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Domande agli Operatori

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L’oppio si ottiene incidendo le capsule non ancora mature del Papaver Somniferum (papavero sonnifero) e lasciando essiccare al sole la resina che ne fuoriesce.

L'oppio grezzo contiene circa 20 tipi di alcaloidi, composti organici azotati dotati di elevata azione farmacologica a livello del sistema nervoso.

Tra questi alcaloidi sono presenti alcune sostanze di diffuso uso clinico nella terapia del dolore come la codeina, la papaverina, la narcotina. L'alcaloide principale dell'oppio è la morfina. Per le sue elevate propriet...

Gli oppiacei sono dei potenti analgesici, le proprietà  euforizzanti ed anestetizzanti  procurano un senso di rilassamento, distacco dalle proprie emozioni ed indifferenza rispetto a qualsiasi percezione negativa.

Il nostro cervello è capace di produrre autonomamente sostanze oppiacee dette endorfine, che hanno effetti inibenti e depressori sul Sistema Nervoso Centrale.

L’oppio e i suoi derivati agiscono con meccanismi molto simili a quelli delle endorfine anche se gli effetti prodotti sull’organismo sono molto più forti.  ...

L'uso dell'oppio è attestato sin nei primi testi scritti prodotti dall'uomo. Hul gil, l'ideogramma con cui i Sumeri indicavano, già nel 4000 a.C., il papavero da oppio stava per pianta della gioia dimostrando così come le antiche popolazioni della Mesopotamia conoscessero bene le proprietà euforizzanti del succo di tale pianta.

Nella mitologia greca e romana l'oppio era una presenza ricorrente. Un mito raccontava come Demetra, la dea della terra feconda, sorella di Zeus, usasse il papavero per alleviare il...

Quando si parla si sostanza psicotrope illegali l’eroina non è semplicemente una sostanza tra le altre, ma la sostanza. E’ attraverso l’esplosione dell’emergenza sociale dovuta alla diffusione dell’eroina agli inizi degli anni ottanta che la gran parte dell’opinione pubblica viene a contatto col problema “droghe” ed è su quel tipo di emergenza che si sono organizzate le risposte delle istituzioni.  
Ad essa è legata indissolubilmente la figura del tossico, prototipo vivente degli effetti di emarginazione...

I più votati, eroina

Se la guerra alla droga viola i diritti umani

 http://b.vimeocdn.com/ts/145/050/14505095_100.jpgFuoriluogo - Diritti umani, sotto accusa la guerra globale alla droga: il relatore per il diritto alla salute Anand Grover chiede il superamento delle convenzioni internazionali e la regolamentazione legale delle droghe.

Giorgio Bignami commenta il rapporto Grover per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 3 novembre 2010. Scarica il testo del rapporto Grover nella sezione rapporti e ricerche delle Nazioni Unite sul mappamondo di fuoriluogo.it.

