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I più votati, altro

Le nuove “droghe” si chiamano internet, shopping e amore “estremo”

Ma quale alcol o cocaina…le vere droghe dei giorni nostri hanno nomi ben più rassicuranti e, proprio per questo, sarebbero altrettanto subdole e pericolose. A metterci in guardia è l’Accademia Internazionale delle Discipline Analogiche che parla di italiani sempre più dipendenti da internet, shopping e sesso. Vere e proprie ossessioni che mutano lo stile di vita di chi ne è colpito il quale, spesso, non s’accorge nemmeno di essere “malato”.

L’Accademia traccia una sorta di carina geografica delle dipendenze: i romani sarebbero infatti sempre più dipendenti da Internet, i veneziani dal gioco d’azzardo, i milanesi schiavi dello shopping compulsivo e i napoletani del sesso. La fascia di età più esposta al rischio di sviluppare questi disturbi comportamentali ed emotivi è quella compresa tra i 14 e i 45. A esserne maggiormente colpiti sono gli uomini.

Sarebbero almeno 3 su 100 gli italiani dipendenti da Internet, dall’acquisto dell’oggetto inutile, dal gioco d’azzardo e dal sesso ad ogni costo. Spesso si crede che la dipendenza sia solo quella legata agli stupefacenti, all’alcol o al fumo. Ma non è così: ci sono dipendenze subdole, scambiate per cattive abitudini. Le quattro dipendenze emergenti che affliggono gli italiani sono abitudini che generalmente si possono classificare tra i comportamenti naturali e normali, ma diventano un disturbo comportamentale quando l’individuo non riesce più a farne a meno. Così c’è chi scommette su tutto, chi va al supermarket e acquista l’oggetto più inutile e lontano dai propri gusti, chi dopo cena si mette al computer e ci sta fino all’alba, chi ha il chiodo fisso della sessualità e cerca sempre storie a rischio.

La dipendenza in maggior crescita nella Capitale, ad esempio, è il cosiddetto ‘Internet Addiction Disorder’ (dipendenza da Internet), una sindrome – forse la più tipica del nuovo millennio – legata a una sudditanza alla tecnologia da cui sono affette molte persone che passano ore e ore davanti al computer. Nella fase iniziale della rete-dipendenza c’é un’attenzione esasperata che può arrivare all’ossessione sui vari aspetti di Internet, un’ossessione che in alcuni casi rimane nell’ambito dei comportamenti normali e in altri sfocia nei disturbi comportamentali ed emotivi. Nel percorso tra normalità e disturbo vi è poi una fase definitiva ‘tossicofilia’ che è caratterizzata dall’aumento del tempo trascorso on-line con un crescente senso di malessere quando si è scollegati: una condizione paragonabile all’astinenza. Infine vi è una terza tappa riconosciuta come ‘tossicomania’ in cui l’individuo comincia a subire dei disturbi sia nei rapporti con le persone che lo circondano sia sul luogo di lavoro.

Il gioco d’azzardo, invece, affligge soprattutto i veneziani: 4 su 100 hanno questa forma di dipendenza, un terzo donne. Gli adulti preferiscono il casinò o la bisca clandestina, mentre i giovani scelgono le macchinette, il videopoker e i gratta e vinci. Dipendenza sempre più diffusa, soprattutto tra i milanesi, è quella dello ‘shopping compulsivo’. Si tratta di un’ossessione che colpisce soprattutto le donne, che sono più esposte degli uomini agli acquisti voluttuari. La ‘sex addiction’, affligge invece soprattutto i napoletani: il 2%. L’elemento più significativo della dipendenza è dato dalla ricerca di situazioni sempre più rischiose, quali ad esempio corteggiare donne o uomini sposati per avere il brivido di vivere il pericolo di essere sorpresi.

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Contenuto in evidenzaContenuto Redazionale ACCERTAMENTI SU LAVORATORI ADDETTI A MANSIONI RISCHIOSE PER SE E PER ALTRI

Una breve introduzione. L’intervista che pubblichiamo è divisa in due parti. La prima riporta quanto è stato stabilito sull’argomento a livello nazionale dai provvedimenti legislativi sui “Lavoratori addetti a mansioni rischiose per terzi” Provvedimento 99/CU 30.10.2007 (Gazzetta Ufficiale n.266 del 15.11.2007) La seconda si riferisce alle procedure applicative che la Regione Toscana ha stabilito dopo la firma dell’Accordo Stato Regione rep. Atti n. 178 del 18.09.2008, e che vengono applicate dalle Aziende Sanitarie della Toscana.

