Informazioni, esperienze e notizie sulle sostanze psicoattive. Pubblica anche tu.

Domande agli Operatori

Cerca nell'archivio di 38061 risposte, o fai una nuova domanda, anche in forma anonima.

Scrivi una domanda e clicca su Invia (max. 250 caratteri).
  • Un nostro Operatore autorizzato (vedi chi siamo) risponderà presto alla tua domanda.
  • Il tempo di risposta potrebbe variare a seconda della difficoltà del quesito.
  • La domanda sarà nascosta a tutti finché non verrà pubblicata assieme alla risposta.
  • Una volta pubblicata, la risposta sarà leggibile a tutti nell'archivio. Se preferisci una risposta privata, usa il modulo di contatto.
Facoltativo: inserisci il tuo indirizzo email se vuoi ricevere un avviso quando verrà pubblicata la risposta.
Refresh Type the characters you see in this picture. Type the characters you see in the picture; if you can't read them, submit the form and a new image will be generated. Not case sensitive.
Annulla
Cliccando su Invia autorizzi il trattamento dei tuoi dati personali solo ed esclusivamente per rendere possibile questo servizio, secondo la policy del sito. Tali dati sono strettamente confidenziali e non saranno divulgati in alcun modo.
Mostra: tutti i tipi | articoli | esperienze | siti segnalati | immagini | videoOrdina per: data | punteggio

L’oppio si ottiene incidendo le capsule non ancora mature del Papaver Somniferum (papavero sonnifero) e lasciando essiccare al sole la resina che ne fuoriesce.

L'oppio grezzo contiene circa 20 tipi di alcaloidi, composti organici azotati dotati di elevata azione farmacologica a livello del sistema nervoso.

Tra questi alcaloidi sono presenti alcune sostanze di diffuso uso clinico nella terapia del dolore come la codeina, la papaverina, la narcotina. L'alcaloide principale dell'oppio è la morfina. Per le sue elevate propriet...

Gli oppiacei sono dei potenti analgesici, le proprietà  euforizzanti ed anestetizzanti  procurano un senso di rilassamento, distacco dalle proprie emozioni ed indifferenza rispetto a qualsiasi percezione negativa.

Il nostro cervello è capace di produrre autonomamente sostanze oppiacee dette endorfine, che hanno effetti inibenti e depressori sul Sistema Nervoso Centrale.

L’oppio e i suoi derivati agiscono con meccanismi molto simili a quelli delle endorfine anche se gli effetti prodotti sull’organismo sono molto più forti.  ...

L'uso dell'oppio è attestato sin nei primi testi scritti prodotti dall'uomo. Hul gil, l'ideogramma con cui i Sumeri indicavano, già nel 4000 a.C., il papavero da oppio stava per pianta della gioia dimostrando così come le antiche popolazioni della Mesopotamia conoscessero bene le proprietà euforizzanti del succo di tale pianta.

Nella mitologia greca e romana l'oppio era una presenza ricorrente. Un mito raccontava come Demetra, la dea della terra feconda, sorella di Zeus, usasse il papavero per alleviare il...

Quando si parla si sostanza psicotrope illegali l’eroina non è semplicemente una sostanza tra le altre, ma la sostanza. E’ attraverso l’esplosione dell’emergenza sociale dovuta alla diffusione dell’eroina agli inizi degli anni ottanta che la gran parte dell’opinione pubblica viene a contatto col problema “droghe” ed è su quel tipo di emergenza che si sono organizzate le risposte delle istituzioni.  
Ad essa è legata indissolubilmente la figura del tossico, prototipo vivente degli effetti di emarginazione...

I più votati, eroina

La droga, noi e la legge della domanda e dell'offerta

di Piero Lipera

siciliatoday.net - Con il termine DROGA vengono indicate tutte le sostanze psicoattive, che hanno un effetto sul sistema nervoso e alterano l'equilibrio psicofisico dell'organismo.

