, comunemente conosciuta come cristal, la purezza e' maggiore. Piu' del 68% dei campioni, su un totale di 515, conteneva esclusivamente MDMA e nessun tipo di adulterante. Il 15% non aveva alcun diluente, che si usa per dare volume e diminuirne i costi. Questo provoca un effetto minore rispetto a quanto si ottiene consumandone di piu'. Un grammo di cristal costa quanto un grammo di cocaina.
L'anfetamina, conosciuta come speed, e' quella che viene offerta con piu' diluizione. Di 254 campioni, il 73,2% contiene diluenti ed adulteranti e solo l'1,2% era anfetamina pura. Nell'81% dei casi il diluente era caffeina, che ha effetti lievi per i consumatori. Un grammo di speed costa tra 20 e 25 euro.
In ultimo la ketamina, usata per anestetizzare parzialmente gli animali e talvolta per curare bruciature o trattare le gravidanze. E' in espansione, specialmente in zone come India e Africa, secondo Energy Control. Il 55% di un totale di 40 campioni aveva la massima purezza e il 27,5% conteneva adulteranti.

Medicina Moksha

documentazione su stati altri di coscienza

SALUTE: DIP. POLITICHE ANTIDROGA, NON USARE KETAMINA COME ANTIDEPRESSIVO

(ASCA) - Roma, 16 giu - ''Affinche' non vi siano malintesi e confusioni e' utile chiarire molto bene che la sperimentazione a basse dosi di ketamina in pazienti affetti da depressione maggiore, rientra nella ricerca scientifica controllata per uso strettamente medico di tale sostanza. Va quindi precisato molto chiaramente che questo studio, del tutto preliminare, non puo' giustificare in alcun modo, ancorche' auto-somministrato, l'uso di droga da strada a base di ketamina''. Lo precisa, in una nota, il Dipartimento Politiche Antidroga in riferimento alle recenti notizie sull'effetto antidepressivo della ketamina scoperto dal gruppo di ricercatori di Anita.E. Autry e pubblicato ieri, il 15 giugno sulla rivista Nature.

''Varie sostanze stupefacenti - spiega il DPA - trovano un uso medico, ma va ricordato che le sostanze utilizzate per uso medico vengono prodotte con modalita' estremamente controllate dalle aziende farmaceutiche e nonostante portino lo stesso nome di alcune droghe di uso comune, sono prodotti estremamente diversi (sia per la sicurezza che per l'efficacia) da quelle vendute in strada. Il DPA mette in guardia tutte le persone sofferenti di depressione a non utilizzare in alcun modo ketamina per tentare un' auto-cura assolutamente sconsigliata, non ammessa ne' opportuna per sintomi o condizioni quali la depressione''.

''Allo stesso tempo - conclude la nota del DPA -, va ricordato il forte potenziale neurotossico della ketamina che e' in grado di produrre gravi danni al sistema nervoso centrale e forti alterazioni neuropsichiche che possono mettere seriamente a rischio la vita dei pazienti se utilizzata fuori da un severo ed esclusivo controllo medico''.

Nuove sostanze psicoattive sempre più disponibili: ben 41 quelle identificate nel 2010


 
InSostanza - Rapporto annuale Emcdda–Europol. Mai prima d’ora si era trovato sul mercato
illegale un numero così alto di nuove sostanze psicoattive. Quelle individuate nel
2010 sono quasi il doppio rispetto al 2009. Cresce l’allarme per le cosiddette droghe
“Spice”


ROMA – “Le nuove sostanze psicoattive stanno diventando disponibili sul mercato ad un
ritmo senza precedenti”. È quanto denuncia il rapporto annuale Emcdda–Europol 2010
rilasciato dall‟Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze di Lisbona
(Oedt). 
 
Solo nello scorso anno, spiega il rapporto, sono state identificate 41 nuove sostanze
psicoattive facendo del 2010 un anno record per numero di nuove droghe ufficialmente
segnalate all‟Osservatorio e dall‟Europol attraverso il sistema di allarme comunitario rapido (Ews). 
Mai prima d‟ora, spiega l‟Osservatorio, si era trovato sul mercato illegale un numero così alto di nuove sostanze psicoattive. 
Quelle individuate nel 2010, infatti, sono quasi il doppio rispetto al 2009, anno in cui
vennero segnalate 24 sostanze, e più di tre volte quelle segnalate nel 2008, in cui vennero registrate 13 nuove sostanze psicoattive.
 
