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L’alcool etilico o etanolo è il risultato della fermentazione di zuccheri semplici, o di altri procedimenti chimici (distillazione). Ogni bevanda alcolica ha una sua gradazione (cioè percentuale d’alcool) diversa che per legge deve essere indicata sul contenitore.

Alcolici e superalcolici sono consumati frequentemente da giovani e adulti; sono legali e per questo nell’immaginario collettivo non vengono considerati come “droghe”. In realtà, l’alcool è una sostanza che agisce sul Sistema Nervoso Centrale.

Le bevande alcoliche sono usate per disinibirsi, superare gli imbarazzi, sentirsi più carichi, avere più coraggio con l’altro sesso, divertirsi con gli amici.

L’effetto dipende dalla quantità di alcolici assunti, dalla loro gradazione e dalla capacità di...

La viticoltura appare nelle montagne tra il mar Nero e il mar Caspio (attuale Armenia) intorno al 6000 avanti Cristo. La produzione di birra emerge invece tra i sumeri intorno al 3000 avanti Cristo. Il primo report scritto sugli alcolici è una tavoletta cuneiforme risalente al 2200 avanti cristo. Intorno al 1500 avanti Cristo si hanno le prime produzioni di vino nella zona dell'Egeo. Seicento anni più tardi, intorno al 900 avanti Cristo, gli assiri producono già vino su larga scala. Il vino si diffonde in mesopotamia ed Europa mediterranea.

Dioniso di...

L’alcol è la sostanza psicotropa maggiormente diffusa nel nostro paese. In particolare l’uso di vino durante i pasti è retaggio di una antica tradizione culturale, legata anche alla cultura cattolica nella quale il vino assume un’importanza evidente.

Ad utilizzare l’alcol almeno una volta l’anno è oltre il 70%* della popolazione, ovvero oltre 36 milioni di persone. La differenza di genere è particolarmente forte, poiché a consumare alcol sono l’82% dei maschi e il 59% delle donne. Ad essere correlato con l...

I più votati, alcol

Codice della Strada: cos'è cambiato con le nuove modifiche

Andrialive - I destinatari delle nuove regole sono soprattutto i giovani. Le novità maggiori previste dalla riforma del codice della strada riguardano l'alcol: divieto assoluto di bere per i neopatentati, i giovani fino a ventuno anni; divieto di vendita e somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche nelle stazioni di servizio autostradali a partire dalle dieci di sera; nei locali notturni è vietato vendere e somministrare bevande alcoliche di qualsiasi tipo dalle ore 3 alle ore 6. Obbligatorio esporre anche le tabelle illustrative sugli effetti dannosi dell’alcol e un test volontario per rilevare il proprio tasso alcolemico. Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale è disposto il fermo amministrativo del veicolo e qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/1), la patente di guida è revocata. E quando gli accertamenti forniscono esito positivo o quando si ha ragionevole motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi sotto l'effetto conseguente all'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, i conducenti, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l'integrità fisica, possono essere sottoposti ad accertamenti clinico-tossicologici e strumentali su campioni di mucosa del cavo orale prelevati a cura di personale sanitario ausiliario delle forze di polizia. Inasprimento delle sanzioni per chi trucca le minicar sulle quali si prevede ora l'obbligo delle cinture di sicurezza; divieto per coloro ai quali venga revocata la patente di guidare ciclomotori o minicar. Di grande rilievo anche la previsione della sicurezza stradale come materia obbligatoria in tutte le scuole di ogni ordine e grado. La Legge che ha avuto il via libera dal Senato è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 175 del 29 luglio 2010.

