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Domande agli Operatori
L'MDMA (ecstasy) è un composto chimico che fa parte del gruppo delle metamfetamine. Solitamente si presenta in pasticche o in polvere, cristalli, conosciute col nome di ecstasy: il colore, il nome, la forma non danno alcuna certezza della loro composizione né del loro effetto.
Effetti e meccanismi d’azione:
Gli effetti possono variare da persona a persona e risentono molto dell’ambiente in cui la sostanza viene assunta. In genere si ha un’alterazione dell’umore, rimozione delle barriere emotive e comunicative, facilità di parola, alterazione della percezione del tempo. Sotto l’effetto di mdma si può ballare per ore senza avvertire né fame né stanchezza.
L'assunzione di mdma può determinare:...
L’MDMA, meglio conosciuta come ecstasy, è una droga sintetica prodotta nei laboratori tedeschi della Merck nel 1912 e brevettata come farmaco anoressizzante due anni più tardi. Per lungo tempo questa sostanza è stata studiata, utilizzata e somministrata per differenti motivi.
Durante gli anni '70 negli Stati Uniti viene introdotta in psicoterapia, in considerazione delle proprietà attribuite a questa molecola di abbattere le barriere fra medico e paziente e di favorire fiducia e confidenza. La sostanza...
L'MDMA viene assunta con scopi esplicitamente ricreativi, e assume significato in contesti ricreazionali particolari come la discoteca, le feste e i rave. Questa suo caratteristico essere una sostanza “da serata” la rende assai meno diffusa rispetto ad altre sostanze illegali e di quanto farebbe supporre il clamore mediatico che la accompagna ogni volta che esce dai luoghi “nascosti” che le sono propri.
Tra la popolazione italiana compresa tra i 15 e i 54 anni solo il 3% ha fatto uso di stimolanti*, mentre l’1% ne aveva fatto uso nell’ultimo mese...
I più votati, ecstasy
Prezzi in calo tranne per la cannabis. E arriva la ''skunk'' italiana
Relazione al Parlamento. La cocaina è passata da 96 a 78 euro al grammo; l'eroina da 84-64 a 60-47 euro; hashish a 8-9 euro, in crescita dal 2003, con un principio attivo in calo. Rilevata la produzione nostrana della temibile cannabis sintetica
ROMA - Aumenta il prezzo dei cannabinoidi mentre prosegue il trend di discesa dei prezzi massimi e minimi sia dell'eroina che della cocaina. Stabile il prezzo dell'acido lisergico (Lsd). Dal 2001 al 2008 la percentuale media di principio attivo rilevata nei campioni analizzati è diminuita per la cocaina, passando dal 66% al 47%; si conferma sostanzialmente stabile la percentuale di principio attivo presente nei cannabinoidi (THC) che dopo un picco rilevato nel 2005, è diminuita fino ad assestarsi intorno al 6% circa (5,8% nel 2008). E' questo il “listino” dei prezzi e della purezza delle principali sostanze stupefacenti analizzati nella Relazione al Parlamento sullo stato delle Tossicodipendenze, presentata questa mattina a Roma.
Nel periodo considerato dalla relazione la media dei prezzi massimi e minimi è quindi passata da 96 euro a poco più di 78 euro per grammo per la cocaina, da circa 64 euro a meno di 47 per l’eroina nera e da 84 euro a meno di 60 euro per quella bianca; una forte diminuzione della media dei prezzi si osserva per una singola pasticca di ecstasy acquistabile a circa 24 euro nel 2006 ed a meno di 19 nell’ultimo biennio. L’Hashish si mantiene su un prezzo medio di 8-9 euro al grammo confermando la crescita continua registrata dal 2002.
Per quanto riguarda la percentuale di purezza delle sostanze dopo l’incremento registrato nel 2007 (dal 21% al 33%), è tornata, nel 2008, a livelli più bassi rilevati anche negli anni precedenti (circa 25%). La percentuale di eroina è aumentata nel 2008, passando dal 17 al 21%. La variabilità per le principali sostanze tossiche è tuttavia molto elevata: il principio attivo per i cannabinoidi può andare dallo 0,08% al 17%, mentre per la cocaina (dallo 0,77% all’88%).
