Informazioni, esperienze e notizie sulle sostanze psicoattive. Pubblica anche tu.

Domande agli Operatori

Cerca nell'archivio di 27862 risposte, o fai una nuova domanda, anche in forma anonima.

Scrivi una domanda e clicca su Invia (max. 250 caratteri).
  • Un nostro Operatore autorizzato (vedi chi siamo) risponderà presto alla tua domanda.
  • Il tempo di risposta potrebbe variare a seconda della difficoltà del quesito.
  • La domanda sarà nascosta a tutti finché non verrà pubblicata assieme alla risposta.
  • Una volta pubblicata, la risposta sarà leggibile a tutti nell'archivio. Se preferisci una risposta privata, usa il modulo di contatto.
Facoltativo: inserisci il tuo indirizzo email se vuoi ricevere un avviso quando verrà pubblicata la risposta.
Type the characters you see in this picture. (verifica con audio)
Inserisci il testo che vedi nell'immagine qui sopra. Se non riesci a leggerli, invia il modulo e una nuova immagine sarà generata. È indifferente a maiuscole e minuscole.
Annulla
Cliccando su Invia autorizzi il trattamento dei tuoi dati personali solo ed esclusivamente per rendere possibile questo servizio, secondo la policy del sito. Tali dati sono strettamente confidenziali e non saranno divulgati in alcun modo.
Mostra: tutti i tipi | articoli | esperienze | siti segnalati | immagini | videoOrdina per: data | punteggio

L’alcool etilico o etanolo è il risultato della fermentazione di zuccheri semplici, o di altri procedimenti chimici (distillazione). Ogni bevanda alcolica ha una sua gradazione (cioè percentuale d’alcool) diversa che per legge deve essere indicata sul contenitore.

Alcolici e superalcolici sono consumati frequentemente da giovani e adulti; sono legali e per questo nell’immaginario collettivo non vengono considerati come “droghe”. In realtà, l’alcool è una sostanza che agisce sul Sistema Nervoso Centrale.

Le bevande alcoliche sono usate per disinibirsi, superare gli imbarazzi, sentirsi più carichi, avere più coraggio con l’altro sesso, divertirsi con gli amici.

L’effetto dipende dalla quantità di alcolici assunti, dalla loro gradazione e dalla capacità di...

La viticoltura appare nelle montagne tra il mar Nero e il mar Caspio (attuale Armenia) intorno al 6000 avanti Cristo. La produzione di birra emerge invece tra i sumeri intorno al 3000 avanti Cristo. Il primo report scritto sugli alcolici è una tavoletta cuneiforme risalente al 2200 avanti cristo. Intorno al 1500 avanti Cristo si hanno le prime produzioni di vino nella zona dell'Egeo. Seicento anni più tardi, intorno al 900 avanti Cristo, gli assiri producono già vino su larga scala. Il vino si diffonde in mesopotamia ed Europa mediterranea.

Dioniso di...

L’alcol è la sostanza psicotropa maggiormente diffusa nel nostro paese. In particolare l’uso di vino durante i pasti è retaggio di una antica tradizione culturale, legata anche alla cultura cattolica nella quale il vino assume un’importanza evidente.

Ad utilizzare l’alcol almeno una volta l’anno è oltre il 70%* della popolazione, ovvero oltre 36 milioni di persone. La differenza di genere è particolarmente forte, poiché a consumare alcol sono l’82% dei maschi e il 59% delle donne. Ad essere correlato con l...

I più votati, alcol

storia di una famiglia

 Vorrei raccontarvi la storia di una famiglia, la mia famiglia che nonostante a tanti problemi è riuscita a restare unita fino alla fine grazie all'amore e grazie a degli operatori che sanno fare il loro lavoro....