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Droga e alcol L’impegno di una società che deve educare

Il Giornale - Genova. Secondo i dati 2008 dell'Osservatorio Epidemiologico regionale per le tossicodipendenze sono circa 64 mila le persone in Liguria che hanno provato almeno una volta la cocaina e più di 300 mila quelle che hanno fatto uso di cannabis: la fascia di maggior consumo rimane quella tra i 15 e i 34 anni. Per non parlare degli alcolici: secondo la rivista medica The Lancet, nel 2009 le morti per consumo da alcol rappresentano il 52% di tutti i decessi nella fascia di età tra i 15 e i 54 anni. Un allarme che l'associazione Lighthouse Genova 12 ha raccolto e al quale ha dedicato il convegno «Per una società educante» ospitato dal liceo Andrea D'Oria: «L'associazione nasce con l'intento di dialogare con le istituzioni - spiega il presidente di Lhg12, Paolo Martinelli - I nostri obiettivi sono quelli di creare gruppi di lavoro concreto proprio per facilitare la cooperazione. Il primo sarà dedicato alla figura dell'amministratore di sostegno. Il tutto a titolo gratuito». Sulla stessa lunghezza d'onda i medici Giorgio Schiappacasse e Gianni Testino, che sottolineano l'importanza di inserire le associazioni nel percorso clinico di un paziente, dandogli la possibilità di sentirsi 'persona' e di reinserirsi nel contesto sociale. Applausi anche a Don Nicolò Anselmi: «L'adulto ha un ruolo determinante, è chiamato a dare il buon esempio e deve essere sostenuto nelle sue funzioni educative. Ma purtroppo quella dimensione famigliare di quartiere si è venuta a perdere, mettendo in difficoltà le famiglie che sono abbandonate al loro ruolo educativo senza nessun aiuto. Bisogna arrivare al concetto di società educante, nel quale tutti sono responsabili».

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un articolo sui danni dell'alcol

Danni dell'alcol

L'alcol è una droga legale: una sostanza è definita droga dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, quando porta dipendenza, crisi di astinenza e problemi nei rapporti sociali, familiari e del lavoro. Quindi l'alcol è una droga. I dati che riguardano il problema alcol sono catastrofici: l'alcolismo è un problema sommerso che uccide fino a 60 volte più dell'eroina. 5 milioni di italiani abusano di alcolici e 1/5 di loro, 1 milione, sono alcolisti. Ogni anno abbiamo 30.000 morti causati direttamente dall'alcol, ed altrettanti come morti indiretti (guida in stato di ebbrezza, suicidi, omicidi). Anche i bambini vengono coinvolti loro malgrado, infatti 3.000 bambini all'anno nascono con sindrome feto alcolica. Le affezioni più gravi che colpiscono gli alcolisti sono la cirrosi epatica, il cancro all'apparato digerente, malattie cardiocircolatorie, tubercolosi e ipertensione, l'aggravamento dell'osteoporosi. Ma non è finita: in 35 incidenti stradali su 100, in oltre metà degli omicidi, in 1/4 dei suicidi, nel 20% degli infortuni sul lavoro, compare come concausa l'alcol. I costi economici e sociali di questo problema sono anch'essi drammatici, e totalmente passati sotto silenzio:

  • quasi il 10% dei ricoveri sono legati al bere
  • dal 20 al 30% dei costi sanitari sono dovuti a patologie legate all'alcol
  • più di 25 milioni di giornate lavorative perse
  • oltre 4 miliardi di lacrime versate dai familiari degli alcolisti ogni anno

Ogni persona ha ovviamente nei confronti del consumo di alcol una specifica posizione personale.
Possiamo distinguere:

  • gli astemi, che non hanno mai bevuto
  • gli astinenti, che per loro libera scelta hanno smesso di bere
  • i moderati, che non è possibile definire perché ogni persona che beve si considera moderata
  • i problematici, per i quali il bere inizia a costituire un problema
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ALCOL:E' ITALIANO IL CELLULARE CHE CAPISCE SE SI E'BEVUTO TROPPO

