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L’uso delle droghe che agiscono sulla coscienza è qualcosa che deve essere preso con la massima serietà (Albert Hoffman)

 

Funghi magici (psilocybe, stropharia, panaeolus), mescalina (cactus peyote), DMT (gruppo di alcaloidi presenti in numerose piante e composti o prodotti di sintesi), Salvia Divinorum (particolare qualità di salvia capace di indurre visioni) - questi, insieme all’ormai famoso LSD...

Generalmente gli psichedelici non determinano vere e proprie "allucinazioni" ma piuttosto intensificano e alterano le percezioni sensoriali: i colori appaiono più intensi e si possono scorgere strutture caleidoscopiche (specialmente nella penombra o ad occhi chiusi). Possono verificarsi “illusioni” sonore, le sensazioni olfattive, gustative e tattili sono molto più intense e in parte distorte. La percezione del tempo e dello spazio si modifica ed hanno luogo profonde introspezioni.

Sotto l’effetto di LSD possono essere vissute come vere...

Funghi magici  (Psilocybe e cactus Peyote). I due agenti attivi contenuti nei funghetti, responsabili degli effetti psicoattivi, sono la psilocina e la psilocibina.

Il culto del fungo allucinogeno è antichissimo, così come indicano le testimonianze dei primi conquistatori e viaggiatori in Centro America (soprattutto in Guatemala e Messico) e il ritrovamento di numerosi reperti come le pietre di fungo (mushroom stones) attribuiti...

 Il 3,9% della popolazione dichiara di aver fatto uso, almeno una volta nella vita, di sostanze PSICHEDELICHE. Solo lo 0,5 però li ha assunti nell’ultimo anno al momento dell’indagine condotta dal ministero*. Ciò fa emergeere che, rispetto al numero assolutamente rilevante di persone che sono entrate in  contatto con la sostanza, pochi sono coloro che lo fanno abitualmente, anche perché non danno dipendenza e la forte tolleranza rende impossibile assumerli continuativamente.

Sono in particolare i giovani e i giovanissimi a farne uso, e tra...

Novità psichedelici

La fine dei pregiudizi contro gli psichedelici?

Philadelphia post: con la canapa che diventa mainstream, e l'affermazione di un nuovo paradigma basato sulla verità scientifica, gli psichedelici potrebbero trovare una nuova legittimazione.

Roger Sterling alle prese con l'acido lisergico

http://youtu.be/GpWlKCfSPcU

 

Dalla quinta stagione di "Mad Men".

Dai Beatles alla carriera da solista, la storia di Lennon attraverso dieci canzoni.

 

"She Said She Said" (dall'album "Revolver", 1966) 
Beatles avevano già conquistato l'America e si trovavano a Los Angeles durante una pausa dal tour quando John scrisse "She said she said" dopo un trip d'acido. Molti anni più tardi raccontò di come all'epoca lui e i suoi compagni di band si stessero divertendo un mondo con i Byrds e un sacco di ragazze. "Peter Fonda venne a trovarci quando eravamo sotto acido e continuava a venirmi vicino per sussurrarmi all'orecchio 'So com'è essere morti'. Stava descrivendo un viaggio d'acido che aveva avuto, però noi non avevamo nessuna intenzione di stare a sentirlo. Eravamo sotto effetto della droga, il sole splendeva e le ragazze ballavano. Era tutto così bello e così anni Sessanta, e questo ragazzo che nessuno conosceva – non aveva ancora fatto Easy Rider né niente – continuava a dirmi che sapeva cosa voleva dire essere morti. Continuavamo a mandarlo via perché era di una noia mortale e a parte era spaventoso! Io non volevo sapere com'era essere morti! Però è finito in una canzone, ho solo cambiato il soggetto in una donna".

