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L’alcool etilico o etanolo è il risultato della fermentazione di zuccheri semplici, o di altri procedimenti chimici (distillazione). Ogni bevanda alcolica ha una sua gradazione (cioè percentuale d’alcool) diversa che per legge deve essere indicata sul contenitore.

Alcolici e superalcolici sono consumati frequentemente da giovani e adulti; sono legali e per questo nell’immaginario collettivo non vengono considerati come “droghe”. In realtà, l’alcool è una sostanza che agisce sul Sistema Nervoso Centrale.

Le bevande alcoliche sono usate per disinibirsi, superare gli imbarazzi, sentirsi più carichi, avere più coraggio con l’altro sesso, divertirsi con gli amici.

L’effetto dipende dalla quantità di alcolici assunti, dalla loro gradazione e dalla capacità di...

La viticoltura appare nelle montagne tra il mar Nero e il mar Caspio (attuale Armenia) intorno al 6000 avanti Cristo. La produzione di birra emerge invece tra i sumeri intorno al 3000 avanti Cristo. Il primo report scritto sugli alcolici è una tavoletta cuneiforme risalente al 2200 avanti cristo. Intorno al 1500 avanti Cristo si hanno le prime produzioni di vino nella zona dell'Egeo. Seicento anni più tardi, intorno al 900 avanti Cristo, gli assiri producono già vino su larga scala. Il vino si diffonde in mesopotamia ed Europa mediterranea.

Dioniso di...

L’alcol è la sostanza psicotropa maggiormente diffusa nel nostro paese. In particolare l’uso di vino durante i pasti è retaggio di una antica tradizione culturale, legata anche alla cultura cattolica nella quale il vino assume un’importanza evidente.

Ad utilizzare l’alcol almeno una volta l’anno è oltre il 70%* della popolazione, ovvero oltre 36 milioni di persone. La differenza di genere è particolarmente forte, poiché a consumare alcol sono l’82% dei maschi e il 59% delle donne. Ad essere correlato con l...

I più votati, alcol

Classifica LANCET sui danni delle droghe (la tabella tradotta è tratta Focus)

Classifica LANCET sui danni delle droghe (la tabella tradotta è tratta Focus)
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Diario di un rave

2 giorni fa ero ad un rave.. una fabbrica enorme, mille stanzoni grandissimi, corridoi, camere e cortili abbandonati... e in mezzo lui, il sound, muro di casse alto 3 metri e lungo 15.. ovunque per il sito ci sono campers e macchine "special", gente che ti chiama per chiederti se vuoi prendere qualcosa per rendere l'atmosfera più viva..
quella sera sono arrivato lì sapendo già che avrei voluto provare un beverone di acqua e cristalli... mi aveva sempre attirato l'idea e nella mia gamma di "esperimenti" mancava ancora quella componente.. ebbene, la prima bottiglia da 33cl se ne va in 5 minuti, divisa tra noi 5 o 6 amici.... poi, dopo circa mezz'ora, arrivato l'ultimo di noi alla festa, si festeggia con una bottiglia da 1 litro.. per farla breve 1,5 g di cristalli se ne vanno in 45 minuti, contando che su 6 eravamo 3 maschi molto "assetati" e 3 ragazze relativamente più tranquille... dopo un tempo non precisato, cmq poco dopo la seconda bottiglia, tutti vengono attirati dalla musica e partono in massa verso il sound, mentre uno di noi aveva iniziato a fare dei disegni sui muri... capite le nostre intenzioni si gira verso di me e mi dice "voi andate, tranquilli io resto un pò qua a disegnare"...
a quel punto, capito l'andazzo (lui è sempre stato quello che mi ha fatto viaggiare mentalemente ad ogni occasione "psicoattiva") ho deciso di seguirlo e rimandare la danza... e dopo un pò, in concomitanza con il picco dell'effetto, ho capito di aver fatto la cosa giusta: abbiamo cominciato a parlare dei disegni, ed io ho iniziato a fare discorsi molto profondi (o almeno così mi sembrava) su ciò che secondo me significa disegnare per lui... evidentemente sarò stato troppo profondo (o più probabilmente era salita anche a lui) fatto sta che all'improvviso smette di disegnare, si gira con la bocca aperta e gli occhi da cucciolo di cane, mi abbraccia e mi dice "dopo quello che hai detto devo dedicarti un disegno"... troviamo una parete abbastanza grande e lì tocchiamo il momento di feeling più intenso: lui disegna e io gli parlo, il tutto sempre più velocemente... le parole si mischiano con i tocchi di colore, le sfumature con i silenzi... in quel momento sento un senso favoloso senso di felicità, una felicità pura, mai provata.. dopo un pò però succede una cosa che ci lascia molto tristi: si avvicina una ragazza che ci chiede cosa facciamo, di dove siamo... insomma un'altra che come noi aveva un'intensa voglia di comunicare.. noi siamo felici di questo, parliamo e sorridiamo, lontani dall'essere maliziosi o aggressivi.. però all'improvviso da dietro spunta un ragazzo dall'aria evidentemente alterata dal fatto che stessimo parlando con la sua amica.. la porta via subito mentre un terzo ragazzo lo calma..
questa scena mi ha fatto male, ma evidentemente ha fatto ancor più star male il mio amico: lo vedo girarsi verso di me con una faccia da bambino offeso... faceva sinceramente tenerezza.. ritorna al suo disegno, ma questa volta muovendosi a scatti, dicendomi "questo disegno te lo sto finendo proprio con cattiveria... il mondo è brutto"... questa cosa mi ha fatto pensare...
passato questo momento intenso torniamo dagli altri... ora non sto a raccontare precisamente tutto ciò che è successo: dico solo che dopo un pò ho chiesto a un mio amico di accompagnarmi in un posto, ho sgomiato in tutta tranquillità un pò din birra e da lì sono stato di nuovo meglio.. ho passato tutta la notte e la mattina a ballare 15 minuti e poi a girare trotterellando per 10 minuti salutando la gente, aiutando quelli che non stavano bene e parlando con altri come me.. poi il pomeriggio a casa, cena veloce alle 5 e poi a nanna... stamattina? fresco come una rosa..

 

so che fa male, so che è illegale, ma non posso negare che prenderlo sia una delle esperienze più ricche di sensazioni che abbia mai provato... la parola d'ordine in queste cose è sempre LIMITE: io stavo bene, ma vedevo gente davvero in stati pietosi, piegati da altre sostanze a cui evidentemente non possono più rinunciare.. sostanze che ho provato anch'io, ma solo per un istinto di esplorazione che mi spinge a testare una e una sola volta le cose per capire cosa mi danno... tutto ciò a volte mi fa paura, ma posso dire che finchè si conserva un minimo di amor proprio, un minimo di speranza per il proprio futuro, va da se che il limite viene autoimposto..

non sono nessuno per dirlo, ma mi raccomando: quella non è la vera vita, è solo una percezione alterata da un processo di inibizione chimica.. facciamo sempre in modo che il cervello funzioni, che di questi tempi ce n'è bisogno...
 
ciao
 
adreno.chrome Tedo

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Libro su giovani e sostanze

 

   A proposito del tema giovani e sostanze, segnalo l'uscita di questo libro

  Vanni Santoni, Gli interessi in comune, Feltrinelli

(qui l'indirizzo Ibs http://www.ibs.it/code/9788807017629/santoni-vanni/interessi-comune.html)

  Riporto anche una recensione dal blog   http://insipienzaastrale.blogspot.com

Gente che si droga. Ragazzi, anzi, ragazzi che si drogano. Parecchio. Ragazzi della provincia di Firenze (d’Italia?) che, dal novantacinque al 2006, più o meno, si drogano. Se non si drogano scompaiono. Se non si drogano non succede nulla. Se non si drogano non sta insieme niente.
Non è che vogliono buttare la vita nel cesso, è che proprio non sanno che farci.
Aprire con un manifesto deridendolo per tutto il romanzo (un romanzo pure generazionale nel suo non cercare di esserlo). Volendo tracciare una linea che va da Tondelli, passa per le scritture giovanili dei primi anni novanta… no, non si può fare. Allora Yates (Richard). Quella fermezza che non concede troppo ai localismi (e, nonostante l’oggetto, ai provincialismi) senza diventare pesantezza. Leggerezza.
Malinconia a pacchi. 

ilpaura

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Un anno di uso, Vita ToTaLmEnTe Cambiata.