Secondo quanto riporta l‟Osservatorio, le nuove droghe individuate appartengono ad un
gruppo di sostanze variegato, si va:
  dai cannabinoidi sintetici
  al catinone sintetico
  fino a composti derivanti da sostanze vegetali. 
Per quanto riguarda le droghe „Spice‟ nel 2010 sono stati individuati 11 nuovi cannabinoidi sintetici, portando il numero totale di queste sostanze a 27. 
Documentato per la prima volta, inoltre, il commercio di derivati di due sostanze note come la ketamina e la Pcp (fenciclidina). 
 
“Data la velocità con cui si verificano i nuovi sviluppi in questo settore, è importante
anticipare le sfide future – ha affermato Wolfgang Götz - direttore dell'Oedt -. Mentre il
nostro sistema di allarme precoce ha recentemente aumentato la sua capacità operativa
per rispondere rapidamente alle nuove sostanze identificate, manca ancora la capacità di  anticipare le minacce emergenti”. Una mancanza, spiega Götz, a cui si può rispondere “migliorando la capacità di analisi forense investigativa e di ricerca a livello europeo”.
 Cresce, infine, l‟allarme sul fenomeno delle cosiddette droghe “Spice”. Almeno 16 paesi
europei hanno messo in campo azioni legali per metterle al bando o per tenerle sotto
controllo. 
Su internet, intanto, si fanno sempre più strada le sostanze sintetiche non regolamentate vendute online come “sballo legale”. Secondo Rob Wainwright, direttore di Europol, sono proprio queste sostanze a rappresentare una delle più importanti sfide del panorama europeo. “Abbiamo notato che la criminalità organizzata – spiega Wainwright - è sempre più attiva nella produzione e distribuzione di farmaci che possono essere associati con l‟ecstasy”.

 

Fonte: www.redattoresociale.it

Droga, 35 anni dopo la legge


Un convegno del Gruppo Abele ha fatto il punto su carceri, trattamenti e prevenzione

 

Vivereinarmonia - Eros, 19 anni. Concetta, 26 anni. Piero, 22 anni. Sono i nomi dei primi morti per droga in Italia. A ricordare queste e altre vite spezzate dalla tossicodipendenza è stato don Luigi Ciotti, presidente del Gruppo Abele, in apertura del convegno nazionale “Dipendenze e consumi”, organizzato nel capoluogo piemontese a 35 anni dall’approvazione della legge 685. “Nel 1975, in questa città, mettemmo un cartello con questi nomi – ha ricordato don Ciotti – Presidiammo con una tenda piazza Solferino, dove duecento persone digiunarono con noi per chiedere una legge attenta e puntale, che non mandasse più le persone tossicodipendenti in carcere o in un ospedale psichiatrico, ma considerasse la droga come una questione da affrontare sul piano sociale e non punitivo”. E dopo 35 anni? Quell’elenco di nomi continua, ostinato, crudele, e si somma a un impoverimento culturale ed etico che impedisce di ascoltare le persone che incontriamo.

 

Oltre 400 iscritti provenienti da tutta Italia e 30 relatori hanno fatto il punto su una legge che, per la prima volta nel nostro Paese, ha sfatato un tabù fornendo una dimensione sociale al problema della droga. “Prima della 685, per i tossicodipendenti le alternative erano il carcere oppure l’ospedale psichiatrico – ha detto Leopoldo Grosso, psicologo e vice presidente del Gruppo Abele – Ma già allora le comunità, nella loro fase pionieristica, avevano dimostrato che era possibile emanciparsi dalla dipendenza”. Il 22 dicembre 1975 è stata approvata una legge che ha iniziato a considerare il consumatore di droga come una persona da aiutare e non un delinquente da incarcerare. Ma la storia ha anche dimostrato che non esiste una soluzione unica alla tossicodipendenza, perché ogni storia rappresenta un mondo a se stante, che necessita di amore e di un aiuto “personalizzato” per poter essere a lieto fine. “E’ la cultura che fornisce gli strumenti per essere liberi”, ha detto don Ciotti. Ma di cultura, in questa materia, se ne respira ancora poca. E per questo si continua a morire.

