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Domande agli Operatori
La ketamina è un anestetico generale usato sia per uso clinico che veterinario. Si presenta come un liquido trasparente e inodore, nel mercato illegale si può trovare sotto svariate forme: polvere, cristalli e capsule.
Gli effetti della ketamina dipendono da diversi fattori: dalla composizione e dal grado di purezza della sostanza, dalla quantità assunta e dalla modalità d’assunzione, dalla sensibilità personale alla sostanza, dal luogo e dal contesto dove viene consumata.
Sotto l’effetto della sostanza è difficile parlare correttamente o riuscire a tradurre il pensiero in parole; possono essere rivissuti eventi della propria infanzia ed avere percezioni alterate del proprio corpo, che può apparire più piccolo o più grande...
Sintetizzata nel 1962, è considerata un anestetico dissociativo: la mente viene come separata dal corpo e spesso questa scissione provoca stati allucinatori di varia entità. L’effetto dissociativo si è appreso dai racconti dei pazienti sottoposti ad operazioni chirurgiche e ad anestesia con ketamina (allucinazioni profonde, esperienze extracorporee, visioni mistiche); furono così scoperti gli effetti psichedelici di dosi sub-anestetiche (dosi inferiori a quelle necessarie ad una anestesia completa) della sostanza.
...I più votati, ketamina
Prezzi in calo tranne per la cannabis. E arriva la ''skunk'' italiana
Relazione al Parlamento. La cocaina è passata da 96 a 78 euro al grammo; l'eroina da 84-64 a 60-47 euro; hashish a 8-9 euro, in crescita dal 2003, con un principio attivo in calo. Rilevata la produzione nostrana della temibile cannabis sintetica
ROMA - Aumenta il prezzo dei cannabinoidi mentre prosegue il trend di discesa dei prezzi massimi e minimi sia dell'eroina che della cocaina. Stabile il prezzo dell'acido lisergico (Lsd). Dal 2001 al 2008 la percentuale media di principio attivo rilevata nei campioni analizzati è diminuita per la cocaina, passando dal 66% al 47%; si conferma sostanzialmente stabile la percentuale di principio attivo presente nei cannabinoidi (THC) che dopo un picco rilevato nel 2005, è diminuita fino ad assestarsi intorno al 6% circa (5,8% nel 2008). E' questo il “listino” dei prezzi e della purezza delle principali sostanze stupefacenti analizzati nella Relazione al Parlamento sullo stato delle Tossicodipendenze, presentata questa mattina a Roma.
Nel periodo considerato dalla relazione la media dei prezzi massimi e minimi è quindi passata da 96 euro a poco più di 78 euro per grammo per la cocaina, da circa 64 euro a meno di 47 per l’eroina nera e da 84 euro a meno di 60 euro per quella bianca; una forte diminuzione della media dei prezzi si osserva per una singola pasticca di ecstasy acquistabile a circa 24 euro nel 2006 ed a meno di 19 nell’ultimo biennio. L’Hashish si mantiene su un prezzo medio di 8-9 euro al grammo confermando la crescita continua registrata dal 2002.
Per quanto riguarda la percentuale di purezza delle sostanze dopo l’incremento registrato nel 2007 (dal 21% al 33%), è tornata, nel 2008, a livelli più bassi rilevati anche negli anni precedenti (circa 25%). La percentuale di eroina è aumentata nel 2008, passando dal 17 al 21%. La variabilità per le principali sostanze tossiche è tuttavia molto elevata: il principio attivo per i cannabinoidi può andare dallo 0,08% al 17%, mentre per la cocaina (dallo 0,77% all’88%).
Nel corso del 2008 si sono registrati grandi investimenti della malavita organizzata nel mercato della droga. Tali investimenti, spiega la relazione sono stati accompagnati da un aumento dell’offerta di droga sia in Italia che all’estero. Soprattutto nelle Regioni del Sud si registra un forte coinvolgimento di organizzazioni criminali strutturate. Nelle Regioni del Centro-Nord, invece, si è assistito ad un sempre
maggior consolidamento di gruppi criminali stranieri. Nel 2008 si è evidenziato un forte aumento dell’offerta e dei sequestri, delle coltivazioni autoctone nel sud del paese, ed è emersa anche la nuova produzione italiana di “super skunk”, una cannabis sintetica molto potente “inventata” in Gran Bretagna.