La mia famiglia è composta da cinque persone, o meglio era composta: mio padre Angelo, mia madre Alice, io Jessica, mio fratello minore Mirko e la nonna paterna Rosa, preciso che mio padre era un alcolista; non so da quando sono cominciati i nostri guai, perchè ero troppo piccola per ricordarlo, ma una cosa è certa gli alcolici ci hanno sempre accompagnato durante l'arco della nostra vita sia per i momenti felici e purtroppo anche per quelli tristi, forse per cultura dato che viviamo in una società dove c'è un brindisi per ogni cosa, dove il vino e tanto altro accompagna tutte le tappe della nostra vita fino a quando non ci siamo accorti che per mio padre era diventato un abuso invece di un uso. Io e mio fratello, come già ripetuto, lo abbiamo sempre visto bere e pensavamo fosse una cosa normale, finché non sono cominciati i primi guai, mio padre ha iniziato ad avere problemi sul lavoro e di conseguenza una brutta depressione che lo ha portato a tentare il suicidio e il suo bere è andato via via peggiorando, fino a un freddo febbraio del 2002, quando esasperata per gli ennesimi litigi in casa ho deciso di prendere in mano la situazione e l'ho cacciato minacciandolo che o si faceva curare o con noi non poteva più stare; fortunatamente il giorno dopo decise di chiamare il centro alcologico di Carrara (Ms) e quello fu l'inizio di una nuova vita per noi...

Al centro trovammo gli operatori di cui vi dicevo prima, che ci hanno accolto con grande professionalità, ma soprattutto con tanto amore e pazienza hanno ascoltato la nostra storia e hanno accolto i nostri problemi, non solo quelli di mio padre, ma anche di noi figli e di tutto il resto della famiglia, ci hanno proposto un programma della durata di 5 anni da seguire tutti insieme perchè è fondamentale che tutta la famiglia cambi stile di vita, e noi ci siamo affidati completamente a loro, abbiamo eliminato da subito tutto ciò che conteneva alcool dalla nostra casa abbiamo frequentato la comunità della mattina per un anno, e continuato il percorso di riabilitazione nei gruppi del pomeriggio, abbiamo partecipato con entusiasmo a tutte le feste, gite e attività che ci venivano proposte e nonostante le varie sofferenze fisiche e psicologiche mio padre ha fatto un ottimo percorso e la nostra famiglia è rimasta unita. Da quel giorno sono passati ben otto anni, dove continuiamo a frequentare il centro con lo stesso entusiasmo, anzi forse ancora di più, perchè alla fine è diventato parte di noi, una seconda famiglia dove abbiamo trovato tantissimi amici che ci stanno sempre vicino sia nelle gioie che nei dolori della vita di tutti i giorni. Oggi cerchiamo di dare un contributo portando la nostra esperienza alle altre famiglie, per fargli capire che devono avere fiducia nel centro e nel metodo T.R.I.A.D., dove sia all'utente che al resto della famiglia gli viene offerta la possibilità di riprendersi la propria vita, la propria dignità, di poter camminare a testa alta, senza vergogna e essere orgogliosi di quello che si è e che si ha. Purtroppo 15 giorni fa mio padre è morto improvvisamente, ha lasciato un vuoto dentro me, dentro la mia famiglia incolmabile , ma nonostante tutto stiamo continuando a frequentare il centro che ogni giorno ci da la forza per andare avanti. Nella sua vita mio padre ha fatto molti errori ma, a noi figli ci ha lasciato un grande insegnamento che a tutto c'è rimedio e questo lo ha imparato anche grazie al centro. Sono molto orgogliosa del percorso che ha intrapreso da otto anni, sono e sarò sempre fiera di lui, infatti per noi è motivo d'orgoglio andare la centro, anche per questo motivo con la mia famiglia abbiamo deciso di continuare a frequentarlo, come operatori, per dare una mano ha chi inizia ora il percorso, ma anche per gratitudine verso gli operatori del centro che ci hanno salvato la vita e ci hanno dato la possibilità di essere una grande famiglia e in memoria di mio padre perchè gli sforzi e i sacrifici che ha fatto per essere un uomo libero e non uno schiavo della bottiglia non siano stati vani.