Ripetiamo. Quanto riportiamo nella seconda parte si riferisce ESCLUSIVAMENTE al territorio della Regione Toscana. Ogni Regione infatti, pur attendendosi a quanto stabilito dall’Accordo Stato/Regione, definisce e applica proprie procedure. “Procedure per gli accertamenti sanitari di assenza di tossicodipendenza o di assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope in lavoratori addetti a mansioni che comportano particolari rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute di terzi, applicativa del Provvedimento n°99 30.10.2007”

PRIMA PARTE: PREMESSA GENERALE Il decreto ed il conseguente accordo Stato Regione si applicano solo ad alcune categorie di lavoratori a rischio ed ha la finalità di garantire la salute dei lavoratori, dei loro colleghi e di terzi. Quali sono le categorie a cui vengono applicati gli accertamenti sanitari in base al Provvedimento del 30 Ottobre 2007? Le categorie sono indicate ed elencate all’ Allegato 1 del Provvedimento stesso (che si rifà al DPR 1990, Art. 125). Di seguito riportiamo elenco dettagliato delle mansioni e delle categorie

MANSIONI CHE COMPORTANO PARTICOLARI RISCHI PER LA SICUREZZA, L'INCOLUMITA' E LA SALUTE DEI TERZI 1) Attivita' per le quali e' richiesto un certificato di abilitazione per l'espletamento dei seguenti lavori pericolosi: a) impiego di gas tossici (art. 8 del regio decreto 1927, e successive modificazioni); b) fabbricazione e uso di fuochi di artificio (di cui al regio decreto 6 maggio 1940, n. 635) e posizionamento e brillamento mine (di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 302); c) direzione tecnica e conduzione di impianti nucleari (di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1970, n. 1450, e s.m.). 2) Mansioni inerenti le attivita' di trasporto: a) conducenti di veicoli stradali per i quali e' richiesto il possesso della patente di guida categoria C, D, E, e quelli per i quali e' richiesto il certificato di abilitazione professionale per la guida di taxi o di veicoli in servizio di noleggio con conducente, ovvero il certificato di formazione professionale per guida di veicoli che trasportano merci pericolose su strada; b) personale addetto direttamente alla circolazione dei treni e alla sicurezza dell'esercizio ferroviario che esplichi attivita' di condotta, verifica materiale rotabile, manovra apparati di sicurezza, formazione treni, accompagnamento treni, gestione della circolazione, manutenzione infrastruttura e coordinamento e vigilanza di una o piu' attivita' di sicurezza; c) personale ferroviario navigante sulle navi del gestore dell'infrastruttura ferroviaria con esclusione del personale di camera e di mensa; d) personale navigante delle acque interne con qualifica di conduttore per le imbarcazioni da diporto adibite a noleggio; e) personale addetto alla circolazione e a sicurezza delle ferrovie in concessione e in gestione governativa, metropolitane, tranvie e impianti assimilati, filovie, autolinee e impianti funicolari, aerei e terrestri; f) conducenti, conduttori, manovratori e addetti agli scambi di altri veicoli con binario, rotaie o di apparecchi di sollevamento, esclusi i manovratori di carri ponte con pulsantiera a terra e di monorotaie; g) personale marittimo di prima categoria delle sezioni di coperta e macchina, limitatamente allo Stato maggiore e sottufficiali componenti l'equipaggio di navi mercantili e passeggeri, nonche' il personale marittimo e tecnico delle piattaforme in mare, dei pontoni galleggianti, adibito ad attivita' off-shore e delle navi posatubi; h) controllori di volo ed esperti di assistenza al volo; i) personale certificato dal registro aeronautico italiano; l) collaudatori di mezzi di navigazione marittima, terrestre ed aerea; m) addetti ai pannelli di controllo del movimento nel settore dei trasporti; n) addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci. 3) Funzioni operative proprie degli addetti e dei responsabili della produzione, del confezionamento, della detenzione, del trasporto e della vendita di esplosivi.

Quali sono le modalità di accertamento dell’assenza di tossicodipendenza? Il primo provvedimento legislativo è il Provvedimento 99/CU 30.10.2007 (Gazzetta Ufficiale n.266 del 15.11.2007), in questo ATTO d’INTESA all’art.8 vengono stabilite le modalità di accertamento:

Modalita' dell'accertamento dell'assenza di tossicodipendenza 1. Gli accertamenti di assenza di tossicodipendenza di cui all'art. 3, comma 1, sono effettuati nel rispetto della dignita' e della liberta' della persona. 2. Le procedure diagnostiche e medico legali, comprese le modalita' di prelievo, conservazione e catena di custodia dei campioni, sono individuate con accordo tra lo Stato, le regioni e le province autonome, da adottarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente intesa. L'accordo individua altresi' le tecniche analitiche piu' specifiche con le quali effettuare la ripetizione delle analisi, garantendo affidabilita' e uniformita' secondo metodiche di qualita' condivise. 3. La struttura sanitaria competente adotta le misure necessarie per accertare la sicura appartenenza dei campioni biologici al soggetto sottoposto ad accertamento e per assicurare la corretta conservazione dei campioni fino all'esecuzione delle analisi, nonche' per custodirli idoneamente al fine di eventuale ripetizione di analisi. 4. La struttura sanitaria competente da' immediata comunicazione dell'esito degli accertamenti al medico competente, che lo comunica nel rispetto della riservatezza al datore di lavoro e al lavoratore interessato. Per il personale marittimo la comunicazione va altresi' inoltrata al Ministero dei trasporti. 5. Il lavoratore di cui sia accertata la tossicodipendenza ha diritto di chiedere, entro dieci giorni dalla comunicazione dell'esito, la ripetizione dell'accertamento presso il Servizio per le tossicodipendenze dell'Azienda sanitaria locale. 6. La ripetizione di indagini sui campioni biologici e' effettuata sul medesimo campione oggetto dell'accertamento. Questo il Provvedimento.

