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L’alcool etilico o etanolo è il risultato della fermentazione di zuccheri semplici, o di altri procedimenti chimici (distillazione). Ogni bevanda alcolica ha una sua gradazione (cioè percentuale d’alcool) diversa che per legge deve essere indicata sul contenitore.

Alcolici e superalcolici sono consumati frequentemente da giovani e adulti; sono legali e per questo nell’immaginario collettivo non vengono considerati come “droghe”. In realtà, l’alcool è una sostanza che agisce sul Sistema Nervoso Centrale.

Le bevande alcoliche sono usate per disinibirsi, superare gli imbarazzi, sentirsi più carichi, avere più coraggio con l’altro sesso, divertirsi con gli amici.

L’effetto dipende dalla quantità di alcolici assunti, dalla loro gradazione e dalla capacità di...

La viticoltura appare nelle montagne tra il mar Nero e il mar Caspio (attuale Armenia) intorno al 6000 avanti Cristo. La produzione di birra emerge invece tra i sumeri intorno al 3000 avanti Cristo. Il primo report scritto sugli alcolici è una tavoletta cuneiforme risalente al 2200 avanti cristo. Intorno al 1500 avanti Cristo si hanno le prime produzioni di vino nella zona dell'Egeo. Seicento anni più tardi, intorno al 900 avanti Cristo, gli assiri producono già vino su larga scala. Il vino si diffonde in mesopotamia ed Europa mediterranea.

Dioniso di...

L’alcol è la sostanza psicotropa maggiormente diffusa nel nostro paese. In particolare l’uso di vino durante i pasti è retaggio di una antica tradizione culturale, legata anche alla cultura cattolica nella quale il vino assume un’importanza evidente.

Ad utilizzare l’alcol almeno una volta l’anno è oltre il 70%* della popolazione, ovvero oltre 36 milioni di persone. La differenza di genere è particolarmente forte, poiché a consumare alcol sono l’82% dei maschi e il 59% delle donne. Ad essere correlato con l...

I più votati, alcol

I picchiatori dei carabinieri non tornavano da un rave ma da una discoteca

Dopo il massacro dei carabinieri il popolo 
del rave si ribella: “Non è solo sballo e droga”

Nonostante i protagonisti del pestaggio non stessero tornando da un rave ma da una discoteca, il caso riporta d'attualità questo tipo di feste che nell'accezione comune richiamano solo all'abuso di droghe. Un fenomeno che, almeno nelle origini, al contrario voleva coniugare musica elettronica e culture giovanili, danza e protesta politica.