 

 

Jessica

Punteggio: 4.4 (9 voti)

Ragazzi, troppo eccessivo!?

Ciao ragazzi, ho 17 anni, da un pò di tempo a questa parte sto cercando di valutare se il mio uso di stupefacenti, potrebbe essere troppo eccessivo.Nelle feste di solito prendo MD, circa 05/6 poi i giorni dopo mi ripiglio abbastanza bene, cerco di bere massimo un drink. A volte capito che prendo acidi, ma non frequentemente, massimo un cartoncino( la dose varia anche  dal tipo di trip). In casa con amici a volte prendiamo Ketamina ma nulla di eccessivo. Fumo quotidianamente marijuana o hash, e l'estate scorsa, per avere un sonno tranquillo, ho avuto problemini con i farmaci.. antipsicotici più che altro, visto che mi stabilizzavano l'umore. Sono una persona sensibile, cerco di fare una vita serena e tranquilla, senza portarmi appresso troppe preoccupazioni pensate che l'uso di queste sostanze potrebbe farsi sentire più avanti? Io ora mi trovo bene con me stesso, e non sento danni fisici o mentali.. su queste cose lascio scorre proprio, non ci penso nemmeno.. che ne pensate?

Punteggio: 4.2 (9 voti)

la mia esperienza nel mondo delle droghe

Ciao a tutti sono Francesco ho 28 anni e sono di Cagliari.A13anni ho iniziato con le canne a 14 con cocaina ed exstasy poi anfetamine e ketamina.Mi son piaciute molto ed ho iniziato a farne uso sempre piu spesso.La coca da una volta al mese sono arrivato a tutte le ore della giornata.All’inizio la sniffavo poi la fumavo come krack o free base che è molto più potente.Nn mi bastavano i soldi e sono arrivato a spacciarla.Ho esagerato e in tre giorni ne ho fatto 100 grammi.Sono stato male ed ho avuto un intossicazione, avevo manie di persecuzione, paranoie varie e allucinazioni.Da li ho deciso di smettere.Sono rimasto 8 mesi pulito e poi nn ce la facevo più e ho deciso di partire a Brescia.Ho provato l'eroina e me ne sono innamorato.A Brescia convivevo con la mia ragazza e ci facevamo insieme.All'inizio la fumata e poi tirata( io me la sarò iniettata 5volte )nn non ho mai esagerato al massimo 2.5 grammi al giorno.All inizio ogni tanto poi tutti i giorni.Io per stare bene appena mi alzavo dovevo farmi una striscia.Questo e durato 5 anni dopo per uscirne abbiamo deciso di trasferirci al paese della mia ragazza a Salerno.Prendevo metadone anche a Brescia ma solo 20 e sniffavo sopra.A Salerno ho iniziato con60 poi sono passato a 100.Nn usavo più niente e stavo benissimo.Mi chiamano a Brescia per lavoro e iniziai a stare male.Paranoie depressione e inizia a curare con psicofarmaci 30gocce di tavor 2 volte al giorno e arrivai a 200 in poco tempo.Tentai il suicidio con 5 boccette di tavor e rivotril mi spaventai e chiamai l'ambulanza.Lavanda gastrica e stavo bene.Mi chiamò la mia ex e le dissi tutto.Lei chiamò mio padre e mi venne a prendere per portarmi a Cagliari.Devo dire che gia a Brescia mi erano incominciate delle brutte crisi psicotiche strane.A Cagliari tentai il suicidio mi stavo x buttare dalla finestra mi salvò mio padre con mia mamma e mia sorella.Mi ricoverarono in psichiatria per 10 giorni e m’iniziarono a somministrare molti farmaci.Mio padre mi disse se volevo provare la comunità era la mia unica speranza e andai.Ero un vegetale prendevo decine di psicofarmaci.Per umore ansia sonno depressione e crisi psicotiche.Le crisi non passavano le avevo spesso.Comunque dopo un anno stavo meglio anche pur avendo queste crisi ma più leggere.Ho fatto 2 anni di comunità e sono uscito 7mesi fa.Ho lavorato fin da subito alle poste.ora ho ancora le crisi ma non un giorno sì e uno no ma ogni 30giorni e molto più leggere.Ero 3anni senza toccare droghe e la settimana scorsa ho deciso di prendermi una busta di robba.me la sono tirata.avevo anche deciso di farne uso ogni 3 /4mesi ma ho capito che non riuscirei e arriverei ad usarne come prima.Quindi ho deciso di non usare più.ho paura ma devo riuscirci.questa e la mia storia faccio un in bocca al lupo a chi vuole smettere.un saluto a tutti