Fonte: Il Manifesto, di Giorgio Bignami 03/11/2010  

Il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite nutre gravi preoccupazioni per le violazioni di tali diritti provocate da quelle politiche anti-droga repressive e punitive che vigono in molti stati membri; politiche che spesso e volentieri - potremmo aggiungere - sono state direttamente o indirettamente incentivate proprio dagli orientamenti dell'Ufficio Droghe e Crimini delle stesse Nazioni Unite (Unodc). Perciò il suddetto Consiglio ha commissionato all'esperto indiano Anand Grover  (significativamente definito Relatore Speciale  sul Diritto di ciascuno a godere del massimo livello raggiungibile di salute fisica e mentale) di redigere un rapporto sugli effetti perversi delle politiche anti-droga, rapporto che è stato divulgato il 26 ottobre scorso.     Grover non soffre di peli sulla lingua: infatti il suo documento è una dura requisitoria sul fallimento di politiche antidroga nominalmente mirate al raggiungimento di una serie di obiettivi nel campo della salute, ma che hanno avuto effetti diametralmente opposti. Tale fallimento ha anche causato una elevata frequenza di violazioni dei diritti umani; e questo, a causa di una prevalenza quasi esclusiva di norme di legge e di sanzioni penali che non riconoscono le realtà degli usi e delle dipendenze da droghe. Le droghe - precisa Grover - hanno effetti deleteri sulle vite dei consumatori e sulla società, ma questo non giustifica i falsi rimedi che si insiste a usare. In particolare, tali politiche spesso agiscono come deterrenti contro il ricorso ai servizi; ostacolano le iniziative di promozione della salute; perpetuano la stigmatizzazione; di fatto creano rischi per la salute anche di coloro che non usano droghe. In molti casi si impongono anche limiti ingiustificati all'uso di farmaci (il riferimento  pare un avviso al nuovo direttore dell'Unodc che succede a Costa, l'ex ambasciatore russo Fedorov: nel suo paese metadone e scambio di siringhe sono ignoti, col risultato che la quasi totalità degli iniettori sono sieropositivi o già malati di Aids). La Convenzione Unica Onu sulle droghe del 1961 si autoproclama paladina della "salute e del benessere del genere umano": ma allora - continua Grover -  gli stati membri dovrebbero impegnarsi a fondo nelle iniziative di riduzione del danno (mentre da noi Giovanardi e Serpelloni hanno persino vietato l'uso di tale termine); spingere al massimo la depenalizzazione della detenzione e uso di droghe (mentre da noi la legge Fini Giovanardi del 2006 è andata nella direzione opposta); ottimizzare l'operato dei servizi ad hoc (mentre da noi i servizi ad hoc sono spesso alla canna del gas); rivedere normative e regole operative per ridurre al massimo le violazioni dei diritti umani (mentre da noi il rosario dei morti per repressione dell'uso di droga si allunga ogni giorno, da Federico Aldrovandi a Stefano Cucchi a Aldo Bianzino).  Insomma, il rapporto Grover mette a nudo una serie di gravi contraddizioni che possono accendere aspri conflitti: contraddizioni tra i principi cui nominalmente si ispirano gli atti sottoscritti nella sede Onu e le normative e le pratiche di un gran numero di stati membri; tra i vari organi delle stesse Nazioni Unite, alcuni dei quali . - come quello per la lotta all'Aids (Unaids) - sono fortemente impegnati nelle iniziative di riduzione del danno,  mentre altri - come l'Unodc - seguitano a privilegiare le attività di repressione, a costo di ignorare le frequenti violazioni dei diritti umani della war on drugs. (E forse non è casuale che sia stato nominato a capo dell’Unodc un esponente della Russia di Putin, sulla cui criminale guerra alle droghe non è necessario ritornare). Lo Stato  leader delle politiche proibizioniste e repressive, gli Usa, ha sempre avuto un ruolo determinante nell’indirizzare le politiche “dure” dell’Onu, ma gli equilibri di potere si stanno seppur lentamente modificando e del resto lo stesso rapporto Grover è un segnale di cambiamento.     L'appello di Anand Grover per una svolta nelle politiche anti-droga  sembra evocare quello eloquente e accorato di Abraham Lincoln nel memorabile discorso per il suo secondo insediamento presidenziale, durante la Guerra di secessione ("Teneramente speriamo -  ferventemente preghiamo -  che questo possente flagello della guerra possa presto avere fine ..." )

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"Dieci millimetri di acciaio nella carne"

 DROGA, CONSUMI 'STUPEFACENTI'un libro di Roberto Filibeck  Non passa giorno che la cronaca non propini notizie allarmanti sulla diffusione del consumo di droghe tradizionali e sintetiche. Arresti e sequestri in tutta Italia, la cocaina assunta quasi come uno ''stile'' di vita, il tossicodipendente non piu' una figura deviata della societa' ma l'individuo comune che vive tra di noi e abusa di queste sostanze per semplice ''sballo'' o per una sorta di prestanza sociale. Per sfatare il mito illusorio dello svago artificiale esaltato dalle droghe di ogni tipo, e per comprendere l'inesorabile discesa nella dipendenza e nel vortice maledetto di queste sostanze che devastano l'essere, e' interessante leggere il romanzo di Roberto Filibeck, 'Dieci millimetri d'acciaio nella carne'. Il racconto si snoda come un viaggio allucinato e conduce il protagonista fino al progressivo abbrutimento, privandolo dell' identita', preda di questa malattia dell'anima che e' la droga. Ma cio' che risalta con forte drammaticita' in quest'opera, oltre all'impatto sofferente e carnale con cui l'autore ci narra l'illusione di ''curare'' le proprie debolezze mediante la fuga nell'eroina, sono i dati statistici, lo scorrere delle cifre, i flash giornalistici che Filibeck ha messo insieme all'interno dell'opera, integrandole perfettamente con la narrazione dei fatti. ''La polvere d'angelo attrae sempre di piu', soprattutto i giovani under 35, maschi e le femmine tra i 15 e i 24 anni''. Parlando del dilagare delle droghe sintetiche, l'autore sottolinea che a partire dal 2007 c'e' stato un vero e proprio boom di queste sostanze, con un ''aumento vertiginoso dei sequestri, effettuati soprattutto nei locali notturni, pari a un piu' 193,67 per cento. Si e' cosi' passati dalle 133.979 dosi sequestrate nel 2006 alle 393.457 del 2007''. Sono numeri che evidenziano la crescita esponenziale dei consumi. Questo perche', nonostante gli ingenti sequestri di migliaia di chili di droga che arrivano in Italia con i mezzi piu' stravaganti, di cui l'autore ci offre un dettagliato resoconto per la ''fantasia'' adottata dai trafficanti, la media dei prezzi si e' notevolmente abbassata, e la cocaina dal 2001 al 2006 e' passata da 99 a 83 euro. Non stupisce pertanto citare, come fa l'autore, quella denuncia sorprendente del Cnr datata Giugno 2007, che rilevo' presenza di cocaina nell'aria di Roma. Altro che ponentino! Tra il romanzo ed il saggio, il volume e' si' l'opera di un giornalista che persegue il fatto di cronaca ed il reportage sociale, ma e' soprattutto la vicenda di un individuo caduto in una trappola per molti mortale, e le sue parole scandiscono forte e crudo il percorso della follia che corteggia tante persone.  www.ansa.it

