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Quello che comunemente si sente chiamare speed è un derivato dell'anfetamina (nello specifico è un sale della metamfetamina). Lo speed più diffuso è in polvere (di solito bianca o rosa); altre amfetamine simili  allo speed sono: ICE, SHABOO, CRYSTAL che si presentano sotto forma di cristalli.

Gli effetti e i rischi delle amfetamine coincidono in gran parte con quelli propri della cocaina. Anche i sistemi nervosi su cui agiscono le amfetamine corrispondono a quelli interessati dall'azione della cocaina. Le amfetamine inibiscono il riassorbimento della dopamina da parte delle terminazioni nervose e determinano un maggiore rilascio di tale neurotrasmettitore da parte dei neuroni che lo contengono. Le molecole di amfetamina possiedono inoltre una somiglianza strutturale con la noradrenalina, un neurotrasmettitore implicato nell'attivazione cerebrale e nella regolazione emozionale....

Le amfetamine vennero sintetizzate verso la metà degli anni trenta da un chimico di Los Angeles, Gordon Alles. Tali sostanze dovevano costituire un sostituto sintetico dell'efedrina, un principio farmacologico naturale della pianta Efedra molto efficace nella cura dell'asma, ma di difficile estrazione. Le amfetamine ebbero subito un grosso successo commerciale, non solo per la loro efficacia nel trattamento delle affezioni asmatiche, ma soprattutto per le proprietà stimolanti. Gli studenti americani avevano infatti imparato ad assumere il farmaco per vincere il sonno...

Nessun approfondimento.

I più votati, anfetamine

Metamfetamine. Allarme Onu

L'Onu ha lanciato l'allarme sull'esplosione delle metamfetamine in Asia in seguito ai sequestri record l'anno scorso di queste pastiglie, che hanno inondato le strade e i luoghi di intrattenimento del continente.
“I sequestri di metamfetamine sono arrivati ad un livello record nel 2012”, con 227 milioni di pastiglie, un aumento del 59% rispetto al 2011, secondo una nota informativa diffusa dall'Unodc a Bangkok.
“Si conferma la tendenza degli ultimi cinque anni, a partire dal 2008, in cui i sequestri sono aumentati in modo esponenziale”, ha detto Shawn Kelley, analista regionale per l'Unodc, sottolineando che la medesima tendenza alla crescita si sta registrando nel 2013.
Questa crescita si deve, secondo lui, ai maggiori sforzi delle autorita', all'aumento della produzione in Birmania, il maggiore produzione della regione, e ad un aumento del traffico di altre regioni verso l'Asia.
La maggior parte delle pastiglie sono state sequestrate in Cina (102,2 milioni) Thailandia (95,3 milioni), Birmania (18,3 milioni) e Laos (10,1 milioni), che rappresenta il 99% di tutta la sostanza sequestrate nel 2012 nella regione.
fonte ADUC Droghe
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mitra e metanfetamina: se droga e armi sbarcano su Instagram

 

 

Non dovrebbe stupire più di tanto. Ma vedere quelle foto fa impressione. Mitra, Ak di ultima genereazione, rivoltelle e coltelli messi in bella mostra su Instagram con i filtri, come se fossero foto di cibo. C’è il seppiato, l’Hudson e il Valecia per rendere più “belle” le canne del fucile. Ma le armi non sono solo messe in mostra. Negli Usa pistole & co sul social network delle foto si vendono pure. Come spiega un lungo reportage del Daily Beast , Instagram non ha una policy specifica sulle armi, così ogni proprietario di un fucile d’assalto può postare l’immagine e aspettare le offerte. Già, perché in molti stati Usa non è illegale vendere armi online. Basta che venditore e compratore rispettino la legge.

