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La canapa indiana (Cannabis indica) è una pianta comune largamente diffusa nelle zone tropicali e temperate della terra. Con marijuana si indicano i fiori della canapa indiana, mentre l'hashish è la resina della cannabis estratta dal polline dei suoi fiori.

La cannabis in genere amplifica ed intensifica le sensazioni fisiche e psichiche, sia di sé stessi che riferite al contesto ed alle altre persone. La percezione e l’orientamento del tempo, dello spazio, risultano alterati e percepiti come dilatati. Gli effetti della cannabis sono soggettivi e dipendono in larga misura dalle condizioni psico-fisiche del consumatore, dal tipo di situazione in cui avviene il consumo e dagli effetti ricercati.

Sul piano fisico vi è un lieve aumento della frequenza cardiaca, arrossamento della congiuntiva oculare, diminuzione della...

Antichità e Medioevo:

  • 6000 B.C. Semi di canapa vengono usati come cibo in Cina
  • 4000 B.C. Primi reperti che testimoniano l'uso della canapa come materiale tessile.
  • 2727 B.C. Primo uso documentato della canapa come medicinale nella medicina cinese.
  • 1200 - 800 BCE La canapa è menzionata nel testo sacro indù Atharva Veda come una delle cinque piante sacre a Shiva.
  • 700 - 300 BCE Le tribù sciite lasciano semi di canapa come offerta nelle tombe reali.
  • 500 B.C. Gli sciiti introducono la canapa in Europa...

La cannabis è di gran lunga la sostanza psicotropa illegale più diffusa in Italia. Il 31% della popolazione compresa tra i 15 e i 54 anni ha fatto uso di cannabis*, una percentuale che non ha paragoni se confrontata con qualunque altra sostanza. Si stima che siano circa 350.000 coloro che abitualmente e quotidianamente fanno uso di cannabis e 1.900.000 quelli che lo utilizzano nel fine settimana. In particolare sono i diciannovenni, tra i quali circa il 40% dei maschi ne ha fatto uso nell’ultimo anno, ad esserne soggetti.

La sua diffusione e ancor più la...

I più votati, canapa

Classifica LANCET sui danni delle droghe (la tabella tradotta è tratta Focus)

Classifica LANCET sui danni delle droghe (la tabella tradotta è tratta Focus)
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come una canna mi ha rovinato la vita

Ciao a tutti sono un ragazzo di 18.tutto é iniziato due colgo fa quando sono andato in gita con i miei compagni.recatomi a Perugia ho comprato dell hashish insieme ai miei compagni.arrivati in albergo abbiamo iniziato a fumare precisamente due canne piene divise in 6 ragazzi.(da precisare che no era la prima canna che mi ero fumato in tutta la mia vita).dopo che ho fumato sono andato nel corridoio dell albergo e ho iniziato a vedere facce dei miei compagni allargarsi e poi stringersi di nuovo le vedevo anche sfocate,ero molto spaventato.così mi andai a coricare.l indomani mattina mi alzò e mi faccio la doccia.quando uscii dalla stanza per andare a fare colazione e incominciai a camminare notai che i miei movimenti erano rallentato e avevo una sensazione fortissima di rigidità alla testa.il pomeriggio poi mi sentito malissimo non riuscivo più a ridere come prima e mi veniva più difficile parlare mi sentivo proprio rincretinito e avevo pure disturbi di memoria ero troppo spaventato.pensavo che dopo quel giorno sarebbe passato tutto ma invece eccomi qui ancora oggi mi sento la testa rigida io i movimenti rallentati non ho più la memoria come avevo prima ma la cosa che e più insopportabile sono i miei sbalzi di umore improvvisi.poi un altra cosa che ho notato dopo quella canna e di non provare più emozioni intense come prima e un altro danno é quello alla vista vedo gli oggetti muoversi quando li guardo fissi e quando guardo al muro vedo macchie bianche.forse non ci crederete.anche io pensavo che una canna non facesse nulla ma io mi sono rovinato la viva.

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ART 187 Guida sotto effetto di Stupefacenti... Una legge ignobile.

Ho da poco passato la 30ina e per circa 15 anni mi sono fatto le canne. Non ho mai avuto particolari problemi con la giustizia, quando ero adolescente sono stato fermato tante volte, ma solo in un'occasione mi contestarono il possesso ai fini di spaccio (cosa che non ho mai fatto), accusa che cadde dopo alcuni mesi senza nessun tipo di conseguenza. Dopo quell'episodio la mia vita è filata liscia e felice fino al 20 Febbraio 2010.

Farmi le canne mi piaceva, amavo il sapore del fumo, il rituale di preparazione e ovviamente l'effetto che produceva sulla mia mente.Fumare non mi ha mai impedito di fare quello che volevo fare, ho un lavoro anche di responsabilità, sono uno sportivo, ho una bella Famiglia e moltissimi amici/conoscenze.Certo non nego la dipendenza che avevo da quella sostanza, ma in un certo senso era una dipendenza "sana", sapevo quando potevo fumare e quando non potevo. Non avevo problemi a non fumare tutto il giorno, ma la sera almeno una canna me la dovevo fare. Quindi con gli anni il consumo era confinato prevalentemente tra le mura di casa, la sera e nei momenti di relax. Insomma credo di essere stato uno dei tanti "cannaroli".

Quel 20 Febbraio ero alla guida, erano circa le 18.30 e stavo andando a comprare le sigarette in un piccolo paese di montagna. Ero da poco sceso dagli impianti, mi ero fatto una bella doccia e mi sentivo in formissima.

Andando dal Tabaccaio ho bruciato un semaforo atto a limitare la velocità su un rettilineo. Uno di quei Semafori che sopra i 50km diventa rosso con un arancione che dura un'attimo.Non ho completamente arrestato il veicolo, sarò stato a 55km, cmq va bene sono passato con il rosso.

Entro dal Tabaccaio e lascio la macchina col motore acceso, dopo almeno 5 minuti un Vigile si affaccia alla porta e mi chiede i documenti. Non protesto nonostante la strana situazione (fermato dal Tabaccaio), ammetto l'infrazione in tutta tranquillità.

Insieme a questo Vigile Urbano c'era un signore in Borghese che ad un certo punto senza "presentarsi", guardando la mia patente, mi chiede se volevo seguirli all'ospedale più vicino (40 km circa) per le analisi del sangue ed il prelievo delle urine.

Fino a quel momento avevo una vaga conoscenza in materia di sicurezza stradale, conoscevo a grandi linee gli art 186 e 187. In cuor mio pensavo che mai sarei incappato in un problema del genere facendo una vita estremamente tranquilla.

Ho abbandonato da anni le uscite del Sabato sera, le sbronze con gli Amici o più semplicemente il fare Bordello. Ormai da bravo 30enne mi rilassavo a casa con pochi amici, una paio di canne, una playstation o un pokerino...le solite cose insomma.

Pensavo che per arrivare ad una simile richiesta ci voleva un motivo più che valido, un incidente, il possesso di qualche cosa di illegale mentre si era alla guida. Oppure pensavo che questi controlli dovevano per forza di cose essere fatti con strumenti adeguati quali il famoso Palloncino o i fantomatici Drug Test.

E invece a mie spese ho scoperto che agli agenti, purtroppo molto spesso non degni della divisa e del potere che gli viene conferito, basta semplicemente il "sospetto". E se non c'è e sono in vena di perdere tempo, gli basta semplicemente asserire che il malcapitato dimostrava evidenti sintomi di alterazione, è la legge che gli ha dato questo superpotere divino.