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TOSSICODIPENDENZA: DUE DOMANDE CHIAVE

TOSSICODIPENDENZA: DUE DOMANDE CHIAVE
di Avram Goldstein

PRIMA DOMANDA CHIAVE: Come mai alcuni soggetti diventano tossicodipendenti in prima battuta, ed altri no? Perchè ad alcuni neanche piace l'effetto psicoattivo delle droghe che danno assuefazione e, quindi, non incominciano mai ad usarle? Perchè alcuni individui usano tali sostanze con moderazione e non passano mai ad un uso pesante e all'assuefazione?

Questa estrema variabilita' fra le gente riguarda tutte le sostanze assuefacenti, dalla nicotina all'alcool, dalla cocaina all'eroina. Non può darsi che ci siano fra la gente alcuni individui il cui "sentiero della ricompensa" sia in qualche modo deficitario, e che riescano a sentirsi "normali" soltanto se assumono un oppiaceo, per esempio, e che scoprono questo fatto quando incontrano l'eroina per la prima volta?

C'è chi sostiene che diventare tossicodipendenti e' una questione psicologica e non un problema biologico. Ma per quanto riguarda il comportamento, ciò che è psicologico è anche una questione di cervello. Fino a poco fa non c'erano modi per mappare il cervello umano vivente; ma ora le tecniche di immagine, come la risonanza magnetica (MRI) o la tomografia ad emissione di positroni (PET) lo hanno reso possibile. Così noi stiamo attualmente apprendendo, attraverso la tecnica delle immagini, quale circuito cerebrale media quel particolare comportamento.

L'anatomia e la chimica del cervello nella sua totalità sono all'inizio determinate da un programma nel nostro DNA. Poi, attraverso le esperienze di vita, sia l'anatomia (la circuitazione del cervello), che la chimica (i neurotrasmettitori e i loro recettori) vengono modificate. La maggior parte dei comportamenti sono determinati sia dalla genetica che dall'ambiente, con l'alternarsi, in ogni specifico caso, del predominio dell'una o dell'altro.

Un ricercatore mise insieme per i suoi studi sette paia di gemelli monozigoti, bambini e bambine di circa quattro anni. In un'occasione egli li predispose in gruppo per una fotografia, senza dare loro istruzioni particolari. Tutti noi abbiamo visto coppie di gemelli identici, e non siamo sorpresi da quanto questi soggetti si assomigliano fra di loro. Ma nella foto c'e' qualcosa di sorprendente. Non furono date istruzioni ai gemelli su come tenere le mani, ma osservando attentamente l'immagine, si vede come ciascun individuo della stessa coppia tiene le mani nello stesso, identico modo. Qualche gemello stringe la mano destra sulla sinistra, altri la sinistra sulla destra, altri stringono le mani a pugno chiuso, altri ancora le lasciano abbandonate sul grembo, e cosi' via. Ma ogni coppia mostra un identico comportamento anche in questa semplice questione di postura delle mani.

Un altro ricercatore mise insieme gemelli monozigoti che erano cresciuti separati, cosi che il comportamento identico non poteva essere attribuito ad influenze ambientali. E ancora la fotografia mostrava che gli individui della stessa coppia mantenevano identica posizione delle mani, delle gambe, della testa, e perfino la stessa espressione facciale. E queste somiglianze non si riscontrano nei gemelli dizigoti. Dunque, rispetto a questi comportamenti, la genetica sembra essere determinante.

Coloro che hanno dubbi sul fatto che la genetica influenza fortemente il comportamento, farebbero bene a considerare il comportamento dei cani lavoratori, che sono cresciuti in modo specifico per certi comportamenti, come riportare, puntare, attaccare, o tenere insieme il gregge. Nella nostra famiglia c'e' un pastore australiano che non ha mai visto una pecora in vita sua e che e' stato separato dalla madre prima che potesse insegnargli il mestiere. Eppure quell'animale tiene insieme la famiglia con grande determinazione ogniqualvolta si va in giro con figli e nipoti. Non permette a nessuno di allontanarsi dal gruppo.

