Informazioni, esperienze e notizie sulle sostanze psicoattive. Pubblica anche tu.

Domande agli Operatori

Cerca nell'archivio di 24549 risposte, o fai una nuova domanda, anche in forma anonima.

Scrivi una domanda e clicca su Invia (max. 250 caratteri).
  • Un nostro Operatore autorizzato (vedi chi siamo) risponderà presto alla tua domanda.
  • Il tempo di risposta potrebbe variare a seconda della difficoltà del quesito.
  • La domanda sarà nascosta a tutti finché non verrà pubblicata assieme alla risposta.
  • Una volta pubblicata, la risposta sarà leggibile a tutti nell'archivio. Se preferisci una risposta privata, usa il modulo di contatto.
Facoltativo: inserisci il tuo indirizzo email se vuoi ricevere un avviso quando verrà pubblicata la risposta.
Type the characters you see in this picture. (verifica con audio)
Inserisci il testo che vedi nell'immagine qui sopra. Se non riesci a leggerli, invia il modulo e una nuova immagine sarà generata. È indifferente a maiuscole e minuscole.
Annulla
Cliccando su Invia autorizzi il trattamento dei tuoi dati personali solo ed esclusivamente per rendere possibile questo servizio, secondo la policy del sito. Tali dati sono strettamente confidenziali e non saranno divulgati in alcun modo.
Mostra: tutti i tipi | articoli | esperienze | siti segnalati | immagini | videoOrdina per: data | punteggio

Tabacco è il termine con cui si fa riferimento ad un genere di piante a foglia corta appartenente alla famiglia delle Solanacee originarie del continente americano. Tuttavia il nome tabacco viene comunemente utilizzato riferendosi alle foglie raccolte ed essiccate di queste piante, con lo scopo di fumarle.

Il 12 ottobre 1492 Cristoforo Colombo approda sulla spiaggia di San Salvador. Gli indigeni gli offrono frutti, lance di legno e foglie di tabacco.

Nel 1518 Juan de Grijalva osserva l'usanza di fumare sigari da parte dei nativi dello Yucatan. Il primo testo che menziona il tabacco è la "Historia general y natural de las Indias," di Gonzalo Fernandez de Oviedo y Valdes. Nel 1556 Andre Thevet porta per la prima volta il tabacco in Francia dal Brasile. Nel 1559 viene coniato il termine "nicotina," per definire il tabacco stesso, in onore di Jean Nicot,...

I consumi di tabacco in Italia hanno conosciuto un inarrestabile incremento nel periodo che va dal 1900 al 1985 quando, per la prima volta, si è verificata una significativa riduzione delle vendite: il consumo pro capite annuale è passato da 1,82 Kg/persona nel 1985  a 1,62 nel 1990*.

I fumatori oggi sono il 26,2% della popolazione adulta, e si tratta del minimo storico da oltre mezzo secolo. In 5 anni, dal 2002 al 2006, i fumatori sono 2,5 milioni in meno. Di contro decresce l’età con cui si viene a contatto con questa sostanza e circa il 20% ha...

I più votati, tabacco

Philip Morris batte New York City: "Niente più pubblicità anti fumo"

 

Philip Morris, gigante del tabacco americano, ha annunciato di aver ottenuto dalla giustizia l'annullamento delle misure prese dalla città di New York che imponevano ai commercianti di esporre nei loro esercizi pubblicità anti fumo. Per vincere la causa, il produttore delle Marlboro si era alleato con altri produttori di sigarette nonche' con associazioni di commercianti e stazioni di servizio.

Tabacco, Philip Morris batte Ny

Il tribunale federale del distretto sud di New York ha dato loro ragione decretando che questo tipo di pubblicità è regolato a livello federale e non locale. ''Questa decisione non riguarda la comunicazione sugli effetti delle sigarette - ha detto un responsabile di Philip Morris - Abbiamo portato avanti quest'azione perché la decisione della municipalità non rispetta il mandato del congresso al governo federale di regolare il contenuto delle pubblicità delle sigarette''.

