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La ketamina è un anestetico generale usato sia per uso clinico che veterinario. Si presenta come un liquido trasparente e inodore, nel mercato illegale si può trovare sotto svariate forme: polvere, cristalli e capsule.

 

Gli effetti della ketamina dipendono da diversi fattori: dalla composizione e dal grado di purezza della sostanza, dalla quantità assunta e dalla modalità d’assunzione, dalla sensibilità personale alla sostanza, dal luogo e dal contesto dove viene consumata.

 
Sotto l’effetto della sostanza è difficile parlare correttamente o riuscire a tradurre il pensiero in parole; possono essere rivissuti eventi della propria infanzia ed avere percezioni alterate del proprio corpo, che può apparire più piccolo o più grande...

Sintetizzata nel 1962, è considerata un anestetico dissociativo: la mente viene come separata dal corpo e spesso questa scissione provoca stati allucinatori di varia entità. L’effetto dissociativo si è appreso dai racconti dei pazienti sottoposti ad operazioni chirurgiche e ad anestesia con ketamina (allucinazioni profonde, esperienze extracorporee, visioni mistiche); furono così scoperti gli effetti psichedelici di dosi sub-anestetiche (dosi inferiori a quelle necessarie ad una anestesia completa) della sostanza.

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Novità ketamina

Manuale di supporto psichedelico

per operatori di riduzione del danno. Scaricabile gratuitamente.

187 bpm - dietro le quinte dei rave

Un saluto a tutta la community di sostanze.info, 

io mi occupo di sostanze, riduzione del danno, prevenzione, dipendenze e media education da tanti anni e vorrei condividere con voi alcune esperienze: una di queste è 187 BPM documentario su rave e drug checking, prodotto da me e da un gruppo di colleghi supportati da due film maker professionisti. Dura 23 minuti, spero vi piaccia. 

BUONA VISIONE

Fulvio Bosio

Caso ketamina, proibizione contro salute

La seconda parte dell'inchiesta di Salvina Rissa sulle NPS per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto

Di fronte al proliferare di nuove sostanze psicoattive (Nps) sul mercato, il parlamento europeo ha approvato nuove regole nel maggio 2014. Come illustrato nella precedente puntata di questa inchiesta (Manifesto, 10 dicembre), le indicazioni europee prevedono una gradualità nel controllo legale, sulla base dei differenti livelli di rischio delle sostanze, riservando la proibizione ai casi estremi. E’ una linea a prima vista ragionevole, ma ci sono due inciampi. In primo luogo, nel campo della sanità pubblica, l’armonizzazione delle regole è responsabilità degli stati membri, a differenza di altri settori. Governare le Nps dal livello europeo non è dunque semplice, tanto più in quanto esistono notevoli differenze fra i paesi rispetto ai tipi di sostanze diffuse. Secondariamente, l’esperienza di cento anni di controllo internazionale delle droghe insegna che le logiche repressive tendono ad avere la meglio sulle istanze di salute pubblica. Ciò è avvenuto e avviene nonostante le Convenzioni prevedano un ruolo determinante della Oms nel valutare i rischi delle sostanze e nell’indicare le tabelle in cui inserirle. Eppure, in molti casi, la Cnd (Commission on Narcotic Drugs, l’organismo di governo del sistema antidroga) e lo Incb (International Narcotics Control Board, che controlla l’applicazione delle convenzioni) hanno dato indicazioni in contrasto col pronunciamento della Oms. Questo conflitto di competenze e di potere è bene evidenziato nel saggio di Christopher Hallam, David Bewley Taylor e Martin Jelsma (Scheduling in the international drug control system), pubblicato nel giugno 2014 (TransNational Institute, Series on Legislative Reform of Drug policies, n.25).

