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L’alcool etilico o etanolo è il risultato della fermentazione di zuccheri semplici, o di altri procedimenti chimici (distillazione). Ogni bevanda alcolica ha una sua gradazione (cioè percentuale d’alcool) diversa che per legge deve essere indicata sul contenitore.

Alcolici e superalcolici sono consumati frequentemente da giovani e adulti; sono legali e per questo nell’immaginario collettivo non vengono considerati come “droghe”. In realtà, l’alcool è una sostanza che agisce sul Sistema Nervoso Centrale.

Le bevande alcoliche sono usate per disinibirsi, superare gli imbarazzi, sentirsi più carichi, avere più coraggio con l’altro sesso, divertirsi con gli amici.

L’effetto dipende dalla quantità di alcolici assunti, dalla loro gradazione e dalla capacità di...

La viticoltura appare nelle montagne tra il mar Nero e il mar Caspio (attuale Armenia) intorno al 6000 avanti Cristo. La produzione di birra emerge invece tra i sumeri intorno al 3000 avanti Cristo. Il primo report scritto sugli alcolici è una tavoletta cuneiforme risalente al 2200 avanti cristo. Intorno al 1500 avanti Cristo si hanno le prime produzioni di vino nella zona dell'Egeo. Seicento anni più tardi, intorno al 900 avanti Cristo, gli assiri producono già vino su larga scala. Il vino si diffonde in mesopotamia ed Europa mediterranea.

Dioniso di...

L’alcol è la sostanza psicotropa maggiormente diffusa nel nostro paese. In particolare l’uso di vino durante i pasti è retaggio di una antica tradizione culturale, legata anche alla cultura cattolica nella quale il vino assume un’importanza evidente.

Ad utilizzare l’alcol almeno una volta l’anno è oltre il 70%* della popolazione, ovvero oltre 36 milioni di persone. La differenza di genere è particolarmente forte, poiché a consumare alcol sono l’82% dei maschi e il 59% delle donne. Ad essere correlato con l...

I più votati, alcol

USA - Musicisti e sballo. Una ricerca

Notiziario Aduc - Energy drink e musica, legame 'da sballo'. Secondo uno studio americano sui musicisti, infatti, il consumo frequente di bevande energetiche e' associato a binge drinking, problemi con l'alcol e abuso di farmaci, almeno secondo i ricercatori del Research Institute on Addictions dell'Universita' di Buffalo.
Nel lavoro, pubblicato sul 'Journal of Caffeine Research', il team di Kathleen E. Miller e Brian M. Quigley ha esaminato l'uso di sostanze fra 226 musicisti professionisti e dilettanti dai 18 ai 45 anni. Ebbene, il 94% degli intervistati consumava bevande con caffeina e il 57%, in particolare, energy drink. Si e' visto che il 68% dei musicisti ha 'confessato' un pesante binge drinking almeno una o due volte l'anno, e il 74% problemi generici legati all'alcol, come sbornie, discussioni pesanti con altre persone o azioni compiute sotto gli effetti degli alcolici di cui poi - a mente fredda - ci si e' pentiti.
Il 23% inoltre ha confessato di assumere farmaci per sballarsi, il 52% cannabis, il 25% pasticche e il 21% cocaina. Ebbene, i musicisti che consumavano energy drink erano anche piu' inclini ad abusare di alcol e sostanze legali (farmaci da prescrizione) rispetti ai colleghi.

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"BUMBA ATOMIKA", al Fantafestival il film di Michele Senesi

Unico scopo di vita, l'alcol. Un gruppo si studenti universitari avvinazzati decide di dare una svolta alla propria esistenza, e decide di mettere in piedi un commercio di cadaveri per pagarsi le "bevute".