Punteggio: 1.5 (2 voti)

Effetti collaterali del fumo: "le sigarette fanno male al pc"

Due utenti americani si sono visti negare l'assistenza perché tenevano il loro computer in stanza pregne di fumo. "Così la garanzia decade"OAS_RICH('Left');

 

 

"Le sigarette fanno male al pc" E la Apple nega la riparazione

ROMA - Che il fumo passivo faccia male è un fatto acclarato. Che metta ko anche i computer francamente spiazza un po'. Proprio così: stando a quanto riferisce The consumerist, un sito statunitense di tutela dei consumatori, ci sono due casi in cui la richiesta di assistenza in garanzia da parte di proprietari di computer è stata negata con una motivazione quantomeno bizzarra: "Contaminazione da fumo". Sembra uno scherzo ma è tutto vero e l'azienda in questione non è catena di assemblatori locali, ma quella più cool e innovativa del panorama tecnologico: la Apple. E i portatili in questione sono i popolari Macbook e iMac. Insomma, il fumo nuoce alla salute del computer e si perde la garanzia se chi lo usa ha il vizio delle sigarette.

 

 

leggi tutto l'articolo su La Repubblica

Punteggio: 1.5 (2 voti)

nuovo e fiammante spot del governo

Il link è alla pagina della conferenza stampa, da cui si può scaricare il filmato

Punteggio: 1.5 (2 voti)

Il Vaticano antiproibizionista: combattere commercio illecito di tabacco e sostenere quello legale

 

'Serve piu' coraggio, da parte dei governi, contro i traffici illeciti e il contrabbando del tabacco'. Lo sostiene monsignor Ernesto Scirpoli, sacerdote novarese che riveste il ruolo di osservatore, in rappresentanza della Santa Sede, all'Onu e Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms). Al suo rientro dalla terza riunione convocata dall'Oms per la stesura di una convenzione-quadro contro il commercio illecito del tabacco, cui hanno partecipato i rappresentanti di 156 nazioni, Scirpoli spiega che 'bloccare questo tipo di traffici significherebbe guadagnarci in salute, in quanto le sigarette costerebbero di piu' e se ne fumerebbero di meno', ma si tradurrebbe anche in un guadagno per le casse erariali, in quanto 'quasi il 12 per cento del commercio mondiale di tabacco e lavorati sfugge ai controlli statali'. A causa dei traffici illeciti, precisa Scirpoli, 'si perdono in media 41 miliardi di dollari americani ogni anno, che finiscono nelle tasche della criminalita' organizzata. Il tabacco illecito, inoltre, sfugge ai controlli sanitari, al punto che i prodotti 'irregolari' rischiano di essere piu' nocivi di quelli regolari'. Secondo Scirpoli, che per il suo impegno su questi temi e' noto anche con l'appellativo di 'Monsignor Antifumo', l'iter per la stesura del testo definitivo del protocollo e' ancora abbastanza lungo. 'Soluzioni e proposte - dice - vanno condivise, ma nel giro di un paio d'anni al massimo dovremmo farcela. Nei paesi in via di sviluppo manca ancora una cultura della salute adeguata e, inoltre, le legislazioni nazionali si scontrano spesso con le norme del diritto internazionale'.

ADUC DROGHE

Punteggio: 1 (2 voti)

Fumo, Veronesi contro il governo:"Boicotta le sigarette elettroniche"

Secondo l'oncologo, la necessità di fare cassa ha spinto l'esecutivo ad aumentare la tassazione sulla e-cigarette, dimenticando però i costi altissimi provocati dal tabacco in termini di vite umane e di spesa sanitaria. Appello al ministro. "Si potrebbero salvare 30mila persone all'anno in Italia"

"Sulla sigaretta elettronica, il governo rema contro". Umberto Veronesi torna a criticare la tassazione decisa dal governo sulle sigarette elettroniche, ribadendo la sua opinione secondo la quale la e-cigarette rappresenterebbe per molte persone una possibilità per smettere di fumare o per lo meno ridurre il numero delle sigarette con tabacco, che rappresentano la prima causa del carcinoma polmonare.

