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La ketamina è un anestetico generale usato sia per uso clinico che veterinario. Si presenta come un liquido trasparente e inodore, nel mercato illegale si può trovare sotto svariate forme: polvere, cristalli e capsule.

 

Gli effetti della ketamina dipendono da diversi fattori: dalla composizione e dal grado di purezza della sostanza, dalla quantità assunta e dalla modalità d’assunzione, dalla sensibilità personale alla sostanza, dal luogo e dal contesto dove viene consumata.

 
Sotto l’effetto della sostanza è difficile parlare correttamente o riuscire a tradurre il pensiero in parole; possono essere rivissuti eventi della propria infanzia ed avere percezioni alterate del proprio corpo, che può apparire più piccolo o più grande...

Sintetizzata nel 1962, è considerata un anestetico dissociativo: la mente viene come separata dal corpo e spesso questa scissione provoca stati allucinatori di varia entità. L’effetto dissociativo si è appreso dai racconti dei pazienti sottoposti ad operazioni chirurgiche e ad anestesia con ketamina (allucinazioni profonde, esperienze extracorporee, visioni mistiche); furono così scoperti gli effetti psichedelici di dosi sub-anestetiche (dosi inferiori a quelle necessarie ad una anestesia completa) della sostanza.

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I più votati, ketamina

PROIBIZIONISMO - Uno scandalo infinito e criminogeno

di Guido Blumir Negli ultimi anni, 553.000 consumatori in Italia sono finiti nei guai per marijuana e altre sostanze proibite dalla legge. Siamo a oltre 600.000 con i dati consolidati degli ultimi 18 mesi. L'80 per cento fermati per erba, ma fanno la loro parte in modo massiccio ecstacy e decine di sostanze da rave e o disco, le cosiddette nuove droghe. E chiamiamo pure «neo nuova droga» una cosa di migliaia di anni fa come la coca, masticata dai lavoratori andini per lavoro e da tutti là per usi religiosi e o ludici o rituali, ma sparata qui in modo massiccio e in offerta speciale a milioni di italiani giovanissimi, adulti e anziani, magari a pacchetto con squillo, trans, escort, e minorenni romeni. Sparata in assoluta mancanza di cultura e informazione sulla sostanza. Per coca, nei guai a decine di migliaia. E non vale più il discorso coca di destra, coca per ricchi, etc. Dai tempi di Agnelli, Guido Carli e Margaret d'Inghilterra (il testimone che li coinvolgeva fu prontamente incriminato per calunnia: caso Number One, Roma 1971, cfr.il dossier del cronista di razza di Paese sera Pino Bianco, «Droga di classe», (Savelli, Roma 1973), e Truman Capote e Jacqueline Kennedy e Ava Gardner e Walter Chiari e Jagger e Wahrol e Schifano, tutto il jet set fine anni cinquanta e inizio sessanta è stato sfiorato da «Polvere di stelle», geniale titolo per un paginone de Il foglio del 2003, mentre uno statista di prima grandezza, già membro dell'Assemblea Costituente, firmatario della grande riforma agraria, Presidente del Consiglio, Ministro del Tesoro, del Bilancio, etc., ininterrottamente per 45 anni, e poi Ministro degli Esteri con Premier Giuliano Amato, raccontava davanti ai giudici di essere un abituale consumatore di cocaina da un anno e mezzo «per uso terapeutico» dichiarò lui, onde curare una crisi di depressione. Un Morgan antelitteram. Sette anni prima. Se decine di ex ministri e presidenti del consiglio e di regione e di provincia e assessori del Pd, della sinistra, e di liberali del centrodestra avessero organizzato centinaia di dibattiti, convegni, congressi scientifici, manifestazioni simboliche e/o di massa, in tutta Italia, in piazza e nelle piazze, nelle università e davanti o dentro al Parlamento alle Regioni o quant'altro con la partecipazione di illustri scienziati, scrittori, premi Strega, giornalisti, artisti. Se importanti giornali e riviste avessero fatto straordinarie campagne continuative e colte, per ristabilire un minimo di senso scientifico a un fenomeno che coinvolge solo in Italia più di sei milioni di persone e indirettamente almeno altri 8 milioni (genitori per i più giovani, parenti, amici, fidanzate, mogli, etc.), Se conduttori televisivi da un milione o sei milioni di audience, avessero mandato in onda decine di meravigliose trasmissioni in cui si diceva tutta la verità su tutte le droghe, dando la parola a quelli che ci capiscono qualcosa e ai consumatori reali, attuali (non solo a ex, più o meno pentiti). Se. Ma forse tutto questo non è successo. E allora, quella che qualcuno criticherà, la Million Marijuana March di Roma, emerge come una realtà che mette in primo piano persone reali, che vengono da tutta Italia a dire quello che pensano, con le loro voci e i loro corpi. E anche in prima fila - come la Million ha sempre fatto - i «pazienti impazienti» del Pic, gente coraggiosa che, rischiando molto, si cura o si autocura dalle patologie ricordate nell'articolo a fianco. E i 12 morti mai abbastanza ricordati, da Ales a Mercuriali di Castrocaro.