E quindi alla domanda:"Vuole venire a farsi le Analisi?" cominciai a prendere tempo e intanto pensavo velocemente a come poter uscire da quella situazione. In realtà ormai c'era poco da fare, anzi sarebbe stato meglio seguirli poi capirete perchè.Comincio molto educatamente a far notare che ero palesemente sobrio, che il posto dove volevano portarmi era lontanissimo (37km circa) e che non potevo avvertire mia moglie che mi aspettava a casa (stavo andando a recuperare i telefonini dimenticati da un amico), la quale ovviamente vedendomi sparire per almeno 4 ore si sarebbe oltremodo preoccupata. Sostanzialmente era tutto vero, ma a fare le analisi non volevo andarci perchè sapevo bene che sarei risultato positivo al THC, anche se quel maledetto giorno non avevo ne bevuto e ne fatto un tiro di canna.

Ingenuamente pensavo:"Non vado a farmi le analisi, è ingiusto sono sobrio e loro lo sanno ma mi stanno incastrando. Non do allo stato la certificazione che mi faccio le canne, metto un avvocato e faccio ricorso perchè oltretutto mi vogliono portare a 40km di distanza per farmi questi benedetti accertamenti, e tutto questo senza uno straccio di Etilometro o Drug Test. Non può essere cosi la Legge in Italia...". Ovviamente mi sbagliavo.

Insomma vengo tradotto in Caserma dei CC... vengo perquisito, viene perquisito il mio veicolo senza trovare neanche una cartina. Resto li due ore e mezza abbondanti. Durante la verbalizzazione  comincio a capire in quale grave situazione mi stavo ritrovando.Articolo 186 guida in stato di Ebrezza, Art 187 guida sotto effetto di Stupefacenti, reati penali, Migliaia e Migliaia di euro di Multa (circa 24 mila se il giudice mi darà il Massimo della Pena), mesi di carcere, fedina penale sporca, e se il veicolo era intestato a me lo avrebbero CONFISCATO.

Arriva il momento di firmare i verbali, il Carabiniere mi sottopone un due fogli che sostanzialmente dicevano la stessa cosa. Leggo il primo, era un casellario di sintomi che il conducente manifestava, vedo le caselle sbarrate "Movimenti rallentati", "Sensazione di benessere", "Alito vinoso". 0vviamente era tutto falso, ma giustamente doveva motivare tutto ciò. Schifato rifiuto di firmare, e lui mi risponde:"Tanto fa lo stesso...", e io "Vedremo".

Chiamo un'amica che almeno mi riporta la macchina a casa, altrimenti l'avrebbero tenuta 3 mesi in deposito giudiziario, almeno la macchina l'ho salvata. Esco dalla caserma provato, umiliato e allibito.

Sono passati cinque mesi e un po di giorni da quel maledetto 20 Febbraio 2010. Il Prefetto mi ha sospeso la patente per un anno, ma questo è solo l'inizio del calvario. Mi aspetterà un bel processo, ho dovuto mettere l'Avvocato e sto subendo l'umiliazione del Sert. Ancora non so come andrà a finire e quanto questo scherzo mi verrà a costare. Una cosa è certa, ormai ho una bella X dietro la schiena e ne avrò per anni e anni, e anni.

Da quattro mesi ho smesso del tutto di farmi le canne, evito di stare in situazioni di fumo passivo e con gente che potrebbe mettermi nei guai per possesso di stupefacenti. E' stato molto duro darci un taglio, mi piaceva e non avevo problemi di Tossicodipendenza. E' duro smettere perchè te lo ordina la legge e non perchè lo hai scelto tu. Ma la macchina mi serve, serve a tutti, come si fa a stare senza?In pratica non posso più fumare, anche se lo faccio in situazioni che nulla hanno a che vedere con la guida di un veicolo. Chi frequenta questo sito sa bene che il THC è la sostanza che l'organismo smaltisce con più tempo. Non sono più libero neanche di andare in vacanza senza macchina e farmi un paio di canne.

Supponiamo che me ne vado in vacanza all'estero e senza macchina, fumo, e dopo un paio di settimane vengo fermato in Italia e mi ritrovo a fare le analisi...

Questa è una legge scellerata. Ok, il mio è un caso limite siamo d'accordo, ma può succedere. E comunque anche senza il mio caso estremo di abuso di potere, resta una Legge ignobile, una Legge come ho letto da qualche parte "Ne colpisce cento per educarne uno", e per uno si intende quello che guida ubriaco e uccide.

Devo subire tutto questo perchè mi facevo le canne...non riesco a farmene una ragione. Le canne dite quello che volete, ma è una droga leggera, avrà anche i suoi sporchi effetti a lungo termine ma è inopinabilmente più leggera di Alcool, Cocaina, Anfetamine, Eroina e compagnia bella. Se ti ammazzi di canne di addormenti, se abusi delle altre sostanze elencati gli effetti sono ben più evidenti e più gravi, e questo è innegabile.

La sicurezza stradale è importante siamo tutti d'accordo, è giustissimo essere sobri alla guida. Ma allora ci vogliono gli strumenti adeguati per stabilirlo, per l'alcool c'è l'etilometro, per le droghe ci dovrebbe essere il Drug test ma a quanto pare non si usa.L'esame delle urine è inadeguato, certifica solo che si fa uso di sostanze ma non che lo si è fatto prima di mettersi al volante.

Da quando ho smesso di fumare non posso dire che la mia vita sia cambiata in meglio, mi sento esattamente come prima, anche dal punto di vista fisico. Risparmio un sacco di soldi questo si, e soprattutto quando riprenderò la patente non mi si gelerà più il sangue alla vista di un posto di blocco. 

Ogni tanto penso:"Certo che una bella canna ora ci starebbe tutta...." ma sapete quale è la cosa che mi manca di più?

LA LIBERTA' !

Chiudo dando alcuni consigli:

1 Non intestatevi la macchina 2 Se vi fermano ad un posto di blocco cercate di fermare la macchina dove può stare, altrimenti se siete positivi la portano al deposito. Se vi chiedono se c'è qualcuno che può venire a prenderla, occhio perchè potrebbero fare il palloncino anche a lui.3 Se vi portano all'ospedale chiedete sempre ed in ogni caso la perizia per accertare che siete in grado di connettere, teoricamente la sola positività alle urine non basta.4 Se vi chiedono di seguirli all'ospedale andateci, ormai non potete fare più niente. Meglio prendersi un solo capo d'accusa che tutti e 2 (186 e 187)5 Se avete bevuto e vi fermate a dormire in macchina, parchegiatela bene, levate le chiavi dal quadro e non mettetevi a dormire nel posto di guida. Non dormite sulle piazzole delle autostrade. Vi consiglio di non dormire in macchina non si sa mai. 