Il caso di cronaca avvenuto durante il ponte pasquale a Sorano, in provincia di Grosseto, ha riacceso i riflettori sul fenomeno dei rave party. Poco importa la scoperta che i giovani protagonisti del pestaggio non stessero tornando da un rave, ma da una serata brava in discoteca. Ecco i fatti. Due carabinieri sono stati pestati brutalmente da quattro ragazzi poco distante dal luogo di una di quelle feste. La colpa dei due militari? Avere fatto l’alcool test al guidatore della macchina e comunicargli che, visti i risultati, la patente gli sarebbe stata sequestrata. Tanto è bastato per far scattare la violenza contro i due agenti che sono stati pestati con pugni, calci e una spranga di ferro. I due feriti si trovano ricoverati in gravi condizioni: uno è in coma farmacologico per le percosse subite, l’altro rischia di perdere un occhio. Mentre per i quattro ragazzi (fra cui un solo maggiorenne) è stato confermato il fermo di polizia e le accuse nei loro confronti sono gravi, a partire dal duplice tentato omicidio. Al momento non sono ancora disponibili i referti tossicologici in modo da appurare se il branco abbia agito, oltre che sotto l’effetto dell’alcool, anche sotto l’effetto di qualche droga.Assieme alla condanna per l’episodio, a finire sotto accusa sono state anche questo tipo di feste che, è bene ricordarlo, sono per definizione illegali o, come dice il popolo dei rave, free e cioè libere. A cominciare dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che ha chiesto un intervento del Parlamento per “consentire ai sindaci di esercitare la loro attività di controllo”. Peccato però che i quattro protagonisti del “pestaggio di pasquetta” non stessero tornando dal rave, ma da una discoteca. E che all’origine della violenza bovina non ci fossero i contestatissimi party ma una notte di sballo nei locali fiorentini à la page. Come riportano le cronache, il branco stava andando e non tornando dalla festa illegale nella città toscana.Anche se il collegamento diretto fra il rave e l’episodio di cronaca è venuto clamorosamente a mancare, quanto accaduto a Sorano ha colpito ed è stato condannato dalla stessa comunità che frequenta e organizza questo genere di eventi. Il loro timore adesso è che la repressione contro i rave da parte delle forze di sicurezza si faccia ancora più massiccia.“I rave party sono sempre stati nell’occhio del ciclone per le loro caratteristiche di libertà e di divertimento non convenzionale – dice un organizzatore di party che non vuole rivelare il suo nome – ma è scorretto associare ai party gli episodi spiacevoli come quello di Grosseto”. Un’opinione condivisa anche da un operatore del Lab 57, un’organizzazione che si occupa di “riduzione del danno” durante le feste: “Quello che è accaduto a Sorano poteva tranquillamente accadere all’uscita di una discoteca o a qualunque altro luogo di aggregazione giovanile. Il problema della violenza cieca non riguarda i rave, piuttosto ha a che vedere con i modelli culturali della società nel suo complesso”. Non è facile entrare in contatto con i protagonisti di quel mondo, i pochi disponibili a parlare lo fanno solo sotto anonimato. “E’ perché le nostre feste sono illegali e siamo sempre sotto la lente della polizia. Anche se non facciamo niente di male”.Insomma il popolo dei party non ci sta a essere associato a quanto accaduto durante la nottata di follia di Grosseto. Eppure il connubio rave-droga-violenza per molti è un dato di fatto. “Non mi stupisce affatto questo tipo di atteggiamento – dice un dj molto famoso nel circuito delle feste – E’ perché siamo un movimento underground, che la gente conosce poco e che i giornalisti declinano con stereotipi del tipo ‘raver drogato e violento’”.Ma che cosa sono esattamente i rave party? “E un movimento che si colloca fra musica e contestazione politica che arriva in Italia dall’Inghilterra nei primi anni novanta”, dice Michele, ex dj della Tekno Mobil Squad, una delle crew più famose in Italia. “Quando organizziamo un rave party, di solito occupiamo uno stabile industriale di una qualche periferia urbana. Creiamo una Taz, una zona temporaneamente autonoma che utilizziamo per il tempo della festa e poi la restituiamo alla città”.L’origine del fenomeno coniugava la musica tecno, le culture giovanili e la protesta politica. Peccato che negli anni questi aspetti siano andati scemando tutto a vantaggio di una cultura dello sballo che di politico ha ben poco. “E’ vero – continua il dj – Ciò che era nato come un movimento underground, quindi per definizione poco diffuso e limitato ad un numero ridotto di persone, è stato gradualmente trasformato in un movimento di massa. La ‘tempesta’ di articoli che dipingevano il rave come un mercato della droga, un ritrovo di spacciatori, ha fatto sì che fosse sempre più frequentato dalle persone interessate esclusivamente a questi aspetti. Questa pubblicità negativa ha favorito l’accesso di un pubblico sbagliato”. Un circolo vizioso che si è andato autoalimentasi e quando si parla di rave, si pensa allo spaccio, al consumo e alle morti per overdose o mix fatali di sostanze. “E’ fuorviante pensare che i rave siano l’unico posto in cui la gente può sballare – attacca l’operatore di Lab 57 – In discoteca succede molto di peggio dove chi consuma droga lo fa in un ambiente poco sicuro per se stesso e per gli altri”.Il Lab 57 è un’organizzazione vicina al mondo dei rave party che si occupa di riduzione del danno. “Quando viene organizzata una festa – racconta l’esponente di Lab 57 – noi contattiamo gli organizzatori e allestiamo una zona di decompressione, al riparo dalla musica assordante, in cui distribuiamo bevande analcoliche e materiale informativo sulle varie sostanze. C’è anche un equipe pronta a intervenire in caso di abuso di qualche sostanza. Questa è quella che noi chiamiamo riduzione del danno”.Anche nel rave di Soriano era presente un’unità come la vostra? “Sì – risponde l’operatore – ma è ovvio che unità di quel tipo, che lavorano con pochissimi fondi, non riesca a intercettare le centinaia di persone che partecipano alle feste”. Dai gabinetti delle sale da ballo milanesi frequentate da veline e calciatori alle atmosfere fumose dei rave party, il binomio festa uguale sballo è sempre più presente. Con buona pace dei pionieri dei rave che pensavano di far passare un messaggio di protesta politica attraverso le casse che sparavano acid house, tecno trance o drum ‘n bass. Il problema è il consumo, non il tipo di festa, commerciale o underground, legale o illegale che sia.

