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Domande agli Operatori
L’alcool etilico o etanolo è il risultato della fermentazione di zuccheri semplici, o di altri procedimenti chimici (distillazione). Ogni bevanda alcolica ha una sua gradazione (cioè percentuale d’alcool) diversa che per legge deve essere indicata sul contenitore.
Alcolici e superalcolici sono consumati frequentemente da giovani e adulti; sono legali e per questo nell’immaginario collettivo non vengono considerati come “droghe”. In realtà, l’alcool è una sostanza che agisce sul Sistema Nervoso Centrale.
Le bevande alcoliche sono usate per disinibirsi, superare gli imbarazzi, sentirsi più carichi, avere più coraggio con l’altro sesso, divertirsi con gli amici.
L’effetto dipende dalla quantità di alcolici assunti, dalla loro gradazione e dalla capacità di...
La viticoltura appare nelle montagne tra il mar Nero e il mar Caspio (attuale Armenia) intorno al 6000 avanti Cristo. La produzione di birra emerge invece tra i sumeri intorno al 3000 avanti Cristo. Il primo report scritto sugli alcolici è una tavoletta cuneiforme risalente al 2200 avanti cristo. Intorno al 1500 avanti Cristo si hanno le prime produzioni di vino nella zona dell'Egeo. Seicento anni più tardi, intorno al 900 avanti Cristo, gli assiri producono già vino su larga scala. Il vino si diffonde in mesopotamia ed Europa mediterranea.
Dioniso di...
L’alcol è la sostanza psicotropa maggiormente diffusa nel nostro paese. In particolare l’uso di vino durante i pasti è retaggio di una antica tradizione culturale, legata anche alla cultura cattolica nella quale il vino assume un’importanza evidente.
Ad utilizzare l’alcol almeno una volta l’anno è oltre il 70%* della popolazione, ovvero oltre 36 milioni di persone. La differenza di genere è particolarmente forte, poiché a consumare alcol sono l’82% dei maschi e il 59% delle donne. Ad essere correlato con l...
I più votati, alcol
Alcol più pericoloso dell'eroina - italiano
La Repubblica - L'ex consigliere del governo per le droghe e le sostanze nocive insieme ad altri studiosi pubblica su Lancet uno studio dirompente. E chiede ai politici di riclassificare gli alcolici, aumentarne il costo e adottare misure dissuasive simili a quelle usate per il fumo
LONDRA - Bere alcolici è socialmente più dannoso che prendere eroina, cocaina o altre droghe. Lo afferma, dati alla mano, un eminente studioso britannico, che fino allo scorso anno presiedeva il gruppo di consiglieri governativi su droghe e sostanze nocive. In una nazione come il Regno Unito, dove l'alcolismo è un problema diffuso ed evidente (basta mettersi fuori da un pub il sabato sera per rendersene conto), l'allarme lanciato dal professor David Nutt, in un articolo per l'autorevole rivisita scientifica Lancet, non dovrebbe rimanere inascoltato. Lo studioso chiede al governo di riclassificare l'alcol tenendo conto della sua maggiore pericolosità sociale, suggerisce di aumentare il costo degli alcolici per dissuadere almeno i più giovani dall'abuso e propone misure per considerare gli effetti dell'alcolismo "passivo", così come è stato già fatto per il "fumo passivo".