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K. KETAMINA. IL FATTORE K DELLA PSICHEDELIA

   K. KETAMINA. IL FATTORE K DELLA PSICHEDELIA, HIDALGO DOWNING EDUARDO

edizioni bespress distribuito da Mimesis - € 15. www.bespress.it

 

Dalla quarta di copertina: La ketamina è un anestetico ad uso ospedaliero e veterinario utilizzato nel mondo intero, allo stesso tempo una delle droghe con maggiore intensità psichedelica attualmente conosciute. I suoi effetti vanno a coprire il più ampio spettro dei possibili e differenti stati alterati di coscienza, e variano da una lieve intossicazione fino alla più sconvolgente esperienza onirica ed allucinatoria, incluse esperienze di prossimità alla morte e di fuoriuscita dal corpo. Questa sostanza è stata usata per decenni dai più illustri esploratori della coscienza come Timothy Leary e John Lilly. Recentemente èstata introdotta come droga ad uso ricreativo nella scena della musica elettronica, dove la si conosce come K, Keta, Special K, Ketch e svariati altri nomi. Questo libro affronta tutti gli aspetti che si riferiscono a tale sostanza: la storia, gli effetti, i rischi, lo stato legale ed i riferimenti culturali.

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Droga, soldi e politica. Nei paesi dell'Asia-Pacifico il consumo di anfetamine cresce come il Pil

Nelle economie dell'Asia orientale e del Pacifico il Pil cresce quasi in proporzione con l'Ats. Dove Ats sta per amphetamine-type-stimulants, soprattutto metanfetamine, droghe di sintesi che provocano assuefazione e gravi danni al sistema nervoso centrale. È uno dei dati più rilevanti del rapporto dell'Unodc (United Nations Office on Drugs and Crime), l'ufficio delle Nazioni unite che ha il mandato di collaborare con gli stati nella lotta alla droga, al crimine e al terrorismo, presentato a Bangkok e Tokyo il 25 novembre. Le Ats sono tra le tre droghe più utilizzate in tutti gli 11 stati analizzati.

«L'uso delle metanfetamine per avere più energia è uno dei motivi principali d'acquisto» dice Gary Lewis, rappresentante dell'Unodc per l'Asia orientale e il Pacifico, di base a Bangkok. «Le droghe sintetiche ormai rappresentano una delle maggiori sfide alla sicurezza umana in quest'area. Come uno tsunami, un terremoto, il cambiamento climatico. È una sfida determinata anche dalla povertà e dal desiderio di superarla, sottoponendosi a ritmi di lavoro massacranti».

Le cifre del rapporto sono indicative sia della gravità del fenomeno, sia della sua indeterminatezza. Secondo il rapporto, si stima che una cifra variabile tra i 3,4 e i 20,7 milioni di persone nello scorso anno abbia fatto uso di Ats, su un totale di consumatori globali variabile da 14 a 53 milioni di persone.

Il dato più impressionante riguarda la diffusione di una nuova, devastante droga utilizzata dai più dannati di questa parte di mondo: la ketamina. Che non è altro che un anestetico veterinario. Nel 2009 ne sono state sequestrate 6,9 tonnellate (rispetto alle 6,3 dell'anno precedente) e circa l'85% di tale quantità era stata prodotta in Asia Orientale e sud-est asiatico. «È molto più economica perché facilissima da trovare sul mercato. In compenso, se si può dire, un'improvvisa per quanto relativa prosperità nei paesi dell'area porta ugualmente a un aumento del consumo delle droghe. Con l'aumento della ricchezza, poi, ci si sposta su prodotti più raffinati e costosi come l'Ecstasy. Alla fine è difficile stabilire le connessioni causali tra consumi di droghe ed economia. Non c'è una verità assoluta sugli andamenti. I fattori sono moltissimi, da quelli geografici a quelli culturali. Stiamo parlando di esseri umani» spiega Gary. È come se quest'uomo, dal fisico imponente, laureato in Affari Internazionali alla London School of Economics, che suona il basso, ha la passione delle immersioni e studia paleoantropologia, rifiutasse un'analisi puramente economica, statistica, del fenomeno, cercandone radici più profonde, che in alcuni casi sembrano affondare nel Dna storico. È il caso, ad esempio dell'incremento dell'attività di gruppi criminali provenienti dall'Africa Occidentale, in particolare dalla Nigeria. «Possono sembrare "fuori posto" qui» dice, in risposta a un'evidente stupore. «Li ho visti in posti molto più improbabili: in Pakistan, in Afghanistan. Che cosa ci facevano là? In realtà credo che, in alcuni casi, queste organizzazioni derivino da una sorta di volontà di rivincita etnica». Gary ha l'esperienza per valutare la situazione: lavora per l'Onu da 23 anni e prima di arrivare a Bangkok ha operato in Pakistan, Afghanistan, Sud Africa.

In altri casi la nuova economia globale va a infrangere le tradizioni culturali più radicate. La diffusione delle Ats in quest'area, ad esempio, si sovrappone all'uso di droghe autoctone come l'oppio. «Le Ats essere possono essere prodotte in laboratori clandestini familiari, senza uso di attrezzature complicate, utilizzando elementi e formule alla portata di tutti» dice Gary. Facilità amplificata dal fatto che in tutta l'area asiatica si stanno sviluppando industrie chimiche e farmaceutiche legali da cui si possono ottenere, in un modo o nell'altro, prodotti e know how.

«L'oppio e i suoi derivati, invece, richiedono colture estensive, molto più facilmente identificabili e dipendono dal clima e dal territorio» spiega Gary. Ma c'è un motivo più importante alla base della loro diffusione. «Le Ats sono divenute una commodity, regolate da una precisa strategia di mercato, come per qualsiasi altro prodotto. Solo che questo è illegale. Lo sviluppo dell'area, l'accelerazione dei movimenti, la costruzione d'infrastrutture e la conseguente riduzione dei costi di trasporto, la liberalizzazione del commercio tra i paesi dell'Asean (Associazione dei paesi del sud-est asiatico), hanno facilitato anche i traffici di droga».