E dopo? Successivamente è stato firmato fra Stato e Regioni l’ACCORDO rep. Atti n. 178 del 18.09.2008 che riporta tutte le procedure applicative, nel rispetto delle singole autonomie regionali.

SECONDA PARTE

Dopo la firma di questo accordo come si è mossa la Regione Toscana?

La Regione Toscana a sua volta con Delibera di Giunta del 27.10.2008, recepisce le disposizioni dell’ottobre 2007 e l’accordo Stato/Regione del 2008, invitando le ASL toscane ad adeguarsi alle procedure stabilite dalla Regione Toscana. Quali sono queste procedure? Sono individuati DUE livelli 1° livello il datore di lavoro di un’azienda appartenente ad una delle categorie di cui all’allegato 1 del Provvedimento del 30 Ottobre 2007 (vedi elenco pubblicato nelle pagine precedenti) passa al MEDICO COMPETENTE la lista dei soggetti della propria impresa che opera in condizioni lavorative tali da mettere a rischio se e/o terzi. TUTTI i dipendenti individuati che svolgono quelle mansioni devono almeno una volta l’anno sottoporsi a questo iter diagnostico, più le eccezioni riguardanti coloro che devono sottoporsi ai controlli più volte all’interno dei dodici mesi. Questi accertamenti si applicano anche a chi deve essere assunto? Solo DOPO l’assunzione si fanno questi accertamenti, ed una volta che si sono attribuite le mansioni al dipendente. Se sono richiesti prima dell’assunzione sono ILLEGALI. Quindi il medico competente riceve dal datore di lavoro la lista dei lavoratori che devono sottoporsi a questi controlli.

E poi?

Il MEDICO COMPETENTE ricevuta la lista di quei lavoratori, li convoca. In caso di rifiuto da parte del lavoratore, il medico segnala al datore l’impossibilità di procedere all’accertamento diagnostico, e quindi il datore può procedere alla sospensione ed al licenziamento. Se il lavoratore si presenta regolarmente Il M.C. attiva gli accertamenti di PRIMO LIVELLO: * VISITA MEDICA * TEST DI SCREENING (esame tossicologico) Se il M.C. già nella visita medica individua che siamo di fronte ad un lavoratore che ha segni evidenti di uso di sostanze, può mandarlo al SER.T. senza ricorrere ai test di screening. Se la visita anamnestica non individua alcun segno palese, il M.C. invita il lavoratore a sottoporsi ai test di screening. Che possono svolgersi 1. presso lo stesso M.C. qualora abbia le attrezzature per farlo 2. presso il SER.T. che utilizza il laboratorio di analisi cui il SER.T. normalmente si rivolge 3. presso un laboratori odi analisi specializzato In questa fase i TEST SCREENING sono ANALISI delle URINE e non altro tipo di prelievo (saliva, capello ecc.ecc.). I testi devono essere fatti alla presenza di personale sanitario della struttura che effettua le analisi. Se il lavoratore risulta POSITIVO alle sostanze psicotrope che sono elencate nel dettaglio delle procedure (VEDI), ovvero se il lavoratore risulta positivo al primo screening deve essere inviato per fare ulteriori analisi di conferma presso un laboratorio di analisi ACCREDITATO. Il lavoratore può richiedere a proprie spese di fare delle CONTROANALISI Una volta evidenziata la positività alle sostanza, il M.C. a questo punto invia il lavoratore al SER.T per iniziare un percorso terapeutico. 2° LIVELLO Accertamento uso di sostanze. I SER.T. possono scegliere: a livello nazionale l’indicazione è il test del capello in Regione Toscana il SER.T. può optare fra queste due ipotesi 1. 1 esame delle urine + 1 esame del capello 2. solo esami delle urine (3 campioni) I costi delle analisi sono totalmente a carico del datore di lavoro? In questo testo la Regione stabilisce anche i costi delle analisi che sono a carico del datore di lavoro che se le paga. Il paziente paga solo le controanalisi.

Un’ultima domanda, è per quanto riguarda l’acol? Mancano i riferimenti attuativi, ma non quelli legislativi L.125 del 2001, è la legge sul codice della strada, la norma da 0.8 a 0.5 di tasso alcolico nel sangue. Questa legge nell’art.15 riporta quali sono le mansioni e le categorie a rischio 16 marzo 2006, accordo Stato/Regioni sull’acol, allegato 1, mansioni previste D.L. n°81 del 9 aprile 2008, art. 41. Sorveglianza Sanitaria. Il medico Competente può richiedere l’accertamento alle categorie previste nell’accordo Stato/Regioni (16 marzo 2006), ma non sono state definitive ed individuate le procedure: ovvero come fare a vedere se hai bevuto.

