Informazioni, esperienze e notizie sulle sostanze psicoattive. Pubblica anche tu.

Domande agli Operatori

Cerca nell'archivio di 43039 risposte, o fai una nuova domanda, anche in forma anonima.

Scrivi una domanda e clicca su Invia (max. 250 caratteri).
  • Un nostro Operatore autorizzato (vedi chi siamo) risponderà presto alla tua domanda.
  • Il tempo di risposta potrebbe variare a seconda della difficoltà del quesito.
  • La domanda sarà nascosta a tutti finché non verrà pubblicata assieme alla risposta.
  • Una volta pubblicata, la risposta sarà leggibile a tutti nell'archivio. Se preferisci una risposta privata, usa il modulo di contatto.
Facoltativo: inserisci il tuo indirizzo email se vuoi ricevere un avviso quando verrà pubblicata la risposta.
Refresh Type the characters you see in this picture. Type the characters you see in the picture; if you can't read them, submit the form and a new image will be generated. Not case sensitive.
Annulla
Cliccando su Invia autorizzi il trattamento dei tuoi dati personali solo ed esclusivamente per rendere possibile questo servizio, secondo la policy del sito. Tali dati sono strettamente confidenziali e non saranno divulgati in alcun modo.
Mostra: tutti i tipi | articoli | esperienze | siti segnalati | immagini | videoOrdina per: data | punteggio

Tabacco è il termine con cui si fa riferimento ad un genere di piante a foglia corta appartenente alla famiglia delle Solanacee originarie del continente americano. Tuttavia il nome tabacco viene comunemente utilizzato riferendosi alle foglie raccolte ed essiccate di queste piante, con lo scopo di fumarle.

Il 12 ottobre 1492 Cristoforo Colombo approda sulla spiaggia di San Salvador. Gli indigeni gli offrono frutti, lance di legno e foglie di tabacco.

Nel 1518 Juan de Grijalva osserva l'usanza di fumare sigari da parte dei nativi dello Yucatan. Il primo testo che menziona il tabacco è la "Historia general y natural de las Indias," di Gonzalo Fernandez de Oviedo y Valdes. Nel 1556 Andre Thevet porta per la prima volta il tabacco in Francia dal Brasile. Nel 1559 viene coniato il termine "nicotina," per definire il tabacco stesso, in onore di Jean Nicot,...

I consumi di tabacco in Italia hanno conosciuto un inarrestabile incremento nel periodo che va dal 1900 al 1985 quando, per la prima volta, si è verificata una significativa riduzione delle vendite: il consumo pro capite annuale è passato da 1,82 Kg/persona nel 1985  a 1,62 nel 1990*.

I fumatori oggi sono il 26,2% della popolazione adulta, e si tratta del minimo storico da oltre mezzo secolo. In 5 anni, dal 2002 al 2006, i fumatori sono 2,5 milioni in meno. Di contro decresce l’età con cui si viene a contatto con questa sostanza e circa il 20% ha...

I più votati, tabacco

Il fumo del tabacco inquina più di un’auto, dati choc: la proposta dello Sportello dei Diritti

Il tabacco inquina più di un’auto. Le conferme arrivano da una ricerca svolta dall’Istituto dei Tumori di Milano che ha voluto effettuare un esperimento scientifico nel tentativo di sensibilizzare i tabagisti: il fumo di tabacco è considerato la fonte più rilevante di inquinamento degli spazi confinati, sia per l’entità e la tossicità dei suoi componenti, sia per il numero delle persone esposte.

Fumare in auto equivale a produrre polveri sottili (Pm 2,5) in concentrazioni trenta volte superiore ai limiti di legge. Pochi avrebbero immaginato che una sigaretta accesa produca concentrazioni di polveri sottili di oltre 400 microgrammi per metrocubo, che la quantità di carbonio organico in un’area aperta in cui si fuma superi di 40 volte la media rilevata a pochi metri di distanza e che il fumo passivo costituisca una delle maggiori fonti di “intossicazione” per i nostri polmoni. Molto più che lo smog da auto perché il fumo di tabacco è costituito di due componenti principali: la parte inalata e filtrata dai polmoni del fumatore (mainstream) e quella direttamente legata alla combustione del tabacco e della carta (sidestream, in cui si riscontrano soprattutto NO2, CO, nicotina, benzopirene, metilgliossale, formaldeide, acetaldeide, acroleina, e una notevole dose di particolato).