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SER.T - Progetto in collaborazione con ASL di Prato, comune di Poggio a Caiano e Consulta per le politiche giovanili

Progetto in collaborazione con ASL di Prato, comune di Poggio a Caiano e Consulta per le politiche giovanili

http://www.usl4.toscana.it/

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Belluno. In coma etilico a 21 anni: gli amici lo abbandonano su una panchina

IlGazzettino.it - Ha passato la notte alla fermata dell'autobus: era in ipotermia Il sindaco: «Quei falsi amici sono potenziali assassini»

di Stefania Mattea

BELLUNO (27 settembre) - L'alcolismo giovanile in provincia di Belluno è un vero dramma. Proprio ieri l'ennesimo caso, questa volta a Pieve di Cadore. È trascorso poco più di un anno dalla vicenda del quattordicenne agordino ricoverato in coma etilico, e già un altro ragazzo rischia la vita per colpa dell’alcol. Un ventunenne di Auronzo è stato trovato ieri mattina dalla polizia municipale, avvolto in una coperta di lana e coricato sulla panchina della fermata degli autobus in piazza XX Settembre, proprio in centro del paese. Immediata la chiamata al 118 e il ricovero in ospedale. Addosso il giovane aveva solo una maglietta. Era arrivato a Pieve di Cadore per trascorrere una serata in compagnia di undici amici, all’insegna dell’alcol-party. Tutti assieme, dunque, avevano consumato alcolici in grande quantità in tre bar del centro. Ma proprio quelli che lui riteneva «suoi amici» lo hanno abbandonato nel momento del bisogno, senza neanche allertare i soccorsi. «Sembrava morto» - raccontano i vigili intervenuti sul posto - «Era in coma etilico e in ipotermia. Fortunatamente ha ripreso conoscenza ed è uscito dall'ospedale già nella mattinata». L'intervento di una persona del posto, che lo ha avvolto nella coperta, è stato provvidenziale, perchè nonostante sia settembre le temperature notturne registrate in questi giorni sono abbastanza basse. Tanto spavento anche tra gli amministratori locali per un episodio che poteva trasformarsi in tragedia. Dure la parole del sindaco del paese, Maria Antonia Ciotti: «Questi falsi amici sono dei potenziali assassini. Abbandonare un ragazzo visibilmente alterato e in coma etilico su una panchina è un segnale allarmante. Evidenzia una completa mancanza di etica e un'ingiustificabile indifferenza. Anche i gestori dei locali che servono alcolici a persone sbronze hanno una responsabilità». La prima cittadina, scossa e preoccupata per l'accaduto, lancia anche un appello: «L'alcolismo giovanile è una piaga che si sta facendo sempre più grave. Per questo invito le famiglie a vigilare maggiormente sugli adolescenti. Mi auspico che dopo questa vicenda, conclusasi per fortuna senza tragiche conseguenze, non se ne ripetano altre. Da parte mia convocherò al più presto gli esercenti di Pieve di Cadore. Quando un giovane è ubriaco, anche se è maggiorenne, non gli si deve vendere alcol».

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Oltre il Muro

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Gioventù bevuta

di Riccardo Bocca Cominciano a bere a 11 anni, a 16 sono alcolizzati. Da Napoli a Vicenza, viaggio tra i ragazzi che si stordiscono di birra, vino, liquori. Una generazione che si ubriaca per trovare un'identità e sentirsi libera http://espresso.repubblica.it/dettaglio//2043300

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droghe: danno percepito vs danno definito dagli scienziati

droghe: danno percepito vs danno definito dagli scienziati
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Alcolismo, gli uomini sono più vulnerabili

 

A parità di alcol, il loro cervello prova un piacere maggiore di quello femminile

Matteo Clerici, su Newsfood.com

 

Gli uomini sono più soggetti all'alcolismo delle donne. All'origine del fenomeno un meccanismo biologico: il cervello maschile secerne più dopamina (il "neurotrasmettitore del piacere") rendendo più difficile dire basta.