Veronesi ha parlato oggi a Milano a margine di un incontro all'Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) in cui sono stati presentati i risultati di uno studio pilota sulla sigaretta elettronica: "Ho incontrato il ministro Lorenzin, entusiasta della e-cig, qualche giorno fa - ha detto l'oncologo - e le ho chiesto di impegnarsi a diffondere questa sigaretta. Lunedì la incontrerò di nuovo e gliene riparlerò".
"La moda della e-cig - ha osservato Veronesi rispondendo a una domanda - si è ultimamente sgonfiata e molti negozi hanno chiuso perché il governo 'rema contro' e, avendo introdotto una tassazione del 58%, ha fatto sparire molti produttori. Certo, lo Stato ci guadagna di più con le sigarette tradizionali, senza pensare però che ogni anno spende tre miliardi di euro per curare i 50 mila tumori che si sviluppano in Italia a causa del fumo".

Secondo Veronesi, "la sigaretta elettronica non è cancerogena" e sarebbe bene venisse chiamata sigaretta "senza tabacco". Infatti, ha detto l'oncologo a SkyTg24, "non c'è combustione di carta e tabacco", che libera 13 composti cancerogeni. Per questo, "possiamo dire che la sigaretta elettronica non è cancerogena". A parere dello scienziato,
bisognerebbe diffondere fra i fumatori una e-cig, certamente super controllata nei suoi parametri principali, al punto da ipotizzare distributori automatici di 'tabacco-free-cigarette'.

"Se tutti coloro che fumano sigarette tradizionali si mettessero a fumare sigarette senza tabacco, le sigarette elettroniche - si dice convinto Umberto Veronesi - , salveremmo almeno 30.000 vite all'anno in Italia e 500 milioni nel mondo. Oggi stiamo dibattendo del più grave problema sanitario del nostro secolo: lo stop al fumo. Per questo - ha aggiunto - abbiamo il dovere morale di studiare scientificamente la sigaretta smoke free, e all'Istituto europeo abbiamo deciso di farlo".

"Il dibattito sulla sigaretta tobacco free - ha continuato l'ex ministro - si è concentrato soprattutto sul mercato: chi le deve vendere, quali interessi nascondono e se lo Stato ci deve, o può, guadagnare; pochi si sono soffermati sul cuore della questione: la salute dei cittadini. Le centinaia di morti quotidiane dovute al tabacco vengono ignorate ed è ignorato il loro dolore. Addirittura il nostro Stato, attraverso il Monopolio sui pacchetti di sigarette, lucra su questa tragedia invece di combatterla con ogni mezzo che la ricerca scientifica mette a disposizione".

repubblica.it www.repubblica.it/salute/prevenzione/2013/11/05/news/fumo_veronesi_governo_boicotta_e-cigarette-70278372/

Punteggio: 5 (1 voto)

In arrivo un farmaco che elimina la dipendenza da nicotina

Presto inizieranno i test sull'uomo

 

La Stampa - New York

Un farmaco può bloccare un tipo di recettori della dopamina legati alla dipendenza da nicotina. Lo ha scoperto uno studio della sede veronese dell'Aptuit Centre for Drug Discovery and Development, un centro ricerche privato statunitense, pubblicato dalla rivista Neuropsychopharmacology.

