Cannabis e guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti: è reato consumare o guidare? di Luana De Vita Apriamo questa rubrica dedicata alle droghe e alle pene parlando di Cannabis e guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, con l’intenzione di considerare gli aspetti clinici, scientifici di questa sostanza psicoattiva e gli aspetti giuridici legati alla guida di veicoli, cercando di cogliere eventuali contraddizioni tra una visione oggettiva e scientifica e una verità “giuridica” che potrebbe non corrispondere affatto. Non rientra nelle competenze cliniche un giudizio morale sul consumo di sostanze, pertanto nessuno si aspetti di trovare considerazioni del genere. In Italia guidare sotto l’effetto di sostanze stupefacenti è “reato” e la Cannabis rientra nell’elenco delle sostanze psicoattive illegali: coltivazione, possesso di certe quantità, vendita, cessione sono comportamenti illeciti di interesse penale, veri e propri reati; il consumo di fatto non è reato ma è comunque punito con sanzioni amministrative (per es. il ritiro patente, permesso di soggiorno, etc.) diventa reato se coincide con la guida di un veicolo e comporta, secondo le recenti modifiche dell’art.187 del codice della strada, l’arresto da 6 mesi ad un anno e la sospensione della patente da un anno a due. La patente verrà revocata subito in caso di conducente professionale e anche in caso di conducente “normale” se ha provocato un incidente. Se il veicolo appartiene alla persona positiva al test viene confiscata (attenzione, non sequestrata, confiscata) mentre se appartiene a persona diversa la pena per il “colpevole” viene raddoppiata. Si aggiungono poi altre possibilità di aumento di pena in ragione dell’orario e dell’età del colpevole. Cosa significa esattamente “guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti”? Nell’immaginario comune è facile associare a questa immagine un individuo che dopo aver assunto sostanze psicotrope sale a bordo di un veicolo a motore e lo conduce. Dal punto di vista della legge la questione si determina nel momento in cui un qualsiasi soggetto trovato alla guida di un mezzo , sottoposto ad esami clinici su richiesta delle autorità, risulti, per esempio , positivo al THC, nello specifico l’art. 187 chiarisce: “…guida in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope…” Molti consumatori abituali non hanno piena consapevolezza dei rischi che corrono a prescindere dall’attenzione che prestano ad evitare di mettersi al volante poche ore dopo l’assunzione di cannabis. Considerano infatti privo di pericoli/rischio aver fumato il giorno precedente o magari una settimana prima o anche due, tre settimane prima. Il problema è invece serissimo, anche nel caso in cui essi stessi fossero vittime di un incidente. Vittime cioè di una manovra maldestra, spericolata, perfino esplicitamente vietata dal codice che li vedesse vittime di un automobilista distratto o semplicemente spericolato. Peggio, molto peggio se la semplice distrazione o spericolatezza li ponesse in condizione di responsabilità di un incidente. Perché? Perché l’esame delle urine potrebbe risultare positivo a prescindere dall’effettiva assunzione di cannabis immediatamente precedente alla conduzione del veicolo a motore e quindi avviare la procedura prevista dal codice per il reato 187 con tutte le complicazioni amministrative e penali del caso, non ultima la propria posizione assicurativa. Contrattualmente potrebbe infatti essere prevista “ la clausola di rivalsa” e, pur liquidando eventuali danni a terzi, l’assicurazione avrà facoltà di rifarsi sui propri assicurati rei di aver condotto il veicolo in condizioni proibite, ovvero di alterazione psico-fisica. Possibile che fumare una canna la notte di ferragosto sulla spiaggia possa significare che i primi di settembre la vita di un cittadino possa essere rovinata, la fedina penale sporcata e la patente si trasformi in carta straccia? Sì, potrebbe assolutamente accadere. Chiariamo dunque come e perché e anche quali aspetti sarà importante far valere in ambito legale. Per avere effetti derivanti dall’assunzione di cannabis un individuo ne dovrebbe assumere tra i 2 e i 20 milligrammi, fumando cannabis il thc viene riscontrato in pochi secondi , raggiungendo il picco massimo dopo circa 3-10 minuti. Gli effetti perdurano per circa 2-4 ore se invece la cannabis è “ingerita” gli effetti arrivano a perdurare 6-8 ore. Il fegato è l’organo in cui avviene la metabolizzazione del thc dopo circa 10 minuti dall’assunzione , genera 7 metaboliti maggiori e altri metaboliti (più di 