Informazioni, esperienze e notizie sulle sostanze psicoattive. Pubblica anche tu.

Domande agli Operatori

Cerca nell'archivio di 27934 risposte, o fai una nuova domanda, anche in forma anonima.

Scrivi una domanda e clicca su Invia (max. 250 caratteri).
  • Un nostro Operatore autorizzato (vedi chi siamo) risponderà presto alla tua domanda.
  • Il tempo di risposta potrebbe variare a seconda della difficoltà del quesito.
  • La domanda sarà nascosta a tutti finché non verrà pubblicata assieme alla risposta.
  • Una volta pubblicata, la risposta sarà leggibile a tutti nell'archivio. Se preferisci una risposta privata, usa il modulo di contatto.
Facoltativo: inserisci il tuo indirizzo email se vuoi ricevere un avviso quando verrà pubblicata la risposta.
Type the characters you see in this picture. (verifica con audio)
Inserisci il testo che vedi nell'immagine qui sopra. Se non riesci a leggerli, invia il modulo e una nuova immagine sarà generata. È indifferente a maiuscole e minuscole.
Annulla
Cliccando su Invia autorizzi il trattamento dei tuoi dati personali solo ed esclusivamente per rendere possibile questo servizio, secondo la policy del sito. Tali dati sono strettamente confidenziali e non saranno divulgati in alcun modo.
Mostra: tutti i tipi | articoli | esperienze | siti segnalati | immagini | videoOrdina per: data | punteggio

L’alcool etilico o etanolo è il risultato della fermentazione di zuccheri semplici, o di altri procedimenti chimici (distillazione). Ogni bevanda alcolica ha una sua gradazione (cioè percentuale d’alcool) diversa che per legge deve essere indicata sul contenitore.

Alcolici e superalcolici sono consumati frequentemente da giovani e adulti; sono legali e per questo nell’immaginario collettivo non vengono considerati come “droghe”. In realtà, l’alcool è una sostanza che agisce sul Sistema Nervoso Centrale.

Le bevande alcoliche sono usate per disinibirsi, superare gli imbarazzi, sentirsi più carichi, avere più coraggio con l’altro sesso, divertirsi con gli amici.

L’effetto dipende dalla quantità di alcolici assunti, dalla loro gradazione e dalla capacità di...

La viticoltura appare nelle montagne tra il mar Nero e il mar Caspio (attuale Armenia) intorno al 6000 avanti Cristo. La produzione di birra emerge invece tra i sumeri intorno al 3000 avanti Cristo. Il primo report scritto sugli alcolici è una tavoletta cuneiforme risalente al 2200 avanti cristo. Intorno al 1500 avanti Cristo si hanno le prime produzioni di vino nella zona dell'Egeo. Seicento anni più tardi, intorno al 900 avanti Cristo, gli assiri producono già vino su larga scala. Il vino si diffonde in mesopotamia ed Europa mediterranea.

Dioniso di...

L’alcol è la sostanza psicotropa maggiormente diffusa nel nostro paese. In particolare l’uso di vino durante i pasti è retaggio di una antica tradizione culturale, legata anche alla cultura cattolica nella quale il vino assume un’importanza evidente.

Ad utilizzare l’alcol almeno una volta l’anno è oltre il 70%* della popolazione, ovvero oltre 36 milioni di persone. La differenza di genere è particolarmente forte, poiché a consumare alcol sono l’82% dei maschi e il 59% delle donne. Ad essere correlato con l...

I più votati, alcol

Binge-drinking è "bersi" il cervello. Assottiglia anche la corteccia


Un nuovo studio sul "binge-drinking", il bere alcolici fino a che non se ne può più, sottolinea ancora una volta la pericolosità di questa moda che si sta imponendo anche in Italia dopo essere stata "importata" dal nord Europa. Il cervello di chi si sbronza tenderebbe ad "assottigliarsi".