 

Le nuove dipendenze. Dal 1975 ad oggi, la tossicodipendenza ha cambiato pelle: alle sostanze di allora se ne sono aggiunte altre e, parallelamente, è cambiato il loro utilizzo. Un tempo la droga era associata a sentimenti di disperazione ed emarginazione, mentre oggi si ricorre ad essa come mezzo di ricreazione e prestazione, per stare bene in mezzo agli altri. Alla diffusione della cocaina e al ritorno silenzioso dell’eroina, si affiancano forme di dipendenza più sottili, ma non meno dannose. “Sono le dipendenze di chi non riesce a trovare un senso alla propria vita – riflette don Ciotti – di chi si sente isolato, fragile nel rapporto con se stesso e con gli altri, e cerca di sfuggire come può al proprio malessere”. Ecco allora il triplicarsi, negli ultimi anni, dell’uso degli psicofarmaci e degli antidepressivi, l’approccio sempre più precoce all’alcol come veicolo di stordimento, il diffondersi dell’anoressia e della bulimia. Ed ecco il sempre maggiore ricorso ai giochi d’azzardo, alle scommesse, alle lotterie.

 

A 35 anni dalla prima legge sulle sostanze psicoattive, la riflessione non può fare a meno di toccare il complesso della vita sociale: oggi, parlare di dipendenze significa discutere della solitudine e della fragilità di tante persone, della debolezza del contatto umano e di un individualismo sempre più marcato. E’ degli anni Novanta la prima modifica alla 685, che ha posto l’accento sulla punizione dei consumatori. Il Gruppo Abele, insieme a molte altre realtà del sociale, aveva creato un cartello il cui slogan recitava “educare, non punire”, riuscendo a strappare modifiche significative alla legge. “Il dato positivo fu lo stanziamento di risorse per la cura e la prevenzione della tossicodipendenza e la vittoria del referendum del 1993 che ne abolì gli aspetti più repressivi”, ricorda Grosso. Gli anni Novanta sono stati anche quelli dell’esplosione dell’Aids. “Uno studio della Lila ha sottolineato come, fino al 1996, le persone tossicodipendenti morte per Aids sono state 24 mila, ovvero tante quante le morti per overdose”.

Altri articoli sul convegno:

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/400162/

http://droghe.aduc.it/notizia/dipendenze+consumi+conclusioni+convegno+gruppo_122755.php

SER.T - Progetto in collaborazione con ASL di Prato, comune di Poggio a Caiano e Consulta per le politiche giovanili

Progetto in collaborazione con ASL di Prato, comune di Poggio a Caiano e Consulta per le politiche giovanili

http://www.usl4.toscana.it/

Farmaci illegali: in manette padre e figlio Traffico di ketamina: sono i titolari della Sanifarm, 6 arresti in tutta la regione

DAL QUOTIDIANO ALTO-ADIGE DEL 26/2/2011

BOLZANO.