Gli autori si soffermano sul caso esemplare della ketamina, una sostanza catalogata fra le Nps. La ketamina è un anestetico, diffuso in molti paesi in via di sviluppo, dove è spesso il solo farmaco disponibile per l’anestesia negli interventi chirurgici. E’ una medicina sicura anche per la chirurgia in situazioni di emergenza. In anni recenti, la ketamina si è guadagnata una certa fortuna come sostanza ricreativa allucinogena, suscitando la preoccupazione degli organismi di controllo antidroga. Dietro la spinta emergenziale, il Comitato di Esperti sulla Dipendenza da Droga della Oms (Ecdd) ha stilato nel 2006 un rapporto di valutazione: a fronte di rischi molto limitati di dipendenza, il comitato sottolineava il grande valore terapeutico della ketamina, raccomandando perciò di non includerla nelle tabelle delle sostanze proibite. In assoluto contrasto col parere della Oms, nello stesso 2006 la Cnd chiedeva agli stati membri di proibire la sostanza nelle leggi nazionali; mentre lo Incb, nei suoi rapporti annuali, continuava a denunciare “l’abuso” di ketamina, senza minimamente rispondere alle argomentazioni della Oms. Nel 2012, il comitato di esperti sulle droghe della Oms ripeteva la raccomandazione di non inserire la ketamina fra le sostanze proibite, per non compromettere gli interventi chirurgici di emergenza nei tanti paesi in cui non sono disponibili anestetici alternativi altrettanto validi. Ma il rapporto del 2012 va oltre la questione di merito della ketamina e avanza una critica radicale di “sistema”. Dietro insistenza della Cnd e dello Incb – si denuncia- molti stati membri hanno messo al bando la ketamina nelle legislazioni nazionali (e l’Italia è uno di questi), ottenendo per tale via di proibirla su scala internazionale. In tal modo si sono aggirate le procedure previste dalle convenzioni. “La Cnd non ha mandato di decidere senza il parere della Oms. Quanto allo Incb, non ha proprio alcun tipo di mandato in merito”, conclude lapidario il rapporto Oms.

Il saggio originale di Hallam et al.: Hallam C., Bewley Taylor, B., Jelsma, M., Scheduling in the international drug control system, Series on legislative reform of drug policies n.25, June 2014

Dalla “droga da discoteca” una cura per la depressione

I ricercatori scoprono nella Ketamima – uno stupefacente illegale utilizzato per lo sballo dai frequentatori di discoteche – una sostanza capace di curare con successo la depressione, anche nelle forme gravi

 Chi frequenta i locali come le discoteche sa che cos’è la Ketamina, dato che vi sono persone che la utilizzano come mezzo per sballare. E’ una sostanza utilizzata sia in medicina veterinaria che per uso umano, ed è un anestetico dissociativo. Tuttavia, assunta in dosi particolari (in genere inferiori a quelle mediche) ha degli effetti paragonabili a psichedelici come LSD. Per questo motivo è purtroppo illegalmente diffusa in certi ambienti.

Ora, i ricercatori del Dipartimento di Psichiatria dell’Università di Oxford hanno scoperto che la Ketamina può curare con un certo successo la depressione, anche nelle forme gravi e nei pazienti che non rispondono alle cure standard. L’effetto, che differisce dagli antidepressivi tradizionali, è rapido ed efficace, riportano gli scienziati.
Lo studio, condotto dal dott. Rupert McShane e colleghi è stato pubblicato sulJournal of Psychopharmacology, e suggerisce che la Ketamina possa essere considerata un nuovo promettente antidepressivo che funziona in modo diverso dagli antidepressivi esistenti.

Come accennato, l’effetto si mostra particolarmente evidente nei pazienti chesoffrono di depressione grave, che dura da anni nonostante le molteplici terapie cui sono stati sottoposti.
Il team di ricerca ha sottoposto a trattamento con la Ketamina un primo gruppo di 45 pazienti affetti da depressione grave. In tutto sono state fornite circa 400 infusioni.
Sebbene molti pazienti così trattati abbiano sofferto di una ricaduta entro un giorno o due, il 29% ha sperimentato un beneficio che è durato almeno tre settimane, mentre per il 15% i benefici sono durati oltre due mesi, prima di avere una eventuale ricaduta.