Questa la scoperta di una ricerca dell'Università di Yale e dell'Università di Columbia, diretta dalla dottoressa Anissa Abi-Dargham e pubblicata su "Biological Psychiatry".

La squadra di lavoro ha messo sotto esame alcuni studenti universitari, d'entrambi i sessi. Tali soggetti hanno consumato una bevanda, mentre il loro cervello veniva sottoposto a PET (tomografia con emissione di positrone). La scansione ha rivelato come, a parità di alcol ingerito, il cervello degli uomini era investito da maggiori quantità di dopamina. Inoltre, il neurotrasmettitore tendeva a depositarsi principalmente nel corpo striato ventrale, un'area del cervello fortemente associata al piacere e alla formazione delle dipendenze.

Conclude perciò la dottoressa Abi-Dargham: "Il declino nel rilascio della dopamina una volta smaltito l'effetto dell'alcol può essere alla base di episodi reiterati di consumo pesante di alcol e potrebbe rappresentare uno dei motivi che portano alla dipendenza dall'alcol".

FONTE: Nina B.L. Urban, Lawrence S. Kegeles, Mark Slifstein, Xiaoyan Xu, Diana Martinez, Ehab Sakr, Felipe Castillo, Tiffany Moadel, Stephanie S. O'Malley, John H. Krystal, Anissa Abi-Dargham, "Sex Differences in Striatal Dopamine Release in Young Adults After Oral Alcohol Challenge: A Positron Emission Tomography Imaging Study With [11C]Raclopride Original Research Article", Biological Psychiatry, Volume 68, Issue 8, 15 October 2010, Pages 689-696, doi:10.1016/j.biopsych.2010.06.005

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Codice della Strada: cos'è cambiato con le nuove modifiche

Andrialive - I destinatari delle nuove regole sono soprattutto i giovani. Le novità maggiori previste dalla riforma del codice della strada riguardano l'alcol: divieto assoluto di bere per i neopatentati, i giovani fino a ventuno anni; divieto di vendita e somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche nelle stazioni di servizio autostradali a partire dalle dieci di sera; nei locali notturni è vietato vendere e somministrare bevande alcoliche di qualsiasi tipo dalle ore 3 alle ore 6. Obbligatorio esporre anche le tabelle illustrative sugli effetti dannosi dell’alcol e un test volontario per rilevare il proprio tasso alcolemico. Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale è disposto il fermo amministrativo del veicolo e qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/1), la patente di guida è revocata. E quando gli accertamenti forniscono esito positivo o quando si ha ragionevole motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi sotto l'effetto conseguente all'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, i conducenti, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l'integrità fisica, possono essere sottoposti ad accertamenti clinico-tossicologici e strumentali su campioni di mucosa del cavo orale prelevati a cura di personale sanitario ausiliario delle forze di polizia. Inasprimento delle sanzioni per chi trucca le minicar sulle quali si prevede ora l'obbligo delle cinture di sicurezza; divieto per coloro ai quali venga revocata la patente di guidare ciclomotori o minicar. Di grande rilievo anche la previsione della sicurezza stradale come materia obbligatoria in tutte le scuole di ogni ordine e grado. La Legge che ha avuto il via libera dal Senato è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 175 del 29 luglio 2010.

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Droga e alcol L’impegno di una società che deve educare