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Mi sono guardato dentro

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Fumare Marijuana mi fa stare male

Fumo marijuana da circa 2 anni , all inizio quando fumavo , mi divertivo non pensavo ad altro che a divertirmi in compagnia dei miei amici , Ora invece apppena faccio qualche tiro di una canna la mia autostima mi cala in un modo assurdo... Da quanto ho letto alcuni dicono che ho una percezione della realta piu sviluppata.... è infatti ho fatto un test proprio su me stesso , dopo aver fumato ho provato a scrivere quello che stavo percependo , Secondo me la marijuana aiuta solo alcune persone a capire meglio come stanno le cose veramente per esempio quando sto lucido se qualcuno dice una cazzata o qualcosa rido faccio finta di dargli retta anche se me ne accorgo che sta mentendo o dice una cazzata  ,invece dopo aver fumato capisco che quella cosa non è vera oppure la persona sta mentendo....Piu faccio uso di cannabis piu me ne accorgo di come stanno realmente le cose nel contesto in cui mi trovo..... Forse sono io matto oppure quando fumo mi vengono le paranoie mentali e divento stupido ... Non lo so ... Oppure anche a qualcun altro succede quello che succede a me ? , perciò non divento matto quando fumo....         Perchè all' inizio ho scritto che la mia autostima cala radiclamente quando faccio uso di cannabis ? : perche mi vengono in mente cose passate che faccio da lucido e penso che siano delle cazzate assurde o che non hanno senso e che non adrebbero fatte oppure cose che alcune persone tipo amici o parenti mi dicono e capisco il vero significato di ciò che mi avevano detto ... Invece trovo che in altre persone quandu fumano la loro autostima si alza gradualmente e non hanno questi problemi ... forse questi ancora non sono arrivati al punto in cui mi trovo io ... oppure come ho detto prima sarò matto ... non lo so.   

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MARIJUANA / Erba curativa, i 10 benefici per la salute

 

DirettaNews - MARIJUANA - La marijuana è sempre stata molto criticata dai media per il suo uso ludico. Tuttavia negli ultimi anni il movimento che si batte per gli utilizzi medici di questa pianta, è cresciuto. Oggi la marijuana legale a scopo medicinale è in aumento, soprattutto negli Stati Uniti dove l’uso terapeutico è sempre più regolarizzato e dove a breve (in California) ci saranno i primi referendum per la legalizzazione. L’articolo che vi proponiamo di seguito (disponibile anche in formato grafico), è stato realizzato da un sito americano che si occupa di assicurazione mediche. Nell’introduzione gli autori scrivono: “dopo aver letto questo grafico, almeno sarete convinti che la marijuana a scopo medicinale vi può aiutare a controllare i costi dell’assicurazione sanitaria“. I dati riportati sono scientifici e provati, le fonti sono spesso governative o comunque tutte autorevoli.

Vi invitiamo a leggere attentamente questo articolo ma soprattutto a diffonderlo. E’ giusto che queste informazioni siamo a disposizione di tutti, anche in Italia, dove contrariamente al resto del mondo, continua la repressione e il proibizionismo nei confronti di una sostanza che come quest’articolo dimostra, potrebbe rivoluzionare la medicina moderna.

La MARIJUANA…

1. CURA L’EMICRANIA I dottori in California riportano di essere stati in grado di curare più di 300.000 casi di emicrania grazie alla marijuana medicinale. Il 25% delle donne soffrono di emicrania almeno una volta nella loro vita. L’8% degli uomini soffrono di emicrania almeno una volta nella loro vita.

2. RALLENTA LA CRESCITA DEI TUMORI L’associazione Americana per la Ricerca sul Cancro ha scoperto che la marijuana serve effettivamente a rallentare considerevolmente la crescita dei tumori ai polmoni, al seno e al cervello.

3. ALLEVIA I SINTOMI DELLE MALATTIE CRONICHE Ricerche dimostrano che la marijuana può aiutare la cura dei sintomi di malattie croniche come la sindrome dell’intestino irritabile e il Morbo di Crohn, poiché può curare la nausea, il dolore addominale e la diarrea. L’ingrediente principale psicoattivo della marijuana, il tetraidrocannabiolo (THC), è stato approvato dall’FDA nel 1985 per l’uso nel trattamento della nausea, il quale è stato messo sul mercato con il nome di marca Marinol e formulato sinteticamente in olio di sesamo sotto forma di capsule di gelatina da prendere oralmente. Nel 1989 sono state prescritte circa 100.000 dosi.

4. PREVIENE L’ALZHEIMER Nel 2006, l’Instituto Scripps ha dimostrato che il THC derivante dalla marijuana serve alla prevenzione dell’Alzheimer bloccando i depositi nel cervello che sono la causa di questa malattia. 5.3 milioni di persone negli USA hanno l’Alzheimer

5. CURA IL GLAUCOMA Alcuni studi suggeriscono che l’uso della marijuana medicinale aiuta a diminuire la pressione oculare negli occhi dei pazienti affetti da glaucoma.

 

6. PREVIENE LE CONVULSIONI La marijuana è un rilassante per i muscoli e possiede qualità “antispasmodiche” le quali si sono dimostrate essere molto efficienti nella cura delle convulsioni.

7. AIUTA CHI E’ AFFETTO DA ADD (ATTENTION DEFICIT DISORDER) E ADHD (ATTENTION-DEFICIT/HYPERACTIVITY DISORDER ovvero SINDROME DA DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITA’) Uno studio ben documentato dell’ USC nel 2009 ha mostrato che la marijuana non solo è un’alternativa perfetta al Ritalin ma tratta la malattia senza alcun effetto collaterale negativo, come causato invece dal farmaco. ADHD colpisce circa il 4,1% degli adulti, di età compresa 18-44, in un dato anno.

8. PUO’ TRATTARE I SINTOMI DELLA SCLEROSI MULTIPLA La marijuana agisce fermando gli effetti neurologici e gli spasmi muscolari che derivano dalla sclerosi multipla proteggendo i nervi contro le lesioni causate da questa malattia letale.

9. AIUTA AD ALLEVIARE I SINTOMI DELLA SINDROME PREMESTRUALE Un riscontro evidente suggerisce che l’uso della cannabis possa ridurre il dolore in gravi casi di sindrome premestruale. Ben il 75% delle donne con mestruazioni hanno dei sintomi della sindrome premestruale.

10. AIUTA A CALMARE CHI E’ AFFETTO DALLA SINDROME DI TOURETTE E DA DISTURBI COMPLULSIVO-OSSESSIVI Allo stesso modo in cui la marijuana tratta gli spasmi e la sclerosi multipla, gli effetti della marijuana rallentano i tic in coloro che soffrono della sindrome di Tourette e rallenta i sintomi neurologici ossessivi nelle persone affette da disturbi compulsivo-ossessivi. Approssimativamente 3,3 milioni di persone negli USA hanno disturbi compulisvo-ossessivi. 272.000 persone negli USA hanno la sindrome di Tourette.