 

 

"BUMBA ATOMIKA", al Fantafestival il film di Michele Senesi
Erika Ferranti in "Bumba Atomika"
"Bumba Atomika" è approdato al Fantafestival. Il film di Michele Senesi e della sua banda marchigiana, riesce a convincere i selezionatori di festival grazie alla sua spiccata vena cinefila, ricca di citazioni, di ispirazioni, ma anche carica di quel tentativo esplicito di far saltare il banco. Il merito del film di Senesi è proprio quello di provare a fare un'opera prima non auto-biografica (si spera), dove l'Io viene messo in disparte e la voglia di raccontare una storia diversa prende il sopravvento sull'autore. Ma non sulle dinamiche del gruppo.

La storia narra di un gruppo di annoiati ragazzi di provincia che hanno l'alcol come unica ragione di vita e decidono di metter su un commercio di cadaveri per pagarsi il vizio e, soprattutto, per "vivacizzare" la situazione.

E' dunque il vino a fare da protagonista, dando spunto alle interessanti visioni ma anche agli insopportabili dialoghi tra ubriachi, senza senso come solo chi beve sa intavolare.

E qui si notano i limiti di "Bumba Atomika", con gli argomenti e i dialoghi da "gruppo di amici" convinti di essere originali ma che per chi ne è fuori sono solamente già sentiti e inevitabilmente noiosi. Gli interpreti, piuttosto acerbi, inoltre non aiutano lo spettatore a entrare nel meccanismo.

Indovinata l'idea dei filmati proiettati fuori dalle auto in movimento al posto dei panorami. Superflue alcune inquadrature "strane" che fanno tanto cinema orientale ma che poco aggiungono al prodotto.
 

qui il trailer www.youtube.com/watch

 

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Droga, 35 anni dopo la legge


Un convegno del Gruppo Abele ha fatto il punto su carceri, trattamenti e prevenzione

 

Vivereinarmonia - Eros, 19 anni. Concetta, 26 anni. Piero, 22 anni. Sono i nomi dei primi morti per droga in Italia. A ricordare queste e altre vite spezzate dalla tossicodipendenza è stato don Luigi Ciotti, presidente del Gruppo Abele, in apertura del convegno nazionale “Dipendenze e consumi”, organizzato nel capoluogo piemontese a 35 anni dall’approvazione della legge 685. “Nel 1975, in questa città, mettemmo un cartello con questi nomi – ha ricordato don Ciotti – Presidiammo con una tenda piazza Solferino, dove duecento persone digiunarono con noi per chiedere una legge attenta e puntale, che non mandasse più le persone tossicodipendenti in carcere o in un ospedale psichiatrico, ma considerasse la droga come una questione da affrontare sul piano sociale e non punitivo”. E dopo 35 anni? Quell’elenco di nomi continua, ostinato, crudele, e si somma a un impoverimento culturale ed etico che impedisce di ascoltare le persone che incontriamo.

 

Oltre 400 iscritti provenienti da tutta Italia e 30 relatori hanno fatto il punto su una legge che, per la prima volta nel nostro Paese, ha sfatato un tabù fornendo una dimensione sociale al problema della droga. “Prima della 685, per i tossicodipendenti le alternative erano il carcere oppure l’ospedale psichiatrico – ha detto Leopoldo Grosso, psicologo e vice presidente del Gruppo Abele – Ma già allora le comunità, nella loro fase pionieristica, avevano dimostrato che era possibile emanciparsi dalla dipendenza”. Il 22 dicembre 1975 è stata approvata una legge che ha iniziato a considerare il consumatore di droga come una persona da aiutare e non un delinquente da incarcerare. Ma la storia ha anche dimostrato che non esiste una soluzione unica alla tossicodipendenza, perché ogni storia rappresenta un mondo a se stante, che necessita di amore e di un aiuto “personalizzato” per poter essere a lieto fine. “E’ la cultura che fornisce gli strumenti per essere liberi”, ha detto don Ciotti. Ma di cultura, in questa materia, se ne respira ancora poca. E per questo si continua a morire.

