Informazioni, esperienze e notizie sulle sostanze psicoattive. Pubblica anche tu.

Domande agli Operatori

Cerca nell'archivio di 29142 risposte, o fai una nuova domanda, anche in forma anonima.

Scrivi una domanda e clicca su Invia (max. 250 caratteri).
  • Un nostro Operatore autorizzato (vedi chi siamo) risponderà presto alla tua domanda.
  • Il tempo di risposta potrebbe variare a seconda della difficoltà del quesito.
  • La domanda sarà nascosta a tutti finché non verrà pubblicata assieme alla risposta.
  • Una volta pubblicata, la risposta sarà leggibile a tutti nell'archivio. Se preferisci una risposta privata, usa il modulo di contatto.
Facoltativo: inserisci il tuo indirizzo email se vuoi ricevere un avviso quando verrà pubblicata la risposta.
Type the characters you see in this picture. (verifica con audio)
Inserisci il testo che vedi nell'immagine qui sopra. Se non riesci a leggerli, invia il modulo e una nuova immagine sarà generata. È indifferente a maiuscole e minuscole.
Annulla
Cliccando su Invia autorizzi il trattamento dei tuoi dati personali solo ed esclusivamente per rendere possibile questo servizio, secondo la policy del sito. Tali dati sono strettamente confidenziali e non saranno divulgati in alcun modo.
Mostra: tutti i tipi | articoli | esperienze | siti segnalati | immagini | videoOrdina per: data | punteggio

L’uso delle droghe che agiscono sulla coscienza è qualcosa che deve essere preso con la massima serietà (Albert Hoffman)

 

Funghi magici (psilocybe, stropharia, panaeolus), mescalina (cactus peyote), DMT (gruppo di alcaloidi presenti in numerose piante e composti o prodotti di sintesi), Salvia Divinorum (particolare qualità di salvia capace di indurre visioni) - questi, insieme all’ormai famoso LSD...

Generalmente gli psichedelici non determinano vere e proprie "allucinazioni" ma piuttosto intensificano e alterano le percezioni sensoriali: i colori appaiono più intensi e si possono scorgere strutture caleidoscopiche (specialmente nella penombra o ad occhi chiusi). Possono verificarsi “illusioni” sonore, le sensazioni olfattive, gustative e tattili sono molto più intense e in parte distorte. La percezione del tempo e dello spazio si modifica ed hanno luogo profonde introspezioni.

Sotto l’effetto di LSD possono essere vissute come vere...

Funghi magici  (Psilocybe e cactus Peyote). I due agenti attivi contenuti nei funghetti, responsabili degli effetti psicoattivi, sono la psilocina e la psilocibina.

Il culto del fungo allucinogeno è antichissimo, così come indicano le testimonianze dei primi conquistatori e viaggiatori in Centro America (soprattutto in Guatemala e Messico) e il ritrovamento di numerosi reperti come le pietre di fungo (mushroom stones) attribuiti...

 Il 3,9% della popolazione dichiara di aver fatto uso, almeno una volta nella vita, di sostanze PSICHEDELICHE. Solo lo 0,5 però li ha assunti nell’ultimo anno al momento dell’indagine condotta dal ministero*. Ciò fa emergeere che, rispetto al numero assolutamente rilevante di persone che sono entrate in  contatto con la sostanza, pochi sono coloro che lo fanno abitualmente, anche perché non danno dipendenza e la forte tolleranza rende impossibile assumerli continuativamente.

Sono in particolare i giovani e i giovanissimi a farne uso, e tra...

Novità psichedelici

lol

lol

LSD: The Consciousness-Expanding Drug

Versione online, leggibile gratuitamente, del famoso saggio di David Salomon (Berkeley press, 1964)

Ricerca: gli effetti della LSD sui malati di depressione sono positivi

 

Benessere.guidone.it - LSD, fungo allucinogeno, ecstasy, ketamina, peyote …. un elenco di droghe molto potenti, penserete voi, che danneggiano il cervello e uccidono. E’ vero, ma non solo. Si tratta di sostanze allucinogene che alterano la coscienza dell’essere umano ma che, se gestite con criterio da medici competenti, possono diventare addirittura MEDICINE!