Ciao a tutti, mi chiamo Mauro, ho 21 anni, sono un carpentiere navale; circa un anno fa ho avuto un periodo che mi drogavo quasi tutte le sere dopo il lavoro, mi trovavo con i miei amici e fumavo canne fino circa alle 1a della notte, poi andavo a casa in stato molto alterato con la mia macchina. Alla mattina mi sono sempre alzato puntualmente e andavo a lavorare tranquillamente ma già pensavo alla sera per fare la stessa cosa che facevo tutte le sere, SBALLARMI! A parte la negatività di questa situazione, ero sempre felice e allegro, stavo molto bene... Poi verso dicembre dello scorso anno una ragazza meravigliosa mi chiamo per dirmi se si potevamo trovare qualche sera e andare a farci un giretto insieme. Andai a trovarla, già la conoscevo di vista e sapevo quello che faceva però non ci ho fatto caso. Quello stesso giorno mi ha chiesto se andavamo su a prendere la roba, io accettai, siamo andati su e lei ha acquistato la sua dose. Quando sali in macchina con la roba, mi ha chiesto se volevo una riga, (lei se la iniettava) io avendola già provata tempo fa, ho accettato. Eravamo tutti e due cotti, e con quella ragazza (che io ero e sono ancora tremendamente cotto) parlavamo di tutto, qualsiasi argomento, si poteva parlare con lei, è intelligentissima oltre che bellissima. Quando arrivai a casa dopo quella giornata, mi sono detto, "cazzo mi sono fatto di eroina, la droga peggiore che esista". Poi pian piano cominciavamo ad andare su tutte le sere a prendere la roba, tutti i soldi del mio stipendio li spendevo in eroina, e considerando anche che la pagavamo una volta a testa, facevamo fuori insieme circa 2.500 € di eroina al mese escluso sigarette, che da un pacchetto giornaliero, ne ho cominciato a fumare 2 pacchetti (con l'eroina ti viene voglia di fumare di più, e appena ti fai hai subito voglia di fumare una sigaretta). Io mi facevo perchè mi piaceva, ma mi piaceva di più la ragazza che l'eroina, qualche volta stavo anche senza farmi e non c'erano problemi per me. Poi un giorno tornando a casa si è rotto l'alternatore quello che carica la batteria alla macchina e quindi mi sono voluto dei soldi per metterla bene, e non avevo soldi a sufficienza per la roba, quindi andai in posta dove ho il mio conto corrente e chiedi un prestito di 2.000 euro che vedendo che ho un posto di lavoro fisso, me lo hanno concesso senza problemi. I miei amici quelli, fumatori di canne quando mi hanno visto dopo tanto tempo non mi riconoscevano più, e hanno visto che avevo qualcosa che nascondevo, e allora glielo detto che mi facevo e si incazzarono totalmente con me. Intanto in un colpo solo spesi i miei 2.000 € in roba, una cosa che ora, mi vergogno totalmente. La mia vita era sempre quella, lavoro, e alla sera andare su per prendersi la dose ed essere totalmente SBALLATI. Un sabato dopo essere stato da lei, andai a trovai i miei amici e fumare in compagnia e a parlare un pò, loro mi supplicavano di smettere con quella roba, ma quella sera dopo fumato andavo in macchina e mi facevo un grammo ed è stato un mix veramente DISTRUTTIVO di Canapa ed Eroina, e poi siamo andati fino al McDonalds con sempre io alla guida in quelle condizioni. Dopo mangiato mi sono messo in macchina e ho riposato un pò ero veramente distrutto. I miei amici mi hanno detto che non volevano più vedermi perchè sembravo un morto. Una sera andai da lei e abbiamo fatto quello che abbiamo sempre fatto. Tornando a casa i Carabinieri mi fermarono e avendo già avuto un precedente per porto di oggetti da scasso mi perquisirono la macchina e me, e trovarono l'eroina. Siamo andati a casa mia per fare la perquisizione però li non trovarono nulla. Le conclusioni sono queste, ritiro patente, macchina all'asta (Opel Corsa nuova) e sicuramente penale. Alla mattina sono andato a lavorare e spiegai che mi hanno fatto questo per una cannetta. Avevo smesso con tutto, tranne le siga che sono arrivato a 3 pacchetti. Ho avuto un pò di crisi la prima settimana ma poi lavorando mi svagavo quindi passavano facilmente. La mia ragazza non si è più fatta sentire. Io intanto in quel periodo lavoravo e me ne stavo a casa tranquillamente alla sera, ero diventato apposto dopo tanto tempo, stavo tornando il normale Mauro. Al lavoro si accorsero che avevo migliorato molto di più il mio rendimento e la mia forza fisica e stavo tornando del mio colorito naturale. Poi ho cominciato a frequentare i bar dove andavo di solito e ho cominciato ad abusare d'alcol. Verso agosto mi presi 2 settimane di ferie, e ho cominciato le ferie bevendo, e una sera feci il mio accesso su MSN e vidi che la mia ragazza era connessa dopo molto tempo che non si faceva più sentire. Aveva preso la patente (gli avevo insegnato io a guidare quando andavamo via insieme in strade non trafficate) e mi aveva chiesto se andavo a trovarla. Io presi la corriera e andai a trovarla e quel giorno doveva andare su e io andai su con lei senza pensarci 2 volte. Tornai a farmi. In 20 giorni spesi 3.000 euro che avevo messo da parte per pagare le conseguenze di quando mi hanno fermato. E la ragazza mi ha detto che dovrà andare in comunità a settembre su ordine dei suoi genitori, ci restai molto male. Nel frattempo i miei genitori si sono accorti che avevo speso tutti quei soldi, e vedendo che a casa non c'ero mai, avevano intuito che avevo ricominciato a farmi. Arrivai a casa, mi dissero che o cambiavo e sennò dovevo andare via di casa. Mi iscrissero al S.e.RT e li cominciai a fare le urine però ho rifiutato di usare il Metadone e suggerri al medico di mandarmi in comunita di recupero per stare con la mia ragazza. Però visto che ho un lavoro e tutto decidi dopo un pò di non andarci, di continuare a lavorare. Tuttora ho fatto qualche tiro di canna con i miei amici e niente di più, ora sono veramente pulito ma sto solo aspettando che la mia cucciola torni dai 2 anni di comunita perchè veramente a parte l'eroina con lei stavo veramente bene, ho avuto l'affetto e le condivisione che non ho mai avuto da nessun'altra ragazza. Ringrazio a tutti coloro che hanno letto. Mauro.