Punteggio: 4 (9 voti)

Alexander Shulgin sulle droghe

LA FILOSOFIA DIETRO LA SCRITTURA DI PIHKAL

(tratto dall'introduzione di PiHKAL, di Alexander Shulgin, scopritore del 2-CB e di altri composti e farmaci, e principale studioso mondiale dell'MDMA. Tradotta dal blog Pihkal Italia)

LA FILOSOFIA DIETRO LA SCRITTURA DI PIHKAL(tratto dall'introduzione di PiHKAL, di Alexander Shulgin, scopritore del 2-CB e di altri composti e farmaci, e principale studioso mondiale dell'MDMA. Tradotta dal blog Pihkal Italia)Sono un farmacologo ed un chimico. Ho speso la maggior parte della mia investigazione in età adulta sull'azione delle droghe, come sono state scoperte, cosa sono, cosa fanno, come possono essere d'aiuto - o dannose. Ma il mio interesse è posto in qualche modo al di fuori della farmacologia convenzionale, nell'area che ho trovato più appagante e affascinante, quella delle droghe psichedeliche. Gli psichedelici possono essere definiti come composti che non danno luogo a dipendenza fisica, e che alterano temporaneamente lo stato di coscienza di qualcuno.
L'opinione prevalente in questo paese è che ci siano droghe che hanno uno stato legale e sono relativamente sicure o che perlomeno hanno un rischio accettabile, mentre altre droghe siano illegali e non hanno nessun posto legittimo nella nostra società. Nonostante questa opinione sia ampiamente condivisa e vigorosamente sostenuta io credo, in tutta onestà, che sia falsa. È un tentativo di dipingere le cose bianche o nere quando, in questo campo, come nella maggior parte della vita, la verità è una sfumatura di grigio.
Lasciatemi spiegare il perché di questa posizione.Ogni droga, legale o illegale, ha un vantaggio. Ogni droga presenta dei rischi. E ogni droga può essere abusata. In definitiva, credo che stia ad ognuno di noi mettere su una bilancia il vantaggio rispetto al rischio e decidere quale pesi di più. I vantaggi hanno un ampio spettro. Possono includere cose come curare malattie, lenire il dolore fisico o emotivo, intossicazioni e rilassamento. Certe droghe - quelle conosciute come psichedeliche - permettono un aumento nell'introspezione personale ed un'espansione degli orizzonti mentali ed emotivi.
Anche i rischi sono svariati, spaziando da danni fisici a disturbi psicologici, dipendenza, e violazione della legge. Così come ci sono differenti vantaggi con persone differenti, ci sono anche rischi differenti. Un adulto deve prendere le proprie decisioni sull'esporsi, o meno, ad una droga specifica, disponibile o bandita dalla legge, misurando il bene ed il male potenziali con il suo proprio criterio. Viene da sé che l'essere ben informati gioca un ruolo indispensabile. La mia filosofia può essere distillata in quattro parole: sii informato, poi scegli.
Personalmente ho deciso che alcune droghe avessero un'importanza sufficiente a farmi accettare i rischi. Altre, non le ho trovate abbastanza benefiche. Ad esempio, io uso una quantità moderata di alcool, in genere sotto forma di vino e - al momento - i test sulle funzioni vitali del mio fegato sono completamente normali. Non fumo tabacco. Prima sì, con una certa frequenza, ma poi ho abbandonato. Non è stato il rischio per la salute a farmi vacillare, ma il fatto di esserne diventato completamente dipendente. Quello era, nella mia visione, un prezzo inaccettabilmente alto.
Ogni decisione del genere è mia, basata su ciò che so di una droga e cosa so di me stesso.
Tra le droghe che sono al momento illegali, ho deciso di non usare marijuana, sentendo che quest'intossicazione da fattanza e l'alterazione benigna della coscienza non compensano adeguatamente la fastidiosa sensazione di star perdendo tempo... leggi tutto su http://pihkal-ita.blogspot.com/2010/11/introduzione.html

