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Generalmente la cocaina si trova sotto forma di polvere bianca, cristallina e inodore, dal sapore amaro. Non è mai pura, è sempre tagliata con altre sostanze: una dose presenta mediamente non più del 50-60% di cocaina, per cui gli effetti e la tossicità (sempre maggiore nelle droghe spacciate) variano a seconda delle sostanze di taglio. Vista la facilità di tagliare una semplice polvere bianca, esistono report di casi in cui la presenza effettiva di cocaina non andava oltre il 10%.

Gli effetti della cocaina sono molto soggettivi, variano secondo la purezza della dose, dallo stato psico-fisico della persona e dal contesto. Sono condizionati inoltre dalla modalità di assunzione, dalla velocità d’assorbimento della sostanza. La cocaina, agendo come stimolante del Sistema Nervoso Centrale, determina principalmente un aumento della lucidità mentale, una riduzione della sensazione di fatica, una diminuzione dell’appetito ed ha spesso un’azione complessiva di tipo euforizzante. Sensazione di benessere, aumento di sicurezza e di fiducia...

I metodi di datazione applicati su reperti archeologici scoperti nelle Ande centrali, testimoniano come l'uomo abbia cominciato a masticare le foglie di coca, da cui si estrae la cocaina, in epoche precedenti al 2500 a.C. La pianta della coca ha avuto un'importanza enorme per tutte le civiltà andine. Ciò è testimoniato dal fatto che essa era protagonista principale di tutti i moltissimi miti d'origine con i quali si raccontavano le vicende leggendarie della fondazione delle varie civiltà andine. La coca costituiva inoltre la pianta per...

La cocaina sta conoscendo una peculiare quanto rapida diffusione. Nel nostro paese rispetto al 2001, secondo le stime del Ministero*, il numero di coloro che ne hanno fatto uso nell’ultimo anno è raddoppiato, raggiungendo il 6,7% della popolazione, con la concentrazione più elevata nella fascia 25-34 anni di età. Il fare uso di cocaina ha perso un po’ di quell’alone distintivo che ne faceva un esclusivo divertissment d’elite, una sostanza da ricchi, penetrando nella vita di migliaia di persone, in fasce di popolazione spesso non “...

I più votati, cocaina

Classifica LANCET sui danni delle droghe (la tabella tradotta è tratta Focus)

Classifica LANCET sui danni delle droghe (la tabella tradotta è tratta Focus)
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Libro su giovani e sostanze

 

   A proposito del tema giovani e sostanze, segnalo l'uscita di questo libro

  Vanni Santoni, Gli interessi in comune, Feltrinelli

(qui l'indirizzo Ibs http://www.ibs.it/code/9788807017629/santoni-vanni/interessi-comune.html)

  Riporto anche una recensione dal blog   http://insipienzaastrale.blogspot.com

Gente che si droga. Ragazzi, anzi, ragazzi che si drogano. Parecchio. Ragazzi della provincia di Firenze (d’Italia?) che, dal novantacinque al 2006, più o meno, si drogano. Se non si drogano scompaiono. Se non si drogano non succede nulla. Se non si drogano non sta insieme niente.
Non è che vogliono buttare la vita nel cesso, è che proprio non sanno che farci.
Aprire con un manifesto deridendolo per tutto il romanzo (un romanzo pure generazionale nel suo non cercare di esserlo). Volendo tracciare una linea che va da Tondelli, passa per le scritture giovanili dei primi anni novanta… no, non si può fare. Allora Yates (Richard). Quella fermezza che non concede troppo ai localismi (e, nonostante l’oggetto, ai provincialismi) senza diventare pesantezza. Leggerezza.
Malinconia a pacchi. 

ilpaura

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La Repubblica Ceca legalizza il possesso di droghe

Le tabelle predisposte dal governo ceco entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2010 e permetteranno il possesso per uso personale di: 5 piante di marjuana, 15 gr di marjuana, 5 gr di hashish, 2 gr di cocaina/eroina/pervitina, 5 francobolli di LSD e 40 funghetti allucinogeni.Il gabinetto ha iniziato a discutere anche della quantità consentita per uso personale di droghe sintetiche, ma questa discussione è stata rinviata di due settimane. Se il governo approva la proposta del ministero, tra due settimane, sarà consentito possedere anche quattro pillole di ecstasy.