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ALCOL E FARMACI

http://www.birrainforma.it/sito/newsview.php?NewsID=11 

Perché serve cautela
Alcuni farmaci non andrebbero assunti in combinazione con l’alcol. Per certi altri, invece, l’accoppiamento non rappresenta un problema. Nel caso in cui sia meglio non bere alcol durante un particolare trattamento farmacologico la raccomandazione è di solito riportata nelle istruzioni del medicinale. Alcol e farmaci possono influenzarsi a vicenda in tre modi:

1. I farmaci possono ritardare l’eliminazione dell’alcol da parte dell’organismo. I metaboliti tossici prodotti dall’alcol rimangono presenti più a lungo con possibili effetti indesiderati, come calura, viso arrossato, nausea, mal di testa, pressione bassa e palpitazioni.
2. L’alcol può ritardare l’effetto di certi farmaci che cosi rimangono attivi più a lungo nell’organismo. Una possibile conseguenza è un’overdose da farmaco.
3. L’alcol può aumentare gli effetti diretti e collaterali di alcuni farmaci.

Consigli per il consumatore
Come può il consumatore capire quali farmaci non vanno combinati con bevande alcoliche?

1. Chiedendo al farmacista se la medicina prescritta è più o meno compatibile con il consumo di alcolici.
2. Leggendo il foglietto di istruzioni dove spesso sono descritti anche i possibili sintomi derivanti da questa interazione.
 

Alcool e farmaci più comuni
L’effetto dell’alcol varia a seconda della tipologia di farmaci. Esaminiamo i più utilizzati.

Anti-dolorifici
L’alcol intensifica gli effetti secondari di certi farmaci antidolorifici come la sonnolenza, l’alterazione della coordinazione e la respirazione affannosa. Acido Acetilsalicilico (Aspirina), ibuprofene (Algofen, Antalfebal, Antalgil, Buscofen, Calmine, Cibalgina, Dolocyl, Moment, Nureflex, Nurofast, Nurofen, Nurosolv), diclofenac (Forgenac, Ribexflu, Voltaren, Zeroflog) e naproxene (Algonapril, Floginax, Gibixen, Laser, Naprius, Naprosyn, Neoeblimon, Prexan, Xenar) che hanno già di per se un effetto irritante per la mucosa dello stomaco se combinati con l’alcol, potenziano questo loro effetto. Un altro effetto collaterale di alcuni di questi farmaci come acido acetilsalicilico, ibuprofene, diclofenac e naproxene, è quello di rendere più fluido il sangue. Se si beve alcol associato a questi farmaci le ferite sanguineranno più a lungo, anche perché l’alcol ha un effetto vasodilatatore cioè dilata i vasi sanguigni.

Farmaci contro la tosse (Aricodiltosse, Bchilar, Bronchenolo, Broncofarma, Codeina, Destrometorfano, Formitrol tosse, Lisomucil tosse, Metorfan, Neoborocillina tosse, Sanabronchiol, Tossoral, Tussycalm, Vicks tosse). Questi farmaci possono creare sonnolenza, fino all’overdose. Non è quindi consigliabile bere se si deve guidare.

Anti-allergici
I vecchi farmaci contro le allergie hanno effetti collaterali come sonnolenza alterazione della coordinazione e della concentrazione. L’alcol aumenta questi effetti se combinato con delorofeniramina (Polaramin), difenhidramina/dimedrinato (Lomarin, Motozina, Travelgum, Valontan, Xamamina) e mebidrolina (incidal).  Non influisce, invece, sugli effetti collaterali dei nuovi antiallergenici come loratadina (Alorin, Clarityn, Fristamin) terfenadina (Allerzil), cetirizina (Formistin, Naristar, Reactine, Virlix, Zirtec) e fexofenadina (Kalicet, Telfast).

Anti-epilettici
Consumare alcol in modo moderato e saltuario non ha influenza sul numero degli attacchi epilettici. Comunque l’alcool intensifica gli effetti collaterali(sonnolenza, alterazione della coordinazione e concentrazione) di carbamazepina (Tegretol), fenitoina e fenobarbitale (Aurantin, Dintoina, Dintoinale, Metinal idantoina). 

Statine (Atorvastatina: Lipitor, Torvast, Totalip, Xarator; Simvastatina: Liponorm, Medipo, Sinvacor, Zocor, Pravastatina: Aplactin, Plasterol, Pravaselect, Sanaprav, Selectin; Rosurvastatina: Crestor, Provisacor, Simestat; Cerivastatina Cervasta) Usate per ridurre il livello di colesterolo nel sangue, possono creare problemi muscolari.  Grandi quantità di alcol possono aumentare questo rischio. Meglio quindi fare attenzione.

Antidepressivi
L’alcol può aumentare l’effetto stupefacente degli antidepressivi. Meglio tenerlo presente se si è alla guida o impegnati in qualsiasi altra attività che richieda la massima attenzione.  Più alcool si consuma più i riflessi si allentano.

Antipsicotici
L’alcol può aumentarne gli effetti collaterali: sonnolenza, alterazione della coordinazione e concentrazione. Meglio non bere quindi se si è alla guida o impegnati in attività che richiedano la massima attenzione.

Tranquillizzanti e sonniferi
L’alcol può aumentare la sonnolenza, l’alterazione della coordinazione e concentrazione che rappresentano altrettanti effetti collaterali di questi farmaci. E’ importante quindi saperlo se si guida o si fanno lavori che richiedono attenzione.

Antibiotici
Con quasi tutti gli antibiotici il consumo di alcol non crea problemi. Solo con il Metronidazolo (Deflamon, Flagyl, Metronidazolo) si possono avere un certo numero di effetti collaterali spiacevoli. Gli effetti collaterali dell’assunzione contemporanea di alcool sono: mancanza d’appetito, nausea, mal di testa e, a volte arrossamento del viso, che puo’ essere provocata anche dal ketoconazolo (Nizoral).

Farmaci per la tubercolosi (Rifadin, Rifampicina, Rifapiam, Rifater, Isoniazide, Nicizina, Nicozid). Una gran quantità d’alcol può ridurne l’efficacia e renderli tossici nel fegato.

Disintossicanti (per la dipendenza dall’alcol)
Il Disulfiram (Antabuse, Etiltox) viene utilizzato da chi vuole liberarsi dalla dipendenza alcolica. Chi lo assume insieme all’alcool avrà pressione bassa, palpitazioni, mal di testa, calura, arrossamento del viso, sudore e nausea. Può sviluppare anche crisi d’ansia e tensione nervosa.
 

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Guerra a Scientology

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alcolismo e giovani - statistiche

 STATISTICHE

Mentre da  una parte ultimamente si nota una stabilizzazione del consumo medio pro-capite per la popolazione adulta, dall’altra si assiste ad un preoccupante incremento dell’uso o dell’abuso di bevande alcoliche fra i giovani. In Italia solo il 26% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni dichiara di non avere bevuto negli ultimi tre mesi, ciò significa che il 74 % ha bevuto ALMENO una volta alcolici o superalcolici.

Il 60% dei giovani consumatori beve prevalentemente birra e il 40 % vino. Gli aperitivi e i digestivi sono assunti dal 34% e i superalcolici (per lo più sotto forma di cocktail) dal 21% dei ragazzi in età tra i 15 e i 24 anni.

Le caratteristiche principali dei giovani a rischio rispetto all’utilizzo di alcolici sono: l’iperattivismo, la paura della quotidianità e della noia il che orienta la loro vita verso l’avventura, l’imprevisto, l’iperstimolazione  e le condotte trasgressive a tutti i costi.

Tutti i dati rilevati fino ad ora evidenziano l’aumento del consumo di alcol al crescere dell’età e in particolare un salto significativo dopo i 18 anni, il che evidenzia una correlazione positiva con l’aumentare della capacità economica, l’ingresso nel mondo del lavoro e la maggior possibilità di  occasioni di incontro sociale. Un dato particolarmente preoccupante è che se si confrontano i consumi dei ragazzi tra i 18  e i 24 anni con quelli della popolazione adulta si può notare come i primi mostrino una frequenza più episodica, ma un consumo generalmente più elevato, con forti bevute che si prolungano magari per intere nottate.