(ANSA) - ROMA, 07 SET - Presto anche il cellulare sara' in grado di dire se una persona ha bevuto troppo per mettersi al volante, grazie a un sistema brevettato da due ricercatori italiani che in questi giorni e' in mostra all'Expo di Shanghai. A realizzarlo il chirurgo ferrarese Gianfranco Azzena e l'ingegnere padovano Antonio La Gatta, gli stessi che hanno realizzato il sistema 'Angel', che non fa partire l'auto se il guidatore ha un tasso alcolemico troppo alto. "Questo sistema in realta' e' un'estensione di Angel - spiega Azzena, che sta volando in Cina per presentare i due dispositivi - utilizza lo stesso algoritmo applicato pero' al cellulare". Quello realizzato dai due ricercatori e' un sistema di sensori in grado di verificare la quantita' di alcol presente nell'alito e di 'comunicarlo': "Per il cellulare abbiamo realizzato un portachiavi che comunica tramite il Bluetooth - spiega La Gatta - ma il dispositivo e' cosi' piccolo che puo' essere inglobato nel telefonino. Oltre al sensore, che da solo non sarebbe sufficiente, c'e' un algoritmo matematico che permette di ottenere un dato sicuro anche se varia la distanza da cui si effettua il test". Per il sistema Angel, che permette addirittura di distinguere se ad aver assunto troppo alcol e' il guidatore o uno dei passeggeri, ci sono gia' diverse richieste: "Siamo in contatto con molte case automobilistiche italiane ed europee - conferma La Gatta - e grazie alla presenza a Shanghai si sono interessate anche aziende del resto del mondo". (ANSA).

 

L'Unità

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Etilometri Viaggio all'interno della giungla che li regolamenta

«Il «palloncino» della discordia
La normativa permette di fare test anche con strumenti non omologati e meno sicuri

http://iltempo.ilsole24ore.com/2008/12/10/962778-palloncino_della_discordia.shtml

Ben vengano, dunque, i controlli (in questa sede ci occuperemo soltanto di alcool), ma utilizzare alcool-test inadeguati può essere forviante e provocare seri danni: a chi li utilizza, all'ambiente ed agli eventuali agenti che se ne servono.
Ormai, poi, il Decreto Sicurezza del 23 maggio 2008 ha aggiornato il Codice della Strada ed ha di nuovo elevato il "rifiuto", al rango di sanzione penale. Stando al dettato normativo, l'alcool test può essere effettuato in due fasi: una di pre-screening o qualitativa, l'altra con l'etilometro, che fa prova legale. L'etilometro è uno strumento estremamente preciso, che deve essere sottoposto all'omologazione del Ministero dei Trasporti ed assicura il pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie ed un minimo margine di errore, comunque favorevole all'automobilista testato.
Per quanto riguarda, invece, gli apparecchi utilizzati per il pre-screening, siamo in piena Babilonia (non ce ne vogliano gli antichi iracheni), perché, udite udite: non necessitano dell'omologazione e gli articoli 186 e 187 del il Codice della Strada, non dettano i parametri che un "test affidabile" dovrebbe avere. Questi sistemi si suddividono in tre categorie: elettronici, salivari e fiale monouso (i comuni palloncini), che sono anche le più pratiche, le più igieniche e le più usate. Gli accertamenti possono essere effettuati da: Polizia, Carabinieri, Vigili Urbani, Polizia Provinciale, Penitenziaria e Forestale e Guardia di Finanza.
Con gli strumentini non omologati, ognuno se la giostra come vuole, ogni corpo di Polizia, Vigili Urbani, ecc, analizza e decide l'acquisto. Eccoci arrivati al punto: con l'etilometro omologato si può stare tranquilli, ma con i test monouso si rischiano brutte sorprese. Prendiamo il caso delle fialette/palloncino, molte di queste funzionano con un reagente pericolosissimo, il "dicromato di potassio". A leggere le specifiche su una scheda tecnica, c'è da rabbrividire: è cancerogeno, è pericoloso per l'ambiente e difficile da smaltire, può provocare infertilità, è molto tossico per inalazione, è nocivo a contatto con la pelle e può anche provocare accensione di materiali combustibili ed esplodere.
Recenti missive esplicative del Ministero della Salute ribadiscono che: detto componente deve ritenersi pericoloso, anche a norma di Direttive Ce, che deve essere destinato solo ad utilizzatori professionali e che i prodotti che lo contengono, destinati al pubblico, devono essere ritirati dal commercio. Ma noi siamo gente curiosa, spaziando per l'etere virtuale abbiamo saggiato un po' il mercato e, a fronte dei numerosissimi alcool-test monouso in vendita "dappertutto", del tipo a fialetta o palloncino, ne abbiamo trovato uno soltanto che vanta, chiaramente, la totale assenza del dicromato di potassio. Altri prodotti si limitano ad omettere le specifiche chimiche dei reagenti e compiere analisi approfondite è costoso e complicato.
Di certo c'è soltanto che il dicromato di potassio ha un colore giallastro (attenzione a tutte quelle fialette che mostrano granuli di quel colore) e che diventa verde se il "soffiatore" ha la fiatata alcolica. Diffidate gente, diffidate. Un ultima cosa: se viaggiate in auto con tutti gli occupanti "ciucchi", ogni tanto aprite i finestrini, altrimenti potreste rischiare di risultare positivi anche se astemi.
 

