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Tabacco è il termine con cui si fa riferimento ad un genere di piante a foglia corta appartenente alla famiglia delle Solanacee originarie del continente americano. Tuttavia il nome tabacco viene comunemente utilizzato riferendosi alle foglie raccolte ed essiccate di queste piante, con lo scopo di fumarle.

Il 12 ottobre 1492 Cristoforo Colombo approda sulla spiaggia di San Salvador. Gli indigeni gli offrono frutti, lance di legno e foglie di tabacco.

Nel 1518 Juan de Grijalva osserva l'usanza di fumare sigari da parte dei nativi dello Yucatan. Il primo testo che menziona il tabacco è la "Historia general y natural de las Indias," di Gonzalo Fernandez de Oviedo y Valdes. Nel 1556 Andre Thevet porta per la prima volta il tabacco in Francia dal Brasile. Nel 1559 viene coniato il termine "nicotina," per definire il tabacco stesso, in onore di Jean Nicot,...

I consumi di tabacco in Italia hanno conosciuto un inarrestabile incremento nel periodo che va dal 1900 al 1985 quando, per la prima volta, si è verificata una significativa riduzione delle vendite: il consumo pro capite annuale è passato da 1,82 Kg/persona nel 1985  a 1,62 nel 1990*.

I fumatori oggi sono il 26,2% della popolazione adulta, e si tratta del minimo storico da oltre mezzo secolo. In 5 anni, dal 2002 al 2006, i fumatori sono 2,5 milioni in meno. Di contro decresce l’età con cui si viene a contatto con questa sostanza e circa il 20% ha...

I più votati, tabacco

Uk: il divieto di fumare riduce il numero di fumatori adolescenti

Titolo originale e autori: Changes in smoking prevalence in 16-17 year old versus older adults following a rise in legal age of sale: findings from and English population study, in Addiction Aug 2010, in press -Fidler JA, West R.   Innalzare l’età per comprare le sigarette riduce il numero di adolescenti che iniziano a fumare. Lo dimostra una ricerca condotta dall’University College di Londra (UCL) e pubblicata sulla rivista Addiction. I ricercatori hanno analizzato l’entrata in vigore della legge britannica che innalzava l’età minima per l’acquisto delle sigarette dai 16 ai 18 anni, intervistando mensilmente circa 50 mila persone tra cui oltre 1000 ragazzi tra i 16 e i 17 anni. Le interviste, iniziate nell’ottobre del 2007 sono proseguite fino al 2009 e hanno dimostrato che il tasso dei fumatori nella fascia di età 16-17 anni era calato significativamente, scendendo dal 24% riscontrato prima dell’entrata in vigore della legge al 17% dei mesi successivi. Per i 18enni invece, il numero dei consumatori di tabacco era rimasto invariato. I dati mostrano che una politica di prevenzione contro il tabagismo può rivelarsi di importanza strategica. Gli esperti infatti sanno che in UK più dell’80% degli adolescenti comincia a fumare prima dei 19 anni e che metà dei fumatori a lungo termine morirà di cancro o di altre malattie ad esso legate. Fermare i giovani prima che prendano il vizio quindi, può ridurre significativamente il grande numero di decessi legati al fumo. “La nuova legge sembra aver aiutato soprattutto i gruppi di giovani a distoglierli dall’iniziare a fumare. È una buona notizia perché mostra che le politiche anti-tabacco funzionano e possono fare la differenza” afferma Jenny Fidler, prima firma dello studio, realizzato presso il Centro per la ricerca sul cancro dell’UCL. La prossima strategia per ridurre ulteriormente il numero dei fumatori, potrebbe essere quella di rimuovere le sigarette dai bancali dei negozi. “Fumare – ha detto un portavoce del Ministero della Salute britannico - è una tra le prime cause di morte evitabile eppure, ogni anno, provoca più di 80mila vittime”.

dronet

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Esperienza con le sigarette

Una volta ho fumato cinque sigarette contemporaneamente.

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L’intelligenza diminuisce con le sigarette. Più si fuma più si abbassa il Qi

di Adele Sarno

(La Repubblica-Salute) Le sigarette fanno male anche alle idee. Il quoziente intellettivo diminuisce quando si fuma molto. Questo almeno sostiene uno studio americano secondo il quale l'abitudine al fumo influenza negativamente il cervello. Stando ai risultati, i tabagisti raggiungono al massimo un valore di 98, mentre chi non ha il vizio 101

 

 

http://www.fastandup.com/dbimages/bocca_e_fumo%20bassa.jpgPipa, sigaro e sigarette. Le grandi scoperte portano spesso la firma di fumatori. Un esempio è il fisico statunitense Julius Robert Oppenheimer. Per le sue doti il governo degli Stati Uniti gli affidò il progetto Manhattan. Era il 1942 e costruì la prima bomba atomica, quella che fu lanciata su Hiroshima e Nagasaki. “Oggi la scienza ha conosciuto il peccato” commentò, e in quegli anni si faceva ritrarre da Life con una sigaretta in bocca. Eppure oggi, uno studio appena pubblicato mette in discussione l’intelligenza di chi dipende dal tabacco. Non solo perché sfida la sorte, mettendo in pericolo la propria salute, ma anche perché il quoziente intellettivo diminuisce quando si fuma molto.

