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Tabacco è il termine con cui si fa riferimento ad un genere di piante a foglia corta appartenente alla famiglia delle Solanacee originarie del continente americano. Tuttavia il nome tabacco viene comunemente utilizzato riferendosi alle foglie raccolte ed essiccate di queste piante, con lo scopo di fumarle.

Il 12 ottobre 1492 Cristoforo Colombo approda sulla spiaggia di San Salvador. Gli indigeni gli offrono frutti, lance di legno e foglie di tabacco.

Nel 1518 Juan de Grijalva osserva l'usanza di fumare sigari da parte dei nativi dello Yucatan. Il primo testo che menziona il tabacco è la "Historia general y natural de las Indias," di Gonzalo Fernandez de Oviedo y Valdes. Nel 1556 Andre Thevet porta per la prima volta il tabacco in Francia dal Brasile. Nel 1559 viene coniato il termine "nicotina," per definire il tabacco stesso, in onore di Jean Nicot,...

I consumi di tabacco in Italia hanno conosciuto un inarrestabile incremento nel periodo che va dal 1900 al 1985 quando, per la prima volta, si è verificata una significativa riduzione delle vendite: il consumo pro capite annuale è passato da 1,82 Kg/persona nel 1985  a 1,62 nel 1990*.

I fumatori oggi sono il 26,2% della popolazione adulta, e si tratta del minimo storico da oltre mezzo secolo. In 5 anni, dal 2002 al 2006, i fumatori sono 2,5 milioni in meno. Di contro decresce l’età con cui si viene a contatto con questa sostanza e circa il 20% ha...

I più votati, tabacco

SALUTE: STUDIO SU 'TOBACCO CONTROL', FUMO UCCIDE UOMINI DUE VOLTE PIU' DELL'ALCOL

  Salute.asca.it - Il fumo uccide gli uomini due volte più dell'alcol, e il divario nei tassi di mortalità tra i rappresentanti del sesso forte e le donne arriva fino al 60%: è quanto emerge da uno studio inglese condotto su 30 Stati europei - tra cui Islanda, Grecia, Malta, Cipro e diversi Paesi dell'Europa occidentale e orientale, con l'esclusione della Federazione Russa e della penisola scandinava - pubblicato sulla rivista Tobacco Control.

I ricercatori, guidati da Gerry McCartney del Social and Public Health Sciences Unit di Glasgow, hanno utilizzato i dati raccolti dall'Organizzazione mondiale della sanità sui tassi di mortalità maschili e femminili per tutte le cause, comprendendo tra questi anche i numeri sulla morte a causa di alcol e fumo. Ed è emerso che i tassi di mortalità, in generale, sono più alti per gli uomini che per le donne, e che le percentuali dei decessi maschili variano notevolmente tra i paesi studiati - da 188 ogni 100.000 uomini all'anno in Islanda ai 942 ogni 100.000 uomini in Ucraina. I Paesi con il più ampio gap tra uomini e donne sono risultati essere Belgio, Spagna, Francia, Finlandia, Portogallo e alcuni Paesi dell'Europa orientale.

I ricercatori si sono quindi concentrati sui dati maschili. Per quanto riguarda in particolare la mortalità per fumo - inclusi i tumori delle vie respiratorie, le malattie coronariche, l'ictus e la BPCO, broncopneumopatia cronico-ostruttiva - è emerso che il Paese con più basso tasso di decessi è risultato l'Islanda (97 decessi ogni 100.000 uomini), mentre quello con il dato più alto, pari a 5 volte tanto, è l'Ucraina (495 morti ogni 100.000). Comparando i dati della mortalità maschile dovuta al fumo con quella femminile, è emerso che il divario va dal 40% al 60% in tutti i Paesi analizzati ad eccezione di Danimarca, Portogallo e Francia, nei quali è risultato inferiore, e Malta, dove è risultato molto più alto (74%).

Quanto alla mortalità dovuta all'abuso di alcol - inclusi il cancro a gola ed esofago e le malattie croniche del fegato - è stata registrata una differenza di otto volte tra il paese con il più basso tasso di mortalità maschile attribuibile all'alcol - l'Islanda, con 29 morti ogni 100.000 uomini - e quello con il più alto - la Lituania, con 253 decessi ogni 100.000 uomini.(ASCA)

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Il proibizionismo funziona

MANHATTAN TRANSFER di Andrea Visconti - Torniamo sull’argomento fumo e questa volta con dati che sembrano dare ragione al sindaco Bloomberg con le sue misure proibizionistiche.