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Praga, la nuova Amsterdam

tratto da http://moksha.splinder.com/post/23877137/praga-amsterdam-of-the-east

Un migliaio di chilometri a est di Amsterdam un'altra capitale europea comincia a guadagnare credito tra i turisti della cannabis: Praga. Dal primo gennaio 2010, nella Rep. Ceca sono infatti in vigore limiti massimi per il consumo personale di sostanze stupefacenti in alcuni casi tre volte superiori alle quantità consentite in Olanda. E' divenuto legale il possesso di 15 gr di marjuana, 5 gr di hashish, 2 gr di amfetamine e metamfetamine, 1,5 gr di eroina, 1 gr di cocaina, 5 piante di coca, 4 pastiglie di mdma, 5 francobolli di LSD, 5 cactus peyote e 40 funghetti allucinogeni. E' tollerata generalmente la coltivazione di massimo cinque piante di cannabis, anche se in questo caso a volte si può incorrere in una multa di 15.000 corone (circa 600 euro). Mentre in caso di coltivazioni superiori a 5 piante si rischia la prigione. E' legale anche l'uso per strada e anche in molti locali pubblici (soprattutto pub). Rimane vietato, e quindi punibile, lo spaccio. La nozione di consumo personale, sia pur con molti paletti, era già stata introdotta in Rep. Ceca nel 1992, e l'utilizzo della cannabis è diffuso in ogni strato sociale. Non a caso secondo i più recenti dati dell'EMCCDA, l'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, un ceco su dieci, in linea con italiani e spagnoli, ha fatto uso di marijuana almeno una volta nel corso del 2008. Mentre tra quelli di età compresa tra 18 e 24 anni, la percentuale triplica (38%) catapultando il paese in cima alla classifica europea. Non c'è una vera e propria criminalità organizzata che gestisce il business della canapa. La cannabis arriva da piccoli growers e giri di amicizie. L'erba può costare anche 10 euro al grammo. L'hashish è quasi introvabile. Nei Cannabis Social Club 1 grammo di cannabis costa invece circa 2 euro. Alcuni headshop possono essere un buon canale di approvigionamento.

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vignetta

vignetta
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Guerra a Scientology

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Le balle di giovanardi sul consumo di droga in Italia

il rapporto dell'Osservatorio europeo droghe del 2010 mostra l'ennesimo fallimento della legge fini-giovanardi:Prevalenza del consumo di cannabis nella popolazione generale: sintesi dei datiPaesi con la prevalenza più alta 15-64 anni Ultimo annoRepubblica ceca (15,2 %)Italia (14,3 %)Spagna (10,1 %)Francia (8,6 %)Prevalenza del consumo di cocaina nella popolazione generale: sintesi dei datiPaesi con la prevalenza più alta 15-64 anni Ultimo annoSpagna (3,1 %)Regno Unito (3,0 %)Italia (2,1 %)Irlanda (1,7 %)per gli oppiacei non è riportata la tabellail dipartimento politiche antidroga ha pensato bene di pubblicare su youtube questo video trionfale di giovanardi...e se gli fate notare che il senatore sta facendo solo disinformazione, il commento viene rimosso

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E' nato Narcoleaks, un sito per monitorare i sequestri di droga

Il progetto, pubblicato in quattro lingue, nasce da un’idea di un gruppo di giornalisti e ricercatori italiani in collaborazione con l’agenzia di stampa Redattore Sociale. Lo scopo è di archiviare e analizzare i dati sul narcotraffico

GUARDA NARCOLEAKS

Quotidiano.net - Roma, 28 gennaio 2011 - Come scoprire quanto pesa realmente il traffico internazionale di stupefacenti sull’economia mondiale? O si può fantasticare su segreti internazionali, o seguire catalogare la traccia delle prove, delle evidenze, archiviarle e poi analizzare i dati raccolti per avere uno sguardo d’insieme. Con questo obiettivo nasce Narcoleaks (http://www.narcoleaks.org/), un progetto che intende monitorare quotidianamente i sequestri mondiali di cocaina riportati dalle testate giornalistiche internazionali.