 

Il legame tra Qi e sigarette è stato indagato da Mark Weiser del Sheba Medical Center di Tel Hashomer di New York e pubblicato sulla rivista Addiction. Gli esperti hanno coinvolto nell'indagine 20.211 reclute militari israeliane di 18 anni, il 58% delle quali fumava già al momento di entrare nell'esercito. Tutto il campione è stato sottoposto ai test standard per misurare il quoziente intellettivo ed è emerso che in media i non fumatori raggiungono un valore di 101, chi non riesce a lasciare il pacchetto di 98. E il dato varia anche in funzione del numero di sigarette fumate: da una a cinque bionde al dì il QI medio è di 94, per un pacchetto al giorno è di 90. Gli esperti hanno anche confrontato il livello d’intelligenza di coppie di fratelli di cui solo uno era fumatore, anche in questo caso è emerso un QI più basso per quello col vizio. “Un’ulteriore dimostrazione – scrivono i ricercatori – del fatto che anche con assoluta parità di background socio-economico e di istruzione, chi fuma ha QI più basso”. E aggiungono, non sono tanto le sigarette a mandare in fumo l'intelligenza, piuttosto è ipotizzabile che coloro che partono da un QI più basso (ma sempre nella norma) sono più propensi a prendere il vizio.



Insomma, stando ai risultati dell’analisi, i cervelli dei fumatori avrebbero potuto dare di più. E Paul McCartney, Albert Einstein, Barak Obama, Mark Twain, Pablo Picasso e tanti altri sarebbero stati una rara eccezione. Mentre le grandi menti dei non-fumatori sono quelle che detengono il primato: il presidente Usa Jimmy Carter, il regista Woody Allen, il genio della matematica Renato Caccioppoli, lo scrittore Daniel Pennac e il pittore Joan Miró. Ma anche gli italiani Rita Levi Montalcini e Umberto Veronesi. L’oncologo, in particolare, ha condotto una vera e propria battaglia contro i danni del fumo.



Intelligenza a parte, su rischi correlati al consumo di tabacco non si può discutere.
Per il tumore al polmone per esempio esiste un rapporto dose-effetto, e questo vale anche per il fumo passivo. Ciò significa che più si è fumato, o più fumo si è respirato nella vita, maggiore è la probabilità di ammalarsi. È stato dimostrato, secondo l’Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro), che un uomo dell'età di 35 anni, che fuma 25 o più sigarette al giorno, ha un rischio di morire di cancro del polmone prima dei 75 anni pari al 13 per cento.



E le probabilità aumentano in relazione al numero di sigarette fumate in modo proporzionale diretto (più sono, più sale il rischio), all’età di inizio dell'abitudine al fumo (più si è giovani, più rischi si corrono), all’assenza di filtro nelle sigarette (i prodotti della combustione, come i catrami, contribuiscono in modo rilevante alla patologia). Tuttavia, nei soggetti che smettono di fumare il rischio si riduce nel corso dei 10-15 anni successivi, fino a eguagliare quello di chi non ha mai fumato, se si riesce a smettere per tempo.

(Febbraio 25, 2010)

 

 

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Smettere di fumare migliora la virilità


  Fonte: American Journal of Preventive Medicine
Titolo originale e autori: Smoking-Cessation and Adherence Intervention Among Chinese Patients with Erectile Dysfunction, Am. Journ. Prev. Med., Set 2010, 39(3), 251-258-Chan SSC , Leung DYP, Abdullah ASM, et Al. 
Potrebbe diventare lo spunto per un’efficace campagna di sensibilizzazione: smettere di fumare raddoppia la virilità. Lo ha dimostrato uno studio durato tre anni presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Hong Kong e pubblicato sulla rivista American Journal of Preventive Medicine, dal quale è emerso che oltre la metà di coloro che smettevano di fumare constatava un miglioramento della propria disfunzione erettile. Tra il 2004 e il 2007 oltre 700 pazienti cinesi, fumatori e affetti da disfunzione erettile, sono stati analizzati per capire se senza le sigarette sarebbe migliorata la loro situazione clinica. I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi. I primi due venivano sottoposti o ad un breve colloquio individuale di 15 minuti per indurli a smettere oppure ad 1 settimana di trattamento (Nicotine Replacement Programm) con farmaci sostitutivi della nicotina. Il terzo gruppo, quello di controllo, riceveva semplicemente una serie di consigli per smettere.
I risultati hanno dimostrato che il 53% di coloro che avevano smesso di fumare, dopo sei mesi, assisteva ad un miglioramento della propria disfunzione erettile contro il 28% di coloro che avevano continuato a fumare. I fumatori con disfunzioni erettili che smettono di fumare, quindi, hanno il 90% di possibilità di recupero. La ricerca ha mostrato inoltre che il semplice consiglio a voce non è efficace come il programma di sostituzione della nicotina (NRT).

