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L’alcool etilico o etanolo è il risultato della fermentazione di zuccheri semplici, o di altri procedimenti chimici (distillazione). Ogni bevanda alcolica ha una sua gradazione (cioè percentuale d’alcool) diversa che per legge deve essere indicata sul contenitore.

Alcolici e superalcolici sono consumati frequentemente da giovani e adulti; sono legali e per questo nell’immaginario collettivo non vengono considerati come “droghe”. In realtà, l’alcool è una sostanza che agisce sul Sistema Nervoso Centrale.

Le bevande alcoliche sono usate per disinibirsi, superare gli imbarazzi, sentirsi più carichi, avere più coraggio con l’altro sesso, divertirsi con gli amici.

L’effetto dipende dalla quantità di alcolici assunti, dalla loro gradazione e dalla capacità di...

La viticoltura appare nelle montagne tra il mar Nero e il mar Caspio (attuale Armenia) intorno al 6000 avanti Cristo. La produzione di birra emerge invece tra i sumeri intorno al 3000 avanti Cristo. Il primo report scritto sugli alcolici è una tavoletta cuneiforme risalente al 2200 avanti cristo. Intorno al 1500 avanti Cristo si hanno le prime produzioni di vino nella zona dell'Egeo. Seicento anni più tardi, intorno al 900 avanti Cristo, gli assiri producono già vino su larga scala. Il vino si diffonde in mesopotamia ed Europa mediterranea.

Dioniso di...

L’alcol è la sostanza psicotropa maggiormente diffusa nel nostro paese. In particolare l’uso di vino durante i pasti è retaggio di una antica tradizione culturale, legata anche alla cultura cattolica nella quale il vino assume un’importanza evidente.

Ad utilizzare l’alcol almeno una volta l’anno è oltre il 70%* della popolazione, ovvero oltre 36 milioni di persone. La differenza di genere è particolarmente forte, poiché a consumare alcol sono l’82% dei maschi e il 59% delle donne. Ad essere correlato con l...

I più votati, alcol

Scoperto il gene dell'alcolismo

Una versione di un recettore della dopamina rende più sensibili alle bevute in compagnia

 

Newsfood - La passione esagerata di un singolo per gli alcolici potrebbe essere almeno in parte legata alla presenza di un gene (o più correttamente, di un profilo genetico).

Questa la conclusione di una ricerca della Radboud University (di Nijmegen, Paesi Bassi), diretta dalla dottoressa Helle Larsen e pubblicata su "Psychological Science".

Il team della dottoressa Larsen ha messo sotto indagine le varie versioni di un recettore del neurotrasmettitore dopamina, in grado di agire come controllore della percezione del piacere.

Gli studiosi si sono appoggiati a precedenti ricerche, che indicavano come una particolare variazione di tale recettore fosse legata ad una crescita del desiderio di alcol. Inoltre, tali ricerche avevano mostrato come il recettore in questione offrisse sette ripetizioni della stessa sequenza di DNA.

La squadra della Radboud University ha così selezionato un gruppo di giovani adulti, al fine di verificare quanto la modifica genetica influisse sul comportamento concreto. I volontari hanno così visionato sport pubblicitari della TV locale, dalle quattro del pomeriggio alle nove di sera. La visione avveniva in un ambiente che imitava il tipico pub olandese, fornito di liquori liberamente accessibili. Infine, i soggetti sono stati sottoposti a prelievo del DNA, per verificare quale forma del recettore della dopamina.

Incrociando i dati degli esami, gli studiosi hanno scoperto come i possessori della versione a sette ripetizioni del recettore erano più inclini al bere quando vedevano agire in tal modo i compagni. Diversamente, tale effetto imitativo non era presente in chi non possedeva tale profilo genetico.

Allora, concludono la dottoressa Larsen e compagni, chi possiede la versione incriminata del recettore è più sensibile alle bevute in compagnia.

La ricerca ha destato l'interesse del dottor Marc Galanter, psichiatra della New York University Langone Medical Center. Commenta Galanter: "La scoperta è molto significativa e dimostra quanto la genetica determina le abitudini di consumo degli individui esposti ad altri bevitori".