Mainfatti.it - Bere sino a "non poterne più" per arrivare a perdere conoscenza (o quasi), è una moda assurda che si sta imponendo anche in Italia dopo essere stata "inventata" nel nord Europa. Si chiama "binge-drinking" e ve ne abbiamo già parlato in diversi articoli (ad esempio: "Binge drinking, bere fino a perdersi. A 11 anni si comincia con alcol" http://is.gd/69IuWQ). Con il passare del tempo si accumulano gli studi che dovrebbero far "ripensare" a questo "modo di bere" soprattutto ai più giovani, prima che sia troppo tardi. Difatti il solo "pensare", per chi è un habitué della "sbronza" del sabato sera, potrebbe essere un problema non da poco visto che, oltre a provocare degli effetti devastanti sul cervello e sul fegato (http://is.gd/XVQpOb), sembra anche che il binge drinking abbia l'"effetto collaterale" di "assottigliare il cervello". In uno studio presentato al convegno della 34esima edizione dell'annuale Research Society on Alcoholism ad Atlanta, Tim McQueeny, ricercatore del dipartimenti di Psicologia dell'Università di Cincinnati, ha scoperto che alcune parti del cervello si modificano in rapporto a questo smodato uso di alcol. Grazie ad una tecnica che ora va molto di moda, quella cioè di "scansioni" ad alta risoluzione del cervello, il ricercatore avrebbe dimostrato come in un campione di bevitori tra i 18 e i 25 anni, frequentatori incalliti di weekend a base di binge drinking, con un consumo di almeno quattro "drinks" per le femmine, e almeno cinque per i maschi, si sarebbe osservato nei loro cervelli un assottigliamento della corteccia prefrontale. L'assotigliamento corticale a livello della corteccia prefrontale avrebbe delle serie ripercussioni sulle "funzioni esecutive" del cervello, come ad esempio l'attenzione stessa, il prendere delle decisioni, l'elaborazione delle emozioni e il controllo delle pulsioni che potrebbero portare a comportamenti irrazionali. Insomma il binge drinking, ancora di più, è un "divertimento" assurdo e da evitare, come il consumo smodato di alcol, soprattutto nei giovani in cui l'organismo (e il cervello) è ancora in crescita. Il ricercatore dell'Università di Cincinnati rivela anche che, con la prosecuzione degli studi, sarà interessante capire se il binge drinking avrà le stesse ripercussioni sulla "materia grigia" e sulla "materia bianca" del cervello.

Filomena Darelli

Nessun voto ancora

Alcol e cervello, capire i meccanismi d’azione


 Dronet - L’alcol è una delle droghe più ampiamente utilizzata a livello mondiale, tuttavia la comprensione degli effetti farmacologici sul cervello è ancora piuttosto limitata se comparata ad altre sostanze stupefacenti.
I neuroscienziati hanno scoperto come cannabis, cocaina, ed eroina si legano ciascuna ad un particolare tipo di proteina a livello cerebrale, modificandone il normale funzionamento. L’alcol invece ha proprietà particolari che rendono difficile la caratterizzazione di tale legame, poiché sembra interagisca con diversi tipi di proteine.
Un recente studio realizzato da un team di ricercatori americani ha presentato, in occasione del congresso annuale della Società di Ricerca sull’Alcolismo in Texas, nuove scoperte sui meccanismi di interazione dell’alcol con prototipi di proteine cerebrali umane. I ricercatori hanno individuato nuove tecniche di analisi (cristallografia a raggi x, modellazione strutturale e mutagenesi sito-diretta) più adeguate a definire i meccanismi d’azione dell’etanolo sulle proteine chiave a livello cerebrale. Ciò ha permesso di raccogliere prove schiaccianti dell’esistenza di diversi siti di legame dell’alcol a livello cerebrale. Il prossimo passo riguarderà la definizione dettagliata di questi siti al fine di raggiungere una comprensione più completa degli effetti farmacologi dell’alcol sul cervello e di creare terapie farmacologiche più efficaci nella cura dell’alcolismo.