Vale a tal punto la pena di citare il cosiddetto paradosso di Kreitmann ed altri. Questo autore ha rilevato che i cosiddetti heavy drinkers (letteralmente bevitori pesanti, quindi gli alcoldipendenti)  costituiscono un onere per la collettività di gran lunga inferiore a quello dei bevitori occasionali o moderati. Gli effetti negativi degli incidenti stradali, ad esempio,  determinati da un abuso accessuale    costituiscono quindi un costo sociale più rilevante di quello dovuto ai comportamenti di abuso cronico. Tale considerazione porta ad una logica  conclusione: i  giovani che, più frequentemente rispetto alla popolazione adulta, adottano appunto una  modalità di bere accessuale sono più a rischio rispetto alla possibilità di subire danni correlati.  

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Qualcuno si è accorto delle illegalità presenti nel nuovo codice della strada

 

Cannabis e guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti: è reato consumare o guidare?   di Luana De Vita Apriamo questa rubrica dedicata alle droghe e alle pene parlando di  Cannabis e  guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, con l’intenzione  di considerare gli aspetti  clinici, scientifici di questa sostanza psicoattiva e gli aspetti giuridici legati alla guida di veicoli, cercando di cogliere eventuali  contraddizioni tra una visione oggettiva e scientifica e una verità “giuridica” che potrebbe non corrispondere affatto. Non rientra nelle competenze cliniche un giudizio morale  sul consumo di sostanze, pertanto nessuno si aspetti di trovare considerazioni del genere. In Italia guidare sotto l’effetto di sostanze stupefacenti  è “reato” e la Cannabis rientra nell’elenco delle sostanze psicoattive  illegali: coltivazione, possesso di certe quantità, vendita, cessione sono comportamenti illeciti di interesse penale, veri e propri reati; il consumo di fatto non è reato ma è comunque punito con sanzioni amministrative (per es. il ritiro patente, permesso di soggiorno, etc.)  diventa reato se coincide con la guida di un veicolo  e comporta, secondo le recenti modifiche dell’art.187 del codice della strada, l’arresto da 6 mesi ad un anno e la sospensione della patente da un anno a due. La patente verrà revocata  subito in caso di conducente professionale e anche in caso di conducente “normale” se ha provocato un incidente. Se il veicolo appartiene alla persona positiva al test viene confiscata (attenzione, non sequestrata, confiscata) mentre se appartiene a persona diversa la pena per il “colpevole” viene raddoppiata. Si aggiungono poi altre possibilità di aumento di pena in ragione dell’orario e dell’età del colpevole. Cosa significa esattamente “guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti”? Nell’immaginario comune è facile associare a questa immagine un individuo che dopo aver assunto sostanze psicotrope sale a bordo di un veicolo a motore e lo conduce. Dal punto di vista della legge la questione si determina nel momento in cui un qualsiasi soggetto trovato alla guida di un mezzo , sottoposto ad esami clinici su richiesta delle autorità, risulti, per esempio , positivo al THC, nello specifico l’art. 187 chiarisce:  “…guida in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope…”   Molti consumatori abituali non hanno piena consapevolezza dei rischi che corrono a prescindere dall’attenzione che prestano ad evitare di mettersi al volante poche ore dopo l’assunzione di  cannabis. Considerano infatti privo di pericoli/rischio aver fumato il giorno precedente o magari una settimana prima  o anche due, tre settimane prima.  Il problema è invece serissimo, anche nel caso in cui  essi stessi  fossero vittime di un incidente. Vittime cioè di una manovra maldestra, spericolata, perfino esplicitamente vietata dal codice che li vedesse vittime di un automobilista distratto o semplicemente spericolato. Peggio, molto peggio se la semplice distrazione o spericolatezza li ponesse in condizione di responsabilità di un incidente. Perché? Perché l’esame delle urine potrebbe risultare positivo  a prescindere dall’effettiva assunzione di cannabis immediatamente precedente alla conduzione del veicolo a motore e quindi avviare la procedura prevista dal codice per il reato 187 con tutte le complicazioni amministrative e penali del caso,   non ultima la propria posizione assicurativa. Contrattualmente potrebbe infatti essere prevista  “ la clausola di rivalsa” e, pur liquidando eventuali danni a terzi,  l’assicurazione avrà facoltà di rifarsi sui propri assicurati rei di aver condotto il veicolo in condizioni proibite, ovvero di alterazione psico-fisica. Possibile che fumare una canna la notte di ferragosto sulla spiaggia possa significare che i primi di settembre la  vita di un cittadino possa essere rovinata, la fedina penale sporcata e la patente  si trasformi in carta straccia? Sì, potrebbe assolutamente accadere. Chiariamo dunque come e perché e anche quali aspetti sarà importante far valere in ambito legale. Per avere effetti derivanti dall’assunzione di cannabis un individuo ne dovrebbe assumere tra i 2 e i 20 milligrammi,  fumando cannabis il thc viene riscontrato in pochi secondi , raggiungendo il picco massimo dopo circa 3-10 minuti. Gli effetti perdurano per circa 2-4 ore se invece la cannabis è “ingerita” gli effetti arrivano a perdurare 6-8 ore. Il fegato è l’organo in cui avviene la metabolizzazione  del thc  dopo circa 10 minuti dall’assunzione ,  genera 7 metaboliti maggiori e  altri metaboliti (più di 20) potenzialmente attivi,  più una molecola non-psicoattiva che verrà escreta nelle urine.  Il picco escretorio urinario avviene dopo circa 2-6 ore dall’assunzione di cannabis e prosegue per giorni, settimane. Per essere più chiari nell’urina la positività al Thc  è  certamente prova di assunzione di cannabis, infatti è evidenza,  indiscutibile, del momento di “scarto” di scorie  metaboliche non-psicoattive che vengono dall’organismo espulse, ovvero  prova certa di una  fase successiva sia al momento dell’assunzione sia al periodo di efficacia psicoattiva. Non può dunque giustificare, da un punto di vista probatorio, il reato di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti . L’esame delle urine può indicare, confermare, l’assunzione della sostanza, ma non può essere considerata prova,  in assenza di un prelievo ematico o salivare, di stato di alterazione psico-fisica poiché in alcun modo può dedursi da un campione positivo di urina il tempo trascorso da una eventuale, recente, assunzione di  cannabis. Come tutti i cannabinoidi il thc è una molecola altamente liposolubile (solubile nei grassi) i cui metaboliti vengono accumulati nel tessuto adiposo e lentamente rilasciati nel flusso ematico, l’eliminazione completa può richiedere anche cinque settimane, ecco perché l’esame tossicologico urinario può dare esito positivo per  tanto tempo successivamente al momento della reale assunzione. Oggi, in Italia, è possibile rispondere del reato di guida  sotto effetto di sostanze stupefacenti anche con il solo esame dell’urina e questo  necessita di assoluta riflessione  sul codice della strada e sull’effettiva volontà del legislatore. E’ necessario tornare a considerare che consumare sostanze non è reato,  guidare sotto l’effetto di sostanze invece è reato, ben venga dunque l’intervento di punizione se mirato a punire il comportamento pericoloso per sé e per gli altri, ma solo quello.   Sarà bene che le procedure per avviare certi procedimenti giudiziari siano vincolate ad effettivi riscontri clinici, precisi e indiscutibili, sullo stato di alterazione psico-fisica e quindi sulla effettiva colpevolezza dei soggetti incriminati e non  fermarsi ad esami tossicologici  che per loro natura non  possono costituire in alcun modo prova  del reato di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Da questo punto di vista non possiamo non rilevare una lacuna inaccettabile e la necessità di una importante valutazione e revisione delle procedure operative attualmente in uso,  poiché è intollerabile una tale assurda superficialità. L’accertamento di un reato che espone le persone indagate a sanzioni deve essere assolutamente ineccepibile, non approssimativa (e tantomeno inconsistente come nel caso dell’urina e del thc per la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti)   i campioni biologici devono garantire identificazione e conservazione, la metodologia deve corrispondere a standard tali da assicurare attendibilità e devono essere previsti anche metodi alternativi di conferma  successivi ad una prima rilevazione di positività. Attualmente ci si ferma in realtà ad indagini di screening che di fatto offrono risposte rapide di identificazione delle sostanze ma possono non avere alcuna rilevanza utile di qualità e quantità,  dati necessari che, esattamente come per l’acol, determinano di fatto l’eventuale stato alterazione psico-fisica  al momento della guida e quindi l’eventuale sussistenza o meno del reato. Non ci è dunque chiaro se nell’intenzione del legislatore ci sia la volontà di non fermarsi all’illecito amministrativo relativo al consumo, che potrebbe  secondo l’attuale ordinamento comunque corrispondere al divieto perfino di conseguirla la patente per qualsiasi individuo genericamente positivo a qualsiasi tipo di sostanza psicoattiva e quindi aggravare penalmente la posizione del consumatore con le conseguenze di una condanna basata sull’art. 187   o se realmente la preoccupazione sia punire comportamenti pericolosi e criminali per la sicurezza  di tutti i cittadini, tra i quali  senza dubbio possiamo inquadrare la guida in stato psico-fisico alterato. Certo è che, allo stato attuale, per quanto riguarda il thc e la guida , gli esami tossicologici di screening attualmente in uso non potendo garantire prova dell’alterazione psico-fisica al momento della guida  ovvero della  reale presenza di sostanza psicoattiva, potrebbero  in sede legale  produrre, con più che ragionevoli e scientificamente ineccepibili argomenti, un solo esito: la non sussistenza del reato. E, per dovere di cronaca, già alcune recenti sentenze hanno confermato tale esito.