Ora, che c'entra tutto questo con l'assuefazione all'eroina? Gli studi sugli animali ci dicono che generazioni di topi e di ratti possono essere allevate con la volontà o la non volonta' di auto somministrarsi eroina per facilitare od impedire di divenire tossicodipendenti. Nel caso dell'alcool sappiamo veramente che ci sono degli individui predisposti (vulnerabili) all'assuefazione. La consapevolezza ci proviene dalla famiglia, dai gemelli, dalle pratiche di adozione trasversale, e dagli studi farmacologici. Si tratta di una ricerca che e' in corso e che ha lo scopo di identificare i geni che contribuiscono alla predisposizione.

C'e' comunque bisogno di ulteriori ricerche per stabilire se anche la predisposizione genetica gioca un ruolo nell'assuefazione all'eroina. E' un problema molto importante, poiche' se e' vero che diventare tossicodipendenti non e' interamente una libera scelta, ma piuttosto e' provocata da un disordine della chimica cerebrale, questo e' cio' che conferma il concetto della tossicodipendenza da eroina come malattia. Conseguentemente sarebbe piu' facile rimuovere lo stigma e legittimare pienamente la terapia a lungo termine mediante un sostitutivo degli oppiacei, come il metadone, o il LAAM agli occhi dei programmatori degli interventi, dell'opinione pubblica, ed in cio' che gli stessi tossicodipendenti pensano.

SECONDA DOMANDA CHIAVE: Dal momento che i sintomi della sottrazione si possono al giorno d'oggi pienamente controllare con farmaci vari, tanto che un tossicodipendente può essere portato ad uno stato astinenziale senza alcuna difficoltà, come mai ciò non risolve il problema? Perchè la ricaduta è così comune? Si tratta di una connaturata deficienza del "sentiero della ricompensa", oppure si tratta del fatto che l'esposizione cronica ad un oppiaceo ha causato danni irreversibili?

In ambedue i casi ci saranno tossicodipendenti non in grado di funzionare normalmente con la loro disponibilita' naturale di endorfine e che avranno bisogno di un oppioide, come il metadone, che occupi i recettori.

E' necessario sapere che cos'e' che scatena la ricaduta in un ex tossicodipendente astinente. La ricaduta e' preceduta dall'appetizione compulsiva, un'incoercibile necessita' di usare la sostanza, spesso provocata da uno stimolo ambientale che e' in relazione ad un suo precedente uso. Uno stimolo come la vista dell'armamentario per le iniezioni, o di un posto dove si compra eroina per la strada, non solo possono evocare l'appetizione compulsiva, ma anche determinare cambiamenti fisiologici misurabili, come alterazione del polso, pressione sanguigna e reazioni galvaniche sull'epidermide.

Uno studio recente condotto dai ricercatori del National Institute on Drug Abuse (NIDA) si e' occupato dell'appetizione compulsiva per la cocaina in ex cocainomani. La tecnica impiegata e' stata la scansione alla PET, una procedura di immagini che mostra quali aree nel cervello umano vivente vengono attivate a seguito di particolari stimolazioni. I gruppi di soggetti erano due. Quelli che non avevano mai usato cocaina, ed altri che ne avevano abusato nel passato ma non piu' negli ultimi mesi recenti. Due generi di stimolo sono stati presentati con un video, uno neutrale (come una scena pastorale), e un altro connesso con la cocaina (come il necessario per le iniezioni). I soggetti che non avevano mai usato cocaina, esposti a tutte e due gli stimoli, non hanno mostrano nessuna attivita' cerebrale anomala. Quelli che avevano usato cocaina non erano influenzati dalla scena neutrale, ma rispondevano assai diversamente a quella correlata con la cocaina. Si produceva appetizione intensa, e si illuminavano specifiche zone del cervello (corteccia frontale e amigdala), che sono notoriamente associate alla memoria emozionale e all'appetizione.

Cito questo esperimento perchè dimostra chiaramente che un soggetto precedentemente esposto all'uso pesante di cocaina presenta alterazioni cerebrali in certe zone, provocate dall'uso cronico di quella sostanza assuefacente. E dimostra anche quali zone del cervello sono interessate all'appetizione compulsiva che porta alla ricaduta. Ancora piu' importante per noi, ci indica la direzione per ulteriori ricerche similari con gli eroinomani, utilizzando la tecnica delle immagini. Una promettente prospettiva che pochi anni fa' era soltanto un sogno.

fonte: La neurobiologia dell'assuefazione all'eroina e del trattamento metadonico, 1997

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Contenuto Redazionale "Nuovi comportamenti di consumo"

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Area di Ricerca 2: CONSIGLI PER LA BUONA NOTTE

Sono da oggi disponibili i documenti relativi all'Area di Ricerca 2 del convegno Nuovi comportamenti di consumo - prevenzione e riduzione dei rischi (Reggio Emilia, 26-27 Maggio 2010) in formato pdf nella sezione Sostanze Scaricabili.

