“La società favorisce la dipendenza dal gioco con due meccanismi: la proliferazione dello stress, del vuoto, della noia, la tendenza alla immediata soddisfazione con gli appositi strumenti” , Fernandez, 1996
Il gioco d’azzardo legale sta assumendo negli ultimi anni in Italia delle dimensioni che definire enormi non è sufficiente a quantificarne l’entità e sta provocando dei danni umani e sociali molto gravi. Per dare un’idea qualche numero.
Nel 2006 sono stati spesi nel gioco d’azzardo (legale: quello illegale è fuori da queste cifre!) 30 miliardi di euro. Per il 2007 erano stati previsti 40 miliardi e ne sono stati spesi 42. 42 miliardi sono una cifra corrispondente a 2 finanziarie! Per il 2008 si prevede una spesa di 50 miliardi. Il gioco d’azzardo è frequentato da moltissimi italiani. Tra essi si contano 700.000 “giocatori patologici”: 700.000 tragedie, 700.000 famiglie rovinate. Cosa viene fatto per prevenire tutto questo? Al contrario come contribuiscono i mass media alla creazione di questo dramma?
Introduzione
Il gioco è sempre stato presente nella storia dell’uomo e abbiamo tutti i motivi, penso, per considerarlo un fatto non solo normale, ma anche necessario.
Quali sono i principali meccanismi del gioco?
O meglio come potremmo suddividere i giochi?
Agon (abilità): gli scacchi, gli sport, ecc
Imitazione: i giochi che abbiamo fatto da bambini quando giocavamo ai cow-boys e gli indiani, che facciamo ora come i giochi di ruolo on line o dal vivo.
Vertigine: il lancio dal ponte con l’elastico, il volo sportivo, il parapendio, ecc
L’azzardo
Misti
L’azzardo o alea (alea = dadi)
Definizione del gioco d’azzardo:
si tratta di una attività di gioco in cui il giocatore non ha alcuna possibilità di influire sul risultato del gioco ed in cui vengono investiti dei beni di vario genere.
Ma siamo proprio convinti che il giocatore non ha “alcuna possibilità di influire sul risultato”? Crediamo ai numeri che ci danno in sogno i parenti dall’aldilà? Perché giochiamo i numeri ritardatari al lotto? Come gettiamo i dadi? Facciamo riti scaramantici?
Qualche esempio di gioco d’azzardo:
lotto, totocalcio, scommesse sportive, sale corse, vari giochi di carte, casinò, casinò on line, slot machine, tombola, bingo, borsa on line, bische clandestine, lotterie, gratta e vinci.
Questo elenco contiene, senza distinzione giochi molto diversi. Questi giochi antichi e moderni, manuali ed elettronici, più o meno possono dare dipendenza.
La dipendenza
Ma definiamo prima la questione della dipendenza.
Un gran numero di persone gioca e lo fa senza perdere il controllo, senza mettere in gioco delle quantità dei suoi beni “eccessiva” rispetto alle sue possibilià economiche.
Questi li possiamo definire “giocatori sociali”.
Una parte dei giocatori, che potremmo definire “problematici”, gioca in maniera regolare ed impegna nel gioco una quantità di soldi piuttosto consistente.
La terza categoria è quella dei “giocatori patologici”: essi vengono descritti dal DSM IV (il teso considerato internazionalmente quello di riferimento nel campo della psichiatria) come quelli che presentano:
A) persistente e ricorrente comportamento di gioco d’azzardo maladattativo come rappresentato da almeno 5 di questi punti:
1) è eccessivamente assorbito dal gioco d’azzardo
2) ha bisogno di giocare d’azzardo con quantità crescenti di denaro per raggiungere l’eccitazione desiderata
3) ha ripetutamente tentato senza successo di controllare, ridurre o interrompere il gioco d’azzardo
4) è irrequieto o irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo
5) gioca d’azzardo per sfuggire problemi o per alleviare un umore disforico
6) dopo aver perso al gioco, spesso torna un altro giorno per giocare ancora rincorrendo la proprie perdite
7) mente ai membri della famiglia, al terapeuta o ad altri per occultare l’entità del proprio coinvolgimento nel gioco d’azzardo
8) ha commesso azioni illegali come falsificazione, frode o furto o appropriazione indebita per finanziare il gioco d’azzardo
9) ha messo a repentaglio o perso una relazione significativa, il lavoro oppure opportunità scolastiche o di carriera per il gioco d’azzardo
10) fa affidamento su altri per reperire il denaro per una situazione finanziaria disperata provocata dal gioco d’azzardo
B) Il comportamento di gioco d’azzardo non è meglio attribuibile ad un episodio maniacale.
Naturalmente la quantità di soldi “significativa” va proporzionata alle condizioni della singola persona. Per una persona che guadagna 1500 euro al mese un impegno di cifre dell’ordine di 500-1000 euro o più, non abbiamo alcuna difficoltà a definirlo eccessivo e potremmo riscontrare quindi i parametri per definire questa persona un giocatore patologico.