 

Le nuove dipendenze. Dal 1975 ad oggi, la tossicodipendenza ha cambiato pelle: alle sostanze di allora se ne sono aggiunte altre e, parallelamente, è cambiato il loro utilizzo. Un tempo la droga era associata a sentimenti di disperazione ed emarginazione, mentre oggi si ricorre ad essa come mezzo di ricreazione e prestazione, per stare bene in mezzo agli altri. Alla diffusione della cocaina e al ritorno silenzioso dell’eroina, si affiancano forme di dipendenza più sottili, ma non meno dannose. “Sono le dipendenze di chi non riesce a trovare un senso alla propria vita – riflette don Ciotti – di chi si sente isolato, fragile nel rapporto con se stesso e con gli altri, e cerca di sfuggire come può al proprio malessere”. Ecco allora il triplicarsi, negli ultimi anni, dell’uso degli psicofarmaci e degli antidepressivi, l’approccio sempre più precoce all’alcol come veicolo di stordimento, il diffondersi dell’anoressia e della bulimia. Ed ecco il sempre maggiore ricorso ai giochi d’azzardo, alle scommesse, alle lotterie.

 

A 35 anni dalla prima legge sulle sostanze psicoattive, la riflessione non può fare a meno di toccare il complesso della vita sociale: oggi, parlare di dipendenze significa discutere della solitudine e della fragilità di tante persone, della debolezza del contatto umano e di un individualismo sempre più marcato. E’ degli anni Novanta la prima modifica alla 685, che ha posto l’accento sulla punizione dei consumatori. Il Gruppo Abele, insieme a molte altre realtà del sociale, aveva creato un cartello il cui slogan recitava “educare, non punire”, riuscendo a strappare modifiche significative alla legge. “Il dato positivo fu lo stanziamento di risorse per la cura e la prevenzione della tossicodipendenza e la vittoria del referendum del 1993 che ne abolì gli aspetti più repressivi”, ricorda Grosso. Gli anni Novanta sono stati anche quelli dell’esplosione dell’Aids. “Uno studio della Lila ha sottolineato come, fino al 1996, le persone tossicodipendenti morte per Aids sono state 24 mila, ovvero tante quante le morti per overdose”.

Altri articoli sul convegno:

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/400162/

http://droghe.aduc.it/notizia/dipendenze+consumi+conclusioni+convegno+gruppo_122755.php

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Balla ubriaco nudo in Campo de' Fiori, in tre lo pestano sotto gli occhi della folla

Pugni e calci per un 21enne inglese che improvvisa uno strip-tease nella piazza. Poi gli aggressori fuggono

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_marzo_30/ubriaco-picchiato-campo-de-fiori-190338109157.shtml

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Scienza/ Sfatato mito, l'alcol peggiora il sonno

Effetti legati a metabolismo, maggiori sulle donne

 

Roma, 23 feb. (TMNews) - Disturba più le donne che gli uomini, e più la seconda parte della notte che la prima: uno studio condotto dai ricercatori dell'Università del Michigan (Usa) guidati da Todd Arnedt, e in corso di pubblicazione su Alcoholism: Clinical & Experimental Research, contraddice la credenza popolare che bere alcolici prima di andare a dormire aiuti a riposare meglio. Se quando si è alzato un po' il gomito il sonno arriva più velocemente del solito, spiegano i ricercatori, e il riposo nella prima parte della notte sembra più profondo, il sonno in generale, invece, non ci guadagna né in termini di durata né in termini di efficienza (rapporto tra la durata effettiva del sonno e il tempo totale trascorso a letto). Se si beve un po' troppo, poi, la frequenza con cui ci si sveglia durante la notte tende ad aumentare, disturbando ulteriormente il riposo notturno. Lo studio ha incluso 93 ventenni sani (59 donne e 34 uomini), divisi in gruppi: dopo aver fatto loro bere alcolici o placebo, sono stati monitorati durante le otto ore di sonno notturno. Ed è emerso che, a pari livello di alcol nel sangue, l'alcol disturba il sonno più nelle donne che negli uomini: rispetto alle ragazze che avevano bevuto placebo prima di andare a dormire, il tempo totale di sonno delle donne che avevano bevuto alcol è risultato ridotto di 19 minuti, l'efficienza del sonno diminuita del 4%, ed è risultato aumentato di 15 minuti il tempo trascorso sveglie durante la notte. "Queste differenze - conclude Arnedt - possono essere legate alle differenze nel metabolismo dell'alcol delle donne rispetto agli uomini".