Non tutti concorderanno con le sue tesi, perché il professor Nutt è uno scienziato che ha già creato controversie e polemiche nel recente passato. Lo scorso anno fu licenziato dal suo ruolo di capo dei consiglieri governativi sulle droghe dopo avere criticato il governo per la decisione di riclassificare la marijuana da droga di livello C a droga di livello B, ovvero più pericolosa. Secondo Nutt, presentarla come una sostanza più dannosa e potente avrebbe avuto l'effetto di attirare un maggiore consumo, mentre di fatto vari studi la descrivevano come non particolarmente nociva, con l'eccezione di un tipo particolare di erba. In un'altra occasione, lo studioso si era attirato critiche per avere scritto in un articolo che la probabilità di morire di ecstasy era pari a quella di morire per una caduta da cavallo, mettendo sullo stesso piano le dorghe chimiche e l'equitazione. I maligni ironizzarono all'epoca sul suo nome, Nutt, che in inglese suona come la parola "matto".Le credenziali scientifiche di David Nutt, tuttavia, sono ineccepibili. E all'articolo su Lancet hanno collaborato anche un noto farmacologo, Leslie King, e l'economista Lawrence Philips. Il loro studio afferma che l'alcol è tre volte più dannoso della cocaina o del tabacco e cinque volte più dannoso del mefedrone. Recenti rapporti del National Institute for Health e di altri organismi condividono sostanzialmente questa tesi. Su un massimo di 100 punti, lo studio del professor Nutt ne assegna 72 all'alcol, 55 all'eroina, 54 alla cocaina. In termini di danno individuale, l'alcol è classificato al quarto posto, ma balza al primo quando si tiene conto del danno sociale, ossia non solo del rischio di morte e malattie per chi ne fa uso, ma pure delle implicazioni sociali come conflitti familiari, costi economici, declino della coesione comunitaria. Crimini e disordini sociali legati all'abuso di alcolici costano al contribuente britannico 13 miliardi di sterline (circa 15 miliardi di euro) ogni anno.
Italia. Nuove regole per chi guida in stato di alterazione psicofisica
Diventano operative le novita' contenute nel decreto sicurezza. Poteri a sindaci e prefetti contro i blocchi stradali. Scrive il CORRIERE DELLA SERA: "Domani e' il primo giorno in cui entrano in vigore le nuove norme del codice della strada. Introdotte con la legge 84 del 15 luglio sulla sicurezza. Il pacchetto prevede sanzioni piu' severe per chi si mette al volante mentre e' sot to l'effetto di alcol e droga e alla guida di un mezzo non suo. Toglie punti anche al ciclista imprudente. Colpisce chi sporca le strade. E in genere punisce duramen te qualunque infrazione sia commessa di notte. Al Senato e' gia' pronto per l'esame un altro testo, approvato dalla Camera. Con nuove regole per gli automobilisti. Ma se ne riparla a settembre. Aggiornamenti continui si trovano sul sito www.asaps.it dell'Associazione sosteni tori e amici della polizia stradale. Droga e alcol - Quando una persona si mette alla gui da di un veicolo di cui non e' proprieta rio e con un contenuto di alcol nel san gue superiore a 1,5 grammi per litro, commette il reato aggravato di guida in stato di ebbrezza. L'art. 186 ora modifica to prevede che la patente gli sia sospesa per un periodo raddoppiato (ora e' da 1 a 2 anni). Cosi' l'art. 187 dispone che a chi guida un veicolo non suo, in stato di alte razione psicofisica perche' ha assunto droga, venga ugualmente sospesa la pa tente per il doppio del tempo. In entram bi i casi l'ammenda, che va dai 500 ai 6 mila euro, e' aumentata da un terzo fino alla meta' se il fatto viene commesso do po le 22 e prima delle 7 del mattino. Si tratta di una norma per evitare lo scam bio di auto dopo le bevute". Prosegue ancora il CORRIERE DELLA SERA: "Documenti - È bene diventare precisi quando si tratta di documenti importanti. L'art. 195 del codice adesso dispone che nel caso ci si metta al volante senza assicurazione obbligatoria o se i documenti assicurativi risultino falsi o contraffatti, il veicolo, se intestato al conducente, venga confiscato. La patente del guidatore e' sospesa per un anno. Di notte - Con il buio e' bene stare piu' attenti. Poiche' le conseguenze possono essere ancora piu' gravi, le sanzioni pecuniarie per una serie di infrazioni vengono au mentate di un terzo se commesse tra le 22 e le 7. E le fattispecie sono queste: velocita' pericolosa, velocita' eccessiva, mancata precedenza, violazione della segnaletica orizzontale e dei semafori, mancato rispetto della distanza di sicurezza, cambio di direzione, corsia o altre manovre azzardate. Stessa sorte per chi circola contromano o inverte il sen so di marcia, fa retromarcia o passa sul la corsia di emergenza, omette di usare le luci di posizione durante la sosta o la fermata, di notte o in caso di scarsa visibilita' (...)". Ancora il quotidiano milanese: "Rifiuti - I maleducati impareranno l'educazione al decoro a proprie spese. Non la pas sera' piu' liscia chi svuota il portacenere al semaforo o butta cartacce mentre passa rombando. D'ora in avanti chi sporca la strada gettando rifiuti o oggetti dai ve icoli paghera' una multa dai 500 ai 1.000 euro. La nuova regola si aggiunge a quel la che gia' punisce chi imbratta le vie. Abusivi - Il sindaco per le strade urbane, il prefetto per le extraurbane potranno ordinare l'immediato sgombero di occupazioni abusive di strade. Le spese di rimozione saranno a carico del trasgressore. Se l'oc cupazione abusiva riguarda un'attivita' commerciale o un punto di ristoro, ne viene ordinata la chiusura immediata. Fino allo sgombero e al pagamento delle spese, comunque per almeno 5 giorni".Notiziario ADUC
Contenuto Redazionale Intervista - Procedure da adottare negli accertamenti sanitari
I controlli sono a spese del lavoratore o del datore di lavoro? E le eventuali controanalisi?