Nel corso del 2008 si sono registrati grandi investimenti della malavita organizzata nel mercato della droga. Tali investimenti, spiega la relazione sono stati accompagnati da un aumento dell’offerta di droga sia in Italia che all’estero. Soprattutto nelle Regioni del Sud si registra un forte coinvolgimento di organizzazioni criminali strutturate. Nelle Regioni del Centro-Nord, invece, si è assistito ad un sempre
maggior consolidamento di gruppi criminali stranieri. Nel 2008 si è evidenziato un forte aumento dell’offerta e dei sequestri, delle coltivazioni autoctone nel sud del paese, ed è emersa anche la nuova produzione italiana di “super skunk”, una cannabis sintetica molto potente “inventata” in Gran Bretagna.
Leader nel mercato della droga italiana è la 'ndrangheta, che risulta l’organizzazione criminale che negli ultimi 20 anni ha reso l’Italia il centro strategico del mercato globale di cocaina; la camorra svolge un’ampia parte della propria attività in Campania e, sui mercati europei, continua l’insediamento in Spagna e nei Paesi dell’Est mentre Cosa nostra si sta ampliando attraverso la riattivazione di intese con altre cosche. Le organizzazioni criminali, in generale, stanno assumendo sempre più carattere transnazionale, favorendo la creazione di “consorzi” criminali per far fronte ai grandi acquisti, i luoghi in cui queste organizzazioni sono più radicate sono Milano, Roma e Brescia.
Per quanto riguarda le vie di traffico, la cannabis risulta arrivare dalla Spagna e dall’Albania; la cocaina, per la quale si è registrato un aumento del traffico, ha punti di arrivo soprattutto al sud Italia; l’eroina, per cui si è registrata una riduzione della diffusione in Europa ma un aumento nei paesi balcanici, arriva
dall’Afghanistan, proprio attraverso i Balcani. (mr)
NON ERA ECSTASY, MA UN COMUNE FARMACO: CHIEDE I DANNI
LECCE – Non era ecstasy, come si sarebbe accertato, ma pastiglie di Valpinex, un farmaco usato per vari tipi di disturbi, specie di tipo gastrointestinale. Stefania De Pace, 31enne di San Pancrazio Salentino, era stata fermata dai carabinieri della stazione di Poggiardo nel corso dei consueti controlli estivi lungo le litoranee e nei pressi delle discoteche. Era la notte del 23 agosto scorso. La zona, quella di Santa Cesarea Terme. E ora, dopo essersi rivolta all’avvocato Cesario Licci del Foro di Lecce, la giovane sta procedendo alla richiesta di risarcimento danni per ingiusta detenzione. Ha trascorso, infatti, due giorni in carcere e quattro ai domiciliari, poiché accusata di avere con sé quattro pastiglie di sostanza stupefacente, droga sintetica per la precisione. I carabinieri trovarono il tutto insieme a 70 euro e scattò così l’arresto in flagranza. In realtà, fu poi il consulente tecnico incaricato dal pubblico ministero a dirimere ogni dubbio: le pastiglie erano tutte e quattro un comune farmaco. In seguito ai fatti, cioè la custodia cautelare di sei giorni (Stefania De Pace fu rimessa in libertà il 29 agosto, con ordinanza del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce), la 31enne ha anche perso il posto di lavoro ed ha dovuto fare ricorso alle cure specialistiche presso una struttura pubblica salentina, dato che è subentrata anche una forma di depressione. Da qui, la decisione di procedere ad una richiesta di risarcimento danni nella causa che si sta instaurando contro lo Stato.
FONTE: www.lecceprima.it
Italia. Vietare i Rave Party? Una proposta di chi non e' mai stato giovane... alimentando il consumo pericoloso di droghe
Dopo la morte di una giovane ragazza per l'abuso di ecstasy e alcool durante un rave party a Venezia, sono diverse le voci che si sono sollevate chiedendo che questo tipo di raduni musicali siano vietati (1).