I network regionali, la connettività, le infrastrutture, hanno modificato anche il profilo delle organizzazioni di trafficanti. «Non si può più pensare nei termini della French Connection, dei clan di marsigliesi o della Mafia, delle cartelli della droga tradizionali insomma. Adesso buona parte del traffico di droga è in mano a free lance. La globalizzazione crea molte opportunità per gli "imprenditori" privati» dice Gary, che fa l'esempio di un imprenditore ormai molto noto, sia pure in un altro settore: Viktor Bout, il trafficante d'armi russo arrestato a Bangkok nel 2008 ed estradato negli Usa pochi giorni fa. Bout stesso si definisce un businessman, un imprenditore: porta a dimostrazione il fatto che i suoi aerei erano carichi di ogni genere di merci. Oltre alle armi (che ammette di aver trasportato, ma non comprato o venduto), anche legname, mobili, attrezzature mediche. Addirittura fiori.

Gli "entrepreneurs" come Bout e come li chiama Gary, a loro volta, hanno generato un indotto: una categoria di avvocati, affaristi, intermediari che si occupano del riciclaggio del denaro, delle transazioni commerciali, della tutela legale. «Per noi è diventato tutto più difficile. Non è più uno contro uno. Non dobbiamo confrontarci con un'organizzazione, per quanto potente. Combattiamo con qualcosa di amorfo, d'indistinto». Proprio perché si è creato questo underworld globale il compito dell'Unodc appare decisivo, nella necessità di aggregare, analizzare e sintetizzare le informazioni. «Bisogna ammettere che la qualità delle informazioni che ci arrivano è molto migliorata» dice Gary, che però non vuole pronunciarsi su alcuni buchi neri. È' comprensibile: questa intervista è stata rimandata di qualche ora proprio perché era impegnato a risolvere una microcrisi diplomatica tra Unodc e governo del Myanmar (com'è ufficialmente denominata la Birmania) creata dalla presentazione del rapporto.

Secondo l'Unodc, infatti, ci sono parecchie incongruenze tra la diffusione delle Ats, la quantità di sequestri e il numero di laboratori individuati. E il Myanmar rappresenta il caso più clamoroso: nel 2009 sono stati sequestrati 24 milioni di pillole mentre negli ultimi dieci anni sono stati localizzati 39 laboratori. Piccoli. Secondo il giornalista Bertil Lintner, che da molti anni vive in Thailandia e segue sul campo tutti "gli affari sporchi" di quest'area, l'Unodc non potrà mai definire un'efficace politica di contrasto alla droga in Birmania finché non sarà risolto il conflitto tra le milizie etniche (molte delle quali si finanziano proprio con la droga) e governo (che sembra voler assumere il controllo del traffico).

Per Gary, tuttavia, questo non è il solo problema. Oltre gli intrecci di «droga, soldi e politica» in Birmania ci sono quelli che la cui trama viene tessuta in Iran. Sopra tutto e tutti ci sono i gruppi del Transnational Organized Crime. Come rileva un altro rapporto dell'Unodc «hanno raggiunto proporzioni macroeconomiche. I beni illegali sono prodotti in un continente, trafficati in un altro e commerciati in un altro». Un business da 125 miliardi di dollari l'anno. «Cambiano i modelli ma alla fine è sempre la stessa storia: droga, denaro, potere» dice Gary. E ripete: «Stiamo parlando di esseri umani».

http://www.ilsole24ore.com

 

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U.E. - Osservatorio europeo droghe. Rapporto 2010

E' online il rapporto 2010 dell'Osservatorio europeo sulle droghe, Emcdda., che ha sede a Lisbona.
Negli ultimi 18 mesi l'Ue ha fatto progressi nella riduzione del consumo e del traffico di stupefacenti. Progressi si sono avuti nel divieto di nuove droghe come il mefedrone, mentre calano importazioni di cocaina ed eroina.
Stimate in circa 7000 le persone che ogni anno muoiono di ovedose, si stima che i consumatori di droghe illegali siano 25-30 milioni, 4 dei quali relativi alla cocaina.
Per quanto riguarda i progressi nella lotta al fenomeno, relativi al 2009 e ai primi sei mesi del 2010: calano le infezioni da Hiv tra consumatori di droghe, maggiore cooperazioni delle varie intelligence statali, approccio piu' strategico per la riduzione dei danni sanitari e sociali. Nel contempo, si diffondono sempre piu' le nuove droghe sintetiche, aumenta l'uso combinato di droghe lecite e ilelcite, aumentano i decessi per overdose di cocaina (circa 1.000 ogni anno), cambiano le rotte dei narcotrafficanti, l'aiuto a Paesi terzi dovrebbe concentrarsi di piu' sulla riduzione della domanda. Infine il rapporto pone l'attenzione sul fatto che la crisi economica non deve significare un calo degli stanziamenti per la lotta al fenomeno.