The Verge è andato a fondo della faccenda è ha scoperto come anche Facebook e Twitter negli Stati Uniti vengano usati per il mercato delle armi. E, ancora, facendo un rapido giro sugli account più seguiti abbiamo scoperto anche l’hashtag #gunporn. Esattamente come avviene per il cibo, ai feticisti piace mettere sul proprio profilo Instagram immagini di proiettili, caricatori e video con le dimostrazioni di funzionamento. Che sia per motivi commerciali o per semplice esibizionismo.

 

Altra “moda” di Instagram sono i cristalli blu di meth, la metanfetamina, droga terribile. Basta fare una ricerca con l’hashtag #meth per rendersene conto. La mania di postare queste immagini nasce anche dal successo di Breaking Bad, serie televisiva che racconta la storia di un professore di chimica malato di cancro e produttore di meth per garantire a sé e alla sua famiglia la sussistenza economica.

I cristalli di metanfetamina (altrimenti nota come Crystal meth) infatti sono facilmente sintentizzabili in casa. Per realizzarla, è sufficiente avere efedrina, o pseudoefedrina, e acetato di piombo. Il mix di questi ingredienti, scaldati per poi ottenerne cristalli, produce una sostanza altamente tossica, con effetti collaterali irreversibili. Gli ingredienti della meth sono facilmente reperibili, si trovano al supermercato e basta una pentola o una teglia da mettere sul fuoco (ovviamente rischiando di saltare per aria, come avviene in molti laboratori clandestini). Con 260 dollari di spesa se ne fanno 12 grammi.

La Crystal meth viene considerata la droga perfetta: toglie la stanchezza, non fa sentire fame né sete, aumenta l’autostima e toglie le inibizioni sessuali. Ma ha effetti devastanti: crea dipendenza già alle prime assunzioni.  Dopo l’euforia iniziale, arrivano depressione, insonnia, allucinazioni e psicosi. Chi la assume in pochi mesi si riduce come un zombie paranoico. Addirittura c’è chi si gratta fino a provocarsi lesioni gravi pensando di essere ricoperto da insetti.

Meth e armi non sono un problema di oggi, è vero. E circolano anche al di fuori dei social network. Ma è incredibile come l’ossessione da condivisione porti gli utenti a postare in rete anche immagini del genere, come se il confine tra legalità e illegalità non esistesse più. E come se tutto, perfino uno strumento di di morte, diventasse oggetto da immortalare.

seigradi.corriere.it/2013/10/24/mitra-e-se-droga-e-armi-sbarcano-su-instagram/

 

 

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Quando Topolino spacciava speed

anni '50, epoca di anfetamine legali. E così... http://www.rivistastudio.com/in-breve/quando-topolino-spacciava-anfetamine/

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STUDY-DRUG esami di maturità e doping cerebrale rischiose illusioni

“I cognitive enhancers (CE) sono un gruppo eterogeneo di farmaci utilizzati per aumentare le normali capacità cognitive. (…) I CE più gettonati, le amfetamine, il metilfenidato e il modafinil, migliorano l’efficienza cognitiva indirettamente, agendo su processi non cognitivi, come il tono dell’umore, l’impulsività, la motivazione, lo stato di allerta. Per questo motivo, i CE non aumentano le facoltà cognitive individuali normali. Ne migliorano l’efficienza solo se ridotta da fattori estrinseci, come la fatica, la mancanza di sonno, la scarsa motivazione o il basso tono dell’umore. Questi CE sono prescrivibili per specifiche condizioni morbose (le amfetamine e il metilfenidato per l’ipercinesi del bambino; il modafinil per la narcolessia) e il loro uso come CE è illecito (amfetamine emetilfenidato), o fuori prescrizione (modafinil). (…) Sono psicostimolanti che condividono con la cocaina lo stesso meccanismo d’azione, la capacità di stimolare la dopamina cerebrale. (…) Gli psicostimolanti hanno quindi un elevato rapporto rischio /beneficio e questo, al di là degli aspetti legali, ne proscrive l’uso come CE. Ma nella categoria dei CE si trovano, a torto o, raramente, a ragione, una serie di altri farmaci, presenti in preparati ottenibili in farmacia senza prescrizione (OTC) o di vari energy drink. Tra questi, il più comune è la caffeina, con proprietà stimolanti distinte da quelle dei CE psicostimolanti e privo di proprietà assuefacenti (addictive) ma che può dare effetti collaterali ad alte dosi (tachicardia, extrasistolia, insonnia)”. Gaetano Di Chiara dell’Università di Cagliari,