Alcol: spaventosi i dati dell’abuso in Italia
tantasalute.it- Il problema dell’alcol non è solo rappresentato dall’unica emergenza sanitaria derivante da tutte quelle malattie connesse con l’abuso di questa sostanza, diventa ancor più grave la situazione quando si considera che nei Paesi sviluppati, Italia compresa, cresce sempre di più il numero di adolescenti, se non addirittura di bambini e di donne, che eccedono con l’alcol, una situazione piuttosto nuova in Italia e non è tutto!
Ad allarmare è anche la consapevolezza, alla luce degli ultimi dati emersi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, per quanto concerne la sola Italia, che almeno centomila infortuni sul lavoro hanno avuto una matrice comune; l’abuso di alcol al punto che la sostanza nell’ultimo periodo è divenuta il terzo fattore di rischio di mortalità e disabilità; insomma, subito dopo ipertensione arteriosa e fumo, il primato va proprio all’alcol.
L’effetto emulazione
C’è da dire che con l’alcol sta avvenendo quanto già accaduto col fumo, ovvero, l’influenza esercitata dagli adulti, capofamiglia in testa, viene assorbita dagli altri componenti il nucleo familiare. A tale risultato sarebbe giungo l’Istituto Superiore della Sanità nel presentare il Rapporto nella Giornata di Prevenzione dall’alcol.
Le donne sempre più bevitrici
Dal Rapporto si evince anche dell’altro, ovvero, che su cento donne almeno 60 bevono in maniera considerevole, ma senza ancora allarmare più di tanto, perché ben altro è il problema rappresentato da ciò che avviene alle venti donne all’interno della percentuale presa a riferimento, visto che tali persone possono già ascriversi quali alcol dipendenti.
L’età a rischio per le donne
L’età considerata a rischio di dipendenza dall’alcol per le donne coincide con quella adolescenziale, per via dell’esigenza della ragazzina di sentirsi più a suo agio all’interno della cerchia di suoi coetanei frequentati, dopodichè torna ad essere un’età a rischio per la donna gli anni che stanno a cavallo dei quaranta. In questa fase della vita spesso ci si ritrova di fronte a situazioni per la donna di grande disagio, un bilancio della propria esistenza che non risulta del tutto chiaro, la paura di perdere la propria fertilità, la paura di invecchiare, tutte situazioni queste che spesso scaturiscono dalla debolezza del singolo individuo piuttosto che dalla realtà dei fatti ma già sufficienti per avvicinarsi all’alcol in maniera patologica.
Da sottolineare invece il fatto che la propensione del capofamiglia ad abbandonarsi all’alcol aumenta di ben sette volte il rischio che i figli eccedano prima o poi con l’alcol.