Notiziario ADUC

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Prezzi in calo tranne per la cannabis. E arriva la ''skunk'' italiana

 

Relazione al Parlamento. La cocaina è passata da 96 a 78 euro al grammo; l'eroina da 84-64 a 60-47 euro; hashish a 8-9 euro, in crescita dal 2003, con un principio attivo in calo. Rilevata la produzione nostrana della temibile cannabis sintetica

ROMA - Aumenta il prezzo dei cannabinoidi mentre prosegue il trend di discesa dei prezzi massimi e minimi sia dell'eroina che della cocaina. Stabile il prezzo dell'acido lisergico (Lsd). Dal 2001 al 2008 la percentuale media di principio attivo rilevata nei campioni analizzati è diminuita per la cocaina, passando dal 66% al 47%; si conferma sostanzialmente stabile la percentuale di principio attivo presente nei cannabinoidi (THC) che dopo un picco rilevato nel 2005, è diminuita fino ad assestarsi intorno al 6% circa (5,8% nel 2008). E' questo il “listino” dei prezzi e della purezza delle principali sostanze stupefacenti analizzati nella Relazione al Parlamento sullo stato delle Tossicodipendenze, presentata questa mattina a Roma.

Nel periodo considerato dalla relazione la media dei prezzi massimi e minimi è quindi passata da 96 euro a poco più di 78 euro per grammo per la cocaina, da circa 64 euro a meno di 47 per l’eroina nera e da 84  euro a meno di 60  euro per quella bianca; una forte diminuzione della media dei prezzi si osserva per una singola pasticca di ecstasy acquistabile a circa 24  euro nel 2006 ed a meno di 19 nell’ultimo biennio. L’Hashish si mantiene su un prezzo medio di 8-9 euro al grammo confermando la crescita continua registrata dal 2002.

Per quanto riguarda la percentuale di purezza delle sostanze dopo l’incremento registrato nel 2007 (dal 21% al 33%), è tornata, nel 2008, a livelli più bassi rilevati anche negli anni precedenti (circa 25%). La percentuale di eroina è aumentata nel 2008, passando dal 17 al 21%. La variabilità per le principali sostanze tossiche è tuttavia molto elevata: il principio attivo per i cannabinoidi può andare dallo 0,08% al 17%, mentre per la cocaina (dallo 0,77% all’88%).

 

Nel corso del 2008 si sono registrati grandi investimenti della malavita organizzata nel mercato della droga. Tali investimenti, spiega la relazione sono stati accompagnati da un aumento dell’offerta di droga sia in Italia che all’estero. Soprattutto nelle Regioni del Sud si registra un forte coinvolgimento di organizzazioni criminali strutturate. Nelle Regioni del Centro-Nord, invece, si è assistito ad un sempre

maggior consolidamento di gruppi criminali stranieri. Nel 2008 si è evidenziato un forte aumento dell’offerta e dei sequestri, delle coltivazioni autoctone nel sud del paese, ed è emersa anche la nuova produzione italiana di “super skunk”, una cannabis sintetica molto potente “inventata” in Gran Bretagna.

Leader nel mercato della droga italiana è la 'ndrangheta, che risulta l’organizzazione criminale che negli ultimi 20 anni ha reso l’Italia il centro strategico del mercato globale di cocaina; la camorra svolge un’ampia parte della propria attività in Campania e, sui mercati europei, continua l’insediamento in Spagna e nei Paesi dell’Est mentre Cosa nostra si sta ampliando attraverso la riattivazione di intese con altre cosche. Le organizzazioni criminali, in generale, stanno assumendo sempre più carattere transnazionale, favorendo la creazione di “consorzi” criminali per far fronte ai grandi acquisti, i luoghi in cui queste organizzazioni sono più radicate sono Milano, Roma e Brescia.

Per quanto riguarda le vie di traffico, la cannabis risulta arrivare dalla Spagna e dall’Albania; la cocaina, per la quale si è registrato un aumento del traffico, ha punti di arrivo soprattutto al sud Italia; l’eroina, per cui si è registrata una riduzione della diffusione in Europa ma un aumento nei paesi balcanici, arriva

dall’Afghanistan, proprio attraverso i Balcani. (mr)

 

fonte http://www.redattoresociale.it/

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ketamina in medicina

esaustivo documento sulla ketamina cloridrato in medicina

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Il mondo ottico e l’iper produzione di droghe da naso

di ottavia massimo, ottaviamassimo.wordpress.com

Tra le sostanze immesse sul mercato, vi è un’iper-produzione di droghe destinate alle vie respiratorie. L’evoluzione dell’essere umano e conseguenziali livelli di adattamento, hanno generato masse di individui sempre più simili tra loro. Il contatto ravvicinato ha prodotto livelli di competizione conscia ed inconscia per cui si è resa necessaria una trasformazione del concetto di tempo e delle percezioni sensoriali legate alla sopravvivenza. L’ascolto delle proprie ed altrui sensazioni, ha raggiunto livelli di apprendimento fondamentalmente legati all’immagine. La rincorsa al tempo è degenerata nella creazione di un mondo quasi esclusivamente ottico. Il primo organo sensoriale a subirne le conseguenze è l’apparato         olfattivo. Il primo a svilupparsi e l’unico in grado di trasmettere alla coscienza sensazioni dirette e non condizionate dal cervello.