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Cosa ci fa il caffè

 

 

 

www.ilpost.it - Massimo Bernardi spiega cosa ha imparato sulla caffeina  

A che numero di caffè siete arrivati? Johann Sebastian Bach amava il caffè (mai sentita la sua Cantata?) anche Voltaire, Balzac e altre grandi menti. Però, al contrario di quanto si crede, non ottenevano molti benefici dal prodigioso consumo, che stimola la produttività soprattutto nelle persone il cui lavoro non richiede pensieri astratti o sottili. Come dimostrano alcuni studi, bere molto caffè (o altre bevande che contengono caffeina) migliora principalmente la memoria dichiarativa, il tipo usato dagli studenti durante gli esami per rispondere ai professori. Altri studi hanno evidenziato vantaggi nelle persone che definiamo “impulsive”, o che tendono a sacrificare la precisione in favore della rapidità. Ecco perché, quando parliamo di benefici del caffè sul nostro lavoro, dobbiamo pensare più che altro alla velocità. Oppure consideriamola una questione irrisolta. Siamo ancora distanti dal sapere con precisione quali processi chimici intervengono quando, per esempio, si scrive un post sugli effetti della caffeina nel nostro cervello in un mattino che, manco a dirlo, richiede parecchi caffè.

Dove ho imparato queste cose? Da un libro di 224 pagine che, insieme al post che lo riassume, merita di essere letto d’un fiato. Cercando di non diventarne dipendenti come sta capitando a me. È del 97, ma rimane il testo più accessibile sull’argomento: scienza concentrata e molto comprensibile.

Dicevamo che malgrado la notorietà, la caffeina è una sostanza largamente fraintesa. Non è un semplice stimolante e agisce in maniera diversa a seconda delle persone. La scienza moderna non ha neanche lontanamente compreso il rapporto tra cervello e caffeina ma gli scienziati sanno che esiste in natura una sostanza che colpisce la mente, e sono tutti abbastanza d’accordo sul come.

Quando siamo svegli, in ogni momento e anche se a volte può sembrarci il contrario, i neuroni del cervello sono attivi. Un segno della loro attività è la produzione di adenosina, i cui livelli sono costantemente monitorati attraverso i recettori del nostro sistema nervoso. Di solito, quando i livelli di adenosina nel cervello e nel midollo spinale raggiungono certi valori, il corpo ci spinge verso il sonno, o perlomeno, ci consiglia di prenderla comoda.

È a questo punto che si inserisce la caffeina scambiata per adenosina dal nostro organismo. I 90/100 mg contenuti in un caffè puntano dritto verso i recettori, e, a causa della somiglianza con l’adenosina, entrano senza ostacoli nei nostri recettori. Che però, nonostante il trucco, un vero make-up chimico, non si attivano. Con i recettori bloccati, gli stimolanti del cervello, la dopamina e il glutammato, possono svolgere il loro lavoro più liberamente. Per rendere l’idea, l’autore del libro paragona la caffeina a un pezzetto di legno messo sotto il pedale del freno. E’ solo una metafora ma spiega con chiarezza che la caffeina non schiaccia il pedale dell’acceleratore, si limita a bloccare il principale freno del cervello. Esistono altri recettori che agiscono sul nostro livello di energia (come i recettori GABA), ma detta alla grossa, la caffeina è un modo per impedire al cervello di rallentare. In altre parole, la caffeina non cancella la stanchezza di una settimana passata sui libri fino a notte fonda, ma può essere utile per sentirsi meno assonnati durante la mattina.

Come abbiamo detto, questi effetti cambiano per durata e intensità da persona a persona, a seconda della genetica, dei fattori fisiologici e della tolleranza. Dobbiamo capire però, che al contrario di stimolanti diretti come l’anfetamina o la cocaina, l’azione della caffeina sul nostro autocontrollo è molto più subdola.

Efficacia, tolleranza e mal di testa. Perchè dopo un intervento chirurgico molti pazienti si svegliano dall’anestesia col mal di testa? Spesso è perché non sono abituati a stare così a lungo senza caffè. La buona notizia è che se continuano per qualche giorno, dopo riusciranno a prenderlo solo quando ne hanno effettivamente bisogno.

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Giornata Mondiale Contro l'AIDS - Ferrara 09

GIORNATA MONDIALE CONTRO L'AIDS
1 DICEMBRE 2009
dalle ore 11 alle ore 23
Sala Estense
Piazza del Municipio
FERRARA

Evento culturale, di comunicazione sociale e scientifica organizzato da
Ser.T Ferrara (servizio pubblico per la prevenzione cura, riabilitazione delle dipendenze patologiche), la Commissione inter-aziendale di coordinamento delle azioni contro la diffusione dell'HIV (Azienda USL/Azienda Ospedaliera di Ferrara)
con il patrocinio e la collaborazione di Regione Emilia Romagna, Comune di Ferrara, Provincia di Ferrara, Azienda Ospedaliera e Azienda USL di Ferrara e con l'adesione di CSV(centro servizio volontariato, AVIS, l’Ufficio Scolastico Provinciale, Università, Promeco.

Nel cuore della città, si svolgerà un intenso programma di iniziative aperte a tutti con l'unico obiettivo di accendere l'attenzione, stimolare la riflessione e la partecipazione dei cittadini intorno alla questione HIV/AIDS.