segue su mymovies www.mymovies.it/film/2010/lennonyc/news/chiedichierajohnlennon/

due in acido

qualche settimana fa con mia moglie eravamo da amici, amici un po' fricchettoni, a cena, se volevamo potevamo rimanere li a dormire, in campagna

alcuni di loro avrebbero preso l'acido (LSD) quella sera, tutte coppie sui 35, 40, noi però eravamo in confidenza solo con pochi di loro e anche se l'allestimento era allettante (unba bella sala col pavimento in legno, bei divani, impianto stereo diffusione, giardino con tavolini etc.) non ce la siamo sentita di condividere con loro otto o dieci ore da sensibilizzati, anche se c'era anche dell'MDMA e quindi l'empatia era comunque garantita

ci siamo però fatti lasciare dai nostri amici due acidi (del tipo: "Ganesh") e una quantità minima di md 

li abbiamo mangiati a casa nostra sette giorni fa, dopo una cena (i bimbi erano dai nonni) in cui ci sentivamo presi bene, prima mezzo a testa, poi l'md (non era più di 0.1 gr a testa) e poi dopo quando cominciavano a farsi sentire l'altro mezzo. erano almeno otto o nove anni che non facevamo uno psichedelico quindi eravamo un po' tesi, quella specie di ansia che ti viene prima di queste esperienze e della quale ridi quando ti ritrovi in tutta quella chiarezza, tutta quella bellezza. siamo usciti e perugia era semi deserta, era la sera di un lunedi, erano già passate le 23 e quasi tutto era chiuso. le architetture e le pietre erano di una bellezza mozzafiato, ma soprattutto fu guardando il panorama che restammo incantati, travolti da una felicità disperata di essere li e in quel momento, o meglio di essere vivi. nel frattempo l'md saliva e anche se leggera ci ricordava del nostro amore e di quello che eravamo, siamo stati abbracciati boh almeno dieci minuti li sulle rampe, poi passeggiando incantati come bambini abbiamo visto un locale aperto, un baretto visto e stravisto, e però quando siamo entrati, era quasi vuoto, c'era della musica, un pezzo credo dei led zeppelin, sembrava fosse lì ad aspettare noi, era come ritrovare quella sensazione che si prova da ragazzini quando si entra per la prima volta in un locale e tutto è pieno di incanto. bellissimo. il barista, che conosciamo, ci ha salutati ma non ha interferito. abbiamo bevuto una birra ed era come bere pane e terra e aria, non so come spiegarlo. 

vagando e ridendo e baciandoci molto (certo molto piu di quanto non ci capitasse da una decina d'anni :-) )siamo finiti davanti a San Bernardino, era bellissimo in quanto respirava la propria epoca, era come poter sentire quelle linee estetiche e culturali in presa diretta rispetto al loro momento, e rispetto alla città, come rientrare nella percezione del mondo di uno dei suoi costruttori, e di tutti i suoi frequentatori, nei secoli. lì ci siamo stesi, anche se avevamo un po' di paura che qualcuno ci vedesse ci siamo stesi per terra e siamo stati a guardare il cielo, le, stelle, a sentire la vibrazione del cosmo

ci siamo alzati solo quando ci era preso l'umido

tornati a casa farsi una doccia calda è stato come sciogliersi e diventare un unico impasto con l'acqua, uno con l'altra, poi asciugati bene abbiamo fatto una tisana, eravamo ancora molto molto in acido, ma era casa nostra, eravamo un tutt'uno con la casa e la conoscevamo tanto che era come essere sobri

abbiamo messo su della musica, prima i rolling stones ma non andavano bene, allora bach, siamo stati sul letto abbracciati a sentire bach ripuliti, bambini, completamente presi l'uno dall'altra, di nuovo puliti da molte cose che avevano negli ultimi anni messo distanza, tensione tra di noi, ci siamo addormentati alle 6 della domenica mattina. dormito fino alle 15, postumi solo stanchezza per un paio di giorni