Il tuo genio è nelle tue narici – Nietzsche

 

LA COSCIENZA, L’ OLFATTO E LA PAURA DI VIVERE

 

Negli ultimi tre anni, la percentuale di persone che richiedono un intervento chirurgico al naso per problemi legati all’uso di sostanze è cresciuta del 18%. Polveri. Granelli di microparticelle create in laboratorio e ormai quasi totalmente sintetiche. Condannate ed innalzate a regine di nottate e pomeriggi lavorativi. Inodori. Generalmente bianche. Apparentemente innocue perché al bianco psicologicamente, il nostro inconscio associa il bene. Invisibili. Ogni sostanza chimica o naturale possiede una propria ed ideale modalità di assunzione. Tre le vie principali. Vene. Bocca. Naso. Le sostanze che la moda attuale racconta, sono chimicamente create per essere assunte attraverso le vie respiratorie. Che siano coca, eroina, ketamina o polveri dai nomi codificati, quando il cervello è programmato per drogarsi, la prima tappa è generalmente il naso. Anche i prodotti creati per esser assunti oralmente: pillole, medicinali, sonniferi o eccitanti, vengono spesso polverizzati e destinati alle narici.

Perché? Ci chiediamo continuamente cosa ci infiliamo nel naso, quando la domanda da porci dovrebbe essere: quale strumento stiamo utilizzando per assumere le sostanze che scegliamo?

In un’epoca in cui l’evoluzione dei pensieri ed azioni conseguenti, avviene ad una velocità controllabile essenzialmente attraverso l’ immagine, è ormai soltanto nella capacità di apparire che riusciamo a stare al passo con i tempi. Le droghe da naso sono quasi invisibili. Il gesto dello sniffare è veloce, fulmineo, istantaneo. L’effetto immediato. L’evoluzione dell’essere umano ha generato nuclei di individui a stretto contatto tra loro. La confusione crescente data dalla densità demografica di alcune zone del mondo, ha generato ritmi di vita vorticosi, sottraendo all’essere il tempo necessario all’ascolto delle percezioni sensoriali. Il primo a subirne le conseguenze è l’apparato olfattivo. Dei cinque sensi, l’olfatto è l’unico a subire cambiamenti temporali immediati. L’olfatto si differenzia dagli altri sensi perchè si stanca in fretta. Se guardiamo a lungo un’immagine, continuiamo a vederla. Se a lungo tocchiamo una superficie, continuiamo a sentire se è liscia o ruvida. Se mangiamo cibo molto zuccherato, la sua dolcezza essenziale non diminuirà. Se vi sono dei rumori e non cambiamo posizione, continueremo a sentirli. Quando invece persistiamo nell’annusare una cosa, dopo un po non ne percepiremo più l’odore. L’olfatto si abitua. Questa capacità di adattamento unita alla facilità con cui si effettuano operazioni estetiche atte all’appagamento della percezione visiva nel perfezionamento dell’immagine, ci ha portati inconsciamente a considerare l’apparato olfattivo un mero strumento legato al piacere visivo. I danni estetici provocati dall’uso errato che del nostro naso facciamo, nulla sono in confronto alla distruzione cronica e sistematica legata all’uso di sostanze destinate ad un apparato esistente per scopi diversi e fondamentali alla sopravvivenza del corpo e graduale consapevolezza della coscienza.

Le polveri immesse nelle vie respiratorie, di qualsiasi genere siano, attaccano le mucose delle narici fino alla perforazione del setto nasale. In natura non esistono sostanze nate e cresciute per esser assimilate attraverso il naso; ma odori che nelle narici entrano in forma volatile e gradualmente, dalle cellule ricettrici poste dentro e sotto l’epitelio, un tessuto che si estende in profondità all’interno delle cavità nasali, vengono trattenuti e selezionati. L’olfatto è il senso che al cervello trasmette i segnali più forti legati al pericolo, alla sopravvivenza ed alla riproduzione. Nella scala evolutiva, l’apparato olfattivo rappresenta l’organo sensoriale più antico. E’ il primo senso a svilupparsi in un bambino appena nato. L’odorato porta il neonato al seno della madre e fa scattare l’istinto di succhiare. Se la madre non ha il giusto odore, il seno potrà esser rifiutato con conseguenti difficoltà nell’allattamento e nella creazione del legame tra i due. Nelle mucose del naso si trovano le zone di riflesso degli organi di riproduzione. Ogni narice è una zona di riflesso attraverso la quale si entra direttamente in contatto con la sfera sessuale e con il sistema endocrino delle ghiandole surrenali. Le ghiandole endocrine sono sette e ad ognuna sono scientificamente associati i principali centri nervosi dell’ essere umano. Ogni centro nervoso costituisce un punto di forza all’interno del quale fluiscono particelle di energia. Nella fisiologia tradizionale indiana, detti punti si chiamano Chakra, dal sanscrito: ruota, plesso, vortice. Dal punto di vista sistemico il chakra rappresenta una funzione vitale di un sistema vivente, strutturato su livelli. Il sistema è un insieme di entità connesse tra loro tramite reciproche relazioni visibili o definite dal suo osservatore. La caratteristica di un sistema è l’equilibrio complessivo che si crea tra le singole parti che lo costituiscono.

Ognuno ha una propria Arte dello Spirito, la cui completezza e perfezione dipendono dall’evoluzione spirituale e dall’attivazione delle particelle eteriche del nostro corpo fisico.