I risultati si sono mostrati subito promettenti, e i ricercatori ora stanno valutando il modo di riuscire a mantenere l’effetto antidepressivo il più a lungo possibile, in modo da evitare ricadute.
Anche gli effetti collaterali pare siano minimi, dato che non vi sono stati effetti negativi sulle facoltà cognitive o sulla vescica. Alcuni pazienti hanno tuttavia sperimentato sintomi d’ansia o di malessere.
Ecco dunque come un farmaco, utilizzato anche in modo indiscriminato e pericoloso da certe persone, possa essere un aiuto per chi davvero ne avrebbe bisogno.
 La Stampa www.lastampa.it/2014/04/03/scienza/benessere/medicina/dalla-droga-da-discoteca-una-cura-per-la-depressione-TREmhjHSwyuKYDGamFCt4M/pagina.html

La ketamina causa gravi danni al fegato

Una ricerca pubblicata su Clinical Gastroenterology and Hepatology dimostra come l’utilizzo e l’abuso di ketamina, il noto anestetico, possa causare gravi danni al fegato

Attenzione all’uso della ketamina. Il noto anestetico dissociativo, utilizzato sia in ambito umano che veterinario, può essere causa di gravi danni al fegato.Questo quanto scoperto dai ricercatori dell’Università Cinese di Hong Kong con uno studio i cui risultati sono stati pubblicati su Clinical Gastroenterology and Hepatology.

La dott.ssa Grace Lai-Hung Wong e collleghi della CU hanno valutato gli effetti della ketamina su 297 soggetti che utilizzavano questa sostanza in modo continuativo e a causa di disfunzioni del tratto urinario. Per far ciò, i ricercatori hanno impiegato esami istologici e radiologici. La definizione di danno epatico è stata poi stimata basandosi su parametri quali un aumento e superamento di oltre due volte il limite del valore normale in un pannello biochimico epatico.
Sette pazienti con enzimi significativamente anormali sono stati sottoposti a biopsia epatica percutanea, mentre 6 pazienti sono stati invece sottoposti a risonanza magnetica colangiopancreatografia retrograda endoscopica (ERCP).

Dai risultati degli esami, i ricercatori hanno scoperto che la prevalenza di danno epatico è stata del 9,8% (colestatica in tutti i casi). In tutti i sette pazienti valutati dalla biopsia epatica si sono osservate lesioni del dotto biliare. Nonostante la giovane età, due pazienti presentavano una fibrosi a ponte. Infine, sono stati trovati dotti biliari dilatati o prominenti o senza ostruzioni o compressione estrinseca in tre dei 6 pazienti sottoposti a risonanza magnetica ERCP.
«L’abuso di ketamina sembra dunque portare a una dilatazione comune del dotto biliare, lesioni del dotto biliare e anche una significativa fibrosi del fegato», scrivono gli autori.

Ecco pertanto come l’uso non controllato o l’abuso di questa sostanza può essere assai dannoso per la salute in generale e del fegato – come suggerito in particolare da questo studio.
La ketamina è una sostanza che, se utilizzata in dosi inferiori a quelle terapeutiche, può avere effetti pari e superiori agli allucinogeni. Un uso sconsiderato può dare molti e pericolosi effetti collaterali. Per saperne di più si può visitare la pagina web dell’ASL di Casale Monferrato (AL) a questo indirizzo:www.aslal.it/Sezione.jsp?idSezione=1679.
 La Stampa www.lastampa.it/2014/10/10/scienza/benessere/medicina/la-ketamina-causa-gravi-danni-al-fegato-7zTeBAU9akPCrUNd7v7V2L/pagina.html

ketamina da rivalutare?

Già ampiamente usata come anestetico in chirurgia d'urgenza, la ketamina mostrerebbe sorprendenti potenzialità nella cura della depressione bipolare.Definita nel 2012 da "Science" "il più grosso passo avanti nella ricerca sulla depressione nell'ultimo mezzo secolo" e al centro del prossimo congresso dell'American Psychiatric Association, la sostanza, spesso al centro di hype giornalistici e demonizzazioni legate al suo stato di illegalità fuori dai circuiti medici, potrebbe avere in sé un ulteriore potenziale medico tutto da esplorare: http://stichtingopen.nl/en/home/website/ketamine-reconsidered?utm_conten...