Anche se il principale ingrediente nelle sigarette sembra essere tabacco naturale , un certo numero di sostanze chimiche naturali e sintetiche sono aggiunti alle sigarette per renderli più attraenti per i fumatori . Secondo i chimici al R. J. Reynolds Tobacco Co., le sigarette contengono più di 4.000 sostanze chimiche, quasi quattro dozzina dei quali sono noti cancerogeni. La miscela è estremamente complessa e contiene gas, composti organici e particelle: vi sono stati individuati più di 200 composti elementari, molti dei quali irritanti, tossici, cancerogeni o mutageni. Fra le sostanze chimiche più diffuse nelle sigarette sono nicotina , formaldeide , ammoniaca , arsenico, catrame, fenilacetico acido, monossido di carbonio, anidride carbonica, propano, acroleina, acido cianidrico, metilgliossale, acetaldeide,propanaldeide, acetonitrile,anilina,piridina, nitrosodimetilammina, nitroso-nor-nicotina, nitrosoanatabina, toluolo, benzopirene, chinolina, cadmio, nichel e zinco.

Il fumo negli ambienti confinati aumenta sensibilmente la concentrazione di monossido di carbonio, idrocarburi aromatici policiclici, ossidi di azoto, particolato sospeso respirabile e di numerose altre sostanze tossiche. La caratteristica una straordinaria persistenza nell’ambiente: per essere disperso deve essere ventilato a lungo ed energicamente, altrimenti resta in sospensione per molti giorni. I dati scientifici sono stati ottenuti posizionando all’esterno dell’Istituto dei Tumori di Milano una piccola cabina di plastica trasparente. In essa era presente un rilevatore di inquinamento, il misuratore di polveri sottili, che serve a misurare il grado di inquinamento di una città. All’interno della cabina è stata fatta entrare un Harley Davidson, modello 883, uno dei motocicli più inquinanti al mondo. Tenendo premuto sull’acceleratore, si è fatto espellere quanto più gas di scarico possibile alla moto che veniva rilevato dai sensori. L’aria di Milano, che si sa è inquinata, contiene una quantità di PM10 di 170,000 micron. Dopo due minuti di accelerazione della moto, i sensori captavano un aumento fino a 250,000 micron.

Spenta la moto e fatta arieggiare la cabina, è entrata una ragazza che ha acceso una sigaretta e l’ha fumata per due minuti. L’aria nella cabina era tre volte più irrespirabile. Il livello rilevato dai sensori è stato di 700,000 micron, ma solo perché essi non sono programmati per andare oltre.

Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ciò vuol dire, da un lato, che il fumo inquina più dello smog e, dall’altro, che il fumo passivo costituisce un pericolo non solo nei luoghi chiusi, ma anche in quelli aperti. Da qui la necessità di realizzare spazi verdi rigorosamente no-smoking nelle città vietando il fumo anche in spiaggia. Infatti le sigarette spente in spiaggia e lasciate sulla sabbia sono un malcostume intollerabile e scandaloso. Una fonte di inquinamento ambientale ed estetico che va duramente combattuto

www.genova24.it/2012/05/il-fumo-del-tabacco-inquina-piu-di-unauto-dati-choc-la-proposta-dello-sportello-dei-diritti-32321/