Fonte: Helle Larsen, Carmen S. van der Zwaluw, Geertjan Overbeek, Isabela Granic, Barbara Franke, Rutger C.M.E. Engels, "A Variable-Number-of-Tandem-Repeats Polymorphism in the Dopamine D4 Receptor Gene Affects Social Adaptation of Alcohol Use: Investigation of a Gene-Environment Interaction Psychological Science", Psychological Science, 2010; DOI: 10.1177/0956797610376654

Matteo Clerici

ATTENZIONE: l'articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L'autore, la redazione e la proprietà, non necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti accreditate e/o aventi titolo.

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Alcol e tumori: quale legame?

In poco più di dieci anni l'incidenza di cancro alla bocca è aumentata del 50%. Un incremento allarmante, forse dovuto al prezzo basso di bevande alcoliche e allo sballo crescente

 

 

http://www.casaistrice.com/images/aktiv/vino01.jpgSanihelp.it - In Gran Bretagna più di cinquemila persone sono colpite da un cancro alla bocca. Rispetto al 1997 si registra un aumento del 50% dovuto, secondo gli esperti, ai prezzi modici delle bevande alcoliche e a una diffusa cultura dello sballo.
Dati offerti dai risultati preliminari chiesti dai Liberal Democrats in un'interrogazione parlamentare, dati che mostrano anche un aumento del 20% nello stesso periodo dei casi di cancro all'esofago, oltre che di quelli di cancro al fegato (salito del 43 per cento in un decennio), al seno e al colon retto.

Spiega così Don Shenker, direttore dell'associazione Alcohol Concern: «L'alcol è il principale imputato di tutti questi aumenti. Il consumo di alcol è raddoppiato dagli anni Cinquanta e nel frattempo le normative sul bere sono diventate meno restrittive. Questo ha contribuito all'aumento di casi di tumore. Molte persone non sono a conoscenza della connessione tra alcol e cancro: tuttavia il bere può essere uno dei principali motivi che causano questa malattia»

 

 

leggi tutto l'articolo su: sanihelp.it

 

da http://psiconautica.forumfree.it

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L'Alcol-Test arriva sul telefonino

Niente più multe, né sequestri della patente per chi userà il test creato da Andrea Pace scaricabile direttamente sul proprio palmare o cellulare.

Si chiama Phone-AlcolTest il programmino messo a punto dal venticinquenne Ingegnere informatico, che ha ben pensato di mettere insieme tutti i dati delle recenti tabelle ministeriali in un unico algoritmo consultabile tramite il telefonino.

Il software è scaricabile gratuitamente dal sito http://www.phone-alcoltest.it/ è di utilizzo intuitivo. Una volta istallato, infatti, basterà inserire alcuni dati per conoscere il proprio tasso alcolico.

Il programma ha solo bisogno di alcune informazioni: il proprio peso, il sesso, la condizione del proprio stomaco (vuoto o pieno), il numero di unità alcoliche consumate

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Australia, proibita sexy-promozione

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo427509.shtml

Un pub offriva alcol a donne senza slip

Promozione per sole donne in un pub australiano: alcol gratis alle clienti che si fossero tolte gli slip appendendoli sopra il bancone. Ma l'autorità del settore ha ordinato di sospendere l'iniziativa dopo che la stessa era stata attaccata dal governo locale e dalle organizzazioni femminili. Il locale aveva già suscitato polemiche in passato, quando ha impiegato un nano per versare da bere agli avventori disposti a inginocchiarsi. Il Saint Hotel di Melbourne ha studiato l'iniziativa con varie promozioni: un buono da 30 euro alle clienti che lasciano gli slip al bancone e una consumazione gratis a quelle che mostravano il reggiseno. La pubblicità dell'happy hour, sulle locandine e su una rivista di spettacoli locale, mostra la famosa foto scattata da paparazzi a Britney Spears mentre scende da un'auto senza mutandine. Ma la direttrice della Liquor Licensing Authority, l'ente che regolamenta la vendita di bevande alcoliche in Australia, ha ordinato al pub di cancellare l'iniziativa ricordando di avere l'autorità di proibire eventi "che possano incoraggiare consumo irresponsabile di alcool o che siano contrari al pubblico interesse". La portavoce di un centro contro le aggressioni sessuali ha aggiunto che non si tratta di "una cosa da ridere" e ha invitato il pubblico a boicottare il locale.