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Aiuto Tabacco!!!

sono uno ragazzo non italiano inizialmente colpito dal vostro sito e credo che spazi così generici sono utili per raccontare delle nostre esperienze della vita.
adesso abito alle sieci un paesino vicino a firenze ma del tempo mi ritrovavo a bologna e con degli amici non italiani del mio paESE FESTEGGIAVAMO IL COMPLEANNO DI UNO DI NOI. AD UN CERTO PUNTO UN RAGAZZO MI HA OFFERTO UNA SIGARETTA. MI ERA GIA0 SUCCESSO ALTRE VOLTE MA QUELLA VOLTA NON RIRUSCITO A DIRE NO. MA QUESTO TUTTA LA SERA E ANCHE IL GIORNO DOPO. ADESSO SONO TANTI GIORNI E MESI ED IO MI SONO TRASFERITO ALLE SIECI. HO ANCHE CAMBIATO NUMERO DI TELEFNO ma lui contnua a chiamare e io non so più come fare a chi chiedere. a chi chiedre auto? sono passati 1 anno  quasi.  lui continua  a chiamare e chiede. forse pensa che sia una spacciatrote vuole qualcosa in ricambio. non ho mai fumato e non mi era mai successo che uno italiano mi chiamava così tanto. volevo chedere al vostro aiuto se devo accettare la sua risposta. non ho mai fumato niente. lui vuole farmi fumare. perche'? rispondere al suo telefono e chiaro non lo devo fareé?se lui vuole continuare a chiedere mi delude. come posso spiegare una cosa?sono stanco e deluso egli atteggiamenti dlel vosro paese che credo anche il mio paese. grazie del tempo che vi faccio perede,
ciao

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Sigarette elettroniche: fumare per finta, smettere per davvero

 

L'inchiesta su Il Salvagente da oggi in edicola e in vendita anche nel negozio on line.A colpo d’occhio sembra una comune sigaretta. Ma al tatto la plastica si nota.La tirata è diversa, più potente. E il gusto fresco e leggero ricorda il narghilè.Eppure, “svapare” una sigaretta elettronica, come si dice in gergo, ed emettere una nuvola di finto-fumo dà soddisfazione. Sembra quasi di fumare. In chi ha tentato più volte di chiudere con il fumo scatta la speranza: e se fosse la volta buona? L’inchiestaA cercare di scoprirlo sono in molti, soprattutto i fumatori cronici, quarantenni, reduci da diversi tentativi di smettere.Dai primi costosi esemplari di tre anni fa l’offerta è cresciuta in modo esponenziale: farmacie e tabaccherie hanno diversi modelli a prezzi accessibili. E in rete lo smercio di cartucce è fuori controllo. A scarseggiare è l’informazione. Sia sulla reale utilità delle sigarette elettroniche, sia sulla sicurezza dei liquidi inalati. E proprio a questi strumenti è dedicata una accurata inchiesta del prossimo numero del Salvagente in edicola questa settimana. Utili?Se davvero siano in grado di sconfiggere la dipendenza dal fumo è presto per dirlo. Sull’efficacia delle sigarette elettroniche mancano dati, almeno fino a settembre, quando sono attesi i risultati dei due studi avviati in Italia: il primo dal centro antifumo dell’Università di Catania, l’altro più recentemente dallo Ieo di Milano. Un assaggio “ufficioso” intanto viene dallo studio pilota (senza placebo) già concluso a Catania, dove su 40 fumatori 16 (il 40%) hanno dimezzato le sigarette giornaliere e altri 9 le hanno tagliate dell’80%, scendendo da 25 a 4 “bionde” al giorno. Tossiche?Utili per osservare gli effetti collaterali durante l’uso, questi studi non sono però adeguati a una valutazione tossicologica nel medio e lungo termine. E proprio l’eventuale tossicità dei liquidi inalati fa paura e alimenta da tre anni una guerra strisciante tra autorità sanitarie nazionali e produttori. Un braccio di ferro sterile, che non riesce a fissare regole, ma non accenna a terminare.Il primo attacco l’ha sferrato la Fda. L’Agenzia che negli Stati Uniti vigila sulla sicurezza sanitaria (cibo e farmaci) nel 2009 ha dichiarato di avere rilevato la presenza di sostanze cancerogene (nitrosammine) e molecole chimiche tossiche (glicole dietilene, usato come antigelo) nelle e-cig analizzate.Soltanto più tardi è emerso che l’antigelo era in tracce non tossiche (e assenti nel vapore) in un solo campione su 18, e che le nitrosammine erano presenti in quantità pari a quella dei cerotti antifumo (tra lo 0,07 e lo 0,2% di quelle delle sigarette tradizionali). Ad aprile 2011, persa la causa intentata dai produttori, la Fda ha concluso che la e-cig non è un farmaco e che lavorerà per stabilire una regolamentazione ad hoc.Corto circuitoSulla scia della Fda, a novembre 2010 anche un rappresentante dell’Organizzazione mondiale della sanità (Eduardo Bianco) ha dichiarato che le e-cig sono dannose alla strategia antifumo dell’Oms e che contengono sostanze nocive. Un nuovo attacco arriva ora in Europa, dove l’Afssaps, l’Agenzia francese per la sicurezza sanitaria, “raccomanda di non consumare sigarette elettroniche”, perché quando contengono nicotina sono equiparabili ai farmaci, ma non possono essere vendute in farmacia perché prive dell’autorizzazione. Un corto cirtuito.  Il ministero non fa nullaIn Italia la linea del ministero della Salute sembra “non fare nulla per non sbagliare”. Tra le aziende interpellate da Il Salvagente, soltanto le due coinvolte negli esperimenti (“Categoria” a Catania e “T-fumo” a Milano) dichiarano di essere state invitate dal ministero a produrre i certificati di purezza degli ingredienti. In assenza di obblighi, il resto del mercato lavora come crede. C’è chi esibisce i certificati del produttore cinese e chi mostra quelli di università italiane (nei quali la determinazione degli ingredienti rilevati termina con un 5% di “altre sostanze” non meglio specificate). Stessa anarchia sulle confezioni: su alcuni prodotti c’è chi elenca gli ingredienti e chi tace. Nel 2008 il senatore del Pd  Ignazio Marino ha proposto un disegno di legge per regolamentare il settore, ma il collega del Pdl  Luigi D’Ambrosio Lettieri ha presentato un emendamento per azzerare l’idea. Da un anno il provvedimento giace in Senato, avvolto da una nuvola di finto fumo.

