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L’alcool etilico o etanolo è il risultato della fermentazione di zuccheri semplici, o di altri procedimenti chimici (distillazione). Ogni bevanda alcolica ha una sua gradazione (cioè percentuale d’alcool) diversa che per legge deve essere indicata sul contenitore.

Alcolici e superalcolici sono consumati frequentemente da giovani e adulti; sono legali e per questo nell’immaginario collettivo non vengono considerati come “droghe”. In realtà, l’alcool è una sostanza che agisce sul Sistema Nervoso Centrale.

Le bevande alcoliche sono usate per disinibirsi, superare gli imbarazzi, sentirsi più carichi, avere più coraggio con l’altro sesso, divertirsi con gli amici.

L’effetto dipende dalla quantità di alcolici assunti, dalla loro gradazione e dalla capacità di...

La viticoltura appare nelle montagne tra il mar Nero e il mar Caspio (attuale Armenia) intorno al 6000 avanti Cristo. La produzione di birra emerge invece tra i sumeri intorno al 3000 avanti Cristo. Il primo report scritto sugli alcolici è una tavoletta cuneiforme risalente al 2200 avanti cristo. Intorno al 1500 avanti Cristo si hanno le prime produzioni di vino nella zona dell'Egeo. Seicento anni più tardi, intorno al 900 avanti Cristo, gli assiri producono già vino su larga scala. Il vino si diffonde in mesopotamia ed Europa mediterranea.

Dioniso di...

L’alcol è la sostanza psicotropa maggiormente diffusa nel nostro paese. In particolare l’uso di vino durante i pasti è retaggio di una antica tradizione culturale, legata anche alla cultura cattolica nella quale il vino assume un’importanza evidente.

Ad utilizzare l’alcol almeno una volta l’anno è oltre il 70%* della popolazione, ovvero oltre 36 milioni di persone. La differenza di genere è particolarmente forte, poiché a consumare alcol sono l’82% dei maschi e il 59% delle donne. Ad essere correlato con l...

I più votati, alcol

Alcol gratis alle ragazzine VIDEO Allarme rosso: "Bevono già a 12 anni"

I carabinieri denunciano il locale Albikokka di Genova Quarto perché offriva un superalcolico ad una 15enne. In Liguria ogni centomila abitanti, dieci ricoveri sotto i 14 anni per motivi legati al consumo di alcolicidi Bruno Persano. repubblica.it

Il volantino l'hanno distribuito davanti alle scuole. Avvisava il giovanissimo popolo della notte che all'Albikokka, locale trendy di Genova Quarto, sarebbe stato in programma un "leggings party". E soprattutto che alle ragazze che si presentavano indossando gli aderentissimi pantacollant avrebbero offerto in omaggio una bomba per sballare, il "chupito", superalcolico a base di rum e pera da bere one-shot, tutto d'un colpo. Il tam tam, rimbalzato sugli sms e su Facebook, ha allarmato una mamma di una liceale, che ha chiesto ai carabinieri di dare un'occhiata alla festa. VIDEO Albikokka, alcol alla minorenne Una irriconoscibile carabiniera in leggings ed un collega che si è finto suo fidanzato, dopo aver vinto la diffidenza di un buttafuori ("Siete un po' vecchi", l'ha avvisati aprendogli la porta. "Ma andiamo a prendere mia sorellina". "Allora passate"), sono riusciti ad entrare nel locale affollato di teen-ager. Fermi tutti. Il barista, un brasiliano, è stato pizzicato mentre metteva in mano un chupito ad uno studente di 14 anni. Insieme al barista, è stato denunciato anche il legale rappresentante del locale per violazione all'articolo 689 del codice penale che punisce chi somministra alcolici ai minorenni. E' tutto registrato dalle telecamere di videosorveglianza installate dal proprietario del locale per scoraggiare i ladri. E' allarme alcol in Liguria. Il baby sballo porta in ospedale ogni mese dieci ragazzi. Un ricovero ogni 10.000 riguarda un under 14enne ubriaco. Il primo bicchiere spesso arriva a 12 anni e le ragazzine stanno ampiamente recuperando terreno nei confronti dei loro coetanei maschi. Il 35 per cento degli under 14 ha dichiarato di ubriacarsi abitualmente almeno due volte l'anno. Dai dati del ministero della Salute, risulta che la Liguria è la terza regione in Italia nella classifica del consumo pro-capite di bevande alcoliche. Ogni centomila abitanti ci sono 270 ricoveri ospedalieri dovuti alle conseguenze dell'alcol, sia tra malattie direttamente collegate che per incidenti stradali causati dall'abuso di alcol.