 

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Minori: tra fumo, droga e alcool, il Paese giovane nel rapporto Telefono Azzurro-Eurispes

 Sabatoseraonline.it - Roma. Allarme fumo, allarme droga, allarme alcool. Il ritratto degli adolescenti italiani presentato oggi a Roma dal rapporto Telefono Azzurro-Eurispes 'Bambini e adolescenti in Italia: un quadro degli ultimi 10 anni' desta diverse preoccupazioni. Cominciamo dal fumo: secondo il rapporto, tra i giovanissimi  uno su tre fuma stabilmente, nonostante le campagne di sensibilizzazione per la lotta al tabagismo e la legge che vieta la vendita di sigarette ai minori di 16 anni. Secondo il dossier nel 2009 la percentuale di adolescenti tra i 12 e i 19 anni che fumano è aumentata. Nel 2003, infatti, aveva dichiarato di fumare sigarette il 25,8% dei maschi e il 21,9% delle femmine, a fronte, rispettivamente, del 29,2% e del 31,6% del 2009. Nel periodo considerato, dunque, il tabagismo è cresciuto, in particolare tra le femmine (+9,7%). Tra il 2003 e il 2009, oltre ad aver riscontrato un generico aumento del numero di fumatori, si è anche registrato un abbassamento della loro età. Se nel primo anno considerato la percentuale di adolescenti in età compresa tra i 12 e i 14 anni che ammette di fumare sigarette è pari a 10,9% a fronte del 35,7% dei più grandi, a tre anni di distanza i tabagisti più piccoli sono il 17,9% rispetto al 39,3% dei 16-19enni. Passiamo ad hashish e marijuana. Sempre secondo lo stesso rapporto, otto adolescenti su dieci in Italia fanno uso di hashish o marijuana, soprattutto quelli che hanno tra i 16 e i 19 anni (28,7%) ma anche molti 12-15enni (il 9%). La percentuale capovolge quella rilevata nel 2002, quando l'80,8% degli adolescenti aveva dichiarato di non aver mai fatto uso di droghe leggere. Nel 2009, se nel 67,9% dei casi hashish o marijuana sono usati occasionalmente (il 46,2% circa una/due volte l'anno e il 21,7% una volta al mese), nel 27,2% si rileva un consumo abituale (il 12,2% una volta a settimana, il 4,2% una volta al giorno e il 10,8% più volte al giorno). Il 40,6% degli adolescenti ammette di farne uso dove capita e il 20,3% ai giardini o in strada, non ritenendo necessario usufruire di un luogo che sia lontano da occhi indiscreti. L'elemento di socialità è, infine, sancito dal 18,9% che fuma canne a casa di amici. Infine, l'alcool.  Nel nostro paese, emerge dal rapporto Telefono Azzurro-Eurispes, il primo 'contatto' con l'alcol avviene a 12 anni, l'età più bassa a livello europeo, mentre si diffonde sempre più il 'bingle drinking', la moda del bere compulsivo fino allo svenimento. Secondo il dossier il consumo di alcool da parte dei giovani negli ultimi anni sembra aver assunto proporzioni sempre più rilevanti, accompagnandosi ad un cambiamento delle abitudini, delle modalità e delle ragioni dell'uso, nonché dell'età della prima bevuta. L'Italia detiene il primato negativo dell'età più bassa del primo contatto con l'alcol: l'età media in cui avviene l'iniziazione all'alcol è 12 anni e mezzo, rispetto ai 14,6 della media europea e il 54,6% dei ragazzi tra 15 e 19 anni ha già sperimentato, almeno una volta, l'ubriachezza. Tra i giovani italiani si va diffondendo sempre di più la moda del 'binge drinking' per stordirsi con l'alcol, soprattutto in contesti di socialità e ricreativi. I ragazzi arrivano a consumare quantità di alcool nettamente superiori alle loro capacità fisiologiche di assorbimento (almeno 5 o 6 bicchieri di bevande alcooliche ingeriti in modo consecutivo e rapidamente). Un fenomeno che sarebbe favorito in particolar modo dagli 'happy hours', che - abbattendo i prezzi delle bevande alcooliche - vanno incontro alle contenute disponibilità economiche dei giovani. Molti ragazzi hanno, inoltre, la tendenza a bere nel corso della serata diversi tipi di alcoolici, dalla birra ai cosiddetti breezer, ai superalcoolici e ai cocktail (che contengono spesso anche bevande energizzanti). Trovano ampia diffusione negli ultimi anni, soprattutto tra i giovanissimi, anche i cosiddetti 'alcolpops', bevande dal gusto dolce, apparentemente analcoliche, confezionate in bottiglie dal design e dai colori accattivanti, che hanno - in realtà - una gradazione compresa tra i 4 e i 7 gradi (come la birra). Altra moda di importazione che si sta diffondendo in Italia è quella del 'butellon', il vino in damigiana sfuso e a basso costo, addizionato con superalcoolici, che viene consumato da giovani in gruppo nelle piazze o in altri luoghi pubblici e che garantisce lo 'sballo alcolico'. In aumento anche le dosi di alcol, drink in bustina in monoporzioni che contengono vodka, gin, rum, tequila. Le bustine sono comode perché possono essere bevute ovunque e costano solo un euro e mezzo. In questo modo l'effetto è quello di una 'botta' immediata, non si diluisce più il quantitativo di alcol nel corso della serata: il rituale è simile a quello di una 'sniffata di cocaina' o dell'assunzione di una pasticca. Questi prodotti permettono anche di aggirare il divieto di vendere bottiglie di alcolici dopo le 21 e di servire cocktail, nelle discoteche, dopo le 2 di notte. Nonostante il preoccupante quadro appena tracciato,  facendo un confronto tra il 2007 e il 2008 sembra che i giovani abbiano adottato invece comportamenti più responsabili rispetto alle abitudini di guida dopo aver assunto alcoolici: nel 2007 il 67,4% dei ragazzi aveva dichiarato di non essersi mai messo alla guida di un motorino o di un'automobile dopo aver bevuto alcoolici in seguito ad una serata passata fuori, percentuale che nel 2008 cresce di ben 15 punti percentuali (83,1%). Sempre nel 2007 l'8,2% del campione dichiarava di aver guidato raramente in circostanze analoghe e nel 2008 ha risposto nella stessa maniera il 6,8% dei ragazzi. La percentuale di coloro che hanno dichiarato di essersi messi spesso alla guida di un motorino o di una macchina dopo aver bevuto è stata del 4,9% nel 2007 e del 3,1% nel 2008.