Il progetto, pubblicato in quattro lingue, nasce da un’idea di un gruppo di giornalisti e ricercatori italiani in collaborazione con l’agenzia di stampa Redattore Sociale, con la direzione scientifica di Sandro Donati, autore di diverse ricerche sulla produzione e sui traffici di cocaina per l’associazione Libera.

In diverse occasioni, infatti, i dati ufficiali sulla produzione di cocaina sono stati criticati perche’ lontani da quella che potrebbe essere la realta’. Gia’ nel 2007 l’associazione Libera ha dimostrato incongruenze tra i propri dati e quelli delle stime ufficiali delle Nazioni unite e degli Stati uniti.

L’obiettivo di Narcoleaks e’ avviare un monitoraggio costante sul fenomeno del traffico di cocaina e offrire lungo il corso dell’anno analisi e spunti di riflessione su tutto quello che riguarda il narcotraffico.

Qual e’ il significato dei dati pubblicati da Narcoleaks? Il principale dato riportato dal sito web (vedi lancio successivo) e’ il peso totale della cocaina sequestrata alla data riportata.

Il dato viene calcolato sommando i quantitativi sequestrati ogni giorno e resi pubblici dagli organi di stampa internazionali. Il dato indicato sul sito si riferisce a quantitativi di cocaina di elevata purezza. Altro dato importante e’ la proiezione del totale sequestrato per il 2011 calcolata sul trend di sequestri registrati dallo studio di Sandro Donati del 2009 per l’associazione Libera, tenendo conto dell’andamento generale dei sequestri lungo il corso dell’anno e delle possibili correzioni apportate dai dati ufficiali. I due dati sui sequestri sono poi confrontati con le stime della produzione secondo il Dipartimento di Stato americano e l’Unodc, ufficio delle Nazioni unite deputato al monitoraggio dei traffici di droga.

Perche’ il monitoraggio si limita soltanto alla cocaina? Le ragioni di questa scelta sono dettate dal fatto che il traffico di cocaina rappresenta ancora uno dei piu’ proficui gettiti di contante per l’economia illegale, molto al di la’ dei dati ufficiali, nonostante la concorrenza delle droghe sintetiche e il ritorno sul mercato dell’eroina.

Perche’ Narcoleaks archivia soltanto le notizie sui sequestri? Il dato dei sequestri ha un’importanza straordinaria. Sia perche’ rappresenta l’unico parametro ‘reale’, poiche’ quello relativo alla produzione e’ ricavato da stime calcolate per mezzo di rilevazioni satellitari delle piantagioni di coca, sia perche’ costituisce un termometro dell’economia criminale.

Come avviene il monitoraggio? Viene effettuato su oltre 100 fonti che riguardano soprattutto l’America Latina dove avviene il maggior numero di sequestri di notevoli quantita’ di cocaina pura. Tali fonti permettono di ‘intercettare’ notizie che rappresentano indicativamente piu’ del 90% dei sequestri che di cui si ha notizia in tutto il mondo. Infine, per verificare in corso d’opera l’attendibilita’ dei dati raccolti, gli stessi vengono confrontati con le statistiche parziali che diversi paesi pubblicano periodicamente nel corso dell’anno.

Perche’ il dato dei sequestri e’ cosi’ importante? Perche’ fa capire immediatamente che nella stima ufficiale sulla produzione mondiale di cocaina c’e’ qualcosa che non funziona. È stato gia’ dimostrato in passato e la proiezione dei sequestri fornisce una stima che supera paradossalmente quella della produzione di cocaina calcolata dagli Stati uniti, mentre sfiora quella delle Nazioni unite. Tale dato dimostra come la produzione di cocaina a livello mondiale sia pericolosamente sottostimata dalla comunita’ internazionale.