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Contenuto Redazionale Live streaming

Giovedì 27 maggio segui in diretta live la conferenza conclusiva Nuovi comportamenti di consumo: prevenzione e riduzione dei rischi dal Centro internazionale “Loris Malaguzzi” di Reggio Emilia.

Clicca qui per il live streaming e informazioni.

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aiutatemi vi prego..fumato cobrett per anni(derivato eroina)

Per favore aiutetemi vi prego......ho fumato cobrett per molti anni adesso sto tentando dopo vari tentativi di smettere..da un paio di mesi sento dolori alla testa mi sembra si e'un po gonfiata al centro se tocco mi fa male,poi sento per il corpo una sensazione a volte come se mi venissero brividi di freddo come se mi passasse una cosa fredda,oltre a tipo un formicolio alla testa.sento la gola e il naso chiuso..io so di un ragazzo ke si e'fatto spilare la gola otturata ha fumato anche lui molti anni..ho fatto analisi generali e varie esce ke sto bene.sto andando spesso al pronto soccorso dicono sto bene me ne esco con le lacrime perche'sto che nn sto bene.penso che hanno ragione questa cosa che faccio e'una cosa nuova le conseguenze nn si sanno non le sanno.io da poco ogni tanto e'come se dimenticassi di respirare come se il cervello non mandasse il comando...SE SOLO SAPETE DI PIU'POTETE INICARMI,INDIRIZZARMI,DARMI UNA MANO SAREI DAVVERO GRATA E'TERRIBILE CHIEDERE DISPERATO AIUTO E NON POTER ESSERE AIUTATA O DERISA,SO DI AVER SBAGLIATO...TANTO,TROPPO MA PENSO CHE L'AIUTO AD UNA PERSONA CHE HA SBAGLIATO NON DEBBA ESSERE NEGATO..E SOPRATUTTO RAGAZZI NON DROGATEVI ADESSO RIDERETE PENSERETE CHE BELLO FARE QUESTA VITA MA VERRA'IL GIORNO CHE VE NE PENTIRETE AMARAMENTE NON DITE UN ALTRO PO POI LO FARO'POI ME NE USCIRO'PARTITE ADESSO SUBITO...QUELLO KE STO PASSANDO IO RAGAZZI VI PREGO NN FATELO PIU'.....AIUTATEMI DOTTORI AIUTATEMI PERFAVORE CON TUTTO IL CUORE VE LO CHIEDO:IO NN VOGLIO
NULLA VORREI SOLO AVERE IL DIRITTO DI SAPERE COSA HO PER POTERMI CURARE,MA NN ME LO DICONO E IO SOFFRO DA MORIRE X QUESTO.DATEMI QUESTA POSSIBILITA SE SAPETE......................GRAZIE DAVVERO .................

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Per i "viaggi" meglio il treno!

Per i "viaggi" meglio il treno!
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Subutex VS Suboxone

