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L’uso delle droghe che agiscono sulla coscienza è qualcosa che deve essere preso con la massima serietà (Albert Hoffman)

 

Funghi magici (psilocybe, stropharia, panaeolus), mescalina (cactus peyote), DMT (gruppo di alcaloidi presenti in numerose piante e composti o prodotti di sintesi), Salvia Divinorum (particolare qualità di salvia capace di indurre visioni) - questi, insieme all’ormai famoso LSD...

Generalmente gli psichedelici non determinano vere e proprie "allucinazioni" ma piuttosto intensificano e alterano le percezioni sensoriali: i colori appaiono più intensi e si possono scorgere strutture caleidoscopiche (specialmente nella penombra o ad occhi chiusi). Possono verificarsi “illusioni” sonore, le sensazioni olfattive, gustative e tattili sono molto più intense e in parte distorte. La percezione del tempo e dello spazio si modifica ed hanno luogo profonde introspezioni.

Sotto l’effetto di LSD possono essere vissute come vere...

Funghi magici  (Psilocybe e cactus Peyote). I due agenti attivi contenuti nei funghetti, responsabili degli effetti psicoattivi, sono la psilocina e la psilocibina.

Il culto del fungo allucinogeno è antichissimo, così come indicano le testimonianze dei primi conquistatori e viaggiatori in Centro America (soprattutto in Guatemala e Messico) e il ritrovamento di numerosi reperti come le pietre di fungo (mushroom stones) attribuiti...

 Il 3,9% della popolazione dichiara di aver fatto uso, almeno una volta nella vita, di sostanze PSICHEDELICHE. Solo lo 0,5 però li ha assunti nell’ultimo anno al momento dell’indagine condotta dal ministero*. Ciò fa emergeere che, rispetto al numero assolutamente rilevante di persone che sono entrate in  contatto con la sostanza, pochi sono coloro che lo fanno abitualmente, anche perché non danno dipendenza e la forte tolleranza rende impossibile assumerli continuativamente.

Sono in particolare i giovani e i giovanissimi a farne uso, e tra...

Novità psichedelici

Il rinascimento psichedelico

Mentre la comunità medico-scientifica torna a discutere del controverso potenziale terapeutico di Lsd e sostanze simili, si assiste a un proliferare di titoli — riedizioni e novità — sul tema. Fra tutti spicca «Moksha» di Aldous Huxley La Lettura 19 Aug 2018 di VANNI SANTONI

 

Entrando in libreria in questi mesi si potrebbe avere l’ impressione di essere fini tinella San Francisco degli anni Sessanta: mai in Italia, e certo non in tempi recenti, si era visto un tale proliferare di testi a tema psichedelico.

Con una differenza rispetto ad allora: il piglio di tutti questi libri è lontano, lontanissimo dalla chincaglieria freak dell’epoca, o dalla sua lunga eco. Si nota anzi, fin dalla veste grafica e dagli apparati, una perizia nuova nel distanziare gli psichedelici — nella fattispecie: l’Lsd; la psilocibina dei «funghi magici»; la mescalina del cactus peyote; il Dmt dell’infuso amazzonico ayahuasca — dal calderone delle droghe, cosa non priva di una sua logica, se è vero che tra i più promettenti canali di sviluppo del montante «rinascimento psichedelico» c’è proprio il loro uso nella cura delle dipendenze, oltre che della depressione e di afflizioni anche molto diverse tra loro, dalla cefalea a grappolo all’angoscia da fine-vita nei malati terminali.

Per «rinascimento psichedelico» si intende infatti la riscoperta, da parte della comunità medico-scientifica, del poten- ziale terapeutico di queste sostanze. Un potenziale già intuito dai pionieri del loro primo avvento, e finanche dallo stesso scopritore dell’Lsd, il chimico Albert Hofmann, e tuttavia rimasto congelato, dopo un paio di decenni di incoraggianti, ma per lo più embrionali, ricerche, per via della sopraggiunta proibizione delle molecole in questione. Nell’ America di Nixon, la guerra a pacifisti, hippie e contestatori, di cui l’acido lisergico fu una delle più conclamate bandiere, era senza quartiere, e non ci si fecero troppi problemi a proibirlo nonostante un parere negativo della Foods and Drugs Administration e un’accorata difesa al Congresso da parte di Bobby Kennedy.

Alla proibizione si accodò poco dopo il resto del mondo, e una volta riposizionati a Schedule I Drugs, etichetta che negli Usa designa le droghe pesanti prive di utilizzo medico, divenne molto difficile ottenere quei composti anche per gli scienziati e gli psichiatri che li studiavano o li sperimentavano con i propri pazienti. La ricerca si fermò. In maniera sot- terranea però, in principio per mano di chi quella stagione l’aveva vissuta in prima persona, e poi della generazione di coloro che erano rientrati in contatto con certe idee attraverso la cultura rave, l’idea che quello posto da Nixon non potesse essere un punto fermo, e che quelle sostanze non fossero propriamente droghe ma farmaci — e farmaci molto promettenti — continuò a essere trasmessa.