Leader nel mercato della droga italiana è la 'ndrangheta, che risulta l’organizzazione criminale che negli ultimi 20 anni ha reso l’Italia il centro strategico del mercato globale di cocaina; la camorra svolge un’ampia parte della propria attività in Campania e, sui mercati europei, continua l’insediamento in Spagna e nei Paesi dell’Est mentre Cosa nostra si sta ampliando attraverso la riattivazione di intese con altre cosche. Le organizzazioni criminali, in generale, stanno assumendo sempre più carattere transnazionale, favorendo la creazione di “consorzi” criminali per far fronte ai grandi acquisti, i luoghi in cui queste organizzazioni sono più radicate sono Milano, Roma e Brescia.
Per quanto riguarda le vie di traffico, la cannabis risulta arrivare dalla Spagna e dall’Albania; la cocaina, per la quale si è registrato un aumento del traffico, ha punti di arrivo soprattutto al sud Italia; l’eroina, per cui si è registrata una riduzione della diffusione in Europa ma un aumento nei paesi balcanici, arriva
dall’Afghanistan, proprio attraverso i Balcani. (mr)
ketamina in medicina
esaustivo documento sulla ketamina cloridrato in medicina
Il mondo ottico e l’iper produzione di droghe da naso
di ottavia massimo, ottaviamassimo.wordpress.com
Tra le sostanze immesse sul mercato, vi è un’iper-produzione di droghe destinate alle vie respiratorie. L’evoluzione dell’essere umano e conseguenziali livelli di adattamento, hanno generato masse di individui sempre più simili tra loro. Il contatto ravvicinato ha prodotto livelli di competizione conscia ed inconscia per cui si è resa necessaria una trasformazione del concetto di tempo e delle percezioni sensoriali legate alla sopravvivenza. L’ascolto delle proprie ed altrui sensazioni, ha raggiunto livelli di apprendimento fondamentalmente legati all’immagine. La rincorsa al tempo è degenerata nella creazione di un mondo quasi esclusivamente ottico. Il primo organo sensoriale a subirne le conseguenze è l’apparato olfattivo. Il primo a svilupparsi e l’unico in grado di trasmettere alla coscienza sensazioni dirette e non condizionate dal cervello.

Il tuo genio è nelle tue narici – Nietzsche
LA COSCIENZA, L’ OLFATTO E LA PAURA DI VIVERE
Negli ultimi tre anni, la percentuale di persone che richiedono un intervento chirurgico al naso per problemi legati all’uso di sostanze è cresciuta del 18%. Polveri. Granelli di microparticelle create in laboratorio e ormai quasi totalmente sintetiche. Condannate ed innalzate a regine di nottate e pomeriggi lavorativi. Inodori. Generalmente bianche. Apparentemente innocue perché al bianco psicologicamente, il nostro inconscio associa il bene. Invisibili. Ogni sostanza chimica o naturale possiede una propria ed ideale modalità di assunzione. Tre le vie principali. Vene. Bocca. Naso. Le sostanze che la moda attuale racconta, sono chimicamente create per essere assunte attraverso le vie respiratorie. Che siano coca, eroina, ketamina o polveri dai nomi codificati, quando il cervello è programmato per drogarsi, la prima tappa è generalmente il naso. Anche i prodotti creati per esser assunti oralmente: pillole, medicinali, sonniferi o eccitanti, vengono spesso polverizzati e destinati alle narici.
Perché? Ci chiediamo continuamente cosa ci infiliamo nel naso, quando la domanda da porci dovrebbe essere: quale strumento stiamo utilizzando per assumere le sostanze che scegliamo?