E’ quello che si sta sperimentando in Inghilterra, allo University College di Londra, dove si stanno testando gli effetti dei funghi allucinogeni su 30 volontari malati di depressione da molti anni. In modo particolare si stanno studiando gli effetti dell’LSD.

 

Continua a leggere su Guidone.it

 

IN CURA CON L'LSD

Dopo cinquant'anni di stop, si riapre l'ipotesi di sperimentare gli allucinogeni sui pazienti. La speranza? Trovare una cura efficace per la depressione, le psicosi e le dipendenze. E capire meglio, grazie alle neuroscienze come funziona il cervello

di Mara Accettura, D Repubblica, 

Tutte le droghe hanno degli effetti sul cervello. Decidere che il tabacco e l'alcol vanno bene, mentre l'ecstasy e la marijuana no, è totalmente arbitrario. Le ricerche dimostrano che gli allucinogeni possono avere effetti positivi. Ma restano illegali". David Nutt, psichiatra all'Imperial University College of London, ex consigliere del governo britannico in materia di droghe, allontanato da quel posto per la sua visione piuttosto iconoclasta, crede che le sostanze psichedeliche abbiano un grande futuro. Da poco ha pubblicato i risultati di una serie di test fatti con trenta volontari sui "funghi magici", o meglio la psilocibina, il loro principio attivo. "Queste sostanze, considerate droghe di classe A perché alterano gli stati di coscienza, possono essere di grande aiuto nella cura delle malattie mentali", spiega, mentre attende il via libera per un nuovo, imminente, studio, che in due anni coinvolgerà cinquanta volontari per esplorare l'efficacia dei principi attivi sulla depressione.

Dalla Germania, agli Usa, al Perù

Da qualche tempo sostanze come Lsd, psilocibina, Mdma (ecstasy), mescalina, ketamina, peyote e ayahuasca, il cui uso "ricreativo" è condannato in molti paesi, stanno rientrando dalla porta privilegiata della ricerca medica. Dalla Svizzera alla Germania, dagli Usa al Perù si moltiplicano i nuovi studi che utilizzano gli allucinogeni a scopi terapeutici, raccolti sui siti: Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies (maps.org/research) e Heffter Research Institute (heffter.org). La speranza è trovare la cura definitiva, o almeno un rimedio efficace per disturbi che vanno dal mal di testa alle psicosi, dagli attacchi di panico alle dipendenze. Una tendenza intercettata di recente ad Aurora 2012, il Festival di Natura e Spirito di Pienza che sul tema della guarigione con l'ayahuasca (un'erba utilizzata in Amazzonia) ha visto a confronto antropologi come James Narby, medici etnopsichiatri come Piero Coppo e anche uno sciamano della foresta amazzonica, Juan Flores Salazar, direttore del centro medico peruviano Mayantuyacu (mayantuyacu.com).

 

Dagli sciamani alla Beat Generation

Le droghe psichedeliche sono usate da sempre nelle cerimonie di guarigione di molte culture tribali, spiega il giornalista americano Daniel Pinchbeck in Manifestare la mente. Viaggio psichedelico nel cuore del moderno sciamanesimo (Libri per evolvere). Purificano il corpo e la mente, curano i blocchi energetici. E non fanno solo quello. "La tribù degli Ashaninca peruviani le usa come strumento di conoscenza del mondo, esattamente come gli scienziati usano i microscopi. Per gli indigeni l'ayahuasca è la tv della foresta", aggiunge Narby, che ha raccontato le sue esperienze con questa erba in Il serpente cosmico. Il Dna e le origini della conoscenza (Le civette di Venexia).