A New York le morti provocate dal fumo sono diminuite del 17 per cento negli ultimi otto anni.

pfgQuesto dato incoraggiante riflette un trend – generalizzato fra i newyorkesi – di rinunciare al fumo. Dal 2002 a oggi infatti  la percentuale di persone che fumano è scesa del 27 percento, cioè 350 mila persone in meno con la sigaretta in bocca. Lo rivela il Dipartimento della Sanità precisando però che a New York il fumo continua a uccidere. Circa 7000 newyorkesi all’anno ci lasciano la vita.

Michael Bloomberg ha introdotto progressivamente misure che rendono sempre più difficile trovare un posto dove poter fumare.

Il primo passo era venuto ben prima che Bloomberg diventasse sindaco. Nel 1995 il fumo era stato proibito nella maggior parte dei ristoranti. Poi nel 2003 niente più sigarette nei luoghi pubblici e negli spazi commerciali (compresi negozi e uffici). Il passo successivo furono restrizioni al fumo anche all’aperto, per esempio davanti ai portoni degli edifici commerciali e fra i tavolini all’aperto di bar e bistrò. L’ultima ventata di proibizionismo è venuta nei giorni scorsi con un no secco al fumo nei parchi pubblici e sulle spiagge che fanno parte della città di New York.

“Leggi troppo severe”, dicono spesso gli taliani di passaggio a New York. “Sindaco impiccione”, aggiungono altri. Appena qualche sera fa ero a cena con amici italiani e a metà del pranzo ho accompagnato un’amica fuori dal ristorante per fumare. Era una serata molto mite e ci siamo seduti ad uno dei tanti tavolini liberi separato dal marciapiede solamente con una fioriera. E’ arrivata subito la manager del ristorante che, scusandosi con la mia amica, la informava che poteva fumare solamente al di là della fioriera, non al di qua. “Ordine del sindaco, non del ristorante!”

Verrebbe da sbuffare! Da gridare all’intolleranza! Ma quando poi il Dipartimento della Sanità fa vedere i numeri è difficile contestare che le misure di Bloomberg non salvano le penne a migliaia di newyorkesi!

 

Chissà fra quanto tempo incominceremo a vedere i primi dati che danno ragione al sindaco anche per quanto riguarda le bibite gassate! La sua ultima battaglia infatti è per proibire che i  sussidi alimentari ai meno abbienti vengano usati per comprare Coca Cola e prodotti simili.

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Philip Morris batte New York City: "Niente più pubblicità anti fumo"

 

Philip Morris, gigante del tabacco americano, ha annunciato di aver ottenuto dalla giustizia l'annullamento delle misure prese dalla città di New York che imponevano ai commercianti di esporre nei loro esercizi pubblicità anti fumo. Per vincere la causa, il produttore delle Marlboro si era alleato con altri produttori di sigarette nonche' con associazioni di commercianti e stazioni di servizio.

Tabacco, Philip Morris batte Ny

Il tribunale federale del distretto sud di New York ha dato loro ragione decretando che questo tipo di pubblicità è regolato a livello federale e non locale. ''Questa decisione non riguarda la comunicazione sugli effetti delle sigarette - ha detto un responsabile di Philip Morris - Abbiamo portato avanti quest'azione perché la decisione della municipalità non rispetta il mandato del congresso al governo federale di regolare il contenuto delle pubblicità delle sigarette''.

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Effetti collaterali del fumo: "le sigarette fanno male al pc"

Due utenti americani si sono visti negare l'assistenza perché tenevano il loro computer in stanza pregne di fumo. "Così la garanzia decade"OAS_RICH('Left');

 

 

"Le sigarette fanno male al pc" E la Apple nega la riparazione

ROMA - Che il fumo passivo faccia male è un fatto acclarato. Che metta ko anche i computer francamente spiazza un po'. Proprio così: stando a quanto riferisce The consumerist, un sito statunitense di tutela dei consumatori, ci sono due casi in cui la richiesta di assistenza in garanzia da parte di proprietari di computer è stata negata con una motivazione quantomeno bizzarra: "Contaminazione da fumo". Sembra uno scherzo ma è tutto vero e l'azienda in questione non è catena di assemblatori locali, ma quella più cool e innovativa del panorama tecnologico: la Apple. E i portatili in questione sono i popolari Macbook e iMac. Insomma, il fumo nuoce alla salute del computer e si perde la garanzia se chi lo usa ha il vizio delle sigarette.