Punteggio: 5 (8 voti)

IENE COME FREGARE L ETILOMETRO ALCOL TEST?

Punteggio: 4.3 (8 voti)

ho disturbi nella mia testa

 ciao chill out!sono biagio ho 22 anni,sono un frequentatore abituale di rave..vi ho anche incontrato in qualche party.Voglio parlarvi del mio problema che da quasi un anno mi assedia la testa.Mi capita molto spesso di sentire delle voci del tutto casuali,possono essere voci del mio vicino di casa o dei miei amici e sopratutto quando siamo tutti in silenzio...inizialmente avevo anche problemi all'apparato genitale "mi vibrava tutto".Tornando al mio problema,pensavo di essere diventato un superuomo in quanto credevo di poter sentire i pensieri delle persone che mi stavano in torno.Allo stesso momento mi sono reso conto di non ascoltare le persone che mi parlavano...davo attenzione solo alle voci che mi passavano per la testa...questo mi ha causato non pochi problemi nel gestire le relazioni con gli amici o con i colleghi universitari...sto cercando di evitare di assumere certe sostanze...ho paura di "rimanere con queste voci in testa".Sarei molto felice di ricevere un vostra opinione.                                                           P.S.(secondo me questo problema si è ampliato da quando ho provato a fumare la cocaina)

Punteggio: 2 (8 voti)

Ballo senza sballo

Ballo senza sballo
Punteggio: 1.5 (8 voti)

The Most Dangerous Drug

The Most Dangerous Drug
Punteggio: 5 (7 voti)

Alcol e tabacco peggio di canapa, mdma e lsd (da Lancet e Repubblica)

"Alcol e fumo peggio della cannabis"
I risultati shock di una ricerca inglese

di ENRICO FRANCESCHINI

Su Lancet pubblicato lo studio di autorevoli studiosi britannici.
Sono più nocivi anche dell'ecstasy e dell'Lsd

LONDRA - Le droghe legali fanno più danni di alcune delle più diffuse droghe illegali. Alcol e tabacco sono più pericolosi per la salute di cannabis, Lsd ed ecstasy, dunque vanno considerati alla stregua dei narcotici più nocivi anche se è possibile acquistarli al supermarket e dal tabaccaio. Ad affermarlo sono alcuni dei più autorevoli studiosi ed esperti britannici, in un rapporto pubblicato dalla rivista scientifica Lancet. Il sistema di classificazione della gravità delle droghe attualmente usato da governo, magistratura e forze dell'ordine nel Regno Unito, dicono nel documento, è "arbitrario", non tiene conto dei dati oggettivi e dunque va radicalmente modificato.