Marta Strinati, http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Sigarette+elettroniche%3A+fumare+per+finta%2C+smettere+per+davvero&idSezione=11277

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USA, New York City

Entra in vigore il provvedimento che vieta ai cittadini di New York di fumare in oltre 1.700 parchi pubblici, nei 22 chilometri di spiagge della città, nelle piazze pedonali come Time Square e sui pontili di legno di Brighton Beach
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Fumo, la prima sigaretta a 15 anni

In 4 casi su 10 si inizia addirittura prima. Decisivo l'esempio di amici e parenti

 

La Stampa - ROMA -Partirà domani dal Lazio la seconda edizione di “Alessio e Sara in tour per la prevenzione al fumo minorile!”, la campagna itinerante realizzata dal Moige (Movimento genitori, con il patrocinio scientifico della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale), che già lo scorso anno ha portato in 6 regioni italiane il suo programma di sensibilizzazione e informazione per la lotta al fumo minorile.

I dati più recenti a disposizione sono quelli dell’indagine condotta dalla Doxa per l’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui in Italia, nel 2010, fuma il 21,7% delle persone di 15 anni e più, corrispondenti a circa 11,1 milioni di cittadini italiani. Di questi, il 23,9% sono uomini (5,9 milioni) e il 19,7% donne (5,2 milioni). L’età media in cui i giovanissimi di età compresa tra 15 e 24 anni iniziano a fumare è 15 anni, sebbene oltre il 34 % dei ragazzi intervistati ha dichiarato di aver iniziato prima, mentre il 50 % nella fascia di età 15 - 17 anni.

I dati sono allarmanti, indicando che più di 8 giovani su 10 (85.3 %) under 24 iniziano a fumare prima del diciottesimo anno di età. Grave anche la quantità di sigarette consumate: quasi il 13 % dei minorenni ne fuma meno di 15 al giorno, mentre il 7.9 % si spinge fino a 24 e c’e' un 1.3 % che consuma oltre le 25 sigarette giornaliere.

Interessanti i dati sulle ragioni che spingono i minori ad avvicinarsi al fumo: 7 intervistati su 10 (73%) appartenenti alla classe di età 15 - 24 anni hanno dichiarato che la principale motivazione per cui hanno iniziato a fumare è stata l’influenza esercitata dagli amici o il fatto che i propri amici già fumavano. Anche gli atteggiamenti assunti dalle famiglie e dagli operatori del settore incidono negativamente sulla cattiva abitudine al fumo dei minori. Nel 47 % dei casi, nelle abitazioni italiane, i ragazzi possono fumare dove vogliono senza alcuna restrizione, mentre solo nel 16 % dei casi non hanno il permesso di fumare in casa. Inoltre, 8 adulti su 10 (83 %) hanno dichiarato di non aver mai visto un tabaccaio rifiutarsi di vendere le sigarette a un minore di 16 anni o chiedere un documento per verificare l’età.

 

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I cinesi e le sigarette

  • Sono falliti gli impegni presi con l'OMS per la riduzione del fumo
  • La Cina non solo è il primo produttore al mondo di sigarette, ma anche il primo consumatore, con un’approssimazione di 300 milioni di fumatori attivi
 

  IlPost - Nell’ormai lontano 2006, una Cina con pochissime remore a guadagnare peso nell’orizzonte internazionale in vari campi aveva deciso di sbilanciarsi in una, tra le tante, promessa molto ambiziosa: davanti all’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva deciso di firmare il protocollo internazionale per il controllo del tabacco, impegnandosi ad un drastico giro di vite contro la diffusione esponenziale delle sigarette. Tra le varie misure previste giganteggiavano riduzioni sensibili delle pubblicità di sigarette e divieti ferrei in luoghi pubblici, posti di lavoro e mezzi pubblici.
La scorsa domenica, 10 gennaio, è scaduto il termine del patto con l’OMS, e la Repubblica Popolare è stata costretta a tirare una riga e fare bilanci che, realisticamente, si posizionano nella scala di valori tra l’insufficiente ed il pessimo.