Nessun voto ancora

Brasile, Leonardo non cede all'alcol test: ecco perché ha fatto bene

www.tempi.it/

Solidarietà piena a Leonardo, ex allenatore dell'Inter, ingiustamente presentato dai media come automobilista dedito alla guida in stato di ebbrezza per essere stato multato e privato della patente dalla polizia brasiliana a motivo del suo rifiuto di sottomettersi al test alcolemico. E se a dichiararla è un milanista di provata fede come me, potete stare certi che le ragioni ci sono tutte. Bisogna dunque sapere che in Brasile, con il presidente Lula regnante, è stata approvata qualche anno fa la Lei seca, un iniquo provvedimento di legge che stabilisce che nessuna percentuale di alcol superiore allo 0,1% è tollerabile nel sangue di chi si mette alla guida di un autoveicolo. Altro che “brindisi di troppo”, come ha titolato qualche giornale italiano: il povero Leonardo poteva essere qualificato come ubriaco alla guida anche avendo sorbito due gocce di Campari o un dito di birra.

Il Brasile è quel paese dove l'automobilista si vede multare e ritirare la patente per una quantità trascurabile di alcol nel sangue, mentre i terroristi pluriomicidi come Cesare Battisti si meritano il permesso di residenza permanente e se ne vanno in giro liberi. Un paradosso che si spiega con le altissime percentuali di ipocrisia e omertà, queste sì illimitate, che la classe politica dell'era Lula ha iniettato nel sangue del sistema brasiliano nell'ultimo decennio. La Lei seca permette a svariati elementi della polizia brasiliana, non tutti di specchiata probità, di taglieggiare praticamente qualunque conducente di veicoli. Come nella maggior parte dei paesi latinoamericani, i controlli della polizia stradale e le potenziali contravvenzioni che questa si mette in condizione di elevare sono solo pretesti per scroccare denaro agli automobilisti, che allungheranno agli agenti qualche bigliettone di sfroso per farsi lasciare andare in pace.

E cosa c'è di più promettente per la rapacità di certi poliziotti che fermare personaggi ricchi e famosi come calciatori ed ex calciatori? Per non finire sui giornali sotto titoli scandalistici accetteranno sicuramente di pagare la mazzetta. C'è però anche qualcuno che reagisce in maniera imprevista, dimostrando una buona dose di attributi. È il caso di Leonardo: pur di non dare soddisfazione ai suoi persecutori, si nega al test, accetta di finire sui giornali in una modalità poco edificante e di restare per un po' senza patente (tanto fra poco tornerà in Europa per motivi di lavoro); però così evita di sganciare soldi sotto banco: la multa elevatagli in dovuta forma non andrà nelle tasche degli agenti.

Il Brasile è il paese dove le rivolte carcerarie sono sedate nel sangue, ma il cui governo eccepisce che i diritti umani del terrorista rosso Battisti non sarebbero rispettati nelle prigioni italiane. Il Brasile è il paese dei 25 omicidi ogni 100 mila abitanti (contro i 5,5 degli Stati Uniti e gli 1 dell'Italia) dove i politici non parlano mai di criminalità durante le campagne elettorali. Tre anni fa mi trovavo a San Paolo durante la campagna per le elezioni amministrative che dovevano rinnovare sindaco e Consiglio comunale della megalopoli brasiliana. In tivù sfilavano decine di candidati di tutti i partiti, annunciando i loro progetti per fognature, viabilità e scuole materne, attaccando quanto fatto dai loro predecessori. Qualcuno dirottava l'attenzione sui massimi sistemi, mettendo gli elettori di fronte ad alternative secche come “il socialismo, oppure la barbarie”.