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Diario di un rave

2 giorni fa ero ad un rave.. una fabbrica enorme, mille stanzoni grandissimi, corridoi, camere e cortili abbandonati... e in mezzo lui, il sound, muro di casse alto 3 metri e lungo 15.. ovunque per il sito ci sono campers e macchine "special", gente che ti chiama per chiederti se vuoi prendere qualcosa per rendere l'atmosfera più viva..
quella sera sono arrivato lì sapendo già che avrei voluto provare un beverone di acqua e cristalli... mi aveva sempre attirato l'idea e nella mia gamma di "esperimenti" mancava ancora quella componente.. ebbene, la prima bottiglia da 33cl se ne va in 5 minuti, divisa tra noi 5 o 6 amici.... poi, dopo circa mezz'ora, arrivato l'ultimo di noi alla festa, si festeggia con una bottiglia da 1 litro.. per farla breve 1,5 g di cristalli se ne vanno in 45 minuti, contando che su 6 eravamo 3 maschi molto "assetati" e 3 ragazze relativamente più tranquille... dopo un tempo non precisato, cmq poco dopo la seconda bottiglia, tutti vengono attirati dalla musica e partono in massa verso il sound, mentre uno di noi aveva iniziato a fare dei disegni sui muri... capite le nostre intenzioni si gira verso di me e mi dice "voi andate, tranquilli io resto un pò qua a disegnare"...
a quel punto, capito l'andazzo (lui è sempre stato quello che mi ha fatto viaggiare mentalemente ad ogni occasione "psicoattiva") ho deciso di seguirlo e rimandare la danza... e dopo un pò, in concomitanza con il picco dell'effetto, ho capito di aver fatto la cosa giusta: abbiamo cominciato a parlare dei disegni, ed io ho iniziato a fare discorsi molto profondi (o almeno così mi sembrava) su ciò che secondo me significa disegnare per lui... evidentemente sarò stato troppo profondo (o più probabilmente era salita anche a lui) fatto sta che all'improvviso smette di disegnare, si gira con la bocca aperta e gli occhi da cucciolo di cane, mi abbraccia e mi dice "dopo quello che hai detto devo dedicarti un disegno"... troviamo una parete abbastanza grande e lì tocchiamo il momento di feeling più intenso: lui disegna e io gli parlo, il tutto sempre più velocemente... le parole si mischiano con i tocchi di colore, le sfumature con i silenzi... in quel momento sento un senso favoloso senso di felicità, una felicità pura, mai provata.. dopo un pò però succede una cosa che ci lascia molto tristi: si avvicina una ragazza che ci chiede cosa facciamo, di dove siamo... insomma un'altra che come noi aveva un'intensa voglia di comunicare.. noi siamo felici di questo, parliamo e sorridiamo, lontani dall'essere maliziosi o aggressivi.. però all'improvviso da dietro spunta un ragazzo dall'aria evidentemente alterata dal fatto che stessimo parlando con la sua amica.. la porta via subito mentre un terzo ragazzo lo calma..
questa scena mi ha fatto male, ma evidentemente ha fatto ancor più star male il mio amico: lo vedo girarsi verso di me con una faccia da bambino offeso... faceva sinceramente tenerezza.. ritorna al suo disegno, ma questa volta muovendosi a scatti, dicendomi "questo disegno te lo sto finendo proprio con cattiveria... il mondo è brutto"... questa cosa mi ha fatto pensare...
passato questo momento intenso torniamo dagli altri... ora non sto a raccontare precisamente tutto ciò che è successo: dico solo che dopo un pò ho chiesto a un mio amico di accompagnarmi in un posto, ho sgomiato in tutta tranquillità un pò din birra e da lì sono stato di nuovo meglio.. ho passato tutta la notte e la mattina a ballare 15 minuti e poi a girare trotterellando per 10 minuti salutando la gente, aiutando quelli che non stavano bene e parlando con altri come me.. poi il pomeriggio a casa, cena veloce alle 5 e poi a nanna... stamattina? fresco come una rosa..

 

so che fa male, so che è illegale, ma non posso negare che prenderlo sia una delle esperienze più ricche di sensazioni che abbia mai provato... la parola d'ordine in queste cose è sempre LIMITE: io stavo bene, ma vedevo gente davvero in stati pietosi, piegati da altre sostanze a cui evidentemente non possono più rinunciare.. sostanze che ho provato anch'io, ma solo per un istinto di esplorazione che mi spinge a testare una e una sola volta le cose per capire cosa mi danno... tutto ciò a volte mi fa paura, ma posso dire che finchè si conserva un minimo di amor proprio, un minimo di speranza per il proprio futuro, va da se che il limite viene autoimposto..

non sono nessuno per dirlo, ma mi raccomando: quella non è la vera vita, è solo una percezione alterata da un processo di inibizione chimica.. facciamo sempre in modo che il cervello funzioni, che di questi tempi ce n'è bisogno...
 
ciao
 
adreno.chrome Tedo

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Dalla canna all'EROINA?

L'IMBROGLIO DEL PROIBIZIONISMO
 

Il mito che dalla marijuana si passa all'eroina è stato diffuso negli anni 'S0 dal capo del Federal Bureau of Narcotics, Harry J. Anslinger, legato alla destra maccartista, per un motivo preciso: dopo che la Commissione del Sindaco di New York, Fiorello La Guardia, aveva escluso i pericoli comunemente attribuiti alla canapa dalla propaganda del Bureau

Dalla marijuana all'eroina

Il mito che dalla marijuana si passa all'eroina è stato diffuso negli anni 'S0 dal capo del Federal Bureau of Narcotics, Harry J. Anslinger, legato alla destra maccartista, per un motivo preciso: dopo che la Commissione del Sindaco di New York, Fiorello La Guardia, aveva escluso i pericoli comunemente attribuiti alla canapa dalla propaganda del Bureau (criminalità, violenza, psicosi; assuefazioné, ecc.: (cfr. Mayor La Guardia's Committee" ón màrihuàna, The Marihuana Problem in the City of New York, J. Cattell Press, Lancaster, Pa. 1944) e una serie di studi successivi avevano confermato le tesi della Commissione, il Nàrcotic Bureau non aveva più argomenti per giustificare la repressione anti "erba." Così Anslinger inventò letteralmente questo nuovo mito in una celebre seduta al Senato, rispondendo al senatore Daniel che gli chiedeva perché, dato che il vero pericolo è l'eroina, conveniva conservare le leggi antimarihuana: "Il nostro grande problema è che la marijuana può portare all'eroina" risponde Anslinger (Illicit Narcotics Traffic: Hearings, U.S. Senate, 1955, part. 9, p. 4193).
Pochi anni prima, il bugiardo Anslinger aveva detto alla Camera, in piena campagna per la proibizione della canapa: "Non ho mai sentito neanche un caso di progressione dalla marijuana all'eroina. Il drogato di cannabis non va mai in quella direzione" (Hearings before the Committee on Ways and Means, U.S. House of Representatives, 75th Congress, lst Session April and May, 1937, p. 24).Negli anni Settanta, i fatti hanno contribuito a stroncare definitivamente la teoria dell'escalation: gli eroinomani in America sono 720.000, un numero piú o meno uguale a quello degli inizi del '900, e che si è conservato costante lungo tutto il secolo; e i fumatori di canapa sono passati dalle poche decine di migliaia nelle comunità di colore degli anni '20, agli attuali 20 milioni.