Gli studiosi, tra i quali membri del comitato che agisce da consulente governativo in materia di droghe, offrono una nuova classificazione, in cui alcolici e tabacco figurano rispettivamente al quinto e al nono posto fra le venti droghe più socialmente pericolose, suggerendo che le autorità ne tengano conto nel predisporre misure per affrontarne le conseguenze. L'iniziativa ha ricevuto ampio spazio sulla stampa londinese, con il Guardian che le ha dedicato ieri il principale titolo di prima pagina.

"Siamo di fronte a un immenso problema", dice Colin Blakemore, direttore del Medical Research council e coordinatore del rapporto apparso su Lancet. "La droga non è mai stata così facilmente disponibile, così a buon mercato, così potente e così ampiamente usata. Chiaramente i programmi che sono stati usati negli ultimi quarant'anni per combattere questo fenomeno non hanno funzionato. Perciò pensiamo che sia necessario guardare al problema da una prospettiva nuova e ci auguriamo che il nostro studio contribuisca a questo".

Secondo altri autori della ricerca, una diversa classificazione della gravità delle droghe, legali e illegali, deve avere come prima conseguenza un differente sistema di pene detentive e sanzioni legali per chi ne fa uso. "Il punto che vogliamo sottolineare è che tutte le droghe sono pericolose, anche quelle che si possono acquistare legalmente e che la gente non considera gravemente nocive, come per esempio l'uso regolare di alcolici", osserva il professor David Nutt, psicofamarcologo della Bristol University.
Per elaborare la nuova graduatoria, gli autori del rapporto hanno chiesto a un gruppo di esperti di classificare venti droghe in nove categorie: tre riguardanti i danni fisici che esse causano, tre sulla probabilità che creino una dipendenza e tre sui danni sociali e i costi per la sanità pubblica. Il risultato è stato che eroina e cocaina si sono piazzate rispettivamente al primo e secondo posto della lista, ma alcol e tabacco, droghe legali, compaiono tra le prime dieci. Cannabis, dalla cui pianta viene ricavata la marijuana, appare in undicesima posizione, pur tenendo conto di una nuova variante chiamata "skunk" (alla lettera, puzzola), che secondo gli studiosi interpellati dal rapporto è circa tre volte più potente di quella normale.

L'alluciginogeno Lsd compare al quattordicesimo posto e l'ecstasy al diciottesimo, nonostante entrambe siano attualmente considerate droghe di "categoria A", la stessa di eroina e cocaina, cioè della massima gravità, nel sistema di classificazione in vigore. La posizione dell'ecstasy in fondo alla graduatoria e quella dell'alcol al quarto posto, spiega il professor Nutt, dipende in parte dal fatto che l'ecstasy causa meno di dieci morti all'anno in Gran Bretagna mentre una persona al giorno viene uccisa da alcolismo acuto e migliaia soffrono gravi malattie per l'uso cronico di alcolici. Il rapporto conclude che la nuova graduatoria sarebbe più veritiera e rifletterebbe più accuratamente i danni sociali di ogni tipo di droga, sfatando svariati miti di dannosità e al contrario mostrando quanto alcol e tabacco siano droghe distruttive.

Punteggio: 4.8 (6 voti)