Il corpo è un sistema coordinato da campi d’energia costituiti da particelle eteriche, entità minuscole che quando attivate, emanano e trasmettono vibrazioni ed onde d’energia più o meno forti. Ogni punto energetico o chakra, si riferisce ad un particolare settore di percezioni sensoriali ed extrasensoriali. I chakra sono punti di connessione tra un corpo e l’ altro all’interno dell’essere umano. Ogni chakra è un aspetto della coscienza, una sfera di energia che interagisce con il corpo fisico attraverso i due canali dei sistemi endocrino e nervoso. La coscienza rappresenta tutto ciò che si può sperimentare. Le percezioni, i sensi, i processi mentali, i modi di essere, si verificano all’interno della coscienza. E’ un sistema energetico formato da diverse densità e livelli di energia in stato di flusso, di movimento. Quando l’energia fluisce liberamente tra tutti i chakra, si fa l’esperienza dell’ interezza. Quando si blocca, si prova tensione che si manifesta sotto forma di sintomo. Il fluire dell’energia nella coscienza è determinato dallo stato dei chakra. Quando l’essere umano matura, i chakra si sviluppano e ciascuno rappresenta gli schemi psicologici che stanno evolvendosi nella vita dell’individuo. Solitamente si reagisce alle esperienze spiacevoli, bloccando il sentimento e impedendo così ad una gran parte della nostra energia naturale di fluire. I chakra poco sviluppati mandano una luce debole e le loro particelle eteriche si muovono lentamente, formando un vortice appena sufficiente per la trasmissione della forza e niente di più; negli individui consapevolmente più sviluppati, i chakra pulsano e brillano di luce viva, come piccoli soli. La loro dimensione varia da cinque a quindici centimetri di diametro. Nei neonati essi sono costituiti da piccoli circoli, larghi quanto una moneta di bronzo, dischetti duri che si muovono appena e sono debolmente luminosi. I chakra sono sette. I primi cinque direttamente legati ai cinque sensi. Il VI e VII chakra percepiscono invece, emozioni extra-sensoriali. Quello che viene riconosciuto come primo chakra è detto Muladhara, chakra della Terra, dalle due parole sanscrite Mula: radice e Addhara: supporto, base. Posto nella zona coccigea del plesso sacro, precisamente tra gli organi genitali e l’orifizio anale, rappresenta le nostre radici e la connessione con le credenze familiari tradizionali, che sono alla base del processo di formazione del senso di identità e di appartenenza ad un gruppo di persone in un dato luogo. Il Muladhara è la base trascendentale di tutto ciò che esiste in natura ed è la dimora dell’energia vitale fondamentale chiamata Kundalini Shakti. Rappresentata in oriente da un serpente, la Kundalini Shakti risiede nel primo chakra e attraverso l’attivazione dell’energia dello stesso, si risveglia per risalire lungo la spina dorsale, dall’osso sacro, attraversando tutti i chakra fino al VII, il “Sahasrara”, il chakra dell’ empatia. Color porpora e posto sulla sommità del capo, il VII chakra si riferisce alla luce interiore, al pensiero e corrisponde alla ghiandola pineale.

Dal Muladhara (I chakra), al Sahasrara (VII chakra), si sviluppano lo Svadhistana, il chakra dell’acqua e della dolcezza sensuale, di colore arancione, legato al senso del gusto e posto all’altezza del ventre; il Manipura, chakra del fuoco e del potere, giallo, legato alla vista e posto all’ altezza del plesso solare; l’ Anhahata, chakra dell’aria e dell’amore, verde, legato al tatto e situato all’altezza del cuore; Vishuddha, chakra della gola e dell’abbondanza, azzurro, legato all’udito e situato alla base della gola; Ajna, chakra della consapevolezza o III occhio, color indaco, situato tra gli occhi, all’altezza della fronte e legato alle percezioni extra-sensoriali.

Il primo chakra, Muladhara, chakra della Terra o Albero sacro della vita è il centro energetico sensorialmente legato all’olfatto. L’unico dei cinque sensi anatomici ad inviare informazioni direttamente alla corteccia cerebrale, senza passare per una struttura essenziale del nostro sistema cerebrale: il talamo. Il talamo è il guardiano del nostro cervello. Situato sotto la corteccia cerebrale, seleziona tutti gli impulsi provenienti dai recettori appartenenti a quattro dei cinque sensi: vista, udito, tatto e gusto, per poi trasmetterli alla corteccia cerebrale affinché la persona ne sia consapevole. Il talamo impara da ogni esperienza. L’olfatto sfugge al controllo del talamo e quindi all’ego alterato. Le informazioni provenienti dall’olfatto arrivano direttamente al sistema limbico e da qui alla corteccia cerebrale. E’ quindi l’unico senso fisico non condizionabile nel processo di apprendimento dei dati provenienti dall’esterno.

 

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Meno psicoterapia più pillole

:Nonostante molti studi abbiano dimostrato la scarsa efficacia della sola terapia farmacologica per combattere i disturbi dell'umore, gli americani stanno sempre più abbandonando l'approccio psicoterapeutico in favore delle pillole della felicità. E saranno quindi forse contenti di sapere che presto potrebbe arrivare un farmaco molto più potente di quelli classici: la ketamina, già usata un veterinaria, come anestetico pediatrico ma anche come sostanza d'abuso. Due studi recenti hanno infatti dimostrato che essa agisce in poco più di mezz'ora e, stando ai dati disponibili oggi, senza evidenti effetti collaterali, favorendo la formazione di nuove connessioni nervose. Il primo, pubblicato sugli Archives of General Psychiatry, riporta quanto ottenuto su 18 persone con disturbo bipolare resistente ai farmaci trattate tra il 2006 e il 2009: il 71% ha risposto, contro il 4% dei controlli. Nel secondo lavoro, su Science, viene spiegata l'efficacia del farmaco: la sua capacità di agire sull'enzima mTOR, che controlla la sintesi di proteine utili per la sinaptogenesi. La ketamina potrebbe quindi presto aggiungersi agli altri farmaci, il cui uso esclusivo è salito, tra il 1998 e il 2007 al 57% dei pazienti, secondo l'American Journal of Psychiatry. Nello stesso periodo la percentuale di persone che si sono sottoposte all'approccio combinato farmaci più terapia è sceso dal 40 al 32% e quello di coloro che hanno cercato aiuto solo dallo psicoterapeuta è passato dal 16 al 10 per cento.