Ragazzi, troppo eccessivo!?

Ciao ragazzi, ho 17 anni, da un pò di tempo a questa parte sto cercando di valutare se il mio uso di stupefacenti, potrebbe essere troppo eccessivo.Nelle feste di solito prendo MD, circa 05/6 poi i giorni dopo mi ripiglio abbastanza bene, cerco di bere massimo un drink. A volte capito che prendo acidi, ma non frequentemente, massimo un cartoncino( la dose varia anche  dal tipo di trip). In casa con amici a volte prendiamo Ketamina ma nulla di eccessivo. Fumo quotidianamente marijuana o hash, e l'estate scorsa, per avere un sonno tranquillo, ho avuto problemini con i farmaci.. antipsicotici più che altro, visto che mi stabilizzavano l'umore. Sono una persona sensibile, cerco di fare una vita serena e tranquilla, senza portarmi appresso troppe preoccupazioni pensate che l'uso di queste sostanze potrebbe farsi sentire più avanti? Io ora mi trovo bene con me stesso, e non sento danni fisici o mentali.. su queste cose lascio scorre proprio, non ci penso nemmeno.. che ne pensate?

Times (international businness): LSD, MDMA e Ketamina promettenti in medicina

Nuovi studi dell'Università di Oxford mostrano notevoli potenziali terapeutici per le più tipiche "party drugs" e anche una generale sopravvalutazione dei loro presunti effetti negativi: http://www.ibtimes.co.uk/ketamine-lsd-magic-mushrooms-ecstasy-illegal-dr...

La nuova mappa della droga : meno «canne», più ketamina: sempre in crescita la cocaina

Cala la cannabis, stabile l’eroina, sale un po’ la cocaina. Ma le sostanze più gettonate in città sono l’ecstasy e soprattutto la ketamina, una di quelle «droghe nuove», tratte da molecole sintetiche, che preoccupano per i loro effetti imprevedibili. 

Milano è una piazza molto attiva sul fronte del consumo di stupefacenti. Lo rivela l’analisi delle acque reflue presentata ieri al convegno «Nuove droghe - Aggiornamento sulle nuove sostanze psicoattive», all’istituto di ricerca farmacologica Mario Negri.

«NUOVE DROGHE» - C’è un’inversione di tendenza: in un anno è calato l’uso delle droghe tradizionali come la cannabis, scesa dalle 62 mila dosi giornaliere del 2011 alle 52.300 del 2012. L’eroina rimane ferma a 1.200 dosi quotidiane, la cocaina sale da 11 mila a 13 mila. Ma il fenomeno più allarmante è appunto la diffusione delle «nuove droghe» sintetiche. Si comprano su Internet e vengono consegnate a domicilio sotto forma di integratori alimentari, fertilizzanti o profumi. «Un mercato di facile accesso anche per i più giovani», spiega Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri. Basti vedere come è salito il consumo di ketamina in città: dai 2 grammi giornalieri ogni mille abitanti del 2011 ai 3,2 grammi del 2012.

LOMBARDIA - Non vanno meglio i dati regionali: secondo il Dipartimento politiche antidroga la Lombardia ha una percentuale d’uso delle sostanze stupefacenti spesso maggiore della media nazionale. Per esempio, il 2,5% dei lombardi ha consumato Lsd «almeno una volta nella vita» contro l’1,3% degli italiani. Il 92% in più. E l’ecstasy liquida, una delle «nuove droghe» nel mirino degli esperti, ha un consumo dello 0,5% in Lombardia contro lo 0,3 nazionale. Il 66% in più. Stupisce anche l’uso di tranquillanti senza prescrizione medica (4,1% contro il 3,2 dell’Italia, il 28% in più). «Milano e la Lombardia sperimentano per prime le sostanze nuove che poi raggiungono il resto del Paese», continua Serpelloni. Per questo vanno tenute sotto controllo. E per questo il Dipartimento antidroga ha lanciato un piano nazionale di lotta alle nuove sostanze psicoattive che prevede un sistema di collegamento tra pronto soccorso, Ser.t e forze dell’ordine per mapparne velocemente la diffusione.