Alcol e minori, la lezione del cappellano

Normal
0
14

Da Il Manifesto, rubrica di Fuoriluogo,di Claudio Cippitelli - 29 luglio 2009

La notizia della ordinanza del Comune di Milano che stabilisce una multa di 450 euro (che diventano 500 se non pagata entro 5 giorni) per i minori di 16 anni sorpresi a bere alcolici, mi fa pensare ad un volumetto trovato in una libreria antiquaria qualche tempo fa. Si tratta di Brevi Discorsetti ai Soldati di Giacomo Dalla Vecchia, dedicato ai Regi Cappellani dell’Esercito Italiano, e pubblicato nel 1915 a pochi mesi dall’entrata dell’Italia nel primo conflitto mondiale; in esso è possibile rintracciare affermazioni utili a sostenere le tesi di chi esprime contrarietà al dispositivo “multa” voluto dal sindaco Moratti. L’autore, già nei primi anni del secolo scorso, dopo aver tracciato un quadro sui danni fisici e morali dell’alcolismo, ne affronta le cause ed infine i rimedi: e qui il primo elemento di modernità, ovvero l’articolazione dei rimedi in mezzi individuali e mezzi sociali, articolazione che appare assente nel provvedimento milanese, pensato solo come mezzo individuale teso a penalizzare i minori e le loro famiglie. Il primo dei mezzi sociali individuato nel volumetto del 1915 è la legislazione sulla vendita, sull’orario e il numero degli spacci: più o meno quanto viene proposto, come novità, da buona parte dei sindaci, i quali sembrano invece ignorare che la vera novità con la quale si dovrebbe fare i conti è che, a differenza del 1915, la conoscenza e l’accesso ai consumi alcolici oggi viene veicolata con grande efficacia dalla pubblicità. E cosa dice la nostra legislazione in merito? L’articolo 13, Capo III della Legge Quadro in materia di alcol e di problemi alcolcorrelati del 2001, al comma 2, vieta la pubblicità di alcol e superalcol “all’interno di programmi rivolti ai minori e nei quindici minuti precedenti e successivi alla trasmissione degli stessi”; al comma 3 vieta la pubblicità diretta o indiretta nei luoghi “frequentati prevalentemente dai minori di 18 anni di età”; nei successivi commi si vieta la pubblicità sulla stampa destinata ai minori e nei cinema quando sono in programmazione film destinati ai più giovani. Incredibile. Siamo fermi alla tv dei ragazzi, al Corriere dei Piccoli, a Carosello. Qualcuno dovrà avvisare il legislatore che nel mondo della parabola e del digitale i minori non accedono solo ai programmi e ai luoghi ad essi destinati, e che nelle diete mediatiche dei nostri adolescenti trionfa il web, mai citato nella Legge Quadro: provate a vedere i siti dedicati al fenomeno dello spritz (www.spritz.it, per fare un esempio) e i relativi blog, osservate i banner che pubblicizzano aperitivi e liquori vanto della produzione nazionale, e comprenderete quanto le disposizioni della Legge Quadro siano a dir poco parziali. Tornando a “Brevi Discorsetti ai Soldati”, il secondo dei mezzi sociali individuato dall’autore come rimedio è l’educazione; e per quanto riguarda i mezzi individuali Dalla Vecchia scrive: “Le punizioni: multe, prigione ecc. non fanno niente o poco. Prevenire e curare più che punire”. Educazione, prevenzione: le proposte di un cappellano militare del 1915 rappresentano l’attività quotidiana delle molte unità di strada che, tra mille difficoltà e con sempre meno risorse, frequentano i luoghi del consumo di alcol, pub e discoteche, piazze, strade, portici. Conoscono i consumi e i consumatori, da anni offrono ai ragazzi informazioni, consulenze, la possibilità di sottoporsi all’alcoltest, raccolgono dati, rappresentano forse l’unica presenza adulta competente che gli adolescenti, anche milanesi, possono incontrare quando hanno un bicchiere in mano. Oltre a queste unità di strada, l’unica traccia della presenza delle istituzioni è veicolata dalle tabelle sugli effetti del consumo di alcol, tanto burocratiche quanto incomprensibili, che gli esercenti hanno l’obbligo di esporre. Come sono considerati dall’amministrazione Moratti questi progetti? Quale idea di ordine soggiace a questa lotteria all’incontrario chiamata multa, la quale per definizione è di natura casuale e occasionale? A quale idea di società educa una multa in denaro, indifferente per alcuni, drammatica per altri? Molti commentatori hanno parlato di ordinanza di buon senso. Una volta nella vita, preferisco il buon senso di un cappellano

Punteggio: 4.5 (6 voti)

provocazione (copio e incollo)