Nessun voto ancora

Io sono Firenze

Tutto era già organizzato. Io dovevo passare a prendere Roberto, Francesco sarebbe venuto da sè in Tramvia. Era Giovedì e domani solo io non lavoravo. Festeggiavamo la vita perchè tutto il resto era gà stato festeggiato. Forse credevamo che festeggiando le cose sarebbero andate da  sè. Se sei il festeggiato hai tutti i suoi diritti e così non hai bisogno di farti tanti prblemi su ciò che ti è concesso fare o no. Arrivammo al circolino vicino a via Benci. Il centro della movida fiorentina. Tanti vestitini americani passano sotto i tuoi occhi, e al massimo gli appoggiavi il cazzo al twice da briaco 2 ore dopo.  Negroni a 3 euro, poter sfiammare i ciccini da seduto e fare anche qualche canna. Ricordo che a volte capitava tutto per caso. Se entravamo e c'eravamo solo noi. Il locale era nostro. Un po come nel west che il primo che arrivava ad un lotto ne diventatava auomaticamente il proprietario. Quello era il nostro lotto e pagavamo in cellule celebrali consumate in quel lì. 

 

Nessun voto ancora

PERCHE' SMETTERE DI FUMARE

Caro sig. R. Cartoni, questo è un sito gestito da enti pubblici e che si occupa di consulenza e sostegno su problemi correlati all'uso e abuso di sostanze legali e illegali.

Non ospita o accetta pubblicità palesi od occulte relative a percorsi terapeutici o riabilitativi gestiti da privati e con finalità di lucro.

Per questo abbiamo completamente rimosso il post che pubblicizzava le sue attività ed il suo sito.

Grazie per l'attenzione

La Redazione di sostanze.info

Nessun voto ancora

Dove si fumano più sigarette?


E quanti sono i fumatori nel mondo?

IlPost - L’organizzazione governativa per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC) ha avviato la sua prima campagna nazionale contro il fumo: costa 54 milioni di dollari e racconta, per immagini, le storie di persone che hanno gravi problemi di salute a causa delle sigarette. Il problema del tabagismo interessa buona parte dei paesi del mondo, come mostra la mappa dell’Economist costruita sulla base dei dati forniti dalla Tobacco Atlas, una iniziativa della World Lung Foundation che si occupa di studiare le dinamiche legate alla diffusione del fumo. Si stima che i fumatori attivi siano circa un miliardo: 800 milioni sono uomini e 200 milioni sono donne.


Continua a leggere su Il Post

Nessun voto ancora

Avere self-control: ecco perché fumiamo

Dietro al vizio del fumo ci sarebbe la sensazione di avere, o riprendere, il controllo di sé e delle situazioni. Questo migliora l’umore e crea il circolo della dipendenza. Lo studio

 

La Stampa - La sigaretta ci infonde sicurezza. Tenerla tra le dita, aspirarne il fumo ci dà per così dire un tono. Restituisce la sensazione di poter controllare gli eventi, di ritrovare l’autocontrollo.
Ecco perché è così difficile smettere di fumare: c’è una doppia dipendenza. Una dipendenza psicologica e fisica, dovuta in gran parte alla nicotina. E l’una promuove l’altra, perché alla fine il buonumore che ne deriva è piacevole.

Questo dunque il possibile processo celato dietro al vizio del fumo, suggerisce un nuovo studio a cura dei ricercatori dell’Università della Florida del Sud – Moffitt Cancer Center, di Tampa (Usa): l’atto di fumare una sigaretta aiuterebbe a riprendere il controllo di sé, il cosiddetto “self-control”.


Continua a leggere su La Stampa

Nessun voto ancora

Il tabacco dilaga tra i giovani Usa.