Ma se questa persona si chiama Bill Gates le valutazioni probabilmente sono diverse.
Quando ascoltiamo le esperienze di un giocatore patologico riscontriamo tutti i segni che si possono riscontrare nella dipendenza dalle droghe.
Infatti:
- il giocatore, in certi momenti, più o meno frequenti, della sua giornata, prova un desiderio incoercibile di giocare di durata più o meno lunga (craving) e a dispetto di qualsiasi ragionamento;
- il giocatore può accusare una vera e propria sindrome d’astinenza in particolare quando ha a disposizione dei soldi: accusa dei veri e propri sintomi fisici (sudorazione, tachicardia),oltre che psichici se non gioca;
- il giocatore per avere delle sensazioni soddisfacenti deve giocare cifre sempre più grandi;
- allo scopo di procurarsi i soldi per il gioco il giocatore patologico è in grado di compiere delle azioni che per altri scopi non metterebbe mai in atto e che smette immediatamente di compiere quando riesce a vincere la dipendenza;
Però il giocatore “non ruba” lui “prende in prestito” (ad esempio i soldi della cassa della banca in cui lavora) per restituire ciò che ha preso dopo la vincita che “sicuramente” farà.
- il giocatore riceve delle forti sensazioni psichiche dal gioco;
- il giocatore è danneggiato dal gioco più o meno ed in vari modi;
In altre parole abbiamo parlato di psicoattività, tossicità, dipendenza e tolleranza:
le caratteristiche che definiscono una droga.
Le varietà di gioco ed il rischio della patologia
Vediamo ora quali sono le caratteristiche dei vari giochi che li rendono più o meno causa di gioco patologico. Il gap, come abbiamo già detto, è un fenomeno in grande aumento e tale aumento si identifica in gran parte con la crescente diffusione dei giochi moderni.
Più a rischio Meno a rischio
Velocità Lentezza
Diffusione Limitazione
(nel tempo e nello spazio)
Solitudine Socialità
Manualità Tecnologia
Contestualizzazione Decontestualizzazione
Ritualità Consumo
Alta soglia Bassa soglia
Complessità Semplicità
In pratica questa distinzione in due categorie corrisponde anche alla suddivisione tra giochi tradizionali e moderni.
Disponibilità e diffusione della patologia
Più alta è la disponibilità e più è alto il rischio della dipendenza. Un indice molto semplice di questa affermazione lo ricaviamo vedendo quali sono i giochi che più facilmente provocano gioco patologico a Firenze. Pochi sono gli abitanti della nostra città che sono incappati in gap da casinò o da bische clandestine. Molti gli altri: sale corse, scommesse, giochi elettronici, casinò on line, gratta e vinci. Cosa vuol dire disponibilità?
- diffusione nello spazio: tanti punti di gioco ovunque
- vicinanza e familiarità: il negozio sotto casa, il bar dove prendo il caffè, il tabacchi dove compro le sigarette, il circolo dove incontro gli amici, la mia abitazione, attraverso il telefonino: una pubblicità declamava che lo potevi fare anche al cesso!
- facilità del contatto: nessun biglietto d’ingresso, nessuna esibizione di documenti (e l’età?). Bastano poche monetine per cominciare a giocare. Alcuni casinò on line ti regalano 500 euro per iniziare a giocare. Ma la riscossione della vincita è molto complicata.
- soldi elettronici (carte elettroniche di vario genere) e a credito:
provocano una minore sensazione dell’entità della cifra che si sta giocando.Il poter giocare a debito tramite una carta o una semplice telefonata al gestore: il pagamento posticipato ha lo stesso effetto: pagare dopo è come non pagare, (ma i debiti di gioco non hanno valore legale e non si può esigere, per vie legali, la restituzione: le finanziarie conoscono bene questa Legge e quindi “non sanno” che la richiesta di un prestito è per giocare. (I giocatori però i debiti di gioco li pagano, se no, chi li farebbe più giocare?).
- legalità: il grande imbroglio: “Legalizziamo i giochi legali così evitiamo a tanti di frequentare ambienti delinquenziali per giocare; facciamo il gioco sicuro”: il risultato invece è stato di far avvicinare al gioco e al gap persone che mai si sognerebbero sognate di andare in una bisca o di fare 300 chilometri per andare in un casinò
- disponibilità nel tempo: esercizi commerciali con ampio orario di apertura quotidiana fino al gioco on line (24 ore su 24), breve intervallo tra una giocata e l’altra, grande numero di giocate in un breve lasso di tempo (una partita a tombola dura mezz’ora, il bingo 1 minuto, all’ippodromo si possono giocare 7-8 in un pomeriggio, in sala corse molte di più in pochissimo tempo.