“Questa mattina alle otto, presso l’aeroporto di Milano Malpensa, un cittadino scozzese di ventisette anni è stato trovato in possesso di circa 120 dosi di “alcol”, una pericolosa sostanza stupefacente da poco immessa sul mercato europeo da cartelli criminali senza scrupoli. La sostanza dà una forte dipendenza e viene solitamente utilizzata per via orale. Secondo gli esperti, provocherebbe ebbrezza, perdita della coordinazione e dei freni inibitori (con conseguente rischio di stupro), nausea e, a dosaggi elevati, anche coma e morte. Fermato dai militari per un normale controllo dei documenti, il giovane ha mostrato segni di irrequietezza, che hanno portato alla perquisizione e alla scoperta dello stupefacente, nonostante fosse stato occultato in sei bottiglie di tè freddo. La droga, in forma liquida, può infatti presentarsi in vari colori e aromi, una tecnica usata dalle organizzazioni criminali per rendere riconoscibili i propri “prodotti” presso i tossicodipendenti. Nello specifico, quella che l’arrestato tentava di far entrare nel nostro paese è conosciuta come “whisky”. La sostanza è stata sequestrata e il trafficante è stato associato al carcere di San Vittore.”

Punteggio: 4.5 (6 voti)

La Sbronza

 

La Sbronza

Remo Badoer

Contributo all'analisi della sbornia come fenomeno sociale

http://www.scalarchives.it/scalapic/200704/b/0109864b.jpg

http://www.scribd.com/doc/20883537/La-sbronza-contributo-all%E2%80%99analisi-della-sbornia-come-fenomeno-sociale

 

Fonte: http://psiconautica.forumfree.it

 

Premessa metodologica

In questa analisi è stato preso in considerazione un bevitore di sesso maschile di media costituzione e salute, di età compresa tra i 25 e i 50 anni, quindi né troppo giovane né troppo vecchio; sposato o celibe non ha rilevanza.

L’occasione potrebbe essere quella di una riunione conviviale, ad es. una serata a casa di

amici, in cui la persona si impegni nel consumo progressivo e continuo di bevande alcoliche.

Si specifica che in questo contributo, che pure è stato elaborato scientificamente sull’osservazione diretta del fenomeno, ci si rivolge a un soggetto indicato con un voi (generico) e se poi qualcuno di voi (lettori) crede di riconoscersi in questa o quella descrizione, significa solo che ha la coda di paglia dato che ogni riferimento a cose e persone realmente esistenti, specialmente a me, è completamente casuale.

Le fasi della sbronza sono:

1. andante moderato

2. la gioia della vita

3. splendore e trionfo

4. primi cedimenti

5. l’orso permaloso

6. il bradipo piangente

7. la pietra che rotola

8. il canto del cigno9. l’orlo del precipizio10. cala la tela

ognuna di queste fasi viene dapprima definita e poi esaminata in rapporto ai seguenti

parametri

la gola e il bicchiere:

cosa e come bevete nelle singole fasi; in realtà le varianti sono pressoché infinite, ma si

possono comunque riscontrare tendenze generiche

postura:

si intende la posizione del corpo e/ o come vi muovete nell’ambiente

il corpo:

le reazioni fisiche collaterali

al bagno:

il vostro comportamento durante l’espletamento delle necessità corporali che

accompagnano la sbronza

voi e gli altri:

il modo in cui voi comunicate con le altre persone presenti

gli altri e voi:

il modo in cui gli altri si comportano nei vostri riguard

le donne:

atteggiamento comportamentale e mentale verso il sesso femminile

coscienza:

la comprensione del proprio stato

fraseologia:

non solo frasi ma anche pensieri e considerazioni tipiche e/ o ricorrenti

 

Continua a leggere su:

http://www.scribd.com/doc/20883537/La-sbronza-contributo-all%E2%80%99analisi-della-sbornia-come-fenomeno-sociale

Punteggio: 4.3 (6 voti)