Per eccellenza, si distinguono quegli onorevoli che non sono mai stati giovani e, deputati fin dalla nascita con la casacca di chi sa il fatto proprio e quello di tutti gli altri, fanno di tutto per cercare di affermare i loro principi di morale, eticita', ubbidienza, sottomissione che –a loro avviso- forgerebbero la gioventu' in tempra, spirito, cultura e dovere. Oltre al sottosegretario Carlo Giovanardi, si distingue l'on. Luca Volonte': "Il Governo emani un decreto ...per evitare lo spaccio incontrollato di mix di droghe e la somministrazione senza ritegno di alcool durante le 'feste macabre' estive...".
Feste macabre? La liberta' di linguaggio e' fondamentale, soprattutto per coloro che non conoscono il significato delle parole: sembra quasi che il nostro onorevole non sia mai stato agli abituali riti che le diverse varianti del cattolicesimo celebrano in occasione della dipartita di un loro congiunto. Con un minimo di elasticita' cerebrale, valorizzerebbe "come da vocabolario della lingua italiana" il concetto e la pratica di macabro, scoprendo che ai rave party accade proprio il contrario... ma forse per comprenderlo bisognerebbe, per l'appunto, essere stati giovani e –magari- concepire lo sballo non necessariamente come qualcosa che ti ammazza, ma per divertirti.
Anche noi siamo preoccupati per la morte della ragazza a Venezia, cosi' siamo preoccupati per tutti coloro che muoiono durante la transumanza automobilistica estiva dalle citta' alle vacanze. Non ci viene pero' per niente l'idea di vietare quest'ultima, ma solo di cercare di regolamentarla con consigli, norme e maggiore vigilanza da parte delle autorita'. Nel caso delle droghe, invece, il consiglio, da parte delle autorita', e' sempre e solo uno: non consumatela e se lo fate, se "ti cucco" (o meglio "se voglio cuccarti") piu' o meno ti rovino la vita... dipende solo se in quel momento il Giovanardi o il Volonte' di turno ha bisogno di stimolare il consenso di pancia di chi l'ascolta distrattamente. E' evidente che se sulle droghe ci fosse quell'informazione che serenamente potrebbe essere data quando si ha a che fare con sostanze legali, il fenomeno abuso sarebbe piu' controllato e meno dannoso. Ma questa e' un'evidenza che per essere compresa abbisogna di serenita', razionalita', buon senso, cioe' tutto cio' che sembra assente in chi non e' mai stato giovane.
Vincenzo Donvito (http://droghe.aduc.it)
Ecstasy: quando il consumatore smette l'uso.
A cura del Ce.S.Di.P.
L'uso dell'ecstasy (MDMA, 3,4-metilendiossimetamfetamina) è molto diffuso nei
Paesi Bassi.
Secondo una stima della popolazione generale del 2005, di età compresa tra
15 e 64 anni, l'uso di ecstasy era avvenuto:
• nel 4,3%, di tutti gli individui, almeno una volta nel corso della loro vita;
• l'1.2% lo aveva usato nell'ultimo anno;
• lo 0,4% nell'ultimo mese.
I due terzi dei frequentatori di discoteche risultano essere consumatori di
ecstasy.
La ricerca sui modelli olandesi del consumo di ecstasy è comunque carente.
Studi recenti suggeriscono infatti che i consumatori di ecstasy cessano
spontaneamente il loro utilizzo, il che implica che gli interventi dovrebbero
concentrarsi meglio e soprattutto sulla promozione di strategie di
riduzione del danno rispetto a indurre la cessazione che evidentemente
avviene indipendentemente dagli interventi proposti.
l presente studio affronta questo processo di cessazione ecstasy.
32 frequentatori dei locali dance olandesi sono stati intervistati ed i risultati
sono stati sistematicamente analizzati:
• la maggior parte dei consumatori di ecstasy aveva cominciato ad
utilizzare la sostanza per curiosità;
• durante l'uso, gli utenti applicano una serie di strategie di riduzione del
danno, anche se in modo incoerente ed a volte in modo errato;
• la maggior parte degli utenti sembra cessare l'assunzione di ecstasy
spontaneamente a causa di perdita di interesse o di nuove
circostanze di vita (ad esempio un nuovo lavoro o del rapporto).
Conclusione
Sembra quindi che la cessazione del consumo di ecstasy è in gran parte
determinata da variabili ambientali (ovvero da circostanze che mutano e
motivano diversamente il paziente) e non da problemi di salute.