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ADOLESCENZA STUPEFACENTE. I giovani e le droghe

problema “droga” riguarda una certa invisibilità dove si determina e si manifesta l'assenza di regolamenti specifici su come la scuola deve agire e comportarsi per intervenire circa la questione spinelli e droghe.
L'assenza di una regolamentazione di questo tipo significa che persiste la mancanza di cultura, di modi di ragionare e di porsi, su come affrontare la situazione “droga” tra i giovani.

Gli insegnanti tendono a vedere determinate condizioni e situazioni in modo abbastanza condiviso, ad esempio, per quanto riguarda il problema spinelli: la questione va trattata all'interno dell'interazione e relazione educativa dell'intervento pedagogico, mentre la famiglia va convocata in un secondo tempo, come se il primo passo fosse un trattamento della questione all'interno della relazione educativa con lo studente, che agisce un atteggiamento generale riguardante una “scarsa motivazione”.
Il trattamento educativo dovrebbe essere regolato tramite un attento controllo, se la scuola tiene presente che la questione va trattata anche con l'aumento della prevenzione, probabilmente si otterrebbero dei risultati motivanti anche indipendentemente da denunce, da sanzioni, da multe.
Le risposte dei ragazzi rispetto a quali provvedimenti adottare sono orientate verso la dimensione sanzionatoria che gli insegnanti esercitano meno, privilegiando appunto l'intervento educativo.
I ragazzi sono sempre più rigidi quando si ragiona sulle trasgressioni e si pongono dal punto di vista di chi deve intervenire.
Tutti manifestano l'idea che l'intervento della denuncia, delle forze dell'ordine, sia qualcosa che viola la cittadella della scuola e la preziosità della relazione educativa.
Spesso l'idea di ricorrere alla denuncia concerne gli spacciatori esterni, fuori dalle mura della scuola e dall'alveo della famiglia. Questo orientamento si scontra con questioni legali molto complesse sul consumo e lo spaccio di droghe.
Nell'ambito dell'argomento della visibilità o invisibilità, della comunicazione o non comunicazione, su queste problematiche sussistono molte riflessioni, ma il problema consiste nel confrontarsi vicendevolmente.
I ragazzi producono rappresentazione e idee sempre in movimento rispetto alla cultura delle droghe che risale agli anni '70. Nella transizione adolescenziale le sostanze possono costituire una prima esperienza che ad un'età più avanzata può portare al consumo di sostanze più gravi e mortali.
I fattori motivazionali che determinano la scelta delle varie sostanze sono differenti. Quando pensiamo all'uso in adolescenza di sostanze, siamo culturalmente invasi da uno stato d'allarme e di ansia perché la nostra cultura ha recepito il fatto che nell'arco degli ultimi venti anni, l'utilizzo delle sostanze in adolescenza è aumentato in modo molto consistente.
Questo tipo di allarme che compare spesso sulla stampa, nei testi divulgativi, tra le conversazioni, non produce una vera conoscenza del fenomeno.
Affermare che l'uso di sostanze in adolescenza è aumentato in modo vertiginoso, non significa sapere molto su qual è la relazione fra gli adolescenti e l'assunzione di sostanze.
Da un lato l'utilizzo della cannabis è davvero diffusissimo, dall'altro la relazione tra l'adolescenza e queste droghe può essere di tipi diversi.
L'uso di sostanze in adolescenza non è dipendente, ma nel corso evolutivo giovanile sono presenti degli stili di utilizzo delle sostanze tra cui l'assunzione dipendente risulta assente.