Esistono moltissime sostanze di questo tipo, alcune sono usate liberamente, senza alcun controllo da parte delle autorità sanitarie o giudiziarie, come la nicotina, contenuta nel tabacco, l'alcool e la caffeina. Altre sono incluse in speciali tabelle e possono essere usate a scopo curativo sotto stretto controllo medico, come gli psicofarmaci. Quando si parla di consumo di droga, in realtà, ci si riferisce, solitamente, all'abuso, cioè ad un uso voluttuario e non terapeutico delle sostanze psicoattive. Queste sostanze se vengono assunte più volte e per un periodo di tempo sufficiente, producono tolleranza ed assuefazione. Così, per ottenere lo stesso effetto provato la prima volta occorre assumere dosi sempre più abbondanti. Per questo si assumono droghe in quantità crescenti e sempre più spesso, fino a superare una soglia oltre la quale non si è più in grado di vivere senza la sostanza: è la dipendenza. Schematicamente esiste una distinzione tra dipendenza fisica e quella psichica, anche se i sintomi dell'una e dell'altra s’intrecciano in un quadro di insieme, di penosa malattia. Cosa intendiamo con il termine traffico di droga, narcotraffico o traffico di stupefacenti? Esso è il sistema illegale di compra-vendita delle sostanze stupefacenti. Quest'attività è considerata una delle principali fonti di entrate di Cosa Nostra, Camorra, 'ndrangheta e di tutte le organizzazioni criminali definite di "stampo mafioso", nonché dei cosiddetti cartelli della droga dell'America Centrale e Latina. Domanda secca: è giusto drogarsi? Mai! Superfluo è anche citare tutti i danni al cervello ed al corpo che genera l'uso di queste sostanze. La televisione ed i documentari ci hanno ormai istruito circa i letali effetti collaterali. Eppure, se ci togliessimo la benda dagli occhi noteremmo che oggi la droga è il bene più venduto nel territorio italiano (soltanto il pane e l'acqua forse sono venduti in maggiori quantità). Secondo un noto studio, ripreso persino dal quotidiano economico IL SOLE 24 ORE, circa 170-180 miliardi di euro sono il fatturato complessivo dell'economia mafiosa. Al suo interno, la prima voce dei ricavi è il traffico di stupefacenti. Il metodo più usato per calcolare le dimensioni dell’economia criminale-mafiosa è il “currency demand approach” che calcola il rapporto tra il denaro circolante e le transazioni che avvengono in contanti. Giusto per avere un'idea delle cifre di cui stiamo parlando, faccio rilevare che il fatturato annuo delle mafie italiane (da ora in poi Mafia SpA), valutato da organismi diversi, è uguale ai PIL, sommati tutti insieme, delle nazioni Estonia (25 mld), Romania (97 mld), Slovenia (30mld) e Croazia (34 mld). Inutile ricordare come questa massa di capitali non crei nemmeno un soldo bucato di gettito erariale (ma questo è un altro argomento). Altra riflessione, il mercato della droga ed il relativo markentig (ovvero commercializzazione e diffusione) sono interamente in mano a bande criminali (ovviamente anche questa è la scoperta dell'acqua calda). Ma una domanda va fatta, ci siamo mai chiesti quanti impiegati (nelle più disparte forme: part-time, co.co.co, a progetto, a tempo determinato ed indeterminato) ha un'azienda che fattura 170-180 miliardi di euro? Proviamo a fare dei conti. La FIAT nel 2008 ha dichiarato ricavi per 59,38 miliardi di euro, con 198.348 dipendenti (fonte wikipedia). Orbene, il fatturato della criminalità, dicevamo, è quasi tre volte il fatturato della FIAT, pertanto, è facile presumere che anche il numero degli impiegati di Mafia SpA sia anch'esso almeno il triplo rispetto alla casa torinese. Se poi consideriamo che il trafficante di droga non versa contributi (INPS, INAIL) e non paga le tasse (IRPEF, IRES, IRAP, ICI, TARSU e TIA) possiamo quantomeno raddoppiare - ancora- il numero dei collaboratori della criminalità. Sul piano aritmetico abbiamo che: 198.000 (gli impiegati FIAT) x 3 (il valore della proporzione del fatturato della Mafia SpA rispetto alla FIAT) x 2 (il mancato versamento di tasse e contributi) = circa 1.200.000 di impiegati al soldo di Mafia SpA (diconsi UNMILIONEDUECENTOMILA PERSONE CHE VIVONO IN ITALIA). Un esempio servirà per capire la reale portata dei numeri che ci occupano: Il numero degli impiegati pubblici in Italia è poco superiore a 3.200.000 unità (3.213.521 nel 2003 secondo la Ragioneria dello Stato, frutto di un’elaborazione del Dipartimento della Funzione pubblica su base OCSE/PUMA). Da questo studio emerge che in Italia ci sono circa la media di 54 dipendenti pubblici ogni 1.000 abitanti. Quindi, traslando i numeri di Mafia SpA, abbiamo che ogni 1.000 abitanti abbiamo circa 20 impiegati di Mafia SpA. Insomma, dopo la Repubblica Italiana, Mafia SpA è la prima azienda d'Italia. Ma il punto sul quale voglio attirare la vostra curiosa attenzione non è questo. Cambiamo per un attimo argomento e parliamo di economia. 2. LA LEGGE DELLA DOMANDA E DELL'OFFERTA Rappresentazione su assi cartesiani della legge della domanda e dell'offerta In microeconomia, per DOMANDA s'intende la quantità di un certo bene o servizio richiesta dai consumatori. In ottica macroeconomica, secondo la scuola Neoclassica, l'insieme delle domande dei singoli consumatori costituisce la domanda collettiva richiesta dal mercato. L'OFFERTA è invece intesa, sempre sul piano economico, come la quantità di un certo bene che viene messa in vendita sul mercato. Gli economisti ed i matematici, dagli albori della storia dell'economia fino ad oggi, si sono scervellati sul funzionamento di questi due elementi (domanda ed offerta), da sempre rappresentati come semirette su assi cartesiani. Dal loro studio e dai relativi risultati sono poi nate le diverse teorie politiche ottocentesche (Liberalismo, Capitalismo e Comunismo). Ad ogni buon conto, le analisi su questi elementi hanno trovato svariate applicazioni nella prassi, sia in ambito pubblico che privato. Questi brevissimi cenni di economia politica saranno sufficenti per la tesi di cui appresso. 3. LO STATO DELL'ARTE DELLA LOTTA ALLA DROGA Orbene, cari lettori memorizzate le sopra citate definizioni e trasportate quanto detto nel campo della Mafia SpA, più precisamente nel settore degli stupefacenti. Come sopra detto, l'offerta è la quantità di beni che vengono messi sul mercato (per beni ovviamente intendiamo riferirci alle sostanze stupefacenti). Le gesta dell'umanità, dagli anni dell'antiproibizionismo americano fino ai libri di Saviano, ci ha insegnato che è impossibile evitare che la droga giunga nei nostri territori, nei nostri quartieri e nelle nostre scuole. La cocaina, l'eroina e la marijuana sono coltivate e prodotte a migliaia di chilometri dai noi (Sud America, Pakistan e chissà dove), eppure il loro reperimento in città è una delle cose più semplici. Basta chiedere in giro. La lotta alla droga, sul versante dell'ingresso sul mercato, è a dir poco fallimentare. Quei pochi covi e quantitativi, trovati dalle forze dell'ordine, sono davvero poca cosa rispetto alle moli di quantità che ogni giorno giungono nei nostri porti, aereoporti e stazioni. E' chiaro, trattasi di un'attività che non va abbandonata, ma non è certo la strada per la vittoria. Sul piano della deterrenza della pena, ovvero della paura ingenerata dalla sanzione penale (in altre parole, la galera) nonostante la durata delle pene previste per chi spaccia stupefacenti sia la più severa (seconda solo all'omicidio ed al sequestro di persona) essa -ahimè - non ha sortito nessun effetto. Anzi, è noto come nelle gerarchie criminali l'aver accumulato anni di carcere sia un valido titolo per salire di grado all'interno