La stessa cosa possiamo dire per il totocalcio e le scommesse sulle partite.
- semplicità del gioco: giocare è facilissimo, non c’è niente da imparare.
Il gioco d’azzardo è illegale a meno che non sia gestito, direttamente o indirettamente dallo stato, allora diventa legale.
Il pensiero magico
Veniamo ora ad un altro tema: il pensiero magico o erroneo.
Esso è quasi sempre alla base del gap.
E’ la caratteristica che lo distingue di più dalla dipendenza da droghe.
Come possiamo definirlo? Pensiero delirante in una mente “sana”. Il pensiero magico è un dato assolutamente normale in tutti noi. Nel gap ed in altre dipendenze assume una forza talmente intensa da essere causa di vero e proprio craving (desiderio incoercibile) e passaggio e mantenimento dell’azione (il gioco eccessivo) a dispetto di qualsiasi argomentazione logica sia propria che proveniente dall’esterno.
Facciamo qualche esempio:
“proprio oggi che ho fretta tutti i semafori ce l’hanno con me: succede sempre così”
“quando faccio un esame mi metto sempre quella camicia: magari è una stupidaggine, ma… non si sa mai”
“sono una persona fortunata”
“sono una persona sfortunata”
Questi sono tutti pensieri che spesso possono accompagnare la nostra vita e che in genere non hanno delle conseguenze negative. A volte sì. Ma non addentriamoci in questo argomento perché ci porterebbe molto lontano.
“Oggi devo giocare, perché sento che è la giornata giusta”
“non è possibile che a me non capiti, prima o poi farò il colpo della mia vita e da quel momento non giocherò più”
“quella maledetta macchinetta è tutto il giorno che la osservo e non ha mai pagato, ora deve pagare”
“gioco i soldi della bolletta della luce così vinco e pago la luce ma anche quel debito”
“non posso confessare a mia moglie il guaio che ho fatto: giocando pagherò i debiti e così lei non saprà mai niente”
“è uscito il 27, io ho giocato il 28: ci sono andato vicino”
“io mi intendo di cavalli”
Pensiamo ai numeri al lotto: quelli ritardatari non hanno più possibilità di uscire, ma il “pensiero magico ce lo fa credere.
Pensiamo ai dadi: come li lanciamo se vogliamo che escano i 6, come li lanciamo se vogliamo che escano i numeri bassi?
Quale combinazione è più facile che esca? 5 3 3 1 4 o 6 6 6 6 6? Verrebbe da pensare che delle due sia più facile che esca la prima, ma il realtà hanno la stessa probabilità.
Spesso il passaggio da un gioco sociale ad un gioco patologico avviene in seguito ad una grossa vincita: in alcune persone una vincita può far scattare l’idea che vincere sia facile ed indurlo verso la perdita del controllo proprio in conseguenza dell’ossessività di questo pensiero.
Pensiero magico e informazione
Il pensiero magico viene alimentato dai mass media. In buona ed in cattiva fede.
Perché ci danno la notizia di un numero ritardatario? Questa è una “non notizia” perfetta. I numeri del lotto hanno sempre la stessa possibilità di “uscire”: quelli ritardatari non sono favoriti, eppure sono avvenuti dei suicidi di persone che si sono giocate la casa 1 a 18!
Perché ci danno la notizia di una vincita di 1 milione di euro al gratta e vinci. Perché? Anche questa è una “non notizia”: infatti, se tra i gratta e vinci hanno stampato anche quello da 1 milione di euro è ovvio che prima o poi qualcuno lo gratterà! Perché non ci danno invece la notizia di tutti quelli che si stanno rovinando a furia di “grattare”.
E poi c’è la pubblicità. Abbiamo trovato un esempio molto significativo su un giornale locale: “trovi le news per scegliere la scommessa vincente”, che significa: “Puoi essere bravo a scommettere” = pensiero magico. E la pubblicità che recita:
“Ti piace vincere facile?”? E’ stata denunciata all’Autorità anti-trust come pubblicità ingannevole.
La realtà
Invece la regola è che tutti i giocatori sistematici non possono fare altro che perdere. E’ una questione matematica e commerciale. Vince solo il gestore del gioco.
Del totale dei soldi giocati solo una parte finisce nelle vincite: una parte più o meno grande viene incamerata dal gestore per le spese e i guadagni. Una parte la incamera lo stato sotto forma di tasse.
La roulette sembra un gioco equo. Ma cosa fa sì che non lo sia? Lo zero. Su un numero di giocate non elevato questo non è evidente, ma su un numero alto di giocate influisce e provoca il guadagno del casinò e la perdita del giocatore.
Un piccolo esempio: chi gioca un “gratta e vinci” e vince una cifra corrispondente al prezzo di un altro “gratta e vinci” finisce sempre per comprarne un altro e così in ogni caso perde. Le vincite più grosse sono ben calcolate dal gestore ed alimentano il pensiero magico.