Dalle notti insonni sui libri a quelle passate su internet cercando qualche scorciatoia per studiare di più, ma con meno fatica. Oggi, purtroppo, avanza la figura del "dopato cerebrale" che, in rete o dallo spacciatore, si procura le study-drug, farmaci psicostimolanti prescritti per determinate patologie ma assunte dagli studenti per potenziare memoria e concentrazione. I più cercati sono quelli per la cura di malattie psichiatriche e neurologiche come il piracetam (morbo di Alzheimer), l' hydergina (demenza senile), il metilfenidato (sindrome da deficit di attenzione e iperattività) e il modafinil per la narcolessia. Da un sondaggio di Skuola.net emerge, infatti, che il 64% degli studenti ha difficoltà di concentrazione e il 20% di memorizzazione. E allora basta collegarsi a internet per procurarsi in pochi click sostanze illegali come le smart drug (di origine naturale o sintetica attive sul sistema nervoso)e farmaci con obbligo di ricetta. Su alcuni drugstore online si può acquistare liberamente, per esempio, un flacone di piracetam da 40 capsule a 45 sterline. Gli esperti però smentiscono i presunti effetti benefici e mettono in guardia sui potenziali rischi che possono essere anche gravi: «Non esistono sostanze che aumentano le capacità cognitive - avverte Simona Pichini, dell' Osservatorio fumo, alcol e droga dell' Istituto superiore di sanità - anzi l' assunzione da parte di soggetti sani di farmaci nati per specifiche patologie può comportare effetti collaterali a livello del sistema nervoso centrale e cardiocircolatorio». Ma l' acquisto di psicofarmaci di vario tipo, ovviamente senza ricetta, non è nuovo. Nel 2012 il rapporto Espad dell' Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr) ha individuato un 15,4% di ragazzi che si è procurato senza la necessaria prescrizione farmaci attivi sul sistema nervoso, indicati per trattare insonnia, depressione, iperattività, obesità e disturbi dell' attenzione. Ed è proprio quest' ultima categoriaa subire un' impennata verso i 19 anni, età della maturità (la media è del 3,7%). La preparazione casalinga del prodotto, invece, risulta molto difficile in mancanza di specifiche competenze chimiche. Non mancano però i casi di "kitchen laboratory", laboratori illegali diffusi soprattutto nell' est Europa che poi rivendono i farmaci contraffatti al mercato nero. Sempre per restare svegli e quindi studiare di più, il classico rimedio di bere caffè è stato superato dagli energy drink, bevande analcoliche a base di caffeina, taurina, carnitina, creatinae vitamine del gruppo B, che contribuiscono alla riduzione del senso di stanchezza. Una sola lattina può equivalere a più tazzine di caffè e abusarne può provocare tachicardia. Eppure quella degli energy drink è una tendenza in crescita, soprattutto tra i maschi: a 19 anni, la quota di consumatori (da almeno una lattina in su) è del 58% (contro il 30% delle ragazze) e gli studenti che ne bevono più di venti nel corso di un mese sono stabili dal 2009 (3%). Un quarto degli studenti si affida agli integratori alimentari e polivitaminici per la memoria nonostante la loro dubbia efficacia. «Nel caso di soggetti giovani- spiega Vitalia Murgia, docente di fitoterapia alla Sapienza di Roma possono rivelarsi utili le piante ad azione "adattogena" cioè quelle che aiutano il nostro organismo a far fronte a situazioni di stress fisico e mentale. Tra queste la più conosciuta è il ginseng (Panax Ginseng)». In ogni caso qualsiasi integratore, per essere d' aiuto, deve essere associato ad uno stile di vita sano. «Consiglierei a chi fatica a trovare il ritmo di studio - aggiunge la Murgia - di garantirsi almeno sei ore di sonno, del tempo libero per sfogare tensione e stanchezza e, soprattutto, usare meno il computer». Dall' università di Oxford è appena arrivato uno studio molto promettente, pubblicato sulla rivista Current Biology, da cui risulta un miglioramento delle abilità aritmetiche dopo stimolazioni elettriche del cervello indolori. Con sole 5 sedute i ricercatori hanno riscontrato, nei soggetti sottoposti all' esperimento, una sorprendente rapidità nell' eseguire conti a mente. L' obiettivo a lungo termine è quello di praticare questa stimolazione in ambito clinico e scolastico, dai bambini affetti da disturbi di apprendimento agli anziani con problemi degenerativi, ma la stradaè ancora molto lunga e tortuosa. Quello del potenziamento cognitivo è un tema di grande attualità, affrontato recentemente anche dalla prestigiosa rivista americana Neurology, perché oggi la richiesta di miglioramento delle prestazioni per stare al passo con i ritmi frenetici della nostra società è sempre più insistente. Tra i consumatori clandestini, infatti, non ci sono più solo studenti, ma anche manager e medici.