Per le strade, non passava giorno senza che qualche cittadino venisse assassinato nel corso di rapine che avvenivano soprattutto ai danni di quanti si recavano a prelevare contanti dai bancomat. Ma i politici, di tutti i partiti, non avevano nemmeno una parola da spendere su queste cose, nessuna proposta di politica amministrativa che potesse incidere sul fenomeno, che riempiva le pagine di cronaca nera della stampa locale. La ragione? Probabilmente la paura di mettersi contro i cartelli della criminalità o di irritare la polizia, incline a reazioni poco piacevoli e per niente ortodosse nei confronti di eventuali critici. La classe politica brasiliana capace di intransigente arroganza nei riguardi dell'Italia è la stessa che se la fa addosso di fronte ai “poteri forti” che fanno regnare il disordine o un certo tipo di ordine per le strade del Brasile. Il coraggioso Lula avrebbe voluto tanto vendicarsi della polizia fascistoide che lo perseguitava quand'era sindacalista e del sistema di cui essa era espressione. L'impotenza lo ha costretto a un transfer freudiano: ha identificato nell'Italia berlusconiana l'oggetto delle sue frustrazioni e ha agito di conseguenza quando si è presentata l'opportunità. L'ingiustizia a cui Leonardo si è ribellato, pagando un prezzo non trascurabile, è solo un'altra conseguenza del sistema generato dalle frustrazioni della sinistra brasiliana.

Nessun voto ancora

USA - Musicisti e sballo. Una ricerca

Notiziario Aduc - Energy drink e musica, legame 'da sballo'. Secondo uno studio americano sui musicisti, infatti, il consumo frequente di bevande energetiche e' associato a binge drinking, problemi con l'alcol e abuso di farmaci, almeno secondo i ricercatori del Research Institute on Addictions dell'Universita' di Buffalo.
Nel lavoro, pubblicato sul 'Journal of Caffeine Research', il team di Kathleen E. Miller e Brian M. Quigley ha esaminato l'uso di sostanze fra 226 musicisti professionisti e dilettanti dai 18 ai 45 anni. Ebbene, il 94% degli intervistati consumava bevande con caffeina e il 57%, in particolare, energy drink. Si e' visto che il 68% dei musicisti ha 'confessato' un pesante binge drinking almeno una o due volte l'anno, e il 74% problemi generici legati all'alcol, come sbornie, discussioni pesanti con altre persone o azioni compiute sotto gli effetti degli alcolici di cui poi - a mente fredda - ci si e' pentiti.
Il 23% inoltre ha confessato di assumere farmaci per sballarsi, il 52% cannabis, il 25% pasticche e il 21% cocaina. Ebbene, i musicisti che consumavano energy drink erano anche piu' inclini ad abusare di alcol e sostanze legali (farmaci da prescrizione) rispetti ai colleghi.

Nessun voto ancora

"BUMBA ATOMIKA", al Fantafestival il film di Michele Senesi

Unico scopo di vita, l'alcol. Un gruppo si studenti universitari avvinazzati decide di dare una svolta alla propria esistenza, e decide di mettere in piedi un commercio di cadaveri per pagarsi le "bevute".

 

 

"BUMBA ATOMIKA", al Fantafestival il film di Michele Senesi
Erika Ferranti in "Bumba Atomika"
"Bumba Atomika" è approdato al Fantafestival. Il film di Michele Senesi e della sua banda marchigiana, riesce a convincere i selezionatori di festival grazie alla sua spiccata vena cinefila, ricca di citazioni, di ispirazioni, ma anche carica di quel tentativo esplicito di far saltare il banco. Il merito del film di Senesi è proprio quello di provare a fare un'opera prima non auto-biografica (si spera), dove l'Io viene messo in disparte e la voglia di raccontare una storia diversa prende il sopravvento sull'autore. Ma non sulle dinamiche del gruppo.

La storia narra di un gruppo di annoiati ragazzi di provincia che hanno l'alcol come unica ragione di vita e decidono di metter su un commercio di cadaveri per pagarsi il vizio e, soprattutto, per "vivacizzare" la situazione.

E' dunque il vino a fare da protagonista, dando spunto alle interessanti visioni ma anche agli insopportabili dialoghi tra ubriachi, senza senso come solo chi beve sa intavolare.

E qui si notano i limiti di "Bumba Atomika", con gli argomenti e i dialoghi da "gruppo di amici" convinti di essere originali ma che per chi ne è fuori sono solamente già sentiti e inevitabilmente noiosi. Gli interpreti, piuttosto acerbi, inoltre non aiutano lo spettatore a entrare nel meccanismo.