Beh.... da qui inzia la rovina. Alle porte del sert dove mi recavo per gli esami tossicologici periodici (la struttura era divisa in due: da una parte c'era la dispensazione dei farmaci, dall' altra tutto il resto delle attività) era pieno di spacciatori che offrivano pasticche di Sub a soli 5€ l' una (a differenza dei 20€ chiesti dove abitavo prima). Come uno stupido... prima per "gioco" poi per necessità, ho mandato a monte anni di cura, arrivando ad assumere anche 20 mg/die di Sub, pur portando in maniera più che egregia avanti la mia vita in maniera normale e dignitosa. Dal gennaio 2010.... Arriva il Suboxone. Beh, inizialmente ero scettico sull' efficacia del farmaco da prendere obbligatoriamente per via sublinguale, ma alla fine, fin dal primo giorno di assunzione sublinguale, lontano dall' ago, non ho riscontrato alcuna differenza tra il "vecchio" ed il "nuovo" farmaco. Tuttavia.... quello di cui sentivo fortemente la mancanza era l' uso quotidiano della siringa; infatti dopo un paio di settimane dal cambio della cura (grazie ai frequenti spostamenti richiesti dal mio ruolo professionale) presso una città dell' emilia romagna (dove ancora dispensano il subutex) ho iniziato ad acquistare le pasticche "al mercato nero" ed ho proseguito con l' utilizzo per via endovenosa del farmaco. Da qualche tempo però (dopo circa 6 anni di endovena ogni giorno..) ho iniziato ad avere problemi con le vene, non più così disponibili in superficie. E questo era diventato un bel problema... perchè mentre prima in 10 minuti, anche nel bagno dell' ufficio, riuscivo ad espletare la pratica in maniera molto agevole, adesso passavo anche 50/60 minuti in bagno (con schizzi di sangue dappertutto..) prima di riuscire a farmi. Tutto ciò era (ed è tutt' ora in parte) un calvario: dover rispondere continuamente ai tuoi capi del perchè ti assenti dalla postazione di lavoro per 1 ora ogni volta, credetemi, è davvero difficile. Allorchè, mi sono rassegnato all' assunzione del Suboxone (accumulato in scorte quasi industriali nel tempo), limitando l' endovenosa di Subutex a sporadiche e non più sistematiche occasioni, fino ad arrivare ad una stabilità di 16 mg/die assunti per via sublinguale, "accompagnati" però da 2mg/die a pranzo e 2mg/die a cena di EN (Delorazepam = benzodazepine). Da qualche giorno ho visto sul web i nuovi risultati degli studi eseguiti sull' efficacia del Suboxone ed ho visto relazioni cliniche attendibili nelle quali si afferma che per quei soggetti, come me, che non hanno più una dipendenza da eroina e che assumono regolarmente buprenorfina, anche iniettandolo, il Suboxone non provoca l' effimera crisi di astinenza che dovrebbe scoraggiarne l' utilizzo per via endovenosa. Allora ho inziato a "testare" pian piano le loro affermazioni: - ho provato ad inalarlo, prima 2mg, poi 4, poi 6 e NIENTE CRISI ed effetto simile a quello della sola buprenorfina dissociata dal nalox. - ho provato ad iniettarlo inframuscolo, prima 2mg. poi 4 e NIENTE CRISI di astinenza (solo tanta ma tanta paura di averne una dopo diversi anni....!!!!) - ho provato infine l' iniezione endovenosa di 4mg ed effettivamente non ho riscontrato crisi di astinenza; il primo giorno, solo un po' di mal di testa (che non credo nemmeno fosse correlato l' assunzione del farmaco). Tuttavia... dopo aver "testato" le varie modalità di assunzione, mi sento di definire quella sublinguale la più adatta in assoluto. Perchè è si vero che in soggetti con le mie caratteristiche non si ha una crisi di astinenza iniettando il Suboxone, ma è anche vero che quella sensazione di piacere data dall' assunzione della sola buprenorfina, quindi del "vecchio" Sub, non viene recepita con il Suboxone (questo può comq essere soggettivo). Al contrario, assumendolo in maniera corretta, ossia per via sublinguale (e ricordo... accompagnato da una cura di benzodazepine), dopo averci fatto l' abitudine, dimenticando l' uso dell' ago come dipendenza, si hanno in pieno o quasi gli effetti che si riscontravano con l' assunzione del vecchio Subutex in aggiunta "all' euforia" di essersi tolti dalle spalle un peso quanto mai grande come quello di doverti nascondere due/tre volte al giorno per farti quella maledetta iniezione dalla quale sembrava prescindere ogni singolo componente della tua esistenza. Questa è la mia esperienza... ed il messaggio che voglio trasmettere a tutti i ragazzi/e come me che hanno dovuto bruscamente stravolgere la propria vita con l' introduzione del Suboxone nel programma terapeutico, malgrado sia concorde in parte con chi polemizza sulle modalità con le quali è stato introdotto e sulla sua testata e comprovata inefficacia in un determinato segmento di utenti, è quello di affidarsi con piena fiducia al nuovo programma di cura introdotto perchè i benefici ci sono. E sono per noi, non per gli operatori dei sert, dei medici, delle case farmaceutiche.... Ricordiamoci che l' assunzione per via endovenosa di un farmaco creato e concepito per essere assorbito dall' organismo in tutt' altra maniera, provoca in noi danni irreversibili. Questo è un dato oggettivo che mi ha tormentato e portato paure e ansie per tutti gli anni che ho assunto il sub per endovena (ma nonostante tutto... lo facevo lo stesso). Oggi sentirmi libero da quel peso, vedere le cicatrici sparire pian piano dalle braccia, sentire il portafogli un pochino più pesante (perchè non acquisto più le pasticche al mercato nero), non dover più nascondere nulla nei confronti di nessuno.. mi fa sentire molto ma molto meglio di quando assumevo il Sub endovena. Malgrado senta alcune volte la mancanza di quella sensazione di appagamento totale che mi dava la buprenorfina, perchè assunta regolarmente seppur endovena, non porta più sballo, ma "solo" benessere psicofisico CHE SI RIACQUISTA PERO' ANCHE ASSUMENDO IL SUBOXONE. Spero con questo messaggio (assolutamente privo di retorica, falso buonismo e quant' altro perchè raccontato da un ragazzo che certe cose le ha vissute e le sta vivendo sulla propria pelle) di aver lasciato qualcosa di positivo in qualcuno di Voi. Che Dio Vi Benedeica. Anzi... Che Dio CI Benedica... Un abbraccio Marco

 

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Petizione ONU per porre fine alla "war on drugs".