La Cina non solo è il primo produttore al mondo di sigarette, ma anche il primo consumatore, con un’approssimazione di 300 milioni di fumatori attivi. Le previsioni del “Tobacco control and China’s future”, documento stilato da 60 esperti di controllo del tabacco sia cinesi che stranieri, prevede che, se la tendenza non verrà invertita, nel solo 2030 moriranno intorno ai 3,5 milioni di persone per malattie legate al fumo.

Questa nuova campagna pubblica non ha purtroppo sortito lo stesso effetto che altre iniziative correttive avevano, almeno superficialmente, saputo ottenere. Per chi ha frequentato la Cina negli ultimi anni, non sarà difficile ammettere una sensibile diminuzione di cittadini metropolitani in giro per le città in pigiama – pittoresca caratteristica dagli indubbi risvolti di comodità e praticità – fino allo sforzo di limitare al minimo indispensabile gli sputi, tradizione che affonda le radici nell’antica saggezza popolare del “meglio fuori che dentro”.

 

 

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ITALIA - Legge anti-fumo. Fumatori: dopo sei anni non calano

Aduc Droghe - La legge 3/2003 "Tutela della salute dei non fumatori", ribattezzata come 'legge anti-fumo' e voluta dall'allora ministro della Salute Girolamo Sirchia, compie sei anni e vanta risultati importanti: sono calate significativamente (-12%) le vendite di sigarette, anche se il numero dei fumatori si mantiene sostanzialmente stabile oscillando tra il 22% e il 23%. A tracciare un bilancio degli effetti della legge e' il ministero della Salute sul suo sito www.ministerosalute.it. 'A sei anni dall'entrata in vigore della legge - rileva il ministero - è ancora efficace la protezione dei non fumatori dall'esposizione al fumo passivo, ma occorre mantenere e migliorare i risultati conseguiti, tenuto conto di segnali di allerta per quanto riguarda la prevalenza dei fumatori'. I risultati dell'anno appena trascorso, e' il bilancio del dicastero, 'se da un lato sono incoraggianti, dall'altro mostrano quanto ci sia ancora da fare e sia necessario mantenere alta l'attenzione di istituzioni, mezzi di comunicazione e cittadini sull'epidemia' di tabagismo, secondo la definizione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità'.

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Vietare, che passione

Bruxelles sa cos’è meglio per te

 

Revue Politika, Brno, attraverso Presseurop.eu-  La Commissione europea vuole estendere il divieto di fumare a tutti i luoghi pubblici dei paesi membri. Un altro segno della sua presunzione di poter stabilire cos’è giusto o sbagliato per i cittadini dell’Unione, che cominciano a essere stanchi di queste ingerenze.
 
 
Tomáš Břicháček

La Commissione europea si prepara a presentare l'anno prossimo delle proposte dirette ad allargare e rafforzare in modo drastico la legislazione europea contro i fumatori. Fra le misure ci sarebbe l’introduzione del pacchetto di sigarette unico, sul quale figurerebbero soprattutto messaggi di avvertimento accompagnati da immagini forti. Ma la proposta più importante è probabilmente il divieto di fumare in tutti i luoghi pubblici, in particolare nei ristoranti, nei bar o alle fermate dei mezzi pubblici.

 

Si dice spesso che la storia si ripete. Allo stesso modo alcuni ideologi dogmatici continuano ostinatamente a cercare di utilizzare il potere statale per rieducare la popolazione, imponendo loro una personale concezione del "bene" e del "progresso".

 Fra questi progressisti ci sono i militanti anti-tabacco, che negli ultimi anni sono riusciti a imporre un irrigidimento della legislazione contro il fumo nella maggior parte dei paesi occidentale. Essi approfittano di un fenomeno oggi quasi generalizzato nella civiltà occidentale: il passaggio verso un tipo di stato paternalista e l'espansione di una cultura ostile a qualunque rischio. Due tendenze che si rafforzano reciprocamente.

 Lo stato sta diventando una sorta di seconda madre, che garantisce protezione e sicurezza ai cittadini in tutte le loro attività. La gente continua a delegare e pensa che qualcun altro debba pagare per tutte le cattive decisioni che ha preso. Non deve quindi stupire che il tabacco e l'alcol siano diventati corpi estranei da eliminare a ogni costo.

 Di conseguenza una regolamentazione ragionevole, basata soprattutto sul divieto di vendita ai minori, le restrizioni alla pubblicità e la tassazione elevata, sembra diventata insufficiente. Ormai questi messia autoproclamati non esitano a occuparsi di questioni che interessano la vita privata, come il rapporto fra un ristoratore e i suoi clienti; vogliono sostituirsi al ragionamento economico dell'imprenditore, alla sua libertà di organizzare liberamente la propria attività economica.