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per calcolare il tasso alcolico

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Alcolpops, quelle bibite gassate che piacciono tanto alle quindicenni

ROMA - Servono a reclutare le nuove leve di un esercito che già di suo è fin troppo numeroso. E non è un caso che siano state inventate una decina di anni fa in Australia, Paese dove si comincia presto e l' alcolismo è il problema numero uno. Alcolpops, bevande gassate che si presentano come una limonata o giù di lì. Vanno servite ghiacciate, nascondono il gusto di alcol e invece hanno una gradazione fra i 4 e i 7 gradi. Più di una birra e non è una sorpresa: insieme alla frutta e alle bollicine dentro quelle bottiglie così trendy ci sono rum e vodka. Niente di male? Certo, se non fosse che Bacardi breezer e Campari mixx, tanto per fare due nomi fra i più conosciuti, sono la bibita preferita dai giovanissimi. Dodicenni e tredicenni, che a quell' età semplicemente non dovrebbero bere perché il loro organismo non è in grado di metabolizzare l' alcol. «Gusto dolce, pubblicità giusta - dice Emanuele Scafato, direttore dell' Osservatorio nazionale alcol dell' Istituto superiore di sanità - sono state pensate appositamente per coltivare i consumatori più giovani». Per avvicinare all' alcol chi non beve ancora. E magari, una volta fatta la bocca, con gli anni comincerà a salire di gradazione. Secondo una ricerca del National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism, istituto inglese, il pericolo della dipendenza è inversamente proporzionale all' età: chi inizia a bere sotto i 15 anni è quattro volte più a rischio di chi lo fa dopo i 21 anni. Dal punto di vista commerciale è stato un successone: il mercato cresce del 15/20 per cento l' anno, in tv uno spot tira l' altro, le sponsorizzazioni di concerti si moltiplicano, da Vasco Rossi in giù. Ma gli effetti sui piccoli bevitori? Le avvertenze ci sono. Campari mixx, addirittura, lo scrive anche nella sua home page: «Entra subito nel sito internet solo se hai compiuto l' età legale per il consumo di bevande alcoliche». Ma i ready to drink, altro nome per gli addetti ai lavori, vanno forte proprio tra i più piccoli. Considerando solo la classe d' età fra i 14 e i 16 anni i dati dell' Osservatorio nazionale alcol ci dicono che i consumi di birra e vino sono sostanzialmente stabili. Nel 2003, rispetto al 1998, i consumi di superalcolici sono cresciuti del 24,4 per cento, quelli di alcolpops addirittura del 46,1 per cento. In una serata in discoteca rappresentano la metà di quello che c' è nei bicchieri degli under 15. Qualcosa in più per le ragazzine, quasi fossero l' evoluzione di quelli che un tempo si chiamavano vini da signora. Nell' ultimo anno scolastico il dipartimento dipendenze del Friuli Venezia Giulia ha distribuito un questionario sulle bevande alcoliche tra gli studenti delle scuole medie e superiori: Bacardi breezer e Campari Mixx erano quelle preferite dalle ragazzine, tre volte in più rispetto ai loro compagni. Oltre all' effetto reclutamento c' è un altro pericolo: «Intorno ai 14-15 anni - dice ancora il direttore dell' Osservatorio alcol - sono lo strumento preferito per il binge drinking, il bere al solo scopo di ubriacarsi». Quel gusto fresco inganna, come un vino bianco fresco per gli adulti: ci si ubriaca quasi senza accorgersene. Cinque o sei bottiglie di fila nel giro di un' ora e il gioco è fatto (insieme al danno). La sbornia consapevole è più diffusa nel Nord Est. Non è forse un caso se tra le regioni dove gli alcolpops si vendono meglio sono Veneto e Friuli Venezia
Giulia.

Salvia Lorenzo
(3 luglio 2008) - Corriere della Sera

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Abuso di alcol e droghe nelle scuole superiori

 

Ottopagine - Avellino- Questa mattina nell'Auditorium della Banca della Campania, a Collina Liguorini, ci sarà la Manifestazione Finale di un grosso lavoro fatto dal Rotary Club nelle e con le scuole del nostro territorio. E' un Progetto denominato Alto Rischio sulla prevenzione dell'abuso di alcool e dell'uso delle droghe, al quale interverranno autorità ed esponenti anche di Comunità per Tossicodipendenti. Il Rotary Club Avellino, con il R.C. di Nola e il R.C. di Caserta, insieme ad altri 33 club del Distretto 2100, quest’anno, hanno intrapreso il progetto “ALcohol , TOxicological substances, Rotary International, SCHool, Instititional Organization” , volto alla prevenzione del consumo precoce di alcolici e sostanze psicotrope negli adolescenti.