Chi finanzia Narcoleaks? Non c’e’ alcun finanziamento alla base del progetto. Tutte le persone coinvolte lo sono a titolo gratuito. La collaborazione con l’agenzia di stampa Redattore Sociale nasce da una comunanza di vedute e da un costante lavoro d’inchiesta svolto negli ultimi anni sul tema da parte di alcuni giornalisti della testata. (www.redattoresociale.it).

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la mia esperienza nel mondo delle droghe

Ciao a tutti sono Francesco ho 28 anni e sono di Cagliari.A13anni ho iniziato con le canne a 14 con cocaina ed exstasy poi anfetamine e ketamina.Mi son piaciute molto ed ho iniziato a farne uso sempre piu spesso.La coca da una volta al mese sono arrivato a tutte le ore della giornata.All’inizio la sniffavo poi la fumavo come krack o free base che è molto più potente.Nn mi bastavano i soldi e sono arrivato a spacciarla.Ho esagerato e in tre giorni ne ho fatto 100 grammi.Sono stato male ed ho avuto un intossicazione, avevo manie di persecuzione, paranoie varie e allucinazioni.Da li ho deciso di smettere.Sono rimasto 8 mesi pulito e poi nn ce la facevo più e ho deciso di partire a Brescia.Ho provato l'eroina e me ne sono innamorato.A Brescia convivevo con la mia ragazza e ci facevamo insieme.All'inizio la fumata e poi tirata( io me la sarò iniettata 5volte )nn non ho mai esagerato al massimo 2.5 grammi al giorno.All inizio ogni tanto poi tutti i giorni.Io per stare bene appena mi alzavo dovevo farmi una striscia.Questo e durato 5 anni dopo per uscirne abbiamo deciso di trasferirci al paese della mia ragazza a Salerno.Prendevo metadone anche a Brescia ma solo 20 e sniffavo sopra.A Salerno ho iniziato con60 poi sono passato a 100.Nn usavo più niente e stavo benissimo.Mi chiamano a Brescia per lavoro e iniziai a stare male.Paranoie depressione e inizia a curare con psicofarmaci 30gocce di tavor 2 volte al giorno e arrivai a 200 in poco tempo.Tentai il suicidio con 5 boccette di tavor e rivotril mi spaventai e chiamai l'ambulanza.Lavanda gastrica e stavo bene.Mi chiamò la mia ex e le dissi tutto.Lei chiamò mio padre e mi venne a prendere per portarmi a Cagliari.Devo dire che gia a Brescia mi erano incominciate delle brutte crisi psicotiche strane.A Cagliari tentai il suicidio mi stavo x buttare dalla finestra mi salvò mio padre con mia mamma e mia sorella.Mi ricoverarono in psichiatria per 10 giorni e m’iniziarono a somministrare molti farmaci.Mio padre mi disse se volevo provare la comunità era la mia unica speranza e andai.Ero un vegetale prendevo decine di psicofarmaci.Per umore ansia sonno depressione e crisi psicotiche.Le crisi non passavano le avevo spesso.Comunque dopo un anno stavo meglio anche pur avendo queste crisi ma più leggere.Ho fatto 2 anni di comunità e sono uscito 7mesi fa.Ho lavorato fin da subito alle poste.ora ho ancora le crisi ma non un giorno sì e uno no ma ogni 30giorni e molto più leggere.Ero 3anni senza toccare droghe e la settimana scorsa ho deciso di prendermi una busta di robba.me la sono tirata.avevo anche deciso di farne uso ogni 3 /4mesi ma ho capito che non riuscirei e arriverei ad usarne come prima.Quindi ho deciso di non usare più.ho paura ma devo riuscirci.questa e la mia storia faccio un in bocca al lupo a chi vuole smettere.un saluto a tutti

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Il Portogallo a otto anni dalla legalizzazione di tutte le droghe