 

Continua a leggere su La Stampa

Punteggio: 5 (1 voto)

Sigarette al bando per un mese, l’idea di Londra

 

Blog NCC news - Fumatori del Regno smettetela, almeno per un mese. La campagna di disintossicazione di massa parte il primo ottobre con l’invito a otto milioni d’inglesi: niente sigarette per 28 giorni. L’iniziativa «Stoptober», finanziata dal ministero della Sanità e promossa da Cancer Research Uk con la British Heart Foundation, punta a un autunno senza fumo nella convinzione che le probabilità di smettere definitivamente siano cinque volte più alte per chi abbia superato il periodo finestra di quattro settimane, come spiega la consulente del governo in materia sanitaria Sally Davies: «Un modo per incoraggiare quanti vogliono perdere il vizio, sappiamo che sono tanti». Due terzi dei fumatori, secondo la Heart Foundation. Spot radio e tv, un servizio sms, la pagina Facebook «Smokefree», eventi in tutto il Paese e, su richiesta, un «kit motivazionale» con materiale informativo sulle terapie, questionario di valutazione sul grado di dipendenza, cerotti e chewing gum sostitutivi della nicotina. Più che incoraggiamento, un bombardamento per promuovere l’intolleranza sociale al tabacco emodificare in profondità la percezione di una dipendenza che in Gran Bretagna uccide ogni anno 100 mila persone, a fronte di 200 mila giovani che prendono l’abitudine. Il fumo è la prima causa di morti precoci, alla quale è riconducibile un decesso per tumore su quattro. Nella sola Inghilterra le cure di patologie legate al tabacco ricadono annualmente sul Servizio sanitario nazionale per 2,7 miliardi di sterline (circa 3,3 miliardi di euro).

 

Continua a leggere l'articolo originale

Punteggio: 5 (1 voto)

Leggi antidroga da ripensare in base ai fatti scientifici

Il New Statesman intervista Amanda Fielding della Beckley Foundation su canapa, tabacco e psichedelici: http://www.newstatesman.com/sci-tech/sci-tech/2012/08/amanda-feilding-to...

Punteggio: 5 (1 voto)

Fumo e alcol: l'uso dipende dal cervello «impulsivo»

Salute, IlSole24Ore - Resistere alla tentazione di fare uso di sostanze come alcol e droghe è tutta questione di circuiti neuronali. Secondo uno studio pubblicato su Nature Neuroscience da un gruppo di ricercatori internazionale guidati da Hugh Garavan dell'University of Vermont (Usa), infatti, nelle persone che non si lasciano andare alle tentazioni funzionano meglio determinati circuiti cerebrali in grado di controllare l’impulsività, mentre in chi non riesce a resistere alle tentazioni prevalgono dei sistemi di connessione tra neuroni. In parole semplici, chi è più impulsivo rischia di cedere più facilmente all'uso di queste sostanze.

 

Contiua a leggere

Punteggio: 5 (1 voto)

Nicotina madre dei Lumi

 

di Armando Massarenti, IlSole24Ore

All Congresso mondiale della Society for Neuroscience, a Washington, è stata presentata una ricerca, relativa alla nicotina, che potrà sembrare sorprendente: questa sostanza, che in genere associamo alle sigarette, espande la nostra memoria di lavoro (limitando però alcuni processi legati alla scelta e all'avvio del movimento nel cervello) al punto da suggerirne in futuro possibili utilizzi per curare il Parkinson e forse persino 1'Alzheimer. È quanto emerge da uno studio realizzato dall'Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Cnr (Ibfm-Cnr) di Milano-Segrate in collaborazione con Alice Mado Proverbio, docente di Psicobiologia dell'Università di Milano-Bicocca. Confrontando gruppi di fumatori e non fumatori, spiega Alberto Zani, è emerso da un esperimento che «nel compito d'attenzione visuo-spaziale» non vi è differenza tra i due gruppi quanto a «velocità di risposta agli stimoli». Ma «nel doppio compito attentivo-mnemonico, i fumatori, in media, sono stati 50 millisecondi più veloci, mostrando anche molte meno omissioni di risposta. Questo gruppo, però, risultava di circa 100millisecondi più lento nel compito di programmazione e decisione motoria». Con immagini di risonanza magnetica tridimensionali si è poi evidenziato «il ruolo fondamentale svolto dai neuroni frontali e prefrontali dell'emisfero destro nella capacità di gestire un aumento del carico di lavoro e nell'espansione della working memory, indotte dai livelli plasmatici di nicotina». Dobbiamo dunque diventare tutti fumatori per diventare più efficienti?