BEATRICE TOMASINI ricerca.gelocal.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/06/18/study-drug-esami-di-maturita-doping-cerebrale-rischiose.html

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Guerra à la droga, a lezione da Burroughs

di Amedeo Policante

Il gioco è il principio di questo pianeta. Tutti i giochi sono ostili e in sostanza c’è solamente un gioco, e quel gioco è la guerra. La ricerca che porta nella direzione di stati di coscienza alterati – che potrebbe portare ad un punto di vista da cui il gioco stesso risulterebbe rovesciato – è inesorabilmente trascinata essa stessa nel gioco.(William Borroughs, Nova Express)

"La guerra è totale perchè tutti sono coinvolti, consapevolmente o inconsapevolmente nel suo dipanarsi". Così scriveva Ernst Junger in Nelle Tempeste d’Acciaio, libro oggi dimenticato ma che per tutti gli anni ’30 fu il romanzo più popolare della nascente Germania Nazista. Quando la guerra imperversa nessuno può chiamarsi fuori, nessuno può dirsi innocente. Tutto risuona al ritmo delle batterie militari. Quando le bombe cadono e i corpi si lacerano, anche la letteratura è inevitabilmente trascinata nel crudele gioco.

Nei romanzi sperimentali di William Burroughs il rapporto letteratura-droghe-guerra regna sovrano, centro di generazione di una scrittura psicotica e paranoica che ben si adatta alla nostra contemporaneità schizoide. La letteratura, come la droga, per Burroughs, ha senso soltanto come tentativo disperato di sovvertire il linguaggio dominante, di inventare un punto di vista alternativo da cui sia possibile vedere la guerra, e criticarla. Ma tanto la letteratura quanto le droghe sono lame a doppio taglio. Sono le armi della resistenza, ma anche del potere. La guerra in quanto assurda, in quanto l’Assurdo per definizione, richiede ciò che Coleridge aveva inalzato a principio cardine della letteratura "la sospensione dell’incredulità": per acconsentire ad uccidere dobbiamo sospendere il nostro senso dell’assurdo, e convincerci che la guerra, il crudele gioco, è tutto ciò che esiste, senza alternative. Non a caso in ogni guerra troviamo che il potere usa tanto la letteratura quanto la la droga per produrre paradisi artificiali, terre promesse di pace e di delizie, al fine di giustificare la guerra.