Il ruolo dell’alcol negli incidenti sul lavoro
E se dunque l’alcol è sicuramente un motivo d’allarme sociale per via delle malattie che spesso si accompagnano all’abuso della sostanza, bisogna anche considerare l’allarme sociale determinato dalla propensione di troppi lavoratori a bere durante le ore lavorative. Un fenomeno che segue il trend negativo degli infortuni sul lavoro e che ben ci dimostra come almeno centomila incidenti sul lavoro avvenuti in Italia siano stato indirettamente causati dall’alcol. Anche la mortalità per incidenti della strada è un fenomeno purtroppo in rapida crescita, al punto che per i giovani, l’alcol rappresenta la prima causa di morte alla guida. Così come, il mix fumo-alcol diventa sempre più tenace in chi è affetto da entrambi i ” vizi “, ovvero, più si fuma e più si beve e viceversa. Il risultato è davvero disarmante, gli alcol dipendenti in Italia dal 1988 al 2003 sono aumentati del 136% per gli uomini e del 144% per le donne.
Tanto sono spaventosi questi dati che stupisce a questo punto sempre meno osservare come nella popolazione italiana il 10% dei lavoratori che abbiano un’età superiore ai 16 anni ha problemi con l’alcol che causa incidenti sul lavoro in 11 casi su 100 incidenti avvenuti. Dobbiamo anche considerare che la stessa incidentalità stradale non è tutta da ascrivere alle stragi del sabato sera, insomma, non possiamo considerare l’alcol responsabile soltanto degli incidenti notturni avvenuti nei week-end, è dimostrato che una parte degli incidenti stradali causati dall’alcol vanno a confluire nel grande calderone degli incidenti sul lavoro poichè il sinistro si sarebbe verificato quando il lavoratore percorreva, ubriaco o quasi, il tragitto che lo conduceva a casa o sul posto di lavoro.
I tempi di smaltimento
Molte volte ci si chiede quanto tempo occorra per smaltire una data quantità di alcol dall’organismo per tornare di nuovo sobri. Premesso che non è possibile parlare in termini assoluti perché tale fatto dipende da troppi fattori, età dell’individuo, sesso, condizioni generali dell’organismo etc., diciamo che un bicchiere di alcol si smaltisce in un’ora circa, in presenza di una funzionalità epatica perfetta. Ma quando intendiamo un bicchiere di alcol ci riferiamo ad un bicchiere di vino con una concentrazione alcolica intorno al 10/13 gradi circa. E’ chiaro che già per smaltire tre bicchieri di vino occorrerà un lasso di tempo quasi triplo, ma non è tutto, ben diverso è il caso dei superalcolici laddove la quantità di alcol è quadruplicata spesso rispetto al vino.
ma quando finirà
come prima cosa volevo congratularmi x il sito che sembra ottimo, scusate x il "sembra" ma un pò di diffidenza e mentalità tossica mi sono rimaste, cmq oggi ho preso una bella mazzata e cioè 600 euro x la revisione della patente x un fatto del 2000 (mi sembra cannabis, ma chi si ricorda?), cmq ero riuscito a farla franca x 10 anni ma poi alla revisione mi hanno stangato, propio in un momento alquanto difficile xchè dopo oltre 10 anni di tossicodipendenza, 3 anni di comunità dove ho finito il programma con successo e imparando un buon lavoro, adesso mi ritrovo a casa con mia mamma che e pultroppo psichiatrica e mi rende la vita impossibile rivangando sempre il passato, disoccupato e con 600 bombe da pagare.
dunque morale della favola sono alquanto nn sò esaurito oppure incazzato xchè io sto veramente bene e ne vale la pena uscire dal giro, però mi sembra che qualcosa nn quadri trovo solo cose da pagare e porte chiuse.
