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Scheda Informativa: alcol

L’alcool etilico o etanolo è il risultato della fermentazione di zuccheri semplici, o di altri procedimenti chimici (distillazione). Ogni bevanda alcolica ha una sua gradazione (cioè percentuale d’alcool) diversa che per legge deve essere indicata sul contenitore.

 

La legge:

Il consumo di alcool è legale, ma è illegale guidare in stato di ebbrezza.

 

DL 3.8.2007 n.117 - Articolo 186

  • Chiunque guida in stato di ebbrezza alcolica commette un reato che è punito con le seguenti sanzioni:
    • a) con tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l e non superiore a 0,8 g/l: ammenda da euro 500,00 a euro 2.000,00; arresto fino a 1 mese; sospensione della patente da 3 a 6 mesi;
    • b) con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l e non superiore a 1,5 g/l: ammenda da euro 800,00 a euro 3.200,00; arresto fino a 3 mesi; sospensione della patente da 6 mesi a 1 anno;
    • c) con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l: ammenda da 1.500 euro a 6.000 euro; arresto fino a 6 mesi; sospensione della patente da 1 a 2 anni.
  • Nei casi b) e c), la pena può essere sostituita, a richiesta dell'imputato, dall'obbligo di svolgere un'attività sociale gratuita e continuativa presso strutture sanitarie traumatologiche pubbliche.
  • Per la violazione è prevista la decurtazione di 10 punti dalla patente.
  • Competente a giudicare è il Tribunale in composizione monocratica.
  • Il veicolo non può essere condotto dalla persona in stato di ebbrezza, per cui se non è disponibile altra persona in grado di prenderlo in consegna e condurlo, e ove non sia possibile provvedere diversamente, può essere sequestrato.
  • Se la guida in stato di ebbrezza è commessa alla guida di motoveicoli o ciclomotori, si procede al loro sequestro ai fini della successiva confisca.
  • In ogni caso, il prefetto ordina al conducente che ha guidato in stato di ebbrezza di sottoporsi ad una visita medica di revisione della patente presso la Commissione medica provinciale entro il termine di 60 giorni. Tale visita, in molte strutture sanitarie, consiste in una serie di esami clinici, con visite a distanza di tempo l’una dall’altra, finalizzate alla verifica dell’idoneità fisica alla guida. In tali casi, la validità della patente di guida è corrispondentemente ridotta.
  • Se è stato accertato un tasso alcolemico superiore a 1,5 gr/l, la patente di guida è sospesa, oltre che in ragione dell’applicazione della sanzione accessoria (da 1 a 2 anni), fino all’esito positivo dell’esame medico.

 

Guida in stato di ebbrezza ed incidenti stradali

  • Quando una persona in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, le sanzioni di cui sopra sono raddoppiate; il giudice, con la sentenza di condanna, impone la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per 90 giorni (salvo che appartenga a persona estranea al reato) : all'atto dell'accertamento l'operatore può procedere al sequestro del veicolo.
  • Se dall’incidente provocato dal conducente in stato di ebbrezza derivano lesioni alla persone o la morte di una o più persone, le pene per lesioni colpose ovvero per omicidio colposo sono aggravate.

Conoscere se stessi e le proprie reazioni all’alcool è importante, ed è fondamentale che, quando si esce in macchina in compagnia, chi guida non sia sotto l’effetto della sostanza.

È importante non guidare in stato di ebbrezza in quanto sono presenti:

  • Sottovalutazione del pericolo con conseguente aumento dei rischi
  • Tempi di reazione più lunghi/riflessi rallentati
  • Minore capacità di concentrazione
  • Sonnolenza
  • Alterazione del senso della distanza e della velocità
  • Alterazione delle capacità visive: chi guida in stato di ebbrezza tende a portarsi al centro della strada poiché l'abuso di alcool provoca la cosiddetta visione a “tunnel”

 

Tieni presente che:

> Se decidi di consumare sostanze non ti isolare e comunque evita  luoghi pericolosi o appartati (anche se sei in gruppo). 

> È consigliabile non usare sostanze se si devono intraprendere attività dov’è necessaria una completa lucidità, prontezza di riflessi e integrità delle percezioni, come la guida di veicoli.