La guerra è ideologia e farmacologia. Possiamo immaginarci lo Stato spingere avanti le truppe con un doppio pungolo: un libro e una siringa. Da sempre ci sono poeti cantori di guerra (ne abbiamo parlato la settimana scorsa);  da sempre la droga viene arruolata tra le file dell’esercito. Nel ’700 l’hashish arriva in Europa accompagnata dalla leggenda degli hashishiyya, terribili guerrieri ismailiti che non temevano la morte perchè, grazie all’hashish, gli era stato mostrato il paradiso e non vedevano l’ora di tornarci. Durante la seconda guerra mondiale, lo speed arriva in Germania con il nome blitz, e blitzkriege, la strategia nazista fondata sul rapido assalto, potrebbe essere tradotto tanto come guerra-lampo che come guerra anfetaminica. Le anfetamine sono distribuite apertamente alle truppe tedesche nel tentativo di mantenere alta la tensione aggressiva e la volontà di combattere. Nella guerra del Vietnam ai soldati americani vengono distribuiti pamphlet anti-comunisti e 200 milioni di dosi di anfetamina.

Tra i leaders: Hitler si iniettava metamfetamine otto volte al giorno. Churchill sosteneva le notti insonni con un misto di amfetamine e barbiturici. Il Primo Ministro Anthony Eden combattè la guerra di Suez allucinato di benzedrina, mentre Kennedy ruppe gli indugi durante la crisi dei missili a Cuba nel 1962, decidendo di rischiare il confronto nucleare,  anche grazie a generose dosi di speed. L’assurdità della guerra richiede stati allucinatori. Come sempre, mentre imperversa la guerra in Libia, pushers e letterati non mancheranno nelle stanze del potere.

 

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effetti sul viso delle metanfetamine

sembra esagerato no????

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La droga da cinque euro per sballarsi ai party

A Colonia il consumo di anfetamine cresce in modo esponenziale

 

Giornalettismo - Nei locali del divertimento dell’area di Colonia e della Ruhr, la zona più popolare della Germania, è boom di anfetamine. Pillole blu vendute per soli cinque euro che attirano un numero crescente di consumatori. Il guadagno per chi spaccia è massimo, e gli effetti degli abusi chimici sono già stati rilevati dalle forze dell’ordine.


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I chimici si scagliano contro una serie tv

 

Breaking-Bad (1)

Nella serie americana «Breaking Bad - Reazioni collaterali» il personaggio Walter White (interpretato da Bryan Craston nella foto a destra) è un prof di chimica in un liceo. White usa le sue conoscenze scientifiche per sintetizzare anfetamine e spacciarle. E ne combina di ogni genere: prepara veleni, gas tossici e acidi. Questa figura televisiva non piace ai veri chimici, quelli chini giorno e notte su provette e reagenti, perché, secondo loro, il personaggio di White mette in cattiva luce la disciplina scientifica e chi ci lavora. Allora, tutti i chimici contro «Breaking Bad».

I problemi che la chimica ha avuto a causa della serie tv, sono condensati in un articolo sulla rivista Nature Chemistry. Autori: Matthew Hartings e Declan Fahy dell'American University. Il pezzo in questione afferma un concetto semplice: la serie offusca l'immagine pubblica della chimica. 

«Breaking Bad è uno spettacolo divertente e veramente fantastico - dice Hartings -. E' incredibile quanto la chimica reale si intrecci in ogni episodio. Purtroppo, però, lo spettacolo avalla il preconcetto che i chimici siano scienziati pazzi e che le sostanze chimiche rappresentino il male». E aggiunge: «Questo rafforza la convinzione di alcune persone che le sostanze chimiche siano cose da evitare quando, in realtà, mangiamo, respiriamo, dormiamo e lavoriamo in un mondo di prodotti chimici». Hartings ci va giù pesante. Secondo lui e Fahy questa fiction alimenta la «chemiofobia».

Ma «Breaking Bad» ha molto successo, non a caso va in onda dal 2008. D'altra parte i veri chimici sono terrorizzati dall'idea di apparire come White. Come porre rimedio? Con una buona campagna di comunicazione, visto che il 2011 è l'anno della chimica.