L'uso di sostanze di tipo dipendente si presenta maggiormente nella fascia d'età giovane-adulta ossia dai 20 ai 30 anni.
D'altra parte è vero che le sostanze illegali subiscono un andamento di utilizzo che presenta il suo apice tra i 20 e i 30 anni e poi decade drasticamente.
Mentre le sostanze legali come alcool, nicotina e psicofarmaci sono droghe dell'età adulta, ossia permangono nell'utilizzo per tutto il corso della vita.
Nell'universo dell'assunzione di sostanze sussiste una gamma di vicinanza alle droghe che va da un contatto episodico, sporadico, di poco peso, in modo progressivo, differenziato, fino ad un utilizzo molto critico che riguarda un numero di soggetti limitato, prefigurando una situazione per cui nel corso della prima adolescenza l'uso più frequente è di tipo esperienziale, ossia il contatto con la sostanza riguarda la possibilità di praticare nuove esperienze in tutti gli ambiti della vita tramite l'evasione e le trasgressioni.
L'utilizzo della cannabis, insieme all'alcool e alla nicotina, sono talmente diffuse tra i giovani anche se spesso in forme appunto non gravi, così da diventare degli elementi della costruzione dell'identità giovanile.
L'estrema diffusione di queste sostanze fa diventare le droghe psicoattive appunto, uno dei tanti elementi su cui ogni adolescente si confronta.
Nella generazione degli anni 70 un ragazzo che voleva fare uso di cannabis doveva cercarla attivamente con una forte motivazione per reperire un gruppo adatto con cui condividere l'esperienza e naturalmente uno spacciatore.
Invece ai ragazzi di oggi questo tipo di sperimentazione avviene in modo facilitato perché sempre nella loro cerchia amicale, scolastica e sociale possono accedere a queste sostanze senza dover fare scelte molto motivate e drastiche.
E' più difficile per gli adolescenti dover decidere di non provare l'esperienza, piuttosto che accettarla, perché provare la cannabis è un rituale assai diffuso.
I soggetti impulsivi, poco riflessivi, con scarsi supporti famigliari possono avere più occasioni e possibilità di scadere nella devianza con l'utilizzo di sostanze come esperienza fondamentale nella propria vita, ma se si osserva il fenomeno in un'ottica clinica, la discriminante principale tra un utilizzo sporadico, blando, occasionale, che si potrebbe definire come non significativo, e un utilizzo problematico, frequente che può mettere in difficoltà un soggetto, riguarda essenzialmente la questione della decisione di una strategia d'azione per cui la sostanza con effetto psicoattivo viene a far parte di una forma di cura di sé che permette di integrare il principio psicoattivo nella propria vita, quasi come se si assumesse uno psicofarmaco.
Questo elemento di cura di sé prevede una certa frequenza e assiduità nell'assunzione.
Il giovane senza un uso continuativo e consistente non muta il suo equilibrio fisico e psichico, ma trasforma solo la propria immagine sociale.
Si intende per cura di sé un palliativo alla difficoltà di tollerare l'ansia e i pensieri turbolenti del processo di crescita, nell'ambito di un senso di fragilità e vulnerabilità della propria immagine interna che genera il dolore mentale della percezione di sé come personaggio incerto, instabile, insicuro in continua transizione.

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ALCOOL: PEGGIO DI DROGA? PER ESPERTI ITALIANI E' ASSURDITA'