Programma della Giornata e Concorso giornalistico “WRITE-AIDS”

ore 11-13
Conferenza stampa aperta al pubblico con esperti che a vario titolo sono coinvolti sul tema HIV/AIDS.
Interverranno il Direttore del Reparto di Malattie Infettive di Ferrara Dott. Florio Ghinelli, Dott.ssa Laura Sighinolfi infettivologa, Dott. Riccardo Gavioli ricercatore, Dott.ssa Garofani direttore Ser.T Ferrara e altri...
Nell’occasione verranno presentati i dati, le ultime novità in campo medico scientifico, il punto sulla ricerca, le terapie e i comportamenti corretti.

Al termine della Conferenza: presentazione del Concorso giornalistico “WRITE-AIDS””: rivolto a tutti le persone che hanno compiuto la maggiore età che hanno voglia di produrre un articolo di 3000 battute sul tema HIV-AIDS, o qualsiasi altro prodotto mediale che sviluppi il tema (video, fumetti, poster, vignette, fotografie). Sotto potete trovare il Bando del Concorso.

BREAK

Nel corso della manifestazione sarà dato ampio spazio al problema HIV/AIDS in Africa.
ore 15 (Sala Estense)
“ EYES WIDE OPEN” presentazione di un film documentario girato in Africa sulla nascita delle prime associazioni di prevenzione e cura dell’aids, a cui seguirà un incontro con gli autori.

ore 21 (Sala Estense)
Spettacolo di musica, danza e recitazione ispirato al tema e alle sue implicazioni antropologiche, di cultura e di costume.
Lo spettacolo si avvarrà di interventi videoregistrati di testimonial del mondo della cultura e dell’arte che porteranno il loro contributo di partecipazione e di lotta all’isolamento e allo stigma che ancora patiscono le persone sieropositive.

Le Autorità cittadine, premieranno i vincitori del concorso “WRITE-AIDS” alla chiusura della serata.

BANDO DEL CONCORSO “WRITE-AIDS”

«WRITE - AIDS»
IL CONCORSO PER AUTORI DI TUTTE LE ETA'

«WRITE - AIDS» è realizzato e promosso, in occasione della giornata mondiale contro l'Aids, dal
Sert dell’Azienda USL di Ferrara e dalla Commissione Interaziendale AIDS (Azienda USL e Azienda
Ospedaliera di Ferrara) con cadenza annuale.

PERCHE' WRITE AIDS?
Da alcuni anni si ha la sensazione che sia calato un silenzio sul problema: nonostante il virus dell'Hiv sia in
continua crescita e in Italia sono stimati (fonte Iss) 140mila sieropositivi e 3/4000 nuove infezioni l'anno.
L'attenzione dei media e della società civile è decisamente bassa: siamo di fronte ad uno strano fenomeno
per cui i più giovani non sanno di cosa si stia parlando e le generazioni più vecchie pensano che il virus
dell'Hiv sia scomparso o guaribile, dimenticando che ogni giorno in Italia 10 persone diventano sieropositive.

IL BANDO DEL PREMIO «WRITE - AIDS»

ART.1 SCRIVERE, DISEGNARE, FILMARE, FOTOGRAFARE
WRITE AIDS si rivolge a tutti, chiunque può partecipare scrivendo un articolo, un’inchiesta, un racconto, una
testimonianza; può realizzare disegni, fumetti, foto o altre forme artistiche a propria discrezione (canzoni,
poesie, opere d’arte, ecc...,) filmati con qualsiasi strumento dalla telecamera al telefonino.
I testi scritti, dovranno essere al massimo di 3.000 battute -spazi compresi-, le video e audio produzioni
dovranno avere durata massima di 2 minuti (eventuali titoli di testa e sigle finali compresi).

ART.2 IL TEMA DEL CONCORSO HIV-AIDS. Lo svolgimento è libero: riflessioni e commenti sulla
prevenzione, la storia della diffusione dell'Hiv, luoghi comuni, pregiudizi, campagne di sensibilizzazione.
Potrà avere forma di intervista, testimonianza, approfondimenti sui cambiamenti che l'infezione ha
determinato nei comportamenti sociali e personali.

ART.3 REQUISITI, MODALITA' E SCADENZA
Il concorso è rivolto a tutti, la partecipazione è gratuita.
Si richiede materiale inedito in lingua italiana, mai premiato né presentato ad altri concorsi o già pubblicato.
Ogni concorrente potrà partecipare con una sola opera.
La scadenza per la presentazione dei lavori è fissata alle ore 12.00 del 20 Novembre 2009.
Il materiale può pervenire a mezzo raccomandata a: Azienda USL Ferrara - Ser.T. Via Francesco del
Cossa, 18 - 44121 Ferrara, oppure direttamente all'indirizzo indicato dal Lunedì al Venerdì dalle 10
alle 12.

ART.4 PRESENTAZIONE E INVIO MATERIALI
Le opere dovranno essere inviate in formato cartaceo, e o digitale.
Per il formato video o audio, è possibile consegnare le opere su chiavette Usb, supporto dvd.
Il materiale dovrà essere accompagnato da una breve autobiografia dell'autore, con precisi riferimenti:
anagrafici, residenza, indirizzo e-mail, telefono per i successivi contatti.