In un’epoca in cui l’evoluzione dei pensieri ed azioni conseguenti, avviene ad una velocità controllabile essenzialmente attraverso l’ immagine, è ormai soltanto nella capacità di apparire che riusciamo a stare al passo con i tempi. Le droghe da naso sono quasi invisibili. Il gesto dello sniffare è veloce, fulmineo, istantaneo. L’effetto immediato. L’evoluzione dell’essere umano ha generato nuclei di individui a stretto contatto tra loro. La confusione crescente data dalla densità demografica di alcune zone del mondo, ha generato ritmi di vita vorticosi, sottraendo all’essere il tempo necessario all’ascolto delle percezioni sensoriali. Il primo a subirne le conseguenze è l’apparato olfattivo. Dei cinque sensi, l’olfatto è l’unico a subire cambiamenti temporali immediati. L’olfatto si differenzia dagli altri sensi perchè si stanca in fretta. Se guardiamo a lungo un’immagine, continuiamo a vederla. Se a lungo tocchiamo una superficie, continuiamo a sentire se è liscia o ruvida. Se mangiamo cibo molto zuccherato, la sua dolcezza essenziale non diminuirà. Se vi sono dei rumori e non cambiamo posizione, continueremo a sentirli. Quando invece persistiamo nell’annusare una cosa, dopo un po non ne percepiremo più l’odore. L’olfatto si abitua. Questa capacità di adattamento unita alla facilità con cui si effettuano operazioni estetiche atte all’appagamento della percezione visiva nel perfezionamento dell’immagine, ci ha portati inconsciamente a considerare l’apparato olfattivo un mero strumento legato al piacere visivo. I danni estetici provocati dall’uso errato che del nostro naso facciamo, nulla sono in confronto alla distruzione cronica e sistematica legata all’uso di sostanze destinate ad un apparato esistente per scopi diversi e fondamentali alla sopravvivenza del corpo e graduale consapevolezza della coscienza.
Le polveri immesse nelle vie respiratorie, di qualsiasi genere siano, attaccano le mucose delle narici fino alla perforazione del setto nasale. In natura non esistono sostanze nate e cresciute per esser assimilate attraverso il naso; ma odori che nelle narici entrano in forma volatile e gradualmente, dalle cellule ricettrici poste dentro e sotto l’epitelio, un tessuto che si estende in profondità all’interno delle cavità nasali, vengono trattenuti e selezionati. L’olfatto è il senso che al cervello trasmette i segnali più forti legati al pericolo, alla sopravvivenza ed alla riproduzione. Nella scala evolutiva, l’apparato olfattivo rappresenta l’organo sensoriale più antico. E’ il primo senso a svilupparsi in un bambino appena nato. L’odorato porta il neonato al seno della madre e fa scattare l’istinto di succhiare. Se la madre non ha il giusto odore, il seno potrà esser rifiutato con conseguenti difficoltà nell’allattamento e nella creazione del legame tra i due. Nelle mucose del naso si trovano le zone di riflesso degli organi di riproduzione. Ogni narice è una zona di riflesso attraverso la quale si entra direttamente in contatto con la sfera sessuale e con il sistema endocrino delle ghiandole surrenali. Le ghiandole endocrine sono sette e ad ognuna sono scientificamente associati i principali centri nervosi dell’ essere umano. Ogni centro nervoso costituisce un punto di forza all’interno del quale fluiscono particelle di energia. Nella fisiologia tradizionale indiana, detti punti si chiamano Chakra, dal sanscrito: ruota, plesso, vortice. Dal punto di vista sistemico il chakra rappresenta una funzione vitale di un sistema vivente, strutturato su livelli. Il sistema è un insieme di entità connesse tra loro tramite reciproche relazioni visibili o definite dal suo osservatore. La caratteristica di un sistema è l’equilibrio complessivo che si crea tra le singole parti che lo costituiscono.
Ognuno ha una propria Arte dello Spirito, la cui completezza e perfezione dipendono dall’evoluzione spirituale e dall’attivazione delle particelle eteriche del nostro corpo fisico.