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Russia: la pubblicità choc contro l’abuso di alcol

 

Leggo.it - MOSCA - Un corpo conficcato in un cartellone pubbliitario, insaguinato e penzolante davanti agli occhi degli automobilisti. Accanto la frase: "Questo corpo potrebbe essere il tuo". Il manifesto choc campeggia per le vie di Nizhniy Novgorod, più conosciuta come Gorky. Sono circa 1 milione, secondo le statistiche, le persone fermate in Russia per guida in stato di ebbrezza. Del corpo del ragazzo sul cartellone sivedono, da una parte, le gambe e delle macchie di sangue, dall'altra, il resto del corpo, la testa copertada un cappello di Babbo Natale e le mani ancora sul volante. 

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WEB CORSAIRS - La cultura dell'ECCESSO

Dal 15 dicembre il Centro di Documentazione collabora all'EVENTO VIRTUALE sulla CULTURA DELL’ECCESSO, promosso da diversi servizi ed enti del territorio nazionale. Per un po' di settimane ci sarà la possibilità di discutere e ragionare "a distanza" su questo tema. Eccovi l'invito ufficiale, non mancate...

 

 

Cosa conosciamo di questa cultura dell’eccesso? Vogliamo trovare un dialogo con questa? Ci vogliamo almeno provare?Tutti quelli che pensano di avere qualcosa da dire, filmati da suggerire, articoli di giornale, poesie e letteratura da proporre... Insomma,  tutti quelli che hanno voglia di discutere, sono invitati ad imbarcarsi con noi in questa avventura!

 

A tal proposito, si aprirà un dibattito sui siti:

www.webcorsairs.it

www.progettosteadycam.itwww.drogaonline.itwww.oltreilmuro.itwww.sostanze.infowww.pizzococa.it

A cadenza settimanale, verranno lanciati dalla Redazione degli stimoli sulle seguenti parole chiave:

RISCHIO - PIACERE - SCELTA - DANNO - CONTROLLO - LIMITE - CURA

Tutti potranno inviare riflessioni, dare opinioni, lanciare provocazioni, presentare  la propria esperienza rispetto ai temi proposti... e potrete anche aggiungere ulteriori parole chiave, nel caso lo riteneste opportuno!Per partecipare all’evento è necessario avere un account Facebook e collegarsi alla pagina dedicata, “web corsairs.

web

 

Siete invitati a proporre video, musica, brani di letteratura, tutto ciò che vi viene in mente su tali argomenti... CONDIVIDIAMO I SAPERI E E SVILUPPIAMONE DI NUOVI!

Alla fine di tutto organizzeremo una giornata di confronto su quanto emerso, un convegno al quale solo un gruppo ristretto di persone parteciperà “realmente”, tutti gli altri potranno però essere presenti “virtualmente”.Tutto questo vi sembra esagerato? Beh, allora siamo in tema!

I Corsari

 

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Un device per non guidare dopo aver bevuto

“I frutti della ricerca nei prossimi due anni: l’auto invidua in un secondo se sei sbronzo”

jacktech.it - Se hai bevuto l’auto non parte.

Alcuni ricercatori americani stanno sviluppando un nuovo sensore di sicurezza per il settore automobilistico, che può essere installato su ogni tipo di veicolo: se hai bevuto troppo, l’auto non parte.

Sistema anti alcol - Per salvaguardare patente e punti, oltre che per la sicurezza alla guida, le auto del futuro potrebbero essere equipaggiate con il nuovo device che è allo studio in America: se hai bevuto troppi drink, l’automobile non si accende nemmeno. La nuova tecnologia necessita di un una serie di sensori passivi e permanentemente installati sul veicolo, oppure dei punti sensibili al tocco sulla chiave o sul pulsante di start del motore. Questi sensori sono in grado di registrare il livello di alcol nel sangue e, nel caso, possono impedire al guidatore di mettersi al volante.