Indovinata l'idea dei filmati proiettati fuori dalle auto in movimento al posto dei panorami. Superflue alcune inquadrature "strane" che fanno tanto cinema orientale ma che poco aggiungono al prodotto.
 

qui il trailer www.youtube.com/watch

 

Nessun voto ancora

Droga, 35 anni dopo la legge


Un convegno del Gruppo Abele ha fatto il punto su carceri, trattamenti e prevenzione

 

Vivereinarmonia - Eros, 19 anni. Concetta, 26 anni. Piero, 22 anni. Sono i nomi dei primi morti per droga in Italia. A ricordare queste e altre vite spezzate dalla tossicodipendenza è stato don Luigi Ciotti, presidente del Gruppo Abele, in apertura del convegno nazionale “Dipendenze e consumi”, organizzato nel capoluogo piemontese a 35 anni dall’approvazione della legge 685. “Nel 1975, in questa città, mettemmo un cartello con questi nomi – ha ricordato don Ciotti – Presidiammo con una tenda piazza Solferino, dove duecento persone digiunarono con noi per chiedere una legge attenta e puntale, che non mandasse più le persone tossicodipendenti in carcere o in un ospedale psichiatrico, ma considerasse la droga come una questione da affrontare sul piano sociale e non punitivo”. E dopo 35 anni? Quell’elenco di nomi continua, ostinato, crudele, e si somma a un impoverimento culturale ed etico che impedisce di ascoltare le persone che incontriamo.

 

Oltre 400 iscritti provenienti da tutta Italia e 30 relatori hanno fatto il punto su una legge che, per la prima volta nel nostro Paese, ha sfatato un tabù fornendo una dimensione sociale al problema della droga. “Prima della 685, per i tossicodipendenti le alternative erano il carcere oppure l’ospedale psichiatrico – ha detto Leopoldo Grosso, psicologo e vice presidente del Gruppo Abele – Ma già allora le comunità, nella loro fase pionieristica, avevano dimostrato che era possibile emanciparsi dalla dipendenza”. Il 22 dicembre 1975 è stata approvata una legge che ha iniziato a considerare il consumatore di droga come una persona da aiutare e non un delinquente da incarcerare. Ma la storia ha anche dimostrato che non esiste una soluzione unica alla tossicodipendenza, perché ogni storia rappresenta un mondo a se stante, che necessita di amore e di un aiuto “personalizzato” per poter essere a lieto fine. “E’ la cultura che fornisce gli strumenti per essere liberi”, ha detto don Ciotti. Ma di cultura, in questa materia, se ne respira ancora poca. E per questo si continua a morire.

 

Le nuove dipendenze. Dal 1975 ad oggi, la tossicodipendenza ha cambiato pelle: alle sostanze di allora se ne sono aggiunte altre e, parallelamente, è cambiato il loro utilizzo. Un tempo la droga era associata a sentimenti di disperazione ed emarginazione, mentre oggi si ricorre ad essa come mezzo di ricreazione e prestazione, per stare bene in mezzo agli altri. Alla diffusione della cocaina e al ritorno silenzioso dell’eroina, si affiancano forme di dipendenza più sottili, ma non meno dannose. “Sono le dipendenze di chi non riesce a trovare un senso alla propria vita – riflette don Ciotti – di chi si sente isolato, fragile nel rapporto con se stesso e con gli altri, e cerca di sfuggire come può al proprio malessere”. Ecco allora il triplicarsi, negli ultimi anni, dell’uso degli psicofarmaci e degli antidepressivi, l’approccio sempre più precoce all’alcol come veicolo di stordimento, il diffondersi dell’anoressia e della bulimia. Ed ecco il sempre maggiore ricorso ai giochi d’azzardo, alle scommesse, alle lotterie.