"A diminuire è solo il consumo di vino", lamenta Gianni Testino, presidente della società ligure di Alcologia e direttore dell´unità operativa di Alcologia dell'ospedale San Martino. "Continua invece a crescere il consumo di birre e di superalcolici, che hanno effetti potenzialmente ancora più dannosi". È un quadro desolante quello che emerge dai dati del ministero della Salute e delle ricerche effettuate dalla società di Alcologia nella nostra regione. In cinque anni, dal 2001 al 2006, è cresciuto del 110% il consumo di alcolici fuori dai pasti tra i giovani dai 12 e i 17 anni e negli ultimi anni la situazione non è cambiata. Ad ammalarsi è soprattutto il fegato ma anche il cervello. Secondo gli esperti i giovani che eccedono nel consumo di alcol rischiano una riduzione di circa il 2% della massa cerebrale. «Al di sotto dei 16 anni - spiega ancora Testino - il cervello è ancora in quella fase che si chiama di plasticità neuronale, in sostanza si stanno sviluppando le sinapsi, in questa fase il consumo di bevande dolci con bassissime gradazioni alcoliche, che vengono propagandate proprio per questa fascia di età, produce a livello neurologico una gratificazione immensa e determina molto rapidamente uno stato di dipendenza».

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Alcolismo fra i giovani: sotto la lente l'esempio familiare

              Parte in Gran Bretagna una campagna contro l'allarmante fenomeno

A seguito di uno studio del Dipartimento per l'infanzia, la scuola e la famiglia, il governo britannico ha lanciato una campagna, chiamata "Perché lasci che l'alcol decida per te?", che affronta sotto differenti aspetti la diffusione dell'alcolismo giovanile. Al cuore del problema c'è una duplice emergenza: quella legata alle conseguenze per la salute e quella relativa alla criminalità giovanile.

Lo studio, che ha coinvolto circa 4.000 fra genitori, ragazzi e bambini, ha evidenziato una stretta correlazione fra alcolismo giovanile ed abitudini familiari, a cominciare dalla alta probabilità dei ragazzi figli di forti bevitori di diventarlo a propria volta.

Appare significativo come molte fra le famiglie intervistate sottostimino l'esempio dato ai figli i quali, per loro parte, dichiarano nella metà dei casi di essere stati introdotti al bere proprio in famiglia. Otto genitori su dieci non hanno strategie preventive per contrastare il bere nei figli; un ragazzo su quattro ha dichiarato che i suoi genitori non gli hanno mai parlato dei rischi dell'alcol. Mentre la maggioranza dei genitori ha dichiarato di essere pienamente al corrente delle abitudini dei propri figli, uno su dieci ha detto di non sapere se i figli bevano o meno alcol.

I vertici del dipartimento per la salute avvertono che in ogni caso non si dovrebbe cominciare a bere alcol prima dei 15 anni e mai senza il controllo di un genitore o un adulto responsabile. Il ministero provvederà a fornire nuovi finanziamenti per aiutare la polizia nell'assunzione di nuovi poteri per contrastare il fenomeno e per pubblicare una guida delle migliori pratiche per le autorità locali.

Fa parte integrante della campagna il torneo di football "Kickz football tournament" (dagli un calcio), come incoraggiamento ad incrementare le pratiche sportive nei giovani, quale sana alternativa allo sballo legato all'alcol.

Nel sito del dipartimento (www.dcsf.gov.uk) è possibile accedere allo spazio dedicato al progetto dove reperire una ampia serie di consigli ed informazioni per genitori e ragazzi.