Sicurezza al volante - Questa tecnologia presenta una nuova oppurtunità per aumentare la sicurezza alla guida, salvando potenzialmente diverse centinaia di vite ogni anno. La nuova tecnologia, secondo Robert Strassburger dell’associazione di produttore Alliance of Automobile Manufacturers, portebbe già essere disponibile su molti modelli di automobili già nei prossimi due anni. L’obiettivo è di produrre un device che reagisce in meno di un secondo e che è in grado di funzionare per almeno un decennio o 300.000 chilometri, ovvero che sia in grado di coprire l’intero ciclo di vita di un veicolo. Susan Ferguson è a capo del team di ricercatori che sta sviluppando la tecnologia e, come riporta nello studio, questa nuova tecnologia è un’evoluzione naturale di alcuni dei sistemi già utilizzati. Infatti alcuni modelli di auto vantano sensori che identificano la presenza di alcol nel’aria in 5 secondi, mentre i sistemi sensibili al tocco, necessitano di 20 o 30 secondi per determinare il consumo e la presenza di alcolici nel sangue. Secondo la ricercatrice, la nuova tecnologia che stanno sviluppando, potrebbe abbattere enormente i tempi di analisi, bloccando il veicolo quasi immediatamente. Il costo dei nuovi device di sicurezza sarà in linea con altri dispositivi che oggi utilizziamo tutti i giorni, come l’abs, l’airbag o l’esp.

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under 16: il 7 per cento usa sostanze illegali

Il Resto del Carlino - Uno su tre ha provato sigarette e alcolici, il 14% si e’ ubriacato almeno una volta, il 7% consuma sostanze illegali, con una netta preferenza per i cannabinoidi. Dati allarmanti rilevati su un campione di 1300 giovanissimi

Bologna, 16 settembre 2010 - Uno su tre ha provato sigarette e alcolici, il 14% si e’ ubriacato almeno una volta, il 7% consuma sostanze illegali, con una netta preferenza per i cannabinoidi. Questi in breve i dati che riepilogano il consumo di sostanze fra i minori di 16 anni di Bologna e provincia, secondo quanto rilevato da un’indagine dell’Osservatorio dipendenze dell’Ausl.  

La ricerca ha coinvolto 1.300 ragazzi fra i 13 e i 16 anni di sette scuole superiori e una media inferiore. “Sappiamo che 16 anni e’ l’eta’ in cui inizia il consumo massiccio di droghe- spiega il direttore dell’Osservatorio Raimondo Maria Pavarin- per fare prevenzione bisogna capire cosa succede prima dei 16 anni, quali percorsi possono portare i ragazzi alla droga”.  

Secondo la ricerca, il 42% dei ragazzi ha usato almeno una volta nel corso dell’ultimo anno una sostanza tra alcol, tabacco e stupefacenti. Dei 1.300 intervistati, 401 hanno provato le sigarette (nonostante il divieto ai minori di 16 anni), 332 hanno bevuto alcolici, 90 hanno usato sostanze illegali. Fra questi, 85 hanno provato cannabinoidi.

Piu’ allarmante il dato sul consumo di alcol: secondo la ricerca il 14% dei ragazzi intervistati (184 persone) si e’ ubriacato almeno una volta nell’ultimo anno. Lo studio rivela anche a che eta’ si inizia ad assumere sostanze: 13 anni per l’alcol, poco dopo per il tabacco, 14 anni per la cannabis. Le motivazioni principali sono la curiosita’ e la ricerca di socialita’, ma emerge anche l’autocura e il contenimento di sensazioni negative (soprattutto per il tabacco e la marijuana). Dove si trovano le sostanze? Nella maggior parte dei casi la droga viene offerta ai ragazzi, ma c’e’ anche chi sa gia’ a chi rivolgersi, nonostante la giovane eta’.