Nel 2001 il Portogallo ha legalizzato il possesso e l'uso di tutte le più diffuse droghe illegali. A otto anni dalla storica decisione, i risultati fanno ben sperare: calo di tutti i consumi e netto miglioramento delle condizioni di intervento per gli operatori sanitari e sociali (articolo in inglese)

http://www.time.com/time/health/article/0,8599,1893946,00.html

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ho disturbi nella mia testa

 ciao chill out!sono biagio ho 22 anni,sono un frequentatore abituale di rave..vi ho anche incontrato in qualche party.Voglio parlarvi del mio problema che da quasi un anno mi assedia la testa.Mi capita molto spesso di sentire delle voci del tutto casuali,possono essere voci del mio vicino di casa o dei miei amici e sopratutto quando siamo tutti in silenzio...inizialmente avevo anche problemi all'apparato genitale "mi vibrava tutto".Tornando al mio problema,pensavo di essere diventato un superuomo in quanto credevo di poter sentire i pensieri delle persone che mi stavano in torno.Allo stesso momento mi sono reso conto di non ascoltare le persone che mi parlavano...davo attenzione solo alle voci che mi passavano per la testa...questo mi ha causato non pochi problemi nel gestire le relazioni con gli amici o con i colleghi universitari...sto cercando di evitare di assumere certe sostanze...ho paura di "rimanere con queste voci in testa".Sarei molto felice di ricevere un vostra opinione.                                                           P.S.(secondo me questo problema si è ampliato da quando ho provato a fumare la cocaina)

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Vorreste che vostro figlio facesse la fine di Stefano Cucchi? - seconda parte

Di Guido Blumir, da D Repubblica

Seconda Parte - Leggi qui la prima parte

 

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In caserma per tre grammi di "fumo"
Sannicola (Le), 13/7/2008: il Nucleo Radiomobile di Gallipoli fa irruzione a casa di Giuseppe Mercuri e Sophie Chaffurine. Li arrestano entrambi. "L'infallibile fiuto del cane aveva permesso di scovare della marijuana. Tre chili, dicono gli inquirenti". Potrebbe essere il tipico frutto di una coltivazione estiva. Spesso si pesano anche rami e materiale inerte. Mercuri dichiara al giudice che l'erba gli serve per curarsi da una malattia. Possibile. Anche il magistrato sembra dare un certo credito all'uomo. Dopo qualche giorno di carcere, la coppia (59 anni lui, 43 lei) viene messa ai domiciliari.
Il 19 luglio, durante i controlli di rito, i militari trovano i due nel garage della masseria. Cadaveri. "Una fine orribile che raggela il sangue nelle vene. Insieme fino all'ultimo respiro smorzato dal gas di scarico. La donna seduta nella Fiat 126 blu. L'uomo per terra. Forse negli ultimi istanti la lucidità avrà preso il sopravvento, i polmoni avranno chiesto urlando aria. Ma di aria ormai non ce n'era più" (da Lecce Prima, quotidiano online, 19/7/2008).
Pietralunga (Pg), ottobre2007: Aldo Bianzino, 44 anni, falegname, moglie e un figlio. Qualche pianta di canapa. Arrestato. Cella di isolamento. Ne esce cadavere: ematomi cerebrali, lesioni al fegato. Indagine penale. L'unica cosa certa è che non è un suicidio. A Perugia nasce il comitato "Verità per Aldo" per scoprire tutta la storia. Ne fanno parte la moglie e il figlio. Lo scorso anno lei muore per una malattia. Il figlio Rudra, 16 anni, resta solo. Processo in corso. Per ora è imputata una guardia penitenziaria.
Rovereto (Tn), 21/7/2009: Stefano Frapporti. Muratore. Artigiano. Incensurato. 48 anni. In bici, viene fermato. Perquisizione a casa, senza avvocato, nè testimoni. Secondo i carabinieri, trenta grammi di hashish. Arresto. Trovato impiccato nella sua cella. È la versione ufficiale. I familiari, l'avvocato e un comitato stanno mettendo in luce diversi aspetti oscuri della sua morte. Se fosse un suicidio, sarebbe, ancora una volta, per una modesta quantità.
Pollica (Sa), 31/7/2009: un insegnante elementare ha uno screzio con carabinieri. Se lo portano via. Dalla caserma, i militari trovano un sindaco disposto a firmare un trattamento sanitario obbligatorio. Ovvero, ricovero forzato nel reparto neurodeliri. Rinchiuso e legato a un letto di contenzione. Ne esce cadavere. Inchiesta penale. Un comitato di amici e parenti è al lavoro. Le droghe non c'entrano, ma Francesco Mastrogiovanni, 58 anni, è considerato comunque un "diverso".
Ancona, 23/9/2009: Matteo Carloni, 47 anni, sposato, due figli. "Persona allegra e serena", riferisce il quotidiano online Vivere Ancona. Fermato da una pattuglia per un normale controllo: gli trovano addosso qualche grammo di coca. È incensurato e la quantità è minima. Viene denunciato a piede libero. Ma i carabinieri gli ritirano la patente. Non perché positivo alle analisi: non sappiamo se ha usato, basta la detenzione. La mattina dopo alle 5.50 esce di casa, prende un taxi (senza patente) e poi si spara con una doppietta.
Vigodarzere (Pd), giugno 2004: Cristian Brazzo, incensurato, operaio. Fiume Brenta, una sera in macchina, spinello con amici. Carabinieri. Documenti. Perquisizione vettura. Tre grammi di fumo. Tutti in caserma. "Sarà solo una segnalazione alla prefettura". Gli amici vanno verso casa. Cristian chiama i genitori: "Faccio tardi". Ma non arriva. L'indomani si trova l'auto, vicino al fiume. Una settimana dopo, il Brenta restituisce il corpo.
Isolabella (To), settembre 2003: Marco Pettinato, 26 anni. Lavora al Prosciuttificio Rosa. È presidente della Pro Loco. Incensurato. Gruppetto fermato. Pettinato ha pochi grammi di hashish. Arrestato e denunciato. Condannato a quattro mesi. Pochi giorni dopo, si toglie la cintura dei jeans, la appende alla recinzione del campo di calcio e si impicca. Lo trova la madre.
Cremona, febbraio 2002: Alessandro Maciocia. Trovato con due grammi e mezzo di hashish. Coinvolto in vicenda giudiziaria più pesante per "concorso". Si suicida con il gas di scarico della sua auto. Lascia un biglietto: "Non c'entro niente".
Un caso simile si verifica a Umbertide (Perugia), nel maggio 2002. E poi.
A Conegliano Veneto (Tv), Antonio Da Re, 35 anni, insegnante, viene fermato per possesso. È soltanto un consumatore, ma il Ministero lo trasferisce: farà il bibliotecario. Assolto dal Tribunale (settembre 2004), ma non reintegrato dalla burocrazia: si uccide.