ART.5 GIURIA
Il premio sarà assegnato da una giuria composta da giornalisti di quotidiani, periodici, delle televisioni, radio,
agenzie di stampa, new media, uffici stampa e da un rappresentante del comitato scientifico della
Commissione Interaziendale AIDS.
Per lo svolgimento delle sue attività la commissione può indicare un segretario verbalizzante anche esterno.
La Giuria si riserva di esprimere proprie valutazioni ed eventualmente assegnare menzioni speciali o premi
aggiuntivi.

ART.6 PREMI
Il primo classificato riceverà un premio in denaro di 1.000 (mille) euro, la pubblicazione del pezzo o delle
opere sui quotidiani (Tv, radio, media on line, o altro). Due premi pari-merito del valore di 500 (cinquecento)
euro. Verranno pubblicati successivamente in forma di quaderno di informazione, i lavori più significativi.

ART.7 LA PREMIAZIONE
La cerimonia di premiazione si terrà il giorno 1 Dicembre 2009 presso la Sala Estense alla fine dello
spettacolo serale in presenza delle Autorità Cittadine.

ART.8 LIBERATORIA
Il concorrente con la sua partecipazione autorizza l'organizzazione del Premio ad usare e diffondere il
materiale pervenuto. Ogni autore è responsabile dei contenuti delle opere inviate al concorso anche nei
confronti di eventuali diritti d’autore di terzi soggetti. Le opere non saranno restituite ma resteranno in
dotazione e conservate a cura della segreteria del Ser.T. Via Francesco del Cossa, 18 – 44121 Ferrara

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Eiger, Siegrist libera Magic Mushroom

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Disturbi del Comportamento Alimentare oggi

Disturbi del Comportamento Alimentare e post modernità
Chiara Corvi, dal Network Risky-Re
 
 
Ogni epoca ha i suoi disturbi e i suoi sintomi: la psicopatologia non è sconnessa dal contesto storico, culturale, economico nel quale si inserisce e certi sintomi sono particolarmente frequenti in alcuni contesti e praticamente assenti in altri.
I disturbi del comportamento alimentare sono emblematici rispetto a questo: essi sono diffusi nei Paesi industrializzati, dove la produzione e l’offerta di cibo travalicano abbondantemente le necessità delle popolazioni e dove, anzi, la sovrapproduzione e l’obesità stanno diventando dei gravi problemi economici e sanitari; sono invece pressoché assenti nei Paesi in via di sviluppo, che tuttora si trovano a dover fronteggiare la penuria di cibo. Tuttavia, le persone che emigrano da un Paese in via di sviluppo in Paesi industrializzati hanno la stessa probabilità di chi ha sempre vissuto in un Paese industrializzato di sviluppare un disturbo del comportamento alimentare (Saltini et al. 2004; Clerici et al., 1996).
Anoressia e bulimia nervosa hanno un’elevata prevalenza in nazioni che promuovono campagne di educazione alla salute finalizzate a ridurre l’incidenza del sovrappeso e dell’obesità nella popolazione, in Paesi che cercano soluzioni agli elevatissimi costi in termini di salute e di economia legati all’eccessiva ingestione di cibo. In questo tipo di ambiente, le anoressiche si aggirano per strada esibendo un sottopeso quasi incompatibile con la vita e le bulimiche fanno il doppio lavoro per potersi abbuffare di cibo che poi rigettano nel gabinetto. E l’ambiente reagisce scandalizzato, incredulo, quasi offeso: ragazze anoressiche che rischiano di morire di fame quando il resto della popolazione combatte con il sovrappeso e con l’eccesso di offerta di cibo; giovani donne bulimiche che praticano i loro rituali di abbuffate e di svuotamento in assoluta segretezza e autarchia, mentre il cibo è da sempre un canale di socializzazione e attualmente la dimensione sociale del pasto viene rinforzata da dietisti e alimentaristi, in quanto elemento contenitivo che può aiutare l’organismo a meglio regolarsi e a non eccedere nell’assunzione del cibo.
I disturbi del comportamento alimentare, e ancor più l’anoressia, spiccano in maniera rilevante in una società del benessere, caratterizzata dall’abbondanza di cibo. Viceversa, un tipo di sintomo simile rimarrebbe più sullo sfondo in un contesto dove la penuria di cibo costituisse un problema. E infatti in quei Paesi i disturbi del comportamento alimentare sono pressoché sconosciuti. Se il sintomo è un appello alla relazione (Sichera, 2001), questo appello in qualche modo deve essere udito e deve farsi sentire; in questo senso, i disturbi del comportamento alimentare sono appelli vissuti dall’ambiente come allarmanti, infastidenti e provocatori e il contesto può reagire anche negando il problema o bloccandosi di fronte ad esso, ma certo ne viene colpito. Spesso la prima reazione è: “Non è possibile, è una cosa incomprensibile”, o anche “Ma da dove nasce una cosa del genere?”.
In ogni caso, i disturbi alimentari sono un attentato al cuore di una delle certezze e dei punti di orgoglio delle società industrializzate: la sconfitta della fame e la libertà di concentrarsi su altri bisogni, ossia quelli affettivi, di appartenenza, di autoaffermazione e successo personale, perché la fame e il problema con il cibo dovrebbero essere spettri ormai lontani, relegati nel passato, all’epoca ormai finita della ricostruzione del dopoguerra. “Questo cibo non lo voglio” dice l’anoressica; “Questo cibo lo voglio tutto io, ma solo per potertelo vomitare contro e dirti quanto mi fa(i) schifo” dice la bulimica.
L’anoressica e la bulimica, per esprimere il loro disagio, scelgono un linguaggio che colpisce l’ambiente nel quale esse vivono, utilizzano il linguaggio del cibo in un ambiente che effettivamente ha, per ragioni opposte (l’obesità), molta attenzione sul cibo: in questo si esprime la polarità di “adattamento” del sintomo alimentare, perché non è così lontano dalle problematiche e dalla sensibilità del contesto da risultare del tutto incomprensibile e, quindi, inascoltato. Ma d’altra parte, esso risulta anche un po’ “incomprensibile” per l’ambiente, perché l’uso che l’anoressica e la bulimica fanno del cibo è del tutto anomalo, talvolta disgustoso, spesso inimmaginabile, sempre originale. E quando si parla di uso del cibo non si intende solo l’aspetto comportamentale, ossia che cosa concretamente la persona anoressica o bulimica fa con gli alimenti, ma anche e soprattutto quali significati attribuisce al cibo: salvifico, consolatorio, avvelenante, punitivo, pericoloso, erotico. In questo si esprime la polarità della creatività del sintomo alimentare, il cui significato è unico e irripetibile per ogni paziente anoressica o bulimica che si incontra.