L'ALCOL E' LA TERZA CAUSA DI MORTE IN ITALIA
UDINE - L'alcol è la terza causa di morte in Italia e determina 30mila decessi all'anno: il dato, frutto di una recente ricerca dell'istituto 'Negri' di Milano, é stato diffuso, oggi, a Udine, alla presentazione del 18.mo Congresso nazionale dei Club alcolisti in trattamento. Il congresso si svolgerà dal 25 al 27 settembre alla Getur di Lignano Sabbiadoro (Udine); sono previsti almeno duemila partecipanti. Il congresso, organizzato dall'Acat (Assocazione Club alcolisti in trattamento) del Friuli Venezia Giulia, è stato illustrato a Udine dalla presidente dell'Acat regionale Maria Claudia Diotti, alla presenza del consigliere regionale Paolo Menis e di altri esponenti dell'associazione. "I problemi alcolcorrelati - ha detto Diotti - che vanno dal disagio sociale all'emarginazione, dalle difficoltà economiche ai contrasti in casa, con il nostro metodo vengono superate dal 60% delle famiglie con un percorso condiviso di formazione che ha l'obiettivo di acquisire stili di vita sobri". In Friuli Venezia Giulia sono 271 i club Acat (2.200 in Italia) ai quali fanno riferimento circa 1800 famiglie. "In Europa - ha spiegato il ricercatore Sergio Cecchi - l'alcol è la prima causa di morte per i giovani sotto i 30 anni, ma i problemi alcolcorrelati anche in Italia e in regione non incidono solo sulla fascia giovanile ma riguardano tutta la popolazione in una percentuale che varia dal 5 al 10%".
Stati generali sulle dipendenze in Valdarno
Stati generali sulle dipendenze l’incontro si svolgerà sabato 4 ottobre presso il complesso della Filanda è rivolto a tutti coloro che a vario tipo sono interessati a questo delicato argomento che riguarda la vita di molti cittadini valdarnesi.
Il giorno 4 ottobre è stata organizzata dalla Conferenza di zona dei sindaci e dal Dipartimento delle Dipendenze dell’USL 8 un’occasione di approfondimento sul modello organizzativo delle Dipendenze sul nostro territorio; si tratta di un incontro al quale sono invitati gli operatori che a vario titolo si occupano del problema, sul versante del servizio pubblico, del privato sociale e del terzo settore; naturalmente questa occasione è offerta anche a quanti vogliano partecipare perché in qualche modo interessati. La giornata si svolgerà presso la Sala Conferenze del complesso La Filanda della Ginestra ed avrà inizio alle ore 9 con il saluto portato da Sauro Testi presidente della Conferenza dei Sindaci del Valdarno aretino, da Giorgio Valentini Sindaco di Montevarchi e Vice Presidente della Conferenza dei Sindaci della provincia di Arezzo, da Monica Calamai Direttore Generale dell’USL 8, da Enzo Brogi Consigliere Regionale. I lavori poi entreranno nel vivo con l’analisi delle varie tematiche legate alle dipendenze. Il Dott. Di Mauro Direttore del Dipartimento delle Dipendenze dell’Usl 8 e la Dott.ssa Bonechi Responsabile del Ser. T. del Valdarno parleranno rispettivamente delle attualità e delle prospettive del territorio e della realtà specifica del Valdarno. Seguirà l’apertura di una tavola rotonda sui progetti innovativi del servizio pubblico che affronterà i temi riguardanti il gioco d’azzardo, il tabagismo, l’alcol, il centro diurno “Mister Brown”. La seconda parte dei lavori sarà rivolta all’illustrazione di alcuni progetti di collaborazione presentati dalle realtà presenti nel territorio come l’ACAT valdarno, la comunità “Nuovi Orizzonti”, il progetto “Happy Night – Good Lucky Day”. Infine uno spazio sarà dedicato al dibattito e alle conclusioni che saranno effettuate da Sauro Testi, Monica Calamai e Paolo Eduardo Di Mauro. Il tema delle Dipendenze da sempre corre il rischio di divenire preda di interpretazioni riduttive, e di derive ideologiche; c’è viceversa necessità, oggi più di sempre, di “fare il punto”, alla luce delle più recenti acquisizioni in varie discipline, ed anche del divenire stesso del fenomeno: i processi di omologazione culturale da un lato (forse siamo oggi in presenza di un minore allarme sociale), l’emergere di nuovi problemi dall’altro: il rapporto dei giovani con l’alcol, il focus su nuovi comportamenti problematici: gioco d’azzardo, internet, shopping compulsivi ed altro. Il Servizio per le tossicodipendenze del Valdarno, in particolare si è confrontato negli ultimi tempi con queste sfide ed anche con la necessità di ricalibrare il proprio modello organizzativo; è quindi ulteriormente auspicabile un momento di proposta e di confronto sul territorio. Il Ser.T. del Valdarno negli anni ha visto un progressivo radicamento sul territorio, grazie alle sue attività nel settore della prevenzione, cura e riabilitazione nelle Dipendenze da sostanze psicoattive illegali, ma anche legali (alcol, tabacco etc.) e comportamentali senza uso di sostanze (Gioco d’azzardo, internet etc.); ad oggi, tra i vari dati disponibili, segnaliamo che si occupa complessivamente, di più di 500 persone; di 314 soggetti con problemi da droghe illegali (257 maschi 57 donne, appartenenti a varie fasce di età), e di 122 soggetti con uso problematico di alcol (92 maschi e 30 donne).