Succede (solo) in Italia

Sondrio, 26/5/2006: per due mesi la Guardia di Finanza registra con telecamere gli studenti di una scuola. Alla fine, grande perquisizione, ma nessun ragazzo trovato con il "fumo". Viene fermato il bidello, con un po' di hashish in un ovetto Kinder.
Bologna, aprile 2007: un mese di lavoro per 120 carabinieri in dieci scuole con i cani antidroga. Controllano bagni, aule, cortili, palestre, scale, zainetti, motorini. Risultato finale: otto grammi di hashish.
Siracusa, 16/3/2007: cinque ragazzi fermati e perquisiti. Una "dose" a testa. Uno ha in tasca la stratosferica cifra di 80 euro: viene arrestato, perché secondo la legge il contante è un indizio grave.
Trepizzi (Le) 18/4/2007: quattro giovani (due minorenni) innaffiano alcune piantine. Arrestati.
Taranto, 23/5/2007: due ragazzi fumano in macchina; le forze dell'ordine li sorprendono. Uno è un giovane parroco, viene solo denunciato. Arrestato l'altro. Colpevole di avergli passato la canna.
Mola di Bari, 7/7/2007: in prigione N.G., cuoco trentenne, sposato e con due figli, arrestato per dieci grammi e sei piantine alte pochi centimetri.
Senigallia (An), 24/5/2007: M.M., ristoratore di 21 anni, in manette: per sette piante. "Le piantine sono state caricate sulla pantera insieme a M.M., a cui è stato contestato il reato di produzione ai fini di spaccio, sufficiente per farlo passare dalla confortevole cucina del proprio ristorante a una più modesta cella del carcere anconetano, dove di certo non potrà dare spazio all'hobby da "pollice verde"", recitano le gazzette locali.
Nocera Inferiore (Na), 16/2/2008: arrestata una donna incinta che nascondeva hashish nel reggiseno. I carabinieri hanno prima perquisito la casa di Giovanna Russo, trovando 200 euro in contanti, "ritenuti provento di attività illecita". Poi, con l'ausilio di una vigilessa, abilmente occultate nel reggiseno, sono stati trovati 15 grammi. Manette. Il giudice a disposto gli arresti domiciliari.
Tricase (Lecce), 5/6/2010: i finanzieri piombano in classe: hashish tra i banchi? 1,8 grammi trovati.
Dall'inizio dell'anno scolastico, ci sono già stati 133 interventi in 83 istituti. Finora sono stati sequestrati 12 grammi di hashish.