 

 

leggi tutto l'articolo su La Repubblica

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nuovo e fiammante spot del governo

Il link è alla pagina della conferenza stampa, da cui si può scaricare il filmato

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Il Vaticano antiproibizionista: combattere commercio illecito di tabacco e sostenere quello legale

 

'Serve piu' coraggio, da parte dei governi, contro i traffici illeciti e il contrabbando del tabacco'. Lo sostiene monsignor Ernesto Scirpoli, sacerdote novarese che riveste il ruolo di osservatore, in rappresentanza della Santa Sede, all'Onu e Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms). Al suo rientro dalla terza riunione convocata dall'Oms per la stesura di una convenzione-quadro contro il commercio illecito del tabacco, cui hanno partecipato i rappresentanti di 156 nazioni, Scirpoli spiega che 'bloccare questo tipo di traffici significherebbe guadagnarci in salute, in quanto le sigarette costerebbero di piu' e se ne fumerebbero di meno', ma si tradurrebbe anche in un guadagno per le casse erariali, in quanto 'quasi il 12 per cento del commercio mondiale di tabacco e lavorati sfugge ai controlli statali'. A causa dei traffici illeciti, precisa Scirpoli, 'si perdono in media 41 miliardi di dollari americani ogni anno, che finiscono nelle tasche della criminalita' organizzata. Il tabacco illecito, inoltre, sfugge ai controlli sanitari, al punto che i prodotti 'irregolari' rischiano di essere piu' nocivi di quelli regolari'. Secondo Scirpoli, che per il suo impegno su questi temi e' noto anche con l'appellativo di 'Monsignor Antifumo', l'iter per la stesura del testo definitivo del protocollo e' ancora abbastanza lungo. 'Soluzioni e proposte - dice - vanno condivise, ma nel giro di un paio d'anni al massimo dovremmo farcela. Nei paesi in via di sviluppo manca ancora una cultura della salute adeguata e, inoltre, le legislazioni nazionali si scontrano spesso con le norme del diritto internazionale'.

ADUC DROGHE

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Fumatori in aumento. Svapora il fenomeno e-cig. Rapporto OSSFAD

 Le donne non rinunciano più alle bionde. Per la prima volta dopo 5 anni si inverte il trend di consumo. "La prevalenza di fumatori in Italia - spiega Silvio Garattini, Direttore dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri -anche quest'anno mostra una situazione di stallo, ad eccezione delle fumatrici che interrompono un trend in discesa registrato negli ultimi 5 anni con un incremento di 3,6 punti percentuali". Resta stabile la prevalenza dei fumatori, diminuendo dello 0,8%, e aumenta invece nel gentil sesso passando cioè dal 15,3% del 2013 al 18,9% del 2014. La percentuale totale dei fumatori in Italia passa così dal 20,6% dello scorso anno al 22% del 2014. Crolla, invece, l'uso della sigaretta elettronica: gli utilizzatori sono passati dal 4,2% del 2013 all'1,6% del 2014. "Svapora la moda delle sigarette elettroniche - spiega Roberta Pacifici, Direttore dell'Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell'ISS - dopo la curiosità verso un prodotto nuovo, gli ultimi dati ci dicono che sono più che dimezzati i consumatori, i quali presumibilmente sono più interessati ad utilizzarla in un'ottica di riduzione del danno o come ausilio per smettere di fumare".
Aumentano i fumatori che chiedono informazioni per smettere: le telefonate al Numero Verde dell'ISS (800554088), dopo il suo inserimento tra le avvertenze sanitarie scritte sui pacchetti, sono passate nei primi 4 mesi dell'anno da quasi 300 nel 2013 a più di 2.000. Sono questi i dati più significativi del Rapporto sul fumo in Italia rilevati dall'indagine Doxa effettuata nei primi mesi del 2014 per conto dell'ISS in collaborazione con l'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. I dati sono presentati oggi nell'ambito del XVI Convegno "Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale" e in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco che, quest'anno l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dedica soprattutto al tema della correlazione tra l'aumento della tassazione dei prodotti del tabacco e la diminuzione delle morti e patologie fumo-correlate. Nel piano d'azione globale 2013-2020 per la prevenzione delle patologie non trasmissibili, l'OMS ha individuato l'incremento del prezzo dei prodotti del tabacco come il più efficace singolo intervento per incoraggiare i fumatori a smettere di fumare e per prevenire l'iniziazione al fumo di sigarette nei giovani.