ilsole24ore.com

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Contenuto Redazionale Il Peso dell'anima

Questo progetto ha un obiettivo ambizioso: realizzare un modello d’intervento che sia in grado di monitorare il territorio, leggere e decodificare le richieste provenienti dal mondo giovanile e non, elaborare la domanda e formulare un progetto di intervento preciso che sia partecipato, continuato, intenso, verificabile e trasversale, nel senso di collegare o attraversare le diversi fasi di un percorso di prevenzione, cura e riabilitazione. In questo anno l’equipe di operatori di strada sarà presente su tutto il territorio dell’ASL Na 3 Sud, soprattutto negli ambiti territoriali N. 8, 9, 10, 11 e 12, partecipando a tutti gli eventi locali. Inoltre, potrai trovare altri servizi presso le 5 unità periferiche sorte con il compito di fornire informazioni, counselling, colloqui motivazionali, gruppi di auto - mutuo aiuto e qualunque altro bisogno possa essere orientato verso i servizi pubblici e privati già operanti sul territorio. Giorni e attività info-point Ser.T. Pomigliano d’Arco tel. 081/8842569 Centri d’Ascolto: Ass. Il Pioppo Onlus CSE Zahir tel. 081/8849816 Giovedì 9.00/13.00 Ass. La casa di Pat Onlus tel. 081/8841536 Mercoledì 18.00/21.00 Coop. Sociale Gulliver tel. 081/8972698 Martedì 17.00/20.00 Coop. Sociale A.r.l. La città di Remo tel. 081/8656518 Lunedì 16.00/19.00 Coop. Sociale S. Gavino Onlus tel. 081/8263585 Venerdì 16.00/20.00
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Scoperto giro di spaccio ketamina. Giovanardi lancia l'allarme. E Serpelloni: stessi effetti della cannabis

fonte: aduc droghe

Oltre 250 litri di Ketamina sequestrati e 26 persone (di cui 8 donne) arrestate. E' questo il bilancio dell'operazione antidroga avviata 8 mesi e portata a termine nei giorni scorsi dalla Polizia di Bologna. A scoprire il traffico internazionale di stupefacenti e' stata la Squadra Mobile di Bologna, che sotto la direzione dalla locale Dda, ha bloccato un carico di pashmine e manufatti tessili risultati intrisi di Ketamina liquida provenienti dall'India.La Ketamina, potente anestetico dissociativo, veniva venduta a Bologna e in altre citta' da due ragazze italiane, di 25 anni, incensurate. Nel corso dell'indagine la Polizia ha sequestrato anche maschere etniche, spedite dall'India e contenenti una potente resina di cannabis nota con il nome di Charas. Ulteriori dettagli verranno forniti dagli investigatori nel corso della conferenza stampa che si terra' alle 11 presso la Questura di Bologna.'Ci appelliamo all'intelligenza e al buon senso dei giovani e li invitiamo a non assumere ketamina perche' i rischi che si corrono per la loro salute sono enormi'. E' l'appello lanciato dai Pm Lorenzo Gestri e Valter Giovannini.'Ragazzi ancora piu' a rischio'. Il Senatore Carlo Giovanardi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, lancia l'allarme ponendo l'accento sull'abuso di allucinogeni assunti dai giovani. 'A seguito del sequestro di 250 litri di Ketamina -prosegue Giovanardi- attuato dalle Forze dell'Ordine a Bologna, e' necessario evidenziare che questa sostanza e' un potente anestetico dissociativo che possiede una struttura chimica simile a quella della fenciclidina (Pcp). Come emerso dagli studi piu' recenti, la Ketamina ha un'azione complessa sulla sfera psichica con ampio raggio di azione sulla coscienza sul cervello e su tutto il corpo in generale'.I ragazzi l'assumono spruzzandola su sostanze da fumare oppure aggiungendola a delle bevande. In quest'ultimo caso diventa particolarmente pericolosa perche' produce amnesia; tra l'altro, essendo inodore e insapore, puo' essere somministrata all'insaputa del consumatore, quindi utilizzata per commettere abusi sessuali.  'La Ketamina a volte e' anche associata alla cocaina dando origine ad un mixer molto pericoloso. La dipendenza da Ketamina, tra l'altro -rileva il professor Giovanni Serpelloni, Capo Dipartimento Politiche Antidroga- e' determinata dagli effetti neuorobiologici che questa complessa sostanza ha in comune, non solo con la cocaina, ma anche con gli oppiacei, l'alcol e la cannabis, cosi' come per le proprieta' psichedeliche. E' indispensabile, alla luce di questi dati, intervenire immediatamente per cercare di rendere riconoscibili tali sostanze, sia dal punto di vista olfattivo che da quello gustativo per tutelare gli eventuali inconsapevoli consumatori'.' Sicuramente su queste tematiche la nostra attenzione sara' sempre alta soprattutto quando si tratta di salvaguardare la vita umana e soprattutto dei nostri ragazzi, ed e' per questo che abbiamo attivato un potente sistema di allerta che vigila su queste cose'.