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Alcune statistiche

(tratto dal blog: http://transumanesimo.blogspot.com/ )

Non è stato facile reperire dei dati ufficiali sull'uso di sostanze psicoattive, nonostante i media ci bombardino costantemente con statistiche di dubbia utilità e a mio parere di ancor più dubbia credibilità.Per qualche strano motivo veniamo informati sulla percentuale di dog sitter nel nostro territorio o sulla percentuale di abitanti che si mangiano le unghie ma quando si affronta l'argomento droga la penuria di dati si fa sentire (mi chiedo se siano gli organi statali di statistica, pagati dai contribuenti, a svolgere tali sondaggi).I media, che già hanno difficoltà ad essere obiettivi quando si parla di argomenti di portata ben più ampia, abbandonano totalmente la ragione per buttarsi in servizi ed articoli parziali e sensazionalistici, con contenuto informativo nullo e soprattutto fuorviante per i poveri cittadini medi che fanno del qualunquismo e dei luoghi comuni il proprio pane quotidiano.Così tra informazioni acquisite "per sentito dire" e leggende metropolitane, recitate dalla solita giornalista con voce iperdrammatica, si finisce per raccontare qualcosa che esula totalmente dalla realtà dei fatti.Con questo articolo non voglio esprimere un'opinione morale sull'argomento droga, perché facendolo sarei inevitabilmente parziale e mi limiterei ad esporre un qualcosa di personale e soggettivo.Presumo inoltre che ogni singolo individuo sia in grado di farsi una propria idea a riguardo, e che sia ben chiaro a tutti che le opinioni personali, in quanto tali, non hanno alcun valore oggettivo.Purtroppo tanti giornalisti lo ignorano, in parte per interesse, in parte per ingenuità o poca conoscenza dell'argomento.Noi invece cercheremo di restare ancorati al campo della ragione, facendo del pragmatismo e dell'analisi scientifica i nostri unici strumenti, e lasciando le discussioni da stadio ai teatrini della Barbara d'Urso e del Cucuzza di turno, utili a quelle tante persone il cui cervello non è abbastanza sviluppato da permettere loro di porsi delle domande che vadano oltre il semplice "cosa mi metto stasera".Andiamo dunque alla sostanza, e lasciamo i formalismi a chi non ha occhi per vedere al di là del proprio naso.Nella stesura di questo articolo mi sono avvalso della consultazione di fonti quali organi di statistica statali e non, dati dei sistemi sanitari e delle cliniche, siti web di quotidiani ed altro.Purtroppo non ho tenuto conto di tutte le fonti, ne cito una per completezza: USA GOV. STATISTICS; ma con un po' di pazienza vi sarà facile trovare conferma ai dati da me esposti, vi basterà cercare parole chiave come "heroin abuse statistics" o "heroin death statistics".I dati sono frammentari ed è necessario confrontare varie risorse prima di avere un quadro completo, ma una o due giornate di ricerca vi basteranno per verificare la veridicità dei dati che seguono.C'è da dire che i dati riportati dalle varie fonti si differenziano in modo minimo e, visto che la statistica non è una scienza esatta, questo non può che rassicurarci.Inoltre qui mi limiterò a riportare i dati per gli Stati Uniti, ma ho consultato statistiche di più stati europei e non (e vi consiglio di fare altrettanto), ed i rapporti e le proporzioni dimostrano che la situazione è uniforme in tutto il mondo cosiddetto "civilizzato".Vediamo finalmente dei numeri riguardanti gli USA (anno di riferimento 2009):CONSUMATORI DI TABACCO: 69.700.000;MORTI PER TABACCO: 440.000;MORTI PER TABACCO IN PERCENTUALE: 0,63% circa;CONSUMATORI DI EROINA: 399.000;MORTI PER EROINA: 2.000 circa;MORTI PER EROINA IN PERCENTUALE: 0,5% circa;CONSUMATORI DI CANNABIS: 4.299.000;MORTI PER CANNABIS: 0;MORTI PER CANNABIS IN PERCENTUALE: 0%;Da questi dati osserviamo che i morti per eroina sono 220 volte meno dei morti per tabacco, il che è comprensibile dal momento che i consumatori di eroina sono 175 volte meno dei consumatori di tabacco.Il dato sorprendente però è che in proporzione la sigaretta fa gli stessi morti (in realtà qualcosa in più) dell'eroina.Questo significa che la mortalità è di 1 fumatore su 200, così come di 1 eroinomane su 200, ad essere buoni.A questo c'è da aggiungere che la maggior parte delle morti per overdose (c'è chi dice il 50% o addirittura l'80%) è dovuto ad un miscuglio di varie sostanze, soprattutto metadone ma spesso si tratta di alcol e psicofarmaci.Ma, più importante, l'eroina è illegale, e questo significa innanzitutto non conoscere la quantità di principio attivo presente nella dose, a cui vanno aggiunti tutti gli altri rischi legati all'illegalità piuttosto che alla sostanza stessa.Infatti ogni sostanza farmaceutica ha un suo dosaggio massimo, superato il quale si hanno varie complicazioni sino alla morte. Un esempio è la comune aspirina, che uccide 2.000 persone all'anno solo negli USA.Ma ammettiamo per assurdo che l'aspirina sia illegale, e se hai mal di testa devi chiamare il tuo spacciatore di fiducia per avere una dose.La sostanza si presenta in forma di polvere, quanto ne prendi? Fai una piccola striscia ma il mal di testa permane, così invece di aspettare per vedere se fa effetto decidi di assumerne subito un'altra striscia.Se solo ci fosse il foglietto illustrativo per sapere che quantità assumere, e quanto impiega la sostanza per agire...Deluso ne fai un'altra striscia ma quando ti accorgi di averne assunta già abbastanza è troppo tardi. Tra l'altro non avendo quel dannato foglietto illustrativo non sai che non va mischiata con alcol, e poco fa hai bevuto due bicchieri di vino.Quando l'ambulanza arriva non c'è niente da fare per il tuo fegato, e sei in lista per un trapianto.Ti è andata bene, ringrazia che l'aspirina era tagliata parecchio, se fosse stata più pura ora saresti morto. E lasciamo perdere tutte quelle voci che girano sull'aspirina tagliata con veleno per topi.Ho reso l'idea? Bene.Un altra cosa che ci salta agli occhi è che i casi di morte per marijuana registrati negli USA nell'ultimo secolo sono uguali a zero.Vi annoierei con analisi scontate sull'argomento, ma non farei che sottolineare ciò che è già evidente di per sé, offendendo così la vostra intelligenza, mentre per chi non ci arriva da solo qualsiasi spiegazione sarebbe inutile.Un'ultima constatazione prima di passare oltre è che i consumatori abituali di marijuana sono 175 volte di più dei consumatori di eroina. Questo significa che sicuramente più del 90% dei consumatori di marijuana non ha mai visto neanche l'ombra dell'eroina.Per quanto riguarda l'altro 9% scarso si può solo affermare che può avere o meno a che fare con l'eroina, così come il resto della popolazione di non consumatori di cannabis.Credo che quanto appena detto basti a sfatare il mito dello spinello che porta alla siringa.Infatti anche ammettendo per assurdo che quei 399.000 fumatori di erba che appartengono a quel 9% siano gli stessi (in parte o totalmente) che utilizzano eroina, questo non proverebbe affatto che la marijuana è stata l'amo che ha portato quei consumatori a passare alle droghe pesanti.Infatti si può fare lo stesso discorso sull'alcol o sulle sigarette, ma il semplice utilizzo di due sostanze non può bastare ad affermare il loro collegamento.Senza considerare che la maggior parte degli eroinomani inizia spinto da cause ben più gravi come depressione, disperazione e problemi sociali vari, e spesso inizia con l'alcol e non con le canne (esistono degli studi interessanti sul collegamento tra l'uso di malti e l'abuso di eroina); per dirla tutta molti eroinomani iniziano a fumare marijuana in concomitanza con i problemi di dipendenza/astinenza da eroina per alleviare i sintomi, e non prima.Daniele Luttazzi fa un esempio analogo molto divertente, sul bambino che prova l'ebrezza di andare in altalena, ma quando cresce