ADUC Droghe

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“Sigarette elettroniche danno dipendenza”: limiti e leggi in arrivo dagli Usa

Blitzquotidiano.it - ROMA – Le sigarette elettroniche, proprio come le “classiche”, danno dipendenza da nicotina. Per questo motivo la Food and Drug Administration degli Stati Uniti ha annunciato l’arrivo di limiti e leggi per la regolamentazione della vendita e dell’uso delle e-cig.

Le sigarette elettroniche, scrive il Wall Street Journal, potrebbero essere vietate ai minori di 18 anni e i produttori saranno costretti a dichiarare le sostanze chimiche usate nelle ricariche e ricordare che contengono nicotina, sostanza che dà dipendenza.

 

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Narghilè mon amour

In Giordania il governo vieta l'uso del tabacco nei locali pubblici. Ma gestori di caffè¨, ristoranti e pasticcerie non ci stanno. Per loro la pipa ad acqua è una tradizione. E un alleato negli affari. In un paese senza una goccia di petrolio il tabacco dà  lavoro a oltre 12mila persone Dei 7 milioni di giordani, quasi la metà fuma regolarmente. E un terzo dei consumatori sono donne.

di Fabio Scuto. DRepubblica

 La decisione di far rispettare la legge contro il fumo nei locali pubblici in Giordania sta innescando un'ondata di proteste popolari, non solo da parte degli amanti del tabacco ma anche dei gestori di ristoranti, caffè e pasticcerie. La legge, che nel regno hascemita è stata approvata nel 2008, finora non era mai stata davvero applicata, ma il governo - sulla spinta del ministro della Sanità  - ha deciso che non saranno più rinnovate le licenze. Così le oltre 6000 strutture che offrono ai loro clienti la shisha, la pipa ad acqua per fumare tabacco aromatizzato in vari gusti, vedono il loro futuro in pericolo e denunciano la perdita di una tradizione che è parte fondante della cultura giordana.