Ogni giorno in Usa, 3.800 minori di 18 anni cominciano a fumare. Il Dipartimento di Sanita' ha pubblicato uno studio in cui evidenzia che e' fumatore di tabacco uno studente su quattro delle scuole secondarie ed uno su tre giovani con meno di 26 anni. Inoltre, dopo anni di declino, lo studio dimostra che questa abitudine è sempre più comune tra i giovani. “E' una epidemia. Su tre giovani che fumano, solo uno smettera' e gli altri due moriranno per motivi relazionati a questa abitudine”, dice Regina Benjamin, responsabile della salute pubblica, nello studio intitolato “Prevenzione dell'uso del tabacco tra adolescenti e adulti e giovani adulti”. Questo studio epidemiologico indaga per la prima volta sugli effetti del tabacco sulla salute dei giovani tra 12 e 25 anni, in considerazione del fatto che il vizio comincia sempre piu' prematuramente. Il consumo di sigarette in questo gruppo di persone e' molto grave e potenzialmente mortale, poiche' la dipendenza da nicotina puo' provocare danni come la riduzione delle funzioni polmonari, una crescita polmonare difettosa, malattie cardiache precoci e altri problemi di salute come l'asma. “Per porre fine a questa epidemia e' necessario concentrarsi su come prevenire e avere i maggiori risultati sui giovani”. “Chiediamo che la nostra prossima generazione sia libera dal tabacco e credo che potremo farcela”. Lo studio pone rilievo sull'efficacia delle strategie per prevenire il consumo. Piu' dell'80% dei fumatori in Usa comincia a 18 anni di eta', e il 99% prima dei 26 anni. La societa', il contesto e la pubblicita' incitano i giovani a cominciare a fumare. I produttori di tabacco sono tra coloro che fanno maggiore pubblicita' in Usa. Si calcola che solo per la commercializzazione del loro prodotto si spendano 10.000 milioni di dollari ogni anno. “Non chiedo di concentrarsi sulle colpe, chiedo di concentrarsi sulla prevenzione” dice Benjamin. “Chiedo che mi sia assicurato che stiamo facendo tutto il possibile per evitare che i bimbi comincino a fumare o a consumare prodotti derivati dal tabacco”. Il governo Usa ha posto in essere molte iniziative per contrastare gli effetti delle campagne pubblicitarie sui giovani. La legge del 1998 sul mercato del tabacco obbligo' a ridurre la pubblicita', mentre un'altra legge del 2009, voluta dalla FDA (Food and Drug Administraction), stimolava campagne mediatiche, programmi di controllo del tabacco, aumento dei prezzi e attivita' di prevenzione nelle scuole. Sistemi che cominciano ad essere efficaci, ma non in modo sufficiente. fonte ADUC DROGHE
Nessun voto ancora

Info sulle droghe

MI sembra carino

Nessun voto ancora

I cospiratori del tabacco

 

Se siete convinti che si fuma perche' e' piacevole, cambiate pagina. Non avete nulla da guadagnare in cio' che leggerete in seguito. Ma puo' darsi che siate curiosi di sapere perche' le persone fumano e perche e' cosi difficile per loro smettere. Di sapere perche' alcuni fra questi dovranno morire. E vogliate comprendere perche' tutto questo sembra molto normale. Per saperlo occorre entrare nella sala macchine della piu' grande impresa di ingegneria del consenso che sia mai stata concepita. E' un'impresa complicata. E' un insieme di uomini e istituzioni divenuti ingranaggi di un sottile meccanismo, in grado di infiltrarsi nella cultura e nelle scienze, di stravolgere la medicina e di corrompere a tutti i livelli. E per condurvi in questo dedalo. Robert Prroctor vi portera'' per mano.
Robert Proctor, 57 anni, non e' ne' un cospiratore ne' un igienista estremo. Storico delle scienze, professore alla prestigiosa Universita' di Stanford, in California, e' l'autore di “Golden Holocaust”, un libro che e' uscito in questi giorni in Usa che fa un'accurata inchiesta sull'industria americana del tabacco. Al punto tale che quest'ultima ha fatto ricorso a tutte le vie legali per cercare di metter mano sui manoscritti prima della loro pubblicazione. Senza successo.
Cosa c'e' di tanto eclatante in queste 750 pagine che hanno preoccupato giganti come RJ Reynolds o Philip Morris? Ci sono le loro parole. Loro piccoli e grandi segreti, racchiusi nelle memorie e nei messaggi interni, nei rapporti confidenziali, nei rendiconto delle ricerche dei loro chimici, dei loro medici. Il fatto e' poco conosciuto: questa preziosa ed esplosiva documentazione -i “tobacco documents”- e' pubblica dalla fine degli anni '90. Nel 1998, il Master Settlement Agreement, che raccoglie le procedure portate avanti da 46 Stati americani contro il fumo non include una componente finanziaria (il versamento di 250 miliardi di Usd -180 miliardi di euro- rateizzati in due decenni) ma ordina di rendere pubblici tutti i segreti dell'industria.
Nessun voto ancora