Sotto effetto di droghe, i"fumati" da Mad Men a South Park

 Anche una serie legata alla contro-cultura degli anni '60 come "Mad Men" cade nella psichedelia di quel decennio, addirittura, se possibile, anticipandola cronologicamente. Nella puntata andata in onda questa settimana in Usa Roger Sterling (l'attore John Slattery), socio dell'agenzia pubblicitaria Sterling Cooper Draper Pryce e veterano della Seconda Guerra mondiale, sperimenta l'LSD con la moglie nell'appartamento della loro psicoterapeuta. La suggestione del 'drug trip' della serie culto ha ispirato al sito Huffington Post un mashup video di protagonisti di telefilm e cartoni che, negli anni, sono stati rappresentati sotto effetto di droghe e allucinogeni. Da Tony Soprano a Homer Simpson, da "The Good Wife" a "C'è sempre il sole a Philadelphia", ecco i momenti più 'annebbiati' di alcuni iconici personaggi televisivi

video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/sotto-effetto-di-droghe-i-fumati-da-mad-men-a-south-park/93627/92021

ketamina/mdma: forte distacco dalla realtà,panico e apatia a lungo termine

Ho frequentato la scena dei rave dai 16 anni ai 22, assumendo quasi ogni settimana mdma,ecstasy,popper,lsd,ketamina.

A 22 ,dopo un lungo periodo di assunzione intensa di ketmaina , ho deciso insieme alla mia compagna di smettere completamente. Il periodo subito successivo all'interruzione ho riscontrato un forte senso di distacco persistente e un abbattimento emotivo, dovuto come ho scoperto in seguito all'interazione tra neurotrasmettitore glutammato e ketamina.

Posso dire che dopo un periodo imprecisato il problema è rientrato.

Dopo alcuni anni senza sfiorare droghe, in occasione di un rave circa un anno fa ho riassunto ketamina. Da quel momento nell 'anno a venire saltuariamente (con una frequenza circa bimestrale, ho assunto ketamina ) .

Tutto regolare fino a capodanno. Prendiamo quella che probabilmente non era ketamina ma PCP : penso ciò perchè abbiamo avuto un k hole anomalo, e per smaltire ci son volute 10 ore buone .

Dopo questo, stupidamente , qualche giorno dopo avevamo un rimasuglio di questa pseudo-ketamina e rifacendola, siamo ricascati in un assurdo k-hole.

Da lì la convinzione non fosse ketamina, perchè credetemi che negli anni bene o male la si impara a riconoscere.

Il problema viene in seguito: da quel giorno ho un fortissimo senso di distacco dalla realtà, apatia e tutti i sintomi del caso. Ho di conseguenza interrotto qualsiasi contatto con le droghe,e sto convivendo da allora con questo problema.

 

2 settimane fa in occasione di una serata in discoteca, ho stupidamente preso dell'mdma pensando: "il mio problema riguarda le droghe dissociative,quindi l'mdma è ok"

 

sbagliato.

 

dopo 3 giorni ho avuto un fortissimo attacco di panico, (documentandomi credo sia dovuto alla mancata ricezione di serotonina) e ora mi ritrovo con oltre al mio problema di distacco originale, una forte ansia legata a una profonda depressione.

 

Scusate il muro di parole,spero vogliate leggere la mia storia e consigliarmi....sono "fottuto"? come devo muovermi? posso sperare di recuperare col tempo o anche determinate cure? qualcuno ha avuto esperienze simili ?

grazie in anticipo

 

 

La riscoperta degli psichedelici

Continua la riscoperta degli psichedelici come medicinali e aiuto nella terapia. Così il Magazine del New York Times [inglese]: http://www.nytimes.com/2012/04/22/magazine/how-psychedelic-drugs-can-hel...