La Giordania è un Paese di forti fumatori. L'abitudine di fumare la shisha, introdotta durante la dominazione dell'Impero Ottomano, è così popolare e diffusa che con facilità  si possono vedere gli automobilisti fermi al semaforo o bloccati nel traffico aspirare lungamente da pipe ad acqua portatili, invece che dalle più pratiche sigarette. Tabacco e "shisha" sono così un importante segmento dell'economia della Giordania, uno dei pochi Paesi mediorientali a non avere una sola goccia di petrolio nel sottosuolo: quasi un miliardo di dollari l'anno se ne va nelle spire del tabacco che si diffondono nei locali pubblici, dando occupazione a oltre 12mila addetti."Migliaia di persone stanno per perdere il posto di lavoro», avverte Torsha Emran, che gestisce Jafra, una caffetteria popolare di Amman downtown, e serve mediamente duemila clienti al giorno, metà  dei quali una volta seduti ordinano insieme al tè e agli invidiabili pasticcini una shisha aromatizzata alla frutta per soli 2 dinari (3 dollari). «Cosa diremo ai nostri clienti?», si chiede Torsha, visto che la sua licenza è appena scaduta, mentre nel locale decine e decine di uomini e donne seduti ai tavoli aspirano e soffiano ampie volute di fumo azzurrognolo. «Siamo presi tra l'incudine e il martello, il governo sta cercando di forzare la chiusura delle nostre imprese. Non voglio difendere nè il fumo nè il narghilè, ma dobbiamo proteggere i nostri investimenti», spiega Mazen Asaleh, che possiede una catena di caffè e ristoranti in tutto il Paese. In ognuno di questi locali appositi specialisti preparano le pipe ad acqua che poi vengono portate al tavolino. Gli avventori mangiano e fumano contemporaneamente, nella convinzione che questo aiuti la digestione - non sempre facile - delle pietanze locali. Il ministro del Turismo Nidal Qatamin sostiene che il divieto di fumare «dovrà  essere introdotto gradualmente, tenendo conto delle ricadute economiche», ma il ministro della Salute Ali Hiasat è invece ben determinato a liberare i locali pubblici giordani dalla shisha entro la fine dell'anno. Gli esperti del ministero giordano vogliono sottolineare che l'aroma di frutta e altri sapori tendono a far dimenticare i pericoli del tabacco e che la pipa ad acqua è molto più dannosa della sigaretta, soprattutto per le quantità  che vengono fumate. Le autorità  sono anche preoccupate per gli effetti del fumo in un Paese dove - secondo le stime dell'Oms - quasi la metà  dei 7 milioni di giordani sono fumatori, e quasi un terzo è rappresentato da donne. Il fumo è socialmente accettato e anche favorito dalle sigarette a basso costo. Un pacchetto di sigarette giordane costa 1,5 dinari (2 dollari), mentre quelle prodotte all'estero sono di poco più care. Una pipa ad acqua si può comprare per 8 dinari (11 dollari). L'anno scorso i produttori locali di tabacco hanno abbassato i prezzi del 15% per poter competere con le sigarette a buon mercato che venivano contrabbandate dalle vicina Siria. La legge in vigore vieta la vendita di tabacco ai minori di 18 anni, ma i negozianti raramente finora l'hanno rispettata. Le sigarette, il tabacco aromatico e le pipe ad acqua per fumarlo sono disponibili nei negozi di alimentari, nei bar, nei chioschi per la strada. I locali pubblici sono sempre pieni di fumo e i minorenni sono parte della clientela. Nelle famiglie tradizionali giordane è socialmente accettato che i ragazzi "accendano" - tirando le prime boccate - la shisha che poi viene fumata dai genitori. I dati medici sono impressionanti. Firas Hawari, medico del King Hussein Cancer Centre di Amman, sciorina numeri che dimostrano l'aumento esponenziale negli ultimi anni delle malattie derivanti dal fumo, responsabile del 25% dei casi di cancro tra i maschi così come di molte malattie croniche. Eppure la decisione di far rispettare il divieto di fumo nei posti pubblici provoca solo reazioni negative, sia tra gli uomini che tra le donne. Il rispetto della legge è iniziato gradualmente nel 2009 nei due grandi Mall di Amman, al Queen Alia Airport e in qualche ristorante della capitale, dove sono state aperte sale diverse per la clientela.

Se applicata per intero, la legge (che prevede una forte multa o l'arresto) permetterà  di liberare dal fumo ospedali, scuole, cinema, biblioteche, musei, edifici governativi, mezzi di trasporto pubblici e altri luoghi da stabilire da parte del ministero della Salute.

periodici.repubblica.it/d/

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Sondaggio della John Hopkins University

 

I ricercatori della John Hopkins University di Baltimora hanno riscontrato l'esistenza di un cospicuo numero di persone che sono riuscite a smettere di fumare tabacco dopo una singola esperienza con sostanze psichedeliche, come LSD, funghi psilocibinici o mescalina.

Onde studiare il potenziale degli psichedelici nella lotta alle dipendenze, hanno indetto un sondaggio tra coloro a cui è capitato di smettere di fumare a causa di un'esperienza psichedelica. Il sondaggio può essere compilato qui: http://t.co/AgJahZjR08

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Giovani e tabacco, ruolo del pacchetto nella percezione dei pericoli del fumo