dell'organizzazione. Per essere chiari, in determinati contesti sociali, il carcere fa curriculum. In sintesi, sul piano dell'offerta (rappresentata dalla quantità di droga presente sul mercato e dagli uomini disposti a venderla) non pare che le istituzioni e il sistema nel suo complesso abbiamo imboccato, come dicevo prima, la strada per la vittoria. Dobbiamo sinceramente riconoscere che è impossibile contenere l'ingresso della droga e che il numero degli impiegati Mafia SpA è di gran lunga superiore ai nostri tutori dell'ordine. Abbiamo poc'anzi calcolato circa 1.200.000 impiegati per Mafia SpA contro 461.000 per lo Stato italiano (di cui 130.000 appartenenti alle forze armate, 321.000 appartenenti ai corpi di polizia e 10.000 magistrati). Si stanno fronteggiando due eserciti, di cui uno composto da 1.200.000 unità (i cattivi) e l'altro da 461.000 (i buoni) - i civili non contano, loro stanno a casa a guardare la televisione. Secondo Voi chi vincerà? Chi avrà più chances di spuntarla? Il rapporto è tanto impari quanto lampante: stiamo 3 a 1 per Mafia spA. Non è un gioco, non stiamo mica giocando a guardie e ladri. Ogni giorno contiamo gli scores di questa tremenda guerra, i morti sono ammazzati o di overdose. Andiamo avanti. Se sul piano dell'offerta quindi pare che la battaglia sia persa, passiamo ad analizzare la domanda. La DOMANDA, abbiamo detto, è la richiesta di droga sul mercato. Onestamente, senza fare ausilio di chissà quali tabelle statistiche, chiediamoci per un attimo chi sono i soggetti che consumano droga. Risposta: i giovani (senza nessuna distinzione di censo), i poveri vi vedono un momento di evasione per dimenticare i loro problemi mentre i ricchi vi trovano un momento di trasgressione, diverse motivazioni ma medesimi effetti. I giovani maturi, dai 30 in su, la usano, a volte, per allentare la pressione del tram tram quotidiano e, troppo spesso, per infiammare una serata particolarmente sfrenata. I professionisti, anche loro, per mantenere i ritmi serratissimi del loro mestiere, fanno appello alle forze misteriche della polverina bianca. In questo quadro, come non ricordare lo scalpore che suscitò il servizio delle Iene che osarono effettuare un test antidroga ai parlamentari italiani all'insaputa degli stessi. L'esito che ne venne fuori suscitò un enorme scandalo. Risultò infatti che un deputato su tre faceva uso di stupefacenti (24% Cannabis e 8% Cocaina, http://www.youtube.com/watch?v=na4DD3RhvKA). Ancora, sul piano del diritto, come sanno ormai pure i bambini, possedere modiche quantità di stupefacenti per uso personale non è reato: è uso personale (!) Insomma, per lo Stato italiano - come tutti sanno - drogarsi non è un reato. Quindi, nei fatti, i ragazzi, i professionisti, i giovani e meno giovani che si vogliono sballare per una sera, secondo l'ordinamento della Repubblica Italiana, non compiono alcun reato. In Italia si è liberi di drogarsi, magari ti ritirano la patente per sei mesi, ma ti puoi drogare! opuscolo utilizzato per campagne antidroga Ergo, ma quali sono state negli anni - da parte dello Stato e delle Istituzioni - le temibili, deterrenti e concrete iniziative per arginare il consumo di droga? In che modo la bella Italia ha sconsigliato ai suoi cittani, giovani e scapestrati, di non fare uso di droga? Ve lo dico io: Con gli opuscoli (!) Ovvero mendiante materiale divulgativo da diffondere nelle scuole e nel corso delle giornate dedicate alla lotta antidroga (sic e !). Non vi pare poco? Da un lato, abbiamo lo sballo, il sesso, il divertimento, la forza, l'allegria, l'euforia, l'adrenalina, il lucro, il guadagno (al Sud è un'occasione di lavoro) e, dall'altro lato, solamente l'opuscolo !? Non vi sembrano, anche in questo caso, un pò impari le forze messe in campo? 4. UNA SOLUZIONE E' POSSIBILE Penso e dico: la battaglia contro la droga è "la" battaglia che l'uomo moderno deve riuscire a vincere. Dati alla mano, come sopra rilevato, al traffico di droga tocca la prima voce nei ricavi della Mafia SpA, un'azienda che fattura tre volte la FIAT, che è la prima azienda italiana. Come già osservato, Mafia SpA possiede alle sue dipendenze circa 1.200.000 impiegati contro i 431.000 delle forze dell'ordine messe invece in campo per contrastarla. Allora che fare? Come vincere questa guerra? Aspettiamo che i messaggi contenuti negli opuscoli facciamo il loro effetto? E dai! Non credo proprio che gli puscoli siano l'arma migliore. Dobbiamo fare altro. Dobbiamo cambiare il sistema di repressione. Dobbiamo inventare qualcosa di mai fatto in passato. Ma, atteso che, come evidenziato sopra, è impossibile reprimere l'ingresso di droga in Italia (che sarebbe sul piano economico l'offerta), non ci resta che lavorare sulla domanda proviente dal mercato (che è la richiesta di droga da parte dei comuni cittadini). Anzi, più che inventare dobbiamo copiare quello che in altri settori ha incominciato a funzionare. Eccolo: Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) in Italia un'azienda, che vuole lavorare con un ente pubblico, deve produrre un certificato antimafia ed un documento fiscale (cd DURC), per indicare la regolarità nei pagamenti delle tasse e dei contributi verso l'erario e gli enti previdenziali. L'imprenditore e la relativa azienda che non sono in grado di presentare dette documentazioni non potranno aggiudicarsi alcun appalto. Se vincessero la gara, la mancanza di dette certificazioni ne comporterrebbe l'immediata decadenza. E' un meccanismo che ha portato numerosi benefici nel sistema. Tutti gli imprenditori si son dovuti adeguare ed hanno così versato tasse e contributi. Chi non era in regola si è dovuto allineare, chi non ha potuto è stato assorbito da altri. Chi non ha potuto - è bene sottolineare - lavorava in modo irregolare, era quindi al di fuori della legge. Non pagando le tasse o non versando i contributi per i suoi dipendenti commetteva un illecito. Facile intuire la ratio della legge: chiunque abbia a che fare con la Pubblica Amministrazione deve avere le carte in regola, in quanto lo Stato non può agevolare o concorrere alla commissione di un illecito. L'illiceità della condotta starebbe nel mancato pagamento delle imposte e degli oneri previdenziali per i lavoratori. In questo quadro, la PA pur tenendo un comportamento passivo - richiede infatti solo dei certificati - sul piano degli effetti però sprigiona un'attività più che rilevante. In conclusione, chi vuol lavorare con la PA deve essere in regola sul piano fiscale e previdenziale. Idea: perchè non applicare la stessa ratio anche in tema di droga? Perchè non applicare lo stesso metodo, che ha funzionato per imprese, anche alle persone? Perchè non ipotizzare un sistema il quale preveda che qualsiasi cittadino che abbia rapporti con la PA abbia anche le carte in regola per essere ritenuta una brava persona? Perchè non inventare una certificazione che attesti il mancato uso di droghe da parte del cittadino che richiede un servizio pubblico? Ovviamente andrebbero regolamentate anche le ipotesi di eccezione (per esempio: sanità, servizi pubblici essenziali, servizi connessi con diritti alienabili della persona, ecc...). Ragioniamoci un attimo. Facciamo altri esempi: perchè non inventare una certificazione che attesti il mancato uso di droghe da parte del cittadino impiegato presso un ente pubblico, pena la mancata corresponsione dello stipendio? Perchè non inventare un meccanismo secondo il quale le prestazioni previdenziali erogate da INPS, INAIL e varie casse di previdenza, sono inibite nel caso in cui l'assicurato venga trovato positivo al test antidroga? Così facendo