Il Giornale - Genova. Secondo i dati 2008 dell'Osservatorio Epidemiologico regionale per le tossicodipendenze sono circa 64 mila le persone in Liguria che hanno provato almeno una volta la cocaina e più di 300 mila quelle che hanno fatto uso di cannabis: la fascia di maggior consumo rimane quella tra i 15 e i 34 anni. Per non parlare degli alcolici: secondo la rivista medica The Lancet, nel 2009 le morti per consumo da alcol rappresentano il 52% di tutti i decessi nella fascia di età tra i 15 e i 54 anni. Un allarme che l'associazione Lighthouse Genova 12 ha raccolto e al quale ha dedicato il convegno «Per una società educante» ospitato dal liceo Andrea D'Oria: «L'associazione nasce con l'intento di dialogare con le istituzioni - spiega il presidente di Lhg12, Paolo Martinelli - I nostri obiettivi sono quelli di creare gruppi di lavoro concreto proprio per facilitare la cooperazione. Il primo sarà dedicato alla figura dell'amministratore di sostegno. Il tutto a titolo gratuito». Sulla stessa lunghezza d'onda i medici Giorgio Schiappacasse e Gianni Testino, che sottolineano l'importanza di inserire le associazioni nel percorso clinico di un paziente, dandogli la possibilità di sentirsi 'persona' e di reinserirsi nel contesto sociale. Applausi anche a Don Nicolò Anselmi: «L'adulto ha un ruolo determinante, è chiamato a dare il buon esempio e deve essere sostenuto nelle sue funzioni educative. Ma purtroppo quella dimensione famigliare di quartiere si è venuta a perdere, mettendo in difficoltà le famiglie che sono abbandonate al loro ruolo educativo senza nessun aiuto. Bisogna arrivare al concetto di società educante, nel quale tutti sono responsabili».

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un articolo sui danni dell'alcol

Danni dell'alcol

L'alcol è una droga legale: una sostanza è definita droga dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, quando porta dipendenza, crisi di astinenza e problemi nei rapporti sociali, familiari e del lavoro. Quindi l'alcol è una droga. I dati che riguardano il problema alcol sono catastrofici: l'alcolismo è un problema sommerso che uccide fino a 60 volte più dell'eroina. 5 milioni di italiani abusano di alcolici e 1/5 di loro, 1 milione, sono alcolisti. Ogni anno abbiamo 30.000 morti causati direttamente dall'alcol, ed altrettanti come morti indiretti (guida in stato di ebbrezza, suicidi, omicidi). Anche i bambini vengono coinvolti loro malgrado, infatti 3.000 bambini all'anno nascono con sindrome feto alcolica. Le affezioni più gravi che colpiscono gli alcolisti sono la cirrosi epatica, il cancro all'apparato digerente, malattie cardiocircolatorie, tubercolosi e ipertensione, l'aggravamento dell'osteoporosi. Ma non è finita: in 35 incidenti stradali su 100, in oltre metà degli omicidi, in 1/4 dei suicidi, nel 20% degli infortuni sul lavoro, compare come concausa l'alcol. I costi economici e sociali di questo problema sono anch'essi drammatici, e totalmente passati sotto silenzio:

  • quasi il 10% dei ricoveri sono legati al bere
  • dal 20 al 30% dei costi sanitari sono dovuti a patologie legate all'alcol
  • più di 25 milioni di giornate lavorative perse
  • oltre 4 miliardi di lacrime versate dai familiari degli alcolisti ogni anno

Ogni persona ha ovviamente nei confronti del consumo di alcol una specifica posizione personale.
Possiamo distinguere:

  • gli astemi, che non hanno mai bevuto
  • gli astinenti, che per loro libera scelta hanno smesso di bere
  • i moderati, che non è possibile definire perché ogni persona che beve si considera moderata
  • i problematici, per i quali il bere inizia a costituire un problema
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ALCOL:E' ITALIANO IL CELLULARE CHE CAPISCE SE SI E'BEVUTO TROPPO

(ANSA) - ROMA, 07 SET - Presto anche il cellulare sara' in grado di dire se una persona ha bevuto troppo per mettersi al volante, grazie a un sistema brevettato da due ricercatori italiani che in questi giorni e' in mostra all'Expo di Shanghai. A realizzarlo il chirurgo ferrarese Gianfranco Azzena e l'ingegnere padovano Antonio La Gatta, gli stessi che hanno realizzato il sistema 'Angel', che non fa partire l'auto se il guidatore ha un tasso alcolemico troppo alto. "Questo sistema in realta' e' un'estensione di Angel - spiega Azzena, che sta volando in Cina per presentare i due dispositivi - utilizza lo stesso algoritmo applicato pero' al cellulare". Quello realizzato dai due ricercatori e' un sistema di sensori in grado di verificare la quantita' di alcol presente nell'alito e di 'comunicarlo': "Per il cellulare abbiamo realizzato un portachiavi che comunica tramite il Bluetooth - spiega La Gatta - ma il dispositivo e' cosi' piccolo che puo' essere inglobato nel telefonino. Oltre al sensore, che da solo non sarebbe sufficiente, c'e' un algoritmo matematico che permette di ottenere un dato sicuro anche se varia la distanza da cui si effettua il test". Per il sistema Angel, che permette addirittura di distinguere se ad aver assunto troppo alcol e' il guidatore o uno dei passeggeri, ci sono gia' diverse richieste: "Siamo in contatto con molte case automobilistiche italiane ed europee - conferma La Gatta - e grazie alla presenza a Shanghai si sono interessate anche aziende del resto del mondo". (ANSA).