La forma ed i messaggi contenuti sui pacchetti di sigarette, con riferimento al tipo di tabacco e di filtri impiegati, nonché la loro originalità, influenzerebbero i gusti dei giovani e la loro percezione dei rischi legati al fumo. Questo è quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori della School of Public Health and Health Systems della University of Waterloo, Canada, pubblicato sul numero di gennaio della rivista Journal of Adolescent Health.
La ricerca è stata condotta su un campione di 7.647 studenti di scuola superiore (14-18 anni) ai quali è stato somministrato un questionario finalizzato ad analizzare le percezioni dei giovani rispetto a tre tipologie di pacchetto: quelli riportanti scritte relative all’impiego di tabacco naturale/organico, quelli contenenti indicazioni relative al sistema di filtraggio adottato e quelli tipici delle sigarette di contrabbando, generalmente “anonimi” rispetto ai pacchetti di sigarette di marca.
Nello specifico, ad ogni soggetto intervistato sono state fatte vedere solo due (scelte in modo casuale) delle tre immagini di pacchetti di sigarette, e sono state poste tre tipi di domande: quale marca/tipo poteva essere il più invitante per giovani fumatori, quale il meno dannoso per la salute e, più in generale, se ritenessero che un particolare design potesse istigare un giovane a fumare.
I risultati hanno evidenziato che per il 25% degli studenti, i pacchetti contenenti scritte sull’origine naturale dei componenti venivano percepiti come più accattivanti e meno dannosi per la salute. 
Stessa percentuale degli intervistati ha risposto che i pacchetti con messaggi sulla tipologia di filtro impiegato venivano considerati come meno nocivi, mentre i pacchetti di sigarette di contrabbando risultavano nettamente meno invitanti e più dannosi rispetto ai marchi più diffusi.
Quanto osservato, conclude la ricerca, fa emergere il pericolo insito in alcuni messaggi presenti sulla maggior parte dei pacchetti di sigarette oggi in vendita sul mercato, colpevoli di diffondere falsi miti relativamente alla minore pericolosità sulla salute umana di alcuni tipi di sigarette rispetto ad altri. Da qui la necessità secondo gli autori, di adottare politiche che tutelino la salute dei giovani consumatori, regolamentando le campagne pubblicitarie delle case produttrici.

Titolo originale e autori: Czoli CD, Hammond D., Cigarette packaging: youth perceptions of "natural" cigarettes filter references, and contraband tobacco-J Adolesc Health. 2014 Jan; 54(1):33-9. doi: 10.1016/j.jadohealth.2013.07.016. Epub 2013 Sep 4

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Astinenza da nicotina, sintomi regolati da una piccola area del cervello


Dronet
- I sintomi fisici legati all'astinenza da nicotina sarebbero controllati da una piccola area cerebrale denominata nucleo interpeduncolare. Lo hanno scoperto Tapper e colleghi della University of Massachusetts Medical School (Stati Uniti), che hanno pubblicato lo studio sulla rivista Current Biology.
I ricercatori hanno somministrato per via orale la nicotina a un gruppo di topi, in modo da indurre la dipendenza dalla sostanza, per poi interromperne bruscamente la somministrazione. A questo punto si sono sviluppati i classici sintomi dell’astinenza da nicotina nei topi (ad esempio, grattamento frenetico, scuotimento del capo e del corpo, masticazione a vuoto). Lo studio ha monitorato in queste fasi, anche l'attività cerebrale dei topi, che ha mostrato un'attività concomitante spiccatamente anomala nel nucleo interpeduncolare, una piccola struttura localizzata nel mesencefalo e ricca di recettori per la nicotina, area del cervello nota attivarsi quando si è in ansia.
A questo punto, sfruttando una linea di topi geneticamente modificati in modo da esprimere a livello delle cellule nervose una proteina fotosensibile che permette di accendere o spegnere a comando i neuroni (nello specifico, i neuroni GABAergici) con un semplice impulso luminoso, gli autori hanno attivato artificialmente il nucleo interpeducolare in topi non assuefatti alla nicotina. Il risultato è stato lo scatenamento di un comportamento del tutto analogo a quello indotto da una crisi di astinenza. Successivamente, utilizzando ancora dei topi modificati, ma questa volta assuefatti alla nicotina, i ricercatori hanno abbassato i livelli di attività di quei neuroni durante una crisi di astinenza, ottenendo un alleviamento dei sintomi.
L’identificazione del coinvolgimento di questa area, avvenuta per ora su modello animale, apre le porte alla ricerca di farmaci che, agendo selettivamente sul nucleo interpeduncolare, potrebbero rendere più facile smettere di fumare anche a persone fortemente dipendenti dalla nicotina. Saranno necessarie invece ulteriori ricerche per appurare se il meccanismo identificato partecipi in misura rilevante allo sviluppo dei sintomi d’astinenza anche da alcol e altre droghe.
Staff Dronet

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