Questo supporta l'idea che le risorse di promozione della salute sono meglio
spese nel cercare di promuovere un'applicazione coerente e corretta delle
pratiche di riduzione del danno più che nel tentativo di indurre la cessazione.
Riferimento
Peters GJY et al.,Careers in ecstasy use: do ecstasy users cease of their own accord?
Implications for intervention development. BMC Public Healt,2008,8:376.
Open Access
'Mix della morte' per sballare, la nuova moda è la bulimia di stupefacenti
Milano - (Adnkronos) - La mania dello 'sballo multiplo' si inserisce in contesti sempre più normali. Riccardo Gatti, direttore del Dipartimento dipendenze dell'Asl di Milano: "Non esiste più una sola persona che abusi di un'unica sostanza"
Milano, 12 ott. (Adnkronos Salute) - Dal tossicodipendente fedele a una sola droga agli amanti dell'abbinamento fisso, fino ad arrivare alla 'bulimia dello sballo'. Sostanze mischiate a caso, combinazioni infinite dall'effetto imprevedibile, in cui cambiano gli ingredienti del cocktail, ma non l'obiettivo finale: "Alterarsi profondamente, per poi tornare alla routine di tutti i giorni". Così, a cavallo tra secondo e terzo millennio, è cambiata la schiavitù dagli stupefacenti. Oggi il must è il policonsumo, un fenomeno che si allarga ed evolve, ma "esiste da anni", assicura Riccardo Gatti, direttore del Dipartimento dipendenze dell'Asl di Milano, dopo la morte del 19enne bolognese ucciso da un mix di alcol, anfetamine e ketamina. Enrico, l'ultima vittima di una moda killer, è entrato in coma sabato in discoteca.
"Tra chi arriva ai nostri servizi - spiega Gatti all'Adnkronos Salute - non esiste più una sola persona che abusi di un'unica sostanza". E se è vero che "vediamo pazienti che hanno già problemi" conclamati di dipendenza dalla droga, ormai la mania dello 'sballo multiplo' si inserisce in contesti sempre più normali. Almeno in apparenza. "Più che le droghe in sé, quello che sta cambiando è il modo di intenderle", riflette l'esperto che da anni monitora l'evoluzione della galassia droga attraverso l'osservatorio Prevolab, nato da un accordo di programma tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e la Regione Lombardia, e gestito proprio dal Dipartimento dipendenze patologiche dell'Asl meneghina. Gli ultimi dati disponibili sono le proiezioni per il 2012: rispetto al 2009, fra due anni gli italiani che abusano di cocaina aumenteranno del 4% a 700 mila (2,2% della popolazione tra 15 e 54 anni); i consumatori di eroina saliranno a 170 mila (+40%, lo 0,5% dei 15-54enni); quelli di cannabinoidi registreranno un +20% a 5,1 milioni (15,9% degli italiani nella fascia d'età considerata); quelli di amfetaminici e derivati del 25% a 210 mila (0,65%).
L'identikit del nuovo tossicodipendente, insomma, non ha più nulla a che vedere con l'eroinomane degli anni '70-'80 e ha ben poco da spartire anche con il cocainomane di un decennio fa. "In passato la dipendenza dalla droga era qualcosa che faceva fare una vita diversa", spesso ai margini della società, ricorda Gatti. Poi, nell'era di coca, stupefacenti da discoteca e pillole dell'amore, "drogarsi è diventata una forma di doping della vita quotidiana": un 'aiutino' per illudersi di poter competere sul lavoro, nel tempo libero e perfino a letto con performance da medaglia d'oro. "Ora le cose sono ancora cambiate", nota Gatti. "
Oggi se assumi sostanze conduci una vita assolutamente normale
, in cui la droga non entra. Poi, un giorno che decidi tu, prendi qualcosa - non importa cosa - che possa alterarti profondamente. Quindi riprendi la vita di tutti i giorni". E questa, precisa l'esperto, "è una situazione in cui una sostanza vale l'altra, alcol compreso. Tutto quindi si può mischiare, anche se non si sa bene cosa e che effetto farà".