Un amico mi ha raccontato di aver parlato a lungo con il Premio Nobel Daniel Bovet (1907-1992), le cui ricerche nel campo della chemioterapia e della farmacologia hanno permesso sorprendenti miglioramenti, in qualità ed efficacia, di molti trattamenti medici. Bovet sosteneva di non poterlo dire, perché sarebbe stato considerato politicamente scorretto, ma che era convinto che l'Illuminismo e l'aumento dell'intelligenza in Occidente siano stati merito dell'arrivo del tabacco. «Da quella volta - mi ha confidato l'amico - ho guardato in modo diverso il tabacco e da quando ci sono le pasticche e i cerotti alla nicotina ne faccio regolarmente uso quando ho bisogno di essere più efficiente nel lavoro (per esempio mi devo concentrare per scrivere qualcosa di complicato). Il mio rendimento intellettuale si moltiplica!». Verrebbe quasi voglia di imitarlo.
Punteggio: 5 (1 voto)

Notizie false su rischio sigarette, Philip Morris sotto accusa


Uno studio americano smaschera la compagnia del tabacco: in un rapporto smentiva che gli additivi fossero pericolosi

Roma, 21 dic. (TMNews) - In base a un nuovo studio di cui dà notizia oggi l'Independent, le principali compagnie dell'industria del tabacco sono accusate di aver dato informazioni false ai consumatori sulla sicurezza degli additivi usati per la realizzazione delle sigarette. In particolare lo studio realizzato dall'università della California rimprovera alla Philp Morris di aver "oscurato i dati relativi alla tossicità degli additivi".

Incriminati sono oltre 300 additivi utilizzati per migliorare il sapore delle sigarette e dieci anni fa la Philip Morris presentò un rapporto, intitolato Project Mix, in cui si concludeva "che non ci sono prove di sostanziale tossicità" degli additivi in questione.

Il rapporto, dice lo studio dell'università della California, non presenta prove circostanziali e manca deliberamente di rivelare i pericoli connessi a tali additivi. Anzi, secondo lo studio, il ricorso a simili additivi aumentava del 20% i livelli di almeno 15 componenti crimini cancerogeni.

Punteggio: 5 (1 voto)

Ecco come la nicotina toglie l’appetito

 Identificato uno dei meccanismi con cui le sigarette inducono un senso di sazietà. Anche Big Tobacco ne ha fatto una strategia. Da sfatare il mito che chi smette è condannato a ingrassare

E’ la prima causa evitabile di malattia e di morte, ma nell’immaginario di molti fumatori mantiene un appeal irresistibile: il fumo di sigaretta fa dimagrire.  Non è sempre così ed è superfluo ribadire che esistono modi più salutari di tenersi in forma, tuttavia il timore di prendere peso è un motivo concreto di preoccupazione per chi cerca di smettere di fumare, e non va sottovalutato. Ora, un gruppo di ricerca della Yale University ha affrontato la questione, identificando uno dei meccanismi con cui la nicotina contenuta nelle sigarette toglie l’appetito.

TUTTO HA A CHE FARE COL CERVELLO - Da tempo gli scienziati ipotizzavano che l’effetto anoressizzante della nicotina avesse a che fare con i recettori cerebrali che regolano le sensazioni di ricompensa e gratificazione. Si tratta di una delle tante vie attraverso cui la nicotina agisce a livello cerebrale, provocando effetti diversi, come la dipendenza, il rilassamento o l’aumento della pressione arteriosa. I neuroscienziati americani hanno individuato un particolare recettore, chiamato α3β4, a cui la nicotina si lega e stimola l’invio di un segnale di sazietà al cervello, con un meccanismo del tutto simile a quello che scatta quando si è effettivamente mangiato.