I GIOVANISSIMI - «Siamo invasi da sostanze di cui sappiamo poco o nulla, dobbiamo studiarle per impostare cure mediche e campagne di informazione», ha spiegato Silvio Garattini, direttore dell’istituto Mario Negri. Anche perché la popolazione più a rischio è quella dei giovanissimi: la Lombardia stacca il resto d’Italia pure nelle percentuali d’uso tra i ragazzini di 15-19 anni. «Dobbiamo fare prevenzione già tra i 5 e gli 8 anni, poi è troppo tardi», ha aggiunto Garattini. Ma c’è un dato positivo: la Lombardia spicca per il basso numero di decessi per overdose, solo 25 nel 2012, lo 0,4% ogni centomila abitanti contro un tasso nazionale dell’1%. «Il merito però è del sistema sanitario, non del calo di tossicodipendenti», precisano gli esperti. 

milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_dicembre_13/nuova-mappa-droga-meno-canne-piu-ketamina-sempre-crescita-cocaina-cbff5c60-63de-11e3-aa0f-2ef156041c19.shtml

Intervista al fondatore di Kosmicare

Kosmicare è una innovativa struttura di riduzione del danno, dialogo e aiuto psicologico per persone che stanno avendo esperienze psichedeliche difficili o troppo intense a festival e feste.

What service does Kosmicare UK provide and why is it important?

Kosmicare UK is a service dedicated to helping people who are undergoing difficult drug related experiences at festivals. We set up a shelter in accordance with the principle of set and setting, essential for psychedelic care work. Our space is very calm and pleasant, with a central focus or shrine that is not religious but has elements of nature and evokes happy thoughts. We provide a service that is tailored to each individual in that unique time, giving non-judgemental support and empathy. Although we have immediate access to medical and security services by a radio connection, we try to resolve the situation just with peer support.

Most of the time all that a person in a psychedelic crisis needs is reassurance that they will come back to base line eventually and we will be there to take care of them if something goes wrong. Doctors have the best intentions but many times just their presence creates anxiety, the same happens with security guards, so just a friendly face is much more soothing for people in crisis. We think that if someone is having a “bad trip” it is because he/she may be in need of it, they may be confronting their own fears, and there is potential to find benefit from it. Therefore, we do not work with denial or trying to make people come back to “normal” but, embracing the moment, we provide support for the individual to come through the ordeal more wholesome and wise. Although drugs are banned by law, people take them regardless.

From a health point of view it’s a nightmare the amount of new substances that come on to the market every month. Since 2005, 200 new substances have emerged and many of which are legal highs. Young people challenge themselves to try every new thrill out there. While we stuck with prohibition we will need a Kosmicare service, in an ideal world, drugs will be labelled with clear and pragmatic information about dangers, time of duration,  maximum doses, etc.. We do not advocate the illegal use of drugs, but we do believe a pragmatic approach acknowledging their existence is the best policy to achieve harm reduction. Apart from the one-to-one support we provide drug and harm reduction information, cups of tea and a warm fire.  We are not pro or against any personal choice, we are just there to care. Acknowledging that in gatherings and festivals people are pushing boundaries and that it’s there where we need to give support is an important step to take. On the words of Sandra Karpetas, one of the precursors of this type of work:

“No one should ever have to go through a bad experience without knowing that support can be found if needed. Addressing and reducing the potential harm associated with the use of drugs is our responsibility as a community. Those of us who work with KosmiCare believe that the world is a shared responsibility wherein we must look out for and take care of each member, just like in a tribal setting.  We believe the wellbeing of each individual is vital to the wellbeing of the whole, as a true tribe and a living organism, breathing as one”

Where did the idea for Kosmicare UK come from? What is its history?