Tribunale cileno riconosce come vantaggioso l'utilizzo dell'Ayahuasca

L'ayahuasca è conosciuta per i suoi benefici spirituali e di guarigione, considerato il fatto che molti di coloro che l'hanno ingerita nei rituali sciamanici affermano di aver risolto i loro problemi esistenziali.In realtà, l'International Plant Medicine Corporation ha brevettato l'uso, la trasformazione e la commercializzazione dell'ayahuasca, brevetto che per fortuna è scaduto nel 2003, diventando di dominio pubblico.Apparentemente, ciò è stato considerato dalla IV Crown Court di Santiago, che ha deciso di assolvere César Lira Ahumada, 42 anni, e il suo partner, Danae Dimitra Sáenz, 41 anni, dall'accusa di traffico di droga, per il quale l'accusa chiedeva 7 anni prigione.Gli accusati sono stati trovati intenti ad eseguire riti sciamanici con l'ayahuasca nella loro proprietà al di fuori della capitale cilena, ma la legge cilena non vieta la coltivazione di queste piante, e l'International Narcotics Control Board non controlla l'infuso ottenuto da esse.La cosa interessante è la frase in cui viene affermato che "Il tribunale si è convinto che, lungi dal costituire un pericolo per la salute pubblica, l'attività svolta dai convenuti ha portato importanti benefici per più persone, molti dei quali hanno spiegato in tribunale le loro esperienze."Aggiungendo che "è stato dimostrato che ciò che gli imputati hanno offerto ad altre persone era una pozione conosciuta a livello internazionale con il nome di ayahuasca, e non dimetiltriptamina (DMT), come affermato dall'accusa".La preparazione di questa bevanda include anche chacruna, che contiene una certa concentrazione di DMT, ma "non è stato dimostrato che queste concentrazioni abbiano portato eventuali rischi per la salute delle persone". fonte : ¡Alucinante! Justicia chilena cree que es beneficioso el uso de Ayahuasca, Medicina Moksha

In fondo quello che si chiama disordine è solo un ordine che ancora non riusciamo a comprendere