> Presta particolare attenzione alle sostanze che non conosci e che utilizzi per la prima volta:  la scarsa conoscenza o la sottovalutazione degli effetti e dei rischi potrebbero rendere più difficile la gestione di un’eventuale  situazione problematica.

> In caso di necessità o d’incertezza, non aver paura e chiedi aiuto: se è presente uno spazio Chill Out rivolgiti agli operatori (la struttura è organizzata per accogliere e gestire i casi di malore)  o chiama il 118.

> I MIX: usare più sostanze insieme è sempre un rischio. Le diverse combinazioni di sostanze assunte non permettono di conoscere tutti gli effetti che ne derivano: il mix può avere conseguenze inaspettate, sgradevoli e di difficile gestione: in alcuni casi esse possono essere estremamente pericolose.

> In generale i diversi livelli d’alterazione delle sostanze, la durata degli effetti ed i rischi annessi, sono fortemente condizionati da fattori come: le caratteristiche personali (fisiche, psicologiche ed emotive che possono essere diverse nella stessa persona da momento a momento), le aspettative legate all’esperienza ricercata, il contesto d’uso, la qualità e quantità di sostanza assunta, la concentrazione di principio attivo ed - in ultimo, ma non meno importante - la modalità d’uso (assunzione per via orale, inalazione, sniffo,  pratiche iniettive).

> Rispetto alle sostanze illegali, va tenuto presente che  il circuito del mercato nero  non permette di conoscere la reale composizione della sostanza e le caratteristiche delle sostanze con cui  è stata “tagliata”.

> È credenza comune ma errata che le droghe naturali (es: cannabis, funghetti allucinogeni, oppio ..) non abbiano effetti nocivi e pericolosi come le sostanze chimiche di sintesi.

Effetti: 

Alcolici e superalcolici sono consumati frequentemente da giovani e adulti; sono legali e per questo nell’immaginario collettivo non vengono considerati come “droghe”. In realtà, l’alcool è una sostanza che agisce sul Sistema Nervoso Centrale.

Le bevande alcoliche sono usate per disinibirsi, superare gli imbarazzi, sentirsi più carichi, avere più coraggio con l’altro sesso, divertirsi con gli amici.

L’effetto dipende dalla quantità di alcolici assunti, dalla loro gradazione e dalla capacità di metabolizzazione che varia a seconda del peso, dell’età e del sesso della persona.

Il tempo di eliminazione dell'alcool dipende dalla quantità ingerita ed è fortemente influenzato da fattori individuali. Contrariamente a quanto si pensa né il freddo, né lo sforzo fisico, né il caffè accelerano l'eliminazione dell'alcool.

 

Rischi:

  • Se piccole quantità di alcool hanno un’azione rilassante di ebbrezza e allegria rimuovendo le inibizioni, quantità maggiori determinano difficoltà di concentrazione, rallentamento dei riflessi e del coordinamento motorio, disturbi visivi, nausea e vomito.
  • Dosaggi molto elevati di alcolici talvolta possono portare al coma etilico e alla morte.
  • L’abuso prolungato della sostanza può determinare dipendenza psichica e fisica fino a procurare crisi di astinenza durante la quale possono comparire anche convulsioni e allucinazioni.

 

Occhio ai mix:

  • L’alcool assunto con ecstasy accresce notevolmente il rischio di disidratazione.
  • Evita di mixare alcool con cocaina. Diventa più difficile controllare reazioni negative come aggressività o attacchi di panico. Il mix tra le due sostanze crea all’interno del corpo una sostanza chimica estremamente tossica: il cocaetilene.
  • Evita l’associazione di alcolici con altre sostanze ‐ legali e illegali - che hanno un’azione sedativa (benzodiazepine, eroina...) poiché la sommazione dei due effetti può portare depressione importante del Sistema Nervoso Centrale.

Cenni Storici: 

La viticoltura appare nelle montagne tra il mar Nero e il mar Caspio (attuale Armenia) intorno al 6000 avanti Cristo. La produzione di birra emerge invece tra i sumeri intorno al 3000 avanti Cristo. Il primo report scritto sugli alcolici è una tavoletta cuneiforme risalente al 2200 avanti cristo. Intorno al 1500 avanti Cristo si hanno le prime produzioni di vino nella zona dell'Egeo. Seicento anni più tardi, intorno al 900 avanti Cristo, gli assiri producono già vino su larga scala. Il vino si diffonde in mesopotamia ed Europa mediterranea.