In Italia, i consumatori abituali di eroina sono stimati in 20.000 alla fine del '75; un'indagine della sezione sociologica del Comitato Scientifico "Libertà e Droga" ha permesso di valutare in modo inequivoco l'ampiezza del consumo di marijuana.
Il sondaggio dell'Istituto dì Ricerche Demoscopiche "Slamark" di Roma, condotto per "Panorama" nel giugno '75, ha accertato che almeno 300.000 giovani dai 14 ai 18 anni fumano con una certa frequenza; l'indagine del "Libertà e Droga" è stata condotta su un campione di giovani dai 19 ai 29 anni, all'inizio del '76: il 3,1 % "fumava" con una certa frequenza: da "raramente" (due volte al mese) a "spesso" (più di una volta la settimana), per un totale di 270.000 consumatori; agii intervistati veniva anche rivolta la domanda "Hai un fratello con più di 28 anni che fuma?", il 9 % rispondeva affermativamente, individuando in tal modo oltre 24.000 "fratelli maggiori" consumatori.
I 270.000 consumatori fra i 19 e i 29 anni non devono stupire: chi ha oggi 29 anni ne aveva 20 all'inizio del fenomeno hascisc in Italia; la percentuale dei consumatori è comunque meno della metà di quella delle generazioni dai 14 ai 18 anni; í "fratelli maggiori" di 34 anni, infine, avevano 25 anni nel '67.
Il totale dei due sondaggi comporta una cifra di 594 mila consumatori accertati: a cui vanno ovviamente aggiunti le migliaia di consumatori delle generazioni piú anziane.
600.000 consumatori in Italia: un numero non certo sbalorditivo se si tiene conto che equivale all'1,1 % dell'intera popolazione contro il 10 % degli Stati Uniti (20 milioni di consumatori accertati nel '75), e 1'8,5 % dell'Inghilterra (4 milioni di consumatori accertati nel '74) stimati dai sondaggi BBC-TV.
600.000 consumatori di marijuana contro 20.000 consumatori di eroina sono anche per l'Italia una secca smentita al mito dell'escalation (il volume degli eroinomani è appena il 3,3 %).
Consapevoli di queste prove schiaccianti contro le loro teorie cercano in qualche modo di esorcizzare il fenomeno marijuana, di definirlo come comunque negativo, al di là dei pericoli intrinseci della sostanza, hanno provato ad autolimitarne la portata: è la tesi del Movimento Lavoratori per il Socialismo e dei suoi comitati antidroga: "Sí, la marijuana non costringe a passare all'eroina, però in certi soggetti, specie se proletari, crea una predisposizione all'uso di droghe pesanti."
L'unico modo di verificare questa tesi è vedere, nel gruppi di persone che, da un punto di vista cronologico, "passano" all'eroina, se esistono dei fattori presenti in misura notevolmente piú rilevante che nei gruppi che "non passano": se non c'è nessuna differenza, oltre alla condizione proletaria, possiamo dare ragione al Movimento Lavoratori per il Socialismo.
I ricercatori del Comitato Scientifico "Libertà e Droga" hanno elaborato un questionario che è stato sottoposto a 400 giovani, dai 17 ai 22 anni. Si trattava di due gruppi, campionati con gli stessi criteri: 200 ragazzi che fumavano marijuana da tre anni e non erano passati all'eroina; e 200 ragazzi che "avevano cominciato" dalla marijuana, dopo due anni erano "passati" all'eroina, e consumavano eroina regolarmente da almeno un anno, con un grado elevato e indubbio di dipendenza fisica.
I due gruppi erano il terreno ideale per vedere il peso del fattore marijuana in un'eventuale "escalation" all' eroina; praticamente due gruppi che per due anni avevano avuto lo stesso comportamento (uso di marijuana) e poi si erano divaricati: uno aveva continuato con la marijuana, l'altro era "passato" all'eroina.
Le, domande del questionario comprendevano praticamente tutte le situazioni sociali e psicologiche e le motivazioni che vengono chiamate in causa quando si vuole spiegare l'uso dì eroina. Le domande venivano poste direttamente ("sei mai stato in istituto di rieducazione? per quanto tempo?") senza metterle in relazione all'uso di eroina (tipo: usi eroina perché sei stato male con l'esperienza del riformatorio?). In questo modo saltavano fuori i fatti, senza l'interpretazione personale del ragazzo, che veniva raccontata invece in un dialogo più personale (intervista). Tutte le risposte venivano raggruppate in una serie di fattori-chiave:
Scheda. - Francesco Nicoli, detto "Giasone" è morto a Roma, nei pressi di Campo de' Fiori, in una casa abbandonata, per una dose eccessiva di anfetamina (Preludin, un dimagrante), il 20 settembre 1974. Una contro inchiesta fra i suoi amici ha permesso di ricostruire "come" era arrivato all'anfetamina usata in modo massiccio. "Giasone" era un freak come tanti di quelli che vivono sulla strada, che si spostava di città in città, a seconda di dove trovava un ambiente adatto alle sue esigenze. Venezia, 1969: fermato e perquisito dalla Questura. Foglio di via, con diffida a tornare a Venezia, pena l'arresto. Roma, 1972: retata della polizia, interrogatorio, altro foglio di via. Ma Giasone ha trovato un lavoro a Roma e non si può spostare: quindi, due mesi dopo, viene arrestato a Roma per contravvenzione al foglio di via, due mesi a Regina Coeli. Scarcerato, colleziona altri due fogli di via a Milano e a Bologna. Torna a Roma, viene incastrato di nuovo, in carcere un mese e mezzo. Passano sei mesi, torna a Roma, ricercato. La polizia lo trova, in una soffitta, cadavere.
Risultati: nel campione "marijuana," il 9 % aveva la famiglia "spezzata," 1'8 % problemi sessuali "notevoli," il 13 % guai con la scuola, il 28% conflitti significativi con la famiglia. Nel campione "eroina," famiglie "rotte" 11%, problemi sessuali 8 %, scolastici 16 %, conflitti coi genitori 30 %. Per questi fattori, sesso, famiglia, scuola, che vengono elencati comunemente, fra le "cause" delle droghe pesanti, non c'era, nessuna differenza fra marijuana e eroina; e nessuna differenza consistente con un campione di giovani appena limitatamente "non conformisti": problemi di sesso, scuola e famiglia sono cioè presenti fra i consumatori di droghe (leggere o pesanti) in misura simile, a quella dei coetanei non consumatori.
Le differenze fra marijuana e eroina erano invece clamorose negli altri fattori; "senza casa": 6 % marijuana, 28 °% eroina; "guai": 6 % marijuana, 35 % eroina; "dipendenza economica dalla famiglia ipersofferta": 3 % marijuana, 40 % eroina; "senza soldi": 5 % marijuana, 36 % eroina; "paranoia": 4 % marijuana, 42 % eroina; "prigione": 4 % marijuana, 30 % eroina. Per la marijuana le percentuali sono di poco superiori a quelle che si riscontrano in un campione "normale" di giovani, cioè non consumatori; alla voce "guai," la percentuale alta è ovviamente determinata dalla situazione legale particolare dei consumatori: 20.000 arresti dal '67 ad oggi. Le voci "senza casa," "senza soldi," sono più cospicue del normale per la notevole incidenza quantitativa del fenomeno "freak" in Italia dopo il '69: praticamente tutti i "freak" fumano e la maggioranza è senza casa e senza soldi. La voce "paranoia" è simile a quella dei giovani "normali." Il fattore "dipendenza economica dalla fami­glia" è leggermente inferiore a quello dei non consumatori: in numerose interviste, i consumatori attribuiscono questo fatto a certi effetti denevrotizzanti della marijuana. Rispetto ad un campione normale di fumatori di marijuana, va notato che si tratta di ragazzi tutti consumatori regolari abituali, con un'esperienza di tre anni: ecco perché vi sono molti "freak"; se si fosse preso in esame un campione normale, comprendente anche fumatori saltuari, occasionali e giovani che fumano da pochi mesi, sarebbe stato più allargato il numero degli studenti.
Per l'eroina, la maggioranza rispondeva sí a due dei cinque fattori (casa, soldi, dipendenza economìca, guai, paranoia); il 16% rispondeva sí solo a "paranoia" Le percentuali per questi cinque fattori sono enormemente superiori a quelle di un campione normale di giovani; e, come abbiamo visto, enormemente superiori a quelle dei "fumatori." Nelle interviste personalizzate, i "tossicomani," raccontando la propria storia, mettevano in evidenza una situazione critica che a un certo punto li aveva indotti a cominciare con l'eroina; come abbiamo accennato, si tratta di ragazzi che hanno cominciato a "bucarsi," sapendo che l'eroina dà assuefazione. Alla voce "guai," molti hanno raccontato di aver cominciato con l'eroina dopo essere stati in galera; o addirittura durante il periodo di detenzione; parecchi hanno cominciato perché dei loro amici o la loro ragazza/ragazzo, era in prigione o doveva scontare una pena lunga; frequentissimi i guai con istituti per minori; quasi tutti riferiscono di aver usato l'eroina anche per sfuggire a una situazione di angoscia continua per gli arresti e la repressione. Il modo dì vita "sulla strada" (senza casa e senza soldi) crea, secondo gli intervistati, una situazione psicologica particolare: la mancanza di alternative rende disponibili a esperienze come l'eroina; soffrendo in continuazione la fame e il freddo e la scomodità, l'eroina offre sensazioni anche fisiche meno spiacevoli. I ragazzi della marijuana in condizioni simili raccontano una grossa differenza: cioè la loro scelta non è obbligata, vivono sulla strada per un certo periodo perché hanno deciso di fare questa vita; i ragazzi dell'eroina qualche volta hanno cominciato per una decisione, ma poi, anche quando avevano voglia di smettere …………………….
lavoro e non lo trovavano, cominciavano qualche attività artigianale ed erano costretti a smettere per mancanza di licenza, e cosí via.
Una piccola minoranza (6 %) non ha risposto sí a nessuna domanda sui cinque fattori; e nelle interviste ha dichiarato di aver iniziato e continuato perché trovava l'eroina, nel complesso, una "buona droga" o una sostanza interessante. Il 15 % aveva cominciato per motivi solo esistenziali (voce "paranoia")*. Nelle interviste nessuno ha dichiarato di aver cominciato l'eroina a causa del precedente uso di marijuana e tutti hanno sottolineato una differenza sostanziale tra le due droghe: la prima, in molte situazioni, rende più sensibili, anche alle cose negative (interiori o esterne); la seconda, "stacca" completamente dalle situazioni esterne, e fornisce quasi automaticamente una certa calma anche se si è agitati o nervosi.
I risultati della ricerca sono molto chiari: chi sa che l'eroina dà assuefazione comincia ad usarla in seguito ad una situazione molto precisa; cioè un malessere originato da fattori sociali molto grossi. 'Quando un paio di questi fattori si combinano, per esempio "guai" con "paranoia" in molti individui "salta" la possibilità materiale o fisica o psicologica di resistere al disagio, e allora l'eroina è vista, come una soluzione. Solo una minoranza comincia per motivi solo esistenziali. La maggioranza dice: "ho cominciato perché ero nella merda," e quando si scava, si scopre che la "merda" è rappresentata da una serie di guai: al primo posto, la repressione spietata (familiare, sociale, economica) contro chi tenta di vivere in modo diverso e la repressione contro la marijuana.
La ricerca conferma. ciò che è successo anche nel resto d'Europa: in un certo momento, negli ultimi dieci anni, in tutti i paesi si è scatenato lo "scandalo droga"; con due conseguenze: uno la diffusione di miti assurdi sulla "droga", compreso la favola della marijuana come droga di passaggio; due, una repressione formidabile contro le droghe leggere contro i “capelloni” o gli “hippies”. “il risultato” spiega il sociologo inglese Jock Young “ è che la stupida profezia della marijuana come droga di passaggio diventa vera (profezia che si autoavvera): cioè migliaia di giovani vengono talmente tartassati con gli arresti e l’emarginazione che economica che diventano per queste condizioni eroinomani……..