Così, anche grazie all’azione di alcune organizzazioni — su tutte le americane Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies e Heffter Institute, e l’inglese Beckley Foundation — da una decina di anni gli studi sugli psichedelici sono ripresi, prima in Svizzera, poi negli Usa, nel Regno Unito e nel resto nel mondo, e non passa settimana senza qualche scoperta circa le loro modalità d’azione o il loro uso terapeutico, come è ben raccontato nel recente Lsd. Storia di una sostanza stupefacente (Utet) della farmacologa Agnese Codignola, uno dei più significativi protagonisti di questa inaspettata invasione psichedelica delle nostre librerie (su «la Lettura» #334 del 22 aprile scorso ne hanno scritto Tania Re e Claudio Mencacci). Un’invasione che, ap- punto, non ha odore d’incenso, suono di cimbali o colori batik, per quanto le copertine possano concedersi l’occasionale frattale: il piglio del rinascimento psichedelico — forse anche per non ricadere negli errori del passato, quando tali sostanze finirono anche in mano a guru più o meno improvvisati, e più o meno benintenzionati, come l’ex ricercatore di Harvard Timothy Leary — è improntato a una certa austerità scientifica.

Sembra quasi che si siano scavalcati all’indietro gli anni Sessanta per tornare ai Cinquanta, quando posati intellettuali in tweed come Ernst Jünger, lo stesso Albert Hofmann o Aldous Huxley (o, in Italia, personaggi come Federico Fellini o Elsa Morante) sperimentavano in salotto, con la testa spesso già su un obiettivo: capire quali eventuali benefici avrebbe potuto recare all’umanità il sopraggiungere dell’«era della riproduzione tecnica dell’esperienza mistica».

In questa messe di testi — oltre al libro di Codignola c’è la riedizione in economica Feltrinelli di Lsd: il mio bambino difficile di Hofmann, la versione integrale del suo Lsd. Carteggio 1947-1997 con Jünger (per Giometti&Antonello), The electric kool-aid acid test del da poco scomparso Tom Wolfe (Mondadori), i testi degli psichiatri Rick Strassman e Claudio Naranjo sul Dmt editi da Spazio Interiore, che pubblica anche Frammenti di un insegnamento psichedelico di Julian Palmer, mentre Stampa Alternativa, un tempo unico alfiere del settore con i suoi «mille lire» a tema, propone un Dizionario della psichedelia e la valida panora

mica Rinascimento psichedelico, la riscoperta degli allucinogeni dalle neuroscienze alla Silicon Valley di Bernardo Parrella — spicca la recente uscita, per Mondadori, di Moksha, raccolta degli scritti sul tema proprio di Aldous Huxley.

Il romanziere inglese fu fra i primi ad affrontare la questione, ma per il suo piglio analitico, distintamente filosofico e capace di guardare oltre — anche oltre le semplificazioni, i rapidi entusiasmi e le facili cooptazioni — continua a essere uno dei teoreti di riferimento.

Il suo libro, da leggersi a integramento dei classici (e già disponibili negli Oscar),

Le porte della percezione e Paradiso e inferno, si presenta in un’edizione tradotta da Maria Giulia Castagnone e arricchita da un vero parterre de rois paratestuale: premessa di Humphry Osmond, pioniere della psichedelia in psicoanalisi; prefazione di Albert Hofmann; introduzione di Alexander Shulgin, scopritore di 230 diverse molecole psicoattive; e in apertura un testo originale dello scrittore Edoardo Camurri che riassume in modo efficace la situazione a livello di ricerca e supera la mera questione terapeutica attraverso una ricucitura con la tradizione misterica e il lancio di una suggestione: quella di un mondo che, attraverso un rinnovato rapporto con la metafisica, possa superare la narcosi collettiva da social network e psicofarmaci, condizione peraltro molto somigliante a quella immaginata nel Mondo nuovo, il più noto e amato romanzo di Huxley.

Tutto questo dà quindi forma a una lettura decisiva sia per l’appassionato di Huxley (a proposito: a quando una riedizione dei Diavoli di Loudun?) sia per chi voglia dotarsi di strumenti per inquadrare in modo imparziale il «rinascimento psichedelico» — almeno in attesa di How to Change Your Mind di Michael Pollan.