 Il consumo pero’ rappresenta anche una spesa considerevole: in media i ragazzi spendono al mese 44 euro per la cannabis, 42 euro per il tabacco e 39 euro per gli alcolici. Si spiega cosi’ uno dei dati piu’ rilevanti dell’indagine. “Chi ha una paghetta superiore ai 50 euro ha anche piu’ possibilita’ di provare sostanze illegali- spiega Pavarin- un dato coerente con quanto si sostiene a livello generale: se negli ultimi anni il consumo di sostanze e’ calato, un fattore importante potrebbe essere quello economico”.

Oltre alla disponibilita’ di denaro, la caratteristica piu’ importante dei giovani consumatori e’ il poco tempo che a loro viene dedicato dalle famiglie: secondo la ricerca, chi vive con un solo genitore e’ piu’ propenso al consumo. Seguono i ragazzi che hanno entrambi i genitori al lavoro. “Non si tratta di mettere sotto accusa le famiglie- commenta Pavarin- ma di un problema sociale”. L’utilizzo di sostanze sotto i 16 anni sembra avere conseguenze serie. Secondo la ricerca, il 26% degli intervistati (uno su quattro) si e’ recato al Pronto soccorso nell’ultimo anno. Le cause? Incidenti stradali, traumi, svenimenti. Sempre uno su quattro ha denunciato problemi d’ansia o attacchi di panico.

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FIRENZE: COMUNE, IN AUTUNNO CAMPAGNA TRA GIOVANI CONTRO ABUSO DI ALCOL

(ASCA) - Firenze - Una 'campagna d'autunno' per la lotta all'abuso dell'alcol a Firenze, con una serie di iniziative coordinate nelle scuole, nei bar e nei luoghi di ritrovo, che coinvolgeranno soprattutto i giovani.I progetti sono stati illustrati stamani in Palazzo Vecchio dal vicesindaco Dario Nardella e dal Prefetto Andrea De Martino insieme all'assessore Rosa Maria Di Giorgi e al comandante della Polizia Municipale Massimo Ancillotti. ''E' il momento di lavorare sui giovani - ha spiegato De Martino -. Ora dobbiamo provare a incidere sullo stile di vita dei nostri ragazzi, bombardandoli da piu' parti con una serie di messaggi e interventi perche' possano sviluppare un rapporto diverso e positivo con l'alcol. Da questo punto di vista stanno per realizzarsi due momenti importanti: a breve scenderanno in campo i nuovi steward, che hanno da poco ultimato i corsi di formazione e che saranno iscritti in un apposito albo della prefettura per svolgere la loro professione; e inoltre da novembre sara' obbligatorio per i locali che stanno aperti dopo mezzanotte di dotarsi di alcol test per i loro clienti''. Nardella ha sottolineato l'impegno dell'amministrazione comunale con le diverse iniziative dei tre assessorati coinvolti (Sviluppo economico, Istruzione, Politiche giovanili) ed in particolare ha ricordato la recente firma del nuovo codice di autoregolamentazione per i pubblici esercizi e le cosiddette ordinanze ''antialcol'. Con il primo, i locali si impegnano a realizzare almeno due delle cinque misure proposte (dotarsi di alcool test, distribuire acqua gratuitamente dalle 1 in poi, dotare il locale di spazi di relax, stipulare convenzioni per l'accompagnamento a casa, realizzare campagne di sensibilizzazione) e a prevedere misure disciplinare contro i trasgressori; mentre le ordinanze in vigore nel centro storico (che vietano la vendita di alcolici da asporto dopo le 22 e di detenere alcolici in grande quantita') potrebbero essere estese a tutto il territorio comunale.