Da http://www.altrestorie.org

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Libro su giovani e sostanze

 

   A proposito del tema giovani e sostanze, segnalo l'uscita di questo libro

  Vanni Santoni, Gli interessi in comune, Feltrinelli

(qui l'indirizzo Ibs http://www.ibs.it/code/9788807017629/santoni-vanni/interessi-comune.html)

  Riporto anche una recensione dal blog   http://insipienzaastrale.blogspot.com

Gente che si droga. Ragazzi, anzi, ragazzi che si drogano. Parecchio. Ragazzi della provincia di Firenze (d’Italia?) che, dal novantacinque al 2006, più o meno, si drogano. Se non si drogano scompaiono. Se non si drogano non succede nulla. Se non si drogano non sta insieme niente.
Non è che vogliono buttare la vita nel cesso, è che proprio non sanno che farci.
Aprire con un manifesto deridendolo per tutto il romanzo (un romanzo pure generazionale nel suo non cercare di esserlo). Volendo tracciare una linea che va da Tondelli, passa per le scritture giovanili dei primi anni novanta… no, non si può fare. Allora Yates (Richard). Quella fermezza che non concede troppo ai localismi (e, nonostante l’oggetto, ai provincialismi) senza diventare pesantezza. Leggerezza.
Malinconia a pacchi. 

ilpaura

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Un anno di uso, Vita ToTaLmEnTe Cambiata.

Ciao a tutti, mi chiamo Mauro, ho 21 anni, sono un carpentiere navale; circa un anno fa ho avuto un periodo che mi drogavo quasi tutte le sere dopo il lavoro, mi trovavo con i miei amici e fumavo canne fino circa alle 1a della notte, poi andavo a casa in stato molto alterato con la mia macchina. Alla mattina mi sono sempre alzato puntualmente e andavo a lavorare tranquillamente ma già pensavo alla sera per fare la stessa cosa che facevo tutte le sere, SBALLARMI! A parte la negatività di questa situazione, ero sempre felice e allegro, stavo molto bene... Poi verso dicembre dello scorso anno una ragazza meravigliosa mi chiamo per dirmi se si potevamo trovare qualche sera e andare a farci un giretto insieme. Andai a trovarla, già la conoscevo di vista e sapevo quello che faceva però non ci ho fatto caso. Quello stesso giorno mi ha chiesto se andavamo su a prendere la roba, io accettai, siamo andati su e lei ha acquistato la sua dose. Quando sali in macchina con la roba, mi ha chiesto se volevo una riga, (lei se la iniettava) io avendola già provata tempo fa, ho accettato. Eravamo tutti e due cotti, e con quella ragazza (che io ero e sono ancora tremendamente cotto) parlavamo di tutto, qualsiasi argomento, si poteva parlare con lei, è intelligentissima oltre che bellissima. Quando arrivai a casa dopo quella giornata, mi sono detto, "cazzo mi sono fatto di eroina, la droga peggiore che esista". Poi pian piano cominciavamo ad andare su tutte le sere a prendere la roba, tutti i soldi del mio stipendio li spendevo in eroina, e considerando anche che la pagavamo una volta a testa, facevamo fuori insieme circa 2.500 € di eroina al mese escluso sigarette, che da un pacchetto giornaliero, ne ho cominciato a fumare 2 pacchetti (con l'eroina ti viene voglia di fumare di più, e appena ti fai hai subito voglia di fumare una sigaretta). Io mi facevo perchè mi piaceva, ma mi piaceva di più la ragazza che l'eroina, qualche volta stavo anche senza farmi e non c'erano problemi per me. Poi un giorno tornando a casa si è rotto l'alternatore quello che carica la batteria alla macchina e quindi mi sono voluto dei soldi per metterla bene, e non avevo soldi a sufficienza per la roba, quindi andai in posta dove ho il mio conto corrente e chiedi un prestito di 2.000 euro che vedendo che ho un posto di lavoro fisso, me lo hanno concesso senza problemi. I miei amici quelli, fumatori di canne quando mi hanno visto dopo tanto tempo non mi riconoscevano più, e hanno visto che avevo qualcosa che nascondevo, e allora glielo detto che mi facevo e si incazzarono totalmente con me. Intanto in un colpo solo spesi i miei 2.000 € in roba, una cosa che ora, mi vergogno totalmente. La mia vita era sempre quella, lavoro, e alla sera andare su per prendersi la dose ed essere totalmente SBALLATI. Un sabato dopo essere stato da lei, andai a trovai i miei amici e fumare in compagnia e a parlare un pò, loro mi supplicavano di smettere con quella roba, ma quella sera dopo fumato andavo in macchina e mi facevo un grammo ed è stato un mix veramente DISTRUTTIVO di Canapa ed Eroina, e poi siamo andati fino al McDonalds con sempre io alla guida in quelle condizioni. Dopo mangiato mi sono messo in macchina e ho riposato un pò ero veramente distrutto. I miei amici mi hanno detto che non volevano più vedermi perchè sembravo un morto. Una sera andai da lei e abbiamo fatto quello che abbiamo sempre fatto. Tornando a casa i Carabinieri mi fermarono e avendo già avuto un precedente per porto di oggetti da scasso mi perquisirono la macchina e me, e trovarono l'eroina. Siamo andati a casa mia per fare la perquisizione però li non trovarono nulla. Le conclusioni sono queste, ritiro patente, macchina all'asta (Opel Corsa nuova) e sicuramente penale. Alla mattina sono andato a lavorare e spiegai che mi hanno fatto questo per una cannetta. Avevo smesso con tutto, tranne le siga che sono arrivato a 3 pacchetti. Ho avuto un pò di crisi la prima settimana ma poi lavorando mi svagavo quindi passavano facilmente. La mia ragazza non si è più fatta sentire. Io intanto in quel periodo lavoravo e me ne stavo a casa tranquillamente alla sera, ero diventato apposto dopo tanto tempo, stavo tornando il normale Mauro. Al lavoro si accorsero che avevo migliorato molto di più il mio rendimento e la mia forza fisica e stavo tornando del mio colorito naturale. Poi ho cominciato a frequentare i bar dove andavo di solito e ho cominciato ad abusare d'alcol. Verso agosto mi presi 2 settimane di ferie, e ho cominciato le ferie bevendo, e una sera feci il mio accesso su MSN e vidi che la mia ragazza era connessa dopo molto tempo che non si faceva più sentire. Aveva preso la patente (gli avevo insegnato io a guidare quando andavamo via insieme in strade non trafficate) e mi aveva chiesto se andavo a trovarla. Io presi la corriera e andai a trovarla e quel giorno doveva andare su e io andai su con lei senza pensarci 2 volte. Tornai a farmi. In 20 giorni spesi 3.000 euro che avevo messo da parte per pagare le conseguenze di quando mi hanno fermato. E la ragazza mi ha detto che dovrà andare in comunità a settembre su ordine dei suoi genitori, ci restai molto male. Nel frattempo i miei genitori si sono accorti che avevo speso tutti quei soldi, e vedendo che a casa non c'ero mai, avevano intuito che avevo ricominciato a farmi. Arrivai a casa, mi dissero che o cambiavo e sennò dovevo andare via di casa. Mi iscrissero al S.e.RT e li cominciai a fare le urine però ho rifiutato di usare il Metadone e suggerri al medico di mandarmi in comunita di recupero per stare con la mia ragazza. Però visto che ho un lavoro e tutto decidi dopo un pò di non andarci, di continuare a lavorare. Tuttora ho fatto qualche tiro di canna con i miei amici e niente di più, ora sono veramente pulito ma sto solo aspettando che la mia cucciola torni dai 2 anni di comunita perchè veramente a parte l'eroina con lei stavo veramente bene, ho avuto l'affetto e le condivisione che non ho mai avuto da nessun'altra ragazza. Ringrazio a tutti coloro che hanno letto. Mauro.