 

Genitori: che cosa fare se...
Negli ultimi anni, 553mila giovani sono stati fermati, perquisiti, interrogati, sbattuti in celle di sicurezza di caserme e affini. Dal 2002/2003, quando è scattata, con le operazioni "strade pulite e cani nelle scuole", l'applicazione anticipata della legge Fini. Frugati e rovistati motorini, macchine, case di famiglia. Considerato che i consumatori nella fascia 13-28 anni sono due/tre milioni, le probabilità che vostro figlio (o fidanzato, fratello, nipote...) venga fermato, sono, nel corso del tempo, di uno a 6. Non poche. Che fare?
RISCHI
La legge Fini-Giovanardi stabilisce una quantità molto piccola: 3/4 grammi di erba di qualità media. Oltre, scatta quasi sempre la denuncia penale: da uno a sei anni, e multe da 3mila a 26mila euro (art. 73, comma 5). I settori più preparati e professionali della magistratura giudicante, tendono ad assolvere perché si tratta pur sempre di consumo personale. Ma non tutti hanno questa posizione. Per la coltivazione basta anche solo una pianta e si entra comunque nel reato di "produzione": da uno a sei anni. In primo e secondo grado le condanne sono frequenti: minimo sei-otto mesi, più spesso un anno. Alcune decisioni della Cassazione hanno ricordato, con ampiezza di argomenti, che la coltivazione di poche piante per sé è un comportamento che rientra nell'uso personale. Ma altre sentenze sono discordanti. Se vostro figlio resta sotto ai tre-quattro grammi, non crediate che vada tutto liscio: scatta un meccanismo infernale. Se è stato sorpreso "nei pressi" del motorino (anche se non guidava), gli agenti glielo possono sequestrare.
Se stava guidando, senza fumare,
ma gli trovano una "caccoletta",
gli possono ritirare la patente al volo. Dal punto di vista psicologico,
i momenti più difficili sono i primi.
Il fermo o l'arresto. Il militare armato, più o meno minaccioso,
o nervoso, che ordina, prende, fa. Qualche volta può diventare arrogante. Ci vuole freddezza: attenzione alle parole. Quella sbagliata può provocare una situazione difficilissima. L'impatto con la macchina può essere devastante. Anche per mamma
e papà. Genitori che hanno sempre pagato ogni multa, anche
per microinfrazioni al codice stradale, si trovano la casa invasa da uomini in armi e cani lupo eccitati. Che possono buttare
per aria l'appartamento alla ricerca
della droga.

PREVENZIONE&ASSISTENZA
Parlare. Serve soprattutto parlare. Spiegare che, anche per una canna, si rischia tanto. E, nel caso di problemi con la legge, consultare un legale competente e preparato. Chiamarlo anche in piena notte o all'alba. Perché dev'essere presente durante la perquisizione.
E in grado di consigliare il cliente per evitare che faccia dichiarazioni controproducenti. Deve poter sottolineare ai militari una serie di fatti che escludono l'ipotesi di spaccio, anche in presenza di una quantità di sostanza superiore ai limiti. Per evitare l'arresto, e per portare argomenti solidi davanti
al giudice dell'udienza preliminare.
E poi il perito. Se il materiale sequestrato ha un peso lordo, per esempio, di sei grammi, il perito di parte può (se le cose stanno così) dimostrare che sono molto deboli come potenza ed equivalgono a tre/quattro, dunque sotto il limite.