 

Tuttoscuola.com

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ritiro pat violaz art 186 lettera b

qualcuno sa dirmi quanto costa dopo l'inasprimento del 2008 tramutare in oblazione i gg carcere??
grazie. ritiro patente a seguito violaz art 186 lettera b. etilometro 1.4. mai avuto precedenti di nessun genere mai compilato un cid in 22 anni di patente

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Veneto, oltre 8 mila in trattamento per dipendenza da alcol

Presentata la nuova banca dati del Club degli alcolisti in trattamento, realizzata dall'Arcat veneto grazie a un contributo dell'amministrazione regionale di 38 mila euro. Valdegamberi: "Bisogna educare giovani e adulti a corretti stili di vita"

alcolista

VERONA - Sono oltre ottomila le persone in Veneto in trattamento per dipendenza da alcol. Nel solo biennio 2007-2008 ne sono state ricoverate settemila, di cui una larga parte (73,7%) uomini. Queste sono solo alcune delle informazioni diffuse durante la presentazione della nuova banca dati del Club degli alcolisti in trattamento, realizzata dall'Arcat veneto grazie a un contributo dell'amministrazione regionale di 38mila euro. "La banca dati - spiegano i referenti dell'Arcat - nasce con l'idea di ‘censire' questo sistema, ma anche con l'obiettivo di conoscerlo meglio per arrivare a una crescita qualitativa. Rimane tuttavia assodato che l'assunzione di bevande alcoliche nel Veneto rimanda a un'area comportamentale di confine tra un uso promosso dalla cultura enogastronomica e un uso che provoca gravi problemi di salute".

La tendenza all'abuso di alcol non solo tra la popolazione adulta ma anche tra i giovani è infatti un dato di fatto, soprattutto a causa del culto del buon vino da un lato e della moda dilagante degli spritz tra i giovanissimi dall'altro. E contro le azioni di prevenzione inadeguate e le iniziative che indirettamente promuovono l'alcol tuona l'assessore veneto alle Politiche sociali, Stefano Valdegamberi, che sottolinea: "Nelle compagne di comunicazione e anche negli interventi proposti da qualche amministrazione pubblica si punta di più il dito sulla questione della sicurezza piuttosto che su quella della salute - riflette -. Si tratta di atteggiamenti contraddittori soprattutto quando si assiste a enti pubblici che organizzano il giro delle osterie o il tour delle discoteche. Non mi stanco di ripetere che l'abuso di alcol è una questione che riguarda innanzitutto la cura della propria salute e per questo bisogna educare giovani e adulti a corretti stili di vita".

Guardando altri dati, si scopre che in Veneto nel 2008 risultavano attivi 534 club per il trattamento, con una diffusione media di un club ogni 9.149 abitanti. Ogni anno varcano le porte dell'associazione tra le 4.700 e 4.800 famiglie. I nuovi  ingressi totali sono circa 1.100 l'anno. Numeri preoccupante che però, secondo Valdegamberi, passano "in secondo ordine rispetto ad altre forme di dipendenza. C'è più tolleranza, secondo me malintesa, verso questo tipo di consumo magari per interessi di tipo economico o culturale". Per informazioni: www.arcatveneto.it. (gig)

(16 febbraio 2010)

fonte: superabile.it

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Dolci e bibite potrebbero portare i ragazzi all'alcolismo

(Lastampa.it) Dopo il dolce, il sapore amaro dell'alcol nel futuro dei bambini?

http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/admin/immagine.asp?ID_blog=26&ID_file=1759“Una caramella addolcisce la vita” e “una bibita fa festa”… in molti casi può essere vero, ma a volte il consumo di alimenti dolci può nascondere una depressione e potenzialmente indirizzare un giovane verso l’alcolismo. È quanto sostiene un nuovo studio del Monell Chemical Senses Center di Philadelphia (Usa) secondo cui i ragazzi attratti dagli alimenti particolarmente dolci potrebbero avere maggiori probabilità di essere vittime dell’alcolismo e della depressione in quanto hanno già una storia famigliare di questo genere. Lo zucchero, secondo i ricercatori, offre le stesse gratificazioni a livello cerebrale dell’alcol. E poiché lo zucchero può essere un richiamo d'animo, i bambini depressi possono essere attirati da questo per cercare di sentirsi meglio. «Sappiamo che il sapore dolce è gratificante per tutti i bambini e li fa sentire bene. Inoltre, alcuni gruppi di bambini possono essere particolarmente attratti da una intensa dolcezza a causa della loro biologia di base», ha dichiarato la dr.ssa Julie Mennella, psicobiologa. Tuttavia, avvertono i ricercatori, questo non significa che un bambino che ama gli alimenti molto zuccherati diventerà per forza un alcolizzato. Ma, i risultati dello studio mostrano che c’è un legame tra la preferenza di alimenti molto dolci e casi di alcolismo in famiglia. «A questo punto, non sappiamo se questo maggior 'punto di beatitudine' per i dolci sia un marker per l'uso di alcol in futuro», ha aggiunto la dr.ssa Mennella. Durante lo studio che ha coinvolto 300 bambini di età compresa tra i 5 e i 12 anni, è emerso chiaramente che i bambini che avevano una storia di alcolismo in famiglia prediligevano gli alimenti molto zuccherati. E circa il 25% di questi ha mostrato sintomi depressivi. «Può essere che i livelli ancora più elevati di dolcezza siano necessari per far sentire meglio i bambini depressi», ha concluso Mennella.Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Addiction”.