Su Nature Chemistry Hartings e Fahy propongono di sviluppare una campagna informativa basata su cinque punti fondamentali, capace di avvicinare la gente alla materia scientifica, migliorando l'immagine pubblica della disciplina e degli addetti ai lavori.

Ecco un brevissimo riassunto dei cinque punti:
1) avviare sondaggi, focus group, interviste e incontri 
2) spiegare i mille impieghi della chimica, dalla farmaceutica alle fonti rinnovabili 
3) spostare la comunicazione su canali social (video, chat, ecc.) 
4) approfindire i temi sociali che relazionano la chimica alle persone 
5) cercare di coinvolgere il maggior numero di persone

Per trasformare questo schema in un successo mediatico, Hartings e Fahy dovranno arruolare prof eccezionali, simpatici, estroversi e con un grande senso dell'umorismo. Mica facile. Se Richard Feynman fosse vivo, affiderei il compito a lui. Lui sì che riusciva a convertire la scienza in risate. 

PS. Per la cronaca, sono una chimica e la serie mi piace

Paola Caruso, Il Sole 24 ore

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Medicina Moksha

documentazione su stati altri di coscienza

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Nuovi indirizzi ONU: riduzione del danno, depenalizzazione, recupero [inglese]

At a press conference in New York on Tuesday 26 October, at the 65th session of the United Nations General Assembly, one of the UN’s key human rights experts will call for a fundamental rethink of international drug policy.

Anand Grover, from India, is the UN Special Rapporteur on the Right of Everyone to the Highest Attainable Standard of Physical and Mental Health, whose mandate is derived from the UN Human Rights Council. Mr Grover’s annual thematic report, to be presented on October 25/26, sets out the range of human rights abuses that have resulted from international drug control efforts, and calls on Governments to:

* Ensure that all harm-reduction measures (as itemized by UNAIDS) and drug-dependence treatment services, particularly opioid substitution therapy, are available to people who use drugs, in particular those among incarcerated populations.

* Decriminalize or de-penalize possession and use of drugs.

* Repeal or substantially reform laws and policies inhibiting the delivery of essential health services to drug users, and review law enforcement initiatives around drug control to ensure compliance with human rights obligations.

* Amend laws, regulations and policies to increase access to controlled essential medicines

* To the UN drug control agencies, Mr Grover recommends the creation of an alternative drug regulatory framework based on a model such as the Framework Convention on Tobacco Control.

The report is the clearest statement to date from within the UN system about the harms that drug policies have caused and the need for a fundamental shift in drug policy.

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I risultati del proibizionismo

Fuoriluogo.it

 

Statistiche 2009 sul consumo di sostanze in Europa:


OPPIACEI: Italia 0.79% – Portogallo 0.43% – Paesi Bassi 0.31 – Rep. Ceca 0.13%
COCAINA: Italia 2.2% - Portogallo 0.6% – Paesi Bassi 0.6% – Rep. Ceca 0.2%
CANNABIS: Italia 14.6% – Rep. Ceca 9.3% – Paesi Bassi 5.4% – Portogallo 3.6%
AMFETAMINE: Rep. Ceca 0.7% – Italia 0.6% – Paesi Bassi 0.3% – Portogallo 0.2%
ECSTASY: Rep. Ceca 3.5% – Paesi Bassi 1.2% – Italia 0.7% – Portogallo 0.4%

In Olanda, e più recentemente in Portogallo e in Repubblica Ceca, vi sono politiche di tolleranza/legalizzazione del consumo di sostanze stupefacenti, in particolare leggere.

I dati UNODC, riletti da medicina moksha, via Carmagnola Sativa (FB).

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Erowid

Il più completo archivio informativo su sostanze psicotrope e stupefacenti esistente in rete. Fornisce dettagliate ricerche e descrizioni di praticamente qualsiasi sostanza psicoattiva, dal semplice caffè alle molecole più complesse, con attenzione anche alle sostanze "tradizionali" ed alle piante poco conosciute usate da sempre in culture popolari.

In inglese

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