Ingegneria sociale

Può sembrare strano che la regolamentazione sul tabagismo entri nelle competenze dell'Ue. Eppure è così: i prodotti del tabacco sono merci e conformemente al principio di libera circolazione delle merci, il diritto del mercato interno ha potuto essere applicato sulla loro regolamentazione (si veda in particolare l'articolo 114 del Tfue, Trattato sul funzionamento dell'Unione europea). Alcune direttive armonizzano le regole relative alla composizione e all'etichettatura dei prodotti del tabacco, alla pubblicità e alle sponsorizzazioni. Altre direttive, che si inseriscono nel campo della libera prestazione di servizi e nella libera scelta di domicilio, hanno completamente vietato la pubblicità sul tabacco sui media radiotelevisivi. Nel quadro della Politica agricola comune altre regole sono state introdotte sulla coltivazione del tabacco e sulle sovvenzioni europee.

 Ci sono argomenti molto convincenti per giustificare la regolamentazione europea. Come per esempio nel caso dell'armonizzazione delle leggi sulla composizione delle sigarette e sulla fiscalità indiretta a cui sono soggette. Questa armonizzazione può in effetti essere necessaria dal punto di vista della libera circolazione delle merci. Ma altre regolamentazioni, come quella sulla pubblicità, sulle attività di sponsor o sul fumo sul luogo di lavoro sono più discutibili, perché il legame con il mercato interno è molto più esile. Vi sono poi dei casi in cui l'intervento di Bruxelles è decisamente criticabile, per esempio quando si tratta di vietare il fumo nei ristoranti, alle fermate dei mezzi pubblici e negli altri "luoghi pubblici". Anche negli Stati Uniti questo argomento è trattato a livello degli stati federali.

 Nel Libro verde del 2007 "Verso un'Europa senza fumo", la Commissione europea ha giustificato la competenza dell'Ue a disciplinare questa materia affermando che un regime unico permetterebbe di avere "un livello elementare di protezione contro i rischi da esposizione al fumo passivo, che sarebbe simile e trasparente in tutti gli stati membri".

 I progetti di ingegneria sociale che andavano contro la libertà hanno avuto spesso risultati diversi da quelli previsti, e si sono conclusi in genere modo disastroso. Probabilmente sarà così anche per la repressione dell'Ue contro i fumatori, che rappresentano quasi un terzo della popolazione adulta degli stati membri. In fin dei conti il tabacco potrebbe diventare, e non solo per i fumatori, un simbolo di resistenza a un potere troppo esteso e paternalistico, e contro l'inarrestabile mania regolamentatrice dell'Ue. (traduzione di Andrea De Ritis)

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medicamenti e droghe – cocktails pericolosi

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L’uso combinato di medicine e droghe può risultare nocivo e pericoloso per la salute.

Sia i medicamenti che le droghe hanno effetti a livello cerebrale e vengono scomposti nel fegato. È per questo motivo che l’uso combinato di medicamenti e droghe può avere ripercussioni sull’efficacia della cura. Il corpo non è in grado di distinguere tra medicina o droga. Nel caso in cui si assuma un medicamento e una droga che hanno entrambi effetti sul cervello, c’è il pericolo che portino ad un’intensificazione o un indebolimento del medicamento. Questa interferenza delle droghe sui medicamenti può inevitabilmente influire sul tuo stato di salute e risulta spesso un cocktail pericoloso.

Il fegato scompone le sostanze di cui sono formati medicamenti e droghe. Queste sostanze lasciano il corpo attraverso urine e feci. Visto che il fegato è in grado di scomporre una sola sostanza alla volta, c’è il rischio che, qualora più sostanze vengono assunte, altre sostanze non vengano scomposte rimanendo troppo a lungo nel corpo. Talvolta succede invece che il fegato risponde a tale sovraccarico scomponendo le sostanze in modo troppo veloce. Alcune delle sostanze presenti nei medicamenti possano quindi essere espulse prima che abbiano il tempo d’agire.

Qualora prendessi dei medicamenti, chiedi al tuo medico curante quali possono essere gli effetti se assunti con sostanze stupefacenti. Non dimenticare che il tuo medico è tenuto al segreto professionale!  

Antiepilettici

L’epilessia è una malattia che si manifesta sotto forma di convulsioni. Tali convulsioni sono originate da un improvviso e temporaneo disturbo dell’attività elettrica del cervello. La maggior parte degli individui affetti da epilessia viene curata per mezzo di medicamenti. I trattamenti farmacologici utilizzati per la cura di tale affezione durano anni e, in alcuni casi, possono protrarsi per tutta la durata della vita. I medicamenti antiepilettici non possono tuttavia guarire questa malattia.

Antiepilettici e alcol

Sia l’alcol che i medicamenti antiepilettici sono scomposti nel fegato. L’assunzione sporadica di alcol può portare a una momentanea riduzione della funzionalità epatica, facendo sì che le sostanze attive degli antiepilettici rimangano troppo a lungo in circolo nel corpo. Ciò porta ad un’intensificazione degli effetti del medicamento a livello del sistema nervoso centrale.

Un consumo eccessivo di alcol porta il fegato a un sovraccarico funzionale causando una scomposizione troppo rapida delle sostanze attive degli antiepilettici, riducendone così l’efficacia farmacologica. L’abuso di alcol può quindi favorire il verificarsi di attacchi epilettici.