http://crmblog.blogs.com/crm_blog/images/bicchiere.jpg(AGI) - Campobasso, 11 nov. - Le conclusioni di uno studio di David Nutt, ex capo della commissione governativa inglese sulle droghe, secondo il quale, l'alcol sembra essere molto piu' dannoso di qualsiasi droga in circolazione, non convincono gli esperti italiani. "Un'assurdita' - e' il commento corale allo studio pubblicato su The Lancet - non c'e' nessun riferimento alle dosi. Considerare l'alcol peggio dell'eroina rappresenterebbe uno choc da cui e' difficile riprendersi, ma lo e' ancora di piu' - spiega una nota dell'Universita' Cattolica del Sacro Cuore - centro ricerche Formazione ad Alta Tecnologia nelle Scienze Biomediche di Campobasso - resistere alla tentazione di sbatterlo in prima pagina, sapendo di avere in mano una vera e propria bomba ad orologeria. Le vittime in questo caso sono le migliaia di persone che al risveglio si sono sentite dare del tossicodipendente. Si',perche' se l'alcol e' peggio dell'eroina o del crack vuol dire che chi lo consuma abitualmente e' a conti fatti un tossicomane. Secondo Giovanni de Gaetano, direttore dei Laboratori di Ricerca dell'Universita', "apprendere dai media che i due bicchieri di vino o la birretta che uno si concede serenamente in famiglia o con gli amici gli costeranno una dipendenza che paghera' e fara' pagare a caro prezzo non e' certo una bella notizia. Ma purtroppo e' in questi termini che l'opinione di David Nutt sta arrivando nelle case della gente e sulle scrivanie degli addetti ai lavori. La classificazione delle sostanze 'pericolose' e' stata fatta tenendo conto soltanto dei danni potenziali derivanti da ogni sostanza. E' come se classificassimo i farmaci antitumorali solo sulla base dei loro effetti collaterali, senza tener conto dei loro effetti benefici. E' da notare poi - aggiunge de Gaetano - che lo scopo dichiarato dell'esercizio di Nutt e colleghi e' stato quello di valutare i danni causati dal cattivo uso (misuse) di sostanze farmacologiche (drugs). In medicina le valutazioni si fanno sempre sul rapporto benefici/rischi, mai sugli uni o gli altri separatamente"."Il controverso neuropsicofarmacologo inglese - spiega la nota- parla senza filtri e probabilmente senza preoccuparsi troppo delle conseguenze delle sue affermazioni. Il suo, nonostante sia stato ospitato sulle gloriose colonne di The Lancet, non e' propriamente uno studio scientifico sugli effetti dell'alcol, bensi' un rimpasto sociologico di informazioni. In pratica, l'ex esponente della commissione scientifica indipendente sulle droghe ha attribuito un punteggio a ciascun elemento potenzialmente dannoso per la salute e per la societa'. Nel calderone sono finiti indistintamente, tabacco, droghe di ogni ordine e grado, alcol, acido idrossi-butirrico e funghi. Ma l'alcol di cui parla Nutt e' lontano anni luce da quello che la scienza considera un valido aiuto per la salute". Per Fulvio Ursini, professore Ordinario di Biochimica all'Universita' di Padova, "L'alcolismo e' cosa ben diversa dal bere moderatamente un bicchiere di vino ai pasti o sorseggiare una birra in compagnia. E' come dire che bere l'acqua fa male considerando il numero di annegati per poi giungere alla conclusione che l'acqua andrebbe bandita. O analogamente considerare le automobili piu' pericolose delle armi da fuoco perche' causano piu' decessi. Ignorare, come fa Nutt, il ruolo della dose e la numerosita' del campione significa letteralmente 'dare i numeri. Stupisce che una seria rivista scientifica abbia offerto le sue pagine a uno studio simile". Francesco Orlandi, professore ordinario di Gastroenterologia nell'Universita' degli Studi di Ancona, riprende una riflessione di Curtis Ellison, professore alla Harvard University di Boston: "Nella nostra societa' l'uso degli automezzi provoca perdite umane molto superiori all'uso delle armi da fuoco, ma non si puo' mettere nel piatto della stessa bilancia la vettura di famiglia ed un mitra costruito per uccidere. Il comitato inglese ha commesso un grossolano errore di metodo, indicato come"floating denominator problem" nella nomenclatura epidemiologica e traducibile nel popolaresco ma efficace "confondere le mele con le pere". Demonizzare l'oggetto e' facile ma deviante, ed e' socialmente pericoloso perche' una considerazione sbagliata getta discredito su dieci raccomandazioni giuste. La promozione della temperanza e' la vera sfida per i nostri ragazzi, circondati da continui stimoli a comportamenti compulsivi, dalle calorie alla musica assordante fino all'happy hour e alle notti bianche". "L'alcol, bevuto moderatamente, si e' rivelato un ottimo alleato per la salute delle persone, mostrando effetti benefici sul fronte cardiovascolare non solo in termini di prevenzione primaria, ma anche dopo un evento cardiovascolare" spiega ancora de Gaetano. "Ci siamo a lungo interrogati se fosse il caso di suggerire ai colleghi clinici di avvisare i loro pazienti cardiovascolari circa le proprieta' benefiche del bere moderato- concludono i tre scienziati italiani - Siamo ancora di questa opinione. Ma a giudicare dai tempi che corrono, rischiamo di finire tra gli spacciatori di droga ".