Parigi. Da mercoledì 11 aprile il disordine regnerà sovrano a Parigi. Caos e ordine, i due principi opposti che dall'origine del mondo si combattono sulla scena dell'universo, si affronteranno nelle sale del Quai Branly, il più celebre museo etnografico del pianeta, a due passi dalla Tour Eiffel. La sfida durerà tre mesi e si concluderà il 29 giugno. Giusto il tempo della mostra intitolata Les maîtres du desordre.Oggetti, immagini, video, cinema, voci, suoni, odori, rumori, performances, opere antiche, arti primitive, installazioni contemporanee. L'impressione del visitatore è quella di entrare in una centrifuga multisensoriale, in un rave sinestetico che va da Dioniso, il dio mediterraneo dell'ebbrezza contagiosa, a Exu, il signore delle anime migranti, che da quattro secoli consola i dolori dei diseredati delle Americhe nere, i discendenti degli schiavi africani portati a Bahia e venduti a peso al mercato del Pelourinho.Dai tamburi che mandano in estasi gli sciamani siberiani a caccia di spiriti, ai non meno sciamanici Arlecchini di Picasso. Dalle maschere iniziatiche ad apertura multipla degli indiani d'America, che dietro il primo volto ne celano un altro e poi un altro ancora, per insegnare ai futuri uomini che la realtà non è quella che appare. Fino alle performances di artisti contemporanei come Paul McCarthy, Cindy Sherman e Esther Ferrer che tentano di esorcizzare il fantasma dell'anoressia, il male oscuro di una società come la nostra, dove sotto la calma apparente del benessere si nasconde un malessere immobile e silenzioso.Ma attenzione, è un caos solo apparente. Si tratta piuttosto di una disarmonia prestabilita, avrebbe detto Carlo Emilio Gadda. Frutto di una regia rigorosa, sapientemente controllata dai due curatori della mostra Jean de Loisy e Nanette Jacomijn Snoep, affiancati dal consulente scientifico Bertrand Hell, autorità mondiale in materia di sciamanesimo e studi sulle alterazioni della coscienza. Quelle che oggi nella nostra civiltà vengono ridotte seccamente a malattie mentali o a turbe psico-fisiche. Isteria, epilessia, bulimia, anoressia. Una volta si sarebbe parlato di tempeste dell'anima. Ippocrate le definiva malattie sacre. Mozioni, commozioni, possessioni. Ma chiamale se vuoi emozioni.L'esposizione insomma mette a confronto le immagini delle forze contrastanti che in tutti i tempi e in tutte le culture danno un volto al disordine, nel tentativo di dominarlo attraverso la rappresentazione, la religione, la celebrazione. Un modo per farsi amico il caos, affidandone l'esplorazione ai cosiddetti signori del limite. Quelli che per disposizione divina, per predisposizione di natura o per competenze ereditate da genitori, antenati, maestri riescono a negoziare con l'abisso, a controllare l'incontrollabile. Come fanno gli sciamani amerindiani quando vanno in estasi assumendo sostanze visionarie, come il peyote e l'ayahuasca, e si trasformano proprio in quella stessa potenza che si vuole esorcizzare, si fanno catalizzatori del male da sanare. In altre parole nello spirito responsabile del disordine. Che si tratti di un dio maligno, di un animale velenoso, o di una natura dispettosa. Non è diverso da quello che nella nostra società - che ha sedato gli spiriti e mandato in esilio gli dèi - fanno gli artisti, gli ultimi sciamani. Come Joseph Beuys o come Jim Morrison.Uno dei grandi meriti della mostra sta proprio nel felice accostamento tra l'antico, il primitivo e il contemporaneo. Così tempi e spazi diversi vengono avvicinati fino al cortocircuito. Grazie anche alla suggestiva scenografia dell'esposizione, curata da Jakob e MacFarlane.La splendida statuetta indiana di Shiva danzante dopo aver tagliato la quinta testa di Brahma. Le oniriche maschere cerimoniali della Colombia britannica che stregarono il grande antropologo Claude Lévi-Strauss. La stupefacente figurina olmeca di uno sciamano che si sta trasformando in animale. Un'opera davvero eccezionale se si pensa che risale a novecento anni prima di Cristo. Altrettanto sorprendente è una sedia antropomorfa degli indios Taïno delle Antille. Dove i guaritori si siedono per farsi trasportare nel loro viaggio estatico verso le sorgenti della malattia, dal quale tornano con l'anamnesi esatta e la cura adatta. Una sorta di tappeto volante per dottori. Che, a pensarci bene, ricorda un episodio dell'Orlando furioso. Quello di Astolfo che vola sulla luna a cavallo di un ippogrifo per recuperare il senno di suo cugino Orlando, diventato furioso proprio perché lo aveva perduto.Dal primitivo si salta al contemporaneo con uno spiazzante zapping antropologico. Entrando nel Jardin d'addiction, di Christophe Berdaguer e Marie Péjus. Un eden psichedelico realizzato con la collaborazione di nasoprofumieri sperimentali come Les Christophs. È un giardino delle delizie New Age, un groviglio di fiale di cristallo che si alzano come i tentacoli dell'Idra di Lerna e avvolgono il visitatore in una spirale di profumi in trasparenze di vetro soffiato. Aromi di alcol, cocaina, incenso, marjuana, oppio, benzoino. È la languorosa vertigine di cui parla Baudelaire, quando nelle sere estive i fiori evaporano sui loro steli ubriacando la terra con un melanconico valzer di odori.In fondo quello che gli uomini chiamano disordine è spesso un eccesso di passioni, di emozioni, di sensazioni da armonizzare. Un immenso catalogo di possibilità tra cui scegliere per costruire un cosmo ordinato, un mondo che fa per noi. Rinunciando a una parte di quelle possibilità e di quelle esperienze che farebbero della vita un'opera aperta. Del resto la parola caos significa proprio apertura assoluta, senza limite. Restano i riti, le religioni, l'arte, il mito a ricordarci la virtualità infinita cui abbiamo rinunciato. La parte di noi stessi che abbiamo congedato. Proprio a questo ricordo fanno pensare le metamorfosi di Pablo Picasso che si trasforma in un fauno mitologico. O l'esplosione di colori dell'Exu di Basquiat che scaturisce dalla tela come un big bang dell'inconscio.La stessa sensazione, ma prolungata nel tempo, che si prova davanti alla pellicola di Stephen Dean che filma un esorcismo tradizionale sardo contro il morso dell'Argia. Il ragno immaginario che agita lo spirito e la carne. E costringe gli ammalati a ballare fino alla perdita di sé. La speciale telecamera termica dell'artista traduce in colori il tormento ritmico del corpo spiritato, mostrando come l'esperienza controllata del caos sensoriale e della dissociazione da sé, sia la necessaria premessa del ritorno in sé. Perché il disordine, sussurra la mostra a ogni passo, non è estraneo all'ordine. Ma è indispensabile alle sue trame, come il negativo della fotografia, come il rovescio di un ricamo. In fondo, come diceva Bergson, il caos è semplicemente un ordine che ancora non comprendiamo.