 

 

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Alcol: la donna in carriera beve di più!

(tantasalute.it)

 

La notizia è in qualche modo sconcertante, noi, abituati a associare l’abuso dell’alcol, fino, a quell’immagine di una donna reietta che vive di stenti, affogata dal fumo di innumerevoli sigarette nel chiuso di una stanza disadorna e maleodorante, disordinata e cadente, dovremo rimetterci presto in discussione; ad abusare di alcol, magari con un’atmosfera di contorno meno inquietante di quella appena vista, sono soprattutto le donne in carriera.

 

Lo avrebbe rivelato un sondaggio svolto in Inghilterra dall’Office for National Statistics e pubblicato sul sito dell’istituto governativo che avrebbe palesemente dimostrato che tali donne rampanti bevono più di quelle donne che svolgono attività ordinarie.

Si sarebbe visto infatti che su 14 mila donne intervistate che le donne in carriera consumano un litro e mezzo di vino a settimana, ovvero, 12 drink da 125 ml contro i 6,5 consumati dalle donne con impieghi non manageriali. Inoltre, il sondaggio rivela come una signora su 5 superi la soglia-limite assumendo più di 15 drink a settimana.

Ma c’è una cosa inquietante che si rileva non solo da questo sondaggio, ma dalle conoscenze che fino adesso abbiamo sul significato che l’alcol assume nelle donne; ovvero, che le donne bevono più degli uomini che, oltretutto, ultimamente stanno anche diminuendo l’utilizzo di sostanze alcoliche, mentre le donne lo stanno addirittura aumentando passando da 7,7 drink alcolici a settimana a 9,5 . E tale consapevolezza proviene anche da un una nuova strategia più ” furba ” utilizzata da certi bar, ristoranti etc. che, facendo leva anche sulla psicologia del gentil sesso, cercano di invogliarle a bere abbellendo i locali di somministrazione di alcolici e utilizzando stoviglie più eleganti e raffinate, nonché regalie varie a chi consuma più alcol nei loro locali.Fonte: Office for National Statistics

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«Biodrink» in discoteca

Spiegare a un giovane i rischi dell'alcolismo e delle problematiche alcol-correlate è una sfida contro luoghi comuni e stereotipi che richiede idee alternative e prevenzione. Per questo motivo, i ragazzi dell'associazione Leo Club, grazie all'organizzazione di Luca Marchesi, hanno deciso, nell'ambito dell'iniziativa «Secure on the Road» di portare l'argomento in uno dei locali simbolo della movida genovese, la discoteca Makò di corso Italia al sabato sera. «Negli ultimi 5 anni abbiamo visto un aumento nell'uso di alcolici del 110 per cento, l'alcol è la prima causa di morte nella fascia di età 17-24 anni e uccide più di 1500 persone ogni anno in Liguria» spiega Gianni Testino, direttore del centro di alcologia del San Martino e presidente ligure dell'associazione italiana alcologia. Un ragazzo su dieci inizia a bere già tra gli 11 e i 13 anni, attirato dall'emulazione e da bevande colorate a bassa gradazione, con conseguenze devastanti: sino ai 16 anni infatti il fegato non è infatti in grado di metabolizzare l'alcol e questo causa danni al sistema nervoso centrale e fisici, oltre ad una propensione fisiologica all'alcolismo. E c’è un boom di abuso anche fra le ragazze. «Si sta diffondendo anche da noi la pericolosissima moda anglosassone del Binge drinking - continua Testino - si tratta di assumere grandi quantità di bevande alcoliche in poco tempo, 5 o più in meno di 2 ore, fino a crollare». Necessario quindi un modello più responsabile per spezzare il binomio errato alcol-divertimento: anche per questo il Makò, primo in Liguria e tra i promotori italiani, si è dotato di una postazione «Bio Drink» con cocktail esclusivamente analcolici e a base di frutta. «La nostra è una provocazione, bisogna cambiare l'idea secondo la quale chi non beve è uno sfigato e fornire un'alternativa - dice Tonino Rocca, il proprietario del locale -. Funziona bene, le famiglie sono più tranquille ma soprattutto i ragazzi iniziano a capire. Ed è anche un modo per prevenire gli incidenti al volante».