FUTURE TERAPIE - Nel corso dell’esperimento, i topi trattati con nicotina hanno mangiato la metà rispetto agli altri animali non trattati e nel giro di un mese hanno perso fra il 15 e il 20% del loro peso corporeo. Gli autori della ricerca hanno spiegato nell’ultimo numero della rivista Science che questa scoperta potrebbe aprire la strada a nuovi trattamenti farmacologici per aiutare chi smette di fumare a ridurre l’appetito.

L’ALIBI PER CHI NON SMETTE - Per ora quel che è certo, e che ben sanno i medici dei centri antifumo, è che la paura di prendere peso gioca un ruolo pesante nella lotta contro la dipendenza da tabacco. Ne ha un’idea chiara Stefano Nardini, pneumologo, responsabile del reparto di Pneumotisiologia dell’ospedale di Vittorio Veneto  e membro del comitato scientifico del progetto della Fondazione Veronesi No Smoking Be Happy. «Il fatto che le sigarette limitino l’aumento di peso ha una doppia azione sui fumatori: scoraggia la disassuefazione e incoraggia la dipendenza, soprattutto nelle donne e nei giovanissimi. E le aziende produttrici ne sono ben consapevoli, tanto da farne oggetto di propaganda o addirittura una vera strategia produttiva e inserire sostanze anoressizzanti nelle sigarette senza dichiararle, come ha da poco rivelato uno studio svizzero».

LE TRAPPOLE PER I CONSUMATORI - L’indagine è stata recentemente pubblicata sull’European Journal of Public Health. Gli esperti dell’ospedale universitario di Losanna hanno dimostrato che dal 1949 al 1999 le grandi compagnie del tabacco hanno aggiunto ai loro prodotti componenti come l’acido tartarico e 2-acetilpiridina per potenziare l’effetto sull’appetito. Questo dimostra da un lato che le aziende del settore sono da tempo a conoscenza dell’importanza del fattore-peso e dall’altro che per i consumatori si tratta di un “amo” efficace: per molti di loro il vantaggio di sentirsi magri oscura i benefici della cessazione dell’uso del tabacco.

PERCHE’ SI INGRASSA - Ma cosa accade davvero quando si smette di fumare? Secondo alcune ricerche, i due terzi dei fumatori che dicono addio al tabacco vanno incontro a un modesto aumento di peso (1 o 2 chili) entro i primi sei mesi dall’ultima sigaretta, che può anche essere salutare, o comunque venire compensato in un tempo e con uno sforzo relativamente contenuti. «In alcuni casi, però – precisa Nardini – si va incontro a modificazioni importanti, anche fino al 10-15% del proprio peso. I motivi sono diversi e intrecciati fra loro: c’è una compensazione orale, per cui chi non può più mettere in bocca una sigaretta mangia dolci, caramelle, snack. C’è poi la perdita dell’effetto anoressizzante della nicotina, che toglie l’appetito, ma che ha anche l’effetto di aumentare il consumo energetico».

COME SMETTERE SENZA PAURA DELLA BILANCIA - «E’ importante sottolineare che i rischi legati a un eventuale aumento di peso sono molto inferiori a quelli legati al continuare a fumare e la bilancia non può essere un alibi. Infine – conclude Nardini – ogni paziente può essere sostenuto nel suo percorso in maniera personalizzata, con un counselling dietetico e anche con farmaci, come i sostituti della nicotina o come il bupropione, che aiutano a limitare il problema; l’importante è non aggiungere pressioni eccessive, ma lasciare che ogni ex-fumatore trovi i propri tempi per mettere in atto cambiamenti importanti, non solo smettere di fumare, ma anche nutrirsi in maniera equilibrata e fare esercizio fisico».

Donatella Barus www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/fumo/1744

Punteggio: 5 (1 voto)