Il grande divulgatore scientifico, già autore di apprezzatissimi saggi sul cibo come Il dilemma dell’onnivoro o Cotto, si è dedicato stavolta al cosiddetto «cibo degli dei», riuscendo a mantenere per otto settimane in testa alle classifiche del «New York Times» un saggio sugli psichedelici, qualcosa che non era accaduto neanche nel 1967, in piena Summer of Love: vedremo se anche in Italia — l’uscita in traduzione è prevista a inizio 2019 per Adelphi — riuscirà a ripetere il miracolo.

 

Bibliografia

Aldous Huxley, Le porte della percezione. Paradiso e inferno (Mondadori, 2016);

Agnese Codignola, Lsd. Da Albert Hofmann a Steve Jobs, da Timothy Leary a Robin Carhart-Harris (Utet, 2018);

Albert Hofmann, Lsd. Il mio bambino difficile. Riflessioni su droghe sacre, misticismo e scienza (Feltrinelli, 2015);

Albert Hofmann ed Ernst Jünger, Carteggio (Giometti & Antonello, 2017);

Julian Palmer, Frammenti di un insegnamento psichedelico (Spazio Interiore, 2017);

Rick Strassman, Dmt. La molecola dello spirito (Spazio Interiore, 2014)

  

La Norvegia depenalizza l'LSD

Storica decisione in Norvegia: è il primo paese a depenalizzare l'LSD. La sostanza valutata indebitabimente illegale, visto il suo scarso potenziale tossico e il suo elevato potenziale terapeutico: http://www.dolcevitaonline.it/la-norvegia-ha-appena-depenalizzato-il-con...

Usa, funghi allucinogeni a un gruppo di religiosi per studiare il viaggio mistico

 

 

Usa, funghi allucinogeni a un gruppo di religiosi per studiare il viaggio misticoL’ esperimento della Johns Hopkins University vede coinvolti sacerdoti, suore, rabbini e buddisti per studiare gli effetti della psilocibina nelle esperienze religiose
 
di GIACOMO TALIGNANI , Repubblica.it
 
All'appello mancano un imam musulmano e un sacerdote indù. Per il resto, i rappresentati di ogni religione, da quella cristiana al buddismo, passando per l'ebraismo, da più di un anno si ritrovano in una sala della New York University: si siedono su un confortevole divano e prendono un paio di dosi di psilocibina, la triptammina presente nei funghi psichedelici. Partono per un viaggio, organizzato nel nome della scienza, alla ricerca di Dio.
 Il curioso esperimento della Johns Hopkins University di Baltimora, guidato dallo psicologo William Richards, ha il fine di alterare il pensiero religioso dei partecipanti e condurli in un esperienza spirituale che li avvicini (o li allontani) sempre di più alla loro fede. Può questa sostanza, caratteristica dei cosiddetti funghetti magici allucinogeni, portare un religioso ancora più vicino al suo Dio? E' la domanda che i ricercatori di Baltimora si sono posti un anno fa, quando è iniziato l'esperimento tutt'ora in corso. 
L'annuncio del programma chiamato "Religious leader study", pubblicato online, cercava volontari fra qualunque leader religioso o portavoce di una comunità di credenti. Unico paletto: avere fra i 25 e gli 80 anni, non avere avuto in famiglia parenti con patologie o malattie psichiatriche, non essere alcolisti o con dipendenza delle droghe. 
Una richiesta particolare, dato che indirizzata per lo più a preti, suore, rabbini o buddisti che - sotto anonimato - hanno preso parte all'iniziativa: in tutto 24 sacerdoti. Si tratta della prima indagine scientifica di questo tipo fatta su persone con diverse fedi religiose. Grazie all'ingrediente attivo dei funghi psichedelici il professor Richards è convinto che, indipendentemente dal credo, i volontari riescano a vivere esperienze sempre più profonde nella propria ricerca con il Supremo. "Abbiamo raggruppato quasi tutte le fedi e in ognuno dei coinvolti queste profonde esperienze mistiche sono risultate abbastanza comuni".
L'esperimento, della durata di un anno, e per cui bisognerà attendere i risultati finali, si pone anche l'obiettivo di capire come viene alterata la singola esperienza religiosa di ogni leader che, ricorda Richards, non è certo abituato "a sostanze di questo tipo".
Preti e colleghi hanno dovuto effettuare test medici e psicologici prima di iniziare: ad ognuno di loro vengono somministrate due dosi di psilocibina in due differenti sessioni a distanza di un mese e il tutto si svolge in un salotto, sotto la presenza di guide e psicologi. Mentre assumono il farmaco ascoltano musica, generalmente legata al proprio credo, in modo da "aumentare il loro viaggio spirituale interno. La loro istruzione è quella di scavare dentro di loro e raccogliere esperienze" ha spiegato Richards presentando le prime fasi dello studio inuna conferenza a Londra.
In attesa dei risultati della ricerca gli scienziati hanno raccontato che "nessuno è rimasto sconvolto o si è pentito di averlo fatto. In generale sembra che i partecipanti abbiano apprezzato maggiormente il proprio pensiero religioso e in alcuni casi aumentato la propria percezione della fede". 
Dopo il viaggio psichedelico alcuni hanno raccontato di trasformare il personale pensiero religioso in qualcosa di più universale e "di apprezzare maggiormente le altre religioni del mondo, toccando nuovi livelli di esperienza" ha spiegato Richards dicendo che, per esempio, un rabbino "può incontrare il Buddha".
Nonostante critiche e polemiche che da anni parte della medicina tradizionale rivolge agli esperimenti a base di sostanze psichedeliche, il team di ricerca della Johns Hopkins ha sempre continuato a credere nell'utilizzo di questi farmaci (vietati dalla legge). Attraverso psilocibina, Lsd, Mdma e altre sostanze sono stati condotti test su vari temi e scoperto, ad esempio, che la psilocibina può aiutare i pazienti affetti da tumore ad alleviare i disturbi da stress post traumatico, depressione e alcolismo.
In passato un esperimento simile sulle menti dei religiosi era stato effettuato anche da un noto studio di Harvard chiamato "del venerdì santo". I religiosi ricevevano psilocibina durante la Pasqua per vedere come alterasse la loro esperienza della liturgia. 