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ritiro patente ingiustamente

Salve, sabato 6-11-10 mi è stata ritirata la patente per 3 mesi con un tasso alcolico di 0,52 oltre alla multa di 500 €.
non mi sembra di avere commesso un reato enorme superando di 0,02 il consentito, ma non c'è stato verso, dovevano per forza scrivere un verbale.
qual'è il modo per poter richiedere il ritiro possibile di 1mese anzichè 3 visto che il tasso non era alto oltre il limite????
non ho mai preso una multa, ho rispettato sempre i limiti, mai parcheggiato fuori zona, mai fatto nulla in 20 di patente.
sabato avevo fatto una bevuta festeggiando con la torta un compleanno e poi tornata a casa. E' possibile che avendo il ciclo mestruale il mio corpo non sia riuscito a smaltire quel poco bevuto??
Vi prego di aiutarmi ..dandomi una soluzione per accorciare i tempi e riprendere la patente prima, xkè ci devo lavorare per mantenermi (vivo da sola)
Verrò chiamata per fare esami su esami??
grazie attendo risposta.

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Ecco la birra più cara al mondo: 770 euro a bottiglia

 

Su  asylumitalia.it

 

Conveniente!   :)

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Nuovo testo sulla sicurezza stradale, pene severissime per guida in stato di ebbrezza