quella sensazione di pace ed euforia non gli basta più e passa agli allucinogeni.Al di là della satira c'è del vero nello sketch di Daniele, tant'è vero che molte persone che sperimentano l'LSD dicono di provare una sensazione di leggerezza e tranquillità simile a quella sensazione magica che si prova da bambini quando si va sull'altalena e ci sembra di volare.Questo significa che l'altalena porta allo spinello? Rispondetevi da soli.Lo stesso si può dire di chi corre in automobile per provare l'eccitazione della velocità, e finisce per sterminare una famiglia innocente (almeno chi muore di overdose uccide solo se stesso). Molto probabilmente il suo desiderio di velocità è nato quando ha visto la formula 1 in tv, o giocando alle macchinine telecomandate da bambino.Ancora, questo significa che dobbiamo bandire certi giocattoli o certi sport?Ma aggiungiamo alcuni dati alle nostre statistiche (USA, anno 2009):MORTI PER ALCOL: 80.000;MORTI PER INCIDENTI STRADALI: 40.000;MORTI SUL LAVORO: 60.000;MORTI PER COCAINA: 2.500 (su 1.200.000 consumatori);Non è difficile notare come le morti per alcol o per tabacco, ma anche le morti per incidenti stradali siano infinitamente di più delle morti per eroina o cocaina e, in proporzione, il tabacco e l'alcol fanno tanti morti quanto, se non di più (senza considerare il fattore dell'illegalità), di tutte le droghe illegali messe insieme (come ci ricordava spesso il caro Bill Hicks).Prendo in prestito un video fatto da una persona che ammiro molto, e vi chiedo di dargli un'occhiata, e magari di visionare gli altri suoi video: TG1 SPECIALE DROGAOra, basta un minimo di buon senso per capire quanto i racconti dei media siano lontani dalla realtà, e quindi dalla verità.Migliaia di persone muoiono ogni anno a causa del tabacco, ma i TG si guardano bene dal fare uno speciale "seno amputato a causa della sigaretta" o "papà muore di cancro ai polmoni lasciando soli due bambini piccoli".Piuttosto tra milioni di consumatori di marijuana in grande salute di chi mi vanno a parlare? Del ragazzino morto a scuola dopo aver fumato uno spinello, salvo poi scoprire su internet (perché i TG non hanno mai trasmesso la smentita) che la cannabis non c'entrava niente.Ma anche se fosse, e non è, tra tutte le morti per tabacco e per alcol mi vai a pescare l'unico presunto morto per marijuana dalla preistoria ad oggi?Un'altra considerazione da fare è che la marijuana non provoca dipendenza.Prima però è bene sottolineare la differenza tra dipendenza e abitudine, e per farlo mi servirò di un esempio:tu ed un tuo amico siete ad un matrimonio, tu sei un fumatore di sigarette, lui è un fumatore di erba. Il tuo amico si gode tranquillamente il pranzo in ristorante mentre chiacchiera con la madre dello sposo. Tu invece sei nervoso e non vedi l'ora che arrivi la pausa prima della torta, così da poter uscire a fumare, e di tanto in tanto qualcuno si alza per andare in bagno a fumare mentre il tuo amico contina a gustarsi l'ottimo cibo in tutta tranquillità.Quando ad un fumatore di erba manca la sostanza se ne fa una ragione e non ci pensa più.Quando ad un tabagista finiscono le sigarette si fa prendere dalla disperazione e fa di tutto per procurarsele.Questa è la differenza tra una piacevole abitudine ed una dipendenza.Qualcuno di voi obietterà che alcuni fumatori di erba non riescono a smettere. A questi rispondo che conosco persone che non riescono a smettere di mangiarsi le unghie, e allora? Tagliamo le dita a tutti i bambini così da evitare che crescendo qualche deficente frustrato e nevrotico si prenda il vizio di mangiarsi le unghie?Infine è buffo notare come le morti per cocaina siano equiparabili alle morti per aspirina (naturalmente tralasciamo le morti per sostanze legali più pesanti come le benzodiazepine), considerando anche la quantità di consumatori della polvere bianca (si dice che il 50% dei milanesi la assuma almeno occasionalmente).Questi dati avrebbero grande efficacia nel ridimensionare il mito della droga, se solo venissero divulgati e se solo l'argomento venisse affrontato con serietà e senza pregiudizi.Poniamoci quindi un'ultima domanda: perché si muore di droga?Innanzitutto appare ormai chiaro come non si muoia necessariamente di tutte le droghe (es.: marijuana), e come sostanze legali e cattive abitudini socialmente accettate (es.: correre in macchina o fumare) uccidano di gran lunga più della più pesante delle droghe.Detto questo, è importante sottolineare l'importanza di non considerare la droga come un'unica categoria, dal momento che ogni sostanza è diversa, e se generalizzare non è mai segno di intelligenza, in questo caso può essere addirittura pericoloso.Vi sono però alcune caratteristiche comuni all'assunzione di tutte le droghe che ne aumentano la pericolosità. Vediamo di analizzare nel dettaglio le più importanti.Le droghe illegali contengono una quantità variabile di principio attivo, che non può essere conosciuta dal consumatore.Ad esempio una dose di eroina farmaceutica si aggira intorno ai 10 mg, mentre una dose di eroina da strada può arrivare anche a 300 mg, questo per via della poca purezza della sostanza.Per capirci, 300 mg di eroina da strada contengono in media 10 mg di eroina, ma cosa succede se una particolare dose è tagliata poco? Basta una purezza cinque volte superiore a quella che ci si aspetta, per andare incontro ad un'overdose.E' chiaro che se l'eroina fosse legale e di qualità farmaceutica le morti causate da tale sostanza sarebbero quasi nulle, soprattutto in proporzione ad alcol e nicotina.A sostegno di quanto appena affermato vi porto un esempio pratico che non lascia spazio a speculazioni:Sappiamo che l'eroina è un derivato dell'oppio, ma esistono altri oppiacei che potrebbero esservi più o meno noti, alcuni dei quali prescritti legalmente per trattare ad esempio dolori post operatori (chi segue il dr. House conoscerà bene il Vicodin) o artriti particolarmente problematiche (ad esempio il Tramadol).Tra questi prendiamo uno dei farmaci oppiacei più abusati in America, specie dalle classi sociali più alte, e cioè l'OxyContin, che non è altro che il nome farmaceutico dell'ossicodone, un derivato della morfina di potenza simile a quest'ultima.CONSUMATORI DI OXYCONTIN: 20.400.000;MORTI PER OXYCONTIN: 1.000;MORTI PER OXYCONTIN IN PERCENTUALE: 0,004%;PROPORZIONE DI MORTI RISPETTO AI CONSUMATORI: 1 morto ogni 20.000;A questo aggiungiamo che l'OxyContin trova grande spazio nel mercato illegale degli stupefacenti, e spesso le morti a causa di tale sostanza avvengono proprio in quest'ambito.Il più delle volte infatti la morte è causata da un uso sbagliato della sostanza, mentre l'utilizzo della stessa seguendo la posologia consigliata dai medici è del tutto sicuro.Ad esempio sono tanti i casi di ragazzi che provano la sostanza senza prima informarsi sul dosaggio, per poi accorgersi troppo tardi di averne assunta troppa.Oppure non è raro leggere di casi documentati di persone che mischiano l'ossicodone con alcol e psicofarmaci, combinazione potenzialmente mortale.Se quindi la percentuale di morti per oppiacei farmaceutici è già di per sé trascurabile, diventa praticamente nulla se escludiamo i casi in cui la sostanza viene assunta nel modo e nelle quantità errate. Ma d'altronde non si può giustificare la stupidità di alcuni individui additando la colpa ad una sostanza, sarebbe come incolpare le automobili per le stragi del sabato sera.Il fatto che esistano persone così infantili da aver bisogno di una bàlia anche per guidare non può servire come scusa per impedire agli individui responsabili di assumere ciò che vogliono nel loro corpo.Nessuno si sognerebbe di togliere a tutti la possibilità di utilizzare un coltello per tagliare la carne, solo perché in giro ci sono degli idioti che il coltello lo usano per ferire dei poveri malcapitati.