Il corpo è un sistema coordinato da campi d’energia costituiti da particelle eteriche, entità minuscole che quando attivate, emanano e trasmettono vibrazioni ed onde d’energia più o meno forti. Ogni punto energetico o chakra, si riferisce ad un particolare settore di percezioni sensoriali ed extrasensoriali. I chakra sono punti di connessione tra un corpo e l’ altro all’interno dell’essere umano. Ogni chakra è un aspetto della coscienza, una sfera di energia che interagisce con il corpo fisico attraverso i due canali dei sistemi endocrino e nervoso. La coscienza rappresenta tutto ciò che si può sperimentare. Le percezioni, i sensi, i processi mentali, i modi di essere, si verificano all’interno della coscienza. E’ un sistema energetico formato da diverse densità e livelli di energia in stato di flusso, di movimento. Quando l’energia fluisce liberamente tra tutti i chakra, si fa l’esperienza dell’ interezza. Quando si blocca, si prova tensione che si manifesta sotto forma di sintomo. Il fluire dell’energia nella coscienza è determinato dallo stato dei chakra. Quando l’essere umano matura, i chakra si sviluppano e ciascuno rappresenta gli schemi psicologici che stanno evolvendosi nella vita dell’individuo. Solitamente si reagisce alle esperienze spiacevoli, bloccando il sentimento e impedendo così ad una gran parte della nostra energia naturale di fluire. I chakra poco sviluppati mandano una luce debole e le loro particelle eteriche si muovono lentamente, formando un vortice appena sufficiente per la trasmissione della forza e niente di più; negli individui consapevolmente più sviluppati, i chakra pulsano e brillano di luce viva, come piccoli soli. La loro dimensione varia da cinque a quindici centimetri di diametro. Nei neonati essi sono costituiti da piccoli circoli, larghi quanto una moneta di bronzo, dischetti duri che si muovono appena e sono debolmente luminosi. I chakra sono sette. I primi cinque direttamente legati ai cinque sensi. Il VI e VII chakra percepiscono invece, emozioni extra-sensoriali. Quello che viene riconosciuto come primo chakra è detto Muladhara, chakra della Terra, dalle due parole sanscrite Mula: radice e Addhara: supporto, base. Posto nella zona coccigea del plesso sacro, precisamente tra gli organi genitali e l’orifizio anale, rappresenta le nostre radici e la connessione con le credenze familiari tradizionali, che sono alla base del processo di formazione del senso di identità e di appartenenza ad un gruppo di persone in un dato luogo. Il Muladhara è la base trascendentale di tutto ciò che esiste in natura ed è la dimora dell’energia vitale fondamentale chiamata Kundalini Shakti. Rappresentata in oriente da un serpente, la Kundalini Shakti risiede nel primo chakra e attraverso l’attivazione dell’energia dello stesso, si risveglia per risalire lungo la spina dorsale, dall’osso sacro, attraversando tutti i chakra fino al VII, il “Sahasrara”, il chakra dell’ empatia. Color porpora e posto sulla sommità del capo, il VII chakra si riferisce alla luce interiore, al pensiero e corrisponde alla ghiandola pineale.
Dal Muladhara (I chakra), al Sahasrara (VII chakra), si sviluppano lo Svadhistana, il chakra dell’acqua e della dolcezza sensuale, di colore arancione, legato al senso del gusto e posto all’altezza del ventre; il Manipura, chakra del fuoco e del potere, giallo, legato alla vista e posto all’ altezza del plesso solare; l’ Anhahata, chakra dell’aria e dell’amore, verde, legato al tatto e situato all’altezza del cuore; Vishuddha, chakra della gola e dell’abbondanza, azzurro, legato all’udito e situato alla base della gola; Ajna, chakra della consapevolezza o III occhio, color indaco, situato tra gli occhi, all’altezza della fronte e legato alle percezioni extra-sensoriali.