Importavano illegalmente ketamina dall'Austria per poi cederla a decine di veterinari. Per questo due altoatesini, U.S. e il figlio R.S. sono finiti in manette con altre quattro persone arrestate in Trentino, fra i quali un farmacista. Una settima è ancora latitante. Pesanti le accuse che vengono rivolte dai Nas dopo nove mesi di indagine. Il magazzino era in via Galvani a Bolzano.  Arrestati due bolzanini e quattro trentini: i carabinieri hanno portato in cella ieri mattina, al termine del servizio notturno nella sua farmacia Claudio Gagliardi 62enne titolare, appunto, della farmacia di Fiavè. Agli arresti domiciliari, invece, Umberto Saltuari, 57enne di Montagna, in provincia di Bolzano e amministratore unico della Sanifarm con sede sia a Fiavè che a Egna in Alto Adige. E poi Francesco Gagliardi, 31 enne di Fiavè, addetto settore commerciale Sanifarm e figlio del farmacista, sua sorella Arianna Gagliardi, 24 anni, impiegata nella farmacia, Rainer Saltuari, 26enne di Egna, addetto settore commerciale Sanifarm e Marika Cherotti, 29enne di Fiavè, addetta settore commerciale Sanifarm. All'appello manca una settima persona ricercata. L'accusa è di concorso nell'importazione, la detenzione e la commercializzazione di farmaci che non hanno avuto l'autorizzazione dell'Aifa. In particolare la Ketamina è considerata una droga essendo un anestetico con effetto dissociativo. L'indagine è iniziata nell'agosto nel 2009 quando a Vezzano viene fermato un addetto della Sanifarm che sta trasportando del Ketamidor, farmaco austriaco la cui vendita non è consentita in Italia. Da qua, con il coordinamento del pm Davide Ognibene, si ricostruisce quello che poi è diventata l'accusa. Quindi la Sanifarm avrebbe importato illegalmente questi farmaci acquistandoli ad Innsbruck e poi li avrebbe ceduti a vari veterinari sia della regione che del bellunese arrivando fino a Perugia. Questi professionisti, quindi avrebbero potuto utilizzare il farmaco senza compilare nessun registro e quindi avrebbero potuto fare degli interventi senza che non se ne sapesse nulla. Sono 16 i professionisti che hanno subito delle perquisizioni in queste utlime ore cinque dei quali a Trento e 8 a Bolzano. Una perquisizione è stata fatta anche a Vicenza dove si trova un ex dipendente della Sanifarm. Nessun veterinario risulta al momento indagato e secondo i carabinieri (ieri ad illustrare l'operazione c'erano il capitano Meloni, il colonnello Conti e il procuratore De Benedetto) la cessione di questa ketamina «illegale» sarebbe stata decisa per fidelizzare gli stessi veterinari, in modo che considerassero la Sanifarm come un punto di riferimento. In totale i militari del Nas hanno sequestrato quattro fiale (ogni fiala 30 dosi) di ketamidor da 2 distinti veterinari e 10 fiale (300 dosi) nell'agosto scorso, quando è iniziata l'operazione. E ancora, trenta flaconi di Fentanest, 35 confezioni di morfina, 16 confezioni di ketamina ad uso umano, 3 flaconi di ketavet e una confezione di narcotan. Alla Sanifarm, inoltre, sarebbero stati trovati e sequestrati 57 vaccini scaduti.  

WEB CORSAIRS - La cultura dell'ECCESSO

Dal 15 dicembre il Centro di Documentazione collabora all'EVENTO VIRTUALE sulla CULTURA DELL’ECCESSO, promosso da diversi servizi ed enti del territorio nazionale. Per un po' di settimane ci sarà la possibilità di discutere e ragionare "a distanza" su questo tema. Eccovi l'invito ufficiale, non mancate...

 

 

Cosa conosciamo di questa cultura dell’eccesso? Vogliamo trovare un dialogo con questa? Ci vogliamo almeno provare?Tutti quelli che pensano di avere qualcosa da dire, filmati da suggerire, articoli di giornale, poesie e letteratura da proporre... Insomma,  tutti quelli che hanno voglia di discutere, sono invitati ad imbarcarsi con noi in questa avventura!

 

A tal proposito, si aprirà un dibattito sui siti:

www.webcorsairs.it

www.progettosteadycam.itwww.drogaonline.itwww.oltreilmuro.itwww.sostanze.infowww.pizzococa.it

A cadenza settimanale, verranno lanciati dalla Redazione degli stimoli sulle seguenti parole chiave:

RISCHIO - PIACERE - SCELTA - DANNO - CONTROLLO - LIMITE - CURA

Tutti potranno inviare riflessioni, dare opinioni, lanciare provocazioni, presentare  la propria esperienza rispetto ai temi proposti... e potrete anche aggiungere ulteriori parole chiave, nel caso lo riteneste opportuno!Per partecipare all’evento è necessario avere un account Facebook e collegarsi alla pagina dedicata, “web corsairs.

web

 

Siete invitati a proporre video, musica, brani di letteratura, tutto ciò che vi viene in mente su tali argomenti... CONDIVIDIAMO I SAPERI E E SVILUPPIAMONE DI NUOVI!