Antiepilettici e cocaina

È altamente sconsigliato fare uso di cocaina per pazienti affetti da epilessia. La cocaina ha un effetto attivante sul cervello, mentre gli antiepilettici hanno un effetto contrario. Tale sostanza può quindi essere la causa del verificarsi attacchi epilettici ed il suo uso è quindi da evitare

Antiepilettici e eroina

L’eroina ha gli stessi effetti attenuanti sul sistema nervoso centrale degli antiepilettici. Un’intensificazione di tali effetti può causare gravi disturbi soprattutto a livello di pressione sanguigna nonché portare a problemi respiratori.

Antiepilettici e canapa

Sia i medicamenti antiepilettici che la canapa hanno impatto sul sistema nervoso centrale. Nel XIX secolo si pensava che la canapa avesse proprietà antiepilettiche. Le ricerche a riguardo non hanno ancora portato a risultati soddisfacenti in grado di sostenere questa tesi.

Antiepilettici e ecstasy

Il consumo di ecstasy può avere gravi conseguenze su soggetti epilettici. L’ecstasy ha infatti l’effetto contrario degli antiepilettici in quanto favorisce la stimolazione cerebrale. È di conseguenza sconsigliabile l’uso di tale droga con medicamenti antiepilettici.

Antiepilettici e speed

Lo stesso discorso fatto per l’ecstasy vale per lo speed. Anche in questo caso, il consumo di speed è da evitare in soggetti affetti da tale malattia.

Antiepilettici e GHB

L’uso di GHB può aumentare l’incidenza di attacchi epilettici in quanto, come l’ecstasy e lo speed, agisce sul sistema nervoso centrale. L’uso di questa droga è quindi sconsigliato in caso di epilessia.

 

Antidepressivi

Una depressione è uno stato di tristezza marcata che può persistere a lungo e che può avere ripercussioni sulla conduzione della vita quotidiana. Gli antidepressivi sono medicamenti che riducono i disturbi causati da uno stato depressivo. La serotonina è una sostanza prodotta dal cervello che ha un ruolo chiave nel controllo delle emozioni, in particolar modo della tristezza. Una delle cause più ricorrenti di una depressione è un livello troppo basso di serotonina nel cervello. I medicamenti antidepressivi agiscono sul livello di serotonina facendolo aumentare. Tra gli antidepressivi più famosi si possono citare gli antidepressivi triciclici che agiscono sul livello di serotonina e gli antidepressivi anti-MAO che intervengono nel controllo della quantità di serotonina e noradrenalina.

Gli antidepressivi sono disponibili in commercio a partire dall’inizio degli anni sessanta. Da allora, la psicofarmacologia ha abbandonato le corsie dei cosiddetti “manicomi” e la chimica per la mente non è più solo appannaggio degli hippies , dei bohémiens e dei tossicodipendenti.

Antidepressivi e alcol

L’uso combinato di antidepressivi e alcol può portare a disturbi di tipo comportamentale. Gli antidepressivi dell’ultima generazione non sembrano tuttavia presentare tali effetti collaterali in combinazione con l’alcol.

Antidepressivi e cocaina

La cocaina blocca il rilascio di serotonina, dopamina e noradrenalina nel cervello. Si possono verificare inoltre un innalzamento della pressione sanguigna nonché un aumento della frequenza cardiaca. Gli antidepressivi anti-MAO hanno lo stesso effetto. L’uso combinato di cocaina e antidepressivi può causare un pericoloso innalzamento della pressione sanguigna e disfunzioni cardiache che possono essere letali, si possono infatti verificare stati di incoscienza che possono portare alla morte.

Antidepressivi ed eroina

L’uso combinato di antidepressivi e eroina è sconsigliato in quanto le sostanze attive presenti nei medicamenti antidepressivi intensificano gli effetti dell’eroina con conseguenze che vanno dalla perdita di conoscenza, al coma, ai problemi respiratori e persino alla morte.

Antidepressivi e canapa

L’uso di canapa durante una cura con antidepressivi può avere varie conseguenze che cambiano da soggetto a soggetto. Alcuni parlano infatti di un indebolimento dell’efficacia degli antidepressivi, altri invece di un’intensificazione. Non si è ancora in grado tuttavia di dare un quadro preciso degli effetti che si hanno dall’uso combinato di canapa e antidepressivi.

Antidepressivi e ecstasy

Nell’uso combinato di antidepressivi ed ecstasy si corre il rischio di avere livelli di serotonina troppo alti. Questo può causare un avvelenamento da serotonina che ha pericolose ripercussioni sul corpo tra cui perdita di conoscenza, formazione di coaguli nel sangue e aritmia. A sua volta questo genere di affezione può portare ad infarti cardiaci e cerebrali. Inoltre, gli antidepressivi possono rallentare la scomposizione dell’ecstasy nel fegato. Nei casi in cui vengano ingerite più pillole di ecstasy, si possono verificare delle overdose.