Il fatto che aprano "le porte della percezione" è noto anche a noi per merito di molti pensatori, da Walter Benjamin a Carlos Castaneda, da Aldous Huxley ad Antonin Artaud, fino alla generazione beat di Allen Ginsberg e William Burroughs, alle canzoni dei Beatles con la loro promessa di una vita libera e spiritualmente ricca. Negli anni Sessanta anche in Occidente la loro valenza ludica era bilanciata da esperienze terapeutiche di un certo livello. Già nel 1949 l'Lsd è stato usato per simulare la malattia mentale e testato nelle psicoterapie. Nel 1965 circolavano più di un migliaio di studi sui lati positivi delle terapie con l'acido lisergico e la psilocibina. Anche in Italia eravamo avanti. "L'Lsd fu messo alla prova sia in psichiatria (in particolare a Torino) sia in contesti psicoanalitici: Emilio Servadio, per esempio, sperimentò personalmente, e insieme a Federico Fellini e Gillo Pontecorvo, l'Lsd e la psilocibina", racconta Coppo. "I risultati, che erano molto interessanti, vennero poi pubblicati su diverse riviste scientifiche". Poi, alcuni gravi incidenti ("pochi, in verità, rispetto a quelli provocati da altre sostanze, come alcol, tabacco e altri psicofarmaci, che sono tuttora legali", continua Coppo), e la pessima pubblicità causata dai comportamenti di alcuni promotori - vedi le vicende giudiziarie di Timothy Leary, lo "scandaloso" psicologo di Harvard, di cui è appena uscita la biografia di Robert Greenfield per Fandango, che si trasformò nel guru dell'acido lisergico - ne decretarono la messa al bando e l'oblio.

 

L'impulso della risonanza magnetica

Oggi, con molta cautela, si è riaperto il discorso, anche grazie allo sviluppo delle neuroscienze e l'uso della risonanza magnetica. La novità è che, siccome è possibile visualizzare che cosa succede nel cervello quando vengono assunte, si suppone che queste sostanze potrebbero svelare anche qualche segreto della mente. Sta cercando di capirlo, per esempio, Franz Vollenweider, dell'Heffter Research Institute di Zurigo. E lo racconta anche Nutt: "È successa una cosa curiosa. Sotto l'influenza della psilocibina abbiamo notato che alcune aree del cervello, deputate all'integrazione dei sensi e dei sentimenti, invece di eccitarsi, come avevamo ipotizzato, si spengono. Nelle persone depresse, invece, almeno una di queste aree è iperattiva. Questo significa che la droga espande la coscienza escludendo gli stimoli esterni. E più alcune aree cerebrali sono spente, più le immagini interiori sono vivide. La psilocibina può forse consentire di vedere cosa c'è dentro la mente da prospettive diverse, più interiori".

L'ipotesi è che chiudendo la percezione degli stimoli esterni il paziente possa più facilmente andare all'origine di traumi ed esperienze passate, di cui non è o non vuole essere consapevole perché ha paura di uscirne ferito, di provare sensi di colpa. Rivisitandoli da "testimone", invece, potrebbe riparare l'intero sistema con un processo analogo al rebooting di un computer. Riuscendo magari a disinnescarli per sempre.

Dai primi "viaggi" i pazienti sono tornati commossi e rigenerati, con un senso di profondo benessere. Che dura. Ovviamente ci vorranno anni per convalidare questi studi, ma la speranza è che la psilocibina agisca anche sulle depressioni più resistenti ai farmaci. Nella stessa maniera, cioè rompendo un altro circolo vizioso, potrebbe contrastare i comportamenti ossessivi dei tossicodipendenti.

 

Le resistenze della mentalità cartesiana

Ma lo stigma che circonda queste droghe è forte: non è fa- cile farle accettare alla mentalità cartesiana che fa dipen- dere la nostra identità dal pensiero ordinario. Per Robert Tindall, autore di The Shamanic Odyssey: Homer, Tolkien and the Visionary Experience (uscirà negli Usa a fine anno per Inner Traditions) le piante psicotrope insegnano che il cosmo è vitale e pieno di intelligenza, e che ci sono livelli di conoscenza non facilmente accessibili alla ragione. La nostra diffidenza ha motivazioni profonde. "Per la medici- na occidentale l'uomo è una macchina, un puro assem- blaggio di molecole, cellule, nervi. Manca una compren-sione diversa, la dimensione spirituale della malattia. Ab- biamo paura che, allontanandoci dalla normale coscienza basata sull'io, tutto ciò che incontreremo siano allucinazio- ni, bugie, finzioni. In altre parole, saremo ingannati".