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Da infestante a farmaco tuttofare una pianta contro alcol e cocaina

 

a pueraria, rampicante originaria del Giappone, è usata da 2500 anni nella medicina popolare. Ora uno studio americano pubblicato su Nature Medicine dimostra che nei topi essa è in grado di eliminare la dipendenza da 'polvere bianca'

di SARA FICOCELLI, repubblica.it

Da infestante a farmaco tuttofare una pianta contro alcol e cocaina La pueraria lobata

ROMA - Gli americani la chiamano kudzu ma per europei e asiatici è la pueraria lobata, una pianta originaria del Giappone che gli orientali utilizzano in medicina alternativa da 2500 anni. Le sue radici rampicanti sono in grado di soffocare un albero nel giro di pochi anni, e questo è uno dei motivi per cui la pueraria non è mai stata amata in occidente.Ora le cose però potrebbero cambiare. Uno studio dimostra infatti che la leguminosa infestante ha dei principi attivi capaci di contrastare la dipendenza da cocaina. L'estratto della pianta, l'inibitore della aldeide-deidrogenasi-2 (ALDH2), è infatti in grado di agire sui meccanismi chimici che regolano il desiderio della sostanza stupefacente, interferendo sul rapporto tra l'ormone dopamina e i centri del piacere del cervello.I ricercatori dell'azienda farmaceutica Gilead Science di Palo Alto, in California, hanno sintetizzato la sostanza anti-cocaina utilizzando lo schema molecolare della pianta. Ma la loro scoperta, pubblicata su Nature Medicine, è stata sperimentata solo sui topi, animali con meccanismi di metabolizzazione diversi dai nostri, soprattutto a livello epatico. L'estratto si è dimostrato in grado di eliminare la dipendenza da "polvere bianca" nei ratti e di prevenire ricadute negli animali in cui quel legame era stato interrotto.Gli studiosi nutrono però buone speranze sulla sua efficacia anche sull'uomo, essendo stato dimostrato, nel 2006, che i principi attivi della pianta vengono ben assorbiti dal nostro organismo. La ricerca allora venne condotta dai ricercatori dell'università del Massachusetts e pubblicata sul Journal of alternative and complimentary medicine, spingendo gli scienziati di tutto il mondo a guardare con nuovo interesse alle proprietà della pueraria. La medicina tradizionale orientale da più di mille anni utilizza radici e fiori di questa rampicante per combattere emicrania e ipertensione e, nell'antichità, l'estratto veniva usato per curare la dipendenza dall'alcol. Nel 2009 i ricercatori dell'Università della California hanno provato a isolarne il principio attivo, sviluppandone una versione sintetica e molto più potente e testandola prima sui topi e poi su persone con problemi di alcolismo non gravi. Dopo aver somministrato loro il kuzdu, gli studiosi hanno notato una diminuzione della voglia di bere e una resistenza maggiore all'astinenza."La pueraria ha proprietà analgesiche che si prestano a contrastare le dipendenze - spiega il ricercatore Arrigo F.G. Cicero, specialista in farmacologia clinica dell'università di Bologna e membro della Società italiana di nutraceutica - , ha un'azione anti-ipertensiva, neuroprotettiva e purificante nei confronti del fegato, diminuisce la sete e ha insomma le caratteristiche adatte a bloccare il bisogno di alcol e cocaina. Le sperimentazioni fatte in questo senso sono molto interessanti, ma bisogna ricordare che il lavoro dell'azienda farmaceutica californiana  non riguarda la pianta in toto, ma solo un singolo principio attivo, come pure lo studio dei ricercatori dell'università americana". Cicero spiega che la sostanza non ha una funzione inibitoria solo dal punto di vista metabolico, ma anche psichico, perché agisce sui meccanismi neuronali. Un elemento importante, considerando che la dipendenza da alcol e cocaina passa prima dal cervello. E' sbagliato però credere che, per liberarsi dal vizio della droga o della bottiglia, basti comprare una piantina, sminuzzarne le foglie e farsi una tisana. Nell'antichità, la pueraria veniva utilizzata in questo modo, ma con risultati molto più blandi rispetto a quelli a cui puntano gli scienziati per curare alcolismo e tossicodipendenze."Un'assunzione diretta della pianta - precisa il ricercatore - può essere utile per ridurre, ad esempio, la sintomatologia legata alla menopausa, perché la pueraria contiene isoflavoni e ha una funzione estrogenizzante. Questa proprietà è nota da tempo in medicina, ma è l'unica cosa che si può ottenere facendosi una tisana con le sue foglie. Per combattere la dipendenza da cocaina, bisognerà aspettare che il processo di sintetizzazione in laboratorio venga sperimentato con successo anche sull'uomo".