 

Secondo un altro professore di psichiatria e scienze comportamentali, Roland Griffiths della Jhu School of Medicine, inizialmente critico sull'uso di queste sostanze, è "sorprendente come persone che non hanno mai preso droghe psichedeliche prima d'ora possano uscire da questi 'viaggi' e descriverli come fra le esperienze spirituali più profonde della loro vita".

Articolo sul rinascimento psichedelico in medicina

Articolo di Internazionale sulla riscoperta degli psichedelici da parte della ricerca medica. Si parla anche dell'uso di Iboga contro le dipendenze da droghe pesanti e in particolare eroina: http://www.internazionale.it/opinione/vanni-santoni/2017/01/01/psichedel...

Presentazione a Roma di "Kambo e Iboga" di Giovanni Lattanzi

 

Sarà presentato lunedì 19 dicembre 2016, ore 19:30, presso il Centro Spazio Interiore (Via Vincenzo Coronelli, 46 - Roma, zona Pigneto), "Kambo e Iboga. Medicine sciamaniche in sinergia" (Bibliosofica)

"Kambo e Iboga. Medicine sciamaniche in sinergia" di Giovanni Lattanzi

 

"Kambo e Iboga. Medicine sciamaniche in sinergia" di Giovanni Lattanzi, edito da Bibliosofica, è il primo libro in Italia che tratta, e lo fa in modo dettagliato ed esaustivo, dei due enteogeni kambo e iboga (svolgono da millenni un ruolo fondamentale nella cultura sciamanica, e non solo, delle tribù dell'Amazzonia e nelle popolazioni dell'Africa centro occidentale) e del loro uso combinato, il tutto con una raccolta di ricerche antropologiche e scientifiche, oltre a testimonianze ed interviste. Nel volume trovano spazio, inoltre, anche gli importanti e pionieristici studi di Vittorio Erspamer, noto farmacologo scopritore della serotonina, nonché candidato al Premio Nobel per la Medicina, e la letteratura sciamanica del celebre scrittore peruviano Carlos Castaneda.

Giovanni Lattanzi è il primo curandero europeo (ma anche pittore ed autore di poesie) ad aver elaborato un metodo di guarigione spirituale usando proprio una sinergia di kambo e iboga, applicando il primo sui Meridiani secondo le indicazioni della Medicina Tradizionale Cinese e somministrando la corteccia di iboga ad alto e basso dosaggio. 

 

 

 Per altre info, visitare il sito della casa editrice Bibliosofica. 

Psichedelici e storia della filosofia (in inglese)

Da Platone a Foucault passando per Sartre, tutti i filosofi influenzati dalle loro esperienze psichedeliche.

The Psychedelic Influence on Philosophy

– Peter Sjöstedt-H –

www.philosopher.eu

25-NBOME venduto come LSA

Trovato a Pisa grazie ai test sul campo un trip venduto per LSA ma contenente invece il ben più pericoloso 25-NBOME

prima mappatura del cervello sotto LSD

I risultati dello studio presentati ieri al Royal College di Londra: "questi risultati, rivestono per le neuroscienze la stessa importanza che ha avuto in fisica la conferma sperimentale del bosone di Higgs"

Nixon: ''il proibizionismo? serviva per arrestare neri e hippie''

''Sapevamo che stavamo mentendo sui danni delle droghe? Certo che lo sapevamo.''

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