il Giornale

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Veneto. Sbarca a Padova Marj-Jo, la birra alla cannabis

 

Veneto. Sbarca a Padova Marj-Jo, la birra alla cannabis

Da oggi Padova conta una bevanda in più. Sbarca nella città veneta Marj-Jo, la birra alla cannabis prodotta in un birrificio della Boemia.

Tale bibita è stata presentata alla Tecnobar-Tecnobar&Food da Michele D'Andrea, titolare di Hemporio, azienda di Montebelluna (provincia di Treviso).

Così D'Andrea spiega: "E' una birramolto buona. Una bevanda di 4 gradi molto saporita che mette allegria. Siamo in piena regola con le normative vigenti dopo che il maresciallo Quadrelle, tempo fa, ce la sequestrò, ma poi la fece subito dissequestrare perché non fa danni alla salute".

http://newsfood.com

 

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Scovato con grappa alla cannabis, arrestato imprenditore

   Bottiglie di grappa alla marijuana: e' quanto hanno trovato i carabinieri in casa di un imprenditore edile trentino che e' stato arrestato. Nell'abitazione dell'uomo, M.Z., 35 anni residente a Ciago di Vezzano, un piccolo paese della Valle dei Laghi, i militari hanno trovato una piccola serra dove venivano coltivate le piantine di cannabis indicus, mentre foglie e fiori venivano tenute in soffitta in un essiccatoio e nel congelatore della cucina. E proprio in cucina i carabinieri hanno trovato tre bottiglie di grappa con all'interno i fiori essiccati di marijuana. Non e' chiaro ancora se questo particolare superalcolico fosse oggetto di vendita o di uso personale. I carabinieri, che hanno arrestato l'uomo per produzione e detenzione di sostanze stupefacenti, hanno elementi per ritenere che l'imprenditore avesse avviato uno spaccio casalingo di semi di marijuana e di hashish. In casa, pervasa da un intenso aroma, sono stati trovati circa 2 kg di materiale vegetale, oltre a 50 grammi di hashish, semi e un bilancino di precisione, e 500 euro ritenuti provento della vendita. Nella perquisizione inoltre hanno sorpreso un giovane che stava rollando uno spinello, mentre in precedenza avevano fermato a bordo di un'auto due agricoltori quarantenni in possesso di un piccolo quantitativo di hashish. Dall'indicazione dei due clienti, i carabinieri sono arrivati all'abitazione dell'imprenditore dove i due avevano detto di aver acquistato la droga. Peraltro gia' nell'ultimo mese i carabinieri erano in allerta perche' gli abitanti di Ciago avevano segnalato uno strano via vai in paese.

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ALCOOL E MINORI: COMUNE FIRENZE, RIVEDERE ORARI LOCALI

(AGI) - Firenze, 2 feb. - Aggiornare il codice di autoregolamentazione dei pubblici esercizi e rivedere gli orari notturni dei negozi per la vendita di alcolici: sono queste le due iniziative su cui sta lavorando l'amministrazione comunale di Firenze, dopo i tre casi di minorenni ricoverate per coma etilico nelle ultime notti. "Bene fa il questore Tagliente a intervenire sull'emergenza e a prendere provvedimenti" afferma il vicesindaco Dario Nardella, commentando la decisione di sospendere la licenza ai locali che hanno somministrato alcolici alle ragazze che poi si sono sentite male. "Ma la situazione e' grave e richiede una gestione anche nel lungo periodo, ed e' proprio in quest'ottica che ci stiamo muovendo - spiega Nardella - Per prima cosa, abbiamo ripreso in mano il codice di autoregolamentazione di discoteche, locali da ballo e pubblici esercizi: l'idea e' quella di integrarli con l'impegno a promuovere nei locali iniziative di sensibilizzazione contro l'abuso di alcol e sul divieto di consumo per gli under 16. Su questa base abbiamo gia' fatto una riunione con le categorie a continueremo il lavoro. Inoltre, vogliamo verificare gli orari di quegli esercizi che vendono alcolici, per regolamentarne la chiusura ed evitare che da questo tipo di vendita si possa attingere all'alcol troppo facilmente anche durante le ore notturne".