Marina Niola, Venerdì di Repubblica http://periodici.repubblica.it/venerdi/dettaglio.jsp;jsessionid=D223CCBB768C6D423301ED6AD6955F16?code=par1255136&__n=0

LSD utile contro l’alcolismo

 

LSD: non solo potente allucinogeno, ma anche un valido aiuto contro il vizio dell’alcol -è quanto emerge da varie ricerche degli anni sessanta e settanta, riprese in mano e valutate da due studiosi che si sono imbattuti in nozioni cadute nel dimenticatoio.

Il movimento hippy è pressoché imprescindibile dall’LSD. Fino al 1966 il dietilamide-25 dell’acido lisergico (LSD) era legale in Usa e veniva usato spesso. Ne bastano piccole dosi per far sorgere allucinazioni anche di una certa durata, ciò che può essere utile non solo per la psicoterapia. La sostanza regala esperienze spirituali e la sensazione d’essere uniti all’universo intero, come raccontano molti consumatori; la percezione del tempo cambia, i sensi si acuiscono, nascono allucinazioni di vario tipo.Ma non tutte le esperienze con l’LSD sono piacevoli...

continua su http://droghe.aduc.it/articolo/lsd+utile+contro+alcolismo_20103.php

Psilocibina ed accrescimento della memoria

In un recente studio dal titolo "Correlati neurali dello stato psichedelico determinato dalla psilocibina con la risonanza magnetica funzionale" ricercatori dell'Imperial College di Londra hanno scoperto che la psilocibina ha effetti positivi sulla memoria.

Il ricercatore Dr. Robin L. Carhart-Harris ha dichiarato in un'intervista che quando ai pazienti sottoposti a psicoterapia è stata somministrata psilocibina, questi sono stati soggetti con maggiore frequenza ad "improvvise intuizioni personali", oltre al fatto che hanno mostrato una maggiore capacità di ricordare vividamente ad occhi chiusi, durante lo stato psilocibinico, ricordi ed emozioni.Il Dr. Carhart-Harris ha ipotizzato che questo suggerisca che i cambiamenti visivi indotti dalla psilocibina rendano le vie visive più sensibili ai segnali dell'ippocampo, che è coinvolto nella memoria.Per verificare l'ipotesi che la psilocibina faciliti l'accesso a ricordi ed emozioni personali, lo studio si è basato sul confronto tra le risposte soggettive e neurali di ricordi autobiografici sotto l'effetto della psilocibina e di un placebo.Dieci partecipanti hanno ricevuto una somministrazione endovenosa di 2 mg di psilocibina e di un placebo (intervallate da 7 giorni), ed hanno visualizzato due diversi set di 15 stimoli positivi della memoria autobiografica.I partecipanti hanno visualizzato ogni spunto per 6 secondi e poi hanno chiuso gli occhi per 16 secondi e immaginato di rivivere l'evento. Le attivazioni neurali durante questo periodo sono state confrontate con un periodo equivalente di riposo ad occhi chiusi. Il periodo di raccoglimento è stato suddiviso in una fase precoce (primi 8 secondi) e una fase tardiva (ultimi 8 secondi).Attivazioni notevoli per i ricordi sono state osservate nelle regioni limbiche e striatali nella fase iniziale, e nella corteccia prefrontale mediale in fase tardiva in entrambe le condizioni, ma c'erano altre attivazioni sensoriali visive e corticali nella fase tardiva sotto l'influsso della psilocibina, che erano invece assenti con il placebo.Le valutazioni della vividezza della memoria e della immaginazione visiva erano significativamente più alte dopo l'assunzione di psilocibina e c'era una significativa correlazione positiva tra la vivacità e il benessere soggettivo al follow-up.Si tratta di un passo positivo nello studio degli psichedelici, visto che supporta scientificamente ciò che gli assuntori di funghi sanno da tempo: il funghi psilocibinici aprono le porte della memoria, consentendo associazioni illuminanti, e spesso associazioni sinestetiche con le sensazioni visive, uditive e tattili.