COSTI?
Ci vuole qualcuno con esperienza specifica, che conosca perfettamente la materia  (la giurisprudenza, le sentenze della Cassazione). E questo può implicare parcelle per migliaia di euro.
E anche il perito chimico dev'essere agguerrito: fino a tre/quattromila euro per indagini sofisticate. G.B.

 

Giovani, operai, lavoratori. Incensurati. Di piccoli paesi e cittadine di provincia. È l'identikit che emerge dalle storie drammatiche che abbiamo elencato. Una condizione umana, una realtà, molto diversa da quella dei giovani metropolitani, perlopiù studenti, di famiglia medio o alto borghese, protetti e/o non "toccati" dalle leggi violente della strada, dove si può finire in balia di meccanismi stritolanti e paurosi.
Dodici suicidi e/o morti sospette che emergono da oltre 100mila articoli di giornali esaminati tra il 2002 - anno in cui inizia l'applicazione "anticipata" della legge antidroga del 2006, in un clima da "strade pulite" - e il 2009. E solo nella ventina di provincie, su cento esistenti, monitorate. Forse altre storie sono sfuggite. C'è un confine netto fra queste vicende e i casi di suicidio in carcere (che sono almeno 50-60 all'anno) e le storie di violenza fisica contro arrestati o fermati, sia per "fumo" che per altri motivi, picchiati da agenti o militari in strada, in caserma, e le storie di persone morte in carcere in seguito a pestaggi. Magari perché poi non curati, come Cucchi.
"Se un poliziotto massacra un cittadino negli Stati Uniti, viene licenziato in tronco", ricorda la mamma di Stefano. "Anche da noi, se corressero dei rischi veramente gravi, se non altro per convenienza, magari starebbero più attenti", ragiona la mamma di Alberto Mercuriali. I suicidi di ragazzi "in libertà", non detenuti, nei guai per pochi grammi di hashish, sono una realtà a parte. Sono pesanti come macigni. Puntano il dito contro una "legge assassina" (così definita all'epoca da Franco Grillini e da altri deputati e senatori dell'opposizione) e "criminogena" (dai Radicali italiani che non erano in Parlamento). Legge come causa diretta di queste tragedie, perché persone come Mercuriali oppure Ales, miti, incensurati, la polizia dovrebbero vederla solo nei telefilm. E invece vengono colpiti come se fossero dei criminali.
Scatenando il caso Cucchi, bene hanno fatto esponenti storici della difesa dei principi di uguaglianza e libertà, come Luigi Manconi, presidente dell'associazione "A buon diritto" o deputati di centrodestra garantisti come Flavia Perina e Giulia Bongiorno. Ma è stato decisivo il comportamento della famiglia: il padre Giovanni, la madre Rita e la sorella Ilaria. Guardare negli occhi la madre fa venire i brividi. È impossibile non sentire il dramma, la sofferenza. Non sentire cosa può aver provato questa donna immaginando le botte, le urla di Stefano. Ma anche la forza e la determinazione della reazione, l'assoluta mancanza di paura verso possibili intimidazioni.
La storia del ragazzo romano entrato vivo e uscito morto dall'ingranaggio è finita in prima pagina sui quotidiani e nei tg. Sono nati comitati e reti. Libri, iniziative.
Un aspetto che accomuna storie diverse, è il fatto che per piccoli casi di "fumo" si può finire in carcere.
Cucchi, per pochi grammi, in prigione non doveva starci. Se al ragazzo fossero stati dati i domiciliari, sarebbe ancora vivo. "Hanno detto che non aveva fissa dimora: ma la perquisizione l'hanno fatta a casa nostra", mi racconta la signora Rita. Dunque, i domiciliari potevano essere dati lì. Basta poco. Una firma, una carta. Il confine fra la vita e la morte.
Sull'onda del caso Cucchi, anche le storie allucinanti che abbiamo raccolto, i ragazzi suicidi, stanno trovando più attenzione. E forse qualcuno potrebbe, anzi dovrebbe, ripensare alla legge in vigore

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