Preoccupati del dilagare di questo fenomeno, è stato ideato un progetto articolato in 3 fasi. La prima fase, che ha previsto la somministrazione, a studenti di 16-19 anni, di un questionario volto a verificare la consapevolezzaa dell’eventuale consumo di alcol e di droghe, è stata terminata con successo: oggi saranno resi i noti i i dati relativi a più di diecimila ragazzi di diverse Scuole delle provincie di Napoli, Avellino, Caserta, Cosenza, e di cui abbiamo elaborato le risposte ottenute.

Terminata anche la seconda fase del progetto: nelle scuole coinvolte si è svolto infatti un incontro interattivo tra gli studenti e le figure professionali dei Rotaract e dei Rotary proponenti in cui sono stati esposti i rischi dell’uso ed abuso di alcol e droghe. Nel corso di questi incontri è stato tra l’altro richiesto ai ragazzi di realizzare uno spot, un cortometraggio, un elaborato per incoraggiare forme di divertimento alternative o comunque dissuadere dall’uso ed abuso di alcol e droghe.

Gli elaborati eseguiti nelle varie scuole di Avellino,Caserta e Nola, saranno mostrati nel corso del Convegno finale (terza ed ultima fase del progetto), cui parteciperanno le massime autorità rotariane, scolastiche, istituzionali. Nel corso della manifestazione che si terrà oggi ad Avellino, n saranno divulgati i risultati dell’analisi conoscitiva e saranno premiate le scuole che avranno presentato il migliore lavoro sull’argomento.

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Sbokki di vita (film documentario 2000)

Sbokki di vita (film documentario 2000): un viaggio attraverso la realtà illegale e ribelle dei punk milanesi, vista dall'occhio amico di chi non giudica, con l'urgenza di spiegare questi animi alternativi. Sicuramente ai margini della “normalità”, incazzati e incoscienti, ma anche luminosi, limpidi. Più veri.Il documentario Sbokki di Vita è stato proiettato per la prima volta nel novembre del 2000 al Festival di Filmmaker a Milano nella sua versione integrale di 90 minuti, nel 2003 nella sua versione di 52 minuti ha vinto il 1° premio al RomaDocFestival, sez. internazionale e il 1° premio al Festival Oltreconfine di Viterbo, sez. documentari.

http://lnx.teklataidelli.com/

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sono 2 giorni che leggo na marea de stronzate....ve lo dico io come funziona

Caro lettore, innanzitutto ti ringraziamo per la testimonianza personale che riporti, ma vogliamo anche dirti che non c'è bisogno di scriverla in ogni angolo del sito.

Basta metterla in area DISCUTI, cosa a cui abbiamo provveduto noi, per farlo leggere anche agli altri lettori.

Grazie,

La Redazione

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Balli, alcol e follie, le notti buie degli sregolati viola