Fumo: pigrizia e dipendenza, ecco perche' italiani non smettono

 

 

(AGI) - Roma, 22 feb. - Pigrizia, scarse motivazioni, difficolta' a uscire da una dipendenza feroce. Sono queste le motivazioni che portano la stragrande maggioranza dei fumatori italiani a non riuscire a smettere, malgrado i tentativi. La Fondazione Umberto Veronesi e la Fondazione Pfizer, nell'ambito della Campagna No Smoking Be Happy, hanno voluto indagare su quali sono i motivi per cui gli italiani adulti non riescono ad abbandonare il vizio delle 'bionde'.

L'indagine ha coinvolto 1000 persone di eta' compresa tra i 30 e i 64 anni, sia ex-fumatori che fumatori. Soltanto il 22,2% di chi ha provato a smettere ha avuto successo, mentre il 54,5% non ci e' mai riuscito. Invece, il 23,3% degli intervistati che non ha mai provato a smettere di fumare, ha affermato di non aver nessun interesse a farlo (37,3%) oppure che e' un piacere al quale non sa rinunciare (27,9%). Questo risultato e' in linea con i motivi per cui chi ha provato a smettere non ci e' riuscito, cioe' la poca forza di volonta' (58,2%) o una dipendenza psico-fisica che non vuole, o riesce, a combattere (22,9%).

I motivi principali che hanno spinto gli intervistati a provare ad abbandonare la sigaretta sono stati il miglioramento della salute in generale (62,1%) e il ritorno ad avere migliori relazioni sociali e riscoprire sapori e profumi (48,8%).
  Sorprendentemente, la preoccupazione per la salute delle famiglia e, in particolar modo, dei figli, e' stato un fattore determinante solo per il 32,6% degli intervistati, quasi al pari del miglioramento nelle attivita' fisiche (33%). Relativamente all'efficacia delle campagne antifumo, il 51% degli intervistati ha dichiarato di non ritenerle efficaci in quanto, spesso e volentieri, danno informazioni e sensibilizzano sul problema, ma in senso pratico non fornisco aiuto a chi decide di provare ad abbandonare il vizio.

"Questa indagine - dichiara Paolo Veronesi, Presidente della Fondazione Umberto Veronesi - da una parte ci ha confermato che gli strumenti messi a disposizione dalla nostra Campagna rispondono perfettamente alle richieste non soddisfatte di supporto da parte del pubblico. Ad esempio, recentemente abbiamo creato la sezione Forum del portale No Smoking Be Happy, in cui e' possibile confrontarsi con medici specializzati e con chi ha intrapreso lo stesso percorso, con lo scopo di condividere i propri successi e difficolta', e l'Applicazione per iPhone, validissimo supporto per sostenere il percorso di disassuefazione giorno per giorno. Dall'altra ci ha dato delle informazioni importantissime per poter implementare al meglio le nostre attivita' future, permettendoci di aiutare sempre piu' italiani ad abbandonare il vizio". (AGI) .