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5840 giorni di Marijuana-Benzodiazepine-Alcol

Non ho mai avuto la forza ne il coraggio di raccontare il mio stile di vita a nessuno , ma questa sera voglio provare a lasciarmi andare.. anche se non so, se leggerò le risposte perchè il pregiudizio (e ignoranza) della gente mi ha sempre ucciso!!

Ho 39anni ,felicemente sposato da 14...... 2 bimbe un lavoro stabile da 18anni!! Una vita normalissima amici,hobby ecc..ecc!! Nel corso della mia vita ho incontrato diverse droghe, provando tutte quelle che mi incuriosivano di più (tranne la siringa!!)..tra tutte queste, quella che mi ha impressionato e divertito di piu è stata l'ecstasy però quella che girava negli anni 80  costava 80milalire, cmq sono stati periodi-stagioni, non mi sono mai accanito con una sostanza in particolare, la provavo e via , la mia però era stata solo fortuna non saggezza,perchè di tt le droghe provate anche se buone divertenti ecc ecc.. nessuna aveva fatto centro... nessuna aveva fatto centro nella mia anima!

Io ho sempre avuto un buona salute in generale, anche se sono una persona agitata 24h su 24 sempre in movimento mai fermo.. non cammino mai.. corro sono schizzato e non so cosa voglia dire la parola Calma..tutto quello che faccio nella vita.. io lo faccio di corsa barba doccia parlare guidare ! Ai miei amici per spiegare quello che provo e che HO DENTRO faccio sempre l'esempio del bungee jumping o montagne russe, quello che provate voi in quel momento io lo vivo tutto il giorno tutti i mesi tutti gli anni!! Sono nato cosi!!! Ho parlato con specialisti, psicologi ecc ecc per anni , ma alla fine ti partono dei gran soldi e basta! Sicuramente è anche questione di fortuna nel trovare la persona giusta, io non l'ho trovata. A 23anni allora ho iniziato con il lexotan , marijuana e birra usate contemporaneamente e dopo 5840giorni eccomi qua, SI!! tengo il conto dei giorni per spavenarmi io stesso ! Non ho Mai e dico Mai saltato un solo giorno, ho una costanza micidiale ogni tanto pregavo in un ricovero o incidente cosi avrei spezzzato la catena ma niente (fortuna o sfortuna)! Non sono mai diventato assuefatto di questo mix son partito con un dosaggio ed è rimasto quello anche dopo 16anni  però sono dipendente al pari dell'eroina, Ho ancora una buona memoria anche se la breve è sempre più in crisi riesco ad essere un buon padre e marito e sul lavoro ho capacità, ma il prezzo da pagare è altissimo il mio sistema nervoso per quanto reggerà?? Non so piu chi sono, perchè sono 16anni che vivo intorpidito da questo cocktail  i mei gusti i miei amici i miei hobby il mio modo di parlare   le cose che adesso mi piacciono ...saranno ancora cosi dopo che smetterò?? perchè prima o poi ...dovrò

P.S se ci sono errori grammaticali scusate ma non è una tesi :) e poi l'ho scritta di fretta ..

Ciao a che leggerà

Giulio

 

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C'è canna e canna

IL COLPO IN CANNA

di Marina Terragni 
 

Noi la chiamavamo “para” (paranoia) da fumo. L’ho avuta anch’io, molto tempo fa. Avevo una ventina d’anni ed ero alla mia seconda –e ultima- canna.

La prima, acqua fresca. Lì invece, un’esplosione nel cervello. Panico, angoscia. Un terrorizzante senso d’irrealtà che mi ha attanagliato per ventiquattr’ore. Mi sono fatta tutta la città di corsa, in piena notte, cercando di sfuggire al mostro, con un amico che mi arrancava dietro. Allora mi sono sentita molto stupida per questo: ma le canne non erano per me. Dev’essere quello che capita ai ragazzi che arrivano al pronto soccorso in stato di agitazione psicomotoria. E se succedeva allora, quando la concentrazione media di principio attivo (thc, tetracannabinolo) si agguirava intorno al 2-4 per cento, che cosa può capitare oggi, con concentrazioni che arrivano al 25? E poi allora a fumare era una minoranza ribelle e “antagonista”. Oggi lo scenario è diverso. La droga non è più un prodotto marginale, ma mass market, né più né meno che un paio di jeans.