si lavorerebbe sulla domanda - ovvero sulla richiesta di droga da parte dei cittadini - riducendone di gran lunga la richiesta sul mercato. Una trovata troppo rigida per le nostre coscienze perdonistiche e cattoliche? In Italia, può la libertà di drogarsi essere più importante dei ricavi della Mafia SpA? Oppure pensiamo che, in Italia, chi faccia uso di droghe sia un povero disgraziato che non ha un lavoro, che non ha un reddito e sia un delinquente abituale? Tutti sappiamo che non è così. Riflettiamo insieme: Se ci fosse stata un legge che ci avesse fatto perdere un anno a scuola, qualora trovati positivi al test antidroga, quanti di noi avrebbero fatto due tiri di spinello? Si sarebbe limitato il numero? Sì o no? Se in Italia ci fosse stata una legge che ci avesse impedito di sostenere esami all'università qualora trovati positivi al test antidroga, quanti di noi non avrebbero mai fatto un tiro di cocaina? Se in Italia, ci fosse stata una legge che ci avesse impedito di iscriversi ad un ordine professionale (medico, avvocato, notaio, commercialista, giornalista) quanti di noi avrebbero fatto uso di droga? Se ci fosse una legge che ci impedisse di accendere mutui per acquistare la casa di abitazione quanti di noi farebbero ancora uso di droga? Se ci fosse una legge che ci impedisse di candidarsi a cariche elettive quanti di noi si sarebbero drogati? Perchè non prevedere che il lavoratore pubblico - impiegato, funzionario o dirigente - debba sottoporsi gratuitamente a test periodici antidroga? Sono solo esempi, ma tutti espressivi della medesima ratio che è la medesima prevista per le aziende. Lo Stato e le Istituzioni, di ogni ordine e grado (scuole, università, enti locali, aziende sanitarie, ordini professionali), non possono collaborare o incentivare i ricavi di Mafia SpA. Deve imporsi - nelle nostre menti e, poi, nel nostro sistema giuridico - che chiunque abbia a che fare con la Pubblica Amministrazione o con una Istituzione deve avere le carte in regola. Per carte in regola intendiamo dire che egli abbia la diligenza del buon padre di famiglia. Un buon padre di famiglia non si droga! Lo Stato non può agevolare o concorrere alla commissione di un illecito, perchè consumare droga è un reato. Chi consuma droga dà soldi alla Mafia SpA. 5. PRIME RICADUTE POSITIVE Si tiene a far rilevare, per mera completezza argomentativa, che, sul piano aritmetico ed economico, lavorare sulla domanda di droga, introducendo forme di costrizione, laddove il consumatore/cittadino attua rapporti con il pubblico, potrebbe spiegare effetti di notevole successo. Nella pratica avremmo che la gran parte delle persone che hanno rapporti con la PA e similari (pubblico, impiego, università, scuola, ordini professionali, ecc...) sarebbero sottoposti a controlli periodici ed il loro eventuale acquisto di droga sarebbe costretto a diminuire (pena il diniego del servzio pubblico richiesto). In quest'ottica, la spesa pubblica costituita dagli stipendi degli impiegati pubblici sarebbe particamente distolta dal mercato della droga o quanto meno ridotta. Da altro punto di vista, faccio altresì rilevare che, stando alle statistiche del 2009, la spesa pubblica complessiva ha avuto un'incidenza sul PIL pari al 52,5% (fonte: http://www.italpress.com/). Tradotto ciò significa che, nella nostra economia, oltre il 50% della ricchezza prodotta è costituita da spesa pubblica. In altre parole e per esser ancor più chiari, questo dato sta a significare che dalle casse delle pubbliche amministrazioni, ogni anno, transita tanto di quel denaro da rappresentare oltre la metà dell'intera ricchezza prodotta in Italia. Pertanto, se noi riuscissimo ad evitare che i soldi, veicolati tramite le pubbliche istituzioni, entrino nelle casse di Mafia SpA sarebbe un colpo di scure di portata incredibile - mai visto - alle holding del crimine. Scriveremmo una nuova pagina nella storia dell'umanità. Utilizzare il flusso di cassa delle risorse pubblice contro la malavita ed il malaffare sarebbe una trovata geniale. Una rivoluzione copernicana dell'intero sistema di contrasto alla criminalità. Non più solo le forze dell'ordine contro la la droga ma tutti i cittadini che intrattengono rapporti - di qulasisasi natura - con le Istituzioni, pubbliche e parapubbliche (ovviamente ad eccezione di quei servizi essenziali per la vita in società). Il numero dei soggetti coinvolti, sul piano della ricchezza, varrebbe, secondo i dati del PIL, oltre il 50% dell'intera richezza prodotta all'interno del nostro Stato. E' chiaro, non è un comportamento da femminucce, sento già le campane di sinistra gridare "Stato fascista", ma come diceva qualcuno: "Me ne frego" (e pensare che io sono democristiano ed antifascista). Ripeto: La libertà di drogarsi non può prevalere nè sul diritto di vita nè sui profitti di Mafia SpA. Dobbiamo cambiare il modo di aggredire il sistema mafioso che oggi si fonda sulla droga. Sperare che i comportamenti virtuosi, gli opuscoli e gli insegnamenti ricevuti in famiglia siano gli strumenti migliori e sufficienti per vincere questa guerra è da malati mentali, da individui che d'innanzi ad un vero problema preferiscono nascondere la testa sotto la sabbia. La mia non è una provocazione, essa è invece una proposta di risoluzione. E' un modus che non ho inventato io ma che ho solamente adattato al caso di specie, se volete, un mero copia e incolla. Ogni giorno al Sud, troppe famiglie piangono i loro cari all'interno delle carceri. Gli SPACCIATORI, sempre visti e rappresentati con l'abito del cattivo, sono i soggetti più deboli dell'intera vicenda. I nostri uffici di collocamento sono cattedrali nel deserto, creati, nei fatti, per dare lavoro ai funzionari che vi lavorano anzichè ai cittadini che vi si presentano. Un solo clan ed il relativo capo sono in grado di offrire più posti di lavoro che tutti gli uffici provinciali del lavoro esistenti da Napoli in giù. 6. EFFETTI ULTERIORI E CONCLUSIONI Ancora una volta, con il piglio dell'economista, analizziamo quali potrebbero essere gli effetti di quanto appena affermato. Come noto, il prezzo di mercato è determinato dall'incontro tra domanda e offerta. Il linea generale, se la domanda di un bene aumenta di conseguenza ne aumenta anche il prezzo. Viceversa se la domanda diminuisce, il prezzo di mercato diminuisce di conseguenza. Riducendosi i prezzi per l'acquisto di droga la prima conseguenza sarebbe la contrazione dei ricavi di Mafia SpA. Effetto immediato ed ulteriore: Mafia SpA, avendo meno cash flow (flusso di cassa), avrebbe minori capitali da investire sull'acquisto di droga (è difficile pensare che esista una banca che conceda prestiti per comprare droga, le operazioni devono avvenire in contanti e senza istituti di credito). Il prezzo e le quantità di droga, una volta calati, costringerebbero i dirigenti di Mafia SpA a cambiare settore d'investimento. I nuovi mercati potrebbero essere nuovamente attività criminali oppure - è il nostro obbiettivo - attività lecite. Sempre sul piano economico, altro rilievo a chiaro effetto nocivo per l'azienda Mafia SpA, causato dalla diminuizione dei ricavi, risiederebbe nella necessità - come per tutti gli imprenditori del pianeta - di licenziare la gran parte dei propri impiegati/affiliati. La massa di neo disoccupati del crimine saranno costretti a cercare un altro tipo lavoro. E come si sa, qui la dicotomia è una ed una sola, o delinqui o sei onesto, se prima quindi spacciavano adesso incominceranno a lavorare onestamente (almeno - si spera - la gran parte). Per quanto sopra scritto, studiato, rilevato e pensato: io ci vedo e ci credo.