 

A 35 anni dalla prima legge sulle sostanze psicoattive, la riflessione non può fare a meno di toccare il complesso della vita sociale: oggi, parlare di dipendenze significa discutere della solitudine e della fragilità di tante persone, della debolezza del contatto umano e di un individualismo sempre più marcato. E’ degli anni Novanta la prima modifica alla 685, che ha posto l’accento sulla punizione dei consumatori. Il Gruppo Abele, insieme a molte altre realtà del sociale, aveva creato un cartello il cui slogan recitava “educare, non punire”, riuscendo a strappare modifiche significative alla legge. “Il dato positivo fu lo stanziamento di risorse per la cura e la prevenzione della tossicodipendenza e la vittoria del referendum del 1993 che ne abolì gli aspetti più repressivi”, ricorda Grosso. Gli anni Novanta sono stati anche quelli dell’esplosione dell’Aids. “Uno studio della Lila ha sottolineato come, fino al 1996, le persone tossicodipendenti morte per Aids sono state 24 mila, ovvero tante quante le morti per overdose”.

Altri articoli sul convegno:

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/400162/

http://droghe.aduc.it/notizia/dipendenze+consumi+conclusioni+convegno+gruppo_122755.php

Nessun voto ancora

Balla ubriaco nudo in Campo de' Fiori, in tre lo pestano sotto gli occhi della folla

Pugni e calci per un 21enne inglese che improvvisa uno strip-tease nella piazza. Poi gli aggressori fuggono

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_marzo_30/ubriaco-picchiato-campo-de-fiori-190338109157.shtml

Nessun voto ancora

Scienza/ Sfatato mito, l'alcol peggiora il sonno

Effetti legati a metabolismo, maggiori sulle donne

 

Roma, 23 feb. (TMNews) - Disturba più le donne che gli uomini, e più la seconda parte della notte che la prima: uno studio condotto dai ricercatori dell'Università del Michigan (Usa) guidati da Todd Arnedt, e in corso di pubblicazione su Alcoholism: Clinical & Experimental Research, contraddice la credenza popolare che bere alcolici prima di andare a dormire aiuti a riposare meglio. Se quando si è alzato un po' il gomito il sonno arriva più velocemente del solito, spiegano i ricercatori, e il riposo nella prima parte della notte sembra più profondo, il sonno in generale, invece, non ci guadagna né in termini di durata né in termini di efficienza (rapporto tra la durata effettiva del sonno e il tempo totale trascorso a letto). Se si beve un po' troppo, poi, la frequenza con cui ci si sveglia durante la notte tende ad aumentare, disturbando ulteriormente il riposo notturno. Lo studio ha incluso 93 ventenni sani (59 donne e 34 uomini), divisi in gruppi: dopo aver fatto loro bere alcolici o placebo, sono stati monitorati durante le otto ore di sonno notturno. Ed è emerso che, a pari livello di alcol nel sangue, l'alcol disturba il sonno più nelle donne che negli uomini: rispetto alle ragazze che avevano bevuto placebo prima di andare a dormire, il tempo totale di sonno delle donne che avevano bevuto alcol è risultato ridotto di 19 minuti, l'efficienza del sonno diminuita del 4%, ed è risultato aumentato di 15 minuti il tempo trascorso sveglie durante la notte. "Queste differenze - conclude Arnedt - possono essere legate alle differenze nel metabolismo dell'alcol delle donne rispetto agli uomini".

Nessun voto ancora

Russia: la pubblicità choc contro l’abuso di alcol

 

Leggo.it - MOSCA - Un corpo conficcato in un cartellone pubbliitario, insaguinato e penzolante davanti agli occhi degli automobilisti. Accanto la frase: "Questo corpo potrebbe essere il tuo". Il manifesto choc campeggia per le vie di Nizhniy Novgorod, più conosciuta come Gorky. Sono circa 1 milione, secondo le statistiche, le persone fermate in Russia per guida in stato di ebbrezza. Del corpo del ragazzo sul cartellone sivedono, da una parte, le gambe e delle macchie di sangue, dall'altra, il resto del corpo, la testa copertada un cappello di Babbo Natale e le mani ancora sul volante. 

Nessun voto ancora

WEB CORSAIRS - La cultura dell'ECCESSO

Dal 15 dicembre il Centro di Documentazione collabora all'EVENTO VIRTUALE sulla CULTURA DELL’ECCESSO, promosso da diversi servizi ed enti del territorio nazionale. Per un po' di settimane ci sarà la possibilità di discutere e ragionare "a distanza" su questo tema. Eccovi l'invito ufficiale, non mancate...