Quaranta articoli che riscrivono in gran parte il Codice della strada: il testo unificato sulla sicurezza stradale sta per incassare il via libera della Camera e punta a essere legge prima del grande esodo estivo. 'Chi beve non guida e chi guida non beve': questo il motto del pacchetto di norme, che prevede anche narco-test eseguiti direttamente dalle pattuglie della Polstrada, un certificato per i guidatori professionisti, l'esame di guida per i quattordicenni che vogliono prendere il motorino. Sulla strada per l'approvazione resta solo un ostacolo: la Lega e' tornata a chiedere che il termine per la vendita di alcol nei locali non sia tassativamente fissato alle 2 di notte. Una misura che pero' e' stata gia' una volta bocciata dal Senato e dunque per evitare che il provvedimento si incagli a Palazzo Madama (dove invece sarebbe destinato a un iter ultraveloce) occorre trovare un compromesso. A incaricarsi della mediazione e' il presidente della commissione Trasporti della Camera Mario Valducci, che ha rinviato il via libera alla prossima settimana e che comunque si dice molto 'fiero' del lavoro bipartisan fatto fin qui. Ecco alcune delle misure principali. ARRIVA TASSO ALCOL ZERO - I piu' giovani e tutti i neopatentati non potranno bere neanche un sorso di birra prima di mettersi alla guida. I nuovi paletti riguardano i conducenti che hanno meno di 21 anni, chi ha la patente da non piu' di tre anni e i conducenti professionali e di autoveicoli per i quali e' richiesta la patente di categoria C, D e E. CARCERE FINO A 15 ANNI - E' questa la pena massima che si rischia se si e' al volante ed e' in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico superiore a 1,5 o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti e si e' responsabili di un incidente mortale che coinvolge piu' persone. CERTEZZA DELLA PENA, STOP CONGELAMENTO SANZIONI - Chi incappa in una sanzione e fa ricorso al giudice di pace non potra' piu' sfruttare la cosiddetta 'sospensione' della sanzione stessa. Si dimezzano invece i tempi per la comunicazione dell'infrazione: si passa dagli attuali 150 giorni a 90 giorni. NARCO-TEST ANCHE DA POLIZIA STRADA - Non dovranno piu' accompagnare il guidatore presso una Asl, ma potranno fare l'esame direttamente on the road, che pero' 'non dovra' essere invasivo'. CERTIFICATO ANTIDROGA PER GUIDATORI CAMION - Chi e' in possesso di una patente per veicoli 'pesanti' (anche pullman) dovra' esibire una prova che attesti il non uso di alcol e droghe. ESERCIZI DI GUIDA DA 17 ANNI - Il minore deve essere titolare di patente A e deve essere accompagnato da un conducente titolare di patente B da almeno dieci anni. TARGA PERSONALE - La targa dunque non seguira' piu' le vicende giuridiche del veicolo. ARRIVA MEDICO SPIA - Il medico che venga a conoscenza di una patologia di un suo assistito, che determina una diminuzione della idoneita' alla guida, deve darne comunicazione scritta e riservata al ministero delle Infrastrutture. MULTE PIU' SALATE, MA C'E' SCONTO PUNTI - Chi pigia sull'acceleratore e supera i limiti di velocita' tra i 40 e i 60 km/h paghera' tra 500 e 2mila euro ma vedra' i punti ridursi di sei unita' e non piu' di dieci, mentre chi supera di 60 km/h il tetto paghera' tra gli 800 e i 3200 euro. GIRO DI VITE PER CHI NON RISPETTA PEDONI - Chi non fa spazio a polizia e ambulanze vedra' i propri punti decurtati di 5 unita' e sale la sanzione per chi non rispetta i pedoni (8 punti contro i 5 precedenti). Se le strisce non ci sono, la sanzione e' piu' bassa ma comunque raddoppia. SCATOLA NERA - Arriva la scatola nera anche per le auto e il casco elettronico. LEZIONI AUTOSTRADA - Lezioni anche in autostrada e di notte: chi vuole prendere la patente dovra' cimentarsi anche con condizioni di guida piu' difficili di quelle in citta'. EDUCAZIONE STRADALE - Dall'anno scolastico 2010-2011 i corsi sull'educazione stradale a scuola diventano obbligatori. ADDIO PATENTE DI CARTA - Anche chi rinnova il permesso di guida, avra' la credit card al posto del vecchio permesso cartaceo. MULTE PER CHI NON RISPETTA ECOPALETTI - Multe da 155 a 624 euro per chi circola 'con un veicolo appartenente, relativamente alle emissioni inquinanti, a categorie inferiori a quelle prescritte'. Se poi si commette l'infrazione due volte nel giro di un biennio si rischia la 'sospensione della patente di guida da quindici a trenta giorni'. MULTE ANCHE PER CHI NON SOCCORRE ANIMALI - Da 389 a 1559 euro di multa per chi in caso di 'incidente con danno a uno o piu' animali domestici, da lavoro o protetti, non ottempera all'obbligo di fermarsi'.ADUC Droghe

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SCONVOLT QUIZ

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Contenuto Redazionale Firma per vietare la vendita di alcolici ai minori

SOSTANZE.INFO aderisce alla campagna di sensibilizzazione lanciata da Repubblica/Il Tirreno e che di seguito riportiamo

"Il consumo di alcol fra minorenni è diventato un problema dirompente: ormai si comincia a bere già ad 11 anni, e aumenta la percentuale dei teenager che beve con continuità. Di fronte a questa situazione c’è un enorme vuoto legislativo.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare (e contrariamente anche a quanto avviene in gran parte d’Europa), non esiste una legge che proibisca di vendere prodotti alcolici ai minorenni. L’unica normativa attinente al problema è l’articolo 689 del codice penale, che vieta la somministrazione di bevande alcoliche ai minori di 16 anni: una previsione di legge incompleta (niente si dice della vendita in negozi e supermercati) e che, come ha dimostrato la nostra inchiesta, viene inoltre spesso aggirata. Per questo chiediamo il vostro sostegno: una firma per una legge completa, organica, che vieti la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche ai minorenni.  Una norma per salvaguardare i nostri ragazzi, che potrebbe trovar posto nel decreto sulla sanità che il ministro Renato Balduzzi e il Governo hanno appena approvato, magari con un emendamento nel corso dell'iter per la conversione in legge."

qui trovi il modulo per aderire alla campagna e firmare per la proposta di legge contro gli alcolici ai minorenni temi.repubblica.it/iltirreno-appello/

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