Spesso sono gli stessi ricercatori a censurarsi per paura di non essere presi sul serio. L'antropologo Narby, che sarà ospite a Milano il prossimo autunno allo Yoga Festival (dal 12 al 14 ottobre), racconta che quando ha sperimentato l'ayahuasca nella giungla amazzonica, sotto la supervisione di Salazar ha avuto delle "allucinazioni" lucide molto potenti: serpenti alti 15 metri, canzoni che "esplodevano" attraverso il corpo... Un'esperienza sconvolgente e complessa che però l'ha aiutato a sentirsi più connesso alla sorgente della vita. Ma quando è tornato all'Università di Stanford per scrivere la sua tesi di laurea, "ho avuto paura di giocarmi la carriera universitaria. Nessuno mi avrebbe preso sul serio. Così ho rinnegato tutto e in 250 pagine ho menzionato l'erba solo due volte". Oggi Narby porta avanti progetti di salvaguardia della foresta amazzonica per l'ong Nouvelle Plànete e crede che gli sciamani, attraverso gli allucinogeni, siano capaci di contattare le infinite connessioni e parentele tra tutti gli esseri viventi. "Un'idea non balzana, se pensiamo che in realtà condividiamo con gli scimpanzè il 99% del nostro patrimonio genetico e il 50% con le banane", dice.

"In realtà queste sostanze "altre", se usate bene e in contesti appropriati, aprono a mondi diversi", aggiunge Coppo, "allargano la coscienza e modificano di conseguenza abitudini e priorità nella vita di parecchia gente. E questo è incompatibile con le modalità di esistenza prescritte dalla cultura dominante. In molte società è questa apertura che fa paura, perché le rimette in discussione. Allora le esperienze che rompono la routine, con o senza l'aiuto di sostanze più o meno proibite, sono considerate patologiche, mentre in contesti ben indirizzati possono diventare occasioni di crescita per la persona e la società". Coppo comunque è ottimista. "Ci sono medici che sanno conciliare più punti di vista pur continuando a praticare la loro professione, e sapendo che non saranno mai sciamani. Altri preferiscono non aprire "quella porta", non farsi domande inquietanti. Tuttavia la cultura medica sta cambiando e questa apertura meriterebbe a mio parere maggiore attenzione da parte delle istituzioni".

In attesa di iniziare i nuovi test, Nutt, che ha appena pubblicato Drugs - Without the Hot Air: Minimizing the Harms of Legal and Illegal Drugs, chiude con una nota polemica. "Gli allucinogeni sono vietati per motivi politici: un atteggiamento duro significa conquistare molti voti. Ed è uno scandalo, perché considerarli illegali ha di fatto bloccato la ricerca sul cervello negli ultimi cinquant'anni".

L'anno scorso la New York Public Library di New York ha comprato tutti gli scritti di Leary. La loro pubblicazione potrebbe forse ora aiutare a capire perché e come queste droghe siano precipitate dallo Shangri-La della controcultura alle black list degli stati di mezzo mondo. E magari contribuire ad abbattere tabù obsoleti.

 


 

 

 


 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

Leggi antidroga da ripensare in base ai fatti scientifici

Il New Statesman intervista Amanda Fielding della Beckley Foundation su canapa, tabacco e psichedelici: http://www.newstatesman.com/sci-tech/sci-tech/2012/08/amanda-feilding-to...