Punteggio: 4.6 (5 voti)

Se la guerra alla droga viola i diritti umani

 http://b.vimeocdn.com/ts/145/050/14505095_100.jpgFuoriluogo - Diritti umani, sotto accusa la guerra globale alla droga: il relatore per il diritto alla salute Anand Grover chiede il superamento delle convenzioni internazionali e la regolamentazione legale delle droghe.

Giorgio Bignami commenta il rapporto Grover per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 3 novembre 2010. Scarica il testo del rapporto Grover nella sezione rapporti e ricerche delle Nazioni Unite sul mappamondo di fuoriluogo.it.

Fonte: Il Manifesto, di Giorgio Bignami 03/11/2010  

Il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite nutre gravi preoccupazioni per le violazioni di tali diritti provocate da quelle politiche anti-droga repressive e punitive che vigono in molti stati membri; politiche che spesso e volentieri - potremmo aggiungere - sono state direttamente o indirettamente incentivate proprio dagli orientamenti dell'Ufficio Droghe e Crimini delle stesse Nazioni Unite (Unodc). Perciò il suddetto Consiglio ha commissionato all'esperto indiano Anand Grover  (significativamente definito Relatore Speciale  sul Diritto di ciascuno a godere del massimo livello raggiungibile di salute fisica e mentale) di redigere un rapporto sugli effetti perversi delle politiche anti-droga, rapporto che è stato divulgato il 26 ottobre scorso.     Grover non soffre di peli sulla lingua: infatti il suo documento è una dura requisitoria sul fallimento di politiche antidroga nominalmente mirate al raggiungimento di una serie di obiettivi nel campo della salute, ma che hanno avuto effetti diametralmente opposti. Tale fallimento ha anche causato una elevata frequenza di violazioni dei diritti umani; e questo, a causa di una prevalenza quasi esclusiva di norme di legge e di sanzioni penali che non riconoscono le realtà degli usi e delle dipendenze da droghe. Le droghe - precisa Grover - hanno effetti deleteri sulle vite dei consumatori e sulla società, ma questo non giustifica i falsi rimedi che si insiste a usare. In particolare, tali politiche spesso agiscono come deterrenti contro il ricorso ai servizi; ostacolano le iniziative di promozione della salute; perpetuano la stigmatizzazione; di fatto creano rischi per la salute anche di coloro che non usano droghe. In molti casi si impongono anche limiti ingiustificati all'uso di farmaci (il riferimento  pare un avviso al nuovo direttore dell'Unodc che succede a Costa, l'ex ambasciatore russo Fedorov: nel suo paese metadone e scambio di siringhe sono ignoti, col risultato che la quasi totalità degli iniettori sono sieropositivi o già malati di Aids). La Convenzione Unica Onu sulle droghe del 1961 si autoproclama paladina della "salute e del benessere del genere umano": ma allora - continua Grover -  gli stati membri dovrebbero impegnarsi a fondo nelle iniziative di riduzione del danno (mentre da noi Giovanardi e Serpelloni hanno persino vietato l'uso di tale termine); spingere al massimo la depenalizzazione della detenzione e uso di droghe (mentre da noi la legge Fini Giovanardi del 2006 è andata nella direzione opposta); ottimizzare l'operato dei servizi ad hoc (mentre da noi i servizi ad hoc sono spesso alla canna del gas); rivedere normative e regole operative per ridurre al massimo le violazioni dei diritti umani (mentre da noi il rosario dei morti per repressione dell'uso di droga si allunga ogni giorno, da Federico Aldrovandi a Stefano Cucchi a Aldo Bianzino).  Insomma, il rapporto Grover mette a nudo una serie di gravi contraddizioni che possono accendere aspri conflitti: contraddizioni tra i principi cui nominalmente si ispirano gli atti sottoscritti nella sede Onu e le normative e le pratiche di un gran numero di stati membri; tra i vari organi delle stesse Nazioni Unite, alcuni dei quali . - come quello per la lotta all'Aids (Unaids) - sono fortemente impegnati nelle iniziative di riduzione del danno,  mentre altri - come l'Unodc - seguitano a privilegiare le attività di repressione, a costo di ignorare le frequenti violazioni dei diritti umani della war on drugs. (E forse non è casuale che sia stato nominato a capo dell’Unodc un esponente della Russia di Putin, sulla cui criminale guerra alle droghe non è necessario ritornare). Lo Stato  leader delle politiche proibizioniste e repressive, gli Usa, ha sempre avuto un ruolo determinante nell’indirizzare le politiche “dure” dell’Onu, ma gli equilibri di potere si stanno seppur lentamente modificando e del resto lo stesso rapporto Grover è un segnale di cambiamento.     L'appello di Anand Grover per una svolta nelle politiche anti-droga  sembra evocare quello eloquente e accorato di Abraham Lincoln nel memorabile discorso per il suo secondo insediamento presidenziale, durante la Guerra di secessione ("Teneramente speriamo -  ferventemente preghiamo -  che questo possente flagello della guerra possa presto avere fine ..." )

Punteggio: 4.2 (5 voti)

il ser.t che non ti aiuta....anzi..

ieri ho vissuto un'esperienza che mi ha innervosita e turbata.Ho accompagnato il mio ragazzo (che chiamerò per comodità e privacy : XXX ) al ser.t perchè siamo appena giunti dalla Francia a Roma per qualche giorno (in Francia il mio fidanzato ha iniziato il trattamento di sostituzione ) e ,arrivati a Roma aveva bisogno di continuare la terapia per 5 giorni prima di rientrare in Francia.

La dottoressa e gli infermieri che ci hanno "accolto" ci hanno trattato come dei bugiardi delinquenti, nonostante siamo due studenti giovani ,di bella presenza,educati, istruiti e ci siamo presentati con molta cordialità.

Comunque, tralasciando la scortesia del personale, esplico brevemente la situazione:

XXX che ha iniziato la sua cura in Francia aveva bisogno di assumere Subuxone in quanto, stando in affido, aveva terminato la confezione del medicinale ed era scoperto (in Francia gli avevano dato una prescrizione di subutex 2 mg valida per tre settimane, ovvero 3 confezioni).

Il problema è sorto a causa del malfunzionamento del fax che non ha permesso la ricezione del documento firmato dal Dottore francese che attestava il passaggio dal Sert di Marsiglia a quello di Roma x 5 giorni di terapia.

Non funzionando il fax , ho chiesto a un' infermiera se era possibile inviare il documento tramite mail, ma mi ha risposto che loro non usano mail. ( e io mi chiedo ...possibile mai che un servizio sanitario non abbia una mail nel 2012?!?!??!....)Perciò le ho domandato se  questa mail poteva essere inviata all'indirizzo mio o del mio ragazzo e poi essere stampata e presentata, ma ,ovviamente ,anche se il risultato sarebbe stato lo stesso (perchè sfido chiunque a riconoscere tra due pezzi di carta identici quale è uscito da un fax e quale da una stampante..) la mia idea non andava bene.

"deve uscire dal nostro fax signorina" mi hanno risposto.....

Dopo qualche minuto abbiamo chiamato in Francia usando il nostro cellulare per far parlare un dipendente del Sert francese con la dottoressa italiana, ma come mi aspettavo NESSUNO SAPEVA PARLARE Nè INGLESE Nè FRANCESE.

e io mi chiedo.....possibile che io per trovare il più squallido lavoro devo saper parlare tre lingue e questi ignoranti sono pagati dallo stato per non sapere fare nulla e neanche spiccicare due parole di inglese?!?!?!.

L'infermiere che era seduto al computer ,mentre la Dottoressa faceva la cretina canticchiando "alò,alò" come un'oca alla cornetta, scriveva sul traduttore simultaneo di google testuali parole : "DI CHE SQUADRA SEI?".

Io ero allibita e il mio ragazzo rassegnato.

NESSUNO CI HA AIUTATO.NESSUNO CI HA VOLUTO AIUTARE..

Ovviamente si sa che una persona in astinenza non ci può stare e quindi dopo due ore di panico e sudore è scattata la classica telefonata ai vecchi amici.....

SONO ARRABBIATISSIMA CON QUESTI MEDICI E CON QUESTA BUROCRAZIA INUTILE E LENTA.CON QUESTO SISTEMA CHE TI METTE CONTINUAMENTE I BASTONI TRA LE RUOTE ANCHE QUANDO NONCE N'è NESSUN BISOGNO.

UN SERVIZIO STATALE ADIBITO AD AIUTARE PERSONE DIPENDENTI DOVREBBE ESSERE UN POSTO IN CUI SIA PRESENTE E ATTIVO UN PERSONALE COMPETENTE,PREPARATO,COMPRENSIVO E DISPONIBILE.QUESTI LAVORATORI SONO  PAGATI PER AIUTARE LA GENTE E SOPRATTUTTO I GIOVANI (CHE RISCHIANO DI BRUCIARSI IL FUTURO INCASTRANDOSI CON LA DROGA,CHE NON LAVORANO E QUINDI NON RICEVENDO STIPENDIO SONO PIù PROPENSI A COMPIERE ATTI NON LEGALI PER PAGARSI IL PEZZO...) E INVECE STANNO SEDUTI Là IN QUELLA STANZETTA SENZA FARE NULLA A PARTE SFOGLIARE RIVISTE E QUOTIDIANI E  DISTRIBUIRE METADONE COME FAREBBE UN DISTRIBUTORE AUTOMATICO.

NON HANNO UN BRICIOLO DI UMANITà E TRATTANO I PAZIENTI COME DEI DELINQUENTI, BUGIARDI O NEL MIGLIORE DEI CASI OGGETTI.

SARANNO ANCHE DEI DOTTORI MA NOI NON LI REPUTIAMO TALI.

INVECE DI AIUTARE UN RAGAZZO CHE CERCA DI FARLA FINITA CON LA DROGA SE NE FREGANO TOTALMENTE E LO LASCIANO IMMEZZO A UNA STRADA.

SI ATTACCANO A MILIARDI DI REGOLE INUTILI E POI TI SPINGONO, PER SEGUIRE LE LORO REGOLE , A COMPIERE AZIONI ILLEGALI.