 

 

Cosa conosciamo di questa cultura dell’eccesso? Vogliamo trovare un dialogo con questa? Ci vogliamo almeno provare?Tutti quelli che pensano di avere qualcosa da dire, filmati da suggerire, articoli di giornale, poesie e letteratura da proporre... Insomma,  tutti quelli che hanno voglia di discutere, sono invitati ad imbarcarsi con noi in questa avventura!

 

A tal proposito, si aprirà un dibattito sui siti:

www.webcorsairs.it

www.progettosteadycam.itwww.drogaonline.itwww.oltreilmuro.itwww.sostanze.infowww.pizzococa.it

A cadenza settimanale, verranno lanciati dalla Redazione degli stimoli sulle seguenti parole chiave:

RISCHIO - PIACERE - SCELTA - DANNO - CONTROLLO - LIMITE - CURA

Tutti potranno inviare riflessioni, dare opinioni, lanciare provocazioni, presentare  la propria esperienza rispetto ai temi proposti... e potrete anche aggiungere ulteriori parole chiave, nel caso lo riteneste opportuno!Per partecipare all’evento è necessario avere un account Facebook e collegarsi alla pagina dedicata, “web corsairs.

web

 

Siete invitati a proporre video, musica, brani di letteratura, tutto ciò che vi viene in mente su tali argomenti... CONDIVIDIAMO I SAPERI E E SVILUPPIAMONE DI NUOVI!

Alla fine di tutto organizzeremo una giornata di confronto su quanto emerso, un convegno al quale solo un gruppo ristretto di persone parteciperà “realmente”, tutti gli altri potranno però essere presenti “virtualmente”.Tutto questo vi sembra esagerato? Beh, allora siamo in tema!

I Corsari

 

Nessun voto ancora

Un device per non guidare dopo aver bevuto

“I frutti della ricerca nei prossimi due anni: l’auto invidua in un secondo se sei sbronzo”

jacktech.it - Se hai bevuto l’auto non parte.

Alcuni ricercatori americani stanno sviluppando un nuovo sensore di sicurezza per il settore automobilistico, che può essere installato su ogni tipo di veicolo: se hai bevuto troppo, l’auto non parte.

Sistema anti alcol - Per salvaguardare patente e punti, oltre che per la sicurezza alla guida, le auto del futuro potrebbero essere equipaggiate con il nuovo device che è allo studio in America: se hai bevuto troppi drink, l’automobile non si accende nemmeno. La nuova tecnologia necessita di un una serie di sensori passivi e permanentemente installati sul veicolo, oppure dei punti sensibili al tocco sulla chiave o sul pulsante di start del motore. Questi sensori sono in grado di registrare il livello di alcol nel sangue e, nel caso, possono impedire al guidatore di mettersi al volante.

Sicurezza al volante - Questa tecnologia presenta una nuova oppurtunità per aumentare la sicurezza alla guida, salvando potenzialmente diverse centinaia di vite ogni anno. La nuova tecnologia, secondo Robert Strassburger dell’associazione di produttore Alliance of Automobile Manufacturers, portebbe già essere disponibile su molti modelli di automobili già nei prossimi due anni. L’obiettivo è di produrre un device che reagisce in meno di un secondo e che è in grado di funzionare per almeno un decennio o 300.000 chilometri, ovvero che sia in grado di coprire l’intero ciclo di vita di un veicolo. Susan Ferguson è a capo del team di ricercatori che sta sviluppando la tecnologia e, come riporta nello studio, questa nuova tecnologia è un’evoluzione naturale di alcuni dei sistemi già utilizzati. Infatti alcuni modelli di auto vantano sensori che identificano la presenza di alcol nel’aria in 5 secondi, mentre i sistemi sensibili al tocco, necessitano di 20 o 30 secondi per determinare il consumo e la presenza di alcolici nel sangue. Secondo la ricercatrice, la nuova tecnologia che stanno sviluppando, potrebbe abbattere enormente i tempi di analisi, bloccando il veicolo quasi immediatamente. Il costo dei nuovi device di sicurezza sarà in linea con altri dispositivi che oggi utilizziamo tutti i giorni, come l’abs, l’airbag o l’esp.