Violanews - Macché 2011, il maledetto 2010 della Fiorentina non è ancora finito. Almeno fuori dal campo. Non c’è più vigilia di partita che non sia turbata da un nuovo caso. Venerdì notte l’ennesima follia. Balli, alcol, incidenti e «vida loca» . Stavolta però non protagonista non è il solito Mutu, ma un suo degno allievo: Juan Manuel Vargas. Il peruviano era già un caso prima, viste le poche e deludenti prestazioni, i troppi (misteriosi) infortuni, i rumors di mercato che lo vorrebbero più intento a far abbassare il prezzo del cartellino che a sudare per la maglia viola. Atteggiamenti che avevano spinto la società a convocarlo una decina di giorni fa per una ramanzina che sapeva tanto di avvertimento a non tirare la corda, perché i Della Valle non accettano ricatti nè scorrettezze e furberie. Avvertimento però caduto nel vuoto, visto che Vargas, sempre perennemente infortunato, ha regalato la seguente doppietta: giovedì sera, dopo la cena di gruppo in un noto ristorante fiorentino, invece di rientrare a casa ha preferito tirar tardi con alcuni compagni e raggiungere in discoteca Adrian Mutu, sempre fuori rosa (e sempre dentro locali). L’allegro gruppetto è stato fotografato alle due di notte passate e la società farà scattare la solita multa. Ventiquattr’ore dopo il peruviano concede il bis, stavolta andandosi a schiantare con la sua Porsche, guidata (così assicura lui) dal cugino, ubriaco e senza patente. Ore: cinque di mattina. L’ideale per un atleta. E altra pesante multa in arrivo. La Fiorentina chiederà alla commissione disciplinare della Lega il massimo possibile. È stanca la società viola delle bravate dei suoi «sregolati» , che hanno messo da parte il genio e lasciato a disposizione solo la sregolatezza. Mutu e Vargas avrebbero dovuto rappresentare il valore aggiunto della trequarti viola e invece sono stati l’anello debole, le mine vaganti, il cattivo esempio. Di Mutu si è già detto di tutto e di più, resta solo da capire se la linea dura dei Della Valle resisterà o se nei prossimi giorni si deciderà di «mollarlo» : in Italia o all’estero poco importa. Ma se Adrian è sempre stato una testa calda, un atteggiamento più serio si attendeva da Vargas. «La più grande delusione fino ad oggi» lo definì Mihajlovic al Corriere Fiorentino prima di Natale. Da allora la delusione non può essere che aumentata ancora. Fosse stato ancora giocatore e suo compagno di squadra forse Sinisa avrebbe risolto certi atteggiamenti muso contro muso. Ma per un allenatore vigono regole diverse e uno spogliatoio non può diventare un ring, anche se il tecnico si è fatto sentire con i protagonisti della nottata in discoteca di giovedì che ha fatto passare in secondo piano la cena comune «per fare gruppo» . In un momento delicato come questo servirebbe umiltà e senso del dovere, che evidentemente alcuni (che si trascinano dietro i più giovani e ingenui per ‘‘ coprirsi’’) non hanno. E sono fortunati a trattare con una società responsabile che li multa, ma non li mette alla berlina davanti ai tifosi e alla città.

Andrea Di Caro - Corriere Fiorentino

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risposta ad anonimo 77 riguardo alla esperienza raccontata.

Buon giorno,vi racconto brevemente ciò che mi è accaduto .A febbraio del 2010 ho avuto un incidente stradale,andando fuori srtrada dopo che uno stronzo,mi tagliò la strada ad alta velocità che scappò,ma io non coinvolsi nessun altro veicolo.I miei trasportati ebbero come me una prognosi di una settimana di collarino,fortunatamente.Quando arrivò l'ambulanza anticipata dai carabinieri del posto che avendo capito che dalla dinamica non guidavo io mi consigliarono di di dire che ero io alla guida della mia auto,e così ho dichiarato.All'ospedale ovviamente non rifiutandomi di essere sottoposta agli esami,fui trovata positiva all'alcol,alla cocaina e alle benzodiazepine,il risultato,ritiro di patente per un anno,con processo che avverrà non so ancora quando ma l'obbligo dell'esame del capello a marzo 2011. Ci tengo a precisare che se io avessi detto la verità tutto coò non sarebbe accaduto,ma visto che mi son accollata io la colpa dell'incidente ora ne sto pagando le innumerevoli conseguenze,compresa la perdita del lavoro esendo all'epoca un agente assicurativo.La cosa più importante che vorrei chiarire è che le benzodiazepine continuo a prenderle per curarmi l'esauimento nervoso che mi è venuto in seguito,prima le prendevo solo quando mi veniva un attacco di panico,ne soffro da molti anni,per quello che riguarda l'alcol,diciamo che ogni tanto sbevacchio ma non è un vizio,la cocaina è comparsa nella mia vita da poco,l'uso è stato neanche sporadico ma ancora meno perchè non va molto d'accordo con gli attacchi di panico...l'ultima assunzione se così si può chiamare è stata a maggio 2010,e a settembre ma non inalandola,semplicemente puciando il filtro della sigaretta.Con questo vi chiedo se quest'asunzione,se così si può chiamare andràa influire sull'esame del capello che se non erro va indietro di sei mesi.Io ho i capelli lunghi e non intendo tagliarmeli,penso che ci sia un modo per capire se uno è un abitudinario o no?Attendo con urgenza una risposta dalla vostra redazione.Graie

Anonimo 77

 

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'Mix della morte' per sballare, la nuova moda è la bulimia di stupefacenti

