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Scheda Informativa: eroina

L’oppio si ottiene incidendo le capsule non ancora mature del Papaver Somniferum (papavero sonnifero) e lasciando essiccare al sole la resina che ne fuoriesce.

L'oppio grezzo contiene circa 20 tipi di alcaloidi, composti organici azotati dotati di elevata azione farmacologica a livello del sistema nervoso.

Tra questi alcaloidi sono presenti alcune sostanze di diffuso uso clinico nella terapia del dolore come la codeina, la papaverina, la narcotina. L'alcaloide principale dell'oppio è la morfina. Per le sue elevate proprietà analgesiche, essa è stata anche soprannominata la "medicina di Dio" e rappresenta tuttora il farmaco più usato nella terapia del dolore. La morfina è stata anche la prima droga iniettabile e costituisce la base da cui si sintetizza uno degli stupefacenti più potenti e pericolosi: l'eroina.

Effetti: 

Gli oppiacei sono dei potenti analgesici, le proprietà  euforizzanti ed anestetizzanti  procurano un senso di rilassamento, distacco dalle proprie emozioni ed indifferenza rispetto a qualsiasi percezione negativa.

Il nostro cervello è capace di produrre autonomamente sostanze oppiacee dette endorfine, che hanno effetti inibenti e depressori sul Sistema Nervoso Centrale.

L’oppio e i suoi derivati agiscono con meccanismi molto simili a quelli delle endorfine anche se gli effetti prodotti sull’organismo sono molto più forti.  

 

 

Rischi:

- L'uso continuativo di oppiacei provoca tolleranza. Ciò fa sì che una dipendenza (psichica e fisica) possa instaurarsi in tempi  molto rapidi.  La dipendenza possiede una forte componente psichica, strettamente legata all'impellente desiderio, all'assoluta necessità della sostanza (Craving). La dipendenza psichica deriva dalla gratificazione che l'individuo ottiene dall'assunzione della sostanza e dalla necessità di evitare il malessere che sperimenta quando ne è privo (la sindrome d'astinenza). Pur avendo una base biologica, la manifestazione della dipendenza psichica è assolutamente soggettiva e collegata ad esperienze individuali e contesti socio-culturali.  

 

- La tolleranza comincia ad abbassarsi non appena l’uso di eroina viene interrotto, ma la velocità con cui sparisce è molto variabile. Il rischio di overdose è perciò maggiore alla ripresa del consumo dopo un periodo di interruzione, non essendo più l’organismo abituato alla sostanza (o in coloro che assumono l'eroina per la prima volta o sporadicamente).  

 

- L’assunzione di oppiacei determina: alterazione e riduzione del ritmo respiratorio, rallentamento e diminuzione della coordinazione motoria, dell’ideazione e del linguaggio, sonnolenza, pensieri confusi, stitichezza.  

 

- La scarsa percezione della realtà potrebbe risultare un grave danno per l’assuntore, per la possibile sottovalutazione o non riconoscimento di situazioni pericolose.

 

Sindrome d'astinenza:

Si determina in seguito alla sospensione dell'assunzione abituale e la sua gravità dipende dal grado di  dipendenza sviluppata verso la sostanza d’abuso. Nel caso della sindrome d'astinenza da oppiacei si presentano dei sintomi clinici di segno opposto a quello determinato dall'assunzione di tali sostanze. Si potrebbe quindi incorrere in: ansia, irritabilità, sudorazione, lacrimazione, secrezioni nasali, tremori muscolari, anoressia, insonnia, ipertensione, tachicardia, nausea, vomito, diarrea, eiaculazione spontanea o orgasmo, insufficienza renale.  

 

In particolare sull’eroina:  
L'assunzione endovenosa di eroina provoca in pochi secondi quello che in gergo  viene chiamato "flash", l'esplosione di un intenso piacere, simile all'orgasmo sessuale, con sensazioni di caldo ed euforia. Questo stato acuto, che generalmente si esaurisce nel giro di un solo minuto, è accompagnato da prurito, restringimento delle pupille, abbassamento del ritmo cardiaco e della pressione arteriosa. Segue quindi un marcato rallentamento dei processi ideomotori ed uno stato di sonnolenza. La conseguenza più pericolosa direttamente legata all'abuso di eroina è la sindrome da iperdosaggio, l'overdose. Il sintomo più grave dell'iperdosaggio da eroina è la depressione respiratoria, che può portare alla morte immediata per insufficienza respiratoria. Marcata è anche una generale inibizione delle funzioni del sistema nervoso centrale che può portare al coma. 

 

Tieni presente che:

> Se decidi di consumare sostanze non ti isolare e comunque evita  luoghi pericolosi o appartati (anche se sei in gruppo). 

> E’ consigliabile non usare sostanze se si devono intraprendere attività dov’è necessaria una completa lucidità, prontezza di riflessi e integrità delle percezioni, come la guida di veicoli. 

> Presta particolare attenzione alle sostanze che non conosci e che utilizzi per la prima volta:  la scarsa conoscenza o la sottovalutazione degli effetti e dei rischi potrebbero rendere più difficile la gestione di un’eventuale  situazione problematica.

> In caso di necessità o d’incertezza, non aver paura e chiedi aiuto: se è presente uno spazio Chill Out rivolgiti agli operatori (la struttura è organizzata per accogliere e gestire i casi di malore)  o chiama il 118.

> I MIX: usare più sostanze insieme è sempre un rischio. Le diverse combinazioni di sostanze assunte non permettono di conoscere tutti gli effetti che ne derivano: il mix può avere conseguenze inaspettate, sgradevoli e di difficile gestione: in alcuni casi esse possono essere estremamente pericolose.