Scusate il tono ma sia io che il mio compagno siamo molto innervositi oltre che sbalorditi da questo (non) trattamento insensato. E ciò che ci fa ancor più male è aver conosciuto in prima persona il funzionamento del trattamento e assistenza dello stato francese in materia di dipendenze. Un altro pianeta. Lì sei trattato come una persona da aiutare. Il rapporto medico paziente si basa sulla fiducia, sincerità e soprattutto rispetto. Non c'è quella sensazione di inferiorità che interessa i soggetti trattati nei sert italiani. Il paziente e il medico sono sullo stesso livello, nessuno dei due è subordinato. Non c'è quell'atteggiamento poliziesco che caratterizza i medici e gli infermieri in Italia. Basti pensare che non esistono i controlli urinari e tutto si basa sulla sincerità reciproca. Si va una volta ogni due settimane alla consultazione, e il medico fa una prescrizione di 14 o 21 giorni. Con la ricetta vai in farmacia a comprare il subutex. Non sei costretto ad andare ogni giorno al sert e sottoporti a controllo e pressioni psicologiche spesso pesanti  e seccanti oltre che poco efficaci.

Grazie x il servizio e l'assistenza

Saluti

 

 

Punteggio: 4 (5 voti)

"Dieci millimetri di acciaio nella carne"

 DROGA, CONSUMI 'STUPEFACENTI'un libro di Roberto Filibeck  Non passa giorno che la cronaca non propini notizie allarmanti sulla diffusione del consumo di droghe tradizionali e sintetiche. Arresti e sequestri in tutta Italia, la cocaina assunta quasi come uno ''stile'' di vita, il tossicodipendente non piu' una figura deviata della societa' ma l'individuo comune che vive tra di noi e abusa di queste sostanze per semplice ''sballo'' o per una sorta di prestanza sociale. Per sfatare il mito illusorio dello svago artificiale esaltato dalle droghe di ogni tipo, e per comprendere l'inesorabile discesa nella dipendenza e nel vortice maledetto di queste sostanze che devastano l'essere, e' interessante leggere il romanzo di Roberto Filibeck, 'Dieci millimetri d'acciaio nella carne'. Il racconto si snoda come un viaggio allucinato e conduce il protagonista fino al progressivo abbrutimento, privandolo dell' identita', preda di questa malattia dell'anima che e' la droga. Ma cio' che risalta con forte drammaticita' in quest'opera, oltre all'impatto sofferente e carnale con cui l'autore ci narra l'illusione di ''curare'' le proprie debolezze mediante la fuga nell'eroina, sono i dati statistici, lo scorrere delle cifre, i flash giornalistici che Filibeck ha messo insieme all'interno dell'opera, integrandole perfettamente con la narrazione dei fatti. ''La polvere d'angelo attrae sempre di piu', soprattutto i giovani under 35, maschi e le femmine tra i 15 e i 24 anni''. Parlando del dilagare delle droghe sintetiche, l'autore sottolinea che a partire dal 2007 c'e' stato un vero e proprio boom di queste sostanze, con un ''aumento vertiginoso dei sequestri, effettuati soprattutto nei locali notturni, pari a un piu' 193,67 per cento. Si e' cosi' passati dalle 133.979 dosi sequestrate nel 2006 alle 393.457 del 2007''. Sono numeri che evidenziano la crescita esponenziale dei consumi. Questo perche', nonostante gli ingenti sequestri di migliaia di chili di droga che arrivano in Italia con i mezzi piu' stravaganti, di cui l'autore ci offre un dettagliato resoconto per la ''fantasia'' adottata dai trafficanti, la media dei prezzi si e' notevolmente abbassata, e la cocaina dal 2001 al 2006 e' passata da 99 a 83 euro. Non stupisce pertanto citare, come fa l'autore, quella denuncia sorprendente del Cnr datata Giugno 2007, che rilevo' presenza di cocaina nell'aria di Roma. Altro che ponentino! Tra il romanzo ed il saggio, il volume e' si' l'opera di un giornalista che persegue il fatto di cronaca ed il reportage sociale, ma e' soprattutto la vicenda di un individuo caduto in una trappola per molti mortale, e le sue parole scandiscono forte e crudo il percorso della follia che corteggia tante persone.  www.ansa.it

Punteggio: 4 (5 voti)

TOSSICODIPENDENZA: DUE DOMANDE CHIAVE

TOSSICODIPENDENZA: DUE DOMANDE CHIAVE
di Avram Goldstein

PRIMA DOMANDA CHIAVE: Come mai alcuni soggetti diventano tossicodipendenti in prima battuta, ed altri no? Perchè ad alcuni neanche piace l'effetto psicoattivo delle droghe che danno assuefazione e, quindi, non incominciano mai ad usarle? Perchè alcuni individui usano tali sostanze con moderazione e non passano mai ad un uso pesante e all'assuefazione?

Questa estrema variabilita' fra le gente riguarda tutte le sostanze assuefacenti, dalla nicotina all'alcool, dalla cocaina all'eroina. Non può darsi che ci siano fra la gente alcuni individui il cui "sentiero della ricompensa" sia in qualche modo deficitario, e che riescano a sentirsi "normali" soltanto se assumono un oppiaceo, per esempio, e che scoprono questo fatto quando incontrano l'eroina per la prima volta?

C'è chi sostiene che diventare tossicodipendenti e' una questione psicologica e non un problema biologico. Ma per quanto riguarda il comportamento, ciò che è psicologico è anche una questione di cervello. Fino a poco fa non c'erano modi per mappare il cervello umano vivente; ma ora le tecniche di immagine, come la risonanza magnetica (MRI) o la tomografia ad emissione di positroni (PET) lo hanno reso possibile. Così noi stiamo attualmente apprendendo, attraverso la tecnica delle immagini, quale circuito cerebrale media quel particolare comportamento.

L'anatomia e la chimica del cervello nella sua totalità sono all'inizio determinate da un programma nel nostro DNA. Poi, attraverso le esperienze di vita, sia l'anatomia (la circuitazione del cervello), che la chimica (i neurotrasmettitori e i loro recettori) vengono modificate. La maggior parte dei comportamenti sono determinati sia dalla genetica che dall'ambiente, con l'alternarsi, in ogni specifico caso, del predominio dell'una o dell'altro.

Un ricercatore mise insieme per i suoi studi sette paia di gemelli monozigoti, bambini e bambine di circa quattro anni. In un'occasione egli li predispose in gruppo per una fotografia, senza dare loro istruzioni particolari. Tutti noi abbiamo visto coppie di gemelli identici, e non siamo sorpresi da quanto questi soggetti si assomigliano fra di loro. Ma nella foto c'e' qualcosa di sorprendente. Non furono date istruzioni ai gemelli su come tenere le mani, ma osservando attentamente l'immagine, si vede come ciascun individuo della stessa coppia tiene le mani nello stesso, identico modo. Qualche gemello stringe la mano destra sulla sinistra, altri la sinistra sulla destra, altri stringono le mani a pugno chiuso, altri ancora le lasciano abbandonate sul grembo, e cosi' via. Ma ogni coppia mostra un identico comportamento anche in questa semplice questione di postura delle mani.

Un altro ricercatore mise insieme gemelli monozigoti che erano cresciuti separati, cosi che il comportamento identico non poteva essere attribuito ad influenze ambientali. E ancora la fotografia mostrava che gli individui della stessa coppia mantenevano identica posizione delle mani, delle gambe, della testa, e perfino la stessa espressione facciale. E queste somiglianze non si riscontrano nei gemelli dizigoti. Dunque, rispetto a questi comportamenti, la genetica sembra essere determinante.

Coloro che hanno dubbi sul fatto che la genetica influenza fortemente il comportamento, farebbero bene a considerare il comportamento dei cani lavoratori, che sono cresciuti in modo specifico per certi comportamenti, come riportare, puntare, attaccare, o tenere insieme il gregge. Nella nostra famiglia c'e' un pastore australiano che non ha mai visto una pecora in vita sua e che e' stato separato dalla madre prima che potesse insegnargli il mestiere. Eppure quell'animale tiene insieme la famiglia con grande determinazione ogniqualvolta si va in giro con figli e nipoti. Non permette a nessuno di allontanarsi dal gruppo.