20) potenzialmente attivi, più una molecola non-psicoattiva che verrà escreta nelle urine. Il picco escretorio urinario avviene dopo circa 2-6 ore dall’assunzione di cannabis e prosegue per giorni, settimane. Per essere più chiari nell’urina la positività al Thc è certamente prova di assunzione di cannabis, infatti è evidenza, indiscutibile, del momento di “scarto” di scorie metaboliche non-psicoattive che vengono dall’organismo espulse, ovvero prova certa di una fase successiva sia al momento dell’assunzione sia al periodo di efficacia psicoattiva. Non può dunque giustificare, da un punto di vista probatorio, il reato di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti . L’esame delle urine può indicare, confermare, l’assunzione della sostanza, ma non può essere considerata prova, in assenza di un prelievo ematico o salivare, di stato di alterazione psico-fisica poiché in alcun modo può dedursi da un campione positivo di urina il tempo trascorso da una eventuale, recente, assunzione di cannabis. Come tutti i cannabinoidi il thc è una molecola altamente liposolubile (solubile nei grassi) i cui metaboliti vengono accumulati nel tessuto adiposo e lentamente rilasciati nel flusso ematico, l’eliminazione completa può richiedere anche cinque settimane, ecco perché l’esame tossicologico urinario può dare esito positivo per tanto tempo successivamente al momento della reale assunzione. Oggi, in Italia, è possibile rispondere del reato di guida sotto effetto di sostanze stupefacenti anche con il solo esame dell’urina e questo necessita di assoluta riflessione sul codice della strada e sull’effettiva volontà del legislatore. E’ necessario tornare a considerare che consumare sostanze non è reato, guidare sotto l’effetto di sostanze invece è reato, ben venga dunque l’intervento di punizione se mirato a punire il comportamento pericoloso per sé e per gli altri, ma solo quello. Sarà bene che le procedure per avviare certi procedimenti giudiziari siano vincolate ad effettivi riscontri clinici, precisi e indiscutibili, sullo stato di alterazione psico-fisica e quindi sulla effettiva colpevolezza dei soggetti incriminati e non fermarsi ad esami tossicologici che per loro natura non possono costituire in alcun modo prova del reato di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Da questo punto di vista non possiamo non rilevare una lacuna inaccettabile e la necessità di una importante valutazione e revisione delle procedure operative attualmente in uso, poiché è intollerabile una tale assurda superficialità. L’accertamento di un reato che espone le persone indagate a sanzioni deve essere assolutamente ineccepibile, non approssimativa (e tantomeno inconsistente come nel caso dell’urina e del thc per la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti) i campioni biologici devono garantire identificazione e conservazione, la metodologia deve corrispondere a standard tali da assicurare attendibilità e devono essere previsti anche metodi alternativi di conferma successivi ad una prima rilevazione di positività. Attualmente ci si ferma in realtà ad indagini di screening che di fatto offrono risposte rapide di identificazione delle sostanze ma possono non avere alcuna rilevanza utile di qualità e quantità, dati necessari che, esattamente come per l’acol, determinano di fatto l’eventuale stato alterazione psico-fisica al momento della guida e quindi l’eventuale sussistenza o meno del reato. Non ci è dunque chiaro se nell’intenzione del legislatore ci sia la volontà di non fermarsi all’illecito amministrativo relativo al consumo, che potrebbe secondo l’attuale ordinamento comunque corrispondere al divieto perfino di conseguirla la patente per qualsiasi individuo genericamente positivo a qualsiasi tipo di sostanza psicoattiva e quindi aggravare penalmente la posizione del consumatore con le conseguenze di una condanna basata sull’art. 187 o se realmente la preoccupazione sia punire comportamenti pericolosi e criminali per la sicurezza di tutti i cittadini, tra i quali senza dubbio possiamo inquadrare la guida in stato psico-fisico alterato. Certo è che, allo stato attuale, per quanto riguarda il thc e la guida , gli esami tossicologici di screening attualmente in uso non potendo garantire prova dell’alterazione psico-fisica al momento della guida ovvero della reale presenza di sostanza psicoattiva, potrebbero in sede legale produrre, con più che ragionevoli e scientificamente ineccepibili argomenti, un solo esito: la non sussistenza del reato. E, per dovere di cronaca, già alcune recenti sentenze hanno confermato tale esito.