 

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Droga e alcol, indagine sui test "Obbligatori per prof e medici"

Guariniello indaga i vertici Meridiana per i mancati controlli sui piloti. Stesso destino spetterà presto a chi lavora negli ospedali. Pronte le ispezioni

di LORENZA PLEUTERI, Repubblica.it

Droga e alcol, indagine sui test  "Obbligatori per prof e medici"

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Piloti di aerei. E non solo. Anche gli operatori ospedalieri e scolastici sono considerati prestatori di «attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro o per la sicurezza, l´incolumità e la salute di terzi». Così, nell´ambito delle visite mediche preventive e della sorveglianza sanitaria, «devono essere sottoposti a test per l´accertamento dell´eventuale assunzione di droghe e di alcol o della dipendenza». Lo ricorda il pm Raffaele Guariniello, che anche su questo fronte sta lavorando da tempo, con l´obbiettivo della piena applicazione del Testo unico per la sicurezza sul lavoro. Ha cominciato dai piloti di Cai, l´ex Alitalia. Sta mettendo sotto pressione Meridiana. Poi passerà alle altre compagnie aeree italiane e a quelle straniere che fanno scalo a Caselle. E ha già dato mandato all´Asl per i comparti scuola e sanità. Gli ispettori dovranno verificare se per le categorie previste si compiono accertamenti mirati sull´abuso di sostanze psicotrope, vino, liquori. L´elenco dei target include praticamente tutti. L´obbligo dei test riguarda chi svolge mansioni sanitarie in strutture pubbliche e private in qualità di medico specialista in anestesia e rianimazione, medico specialista in chirurgia, medico comunque adetto ad attività diagnostiche e terapeutiche, infermiere, operatore socio-sanitario, ostetrica, caposala e ferrista. Sono incluse vigilatrici di infanzia, infermieri pediatrici e puericultrici, addetti ai nidi materni e ai reparti per neonati e immaturi. Per quanto riguarda il settore didattico vanno monitorati i docenti di scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado.Tutto è cominciato dalla segnalazione della passeggera di un aereo, allarmata perché il comandante sembrava brillo, e da un paio di verbali della Polstrada: i poliziotti hanno fermato due piloti Cai in giro in macchina dopo aver alzato il gomito. Guariniello ha voluto andare a fondo. Tra gennaio e febbraio ha scoperto e segnalato che i dipendenti di ex Alitalia facevano sì le visite periodiche, ma preannunciate con ampio anticipo, "solo" per verificare l´idoneità al pilotaggio e agli istituti di medicina legale dell´aeronautica militare di Milano o di Roma, a suo parere non le sedi idonee. La compagnia di bandiera, secondo il pm, sondava l´eventuale assunzione di droga. Non quella di alcol. O, perlomeno, non per tutti i 1.600 interessati. Risultato? L´amministratore delegato Rocco Sabelli e il dirigente medico Cai sono stati indagati. Il risultato cercato da Guariniello, a distanza di mesi, è arrivato: quasi tutti i 1.600 comandanti hanno fatto le analisi, gli accertamenti stanno diventando prassi. E i due denunciati hanno chiesto di essere ammessi all´oblazione, il pagamento di una multa, cosa che farebbe estinguere l´azione penale. Nel mirino è finita intanto Meridiana. Due indagati anche in questo caso, l´ad Gianni Rossi e il dirigente medico, e la nomina di un consulente tecnico ad hoc. Poi, passate al setaccio le altre compagnie che volano su Torino, toccherà a medici, infermieri, maestre, professori.

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