Il nuovo volto della droga "non ha più a che fare con la tossicodipendenza vera e propria", insiste lo specialista dell'Asl di Milano. "Non si utilizzano più abbinamenti specifici tipo alcol-eroina, alcol-cocaina, ero-coca-cannabis, combinazioni meditate dettate dalla voglia di 'gustarsi' l'effetto associato a una o all'altra sostanza. Piuttosto,
si combina tutto in maniera indifferente. Perché l'unico scopo è alterarsi il più possibile
", perdere il contatto con la realtà, almeno per un attimo. "Ma proprio perché si mischia tutto, nessuno sa esattamente cosa e in che dosaggi compra, né può prevedere l'effetto delle sostanze assunte insieme". Il rischio di questi 'viaggi', insomma, è non riuscire più a tornare.
Contenuto Redazionale Il Peso dell'anima
SCIATRICE MORÌ A 19 ANNI. L'ESPERTO: "COLPA DELL'ECSTASY"
Kristel Marcarini, la giovane bergamasca di 19 anni, campionessa di sci, morta nell'aprile del 2008 dopo una serata in discoteca, è deceduta a causa di un edema cerebrale massivo dovuto all'assunzione di ecstasy. Lo ha confermato questa mattina al processo che vede imputati a Bergamo due giovani lecchesi, il professor Mario Restori, dell'Istituto di medicina legale di Brescia e consulente dell'accusa. Secondo l'esperto, dunque, la morte della ragazza, che non soffriva di altre malattie, sarebbe dovuta proprio al consumo della pasticca, che lei stessa aveva dichiarato di aver ingerito prima di morire. Oggi in aula a Bergamo si è presentato solo uno dei due imputati, Antonino Romano, venticinquenne di Calolziocorte (Lecco), accusato di aver assistito all'episodio di spaccio. Il giovane ha rigettato le accuse, raccontando di non aver mai spacciato e di aver acquistato in passato dell'ecstasy solo per uso personale. Insieme a lui, sul banco degli imputati c'è anche Maurizio Piazza, 25 anni, di Olginate (Lecco), oggi assente, che secondo l'accusa sarebbe colui che materialmente ha venduto la pasticca a Kristel Marcarini e alle sue amiche.
Assumere droga in diretta tv? In Inghilterra fa scalpore Drugs Live

Lo hanno presentato come il primo studio scientifico “dal vivo” sugli effetti dell’ecstasy, la pillola da sballo nelle discoteche di mezzo mondo. Ma la prima puntata è stata bollata come una “pubblicità per la droga”, una maniera ben poco scientifica di reclamizzare l’ecstasy come se si trattasse di un prodotto innocuo, l’ideale per entrare nei paradisi artificiali senza rischio di conseguenze negative. Così Drugs Live, il programma lanciato giovedì da Channel Four, una delle principali reti britanniche private, ha scatenato subito vibranti polemiche e ha messo sotto accusa gli ideatori della trasmissione.
Certo è che un “reality show” del genere, perché di questo in sostanza si tratta, non si era mai visto. La tv verità sbocciata sulla scia del Grande Fratello e delle sue imitazioni ci ha fatto vedere sesso, botte, litigate, parolacce, exploit di tutti i tipi, ma non era arrivata a mostrare volontari che fanno uso di stupefacenti per vedere l’effetto che fa. Venticinque partecipanti, tra cui un vicario anglicano e lo scrittore Lionel Shriver, hanno ingerito una pillola da 83 milligrammi di Mdma, ecstasy allo stato puro, o un placebo, per verificare le loro differenti reazioni. I “concorrenti”, diciamo così, anche se non c’erano vincitori e nessuno (fortunatamente) è stato “eliminato” nel senso più ampio del termine, erano monitorati da un team medico, che li ha sottoposti a una serie di test, tra cui uno scan del cervello, per controllare subito cambiamenti dell’umore, delle emozioni e della memoria.
Solo uno, un ex-soldato delle Sas, le truppe d’elite delle forze armate britanniche, è apparso avere un responso negativo, mentre la maggioranza ha descritto sensazioni di benessere, euforia e calore. In compenso non si sono fatte attendere le reazioni negative. Una telespettatrice ha scritto su Twitter: “Gli adolescenti devono avere pensato che era una bella pubblicità per l’ecstasy”. Un altro ha aggiunto: “Questo fine settimana ci sarà la coda per acquistare ecstasy”. Un terzo ha fatto un commento positivo, ma che ha involontariamente ribadito la controversia: “Dopo aver visto la prima puntata mi è venuta voglia di drogarmi per la prima volta in vita mia”.