Commenti
Salve, da una esperienza vissuta da poco, mi viene da pensare che ormai lo Stato e quindi anche tutti gli organi di polizia e NON solo, siano tutti alla ricerca di soldi. Ho perso il lavoro ( facevo l'autista di camion) dopo la visita della medicina del lavoro, nel quale sono risultato positivo al THC, per una canna fatta 15 gg. prima, quindi mi viene proposto di lavorare senza percepire uno stipendio e andare al Sert ogni qualvolta lo ritenessero necessario. e comunque non potendo fare alcun lavoro a rischio.Sappiamo tutti come funziona in Italia, specialmente i datori di lavoro (I SANTI) ti mettono la targa da drogato e quindi........ QUINDI, mi viene da pensare che chi ruba, chi uccide, chi ruba milioni di euro, entra in carcere dalla porta di servizio ed esce dalla porta principale, mentre chi si fuma una canna a casa dopo una giornata di duro lavoro solo per il gusto di starsene un paio di ore in relax, allora quello si che è un criminale, perdere la patente, perdere il lavoro, soldi che servono poi per le visite al sert ecc. e tutto perchè lo Stato italiano e mafia ci guadagna. Dobbiamo renderci conto che il proibizionismo non ha mai portato a niente di buono anzi, basta solo uscire dai nostri confini per vedere che il mondo anche sul piano della marijuana sta facendo dei progressi, ma l'italia deve essere sempre diversa, e quindi noi poveri mortali paghiamo e paghiamo e sul più bello ti fanno pisciare nella provetta e poi ti rovinano. Vorrei vedere i festini che organizzano i nostri politici con i nostri soldi... ma loro possono perchè è per il bene del paese.
Fumavo da 15 anni sempre studiato sempre lavorato mai avuto un incidente in macchina mai fatto male a nessuno,l'anno scorso al lavoro decidono di farmi prendere la patente da mulettista senza neanche avere il muletto in azienda,lo prendono in seguito,ma io in due anni non l'ho mai toccato ma i test me li fanno comunque.Risultato :ovviamente smetto di fumare,non sto meglio di prima ho iniziato a bere vino la sera cosa che prima non facevo mai tanto per staccare e rilassarmi,mi sento privato della liberta' e non ho mai notato nessun effetto positivo nell'aver smesso.L'Italia e' un paese di ladri e bigotti,di inutili vecchi che ci succhiano il sangue e si divertono con i nostri soldi,la cocaina sparisce prima dalle urine e quindi conviene essere un riccastro o un figlio di papa' o un politico e pippare piuttosto che un onesto lavoratore che si spacca la schiena e la sera si fuma una canna fatta con una pianta che nasce dalla terra e dal sole per rilassarsi in casa sua!!
Se smetti di fumare, e inizi a bere cadi nella trappola dello Stato italiano.... a questo punto io se fossi in te, riinizierei a sfumacchiare qualche cannetta, e male che vada entra in un Smart shop o un sexy shop e ti procuri l'urina sintetica per sgamare i test, te la porti al lavoro e la tieni pronta per fregarli. ATTENZIONE prima del test di screening, tienitela in un posto caldo (nascosta nelle mutande) e vai tranquillo... ECCO LO STATO ITALIANO COME CI VUOLE, IMBROGLIONI E BASTARDI....... e noi "cannaioli" ci siamo sempre stati sulla terra e quindi ci dobbiamo organizzare di conseguenza... tanto arriva per tutti il giorno del Giudizio.... io intanto me la fumo e fanculo ai nostri politici LADRI!!!!! RICORDIAMOCI CHE PER VINCERE LE BATTAGLIE BISOGNA ESSERE UNITI E NON NASCONDERSI IN QUESTA IGNORANZA ED IPOCRISIA CREATA SOLO PER SCOPI DI LUCRO E PER TOGLIERCI LA NOSTRA VITA , LA NOSTRA PRIVACY, LA NOSTRA DIGNITA'!!! STIAMO ENTRANDO IN UN VORTICE DI SCHIAVISMO E COSI' ARRIVERA' IL GIORNO CHE PER ANDARE AL BAGNO, PRIMA BISOGNERA' FARE RICHIESTA SCRITTA CON MARCA DA BOLLO DI EURO 14,65 ALLO STATO ITALIANO, POI ASPETTEREMO LA RISPOSTA E SOLO ALLORA, A RISPOSTA POSITIVA SI POTRA' ENTRARE IN BAGNO E .............
Sono pienamente d'accordo con te purtroppo il mio essere onesto mi porta a valutare il fatto che se mi beccano al lavoro anche se dicono di no alla fine ti portano a licenziarti se ti beccano sulla strada 1 settimana dopo aver fumato ti confiscano la macchina ti sporcano la fedina e ti devi pagare avvocato e multa cosa che non mi posso permettere.Tutto questo solo per"stare bene?",non so se ne vale la pena.Per me la verita' e' questa:chi fuma non e' un consumatore tipico nel senso economico del termine si accontenta di stare con gli amici o stare da solo a leggere un buon libro o guardarsi un film,non esce a bere non esce a spendere in cagate non guarda tv spazzatura e si prende il suo tempo per pensare per questo sara' sempre odiato e perseguito in Italia,mentre invece alcolizzati e cocainomani loro si che sono dei tipici rappresentanti dello Stato Italiano.Nessuno mi convincera' mai che l'uso(non l'abuso)di cannabis siano negativi per l'organismo o la societa'.Teniamoci ladri preti pedofili e razzisti ma chi fuma perdera' lavoro e dignita'...
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