Alcol e funghi, il doping esisteva già nelle antiche olimpiadi

Che cos’hanno in comune Alex Schwazer, Oscar Pistorius, Ye Shiwen e Justin Gatlin? Sono tutti atleti accostati in modo diverso al problema del doping. Una discussione che esiste fin dalle Olimpiadi antiche, quando i giudici cercavano di capire se gli atleti avessero assunto funghi o alcol per aumentare il proprio standard. Ma ora una nuova, più subdola modalità giunge in favore del gioco scorretto: il doping genetico.


Che cos’hanno in comune un altotesino di ventotto anni, un sudafricano bianco amputato bilaterale, una sedicenne cinese di Hangzhou e un americano che corre i 100 metri in meno di dieci secondi? Nulla, se non che tutti e tre partecipano alle Olimpiadi di Londra e, in modi diversi, sono stati accostati al problema del doping. Loro sono Alex Schwazer, Oscar Pistorius, Ye Shiwen e Justin Gatlin, ma in questa lista potrebbero rientrare anche altri atleti. Sostanze assunte per aumentare il rendimento fisico e tecnologie impiegate per migliorare le prestazioni in gara: questo è il doping, una pratica illegale severamente controllata e punita dal Comitato olimpico internazionale, ma che può assumere declinazioni molto diverse e discutibili.



Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/doping-olimpiadi#ixzz232T0JNMt

stati psichedelici comparati

Uno studio comparativo della neuro-psicofarmacologia dei diversi stati alterati di coscienza indotti da fonti esogene, tra cui i più diffusi psichedelici e altre sostanze affini. (PDF)

David Nutt: attuale classificazione droghe legali/illegali è antiscientifica

il consulente del governo inglese spiega come il proibizionismo su droghe in realtà relativamente innocue e ricche di potenziale terapeutico arrechi gravi danni alla ricerca

TIMOTHY LEARY. UNA BIOGRAFIA di Robert Greenfield, Fandango Libri

Per un’intera generazione in rivolta contro qualsiasi autorità, “Turn on, Tune in, Drop out ” divenne un mantra e il suo inventore, Dott. Timothy Leary, un guru.
Bello, intelligente e carismatico, promise ai giovani degli anni Sessanta auto-liberazione, piacere carnale e pienezza spirituale. Nel 1960, dottorando nel dipartimento di psicologia di Harvard, andò in Messico per provare i funghi allucinogeni per la prima volta. Immediatamente si convinse che la psilocibina e successivamente l’LSD potessero realmente aprire le porte della percezione sensoriale e permettere al nostro cervello e al nostro spirito di connettersi con nuove e più alte forme di coscienza. Sotto l’egida di Aldous Huxley, Leary diete vita all’Harvard Psychedelic Project e trasformò se stesso in un messia psichedelico. Per le successive tre decadi la vita di Timothy Leary fu una montagna russa di glamour e scandali, epifanie indotte dalla droga e un’infinità di disavventure giudiziarie. I suoi amici furono i grandi nomi della cultura e dello spettacolo di quegli anni: Allen Ginsberg, William Burroughs, John Lennon, Yoko Ono, Andy Warhol, Susan Sarandon, Tim Robbins e tantissimi altri. La sua morte, avvenuta a Los Angeles nel 1996, come la sua vita, fu un evento mediatico imponente. Stroncato da un tumore andò incontro alla morte circondato da star e discepoli che lo aiutavano a consumare più droghe possibili per alleviare il dolore. Le sue ceneri furono sparate nello spazio. La prima biografia completa di Timothy Leary.
Un impressionante affresco della cultura del ventesimo secolo, che immerge il lettore nella vita e nell’epopea di una delle più discusse icone americane di tutti i tempi.
Lasciate che lo Stato si Disintegri

“Allen Ginsberg credeva che questa nuova visione mistica avrebbe conquistato il mondo. Timothy Leary, un serio scienziato e professore di Harvard, era la persona giusta per tentare questa impresa. Ed era l’unico ad avere un  accesso illimitato a queste pillole magiche.”

per saperne di più it.paperblog.com/timothy-leary-il-profeta-dell-lsd-1186341/

Condividi contenuti