Il primo chakra, Muladhara, chakra della Terra o Albero sacro della vita è il centro energetico sensorialmente legato all’olfatto. L’unico dei cinque sensi anatomici ad inviare informazioni direttamente alla corteccia cerebrale, senza passare per una struttura essenziale del nostro sistema cerebrale: il talamo. Il talamo è il guardiano del nostro cervello. Situato sotto la corteccia cerebrale, seleziona tutti gli impulsi provenienti dai recettori appartenenti a quattro dei cinque sensi: vista, udito, tatto e gusto, per poi trasmetterli alla corteccia cerebrale affinché la persona ne sia consapevole. Il talamo impara da ogni esperienza. L’olfatto sfugge al controllo del talamo e quindi all’ego alterato. Le informazioni provenienti dall’olfatto arrivano direttamente al sistema limbico e da qui alla corteccia cerebrale. E’ quindi l’unico senso fisico non condizionabile nel processo di apprendimento dei dati provenienti dall’esterno.
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Meno psicoterapia più pillole
:Nonostante molti studi abbiano dimostrato la scarsa efficacia della sola terapia farmacologica per combattere i disturbi dell'umore, gli americani stanno sempre più abbandonando l'approccio psicoterapeutico in favore delle pillole della felicità. E saranno quindi forse contenti di sapere che presto potrebbe arrivare un farmaco molto più potente di quelli classici: la ketamina, già usata un veterinaria, come anestetico pediatrico ma anche come sostanza d'abuso. Due studi recenti hanno infatti dimostrato che essa agisce in poco più di mezz'ora e, stando ai dati disponibili oggi, senza evidenti effetti collaterali, favorendo la formazione di nuove connessioni nervose. Il primo, pubblicato sugli Archives of General Psychiatry, riporta quanto ottenuto su 18 persone con disturbo bipolare resistente ai farmaci trattate tra il 2006 e il 2009: il 71% ha risposto, contro il 4% dei controlli. Nel secondo lavoro, su Science, viene spiegata l'efficacia del farmaco: la sua capacità di agire sull'enzima mTOR, che controlla la sintesi di proteine utili per la sinaptogenesi. La ketamina potrebbe quindi presto aggiungersi agli altri farmaci, il cui uso esclusivo è salito, tra il 1998 e il 2007 al 57% dei pazienti, secondo l'American Journal of Psychiatry. Nello stesso periodo la percentuale di persone che si sono sottoposte all'approccio combinato farmaci più terapia è sceso dal 40 al 32% e quello di coloro che hanno cercato aiuto solo dallo psicoterapeuta è passato dal 16 al 10 per cento.
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Contenuto Redazionale Il Peso dell'anima
Scoperto giro di spaccio ketamina. Giovanardi lancia l'allarme. E Serpelloni: stessi effetti della cannabis
fonte: aduc droghe
Oltre 250 litri di Ketamina sequestrati e 26 persone (di cui 8 donne) arrestate. E' questo il bilancio dell'operazione antidroga avviata 8 mesi e portata a termine nei giorni scorsi dalla Polizia di Bologna. A scoprire il traffico internazionale di stupefacenti e' stata la Squadra Mobile di Bologna, che sotto la direzione dalla locale Dda, ha bloccato un carico di pashmine e manufatti tessili risultati intrisi di Ketamina liquida provenienti dall'India.La Ketamina, potente anestetico dissociativo, veniva venduta a Bologna e in altre citta' da due ragazze italiane, di 25 anni, incensurate. Nel corso dell'indagine la Polizia ha sequestrato anche maschere etniche, spedite dall'India e contenenti una potente resina di cannabis nota con il nome di Charas. Ulteriori dettagli verranno forniti dagli investigatori nel corso della conferenza stampa che si terra' alle 11 presso la Questura di Bologna.'Ci appelliamo all'intelligenza e al buon senso dei giovani e li invitiamo a non assumere ketamina perche' i rischi che si corrono per la loro salute sono enormi'. E' l'appello lanciato dai Pm Lorenzo Gestri e Valter Giovannini.'Ragazzi ancora piu' a rischio'. Il Senatore Carlo Giovanardi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, lancia l'allarme ponendo l'accento sull'abuso di allucinogeni assunti dai giovani. 