La paziente, quindi, attraverso il sintomo alimentare, cerca di sopravvivere a carenze, traumi, esperienze protratte di privazione, disconferma, invasione e lo fa utilizzando il linguaggio e i mezzi del contesto, della società, del tempo in cui vive. A questo proposito, si sottolinea che anceh la tecnologia è spesso utilizzata dalle pazienti con disturbi alimentari e diviene un mezzo per esplorare l’ambiente, trovare informazioni e sostegno a volte alla cura, a volte al mantenimento del sintomo. La diffusione dei forum di discussione in Internet sul tema dell’alimentazione e del corpo e il proliferare di siti pro ana testimoniano il tempo e l’energia impiegati da molti anoressici e bulimici nell’utilizzare spazi virtuali alla ricerca talvolta di compagnia e di confronto, a volte di sfide e di giochi di disvelamento e copertura di parti di sé e delle proprie esperienze. Dialogare in internet è per queste pazienti un modo per incontrare qualcuno senza esporsi troppo, senza sentirsi invase, compromesse, obbligate. È a volte l’unico modo accettabile e sopportabile per entrare in contatto con l’altro: salva dalla solitudine, non richiede il prezzo e l’impegno di un incontro pieno, mette al riparo dalle delusioni, tutela dai rischi, permette l’intermittenza e la fuga senza lasciare traccia. Ma consente anche di acquisire informazioni, di esplorare un po’ il mondo fuori, di sapere che certi sentimenti ed esperienze vissuti a volte segretamente sono condivisibili. Un linguaggio in espansione, utilizzato da una patologia già molto espansa. Senza alcun giudizio di valore: non perdiamoli di vista, né il linguaggio Internet né il modo in cui le persone anoressiche e bulimiche lo utilizzano, perché l’obiettivo è creare nell’ambiente le condizioni perché quei sentimenti e quelle esperienze diventino condivisibili in rapporti vis à vis. Ciò che non è raccontabile all’altro resta nell’area dell’inconsapevolezza, dell’incontrollabile, dell’ingestibile. Il cambiamento, anche rispetto a un sintomo, avviene all’interno di una relazione, davanti allo sguardo dell’altro, nel vincolo reciproco del legame e delle reciproche responsabilità. La cura passa attraverso la relazione reale; le relazioni negli spazi virtuali possono favorire l’aggancio e l’uscita dall’isolamento, in prima battuta, ma vanno considerate il primo passo verso la costruzione di rapporti più impegnativi e potenzialmente mutativi delle modalità di relazionarsi con se stessi e con il mondo.

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Contenuto Redazionale Benvenuti su sostanze.info!

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Contenuto Redazionale Droga: Consiglio dei Ministri vara nuovo Piano di azione nazionale

Roma (Adnkronos Salute) - Il Consiglio dei ministri vara il nuovo Piano di azione nazionale antidroga, presentato dal sottosegretario Carlo Giovanardi. Il 'Pan', questo l'acronimo, deriva dalle indicazioni europee e delle Nazioni Unite in materia, adattate alla realtà italiana, e si rivolge alle Regioni e alle Province autonome. Cinque i campi di interventi prioritari individuati: la prevenzione selettiva; la cura e la prevenzione delle patologie correlate; la riabilitazione e il reinserimento lavorativo delle persone tossicodipendenti; la tempestiva e precoce osservazione del fenomeno, compresa la valutazione costante dei risultati dei trattamenti; il contrasto del traffico e dello spaccio, ma contemporaneamente la riformulazione e il riadattamento della legislazione per renderla più adatta alle odierne esigenze e problematiche.

 

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Per quanto riguarda la cura, in particolare, si sottolinea la necessità di studiare e attivare un vera e profonda riforma dei servizi, sia pubblici che del privato sociale, evitando quindi la possibile cronicizzazione delle persone in trattamento e riqualificando l'intera rete dell'offerta, senza pregiudizi rispetto a tutte le terapie e trattamenti che sarà necessario vengano costantemente valutate nella loro efficacia e selezionate sulla base di evidenze scientifiche.