fonte: medicina moksha

Marc Mancassola sull'LSD

Così lo scrittore, su Rolling Stone

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MM >> Una delle tipiche esperienze di chi prende un acido o altre sostanze psichedeliche per la prima volta, è la sensazione che la realtà complicata, frammentata, dispersiva in cui ha vissuto finora diventi di colpo leggibile. All'improvviso tutto combacia. Tutto si rivela coerente. Posso intuire ciò che tiene ogni cosa insieme: ho capito, ho capito! Il disordine del mondo era soltanto illusione. Un po' come la “teoria del tutto” cercata dalla fisica teorica, quella che sarebbe in grado di connettere le diverse teorie sulla natura della realtà.Ci fu un tempo in cui migliaia, milioni di persone sperimentavano in contemporanea tale sensazione. Quella hippy-psichedelica fu davvero una rivoluzione. Anzi una rivelazione. Un intuire collettivo che la realtà non era solo quella che appariva. Allora, cosa impedì agli hippy degli anni Sessanta, ai Cary Grant e ai Ken Kesey di diventare un popolo di illuminati e di decisivi profeti? Cosa li trattenne dal cambiare le sorti del pianeta? Forse la rivelazione psichedelica era sì sconvolgente, ma anche troppo sfuggente. Non si poteva comunicare a parole. Non era traducibile in un'effettiva politica. Mica facile mettere insieme Le porte della percezione e le curve dell'economia mondiale.La cultura psichedelica ha lasciato delle eredità. Non solo la scena del viaggio in 2001 Odissea nello spazio o i pezzi migliori dei Beatles. Ha lasciato ad esempio i semi della cultura informatica-digitale in cui oggi viviamo immersi, germogliata proprio dalla California psichedelica. Steve Jobs non nascose mai l'aiuto dato dall'LSD all'ideazione dei primi Mac.Ma nella nostra vita individuale e collettiva continuano a non esserci teorie del tutto. Una volta c'erano le ideologie. Poi, giusto mentre la cultura hippy si ritirava, trionfò il postmoderno con la celebrazione del molteplice, del disgregato, del centrifugo, il suo ironico distacco dall'idea di una narrazione unitaria, di un senso compatto del mondo. E infine trionfò il neoliberismo. Il mercato totale. L'idea che a tenere insieme ogni cosa bastasse questo, la potenza inclusiva e quasi mistica del mercato.Ora che il neoliberismo naufraga, e il postmoderno ci ha resi così cinici e alienati da spingerci a un passo dal suicidio collettivo, ci scuotiamo e ci accorgiamo di essere in un'altra era. Il postmoderno è finito da un pezzo. Evaporato come un banco di nebbia. Ovunque è voglia di reincanto, di nuova fede, di “new sincerity”, di ritrovare la capacità di credere in qualcosa. Ma non è così facile. La verità di chi è nato nell'assenza di verità, non è a sua volta una forma di messa in scena? Come esco dall'ossessione dell'autoconsapevolezza, dal gioco di specchi interiori, dall'infinito “so di sapere di sapere?” Uno scrittore come David Foster Wallace ha scritto migliaia di pagine cercando questa via di uscita. Si impiccò nel patio di casa.

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