 

L'Unità

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Etilometri Viaggio all'interno della giungla che li regolamenta

«Il «palloncino» della discordia
La normativa permette di fare test anche con strumenti non omologati e meno sicuri

http://iltempo.ilsole24ore.com/2008/12/10/962778-palloncino_della_discordia.shtml

Ben vengano, dunque, i controlli (in questa sede ci occuperemo soltanto di alcool), ma utilizzare alcool-test inadeguati può essere forviante e provocare seri danni: a chi li utilizza, all'ambiente ed agli eventuali agenti che se ne servono.
Ormai, poi, il Decreto Sicurezza del 23 maggio 2008 ha aggiornato il Codice della Strada ed ha di nuovo elevato il "rifiuto", al rango di sanzione penale. Stando al dettato normativo, l'alcool test può essere effettuato in due fasi: una di pre-screening o qualitativa, l'altra con l'etilometro, che fa prova legale. L'etilometro è uno strumento estremamente preciso, che deve essere sottoposto all'omologazione del Ministero dei Trasporti ed assicura il pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie ed un minimo margine di errore, comunque favorevole all'automobilista testato.
Per quanto riguarda, invece, gli apparecchi utilizzati per il pre-screening, siamo in piena Babilonia (non ce ne vogliano gli antichi iracheni), perché, udite udite: non necessitano dell'omologazione e gli articoli 186 e 187 del il Codice della Strada, non dettano i parametri che un "test affidabile" dovrebbe avere. Questi sistemi si suddividono in tre categorie: elettronici, salivari e fiale monouso (i comuni palloncini), che sono anche le più pratiche, le più igieniche e le più usate. Gli accertamenti possono essere effettuati da: Polizia, Carabinieri, Vigili Urbani, Polizia Provinciale, Penitenziaria e Forestale e Guardia di Finanza.
Con gli strumentini non omologati, ognuno se la giostra come vuole, ogni corpo di Polizia, Vigili Urbani, ecc, analizza e decide l'acquisto. Eccoci arrivati al punto: con l'etilometro omologato si può stare tranquilli, ma con i test monouso si rischiano brutte sorprese. Prendiamo il caso delle fialette/palloncino, molte di queste funzionano con un reagente pericolosissimo, il "dicromato di potassio". A leggere le specifiche su una scheda tecnica, c'è da rabbrividire: è cancerogeno, è pericoloso per l'ambiente e difficile da smaltire, può provocare infertilità, è molto tossico per inalazione, è nocivo a contatto con la pelle e può anche provocare accensione di materiali combustibili ed esplodere.
Recenti missive esplicative del Ministero della Salute ribadiscono che: detto componente deve ritenersi pericoloso, anche a norma di Direttive Ce, che deve essere destinato solo ad utilizzatori professionali e che i prodotti che lo contengono, destinati al pubblico, devono essere ritirati dal commercio. Ma noi siamo gente curiosa, spaziando per l'etere virtuale abbiamo saggiato un po' il mercato e, a fronte dei numerosissimi alcool-test monouso in vendita "dappertutto", del tipo a fialetta o palloncino, ne abbiamo trovato uno soltanto che vanta, chiaramente, la totale assenza del dicromato di potassio. Altri prodotti si limitano ad omettere le specifiche chimiche dei reagenti e compiere analisi approfondite è costoso e complicato.
Di certo c'è soltanto che il dicromato di potassio ha un colore giallastro (attenzione a tutte quelle fialette che mostrano granuli di quel colore) e che diventa verde se il "soffiatore" ha la fiatata alcolica. Diffidate gente, diffidate. Un ultima cosa: se viaggiate in auto con tutti gli occupanti "ciucchi", ogni tanto aprite i finestrini, altrimenti potreste rischiare di risultare positivi anche se astemi.
 

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