> In generale i diversi livelli d’alterazione delle sostanze, la durata degli effetti ed i rischi annessi, sono fortemente condizionati da fattori come: le caratteristiche personali (fisiche, psicologiche ed emotive che possono essere diverse nella stessa persona da momento a momento), le aspettative legate all’esperienza ricercata, il contesto d’uso, la qualità e quantità di sostanza assunta, la concentrazione di principio attivo ed - in ultimo, ma non meno importante - la modalità d’uso (assunzione per via orale, inalazione, sniffo,  pratiche iniettive).

> Rispetto alle sostanze illegali, va tenuto presente che  il circuito del mercato nero  non permette di conoscere la reale composizione della sostanza e le caratteristiche delle sostanze con cui  è stata “tagliata”.

> E’ credenza comune ma errata che le droghe naturali (es: cannabis, funghetti allucinogeni, oppio ..) non abbiano effetti nocivi e pericolosi come le sostanze chimiche di sintesi.

Cenni Storici: 

L'uso dell'oppio è attestato sin nei primi testi scritti prodotti dall'uomo. Hul gil, l'ideogramma con cui i Sumeri indicavano, già nel 4000 a.C., il papavero da oppio stava per pianta della gioia dimostrando così come le antiche popolazioni della Mesopotamia conoscessero bene le proprietà euforizzanti del succo di tale pianta.

Nella mitologia greca e romana l'oppio era una presenza ricorrente. Un mito raccontava come Demetra, la dea della terra feconda, sorella di Zeus, usasse il papavero per alleviare il dolore provocatole dal rapimento della figlia Persefone.

 L’eroina viene sintetizzata nel 1874 a partire dalla morfina dal chimico Alder Wright all’Ospedale Saint Mary di Londra, ma le sue potenzilità mediche vengono ignorate. Ventitré anni dopo, nel 1897, l’eroina è nuovamente sintetizzata dal dottor Felix Hoffmann, ricercatore della casa farmaceutica Bayer. La Bayer commercializza da subito l’eroina come medicinale per il trattamento della tosse e dei problemi respiratori. Un anno dopo l’eroina è già un grosso successo commerciale esportato in oltre venti paesi.
Nei primi del novecento, molti medici e farmacisti iniziano a rendersi conto che le vendite di eroina sono infinitamente superiori all’effettiva possibile domanda di farmaci anti-tosse: si scopre che la maggioranza degli acquirenti la utilizzano come droga e non certo per curare la tosse.

Nel 1911 l’ordine dei farmacisti inglesi ammette che l’eroina non è un farmaco innocuo, ma può causare danni all’organismo e dà dipendenza al pari e più della morfina. La Bayer ne cessa la produzione nel 1913. Nel 1924 l’eroina viene resa illegale. Tra il 1965 e il 1970, durante la gerra in Viet-Nam, molti giovani americani vengono in contatto con l’eroina. Nel 1971 una cifra pari al 10-15% dei soldati americani in Viet-Nam sono dipendenti da eroina; tra la seconda metà degli anni ’70 e la prima metà degli anni ’80 l’eroina iniettata si diffonde enormemente, diventando un vero e proprio flagello nelle città americane ed europee.

Approfondimenti: 

Quando si parla si sostanza psicotrope illegali l’eroina non è semplicemente una sostanza tra le altre, ma la sostanza. E’ attraverso l’esplosione dell’emergenza sociale dovuta alla diffusione dell’eroina agli inizi degli anni ottanta che la gran parte dell’opinione pubblica viene a contatto col problema “droghe” ed è su quel tipo di emergenza che si sono organizzate le risposte delle istituzioni.  
Ad essa è legata indissolubilmente la figura del tossico, prototipo vivente degli effetti di emarginazione sociale legati alla dipendenza da sostanze, figura drammatica ed emblematica della contemporaneità. Il tossico è un topos della città contemporanea così come l’ubriacone lo era per ogni piccolo paese.

Proprio la figura così immediatamente riconoscibile, così irrimediabilmente “diversa” del tossico ha sorretto lo sviluppo di una forte stigmatizzazione sociale dell’atto, e favorito la dura lotta delle società occidentali contro l’eroina. La percezione sociale del rischio per questa sostanza è elevatissima e il livello di disapprovazione non ha eguali tra le altre sostanze: il 98% della popolazione lo disapprova contro, ad esempio, il 69% della cannabis e il 92% per la cocaina*.  
Il consumo di eroina va via via decrescendo, e questo calo è confermato anche dagli ultimi dati che sottolineano come coloro che l’avevano utilizzata nel corso dell’anno nel 2001 costituiva  lo 0,5 della popolazione contro lo 0,3 del 2005. Si conferma quindi come l’eroina sia una sostanza “fuori moda”, relativamente distante dalle esigenze e dalle modalità di consumo oggi in voga.  

Ad aver provato l’eroina una volta nella vita è l’1,3% della popolazione, mentre lo 0,14 ne fa un uso di almeno una volta al mese e lo 0,06 un uso quotidiano. Si stima quindi che 20.000 persone ne facciano un uso quotidiano e 45.000 di una o più volte al mese.  

Nonostante anche tra la popolazione in età scolare il consumo di eroina stia diminuendo si fa strada un fenomeno inquietante: la sua diffusione tra i giovanissimi nei primi anni di scuola media superiore: l’ha provata l’1,5 dei quindicenni e il 2,2 dei sedicenni. Come si evolverà questa precocità nell’approccio con l’eroina non è ancora chiaro, ma tra gli analisti si sta diffondendo la previsione di un  suo ritorno in prima linea.