A rafforzare le polemiche c’è il fatto che il programma è stato concepito dal professor David Nutt, un docente dell’Imperial College di Londra, licenziato dal governo nel 2009 dal suo incarico di “zar della lotta alla droga”, per avere dichiarato che l’ecstasy è “meno pericoloso che andare a cavallo”. Jon Snow, noto giornalista di Channel Four e conduttore della trasmissione, difende l’iniziativa, sostenendo che “ricerche in questo campo sono di vitale importanza perché incredibilmente nessuno sa come funziona l’ecstasy e che danni faccia”. Ma i critici di Drugs Live replicano che su 65 minuti di programma solo 3 sono stati dedicati a un esperto che metteva in guardia contro i rischi di questo tipo di droghe. E i giornali commentano che, come sempre con i reality, l’unico vero scopo sembra quello di suscitare curiosità morbosa e fare audience.
www.kataweb.it/tvzap/2012/09/29/nuovo-reality-shock-ecstasy-ai-concorrenti-765568/
Intervista a Leopoldo Grosso - Gruppo Abele
Gruppo Abele - Dall'ultimo rapporto dell'osservatorio europeo sulla droga (Oedt), presentato a Novembre, emerge che il consumo di cocaina nei Paesi dell'unione, Italia compresa, è in crescita, con 4 nuovi milioni di consumatori nell'ultimo anno. Raddoppiata in dieci anni la percentuale di ultraquarantenni in cura per tossicodipendenza, come anche il numero dei decessi causati dalla cocaina nel 2009 rispetto all'anno precedente. Tra mancanze di fondi e consumi che cambiano, i servizi di cura cercano nuove strade. E in alcune nazioni europee si sperimenta la cura via internet. Abbiamo chiesto una lettura approfondita dei dati dell'Oedt a Leopoldo Grosso, vicepresidente del Gruppo Abele e consulente per il Ministero delle politiche sociali durante l'ultimo governo di centro-sinistra. Oggi circa il 20% delle persone che si rivolge per la prima volta ai servizi di cura delle tossicodipendenze indica come prima sostanza di abuso la cocaina. Come si risponde a questa emergenza?
Per la cura della dipendenza da cocaina le terapie farmacologiche sono oggi insufficienti, quindi è necessario un investimento nelle terapie psicosociali, come ad esempio l'organizzazione di weekend "monitorati" per le persone che vogliono disintossicarsi in alternativa ad atteggiamenti di consumo che si concentrano prevalentemente nei fine settimana. Per svolgere azioni terapeutiche di questo tipo rispondendo ad esigenze che sono cambiate, i servizi, dai Sert alle accoglienze, sono chiamati a unire le forze, anche per fare fronte ai tagli che negli ultimi anni interessano proprio il settore della cura e della prevenzione. I servizi devono inoltre distinguere tra consumatori che hanno approcci diversi alla sostanza: non ci può essere medesimo trattamento per chi sniffa, fuma o inietta cocaina. È necessario infine potenziare la rete degli interventi, affinché le azioni messe in atto in questo campo siano frutto di una politica di concerto, dai pronto soccorso ai controlli stradali.
L'Osservatorio europeo sulle droghe segnala l'aumento dei consumatori ultraquarantenni in cura, passati dal 10 al 19 percento in dieci anni. In questa fascia pare incidano molto la condizione sociale e gli elevati tassi di disoccupazione. Come leggi questo dato, è una tendenza riscontrabile anche nel nostro paese?
Difficilmente si può individuare un "identikit del consumatore". Il consumo di cocaina è traversale, riguarda occupati, disoccupati, studenti e anche casalinghe. Tendenzialmente la cocaina richiede una certa disponibilità di denaro e quindi per quanto riguarda il modo di consumo prevalente, quello di sniffarla, si tratta in genere di persone che dispongono di un reddito adeguato, essendo bassa in questo caso l'associazione tra cocaina e delinquenza per procurarsi il denaro per la sostanza. Le caratteristiche dei consumatori però cambiano se si guarda alle persone che si iniettano la cocaina in vena.