Petizione rivolta al segretario generale dell'ONU da parte di Avaaz . org per chiedere la fine del proibizionismo e l'adozione di politiche sulle droghe realistiche ed efficaci, che non facciano arricchire le organizzazioni criminali.

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Relazione Annuale sulle sostanze stupefacenti della Direzione Centrale Servizi Antidroga 2010

374 MORTI PER DROGA Nel 2010 la causa del decesso è stata attribuita all'eroina in 154 casi, alla cocaina in 42, al metadone 9, a mdma e barbiturici uno ciascuno, alla cannabis zero; in 166 casi la sostanza non è stata indicata nelle relative segnalazioni. fonte: Relazione Annuale sulle sostanze stupefacenti della Direzione Centrale Servizi Antidroga 2010

20.000 MORTI PER ALCOL In Italia ogni anno l'alcol uccide 13.000 uomini e 7.000 donne di età superiore ai 15 anni. In generale, all'alcol vanno addebitati il 38,1% dei decessi maschili ed il 18,4% di quelli femminili. fonte: Alcohol Prevention Day 2011, Istituto Superiore della Sanità

80.000 MORTI PER TABACCO In Italia si stima che siano attribuibili al fumo di tabacco dalle 70.000 alle 83.000 morti l'anno. Oltre il 25% di questi decessi è compreso tra i 35 ed i 65 anni di età. fonte: Ministero della salute

(da medicina moksha)

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reiserimento sociale...una presa in giro?

salve a tutti, vorrei raccontare la mia esperienza e chidere un consiglio.

sono un ragazzo di 30 anni,da circa 10 faccio uso regolare di eroina(mai iniettata!!).

da alcuni anni sono iscritto al sert e ho iniziato un percorso terapeutico con Metadone.

Le cose sono pian piano(tra alti e bassi) migliorate.partito da un dosaggio alto(70mg/g)ora sono a 20mg e nn faccio più uso. tuttavia sono ancora legato alla terapia nn mi sento pronto a eliminare il met per paura di ricadute e perchè cmq sto male senza. da molti anni ho conseguito la patente c che,devo dire,mi ha aiutato nn poco nell'ambito lavorativo.

premetto che sono orfano e quindi devo in un modo o nell'altro rimboccarmi le maniche e provvedere al mio sostentamento.in questo contesto lavorare è vitale! Ora a gennaio dovrò rinnovare la patente e nn so come andrà!

nn sono mai stato fermato alla guida sotto effetto di sostanze,nn ho mai perso nemmeno un punto della patente,mai avuto segnalazioni come assuntore di eroina e in generale mai avuto problemi con la legge di alcun tipo,tanto meno in relazione alle droghe.

ora dovro dichiarare la mia dipendenza dal metadone(per gli esami per il rinnovo della pat.)nn sono in grado di sostenere le spese per esami vari ecc...

e sarò "bollato"come TD.Se perdo la patente addio lavoro!! mi trovo nella m....! possibile che il reiserimento di noi TD debba essere una presa in giro? ho sempre subito angherie di ogni tipo, siamo considerati i peggiori della sociatà(nn ci sono persone peggiori?!);nn dovrebbe essere apprezzato lo sforzo che una persona sostiene per uscire dalla TD?possibile che mi dovro trovare nella situazione di sostenere esami ogni 6 mesi per tenermi la patente e il lavoro?

Per me è stata mooolto dura e difficile arrivare al punto in cui sono oggi. ero uno sbandato,ora voglio solo essere considerato "normale"!!! devo pagare per la vita gli sbagli che ho fatto in passato???

Grazie per le vs risposte e per avermi dato la possibilità di sfogarmi.

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AFGHANISTAN - Eroina, la narcoguerra e la droga sui voli militari britannici

Direttanews - AFGHANISTAN – La notizia, diffusa lunedì dalla Bbc, dei militari britannici e canadesi accusati di trasportare eroina in Europa sfruttando l’assenza di controllo sui voli militari di ritorno dal fronte, non fa che rafforzare i sospetti sui reali interessi economici che si nascondono dietro la guerra in Afghanistan.

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Il traffico ‘militare’ di eroina scoperto tra le basi Nato nel sud dell’Afghanistan (Helmand e Kandahar) e l’aeroporto militare di Brize Norton, nell’Oxfordshire, verrà liquidato con la solita spiegazione delle ‘mele marce’, del caso isolato che riguarda solo alcuni individui.

Più probabilmente si tratta invece della punta dell’iceberg, o meglio delle briciole di un traffico ben più grande e strutturato che i suoi principali gestori – militari e servizi segreti Usa – lasciano ai loro alleati, evidentemente meno bravi di loro nel non farsi scoprire.

Solo pochi mesi fa sulla stampa tedesca era venuto fuori che una delle principali agenzie private di contractors addette alla logistica delle basi Nato in Afghanistan – la Ecolog, sospettata di legami con la mafia albanese – era coinvolta in traffici di eroina afgana verso il Kosovo e la Germania.