Nessun voto ancora

La prevenzione protegge i ragazzi dall'offerta della prima sigaretta

Droganews - La diffusione del fumo tra i giovani rende sempre più necessaria la prevenzione rivolta anche a bambini e adolescenti. Uno studio statunitense ha analizzato l'efficacia di due interventi di prevenzione, nei quali sono stati coinvolti bambini delle scuole elementari seguiti fino all'anno del diploma. In particolare, i due programmi avevano l'obiettivo di proteggere i ragazzi dalla prima offerta di sigarette e, se esposti all'offerta, dal passaggio al fumo regolare.
Alla ricerca hanno partecipato 678 studenti del primo anno di una scuola elementare urbana, assegnati casualmente a uno dei tre gruppi di studio: quello incentrato sulla classe, quello basato sul rapporto tra scuole e famiglia e il gruppo di controllo. I ragazzi sono stati seguiti dal primo anno e fino all'ultimo anno di scuola di superiore, prima del diploma. E' emerso che il rischio di vedersi offrire sigarette è stato più basso per i partecipanti ai primi due gruppi rispetto a quelli del gruppo di controllo, sebbene la differenza fosse statisticamente rilevante soltanto per il gruppo incentrato sulla classe. Tuttavia, nessuno dei due interventi di prevenzione ha ridotto il passaggio dalla prima offerta al vizio del fumo. L'intervento sulla classe ha avuto effetto sulla resistenza alla prima sigaretta perché ha rimandato la prima offerta. Tuttavia, osservano i ricercatori, la combinazione di interventi di prevenzione elementare precoce e complementare
durante le scuole medie, concentrati su un intenso monitoraggio del comportamento e su indicazioni relative al
rifiuto, potrebbe rappresentare l'approccio ottimale per prevenire il fumo tra i giovani. Interventi da rafforzare, concludono gli autori dello studio, con norme che colpiscano i tabaccai che vendono sigarette ai minori e che siano più severe nei confronti degli adulti che distribuiscono sigarette ai bambini e agli adolescenti.

Nessun voto ancora

Fumo, alcol, obesità: a rischio la salute degli italiani


Dronet - Fumo, alcol e obesità: sono questi i fattori di rischio che mettono a repentaglio la salute degli italiani. Nello specifico, nella popolazione di 14 anni e più circa il 23% degli italiani fuma e il oltre il 16% è un consumatore di alcol a rischio, mentre le persone obese – in aumento negli ultimi 10 anni - rappresentano il 10,3% della popolazione di 18 anni e più. È uno degli aspetti trattati nel nuovo rapporto 2012 “Noi Italia: 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo”, attraverso il quale l'Istat offre un quadro d'insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano.
I dati elaborati evidenziano differenze regionali e fanno emergere situazioni contrapposte a livello territoriale. Infatti, le regioni del centro-nord si distinguono per un maggiore consumo di alcol (18% della popolazione di 14 anni e più), mentre nel mezzogiorno è più alta la concentrazione di persone obese (11,5% della popolazione di 18 anni e più). Nel complesso, fumo, alcol e obesità interessano soprattutto gli uomini in diverse fasce di età: a 25-34 anni i fumatori raggiungono la percentuale più elevata (39,7%), mentre il consumo di alcol a rischio è più diffuso tra gli anziani di 65-74 anni (47,4%). Le fumatrici raggiungono la percentuale più elevata nella fascia d’età 25-34 e 45-54 anni (24,4%), mentre il consumo di alcol a rischio si concentra nella fascia delle minorenni tra i 14-17 anni (14,3%). Infine, l’obesità aumenta dopo i 35 anni, sia per gli uomini sia per le donne, con differenze di genere a svantaggio degli uomini che si riducono notevolmente tra le persone anziane.
Molte delle malattie croniche che sono anche le principali cause di morte si possono prevenire adottando stili di vita salutari fin da giovani, promossi anche attraverso il programma dell’Organizzazione Mondiale della Sanità “Guadagnare salute”, adottato in Italia dal 2007.

Nessun voto ancora

Libro bianco: alcol e fumo trasgressioni in aumento tra i ragazzi

Dal Libro Bianco sulla salute di bambini e adolescenti presentato ieri all’Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma emergono dati che fanno pensare e discutere


La Stampa, 31/01/2012 - È stato presentato ieri nella Sala Consiglio - Presidenza Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma, il Libro Bianco “La salute dei bambini” – Stato di salute e qualità dell’assistenza della popolazione in età pediatrica nelle regioni italiane che presenta il rapporto sulla salute e l’assistenza di bambini e adolescenti in Italia.


Continua a leggere su LaStampa

Nessun voto ancora