Le morti causate dal consumo di cocaina sono raddoppiate in un anno. Secondo il direttore dell'osservatorio Wolfgang Goetz: "Troppi europei considerano ancora il consumo di cocaina come un accessorio relativamente innocuo di uno stile di vita di successo". Cosa ne pensi?
Sono d'accordo. Il fatto che la cocaina sia prevalentemente sniffata fa sí che non venga percepita dal consumatore come una droga particolarmente rischiosa. Inoltre le morti da cocaina sono spesso sottostimate a livello statistico, perché i loro sintomi assomigliano molto a quelli dell'infarto. Le conseguenze per la salute sono invece gravi, così come quelli sull'alterazione dei comportamenti. È una sostanza per cui il controllo da parte della persona che ne fa uso, sebbene sia maggiore rispetto a quello dell'eroina, è per molti comunque "al limite".
Per quanto riguarda il consumo di eroina, il rapporto segnala che, dopo una diminuzione nei primi anni Duemila, la tendenza è stabile o in aumento. A che punto siamo con le politiche di riduzione del danno?
È necessario lavorare su una nuova fascia di consumatori di eroina che si affacciano ai servizi e che usano la sostanza in maniera diversa dai loro predecessori: fumandola. Per loro i servizi di cura devono sicuramente lavorare sulla riduzione dei consumi, ma soprattutto sull' "aggancio" precoce, facendo percepire il rischio di cadere nella dipendenza, di cui sono generalmente poco consapevoli, associando la dipendenza dalla sostanza all'utilizzo della siringa. Oggi però, a fronte delle necessità di rispondere ad un panorama dei consumi che, come denuncia l'Osservatorio europeo, evolve e solleva problemi nuovi, ci si trova a doverli gestire con meno risorse di prima. Questo non è serio se si vuole condurre una vera e propria lotta sui fronti della prevenzione, della cura e della gestione del fenomeno.
In alcuni paesi come Germania, Regno Unito, Olanda si sta facendo strada un approccio innovativo, il trattamento via internet. Cosa ne pensi?
Internet può essere uno strumento per fare prevenzione, attraverso una buona informazione. Si possono mettere in Rete test che restituiscano alle persone la percezione del proprio stato di dipendenza e fornire l'occasione per un aggancio alla cura. Ma non vedo oggi una possibilità di cura attraverso internet, se non come strumento che può al limite accelerare i tempi di cura, perché si intercetta prima il bisogno e perché si aiuta a raggiungere la consapevolezza di trovarsi in una condizione di dipendenza.
Secondo il capo del dipartimento delle politiche antidroga Giovanni Serpelloni e il sottosegretario Carlo Giovanardi i dati dell'Oedt per l'Italia non sono attendibili. Risalgono infatti al 2008 e non tengono conto della relazione annuale del parlamento che ha rilevato, nel 2009, una forte diminuzione dei consumatori. Un'obiezione plausibile?
Trovo questa polemica sterile. I cambiamenti non si misurano sulla distanza di uno o due anni. Per poter affermare che l'andamento dei consumi sia effettivamente cambiato bisognerebbe aspettare almeno cinque anni. Inoltre le ragioni di eventuali cambiamenti sono ascrivibili a processi molto complessi, in cui la mera azione di governo incide solo fino a un certo punto.
(Manuela Battista)
OLANDA - Ecstasy. Rubate 2400 pillole a collezionista. Allarme
Sono state rubate a un collezionista circa 2.400 pillole di ecstasy, tra cui una quarantina capaci di provocare la morte di chi le dovesse ingerire. E' accaduto a Eerbeek nell'est del Paese.Le pillole erano state catalogate e custodite in classificatori da numismatica dal proprietario. Alla polizia, dopo aver denunciato il furto, l'uomo ha spiegato di non essere un consumatore ma di aver acquistato la droga solo per il piacere di collezionarla, attratto dalle scritte e dai colori delle pastiglie.I magistrati non si sono ancora pronunciati sulla possibilita' di perseguire il collezionista per il suo strano hobby, mentre la polizia sta ricercando quelle pillole raccolte, sembra, in piu' di vent'anni di ricerche e acquisti.
nuovo e fiammante spot del governo
Il link è alla pagina della conferenza stampa, da cui si può scaricare il filmato