L’anno scorso fece molto scalpore la rivelazione, del New York Times, che Walid Karzai, fratello del presidente afgano e principale trafficante di droga della provincia di Kandahar, fosse da anni sul libro paga della Cia.

“I militari americani non contrastano la produzione di droga in Afghanistan perché questa frutta loro almeno 50 miliardi di dollari all’anno: sono loro a trasportare la droga all’estero con i loro aerei militari, non è un mistero”, dichiarava nell’estate 2009 a Russia Today il generale russo Mahmut Gareev.

Già nel 2008 la stampa russa, sulla base di informazioni di intelligence non smentite dall’allora ambasciatore di Mosca a Kabul, Zamir Kabulov, rivelava che l’eroina viene portata fuori dall’Afghanistan a bordo dei cargo militari Usa diretti nelle basi di Ganci, in Kirghizistan, e di Inchirlik, in Turchia.

Nello stesso periodo, un articolo apparso sul quotidiano britannico Guardian riferiva delle crescenti voci riguardanti la pratica dei militari Usa in Afghanistan di nascondere la droga nelle bare dei caduti aviotrasportate all’estero, riempite di eroina al posto dei cadaveri dei soldati.

 

“Le esperienze passate in Indocina e Centroamerica – si leggeva, sempre nel 2008, sull’americano Huffington Post – suggeriscono che la Cia potrebbe essere coinvolta nel traffico di droga afgana in maniera più pesante di quello che già sappiamo. In entrambi quei casi gli aerei Cia trasportavano all’estero la droga per conto dei loro alleati locali: lo stesso potrebbe avvenire in Afghanistan. Quando la storia della guerra sarà stata scritta, il sordido coinvolgimento di Washington nel traffico di eroina afgana sarà uno dei capitoli più vergognosi”.

Nel 2002 il giornalista ameriano Dave Gibson di Newsmax ha citava una fonte anonima dell’intelligence Usa secondo la quale “la Cia è sempre stata implicata nel traffico mondiale di droga e in Afghanistan sta semplicemente portando avanti quello che è il suo affare preferito, come aveva già fatto durante la guerra in Vietnam”.

Secondo lo storico Usa Alfred McCoy, principale studioso del coinvolgimento della Cia nel narcotraffico in tutti i teatri di guerra americani degli ultimi cinquant’anni (fino alla resistenza antisovietica afgana degli anni ‘80), il principale obiettivo dell’occupazione americana dell’Afghanistan era il ripristino della produzione di oppio, inaspettatamente vietata l’anno prima dal Mullah Omar nella speranza di guadagnarsi il riconoscimento internazionale.

I fatti, e il buon senso, sembrano confermare la tesi di McCoy: dopo l’invasione del 2001, la produzione e lo smercio di oppio afgano (e dell’eroina) sono ripresi a livelli mai visti, polverizzando in pochi anni i record dell’epoca talebana, mentre le truppe Usa e Nato si sono sempre rifiutate di impegnarsi nella lotta al narcotraffico, continuando a sostenere i locali signori della droga.

Rimane una domanda di fondo: perché mai gli apparati militari e d’intelligence americani, in teoria dediti alla sicurezza nazionale e internazionale, mirano da decenni al controllo del narcotraffico? Per la venalità dei loro vertici corrotti? Per garantirsi fondi neri per operazioni coperte? O forse dietro c’è qualcosa di più strategico e sistemico che, alla fine, riguarda realmente il mantenimento della la sicurezza?

Il direttore generale dell’Ufficio Onu per la droga e la criminalità (Unodc), Antonio Maria Costa, ha implicitamente risposto a questa domanda, dichiarando che gli enormi capitali derivanti dal riciclaggio dei proventi del narcotraffico costituiscono la linfa vitale che garantisce la sopravvivenza del sistema economico americano e occidentale nei momenti di crisi.

”La maggior parte dei proventi del traffico di droga, un volume impressionante di denaro, viene immesso nell’economia legale con il riciclaggio”, affermava Maria Costa nel gennaio 2009. ”Ciò significa introdurre capitale da investimento, fondi che sono finiti anche nel settore finanziario, che si trova sotto ovvia pressione (a causa della crisi finanziaria globale, ndr)”.

”Il denaro proveniente dal narcotraffico attualmente è l’unico capitale liquido da investimento disponibile”, proseguiva il direttore dell’Unodc. ”Nel 2008 la liquidità era il problema principale per il sistema bancario e quindi tale capitale liquido è diventato un fattore importante. Sembra che i crediti interbancari siano stati finanziati da denaro che proviene dal traffico della droga e da altre attività illecite. E’ ovviamente arduo dimostrarlo, ma ci sono indicazioni che un certo numero di banche sia stato salvato con questi mezzi”.

Fonte: Peacereporter

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