 

 

Riabilitazione e reinserimento: questo è il pilastro centrale e portante del piano nelle intenzioni del Dipartimento, a sottolineare il fatto che si ritiene possibile e fondamentale recuperare sempre e totalmente la persona tossicodipendente e reinserirla a pieno titolo nella società. Per fare questo, il Pan propone varie soluzioni che prevedono l'attivazione di vere e proprie unità dedicate al solo reinserimento.

 

 

Per quanto riguarda monitoraggio e valutazione, sono attivi, e verranno sempre più incentivati, i sistemi di allerta nazionali per contrastare l'introduzione di nuove droghe sul mercato. Lotta agli smart shop e al traffico di sostanze via Internet. Sistemi avanzati di monitoraggio dei consumi attraverso il controllo dei metaboliti nelle acque reflue e nell'aria. Attivazione di un sistema informativo (Sind) che permetterà una lettura più tempestiva delle variazione del fenomeno. Introduzione, come criterio di finanziabilità degli interventi, della presenza di sistemi di valutazione dei risultati e dell'efficacia degli interventi, nei servizi e nelle comunità.

 

 

Sul fronte della legislazione e del contrasto, molte le novità. In particolare la possibilità di iniziare un percorso di riadattamento della normativa di settore. La revisione funzionale dell'art. 75 Dpr 309/90 e la possibilità di incentivare l'accesso al Sert in alternativa alla sanzione amministrativa, un piano per aumentare l'uscita dal carcere delle persone tossicodipendenti (art. 94) verso le comunità terapeutiche, e i trattamenti ambulatoriali condizionati e strettamente monitorati. Lo studio di una nuova norma che permetta addirittura di evitare l'entrata in carcere, mediante l'accettazione di una alternativa terapeutica presso le comunità. L'incentivazione dei controlli stradali anche per l'uso di sostanze stupefacenti e non solo per l'alcol.

 

 

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Contenuto Redazionale AVVISO AI NOSTRI LETTORI

A causa del considerevole afflusso di domande in questi primi giorni dell'anno, invitiamo tutti i lettori che hanno delle domande in sospeso ad avere la pazienza di rintracciare le relative risposte pubblicate in area DISCUTI del sito.

Ci scusiamo per  il disguido ma stiamo provvedendo ad una ristrutturazione di sostanze.info proprio per ovviare a disguidi come questo, ampliando e rendendo più facilmente reperibili le risposte pubblicate nei COMMENTI RECENTI e in area DISCUTI.

Grazie e buon anno a tutti,

La Redazione

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Contenuto Redazionale NUOVI DOCUMENTI: MDPV

Segnaliamo che nella sezione "sostanze scaricabili" è disponibile una scheda tecnica su descrizione, effetti e tossicità del 3,4-metilendiossipirovalerone

Per accedere direttamente al documento clicca qua.

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Drog@news: nuovo sito web di comunicazione scientifica

Nasce Drog@news, il nuovo portale web di comunicazione scientifica realizzato dal Dipartimento Politiche Antidroga, in collaborazione con il Ministero della Salute e l’UNICRI (United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute). Il sottosegretario con delega alle Politiche Antidroga, Carlo Giovanardi, ha partecipato al lancio del sito in rete nel corso della conferenza stampa tenutasi ieri mattina a Roma, presso la sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il sito organizzato in due pagine principali, ospita le più aggiornate notizie scientifiche che affrontano temi come la prevenzione, gli aspetti clinici, diagnostici e terapeutici, il contributo delle neuroscienze per la comprensione della dipendenza, i fenomeni emergenti rispetto a nuove droghe e nuove modalità di assunzione, gli aspetti psicosociali correlati all’uso di droghe. La seconda pagina, invece, rappresenta una sorta di biblioteca virtuale dove è possibile consultare le principali pubblicazioni, le linee guida e le politiche governative in materia di droga. Un occhio di riguardo viene prestato ai nuovi strumenti di comunicazione del Web 2.0: spazio per la segnalazione degli articoli di interesse sui principali social network e sui social bookmarking, oltre alla possibilità di lasciare commenti rispetto ai temi trattati. Si legge la volontà e l’intento di stabilire un contatto diretto tra il pubblico e gli esperti del settore, oltre che con le istituzioni, e di favorire lo scambio di esperienze e aggiornamenti che possono essere inviati attraverso lo strumento “Contributi e articoli” o un confronto diretto tramite le “Lettere al direttore”. La redazione del portale, che si avvale del contributo di un Comitato scientifico composto di operatori del settore, è diretta dal capo Dipartimento Politiche Antidroga, Giovanni Serpelloni. Il progetto, infine, ospita il Bollettino sulle Dipendenze, un periodico istituito dal Ministero della Salute in collaborazione con l’UNICRI, che raccoglie le ricerche effettuate nell’ambito delle tossicodipendenze nel nostro paese.

 

Dronet

 

 

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Dipendenza VS dose attiva/dose letale

Dipendenza VS dose attiva/dose letale
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