Conoscere lo sballo
Paolo Calabro, ilRecensore.com - Parte da un drammatico dato di fatto lo studio di A. Dionigi e R. M. Pavarin dal titolo “Sballo. Nuove tipologie di consumo di droga nei giovani“(Erickson, 2010): è in aumento tra i giovani, i giovani adulti e la popolazione in generale il consumo di sostanze psicoattive. Cioè: la droga. Non è però l’unica novità rispetto al passato. La più grande (e forse più preoccupante) differenza è il fatto che il consumo di droga sia diventato un aspetto della normalità, mentre prima era percepito come devianza e legato quasi sempre a rivendicazioni asociali o antisociali. Ma ciò non dipende dalla droga come tale, secondo gli autori, bensì dal diverso assetto che la società ha assunto negli ultimi decenni: “ovunque, chiunque stia cercando qualcosa ai giorni nostri si appresta al contempo a consumare qualcosa, legale o illegale che sia”. Parte tutto da qui, dal fatto che il consumo, in generale, sia aumentato, e che il mercato abbia reso la droga una merce come un’altra - certo illegale - ma in null’altro diversa da tutto ciò che si acquista per essere diversi, sentirsi accettati, potenziare o comunque alterare le proprie caratteristiche personali (fisiche e mentali: si pensi alla chirurgia estetica, all’ossessione per il proprio peso corporeo o ai drink eccitanti a base di caffeina e taurina).
È lo sfondo ad essere cambiato: la droga fa parte della normalità e della quotidianità al punto che sempre più non-tossicomani ne fanno uso. Cadono le distinzioni tradizionali tra chi è dentro e chi è fuori: negli anni ‘80 lo spacciatore e il consumatore erano due ruoli nettamente distinti e il primo in genere apparteneva alla malavita; oggi, evidenziano gli autori con esempi tratti dalla loro pratica clinica, “alcuni pazienti comprano la cocaina dal loro commercialista, l’ecstasy dal fidanzato della sorella e l’hashish a scuola o al bar da coetanei non devianti”.
Grande dilemma per i genitori i quali, spesso inconsapevoli di tutto ciò, continuano a dipingere ai figli una realtà della droga che non è più attuale, ciò che reca il rischio dell’incomunicabilità fra le due generazioni (con il classico “i giovani non li capisco” da un lato e il corrispondente “i vecchi non sanno niente di noi giovani”). Mentre invece proprio dei genitori ci sarebbe più bisogno, per riscoprire un’alternativa ai modelli stereotipati che prescrivono la droga come ingrediente indispensabile al “divertimento”. Alla cui pressione si aggiungono ovviamente fattori quali l’incertezza del futuro e la precarietà prevalente dei progetti di vita.
Il libro è diviso in due parti: la prima affronta il consumo delle sostanze psicoattive, i modi di proteggersi e il ruolo dei genitori; la seconda rivisita i paradigmi delle sostanze e dei significati ad esse attribuiti, con particolare attenzione all’alcol, alla cannabis e alla cocaina. Rivolto a genitori, insegnanti, educatori e tutti coloro che intendono affacciarsi all’odierno orizzonte della normalità della droga.
Alessandro Dionigi, docente di Pedagogia dei nuovi stili di consumo, Pedagogia di comunità e Gestione dei conflitti, titolare di Laboratori didattici presso la facioltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna, svolge attività di formatore presso diversi enti ausiliari e in differenti regioni. È coordinatore de «Il Pettirosso» - Consorzio CEIS di Bologna, nonché della Federazione Italiana Comunità Terapeutiche (FICT) per l’area “Cocaina, alcol e nuovi stili di consumo”. Opera da ventidue anni nel capo delle dipendenza ed è autore di numerose pubblicazioni sull’argomento.