Farsi una canna è normale, socialmente accettato, per nulla “contro”. C’è sempre qualcuno che “fa la spesa” prima delle gite scolastiche. Voi direte:”Mio figlio no”. Speriamo. Ma non metteteci la mano sul fuoco. “E’ un piano inclinato” dice realisticamente Paola Tavella, madre di adolescente e scrittrice che da tempo pensa di dare alle stampe una “Pedagogia della marijuana”.

“Che arrivino alle sostanze è fatale. Quello che si può fare è lavorare sul come, sul cosa, sul quando”. Canne, alcol, MdMA, MdA e roba simile. Coca e chetamina, nata come analgesico per cavalli. Che ci provino con qualcosa, tra i 3 e i 20 anni, è quasi scontato. Una canna occasionale, una volta al mese, o una alla settimana, o anche tutti i giorni: almeno un ragazzo italiano su quattro fuma o ha fumato. Quattro su dieci a Roma, uno su tre a Milano.

Don Gino Rigoldi dice che qui “la droga si consuma come se fosse una bibita”. Consumo che è aumentato del 45 per cento in quattro anni. E secondo ricerche e pareri piuttosto autorevoli, degli ottomila giovani con il cervello bruciacchiato dalla droga, una parte deve ringraziare la cannabis.

La Società italiana di psichiatria: basta una canna la settimana per essere dieci volte più esposti al rischio di attacchi di panico e psicosi Robin Murray del London Institute of Psychiatry: Un decimo dei 250mila schizofrenici del Regno Unito non si sarebbe ammalato senza cannabis. “Il legame tra cannabis e psicosi oggi è chiaro. Dieci anni fa non lo era” ha dichiarato Colin Blakemore, a capo del British Medical Research Council. La svolta d’attenzione in Gran Bretagna è stata sanCita nel marzo scorso dalla clamorosa marcia indietro (‘Cannabis, An Apology’, chiediamo scusa) del quotidiano The Indipendent , che dopo aver condotto campagne a favore della depenalizzazione, con tanto di marce a Hyde Park, si è visto costretto  a rivedere le sue posizioni.

Diversamente da quanto accade in altri paese europei e negli Stati Uniti, tra gli adolescenti italiani il consumo di tutte le sostanze è in aumento.

Lasciamo da parte pasticche e coca: a Milano quattro 15-34enni su cento tirano ogni giorno. Non parliamo di lsd, popper, crack, della nuova eroina ‘soft’ da sniffare, già su piazza per un mercato vergine, una generazione che non ha memoria di siringhe, tossici e overdose. Restiamo alle ‘buone’ canne: lo psicanalista Claudio Risé ci ha scritto un libro, Cannabis: come perdere la testa e a volte la vita (San Paolo).

“Non è questioni di opinioni” dice. “Nel mio libro parlo di fatti, ricerche già recepite in Francia, Gran Bretagna, dall’Onu. Quella è roba geneticamente modificata e coltivata in modo da aumentare le concentrazioni di principio attivo, e distrugge corpo e psiche. Se la prendi prima dei quindici anni, nei cinque anni successivi corri un grosso rischio di ammalarti di psicosi e di schizofrenia. Il 12 per cento di chi ne fa uso cronico sviluppa una malattia mentale. Sta venendo avanti una generazione di psicotizzati, con tipiche manifestazioni paranoiche, ideazioni persecutorie e via dicendo. Non è cambiata solo la percentuale di principio attivo. Il cambiamento sta nel consumo di massa. C’è tutto un mercato di prodotti induttivi, certi locali, certa Musica, che chiama il consumo di questa roba”. Be’, provate a dirlo ai ragazzi. Incredulità, sorrisi di compatimento: “...vaaa bene”. Non ti credono. Ti guardano come un rincoglionito, o come un gendarme. Secondo una ricerca di Eures, fra i giovani il consumo di cannabis è percepito come poco più trasgressivo del sesso prematrimoniale e del piercing, e pressocchè privo di rischi. “Funziona farglielo dire da gente poco più grande” suggerisce Risè. “Gente che ci è già passata, che si è bruciata. Bisognerebbe far parlare gli ex tossici nelle scuole”.

Paola Tavella insiste sulla linea della trattativa: “La repressione non ha mai funzionato. Con mio figlio mi sono detta: capiterà, e non posso lasciare semplicemente che capiti. La nostra generazione sa molto su queste cose: una consapevolezza che dobbiamo usare per educare”. Pedagogia della cannabis, per esempio, è cercare di spostare più in là la prima volta, come si fa per il motorino; a 17-18 anni la predisposizione all’eccesso è minore che a 14. Poi c’è il grosso problema della qualità della sostanza; sul mercato c’è di tutto, erba spruzzata di psicofarmaci, piena di radicanti, diserbanti... uno sballo chimico. Alllora” continua Tavella “meglio l’autocoltivazione per uso personale, come propongono i radicali. Recentemente una sentenza a Cagliari ha chiarito che tenersi un paio di piantine in casa non è reato. Almeno sai che roba è, il consumo segue il ciclo naturale della fioritura. E ti eviti i contatti con il pusher per strada, che prima o poi ti rifila una pasticca. Ma oggi in Italia non è aria. L’onda è repressiva e proibizionista”.

Lo chiedo a Riccardo C. Gatti, direttore del Dipartimento dipendenze della Asl di Milano. Fatta in casa è meglio? In questo modo si riduce il danno?

“Da medico dico che la cosa non cambierebbe. Anche l’erba coltivata sul balcone può avere un’alta percentuale di principio attivo. Il fatto è che siamo una società additiva. La tv insegna ai bambini che a ogni bisogno corrisponde un consumo. E’ un vero e proprio sfruttamento minorile, per “imprintare” i bambini a diventare generatori di consumi”. Dammi un modello di vita, dice Gatti, e ti dirò la sostanza. Discoteca, Suv, Milano-corso Como? Cocaina. Centri sociali, consumo equo-solidale, bici? Canne. “Modelli preconfezionati. E da dove arrivano? Dalle operazioni di marketing del businnes internazionale della droga. Un mercato con bilanci che superano quelli di un paese industrializzato: la droga è droga solo per chi la consuma, per gli altri anelli della catena è un grande affare che produce molta ricchezza, anche legale. Se oggi farsi uno spinello è normale, è il risultato di un’accurata strategia di marketing. Con i media che fanno da grancassa”.

Parlare di una nuova sostanza per stigmatizzarla può contribuire al suo lancio sul mercato,Raccontare della starlette che dice di preferire la marijuana è un’operazione di marketing con testimonial. Qualche tempo fa la rivista Lancet ha pubblicato due tabelle sulla pericolosità delle varie sostanze: in una (relativa all’uso acuto) si indicava la cannabis come meno pericolosa di altre; nell’altra (sull’uso cronico) se ne ribadiva la pericolosità. “Ebbene” insiste Riccardo C. Gatti “la stampa ha rilanciato solo la prima tabella, in cui la marjuana figurava come poco pericolosa. Che cosa dobbiamo pensare. Che c’è chi lavora per questo?”.

E allora? Che possibilità abbiamo, soli contro il drago a sette teste? Che cosa si deve fare con un figlio adolescente? “La sola pedagogia” conclude Gatti “è non permettere che i bambini vengano programmati al consumo senza limiti. Per il resto, io non sono un politico... ma davvero si pensa di poter fare fronte a un mercato globale con le sue strategie, le sue regole e i suoi centri di potere, senza politiche internazionali, senza luoghi di decisione e organismi unitari, senza stanziamenti o obiettivi condivisi a lungo e a medio termine? Davvero pensiamo di combinare qualcosa muovendoci come dilettanti, ciascuno con le sue oneste propostine?”.

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