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“Solo per divertimento”: modelli e situazioni di utilizzo tra i consumatori di droghe.

Mariantonietta Vergine

insostanza.it- Il consumo di droghe tra giovani e adulti è un grave problema che affligge la nostra società e al quale si cerca di trovare una soluzione considerate le gravi ripercussioni che queste hanno sulla salute fisica e mentale dell’individuo e sullo stato complessivo di “sanità” della popolazione generale.Numerose sono le ricerche effettuate riguardo le situazioni in cui l’uso di sostanze d’abuso è più comune; un ultimo studio longitudinale è stato condotto nella città di New York su una popolazione di 400 soggetti consumatori di droga, scelti in vari locali della città tra dicembre 2004 e dicembre 2006 e di età compresa tra i 18 e i 29 anni.Innanzitutto, dallo studio, caratterizzato da un follow up di 12 mesi, sono emersi 3 gruppi principali di consumatori di droga:1) Situationally Restricted; fanno uso di droghe in poche circostanze.2) Pleasure Driven; assumono droghe soprattutto perché cercano di ottenere piacere.3) Situationally Broad users ;consumano droghe più spesso, in un numero maggiore di situazioni.Lo studio si poneva vari altri obiettivi:1) identificare eventuali storie e situazioni simili che spingono i giovani al consumo di droghe;2) determinare se i gruppi di ragazzi presentano differenti stati di ansia e/o depressione3) se le quantità e/o le qualità di droghe assunte variano a seconda dei casi, determinando successivi e differenti livelli di dipendenza.Per giungere a tali risultati, è stato naturalmente necessario comprendere e conoscere i pensieri, i sentimenti e le sensazioni che provano i giovani nei momenti in cui assumono le droghe, dati che lo studio ha ricavato attraverso un continuo dialogo sia reale che virtuale con i “consumatori” ( tra l’altro sono stati infatti utilizzati anche questionari in rete che rivelavano le situazioni in cui più comunemente i giovani facevano uso di droghe).Complessivamente tra le ragioni d’uso troviamo:1) emozioni spiacevoli (noia, depressione);2) conflitti e difficoltà a rapportarsi con gli altri;3) pressione sociale;4) divertimento ( per festeggiare con gli amici);5) disturbi della personalità e conseguente non accettazione di sé.I questionari hanno fornito inoltre, informazioni riguardo la frequenza del consumo di droghe, il numero di droghe assunte, la presenza di stati d’ansia o di depressione e infine le considerazioni positive o negative dei soggetti riguardo la droga.Per alcuni, la droga è un aiuto nella risoluzione dei problemi della vita o un modo per divertirsi; per altri invece, è proprio il consumo di droga a causare problemi nelle relazioni con gli altri. In alcuni casi per far fronte alle emozioni spiacevoli, stati di ansia e di depressione e alle difficoltà nei rapporti con gli altri, si consumano stimolanti come le metamfetamine o la cocaina.In altre circostanze ancora, l’utilizzo della droga appare quasi come un supporto indispensabile, perché aiuta i soggetti interessati a interagire positivamente con gli altri instaurando rapporti positivi.I risultati di tale lavoro non possono comunque essere generalizzati e sono riferibili alla popolazione di New York, tuttavia forniscono dati utili alla comprensione del problema sull’uso delle droghe tra i giovani e aiutano ad impostare eventuali provvedimenti.Tyler J. Starks, Sarit A. Golub, Brian C. Kelly, Jeffrey T. Parsons., The problem of “just for fun”: patterns of use among active club drug users. Addictive Behaviors,2010, 35, 1067-1073.

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SALUTE: DIP. POLITICHE ANTIDROGA, NON USARE KETAMINA COME ANTIDEPRESSIVO

(ASCA) - Roma, 16 giu - ''Affinche' non vi siano malintesi e confusioni e' utile chiarire molto bene che la sperimentazione a basse dosi di ketamina in pazienti affetti da depressione maggiore, rientra nella ricerca scientifica controllata per uso strettamente medico di tale sostanza. Va quindi precisato molto chiaramente che questo studio, del tutto preliminare, non puo' giustificare in alcun modo, ancorche' auto-somministrato, l'uso di droga da strada a base di ketamina''. Lo precisa, in una nota, il Dipartimento Politiche Antidroga in riferimento alle recenti notizie sull'effetto antidepressivo della ketamina scoperto dal gruppo di ricercatori di Anita.E. Autry e pubblicato ieri, il 15 giugno sulla rivista Nature.

''Varie sostanze stupefacenti - spiega il DPA - trovano un uso medico, ma va ricordato che le sostanze utilizzate per uso medico vengono prodotte con modalita' estremamente controllate dalle aziende farmaceutiche e nonostante portino lo stesso nome di alcune droghe di uso comune, sono prodotti estremamente diversi (sia per la sicurezza che per l'efficacia) da quelle vendute in strada. Il DPA mette in guardia tutte le persone sofferenti di depressione a non utilizzare in alcun modo ketamina per tentare un' auto-cura assolutamente sconsigliata, non ammessa ne' opportuna per sintomi o condizioni quali la depressione''.

''Allo stesso tempo - conclude la nota del DPA -, va ricordato il forte potenziale neurotossico della ketamina che e' in grado di produrre gravi danni al sistema nervoso centrale e forti alterazioni neuropsichiche che possono mettere seriamente a rischio la vita dei pazienti se utilizzata fuori da un severo ed esclusivo controllo medico''.

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