KosmicareUK branched out of Boom Festival’s KosmiCare psychedelic welfare service. Since 2002, Boom Festival in Portugal has provided a psychedelic emergency/harm reduction service, and in 2008, Diogo Ruivo the funder of Boom festival got together with MAPS to develop an extended framework to share globally. Later that year the “KosmiCare” framework was put into operation; coordinated by Portuguese psychologists David Lameiras and Sandra Karpetas (who supervised the initial program in 2002). Over the past several years, the project became broader, both in infrastructure and partnerships.

After a successful, challenging and rewarding time as a volunteer with KosmiCare at Boom Festival 2008, I recognized the need for similar services at other festivals. Upon returning to the UK, I wrote to MAPS asking for permission to set up the organisation in the UK. They gave me positive feedback and were happy for me to use the “KosmiCare” framework including volunteer application, required reading list and feedback forms, as used by the KosmiCare team at Boom. I then opened a KosmicareUK group on Facebook for networking purposes and interest grew rapidly. In 2009 KosmicareUK was founded with the support of other volunteers from Boom and a talented team recruited from a wide range of backgrounds.

The team bonded well and succeeded in borrowing a comfortable venue, and equipment was entirely sourced from from freecycle, along with sleeping bags, blankets and pillows from tatting at bigger festivals. Everyone brought something to donate, clothes, tables, carpets. The crew worked well alongside medical and standard welfare services who acknowledged the need for the specialist assistance that KosmicareUK provided. Most importantly, the team helped a wide range of people. KosmicareUK have work at a number of festivals for the last five years. Sunrise Celebration, Eden, Waveform, Boomtown Fair, Glade, Alchemy Fest,  Magikana, Sunset, and every year there are more festival organizers looking for our unique approach of welfare.

How would you like to expand it in the future?

It would be of great value if every music festival and event promoter/organizational team were to take this safe space model into consideration in their future planned events.

We believe that KosmiCare UK or similar care services should be available to all of those in need at festivals across the UK, free of charge and without consequences. This unique type of welfare service is essential to the smooth functioning of any music event. Festivals who ask for this service show that they are conscious, responsible and care to provide for their guests the best harm reduction standards. Ideally every festival should have a Kosmicare, but logistically it’s impossible for our team to do that. However, we would like in the future to provide training to other groups of people that will like to do this work in their area. In this way KosmicareUK will have local groups In harmony with the vision of the framework, a network that could operate in all the corners of the UK and to provide the same recognisable standard of care.

Our aims for the future are:

  • Make our services sustainable
  • Own our own structures and transport
  • Create a minimum of 2 full time positions
  • Offer a UK wide service
  • Increase the number of volunteers taking part and attract more professional support
  • Strengthen recognition of the service
  • Train more volunteers to become coordinators in their locality
  • Improve our commercial and income generating capacity

To achieve these objectives we face the inescapable reality: that we need to find a way to generate money. It is a very difficult job, as we believe this service should be free for who ever is in need of it. Therefore the fund to run the service has to come from sponsors and donations from the community and not directly from the person in crisis. Festivals do pay our expenses, like fuel and food, but it doesn’t cover for all the running costs and the work we do throughout the year. Most people don’t realize the amount of hours we do every week away from the festivals.

What advice would you give to someone who wanted to get involved with harm reduction and Kosmicare UK?

For people interested to volunteer at the festivals they need to fill an application form to see if they have what it takes; first of all great empathy and the will to learn. Also the ability to act with urgency when required, to be relentlessly kind and non judgemental. In the words of Tea Faery: “The works demands the patience of a kindergarten teacher, the insight of a transpersonal psychologist, and the total acceptance of a priest.”

We are constantly looking for help – new volunteers, resources, funding, and people with storage and structures like yurts or domes for our space. Also knowledgeable and eloquent people who like to write and give input to create a website or write blogs and reports. My colleague Tracy Dunne and I can’t do it all!  We work as a team and we depend on each other’s commitment and collaboration for our project. So we invite volunteers to join forces in many ways. Just write an email to kosmicare@hotmail.com and we will forward you an application.

Thank you for your time Karin!

fonte http://psypressuk.com/2013/11/19/interview-with-kosmicare-uk-founder-karin-silenzi-de-stagni/

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