Alla fine di tutto organizzeremo una giornata di confronto su quanto emerso, un convegno al quale solo un gruppo ristretto di persone parteciperà “realmente”, tutti gli altri potranno però essere presenti “virtualmente”.Tutto questo vi sembra esagerato? Beh, allora siamo in tema!

I Corsari

 

Droga, soldi e politica. Nei paesi dell'Asia-Pacifico il consumo di anfetamine cresce come il Pil

Nelle economie dell'Asia orientale e del Pacifico il Pil cresce quasi in proporzione con l'Ats. Dove Ats sta per amphetamine-type-stimulants, soprattutto metanfetamine, droghe di sintesi che provocano assuefazione e gravi danni al sistema nervoso centrale. È uno dei dati più rilevanti del rapporto dell'Unodc (United Nations Office on Drugs and Crime), l'ufficio delle Nazioni unite che ha il mandato di collaborare con gli stati nella lotta alla droga, al crimine e al terrorismo, presentato a Bangkok e Tokyo il 25 novembre. Le Ats sono tra le tre droghe più utilizzate in tutti gli 11 stati analizzati.

«L'uso delle metanfetamine per avere più energia è uno dei motivi principali d'acquisto» dice Gary Lewis, rappresentante dell'Unodc per l'Asia orientale e il Pacifico, di base a Bangkok. «Le droghe sintetiche ormai rappresentano una delle maggiori sfide alla sicurezza umana in quest'area. Come uno tsunami, un terremoto, il cambiamento climatico. È una sfida determinata anche dalla povertà e dal desiderio di superarla, sottoponendosi a ritmi di lavoro massacranti».

Le cifre del rapporto sono indicative sia della gravità del fenomeno, sia della sua indeterminatezza. Secondo il rapporto, si stima che una cifra variabile tra i 3,4 e i 20,7 milioni di persone nello scorso anno abbia fatto uso di Ats, su un totale di consumatori globali variabile da 14 a 53 milioni di persone.

Il dato più impressionante riguarda la diffusione di una nuova, devastante droga utilizzata dai più dannati di questa parte di mondo: la ketamina. Che non è altro che un anestetico veterinario. Nel 2009 ne sono state sequestrate 6,9 tonnellate (rispetto alle 6,3 dell'anno precedente) e circa l'85% di tale quantità era stata prodotta in Asia Orientale e sud-est asiatico. «È molto più economica perché facilissima da trovare sul mercato. In compenso, se si può dire, un'improvvisa per quanto relativa prosperità nei paesi dell'area porta ugualmente a un aumento del consumo delle droghe. Con l'aumento della ricchezza, poi, ci si sposta su prodotti più raffinati e costosi come l'Ecstasy. Alla fine è difficile stabilire le connessioni causali tra consumi di droghe ed economia. Non c'è una verità assoluta sugli andamenti. I fattori sono moltissimi, da quelli geografici a quelli culturali. Stiamo parlando di esseri umani» spiega Gary. È come se quest'uomo, dal fisico imponente, laureato in Affari Internazionali alla London School of Economics, che suona il basso, ha la passione delle immersioni e studia paleoantropologia, rifiutasse un'analisi puramente economica, statistica, del fenomeno, cercandone radici più profonde, che in alcuni casi sembrano affondare nel Dna storico. È il caso, ad esempio dell'incremento dell'attività di gruppi criminali provenienti dall'Africa Occidentale, in particolare dalla Nigeria. «Possono sembrare "fuori posto" qui» dice, in risposta a un'evidente stupore. «Li ho visti in posti molto più improbabili: in Pakistan, in Afghanistan. Che cosa ci facevano là? In realtà credo che, in alcuni casi, queste organizzazioni derivino da una sorta di volontà di rivincita etnica». Gary ha l'esperienza per valutare la situazione: lavora per l'Onu da 23 anni e prima di arrivare a Bangkok ha operato in Pakistan, Afghanistan, Sud Africa.

In altri casi la nuova economia globale va a infrangere le tradizioni culturali più radicate. La diffusione delle Ats in quest'area, ad esempio, si sovrappone all'uso di droghe autoctone come l'oppio. «Le Ats essere possono essere prodotte in laboratori clandestini familiari, senza uso di attrezzature complicate, utilizzando elementi e formule alla portata di tutti» dice Gary. Facilità amplificata dal fatto che in tutta l'area asiatica si stanno sviluppando industrie chimiche e farmaceutiche legali da cui si possono ottenere, in un modo o nell'altro, prodotti e know how.