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Minorenni e alcol, dopo tre coma etilici: "rivedere gli orari notturni dei negozi"

  il reporter, firenze

Aggiornare il codice di autoregolamentazione dei pubblici esercizi e rivedere gli orari notturni dei negozi per la vendita di alcolici: sono queste le due iniziative su cui sta lavorando l’amministrazione comunal, dopo i tre casi di minorenni ricoverate per coma etilico nelle ultime notti.

Bene fa il questore Tagliente a intervenire sull’emergenza e a prendere provvedimenti”, afferma il vicesindaco Dario Nardella, commentando la decisione di sospendere la licenza ai locali che hanno somministrato alcolici alle ragazze che poi si sono sentite male.

“Ma la situazione è grave e richiede una gestione anche nel lungo periodo, ed è proprio in quest’ottica che ci stiamo muovendo – spiega Nardella – Per prima cosa, abbiamo ripreso in mano il codice di autoregolamentazione di discoteche, locali da ballo e pubblici esercizi: l’idea è quella di integrarli con l’impegno a promuovere nei locali iniziative di sensibilizzazione contro l’abuso di alcol e sul divieto di consumo per gli under 16. Su questa base abbiamo già fatto una riunione con le categorie a continueremo il lavoro. Inoltre, vogliamo verificare gli orari di quegli esercizi che vendono alcolici, per regolamentarne la chiusura ed evitare che da questo tipo di vendita si possa attingere all'alcol troppo facilmente anche durante le ore notturne”.

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alcol vs cannabis

fuoriluogo.it, di Giorgio BignamiLe pagine romane dei quotidiani hanno fatto scialo di titoli e foto intorno a una carambola del 24 gennaio in via Ostiense, tra un'auto con guidatore alticcio (0,8 all'etilometro) e un autobus con conducente poi risultato positivo alla cannabis. Quest'utimo stava tornando al deposito; e dopo aver speronato in frenata il seguace di Bacco, il quale aveva improvvisato un'inversione illecita, e anche un'altra vettura innocente, roteando si era fracassato contro un palo rimbalzando poi contro un platano. In tanto sfracello, Deo gratias, danni solo lievi alle persone, ma ingentissimi alle cose pubbliche e private.Ovviamente non tenteremo di sentenziare sulle rispettive responsabilità; ma ci sembra opportuno seguire il caso ed eventualmente farci sentire quando verrà giudicato. Infatti è più che certa la pericolosità della guida con un'alcolemia di 0,8, a fronte del limite legale di 0,5 che peraltro è già sul filo del rasoio (in Svezia, per esempio, è stato abbassato a 0,2, un quarto del livello nel nostro allegro pilota).Per contro resta a carico dell'accusa la prova che l'autista del bus (già sospeso) avesse assunto una quantità consistente di cannabis non molto tempo prima dell'incidente: altrimenti siamo alle solite - la canna che lascia tracce anche per più giorni dall'ultima assunzione, ecc. ; e comunque dubius pro reo - il che non sottrae il soggetto alle grinfie della Fini-Giovanardi, né lo esonera dal concorso di colpa se correva oltre i 50 alla fine del turno. O meglio: se correva verso la scuderia dopo varie ore di snervanti acrobazie nel traffico caotico di Roma, con dovizia di vetture parcheggiate impunemente in doppia e tripla fila; e qualora in movimento, pilotate col cellulare in mano incollato all'orecchio. (Per incidens, l'aumento del rischio di incidenti è lo stesso – circa 4 volte – sia con l'uso manuale del cellulare, illecito, che con il viva voce, perfettamente lecito: insomma il disprezzo per le evidenze scientifiche nelle nostre normative non si limita allo stravolgimento delle gerarchie di rischio tra le varie sostanze lecite e illecite).

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