Milano - (Adnkronos) - La mania dello 'sballo multiplo' si inserisce in contesti sempre più normali. Riccardo Gatti, direttore del Dipartimento dipendenze dell'Asl di Milano: "Non esiste più una sola persona che abusi di un'unica sostanza"

 

Milano, 12 ott. (Adnkronos Salute) - Dal tossicodipendente fedele a una sola droga agli amanti dell'abbinamento fisso, fino ad arrivare alla 'bulimia dello sballo'. Sostanze mischiate a caso, combinazioni infinite dall'effetto imprevedibile, in cui cambiano gli ingredienti del cocktail, ma non l'obiettivo finale: "Alterarsi profondamente, per poi tornare alla routine di tutti i giorni". Così, a cavallo tra secondo e terzo millennio, è cambiata la schiavitù dagli stupefacenti. Oggi il must è il policonsumo, un fenomeno che si allarga ed evolve, ma "esiste da anni", assicura Riccardo Gatti, direttore del Dipartimento dipendenze dell'Asl di Milano, dopo la morte del 19enne bolognese ucciso da un mix di alcol, anfetamine e ketamina. Enrico, l'ultima vittima di una moda killer, è entrato in coma sabato in discoteca.

 

"Tra chi arriva ai nostri servizi - spiega Gatti all'Adnkronos Salute - non esiste più una sola persona che abusi di un'unica sostanza". E se è vero che "vediamo pazienti che hanno già problemi" conclamati di dipendenza dalla droga, ormai la mania dello 'sballo multiplo' si inserisce in contesti sempre più normali. Almeno in apparenza. "Più che le droghe in sé, quello che sta cambiando è il modo di intenderle", riflette l'esperto che da anni monitora l'evoluzione della galassia droga attraverso l'osservatorio Prevolab, nato da un accordo di programma tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e la Regione Lombardia, e gestito proprio dal Dipartimento dipendenze patologiche dell'Asl meneghina. Gli ultimi dati disponibili sono le proiezioni per il 2012: rispetto al 2009, fra due anni gli italiani che abusano di cocaina aumenteranno del 4% a 700 mila (2,2% della popolazione tra 15 e 54 anni); i consumatori di eroina saliranno a 170 mila (+40%, lo 0,5% dei 15-54enni); quelli di cannabinoidi registreranno un +20% a 5,1 milioni (15,9% degli italiani nella fascia d'età considerata); quelli di amfetaminici e derivati del 25% a 210 mila (0,65%).

 

 

L'identikit del nuovo tossicodipendente, insomma, non ha più nulla a che vedere con l'eroinomane degli anni '70-'80 e ha ben poco da spartire anche con il cocainomane di un decennio fa. "In passato la dipendenza dalla droga era qualcosa che faceva fare una vita diversa", spesso ai margini della società, ricorda Gatti. Poi, nell'era di coca, stupefacenti da discoteca e pillole dell'amore, "drogarsi è diventata una forma di doping della vita quotidiana": un 'aiutino' per illudersi di poter competere sul lavoro, nel tempo libero e perfino a letto con performance da medaglia d'oro. "Ora le cose sono ancora cambiate", nota Gatti. "

Oggi se assumi sostanze conduci una vita assolutamente normale

, in cui la droga non entra. Poi, un giorno che decidi tu, prendi qualcosa - non importa cosa - che possa alterarti profondamente. Quindi riprendi la vita di tutti i giorni". E questa, precisa l'esperto, "è una situazione in cui una sostanza vale l'altra, alcol compreso. Tutto quindi si può mischiare, anche se non si sa bene cosa e che effetto farà".

 

 

Il nuovo volto della droga "non ha più a che fare con la tossicodipendenza vera e propria", insiste lo specialista dell'Asl di Milano. "Non si utilizzano più abbinamenti specifici tipo alcol-eroina, alcol-cocaina, ero-coca-cannabis, combinazioni meditate dettate dalla voglia di 'gustarsi' l'effetto associato a una o all'altra sostanza. Piuttosto,

si combina tutto in maniera indifferente. Perché l'unico scopo è alterarsi il più possibile

", perdere il contatto con la realtà, almeno per un attimo. "Ma proprio perché si mischia tutto, nessuno sa esattamente cosa e in che dosaggi compra, né può prevedere l'effetto delle sostanze assunte insieme". Il rischio di questi 'viaggi', insomma, è non riuscire più a tornare.

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