«L'oppio e i suoi derivati, invece, richiedono colture estensive, molto più facilmente identificabili e dipendono dal clima e dal territorio» spiega Gary. Ma c'è un motivo più importante alla base della loro diffusione. «Le Ats sono divenute una commodity, regolate da una precisa strategia di mercato, come per qualsiasi altro prodotto. Solo che questo è illegale. Lo sviluppo dell'area, l'accelerazione dei movimenti, la costruzione d'infrastrutture e la conseguente riduzione dei costi di trasporto, la liberalizzazione del commercio tra i paesi dell'Asean (Associazione dei paesi del sud-est asiatico), hanno facilitato anche i traffici di droga».

I network regionali, la connettività, le infrastrutture, hanno modificato anche il profilo delle organizzazioni di trafficanti. «Non si può più pensare nei termini della French Connection, dei clan di marsigliesi o della Mafia, delle cartelli della droga tradizionali insomma. Adesso buona parte del traffico di droga è in mano a free lance. La globalizzazione crea molte opportunità per gli "imprenditori" privati» dice Gary, che fa l'esempio di un imprenditore ormai molto noto, sia pure in un altro settore: Viktor Bout, il trafficante d'armi russo arrestato a Bangkok nel 2008 ed estradato negli Usa pochi giorni fa. Bout stesso si definisce un businessman, un imprenditore: porta a dimostrazione il fatto che i suoi aerei erano carichi di ogni genere di merci. Oltre alle armi (che ammette di aver trasportato, ma non comprato o venduto), anche legname, mobili, attrezzature mediche. Addirittura fiori.

Gli "entrepreneurs" come Bout e come li chiama Gary, a loro volta, hanno generato un indotto: una categoria di avvocati, affaristi, intermediari che si occupano del riciclaggio del denaro, delle transazioni commerciali, della tutela legale. «Per noi è diventato tutto più difficile. Non è più uno contro uno. Non dobbiamo confrontarci con un'organizzazione, per quanto potente. Combattiamo con qualcosa di amorfo, d'indistinto». Proprio perché si è creato questo underworld globale il compito dell'Unodc appare decisivo, nella necessità di aggregare, analizzare e sintetizzare le informazioni. «Bisogna ammettere che la qualità delle informazioni che ci arrivano è molto migliorata» dice Gary, che però non vuole pronunciarsi su alcuni buchi neri. È' comprensibile: questa intervista è stata rimandata di qualche ora proprio perché era impegnato a risolvere una microcrisi diplomatica tra Unodc e governo del Myanmar (com'è ufficialmente denominata la Birmania) creata dalla presentazione del rapporto.

Secondo l'Unodc, infatti, ci sono parecchie incongruenze tra la diffusione delle Ats, la quantità di sequestri e il numero di laboratori individuati. E il Myanmar rappresenta il caso più clamoroso: nel 2009 sono stati sequestrati 24 milioni di pillole mentre negli ultimi dieci anni sono stati localizzati 39 laboratori. Piccoli. Secondo il giornalista Bertil Lintner, che da molti anni vive in Thailandia e segue sul campo tutti "gli affari sporchi" di quest'area, l'Unodc non potrà mai definire un'efficace politica di contrasto alla droga in Birmania finché non sarà risolto il conflitto tra le milizie etniche (molte delle quali si finanziano proprio con la droga) e governo (che sembra voler assumere il controllo del traffico).

Per Gary, tuttavia, questo non è il solo problema. Oltre gli intrecci di «droga, soldi e politica» in Birmania ci sono quelli che la cui trama viene tessuta in Iran. Sopra tutto e tutti ci sono i gruppi del Transnational Organized Crime. Come rileva un altro rapporto dell'Unodc «hanno raggiunto proporzioni macroeconomiche. I beni illegali sono prodotti in un continente, trafficati in un altro e commerciati in un altro». Un business da 125 miliardi di dollari l'anno. «Cambiano i modelli ma alla fine è sempre la stessa storia: droga, denaro, potere» dice Gary. E ripete: «Stiamo parlando di esseri umani».

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