Ora, che c'entra tutto questo con l'assuefazione all'eroina? Gli studi sugli animali ci dicono che generazioni di topi e di ratti possono essere allevate con la volontà o la non volonta' di auto somministrarsi eroina per facilitare od impedire di divenire tossicodipendenti. Nel caso dell'alcool sappiamo veramente che ci sono degli individui predisposti (vulnerabili) all'assuefazione. La consapevolezza ci proviene dalla famiglia, dai gemelli, dalle pratiche di adozione trasversale, e dagli studi farmacologici. Si tratta di una ricerca che e' in corso e che ha lo scopo di identificare i geni che contribuiscono alla predisposizione.

C'e' comunque bisogno di ulteriori ricerche per stabilire se anche la predisposizione genetica gioca un ruolo nell'assuefazione all'eroina. E' un problema molto importante, poiche' se e' vero che diventare tossicodipendenti non e' interamente una libera scelta, ma piuttosto e' provocata da un disordine della chimica cerebrale, questo e' cio' che conferma il concetto della tossicodipendenza da eroina come malattia. Conseguentemente sarebbe piu' facile rimuovere lo stigma e legittimare pienamente la terapia a lungo termine mediante un sostitutivo degli oppiacei, come il metadone, o il LAAM agli occhi dei programmatori degli interventi, dell'opinione pubblica, ed in cio' che gli stessi tossicodipendenti pensano.

SECONDA DOMANDA CHIAVE: Dal momento che i sintomi della sottrazione si possono al giorno d'oggi pienamente controllare con farmaci vari, tanto che un tossicodipendente può essere portato ad uno stato astinenziale senza alcuna difficoltà, come mai ciò non risolve il problema? Perchè la ricaduta è così comune? Si tratta di una connaturata deficienza del "sentiero della ricompensa", oppure si tratta del fatto che l'esposizione cronica ad un oppiaceo ha causato danni irreversibili?

In ambedue i casi ci saranno tossicodipendenti non in grado di funzionare normalmente con la loro disponibilita' naturale di endorfine e che avranno bisogno di un oppioide, come il metadone, che occupi i recettori.

E' necessario sapere che cos'e' che scatena la ricaduta in un ex tossicodipendente astinente. La ricaduta e' preceduta dall'appetizione compulsiva, un'incoercibile necessita' di usare la sostanza, spesso provocata da uno stimolo ambientale che e' in relazione ad un suo precedente uso. Uno stimolo come la vista dell'armamentario per le iniezioni, o di un posto dove si compra eroina per la strada, non solo possono evocare l'appetizione compulsiva, ma anche determinare cambiamenti fisiologici misurabili, come alterazione del polso, pressione sanguigna e reazioni galvaniche sull'epidermide.

Uno studio recente condotto dai ricercatori del National Institute on Drug Abuse (NIDA) si e' occupato dell'appetizione compulsiva per la cocaina in ex cocainomani. La tecnica impiegata e' stata la scansione alla PET, una procedura di immagini che mostra quali aree nel cervello umano vivente vengono attivate a seguito di particolari stimolazioni. I gruppi di soggetti erano due. Quelli che non avevano mai usato cocaina, ed altri che ne avevano abusato nel passato ma non piu' negli ultimi mesi recenti. Due generi di stimolo sono stati presentati con un video, uno neutrale (come una scena pastorale), e un altro connesso con la cocaina (come il necessario per le iniezioni). I soggetti che non avevano mai usato cocaina, esposti a tutte e due gli stimoli, non hanno mostrano nessuna attivita' cerebrale anomala. Quelli che avevano usato cocaina non erano influenzati dalla scena neutrale, ma rispondevano assai diversamente a quella correlata con la cocaina. Si produceva appetizione intensa, e si illuminavano specifiche zone del cervello (corteccia frontale e amigdala), che sono notoriamente associate alla memoria emozionale e all'appetizione.

Cito questo esperimento perchè dimostra chiaramente che un soggetto precedentemente esposto all'uso pesante di cocaina presenta alterazioni cerebrali in certe zone, provocate dall'uso cronico di quella sostanza assuefacente. E dimostra anche quali zone del cervello sono interessate all'appetizione compulsiva che porta alla ricaduta. Ancora piu' importante per noi, ci indica la direzione per ulteriori ricerche similari con gli eroinomani, utilizzando la tecnica delle immagini. Una promettente prospettiva che pochi anni fa' era soltanto un sogno.

fonte: La neurobiologia dell'assuefazione all'eroina e del trattamento metadonico, 1997

Punteggio: 4 (5 voti)

Contenuto Redazionale "Nuovi comportamenti di consumo"

http://www.sostanze.info/streaming/news_preview.png

Area di Ricerca 2: CONSIGLI PER LA BUONA NOTTE

Sono da oggi disponibili i documenti relativi all'Area di Ricerca 2 del convegno Nuovi comportamenti di consumo - prevenzione e riduzione dei rischi (Reggio Emilia, 26-27 Maggio 2010) in formato pdf nella sezione Sostanze Scaricabili.

Punteggio: 3.6 (5 voti)

Contenuto Redazionale Live streaming

Giovedì 27 maggio segui in diretta live la conferenza conclusiva Nuovi comportamenti di consumo: prevenzione e riduzione dei rischi dal Centro internazionale “Loris Malaguzzi” di Reggio Emilia.

Clicca qui per il live streaming e informazioni.

Punteggio: 3.4 (5 voti)

aiutatemi vi prego..fumato cobrett per anni(derivato eroina)

Per favore aiutetemi vi prego......ho fumato cobrett per molti anni adesso sto tentando dopo vari tentativi di smettere..da un paio di mesi sento dolori alla testa mi sembra si e'un po gonfiata al centro se tocco mi fa male,poi sento per il corpo una sensazione a volte come se mi venissero brividi di freddo come se mi passasse una cosa fredda,oltre a tipo un formicolio alla testa.sento la gola e il naso chiuso..io so di un ragazzo ke si e'fatto spilare la gola otturata ha fumato anche lui molti anni..ho fatto analisi generali e varie esce ke sto bene.sto andando spesso al pronto soccorso dicono sto bene me ne esco con le lacrime perche'sto che nn sto bene.penso che hanno ragione questa cosa che faccio e'una cosa nuova le conseguenze nn si sanno non le sanno.io da poco ogni tanto e'come se dimenticassi di respirare come se il cervello non mandasse il comando...SE SOLO SAPETE DI PIU'POTETE INICARMI,INDIRIZZARMI,DARMI UNA MANO SAREI DAVVERO GRATA E'TERRIBILE CHIEDERE DISPERATO AIUTO E NON POTER ESSERE AIUTATA O DERISA,SO DI AVER SBAGLIATO...TANTO,TROPPO MA PENSO CHE L'AIUTO AD UNA PERSONA CHE HA SBAGLIATO NON DEBBA ESSERE NEGATO..E SOPRATUTTO RAGAZZI NON DROGATEVI ADESSO RIDERETE PENSERETE CHE BELLO FARE QUESTA VITA MA VERRA'IL GIORNO CHE VE NE PENTIRETE AMARAMENTE NON DITE UN ALTRO PO POI LO FARO'POI ME NE USCIRO'PARTITE ADESSO SUBITO...QUELLO KE STO PASSANDO IO RAGAZZI VI PREGO NN FATELO PIU'.....AIUTATEMI DOTTORI AIUTATEMI PERFAVORE CON TUTTO IL CUORE VE LO CHIEDO:IO NN VOGLIO
NULLA VORREI SOLO AVERE IL DIRITTO DI SAPERE COSA HO PER POTERMI CURARE,MA NN ME LO DICONO E IO SOFFRO DA MORIRE X QUESTO.DATEMI QUESTA POSSIBILITA SE SAPETE......................GRAZIE DAVVERO .................