Dioniso di Alicarnasso riporta nel 50 avanti Cristo che i galli non conoscono il vino ma hanno sviluppato un liquore al malto fermentato (birra). Risalgono al 768 dopo cristo le prime testimonianze scritte sull'uso di malto e luppolo nella produzione della birra.

La distillazione dell'alcol è documentata per la prima volta in un documento della scuola medica di Salerno risalente al 1100.

Nel 1550 Thomas Nash descrive per la prima volta il problema dell'alcolismo nell'Inghilterra elisabettiana.

L'Inghilterra introduce nel 1643 la prima tassa sugli spiriti. Tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo vengono creati i principali liquori moderni.

Nel 1920 gli Stati Uniti varano il diciottesimo emendamento, che proibisce la produzione e la vendita di alcolici. Tra il 1920 e il 1933 esplodono gli introiti derivanti da produzione e vendita illegale di alcool, permettendo il radicamento della criminalità organizzata nel paese. Il 5 dicembre 1933 l'alcool è nuovamente reso legale col ventunesimo emendamento.

Approfondimenti: 

L’alcol è la sostanza psicotropa maggiormente diffusa nel nostro paese. In particolare l’uso di vino durante i pasti è retaggio di una antica tradizione culturale, legata anche alla cultura cattolica nella quale il vino assume un’importanza evidente.

Ad utilizzare l’alcol almeno una volta l’anno è oltre il 70%* della popolazione, ovvero oltre 36 milioni di persone. La differenza di genere è particolarmente forte, poiché a consumare alcol sono l’82% dei maschi e il 59% delle donne. Ad essere correlato con l’alcol è anche il livello di istruzione: sono in generale persone più istruite a farne un maggiore utilizzo. Anche a parità di età le donne con licenza elementare consumano alcol in maniera inferiore (il 46%) alle loro coetanee laureate (il 73%).

Rispetto alle altre sostanze psicotrope quindi essa raggiunge le persone attraverso modalità fortemente istituzionalizzate, tanto da diffondersi trasversalmente tra varie fasce di età (anche se sono in particolare quelli della fascia 65-74 anni a bere di più), che non va quindi a intaccare equilibri di significati sociali preesistenti, come accade invece con le “nuove droghe”. Proprio questo rende la percezione del rischio legata all’alcol praticamente inesistente, benché il suo abuso e le malattie –nonché i decessi- ad esso collegate siano decisamente frequenti.
La quantità di bevitori di alcol è in calo in Italia negli ultimi anni. Tuttavia oggi, si diffonde quello che viene definito il tipo nordico di utilizzo, che porta significativi cambiamenti nella quantità che nella qualità dell’assunzione. Invece che al pasto –e quindi ad un’assunzione moderata giornaliera- è legata esclusivamente a contesti ricreazionali o di loisir – e quindi un’assunzione non giornaliera ma che tende ad essere eccessiva.

Ovviamente sono in particolare i giovani ad “importare” questi nuovi stili di consumo, con un picco nella fascia di età 20-24 in cui il 25% dichiara di essersi ubriacato negli ultimi 11 mesi (molto elevata rispetto al dato della popolazione generale di 8,4%). L’ubriacatura come prassi sembra essere un esercizio essenzialmente maschile perché contro il 25% dei maschi solo il 6% delle donne riferisce di essersi ubriacata durante l’anno.

Anche questi fenomeni legati al variare dei comportamenti di consumo vanno letti in chiave di un cambiamento nei modelli di gestione del tempo libero giovanile, il quale anche sulle sostanze “vecchie”, anzi antiche come l’alcol, produce nuovi significati e propone nuove strategie di consumo. In questo modello perde di importanza la centralità del vino –bevanda ancora conviviale, legata alla tavola-che viene sostituito da bevande più cool, maggiormente in linea con l’estetica della notte e dei locali, in particolare i long drinks. Nelle uscite giovanili l’alcol è la sostanza principale: anzi, per molti non sembra esistere l’uscita senza alcol.

La sua grande diffusione rende la percezione del rischio in Italia bassissima, rispetto all’effettivo pericolo che esso rappresenta per la salute, sia per le malattie e la dipendenza alcol-correlate, sia per il rischio legato alla guida in stato di ebbrezza.