Antidepressivi e speed

L’uso combinato di antidepressivi e speed può essere estremamente pericoloso. Come per l’ecstasy si corre il rischio di avere livelli di serotonina troppo alti. Questo può causare un avvelenamento da serotonina che ha pericolose ripercussioni sul corpo tra cui perdita di conoscenza, formazione di coaguli nel sangue e aritmia. A sua volta questo genere di disturbo può portare ad infarti cardiaci e cerebrali. Inoltre gli antidepressivi possono rallentare la scomposizione dello speed nel fegato. Nell’eventualità in cui vengano prese quantità ingenti di speed si possono verificare casi di overdose.

Antidepressivi e GHB

Purtroppo sono poche le conoscenze che si hanno sull’interazione di queste due sostanze.

 

Pillola anticoncezionale

La pillola anticoncezionale o contraccettiva (comunemente chiamata “pillola”) è un medicamento ormonale che permette di evitare la gravidanza. Tra le tecniche anticoncezionali, la pillola è attualmente considerato il metodo più sicuro anche se non ti protegge dall’AIDS o da altre malattie sessualmente trasmissibili.

Pillola anticoncezionale e alcol

Non c’è nessuna interazione tra alcol e pillola. Solo nei casi di abuso eccessivo di alcol si possono verificare interferenze sull’efficacia della pillola.

Pillola anticoncezionale e cocaina

Non sono conosciute interazioni tra cocaina e pillola anticoncezionale.

Pillola anticoncezionale e eroina

L’eroina può diminuire la peristalsi dell’intestino e di conseguenza far variare la quantità di anticoncezionale nel corpo. La pillola può inoltre rallentare la funzionalità del fegato facendo sì che l’eroina resti più a lungo nel corpo. In entrambi i casi, tuttavia, le conseguenze non sono da considerare pericolose.

Pillola anticoncezionale e canapa

La canapa agisce sul fegato rallentandone la funzionalità. Questo può portare ad avere una quantità alta di estrogeni nel corpo (l’ormone di cui è composta la pillola concezionale).

 

Viagra

Il Viagra un medicamento indicato per trattare problemi di erezione (impotenza). È disponibile sul mercato dal 1998. Il principio attivo del Viagra è il citrato di sildenafil, preparato nella forma di pastiglie blu a forma di rombo con punte arrotondate. Il Viagra non è una droga ricreativa. Al contrario è un potente medicamento che deve essere consumato solo su prescrizione medica.

Viagra e poppers, cocaina, LSD, ecstasy

In certi ambienti, il Viagra sta diventando una droga ricreativa spesso associata con altre sostanze come poppers, cocaina, LSD e ecstasy. L’uso combinato di queste sostanze comporta forti abbassamenti di pressione che possono portare a uno stato di choc e addirittura provocare la morte.

 

Sonniferi

I sonniferi sono medicamenti impiegati per curare i disturbi del sonno. I più diffusi sono le benzodiazepine. Questi farmaci non andrebbero consumati più di 4 volte alla settimana perché esiste una tolleranza e una dipendenza rapida a questo genere di prodotti.

Sonniferi e alcol

L’uso combinato di alcol e sonniferi può portare a un’intensificazione degli effetti dei sonniferi per due ragioni. Innanzitutto, entrambe queste sostanze vengono scomposte nel fegato. L’alcol può ridurre la funzionalità del fegato facendo sì che le sostanze attive dei sonniferi restino nel corpo più a lungo. In secondo luogo, sia l’alcol che i sonniferi agiscono sulla stessa area del cervello e possono di conseguenza intensificare l’effetto a vicenda.

L’intensificazione degli effetti di alcol e sonniferi non è priva di conseguenze. Oltre a problemi di orientamento, stanchezza e senso generale di letargia, si possono verificare problemi respiratori e, talvolta, il coma.

Sonniferi e cocaina

La cocaina ha un effetto attivante sul corpo. La pressione sanguigna aumenta, le pupille si dilatano e il cuore aumenta la frequenza del battito. I sonniferi hanno l’effetto opposto e portano il corpo a uno stato di calma generale. È di conseguenza illogico combinare queste due sostanze.

Sonniferi e eroina

L’uso combinato di oppiacei (eroina, morfina) e benzodiazepine può avere conseguenze mortali. Entrambe queste sostanze hanno un effetto calmante sul sistema nervoso centrale e in combinazione intensificano l’effetto di una o dell’altra sostanza. Questo può causare un drastico rialzo della pressione sanguigna e dei problemi respiratori.

Sonniferi e canapa

La canapa rafforza l’effetto dei sonniferi. L’uso combinato di queste sostanze può causare perdite della memoria e stati di incoscienza.

Sonniferi e ecstasy

L’ecstasy attiva il corpo, la pressione sanguigna aumenta, le pupille si dilatano e il cuore aumenta la frequenza del battito. I sonniferi hanno un effetto calmante. L’uso di queste due sostanze in combinazione è da evitare.

Sonniferi e speed

Lo speedattiva il corpo la pressione sanguigna aumenta, le pupille si dilatano e il cuore aumenta la frequenza del battito. I sonniferi hanno un effetto calmante. L’uso di queste due sostanze in combinazione è da evitare.

Sonniferi e GHB

Entrambe queste sostanze hanno un effetto calmante sul corpo. L’uso combinato di sonniferi con GHB può portare ad un sonno lungo e profondo.

 

http://www.danno.ch/danno/medicamenti_droghe.htm

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