'A seguito del sequestro di 250 litri di Ketamina -prosegue Giovanardi- attuato dalle Forze dell'Ordine a Bologna, e' necessario evidenziare che questa sostanza e' un potente anestetico dissociativo che possiede una struttura chimica simile a quella della fenciclidina (Pcp). Come emerso dagli studi piu' recenti, la Ketamina ha un'azione complessa sulla sfera psichica con ampio raggio di azione sulla coscienza sul cervello e su tutto il corpo in generale'.I ragazzi l'assumono spruzzandola su sostanze da fumare oppure aggiungendola a delle bevande. In quest'ultimo caso diventa particolarmente pericolosa perche' produce amnesia; tra l'altro, essendo inodore e insapore, puo' essere somministrata all'insaputa del consumatore, quindi utilizzata per commettere abusi sessuali. 'La Ketamina a volte e' anche associata alla cocaina dando origine ad un mixer molto pericoloso. La dipendenza da Ketamina, tra l'altro -rileva il professor Giovanni Serpelloni, Capo Dipartimento Politiche Antidroga- e' determinata dagli effetti neuorobiologici che questa complessa sostanza ha in comune, non solo con la cocaina, ma anche con gli oppiacei, l'alcol e la cannabis, cosi' come per le proprieta' psichedeliche. E' indispensabile, alla luce di questi dati, intervenire immediatamente per cercare di rendere riconoscibili tali sostanze, sia dal punto di vista olfattivo che da quello gustativo per tutelare gli eventuali inconsapevoli consumatori'.' Sicuramente su queste tematiche la nostra attenzione sara' sempre alta soprattutto quando si tratta di salvaguardare la vita umana e soprattutto dei nostri ragazzi, ed e' per questo che abbiamo attivato un potente sistema di allerta che vigila su queste cose'.
SALUTE: DIP. POLITICHE ANTIDROGA, NON USARE KETAMINA COME ANTIDEPRESSIVO
(ASCA) - Roma, 16 giu - ''Affinche' non vi siano malintesi e confusioni e' utile chiarire molto bene che la sperimentazione a basse dosi di ketamina in pazienti affetti da depressione maggiore, rientra nella ricerca scientifica controllata per uso strettamente medico di tale sostanza. Va quindi precisato molto chiaramente che questo studio, del tutto preliminare, non puo' giustificare in alcun modo, ancorche' auto-somministrato, l'uso di droga da strada a base di ketamina''. Lo precisa, in una nota, il Dipartimento Politiche Antidroga in riferimento alle recenti notizie sull'effetto antidepressivo della ketamina scoperto dal gruppo di ricercatori di Anita.E. Autry e pubblicato ieri, il 15 giugno sulla rivista Nature.
''Varie sostanze stupefacenti - spiega il DPA - trovano un uso medico, ma va ricordato che le sostanze utilizzate per uso medico vengono prodotte con modalita' estremamente controllate dalle aziende farmaceutiche e nonostante portino lo stesso nome di alcune droghe di uso comune, sono prodotti estremamente diversi (sia per la sicurezza che per l'efficacia) da quelle vendute in strada. Il DPA mette in guardia tutte le persone sofferenti di depressione a non utilizzare in alcun modo ketamina per tentare un' auto-cura assolutamente sconsigliata, non ammessa ne' opportuna per sintomi o condizioni quali la depressione''.
''Allo stesso tempo - conclude la nota del DPA -, va ricordato il forte potenziale neurotossico della ketamina che e' in grado di produrre gravi danni al sistema nervoso centrale e forti alterazioni neuropsichiche che possono mettere seriamente a rischio la vita dei pazienti se utilizzata fuori da un severo ed esclusivo controllo medico''.
nuovo e fiammante spot del governo
Il link è alla pagina della conferenza stampa, da cui si può scaricare il filmato
Siena, ragazza morta dopo rave party. Arrestati uno spacciatore e sua madre
SIENA - Sono arrivate a una svolta le indagini sul caso della giovane morta dopo un rave party nei boschi di Sovicille (Siena). Nella notte è stato arrestato dai carabinieri lo spacciatore che avrebbe venduto la droga alla giovane senese. Si tratta di un ventisettenne, M.P., residente a Chiusi, sempre in provincia di Siena. Sarebbe stato lui a vendere la massiccia dose di ketamina che avrebbe provocato prima il malore e poi l'arresto cardiocircolatorio che hanno ucciso la giovane senese. In manette anche la madre dell'uomo.