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Le balle di giovanardi sul consumo di droga in Italia

il rapporto dell'Osservatorio europeo droghe del 2010 mostra l'ennesimo fallimento della legge fini-giovanardi:Prevalenza del consumo di cannabis nella popolazione generale: sintesi dei datiPaesi con la prevalenza più alta 15-64 anni Ultimo annoRepubblica ceca (15,2 %)Italia (14,3 %)Spagna (10,1 %)Francia (8,6 %)Prevalenza del consumo di cocaina nella popolazione generale: sintesi dei datiPaesi con la prevalenza più alta 15-64 anni Ultimo annoSpagna (3,1 %)Regno Unito (3,0 %)Italia (2,1 %)Irlanda (1,7 %)per gli oppiacei non è riportata la tabellail dipartimento politiche antidroga ha pensato bene di pubblicare su youtube questo video trionfale di giovanardi...e se gli fate notare che il senatore sta facendo solo disinformazione, il commento viene rimosso

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storia di una famiglia

 Vorrei raccontarvi la storia di una famiglia, la mia famiglia che nonostante a tanti problemi è riuscita a restare unita fino alla fine grazie all'amore e grazie a degli operatori che sanno fare il loro lavoro....

La mia famiglia è composta da cinque persone, o meglio era composta: mio padre Angelo, mia madre Alice, io Jessica, mio fratello minore Mirko e la nonna paterna Rosa, preciso che mio padre era un alcolista; non so da quando sono cominciati i nostri guai, perchè ero troppo piccola per ricordarlo, ma una cosa è certa gli alcolici ci hanno sempre accompagnato durante l'arco della nostra vita sia per i momenti felici e purtroppo anche per quelli tristi, forse per cultura dato che viviamo in una società dove c'è un brindisi per ogni cosa, dove il vino e tanto altro accompagna tutte le tappe della nostra vita fino a quando non ci siamo accorti che per mio padre era diventato un abuso invece di un uso. Io e mio fratello, come già ripetuto, lo abbiamo sempre visto bere e pensavamo fosse una cosa normale, finché non sono cominciati i primi guai, mio padre ha iniziato ad avere problemi sul lavoro e di conseguenza una brutta depressione che lo ha portato a tentare il suicidio e il suo bere è andato via via peggiorando, fino a un freddo febbraio del 2002, quando esasperata per gli ennesimi litigi in casa ho deciso di prendere in mano la situazione e l'ho cacciato minacciandolo che o si faceva curare o con noi non poteva più stare; fortunatamente il giorno dopo decise di chiamare il centro alcologico di Carrara (Ms) e quello fu l'inizio di una nuova vita per noi...

Al centro trovammo gli operatori di cui vi dicevo prima, che ci hanno accolto con grande professionalità, ma soprattutto con tanto amore e pazienza hanno ascoltato la nostra storia e hanno accolto i nostri problemi, non solo quelli di mio padre, ma anche di noi figli e di tutto il resto della famiglia, ci hanno proposto un programma della durata di 5 anni da seguire tutti insieme perchè è fondamentale che tutta la famiglia cambi stile di vita, e noi ci siamo affidati completamente a loro, abbiamo eliminato da subito tutto ciò che conteneva alcool dalla nostra casa abbiamo frequentato la comunità della mattina per un anno, e continuato il percorso di riabilitazione nei gruppi del pomeriggio, abbiamo partecipato con entusiasmo a tutte le feste, gite e attività che ci venivano proposte e nonostante le varie sofferenze fisiche e psicologiche mio padre ha fatto un ottimo percorso e la nostra famiglia è rimasta unita. Da quel giorno sono passati ben otto anni, dove continuiamo a frequentare il centro con lo stesso entusiasmo, anzi forse ancora di più, perchè alla fine è diventato parte di noi, una seconda famiglia dove abbiamo trovato tantissimi amici che ci stanno sempre vicino sia nelle gioie che nei dolori della vita di tutti i giorni. Oggi cerchiamo di dare un contributo portando la nostra esperienza alle altre famiglie, per fargli capire che devono avere fiducia nel centro e nel metodo T.R.I.A.D., dove sia all'utente che al resto della famiglia gli viene offerta la possibilità di riprendersi la propria vita, la propria dignità, di poter camminare a testa alta, senza vergogna e essere orgogliosi di quello che si è e che si ha. Purtroppo 15 giorni fa mio padre è morto improvvisamente, ha lasciato un vuoto dentro me, dentro la mia famiglia incolmabile , ma nonostante tutto stiamo continuando a frequentare il centro che ogni giorno ci da la forza per andare avanti. Nella sua vita mio padre ha fatto molti errori ma, a noi figli ci ha lasciato un grande insegnamento che a tutto c'è rimedio e questo lo ha imparato anche grazie al centro. Sono molto orgogliosa del percorso che ha intrapreso da otto anni, sono e sarò sempre fiera di lui, infatti per noi è motivo d'orgoglio andare la centro, anche per questo motivo con la mia famiglia abbiamo deciso di continuare a frequentarlo, come operatori, per dare una mano ha chi inizia ora il percorso, ma anche per gratitudine verso gli operatori del centro che ci hanno salvato la vita e ci hanno dato la possibilità di essere una grande famiglia e in memoria di mio padre perchè gli sforzi e i sacrifici che ha fatto per essere un uomo libero e non uno schiavo della bottiglia non siano stati vani.

 

 

Jessica

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