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primo studio sull'ayahuasca contro la tossicodipendenza

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Commenti

Uno studio sulle dipendenze dove il "principal investigator" è laureato in SCIENZE POLITICHE, mi lascia molto molto perplesso.

la sociologia ha a che fare con le droghe come e più della psicologia e non meno della medicina

E infatti i SERT come ben noto pullulano di sociologi

magari se ce ne fosse qualcuno in più le cose funzionerebbero meglio, chissà.

e non parliamo della botanica (visto che qua stiamo stiamo a usare le liane)

E infatti Gioacchino Scelfo, medico sostanze.info, Il Dott. Roberto Baronti, la Dottoressa Irene Puppo etc. sono dei sociologi di fama mondiale. Ma per favore non diciamo fesserie.

con tutto il rispetto per la persona, il titolo e il lavoro svolto, viste certe risposte del dott. Scelfo lette su questo sito, se avessi un dubbio sulle sostanze mi rivolgerei piuttosto a un sociologo di fama anche soltanto regionale. È abbastanza frequente qui sopra, se ne sono accorti tutti, vedere utenti che danno risposte molto più documentate dello staff (poi magari è vero che questi stessi utenti sono a loro volta medici od operatori di altre ASL) Il campo è complesso, molteplice, ma soprattutto la società è cambiata rispetto all'epidemia di eroina degli anni '80, e certi approcci vetusti anche se animati da ottime intenzioni possono andar bene in certi contesti specifici ma non più in linea generale.
Capire questo fatto (un fatto, a pensarci, decisamente ''da sociologi'') potrebbe portare, come sta avvenendo in altri paesi, all'avvento di politiche sulle droghe finalmente fruttuose.
Inoltre, una cosa è il lavoro stretto sulla tossicodipendenza con gli strumenti oggi a disposizione, che è effettivamente per lo più sanitario; un'altro il campo ampio degli studi sulle droghe (come in questo caso, in cui evidentemente l'ayahuasca viene usata come catalizzatore psicologico, non come palliativo o sostitutivo della sostanza che dà dipendenza), nei quali avere come capofila di uno studio un sociologo pare del tutto sensato, visto che abbracciano campi molto diversi dello scibile e dell'esperienza umana. E state ben certi che il disagio sociale, la marginalizzazione, la criminalizzazione frutto del proibizionismo, il malessere psicologico, sono i veri grandi ''motori'' della diffusione dell'eroina, dell'alcol e delle altre droghe pesanti.

peace

grazie per la dettagliata e approfondita disamina dello stato attuale (e pregresso) dei servizi e del fenomeno sostanze.
Ma resta il quesito già postato ieri: che c'entriamo noi con questa discussione? quando mai gli operatori a cui ti riferisci hanno risposto o discusso del problema "liane"?

e che c'entrano poveretti tutti loro con le liane?

Ah non lo sai ? Un mio amico ben addentro ai reconditi meccanismi della sociologia, mi ha confidato che Gioacchino Scelfo in realtà è Tarzan, mentre Irene Puppo è Jane !!

In questo contesto altamente scientifico, l'importanza delle liane come strumento di introspezione e di esplorazione di nuove dimensioni mi sembra fondamentale e innegabile.

Comunque vi terrò informati sugli sviluppi dell'importante vicenda.

Ogni tanto un po' di sano cazzeggio ci sta, via !!! :-) :-)

come puoi leggere anche tu, poco sopra, il sano cazzeggio - per essere tale - ha bisogno di non prendersi mai molto su serio.
Cosa a cui certi lettori difficilmente rinunciano

Il problema principale nel discorso sulle sostanze ovviamente è la politica. Dovendo rispondere a istanze moralistiche per ragioni di consenso, ha quasi sempre intrapreso strade controproducenti, favorevoli alla gestione criminale del mercato delle droghe e appiattite su un generico 'NO' a cui i giovani per ovvie ragioni sono sempre stati sordi. Poi seguono i giornali, specie in Italia sempre pronti ad accodarsi alle posizioni più moraliste e retrograde (unica eccezione il Manifesto con l'inserto 'Fuoriluogo', che però è un giornale che da molto tempo è letto da pochissima gente).
Solo a quel punto si possono tirare in ballo eventuali responsabilità mediche (ma il problema è casomai disinformazione e sicumera, c'è poco aggiornamento nella categoria, ma di malafede se ne vede poca).
Servirebbero gruppi di studio integrati e multidisciplinari, dove ci sarebbe posto per medici, sociologi, psicologi e quant'altro: se non vengono istituiti viene da pensare che è perché nessuno vuole cambiare uno status quo comodo a tutti – le mafie prosperano; comunità e apparati vari di 'cura' pure; le forze dell'ordine hanno una scusa per perquisire e vessare chiunque; gli utilizzatori costituiscono un ottimo capro espiatorio – e che sarebbe politicamente rischioso provare e cambiare. Se si guarda a ciò che succede negli USA, ora i politici stanno diventando tutti antiproibizionisti solo perché ormai è antiproibizionista più del 60% della popolazione e quindi sarebbe un errore politico farseli nemici...

Io più che questi discorsi teorici trovo scandaloso che non ci sia verso di avere studi governativi seri su queste possibilità di approccio alla terapia. Ora non so le liane psichedeliche (fuori luogo scherzarci su, miseriaccia, se davvero può essere una cura per la tossicodipendenza) ma per esempio l'Iboga: ho letto cose interessantissime sul potenziale dell'Ibogaina ma sempre su giornali poco noti, esteri, e sempre studi di università minori o comunque poco pubblicizzati.
Cominciamo a parlarne invece di accettare uno status quo che funzione fino a un certo punto, certo meglio il meta delle botte da muccioli ma insomma...

Più serio è un discorso meglio fa scherzarci un po su!Se no non rideremmo proprio più

magari dondolandoci da una liana all'altra

quanti esperti italiani saranno qui? http://www.ibogaineconference.org/ scommetto nessuno.

per forza era un convegno riservato ai sociologi

be' insomma redazio'. Opinioni, buone o cattive, su ayahuasca nella cura delle dipendenze? O riuscite solo a fare battutine da scuola media?

Se cerchi nel sito trovi un sacco di post dove ne hanno già parlato ampiamente

ciqo, sapete in quali paesi si possono provare queste terapie?

alcolista65

In Perù sicuramente. Forse anche in altri, ma in Perù sicuramente.

CIAO VORREI SOLO DIRE CHE NON C'E BISOGNO DI ANDARE COSI' LONTANO, IO ERO ALCOLISTA (PESANTE) E HO SMESSO DI BERE GRAZIE ALL'LSD, HO PRESO UN ACIDO PROPRIO CON L'IDEA DI RAZIONALIZZARE LA MIA DIPENDENZA, L'HO CAPITA INQUADRATA E DISINNESCATA E DA QUEL GIORNO NON HO MAI PIU' BEVUTO.
NON SO SE VALE ANCHE CON L'EROINA CHE, IMMAGINO, HA DIPENDENZA FISICA ANCORA PIU' PESANTE MA CON ME HA FUNZIONATO E SUBITO. CHIARAMENTE OCCORRE VOLONTA' DI SMETTERE DA AMPLIFICARE E '''FISSARE''' TRAMITE L'ESPERIENZA INTROSPETTIVA DELL'ACIDO.

CIAO
SALVATA 74