A casa dello spacciatore, a Chianciano Terme, sono stati trovati sette grammi di hashish, un bilancino di precisione e il materiale per il confezionamento della droga. Interrogato nel corso della notte dal sostituto procuratore di Siena Nicola Marini, l'uomo ha in parte ammesso le sue responsabilità. Nell'abitazione che divide con la madre a Chiusi sono stati trovati 89 grammi di ketamina nascosti in un cassetto della camera da letto. Per questo motivo anche la donna, un'insegnante elementare di 47 anni, è stata arrestata con l'accusa di detenzione a fini di spaccio.
Sarebbe stata quindi l'assunzione di una dose massiccia di ketamina a causare la morte di Eleonora L., la studentessa senese di 20 anni deceduta ieri mattina, dopo aver trascorso il sabato sera a un rave party organizzato da gruppi di "punkabbestia" in un capanno di caccia.
Sarà l'autopsia a chiarire definitivamente le cause della morte di Eleonora. I risultati degli esami dovrebbero essere resi noti in giornata. La studentessa si era sentita male intorno alle 8 di ieri mattina, quando si trovava ancora nel capanno dove era stata organizzata la festa. Soccorsa, era stata portata al Policlinico Le Scotte di Siena, dove è morta alle 9.30 per arresto cardiocircolatorio. Al rave, che era stato organizzato tramite una catena di sms, avevano preso parte una quarantina di giovani.
L'associazione "Codici" denuncia che nel corso del 2007 i morti per droga sono stati 589, per la maggior parte adolescenti. Con il triste primato di 112 decessi la maglia nera per il numero di vittime va alla Campania, seguita dal Lazio, dalla Lombardia e dall'Emilia Romagna. (15 settembre 2008)
DJ ANICETO PORTAVOCE DEI GIOVANI
IL SITO INTERNET DI DJ ANICETO SI RINNOVA E DIVENTA 'PORTAVOCE DEI GIOVANI' Dal mese di ottobre è on line il nuovo sito Internet di DJ ANICETO, il dj anti-sballo, membro del dipartimento per le politiche antidroga a Palazzo Chigi e testimonial di una campagna antidipendenza nel programma tv cult in onda su Italia 1, "Chiambretti Night". L’indirizzo da digitare per connettersi resta lo stesso, http://ww.aniceto.it/, mentre cambiacompletamente la veste grafica e la strutturazione dei contenuti.Il restyling del sito, curato dal giornalista Mario Guarini, direttore della web tv kayenna schegge metropolitane www.kayenna.it, nasce dall’esigenza di garantire una risposta a tutti i giovani che hanno problematiche o che si stanno avvicinando alle droghe e all'alcool e che non riescono ad ottenere un'aiuto. In home page, attraverso un link che attiva l'email personale, Dj Aniceto, garantisce che porterà alle riunioni della Consulta antidroga di Palazzo Chigi il grido di chi vuole informazioni e soluzioni a tutte le dipendenze. Con l’occasione si è provveduto anche all’aggiornamento e all’ottimizzazione dell’architettura delle info circa l'attività artistica e sociale di Dj aniceto: video, foto, e i vari collegamenti alle campagne antidipendenza che tiene con successo sui maggiori social network come Myspace e Facebook. In Home Page, infine, è stato inserito anche il link del sito ufficiale per i giovani del Dipartimento Antidroga www.droganograzie.it attraverso il quale è possibile informarsi in maniera approfondita sui pericoli derivanti dalle varie droghe.