Punteggio: 2.6 (5 voti)

Per i "viaggi" meglio il treno!

Per i "viaggi" meglio il treno!
Punteggio: 2.2 (5 voti)

primo studio sull'ayahuasca contro la tossicodipendenza

...

Punteggio: 5 (4 voti)

Subutex VS Suboxone

Beh.... da qui inzia la rovina. Alle porte del sert dove mi recavo per gli esami tossicologici periodici (la struttura era divisa in due: da una parte c'era la dispensazione dei farmaci, dall' altra tutto il resto delle attività) era pieno di spacciatori che offrivano pasticche di Sub a soli 5€ l' una (a differenza dei 20€ chiesti dove abitavo prima). Come uno stupido... prima per "gioco" poi per necessità, ho mandato a monte anni di cura, arrivando ad assumere anche 20 mg/die di Sub, pur portando in maniera più che egregia avanti la mia vita in maniera normale e dignitosa. Dal gennaio 2010.... Arriva il Suboxone. Beh, inizialmente ero scettico sull' efficacia del farmaco da prendere obbligatoriamente per via sublinguale, ma alla fine, fin dal primo giorno di assunzione sublinguale, lontano dall' ago, non ho riscontrato alcuna differenza tra il "vecchio" ed il "nuovo" farmaco. Tuttavia.... quello di cui sentivo fortemente la mancanza era l' uso quotidiano della siringa; infatti dopo un paio di settimane dal cambio della cura (grazie ai frequenti spostamenti richiesti dal mio ruolo professionale) presso una città dell' emilia romagna (dove ancora dispensano il subutex) ho iniziato ad acquistare le pasticche "al mercato nero" ed ho proseguito con l' utilizzo per via endovenosa del farmaco. Da qualche tempo però (dopo circa 6 anni di endovena ogni giorno..) ho iniziato ad avere problemi con le vene, non più così disponibili in superficie. E questo era diventato un bel problema... perchè mentre prima in 10 minuti, anche nel bagno dell' ufficio, riuscivo ad espletare la pratica in maniera molto agevole, adesso passavo anche 50/60 minuti in bagno (con schizzi di sangue dappertutto..) prima di riuscire a farmi. Tutto ciò era (ed è tutt' ora in parte) un calvario: dover rispondere continuamente ai tuoi capi del perchè ti assenti dalla postazione di lavoro per 1 ora ogni volta, credetemi, è davvero difficile. Allorchè, mi sono rassegnato all' assunzione del Suboxone (accumulato in scorte quasi industriali nel tempo), limitando l' endovenosa di Subutex a sporadiche e non più sistematiche occasioni, fino ad arrivare ad una stabilità di 16 mg/die assunti per via sublinguale, "accompagnati" però da 2mg/die a pranzo e 2mg/die a cena di EN (Delorazepam = benzodazepine). Da qualche giorno ho visto sul web i nuovi risultati degli studi eseguiti sull' efficacia del Suboxone ed ho visto relazioni cliniche attendibili nelle quali si afferma che per quei soggetti, come me, che non hanno più una dipendenza da eroina e che assumono regolarmente buprenorfina, anche iniettandolo, il Suboxone non provoca l' effimera crisi di astinenza che dovrebbe scoraggiarne l' utilizzo per via endovenosa. Allora ho inziato a "testare" pian piano le loro affermazioni: - ho provato ad inalarlo, prima 2mg, poi 4, poi 6 e NIENTE CRISI ed effetto simile a quello della sola buprenorfina dissociata dal nalox. - ho provato ad iniettarlo inframuscolo, prima 2mg. poi 4 e NIENTE CRISI di astinenza (solo tanta ma tanta paura di averne una dopo diversi anni....!!!!) - ho provato infine l' iniezione endovenosa di 4mg ed effettivamente non ho riscontrato crisi di astinenza; il primo giorno, solo un po' di mal di testa (che non credo nemmeno fosse correlato l' assunzione del farmaco). Tuttavia... dopo aver "testato" le varie modalità di assunzione, mi sento di definire quella sublinguale la più adatta in assoluto. Perchè è si vero che in soggetti con le mie caratteristiche non si ha una crisi di astinenza iniettando il Suboxone, ma è anche vero che quella sensazione di piacere data dall' assunzione della sola buprenorfina, quindi del "vecchio" Sub, non viene recepita con il Suboxone (questo può comq essere soggettivo). Al contrario, assumendolo in maniera corretta, ossia per via sublinguale (e ricordo... accompagnato da una cura di benzodazepine), dopo averci fatto l' abitudine, dimenticando l' uso dell' ago come dipendenza, si hanno in pieno o quasi gli effetti che si riscontravano con l' assunzione del vecchio Subutex in aggiunta "all' euforia" di essersi tolti dalle spalle un peso quanto mai grande come quello di doverti nascondere due/tre volte al giorno per farti quella maledetta iniezione dalla quale sembrava prescindere ogni singolo componente della tua esistenza. Questa è la mia esperienza... ed il messaggio che voglio trasmettere a tutti i ragazzi/e come me che hanno dovuto bruscamente stravolgere la propria vita con l' introduzione del Suboxone nel programma terapeutico, malgrado sia concorde in parte con chi polemizza sulle modalità con le quali è stato introdotto e sulla sua testata e comprovata inefficacia in un determinato segmento di utenti, è quello di affidarsi con piena fiducia al nuovo programma di cura introdotto perchè i benefici ci sono. E sono per noi, non per gli operatori dei sert, dei medici, delle case farmaceutiche.... Ricordiamoci che l' assunzione per via endovenosa di un farmaco creato e concepito per essere assorbito dall' organismo in tutt' altra maniera, provoca in noi danni irreversibili. Questo è un dato oggettivo che mi ha tormentato e portato paure e ansie per tutti gli anni che ho assunto il sub per endovena (ma nonostante tutto... lo facevo lo stesso). Oggi sentirmi libero da quel peso, vedere le cicatrici sparire pian piano dalle braccia, sentire il portafogli un pochino più pesante (perchè non acquisto più le pasticche al mercato nero), non dover più nascondere nulla nei confronti di nessuno.. mi fa sentire molto ma molto meglio di quando assumevo il Sub endovena. Malgrado senta alcune volte la mancanza di quella sensazione di appagamento totale che mi dava la buprenorfina, perchè assunta regolarmente seppur endovena, non porta più sballo, ma "solo" benessere psicofisico CHE SI RIACQUISTA PERO' ANCHE ASSUMENDO IL SUBOXONE. Spero con questo messaggio (assolutamente privo di retorica, falso buonismo e quant' altro perchè raccontato da un ragazzo che certe cose le ha vissute e le sta vivendo sulla propria pelle) di aver lasciato qualcosa di positivo in qualcuno di Voi. Che Dio Vi Benedeica. Anzi... Che Dio CI Benedica... Un abbraccio Marco

 

Punteggio: 5 (4 voti)

Petizione ONU per porre fine alla "war on drugs".

Petizione rivolta al segretario generale dell'ONU da parte di Avaaz . org per chiedere la fine del proibizionismo e l'adozione di politiche sulle droghe realistiche ed efficaci, che non facciano arricchire le organizzazioni criminali.

Punteggio: 5 (4 voti)