Nessun voto ancora

under 16: il 7 per cento usa sostanze illegali

Il Resto del Carlino - Uno su tre ha provato sigarette e alcolici, il 14% si e’ ubriacato almeno una volta, il 7% consuma sostanze illegali, con una netta preferenza per i cannabinoidi. Dati allarmanti rilevati su un campione di 1300 giovanissimi

Bologna, 16 settembre 2010 - Uno su tre ha provato sigarette e alcolici, il 14% si e’ ubriacato almeno una volta, il 7% consuma sostanze illegali, con una netta preferenza per i cannabinoidi. Questi in breve i dati che riepilogano il consumo di sostanze fra i minori di 16 anni di Bologna e provincia, secondo quanto rilevato da un’indagine dell’Osservatorio dipendenze dell’Ausl.  

La ricerca ha coinvolto 1.300 ragazzi fra i 13 e i 16 anni di sette scuole superiori e una media inferiore. “Sappiamo che 16 anni e’ l’eta’ in cui inizia il consumo massiccio di droghe- spiega il direttore dell’Osservatorio Raimondo Maria Pavarin- per fare prevenzione bisogna capire cosa succede prima dei 16 anni, quali percorsi possono portare i ragazzi alla droga”.  

Secondo la ricerca, il 42% dei ragazzi ha usato almeno una volta nel corso dell’ultimo anno una sostanza tra alcol, tabacco e stupefacenti. Dei 1.300 intervistati, 401 hanno provato le sigarette (nonostante il divieto ai minori di 16 anni), 332 hanno bevuto alcolici, 90 hanno usato sostanze illegali. Fra questi, 85 hanno provato cannabinoidi.

Piu’ allarmante il dato sul consumo di alcol: secondo la ricerca il 14% dei ragazzi intervistati (184 persone) si e’ ubriacato almeno una volta nell’ultimo anno. Lo studio rivela anche a che eta’ si inizia ad assumere sostanze: 13 anni per l’alcol, poco dopo per il tabacco, 14 anni per la cannabis. Le motivazioni principali sono la curiosita’ e la ricerca di socialita’, ma emerge anche l’autocura e il contenimento di sensazioni negative (soprattutto per il tabacco e la marijuana). Dove si trovano le sostanze? Nella maggior parte dei casi la droga viene offerta ai ragazzi, ma c’e’ anche chi sa gia’ a chi rivolgersi, nonostante la giovane eta’.

 Il consumo pero’ rappresenta anche una spesa considerevole: in media i ragazzi spendono al mese 44 euro per la cannabis, 42 euro per il tabacco e 39 euro per gli alcolici. Si spiega cosi’ uno dei dati piu’ rilevanti dell’indagine. “Chi ha una paghetta superiore ai 50 euro ha anche piu’ possibilita’ di provare sostanze illegali- spiega Pavarin- un dato coerente con quanto si sostiene a livello generale: se negli ultimi anni il consumo di sostanze e’ calato, un fattore importante potrebbe essere quello economico”.

Oltre alla disponibilita’ di denaro, la caratteristica piu’ importante dei giovani consumatori e’ il poco tempo che a loro viene dedicato dalle famiglie: secondo la ricerca, chi vive con un solo genitore e’ piu’ propenso al consumo. Seguono i ragazzi che hanno entrambi i genitori al lavoro. “Non si tratta di mettere sotto accusa le famiglie- commenta Pavarin- ma di un problema sociale”. L’utilizzo di sostanze sotto i 16 anni sembra avere conseguenze serie. Secondo la ricerca, il 26% degli intervistati (uno su quattro) si e’ recato al Pronto soccorso nell’ultimo anno. Le cause? Incidenti stradali, traumi, svenimenti. Sempre uno su quattro ha denunciato problemi d’ansia o attacchi di panico.

Nessun voto ancora