Contenuto Redazionale "Ketamina. Stili di consumo" di Giulio Vidotto Fonda, Franco Angeli ed.
recensione di Claudio Cippitelli
" La ketamina è di per sé una delle droghe più ambivalenti mai scoperte. Essa sveglia le persone e le addormenta. Essa eccita i cervelli calmi e calma quelli eccitati. La ketamina danneggia e protegge, induce e previene le convulsione, provoca e cura la dipendenza. Viene somministrata per facilitare si la nascita sia la morte, mentre, ad un altro livello, può produrre esperienze sia di pre-nascita sia di pre-morte. La ketamina è fonte di cura e di danno, di integrazione e disintegrazione.” K.L. Jensen. Questa definizione aiuta a capire perché il volume Giulio Vidotto Fonda “Ketamina. Stili di consumo” è indispensabile per chiunque si occupi di sostanze psicotrope e dei loro usi. Infatti, poche molecole psicoattive sono state tematizzate, in particolare dai media, in modo così superficiale: la Ketamina è divenuta, nella vulgata giornalistica, semplicemente una droga da cavalli, un oggetto sul quale imbastire l’ennesima emergenza ed un’ulteriore demonizzazione della scena rave underground italiana. La narrazione corrente della Ketamina, in buona sostanza, è emblematica dello stato di profonda crisi della ricerca e della pubblicistica italiana sulle droghe. Il bel testo di Vidotto Fonda, nel colmare la lacuna cognitiva, offre un modello intelligente di come si può affrontare una sostanza d’abuso, restituendone tutta la sua complessità attraverso un serio lavoro di analisi della letteratura scientifica internazionale e corredandola con una preziosa e rigorosa ricerca sul campo. Normal 0 false false false IT JA X-NONE /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Table Normal"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-priority:99; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:Calibri; mso-fareast-language:IT;}
Il testo, sin dall’introduzione, si incarica di smentire qualsiasi approccio emergenziale: “In termini di rilevanza, se da un lato l’uso ricreativo di ketamina è in via d’espansione, dall’altro, a differenza di come viene dipinto dai media, non costituisce né una novità né un’emergenza sociale.” Ancora una volta, la sostanza funziona da rilevatore di qualcosa culturalmente e socialmente presente, ma apparentemente fuori dalla cultura mainstream: riprendendo la tematizzazione di Amendt, l’autore pone l’accento sulla difficoltà degli individui ad affrontare un futuro altamente rischioso senza un riequilibrio chimico della vita interiore. Ecco la funzione, dunque, di quello che Vidotto Fonda chiama il “supermercato delle sensazioni”, dove i consumatori/clienti scelgono i beni/sostanze in una vasta gamma offerta a “prezzi concorrenziali e inversamente proporzionali alla qualità, la cui garanzia è peraltro affidata all’etichetta che rimanda a terzi spesso sconosciuti o di fatto non identificabili in persone fisiche”. L’autore, però, mette in guardia rispetto a letture imperniate solo su “teorie, concetti e indicatori formulati altrove” di fronte ad un fenomeno caratterizzato da alta specificità locale e culturale. Da qui la necessità di un giusto approccio esplorativo, l’importanza dell’orientamento euristico, il bisogno di tornare al “contesto della scoperta”. Nei primi capitoli, dopo aver illustrato lo stato dell’arte della ricerca sociale sulle droghe, nel ricostruire la storia farmacologica e sociale della ketamina vengono ridefiniti i termini della techno culture, vero e proprio hub della sostanza, la sua diffusione in oriente (isola di Goa) e in occidente (Ibiza), l’esplosione asiatica (in particolare Hong Kong) e l’arrivo della ketamina (al 90% prodotta in Asia) nei principali approdi occidentali, Canada, Regno Unito e Olanda. Dal terzo capitolo, si entra nell’esperienza di ricerca che l’autore ha avuto frequentando, come operatore, festival estivi, rave, techno party, centri sociali, ovvero i contesti privilegiati del consumo di ketamina. Le descrizioni socio antropologiche di luoghi, spesso oggetto di stigma sociale ma raramente illustrati con la competenza di Vidotto Fonda, aiutano il lettore a comprendere realtà come Pelago Off, i capannoni romani location di innumerevoli rave, le feste autogestite dei centri sociali. Ma quello che rende “Ketamina. Stili di consumo” un lavoro davvero pregevole sono le interviste raccolte dall’autore tra i protagonisti della scena: frutto di un “patto autobiografico”, restituiscono con precisione motivazioni, giudizi, problemi ed aspettative che ruotano intorno alla sostanza e ai loro consumatori