Raimondo Maria Pavarin, Direttore dell’Osservatorio Epidemiologico metropolitano Dipendenza Patologiche e del Centro di documentazione sulle deoghe dell’Azienda USL di Bologna; professore a contratto di Epidemiologia delle Dipendenza presso l’Università di Bologna, ha opubblicato numerosi libri e articoli scientifici sulle dipendenze da alcol e droga. È membro della Consulta nazionale degli esperti delle dipendenze.
Autori: A. Dionigi - R. M. Pavarin Titolo: Sballo. Nuove tipologie di consumo di droga nei giovani Editore: Erickson Anno di pubblicazione: 2010 Prezzo: 14 euro Pagine: 220
La rabbia repressa è una mina: esplode con l'alcol
diregiovani.it - ROMA - La rabbia inespressa è come una mina. Ed ad accendere il detonatore può essere l'alcol, che svincola dalle inibizioni. A sostenere la tesi è uno studio pubblicato sulla rivista "Addiction" e condotto da due ricercatori svedesi e norvegesi, rispettivamente del Wedish Institute for Social Research e del Norwegian Institute for Alcohol and Drug Research di Oslo. I ricercatori hanno monitorato 3mila giovani norvegesi, analizzati due volte nel corso del tempo: quando avevano tra i 16 e i 17 anni e quando ne avevano tra i 21 e i 22.
Dai dati raccolti si è potuto suddividere i giovani i tre gruppi distribuiti in base alla soppressione della rabbia. Tra coloro che hanno riportato un'alta inclinazione a reprimere i sentimenti di negativi, un aumento del 10% nel bere è stato associato a un aumento del 5% della violenza. Viceversa, nei giovani non abituati a reprimere la rabbia e che trovano un modo costruttivo per scaricarla, non si è trovato alcun legame tra il bere e le esplosioni di violenza. Da qui il suggerimento degli scienziati a moderare il bere ed a imparare a gestire e manifestare la rabbia.
Contenuto Redazionale "per gioco non bere" e il videoclip ti arriva sul cellulare
Si chiama Safe Night, Notte Sicura, 30 videoclip di 30 secondi prodotti e realizzati dalla Regione Toscana e dal Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, con la collaborazione dei ragazzi e destinati ai loro coetanei.
I video parlano dei problemi legati alla guida sotto effetto di alcolici e questa estate saranno trasmessi tramite internet, you tube, facebook, ma anche con tecnologie quali il bluetooth marketing, che tramite una postazione li invierà su tutti i telefoni cellulari presenti nel raggio di 100 metri.
Per vedere tutti i video
http://www.youtube.com/user/safenight2010?blend=2&ob=5
Dati ISTAT sull'abuso di alcol in Italia
Da qui si può scaricare il .pdf del più recente studio statistico (dati relativi al 2005) su uso e abuso di alcolici in Italia, con particolare riguardo al mondo giovanile.
Reggere l’alcol è una questione genetica
Benesseresalute.net - C’è chi regge meglio l’alcol e chi invece diventa ubriaco dopo un solo bicchiere di vino. Spesso chi sbanda dopo pochi sorsi viene accusato scherzosamente di “non avere il fisico”. In realtà il fisico non conta più di tanto, la vera differenza risiede in un gene.
Secondo una ricerca il gene CYP2E1, scoperto tre anni fa, oltre a influire sulla possibilità di contrarre la cirrosi epatica, ha forti ripercussioni sulla risposta di un individuo all’alcol.
Questo fattore influenza anche la dipendenza da alcolismo, che avrebbe quindi anche una base genetica. Certo, il gene non è la spiegazione totale ma solo una delle concause: non bisogna trascurare elementi fisiologici e sociologici che determinano le sensibilità individuali. Tuttavia, grazie al CYP2E1, potrà forse essere possibile capire quale soglia di tolleranza all’alcol ha ogni singolo individuo: un bel problema per chi produce le macchinette per il controllo dello stato di ebrezza.


